Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Il corpo che indosso” – Donatella Ceglia

Titolo: Il corpo che indosso
Autore: Donatella Ceglia
Genere: Contemporaneo, Crossdressing
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il corpo che indosso

SINOSSI

Elia, undici anni, non ha un posto nel mondo e non si sente a proprio agio nel suo corpo. Criticato dai genitori per non essere il perfetto figlio maschio che si aspettavano e affascinato dai vestiti di sua sorella, diventa facile vittima dei bulli.
Solo Gio, un compagno di scuola selvaggio e ribelle, trova il coraggio di difenderlo e lo invita a casa sua: un appartamento pieno di stoffe e ricordi, in cui l’aria è pervasa dal profumo di lavanda degli abiti di Libera, l’amorevole nonna del ragazzo. L’appartamento diventa ben presto un rifugio per Elia, in cui trova l’affetto e la comprensione che altrove gli vengono negati.
Passano gli anni, il rapporto tra Elia e Gio si evolve. I due ragazzi diventano uno l’estensione dell’altro, si alimentano del loro legame simbiotico, si indossano a vicenda come i vestiti che Elia tanto ama e con cui esprime se stesso.
Quello che li unisce tuttavia non basta. Il mondo preme sulle pareti dell’appartamento e reclama attenzione, mescolando ciò che si trova dentro con ciò che c’è fuori, tanto che i due giovani prendono strade diverse e la separazione sembra inevitabile. Elia tiene così traccia del tempo, chiedendosi se sarà possibile sopravvivere a quel tipo d’amore.

Lady Marmelade2

A volte ci si imbatte in un libro che avresti voglia di sottolineare dall’inizio alla fine, tale è il potere dei concetti che esprime: gioie, dolori, insicurezze, paure che accompagnano il percorso di crescita di ogni essere umano, indipendentemente dal sesso di appartenenza.
Elia e Gio sono due ragazzini di undici anni con pochi amici, forse in realtà nessuno, e pochi famigliari che li circondano, soprattutto per Gio che vive da sempre solo con Libera, la premurosa e anticonvenzionale nonna materna.
Elia i genitori li ha, anche una sorella gemella, la vulcanica Eleonora, molto più forte caratterialmente del taciturno fratello; eppure anche lei non ha ancora capito che Elia è in perenne conflitto con se stesso, del resto hanno solo undici anni. Pochi direste voi, ma sufficienti per far capire a Elia di essere diverso dai ragazzini della sua età:

“Il rosa era un colore da ragazze, alle ragazze piacevano i ragazzi. Un mondo senza sfumature, in cui tutto quello che non era blu doveva essere per forza rosa. Mi strapparono una verginità fatta d’ingenuità, ma mi insegnarono anche che indossare un abito era fare una dichiarazione che poteva essere rivoluzionaria.”

Elia è silenzioso, timido, introverso, timoroso di far sentire al mondo la sua voce, in perenne ricerca di un posto dove essere finalmente se stesso e da quando Gio è entrato nella sua vita forse ha trovato un luogo per esserlo. Tra le pareti della casa di Libera e Gio si sente accettato per quello che è, per quello che ancora lui non sa di essere, perché in quel modesto ma colorato, vivo appartamento, può essere semplicemente Elia:

“Non sono una ragazza, non sono un ragazzo, non sono un po’ di entrambi. Sono… solo io… La mia intera esistenza si reggeva sui compromessi a cui mi costringevo… Era spaventosa l’idea di non saperlo davvero, di non avere la minima idea di cosa fossi… Un conto era diventare un uomo a cui piacevano altri uomini – mamma aveva tutta una serie di nomi, per quelli così –, un conto era essere imprevisto, essere sbagliato dentro.”

Libera ha cresciuto Gio da sola; lo ha amato in ogni modo possibile e lo ha reso un ragazzo forte e pronto a difendere chi ha bisogno. Ha riversato in lui tutto l’amore che aveva per la figlia e lo ha cresciuto libero di essere chi vuole. Tutti abbiamo bisogno di amore e accettazione per crescere e se non li troviamo in famiglia, bisogna solo cercare di trovarli in chi crede in noi.
Si dice spesso che “ Gli amici sono la famiglia che ci scegliamo” e in casa di Gio e Libera accade proprio questo: la nascita di una famiglia, un microcosmo formato da Gio, Elia, Eleonora, Yin, la futura stilista, André, conosciuto in piscina e motivo di futuro squilibrio tra Eli e Gio, e Arianna che passa da un fidanzato all’altro!
Un mondo variegato e colorato come è la casa di Libera: aperta al cambiamento.
Gio e Eli vivono un rapporto simbiotico che li spinge a cercarsi ma anche a respingersi a vicenda; Eli non ha il coraggio di dire ad alta voce cosa vuole davvero da Gio e resta in attesa che lui lo capisca da solo. Gio invece è diretto nei suoi modi, nel suo modo di vivere e ribadisce a Eli che se vuole stargli accanto deve prenderlo così come è.
Gio è stato cresciuto con amore, ma non ha avuto la possibilità di creare dei ricordi sulla madre; è curioso, anticonformista, desideroso di sapere e vivere, forse per riempire quella mancanza:

“Lei era nascosta dietro ogni conversazione sulla morte, ogni rituale raccontato, ogni leggenda. C’era sua madre dentro la rabbia esplosiva di Gio, dentro le sue ostinazioni, dentro la delicatezza nei miei confronti. C’era, anzi, l’assenza di sua madre. La sagoma vuota che si era lasciata dietro. L’impossibilità di conoscerla era il motivo per cui voleva conoscere tutto il resto, assorbire la vita tuffandocisi dentro.”

Elia e Gio sono legati da un filo invisibile che non si spezza nemmeno quando l’adolescenza finisce ed Eli cerca di trovare finalmente se stesso, allontanandosi da Gio.
Ci sono sprazzi di presente che si alternano al passato, sempre narrato da Eli, che ci mostra dove si trovano ora i due giovani uomini e come hanno fatto a diventare chi sono.
Elia doveva per forza allontanarsi da Gio, per crescere, per capire che quel rapporto avrebbe potuto distruggerlo, perché non ancora pronto ad accettarsi davvero e perché la forte personalità di Gio rischiava di imprigionarlo in quell’appartamento, che da luogo sereno stava per diventare una prigione:

“Eravamo scuciti entrambi, rattoppati in modi diversi per resistere alla vita quanto bastava…Lui, nella solidità della sua forma, conteneva a stento venti in tempesta; io avevo ossa sporgenti pronte a bucarmi la pelle e riversare fuori il dentro: la tristezza, l’indefinito, il bisogno.”

Un libro intenso, struggente, scritto in maniera delicata ma che non indora la pillola, che ci mostra quanta strada ancora bisogna percorrere per accettare chi non rispondere ai canoni prestabiliti da altri.
Due ragazzi cercano di capire chi sono, cosa vogliono dalla vita e l’uno dall’altro. Forse si sono conosciuti troppo presto, ma se non si fossero conosciuti così presto non sarebbero sopravvissuti. Una simbiosi che fa riflettere, così come il disagio di Elia di trovarsi in un mondo che non riesce ad accettarlo per quello che è, perché lui per primo è stato condizionato dal mondo esterno a seguire un ordinamento stabilito da altri, finché sulla sua strada non sono arrivati Gio, Libera, Andrè, Yin, Arianna, Sebastiano…
La vita mi ha insegnato tanto e non ho ancora finito di imparare, perché se avessi finito vorrebbe dire che non sarei più in vita; finché respiriamo impariamo.
La vita non è facile per nessuno; da lezioni che possono segnarci per sempre nel corpo e nell’anima, soprattutto quando ti strappano le persone che ami nella maniera più crudele e violenta, ma ti sa anche donare l’affetto di chi tiene davvero a noi e che è disposto ad aspettare il nostro ritorno.
Tutti hanno momenti di sconforto, che ci abbattono, la differenza la fa sapere chi c’è dall’altra parte ad aspettarci.
Gio ed Elia siamo tutti noi: tutti unici, speciali, vivi, pieni di colore e nessuno ci deve dire quale…
Un romanzo di crescita, poco romance, per nulla direi, di cui consiglio vivamente la lettura. La scrittura in prima persona è più che azzeccata, perfetta per far sentire a tutti la voce di Elia.

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Howtown: piccola città” – Henry Rios

Titolo: Howtown: piccola città
Autore: Michael Nava
Serie: Henry Rios #4
Genere: Storico, Noir
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Howtown: piccola città

SINOSSI

Un caso controverso riporta l’avvocato Henry Rios nella cittadina in cui è nato, mettendolo nella traiettoria di un implacabile assassino.

Sono passati quasi dieci anni dall’ultima volta che Henry Rios ha visto sua sorella, Elena, dopo che una storia familiare dolorosa ha lasciato entrambi segnati da ricordi infelici. Ma la loro riunione è ben diversa da ciò che aveva immaginato: sua sorella vuole chiedergli di difendere Paul Windsor, un loro vecchio conoscente che ha un passato di pedofilia ed è stato accusato di omicidio dopo che la polizia ha rilevato le sue impronte sulla scena del crimine.
La vittima, che smerciava pedopornografia, è stata torturata e poi massacrata di botte in una stanza di motel. L’indagine riporta Rios nel suo vecchio quartiere e lungo una strada tortuosa di ricatti, gelosie e amore malato. Costretto a guardare in faccia i suoi demoni, dovrà affrontare alcune difficili verità su se stesso… e le macchinazioni di un killer spietato.

Con la consueta attenzione ai chiaroscuri dell’anima, Michael Nava ci riporta nella California di fine anni Ottanta per immergerci nel calore opprimente di una piccola città dell’entroterra e in una storia complessa, che intorbida il confine tra carnefice e vittima.   

Lady Marmelade2

Henry Rios si dimostra ancora una volta un essere umano fuori dal comune in questo quarto volume.
Caso dopo caso, Henry esce sempre di più allo scoperto con il lettore, mostrando le molteplici sfaccettature del suo essere così umano; non è di certo perfetto, visto il suo passato da alcolista ma cerca sempre di fare del suo meglio, nel lavoro come nella vita privata.
Una telefonata inaspettata, lo riporta sul viale dei ricordi, nel suo passato, che non ha mai dimenticato, perché lo ha reso l’uomo e l’avvocato che è oggi.
La telefonata è una richiesta di aiuto da parte della sorella; non la sente da anni, ci sono state molte cose non dette fra loro, si erano allontanati e forse questo è il momento giusto per recuperare il loro rapporto.
Anche la sorella di Henry non ha avuto vita facile; i due si somigliano molto di più di quello che pensava da ragazzo, vittime entrambi di una famiglia machista e disfunzionale.
Ora sono cresciuti, hanno la possibilità di creare finalmente un legame famigliare, anche se manterranno sempre le idee diverse:

“«Questo è il paradiso,» dissi aprendo la portiera. Lei sorrise, e le linee intorno alla sua bocca si fecero più profonde. «Il paradiso non è un posto, è un’aspirazione.»”

Anche il rapporto con Josh sta diventando più intenso; sta evolvendo e cresce sempre di più tanto che Henry non riesce a capacitarsi del fatto di aver trovato qualcuno da amare di nuovo e che lo ami per quello che è. Tra di loro c’è una bella differenza d’età, ci scherzano spesso, ma non possono scherzare col terzo incomodo del loro rapporto:

“Amavo sia il ragazzo che l’uomo, ma non sempre capivo con quale dei due avessi a che fare… ma lui era penetrato nel midollo della mia vita ed ero deciso a stare al suo fianco per quanto più tempo possibile… a prescindere da cosa provassi per lui, da quanto lo amavo, ci trovavamo ai lati opposti della barriera divisoria che separava chi era infetto da chi non lo era. Potevo intravedere qualcosa del suo lato, ma lui ci viveva.”

Nava descrive in maniera vivida il periodo storico in cui ha deciso di far muovere i suoi personaggi, riportandoci nel nostro recente passato, dove la sua comunità è stata falcidiata dalla piaga del secolo. Ora che la piaga ha mietuto vittime in tutti gli strati sociali, le autorità si sono rese conto del pericolo e nuove terapie nascono ogni giorno. Vedere come Josh affronta la sua situazione da speranza ma fa anche stringere il cuore. Nava ha la capacità di descrivere con empatia lo stato emotivo dei suoi personaggi senza essere mai smielato, perché questo è sempre un noir e il cliente di Henry è tutto fuorché una brava persona.
Il caso è complesso, l’omicidio è stato brutale ed efferato, ma quello che ha commesso in passto il suo assistito è abominevole, come le giustificazioni che gli escono dalla bocca!
Eppure Henry non rifiuta il caso, convinto dell’innocenza del suo assistito; crede anche che dietro quel manipolo sconclusionato di prove ci sia molto di più da far venire a galla.
Henry del resto è l’incarnazione del principio base del diritto alla difesa: tutti hanno diritto di essere difesi, anche se colpevoli; nessuno può sostituirsi a un giudice e tutti devono avere un giusto processo. Così dovrebbe essere in qualsiasi sistema giudiziario, ma non è sempre così. Henry davvero l’avvocato che tutti vorrebbero:

“«A volte difendo qualcuno perché penso che meriti un po’ di sollievo, o forse solo perché mi sta simpatico. E a volte lo faccio perché, qualunque cosa abbia fatto il tizio, a lui hanno fatto qualcosa di peggiore.» Sorrisi. «E a volte lo faccio per soldi. E altre ancora perché non lo farebbe nessun altro. Come in questo caso.»”

Non nego di aver provato sentimenti di ripugnanza verso il suo assistito; mi ha fatto venire la pelle d’oca sentire uscire dalla sua bocca certe giustificazioni al suo comportamento. Anche se non ci sono descrizioni fisiche di quello che ha compiuto in passato – anche qui Nava si dimostra un eccellente narratore che non scade mai nel sensazionalismo, senza fornire sordidi dettagli sui crimini compiuti- sentire uscire quelle parole dalla sua bocca è stato come prendere un pugno nello stomaco.
Pensare poi che c’è ancora chi paragona la pedofilia all’essere gay mi fa ribollire in sangue nelle vene! Davvero non ho parole, ma solo insulti.
Nelle ultime pagine Nava ci racconta un altro pezzo del suo vissuto, da dove ha preso lo spunto per scrivere la storia e del perché lo ha fatto: per sensibilizzare, per tenere la luce accesa su una piaga che ancora non è stata sconfitta.
Henry ha percorso davvero tanta strada, da solo ma anche con l’aiuto di chi gli è rimasto accanto, tanto da diventare la persona che ora può fare la differenza:

“Avevo amato così di rado che mi sentivo in debito verso i pochi che erano stati oggetto del mio amore, per il sollievo che avevano offerto alla solitudine. Era il peso di quel debito che sentii mentre lo guardavo svoltare l’angolo.”

Per quel che concerne l’indagine devo dire che anche stavolta l’autore non mi ha delusa; gli elementi per arrivare a capire chi sia davvero l’omicida ci sono tutti, non è stato difficile arrivare alla soluzione.
Devo poi dire che mi piace molto che l’autore descriva bene l’iter giudiziario che si dipana nel libro; ne sono affascinata, essendo da sempre un’amante dei polizieschi made in USA, dove il sistema è del tutto diverso dal nostro, ma sono facili da comprendere o forse sono io che sono di parte avendo studiato la materia in passato!

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Senza più paure” – Mary Calmes

Titolo: Senza più paure
Autore: Mary Calmes
Serie: Marshals #4
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Suspense
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Senza più paure

SINOSSI

Il vicesceriffo US Marshal Miro Jones ha finalmente tutto quello che ha sempre desiderato. È follemente innamorato e sposato con l’uomo dei suoi sogni, il suo partner Ian Doyle, il lavoro va a gonfie vele e tutti i suoi amici stanno bene. In pratica tutto è come dovrebbe essere… finché non lo è più.
Il cambiamento non è mai stato facile per Miro, e quando un evento sul lavoro costringe la squadra da cui dipende a dividersi, e in più le competenze individuali sue e di Ian li mettono su due strade separate, è quasi certo che tutto stia andando in fumo. Ma prima che possa preoccuparsi del futuro, il suo passato torna a fargli visita, scombussolando ancora di più il suo mondo. È difficile dire quale strada dovrebbe veramente percorrere, ma mentre impara che alcune strade vengono forgiate e altre scoperte, potrebbe scoprire che la strada che sta percorrendo sia quella giusta, dopotutto. Se riuscisse a navigare attraverso tutti i colpi di scena, lui e Ian potrebbero davvero vivere felici e contenti.

Lady Marmelade2

Miro, Ian, Chickie Baby, “le ragazze” e uno strepitoso cameo di Sam Kage sono tornati!
Ho amato molto questa serie che spazia dagli inseguimenti adrenalinci sui tetti di Chicago alle romantiche scene tra Ian e Miro.
Essendo una delle serie più recenti della Calmes i personaggi sono più completi, più dinamici, anche se la trama segue il più classico dei romanze. La differenza la fanno proprio Miro e Ian e il loro rapporto.
Miro era innamorato perso del suo collega ex militare; era pronto a reprimere i suoi sentimenti per restargli accanto sul lavoro, ma a un certo punto ha capito che non avrebbe più potuto stare accanto a lui senza confessargli il suo amore. La sorpresa che anche Ian lo ricambiava ha cambiato le carte in tavola e dopo rapimenti, sparatorie, ferite più o meno gravi e psicopatici/sociopatici vari, Miro e Ian finalmente si sono sposati!
Dopo questo già grande cambiamento ne sta per arrivare un altro lavorativo; già da un po’ i due non seguono più gli stessi casi, ma del resto dopo anni passati a rincorrere i fuggitivi e prendersi cura di testimoni sotto protezione era logico che le loro carriere evolvessero.
Miro ha il terrore però di non poter passare più così tanto tempo con Ian; sono sempre stati partner affiatati e nn sarà facile per nessuno dei due:

“Forse il lato educativo di me, la parte che voleva aiutare e non punire, era qualcosa che Sam Kage poteva davvero vedere… Sapevo chi ero, e di certo non una specie di eroe. C’era una differenza tra fare il proprio lavoro e andare oltre.”

Ian e Miro sono molto diversi, sia nell’aspetto fisico che nella maniera di reagire sul lavoro; Ian è il cavaliere pronto a proteggere chiunque ne abbia bisogno, mentre Miro è la parte più empatica del duo, il consolatore, forse a anche a causa del suo passato di orfano finito nel sistema delle famiglie affidatarie. Non giudicate mai Miro per come si veste, per il suo buon gusto in fatto di moda, c’è un preciso motivo se lui è così:

“Ian era il tipo a cui piaceva sfondare le porte; a me piaceva la parte di pulizia, proteggere gli innocenti, liberarli dalla sporcizia. Quella era la parte che mi dava soddisfazione, la consapevolezza di aver messo qualcuno su una nuova strada… una volta che perdevi tutto, che non avevi nemmeno una cosa da indicare e chiamare tua, quel sentimento si imprimeva nella tua anima.”

Vedo molto bene il nuovo ruolo di entrambi nell’ufficio dei Marshals, era l’evoluzione naturale che dovevano compiere, forse un pochino scontata ma per chi ha amato questi due ragazzoni è la più giusta!
Miro e Ian dopo tanto tempo insieme ancora hanno il terrore di perdersi l’un l’altro perché non si danno mai per scontati ed è un piacere vederli così affiatati e innamorati:

“Il fatto che mi chiamasse amore non mancava mai di scaldarmi dentro e di farmi accelerare il cuore. Era uno di quei burberi e scorbutici bellissimi uomini che sono vulnerabili e che usano un vezzeggiativo solo con te.”

Nuove mansioni comportano nuove responsabilità ma tutti e due si calano nei loro nuovi ruoli di botto! Anche se rivestiranno ruoli diversi continueranno a interagire, quindi la paura di perdersi è un po’ troppo enfatizzata, avrei preferito qualche ripetizione in meno, qualche paturnia in meno.
Miro è davvero tagliato per il suo nuovo ruolo, gli viene naturale prendersi cura dei minori senza famiglia, lo è stato lui per primo e farà di tutto per aiutarli al meglio delle sue capacità e possibilità.
Ha già fatto pratica con Drake & Co; tutti gli dicono che sarebbe un padre stupendo, ma lui è contento così perché:

“Essere padre non mi avrebbe completato. Non mi avrebbe reso completo; lo ero già. Il mio sogno era di essere il miglior uomo possibile, il miglior amico, collega, zio e soprattutto marito. Amare Ian aveva preso tutte le parti più fredde e tetre dentro di me e le aveva rese felici, calde e leggere.”

Miro non ha solo paura di allontanarsi da Ian ma anche dai suoi colleghi più stretti, che lui considera alla stregua di una seconda famiglia: la prima rimarranno per sempre le ragazze, ovvero Aruna, Min, Janet e Catherine, ma c’è posto per altri nel cuore di Miro.
Ci sono anche dei nuovi arrivi tra i ranghi dei Marshals, del resto bisogna rimpiazzare Miro e Ian nei ruoli che rivestivano e un pao di loro sono davvero interessanti, chissà se prima o poi sapremo di più su di loro!
Miro e Ian rimangono sempre il focus del libro anche se la cerchia si è allargata!
Vecchi nemici si fanno rivedere e un brutale omicidio torna a tormentare la coppia.
Come sempre ho divorato il libro in una manciata di giorni, forse perché la scrittura della Calmes scrorre sempre molto bene.
Ho apprezzato molto la parte in cui viene descritto il sistema di affidamento minori negli Stati Uniti, gli avrei dedicato qualche riga in più togliendola alle ripetizioni di cui accennavo prima, ma come sempre è puro gusto personale.

4.5
Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Intoxicating” – Onley James

Titolo: Intoxicating
Autore: Onley James
Serie: Elite Protection Services #1
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, lieve BDSM, Politico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Intoxicating

SINOSSI

Quello che gli manca è la disciplina.

Lincoln Hudson è appena stato assunto per il lavoro più facile del mondo: fare da babysitter al figlio viziato di un senatore conservatore, tenerlo fuori dai guai e beccarsi uno stipendio stellare. Uno stipendio di cui ha disperatamente bisogno. Il padre di Wyatt afferma che con lui ci vuole mano ferma e disciplina. A Linc è bastato uno sguardo per concordare: a Wyatt serve disciplina.
Essere il figlio segretamente gay di un senatore fissato con i valori tradizionali ha reso Wyatt Edgeworth irrequieto, e gli ha donato una passione eccessiva per le feste che potrebbe costare a lui otto mesi di vita e a suo padre la rielezione. Così ora ha un babysitter. Un babysitter molto sexy.
Quando Wyatt, ubriaco, dice a Linc che lui sarebbe un ottimo Daddy, i due trovano un accordo. Wyatt avrà un Daddy e Linc uno stipendio, poi ognuno andrà per la sua strada. Ma perché questo funzioni è indispensabile essere discreti; cosa forse impossibile, con un reporter sempre alle calcagna di Wyatt.
Mettersi assieme non è mai stata un’opzione, ma col passare dei giorni i loro sentimenti continuano a crescere. Saranno disposti a rischiare tutto per quello che dovrebbe essere solo un innocuo flirt?

Lady Marmelade2

Una guardia del corpo e un ragazzo problematico, figlio di un politico bigotto fin al midollo: due ingredienti del più classico romance!
Linc e Wyatt sono agli antipodi, ma hanno anche qualcosa in comune, soprattutto nella sfera sessuale, ma non lo possono sapere.
Quella che il padre di Linc pensava fosse una “punizione” più che adeguata, mettere alle costole di quel figlio che non ha mai amato, capito, voluto, si rivelerà essere la scelta che meglio poteva fare per dare un po’ di felicità al figlio. Ma non fatevi illusioni perché il padre di Wyatt non cambierà mai idea…
Il ragazzo non è del tutto solo; qualcuno che gli vuole bene c’è, ma l’affetto che la domestica, che finge di passare l’aspirapolvere un giorno sì e uno no, e la miglior amica Charlie, una pestifera ragazzina ricca come lui e viziata, non riescono a riempire i vuoi che la famiglia gli ha provocato:

“«Farò il mio lavoro,» disse. «Lo spero. È così fragile. Smarrito, sempre alla ricerca di qualcosa…» Si toccò la tempia con il dito. «Qui.» Linc non era certo di capire. «Fragile?» «Il signor Monty si rifiuta di vedere Wyatt per quel che è. Non gli ha mai dato ciò di cui aveva bisogno.»”

La famiglia dovrebbe esser il luogo più sicuro per i suoi componenti, ma in questa non è mai stato così; era prevedibile che un ragazzo come Wyatt finisse per farsi molto male, sia fisicamente che psicologicamente:

“Non era quell’appartamento la sua prigione: era la sua famiglia. Fino a che suo padre sarebbe stato vivo, Wyatt non sarebbe mai stato libero… Non ho scelto di essere come sono, lo sono e basta. Non puoi cambiarlo a suon di senso di colpa o di botte. ..Non puoi semplicemente amarmi? Sono tuo figlio.»”

Linc non era sicuramente preparato ad avere a che fare con il ragazzo, visti i problemi irrisolti che anche lui ha, ma una volta entrato in contatto con lui non può fare a meno di stargli accanto:

“Wyatt era una ferita aperta che bramava qualcuno che fosse ciò che suo padre non era mai stato, e Linc non poteva esserlo, non come il ragazzo avrebbe voluto. C’era qualcosa di sbagliato in lui: un ingranaggio si era inceppato e non sarebbe mai tornato a posto.”

Linc non si fa prendere in giro dal giovane, vede al di là della sua strafottenza e piano piano scava in lui, promettendogli di tenerlo al sicuro sempre, non importa quante “stronzate” possa fare:

“E di cosa pensi che io abbia bisogno?» «Uno scopo. Sei in caduta libera, fratello. Sto cercando di offrirti un atterraggio sicuro.»”

Il rapporto tra i due evolve molto velocemente, visto che sono costretti a passare tutto il tempo nella stessa casa, colpa degli arresti domiciliari di Wyatt! Quando gli sarà permesso di uscire di nuovo come evolverà il loro rapporto?
Anche Linc non ha avuto una famiglia da Mulino Bianco, tutt’altro. Lui e la sorella sono riusciti a sopravvivere e a realizzare loro stessi senza l’aiuto dei genitori. Sono rimasti legati e farebbero di tutto l’uno per l’altra.
Quando ha accettato il lavoro mai più avrebbe pensato di trovare un così affascinante ragazzo di cui prendersi cura
Forse ci sono un po’ di cliché in questo romanzo, ma devo dire che la lettura non mi ha annoiato.
Certo ci sono anche numerosi stereotipi del genere, come la domestica impicciona e senza peli sulla lingua che però adora quel ragazzo fragile e angosciato; la migliore amica/grillo parlante, sboccata, irriverente, che vorrebbe sparare a chiunque faccia del male al suo migliore amico; come la famiglia omofoba, disfunzionale e distruttiva… Che dire poi della nonna sulla sedia a rotelle?
La parte romantica/sensuale del romanzo è molto ricca, forse anche troppo; avrei davvero apprezzato il libro con qualche scena di sesso in meno e qualche pagina in più sui motivi che hanno portato Linc a soffrire di stress post traumatico: il libro ne sarebbe uscito più completo e realistico.
Le violenze a cui è stato sottoposto Wyatt non vengono descritte, aleggiano, e ho apprezzato il modo in cui l’autrice ne ha parlato senza farle diventare scabrose. Non serve entrare nel dettaglio per capire che quel ragazzo ha sofferto; non serve mettere nero su bianco per fare sensazionalismo, è bastato che l’autrice descrivesse il suo stato emotivo per farlo capire al lettore.
Wyatt si è ritrovato da solo a combattere contro gli orchi; ha rischiato di perdersi, finché Linc non è arrivato in suo aiuto. È riuscito a sopravvivere a stento, è rimasto immaturo in alcuni frangenti ma anche troppo vecchio per la sua età in altri… Non giudichiamolo troppo severamente.
Le scene ad alto tasso erotico contengono elementi soft di BDSM e anche il rapporto Daddy/Boy non è mai pesante.
Ribadisco che il libro è scritto bene e non annoia, il mio è un puro gusto personale.
Essendo una serie sono curiosa di vedere di chi parlerà il prossimo libro!

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Dio, come ti amo” – Alex Sander

Titolo: Dio, come ti amo
Autore: Alex Sander
Genere: Contemporaneo, Sportivo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Dio, come ti amo

SINOSSI

Rufo, occhi verdi come il mare e determinazione da vendere, ha una sola grande passione nella vita, la danza. Il suo mondo va in pezzi quando, un pomeriggio, finita la lezione in Accademia scopre di avere un problema di vista.
Marek, un promettente tuffatore polacco, giunge in Italia con la ferma intenzione di vincere i Campionati Europei di Torino, ma un’infezione agli occhi lo obbliga a un ricovero immediato.
I due ragazzi si ritrovano nella stessa stanza di ospedale e quello che poteva sembrare uno scontro fortuito si rivela un incontro voluto dal destino. Tra Rufo e Marek scatta un’attrazione irrefrenabile che in un lampo divampa nella passione.
Ben presto però la degenza si conclude, la vita li reclama a gran voce, e Rufo e Marek sono costretti a separarsi. Tutto sembra congiurare perché non possano riunirsi mai più. Nessuno dei due però è in grado di dimenticarsi dell’altro. Possibile che quell’attrazione carnale sia già diventata un legame più prezioso, per cui vivere e lottare?

Lady Marmelade2

In una stanza d’ospedale le vite di due giovani stanno per cambiare per l’ennesima volta nel corso della loro breve esistenza.
Sono due bellissimi ragazzi, in forma, nel pieno delle loro forze ma entrambi hanno paura di non poter più fare quello che amano di più al mondo: per uno sono i tuffi, per l’altro la danza; entrambi per colpa di un problema a gli occhi.
Marek è un ragazzo dal fisico statuario, sguardo di ghiaccio e capelli a spazzola che è venuto in Italia per curarsi, ma anche per gareggiare nel suo sport: i tuffi dal trampolino.
Rufo invece è un impertinente ragazzo snello e aggraziato, con una folta capigliatura ramata, ma il cui colore degli occhi la momento non è noto, visto che è reduce da un’operazione. Il ragazzo è un promettente ballerino, che ha sempre amato la danza, ma che ha avuto un paio di battute d’arresto. Solo di recente ha capito cosa vuole fare nella vita e lotterà per tornare a ballare!
I due ragazzi non potrebbero essere più diversi per educazione ricevuta, famiglia, nazionalità, ma in comune hanno l’amore per quello che fanno e farebbero di tutto per ritornare l’uno a gareggiare, l’altro a ballare.
Sono giovani e belli, ma quello che li attrae uno verso l’altro non si ferma all’aspetto fisico.
Per Marek non è facile seguire il suo cuore e mostrare al mondo che si sta innamorando del vulcanico Rufo, molto fisico nelle sue dimostrazioni d’affetto, mentre per quest’ultimo dichiarare ad amici e parenti di essere innamorato perso di Marek è naturale come respirare.
Hanno entrambi avuto delusioni in amore in precedenza, ma anche queste del tutto diverse, perché se Rufo è stato rifiutato, Marek invece ha perso il suo primo amore in maniera tragica e improvvisa. Rufo è una ventata d’aria fresca e pura per lui, la seconda possibilità per essere felice, se avrà il coraggio e la forza di uscire allo scoperto:

“Finalmente quella sensazione di tristezza mista a rassegnazione in cui era sprofondato dopo la morte di Jacob stava cominciando a svanire.”

Rufo ha avuto la fortuna di crescere in una famiglia dove la madre lo ha sempre amato per quello che era, idem la sua migliore amica, invadente, impicciona ma tanto simpatica e pronta a farsi in quattro per il migliore amico! Un personaggio secondario molto accattivante, ma anche un classico del genere romance.
Anche Rufo ha dovuto lottare per convincere la madre a lasciarlo ballare; lei avrebbe voluto una carriera del tutto diversa dal figlio, forse perché:

“L’idea che la danza è solo per le bambine, per le donne in genere, è difficile da sradicare nella mente della gente”

La donna non è cattiva, anzi, aiuta il figlio da sempre, ma non sempre quello che vogliono i genitori è quello che vogliono i figli.
Sono amante dei balletti ma del tutto negata nella danza, mentre me la cavo molto bene in acqua: adoro tuffarmi, anche se non ho le basi per compiere le acrobazie che fa Marek!
I due protagonisti mi sono piaciuti molto; il romanzo si sviluppa in maniera molto veloce e dinamica, quasi troppo, tra i vicoli di una bellissima Roma, che offre i suoi luoghi più romantici come sfondo ai due giovani, come pure le fugaci gite dei due su una vespa gialla alla ricerca di un posto dove essere se stessi.
Le scene hot tra i due ragazzi sono contestualizzate bene: sono giovani, impacciati ma anche molto fisici e curiosi, quindi le ho trovate pertinenti alla storia.
L’ambientazione è curata, forse perché conosco molto bene i luoghi che l’autore ha descritto, ma la storia è un po’ prevedibile: l’autore ha usato molti cliché e il risultato è un romanzo godibile ma un pizzico scontato.
Marek e Rufo sono giovani, spavaldi, fragili e forti allo stesso tempo; due persone che hanno faticato tanto per affermarsi in quello che amano fare, ma sono anche due giovani innamorati che lottano per poter vivere alla luce del giorno quello che dovrebbe essere la normalità per tutti:

“«Dove hai messo la mia lacrima?» sussurrò Rufo staccandosi dalle sue labbra… Marek sorrise commosso, lo baciò sulla nuca e poi prese ad accarezzare le sue ciocche rosse. «L’ho ingoiata, senza pensarci. È mia per sempre, quella lacrima…»”

Un romanzo fresco con qualche sprazzo di dramma; una storia romantica e contemporanea che ci riporta a pensare al nostro primo amore, perché tutti ne abbiamo voluto uno e tutti avrebbero voluto che durasse per sempre, anche se a volte è difficile trovare la persona giusta al momento giusto…

3.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Listen” – R. J. Scott

Titolo: Listen
Autore: R. J. Scott
Serie: Papà Single #5
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Listen

SINOSSI

Voleva solo fare in modo che la nuova figlia adottiva si sentisse a casa, non aveva mai pensato di potersi innamorare dell’uomo che avrebbe potuto portargliela via.

Nick e suo marito avevano sempre desiderato una famiglia numerosa, ma quando il cancro si è portato via Danny sei anni prima, Nick è rimasto da solo con i tre figli. Non avrebbe mai pensato che il suo cuore spezzato potesse guarire al punto di fargli desiderare di aggiungere un nuovo membro alla sua famiglia, ma quando conosce Teegan capisce subito di volerla adottare. Nata sorda, la bambina è già stata rifiutata due volte durante il processo di adozione e non ha ancora trovato un posto da chiamare per sempre casa. Nick vuole essere il suo papà eroe e costruirle attorno un mondo dove possa essere al sicuro e felice. Sa che vuole rendere la sua vita perfetta, ma non capisce come farlo, e neppure se questa sia la cosa migliore per la sua famiglia. Quando cerca aiuto e conosce Elliot, non ci mette niente a innamorarsi del frustrante, sexy, intelligente e affettuoso professore.
Elliot non se la sente di aiutare l’uomo che sembra più interessato al giudizio dell’opinione pubblica che ai bisogni dei suoi figli, e quando apprende che Nick, ricco e privilegiato, vuole adottare una bambina sorda, sa che è la scelta sbagliata e decide di scendere in campo. Essendo figlio di genitori sordi, chi meglio di lui può proteggere la piccola Teegan, magari anche intervenendo per bloccare l’adozione, nel caso dovesse ritenerlo necessario? Niente e nessuno potrà fargli cambiare idea, neppure l’amore.
Questa storia dei papà single parla di un vedovo che ha difficoltà a fare la cosa giusta, un insegnate che si batte per la felicità di un’adorabile bambina, tre fratelli affettuosi e una casa con vista sull’oceano.

Lady Marmelade2

In questo quinto volume conosciamo il bel professore Elliot e la star delle inchieste giornalistiche Nick. I due si sono conosciuti a scuola, perché Elliot è uno degli insegnanti della figlia maggiore di Nick: una dolcissima adolescente che sta cercando di dare una mano al padre, rimasto vedovo, nella gestione della casa e dei fratellini, un compito troppo grande per la sua età.
Elliot e Nick, pur provando una forte attrazione, cominciano col piede sbagliato e Nick finisce per fare una brutta figura dietro l’altra.
Il dolore per la perdita del marito lo ha lasciato nel dolore più cupo, tanto da non accorgersi dei problemi della figlia:

“Mi ero accorto che stava annaspando, ma certi giorni facevo fatica ad alzarmi dal letto, figurarsi se sarei riuscito ad aiutarla. Sì, avevo fatto davvero un casino.”

Nick ha perso il grande amore della sua vita, con cui aveva creato una grande famiglia, che ora deve gestire da solo. Non c’è un modo standard di reagire alla perdita della persona amata e Nick ha rischiato di perdere anche se stesso:

“Non è da deboli provare dolore. È naturale. È un processo. Non è solo buio, a volte è una luce splendente che in sogno mi mostra la strada…Il dolore era lì ogni singolo giorno, un infido mormorio di sottofondo a ogni mia decisione, ma per la maggior parte era sotto controllo, o si era almeno smorzato col tempo.”

Grazie all’aiuto degli amici e grazie all’affetto dei figli, Nick ha recuperato le forze, vuole tornare a vivere, certo si sente ancora un po’ in colpa a voltare pagina, ma del resto Danny se ne è andato e voleva che lui fosse di nuovo felice:

“Tutte le nostre vecchie mail, le sciocchezze, i ‘cosa c’è per cena’, gli scherzi, e quell’unica riga in cui diceva che mi amava. È ancora tutto lì.” “Allora rileggile, e tieniti strette tutte quelle belle emozioni, e magari trova un posto in cui riporle nel tuo cuore. Ma non significa che tu non possa voltare pagina.”

Non prova invidia per quello che hanno i suoi amici, ma vorrebbe averlo di nuovo anche lui:

“Sentii uno schiocco, e dello sciabattare, forse Adam che passava di lì e gli dava un bacio, così, perché potevano. L’amore era quello, era i gesti teneri che vedevo fare a loro due quando erano insieme.”

Nick ha davvero un cuore molto grande, vuole far crescere ancora la famiglia dopo che si è innamorato di una bimba non udente, ma in quel cuore c’è posto anche per “il bell’Elliot”, come lo chiama la figlia!
Nick ha la possibilità di farsi perdonare da Elliot e di farsi conoscere per la persona meravigliosa che in effetti è, basta solo che Elliot abbandoni ogni reticenza che ha nei suoi confronti e che ammetta che anche lui sono due anni che è innamorato perso dell’ex cronista televisivo!
Il libro non è particolarmente ricco di scene bollenti tra i due protagonisti, anzi sono davvero poche, perché la cura maggiore l’autrice l’ha dedicata a raccontare il difficile percorso di adozione di Teegan, come anche nel raccontare le difficoltà che le persone non udenti affrontano ogni giorno.
Un libro molto dolce che ha trattato la disabilità di Teegan in maniera molto delicata, sensibilizzando il lettore a trecentosessanta gradi.
Anche il dolore per la perdita della persona amata è reso molto realistico, tanto che qualche lacrima mi è scappata, forse perché quel dolore lo conosco fin troppo bene…
Nick non vuole fare l’eroe, solo perché è ricco non vuol dire che può comprare tutto con i soldi, ma sa che può fare la differenza per la vita di Teegan, dandole certo le migliori opportunità per una vita agiata, ma soprattutto perché può darle quello che fino ad ora le era mancato: l’affetto di una famiglia e di un papà che si getterebbe nel fuoco per lei.
Una famiglia chiassosa, che ha sofferto tanto, ma che ha saputo reagire, dove i suoi membri si fanno dispetti, litigano, fanno a gara a impietosire per avere i biscotti, perennemente sotto chiave! Una famiglia come tante, normale che accoglie chi ha più bisogno di amore
Elliot era partito davvero infuriato con Nick, ma più tempo passa con lui, più non riesce a resistere al richiamo dell’amore. Sa benissimo che Nick non dimenticherà mai Danny, non vuole prenderne il posto, solo cercare di amarlo come merita di essere, perché tutti hanno il diritto di essere amati:

“Non c’è un limite di tempo per il dolore,”… Non credevo che il mio cuore potesse essere tanto grande.”…Avevo sempre pensato che i cuori possedessero una capacità infinita di amore. Il suo aveva fatto entrare Danny, poi Hannah, i ragazzi, Teegan. Forse gli sarebbe bastato espandersi solo un altro po’ per accogliere anche me. “Sono contento che tu mi abbia permesso di entrare nella tua vita,” ammisi.”

L’unica critica che posso muovere è avere trovato alcune scene un po’ ripetitive: mi riferisco  soprattutto a quando Nick si fa prendere dallo sconforto e mette in dubbio le sue capacità di prendersi cura della piccola Teegan. Con qualche taglio credo che il libro potrebbe essere un po’ più scorrevole.
In complesso è un libro molto commovente che ci sta traghettando verso il finale della serie che si è sempre mantenuta su un livello alto.

4

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Hexmaker – Il Creaincantesimi” – Jordan L. Hawk

Titolo: Hexmaker
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Hexbreaker #2
Genere: Storico, Poliziesco, Mutaforma, Paranormal, Maghi, lieve BDSM
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Hexmaker

SINOSSI

Un poliziotto austero e conservatore. Un ladro allegro e spensierato. Un milionario ucciso.

Il mutaforma volpe Malachi ruba per uno dei più grossi gruppi criminali della città di New York. Ma quando assiste all’omicidio di un milionario, l’unica persona che può tenerlo al sicuro è il dottor Owen Yates, incantatore forense della Polizia Magica Metropolitana… nonché lo stregone di Malachi.
Owen inorridisce nello scoprire che il suo famiglio è un rozzo ladro. E, ancora peggio, Malachi minaccia di scatenare i desideri più profondi del mago… desideri che Owen non può soddisfare, essendo destinato a un matrimonio combinato per solidificare la ricchezza della famiglia Yates.
Così stipulano un patto: Malachi sarà l’amante e il partner di Owen fino al giorno del matrimonio. Ma mentre la caccia all’assassino li porta dai bassifondi affollati fino alle ville della Fifth Avenue, Owen comincia a rendersi conto che Malachi comanda il suo cuore proprio come il suo corpo.
Con le forze oscure che si stringono intorno a loro, Owen deve decidere se piegarsi al dovere, o rischiare tutto per l’uomo che ama.

Lady Marmelade2

Ho trovato questo secondo volume un pizzico meno incisivo del primo, anche se devo ammettere che ho sempre difficoltà con il secondo volume di una serie, soprattutto se il primo volume mi colpisce molto, proprio come era successo.
I protagonisti stavolta sono un famiglio ladro, che assume le sembianze di una bellissima e scaltra volpe, il giovane e irriverente Malachi e un dipendente, ma ancora per poco, della Polizia Magica, ovvero il timido e riservato Dottor Yates, un incantatore.
I due non potrebbero essere più diversi visto che Owen è di famiglia ricca e aristocratica, al vertice della vita magica e sociale della città, mentre Mal non è altro che un giovane allontanato dai suoi stessi genitori perché considerato un abominio, finito in un orfanotrofio e poi sotto la protezione della regina dei ladruncoli di strada.
Owen e Mal sono entrambi impreparati a conoscere la loro controparte magica; mai si sarebbero aspettati di finire l’uno con l’altro, legati per la vita, anche perché, tra pochi giorni, Owen dovrà sposarsi per il buon nome e prosperità della sua altolocata famiglia.
Che dire poi dello shock di Mal, costretto a stare con il nemico di sempre? Un piedipiatti ragazzi! Per di più ligio al dovere, serio, posato, onesto che finisce a legarsi con un ladro che è addirittura accusato di omicidio!
Il disastro sembra davvero dietro l’angolo.
Anche se Owen tra pochi giorni prenderà moglie non riesce a dimenticare il suo incontro con Mal, perché il giovane poliziotto ha un segreto:

“Non riusciva a smettere di pensare allo snello giovane dai capelli rossi, dagli occhi di ambra e con quel sorriso astuto da volpe. Perché nessuno degli uomini con cui era stato gli somigliava? Intelligente e sfacciato. Affatto intimidito da Owen… “Il suo dovere non era più solo quello di essere il migliore del corso all’università e poi il miglior incantatore della PMM. Il suo dovere era diventato quello di essere l’erede degli Yates, con tutto quello che comprendeva.”

Owen ha deciso di sacrificarsi per la famiglia e di reprimere il suo vero io proprio ora che ha trovato qualcuno con cui esprimere davvero se stesso, soprattutto nella sfera sessuale. Ha confessando al suo famiglio cosa davvero vorrebbe avere da una relazione, perché il timido incantatore ha dei desideri particolari, che aggiungono alla storia dei dettagli che possiamo definire come la base del BDSM: molto velato, non aspettatevi pratiche estreme, ma il rapporto che si instaura tra i due è davvero particolare.
Anche Mal è molto combattuto: da sempre cerca di sopravvivere con le sue stesse forze, nell’attesa di trovare lo stregone che lo proteggerà, che penserà a tenerlo al caldo e con la pancia piene, invece che arrabattarsi a borseggiare per rimediare qualcosa.
Mal non è grande e grosso come il suo amico Nick che rifugge il legame con gli stregoni; non è facile essere una piccola volpe:

“Nick non l’avrebbe fatto. Non avrebbe mai barattato la sua libertà per qualcosa. Neanche per la sua stessa vita. E di certo non per un letto morbido o una colazione abbondante… Era diverso se eri una volpe, un gatto o un uccello, qualcosa di piccolo che poteva essere chiuso in gabbia a morire di fame fino a che non cedeva.”

Non dovete però pensare che Mal sia indifeso: tutt’altro! Il ragazzo sa vendere cara la propria pelliccia e non manca occasione per essere irriverente, saccente, sboccato e senza vergogna!
Un personaggio simpatico e intrigante ma che mi è sembrato meno accattivante di Cicero, il protagonista famiglio del primo volume.
Anche Owen è un bel personaggio, ovviamente tormentato come lo era Tom, l’incantatore di Cicero, ma anche lui è meno d’impatto di Tom.
I suoi tormenti mi sono sembrati più stereotipati, qualcosa di già letto altrove.
Ovviamente quando il destino fa incontrare un famiglio e il suo stregone, c’è poco da fare, è inutile combatterlo, perché tra i due si crea qualcosa di unico e irripetibile con un’altra persona:

“Poteva sentire il legame come una specie di calore nel petto, accoccolato dietro al cuore. La sensazione era sconcertante e lui faceva del suo meglio per ignorarla.”

L’indagine sull’omicidio segue di pari passo la crescita del rapporto tra Owen e Mal, forse un tantino prevedibile, ma con qualche sprazzo di suspense; se cercate bene gli indizi ci sono tutti per capire chi si nasconde dietro l’oscurità e il gelo che si sta per abbattere un’altra volta su New York…
Nel complesso un libro piacevole, che scorre bene e che getta le basi per i prossimi due volumi che avranno per protagonisti i famigli che sono già apparsi nella serie: avevo già capito chi fossero prima di andare come sempre a sbirciare sul web!

4

In questo secondo volume della serie “Hexworld“, collocato un po’ dopo rispetto a dove ci eravamo lasciati, ritorniamo in una New York d’inizio Novecento, dove esseri umani, maghi e famigli coesistono, dove la magia è usata quotidianamente e i maghi devono trovare il proprio animale magico mutaforma per creare un sodalizio magico perfetto.
Abbiamo già avuto modo di conoscere il dottor Owen Yates, incantatore forense della Polizia Magica Metropolitana (PMM), un uomo che, seppur molto ricco, è devotamente consacrato al suo lavoro per risolvere i crimini tramite gli incantesimi.
Individuo di poche parole e pragmatico, Owen sa di essere un privilegiato ed è pronto a onorare i doveri che la sua casata gli impone, anche se questo comporta le imminenti dimissioni dall’amato impiego e contrarre un matrimonio combinato, con una donna che rispetta ma non ama, per il bene della dinastia Yates.
A pochi giorni dalla cerimonia che svolterà la sua esistenza, è l’incontro fortuito con la volpe mutaforma Malachi a cambiare però la sua vita… perché è l’essere a lui destinato da sempre.
Mal è un famiglio di origine irlandese che abita nella parte sbagliata della città: è un giovane ladro povero, che vive di espedienti e furti… ma non ama la violenza.
Incastrato sulla scena di un crimine efferato, Mal è costretto a difendersi a collaborare con Owen e l’odiata polizia, confessando la verità sul loro legame al suo mago.
La trama è un coinvolgente giallo investigativo che si dipana per scoprire il colpevole e tutte le sottotrame; ci saranno degli interessanti colpi di scena e azione, ma anche la parte sentimentale/introspettiva è discreta.
Per mio gusto personale, non ho amato particolarmente la parte di dominanza/sottomissione sviluppata durante le scene intime, ma comprendo che fossero funzionali alla caratterizzazione dei personaggi. Emotivamente, mi sono trovata più coinvolta con le coppie precedenti di questa serie, (forse a causa dei pochi giorni concessi loro per conoscersi e legare), ma anche Mal e Owen sono gradevoli insieme e mi auguro di ritrovarli.
È stato piacevole rintracciare sia i protagonisti del primo libro sia quelli della novella, che qui sono preziosi aiutanti.
Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio di recuperarli e poi leggere quest’avventura storica e paranormale.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Surprise Delivery” – D. J. Jamison

Titolo: Surprise Delivery
Autore: D. J. Jamison
Serie: Hearts and Health #5
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Surprise Delivery

SINOSSI

Il dottor Casper Rollins sa come ci si diverte. L’amore della sua vita, Kage Myers, ha vissuto ogni attimo al massimo fino alla fine dei suoi giorni. Adesso Casper, quando vuole sentirsi più vicino al suo amore perduto, si dedica a paracadutismo, alpinismo e svariate attività adrenaliniche.
Il direttore sanitario Eric Holtz è sposato al proprio lavoro, tanto che è stato lasciato dal marito per questo motivo. Ma quando sua nipote bussa alla sua porta, incinta e bisognosa di un alleato, lui all’improvviso si ritrova di nuovo con una famiglia. Sfortunatamente l’ostetrico della ragazza, Casper Rollins, è così sexy da ridurre Eric a un adolescente impacciato.
Quella che è cominciata come una sfida per liberare Eric dalle sue tendenze da workaholic degenera in una storia di sesso rovente e sentimenti impossibili da ignorare. Casper non ha mai avuto intenzione di dare il suo cuore ad altri che Kage, ed Eric non è disposto ad accettare niente di meno.
Se desiderano un futuro insieme dovranno fare loro la lezione che Kage ha impartito a Casper tanto tempo fa: si vive una volta sola.

Lady Marmelade2

In questo quinto volume della serie, che può essere letto anche indipendentemente dagli altri, veniamo a conoscenza del passato di Eric, quarantenne ex medico e ora amministratore dell’ospedale, e del giovane ostetrico/ginecologo, drogato di adrenalina e sport estremi, Casper!
Eric e Casper sono davvero molto diversi, agli antipodi, non solo per la differenza d’età, ma proprio perché vivono la vita in maniera molto diversa.
Eric si considera un pantofolaio noioso e prevedibile; è stato lasciato dal marito per un uomo più giovane e dinamico; è uno stacanovista del lavoro, passa più tempo in ospedale che a casa e ancora non si è ripreso dalla delusione amorosa.
La sua vita però sta per cambiare, per la sua giovane nipotina sedicenne Olivia bussa alla sua porta di casa in cerca di aiuto…
La presenza della giovane Livvie porta una ventata di freschezza nella sua vita, ma anche di preoccupazioni e di vecchi dissidi famigliari da risolvere con la sorella che lo aveva escluso dalla famiglia a causa del suo “stile di vita gay”…
Anche Casper ha qualche problemino con la sua famiglia che non vuole affrontare; si è trasferito dalla parte opposta del paese e sono anni che non torna a passare le feste con i suoi: per proteggerlo dal dolore, lo hanno tenuto lontano dal suo grande amore negli ultimi istanti della sua vita…
Kage era un ragazzo dolce, impavido, che aveva conquistato Casper con il suo  atteggiamento positivo e voglia di vivere, anche se malato di cancro. Quello spirito non ha abbandonato questa terra quando Kage l’ha lasciata, si è trasferito in Casper.
Casper è un enigma per Eric; si sente molto attratto da questo bellissimo ragazzo, che per mestiere fa nascere bambini, ma che è anche uno scavezzacollo ricoperto di tatuaggi bellissimi e con un profondo significato:

“«I camaleonti mutano a seconda dell’ambiente circostante, quindi che cosa simboleggia?» «Perlopiù il cambiamento. Sia l’abilità di adattarmi ai cambiamenti della vita, sia quella di essere io stesso il cambiamento. È abbastanza profondo per te?»”

Lo aveva già notato in ospedale, ma mai più pensava di poter avere una possibilità con lui, visto il suo stile di vita molto prevedibile.
Quella che per Casper era iniziata come una sfida per far uscire Eric dal suo isolamento, scatena qualcosa in lui che pensava fosse morto con Kage:

“Noioso. Come se una cosa che gli faceva battere così forte il cuore potesse essere noiosa. Eric non era prevedibile come pensava di essere.”

Casper non riesce a fare a meno di cerare l’adrenalina, perché ha paura che fermandosi si scorderà di Kage:

“Quando il coraggio cominciava a mancargli, pensava a cosa l’amore della sua vita avrebbe dato per fare anche una sola di quelle esperienze.”

Un modo per ricordarlo, onorare il suo amore per la vita, per sentirlo vicino, ma che potrebbe anche tenerlo lontano dalla seconda occasione di essere felice.
Quando si vive un amore così profondo e lo si perde non sempre si riesce ad aprire di nuovo il cuore a qualcun altro: serve pazienza, comprensione, fiducia e amore incondizionato.
Non importa quanti anni hai, da quanto lo conosci, dal tempo che hai trascorso con quella persona, tu lo sai che quella persona ti completa e quando la perdi non ti importa di quello che gli altri intorno a te ti dicono sulla resilienza, che lui o lei ti vorrebbero vedere felice di nuovo, anche accanto a qualcun altro… Tu sprofondi in un vortice di dolore, sofferenza, tormento: nulla di quello che ti diranno potrà ridarti chi hai perso, perché nulla potrà lenire la tua perdita.
Tempo… serve solamente tempo e voglia di vivere; vivere per chi hai perso può sembrare un cliché eppure è la sola cosa che può mandarti avanti, soprattutto nei primi tempi.
Se poi hai la fortuna di incontrare qualcuno che capisce il tuo dolore, il tuo stato d’animo e comprende che senza quell’amore perduto tu non saresti la persona che sei diventato, e di cui ti sei innamorato, beh hai davvero la possibilità di essere felice di nuovo senza dimenticare chi hai perso:

“«Tu ami Kage, tempo presente,» ribatté Eric. «Non ho intenzione di prendere il suo posto. Lo amerai e piangerai sempre la sua perdita. È naturale.»”

Si dice che “È meglio aver amato e perso che non avere mai amato”, ma finché non lo si prova sulla propria pelle non ce se ne rende conto e purtroppo la mia non è retorica: è esperienza di vita, proprio come quella di Casper che ha capito che Kage resterà sempre con lui, anche se ora c’è Eric nella sua vita…
Un romanzo toccante e tenero, che ci mostra i mille volti dell’amore: quello per la persona che ci completa, per la famiglia che si sceglie, per una nipote che si è visto solo due volte in tutta la vita e per una nuova vita che sta arrivando a dare la seconda possibilità a dei genitori chiusi e bacchettoni di scoprire un mondo nuovo.
L’amore è l’unica cura che serve ai cuori feriti e soli, basta non chiudergli la porta e saperlo riconoscere, in tutte le sue forme.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Mano delicata” – Nora Phoenix

Titolo: Mano delicata
Autore: Nora Phoenix
Serie: Mani perfette #3
Genere: Contemporaneo, BDSM, Kink, Threesome, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Mano delicata

SINOSSI

Ford non ha mai voluto essere un Daddy. Dunque, come ha fatto a finire non con uno, ma ben due ragazzi che ne hanno bisogno…?

Padron Ford ama la sua vita. È rispettato nel suo locale, ha una vasta scelta di ragazzi con cui recitare ed è felice di essere single.
Quando il proprietario del locale gli chiede di prendersi cura di due ragazzi che hanno subito violenza, Ford accetta con riluttanza. Ma quando uno dei due non parla nemmeno, e l’altro è un fascio di ostilità, Ford si chiede se non si sia cacciato in una situazione più grande di lui.
Ci vorrà molto tempo per guadagnarsi la loro fiducia, visto che gli abusi che hanno subito sono peggiori di quanto Ford non si fosse immaginato. Ma quando scopre che Thierry è un piccolo e che Jathan ha bisogno di un Daddy risoluto, Ford si domanda se riuscirà ad essere ciò di cui entrambi i suoi ragazzi hanno bisogno. Ma dove si collocano i suoi bisogni in tutto ciò?

Lady Marmelade2

Siamo arrivati al volume quattro di questa serie, dove abbiamo conosciuto diversi modi di vivere una relazione BDSM incentrata sulle figure dei Daddy e dei loro ragazzi, più o meno capricciosi e di svariate fasce d’età.
Credevo che il libro su Raf fosse il più duro da leggere, almeno per me che non amo molto la dinamica Daddy/bambino, e invece mi sbagliavo: questo è il libro più tosto della serie e  per molteplici fattori.
Oltre che l’age play qui ci troviamo di fronte alla storia di un uomo, Ford il mentore di Rhys, che non credeva di aver bisogno di nessuno, che di punto in bianco si ritrova a dover ospitare, consolare, accudire e cercare di riportare alla vita, due giovani ragazzi tenuti in schiavitù da un mostro.
Gli “orchi” non esistono solo nelle favole, purtroppo anche nella realtà, e Thierry e Jathan ne portano il ricordo indelebile sulla pelle e nella psiche:

“Un uomo adulto, terrorizzato dei mostri che si nascondevano nell’oscurità. Ma che senso aveva? Non voleva comunque prendere medicinali. “Quanto ci vorrà prima che tornerò ad essere sano?”

Jathan e Thierry sono stati tenuti prigionieri da un uomo che li ha brutalizzati, percossi, privati del cibo e della libertà per oltre un anno e i due non si fidano più di nessuno.
Sono due giovani sub che si sono fidati della persona sbagliata, che gli ha mostrato un lato che col BDSM non c’entra nulla e ora che sono riusciti a mettersi in salvo, e accolti da Ford, non scoprono tutto un mondo nuovo, che non capiscono a pieno:

“La sottomissione deriva da un genuino desiderio di compiacere. L’obbedienza può dipendere da diversi motivi, compreso un desiderio di evitare il dolore, o sventare una punizione… Con il mostro, Jathan aveva imparato a rispondere ed obbedire per paura. La disobbedienza si pagava a caro prezzo, quindi faceva quello che gli veniva detto per puro istinto di sopravvivenza. Ma Ford gli aveva fatto voler rispondere. Gli aveva fatto desiderare di obbedire, solo perché…”

A un primo sguardo sembrerebbe Thierry quello messo peggio, visto che non parla, emette solo dei suoni e si esprime solo con lo sguardo terrorizzato. Fisicamente è il più provato dei due ragazzi, ma è il primo che riesce a capire che può fidarsi di Ford.
Ford è il Dom giusto per far uscire i due dallo stato di apatia e terrore in cui stanno ancora vivendo.
I due ragazzi sono stati privati del loro futuro ed è ora che se lo riprendano; Ford è molto paziente con loro e per non ferirli ulteriormente non si accorge subito che i deu ragazzi non sono semplicemente due sub, ma due ragazzi che non sanno di voler un Daddy nella loro vita.
Anche per Ford ritrovarsi Daddy per la prima volta nella sua vita è spiazzante, ma con i due giovani gli viene naturale.
L’osso più duro da “educare” è Jathan, che lo sfida continuamente e che sembra essere molto arrabbiato e risentito con Thierry. I due dovranno cercare di mettere chiarezza nel loro rapporto, sempre con l’aiuto di Ford:

“”Bravo ragazzo,” disse Ford… Il potere che quelle semplici parole avevano su di lui era pericoloso. Avrebbe dovuto fare attenzione perché aveva la sensazione che avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di sentirgliele pronunciare.”

Jathan non riesce a capire del tutto cosa Ford ci guadagni da tenerseli in casa, perché non ha ben chiaro in cosa consista davvero il BDSM:

“”Hai mai fatto qualcosa per qualcun altro che ti ha fatto sentire bene perché ti ha fatto rendere conto di quanto significasse per quella persona? …Come ti ha fatto sentire?”…” Mi faceva sentire bene dentro. Ma non capisco come questo abbia qualcosa a che fare con l’essere un Dom.”…è esattamente così che mi sento io quando do ai miei sub ciò di cui hanno bisogno. Un bravo Dom sa leggere i bisogni dei propri sub.”

Ford ha mille sfaccettature perché unico, come unici siamo tutti e anche se la società ci incanala in categorie, nulla ci vieta di uscire dagli schemi e creare una dimensione per essere se stessi, senza preoccuparsi di essere attivi, passivi, Dom o Sub; semplicemente ognuno deve essere quello che si sente di essere:

““La società ci insegna che l’indipendenza dovrebbe essere lo scopo verso cui dovremmo tutti aspirare. E se è questo che la gente vuole, benissimo. Ma non fa per tutti. Alcune persone provano un profondo desiderio di essere accudite, e non c’è niente di male in questo. Tutto ciò che bisogna fare è fidarsi della persona giusta… “Non esiste normale. Siamo tutti diversi e unici, e abbiamo tutti dei bisogni particolari. Due sub non sono mai uguali. Ciò che fa eccitare un sub può essere fonte di irritazione per un altro. Non sei più strano di qualsiasi altro sub con cui abbia lavorato in passato.”

Jathan e Thierry dopo tanto dolore e paura hanno trovato qualcuno che si prenderà cura di loro, se glielo permetteranno: in Ford hanno trovato un amico, un protettore, un amante, un consolatore, una persona che ha deciso di dedicare a loro tutte le sue cure…
Pur rimanendo questa una tematica del BDSM che non è mai stata molto nelle mie corde, devo riconoscere ancora una volta l’abilità di questa autrice di aver reso bene il tipo di rapporto che lega i personaggi.
Ha reso scorrevole una lettura per me ostica, visto che non condivido lo stile di vita descritto, senza mai indugiare in particolari estremi: non entra mai nel vivo delle torture subite dai due ragazzi e non rende il kink che praticano una “barzelletta” perché ha trattato l’argomento con delicatezza e tatto.
Certo, ci sono anche una serie di scene molto piccanti tra i tre, ma senza mai scadere nel volgare.

4.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Come la marea” – Diana D. P.

Titolo: Come la marea
Autore: Diana D. P.
Serie: Rockland #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Come la marea

SINOSSI

Dopo aver studiato a Stanford, Samuel Tran ha scelto di tornare a vivere nella cittadina di Rockland, in Maine, per insegnare. A trentadue anni conduce una vita semplice ma soddisfacente e ha ben poco interesse per la confusione della grande città. Ha infilato i suoi sogni in un cassetto e ha preferito mettere una distanza enorme fra lui e un passato che tenta di dimenticare e che ha solo amplificato le sue insicurezze. Non può immaginare che quel passato sta per piombargli direttamente in casa. Rivedere Owen è come un incubo che si materializza.
Owen Carter è felice di poter finalmente realizzare le sue aspirazioni. La società per la quale lavora ha approvato il progetto per la costruzione di un albergo di lusso ecosostenibile sulla East Coast e la cittadina di Rockland è il luogo ideale. Sa già che dovrà confrontarsi con la diffidenza degli abitanti del New England, ma quando si rende conto che l’ostacolo maggiore è rappresentato da Samuel Tran, scontroso professore e suo ragazzo ai tempi del College, persino il suo cinismo vacilla. Samuel, inoltre, sembra deciso a non voler avere niente a che fare con lui.
Le incomprensioni del passato possono pesare come un macigno, impossibile da spostare da soli. A meno che non si trovi il coraggio per farlo in due.

Lady Marmelade2

In questa lunga estate torrida Diana D. P. ci propone un romanzo ambientato tra le maree del Maine, uno dei primi stati americani ad essere colonizzati, ricco di attrazioni naturalistiche e di temperature più frizzanti delle nostre!
Il Maine si trova sulla East Cost americana, sull’Oceano Atlantico, su una costa impervia, ricca di fari, insenature e bellezze naturali.
Io lo conoscevo già grazie a una serie televisiva che ha come protagonista una scrittrice di gialli che risolve omicidi, ma qui di omicidi non ne vedrete, perché l’autrice ha utilizzato la bellezza del luogo per creare una storia molto romantica.
Uno dei motivi che ha spinto Owen, uno dei protagonisti, a costruire un Hotel di lusso proprio nel Maine è la presenza di un vecchio faro che domina la baia: quale migliore luogo potrebbe ospitare il lusso e magari per regalargli una seconda possibilità per essere felice?
Già, perché Owen si rammarica ancora di essersi lasciato sfuggire anni fa un uomo meraviglioso, per colpa dell’influenza che il fratello maggiore esercitava su di lui, e che aveva capito di amare solo nel momento in cui lo aveva perso:

“Owen non aveva mai litigato con i suoi famigliari. Aveva semplicemente smesso di dar loro ascolto e aveva scelto di vivere la sua vita. Nel percorso per arrivare a quell’equilibrio, però, aveva sacrificato e perso moltissimo.”

Anche se la famiglia di Owen non è esattamente omofoba, lo ha sempre incoraggiato a mantenere un atteggiamento sobrio e pacato nel gestire le sue conquiste: divertiti ma con moderazione…
Da allora non si è più innamorato, passando da una scopata anonima all’altra, senza mai fermarsi, perché il ricordo di quell’uomo è rimasto sempre nel suo cuore.
Quante possibilità c’erano di finire proprio nel paese natale di quell’uomo? Poche, eppure il destino a volte ci mette lo zampino!
Si dice sempre che nei libri è tutto possibile e facile, ma a me personalmente negli ultimi anni sono successe delle coincidenze simili, quindi davvero è tutto possibile!
Owen e il suo socio Nathan hanno portato scompiglio tra la popolazione single del luogo, non solo tra gli investitori e costruttori, perché sono entrambi mozzafiato!
Nathan è un po’ più libertino del migliore amico, non riesce a stare da solo troppo a lungo e, durante un’uscita per placare i bollenti spiriti, i due si imbattono in un’altra coppia di migliori amici: Samuel e Joshua…
Samuel non è altri che l’amore perduto di Owen e ora che lo ha ritrovato non permetterà all’uomo di scappare ancora da lui.
Samuel è uscito devastato dalla rottura con Owen; non ha raccontato nemmeno ai migliori amici cosa è davvero successo durante quegli anni del college e ritrovarsi davanti il passato lo fa sprofondare di nuovo in un vortice di insicurezza.
Samuel è un uomo buono, gentile, insegna storia e letteratura nella scuola superiore del luogo e la sua passione per la storia lo ha reso la persona più adatta ad essere eletto Presidente dell’associazione per la salvaguardia del faro!
Tra un flashback e l’altro nei ricordi dei due uomini veniamo a conoscenza di quello che hanno vissuto, di quanto si sono amati da ragazzi e di quanto sono stati ingenui nelle loro scelte.
A volte l’orgoglio e la poca esperienza non ci fa capire a pieno che tutto quello che vogliamo è già nelle nostre mani; ma del resto erano appunto due ragazzi che per la prima volta si approcciavano alla vita lontano da casa e al primo amore, soprattutto che hanno cambiato la vita di Owen, perché non ha mai detto a Samuel una cosa importante:

“Non ti ho mai ringraziato per avermi insegnato il valore della libertà.”

Un romanzo molto curato dal punto di vista dell’ambientazione e del testo; l’autrice ha creato due personaggi molto credibili, con alle spalle esperienze che potrebbero essere le nostre, molto realistiche, senza mai finire nel dramma strappalacrime.
Confesso che la voglia di visitare il vecchio faro e farmi un’indigestione di aragosta e frutti di mare mi ha accompagnato piacevolmente durante la lettura!
Un romanzo che consiglio a chi ama il romanticismo, un pizzico di pepe tra le lenzuola e un ricco entourage di personaggi secondari ficcanaso, divertenti, imprevedibili, ma sempre pronti a lottare per chi amano!

4

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice