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Recensione in anteprima “In luce fredda” – Micol Mian & Sabrina Romiti

Micol Mian & Sabrina Romiti

Titolo: Il luce fredda
Autore: Micol Mian & Sabrina Romiti
Serie: Rosa dei Venti #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: In luce fredda

SINOSSI

Quando si trasferisce in Massachusetts per studiare Legge, Carlos ha le idee piuttosto chiare sul proprio futuro: sogna un posto in uno studio legale prestigioso, una moglie elegante, una vita che riscatti la sua infanzia povera trascorsa in Arizona. Non prevede certo di innamorarsi di un ragazzino maschio che gli farà mettere in discussione ogni aspetto della sua vita, né che questo ragazzino conviva con segreti dolorosi che renderanno i dubbi sul proprio orientamento sessuale l’ultimo dei loro problemi. Per Viv il sesso non è qualcosa di intimo, ma una dimensione anonima che cerca più per punirsi che per farsi del bene. Non ha mai neanche pensato alla possibilità di innamorarsi di qualcuno, o che qualcuno possa innamorarsi di lui, finché l’incontro con Carlos non cambia le carte in tavola costringendolo a scelte molto più spaventose di quelle che si è concesso fino a quel momento. Nella vita non esiste nulla di completamente innocuo, però, e anche i desideri più veri nascondono trappole e insidie: l’amore può ferire più a fondo dell’odio, se credi di non meritarlo, ed è fin troppo facile trasformare quel dolore in arma e puntarla contro chi meno lo meriterebbe. Sullo sfondo di un processo che porta alla luce ricordi difficili e costringe tutti a una scelta di campo, Viv e Carlos dovranno imparare il modo giusto per aprirsi l’uno all’altro, ed entrambi al mondo.

Lady Marmelade2

I protagonisti di questo libro si muovono in un contesto variegato e ristretto allo stesso tempo; sono tutti molto giovani, alle prese con gli studi universitari o impiegati in lavori saltuari, come se stessero ancora cercando cosa fare da grandi; ne hanno tutto il diritto visto che la vita è cambiamento e che non si smette mai di imparare dai propri errori.
Ci sono molti personaggi che ruotano intorno alla coppia protagonista, Vivian e Carlos, tutti ben caratterizzati perché parte integrante della vita dei due, con ruoli ben stabiliti. Tutti tranne uno, più grande, che rimane ai margini per l’ottanta per cento del libro, che è causa di dispiaceri soprattutto per Carlos. Mi riferisco al suo capo, l’odioso avvocato stronzo che gestisce insieme al suocero lo studio in cui ha preso servizio Carlos.
Mi è rimasto subito impresso nella mente e spero di leggere anche la sua storia in futuro: non conosco tutta la produzione delle autrici, ma leggendo i ringraziamenti finali ho capito  che questa storia fa parte di una serie, La Rosa sei Venti, fruibile un tempo sul web, ma che hanno deciso di rivedere e ripubblicare.
Carlos è di origine latina, un’origine che lo mette in imbarazzo, tanto che cerca di dimenticarsi in tutti i modi la sua lingua “madre”, lo spagnolo; ha i tratti tipici della sua origine, capelli, occhi e carnagione scura. Ha una bellezza rude e naturale; non ha tempo e denaro da spendere in abiti e frivolezze, anzi ha accettato molto volentieri di trasferirsi lontano dalla famiglia nella speranza di ripagare i debiti universitari e di fare carriera. È stato assunto in un rinomato studio legale, ma al momento fa solo da galoppino e autista alla moglie del capo.
Carlos condivide la casa con Raven, gay dichiarato e attivista in tutti i casi di mala giustizia.
Da che ha conosciuto Raven e la sua combriccola di amici, i dubbi che aveva sulla sua sessualità sono peggiorati, soprattutto quando in casa gira Vivian, che ha discapito del nome è un ragazzo dalla bellezza androgina e delicata. Vivian è un entità eterea, con i suoi tratti delicati, diafani, con la pelle candida come la neve, capelli biondissimi, quasi bianchi e gli occhi azzurri trasparenti:

Viv pareva soffiato nel vetro, in certi scatti, scolpito  nello stesso ghiaccio che ricamava i vetri delle finestre. La sua pelle aveva il bianco lattiginoso del cielo gravido di neve, i capelli sfumature d’argento, le ciglia spiccavano stranamente scure. E gli occhi, sotto palpebre rosate come petali, erano schegge di azzurro che trafiggevano lo schermo, tagliando il fiato. Un angelo del gelo, intoccabile e astratto. Solo.

Tutte le volte che incontra Viv cerca di evitarlo; incontrare il suo sguardo così affilato e profondo lo spaventa a morte, perché gli fa desiderare tutto quello che non dovrebbe, inculcato nella sua testa dalla famiglia e religione.
Carlos ha già il sospetto di essere stato assunto a causa delle sue origini e non per le sue qualità, per coprire insomma la quota di minoranza etnica in ufficio.
Se saltasse fuori la sua attrazione per Viv, è certo che la sua carriera sarebbe finita ancora prima di cominciare.
Eppure stare a contatto con Raven e Jude, il suo ragazzo fotografo sempre in giro a scattare foto, gli fa aprire gli occhi. Raven e Jude non rappresentano lo stereotipo del gay che Carlos ha in testa; vedere vivere la normalità del loro rapporto nella vita quotidiana, lo porta ad accettare per la prima volta che l’essere attatto da Viv è più che naturale:

Nessuno lo guardò strano, quando aprì la porta; nessuno lo guardò e basta. Come se non fosse diverso da prima, non più degno di nota; come se ciò che era accaduto nel vicolo non gli fosse rimasto appiccicato addosso, anche se così sembrava, o semplicemente come se a nessuno fregasse nulla di lui, di cosa aveva fatto e per quale ragione.

Se Carlos è bello incasinato, Vivian lo è cento volte di più.
Non vi farò spoiler, la sua storia ve la deve raccontare lui, io vi dirò il minimo indispensabile per farvi venire la voglia di conoscerlo e apprendere da lui la verità.
Vivian ha solo diciotto anni ma ha già vissuto mille vite e dolore a trecentosessanta gradi, tutto causato dalla sua famiglia d’origine.
Viv vive con suo fratello Björn, che ha qualche anno di più di lui, un lavoro stabile, che però non ci viene detto, e che si sobbarca la gran maggioranze delle spese di casa. Vorrebbe tanto che Viv studiasse ancora invece che lavorare, ma il ragazzo non vuole saperne.
I due hanno un rapporto molto bello ma conflittuale; sono molto legati l’uno all’altro ma Viv si sente in colpa per le scelte del fratello. Si considera un peso per lui, ma non riesce a lasciarlo. Vorrebbe riuscire a parlare di più con lui, ma non ce la fa. Da la colpa a se stesso per il loro passato e presente, ma non ce la fa ad affrontare né il fratello, né i suoi demoni.
Ama  Björn, vorrebbe prendersi cura di lui, ma non è forte abbastanza:

Avrebbe voluto dirgli di dormire, dopo. Chiedergli di prendersi cura di se stesso come si sarebbe preso cura di lui, se fosse stato al suo posto; fargli una tisana calda per scacciare quel freddo, avvolgerlo nel pile per regalargli un abbraccio morbido e inoffensivo… scontri del genere scagliavano sempre Björn troppo distante. In un altro mondo, sotto un altro cielo, dentro la storia che gli avevano scavato intorno. Lo stesso baratro su cui lui si affacciava solamente, contemplandone il salto.

Si capisce che la loro famiglia è stata sfasciata da qualcosa di terribile e orribile, ma fino alle battute finali del libro non viene svelato il loro segreto.
Accanto a Viv c’è sempre la sua migliore amica Trish, fidanzata con il cervellone Keith al momento al MIT per proseguire gli studi, che è legato a un doppio filo a Viv, visto che è il figlio della coppia che si è occupata di lui per il breve periodo in cui è stato in affido.
Viv ha un rapporto di amore e odio con se stesso e con il mondo che lo circonda; sfoga la sua aggressività nel sesso, che non vede come un darsi all’altro o solo per raggiungere piacere; il piacere vero e proprio non sa nemmeno cosa sia, figuriamoci la tenerezza e l’amore. Non crede di essere degno di questi sentimenti, troppo incasinato per farsi amate da qualcuno. Eppure il modo di interagire di Trish e Keith fa venire a Viv la voglia di essere trattato anche lui così, anche solo per una volta:

Forse un giorno anche lui avrebbe saputo trovare qualcuno capace di toccarlo in quel modo. Semplice, sincero, pulito. Nonostante le schegge, e gli spuntoni affilati.

Viv non fa altro che cercare di sabotare se stesso e rifiuta tutto quello di buono che gli è capitato, come Carlos, perché per lui il disastro è sempre dietro l’angolo. Per la sua testa la felicità non è prevista, quindi perché aspettare di farsi lasciare? Meglio fare da sé, no? Tolto il dente tolto il dolore:

«Ogni nuova carta che poserai potrebbe essere quella che farà crollare tutto. E sai anche che certi punti sono più fragili degli altri, ma se non costruissi anche lì, la fragilità si estenderebbe a quelli che al momento sembrano più solidi, quindi… continui. Sperando, pregando. Cercando di convincerti.»

Viv è peccato e innocenza riunite nello stesso corpo; duro come il ghiaccio più spesso, ma pieno di crepe, nell’attesa di diventare acqua quando arriverà chi saprà sciogliere lo strato di ghiaccio che lo blocca, intrappolato in silenzi sempre più soffocanti, ma di cui non può fare a meno:

«Il silenzio non ti salva mai, in realtà. Ti illude soltanto. E poi ti strangola. Giorno dopo giorno.»

Un caleidoscopio di vite che si intreccia per i più svariati motivi e che non vedo l’ora di conoscere di più.
La scrittura di questo duo è molto poetica e ricca; il loro libri partono sempre in sordina, molto lentamente, con tante informazioni che costruiscono un intreccio molto complesso, che ha bisogno del suo tempo per dipanarsi.
Una scrittura davvero accattivante che mi ha conquistata dalla prima volta, da quel “Fosco sotto il letto” del 2018.
Un libro che mi viene più logico mettere nella categoria LGBTQ piuttosto che nel romance classico; certo le scene di sesso ci sono, ben definite senza scendere in dettagli.
La mia non vuole essere un offesa al genere romance, che leggo e amo, ma questo per le tematiche che tratta per me è un gradino sopra al classico m/m.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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