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Recensione in anteprima “Consegna notturna” – Marshall Thornton

Marshall Thornton (1)

Titolo: Consegna notturna
Autore: Marshall Thornton
Serie: Pinx Video Mistery #1
Genere: Mistery
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Consegna notturna

SINOSSI

È il 1992 e Los Angeles brucia. Noah Valentine, il proprietario del videonoleggio Pinx Video a Silver Lake, nota che gli incendi hanno danneggiato in modo grave il negozio di apparecchi fotografici del suo vicino, Guy Peterson.
Dopo la fine della rivolta di Los Angeles, Noah decide di fermarsi a casa di Guy per ritirare delle videocassette che l’altro non ha ancora restituito, ma trova la famiglia dell’uomo che si sta spartendo i suoi averi. Guy è davvero morto nell’incendio del negozio? Noah e i suoi vicini del piano di sotto sospettano che a Guy Peterson possa essere successo qualcos’altro. Qualcosa di veramente sinistro.

Nel 2017 il romanzo ha vinto il Lambda Award nella categoria Gay Mystery.

Lady Marmelade2

Questo libro è stato un vero e proprio tuffo nel passato per me, figlia della fine degli anni ’70, che degli anni ’90 ha vissuto la sua piena età dell’adolescenza e innocenza.
Ricordo benissimo quegli anni: la scuola, le prime uscite con gli amici, le serate d’estate a mangiare gelato sui muretti della mia città…
La città in cui è ambientato il libro è la favolosa Los Angeles, una città che era così lontana per me a quei tempi; proibitiva da raggiungere, costosa, eccessiva, molto glamour e tutto quello che conoscevo di quella città l’avevo imparato da serie tv e film.
Mi ero innamorata di lei per colpa di un telefilm in particolare, un poliziesco ricco di romanticismo, tradotto in italiano in “Mai dire Sì”, con un giovanissimo Pierce Brosnan come interprete maschile. Sono sempre stata innamorata dei polizieschi, gialli, thriller e mistery, e le serie americane di quegli anni hanno contribuito a nutrire il mio amore per divise delle forze dell’ordine: ormai le ragazze del blog sanno che i polizieschi sono tutti miei!
Ricordo anche molto bene uno degli avvenimenti che sconvolse gli Stati Uniti in quell’inizio degli anni ’90, che mise a ferro e fuoco Los Angeles: il pestaggio da parte della polizia di un giovane afroamericano, Rodney King. King era un tassista che venne praticamente ridotto in fin di vita dai poliziotti. La sua aggressione, e la relativa sentenza che scagionò i suoi aguzzini, scatenò una serie di rappresaglie da parte della comunità afroamericana che la riteneva scatenata da motivi raziali.
Los Angeles ne uscì a pezzi e molte furono le vittime.
Il giovane protagonista di questo romanzo si trova proprio a vivere quei giorni, con tutta la preoccupazione di perdere il suo negozio di video noleggi, il Prinx Video.
Noah è il classico bravo ragazzo di provincia che giunge nella metropoli per trovare la sua strada.
Il destino gli fa incontrare un grande amore, venuto però prematuramente a mancare due anni fa, ma del quale non vuole mai parlare: all’inizio non capivo se per pudore, dolore o mancanza, ma mano a mano che la lettura proseguiva, la figura di Jeffer non era quella del santo come tutti credevano. Noah però non vuole rovinare la sua memoria con amici e parenti e tiene i suoi segreti solo per se stesso, come a voler seppellire il passato…
Noah rimane sempre nel vago, mentre leggevo ho fatto tutta una serie di supposizioni sul motivo della loro rottura e sul tipo di rapporto che i due realmente avevano, e che verrà rivelato solo alla fine del libro…
Noah al momento è single, sono appena finiti i gloriosi anni ’80, l’omosessualità non è più considerata uno stile di vita trasgressivo, ma la strada da fare è ancora molto lunga per quella che poi diventerà la grande comunità LGBTQ+.
Noah si è trasferito in una piccolo condominio dopo la perdita del suo ex, dove è circondato da vicini di casa che lo aspettano quasi tutte le sere per spettegolare sulle ultime novità, davanti a un bel bicchiere di vino e un pasto cucinato, non le schifezze da microonde con cui di solito si nutre. Marc e Luis sono una coppia, un po’ vicini di casa e un po’ fate madrine alla ricerca di un nuovo amore per Noah, e io li ho adorati! Pettegoli, sarcastici, sempre pronti ad accogliere Noah a braccia aperte e dotati di un senso dell’umorismo davvero fantastico. Che farebbe Noah senza quei due?

«Però ho trovato un po’ di tempo per continuare la nostra indagine,» continuò Marc.
«Oh, ti prego, non chiamarla così,» dissi, senza una vera ragione. Era quello che stavamo facendo, dopotutto.
«Non c’è un’altra parola per descriverla,» disse Marc.
«È solo che non mi piace come suona.»
«Da grande voglio essere come Angela Lansbury,» si intromise Leon.
«Ti ci vedo con un maglioncino e un giro di perle,» gli disse Louis.

Noah al momento non vuole rimettersi in gioco in amore, ci ha provato ma ancora non ce la fa ad andare oltre Jeffer. È uscito anche con un fotografo, il cui negozio è stato appena dato alle fiamme e vandalizzato. Noah è preoccupato per Guy, ancora non sa che ha perso la vita nell’incendio, ma una volta scoperto sente che qualcosa non quadra e si mette ad investigare sulla scomparsa del conoscente. Ovviamente si mette dei guai da subito e corre il rischio di essere addirittura accusato lui stesso dell’omicidio di Guy!
Noah non sa ancora di chi può fidarsi, beh di Marc e Luis è ovvio, ma del poliziotto che sembra pedinarlo sempre un po’ meno, soprattutto quando il poliziotto sembra essere etero ma se lo ritrova in tutti i locali per gay:

«Ci sono tizi che non vedono l’ora di parlarne. E poi ci sono altri che vogliono che tu faccia cose particolari ma chiedertele gliele rovinerebbe, quindi devi andare un po’ a tentoni.»
«Questo è diverso con una donna.»
«Davvero?»
«Non hai mai… con una donna?»
«Sono medaglia d’oro di frociaggine.»

Noah non sa in che guaio si è cacciato, non capisce davvero cosa voglia il poliziotto da lui, ma forse è l’unico di cui si piò fidare:

Fino a quel punto, ero stato sicuro che O’Shea facesse parte dei cattivi. Ora non ne ero così certo. Cioè, sembrava che stesse facendo la cosa giusta. Ma non potevo fare a meno di temere che fosse un tranello.

Il romanzo è scritto davvero molto bene, è scorrevole e invoglia alla lettura;  l’attenzione è sempre puntata su Noah e la sua indagine. Non ci sono scene di sesso, anzi al momento non c’è nessuna storia d’amore all’orizzonte tanto che non vedo l’ora di vedere dove ci porterà la serie, visto che è tutta incentrata su Noah e i guai in cui si caccerà e ho il presentimento che rivedremo ancora il bel poliziotto tenebroso O’Shea.
Un m/m insolito, incentrato davvero solo sui misteri da risolvere che non smettono di scervellare il povero Noah! La presenza quelle due sagome di Marc e Luis da una marcia in più, ma è Noah che mi ha commosso e spiazzato fino alla fine. Però non sarò certo io a svelarvi i suoi segreti, a rivelarvi chi c’è dietro alla sparizione di Guy, ricordate solo che nulla  e nessuno è davvero come sembra…

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Shinigami, il Dio della Morte” – Xia Xia Lake

Xia Xia Lake (1)

Titolo: Shinigami, il Dio della Morte
Autore: Xia Xia Lake
Serie: Takamagahara Monogatari #2
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,49€
Link all’acquisto: Shinigami, Il Dio della Morte

SINOSSI

Una storia d’amore e formazione fra un orfano e l’erede della più ricca famiglia della Terra di Yamato. Il mondo degli uomini incontra quello degli yōkai in una lotta di potere per il destino di Fujiwara no Hirotsugu.
Mentre si batte per trovare la propria strada, Hirotsugu trova conforto in un ragazzo che diventerà il suo amico segreto, poi la sua salvezza e, mentre diventano adulti insieme, l’amore della sua vita.

Lady Marmelade2

Le leggende giapponesi mi hanno sempre affascinato, ve l’avevo già detto dopo la lettura del primo breve capitolo di questa serie, che serviva da introduzione ai lettori al mondo magico, ricco di spiriti della natura e  degli Idei figli del folklore e religione giapponese.
I giapponesi oggi sono nella maggioranza buddisti, ma nell’epoca in cui è ambientato questo romanzo è lo shintoismo la religione che viene seguita dalla popolazione, anzi si fa riferimento anche a una furiosa guerra che si sta combattendo con chi vorrebbe far diventare il buddismo la nuova religione di stato.
“Lo shintoismo è una religione di natura politeista e animista nativa del Giappone.” cit. da Wikipedia, quindi per farvela breve, e in minimi termini, è l’adorazione degli spiriti della natura che permea tutto il nostro mondo, che possono palesarsi agli esseri umani in forma di spirito, di oggetto, di animale, il quale può anche assumere sembianze umane.
Do per scontato che almeno una volta nella vostra vita avrete sicuramente visto qualche anime giapponese a tema fantasy derivante dalla loro tradizione popolare, oppure letto qualche manga. Se penso a qualche titolo molto famoso, per darvi un’idea, penso a Inuyasha, dove c’è una piccola volpe pestifera accanto al protagonista, che può assumere forma animale ma anche umana.
Il primo libro era davvero un antipasto, messo a disposizione gratuitamente dall’autrice proprio per farci scoprire il mondo fantastico che lei ha creato partendo dalle leggende giapponesi. Vi consiglio quindi di recuperare il primo libro, perché è FONDAMENTALE per la lettura; non voglio davvero farvi spoiler, quindi leggetelo e fidatevi di me!
Pochissime pagine che mi avevano conquistata, tanto che non vedevo l’ora di leggere di più.
Non fatevi scoraggiare nemmeno dai termini giapponesi, perché troverete un bellissimo glossario che vi spiegherà il significato di tali termini e che vi darà anche una piccola infarinatura del pantheon degli idei giapponesi, che nulla ha da invidiare a quelli greci per quanto riguarda tradimenti, incesti, vendette!
Sto pensando seriamente di prendere qualche libro sulle leggende giapponesi appena avrò l’occasione di andare in qualche libreria in città, perché contengono una poesia mistica che ti fa venire voglia di saperne di più.
La storia che l’autrice ci presenta è antecedente al primo libro; si svolge tanti anni prima e ha come protagonisti il giovane Hirotsugu, l’erede designato del sanguinario clan dei Fujiwara, e il giovane mendicante Ryū.
I due ragazzi sono coetanei ma provengono da due mondi molto diversi: Hiro è ricco, non sa cosa vuol dire avere fame e i suoi vestiti sono di seta; Ryū è coperto di stracci, alla perenne ricerca di un pugno di riso da portare al padre malato.
Il breve incontro che i due avranno in mezzo alla neve cambierà per sempre la loro vita, soprattutto quella di Hiro, che comincia a mettere in dubbio tutta la sua esistenza.
Hiro è destinato a succedere al padre, probabilmente si sposerà con la cugina destinata a diventare imperatrice, ma l’incontro sulla montagna con Inari Sama e i suoi Yōkai, oltre che a quello con Ryū, cambierà le carte in tavola.
Hiro è sia coscienzioso che scavezzacollo; spesso e volentieri fugge dal palazzo e vaga per la foresta; il momento più bello della sua giornata è quello in cui viene a trovarlo un piccolo usignolo che mangia dalle sue mani, una creatura leggiadra dal canto melodioso, che si fida ciecamente di lui, ma che qualcuno gli porterà via:

«Ti senti in colpa per quello che è accaduto?»
«Sì.»
«Non devi. È nella natura dell’uomo essere violento ed è nella natura degli spiriti essere pronti a perdonare, poiché gli spiriti sono superiori.» L’attenzione di Hiro era ancora rivolta al bocciolo, ma le parole di Inari si disposero nel profondo della sua anima, come dei piccoli semi.

Inari è una presenza che veglia su Hiro sin dalla sua nascita, ma c’è anche qualcun altro che ha atteso la sua venuta al mondo, da circa tremila anni, che non vede l’ora di palesarsi al ragazzo, ma che è paziente e che sta tessendo la sua tela giorno dopo giorno. Cosa vorrà da Hiro? Chi è che prima lo spinge ad essere incosciente e poi corre a salvarlo?

«Hai gli occhi di un dio,» osservò Hiro, «tutti gli shinigami hanno gli occhi d’oro?»
«No.»… «Sei tu lo shinigami che ha fatto il patto con Kamatari?»
«È questo quello che vuoi sapere? gli chiesi, «non sei più curioso di conoscere il destino del ragazzo che ami?»

A questo punto vi stasere chiedendo chi sono gli Shinigami, giusto? Beh, gli Shinigami sono gli dei della morte, non La Morte; raccolgono le anime dei morti perché vengano giudicate per come si sono comportate in natura e Hiro è legato a loro da un doppio filo:

«Shinigami… lasciami andare dove vanno le anime dei morti. Lasciami riposare. Permettimi di chiudere per sempre gli occhi. Voglio raggiungere il posto in cui non esiste più nulla. Sono esausto. Voglio dire il mio sayōnara.

Hiro e  Ryū vivono un’appassionata storia d’amore che avrà delle conseguenze sulla vita di chi gli sta intorno; sono destinati ad amarsi tra mille difficoltà, immersi nella natura più pura e selvaggia che non farà mancare mai loro i suo sostegno. Rivedremo il piccolo Biko, conosceremo la sua origine e si capiranno molte cose…
Un romanzo appassionante e poetico, molto evocativo, tanto che mi sembrava di essere sclaza come Ryū in mezzo alla neve, coperta solo di vecchi stracci che rifiuta l’aiuto del suo giovane signore perché rischierebbe la morte se lo trovassero con addosso i vestiti preziosi.  Ryū: puro e innocente come la neve, delicato e bellissimo come il fiore di nadeshiko, l’emblema dell’ideale bellezza femminile, il fiore più bello per Hiro, e che aspetterà il suo Hiro per sempre.
Hiro: combattuto da quello che il padre vorrebbe da lui, ovvero portare avanti il loro clan alle spese dei poveri contadini sfruttati nei campi, lasciati a morire di stenti; un giovane ragazzo che messo di fronte a una scelta crudele decide di rinunciare a tutto, alle ricchezze, alla fama, alla gloria per restare accanto alla persona che ama.
Un romanzo struggente, che ti spezza il cuore nel finale, che ti lascia in un mare di lacrime, ma che subito dopo si trasformano in un sorriso dolce, perché tu ha già letto cosa accadrà e sai tutto andrà come doveva essere, perché:

«Sono il ponte degli incontri e degli addii e delle strade che si separano. Sono il gradino fra conoscenza e oscurità e il vento che strappa l’erba e le foglie dell’autunno…

5


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione in anteprima “Svegliarsi sposati 4 & 5” – Leta Blake

Leta Blake (1)

Titolo: Svegliarsi sposati 4 & 5
Autore: Leta Blake
Serie: Wake up married #4 e #5
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Svegliarsi sposati 4 & 5

SINOSSI

Will e Patrick combattono i loro sentimenti

Will e Patrick hanno accettato l’idea di aggiungere del sesso bollente al loro finto matrimonio, ma quando i loro sentimenti si fanno più intensi, devono scegliere se diventare più che semplici amici di letto. Uscito da poco da una relazione soffocante, Will non è pronto per qualcosa di più di un po’ di divertimento esplorativo. E nonostante ciò che Patrick prova per Will, il suo difficile passato lo ha reso diffidente nei confronti dell’amore.
La situazione si fa bollente (e di tanto in tanto un po’ perversa) in questo episodio della serie Svegliarsi sposati, ma Will e Patrick faticano ad accettare i loro sentimenti reciproci, figuriamoci confessarli. Per quanto ancora continueranno a combattere ciò che provano?

Will e Patrick incontrano la mafia

Patrick ha finalmente ammesso di essere innamorato di Will, ma la sua determinazione a fare qualcosa al riguardo si infrange contro i piani mafiosi del suocero. Sebbene resti ancora da vedere quali siano questi piani. Da quanto ne sanno Will e Patrick, consistono nell’impazzare in città, creare un po’ di scompiglio e sconvolgere le vite della famiglia Patterson.
Will dovrà affrontare la verità sulla sua famiglia, prima di scendere finalmente a patti con i suoi sentimenti per il compagno. E Patrick dovrà decidere se il folle mondo del marito è qualcosa di cui voglia davvero far parte per sempre.

Lady Marmelade2

Dove avevamo lasciato Will e Patrick?
Ma sotto le lenzuola finalmente insieme!
Dopo la scenata di Ryan a capodanno, che aveva preso a cazzotti Patrick, finalmente i due hanno abbassato la guardia e hanno iniziato a darci dentro come non mai!
Se avessero aspettato ancora un po’ credo che tutti e due sarebbero morti per autocombustione!
I due hanno dato sfogo all’attrazione che ha cambiato loro la vita dal primo incontro; stavolta sono del tutto sobri e sembra davvero che ci abbiano preso gusto a rotolarsi fra le lenzuola!
Preparate i ventilatori perché Will e Patrick sono davvero una coppia bollente, con tante idee da mettere in atto, vista l’astinenza che si erano imposti!
Adoro questa coppia, la timidezza di Will e la sua insicurezza sono davvero disarmanti, ma lo è ancora di più Patrick che in questo quarto e quinto capitolo si apre molto con Will e con i lettori.
Per la prima volta in vita sua Will ha la possibilità di essere se stesso al cento per cento con Patrick; può dare libero sfogo alla sua libido, visto che Patrick è un amante insaziabile!
Will ha sempre dovuto reprimersi sessualmente parlando: la sua famiglia l’ha sempre spaventato a morte sulle conseguenze del sesso, visto cosa è successo all’ex compagno dello zio Kevin ,venuto a mancare a causa dell’HIV. Ma anche Ryan ci ha messo del suo: pur essendo gay e coetaneo di Will, ha sempre demonizzato il sesso trovandolo una cosa sporca e sconcia.
Will brucia di desiderio per Patrick e forse stavolta ha trovato davvero qualcuno che lo accetta per quello che è:

«Pensavo di poter cambiare. Che se avessi smesso di essere me stesso poi mi avrebbe amato. Ho perso di vista il fatto che anche io avevo una scelta. Presumo che sia perché nessuno mi ha mai detto che ne avevo una. Patrick è stato il primo a dirmelo.»

Quello che era iniziato come un matrimonio sbagliato, sta assumendo ora l’aspetto di quello che doveva essere subito: un matrimonio d’amore, perché tutti vedono quanto Will e Patrick stiano bene insieme, quanto siano perfetti, solo loro due non lo ammettono!
Pian piano tutta la città nota quanti gesti d’affetto i due si scambino, le occhiate che si lanciano e la complicità che li lega. Will è ancora terrorizzato dal giudizio della sua famiglia, ma forse stavolta zio Kevin chiuderà un occhio:

«Roy era un brav’uomo e io l’ho amato, non importa quanti sbagli facesse. E amerò anche te, non importa quanti sbagli tu decida di infilare. Così come amo tua madre.»

Insomma Will è cotto, fa finta di non saperlo, ma lo è!
E Patrick?
Patrick da subito si è posto come uno stronzo senza cuore, ma non è così: il segreto di Patrick si nasconde nel suo passato e nella sua mente. Patrick è un genio, un medico dotato di un talento straordinario e non soffre del complesso di sentirsi Dio… Mi sono innamorata della sua linguaccia da subito e sapevo che mi avrebbe dato parecchi soddisfazioni.
Patrick è ancora più cotto di Will, è disperato da quanto sia cotto di lui, perché mai si era innamorato di qualcuno in vita sua.
Sa che il suo cuore può provare affetto verso gli altri, vedi Dinah, la sua madre affidataria e tutti i bambini di cui ancora lei si occupa, ma non ha mai provato quel sentimento che inizia con la A:

Lui non può fare a meno di sorridere. Dinah, nella sua modalità “mamma”, è una delle sue due kryptoniti. Gli pesa ammettere che l’altra è costituita da tutto ciò che concerne Will… Per la prima volta nella sua vita capisce chi, come suo padre e Will, ha una dipendenza: ci si sente bene e fa un male cane, ma ne vuole di più e non riesce a smettere.

C’è tanto Patrick in questo libro; c’è tutta la sua fragilità, la sua anima che si svela a Will e la paura di essere rifiutato da lui, ottenendo quel tanto agognato divorzio; sta sclerando davvero di brutto!
Non poteva credere che un giorno anche lui si sarebbe innamorato perdutamente, perché per il suo cervello l’amore non è altro che una reazione chimica; una banale sintesi di ormoni che ti fanno stare bene un momento e quello dopo possono distruggerti, cosa che lui non può permettersi, ne rimarrebbe devastato:

Will gli tocca la guancia. Sa che gli piace non solo per quello. Gli piace anche come persona, come amico. Per una persona sola come Patrick c’è molto da perdere… Il calore si propaga dentro di lui come un fulmine gentile. Vuole provare ancora questa sensazione, fino a quando gli sarà concesso. Può chiamarla come gli pare: felicità, ossitocina. Fanculo, può anche chiamarla amore. Qualunque sia il nome, dà una dipendenza folle.

Patrick è anche al centro della cronaca locale visto che un paziente gli sta facendo causa per negligenza. Senza il suo lavoro, mettere le mani in un cervello, non crede di essere utile a nessuno. Non ha mai passato tanto tempo lontano dall’ospedale, dalla sala operatoria, e per una persona “particolare” come lui, questo vuol dire non poter aiutare le persone malate che potrebbe salvare.
Tutta la cittadina è in fermento per questo, c’è chi fa il tifo per lui, come Ranuncolo, Eleanora e Reba, e  c’è chi vorrebbe al più presto liberarsi di lui, come Kimberly, “adorabile” madre di Will… Mamma mia quanto non la sopporto!
Che dire poi dell’arrivo improvviso di Tony in città? Cosa l’avrà davvero portato di nuovo nella vita di Will?
Will ha trovato davvero un tesoro prezioso in Patrick e lo difenderà con le unghie e con i denti, del resto anche il lui scorre il sangue dei Molinaro:

Will si chiede se queste piccole rivelazioni smetteranno mai di fargli desiderare di avvolgere quell’uomo nel pluriball per tenerlo al sicuro per sempre… sorride, quando entro nella stanza. Nessuno sorride quando entro in una stanza. Ma Addison lo fa. E anche tu.»

L’idea di riunire i romanzi a due a due è stata davvero geniale e azzeccata, soprattutto per i lettori, perché il colpo di scena con cui finisce ogni libro è davvero una bomba!
Ovviamente io so già come finisce la serie ma non ve lo voglio dire! Vi dico solo che amo Patrick alla follia, ma vorrei anche tanto leggere un libro tutto su Kevin, e sono sicura che appena leggerete gli ultimi libri della serie la penserete proprio come me!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “La maledizione di Timber Manor” – F. E. Feeley Jr.

F E Feeley Jr (1)

Titolo: La maledizione di Timber Manor
Autore: F. E. Feeley Jr.
Serie: Memorie delle ombre umane #1
Genere: Horror
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: La maledizione di Timber Manor

SINOSSI

Mentre è ancora in lutto per la perdita dei suoi genitori, Daniel Donnelly riceve la chiamata inaspettata di una zia che non ha mai incontrato e che, di punto in bianco, gli affida il controllo della fortuna di famiglia e della tenuta dei Donnelly, Timber Manor. Anche se suo padre lo aveva sempre tenuto all’oscuro del passato del loro nome, la curiosità e il bisogno di ritrovare la sua famiglia portano Daniel a fare un tuffo nel passato.
Nascosta in un’area remota del nord-ovest, nel corso degli anni Timber Manor è diventata un luogo silenzioso. Le sue camere vuote ospitano solo vecchi mobili coperti da teli bianchi e impolverati. Quando Daniel arriva e sua zia avvia il restauro della casa in suo onore, strani avvenimenti iniziano a scuotere la quiete della magione. Daniel viene perseguitato da incubi e ricordi che non sono i suoi. Tornata in vita con tutte le tragedie del suo passato, Timber Manor minaccia di schiacciarlo sotto il peso della sua storia.
Lo sceriffo Hale Davis è cresciuto lavorando nella tenuta dei Donnelly. Nel vedere Daniel in difficoltà, giura di proteggere l’uomo che ha catturato il suo cuore e di aiutarlo a svelare il mistero che si cela dietro alla maledizione e a confrontarsi con il passato: non c’è in gioco solo la vita di Daniel, ma anche la salvezza della sua famiglia.

Lady Marmelade2

Una lettura davvero fuori dagli schemi quella appena conclusa.
Spesso e volentieri leggo i libri senza nemmeno leggere a trama: mi basta leggere il genere e se è thriller, horror, fantasy o suspense, la trama non la leggo nemmeno!
Stavolta è invece stata proprio la trama ad attirarmi, anche perché sono davvero pochi gli m/m con sottogenere horror; ero quindi molto curiosa per vedere quanta percentuale ne contenesse! In più si trattava di un autore del tutto nuovo, che non potevo certo farmi scappare!
All’inizio ero molto titubante, non per la sconcertante scia di morte che segue come un’ombra malefica il giovane protagonista Daniel, più che altro per il registro narrativo che l’autore ha utilizzato. L’autore ha utilizzato la prima persona per narrare la vicenda, ma i Pov che ha utilizzato non sono due, ma addirittura cinque!
Oltre che la coppia protagonista, abbiamo anche la voce narrate dei comprimari, che però non vi voglio svelare tutti, ma soprattutto, quello che mi ha davvero spiazzato, è stata sentire la voce inquietante che infesta Timber Manor prender parola!
Un romanzo davvero coinvolgente, dove un ingenuo Daniel viene catapultato in un incubo, del tutto all’oscuro di quello a cui sta andando incontro.
Ha appena perso entrambi i genitori, crede di essere rimasto solo al mondo, ecco che invece una misteriosa parente lo contatta. Daniel non sapeva neppure che il padre avesse una sorella: perché non ha mai incontrato i suoi nonni? E questa zia che tipo sarà? Cosa è successo prima della sua nascita, prima che il padre si arruolasse per scappare da Timber Manor?
Daniel ha sempre avuto un buon rapporto con i genitori, gli hanno sempre dimostrato il loro amore, ma negli ultimi tempi i rapporti si erano fatti tesi e il ragazzo si sente molto in colpa per come ha trattato il padre pochi giorni prima che lo lasciasse per sempre. Per loro non era un problema che Daniel fosse gay:

Mi spiegarono perfino che qualche volta anche due persone dello stesso sesso possono innamorarsi. Sono cresciuto con l’insegnamento che le persone vanno sempre accettate per quello che sono, mai per quello che pensi debbano essere.

Il vero pomo della discordia fra loro era l’eccessivo controllo al quale il padre lo sottoponeva; non lo lasciava uscire spesso, voleva sempre sapere dove si sarebbe recato, chi avrebbe incontrato, e quando hai diciotto anni, e il mondo da scoprire, ti sembra di vivere in una gabbia!
Il loro ultimo incontro si è chiuso con un litigio e ora il ragazzo non fa che piangere e commiserarsi, ma non c’è nulla di male nel piangere chi si è amato tanto:

Ricordo di avergli preso il volto tra le mani e di aver guardato in un paio di occhi uguali ai miei. Per la prima volta vidi quell’uomo che avevo sempre considerato un supereroe come un semplice mortale. Smisi di aver paura delle sue lacrime. In un certo senso mi confortavano. Erano la testimonianza che era come me.

Un oscuro segreto grava sulla magione e sulla sua famiglia, ma ora che ha trovato una nuova casa, senza contare un affascinante sceriffo che vorrebbe tanto conoscere meglio, Daniel non ha nessuna intenzione di scappare:

Il caso ci aveva spinti l’uno verso l’altro e, anche se non era proprio un inizio da romanzo rosa, non mi dispiaceva affatto.

Daniel ha sentito subito un’affinità con l’affascinante sceriffo che l’ha soccorso in mezzo al temporale, ma vuole andarci piano, anche perché non sa neppure se Hale giochi per la sua stessa squadra!
I due cercano di andarci piano, decidono di comune accordo che meglio partire con calma, da un’amicizia affettuosa diciamo, ma quanto sapranno resistere?
Hale è stregato dalla fisicità di Daniel, ma è attratto soprattutto dal suo essere timido, impacciato e tanto bisogno di essere confortato:

Lo cullai, la sua testa immersa nella mia spalla, le sue braccia strette attorno ai miei fianchi. Vederlo così mi faceva male al cuore. Da quanto tempo si teneva tutto dentro? Troppo, immaginai.

Mentre Hale e Daniel cercano di capire come fare per gestire il fatto che si stiano innamorando l’uno dell’altro, l’inquietante presenza cerca in tutti i modi di riacquistare potere e portare a termine la sua vendetta! La creatura ha aspettato a lungo nell’ombra ed è giunto il momento di palesarsi…
All’inizio ho fatto un po’ fatica a seguire la narrazione, personalmente apprezzo di più la scrittura in terza persona, che ti fa capire i vari punti di vista senza dover cambiare Pov tutte le volte, cosa che secondo me va benissimo per gestire i punti di vista della coppia protagonista, ma non così tanti personaggi insieme. Sempre per parere personale, scegliendo questo registro ci sono un po’ di ripetizioni che mi hanno rallentato e disturbato, ma la storia era comunque talmente intrigante che volevo sapere come si sarebbe conclusa!
Il denominatore comune di questa serie non è la coppia protagonista, che conclude in questo libro la sua storia nella maniera più romantica e classica, ma un oggetto, che però non vi voglio svelare…
Vedremo se comparirà anche nel prossimo libro della serie nelle stesse mani della persona a cui è stato tramandato tantissimi anni fa…

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Su colorate ali di farfalla” – Teodora Kostova

Teodora Kostova (1)

Titolo: Su colorate ali di farfalla
Autore: Teodora Kostova
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 2,79€
Link all’acquisto: 
Su colorate ali di farfalla

SINOSSI

I primi amori non funzionano mai.
Giusto?
A scuola, Nico e King erano migliori amici e l’uno il primo amore dell’altro, ma le loro vite hanno preso strade diverse e si sono persi di vista.
Adesso, dieci anni dopo, King è un famoso musicista e Nico sta cercando di farsi un nome come giornalista. Quando la vita di King inizia ad andare in frantumi, il destino li riunisce su un’isola privata e riaccende vecchi sentimenti.
Riusciranno a far funzionare le cose, questa volta?
O i loro mondi sono troppo distanti?

Su colorate ali di farfalla è un romanzo breve autoconclusivo che parla di amici che diventano amanti, dolci momenti su un’isola privata, un musicista tormentato, un tenero giornalista e un cane davvero adorabile.

Lady Marmelade2

Un amore giovanile che sembra troppo forte per essere una semplice cotta; una storia romantica e delicata, che però non diventa mai troppo zuccherosa; due ragazzi con sogni da realizzare, che decidono di lasciarsi per farlo: tutto questo è il delizioso romanzo “Su colorate ali di farfalla”.
Nico e King sono amici per la pelle, hanno frequentato la stessa scuola, ma non potrebbero essere più diversi: King è un musicista di talento, che sogna la gloria su un palco, Nico un amante del giornalismo e il sogno di diventare un grande editore.
Ora che King è prossimo al diploma, Nico non sa se confessare all’amico di essere sempre stato innamorato di lui. Non è un segreto che sia gay, ma non l’ha mai ostentato; King invece è un mistero. Che farebbe Nico se King, non solo lo non ricambiasse, ma lo cancellasse dalla sua vita?
Nico ancora non sa che anche King è innamorato di lui, praticamente da sempre, e soprattutto non sa che è intenzionato a lasciare Southampton per trasferirsi a Londra e realizzare il suo sogno.
Il primo a dichiararsi è King, con grande stupore di Nico, ma sarà Nico a prendere il coraggio necessario per decidere cosa fare del loro futuro.
Eccoli lì: due ragazzi; due sogni; due anime gemelle che si amano e che si confessano a vicenda il loro amore; che cercano in tutti i modi di farla funzionare, ma non sempre l’amore basta. Una storia profonda e totalizzante, che vorremmo aver vissuto tutti a quell’età, ma che giunge a un bivio con la decisione reciproca di lasciarsi per inseguire ognuno il  proprio successo. Giusto o sbagliato solo loro lo possono saperlo:

Era un amore giovanile, mi dicevo. Intenso, lacerante e vero, ma pur sempre ingenuo. Lo avremmo superato in fretta. In stazione, in attesa dell’arrivo del treno che mi avrebbe riportato a casa, chiusi gli occhi ed espressi un desiderio nel mondo. Un desiderio che si librò nel cielo senza nuvole su fragili ali di farfalla. Desidero che, un giorno o l’altro, riusciremo a ritrovarci.

Come dicevo i due si sono trovati d’accordo, il più sofferente sembra Nico, ma vi posso assicurare che anche il futuro rocker King è straziato da questa decisione.
Passano gli anni, i due ragazzi sono cresciuti, maturati, ma non hanno mai dimenticato quel loro primo grande amore, tanto da farlo diventare un metodo di paragone per le relazioni/avventure avvenute dopo.
Nico è stato assunto in una rivista di successo, è alle prese con i primi incarichi, e King che fine avrà fatto?
King ha raggiunto da tempo il suo obbiettivo, ora è un cantante famoso che riempie gli stadi, ma è infelice:

Mi sento come se mi muovessi sempre a velocità raddoppiata e premendo contemporaneamente il tasto di stop. Ho ottenuto così tanto, eppure non ho nessuno da cui tornare a casa. Non ho nessuno con cui condividere tutto questo.

King decide che è il momento di prendersi tempo per se stesso: viaggiare, godersi la calma della famiglia di origine, quella madre che ha fatto di tutto per mantenerlo con le sue sole forze, e magari prendersi quel famoso cane che ha sempre desiderato! Fatto questo, non è ancora contento, gli manca ancora qualcosa, un pezzo del suo cuore: gli manca Nico…
Ed ecco che scatta l’operazione seduzione! Riuscirà King a riconquistare il suo grande amore? E Nico accetterà di mettere di nuovo a rischio il suo fragile cuore? La prima volta lasciare King è stato straziante, la seconda potrebbe davvero essergli fatale.
Un romanzo davvero carino, da leggere in quei momenti di sconforto per farti ritrovare il sereno.
Una lettura senza i classici drammi del coming out, povertà, bullismo o della lacerante ricerca dell’acettazione di se stessi; una semplice storia d’amore contemporanea dedicata a chi vuole farsi una coccola e credere ancora nell’amore.

4


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Recensione “Il giardiniere”, Jonathan Evison

Jonathan Evison (1)

Titolo: Il giardiniere
Autore: Jonathan Evison
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: SEM
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il giardiniere

SINOSSI

Suquamish, stato di Washington. La vita di Mike Muñoz, ventitreenne di origine messicana, trascorre in attesa di qualcosa che non arriva. Abita in una riserva indiana con un fratello disabile e una mamma sempre al lavoro. Il papà, alcolista, è scomparso dalla loro vita diversi anni prima. Mike legge tantissimo grazie alla biblioteca pubblica e sogna di scrivere un libro.
La sua grande passione è il giardinaggio, ma quello che gli piace davvero è l’arte topiaria, dare forma ai cespugli e ricavarne delle statue. Purtroppo, nonostante lavori con una squadra di giardinieri, l’unica cosa che gli chiedono è di tagliare il prato e raccogliere le cacche di cane. Quando non ne può più viene licenziato e realizza che se vuole che le cose cambino deve essere lui ad agire. Ma come?
In questo romanzo toccante, estremamente ironico, spesso pungente, Jonathan Evison guida il lettore nel cuore e nella mente di un giovane che vuole scoprire se stesso, ma soprattutto il segreto per raggiungere una felicità che non viene mai garantita in uno stato dove la polizia compie soprusi, le frontiere sono chiuse e se sei povero devi strapparti i denti da solo. Nel caso di Mike Muñoz e di quelli come lui la scala per il successo sembra sempre troppo ripida. Gli ostacoli sono tanti, gli scivoloni anche, finché le cose non iniziano a cambiare e Mike riesce a intravedere un futuro migliore. «Se la vita ti regala merda, usala come fertilizzante» ripete a se stesso.
Una commedia d’impatto che, con il suo tono rabbioso, dolce e ironico, parla di differenze sociali, discriminazioni culturali e dell’importanza di non farsi mai mettere i piedi in testa.

Lady Marmelade2

Il Giardiniere” è un romanzo dissacrante, di crescita, ambientato in posti che sappiamo benissimo che esistono, ma di cui preferiamo non ricordare l’esistenza.
È l’altra faccia degli Stati Uniti D’America: quella miserabile di chi vive ai margini della società, che fa due lavori per cercare di stare a galla e mantenere la famiglia, ma che inesorabilmente fallisce.
L’altra faccia della medaglia insomma, dove il sogno americano per Mike Muñoz è quello di mandare al diavolo il suo datore di lavoro, scrivere Il grande romanzo americano sul giardinaggio, a opera ovviamente sua, e uscire dal limbo in cui è nato e cresciuto.
Mike è un giardiniere bravissimo, innamorato dell’arte topiaria, ma non ha i mezzi per arrivare a concretizzare il suo sogno:

Ero un tappo mingherlino, un mezzosangue messicano il cui fratello era uno scherzo della natura.

Oltre che essere mezzo messicano, da parte di padre, Mike a ventitré anni vive ancora con la madre e il fratello maggiore di un paio d’anni, disabile psichico: un ragazzone di cento trenta chili con la mente di un bambino di tre anni.
Mike vuole comunque bene alla sua famiglia, non li abbandonerebbe mai; ha un cuore buono e gentile, sta solo aspettando l’occasione della vita e sa benissimo che c’è una cosa che lo può aiutare in questo: la conoscenza.
Mike è un lettore onnivoro, ha sempre amato leggere qualsiasi tipo di libro e vorrebbe tanto scriverne il suo. Leggere è un mezzo per imparare per chi come lui ha finito il percorso scolastico obbligatorio ed è stato “costretto” a gettarsi nel mondo del lavoro. Ha sempre passato tanto tempo in biblioteca insieme al fratello, dove non mancavano mai cracker, anche se sbriciolati e stantii ma che riempivano un po’ la pancia, e tanta pace:

In biblioteca anche un furetto come me aveva qualche possibilità. L’unica valuta di cui aveva bisogno era la tessera.

Mike è stanco di essere sfruttato dal suo datore di lavoro; la goccia che fa traboccare il vaso è raccogliere la cacca di un enorme cane dell’ennesimo riccone a cui dovrebbe solo curare il giardino. Mike è un giardiniere, molto bravo, non il raccogli merda di turno!
Il ragazzo si licenzia e la valanga di sfiga a cui va in contro è davvero tanta, troppa!
Una scelta sbagliata dopo l’altra? Chi lo può sapere, io nella situazione di Mike non mi sono mai trovata, quindi difficilmente posso capire davvero cosa ha passato e non posso biasimarlo per le sue scelte, giuste o sbagliate che siano.
Il lato spettacolare di Mike è che non si sa mai per vinto: ha due dollari sul conto corrente, ma non si scoraggia mai! Non ha mai pensato di buttarsi da un ponte e farla finita: no, lui resiste, come resistono le sue sculture fatte di arbusti che tutti i giorni lo accolgono al rientro a casa, soprattutto la sirena diventata tritone!
Mike certo è demoralizzato, ma non vuole pesare sulla famiglia, sa che qualcosa di buono DEVE esserci in serbo anche per lui:

Aprii la doccia e, come un idiota, scoppiai a piangere cercando di non fare rumore… La depressione dell’esperienza. La disperazione di sapere che ero come un criceto sulla ruota e che sarebbe stato così per sempre.

Mike ha un solo amico, Nick, con cui ultimamente bisticcia sempre, più che altro perché Nick ha la bocca come una fogna e spesso e volentieri critica tutto e tutti, soprattutto i gay.
Eppure Nick è un pezzo della sua famiglia, l’ex compagno di scuola a cui vuole bene come a un fratello, e non riesce del tutto a rinunciare a lui, anche se lo fa incavolare sempre di più.
Mike vive nella riserva indiana, in un posto bellissimo, soltanto che lui se l’è scordato:

Vivevamo in un posto così bello e non me ne ero mai reso conto prima. Forse lo avevo sempre considerato brutto per abitudine. In quel momento mi parve di vederlo per la prima volta.

Una serie di incontri, più o meno fortunati o sfortunati, dipende dal punto di vista, forse stanno mettendo Mike sulla strada giusta; una rete di agganci uno più strampalato dell’altro che riporta nella sua vita una vecchia conoscenza, che sembra avere la risposta per tutto, che mette a conoscenza di Mike il suo segreto:

La volontà di potere. È tutto lì il segreto, un segreto che vale oro.

Anche dal punto di sentimentale Mike è un disastro! Non ha mai avuto una fidanzata, tutte le papabili prede venivano irrimediabilmente distrutte dagli apprezzamenti velenosi di Nick. Nessuna donna era decente per il ragazzo, ma questo tipo di atteggiamento superficiale di Nick con l’andare del tempo ha reso traballante la loro amicizia, come i già citati continui commenti omofobi. Che direbbe se sapesse che Mike, ancora alle elementari, ebbe un incontro non proprio etero con un ragazzino della stessa età? Sarebbe la fine della loro amicizia? Mike non è ancora pronto a rischiare la confessione con l’amico, perché è l’unico che abbia mai avuto.
Mike non si è mai interrogato molto sul suo orientamento sessuale, ha già troppo problemi per preoccuparsi anche della possibilità di essere gay:

Dove stava l’ambiguità, la colpa o il dubbio in quella mia decisione? Perché non ero terrorizzato? Parte della risposta era che la posta in gioco non era poi così alta, il che la diceva lunga su quanto fosse stata patetica la mia vita fino a quel momento. L’altra parte della risposta era ######. Stare con lui mi sembrava naturale.

Ormai lo sapete che il nostro blog si occupa strettamente di romanzi a tematica gay, quindi non credo che dirvi che alla fine Mike avrà un’epifania sul suo orientamento sessuale sia uno spoiler! Gli asterischi però sono voluti, perché non vi dirò con chi avrà la scoperta!
Mike è davvero un bel personaggio: vero, genuino, che non si è arresto alla brutta mano di carte che il destino sembra avergli dato dal momento della nascita, senza la possibilità di cambiarle mai. Un ragazzo buono e volenteroso, che sta cercando solo di fare quello che gli riesce bene, pagato il giusto! Non è un lazzarone, ama il suo lavoro, sporcarsi le mani con la terra, tagliare le siepi, tosare i prati: questo è tutto quello che vuole fare nella vita, ma al giusto prezzo, come è giusto che sia.
Mike mi fa venire in mente la piaga nostrana del caporalato dei campi: da noi sono lavoratori dell’est europa e gli immigrati africani quelli che fanno il lavoro pensate nei campi, e sono come Mike: alla ricerca di un futuro migliore retribuito giustamente.
Il lavoro nella nostra Costituzione è riconosciuto come un diritto fondamentale per la nostra autodeterminazione, un mezzo per sì sopravvivere economicamente, ma anche per migliorarsi, per evolversi sempre verso il meglio.
Fa male vedere sbandierare la Costituzione ogni tre per due da gente che non ha mai strappato un erbaccia in vita sua, solo perché nato dalla parte giusta del globo terreste.
Mike è un cittadino americano, non è un immigrato, non parla neppure spagnolo, eppure è trattato alla stregua dei suoi colleghi immigrati che parlano un inglese stentato.
La cittadinanza americana quindi non è garanzia di un futuro roseo, se nasci nella parte più povera della comunità devi rimboccarti le maniche e darti da fare, perché se aspetti che il cielo intervenga, stai fresco.
Mi chiedo spesso quanto ci sia di personale, del proprio vissuto, di autobiografico, in quello che scrivono gli autori nei loro romanzi: non me ne voglia l’autore, mi piace pensare che questo libro sia proprio Il grande romanzo americano sul giardinaggio di Mike Muñoz.

4.5


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Recensione in anteprima “Maelstrom” – Jordan L. Hawk

Jorda L. Hawk (1)

Titolo: Maelstrom
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #7
Genere: Horror, Distopico, Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Maelstrom

SINOSSI

Tra l’improvvisa ma sospetta generosità del padre e l’incauta promessa fatta a Christine di aiutarla a organizzare il suo matrimonio, Percival Endicott Whyborne ha abbastanza di cui preoccuparsi. Ma quando la donazione di un codice misterioso al museo Ladysmith attira l’attenzione di un culto omicida, Whyborne si trova a dover fare una corsa contro il tempo per decifrarne subito i segreti.
Anche Griffin ha un caso: la scomparsa di una mappa storica, che conduce rapidamente a vari omicidi. Qualcuno compie sacrifici umani durante rituali oscuri, e tutti gli indizi conducono proprio al museo.
Con gli amici Christine e Iskander, Whyborne e Griffin devono scoprire il vero scopo del culto prima che sia troppo tardi. Forze oscure sono all’opera proprio nel cuore del museo, e vogliono qualcosa di più del codice di Whyborne.
Vogliono la sua vita.

Lady Marmelade2

I misteri che cela la cittadina di Widdershins sono davvero infiniti; il suo sottosuolo nasconde un grande potere che piano piano sta svelando i suoi segreti a Whyborne: un potere antico e pericoloso concentrato in antichi monoliti sparsi su tutto il suo territorio.
C’è molta azione in questo nuovo volume della serie, quasi più della parte romantica riservata alla coppia, ma devo dire che non mi dispiace affatto: sono un’amante dell’azione e del mistero quindi per me è una pacchia!
C’è anche una parte glamour stavolta nella sottotrama, perché finalmente è giunta l’ora per la Dottoressa Putnam di convolare a nozze con il suo bellissimo mezzo egiziano Iskander, l’affascinate archeologo conosciuto nei volumi precedenti, innamorato pazzo della volitiva dottoressa.
Iskander ha il terrore che la ragazza scappi il giorno delle nozze, e conoscendola bene, potrebbe essere un’eventualità che potrebbe davvero avverarsi!
Ce la vedete a scegliere il menù, i fiori, il vestito? Io no!
Ecco perché la Signorina Parkhurst, la segretaria di Whyborne, e Persefone saranno molto felici di aiutarla!
Non scommettevo un euro sul gusto di Persefone e devo davvero ricredermi.
Il padre di Whyborne si è reso disponibile ad ospitare il matrimonio e ricevimento e il povero Ival si sta scervellando sul vero motivo che avrebbe mosso il genitore a fare tale proposta.
Whyborne è ancora molto scettico nei confronti del padre, ma purtroppo è quello che accade quando ci si sente rifiutati per tutta la vita dalla propria famiglia. Niles sta solo raccogliendo quello che ha seminato, ma dalla sua parte ha inaspettatamente Griffin, che cerca di far riavvicinare padre e figlio:

«Se le cose fossero andate in modo diverso, anche io avrei potuto innamorarmi di una donna e sposarla. E le sarei stato fedele. Ma la natura di Percival non è questa, e non avrebbe potuto cambiarla per lei… «Ma non lo sottostimi per quello. Io ho pregato di cambiare, quando ero più giovane. Se fosse stato possibile, l’avrei fatto all’istante.»… «Whyborne… Percival, non l’avrebbe mai fatto. Neppure per compiacere l’intera società, indipendentemente dal costo. E Dio solo sa quanto sia caparbio alle volte, ma non scambi il suo coraggio per ostinazione.»

Padre e figlio avevano davvero bisogno di chiarirsi e questa aggiunta alla trama rende più realistici i personaggi.
Griffin è sempre più innamorato del suo Ival; ora che anche lui è stato “toccato” dal potere della magia lo vede in tutto il suo splendore e lo riconoscerebbe sempre tra tutti grazie alla sua luce interiore. Il loro rapporto è consolidato, fa tenerezza sentire che entrambi si chiamino marito, anche se Griffin avrebbe voluto un matrimonio in chiesa con relativi grandi festeggiamenti, mentre Ival è più come Christine!
Ormai Whyborne non ha più bisogno di rassicurazioni sul suo legame affettivo con Griffin, ma qualche volta è bello sentirsi dire dal proprio innamorato come si è visti attraverso i suoi occhi:

«Il dottor Percival Endicott Whyborne… così distante. Così inavvicinabile.» Il mio cuore batté più in fretta e la pelle prese a bruciare più di prima. «Non lo sono.» … Silenzioso e lontano, come una statua. Nessuno di loro vede quello che c’è sotto al guscio di marmo. Il fuoco che aspetta il momento giusto per esplodere in una vampata.

Stavolta la posta in gioco è davvero alta; si scopriranno traditori e alleati inaspettati all’interno del museo e anche tra gli abitanti di Widdershins, perché la città sa chi le appartiene e nel momento del bisogno chiama a sé i suoi figli…
Creature spaventose, un gatto da tenere sott’occhio, malefici, esplosioni, rocambolesche fughe nelle prime auto a motore tra le polverose strade della città e tanti, tanti incantesimi che metteranno come sempre Whyborne nei guai!
Erano davvero anni che non leggevo una serie che mantiene alta la media delle mie valutazioni, per come è impostata, il doppio POV ci voleva proprio per dare voce anche a Griffin, e per la ricchezza di trama.
Non ho ancora capito fino a che punto l’autrice vorrà portare Whyborne,  perché il rischio di farlo diventare troppo potente e inarrivabile potrebbe essere l’unico elemento che forse mi lascerebbe perplessa: non vorrei lo facesse diventare davvero troppo in tutto, perché a me il timido, impacciato, insicuro e logorroico, tra sé e sé, Whyborne, a me piace proprio così, in perenne attesa di essere salvato dal suo Griffin:

«Mi importa di te.» Si sollevò per baciarmi. «Ti amo. Amo tutto di te.» Si tirò indietro e sorrise. «Non c’è un’altra persona con cui vorrei affrontare un’invasione di creature mostruose provenienti da un’altra dimensione.»

Poi certo l’autrice non sono io e mi armerò di pazienza e li amerò lo stesso!

4.5


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Recensione “Queer City” – Peter Ackroyd

Peter Ackroyd (1)

Titolo: Queer City
Autore: Peter Ackroyd
Genere: Storico, Saggio
Casa Editrice: SEM
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Queer City

SINOSSI

Nella Londra romana l’omosessualità era più che accettata. La città era ricca di lupanari e piscine pubbliche deputate al piacere, terme e bordelli. Poi arrivò l’imperatore Costantino con vescovi e missionari; il suo regolamento conteneva le prime leggi contro le pratiche queer.
Seguì un’alternanza infinita di permissività e censura, dal travestitismo femminile alla moda nel 1620 alle frenetiche esecuzioni per sodomia dei primi dell’Ottocento, fino alla ‘peste’ gay negli anni Ottanta.
Ackroyd ci porta in una città nascosta, celebrandone la diversità e l’energia; nel contempo ci ricorda i suoi terrori e i rischi. In una città di superlativi, forse sono questa fluidità sessuale e l’infinita resilienza che incarnano il vero trionfo della City.
Dopo la monumentale opera Londra. Una biografia, l’autore offre un’altra esperienza di lettura unica. Con questo libro Ackroyd lancia un avviso sull’accettazione dell’omosessualità. Trasportandoci in tutti i periodi oscuri della storia gay, Queer City è un preoccupante promemoria di una peculiarità della storia: ciò che è oggi non significa che sarà sempre.

Lady Marmelade2

Spulciando tra i titoli a tema LGBTQ+ sugli store, una ragazza dello staff ha trovato questo titolo; attenzione perché non è un romanzo, ma una specie di excursus storico sulla storia del popolo Queer di Londra, che parte dall’epoca della conquista romana di quelle terre fino ai giorni nostri.
Mi ha subito incuriosita e mi ci sono buttata.
È stata davvero una lettura diversa dal solito ma molto, molto interessante, che mi ha ribadito il concetto che il popolo queer è sempre esistito, è sempre stato oggetto di critica, violenza e soppressione da chi viveva diversamente da esso.
Mi piacerebbe davvero farlo leggere a chi ancora oggi si scaglia contro i queer definendoli contro natura, un prodotto della decadenza della società, del boom economico e delle libertà sessuali tra la fine degli anni ’60 del 1900, e della deriva dell’individualismo per fargli capire che nessuno ha il diritto di perseguire, insultare, deridere e sottomettere chi ama una persona del suo stesso sesso.
Negli ultimi duemila anni della nostra storia la popolazione queer è sempre stata presente, accanto alle persone “normali”; in alcune epoche è stata più o meno tollerata, in altre perseguitata fino alla morte. Ecco alcune tappe della sua storia che vi riporto per incuriosirvi un po’:

Londra Romana:
La sessualità non è un elemento libero nella società. È la società a definire e dominare la sessualità… «Anche i barbari imparano a perdonare i vizi più allettanti». L’autore spiega che gli angloromani cominciarono presto a imitare i vizi e le follie dei loro dominatori: nella loro ignoranza la definivano “civiltà”, ma in realtà era solo un altro modo di essere schiavi. La nuova Londra divenne lo specchio della vecchia Roma.

Fine 1800:
La vera natura del reato non era nemmeno nominata. Un sorriso, un cenno con la testa, un ammiccamento, un fischio: tutto poteva fornire il pretesto per un’azione legale.

Anni ’70 del 1900:
La cultura eterosessuale era la cultura dei politici, degli uomini d’affari, dei giornalisti, della polizia, della magistratura e delle “autorità”, ossia di tutti quelli che, secondo i loro oppositori, pensavano di essere migliori degli altri.

Da donna sono sempre stata più sensibile alla tematica queer, forse per le difficoltà che la donna ha avuto nei secoli per farsi accettare come essere senziente, capace di provare pulsioni sessuali sane e non un’indemoniata che voleva copulare con tutti per sua natura intrinseca! Vi giuro che non sono parole mie, le troverete nel libro; la donna era considerata solo un contenitore per il proseguo della specie, perché non portatrice di vita come siamo abituati a sentirla definire oggi, ma portatrice del divino sperma che la fecondava!
Era infatti più tollerato che una donna provasse affetto per un’altra donna piuttosto che un uomo lo provasse per un altro uomo, appunto perché se avessero copulato tra loro, il prezioso elisir di vita sarebbe andato sprecato.
La donna è sempre stata vista come un oggetto da sfoggiare, una che teneva in ordine la casa, un corpo da riempire; se penso al fatto che in Italia solo nel 1946 alle donne fu “concesso” di votare, mi sale la carogna!
Da sempre quindi mi sento di scendere in prima linea perché vengano garantiti gli stessi diritti al popolo queer; il connubio donna- queer per me è indissolubile.
Anche perché vogliono la stessa cosa che vogliono tutti, come amare, essere amati, potersi costruire una famiglia senza essere oggetto di persecuzione:

Recenti sondaggi indicano che le coppie queer adesso ricercano l’unione permanente del matrimonio per le medesime ragioni dei loro genitori o dei loro nonni. Vogliono amore e impegno. Vogliono vite ordinarie basate su lealtà e intimità. Siamo ben lontani dalla rivolta di Stonewall. Non si parla più di separarsi dalla maggioranza della società, né di reinventare l’identità sessuale e culturale.

Non so se al giorno d’oggi la parità di trattamento sia stata raggiunta, in alcune parti del mondo sì, in altre no, per nulla, in alcune si fa finta di essere tolleranti; che poi cos’è che bisogna tollerare? Non mi è mai piaciuto questo termine, perché si tollera un cane che abbia, non una persona che non fa del male a nessuno e che semplicemente ama un persona del suo stesso sesso…
Il punto rimane sempre questo:

La domanda più duratura è anche la più antica. I queer nascono così o sono un prodotto della società? Gli “essenzialisti” teorizzano che l’omosessualità sia una componente fissa e universale della condizione umana. I “costruttivisti” credono che sia una invenzione culturale che risponde a una molteplicità di stimoli, politici e sociali. Non siamo ancora giunti a una risposta definitiva.

Ma si aggiunge anche che:

Nessun corpo istituzionale, né lo stato né la Chiesa, “possiede” il matrimonio.

La strada da fare è ancora lunga? Davvero non vi so dare la risposta, ma consiglio a tutti nel loro piccolo di lottare sempre per quello in cui credono, di non farsi scoraggiare dall’idea che gli altri credono di avere di noi, e se necessario manifestate per il diritto assoluto di essere voi stessi, sempre:

Se sessanta anni fa il crimine era l’omosessualità, adesso il crimine è l’omofobia, e la necessità di fare “coming out” è una prova di come i pregiudizi sociali ancora resistano.

Un viaggio che è partito da Londra, ma che poteva accadere anche in altre parti del mondo.
Una lettura diversa dal genere romance male to male con cui vi tedio nelle mie recensioni, ma che gli amanti della letteratura di genere LGBTQ+ dovrebbero fare almeno una volta nella loro vita.
Uno scritto molto discorsivo,  fluido, con la possibilità di effettuare da soli approfondimenti grazie alla vastità di materiale che potrete consultare grazie ai riferimenti finali.

4.5


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Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “Eppure li ho visti danzare” – Laura Costantini

Laura Costantini (1)

Titolo: Eppure li ho visti danzare
Autore: Laura Costantini
Serie: Diario Vittoriano #2.8
Genere: Storico
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 0.99€
Link all’acquisto: Eppure li ho visti danzare

SINOSSI

Un invito per una serata danzante può essere un problema per uno come lord Lennox. Protagonista di pettegolezzi e, al tempo stesso, ambitissimo partito per le fanciulle di buona famiglia e scarsi patrimoni, da chi si farà accompagnare? Oppure si presenterà solo al ballo in onore del suo fin troppo intimo amico Robert Stuart Moncliff? La sorpresa testimonierà che l’amore è un diamante dalle mille sfaccettature, purché si lasci libero il cuore di seguire le proprie strade.

Lady Marmelade2

Un altro piccolo racconto, una piccola perla, che ci trasporta ancora una volta nella vita del giovane Kiran, futuro Lord Lennozx.
Una novella che ci svela ancora una volta la bontà del suo animo, la grandezza del suo cuore e l’amore che nutre verso chi come lui ha dovuto subire violenza gratuita, sin dalla più tenera età.
In un mondo ad appannaggio assoluto dei ricchi, Kiran sta cercando di fare la differenza e cerca di salvare più persone possibili.
Questo suo modo di fare non è visto di buon occhio: fare il filantropo va bene, ma mischiarsi con la servitù è un disonore per la società in cui vive.
Eppure lui se ne infischia: ora che è stato riconosciuto come l’erede al titolo, con tutti i mezzi economici che ne derivano; ha tutta intenzione di portare a termine la sua vendetta e di vivere la sua vita in piena libertà.
Accanto a Kiran c’è sempre il suo Robert, appena convolato a nozze per salvare le apparenze; Kiran ha già deciso che non compierà mai quel passo, non vivrà mai in quella menzogna, nemmeno per salvarsi la vita.
Eppure c’è qualcuno per cui nutre un amore profondo, anche se non come quello carnale, struggente, passione e totale che prova per Robert.
La persona per cui Kiran prova questi sentimenti non è altro che la giovane Flossie, che insieme a tutta la sua famiglia si prende cura di lui dal giorno in cui l’ha salvata dalla strada.
Dopo nove anni in sua compagnia, Flossie è diventata un’amica, una confidente, una complice per la futura missione di Miss Adele tra le strade di Londra.
Flossie possiede una bellezza semplice e pura, molto diversa da quella appariscente e artefatta delle signorine della società per bene, tra cui Kiran dovrebbe scegliere la sua futura sposa:

Lineamenti delicati, occhi scuri, vivaci, grandi, ciglia lunghe, una spruzzata di lentiggini su guance e zigomi. Slanciata nonostante fosse piccola di statura. E un sorriso che accendeva il sole.

Flossie da sempre ama Kiran, ma sa benissimo che il cuore del ragazzo non le apparterrà mai. Flossie sa benissimo a chi ha promesso il suo cuore il giovane Lord, ma non lo giudica; resta in silenzio a vegliare su di lui, lo copre, lo ama incondizionatamente, da sempre e per sempre:

Gli volò tra le braccia e lo strinse, nascondendo il viso contro il tessuto prezioso del gilet, beandosi del suo profumo. Non era suo. Non lo sarebbe mai stato.

L’unica ragazza che Kiran potrebbe mai sposare è proprio Flossie, ma non lo farebbe mai, e non per il timore dello scandalo che porterebbe nell’aristocratica società londinese, ma per non ferire il cuore della giovane.
Una bellissima e profonda amicizia tra due anime molto simili, che si danno conforto, che sanno che saranno sempre presenti l’uno per l’altra, perché l’amicizia non conosce sesso, né  estrazione sociale.
Questo racconto è dedicato a Flossie, una giovane donna nel fiore degli anni, intelligente, umile e coraggiosa, che se fosse nata in altri tempi avrebbe sicuramente cambiato il mondo, come ha cercato di fare con Kiran.
Ancora una volta devo fare i complimenti alla Costantini per aver creato una saga davvero credibile e accurata.
Un complimento va anche a chi ha realizzato le cover di questa serie in stile Grafic Novel: Dany&Dany, sono davvero spettacolari e perfette!

4.5


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Recensione in anteprima “In capo al mondo” – Keira Andrews

Keira Andrews (1)

Titolo: In campo al mondo
Autore: Keira Andrews
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, Suspance
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: In capo al mondo

SINOSSI

Un giovane padre disperato. Un ranger solitario. Una corsa contro il tempo.
La vita di Jason Kellerman ruota intorno alla figlia di otto anni, Maggie, frutto di un momento di curiosità adolescenziale. La madre della bambina, e sua migliore amica, muore tragicamente poco tempo dopo. Padre single di soli venticinque anni, Jason non ha mai avuto tempo per pensare a una nuova storia d’amore. Rinnegato dai suoi ricchi genitori, è costretto a risparmiare per realizzare il sogno di Maggie di andare in vacanza in campeggio dall’altra parte del Paese. Non avrebbe mai immaginato di mettere in discussione la sua sessualità prima di incontrare un attraente ranger, più grande di lui.
Ben Hettler è in un vicolo cieco. Ama lavorare nella natura incontaminata sotto il cielo azzurro e infinito del Montana, ma a quarantun anni non ha una vita sentimentale, il suo ex si è appena sposato e ha adottato un bambino, e il sogno di Ben di diventare padre sembra ormai irrealizzabile. È attratto da Jason, ma che senso ha? Oltre alla differenza di età e alla totale mancanza di esperienza di Jason, i due vivono lontani migliaia di chilometri. Ben ha bisogno di qualcosa di più di una semplice scappatella.
Ma quando un criminale latitante prende in ostaggio Maggie, Jason e Ben si lanciano insieme in una caccia all’uomo disperata e pericolosa, attraverso chilometri interminabili di foresta, tra le montagne. Arriveranno fino in capo al mondo per salvare Maggie, ma poi? Riusciranno a costruire una famiglia insieme e a trovare un posto in cui sentirsi a casa?

Lady Marmelade2

In questo periodo strano, rallentato, di segregazione in casa, oramai non mi fermo nemmeno più a leggere le sinossi dei libri: appena vedo il nome di un autore, che già conosco, prendo a scatola chiusa!
Anche stavolta mi è andata bene e sono stata catapultata in una storia coinvolgente, ricca di suspense, ambientata tra le foreste del Parco Nazionale Glacier, che non sapevo nemmeno dove fosse! Per la cronaca si trova in Montana, uno degli Stati Americani che confina col Canada, che ha tra le sue attrazioni un sentiero molto famoso e le Montagne Rocciose.
Un paesaggio spettacolare fa lo sfondo alla prima vacanza che Jason è riuscito a organizzare per la sua piccola Maggie. Maggie è appassionata di campeggio e natura selvaggia, quindi questa vacanza è tutta per lei: il regalo più bello che il padre potesse farle.
Jason è un giovane papà single, la madre di Maggie è venuta a mancare appena dopo pochi mesi dalla nascita della bimba, e Jason si è assunto l’enorme responsabilità di crescerla da solo.
All’epoca il ragazzo aveva solo diciotto anni, ora va per i ventisei, e dimostra molti meno anni di quelli che ha! Spesso viene scambiato per il fratello maggiore di quel caschetto biondo che adora la natura, lasciando di sasso tutti quando il suo angelo lo chiama papà.
Jason sta facendo i salti mortali per non far mancare nulla a Maggie: è stato ripudiato dalla ricca famiglia, che voleva sottrargli la figlia, considerandolo troppo giovane per un compito così grande. Eppure lui si è rimboccato le maniche, ha messo da parte la sua vita per dedicarsi alla piccola e sta facendo davvero un gran bel lavoro. Ha sacrificato tutto per la sua bambina, ma lo rifarebbe subito, a occhi chiusi. Ha messo in pausa tutto per lei: sognava un futuro legato all’arte, visto il suo talento di disegnatore, e ha accettato di diventare un semplice operaio di fabbrica per stare con lei:

«Dicevano tutti che non ne sarei stato capace. Che ero troppo giovane.» Fece un respiro profondo, i polmoni che si contraevano in modo insopportabile. «Dicevano che avrei dovuto affidarla a qualcun altro.

Jason è maturato in fretta, non ha avuto il tempo di divertirsi come i suoi coetanei, l’unica cosa che gli dispiace è non riuscire a dare tutto quello che vorrebbe alla figlia. Nemmeno l’amore fa parte dei suoi piani per il futuro, perché crede che toglierebbe attenzione alla piccola.
Oltre che regalare paesaggi mozzafiato questa vacanza porta anche parecchie sorprese a Jason, come per esempio l’incontro con la guardia forestale Ben:

Per anni, la vita di Jason era ruotata attorno alla figlia e al lavoro. Lavorare e occuparsi di Maggie, e dormire quanto poteva tra una cosa e l’altra… Iniziava a sentire delle cose che il paraocchi delle sue responsabilità aveva apparentemente occultato… Guardò Ben con un desiderio che non somigliava a niente che avesse sperimentato prima, ed era più di un’attrazione fisica.

Ben ha appena passato i quaranta: alto, forte, dolce e paziente con i bambini; ha ancora il cuore spezzato a causa del suo ex che l’ha lasciato dopo quasi vent’anni insieme e sta cercando una distrazione… Non è facile quando si lavora in mezzo al nulla, in un parco naturale trovare qualcuno con cui costruire una relazione.
Non pensava davvero che quel ragazzo alto, biondo, con una bambina al seguito, potesse toccargli il cuore dopo solo pochi giorni passati insieme.
Ben vorrebbe proteggere per sempre quel ragazzo troppo maturo per la sua età; che dire poi di quella bambina curiosa e allegra, che apprende da lui come una spugna tutte le nozioni naturalistiche? Ben non vorrebbe essere così attratto da Jason, ma è più forte di lui: quei riccioli biondi e l’estrema cautela, determinazione e cura con cui si occupa da solo della figlia l’hanno conquistato.
Un imprevisto sconvolge la vacanza di Jason e Maggie, che metterà in serio pericolo la loro vita e anche quella di Ben…
Jason ha estremo bisogno di qualcuno che lo ami per quello che è: un uomo giovane ma determinato, che dorme sul pavimento per lasciare la stanza alla figlia, solo, vulnerabile, con tanto bisogno di affetto.
Ben è un protettore, un uomo buono che sta spettando qualcuno che accetti tutto l’amore che da dare, ma Jason saprà accettare il suo aiuto?

Jason aveva chiuso gli occhi e aveva lasciato che qualcuno si prendesse cura di lui per la prima volta da… non riusciva neanche a ricordarlo. Con Ben non si sentiva giudicato se aveva bisogno di chiedere aiuto. Non si sentiva debole né pensava di non essere abbastanza capace. Con Ben tornava a respirare.

Ho apprezzato molto questo mix di storia d’amore e sotto trama suspense; per buona parte del libro l’attenzione del lettore però è più concentrata su quella che sul rapporto che si sta instaurando tra i due uomini.
Questo ha rischiato di lasciare poco spazio alla storia fra i due che si concretizza sul finale del libro, e non sto parlando del lato fisico della relazione, ma proprio nel complesso.
L’autrice poi si rifà decisamente nell’epilogo dove ci mostra a trecentosessanta gradi cosa hanno costruito Ben e Jason.
Jason ha dimostrato ancora una volta che volere è potere, con grandi sacrifici ha saputo dare un futuro alla figlia, e Ben ha avuto la sua seconda occasione per essere felice.
Ragazzi mi state facendo venire voglia di andare a visitare le Montagne Rocciose, ma in tenda anche no: quella non mi avrà mai!

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice