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Recensione in anteprima “Gelo” – Isabelle Adler

Titolo: Gelo
Autore: Isabelle Adler
Genere: Distopico
Casa Editrice: NineStar Press
Prezzo: 3,38€
Link all’acquisto: Gelo

SINOSSI

Il mondo, così come lo conoscevano, non esiste più, e ciò che resta dell’umanità lotta per la sopravvivenza in una terra desolata. Finn, ventitré anni, per aiutare la sorella, parte per una missione disperata alla ricerca di quelle medicine di cui lei ha assoluto bisogno. Sa bene che non può fidarsi di nessuno, ma quando uno sconosciuto lo salva da una banda di criminali, quel gesto inaspettato di gentilezza riaccende in Finn la perduta fiducia nel genere umano.
L’esitante amicizia con chi lo ha salvato, Spencer, si trasforma lentamente in qualcosa di più, e per la prima volta in tanti anni, Finn si concede di desiderare gioia e speranza in quell’inverno nucleare senza vita. Fino alla sparizione di Spencer.
Si dice che l’amore sia la forza più grande, ma servirà un miracolo per superare i pericoli che minacciano di distruggere l’unica occasione di felicità per Finn e le vite delle persone che ama.

Evelyne2

Con un’ambientazione post-apocalittica, “Gelo” è stata una delle migliori letture dell’ultimo periodo. Mi sono sempre piaciute le storie tormentate inserite in eventi tragici, specialmente se ben scritte e con una buona struttura alla base.

“Forse sarebbe arrivato il giorno in cui i sopravvissuti della civiltà si sarebbero ripresi, si sarebbero scrollati le ceneri di dosso, e avrebbero ricominciato grazie a quella ostinazione tutta umana.”

Non abbiamo molte informazioni sul passato di questo mondo, qualche richiamo qua e là, ma niente di così incisivo. L’autrice si è soffermata sul presente e su come Finn e sua sorella Siobhan tentino in ogni modo di sopravvivere. L’arrivo di Spencer è inaspettato, ma decisivo per il proseguimento della storia. Spencer è un raggio di sole, con il suo sorriso e i suoi occhi azzurri, porta la speranza in Finn. Leggere di questo mondo ormai allo stremo, esseri umani disperati alla ricerca di qualsiasi cosa possa farli sopravvivere un giorno in più… È stato toccante.
L’autrice è riuscita a rendere molto bene questo aspetto in ogni punto. Un lavoro sicuramente complesso, ma che dà moltissimo valore alla storia, poiché senza la suspense insita in ogni capitolo il lettore non avrebbe la stessa percezione degli eventi.
Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa in più della loro vita, quali sono stati in particolare gli eventi che hanno portato a un gelo così assoluto. Immagino però che avere tutte queste informazioni avrebbe anche diminuito l’aspettativa e la curiosità.
Mi è piaciuto leggere di Finn e Spencer, due personaggi caratterizzati alla perfezione. Ognuno di loro mi ha mostrato un risvolto diverso di questa situazione estrema. Persino Siobhan, che inizialmente non ero riuscita a inquadrare, mi ha soddisfatta molto. Vederli insieme, uniti, nonostante le numerose difficoltà, dà sicuramente molta speranza.

“Trovare l’amore tra le rovine era solo un’idea romantica, niente più di un pensiero malinconico scacciato dalla dura realtà così come ciò che restava della nostalgia dei vecchi tempi.”

Se non fosse così minuzioso nei particolari e nella descrizione delle loro azioni, si potrebbe pensare sia una storia utopistica. Ci ho pensato più di qualche volta durante la lettura, ma alla fine ho capito che la fluidità con cui andavo avanti e imparavo a conoscere questi personaggi interessanti e ben strutturati ha creato una storia che segue il giusto percorso. Affronta le difficoltà e non le sottovaluta, ed è proprio per questo che ho apprezzato il realismo con cui Isabelle Adler ha presentato la storia di Finn e Spencer. Ci ha mostrato la bellezza, una luce in fondo al tunnel, seppur si tratti di una situazione che farebbe pensare non possa più esserci alcuna speranza.
Ne consiglio assolutamente la lettura e spero di poter leggere altro di quest’autrice.

4.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione in anteprima “Deosil” – Jordan L. Hawk

Titolo: Deosil
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #11
Genere: Horror, Distopico, Storico, Maghi/Stregoni
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Desoil

SINOSSI

Whyborne, Griffin, e i loro amici hanno fronteggiato cultori, mostri e stregoni. Ma la sfida più grande gli si è appena parata davanti.
Durante il viaggio di ritorno da Balefire Manor, Whyborne riceve la peggiore notizia possibile: Widdershins è caduta sotto l’attacco violento dei Fideles e dei loro servitori. C’è ancora tempo per fermare il ritorno dei Padroni, ma diminuisce sempre di più.
Assieme a Christine e Iskander, Whyborne e Griffin devono raggiungere Widdershins per affrontare l’ultima prova e decidere il destino del mondo, una volta per tutte.

Lady Marmelade2

Avevamo lasciato i nostri eroi a bordo di un veliero, diretti verso casa con nuovi alleati per combattere l’imminente arrivo dei Padroni. Nuove presenze per impolpare le difese di Widdershins, del resto:

“«Widdershins sa sempre chi gli appartiene,» citò. «Per sangue e spirito, respiro e ossa.» Scrollò le spalle a disagio. «Widdershins è casa mia. La mia famiglia.»”

Quello che ancora non sanno è che Widdershins è già in procinto di cadere sotto la furia dei Fideles, fenomeni elettrostatici bizzarri e spaventose nuove creature nate dagli incubi più angoscianti!
Whyborne è ancora frastornato dalle ultime rivelazioni ricevute, fisicamente ancora sotto stress dopo l’ultima lotta nel territorio degli Endicott, ma non può fermarsi proprio ora che l’ora fatidica è giunta. Il suo destino, quello di Persephone e di tutti quelli che lo hanno seguito, vedendo in lui una guida, un essere dalle doti straordinarie e misteriose, sta per compiersi. Non ha ancora detto a nessuno cosa gli ha rivelato Nyarlathotep prima di soccombere, soprattutto per non dare ulteriori preoccupazioni a Griffin, Christine, Iskander e i Ketoi, ma anche perché teme che possa essere vero…
Si è sempre sentito solo, abbandonato a un destino buio e solitario, ma da quando ha trovato Griffin ha capito che non lo voleva più essere. Ma la solitudine che ha sofferto in passato non è nulla rispetto a quella che i Padroni possono fargli provare:

“Ero da solo. Completamente solo. Dove una volta c’erano delle voci che cantavano per me, un gran trambusto vitale che mi avvolgeva, ora c’era il nulla. Silenzio. Buio. Freddo… Non avevo mai davvero compreso la solitudine sino a quel momento. Non avevo capito nulla all’inizio, ma pian piano, i concetti si erano costruiti uno sopra l’altro. Scopo. Casa. Bisogno. Dolore. Paura. Non volevo più essere solo.”

Griffin ha portato nella sua vita amore, dedizione, affetto, colore. Lui l’ha capito dal primo sguardo che quell’allampanato ricercatore, esperto in “lingue morte” ed esotiche, aveva una fuoco unico dentro:

“L’avevo desiderato dal primo momento che l’avevo visto, e amato sin da allora, eppure, vederlo diventare ciò che era diventato era stato, ed era ancora, la più grande gioia della mia vita. Era sempre il tranquillo ricercatore che avevo conosciuto ma, al tempo stesso, era molto di più.”

Il suo amore incondizionato l’ha fatto uscire dal guscio di timidezza e solitudine in cui si era rifugiato. Il suo carnefice più spietato viveva sotto il suo stesso tetto, aveva il suo stesso sangue, e chi doveva proteggerlo ha fallito, ma ora è giunto il momento del riscatto definitivo anche per Niles, il padre che avrebbe dovuto amarlo per quello che era:

“La nostra relazione non era mai stata facile, ma averlo lì con me, alle mie spalle, nelle ore più buie, ammorbidì i contorni dei miei ricordi. Aveva fatto davvero uno sforzo per migliorarsi.”

C’è una ruolo per tutti in questo gran finale, ricco di battaglie, scontri mortali con gli incubi peggiori che si nascondono nelle ombre, ma anche nella luce, che coinvolgono ogni personaggio che appartiene all’esercito di Widdershins. E come sempre c’è la dottoressa Putnam – al momento sprovvista di carabina, ma armata di una pseudo clava!- che riesce a strappare una risata con il suo vocabolario che fa concorrenza a uno scaricatore di porto e che non perde un colpo spiazzando tutti:

“«Non sono mai stato nei tunnel di servizio prima d’ora.» «Io sì,» intervenne Christine, togliendomi la lampada di mano. «Li ho esplorati per divertimento, subito dopo aver avuto il lavoro.» «Figurati se non lo facevi,» mugolai.”

Questa appassionante saga mi ha tenuta incollata senza sosta alle sue pagine libro dopo libro. Ricordo ancora il giorno in cui alla manifestazione Tempo di Libri la Signora Cinelli disse di aver in programma la pubblicazione in italiano di questa serie fantastica  che riuniva fantasy, distopico, horror e suspense tutto in uno! Era davvero qualcosa di nuovo che morivo dalla voglia di leggere  e non mi ha mai deluso!
Personaggi accattivanti, nessuna macchietta classica del genere, storie spaventose che mi hanno ricordato Lovecraft – si lo so che è un paragone enorme, ma credetemi le sue creature mi hanno creato più di un incubo quando lessi le sue storie e quelle create da Hawk non sono da meno!- m anche messaggi postivi e di speranza. Si perché Widdershins, oltre che a radunare chi gli appartiene, ha anche un altro segreto da svelare:

“Widdershins non chiedeva la perfezione… Eravamo tutti imperfetti, e alcuni di noi erano distrutti, ma andava bene così… eravamo amati con passione, anche quando era difficile comprenderne il motivo. Griffin sta accanto all’amore della sua vita, e la felicità gli riempie il cuore.”

Un messaggio così importante meritava di essere trasmesso proprio da un personaggio introverso e solo come Whyborne. Ecco se c’è uno stereotipo che Hawk ha usato è stato quello di creare un Ival davvero molto solo, spaventato, introverso e timido, tanto che a tratti mi faceva molto arrabbiare: il suo mettere sempre in dubbio l’amore che Griffin gli declamava un giorno sì e uno anche, a volte mi ha davvero esasperato! Volevo prenderlo a randellate, ma alla fine l’ho capito; Ival è uno di noi, soprattutto come me, sempre in bilico, che fatico a credere di essere speciale, ma ognuno di noi è speciale perché unico, perché ogni persona è artefice del proprio destino:

“«Sei una parte di me,» continuò, posandomi la mano sul cuore. «Ma appartieni solo a te stesso. Ricordalo sempre.»”

Ora che l’ora più buia è arrivata Ival è pronto a sacrificare se stesso per salvare chi ama, perché l’amore rende forti, non deboli:

“Griffin sta accanto all’amore della sua vita, e la felicità gli riempie il cuore…Sono pronti. Combatteranno. No, combatteremo. Insieme.”

E voi siete pronti a lasciare andare Ival, Griffin, Persefone , Heliabel, Christine & Co?
Io no, perché una volta che una serie simile fa breccia nel mio cuore, lì resta! Questi personaggi così vividi, così imperfetti, così affascinanti resteranno con me per sempre e, appena ne sentirò la mancanza, basterà aprire un libro della serie e loro saranno lì!

Ps: so che che ci sono ancora delle avventure da leggere fuori collana e spero tanto di leggerle un giorno, anche perché in questo ultimo volume ci sono parecchi personaggi che appaiono per poco che meritano di essere conosciuti meglio…

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Balefire” – Jordan L. Hawk

Titolo: Balefire
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #10
Genere: Horror, Distopico, Storico, Maghi/Stregoni
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Balefire

SINOSSI

I cugini di Whyborne, gli Endicott, sono tornati per fargli mantenere la promessa di aiutarli nella riconquista del loro antico maniero, sottratto da un culto malvagio. In cambio, gli daranno la chiave per decifrare il Codice Wisborg, di cui Whyborne ha bisogno per scoprire come fermare i Padroni.
A tale scopo, Whyborne, suo marito Griffin e i loro amici Iskander e Christine partono alla volta di una piccola isola vicino alle coste della Cornovaglia. Ma non appena arrivato al castello di Balefire, Whyborne non dovrà solo affrontare il male nascosto all’interno del maniero, ma anche la dolorosa verità circa il proprio destino.

Lady Marmelade2

“Supra alia familia, è il nostro motto, come già saprà.» Scoccai un’occhiata a mio marito per una traduzione. «Prima di tutto viene la famiglia,» disse.”

Era da tanto tempo che non iniziavo a scrivere una recensione da una citazione, ma questa mi ha colpito, perché il fulcro di questo decimo volume della saga è tutto incentrato sulla famiglia, le origini del potere di Whyborne, del Maelstrom e anche della famiglia Endicott.
Già la famiglia… Chi non ha in famiglia qualche parente imbarazzante? Credo che non  esista famiglia che non ne abbia, o che abbia qualcuno di cui si vergogna, ma quella di Whyborne sicuramente le batte tutte e non perché scorre sangue Ketoi nelle sue vene, ma proprio perché è composta da persone davvero particolari e il povero Percival non riesce proprio a farsene una ragione:

“«Perché tutti nella mia famiglia vogliono uccidere qualcuno? Non ho dei parenti privi di istinti omicidi?»”

Per fortuna nella realtà non tutti abbiamo assassini, streghe, ibridi Ketoi tra le sue fila, ma davvero la sua bizzarra famiglia è realistica quanto la mia!
Tutti i personaggi che la compongono sono ben caratterizzati, creano un legame con il lettore che è incuriosito da ognuno di loro.
Questa volta il gruppo di difensori di Whiddershins deve andare nel Vecchio Continente per rispondere alla richiesta di aiuto dei lontani parenti di Whyborne. Una missione pericolosa per più di un motivo, non solo perché fino ad ora gli Endicott hanno sempre cercato di eliminare Ival e i suoi, considerati abomini agli occhi dei “puri” Endicott, m soprattutto perché non si sa ancora cosa ha preso il possesso di Balefire, la roccaforte degli Endicott…
I pregiudizi che i parenti di Whyborne nutrono nei suoi confronti non cadono miracolosamente, anzi qualcuno è estremamente contrariato dal suo coinvolgimento, ma Rupert, uno dei cugini lontani, sa benissimo che lui è la sua unica possibilità di salvare la sua gente prigioniera su Balefire.
E figuriamoci se la Dottoressa Putnam resterà con le mani in mano ad aspettare Whyborne, Griffin e Iskander di ritorno dalla missione! Sì, certo, come no?! Ma che film avete visto?
Adoro quella donna, ve l’ho già detto più di una volta e non mi stancherò mai di dirlo, perché anche stavolta rimane fedele a se stessa e non se ne sta con le mani in mano ad aspettare di essere salvata! Christine è una forza della natura e le sue schermaglie con Whyborne sono esilaranti, sempre al momento giusto per spezzare la tensione e tirare un po’ il fiato tra una battaglia e l’altra. Stavolta ha avuto un idea geniale per sfruttare la sua mira da cecchino:

“«Io mi porto l’arco,» disse Christine. «Oh, Whyborne, ho pensato di preparare anche olio e stracci.» Lui la guardò perplesso. «E per farci cosa?» «Frecce infuocate, è ovvio!» I suoi occhi luccicavano per l’eccitazione… Guardai Iskander, che appariva sofferente ma consapevole di non dover intervenire. Whyborne, però, sembrava aver dimenticato l’istinto di sopravvivenza.”

Davvero come si fa a non amarla? Adoro anche il marito: completamente innamorato pazzo di questa donna fuori dal comune, forte , volitiva, ma femminile e bellissima! Se all’inizio ero affascinata da Griffin e dal suo amore per Ival, devo dire anche che Iskander ha il suo fascino. Non pensate che sia uno smidollato, tutto il contrario: adora la moglie per quello che è, non la cambierebbe mai e la sceglierebbe ancora e ancora, perché lei è così.
In amore non bisogna mai cercare di cambiare il partner, che senso ha stare con una persona diversa da quella che si è scelta? Tutte le coppie della saga sono così: si sono scelte per amore e a nessuno passerebbe mai per la testa di cambiare qualcosa nel proprio partner, anche se a volte è uno scavezzacollo!
Un romanzo davvero pieno di azione, che scava nel passato degli antenati di Whyborne e ci da l’ennesimo tassello che mancava per capire la sua natura e il ruolo che avrà nella lotta con i Padroni.
Un mix davvero fantastico di amore, amicizia, avventura, sortilegi e magia, dove chi ha un briciolo di cervello e autoconsevazione non può fare a meno di mettersi dalla parte di Whyborne per sopravvivere, perché lui è l’unico che può salvare il mondo dalla distruzione.
Ancora una volta sono stata rapita dalla storia; questa saga non mi annoia mai e sono davvero curiosa di arrivare fino in fondo e vedere cosa succederà ai nostri eroi.
Il rapporto che lega Whyborne a Griffin oramai è consolidato, Ival non nutre più dubbi sull’amore di suo marito, e ho apprezzato che l’autore abbia posto ora l’attenzione sulla narrazione delle avventure piuttosto che fossilizzarsi sul rapporto sentimentale dei due, perché in questo modo la saga ha quella marcia in più per essere una delle più emozionanti che ho letto negli ultimi anni!

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Draakenwood” – Jordan L. Hawk

Titolo: Draakenwood
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #9
Genere: Horror, Distopico, Storico, Maghi/Stregoni
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Draakenwood

SINOSSI

Qualcuno sta uccidendo i membri delle famiglie più antiche… e le prove puntano verso Whyborne.

Widdershins è stata insolitamente tranquilla per mesi. Ma una misteriosa creatura dall’Esterno va in giro ad ammazzare i membri delle famiglie storiche prosciugando il loro sangue. Whyborne e Griffin intendono risolvere il mistero ma, quando le prove si accumulano, la polizia inizia a sospettare che l’assassino sia proprio Whyborne.
Whyborne dovrà quindi sia riabilitare il suo nome che fermare gli orrori che il mostro minaccia di scatenare. La sua unica speranza è l’alleanza con i suoi vecchi nemici: gli Endicott.
Perché qualcosa di terribile è in agguato a Draakenwood, e non si fermerà davanti a nulla pur di prendere il controllo del maelstrom.

Lady Marmelade2

«Widdershins riconosce chi le appartiene.»

Questo ormai è diventato il motto della serie e di tutti i suoi lettori appassionati, me compresa!
La comunità di Widdershins si sta infoltendo sempre più di personaggi eccentrici, affascinanti e magici, tutti portati lì per il volere di un’energia superiore, il Maelstrom, che sta accerchiando attorno a sé sempre più potere.
La lotta con i Padroni è solo all’inizio e c’è ancora da capire se il potere del maelstrom sia buono o cattivo e se lo chiedono sia Whyborne che Griffin:

“Quello che mi preoccupa di più del maelstrom è che non ha una… morale.»… Raccoglie le persone non perché sono buone, ma perché sono utili, in qualche modo… o forse perché gli piacciono?… Possibile che il maelstrom comprendesse le pulsioni umane come l’amore e l’amicizia? Oppure aveva imparato a conoscerle tramite l’esperienza di Whyborne?”

Non si sa da quando il maestrom abbia iniziato a raccogliere persone a Widdershins, probabilmente dal momento esatto della sua fondazione, ai tempi delle antiche famiglie fondatrici, ed è un dato fatto che ha aspettato qualcuno in particolare per esprimere il suo potere; qualcuno puro di spirito come Whyborne, poco incline a essere corrotto dalle lusinghe sia umane che del potere arcano.
Il timido studioso ormai sta diventando sempre più potente e sempre più persone si affidano alla sua guida. Per sua fortuna ha accanto persone pure come lui, che riescono a tenerlo sempre con i piedi per terra, che darebbero la vita per lui e per gli abitanti della cupa cittadina di Widdershins.
Il dottor Whyborne non vorrebbe essere quello che è, perché così la sua vita sarebbe sicuramente meno complicata, è un dato di fatto che nulla sarebbe come è ora e che la sua vita sarebbe davvero diversa, ma probabilmente Griffin sarebbe stato attratto da lui anche senza il potere che il suo Ivan possiede, dando anche a lui un posto sicuro dove stare, finalmente:

“Il maelstrom l’aveva riconosciuto. Mi aveva portato lì e mi aveva dato una casa… una vera casa, con qualcuno che non mi avrebbe mai abbandonato… E adesso, ogni volta che lo guardavo e vedevo quel bagliore, ricordavo e sorridevo.”

In questo volume le cose si fanno sempre più complicate per la squadra di Whyborne & Griffin: i Padroni si sono rivelati, ora sanno contro chi stanno per combattere, perché la famiglia allargata di Ival è l’unica cosa che li può tenere alla larga. Purtroppo qualcuno, o qualcosa, sta uccidendo i membri restanti delle famiglie fondatrici e i sospetti, più che altro dell’odioso nuovo capo della polizia, ricadono proprio sul pacifico Ival!
Ma chi lo conosce, dai semplici polizotti al più umile dipendente del museo, sa che Whyborne non potrebbe mai aver assassinato qualcuno in quella maniera e c’è sempre Griffin a ricordargli che lui è più umano di tutti loro messi insieme, anche se lui umano del tutto non lo è, biologicamente parlando:

“Nessuno di loro ti ha visto buttarti in una voragine per salvare il mondo… Ti guardano e vedono un uomo potente e pericoloso… «Tu tendi ad apparire piuttosto freddo… «Senza dubbio mi sarebbe piaciuto che le nostre vite fossero più tranquille. Ma in quanto al resto… ti amo per quello che sei.» «Con tutti i difetti?» «Hai dei difetti?» domandai con finto stupore. Sbuffò dal naso e colpì la mia spalla con la sua. «Demonio.»”

Novità amorose in vista anche per Persefone in questo capitolo: chissà chi sarà mai l’oggetto del suo desiderio? Io l’avevo intuito, voi?
Qualche screzio anche per la nuova coppia che è convolata a nozze da poco, perché Kader dovrà fare i conti col passato della sua famiglia che sembra essere stato riportato alla luce con l’arrivo di due personaggi nuovi in città
Queste due figure provengono dal Nuovo Mondo e sono legate alla famiglia di Whyborne: cosa vorranno da lui e cosa sono disposti a dare in cambio?
Il passato che ritorna sembra il filo conduttore di tutto questo capitolo della saga, che continua a mantenere alto l’interesse del lettore, che ricuce le ferite inferte del cuore di Whyborne ad anni di distanza da parte dei suoi famigliari stretti; una saga che non annoia mai, andando così a mantenere anche alta la mia valutazione.
Una saga che ci ricorda sempre che siamo tutti perfetti e giusti nella nostra imperfezione, come dice bene Griffin:

“«Ho perso la mia fiducia nell’umanità molto tempo fa. Quello che lei vede come profondamente sbagliato, a me pare del tutto giusto.»”

Perché come sempre “Widdershins riconosce chi le appartiene” e io ne vorrei una tutta mia!

5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Oltre gli echi del dolore” – Mary Durante

Titolo: Oltre gli echi del dolore
Autore: Mary Durante
Serie: Shadows #4
Genere: Gap Generazionale, Erotico, BDSM, Distopico
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Oltre gli echi del dolore

SINOSSI

«Sai cosa ti aspetta, vero?» gli chiese, entrando in camera e chiudendo la porta dietro di sé con un calcio.
Vide come il suo sguardo si puntava sulla cintura e poi non la abbandonava più, l’attenzione concentrata in ciò che aveva tra le mani come se non esistesse nient’altro.
«Mi farai male,» gli rispose, la voce senza alcun tremito.
«Te ne farò, Aiden. E sai perché?»
«Perché ti piace.»

Si sono incontrati, si sono combattuti e, per la prima volta, hanno trovato qualcuno contro cui non sono riusciti a vincere.
Morgan ha cercato di spezzarlo, e invece si è legato a lui.
Aiden ha cercato di farne uno strumento, e alla fine ha dovuto ammettere di volerlo al proprio fianco.
Poco a poco hanno costruito qualcosa, arrivando a trovare un equilibrio. Forse hanno perfino imparato a essere felici.
Ma quando Aiden si ritrova ad affrontare un inaspettato desiderio sorto dalla parte più cupa della sua persona, e vecchi segreti vengono rivelati, Morgan potrebbe risultare l’unico capace di tenere assieme il suo mondo o colui che lo farà a pezzi.

Evelyne2

Era entrato nell’esercito sapendo come fare del male ai suoi simili. Ne era uscito sapendo come uccidere.

Questa lettura è stata sin dall’inizio un’altalena di emozioni. Aspettavo da tempo che Adi e Morgan riuscissero finalmente a mostrare quanto potevano essere perfetti insieme e, nonostante in alcuni momenti non sono stata convinta del tutto dalle scene descritte, l’autrice è riuscita a lasciarmi con il fiato sospeso fino alla fine. Mi ha mostrato quanto due personaggi che già conoscevo potevano ancora dare.
Non so quale dei due sia stato più difficile da caratterizzare (perché, diciamocelo, dubito che anche solo uno di loro sia stato facile da gestire), ma l’autrice ha fatto davvero un ottimo lavoro. Se da un lato l’orgoglio di Adi lo ha portato in situazioni spiacevoli, in questa lettura scopriamo quanto l’ostinazione di Morgan possa essere ancor peggiore.

La vita era una grande stronzata. La felicità, l’amore, la soddisfazione di aver ottenuto dei risultati erano solo le illusioni con cui la gente si ingannava per non ammettere l’inutilità di ogni propria azione.

Se l’inizio e la fine sono stati una riconferma di quanto mi fossero piaciuti in “Sulle orme dei poeti”, la parte centrale non mi ha convinta del tutto. Non parlo dell’intero sviluppo del romanzo, ma di alcune scene, seppur belle ed eccitanti, che però mi hanno portata ad interrompere la lettura.
Le descrizioni sono come sempre ben scritte e le scene di sesso sono magnifiche, ma in questo caso mi è sembrato come se la tendenza di Morgan a infliggere dolore sia stata usata più come scusa che come motivazione vera e propria. Pur restando che ho amato quelle scene, speravo che i due mi mostrassero il “di più” tanto atteso proprio in quei momenti. Li ho sentiti lontani, quasi troppo legati ad un aspetto erotico che è stato capace di metterli in luce, ma anche in ombra.
Sapevo che Adi e Morgan avrebbero potuto dare molto e ne ho avuto la conferma quando poi l’autrice ha stravolto completamente la storia e mi ha dato quello che davvero stavo cercando: personaggi determinati, completi.
Ho anche rivalutato in parte la relazione tra Matt e Lucifer. Leggere di loro da un punto di vista esterno mi ha aiutata non poco a comprendere quanto la loro relazione sia speciale, forse anche più di quella di Adi e Morgan, soprattutto agli occhi della società. Malgrado io abbia amato entrambi i personaggi, nella loro relazione mi sembrava sempre ci fosse un qualcosa di incompleto. Ora invece non lo è affatto. Vedere questi due personaggi così particolari essere ammirati da Morgan, e in parte dallo stesso Adi, fa capire quanto potrebbero dare se riuscissero ad unirsi. Dopo aver stalkerato l’autrice mi sono fatta un’idea, anche se piuttosto vaga, di cosa potrebbe mostrarci nel quinto volume e sono convinta che ne vedremo delle belle!

4
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Recensione in anteprima “Fallow” – Jordan L. Hawk

Jordan L Hawk (1)

Titolo: Fallow
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #8
Genere: Horror, Distopico, Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Fallow

SINOSSI

Quando il passato di Griffin si scontra con il suo presente, gli costerà le vite di tutti coloro che ama?
Tra la minaccia di un’invasione da fine del mondo dall’Esterno e le rivelazioni spiacevoli sulla propria natura, Percival Endicott Whyborne è sotto pressione. Suo marito, Griffin Flaherty, vuole aiutarlo, ma come può farlo se Whyborne non vuole dirgli cosa c’è non va?
Quando un uomo che proviene dal passato di Griffin uccide uno stregone, la situazione diventa ancora più disperata. L’assassino, che una volta era un semplice agricoltore di Fallow, la città natale di Griffin, ha addosso il marchio di una terribile corruzione magica, che nemmeno Whyborne riesce a spiegare.
Per garantire la sicurezza della madre di Griffin, devono viaggiare fino a una città morente del Kansas. Ma mentre la siccità fa appassire i raccolti di Fallow, un culto sinistro si radica in quel suolo arido. E se il tremendo raccolto del culto non verrà bloccato in tempo, Fallow sarà solo la prima città a cadere.
Fallow è l’ottavo libro nella serie Whyborne & Griffin, dove la magia, il mistero e il romance m/m si amalgamano con l’età Vittoriana in America.

Lady Marmelade2

Leggendo questo ottavo volume delle serie l’atmosfera che si respira mi ha ricordato molto i primi volumi. Mi spiego meglio: c’è un Whyborne molto titubante nel suo rapporto con Griffin, alle prese con l’accettare la sua vera natura, scoperta alla fine del volume precedente. Whyborne è alla perenne ricerca di un modo per allontanare da lui il suo grande amore, colpevolizzandosi per tutto quello che gli è capitato dal giorno in cui si sono conosciuti, non perché non lo ami, ma perché si sente responsabile del suo dolore.
A questo punto dovrebbe avere capito che Griffin non lo lascerà mai, ma la vecchia abitudine di fare la regina del dramma è troppo forte in lui, che vorrebbe solo proteggere tutti quelli a cui vuole bene, sacrificando se stesso.
Eppure Griffin è stato fondamentale per lui, perché gli ha fatto capire di essere unico e prezioso, anche se rimarrà sempre il timido spilungone che parla lingue morte da secoli:

“Avevo trascorso una vita di dolorosa solitudine prima che arrivasse e trasformasse la mia grigia esistenza in una realtà piena di luce e colori. A volte, sembrava quasi che mi avesse donato la vita.”

Se avete seguito la serie fino a qui sapete benissimo che Whyborne è davvero speciale, ma tutti quelli che lo circondano sono tali, che tutti sono stati attirati a Widdershins per un motivo ben preciso. Inutile che Ival si spremi le meningi, quello che è stato messo in moto da secoli non può essere fermato, perché quando Widdershins ti chiama, tu puoi solo rispondere al richiamo, soprattutto Griffin:

“Ma a Widdershins non importava della perfezione. Widdershins sa chi gli appartiene. E forse era quello il vero segreto. Coloro che sceglieva erano imperfetti, erano spezzati, erano feriti. Ma loro, noi, io… avevamo comunque un valore.”

L’ostacolo più grande che Whyborne deve affrontare, mostri e creature putrescenti a parte, è sempre se stesso: non so se mai avrà davvero fiducia in quello che è in grado di fare, l’importanza che ha la sua incolumità per Griffin, che è disposto a rinunciare a tutto pur di stare per sempre con lui. Ha già detto addio ai suoi genitori una volta e ora è davvero giunto il tempo per l’ex Pinkerton di chiudere con il passato. Questa volta l’azione si svolge nel paese dove Griffin ha vissuto insieme a Pà e Mà, nelle pianure del Kansas. Si scopriranno così gli ultimi dettagli sulla sua cacciata di tanti anni prima e dell’odio che ancora qualcuno degli abitanti prova verso di lui…
Il nuovo orrore che devono affrontare sta per colpire l’unico affetto che Griffin ha conosciuto da bambino e, anche se Mà non capisce perché Griffin continui a vivere nel peccato, lui non può fare a meno di cercare di salvarla:

“Ho passato la maggior parte della mia vita a cercare di guadagnarmi un posto, a meritarlo. A potermi permette di scegliere. Il figlio perfetto, l’amico perfetto, il detective perfetto. E ho fallito.”

Piano piano ci stiamo avvicinando alla resa dei conti, al momento sono usciti undici libri della serie in lingua, quindi sono sicura che ne vedremo ancora delle belle, ma sinceramente spero che la trama non si focalizzerà più sui tentennamenti della coppia Whyborne- Griffin, perché alla fine corrono in rischio di essere troppo ripetitivi e stancare il lettore.
C’è da dire che Hawk ha avuto la brillante idea di mettere al fianco dei due degli amici fidati, pronti a tutto per dare loro una mano, ovviamente sto parlando della volitiva e senza filtri Christine e del suo neo marito Iskander, che sorride imbarazzato e innamorato alla sua dolce metà, ma che non la cambierebbe per nessuna altra donna al mondo! La accetta come è: con in una mano una pala per cercare tombe perdute e con l’altra il fedele fucile!
Christine e Whyborne sono uno spasso insieme, sopratutto quando l’archeologa lo prende in giro per la sua nuova amicizia con Diablo… Chi è Diablo? Diablo è un animaletto da fattoria che mi ha fatto morire dal ridere:

”«Seriamente, Whyborne.» Christine diede uno schiocco alle redini, ma le bestie la ignorarono. «Tu puoi controllare il vento. Puoi incendiare qualcosa col pensiero, eppure ti lasci bullizzare da un uccello di poco più di due chili!».”

Grazie a questi particolari questa serie rimane una delle mie preferite, perché sa alternare momenti di grande suspense, scene un po’ splatter, passione travolgente tra i due, ma anche intermezzi comici che spezzano la tensione, come quando questo con cui chiudo per non rovinarvi la lettura:

“«Ti voglio bene, Whyborne,» esclamò lei una volta che l’altro tacque. «Ma sei un cretino.»
Lui la guardò torvo. «Grazie, Christine. Sono felice che Widdershins ti abbia scelta.»”

4.5


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Recensione in anteprima “Maelstrom” – Jordan L. Hawk

Jorda L. Hawk (1)

Titolo: Maelstrom
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #7
Genere: Horror, Distopico, Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Maelstrom

SINOSSI

Tra l’improvvisa ma sospetta generosità del padre e l’incauta promessa fatta a Christine di aiutarla a organizzare il suo matrimonio, Percival Endicott Whyborne ha abbastanza di cui preoccuparsi. Ma quando la donazione di un codice misterioso al museo Ladysmith attira l’attenzione di un culto omicida, Whyborne si trova a dover fare una corsa contro il tempo per decifrarne subito i segreti.
Anche Griffin ha un caso: la scomparsa di una mappa storica, che conduce rapidamente a vari omicidi. Qualcuno compie sacrifici umani durante rituali oscuri, e tutti gli indizi conducono proprio al museo.
Con gli amici Christine e Iskander, Whyborne e Griffin devono scoprire il vero scopo del culto prima che sia troppo tardi. Forze oscure sono all’opera proprio nel cuore del museo, e vogliono qualcosa di più del codice di Whyborne.
Vogliono la sua vita.

Lady Marmelade2

I misteri che cela la cittadina di Widdershins sono davvero infiniti; il suo sottosuolo nasconde un grande potere che piano piano sta svelando i suoi segreti a Whyborne: un potere antico e pericoloso concentrato in antichi monoliti sparsi su tutto il suo territorio.
C’è molta azione in questo nuovo volume della serie, quasi più della parte romantica riservata alla coppia, ma devo dire che non mi dispiace affatto: sono un’amante dell’azione e del mistero quindi per me è una pacchia!
C’è anche una parte glamour stavolta nella sottotrama, perché finalmente è giunta l’ora per la Dottoressa Putnam di convolare a nozze con il suo bellissimo mezzo egiziano Iskander, l’affascinate archeologo conosciuto nei volumi precedenti, innamorato pazzo della volitiva dottoressa.
Iskander ha il terrore che la ragazza scappi il giorno delle nozze, e conoscendola bene, potrebbe essere un’eventualità che potrebbe davvero avverarsi!
Ce la vedete a scegliere il menù, i fiori, il vestito? Io no!
Ecco perché la Signorina Parkhurst, la segretaria di Whyborne, e Persefone saranno molto felici di aiutarla!
Non scommettevo un euro sul gusto di Persefone e devo davvero ricredermi.
Il padre di Whyborne si è reso disponibile ad ospitare il matrimonio e ricevimento e il povero Ival si sta scervellando sul vero motivo che avrebbe mosso il genitore a fare tale proposta.
Whyborne è ancora molto scettico nei confronti del padre, ma purtroppo è quello che accade quando ci si sente rifiutati per tutta la vita dalla propria famiglia. Niles sta solo raccogliendo quello che ha seminato, ma dalla sua parte ha inaspettatamente Griffin, che cerca di far riavvicinare padre e figlio:

«Se le cose fossero andate in modo diverso, anche io avrei potuto innamorarmi di una donna e sposarla. E le sarei stato fedele. Ma la natura di Percival non è questa, e non avrebbe potuto cambiarla per lei… «Ma non lo sottostimi per quello. Io ho pregato di cambiare, quando ero più giovane. Se fosse stato possibile, l’avrei fatto all’istante.»… «Whyborne… Percival, non l’avrebbe mai fatto. Neppure per compiacere l’intera società, indipendentemente dal costo. E Dio solo sa quanto sia caparbio alle volte, ma non scambi il suo coraggio per ostinazione.»

Padre e figlio avevano davvero bisogno di chiarirsi e questa aggiunta alla trama rende più realistici i personaggi.
Griffin è sempre più innamorato del suo Ival; ora che anche lui è stato “toccato” dal potere della magia lo vede in tutto il suo splendore e lo riconoscerebbe sempre tra tutti grazie alla sua luce interiore. Il loro rapporto è consolidato, fa tenerezza sentire che entrambi si chiamino marito, anche se Griffin avrebbe voluto un matrimonio in chiesa con relativi grandi festeggiamenti, mentre Ival è più come Christine!
Ormai Whyborne non ha più bisogno di rassicurazioni sul suo legame affettivo con Griffin, ma qualche volta è bello sentirsi dire dal proprio innamorato come si è visti attraverso i suoi occhi:

«Il dottor Percival Endicott Whyborne… così distante. Così inavvicinabile.» Il mio cuore batté più in fretta e la pelle prese a bruciare più di prima. «Non lo sono.» … Silenzioso e lontano, come una statua. Nessuno di loro vede quello che c’è sotto al guscio di marmo. Il fuoco che aspetta il momento giusto per esplodere in una vampata.

Stavolta la posta in gioco è davvero alta; si scopriranno traditori e alleati inaspettati all’interno del museo e anche tra gli abitanti di Widdershins, perché la città sa chi le appartiene e nel momento del bisogno chiama a sé i suoi figli…
Creature spaventose, un gatto da tenere sott’occhio, malefici, esplosioni, rocambolesche fughe nelle prime auto a motore tra le polverose strade della città e tanti, tanti incantesimi che metteranno come sempre Whyborne nei guai!
Erano davvero anni che non leggevo una serie che mantiene alta la media delle mie valutazioni, per come è impostata, il doppio POV ci voleva proprio per dare voce anche a Griffin, e per la ricchezza di trama.
Non ho ancora capito fino a che punto l’autrice vorrà portare Whyborne,  perché il rischio di farlo diventare troppo potente e inarrivabile potrebbe essere l’unico elemento che forse mi lascerebbe perplessa: non vorrei lo facesse diventare davvero troppo in tutto, perché a me il timido, impacciato, insicuro e logorroico, tra sé e sé, Whyborne, a me piace proprio così, in perenne attesa di essere salvato dal suo Griffin:

«Mi importa di te.» Si sollevò per baciarmi. «Ti amo. Amo tutto di te.» Si tirò indietro e sorrise. «Non c’è un’altra persona con cui vorrei affrontare un’invasione di creature mostruose provenienti da un’altra dimensione.»

Poi certo l’autrice non sono io e mi armerò di pazienza e li amerò lo stesso!

4.5


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Recensione in anteprima “Hoarfrost” – Jordan L. Hawk

Jordan L Hawks

Titolo: Hoarfrost
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #6
Genere: Horror, Distopico, Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Hoarfrost

SINOSSI

Lo stregone Percival Endicott Whyborne e suo marito Griffin Flaherty godono di un periodo di pace e tranquillità senza precedenti. Sfortunatamente, la calma è stravolta dall’arrivo di un pacco da parte di Jack, il fratello di Griffin, che ha dissotterrato uno strano oggetto mentre scavava in cerca d’oro in Alaska. La scoperta di una civiltà sino ad allora sconosciuta potrebbe ravvivare la carriera della loro comune amica, la dottoressa Christine Putnam… o potrebbe ucciderli tutti, se gli indizi di magia nera che riguardano l’artefatto si riveleranno veri.
Insieme a Christine e al suo fidanzato Iskander, Whyborne e Griffin viaggeranno verso i più lontani anfratti dell’Artico per impedire a un’antica minaccia di reclamare la vita del fratello di Griffin. Ma nel duro campo di minatori di Hoarfrost, i segreti corrono rapidi come una tempesta di neve e Whyborne non è l’unico stregone attratto dalle voci di presenze magiche. Nella natura selvaggia fatta di ghiaccio e pietra, Griffin deve affrontare la sua più grande paura… o perdere tutti coloro che ama.

Lady Marmelade2

Corro davvero il rischio di essere ripetitiva, ma questa serie è sempre più avvincente e pazzesca, tanto che ero partita con un quattro e mezzo come valutazione, ma alla fine ho “dovuto” cedere e mettere un cinque pieno!
Il merito dell’aumento di voto è dovuto a molteplici fattori: in primo luogo la storia, sempre ad alta tensione, sempre avvincente, senza un attimo di tregua, un’avventura in puro stile Indiana Jones!
Poi ovviamente vengono i personaggi: protagonisti sempre più intriganti, che ci svelano la loro anima tormentata, insicura, debole ma forte allo stesso tempo per reagire alle prove che il destino sembra mettergli sempre sul cammino, e anche i personaggi secondari sono di tutto spessore, anche l’ultima aggiunta, il fidanzato della Dottoressa Putnam, il fascinoso cacciatore di mostri, Iskander.
Un altro elemento che ha fatto alzare il voto è stato l’aver introdotto da parte dell’autrice il POV di Griffin! Finalmente anche lui ha voce in capitolo, ci narra gli eventi e soprattutto ci svela la sua anima.
Whyborne ormai lo sappiamo che dietro alla sua timidezza, insicurezza, educazione, passione per le lingue “morte”, nasconde un temperamento focoso e un potere immenso che continua ad aumentare:

“Avevo toccato quel potere, l’anno appena passato. Mi aveva riempito, bruciando nel mio sangue e fuoriuscendo delle cicatrici sul mio braccio fino a incenerirmi la camicia. E, per un attimo, avevo percepito ogni creatura vivente della città, ogni battito di cuore, ogni passo, ogni respiro tremante.”

Il suo essere insicuro, l’essere sempre stato considerato un debole, uno “strambo”, è stata forse la sua fortuna, perché queste caratteristiche gli hanno permesso di mantenere la sua anima pura, lo ha reso più umano degli umani – qui grosso rischio di spoiler se non si ha letto il volume precedente! Per certi versi è ancora inconsapevole del suo valore, ma pian piano ci sta arrivando:

“Widdershins non si era ancora risvegliata per mia mano. E sebbene fosse attualmente dormiente, come una bestia inquieta, non potevo negare che mi ero abituato ai sussurri del potere sotto i miei piedi.”

Anche Griffin ha le sue insicurezze: ormai conosciamo bene il suo passato, la sua storia, la sua perdita, tutti elementi che l’hanno spinto ad abbandonare la sua vita precedente per ricominciare da capo a Widdershins. Sappiamo della sua famiglia disgregata che sta cercando di riunire, ma avevamo sempre visto Griffin dal punto di vista di Whyborne. Per lui Griffin è sempre coraggioso, impavido, restio a fidarsi delle arti magiche, molto pragmatico e avventuroso. Ho sempre visto Whyborne idolatrare l’ex Pinkerton, come se l’avesse messo su un piedistallo, ammirandolo, volendo essere coraggioso, forte e indipendente come lui. Certo la sofferenza patita da Griffin in passato era palese, ma qualcosa ci era stato taciuto: anche l’investigatore è insicuro, al pari del suo Whyborne. Griffin è umano, non ha doti magiche, prova paura, si sente insicuro, molte volte non all’altezza del marito, e tanto solo:

“Whyborne si conosceva in un modo che potevo solo invidiare. Non lo aveva reso sempre felice, ma gli aveva dato il coraggio di trovare la propria strada, nonostante i desideri di suo padre o di chiunque altro. Si rifiutava di essere diverso da se stesso e il mondo poteva fottersi se disapprovava.”

La sua non è invidia però nei confronti del marito, lui per primo ne ha riconosciuto il valore, ne è rimasto stregato, tanto che lo sceglierebbe sempre come suo compagno di vita, per sempre.
Entrambi gli uomini sminuiscono sempre loro stessi, un altro segno che li rende perfetti l’uno per l’altro:

“…Sono un uomo normale. Non c’è nulla di magico o di speciale in me.» «Tutto in te è speciale,» disse con gentilezza. «Forse per te.» Gli offrii un sorriso triste. «Non solo per me. Widdershins conosce chi gli appartiene.»”

L’avventura stavolta la fa da padrone, i due innamorati devono superare molte situazioni imbarazzanti e non avranno molto tempo per rimanere da soli, ma anche questo mi ha fatto riflettere su loro come coppia, che non può mostrare in pubblico gesti d’affetto che vanno oltre l’amicizia virile. Griffin ha subito un grande dolore quando è stato rifiutato da Pà e Mà per colpa del suo amore nei confronti di Whyborne, quindi ora ha paura di confessare al fratello che quello che lo lega all’uomo va oltre l’amicizia.
Il rischio è grande, ma del reso chi non capisce vedendoli insieme che il loro è “solo amore”, non merita di avere a che fare con loro.
“L’amore salverà il mondo” diceva qualcuno, Griffin ha trovato la sua fonte d’amore, doveva solo sentirla:

“Io sentivo Ival. Sentivo il suo amore per me, a cui non importava che fossi difettoso. Tutte le parti di me stesso che avevo gettato ai suoi piedi durante gli anni insieme, tutte le crepe che ancora mostravano dove mi aveva aiutato a guarire, non importavano più. Lui mi amava, al di là della mia capacità di comprendere.”

5


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Recensione “Come un marchio sulla pelle”

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Titolo: Come un marchio sulla pelle
Autore: Mary Durante
Serie: Shadows #2
Genere: Gap Generazionale, Erotico, BDSM, Distopico
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Come un marchio sulla pelle

SINOSSI

«Non si era detto un anello?» aveva commentato Lucifer.
E lui aveva accennato un ghigno, ignorando il cuore che batteva troppo rapido nel suo petto orfano di chip.
«Sai che non sono un fan delle scelte convenzionali.»
Lucifer aveva sollevato la catenina, osservando il ciondolo alla luce del tramonto e delineandone i contorni con un polpastrello, un tocco leggero mentre occhi troppo seri tardavano a tornare a dedicargli attenzione e una risposta.
Quando aveva riportato gli occhi su di lui, però, non aveva risposto a parole. Invece gli aveva sorriso, la prima volta che lo aveva fatto senza minaccia, divertimento o ironia, una piega delle labbra un po’ incerta, come se non fosse stato abituato a mostrarla e non fosse davvero sicuro di averla realizzata nel modo giusto.
Gli aveva sorriso e lo aveva guardato come se fosse qualcosa di prezioso, lui, più ancora del chip che pendeva da quel grezzo esempio di collana simile alle piastrine di riconoscimento dei soldati. E Matt si era reso conto davvero di essere innamorato.
Fidanzato felicemente e alle prese con i preparativi più o meno ostici del proprio matrimonio, Matt quasi non riesce credere di aver davvero raggiunto un lieto fine. Eppure Roderick è morto, Anderson è stato incastrato e lui vive con il Dom dei suoi sogni, che si è perfettamente calato nella sua nuova identità. Ma una vita da criminale non è così facile da lasciarsi alle spalle e gli strascichi del passato di sangue di Lucifer forse risultano troppo pericolosi per chi ha già un importante segreto da mantenere.
Impegnato ad affrontare un radicale cambiamento nella sua vita e posto di fronte a un bivio, Matt si renderà conto che avere qualcuno di prezioso significa solo avere di più da perdere.

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Vi ho già parlato di “Come ombre nella notte”, il primo volume della serie “Shadows”, presentandovi Matt e Lucifer, due personaggi davvero inusuali e intriganti. Oggi vi parlo di “Come un marchio sulla pelle”, in cui Mary Durante ci presenta il continuo della relazione tra i due.

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Anya Cronos
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Li abbiamo lasciati in un momento ideale. Felicemente fidanzati e in attesa del matrimonio, Matt e Lucifer non sembrano più solamente il geniale informatico e l’assassino da tutti temuto. Ora che Roderick è morto possono finalmente vivere le loro vite insieme e mostrare aspetti delle loro personalità ancora sconosciuti oppure offuscati dai primi eventi.
La nuova credibile identità di Lucifer conferma ancor di più il genio di Matt, creando un’immagine più seria del suo personaggio. Mentre l’assassino acquisisce un’immagine completamente diversa da quella che conosciamo, molto più dolce e socievole, anche se in alcuni momenti vediamo ancora la sua indole.
Specialmente in un momento in particolare. Se penso al titolo del volume non posso far altro che pensare a quella scena. Erotica, dolce e di una profondità incredibile. Non vi svelo di quale momento sto parlando perché merita sicuramente la vostra completa attenzione, fidatevi di me.

“Ti ho sempre detto che sei mio, Matt,” mormorò, accarezzandogli i capelli sudati. “Ma la cosa funziona in entrambi i sensi.”

Se nel primo volume avevo apprezzato entrambi, con una piccola preferenza per l’eccitante assassino, in questo secondo volume non posso che confermare nuovamente le mie preferenze. Matt rimane una delle personalità più divertenti e geniali di cui io abbia mai letto, ma Lucifer mantiene quell’aura di mistero così intrigante anche ora che lo conosciamo meglio. Non pensavo l’autrice riuscisse a mantenere il suo personaggio su questa linea. Soprattutto perché, a differenza del primo, è stata in grado di bilanciare in modo più equilibrato la presenza di entrambi. Vedere per la prima volta le dimostrazioni di affetto di Lucifer senza secondi fini o possibili fraintendimenti rende il suo personaggio ancor più piacevole.
A differenza del primo volume però, c’è sicuramente meno suspence, la storia è incentrata su entrambi i protagonisti per la gran parte del tempo. I colpi di scena che caratterizzavano il libro precedente sono meno numerosi in questo. È una storia molto più romantica, dolce. Non che questo sia un male, chiaro, ma crea un contrasto notevole con i loro primi approcci.

“Ti guarda come se temesse di vederti sparire sotto ai suoi occhi, come se temesse di non meritarti.”

Lucifer e Matt sono due personaggi che hanno davvero poco in comune, eppure riescono a creare un intero perfettamente equilibrato. Ammiro moltissimo questa capacità dell’autrice, riesce a rendere qualsiasi evento o descrizione sempre unica. Il suo stile, poi, cattura il lettore sin da subito e non lo lascia andare fino a quando non ha raggiunto l’ultima pagina.
Se avete già conosciuto Lucifer e Matt e non avete ancora letto “Come un marchio sulla pelle”, cosa aspettate ad acquistare questo secondo volume?

4.5

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Recensione “Come un brivido nel buio” – Mary Durante

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Titolo: Come un brivido nel buio
Autore: Mary Durante
Serie: Shadows #1.5
Genere: Gap Generazionale, Erotico, BDSM, Distopico
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: Gratuito sul sito della Casa Editrice
Link all’acquisto: Come un brivido nel buio

SINOSSI

Non puoi avere un sub quando sei un assassino in fuga, braccato dai criminali della gang con cui sei cresciuto. Soprattutto, non puoi avere come sub l’uomo che ha cominciato a invadere la tua mente con una costanza fastidiosa, diventando il centro indissolubile dei tuoi pensieri e l’unica persona che per te abbia una qualche rilevanza. Lucifer lo sa bene, continuare a cercare Matt avrà come conseguenza quella di mettere in pericolo entrambi. Per proteggere lui e se stesso, non ha scelta: deve dimenticarsi di averlo conosciuto, distruggendo sul nascere la sorprendente intimità che si è creata tra loro fin dai primi incontri.
È quello che si sta ripetendo anche ora, appeso a ottantanove piani d’altezza, in procinto di fare effrazione nell’appartamento del suo amante per sorprenderlo con una visita inaspettata, per appropriarsi del suo corpo con le dita e con le labbra, come se davvero lo possedesse, e per rubare alla notte qualche altra ora d’illusione.

Evelyne2

Come un brivido nel buio” è un piccolo racconto della serie “Shadows” di Mary Durante, edito Quixote Edizione. Oltre ad essere gratuito sul sito della casa editrice, la particolarità di questo extra è sicuramente la presenza di Lucifer. Per la prima volta vediamo la storia dal suo punto di vista.
Ho amato con tutta me stessa la scelta dell’autrice di donarci questa “chicca”. Il primo volume mi è piaciuto molto, ma la saltuaria presenza di Lucifer mi aveva portata ad assegnare alla storia un voto molto buono, ma non eccellente. Ho un debole per il nostro misterioso assassino e vedere per la prima volta gli eventi con i suoi occhi, mi ha totalmente stregata. Soprattutto perché l’autrice descrive una scena su cui ha posto l’attenzione nel precedente volume, ma che non è mai stata menzionata, non essendo Matt il vero protagonista.
Anche se composto da poche pagine, è sicuramente un assaggio di cosa Mary Durante ha in serbo per noi. Ne consiglio la lettura successivamente a “Come ombre nella notte”, per poter comprendere meglio il legame che unisce Matt e Lucifer.

5