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Recensione “Ragazzo, uomo e Nemo” – Damiano Dario Ghiglino

Titolo: Ragazzo, uomo e Nemo
Autore: Damiano Dario Ghiglino
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Ragazzo, uomo e Nemo

SINOSSI

Un ragazzo cammina portando con sé una valigia lungo le strade innevate di una città tedesca. Non sa da dove viene, né dove sta andando. Sa solo che si è lasciato il passato alle spalle perché è gay, è diverso.
Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.
Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.

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Non posso arrendermi, non ora.

Sarebbe davvero troppo riduttivo definire “libro” quest’opera di Damiano Dario Ghiglino.
Ragazzo, uomo e nemo” è un viaggio all’interno della mente di qualcuno che con l’andare avanti della storia diventa un po’ tutti noi. È una scoperta, perché il “ragazzo” è un po’ un apolide, qualcuno che sente di non appartenere a nessun luogo ma che al tempo stesso è divenuto parte di ogni luogo che ha visitato. È un’incognita, perché se solo il protagonista avesse preso una piccola decisione in modo diverso probabilmente tutto ciò che è accaduto dopo non sarebbe mai successo, o forse sarebbe successo in modo differente, rendendo diverso anche l’uomo che è diventato.

Da quando è nato ha indugiato con il bagaglio alla porta. Sempre pronto ad andarsene senza mai trovare il coraggio.

Non voglio svelare niente della trama, perché tentare di raccontarla a parole renderebbe non solo meno profondo il viaggio introspettivo e più banale tutto ciò che viene narrato, ma sarebbe anche impossibile. Perché sono convinta che ogni persona che legge questo libro lo interpreta in modo diverso, rivedendosi nel protagonista in modo personale. Siamo tutti un po’ ragazzo, un po’ uomo e un po’ nemo, siamo tutti alla ricerca di qualcosa che forse abbiamo sotto il naso ma che non riusciamo a trovare fino a quando non abbiamo girato il mondo e poi siamo tornati indietro, profondamente diversi ma anche diversamente uguali.

Sono le piccole cose senza significato che scandiscono gli anni.

Personalmente mi sono affezionata a tutti i personaggi nominati, anche se ad alcuni ho voluto più bene che ad altri (speravo davvero in un finale diverso con Andrew, e quando leggerete il libro capirete a cosa mi riferisco). E mi piace pensare che tutti loro, alla fine, abbiano trovato quello che stavano davvero cercando.
Perché, proprio come scrive il nostro protagonista a qualcuno che forse non vuole essere salvato, “La vita è fantastica e piena di opportunità”.

Il desiderio è dolore, la bellezza che si unisce alla sofferenza.

Damiano Dario Ghiglino ci prende per mano e ci conduce nel suo mondo, mai volgare, mai fuori luogo, mai scontato, sempre rispettoso di emozioni e sentimenti, ed è una cosa davvero rara da trovare al giorno d’oggi.
Ragazzo, uomo e nemo” è il libro che ogni Autore vorrebbe saper scrivere.

5

La copia ARC è stata fornita dall’Autore

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Must Read 2020: le migliori letture del blog

Per concludere l’anno in bellezza, abbiamo pensato di chiamare a raccolta tutto lo staff e creare per ognuna delle nostre ragazze, una top 3 dei migliori libri recensiti per il blog quest’anno; quelli che ci sono rimasti nel cuore in modo speciale e che ci hanno emozionato profondamente, a volte fino alle lacrime.
Queste sono le nostre classifiche.
Anche voi ne avete amato qualcuno di questi? Fateci sapere nei commenti!

FRANCESCA

LADY MARMELADE

EVELYNE

SLANIF

ADELESH

HIKARU

TFPEEL

All’anno prossimo con le nuove letture e le nostre recensioni.
Vi ricordiamo che potete trovarci anche sulla nostra Pagina FacebookInstagramTwitter e ovviamente Goodreads!

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Recensione “L’amore elementare” – Raffaele Isolato

Titolo: L’amore elementare
Autore: Raffaele Isolato
Genere: Erotico, Contemporaneo, Transgender
Casa Editrice: Eros Cultura
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: L’amore elementare

SINOSSI

L’amore puro, universale, elementare. eppure così complicato per chi non sa vedere al di là del proprio naso, per chi è prigioniero di crassa ignoranza, di distruttivo bigottismo, di devastanti convenzioni sociali, religiose, culturali. Due storie di amore e sesso, che poi son la stesa cosa, se non c’è sesso si chiama amicizia, che si intrecciano pur ignorandosi, che si sfiorano senza mai toccarsi, ognuna che segue strade parallele, vicinissime, anche geograficamente, sempre ignorandosi. Eppure si assomigliano, come sono assai simili tra loro le persone che amano con passione, con generosità, che cercano il piacere, l’orgasmo come fonte di sopportazione dell’umana sofferenza. Questa di Raffele Isolato è un duplice storia d’amore destinata a chi cerca una diversa storia d’amore. Quante forme d’amore conoscete? Quante ne praticate? Quanto coraggio avete ad amare liberamente? Valerio e Tina vi dimostreranno come si fa ad amare in maniera alternativa, sempre intensamente, donando tutto se stesso alla ricerca del piacere, da ricevere, da donare. Amara vuol dire donare piacere. Voi ne siete capaci?

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“A tutti voi che avete paura d’amare! E che credete che sia giusto farlo di nascosto, con chi sta bene agli altri e non a voi stessi!”

L’amore elementare” è assolutamente un libro borderline, una storia che probabilmente la maggior parte dei lettori sentirà di dover bocciare. Se solo essi si premurassero di guardare sotto la superficie, però, troverebbero una storia piena di paura, incertezze e speranze, il grido disperato di un ragazzo a malapena maggiorenne che non si vergogna di come Dio lo ha creato, quello stesso Dio che agli occhi di tutti lo vede come un errore.
Mi è piaciuta molto la risoluzione del protagonista, la sua forza, la sua certezza in mezzo alla confusione. Perché quando minacciano di cacciarci di casa potrebbe sembrare facile mentire, fingere di non essere chi siamo davvero, dire quello che gli altri vogliono sentirsi dire pur di mantenere un’esistenza tranquilla. Valerio non lo fa. Lui stesso probabilmente non sa bene chi è davvero, tuttavia non rinnega quello che il destino gli ha riservato. Lui è Valerio, e al tempo stesso Valeria.
Il mondo, in particolare quello dei travestiti, non viene assolutamente indorato, e questo è una scelta che mi ha fatto entrare ancora di più nella storia, come se fossi uno dei personaggi e non un semplice lettore. L’autore ci mette davanti la pura verità, la durezza, la brutalità e la fatiscenza della strada e di coloro che la percorrono. Le passeggiatrici, anime perse agli occhi di tutti che, in alcuni casi, scelgono volontariamente di far parte di questo mondo spietato e lastricato di pericoli.

Ero io e solo io, il Valerio Barbato che voleva sentirsi femmina di fronte a un maschio, e maschio di fronte a un gay, e asessuato di fronte a tutti quelli a cui non interessava un bel niente delle mie particolari inclinazioni. Perché era così difficile da spiegare?

Le scene di sesso sono tante, tantissime, e ognuna è scritta nei minimi particolari. Ho apprezzato le prime, trovato utili le successive e un po’ ripetitive le ultime, non per questo mi sento di penalizzare la storia solo perché è stato scelto un approccio più sessuale che sensuale. Dopotutto si tratta di un libro erotico, e proprio per questo il sesso e l’erotismo devono essere al centro di tutto. C’è molto fetish, ma del tipo che ti fa chiedere se i personaggi siano i veri pervertiti perché li mettono in pratica oppure se sono le uniche persone vere, perché hanno il coraggio di mostrarli invece di tenerli al sicuro e nasconderli sotto un falso perbenismo che ha più le sembianze del bigottismo.

“Se ognuno seguisse i propri impulsi, le proprie perversioni… questo mondo sarebbe invivibile.”
“O invece sarebbe bellissimo!”

Un discorso a parte lo meritano i vari intermezzi, i quali sono stati forse un po’ una distrazione. Si tratta di capitoli brevi che intervallano la storia principale e distolgono l’attenzione da Valerio e dalle sue avventure/disavventure. Inizialmente non capivo bene il senso di queste pagine e mi chiedevo perché l’autore stesse aumentando il volume di un libro già di per sé piuttosto corposo. Alla fine, tuttavia, sono riuscita ad apprezzarli e, anzi, aspettavo un po’ impaziente di sapere cosa sarebbe accaduto nell’intermezzo successivo, che diveniva troppo breve nel momento stesso in cui finivo di leggerlo.

Lascio queste memorie ai popoli dei Paesi in lotta contro la paura di un sistema politico che, smarrito nelle proprie perversioni, ancora rifiuta l’amore libero e le sfumature tra i sessi.

In definitiva, “L’amore elementare” è un romanzo di nicchia ma in grado di aprire gli occhi su una realtà conosciuta da tutti e ignorata da molti. Una storia da leggere, soprattutto per avere una visione di disillusa speranza del mondo.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Sedotta e liberata” – Lady Floriana

Titolo: Sedotta e liberata
Autore: Lady Floriana
Genere: F/F, Erotico, Contemporaneo
Casa Editrice: Eros Cultura
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Sedotta e liberata

SINOSSI

Un romanzo nel romanzo. Un dattiloscritto arriva, casualmente, sulla scrivania di Nicole, una efficiente capo-redattore. La storia, molto particolare e conturbante, scatena in lei un maremoto di emozioni, ricordi, paure e angosce. Così decide di incontrare l’autrice, Barbara, per sapere e per capire. Da subito ne è irresistibilmente attratta. Tra le due donne si instaura un rapporto di dominazione-sottomissione, un rapporto complesso che porterà Nicole a fare i conti con un trauma adolescenziale che aveva per troppo tempo rimosso.

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Sedotta e liberata è la storia di una donna che nel momento più inaspettato della propria vita si ritrova tra le mani, letteralmente, la chiave per abbandonare tutti i propri pregiudizi e pensieri, riuscendo ad abbandonarsi ai propri desideri e permettendo a qualcun altro di diventare padrone dei suoi sensi. Nicole è una donna come tante altre, una donna con un lavoro, una vita sociale e una vita privata normalissimi, ma quando si ritrova a leggere il dattiloscritto di una possibile autrice esordiente, capisce che qualcosa dentro di lei si è svegliato e non tornerà facilmente a dormire, per questo decide di incontrare l’autrice del romanzo che l’ha stregata e intrigata. Barbara, la scrittrice, è molto diversa da Nicole ed è un personaggio che mi è piaciuto molto, perché incarna una persona che tutti, nella vita, dovremmo incontrare, ovvero qualcuno capace di far aprire gli occhi nel modo più brutale su quale sia la verità celata dentro di noi.

La madre l’aveva educata severamente, lo scopo era stato quello di rendere sua figlia forte, forte tanto quanto lei e più di lei, “perché la vita è dura e bisogna essere pronte ad affrontare tutti i pericoli e tutte le difficoltà” ripeteva spesso.

Il libro si divide tra la storia principale, quella di Nicole e Barbara, e quella vissuta dalla prima attraverso le parole del dattiloscritto che deve analizzare per la casa editrice. Generalmente a me non piacciono i racconti nei racconti, perché distraggono dalla storia principale e solitamente annoiano, facendo concentrare l’attenzione del lettore su personaggi secondari che non hanno niente a che vedere con quelli primari, però in questo specifico caso i pezzi del dattiloscritto sono ben gestiti, vengono inseriti nei punti giusti e non sono abbastanza lunghi da stancare; inoltre sono molto coerenti col testo, rendendolo più intrigante soprattutto nei punti in cui la storia principale tende a rallentare un po’.

…si percepì svuotata, come se l’impalcatura della sua vita stesse cedendo, trave dopo trave; quella impalcatura che lei stessa aveva costruito attorno a sé per sentirsi protetta.

Il libro parte in maniera un po’ lenta ma poi si riprende molto bene, sviluppandosi e concludendosi in modo coerente, anche se avrei gradito che il rapporto tra Nicole e Barbara venisse approfondito un po’ di più. Comunque considero un peccato che questo genere non sia molto conosciuto in Italia perché ci sono autori e autrici in gamba che purtroppo vengono ignorati ma che invece meriterebbero davvero molto più successo.
In definitiva “Sedotta e liberata” è un buon testo, con una scrittura fluida, uno stile pulito e semplice e due protagoniste molto ben caratterizzate che non escono dal loro personaggio, cambiando durante la vicenda ma facendolo in modo credibile e realistico.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Geometria di un origami” – Sara Cabizzosu

Titolo: Geometria di un origami
Autore: Sara Cabizzosu
Serie: Occhi di biglia #2
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Brè Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Geometria di un origami

SINOSSI

Alan e Loren, un’amicizia nata da bambini su uno scuolabus e interrotta da adolescenti dentro la cabina di una nave. È proprio dopo quell’ultima, drammatica, notte passata insieme che le loro strade, da sempre fino ad allora collegate, si separano. Per dodici anni, in due luoghi e due realtà del tutto distanti, i due ex amici conducono la propria vita, portando con sé i rimasugli di un legame un tempo solido e profondo, deteriorato da un’ossessiva gelosia che ha lasciato un segno differente, ma incisivo, nel futuro di entrambi. Da una parte Alan, ormai adulto, con una propria famiglia, che crede di aver condannato alla sfortuna a causa degli errori irrisolti di gioventù, in continuo contrasto tra il desiderio di mettere a nudo il proprio passato, a discapito del suo stesso matrimonio, e la rassegnazione a una vita di bugie. Dall’altra parte Loren, sempre al fianco dell’uomo di cui si è innamorato al college, custodisce i propri segreti che sa di non poter esternare né col proprio compagno, né con nessun altro, accettando con diplomazia tutte le conseguenze. Sarà forse una circostanza fortuita o determinata dal destino, a metterli davanti alla reale consapevolezza di quanto l’episodio sulla nave abbia influenzato le loro vite e alla possibilità di affrontarlo, ancora una volta, insieme. Si chiude attraverso questo romanzo una storia che Sara Cabizzosu aveva già delineato nel suo precedente racconto: “Occhi di biglia” una storia d’amore e d’amicizia che nonostante il tempo e i drammi, anche i peggiori, resta solido e autentico, come tutte le vere storie d’amore.

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Sto tornando a casa, piccolo Loren. Sto tornando dove tra noi è cominciata e dove tra noi è finita.

Geometria di un origami” è il seguito di un libro che ho apprezzato davvero tanto, uno dei migliori letti negli ultimi mesi: “Occhi di biglia“. La narrazione di questo secondo volume riprende dodici anni dopo la fine del primo, tuttavia sembra che non sia passato tutto questo tempo perché continui e utili flashback fanno in modo che il lettore comprenda come hanno vissuto i due ragazzi, che adesso sono uomini, una volta separati. La loro vita è andata avanti, dopotutto. Tra alti e bassi Alan si è costruito una famiglia e in un certo senso lo ha fatto anche Loren. Entrambi però non riescono a dimenticare il passato, e quando quello stesso passato torna a bussare alla loro porta, facendoli incontrare di nuovo, per tutti e due sembra che non sia passato neppure un giorno.

Non era in grado di sostenere un confronto di sguardi con un paio di occhi chiari, non ne era più capace. Faceva troppo male.

Ho apprezzato molto questo libro, soprattutto perché appena finito di leggere “Occhi di biglia” mi sono ritrovata a desiderare di sapere come fosse proseguita la storia, cosa avessero fatto i due protagonisti, come fossero continuate le loro vite. Per quanto mi sia piaciuto, però, questo volume a mio parere rimane un piccolo passo dietro il primo. Se “Occhi di biglia” mi aveva coinvolta e travolta, facendomi trattenere il fiato dall’inizio alla fine, questo secondo volume ha perso un po’ del tocco di pepe che invece lo avrebbe reso perfetto.

Perché abbiamo dovuto aspettare di rovinare tutto?

Inoltre, per quanto poco abbia gradito il modo in cui Loren sia riuscito a “perdonare” il passato e quello che gli è stato fatto, lo capisco, capisco i suoi sentimenti e le sue emozioni, capisco il modo in cui abbia vissuto negli ultimi dodici anni e anche come non sia stato capace di dimenticare quella che è stata la sua vita prima di separarsi da Alan.
Un libro che chiude nel modo giusto una storia capace di entusiasmare.
Se avete letto il primo non potete lasciarvi scappare questo secondo volume.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: eros cultura, recensioni

Recensione “Il mecenate” – Sara Ayako

Titolo: Il mecenate
Autore: Sara Ayako
Genere: Erotico, Contemporaneo
Casa Editrice: Eros Cultura
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Il mecenate

SINOSSI

Le ciliegie acerbe. Un delizioso frutto precoce e acido? No. Molto peggio. Fanciulli da avviare alla prostituzione maschile. Romanzo emozionante quello di Sara Ayako, ancorché non facile da digerire. Occorre una mente disponibile, sgombra da ogni pregiudizio, non condizionata da una morale malata che talvolta di giorno condanna ma di notte coglie frutti più o meno acerbi. Chi si approccerà a questo bel romanzo, potrà assaporarne la dolcezza tipica di una mano femminile che ci narra di omosessualità maschile, unita alla competenza, alla capacità narrativa, al garbo con cui affronta una tematica tremenda ed esistente nella realtà delle nostre città. La narrazione presenta momenti di crudo erotismo, senza cadere nella volgarità, né la volontà di eccitare il lettore che non condivide l’uso delle ciliegie acerbe. Per chi invece apprezza quell’erotismo, induce a una profonda riflessione. E poi, viva la libertà di vivere il sesso come si crede.

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“È un ragazzetto risoluto, ma vacci molto cauto: è completamente intatto”.

Il Mecenate“, a mio parere, è un libro che si ama oppure si odia, senza vie di mezzo. I più puritani sicuramente rabbrividiscono nel leggerne le pagine, indicando l’autrice come colpevole di descrivere qualcosa di cui tutti sono a conoscenza ma di cui nessuno deve parlare. Perché Sara è in grado di raccontare benissimo lo sporco che si nasconde dietro una società all’apparenza perfetta, il marcio che viene infilato sotto il tappeto e che rimane celato agli occhi di coloro che non possono, o più precisamente non vogliono, vederlo. Sicuramente è una storia molto forte, cruda e brusca, sia per i temi trattati che per il modo in cui si intrecciano due vite completamente diverse, quella del padre di famiglia Max e quella del giovane, sfortunato e intatto Liam.

Lo hanno soprannominato “Il Mecenate del Sesso” titolo singolare ma esplicativo, riassume coerentemente i due pilastri fondamentali della sua attività.

Credo che l’abile ruvidità dello stile e il modo diretto in cui vengono descritti i fatti siano un punto di forza non indifferente di questo breve libro. Mi è piaciuto molto il linguaggio e, anche se le pagine sono poche, sono stata in grado di entrare benissimo dentro la testa dei personaggi. Il sesso è la componente centrale del libro, tutto ruota intorno ad esso, tuttavia è proprio grazie a questa predominanza “fisica” che il protagonista, Max, riesce ad emergere. In lui sembrano dimorare due persone diverse: da un lato troviamo il padre di famiglia sempre in giro per lavoro che fa di tutto per offrire un futuro meraviglioso al figlio adolescente Samuele, dall’altro troviamo un uomo che non esita a frequentare la Dimora Quadrifoglio in cerca di piaceri proibiti e peccaminosi strappi alla regola. In poche pagine, l’autrice è stata in grado di creare un personaggio a tutto tondo.

Un abile mentitore riconosce un altro mentitore, specie quando il livello di esperienza è troppo impari.

È un libro che ho apprezzato molto, e che sarebbe stato assolutamente perfetto se ci fosse stato un finale leggermente meno breve. Qualcosa in più su Liam, magari, due parole per soddisfare la curiosità di una lettrice che avrebbe voluto un destino diverso per questa giovane ciliegia ma che dentro di sé sa che la vita è ingiusta soprattutto con chi non lo merita.

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Dove lui finisce e io comincio” – Cardeno C.

Titolo: Dove lui finisce e io comincio
Autore: Cardeno C.
Serie: Home #3
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Dove lui finisce e io comincio

SINOSSI

Jake Owens, aggressivo, sensuale, senza peli sulla lingua e coraggioso, è un asso del football diventato poliziotto. Nate Richardson, il suo miglior amico da sempre, è premuroso, tranquillo, gentile, ed è un dottore geniale che non ha mai avuto dubbi sulla propria identità e che ha sempre saputo che Jake è l’amore della sua vita, anche se il fedele, coraggioso ed etero Jake non ne ha mai avuto idea.
In realtà anche Jake ha pensato di non essere corrisposto, e non è mai stato così etero come Nate dà per scontato. Magari Nate pensa che la passione esplosa tra di loro sia un caso, che sia dovuta alla loro prolungata vicinanza, ma Jake è deciso e determinato a provargli il contrario. Per Jake, il punto non è come sono finiti a letto insieme, ma come convincere Nate che lo vuole e che ha bisogno che resti lì.

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Noi siamo per sempre.

Jake e Nate sono letteralmente un’unica anima divisa in due corpi. Durante i loro ventotto anni di vita hanno condiviso praticamente tutto: la stanza d’ospedale il giorno in cui sono venuti alla luce, la famiglia, dato che le loro madri erano più legate di due sorelle, il piccolo appartamento di New York che hanno affittato insieme quando hanno deciso di trasferirsi nella gigantesca città, e anche la vita, perché l’uno non può fare a meno dell’altro. Ogni loro decisione è stata presa in base ai desideri e ai pensieri dell’altra persona, perfino le scelte lavorative, dato che Jake ha rifiutato una carriera come giocatore di football professionista che lo avrebbe portato in giro per il mondo e quindi spesso lontano da Nate, e Nate a sua volta ha rifiutato di diplomarsi in anticipo e frequentare un college prestigioso per ragazzi dotati, scegliendo invece di aiutare Jake a finire il liceo e iscrivendosi a un’università vicina a quella dell’amico.

Mi sentivo incredibilmente grato di aver potuto condividere la mia vita con lui. Tutta la mia vita. Jake mi conosceva. Davvero, intendo. Conosceva i miei difetti, le mie paure, le mie mancanze.

Nate è apertamente gay, non lo ha mai tenuto nascosto, neppure a scuola o alla propria famiglia. Jake, al contrario, è etero, donnaiolo, sciupafemmine, è l’uomo che tutte le donne desiderano avere nel proprio letto, e sicuramente lui non si è mai tirato indietro quando si trattava di divertirsi un po’. Jake e Nate sono le due metà di un insieme, si completano, si accettano, si aiutano, si sostengono e si amano, anche se quest’ultimo dettaglio non lo sanno. I due uomini si conoscono in tutto e per tutto ma hanno un segreto, che poi è lo stesso per entrambi: amano da sempre il proprio migliore amico. Il loro amore è cresciuto negli anni, si è rafforzato e solidificato, e quando alla fine riescono ad essere sinceri e svelare anche quest’unico segreto, la passione divampa e si sentono finalmente completi.

Quando sento la sua voce profonda, o il profumo della sua pelle, mi sento immediatamente al sicuro, come se niente di brutto potesse accadermi.

Ammetto che sono una grande fan di Cardeno. Ogni suo libro mi conquista e appassiona dalla prima all’ultima pagina, e spesso non leggo neppure le sinossi, fidandomi ciecamente di lui. Quest’ultima opera non mi ha delusa, però mi ha lasciata un po’ perplessa. La scrittura e l’introspezione, così come la relazione tra i due protagonisti, sono eccezionali, tuttavia le scene erotiche sono molte, quasi troppe, e sono decisamente dettagliate. Purtroppo questo ha un po’ inciso sul risultato finale perché alcune di esse potevano essere evitate, o semplicemente ridotte, per poter dare maggiore enfasi ai ricordi del passato di Jake e Nate, invece la presenza costante di erotismo ha un po’ rallentato la narrazione. Il loro rapporto negli anni viene descritto bene, raccontato dagli stessi protagonisti che parlano in prima persona, però ho avuto come l’impressione che andasse tutto troppo bene, che alcune situazioni fossero quasi irreali, che mancasse un po’ della brutalità della vita reale.
Tuttavia è un bel libro, ben scritto e strutturato, e se cercate una storia romantica di puro e vero amore questo è il libro che fa per voi. L’ennesima dimostrazione che Cardeno non sbaglia un colpo.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Mezz’ala” – Lara Marchi

Titolo: Mezz’ala
Autore: Lara Marchi
Genere: Erotico, Fantasy
Casa Editrice: Eros Cultura
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Mezz’ala

SINOSSI

A causa del suo crimine Aodh viene esiliato dal suo popolo, gli alati delle montagne, gli Zyena. Scacciato ancora ragazzino, mutilato di un’ala in modo che non possa mai più volare, si trova a contatto con il mondo degli umani, imparando a sopravvivere come può tra estranei e pericoli. Deriso, picchiato, incarcerato, rischia la vita, ma qualcuno gli offre la possibilità di salvarsi. Ogni cosa ha un costo, ma talvolta il destino bara le carte e queste si mescolano: dove c’è cattiveria, può nascere un sentimento e allora la storia ricomincia. La vita può avere un senso anche per chi ha sono una mezza ala per volare. 

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Non conoscevo Lara Marchi prima di leggere questa sua opera ma sicuramente mi ha fatto una bellissima impressione, soprattutto per la storia decisamente particolare e diversa dalle altre. Premetto che sono una appassionata di fantasy quindi appena ho letto la sinossi di questo libro ne sono stata affascinata, e non ha deluso le aspettative perché i personaggi e le ambientazioni sono descritti così bene da risultare quasi reali.
Prima di perdere l’ala, Aodh era un ragazzo superbo, pieno di sé e, come molti giovani, si sentiva il padrone del mondo. I suoi comportamenti erano dettati dalla consapevolezza di essere migliore di molti altri, e questo ha reso le sue azioni sconsiderate, portandolo a subire una punizione da parte del clan Zyena, ovvero il popolo alato che abita le montagne. La perdita dell’ala, e quindi l’allontanamento dalla famiglia e dalla vita che conosceva, gli ha fatto capire nel modo più brutale possibile che ogni azione comporta una reazione. Impossibilitato a volare ancora, il ragazzo si rifugia nel mondo degli umani, entrando in contatto con la loro crudeltà.

Tanto in alto si era trovato tra il suo popolo, tanto in basso era caduto una volta commesso quello che poteva, a posteriori, solo definire un tragico errore dettato dalla superbia e dall’orgoglio.

Quello che mi è piaciuto molto di questo breve libro è che Aodh, il protagonista, abbia “perso” l’ala durante la sua vita e non sia nato con questo difetto fisico. Ho apprezzato questo particolare perché ha dato lo spunto per una rinascita del personaggio e per una sua crescita interiore. Aodh è un personaggio che ha sofferto ma che al tempo stesso è stato capace di accettare il proprio destino e reagire, e lo ritengo un ottimo esempio di forza e tenacia.
La sua vita da quel momento, da quel “tragico errore dettato dalla superbia” è stata molto complicata e l’autrice non si è risparmiata con le sofferenze, gli abusi e le difficoltà, senza tuttavia risultare eccessiva. Ha mostrato un mondo che non lascia scampo a chi abbandona la speranza e decide di smettere di vivere per limitarsi a sopravvivere. Aodh non lo fa, non demorde, e questo me lo ha fatto gradire ancora di più.

Nonostante fosse ammirato dai clienti del postribolo, con un’ala sola non poteva volare e la sua grande, magnifica ala, nel tempo si era rimpicciolita e indebolita.

Avrei apprezzato un po’ di più la presenza di Odran, il giovane che Aodh si trova costretto a controllare a vista e a proteggere in cambio della propria salvezza, dato che buona parte della storia ruota intorno a lui. Odran è presentato un po’ come un ragazzino viziato, una sorta di Aodh del passato, qualcuno a cui basta schioccare le dita per ottenere quello che vuole. Il suo personaggio, tuttavia, manca un po’ di spessore. Molti passaggi importanti che lo riguardano vengono descritti dopo che sono già accaduti e per questo risulta essere un po’ sbiadito. Però il suo rapporto con Aodh è molto dolce, per quanto inizialmente si sviluppi solo sul piano fisico, e il sentimento che nasce tra i due uomini col passare del tempo è sicuramente coinvolgente.
Spero di leggere presto altro di questa autrice perché il suo stile breve ma chiaro mi ha molto incuriosita.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Un erede sconveniente” – K. J. Charles

Titolo: Un erede sconveniente
Autore: K. J. Charles
Serie: Sins of the Cities #3
Genere: Storico, Poliziesco
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Un erede sconveniente

SINOSSI

Nella Londra vittoriana, un investigatore privato trova la passione, il pericolo e l’amore di una vita mentre dà la caccia a un aristocratico perduto.

Sulle tracce del figlio segreto di un conte, l’investigatore Mark Braglewicz rintraccia la sua preda a teatro, mentre si esibisce come trapezista con la sorella gemella. Aggraziato, bellissimo, sfuggente e forte, Pen Starling è diverso da chiunque altro Mark abbia mai conosciuto in vita sua… ed è anche tutto ciò che ha sempre desiderato. Ma l’acrobata dalla lunga chioma ha un titolo nobiliare e una fortuna da rivendicare.
Pen non vuole vivere come un uomo, e men che mai come un nobiluomo. Il pensiero di essere ricco, titolato e sempre sotto i riflettori lo terrorizza. Gli piace la vita che sta vivendo adesso: i suoi giorni sul trapezio, le sue notti insieme a Mark. E non ha intenzione di farsi convincere ad accettare un titolo che potrebbe distruggergli l’anima.
Ma c’è un assassino che batte le nebbiose strade di Londra e la vita di Pen non è l’unica a rischio. Mark decide di costringere il riluttante erede a passare dal varietà al maniero di famiglia, per salvargli la pelle. Tradito dall’unico uomo di cui pensava di potersi fidare, Pen non vuole mai più rivedere il suo amante. Tuttavia, quando l’assassino va a cercarlo, Pen deve trovare un modo per perdonarlo… o potrebbe non vivere abbastanza a lungo da sentire le scuse di Mark.

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Pen era tutto vento e fuoco, nato per ridere e volare.

Ammetto che, se il primo libro della serie mi ha incantata e il secondo mi ha stregata, il terzo mi ha letteralmente e completamente rapita. In quest’ultimo volume veniamo a capo di tutta la matassa che si è aggrovigliata nel corso dei primi due libri, e ogni mistero viene svelato in modo perfetto, senza lasciare niente al caso né creare altri dubbi. Non posso non fare un applauso all’autrice per aver spiegato ogni cosa in modo dettagliato, regalandomi un incredibile e piacevole senso di soddisfazione.
In questo terzo volume conosciamo finalmente Pen, e devo ammettere che è fin dal primo libro che voglio leggere la sua vicenda. Non sono rimasta delusa dalla storia che l’autrice ha pensato per lui, tutt’altro. Repentance, che si fa chiamare solo Pen in un disperato tentativo di chiudere fuori il proprio passato, è un ragazzo incredibile. Mi è entrato subito nel cuore e lì è rimasto fino all’ultima pagina del libro. Ho amato il suo desiderio di libertà, il suo bisogno di non avere appiccicata addosso alcuna etichetta. Lui è semplicemente Pen, uno degli Starling Volanti, un duo di trapezisti capace di incantare Londra. Il trapezio e sua sorella gemella Regret, o come si fa chiamare, Greta, sono tutta la sua vita. Lui non ha bisogno di altro, solo di poter vivere come vuole, senza imposizioni, catene e obblighi.

E poi abbiamo trovato il circo e il trapezio. Io potevo volare, indossare ciò che volevo, ero me stesso per la prima volta in tutta la mia vita. È stato come se qualcuno mi avesse liberato le gambe da morse d’acciaio che non mi ero mai reso conto di portare.

Se Pen è scintillante, mutevole e pieno di gioia, Mark è l’esatto l’opposto: pratico, cinico, incline alla giustizia e disposto a mettere da parte anche i propri sentimenti e desideri pur di far emergere la verità. Se lui e Pen non si fossero conosciuti per un motivo ben preciso, l’eredità scomoda di Lord Moreton, probabilmente avrebbero sperimentato solo qualche minuto di fugace passione in un vicolo buio, andando poi ognuno per la propria strada. Ma il passato di Pen, un passato di cui il ragazzo stesso è all’oscuro fino a quando viene travolto dalla scia di sangue che il titolo nobiliare si porta dietro, li costringerà a mettersi a nudo l’uno di fronte all’altro, a cercarsi e ricercarsi, fino a fargli mettere in discussione ogni certezza.

Pen era tutto vento e fuoco, nato per ridere e volare. Il titolo di conte gli avrebbe tolto tutte quelle peculiarità. Gli avrebbe consegnato il mondo, ma gli avrebbe rubato la gioia.

Nonostante il mio personaggio preferito dell’intera serie rimanga Lazarus, uno dei protagonisti del secondo volume, Pen e Mark mi hanno conquistata, perché la loro storia parla di accettazione, libertà, sentimenti, emozioni e amore. Nessun pentimento, nessun rimorso, perché quando si ama lo si fa con tutto il cuore.
In definitiva, una serie imperdibile, da leggere assolutamente anche se non si è appassionati di libri storici, perché all’interno di questi tre volumi troviamo tutto: suspense, sensualità, intrighi, misteri, assassini spietati, nobili maledetti e una Londra vittoriana descritta in modo magistrale. Una serie che ti conquista e ti travolge. In una parola: perfetta.

5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: eros cultura, recensioni

Recensione “Nel nome del Padre” – Edoardo B.

Kinbaku. Beautiful young model posing tied with rope

Titolo: Nel nome del Padre
Autore: Edoardo B.
Genere: Contemporaneo, Erotico, Religione
Casa Editrice: Eros Cultura
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Nel nome del Padre

SINOSSI

n romanzo sull’amore e sesso tra uomini. Nulla di nuovo. Un romanzo sul sesso dei sacerdoti gay. Nulla di sconosciuto dopo i tanti coming-out di preti coperti dalla lobby gay del Vaticano, però scritto bene, molto bene da un giovane autore veneto che sa evitare la blasfemia e ci propone una storia di vero amore tra un sacerdote, che amerete per la sua simpatia e umanità e un suo giovane parrocchiano, affamato più di affetto che di sesso, nonostante le apparenze. Una bella storia, emozionante e assai verosimile, passionale come sempre deve essere l’amore, anche tra sessi identici, basta solo che sia sincero, e quello tra Mauro e Luca lo è di certo. A chi avesse qualcosa da ridire, rammentiamo le parole di Papa Francesco sui gay: “CHI SONO IO PER GIUDICARE?” Ricordatele sempre.

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Il ragazzo mosse le labbra e mormorò qualcosa che nessuno dei fedeli percepì, ma che rimbombò nella testa di Mauro con la forza di un tuono. Fammi tuo, padre.

Quando ho iniziato questa lettura sapevo già che sarebbe stata diversa rispetto a tutte le precedenti.  E avevo completamente ragione. Nel nome del padre è un libro che ti segna, in un modo o nell’altro. Quando leggi l’ultima parola non puoi non ripensare a quello che hai letto, che hai vissuto, e chiederti come mai ti sia rimasto tutto in mente. Perché è scritta la nuda e cruda verità, ecco perché, una verità ben presente nel mondo ecclesiastico ma che tutti sembrano ignorare: il fatto che i sacerdoti non fanno voto di castità ma solo quello di celibato. Quindi sono liberissimi di andare a letto con chi vogliono. Quello che proprio non digerivo, perlomeno all’inizio, era che Mauro decidesse di avere una relazione sessuale con un minore. Ma ho continuato la lettura, proprio perché lo stile dell’autore è perfetto e la storia comunque mi intrigava. Devo ammettere che non sono mai stata così contenta di non aver abbandonato un libro: Luca non ha solo sedici anni. Luca è un ragazzo che ha bisogno di affetto, un giovane che compensa la sua solitudine con il sesso, a volte facendosi anche pagare. Luca è fragile, e cerca di mascherare questa sua fragilità con la spavalderia e l’arroganza.
Nonostante tutto, ammetto che il personaggio di Luca mi è rimasto un po’ pesante, soprattutto nei primi capitoli, quando sembrava un bambino viziato che vuole ottenere tutto e subito. Non posso negare però che l’autore è stato bravissimo a descriverne i tratti, a renderlo in tutto e per tutto il sedicenne che in fondo è, però in alcuni momenti avrei voluto prenderlo a schiaffi, ricordandogli che, appunto, ha solo sedici anni e che il mondo non è ai suoi piedi.
Mauro invece l’ho amato profondamente. Neanche il pensiero di come ceda a un minorenne mi ha infastidita, proprio perché l’autore lo ha reso un personaggio a tutto tondo, ne ha spiegato la psicologia, i pensieri, i desideri e i bisogni. Mauro è un uomo, prima di essere un prete, e come tale è preda dei bisogni terreni, come tutti noi in fondo.

«Io servo Dio, non un’istituzione fallibile che secoli addietro era avvezza bruciare sul rogo chiunque avesse delle idee che ne minavano il potere.»

Il livello di sensualità della storia è molto alto, con alcune scene descritte anche molto dettagliatamente. Però non rovinano una storia che già da sola viaggia su binari delicati, tutt’altro: i rapporti sono prima di tutto consenzienti e poi venati da un’emozione profonda, da sentimenti che entrambi i personaggi, soprattutto all’inizio, non vogliono provare ma che poi non possono più ignorare. Il sesso c’è ed è tanto, ma è proprio ciò che permette ai due personaggi di avvicinarsi, di capirsi e di aiutarsi, e per questo risulta fondamentale.
Unica pecca del libro: in alcuni punti avrei alleggerito un po’ la storia, magari rivedendo o sfoltendo alcune parti, non perché non sono necessarie ma perché rallentano un po’ la lettura. Ma questo è soltanto un mio pensiero e non intacca assolutamente il piacere di una narrazione piacevole, capace di ammaliare e rapire. In definitiva, una storia da non perdere, perché apre letteralmente gli occhi su un mondo che tutti conosciamo ma di cui siamo ancora totalmente estranei.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice