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Recensione in anteprima “Il figlio dello chauffeur” – Tara Lain

Titolo: Il figlio dello chauffeur
Autore: Tara Lain
Genere: Contemporaneo
Serie: Movie Magic #1
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,27€
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SINOSSI

Luca McGrath sarà anche tornato nella Napa Valley, California, come promettente chef, con il sogno di aprire un proprio ristorante con cantina di vini, ma il suo cuore è ancora legato a James Armstrong, il classico cattivo ragazzo e figlio di un miliardario. Luca ha trascorso tutta l’infanzia con James, il ragazzo d’oro dell’alta società californiana, così accecato dalla sua bellezza da non notare il pacato e tenebroso fascino del fratello maggiore, Dylan.
Ma ora Luca è tornato, e il suo nuovo charme sembra essere in grado di far dubitare James della sua eterosessualità, tanto da mettere a rischio il fidanzamento dell’uomo con una ricca e potente donna d’affari. La palese attrazione tra i due fa sì che Dylan si decida a fare la sua mossa: perché mentre Luca sognava James, Dylan sognava Luca. Quando Luca si trova incastrato in una disputa tra fratelli e viene addirittura accusato di spionaggio culinario, si prepara a cestinare il suo sogno d’amore, ma non sa che proprio Dylan potrebbe essere la chiave per realizzare i suoi sogni.

Lady Marmelade2

Già dalla sinossi avevo capito da cosa avesse preso spunto l’autrice per questa romantica storia.
Sono un’amante dei vecchi film anni ’50 e ’60, quelli mitici, senza tempo, quelli che tutte le volte che passano in tv mi guardo sempre, anche se a momenti so le battute a memoria!
Non avevo mai pensato a una versione gay del film a cui si è ispirata l’autrice, e devo dire che mi è piaciuto molto!
Le atmosfere che ha ricreato non sono meno glamour di quelle del mitico film – no! Il titolo non ve lo dico! – e il terzetto protagonista è davvero ben caratterizzato.
Luca è un giovane chef dotato di talento e tanta voglia di emergere: in tasca ha tanti sogni, un contratto di lavoro che l’ha fatto tornare a casa, e un grande amore non corrisposto che lo “perseguita” dall’adolescenza. Luca è innamorato da sempre del figlio del datore di lavoro del padre: il figlio più piccolo di una facoltosa famiglia californiana, il bellissimo, biondissimo e carismatico James. Un principe azzurro in carne e ossa, ma purtroppo molto etero e abituato a correre dietro a tutte le belle ragazze che gli passano a tiro!
Luca sa che non potrà mai avere James, ma toglierselo dalla testa è fuori discussione, e sì che Luca è un bel bocconcino, tanto che il fratello maggiore di James, l’ombroso, oscuro e gay dichiarato Dylan, sembra avere un debole per lo chef! Luca è talmente rimbambito dal suo sogno adolescenziale che non vede quello che ha davanti algi occhi! O meglio, il suo corpo è molto attratto da Dylan, ma la sua testaccia dura no!
Ma ora arriva il bello, perché James appena posati gli occhi su Luca, non è più tanto convinto della sua eterosessualità!
Si prospetta un curioso triangolo amoroso? Chi lo sa? Se avete capito da che film è nato il romanzo sapete già come va a finire, ma vi assicuro che la lettura merita.
I personaggi sono caratterizzati molto bene, la storia è arricchita da un misterioso spionaggio industriale e ci sono dei personaggi secondari molto belli che arricchiscono la trama.
Una delle scene più divertenti è quella che ha per oggetto la soglia di attenzione di James, paragonabile per me a un criceto sulla ruota che corre senza meta, ma che per l’autrice risulta essere un altro roditore:

“Temo che rifiutandolo si renderebbe solo più desiderabile. Nessuno dice di no a James.”
“Vero. Ci serve uno scoiattolo.”
“Cioè?”
“Conosci la soglia di attenzione di James. Uno scoiattolo! Una distrazione. Qualcosa che li tenga distanti oppure che intrattenga James per un po’.”

Devo dire che qua ho riso davvero tanto! Non è che James non riesca a tenerlo nei pantaloni, è un bravo ragazzo, anzi forse lo considerano tutti molto superficialmente, perché lui in realtà vorrebbe essere solo come il fratello maggiore, considerato per il suo cervello e non per la sua avvenenza e quindi che male c’è a vedere se anche lui potrebbe essere attratto dagli uomini come il fratello?
Dylan al contrario del fratello è tutto razionalità e concretezza: non si è mai davvero innamorato in vita sua, e non riesce a capire perché è tanto geloso dell’affetto che Luca prova per il fratello. La scoperta dei sentimenti che prova per il ragazzo è molto dolce:

Dylan li fissò sconvolto. Amava davvero Luca? Quindi il fatto che l’idea di non rivederlo mai più gli stritolasse lo stomaco significava amore? E quell’insaziabile desiderio di proteggerlo… e stringerlo, parlare con lui, vedere il suo viso, fare l’amore con lui… significava che lo amava?

Dylan vorrebbe tanto fare breccia nel cuore di Luca, ma non vuole essere un rimpiazzo del fratello, tanto meno vuole che il ragazzo sia l’ennesimo esperimento di James. Luca è troppo prezioso per lui, non vuole che soffra e se James dovesse portarselo a letto per poi essere rimpiazzato da qualcun altro sarebbe davvero troppo doloroso. Nessuno merita di essere trattato come un oggetto, ma come può fare Dylan a far entrare in testa a Luca che è lui l’uomo giusto e non James? Non vi resta che leggere il libro per sapere a chi l’autrice ha riservato il più romantico e classico dei lieti fine, ma sopratutto a chi, perché se non si apre una porta, si può sempre aprire un portone e:

 “Nessuno deve guadagnarsi la felicità, Luca. La ricerca della felicità ci accompagna dalla nascita. Lavoriamo sodo. Ma alla fine tutto dipende dalle svolte del destino. Possiamo fare quello che vogliamo. Possiamo donare la nostra felicità al mondo.”

Donate la vostra felicità al mondo, non sappiamo quanto durerà, quindi se siete felici fatelo vedere, non abbiate paura, perché ne vale davvero la pena…

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Lord Kiran di Lennox” – Laura Costantini

Titolo: Lord Kiran di Lennox
Autore: Laura Costantini
Serie: Diario Vittoriano #2
Genere: Storico
Casa Editrice: GoWare
Prezzo: 6,99€
Link all’acquisto: Lord Kiran di Lennox

SINOSSI

Un incontro d’anime. Questo è accaduto tra Robert, scrittore e pittore, e Kiran, conte e filantropo. A niente sono serviti rancori fanciulleschi, orgoglio, paura. Sono destinati a ritrovarsi. E nell’attesa del processo che, a pochi anni di distanza da quello subito da Oscar Wilde, si appresta a distruggere vita e reputazione di Robert, i suoi diari sono lì, pronti a restituirgli un’adolescenza che ha saputo sconfiggere ogni convenzione. E che a quelle anime innamorate ha concesso di trovarsi e toccarsi. Unirsi.

Lady Marmelade2

Questo secondo capitolo del Diario Vittoriano è ancora narrato dalla voce di Robert, attraverso il suo diario e lunghi flashback dal suo passato, ma il fulcro intorno al quale ruota è la figura di Kiran.
Un Kiran ormai adulto, forte, fiero, potente, sempre più bello e letale, ma anche solo ed emarginato.
La sua famiglia d’origine vorrebbe che si trasferisse in India, ora che la nonna materna è venuta a mancare, ma il richiamo della famiglia acquisita e l’amore che nutre per Robert, lo tengono ancorato al Regno Unito:

L’impronta del passato lo aveva marchiato ben più a fondo del ferro incandescente usato da Absalom. Kiran voleva il riscatto.

Kiran sta cercando con tutte le sue forze di staccarsi da Robert, anche se ora è un uomo, non ha dimenticato il suo passato, anzi sembra che tutti non facciano altro che ricordargli da dove venga e cosa è stato costretto a subire in tenera età. Sa benissimo che non sarà mai bene accetto nella selettiva società londinese, fatta di menzogne e false apparenze, e non vuole che il nome del giovane venga “sporcato” da chi ce l’ha con lui e vorrebbe solo distruggerlo.
I due ragazzi sono sempre più uniti, tutti gli sforzi di tenerli separati da parte delle rispettive famiglie hanno fallito l’obbiettivo, ma forse ora è giunto qualcuno che potrebbe separarli per sempre.
Quello che doveva essere un tranquillo viaggio di piacere, una vacanza, un’avventura alla scoperta delle origini indiane di Kiran, si trasformerà nel viaggio della vita dei due giovani, che segnerà il loro destino per sempre. Quando si fanno delle scelte bisogna calcolare che da esse deriveranno delle conseguenze, e Robert ha sottovalutato le sue di scelte.
Il giovane artista ha ormai capito che l’amore che nutre per Kiran si è spinto oltre quello che si prova per un amico fraterno, e la tentazione di posare le sue labbra sulle sue sta diventanto una tortura. Quello che lo spinge a bramare il giovane non è un sentimento abbietto, sporco, denigrante e peccaminoso come vuole dipingerlo la società in cui vivono, e soprattutto non è violenza come quella che ha subito Kiran da bambino. Quando poi il ragazzo si accorge che anche un altro uomo sta guardano il “suo” Kiran come lui, si rende ancora più conto che quello che prova non è sbagliato:

Possibile che io sia il solo a cogliere la malinconia nei suoi occhi quando si posano su Kiran?Non è lo sguardo che dedicherebbe a una bella donna. È di più. È rimpianto, pudore, vergogna. Tentazione. Non può averlo, non deve averlo. Non deve neanche pensarlo. Ma non può farne a meno… Un incontro di anime che vogliono unirsi. E se il sentimento che proviamo è così forte e così pulito, come può essere contro natura?

Robert vede tutto questo perché anche quello che lui prova, eppure la società e la sua famiglia si aspetta altro da loro… È giunto il momento di compiere una scelta dalla quale non potrà più tirarsi indietro.
C’è molta carne al fuoco in questo volume: vendette da compiere e da cui scappare, un passato che vuole reclamare Kiran per dargli un futuro migliore accanto a persone che lo amano senza remore; un grande e pericoloso amore, che se venisse consumato e scoperto segnerebbe per sempre i destini dei due ragazzi.
L’autrice ha saputo migliorarsi dal primo volume, “Il ragazzo ombra” (qui la nostra recensione), ma ha sempre quel brutto vizio di lasciare il povero lettore sul più bello, perché anche questa volta il libro non si conclude!
Amo e odio allo stesso tempo questo tipo di conclusione per un romanzo, perché se da un lato mi piace da morire che l’autore mi lasci in bilico sul più bello, dall’altro lato lo strozzerei volentieri, perché ormai Kiran e Robert hanno stuzzicato la mia curiosità e ora DEVO assolutamente sapere cosa succederà a quest’ultimo!

4


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: Recensioni, SEM

Recensione “La morale del centrino” – Alberto Milazzo

Titolo: La morale del centrino
Autore: Alberto Milazzo
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: SEM
Prezzo: € 7,99
Link all’acquisto: La morale del centrino

SINOSSI

Manon è una strabordante mamma siciliana, la cui massima più celebre suona: “L’unica felicità possibile è la media delle nostre infelicità”. Ma Manon è anche un modo di stare al mondo, un bizzarro codice etico, un esilarante manuale delle buone maniere. In fondo, Manon è un altro modo per dire una certa Sicilia. Il confronto con una madre del genere è una lotta per la sopravvivenza. Le tappe della crescita del protagonista di questo libro diventano battaglie epocali per l’indipendenza, fatte di tradimenti, di rimpianti, ma anche di inciampi comici. La modernità irrompe nel più sonnacchioso immobilismo siciliano e i risultati non sono per nulla scontati. Manon, il cui universo si ripete identico e immutabile, come le stagioni, viene messa a dura prova da figli che in nulla rispondono ai suoi ideali di madre. Il protagonista e i suoi fratelli infatti sembrano nati per contraddirla, fra divorzi, matrimoni mancati, insuccessi professionali, scelte di vita e di identità sessuale lontane dal suo orizzonte. Manon si trincera dietro una difesa strenua di ciò che lei considera “giusto”. Salvo, alla fine, essere capace di una vera rivoluzione, per quanto domestica, che conferma la leggendaria propensione all’accoglienza e al dialogo dei siciliani. Un libro in cui si ride molto, e con il sorriso si scende nelle pieghe di un dialogo intergenerazionale a volte difficile, ma sempre necessario.

Lady Marmelade2

La lamentela aiuta a vivere. Non importa che ci sia sole o che piova, l’importante è lamentarsi. Mio figlio, assumendo che io non dovessi lamentarmi, mi  ha rovinato la vita. Perché se una madre siciliana non si può lamentare, che madre è? Ma soprattutto, che vita è una vita senza lamentela?

Ecco in un piccolo sunto di cosa è Manon in tutto il suo splendore!
Non sono siciliana, abito in un paesino del nord ma con il Sud d’ Italia e le sue isole ho un bellissimo rapporto, eppure faccio davvero fatica a capire certi meccanismi delle famiglie “di ggiù”!
Forse per colpa della mia indole polentona direte voi. Può essere, di fatto la mia famiglia è totalmente agli antipodi da quella del protagonista del libro, e meno male! Ma tranquilli, esistono madri come Manon anche al nord! Madri che anche se hai passato la quarantina non smettono mai di considerare i loro figli come un prolungamento di loro stesse, che pretendono sempre di più e sono perennemente insoddisfatte delle scelte di vita dei loro pargoli.
Io sono stata fortunata: non ho mai ricevuto pressioni dai miei famigliari sul fatto che non volessi sposarmi o avere figli, ma vi posso assicurare che anche al nord c’è molta pressione sull’accontentare i genitori. L’unica differenza che sento tra nord e sud in questo caso è che lo nascondiamo meglio, e non so a questo punto se sia un bene o un male…
Questo romanzo mi ha davvero aperto un mondo e tra una scena divertente e l’altra mi ha fatto anche molto pensare al fatto che di Manon è piena l’Italia!

Era un unicum la mia Manon o ce n’erano altre sparse per la Sicilia?… Per rispondere al mio milanese arrampicatore compulsivo: «No, non c’è scampo. In Sicilia, tutti figli di Manon… siamo».

Non siamo davvero molto diversi: siamo sempre figli che vogliono realizzare i propri sogni “contro” il volere dei genitori. Siamo sottoposti alla pressione costante del non deluderli, ma spesso e volentieri quello che vogliono loro per noi non è quello che vogliamo noi… come fare quindi a sfuggire a questo circolo vizioso?
Il protagonista del libro è scappato a Milano, ha messo milleduecento chilometri e il mediterraneo tra lui e le aspettative della madre, ma non ce l’ha fatta comunque, perché è impossibile sfuggire alla visone della vita di Manon:

La possibilità che io sia felice è una minaccia, un soffio bizzoso contro il castello di carte della sua tiepida infelicità domestica. Essere felici vuol dire prendere una posizione, scegliere, rivelarsi al mondo, sorridere perfino. È come indossare un bersaglio a cerchi concentrici in guerra, con l’aggravante che la guerra è ogni giorno, e vivere è il pericolo da cui bisogna nascondersi.

Manon ha messo al mondo tre creature, che sembrano fare a gara tra loro per renderla sempre più infelice, per disilludere le aspettative che ella nutriva per loro.
La colpa più grave commessa da uno dei tre? Proprio quella che grava sul narratore della storia, che oltre a non essere diventato medico, è anche gay:

Mi chiesi per la prima volta cosa mi avrebbe reso felice. La risposta fu più dirompente della domanda. Un compagno. Un uomo al mio fianco. Se chiedere di essere genericamente felice era una minaccia, una pistola puntata contro la quieta infelicità di Manon, immaginare che la risposta potesse essere “un compagno” era come scaricarle addosso un intero arsenale atomico.

Attenzione però a non prendervela troppo con Manon, alla fine lei è solo fedele a se stessa e all’ambiente e cultura in cui ha sempre vissuto. Prendetela come è, non cercate di cambiarla,  sarebbe un’impresa inutile ed è proprio questo che devono capire i suoi tre figli per essere certi di vivere una vita felice. Non dico spensierata, perché con Manon non è certo possibile, ma senza spoilerarvi nulla vi posso solo dire che Manon non è così algida e materialista come può sembrare a un primo giudizio, ha solo bisogno di lamentarsi per essere felice! Per capire Manon basta ficcarsi in testa che per lei la lamentela è vita:

La lamentela aiuta a vivere. Non importa che ci sia sole o che piova, l’importante è lamentarsi. Mio figlio, assumendo che io non dovessi lamentarmi, mi  ha rovinato la vita. Perché se una madre siciliana non si può lamentare, che madre è? Ma soprattutto, che vita è una vita senza lamentela?

Se davvero per essere felice uno deve fare quello che vuole, lasciate pure che lei si lamenti, perché per lei è questa la felicità, e avere l’ultima parola: sempre!

Alla fine del weekend, Manon esausta mi abbracciò e mi baciò su una guancia e, approfittando dell’intimità del momento, mi sussurrò in un orecchio: «Dividi i letti». Non tornò più a Milano. Non divisi mai i letti. Sodoma sarebbe stata distrutta.

Questo libro mi ha davvero spiazzato e mi ha mostrato ancora una volta quanto il popolo italico alla fine sia davvero tutto uguale: senza distinzione di regione siamo sempre tutti in bilico alla ricerca del perfetto equilibrio tra l’essere felici e accontentare tutti la “nostra, personale, Manon”!

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Le ossa sotto la pelle”, T. J. Klune

Titolo: Le ossa sotto la pelle
Autore: T. J. Klune
Genere: Sci-Fi
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Le ossa sotto la pelle

SINOSSI

È la primavera del 1995 e Nate Cartwright ha perso tutto: i suoi genitori sono morti, suo fratello non vuole più avere niente a che fare con lui e, ciliegina sulla torta, è stato licenziato dal suo lavoro di giornalista a Washington DC. Senza più prospettive, decide di trasferirsi nella baita vicino a Roseland, il paesino di montagna dove la sua famiglia era solita trascorrere l’estate quando era piccolo, per provare a dare una nuova direzione alla sua vita.
La piccola costruzione tra i boschi dovrebbe essere vuota.
Così non è.
Dentro ci sono un uomo di nome Alex e un’incredibile ragazzina che si fa chiamare Artemis Darth Vader e che non è esattamente ciò che appare.
Presto diventa chiaro che Nate deve compiere una scelta: annegare nei ricordi del passato o combattere per un futuro che non avrebbe mai creduto possibile.
Perché quella ragazzina è speciale e su di loro stanno calando forze il cui unico scopo è controllarla.

Lady Marmelade2

Se seguite TJ da tempo, come me, saprete benissimo che la sua produzione letteraria è a dir poco variegata!
Ti fa ridere e piangere quasi in contemporanea; ti fa venire il mal di pancia dalle risate e poi ti spezza il cuore in un battito di ciglia… Ha la fissa per Stonehenge, che un paio di anni fa ha pure visitato!
Rispetto a tutti i libri giunti fino ad ora da noi, questo è diverso per molti aspetti.
Innanzi tutto la trama m/m rimane molto in sordina, quasi appena accennata, fa da corollario al resto insomma, ed è giusto così.
Non aspettatevi nemmeno le battute di spirito e situazioni imbarazzanti in stile serie Dimmi che è vero.
Quello che c’è sempre di Klune è il talento; un talento grande e potente che rende credibile anche una trama che parla di fantascienza come se fosse la cosa più normale del mondo.
Al centro della storia c’è una bambina molto speciale, in fuga, che si accompagna a un ex soldato che non ha più nulla al mondo, se non il dolore. A questo duo fuori dagli schemi si aggiunge presto un giovane giornalista senza più lavoro né famiglia, il narratore della storia: Nate.
Nate ha appena fatto naufragare la sua carriera nel WC; i suoi genitori sono appena deceduti in tragiche circostanze, e il fratello lo ignora. Davvero un bel periodo per lui; in più, appena ritornato a casa, nella baita in mezzo ai boschi ricevuta in eredità, si accorge che qualcuno si sta nascondendo proprio lì.
La “piccola” Art e l’arcigno Alex sono un mistero troppo grande per farselo scappare. Chi sono? Da dove vengono? Perché stanno scappando?
All’inizio Nate è terrorizzato dallo strano duo, ma rimane subito affascinato dalla mente di Art e in un secondo momento – cioè da quando smetterà di puntargli una pistola addosso!-  dal portamento fiero e coraggioso di Alex, pronto a dare anche la vita per proteggere la ragazzina:

Avrebbe scommesso che l’uomo non potesse essere altro se non granitico, eppure ora eccolo lì, lo sguardo stralunato mentre lo fissava alla ricerca di qualcosa. Era una dissonanza alla quale Nate non era preparato. Lo aveva visto aggressivo. Lo aveva visto intrecciare i capelli di una bambina come se fosse la cosa più normale del mondo. Non lo aveva mai visto impaurito.

Tutto il romanzo gira intorno al mistero di Art, a chi o cosa lei sia in realtà, e cosa ci faccia insieme ad Alex:

«Voi pensate di essere soli. Vi sentite persi. Volevamo mostrarvi che c’è tanto di più nell’universo. Non siamo venuti per farvi del male. Non siamo venuti per salvarvi. Solo voi potete farlo. Siamo venuti in amicizia. Per dimostrarvi che, alla fine, non siete mai soli.»

Art parla in modo strano, tutta colpa della una fissa per il vecchio west, e possiede doni molto particolari, che però usa solo per salvare dai guai la sua famiglia; già, perché ora Alex e Nate sono diventati questo per lei, una famiglia.
Un trio davvero fuori dagli schemi che mi ha commosso.
La storia forse non sarà del tutto originale, ci sono elementi che ho già visto utilizzati in atri libri, ma è quello che arriva al cuore del lettore attraverso la voce di Art che fa di questo libro un altro successo di Klune.
Art ci analizza, osserva e studia; è venuta in pace per capire cosa siamo, in cosa siamo diversi da lei e perché siamo così unici:

«Quando sorridete è come se il sole sorgesse con voi. Quando piangete è come se foste intrappolati nelle tenebre e non riusciste a trovare una via d’uscita… Vi fate del male a vicenda. Vi amate. Urlate parole che nessuno ascolta. Odiate che gli altri non sono come voi. Vi spaventano, anche se tutto ciò che loro vogliono è essere voi… Mi chiedevo come foste, voi umani… Siete animali. Fieri e selvaggi. Duri e brutali e bellissimi. Non c’è nessun altro come voi nell’universo. Portate in voi il potere della distruzione. E quello della gioia. È una dicotomia che non dovrebbe esistere, ma c’è. Dentro di voi. Dentro tutti voi.»

Art ha ridato uno scopo ad Alex; l’ha tolto dall’apatia, l’ha strappato al dolore che lo stava consumando. Non è stato facile arrivare al suo cuore, per non parlare del fatto di averlo convinto a non sparare a Nate dal primo momento:

«È tutto quello che mi resta,» disse… Aveva sentito il modo in cui lo avvolgeva, alla stregua di uno scudo. Aveva sentito come lui e Art erano intrecciati, quasi fossero una cosa sola. Nate lo capiva più di quanto volesse ammettere.

Ora è giunto il momento di operare la sua magia anche su Nate, perché anche se la piccola Art non sa leggere nel pensiero, riesce però a connettere le anime delle persone:

Non si era mai visto in quel modo. Sembrava libero e coraggioso e pieno di vita. Era troppo e troppo improvviso e Nate si sentì sommergere sotto il peso di quelle rivelazioni. Le immagini erano accompagnate da tutta una serie di emozioni che andavano dalla rabbia, al dolore, a un accenno di fiducia, a una tristezza come Nate non ne aveva mai conosciute in vita sua. Fu travolto dall’immensa solitudine che accompagnava quelle visioni, come se fosse solo da tanto, troppo tempo.

La trama sarà diversa dal solito, ma Klune riesce sempre a lasciarmi senza parole per la profondità dei concetti che esprime.
È riduttivo ritenere questo romanzo una semplice storiella che spazia tra il mistery, il suspense e gli alieni, perché come sempre Klune arriva dritto a sconvolgerti l’anima con il dolore, la gioia e l’amore che descrive tra le sue pagine.
Vi siete davvero mai chiesti se siamo soli nell’universo? Io sì, parecchie volte. Qui urge una confessione: adoro il paranormale, i misteri alieni, le teorie fantascientifiche! Non mi perdevo una puntata di Mistero, Voyager e simili!
Sì, lo so, questo è il mio ennesimo coming out! Ma che ci posso fare?! Sono una personcina dotata di molta immaginazione, che però è convinta che ci sia davvero qualcun altro oltre a noi uomini, vista la vastità dell’universo.
Credo che là fuori ci sia qualcosa e spero con tutto il cuore che sia una piccola Artemis Darth Vader; una principessa che viene da una galassia tanto lontana, tanto diversa ma in fondo simile a noi, che ora ha un cuore proprio come noi, che ama, soffre e si dispera al solo pensiero di lasciarci:

«Almeno finché non senti il cuore batterti nel petto. Finché non senti le ossa sotto la pelle. Non ci assomigliamo. Quasi per niente. Siamo separati dal tempo e dallo spazio. Eppure, in qualche modo, siamo tutti composti della stessa materia, polvere e stelle. Credo che noi l’avessimo dimenticato, e voi forse non l’avete mai capito. Come fate a sentirvi soli quando siamo tutti uguali?»…«Ora so,» sussurrò lei. «Cosa vuol dire essere umani.»
Nate le asciugò il viso. «Cosa?»
«Significa sentire il proprio cuore spezzarsi. Non c’è niente di più umano di un cuore spezzato. Come faccio a lasciarvi?»

Chi ha cambiato chi? È stata Art a cambiare Alex e Nate, o è stato l’amore?
La rivedremo un giorno?
A questo punto vi chiedo di nuovo: Siete davvero sicuri che siamo davvero soli nell’universo? Chissà…

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Senza più dubbi” – Mary Calmes

Titolo: Senza più dubbi
Autore: Mary Calmes
Serie: Marshals #2
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Suspance
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,20€
Link all’acquisto: Senza più dubbi

SINOSSI

Miro Jones e Ian Doyle, vicesceriffi federali, sono adesso partner sia sul lavoro che fuori: la calma professionalità di Miro compensa il carattere passionale e irascibile di Ian. Ogni relazione, però, ha dei problemi, e a volte Miro si chiede quale posto abbia nel cuore del suo focoso amante. I nodi d’amore che così di recente li hanno uniti corrono forse il rischio di sciogliersi?
Il loro legame è continuamente messo alla prova da intrusioni familiari, amici benintenzionati e insicurezze personali. Inoltre, devono affrontare una vera e propria prova del fuoco anche al lavoro, quando un vecchio caso di Miro torna a perseguitarli. Ce ne sarebbe abbastanza per convincere Ian a farsi venire dei dubbi riguardo alla sua decisione di impegnarsi con Miro, il quale può solo sperare, a questo punto, che i sentimenti che legano lui e il suo partner siano talmente forti da resistere a tutto.

Lady Marmelade2

Anche se rischio di essere noiosa, vi ho mai detto che adoro Mary Calmes?
Le ragazze del blog lo sanno che la amo alla follia e non vedevo l’ora di leggere il secondo capitolo di questa serie!
Per la verità me la sono già letta tutta in inglese, visto che ho perso la testa per entrambi i protagonisti già alla lettura del primo libro!
Miro e Ian sono una coppia strepitosa, divertente, bollente!
Anche la mia passione per tutte le forze dell’ordine ormai è storica, quindi secondo voi potevo non perdere la testa per gli sceriffi federali? Ma certo che no!
Bando alle ciance: Ian e Miro sono tornati ed è tornato anche quella palla di pelo, muscoli e denti di Chickie Baby! Ma non temete, la sua è solo pura irruenza da cucciolo, perché è una pasta di cane: certo basta non dare fastidio al suo padrone, Ian, Milo, Aruna & Co, praticamente a chi da noia alla famiglia di Miro.
Ora che Ian si è trasferito da Miro in pianta stabile, il ragazzo dovrebbe essere finalmente felice, ma gli manca ancora qualcosa, qualcosa che Ian non è ancora pronto a concedergli, che è causa continua di battibecchi tra i due.
Il passato di Miro lo sta ancora condizionando, l’essere cresciuto da orfano, sballottato dal sistema da una famiglia affidataria all’altra, l’ha segnato nel profondo:

Volevo sempre tutto, invece di essere felice con ciò che già avevo. I miei amici avevano diverse teorie… L’ipotesi più gettonata era che, essendo io un orfano che era passato da una famiglia all’altra fio alla maggiore età, quando vedevo il mio lieto fine lo inseguivo come un toro inferocito.”

Non giudicatelo troppo severamente per la sua fissazione per la moda e per le calzature – scagli la rima pietra chi non ha la fissa delle scarpe, donne!-, perché anche questa sua passione è una rappresentazione del suo passato. Ora che ha una casa, con tanto di mutuo trentennale, un lavoro ben retribuito, e un partner che lo ama Miro è quasi in pace con se stesso, mancherebbe solamente una piccolissima cosa a farlo felice… chissà cosa sarà mai?!
Pur avendo patito la fame e la povertà, Miro non si è incattivito: è stato costretto a maturare troppo in fretta per la sua età, a fare affidamento solo su se stesso, fino a quando non ha trovato Aruna e le sue compagne di stanza al college. Miro ha mantenuto integra la sua umanità, sviluppando un’empatia straordinaria verso chi ha bisogno di aiuto, sopratutto se si tratta di giovani testimoni appena maggiorenni che hanno bisogno di consigli sulla vita di coppia, o ragazzini in lacrime che chiedono aiuto ai bordi di una strada… Miro si fa in quattro per dare una mano  e credo che questo lo renda un agente ancora più in gamba, su cui si può sempre contare:

La stella. A volte era bello che qualcuno ci ricordasse del nostro distintivo e perché essere uno dei buoni era così importante.

Da quando sta accanto a Ian ventiquattro ore su ventiquattro è diventato un po’ più spericolato, ed è sempre perennemente in mezzo ai guai! Meno male che Ian gli guarda le spalle.
Già Ian, il berretto verde che spesso e volentieri parte per qualche missione top secret, che si è scoperto bisessuale e innamorato perso del suo collega. Ian dai profondi occhi azzurri e dal fisico perfetto, tanto bello da far girare la testa a uomini e donne, ma tanto glaciale con tutti tranne che il suo Miro, l’unico di cui si fidi davvero al mondo.
Il “lavoretto” da riservista di Ian manda ai matti Miro tutte le volte; il ragazzo è terrorizzato tutte le volte che Ian deve partire, e crede che Ian continui a servire per lo stato per cercarsi una via d’uscita dal loro rapporto, ma si sbaglia. Ian ho i suoi tempi di reazione, svelto con la pistola, ma lento nell’esprimere a parole i suoi sentimenti:

Non ho intenzione di andarmene o di lasciarti, così che tu possa trovare un modo per vivere senza di me. È…”
“Ma io non voglio vivere senza di te, è proprio questo il punto!”
“Be’, io non vado da nessuna parte, quindi immagino dovrai restare infelice per il resto della vita.”

Bisticciano e poi fanno pace; vanno in missione, tornano malconci ma sempre più uniti e innamorati. Si dichiarano amore in maniera differente, ma sempre sentita:

“Ti amo, Ian Doyle. Solo te, e ogni volta che te ne vai per me è come morire. Vorrei non dovermi separare mai da te.”…“Ma che cazzo, Ian! Sono il tuo partner. Prima di ogni altra cosa sono quello che…”
“No!” ruggì. “Prima di ogni altra cosa tu sei la mia vita, stupido stronzo!”

Senza farvi inutili spoiler, ritengo questa serie il sunto di tutta la produzione che la Calmes ha scritto fino ad ora nel genere suspense. Inoltre mi ha fatto conoscere un nuovo corpo di polizia made in USA, non conoscevo nel dettaglio i compiti degli sceriffi federali, cosa che mi ha fatto accendere il pc e fare qualche ricerca!
Ho trovato molto pertinenti le scene hot tra Miro e Ian, ben dosate e mai ripetitive.
Sto davvero correndo il rischio che questi due diventino la mia coppia preferita dell’universo Calmes, e credetemi per soppiantare la mitica coppia Sam/Jory dal mio cuore non è impresa facile!

5


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Recensione “Io, tu e il dolore” – K. A. Merikan

Titolo: Io, tu e il dolore
Autore: K. A. Merikan
Editore: Self Publisher
Serie: The Underdogs #2
Genere: Contemporaneo, BDSM
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Io, tu e il dolore

SINOSSI

— Frustini e catene – non sono facoltativi —

Sid. Batterista degli Underdogs. Il suo sogno proibito ha a che fare con la sottomissione e il dolore.
Asher. Noto anche come Stan. Stalker. Le apparenze possono ingannare.

È difficile trovare qualcuno di interessante con cui avere una sveltina durante una tournée. Sid desidera il dolore, essere umiliato, quel genere di rapporto che non è facile ottenere in una notte di sesso occasionale. Perciò per il momento si è arreso, accontentandosi di un Dom online per divertirsi un po’, e ha deciso di concentrarsi sul suo gruppo. La fama degli Underdogs sta crescendo, ma c’è un fan che segue Sid da quando si è unito al gruppo, e lo sta facendo impazzire. È solo un ragazzino hipster ricco e viziato, alla ricerca di un bad boy con cui svagarsi. Se conoscesse davvero i gusti di Sid, scapperebbe a gambe levate.
Asher è convinto che Sid sia quello giusto, il suo Unico Grande Amore, il suo traguardo. Anni prima, Asher ha perso la sua verginità con Sid e, da quel momento, ha capito che erano destinati a stare insieme. Tra di loro esisteva una scintilla, un legame troppo sincero perché fosse tutta una menzogna. I membri del gruppo di Sid lo definiscono uno stalker, ma lui desidera solamente offrire a Sid il suo amore. Quando alla fine Sid confessa ciò che vuole, Asher è più che pronto ad accontentarlo.
Tuttavia, l’ultima volta che Sid ha avuto una relazione con un altro uomo, e ha liberato la sua natura di sottomesso, ne è rimasto scottato, finendo per essere cacciato dal suo gruppo precedente, trovandosi sbattute in faccia le porte per diverse opportunità.
Asher vuole che il mondo sappia della sua storia con Sid, ma il problema è che Sid preferirebbe mantenere una relazione basata sul piacere che solo il dolore può regalargli.

POSSIBILI SPOILER:
Temi: Rock band, stili di vita alternativi, tatuaggi, BDSM, relazione, instalove, trauma da abbandono, fama, outing, coming out, vita in tournée, amici di letto che diventano qualcosa di più, primo amore, stalking, fanboy
Genere: Contemporary M/M Rocker Romance
Livello di focosità: Rovente, contiene scene esplicite di BDSM
Lunghezza: ~87000 parole (Può essere letto come uno stand-alone con un lieto fine)

Lady Marmelade2

Quando si è in procinto di leggere un libro di questo diabolico duo, non si è mai preparati abbastanza: violenza, scene di sesso bollente, ricordi dolorosi da seppellire, sono elementi che non possono mancare in ogni loro libro.
Anche in questo caso le due autrici non si sono smentite e sono rimaste fedeli al loro stile.
Avevo apprezzato il volume precedente, “Il musicista che catturò l’Unicorno” (qui la nostra recensione), ero molto curiosa di capire il motivo per cui tra Sid e Asher non scorreva buon sangue, e soprattutto volevo capire cosa spingesse Sid a rifugiarsi nel mondo del dolore.
Sid non è un vero frequentatore del mondo BDSM e questo non è il tipico libro che tratta questa tematica.
A differenza di un classico del BDSM qui non troverete club esclusivi che lo praticano, gente mascherata e tutti gli stereotipi del genere, ma troverete un ragazzo dal passato oscuro, ricoperto di tatuaggi, con un improbabile acconciatura che ha bisogno delle istruzioni di un master per tenere a freno il suo bisogno quotidiano di dolore.
Quello che cerca Sid non è amore, non è gentilezza, ma il dolore. Lui stesso sembra esserne la rappresentazione vivente: magrissimo ma tonico, sembra un ramo di salice, che si piega ma non si spezza; incassa e tira avanti, perché la sofferenza fa parte di lui.
Sono anni che Asher cerca di conquistare Sid, ma a sempre sbagliato approccio!
Non poteva certo sapere che il ragazzo preferiva essere legato che vezzeggiato:

Quello che era successo tra lui e Sid era stato sensuale e sconvolgente. Quella situazione aveva tirato fuori la sua parte più feroce, ma quell’uomo così violento era sempre stato dentro di lui, in attesa di avere il permesso di venire allo scoperto e tra le gambe di Sid.

Inoltre per Sid, Asher è la rappresentazione della ricchezza e normalità, cosa che lui non ha mai conosciuto fin dalla tenera età.
Sid ha davvero un bello scheletro nell’armadio da gestire, e forse è stato proprio quello a spingerlo a desiderare il dolore nella sua vita più che della gentilezza. Fate attenzione a quello che porta al collo, perché è davvero la chiave di tutti i suoi misteri:

Aveva lottato tutta la vita per essere libero, e la chiave che pendeva dal suo collo simboleggiava quello sforzo.

I due provengono da mondi talmente diversi che sembra in possibile abbiano qualcosa in comune, eppure qualcosa c’è, e Sid rimarrà davvero sconcertato quando scoprirà un Asher del tutto inaspettato:

Non c’era posto per uno come Asher nella sua vita, e lui non apparteneva a quel mondo così elegante. Tuttavia, quando lo fece voltare all’improvviso verso il letto, il suo cuore smise di battere. Era qui che i loro mondi si potevano incontrare, anche se erano incompatibili per altri versi.

Asher è stato un mistero per tutti, non solo per Sid, ha nascosto molto bene le sue ferite, ma ora sembra essere finalmente giunto il momento per gettare tutte le maschere e ricominciare da capo, senza più aver timore di nascondere nulla agli altri membri della Band, ormai diventati la seconda famiglia di entrambi gli uomini:

Lo aveva rincorso per tanti anni, gli aveva offerto i suoi sentimenti su un piatto d’argento, o almeno così pensava, ma ora era tutto diverso. Sid adesso stava diventando parte della sua vita. Non come prima, un uomo su un piedistallo, ma qualcuno che si trovava realmente nella sua esistenza, portando con sé sentimenti incasinati. Questo nuovo Sid non era un ribelle indipendente. Aveva dei desideri. Voleva attenzioni e il suo amore.

La Band è molto presente anche in questo secondo volume, del resto i ragazzi stanno ottenendo il successo che meritavano ed è il momento di spostarsi da un posto all’altro per promuovere tour e disco. Spero al più presto di leggere la storia di Dawn perché è il personaggio che più mi intriga di questa serie, lui e il misterioso Mage che lo protegge sempre come un ombra… chissà perché?
Dal punto di vista della sensualità ho avuto qualche piccolo problema durante la lettura; le scene che Sid e Asher hanno messo in scena sono davvero molto violente. Asher è un Dom alle prime armi, questo è vero, sta sperimentano, ma è Sid che mi ha lascito senza parole. Il suo bisogno di essere ferito, umiliato, che lo porta addirittura ad auto lesionarsi mi ha davvero disturbato.
Non fraintendetemi, ho letto tantissimi libri a tematica BDSM, ma questo suo bisogno di autolesionismo lo avrei trattato in maniera diversa. Io lo vedo come un disturbo della personalità legato al suo passato traumatico; io certo non sono uno psicologo, ma avrei preferito che le autrici non si spingessero così oltre.
Fate conto che il tema della violenza per me è quasi un limite assoluto, tanto che in genere non riesco a leggere il dark romance vero e proprio.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalle Autrici

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “La locanda sul porto” – Manuela Chiarottino

Titolo: La locanda sul porto
Autore: Manuela Chiarottino
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: La locanda sul porto

SINOSSI

Aidan è partito da un piccolo paese della Cornovaglia anni prima, cacciato dal padre per la sua omosessualità. Non sarebbe voluto più tornare, ma la morte del genitore lo costringe a farlo. Si sistema in una malridotta locanda sul porto di proprietà di Boyd, uno scozzese dal sorriso facile, la lingua lunga e un passato racchiuso in una cicatrice seminascosta dalla folta barba. Con suo stupore Aidan scopre che il padre gli ha lasciato il ristorante di famiglia, mentre la casa andrà a sua sorella Rose, che lo odia cordialmente. Intenzionato a vendere tutto e partire il prima possibile, giorno dopo giorno scoprirà che non è così facile come credeva. Rivedere quei luoghi, le brughiere, le scogliere che scendono ripide sull’oceano, andare a visitare la tomba della madre, entrare nel ristorante e rivivere ricordi dell’infanzia e soprattutto lo strano e intenso rapporto che si crea con Boyd, lo trattengono. Ma c’è anche qualcosa che deve scoprire: la morte del padre non sembra così naturale come tutti vogliono fargli credere.

Lady Marmelade2

Aidan è dovuto tornare a casa suo malgrado; aveva ripromesso a se stesso che non sarebbe più tornato a casa, lui scacciato da quel piccolo paese della Cornovaglia dove essere gay era considerato da tutti, soprattutto dalla sua famiglia, il peggiore dei peccati.
Poco importa che all’epoca avesse solo diciassette anni… Se non fosse stato per l’incontro casuale con Alaska, Aidan avrebbe fatto davvero una brutta fine.
Aidan ricorda ancora quando era felice in Cornovaglia prima che la madre li lasciasse prematuramente; ricorda ancora le serate passate al ristorante dei genitori, e quel quadro appeso nel posto d’onore che ritraeva proprio la madre perduta.
Aidan non ha mai voluto tornare sui suoi passi per desiderio di rivalsa, non sarebbe mai tornato per sbattere in faccia al padre e alla sorella che ce l’aveva fatta sa solo con le sue forze, che ora è felice, pieno di amici che gli vogliono bene. Ma come sempre sembra che il destino abbia deciso diversamente: è quindi giunta l’ora della resa dei conti con la sorella e di decidere una volta per tutto del suo futuro.

Il giorno in cui sono partito mi sono lasciato tutto alle spalle, con i pugni pieni di rabbia e lacrime. Sono vissuto anni provando solo rancore e disconoscendo il significato della parola nostalgia, ma adesso, in questo istante, vorrei soltanto piangere e abbracciare tutto ciò che mi circonda.

Aidan è pronto a lasciarsi alle spalle il passato, pronto a mettere in vendita il ristorante della sua infanzia; quello a cui non era pronto era incontrare un affascinante scozzese che sembra fargli da grillo parlante: Boyd, il barista, locandiere con la passione per la cucina.
Boyd era un pescatore, anche lui come Aidan sembra voler scappare dal suo passato e acquistare la Locanda delle stelle marine gli è sembrata la scelta più giusta, poco importa che si siano parecchi lavoretti da fare per renderla vivibile!

«Ero stanco del mare, avevo bisogno di fermarmi e poi avevo qualcosa da dimenticare. Forse è stata la stessa cosa anche per te. O almeno ci hai provato, non è così? Solo che non si riesce mai. Le cicatrici le portiamo sempre con noi.»

Aidan è combattuto dal desiderio di lasciarsi andare con Boyd, aprirsi con lui, aprire il suo cuore all’amore che gli era stato strappato dalla famiglia omofoba, e quello di rimanere fedele al suo “personaggio”: glaciale nei confronti dell’amore, dal quale fugge da sempre.
Chi si mette in gioco per amore rischia sempre di soffrire e per paura di questo che Aidan non vuole cedere.
Alaska continua a ripetergli che è ora di lasciarsi il passato alle spalle:

«Sai, Aidan, chi si alimenta del proprio dolore finisce per credere che ogni cosa lo farà soffrire, ma non è così. L’amore sa guarire le sofferenze, io… io una volta l’ho provato.»

Aidan non ha fatto davvero i conti con la costanza e il grande cuore di Boyd. Anche lui sta soffrendo ed è scappato, ma ha visto subito che Aidan poteva essere la sua occasione per essere felice. Boyd crede di non essere nulla di speciale in confronto ad Aidan, le cicatrici che gli deturpano il corpo hanno attecchito anche nella sua anima, facendolo fuggire in Cornovaglia, lontano da tutti quelli che lo conoscevano:

Lontano dagli altri, lontano da me. E comprendo d’improvviso la ritrosia, la tristezza sfuggente nello sguardo, immagino il dolore che possa aver provato e un brivido mi attraversa, dalla nuca fino ai piedi… Desidero toccarlo là dove più nessuno lo ha fatto e desidero lenire il suo dolore. Voglio il suo odore sulle mani, voglio baciare la sua bocca e toccare la sua anima.

Boyd risulta essere il personaggio più completo e maturo della coppia; Aidan è antipatico, scostante, ha scatti di ira improvvisi che vanno sempre ad impattare sul povero Boyd.
Non vi nascondo che avrei tanto voluto prendere Aidan a calci! Poi però lo vedo per quello che è veramente: nella sua anima è rimasto quel ragazzino buttato fuori di casa da un padre intransigente e da una sorella gelosa.

Adesso sono le mie cicatrici ad apparire sulla pelle, escono dall’anima, dal cuore, si sollevano in superficie e mi straziano il corpo martoriato da troppe emozioni, quelle sedimentate nel profondo e quelle che ho appena esplorato.

Finché Aidan non accetterà il lascito del padre, la sua anima non avrà pace e quello che sembra soffrirne di più è il dolcissimo e paziente Boyd.
Due uomini, due fighe diverse, cicatrici visibili e non che solo se decideranno di “cedere” all’amore saranno davvero completi:

L’amore può avere così tante sembianze da restarne sorpresi, impreparati a volte, ma il cuore lo sa riconoscere.

Le atmosfere della Cornovaglia e la presenza di personaggi secondari molto accattivanti, mi riferisco ad Alaska e tutta la sua truppa, hanno reso meno pesante e più dinamica la lettura di questo libro. I continui cambi d’umore di Aidan mi hanno fatto un po’ girare la testa, rendendo fin troppo drammatica la vicenda.
C’è anche una leggera vena di mistero che aleggia sulla morte del padre di Aidan, che porterà a nuove scoperte sul rapporto dell’uomo col padre, e forse metterà fine alla sofferenza dell’Aidan ragazzino abbandonato dalla famiglia.
Ultimamente subisco di più il fascino dei personaggi secondari che dei protagonisti e mi piacerebbe sapere qualcosa di più sulla vita di Alaska: giungerà mai per lei il momento di trovare l’amore?

3.5


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Recensione in anteprima “La famiglia del Texas” – R. J. Scott

Titolo: La famiglia del Texas
Autore: R. J. Scott
Serie: Texas #4
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: La famiglia del Texas

SINOSSI

Jack e Riley Campbell-Hayes iniziano un viaggio che cambierà le loro vite per sempre.
Sullo sfondo del Double D, il cast della serie Texas affronta cambiamenti tali da non lasciare nessuno indenne.
Jack e Riley vogliono allargare la loro famigliola di tre persone. Per prima cosa, scelgono la gravidanza surrogata, con Jack come padre. Quando tutto comincia ad andare per il verso giusto, i coniugi non possono fare a meno di pensare a quando le cose andranno storte. In fin dei conti, le loro vite sono tutto fuorché normali, e niente va mai liscio.
Aggiungete alla miscela un bambino di quattro anni in affido, e di colpo le cose cominciano a diventare molto più complicate.

Lady Marmelade2

Dopo l’arrivo dei nuovi personaggi, Robbie, Eli e la piccola Hayley del volume precedente, “La Vampa del Texas” (qui la nostra recensione), la vita al Ranch Double D scorre serena ma sempre molto impegnata.
Eden, la sorella di Riley sta vivendo ancora momenti molto difficili con fidanzato repoter di guerra ferito, perché purtroppo la vita ti riserva molte sorprese e non sempre sono felici…
I soldi dicono che non facciano la felicità, ma di certo aiutano molto e la famiglia Campbell-Hayes è fortunata da questo punto di vista: ha tanti soldi è vero, ma anche un cuore molto grande, pronta a fare di tutto per chi si trova ad incontrarli sul proprio cammino.
Molti nuovi arrivi anche in questo quarto capitolo, tanto che diventa sempre più difficile non farvi spoiler e parlarvi di loro.
La sinossi parla chiaro, Riley e Jack hanno deciso di allargare la famiglia: sono pronti, Hayley è ormai una signorina, e ci vuole nuova linfa per riempire il ranch!
I dubbi che assalgono la coppia non riguardano l’allargamento della famiglia, ma più che altro il terrore di trovare ostacoli burocratici e di natura omofoba sul loro cammino.
Una famiglia allargata che accoglie tutti i suoi membri, una fusione totale che nel primo libro sembrava impossibile; un amore che non è mai scemato ma che continua a crescere; scene di ordinario e semplice amore totalizzante:

Riley non doveva fare altro che muovere un braccio e Jack lo avrebbe stretto a sé, lo sapeva. Aveva bisogno di un semplice abbraccio assonnato come di respirare.

Un amore così grande e profondo che fa quasi invidia; due uomini che si rubano le battute di bocca l’un l’altro, tanto si conoscono nel profondo! È come se si leggessero nel pensiero, talmente compatibili che sono un unico essere, sempre pronti a lottare per la loro famiglia. Certo qualche incertezza a turno ce l’hanno anche loro, ma questa è semplicemente quello che capita a tutti noi nella vita reale di tutti i giorni:

«Non è troppo tardi per fermare tutto questo,» suggerì Jack, cauto.
Suo marito scosse il capo. «No. Mai. Lo voglio. Voglio te, me, dei bambini e il ranch. Diavolo, ci serviranno anche dei cani.»
«Cani.»
«Grossi cani.»
«Sei un idiota,» commentò Jack con affetto, prima di premere un bacio sulle sue labbra.
Riley si scostò con un ghigno. «Sì, ma sono il tuo idiota.»

Ridono, piangono, lottano, amano, proprio come tutti noi tutti i giorni, perché la vita è cambiamento, è crescita, anche se la si legge scritta in un libro.
Si prospettano notti in bianco per i nostri due protagonisti, ma devono ricordarsi che dietro le loro spalle hanno una famiglia su cui contare, sempre, in ogni momento, anche se non sempre se lo ricordano. Credono sempre di dover essere loro ad accollarsi i problemi dei loro cari, proteggerli da tutto, arrivando a gestire livelli di stress che rischiano di farli crollare, ma non sono soli e ogni tanto bisogna chiedere aiuto, anche se sei un gran bel pezzo di uomo che fa il cowboy o un manager che amministra affari da milioni di dollari!

Jack respirava in modo strano e a Riley bastò una rapida occhiata per cogliere il riflesso delle proprie emozioni sul suo viso. Era una cosa incredibile. Immensa. Sbalorditiva. Meravigliosa. Stava finendo gli aggettivi per descrivere quanto tutto ciò lo commuovesse. Invece, lasciò che fosse Jack a riassumere il tutto in due parole. «Porca merda.»

Avete notato quante volte ho usato il termine Famiglia?
Non è davvero un caso, perché questo libro è FAMIGLIA a trecentossesanta gradi, sempre!
Un ultima cosa: tenete d’occhio l’ultimo acquisto del Double D: no, non mi riferisco ai cavalli, ma ha un giovane ragazzo abbandonato dalla famiglia, ma che sono sicura ne ha appena trovata un’altra… L’ennesima dimostrazione che il cuore di Jack e Riley ha solo tanto amore da dare!

4.5


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Recensione “Dove batte il cuore” – Annemarie De Carlo

Titolo: Dove batte il cuore
Autore: Annemarie De Carlo
Serie: I segreti di Willow Grove #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Dove batte il cuore

SINOSSI

Gus è stato cacciato di casa dalla matrigna. Quando arriva a Willow Grove, piccola comunità della contea di Montgomery, vicino a Philadelphia, è senza un soldo. Finisce per essere assunto come cameriere al ThreeDee’s Diner di proprietà di Dafne Rivers, una simpatica signora abituata a raccogliere randagi, sia in forma umana che animale.
Sonny è il rampollo di una famiglia ricchissima di Willow Grove. È sfrontato, provocatore e molto disinibito. Entra ed esce dal motel di fronte al ThreeDee’s sempre con un uomo diverso. È gay ma la madre è convinta che sia solo un modo per contestarla, tanto che ha già organizzato un matrimonio con Annabelle, la figlia di Clayton Sanders.
Mark Rowland è un uomo schivo e misterioso. Gestisce il ristorante Tuna Lulu, e l’annesso Lounge gay friendly in città. È gay e vive le sue avventure in modo molto discreto. Ha un segreto, un compagno malato a casa che gli rende la vita difficile, anche e soprattutto emotivamente.
Le vite di questi tre uomini sono destinate a intrecciarsi tra loro insieme all’esistenza di Willow Grove.

Lady Marmelade2

Le piccole città a misura d’uomo, immerse nella natura, accoccolate su un collina oppure in riva al mare – ma anche nella piatta Pianura Padana fidatevi!- sono da sempre un ricettacolo di scandali, segreti e piccoli misteri: Willow Grove ne è il classico esempio.
Una cittadina piccola e tranquilla, ma solo a un primo sguardo, perché se in teoria le persone dovrebbero essere amichevoli, e non travolte da una vita frenetica portata all’egoismo, in pratica non è immune all’odio per il diverso, “a causa” del colore della pelle, dell’origine mista od orientamento sessuale, all’arrivismo e alla corruzione politica…
Alla fine tutto mondo è paese, ma la differenza può farla anche solo una persona, Dafne Rivers, che, dopo aver perso il suo unico figlio in maniera brutale e violenta, per puro amore verso il prossimo, riesce a riunire accanto a sé una serie di personaggi bordeline che formano una bizzarra ma quanto mai unita famiglia.
Dafne e il suo Diner sono il fulcro intorno al quale si incontrano, innamorano, soffrono e ritornano a vivere Mark, Sonny e Gus.
Tre uomini molto diversi tra loro, sia per età che estrazione sociale, ma accomunati dalla voglia di riprendere in mano le redini del loro futuro, e perché no, avere finalmente l’occasione di essere felici trovando qualcuno che li ami per quello che sono.
C’è molta carne al fuoco in questo primo romanzo, molti segreti da svelare e complotti da sventare.
Pur essendo scritto in terza persona, i punti di vista che ci vengono proposti dall’autrice sono tre, come se Mark, Sonny e Gus ci narrassero a turno la vicenda direttamente dalla loro voce.
All’inizio credevo di stare leggendo la storia dell’ennesimo triangolo amoroso, invece più proseguivo più la vicenda si arricchiva di tasselli che spingevano Sonny e Gus a dare sfogo alla passione che aleggiava tra loro, lasciando per l’ennesima volta Mark da solo con la sua sofferenza e solitudine autoimposta.
Non voglio svelarvi di più, già la sinossi racconta molto, e voglio invece soffermarmi di più parlandovi di Sonny e Gus.
Sonny e Gus hanno davvero tanto in comune, anche se Sonny non lo può sapere: Gus è un mistero, un ragazzino di appena diciotto anni che sta cercando di rifarsi una vita dopo essere stato ripudiato e diseredato dalla famiglia. Sonny non lo sa ma Gus ha fatto quello che avrebbe dovuto dare egli stesso, ribellarsi alla famiglia facoltosa che lo manteneva, solo che non ha mai avuto il coraggio di farlo. Gus però è troppo buono e onesto per giudicarlo e farglielo notare:

Riconobbe in lui forza e maturità: una persona un po’ più fragile avrebbe potuto facilmente essere danneggiata da questa esperienza, rivoltarsi contro la società con odio e violenza, e invece Sonny non si era incattivito, non aveva perseguitato Mark o altri per vendicarsi. Aveva rivoltato tutto contro se stesso… Gus aveva abbracciato la povertà piuttosto che cedere al ricatto. Ma lui era lui. Sonny era Sonny. E non poteva giudicarlo per questo.

Gus è innocenza, amore puro e tana voglia di farcela da solo. Sonny è frivolezza, tanta voglia di spassarsela, poca voglia di lavorare, studiare e mettersi in gioco in amore, vista la batosta amorosa subita in passato. Quando aveva l’età di Gus, Sonny è stato travolto dall’amore: ne è uscito distrutto, ha fatto fatica a riprendersi e ora non ha più intenzione di soffrire per nessuno. Eppure quel biondino quasi pelle e ossa, dallo sguardo triste ma forte, ha fatto subita breccia nel suo cuore:

Si prese cura di Gus come non aveva mai fatto con nessuno. Lo bagnò, insaponò e risciacquò. Lo fece uscire dalla vasca facendo attenzione a non farlo scivolare, lo asciugò avvolgendolo con un soffice telo di spugna, lo ricondusse al suo letto e lo fece vestire con un suo pigiama di lino leggero. Gus era magrissimo, i suoi vestiti gli stavano un po’ larghi… abbracciato stretto a quel ragazzino fragile ma non debole, indifeso ma coraggioso, bellissimo e dalla sensualità inconsapevole, da un lato gli faceva battere il cuore di gioia; scoprire di non essere morto dentro era pur sempre una bella sensazione. Dall’altro invece la cosa lo terrorizzava perché non poteva proprio permettersi di innamorarsi un’altra volta. Non adesso.

Gus è l’occasione per smettere i panni di “puttana” di Willow Grove ed essere semplicemente se stesso, ovvero un ragazzo di appena ventisei anni che ha tanto bisogno di amore. La sua famiglia è sempre stata arida di sentimenti, l’ha sempre visto come un mezzo per incrementare l’impero di famiglia e non l’ha mai preso sul serio.
Il ragazzo si è costruito davvero una brutta reputazione, ma Gus ha il dono di guardare oltre le apparenze:

Poteva essere una puttana che rimorchiava ogni fondoschiena che si dimenava al Tuna Lulu, ma era la persona giusta con cui farlo la prima volta. Perché lui era “il suo Sonny”. Il ragazzo che lo aveva soccorso, accudito, ascoltato, portato in giro per Willow Grove e fatto sorridere di nuovo.

Ci sono parecchi personaggi negativi a Willow Grove, qualcuno avrà occasione di redimersi, per altri non c’è speranza…
Come dicevo la trama è molto intricata: la storia di Gus e Sonny è solo all’inizio, ma anche Mark ha tutto il diritto di essere felice e trovare pace. Che dire poi del bisogno di giustizia di Dafne? Che fine farà Jacob? Ci sarà qualcosa di bello anche per lui in serbo?
I presupposti per leggere una serie molto varia e strutturata ci sono tutti, quindi ora lo lascio al vostro personale giudizio, io il mio l’ho dato, ed è un bel quattro.

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Il corridore” – Parker Williams

Titolo: Il Corridore
Autore: Parker Williams
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,19€
Link all’acquisto: Il corridore

SINOSSI

A sedici anni, Matt Bowers è vittima del crudele tradimento di qualcuno di cui avrebbe dovuto potersi fidare. Ridotto all’ombra di se stesso, deve combattere contro un disturbo ossessivo-compulsivo e la sindrome da stress post traumatico. Vive in un terrore costante, in esilio dal mondo. Dopo aver acquistato un remoto lotto di terra, pensa di aver trovato il luogo perfetto in cui nascondersi e ritrovare un po’ di pace. Per dieci anni, resta aggrappato a questo senso di tranquillità, finché uno sconosciuto non decide di mettersi a correre proprio davanti alla sua casa.
Quell’intruso sgradito fa la sua comparsa ogni giorno, sconvolgendo la sua vita organizzata nei più minimi dettagli. Matt si rivolge allo sceriffo della città, ma questi si rifiuta di aiutarlo: dopotutto, il corridore non sta facendo niente di male. Col tempo, dopo aver goffamente rotto il ghiaccio con lui, Matt comincia ad accettare la sua presenza.
Ma un giorno l’uomo non passa. La sua assenza manda di nuovo nel caos il mondo di Matt, che sarà costretto a prendere la decisione più difficile della sua vita.

Lady Marmelade2

Ho sempre pensato che bene o male tutte le persone possono soffrire di disturbi ossessivo-compulsivi, anche io ne ho qualcuno, ma di certo non di origine traumatica come quella che ha colpito il giovane protagonista di questo libro.
Matt è stato vittima di una violenza, di un tentativo di stupro, messo in atto da una persona che avrebbe invece dovuto proteggerlo. Si fa presto a dire: “Io avrei reagito così”, “Io avrei reagito colà”, dopo aver subito un qualsiasi torto. Il vero problema è che non tutti reagiamo nella stessa maniera, perché siamo tutti diversi, abbiamo delle caratteristiche e modi di reazione che ci rendono ognuno unici nel nostro genere, una caratteristica propria dell’essere umano che trovo molto affascinate e anche sconvolgente.
La cosa che ci rende tutti unici è il nostro cervello, che elabora senza sosta tutte le informazioni che ci giungono dal mondo intorno a noi. Il cervello resta l’organo più studiato e misterioso dell’uomo, tanto che per gli scienziati è ancora avvolto dal mistero.
Tutti le esperienze che viviamo vengono analizzate da esso, e se sono di origine traumatica è facile che il soggetto che le ha dovute subire cada in una spirale di terrore, isolamento e in alcuni casi autodistruzione…
Nel caso specifico Matt, la violenza subita a sedici anni, si è trasformata in una fuga dalla famiglia, amici e società. Matt si è costruito un rifugio in mezzo ai boschi, lontano da ogni fonte di possibile pericolo per la sua mente, pericolo rappresentato dagli esseri umani, che tanto l’hanno ferito, nel corpo e nella mente.
Matt vive tra i boschi, circondato dalle sue piante, dai suoi oggetti personali, che tocca spasmodicamente tutte le volte che ha una crisi di panico, e dagli animali che popolano il suo giardino, cercando di limitare il più possibile i contatti con altri esseri umani. Gli unici con cui riesce a mantenere un contatto, per ovvie necessità, sono il proprietario del negozi di alimentari di cui si serve e il fratello minore ora sceriffo della città:

Negli anni, soprattutto dopo l’incidente, Clay era stato sia il mio salvatore che il mio tormento…  Sapevo che non mi aveva mai davvero capito, ma si era preso l’incarico di essere il mio protettore.

Contatti sporadici e rigorosamente telefonici, ma che ultimamente si stanno intensificando, perché la rigida routine costruita dal ragazzo per mantenere la poca sanità mentale che crede gli sia rimasta, che gli permette di farlo andare avanti giorno dopo giorno, ora è messa a repentaglio da una misteriosa presenza che corre davanti a casa sua tutti i giorni, allo stesso orario. Un quasi appuntamento che Matt ama e odia allo stesso tempo, che lo lascia senza fiato, ma che forse ha smosso qualcosa dentro di lui pronto a uscire:

Avevo sempre creduto che non avere bisogno degli altri significasse essere forte. Le bugie che raccontiamo a noi stessi sono le peggiori: si finisce sempre per crederci.  La verità era troppo spaventosa da contemplare. E la verità era che ero controllato dalle mie paure.

Il misterioso corridore pian, piano riesce a bucare il muro di cemento armato costruito intorno a Matt e fa riscoprire al ragazzo la voglia di provare a vivere di nuovo una vita “normale”.

Una delle ragioni per cui mi nascondevo dal mondo era che non potevo sopportare gli sguardi di pietà che mi aveva rivolto mia madre. Se avesse assunto quell’espressione, probabilmente sarei caduto a pezzi di nuovo. Ma non era così. C’era solo preoccupazione nei suoi occhi.

Cos’è poi la normalità oggi? Essere normale è avere un lavoro;,sognare di avere una bella casa, forse un’auto nuova, andare in vacanza in posti esotici…Tutte cose che diamo per scontato che “dobbiamo” avere tutti i costi, che ci fanno vivere la vita in maniera agiata, ma che non ci danno sicuramente la felicità in pieno. Siamo sempre insoddisfatti, vogliamo sempre di più e tralasciamo troppo spesso gli affetti famigliari e gli amici.
Matt è diverso da noi, ma non anormale: ha subito una violenza che lo ha fatto sentire insicuro, fuori posto, guasto, perché i suoi famigliari hanno sottovalutato il suo stato emotivo. Non è di certo colpa sua quello che è accaduto, come nemmeno dei suoi famigliari, ma Matt era così fragile che non ha saputo reagire al dolore subito.
Nella sua elaborazione del dolore si è isolato da tutto e tutti, facendo così soffrire anche i suoi affetti più cari:

“Hai costruito questo mondo perfetto per te stesso ma ci hai portato via l’unica cosa che rendeva giusto il nostro. Lo capisci?”

Ma ora la primavera che tanto aspettava di sbocciare quando aveva sedici anni è tornata da lui, portata da un avvenente scrittore di romanzi gialli a tematica gay, che sembra aver fatto breccia nel suo cuore:

Mi rivolse un gran sorriso, e mi resi conto che non mi aveva ancora lasciato andare la mano.
“Non sorridi spesso, ma quando lo fai, è un regalo prezioso. Le persone a cui lo rivolgi sono molto fortunate.”… “Sì, quel sorriso,” mi prese in giro. “È come quello della Monna Lisa. È birichino, eppure dolce.”

Charlie sembra avere tutta la pazienza del mondo con il suo Matt; non si da mai per vinto e vuole a tutti i costi rimanere accanto a Matt, anche nei momenti più bui.
Anche Charlie ha i suoi bei scheletri nell’armadio, che usciranno fuori nel momento meno opportuno, come da buona tradizione romance, ma non temete perché farà di tutto per convincere Matt delle sue buone intenzioni.
Il romanzo è a tratti molto struggente, la tematica della violenza è molto presente,ma l’autore non si è fissato in maniera macabra sull’evento traumatico capitato a Matt, ne da una descrizione molto accurata,ma si fissa più sullo stato di impotenza in cui il ragazzo si è trovato piuttosto che nei dettagli macabri. Williams è stato davvero bravo a farmi entrare nel cuore e nella mente di Matt, mi ha trasmesso tutta la gamma di emozioni provate dal ragazzo nel corso di tutti gli anni di isolamento che si è auto inflitto.
Non vedevo davvero l’ora di veder come avrebbe fatto Matt a uscire dalla sua spirale ossessiva, semplicemente con l’aiuto dell’amore e del grande cuore di Charlie. È proprio il cuore il protagonista assoluto di questa storia: quello di Matt che vuole tornare a battere per se stesso e per gli altri, e quello di Charlie che ormai batte solo per Matt:

Per diversi minuti continuai a non sentire niente. La frustrazione cresceva dentro di me, e stavo per sbottare che tutto questo non aveva senso quando lo senti: un battito stabile, che palpitava piano contro il mio orecchio, fermo, affidabile. Trattenni il respiro…
“Volevo che sentissi il battito del mio cuore. Sei una persona che apprezza la costanza, e questo è l’unico organo del corpo che non si ferma mai. Beh, in teoria, almeno. Ho voluto fartelo ascoltare per egoismo. Voglio che tu sappia che puoi dipendere da me. Proprio come il battito di questo cuore, ci sarò sempre. […] Voglio darti il mio cuore, Matt, perché tra tutte le persone che ci sono su questa terra penso che sarebbe più al sicuro con te.”

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice