Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Le ossa sotto la pelle”, T. J. Klune

Titolo: Le ossa sotto la pelle
Autore: T. J. Klune
Genere: Sci-Fi
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Le ossa sotto la pelle

SINOSSI

È la primavera del 1995 e Nate Cartwright ha perso tutto: i suoi genitori sono morti, suo fratello non vuole più avere niente a che fare con lui e, ciliegina sulla torta, è stato licenziato dal suo lavoro di giornalista a Washington DC. Senza più prospettive, decide di trasferirsi nella baita vicino a Roseland, il paesino di montagna dove la sua famiglia era solita trascorrere l’estate quando era piccolo, per provare a dare una nuova direzione alla sua vita.
La piccola costruzione tra i boschi dovrebbe essere vuota.
Così non è.
Dentro ci sono un uomo di nome Alex e un’incredibile ragazzina che si fa chiamare Artemis Darth Vader e che non è esattamente ciò che appare.
Presto diventa chiaro che Nate deve compiere una scelta: annegare nei ricordi del passato o combattere per un futuro che non avrebbe mai creduto possibile.
Perché quella ragazzina è speciale e su di loro stanno calando forze il cui unico scopo è controllarla.

Lady Marmelade2

Se seguite TJ da tempo, come me, saprete benissimo che la sua produzione letteraria è a dir poco variegata!
Ti fa ridere e piangere quasi in contemporanea; ti fa venire il mal di pancia dalle risate e poi ti spezza il cuore in un battito di ciglia… Ha la fissa per Stonehenge, che un paio di anni fa ha pure visitato!
Rispetto a tutti i libri giunti fino ad ora da noi, questo è diverso per molti aspetti.
Innanzi tutto la trama m/m rimane molto in sordina, quasi appena accennata, fa da corollario al resto insomma, ed è giusto così.
Non aspettatevi nemmeno le battute di spirito e situazioni imbarazzanti in stile serie Dimmi che è vero.
Quello che c’è sempre di Klune è il talento; un talento grande e potente che rende credibile anche una trama che parla di fantascienza come se fosse la cosa più normale del mondo.
Al centro della storia c’è una bambina molto speciale, in fuga, che si accompagna a un ex soldato che non ha più nulla al mondo, se non il dolore. A questo duo fuori dagli schemi si aggiunge presto un giovane giornalista senza più lavoro né famiglia, il narratore della storia: Nate.
Nate ha appena fatto naufragare la sua carriera nel WC; i suoi genitori sono appena deceduti in tragiche circostanze, e il fratello lo ignora. Davvero un bel periodo per lui; in più, appena ritornato a casa, nella baita in mezzo ai boschi ricevuta in eredità, si accorge che qualcuno si sta nascondendo proprio lì.
La “piccola” Art e l’arcigno Alex sono un mistero troppo grande per farselo scappare. Chi sono? Da dove vengono? Perché stanno scappando?
All’inizio Nate è terrorizzato dallo strano duo, ma rimane subito affascinato dalla mente di Art e in un secondo momento – cioè da quando smetterà di puntargli una pistola addosso!-  dal portamento fiero e coraggioso di Alex, pronto a dare anche la vita per proteggere la ragazzina:

Avrebbe scommesso che l’uomo non potesse essere altro se non granitico, eppure ora eccolo lì, lo sguardo stralunato mentre lo fissava alla ricerca di qualcosa. Era una dissonanza alla quale Nate non era preparato. Lo aveva visto aggressivo. Lo aveva visto intrecciare i capelli di una bambina come se fosse la cosa più normale del mondo. Non lo aveva mai visto impaurito.

Tutto il romanzo gira intorno al mistero di Art, a chi o cosa lei sia in realtà, e cosa ci faccia insieme ad Alex:

«Voi pensate di essere soli. Vi sentite persi. Volevamo mostrarvi che c’è tanto di più nell’universo. Non siamo venuti per farvi del male. Non siamo venuti per salvarvi. Solo voi potete farlo. Siamo venuti in amicizia. Per dimostrarvi che, alla fine, non siete mai soli.»

Art parla in modo strano, tutta colpa della una fissa per il vecchio west, e possiede doni molto particolari, che però usa solo per salvare dai guai la sua famiglia; già, perché ora Alex e Nate sono diventati questo per lei, una famiglia.
Un trio davvero fuori dagli schemi che mi ha commosso.
La storia forse non sarà del tutto originale, ci sono elementi che ho già visto utilizzati in atri libri, ma è quello che arriva al cuore del lettore attraverso la voce di Art che fa di questo libro un altro successo di Klune.
Art ci analizza, osserva e studia; è venuta in pace per capire cosa siamo, in cosa siamo diversi da lei e perché siamo così unici:

«Quando sorridete è come se il sole sorgesse con voi. Quando piangete è come se foste intrappolati nelle tenebre e non riusciste a trovare una via d’uscita… Vi fate del male a vicenda. Vi amate. Urlate parole che nessuno ascolta. Odiate che gli altri non sono come voi. Vi spaventano, anche se tutto ciò che loro vogliono è essere voi… Mi chiedevo come foste, voi umani… Siete animali. Fieri e selvaggi. Duri e brutali e bellissimi. Non c’è nessun altro come voi nell’universo. Portate in voi il potere della distruzione. E quello della gioia. È una dicotomia che non dovrebbe esistere, ma c’è. Dentro di voi. Dentro tutti voi.»

Art ha ridato uno scopo ad Alex; l’ha tolto dall’apatia, l’ha strappato al dolore che lo stava consumando. Non è stato facile arrivare al suo cuore, per non parlare del fatto di averlo convinto a non sparare a Nate dal primo momento:

«È tutto quello che mi resta,» disse… Aveva sentito il modo in cui lo avvolgeva, alla stregua di uno scudo. Aveva sentito come lui e Art erano intrecciati, quasi fossero una cosa sola. Nate lo capiva più di quanto volesse ammettere.

Ora è giunto il momento di operare la sua magia anche su Nate, perché anche se la piccola Art non sa leggere nel pensiero, riesce però a connettere le anime delle persone:

Non si era mai visto in quel modo. Sembrava libero e coraggioso e pieno di vita. Era troppo e troppo improvviso e Nate si sentì sommergere sotto il peso di quelle rivelazioni. Le immagini erano accompagnate da tutta una serie di emozioni che andavano dalla rabbia, al dolore, a un accenno di fiducia, a una tristezza come Nate non ne aveva mai conosciute in vita sua. Fu travolto dall’immensa solitudine che accompagnava quelle visioni, come se fosse solo da tanto, troppo tempo.

La trama sarà diversa dal solito, ma Klune riesce sempre a lasciarmi senza parole per la profondità dei concetti che esprime.
È riduttivo ritenere questo romanzo una semplice storiella che spazia tra il mistery, il suspense e gli alieni, perché come sempre Klune arriva dritto a sconvolgerti l’anima con il dolore, la gioia e l’amore che descrive tra le sue pagine.
Vi siete davvero mai chiesti se siamo soli nell’universo? Io sì, parecchie volte. Qui urge una confessione: adoro il paranormale, i misteri alieni, le teorie fantascientifiche! Non mi perdevo una puntata di Mistero, Voyager e simili!
Sì, lo so, questo è il mio ennesimo coming out! Ma che ci posso fare?! Sono una personcina dotata di molta immaginazione, che però è convinta che ci sia davvero qualcun altro oltre a noi uomini, vista la vastità dell’universo.
Credo che là fuori ci sia qualcosa e spero con tutto il cuore che sia una piccola Artemis Darth Vader; una principessa che viene da una galassia tanto lontana, tanto diversa ma in fondo simile a noi, che ora ha un cuore proprio come noi, che ama, soffre e si dispera al solo pensiero di lasciarci:

«Almeno finché non senti il cuore batterti nel petto. Finché non senti le ossa sotto la pelle. Non ci assomigliamo. Quasi per niente. Siamo separati dal tempo e dallo spazio. Eppure, in qualche modo, siamo tutti composti della stessa materia, polvere e stelle. Credo che noi l’avessimo dimenticato, e voi forse non l’avete mai capito. Come fate a sentirvi soli quando siamo tutti uguali?»…«Ora so,» sussurrò lei. «Cosa vuol dire essere umani.»
Nate le asciugò il viso. «Cosa?»
«Significa sentire il proprio cuore spezzarsi. Non c’è niente di più umano di un cuore spezzato. Come faccio a lasciarvi?»

Chi ha cambiato chi? È stata Art a cambiare Alex e Nate, o è stato l’amore?
La rivedremo un giorno?
A questo punto vi chiedo di nuovo: Siete davvero sicuri che siamo davvero soli nell’universo? Chissà…

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Annunci
Pubblicato in: dreamspinnerpress, Recensioni, Recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Senza più dubbi” – Mary Calmes

Titolo: Senza più dubbi
Autore: Mary Calmes
Serie: Marshals #2
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Suspance
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,20€
Link all’acquisto: Senza più dubbi

SINOSSI

Miro Jones e Ian Doyle, vicesceriffi federali, sono adesso partner sia sul lavoro che fuori: la calma professionalità di Miro compensa il carattere passionale e irascibile di Ian. Ogni relazione, però, ha dei problemi, e a volte Miro si chiede quale posto abbia nel cuore del suo focoso amante. I nodi d’amore che così di recente li hanno uniti corrono forse il rischio di sciogliersi?
Il loro legame è continuamente messo alla prova da intrusioni familiari, amici benintenzionati e insicurezze personali. Inoltre, devono affrontare una vera e propria prova del fuoco anche al lavoro, quando un vecchio caso di Miro torna a perseguitarli. Ce ne sarebbe abbastanza per convincere Ian a farsi venire dei dubbi riguardo alla sua decisione di impegnarsi con Miro, il quale può solo sperare, a questo punto, che i sentimenti che legano lui e il suo partner siano talmente forti da resistere a tutto.

Lady Marmelade2

Anche se rischio di essere noiosa, vi ho mai detto che adoro Mary Calmes?
Le ragazze del blog lo sanno che la amo alla follia e non vedevo l’ora di leggere il secondo capitolo di questa serie!
Per la verità me la sono già letta tutta in inglese, visto che ho perso la testa per entrambi i protagonisti già alla lettura del primo libro!
Miro e Ian sono una coppia strepitosa, divertente, bollente!
Anche la mia passione per tutte le forze dell’ordine ormai è storica, quindi secondo voi potevo non perdere la testa per gli sceriffi federali? Ma certo che no!
Bando alle ciance: Ian e Miro sono tornati ed è tornato anche quella palla di pelo, muscoli e denti di Chickie Baby! Ma non temete, la sua è solo pura irruenza da cucciolo, perché è una pasta di cane: certo basta non dare fastidio al suo padrone, Ian, Milo, Aruna & Co, praticamente a chi da noia alla famiglia di Miro.
Ora che Ian si è trasferito da Miro in pianta stabile, il ragazzo dovrebbe essere finalmente felice, ma gli manca ancora qualcosa, qualcosa che Ian non è ancora pronto a concedergli, che è causa continua di battibecchi tra i due.
Il passato di Miro lo sta ancora condizionando, l’essere cresciuto da orfano, sballottato dal sistema da una famiglia affidataria all’altra, l’ha segnato nel profondo:

Volevo sempre tutto, invece di essere felice con ciò che già avevo. I miei amici avevano diverse teorie… L’ipotesi più gettonata era che, essendo io un orfano che era passato da una famiglia all’altra fio alla maggiore età, quando vedevo il mio lieto fine lo inseguivo come un toro inferocito.”

Non giudicatelo troppo severamente per la sua fissazione per la moda e per le calzature – scagli la rima pietra chi non ha la fissa delle scarpe, donne!-, perché anche questa sua passione è una rappresentazione del suo passato. Ora che ha una casa, con tanto di mutuo trentennale, un lavoro ben retribuito, e un partner che lo ama Miro è quasi in pace con se stesso, mancherebbe solamente una piccolissima cosa a farlo felice… chissà cosa sarà mai?!
Pur avendo patito la fame e la povertà, Miro non si è incattivito: è stato costretto a maturare troppo in fretta per la sua età, a fare affidamento solo su se stesso, fino a quando non ha trovato Aruna e le sue compagne di stanza al college. Miro ha mantenuto integra la sua umanità, sviluppando un’empatia straordinaria verso chi ha bisogno di aiuto, sopratutto se si tratta di giovani testimoni appena maggiorenni che hanno bisogno di consigli sulla vita di coppia, o ragazzini in lacrime che chiedono aiuto ai bordi di una strada… Miro si fa in quattro per dare una mano  e credo che questo lo renda un agente ancora più in gamba, su cui si può sempre contare:

La stella. A volte era bello che qualcuno ci ricordasse del nostro distintivo e perché essere uno dei buoni era così importante.

Da quando sta accanto a Ian ventiquattro ore su ventiquattro è diventato un po’ più spericolato, ed è sempre perennemente in mezzo ai guai! Meno male che Ian gli guarda le spalle.
Già Ian, il berretto verde che spesso e volentieri parte per qualche missione top secret, che si è scoperto bisessuale e innamorato perso del suo collega. Ian dai profondi occhi azzurri e dal fisico perfetto, tanto bello da far girare la testa a uomini e donne, ma tanto glaciale con tutti tranne che il suo Miro, l’unico di cui si fidi davvero al mondo.
Il “lavoretto” da riservista di Ian manda ai matti Miro tutte le volte; il ragazzo è terrorizzato tutte le volte che Ian deve partire, e crede che Ian continui a servire per lo stato per cercarsi una via d’uscita dal loro rapporto, ma si sbaglia. Ian ho i suoi tempi di reazione, svelto con la pistola, ma lento nell’esprimere a parole i suoi sentimenti:

Non ho intenzione di andarmene o di lasciarti, così che tu possa trovare un modo per vivere senza di me. È…”
“Ma io non voglio vivere senza di te, è proprio questo il punto!”
“Be’, io non vado da nessuna parte, quindi immagino dovrai restare infelice per il resto della vita.”

Bisticciano e poi fanno pace; vanno in missione, tornano malconci ma sempre più uniti e innamorati. Si dichiarano amore in maniera differente, ma sempre sentita:

“Ti amo, Ian Doyle. Solo te, e ogni volta che te ne vai per me è come morire. Vorrei non dovermi separare mai da te.”…“Ma che cazzo, Ian! Sono il tuo partner. Prima di ogni altra cosa sono quello che…”
“No!” ruggì. “Prima di ogni altra cosa tu sei la mia vita, stupido stronzo!”

Senza farvi inutili spoiler, ritengo questa serie il sunto di tutta la produzione che la Calmes ha scritto fino ad ora nel genere suspense. Inoltre mi ha fatto conoscere un nuovo corpo di polizia made in USA, non conoscevo nel dettaglio i compiti degli sceriffi federali, cosa che mi ha fatto accendere il pc e fare qualche ricerca!
Ho trovato molto pertinenti le scene hot tra Miro e Ian, ben dosate e mai ripetitive.
Sto davvero correndo il rischio che questi due diventino la mia coppia preferita dell’universo Calmes, e credetemi per soppiantare la mitica coppia Sam/Jory dal mio cuore non è impresa facile!

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, self publishing

Recensione “Io, tu e il dolore” – K. A. Merikan

Titolo: Io, tu e il dolore
Autore: K. A. Merikan
Editore: Self Publisher
Serie: The Underdogs #2
Genere: Contemporaneo, BDSM
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Io, tu e il dolore

SINOSSI

— Frustini e catene – non sono facoltativi —

Sid. Batterista degli Underdogs. Il suo sogno proibito ha a che fare con la sottomissione e il dolore.
Asher. Noto anche come Stan. Stalker. Le apparenze possono ingannare.

È difficile trovare qualcuno di interessante con cui avere una sveltina durante una tournée. Sid desidera il dolore, essere umiliato, quel genere di rapporto che non è facile ottenere in una notte di sesso occasionale. Perciò per il momento si è arreso, accontentandosi di un Dom online per divertirsi un po’, e ha deciso di concentrarsi sul suo gruppo. La fama degli Underdogs sta crescendo, ma c’è un fan che segue Sid da quando si è unito al gruppo, e lo sta facendo impazzire. È solo un ragazzino hipster ricco e viziato, alla ricerca di un bad boy con cui svagarsi. Se conoscesse davvero i gusti di Sid, scapperebbe a gambe levate.
Asher è convinto che Sid sia quello giusto, il suo Unico Grande Amore, il suo traguardo. Anni prima, Asher ha perso la sua verginità con Sid e, da quel momento, ha capito che erano destinati a stare insieme. Tra di loro esisteva una scintilla, un legame troppo sincero perché fosse tutta una menzogna. I membri del gruppo di Sid lo definiscono uno stalker, ma lui desidera solamente offrire a Sid il suo amore. Quando alla fine Sid confessa ciò che vuole, Asher è più che pronto ad accontentarlo.
Tuttavia, l’ultima volta che Sid ha avuto una relazione con un altro uomo, e ha liberato la sua natura di sottomesso, ne è rimasto scottato, finendo per essere cacciato dal suo gruppo precedente, trovandosi sbattute in faccia le porte per diverse opportunità.
Asher vuole che il mondo sappia della sua storia con Sid, ma il problema è che Sid preferirebbe mantenere una relazione basata sul piacere che solo il dolore può regalargli.

POSSIBILI SPOILER:
Temi: Rock band, stili di vita alternativi, tatuaggi, BDSM, relazione, instalove, trauma da abbandono, fama, outing, coming out, vita in tournée, amici di letto che diventano qualcosa di più, primo amore, stalking, fanboy
Genere: Contemporary M/M Rocker Romance
Livello di focosità: Rovente, contiene scene esplicite di BDSM
Lunghezza: ~87000 parole (Può essere letto come uno stand-alone con un lieto fine)

Lady Marmelade2

Quando si è in procinto di leggere un libro di questo diabolico duo, non si è mai preparati abbastanza: violenza, scene di sesso bollente, ricordi dolorosi da seppellire, sono elementi che non possono mancare in ogni loro libro.
Anche in questo caso le due autrici non si sono smentite e sono rimaste fedeli al loro stile.
Avevo apprezzato il volume precedente, “Il musicista che catturò l’Unicorno” (qui la nostra recensione), ero molto curiosa di capire il motivo per cui tra Sid e Asher non scorreva buon sangue, e soprattutto volevo capire cosa spingesse Sid a rifugiarsi nel mondo del dolore.
Sid non è un vero frequentatore del mondo BDSM e questo non è il tipico libro che tratta questa tematica.
A differenza di un classico del BDSM qui non troverete club esclusivi che lo praticano, gente mascherata e tutti gli stereotipi del genere, ma troverete un ragazzo dal passato oscuro, ricoperto di tatuaggi, con un improbabile acconciatura che ha bisogno delle istruzioni di un master per tenere a freno il suo bisogno quotidiano di dolore.
Quello che cerca Sid non è amore, non è gentilezza, ma il dolore. Lui stesso sembra esserne la rappresentazione vivente: magrissimo ma tonico, sembra un ramo di salice, che si piega ma non si spezza; incassa e tira avanti, perché la sofferenza fa parte di lui.
Sono anni che Asher cerca di conquistare Sid, ma a sempre sbagliato approccio!
Non poteva certo sapere che il ragazzo preferiva essere legato che vezzeggiato:

Quello che era successo tra lui e Sid era stato sensuale e sconvolgente. Quella situazione aveva tirato fuori la sua parte più feroce, ma quell’uomo così violento era sempre stato dentro di lui, in attesa di avere il permesso di venire allo scoperto e tra le gambe di Sid.

Inoltre per Sid, Asher è la rappresentazione della ricchezza e normalità, cosa che lui non ha mai conosciuto fin dalla tenera età.
Sid ha davvero un bello scheletro nell’armadio da gestire, e forse è stato proprio quello a spingerlo a desiderare il dolore nella sua vita più che della gentilezza. Fate attenzione a quello che porta al collo, perché è davvero la chiave di tutti i suoi misteri:

Aveva lottato tutta la vita per essere libero, e la chiave che pendeva dal suo collo simboleggiava quello sforzo.

I due provengono da mondi talmente diversi che sembra in possibile abbiano qualcosa in comune, eppure qualcosa c’è, e Sid rimarrà davvero sconcertato quando scoprirà un Asher del tutto inaspettato:

Non c’era posto per uno come Asher nella sua vita, e lui non apparteneva a quel mondo così elegante. Tuttavia, quando lo fece voltare all’improvviso verso il letto, il suo cuore smise di battere. Era qui che i loro mondi si potevano incontrare, anche se erano incompatibili per altri versi.

Asher è stato un mistero per tutti, non solo per Sid, ha nascosto molto bene le sue ferite, ma ora sembra essere finalmente giunto il momento per gettare tutte le maschere e ricominciare da capo, senza più aver timore di nascondere nulla agli altri membri della Band, ormai diventati la seconda famiglia di entrambi gli uomini:

Lo aveva rincorso per tanti anni, gli aveva offerto i suoi sentimenti su un piatto d’argento, o almeno così pensava, ma ora era tutto diverso. Sid adesso stava diventando parte della sua vita. Non come prima, un uomo su un piedistallo, ma qualcuno che si trovava realmente nella sua esistenza, portando con sé sentimenti incasinati. Questo nuovo Sid non era un ribelle indipendente. Aveva dei desideri. Voleva attenzioni e il suo amore.

La Band è molto presente anche in questo secondo volume, del resto i ragazzi stanno ottenendo il successo che meritavano ed è il momento di spostarsi da un posto all’altro per promuovere tour e disco. Spero al più presto di leggere la storia di Dawn perché è il personaggio che più mi intriga di questa serie, lui e il misterioso Mage che lo protegge sempre come un ombra… chissà perché?
Dal punto di vista della sensualità ho avuto qualche piccolo problema durante la lettura; le scene che Sid e Asher hanno messo in scena sono davvero molto violente. Asher è un Dom alle prime armi, questo è vero, sta sperimentano, ma è Sid che mi ha lascito senza parole. Il suo bisogno di essere ferito, umiliato, che lo porta addirittura ad auto lesionarsi mi ha davvero disturbato.
Non fraintendetemi, ho letto tantissimi libri a tematica BDSM, ma questo suo bisogno di autolesionismo lo avrei trattato in maniera diversa. Io lo vedo come un disturbo della personalità legato al suo passato traumatico; io certo non sono uno psicologo, ma avrei preferito che le autrici non si spingessero così oltre.
Fate conto che il tema della violenza per me è quasi un limite assoluto, tanto che in genere non riesco a leggere il dark romance vero e proprio.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalle Autrici

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “La locanda sul porto” – Manuela Chiarottino

Titolo: La locanda sul porto
Autore: Manuela Chiarottino
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: La locanda sul porto

SINOSSI

Aidan è partito da un piccolo paese della Cornovaglia anni prima, cacciato dal padre per la sua omosessualità. Non sarebbe voluto più tornare, ma la morte del genitore lo costringe a farlo. Si sistema in una malridotta locanda sul porto di proprietà di Boyd, uno scozzese dal sorriso facile, la lingua lunga e un passato racchiuso in una cicatrice seminascosta dalla folta barba. Con suo stupore Aidan scopre che il padre gli ha lasciato il ristorante di famiglia, mentre la casa andrà a sua sorella Rose, che lo odia cordialmente. Intenzionato a vendere tutto e partire il prima possibile, giorno dopo giorno scoprirà che non è così facile come credeva. Rivedere quei luoghi, le brughiere, le scogliere che scendono ripide sull’oceano, andare a visitare la tomba della madre, entrare nel ristorante e rivivere ricordi dell’infanzia e soprattutto lo strano e intenso rapporto che si crea con Boyd, lo trattengono. Ma c’è anche qualcosa che deve scoprire: la morte del padre non sembra così naturale come tutti vogliono fargli credere.

Lady Marmelade2

Aidan è dovuto tornare a casa suo malgrado; aveva ripromesso a se stesso che non sarebbe più tornato a casa, lui scacciato da quel piccolo paese della Cornovaglia dove essere gay era considerato da tutti, soprattutto dalla sua famiglia, il peggiore dei peccati.
Poco importa che all’epoca avesse solo diciassette anni… Se non fosse stato per l’incontro casuale con Alaska, Aidan avrebbe fatto davvero una brutta fine.
Aidan ricorda ancora quando era felice in Cornovaglia prima che la madre li lasciasse prematuramente; ricorda ancora le serate passate al ristorante dei genitori, e quel quadro appeso nel posto d’onore che ritraeva proprio la madre perduta.
Aidan non ha mai voluto tornare sui suoi passi per desiderio di rivalsa, non sarebbe mai tornato per sbattere in faccia al padre e alla sorella che ce l’aveva fatta sa solo con le sue forze, che ora è felice, pieno di amici che gli vogliono bene. Ma come sempre sembra che il destino abbia deciso diversamente: è quindi giunta l’ora della resa dei conti con la sorella e di decidere una volta per tutto del suo futuro.

Il giorno in cui sono partito mi sono lasciato tutto alle spalle, con i pugni pieni di rabbia e lacrime. Sono vissuto anni provando solo rancore e disconoscendo il significato della parola nostalgia, ma adesso, in questo istante, vorrei soltanto piangere e abbracciare tutto ciò che mi circonda.

Aidan è pronto a lasciarsi alle spalle il passato, pronto a mettere in vendita il ristorante della sua infanzia; quello a cui non era pronto era incontrare un affascinante scozzese che sembra fargli da grillo parlante: Boyd, il barista, locandiere con la passione per la cucina.
Boyd era un pescatore, anche lui come Aidan sembra voler scappare dal suo passato e acquistare la Locanda delle stelle marine gli è sembrata la scelta più giusta, poco importa che si siano parecchi lavoretti da fare per renderla vivibile!

«Ero stanco del mare, avevo bisogno di fermarmi e poi avevo qualcosa da dimenticare. Forse è stata la stessa cosa anche per te. O almeno ci hai provato, non è così? Solo che non si riesce mai. Le cicatrici le portiamo sempre con noi.»

Aidan è combattuto dal desiderio di lasciarsi andare con Boyd, aprirsi con lui, aprire il suo cuore all’amore che gli era stato strappato dalla famiglia omofoba, e quello di rimanere fedele al suo “personaggio”: glaciale nei confronti dell’amore, dal quale fugge da sempre.
Chi si mette in gioco per amore rischia sempre di soffrire e per paura di questo che Aidan non vuole cedere.
Alaska continua a ripetergli che è ora di lasciarsi il passato alle spalle:

«Sai, Aidan, chi si alimenta del proprio dolore finisce per credere che ogni cosa lo farà soffrire, ma non è così. L’amore sa guarire le sofferenze, io… io una volta l’ho provato.»

Aidan non ha fatto davvero i conti con la costanza e il grande cuore di Boyd. Anche lui sta soffrendo ed è scappato, ma ha visto subito che Aidan poteva essere la sua occasione per essere felice. Boyd crede di non essere nulla di speciale in confronto ad Aidan, le cicatrici che gli deturpano il corpo hanno attecchito anche nella sua anima, facendolo fuggire in Cornovaglia, lontano da tutti quelli che lo conoscevano:

Lontano dagli altri, lontano da me. E comprendo d’improvviso la ritrosia, la tristezza sfuggente nello sguardo, immagino il dolore che possa aver provato e un brivido mi attraversa, dalla nuca fino ai piedi… Desidero toccarlo là dove più nessuno lo ha fatto e desidero lenire il suo dolore. Voglio il suo odore sulle mani, voglio baciare la sua bocca e toccare la sua anima.

Boyd risulta essere il personaggio più completo e maturo della coppia; Aidan è antipatico, scostante, ha scatti di ira improvvisi che vanno sempre ad impattare sul povero Boyd.
Non vi nascondo che avrei tanto voluto prendere Aidan a calci! Poi però lo vedo per quello che è veramente: nella sua anima è rimasto quel ragazzino buttato fuori di casa da un padre intransigente e da una sorella gelosa.

Adesso sono le mie cicatrici ad apparire sulla pelle, escono dall’anima, dal cuore, si sollevano in superficie e mi straziano il corpo martoriato da troppe emozioni, quelle sedimentate nel profondo e quelle che ho appena esplorato.

Finché Aidan non accetterà il lascito del padre, la sua anima non avrà pace e quello che sembra soffrirne di più è il dolcissimo e paziente Boyd.
Due uomini, due fighe diverse, cicatrici visibili e non che solo se decideranno di “cedere” all’amore saranno davvero completi:

L’amore può avere così tante sembianze da restarne sorpresi, impreparati a volte, ma il cuore lo sa riconoscere.

Le atmosfere della Cornovaglia e la presenza di personaggi secondari molto accattivanti, mi riferisco ad Alaska e tutta la sua truppa, hanno reso meno pesante e più dinamica la lettura di questo libro. I continui cambi d’umore di Aidan mi hanno fatto un po’ girare la testa, rendendo fin troppo drammatica la vicenda.
C’è anche una leggera vena di mistero che aleggia sulla morte del padre di Aidan, che porterà a nuove scoperte sul rapporto dell’uomo col padre, e forse metterà fine alla sofferenza dell’Aidan ragazzino abbandonato dalla famiglia.
Ultimamente subisco di più il fascino dei personaggi secondari che dei protagonisti e mi piacerebbe sapere qualcosa di più sulla vita di Alaska: giungerà mai per lei il momento di trovare l’amore?

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “La famiglia del Texas” – R. J. Scott

Titolo: La famiglia del Texas
Autore: R. J. Scott
Serie: Texas #4
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: La famiglia del Texas

SINOSSI

Jack e Riley Campbell-Hayes iniziano un viaggio che cambierà le loro vite per sempre.
Sullo sfondo del Double D, il cast della serie Texas affronta cambiamenti tali da non lasciare nessuno indenne.
Jack e Riley vogliono allargare la loro famigliola di tre persone. Per prima cosa, scelgono la gravidanza surrogata, con Jack come padre. Quando tutto comincia ad andare per il verso giusto, i coniugi non possono fare a meno di pensare a quando le cose andranno storte. In fin dei conti, le loro vite sono tutto fuorché normali, e niente va mai liscio.
Aggiungete alla miscela un bambino di quattro anni in affido, e di colpo le cose cominciano a diventare molto più complicate.

Lady Marmelade2

Dopo l’arrivo dei nuovi personaggi, Robbie, Eli e la piccola Hayley del volume precedente, “La Vampa del Texas” (qui la nostra recensione), la vita al Ranch Double D scorre serena ma sempre molto impegnata.
Eden, la sorella di Riley sta vivendo ancora momenti molto difficili con fidanzato repoter di guerra ferito, perché purtroppo la vita ti riserva molte sorprese e non sempre sono felici…
I soldi dicono che non facciano la felicità, ma di certo aiutano molto e la famiglia Campbell-Hayes è fortunata da questo punto di vista: ha tanti soldi è vero, ma anche un cuore molto grande, pronta a fare di tutto per chi si trova ad incontrarli sul proprio cammino.
Molti nuovi arrivi anche in questo quarto capitolo, tanto che diventa sempre più difficile non farvi spoiler e parlarvi di loro.
La sinossi parla chiaro, Riley e Jack hanno deciso di allargare la famiglia: sono pronti, Hayley è ormai una signorina, e ci vuole nuova linfa per riempire il ranch!
I dubbi che assalgono la coppia non riguardano l’allargamento della famiglia, ma più che altro il terrore di trovare ostacoli burocratici e di natura omofoba sul loro cammino.
Una famiglia allargata che accoglie tutti i suoi membri, una fusione totale che nel primo libro sembrava impossibile; un amore che non è mai scemato ma che continua a crescere; scene di ordinario e semplice amore totalizzante:

Riley non doveva fare altro che muovere un braccio e Jack lo avrebbe stretto a sé, lo sapeva. Aveva bisogno di un semplice abbraccio assonnato come di respirare.

Un amore così grande e profondo che fa quasi invidia; due uomini che si rubano le battute di bocca l’un l’altro, tanto si conoscono nel profondo! È come se si leggessero nel pensiero, talmente compatibili che sono un unico essere, sempre pronti a lottare per la loro famiglia. Certo qualche incertezza a turno ce l’hanno anche loro, ma questa è semplicemente quello che capita a tutti noi nella vita reale di tutti i giorni:

«Non è troppo tardi per fermare tutto questo,» suggerì Jack, cauto.
Suo marito scosse il capo. «No. Mai. Lo voglio. Voglio te, me, dei bambini e il ranch. Diavolo, ci serviranno anche dei cani.»
«Cani.»
«Grossi cani.»
«Sei un idiota,» commentò Jack con affetto, prima di premere un bacio sulle sue labbra.
Riley si scostò con un ghigno. «Sì, ma sono il tuo idiota.»

Ridono, piangono, lottano, amano, proprio come tutti noi tutti i giorni, perché la vita è cambiamento, è crescita, anche se la si legge scritta in un libro.
Si prospettano notti in bianco per i nostri due protagonisti, ma devono ricordarsi che dietro le loro spalle hanno una famiglia su cui contare, sempre, in ogni momento, anche se non sempre se lo ricordano. Credono sempre di dover essere loro ad accollarsi i problemi dei loro cari, proteggerli da tutto, arrivando a gestire livelli di stress che rischiano di farli crollare, ma non sono soli e ogni tanto bisogna chiedere aiuto, anche se sei un gran bel pezzo di uomo che fa il cowboy o un manager che amministra affari da milioni di dollari!

Jack respirava in modo strano e a Riley bastò una rapida occhiata per cogliere il riflesso delle proprie emozioni sul suo viso. Era una cosa incredibile. Immensa. Sbalorditiva. Meravigliosa. Stava finendo gli aggettivi per descrivere quanto tutto ciò lo commuovesse. Invece, lasciò che fosse Jack a riassumere il tutto in due parole. «Porca merda.»

Avete notato quante volte ho usato il termine Famiglia?
Non è davvero un caso, perché questo libro è FAMIGLIA a trecentossesanta gradi, sempre!
Un ultima cosa: tenete d’occhio l’ultimo acquisto del Double D: no, non mi riferisco ai cavalli, ma ha un giovane ragazzo abbandonato dalla famiglia, ma che sono sicura ne ha appena trovata un’altra… L’ennesima dimostrazione che il cuore di Jack e Riley ha solo tanto amore da dare!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione “Dove batte il cuore” – Annemarie De Carlo

Titolo: Dove batte il cuore
Autore: Annemarie De Carlo
Serie: I segreti di Willow Grove #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Dove batte il cuore

SINOSSI

Gus è stato cacciato di casa dalla matrigna. Quando arriva a Willow Grove, piccola comunità della contea di Montgomery, vicino a Philadelphia, è senza un soldo. Finisce per essere assunto come cameriere al ThreeDee’s Diner di proprietà di Dafne Rivers, una simpatica signora abituata a raccogliere randagi, sia in forma umana che animale.
Sonny è il rampollo di una famiglia ricchissima di Willow Grove. È sfrontato, provocatore e molto disinibito. Entra ed esce dal motel di fronte al ThreeDee’s sempre con un uomo diverso. È gay ma la madre è convinta che sia solo un modo per contestarla, tanto che ha già organizzato un matrimonio con Annabelle, la figlia di Clayton Sanders.
Mark Rowland è un uomo schivo e misterioso. Gestisce il ristorante Tuna Lulu, e l’annesso Lounge gay friendly in città. È gay e vive le sue avventure in modo molto discreto. Ha un segreto, un compagno malato a casa che gli rende la vita difficile, anche e soprattutto emotivamente.
Le vite di questi tre uomini sono destinate a intrecciarsi tra loro insieme all’esistenza di Willow Grove.

Lady Marmelade2

Le piccole città a misura d’uomo, immerse nella natura, accoccolate su un collina oppure in riva al mare – ma anche nella piatta Pianura Padana fidatevi!- sono da sempre un ricettacolo di scandali, segreti e piccoli misteri: Willow Grove ne è il classico esempio.
Una cittadina piccola e tranquilla, ma solo a un primo sguardo, perché se in teoria le persone dovrebbero essere amichevoli, e non travolte da una vita frenetica portata all’egoismo, in pratica non è immune all’odio per il diverso, “a causa” del colore della pelle, dell’origine mista od orientamento sessuale, all’arrivismo e alla corruzione politica…
Alla fine tutto mondo è paese, ma la differenza può farla anche solo una persona, Dafne Rivers, che, dopo aver perso il suo unico figlio in maniera brutale e violenta, per puro amore verso il prossimo, riesce a riunire accanto a sé una serie di personaggi bordeline che formano una bizzarra ma quanto mai unita famiglia.
Dafne e il suo Diner sono il fulcro intorno al quale si incontrano, innamorano, soffrono e ritornano a vivere Mark, Sonny e Gus.
Tre uomini molto diversi tra loro, sia per età che estrazione sociale, ma accomunati dalla voglia di riprendere in mano le redini del loro futuro, e perché no, avere finalmente l’occasione di essere felici trovando qualcuno che li ami per quello che sono.
C’è molta carne al fuoco in questo primo romanzo, molti segreti da svelare e complotti da sventare.
Pur essendo scritto in terza persona, i punti di vista che ci vengono proposti dall’autrice sono tre, come se Mark, Sonny e Gus ci narrassero a turno la vicenda direttamente dalla loro voce.
All’inizio credevo di stare leggendo la storia dell’ennesimo triangolo amoroso, invece più proseguivo più la vicenda si arricchiva di tasselli che spingevano Sonny e Gus a dare sfogo alla passione che aleggiava tra loro, lasciando per l’ennesima volta Mark da solo con la sua sofferenza e solitudine autoimposta.
Non voglio svelarvi di più, già la sinossi racconta molto, e voglio invece soffermarmi di più parlandovi di Sonny e Gus.
Sonny e Gus hanno davvero tanto in comune, anche se Sonny non lo può sapere: Gus è un mistero, un ragazzino di appena diciotto anni che sta cercando di rifarsi una vita dopo essere stato ripudiato e diseredato dalla famiglia. Sonny non lo sa ma Gus ha fatto quello che avrebbe dovuto dare egli stesso, ribellarsi alla famiglia facoltosa che lo manteneva, solo che non ha mai avuto il coraggio di farlo. Gus però è troppo buono e onesto per giudicarlo e farglielo notare:

Riconobbe in lui forza e maturità: una persona un po’ più fragile avrebbe potuto facilmente essere danneggiata da questa esperienza, rivoltarsi contro la società con odio e violenza, e invece Sonny non si era incattivito, non aveva perseguitato Mark o altri per vendicarsi. Aveva rivoltato tutto contro se stesso… Gus aveva abbracciato la povertà piuttosto che cedere al ricatto. Ma lui era lui. Sonny era Sonny. E non poteva giudicarlo per questo.

Gus è innocenza, amore puro e tana voglia di farcela da solo. Sonny è frivolezza, tanta voglia di spassarsela, poca voglia di lavorare, studiare e mettersi in gioco in amore, vista la batosta amorosa subita in passato. Quando aveva l’età di Gus, Sonny è stato travolto dall’amore: ne è uscito distrutto, ha fatto fatica a riprendersi e ora non ha più intenzione di soffrire per nessuno. Eppure quel biondino quasi pelle e ossa, dallo sguardo triste ma forte, ha fatto subita breccia nel suo cuore:

Si prese cura di Gus come non aveva mai fatto con nessuno. Lo bagnò, insaponò e risciacquò. Lo fece uscire dalla vasca facendo attenzione a non farlo scivolare, lo asciugò avvolgendolo con un soffice telo di spugna, lo ricondusse al suo letto e lo fece vestire con un suo pigiama di lino leggero. Gus era magrissimo, i suoi vestiti gli stavano un po’ larghi… abbracciato stretto a quel ragazzino fragile ma non debole, indifeso ma coraggioso, bellissimo e dalla sensualità inconsapevole, da un lato gli faceva battere il cuore di gioia; scoprire di non essere morto dentro era pur sempre una bella sensazione. Dall’altro invece la cosa lo terrorizzava perché non poteva proprio permettersi di innamorarsi un’altra volta. Non adesso.

Gus è l’occasione per smettere i panni di “puttana” di Willow Grove ed essere semplicemente se stesso, ovvero un ragazzo di appena ventisei anni che ha tanto bisogno di amore. La sua famiglia è sempre stata arida di sentimenti, l’ha sempre visto come un mezzo per incrementare l’impero di famiglia e non l’ha mai preso sul serio.
Il ragazzo si è costruito davvero una brutta reputazione, ma Gus ha il dono di guardare oltre le apparenze:

Poteva essere una puttana che rimorchiava ogni fondoschiena che si dimenava al Tuna Lulu, ma era la persona giusta con cui farlo la prima volta. Perché lui era “il suo Sonny”. Il ragazzo che lo aveva soccorso, accudito, ascoltato, portato in giro per Willow Grove e fatto sorridere di nuovo.

Ci sono parecchi personaggi negativi a Willow Grove, qualcuno avrà occasione di redimersi, per altri non c’è speranza…
Come dicevo la trama è molto intricata: la storia di Gus e Sonny è solo all’inizio, ma anche Mark ha tutto il diritto di essere felice e trovare pace. Che dire poi del bisogno di giustizia di Dafne? Che fine farà Jacob? Ci sarà qualcosa di bello anche per lui in serbo?
I presupposti per leggere una serie molto varia e strutturata ci sono tutti, quindi ora lo lascio al vostro personale giudizio, io il mio l’ho dato, ed è un bel quattro.

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: dreamspinnerpress, Recensioni, Recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Il corridore” – Parker Williams

Titolo: Il Corridore
Autore: Parker Williams
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,19€
Link all’acquisto: Il corridore

SINOSSI

A sedici anni, Matt Bowers è vittima del crudele tradimento di qualcuno di cui avrebbe dovuto potersi fidare. Ridotto all’ombra di se stesso, deve combattere contro un disturbo ossessivo-compulsivo e la sindrome da stress post traumatico. Vive in un terrore costante, in esilio dal mondo. Dopo aver acquistato un remoto lotto di terra, pensa di aver trovato il luogo perfetto in cui nascondersi e ritrovare un po’ di pace. Per dieci anni, resta aggrappato a questo senso di tranquillità, finché uno sconosciuto non decide di mettersi a correre proprio davanti alla sua casa.
Quell’intruso sgradito fa la sua comparsa ogni giorno, sconvolgendo la sua vita organizzata nei più minimi dettagli. Matt si rivolge allo sceriffo della città, ma questi si rifiuta di aiutarlo: dopotutto, il corridore non sta facendo niente di male. Col tempo, dopo aver goffamente rotto il ghiaccio con lui, Matt comincia ad accettare la sua presenza.
Ma un giorno l’uomo non passa. La sua assenza manda di nuovo nel caos il mondo di Matt, che sarà costretto a prendere la decisione più difficile della sua vita.

Lady Marmelade2

Ho sempre pensato che bene o male tutte le persone possono soffrire di disturbi ossessivo-compulsivi, anche io ne ho qualcuno, ma di certo non di origine traumatica come quella che ha colpito il giovane protagonista di questo libro.
Matt è stato vittima di una violenza, di un tentativo di stupro, messo in atto da una persona che avrebbe invece dovuto proteggerlo. Si fa presto a dire: “Io avrei reagito così”, “Io avrei reagito colà”, dopo aver subito un qualsiasi torto. Il vero problema è che non tutti reagiamo nella stessa maniera, perché siamo tutti diversi, abbiamo delle caratteristiche e modi di reazione che ci rendono ognuno unici nel nostro genere, una caratteristica propria dell’essere umano che trovo molto affascinate e anche sconvolgente.
La cosa che ci rende tutti unici è il nostro cervello, che elabora senza sosta tutte le informazioni che ci giungono dal mondo intorno a noi. Il cervello resta l’organo più studiato e misterioso dell’uomo, tanto che per gli scienziati è ancora avvolto dal mistero.
Tutti le esperienze che viviamo vengono analizzate da esso, e se sono di origine traumatica è facile che il soggetto che le ha dovute subire cada in una spirale di terrore, isolamento e in alcuni casi autodistruzione…
Nel caso specifico Matt, la violenza subita a sedici anni, si è trasformata in una fuga dalla famiglia, amici e società. Matt si è costruito un rifugio in mezzo ai boschi, lontano da ogni fonte di possibile pericolo per la sua mente, pericolo rappresentato dagli esseri umani, che tanto l’hanno ferito, nel corpo e nella mente.
Matt vive tra i boschi, circondato dalle sue piante, dai suoi oggetti personali, che tocca spasmodicamente tutte le volte che ha una crisi di panico, e dagli animali che popolano il suo giardino, cercando di limitare il più possibile i contatti con altri esseri umani. Gli unici con cui riesce a mantenere un contatto, per ovvie necessità, sono il proprietario del negozi di alimentari di cui si serve e il fratello minore ora sceriffo della città:

Negli anni, soprattutto dopo l’incidente, Clay era stato sia il mio salvatore che il mio tormento…  Sapevo che non mi aveva mai davvero capito, ma si era preso l’incarico di essere il mio protettore.

Contatti sporadici e rigorosamente telefonici, ma che ultimamente si stanno intensificando, perché la rigida routine costruita dal ragazzo per mantenere la poca sanità mentale che crede gli sia rimasta, che gli permette di farlo andare avanti giorno dopo giorno, ora è messa a repentaglio da una misteriosa presenza che corre davanti a casa sua tutti i giorni, allo stesso orario. Un quasi appuntamento che Matt ama e odia allo stesso tempo, che lo lascia senza fiato, ma che forse ha smosso qualcosa dentro di lui pronto a uscire:

Avevo sempre creduto che non avere bisogno degli altri significasse essere forte. Le bugie che raccontiamo a noi stessi sono le peggiori: si finisce sempre per crederci.  La verità era troppo spaventosa da contemplare. E la verità era che ero controllato dalle mie paure.

Il misterioso corridore pian, piano riesce a bucare il muro di cemento armato costruito intorno a Matt e fa riscoprire al ragazzo la voglia di provare a vivere di nuovo una vita “normale”.

Una delle ragioni per cui mi nascondevo dal mondo era che non potevo sopportare gli sguardi di pietà che mi aveva rivolto mia madre. Se avesse assunto quell’espressione, probabilmente sarei caduto a pezzi di nuovo. Ma non era così. C’era solo preoccupazione nei suoi occhi.

Cos’è poi la normalità oggi? Essere normale è avere un lavoro;,sognare di avere una bella casa, forse un’auto nuova, andare in vacanza in posti esotici…Tutte cose che diamo per scontato che “dobbiamo” avere tutti i costi, che ci fanno vivere la vita in maniera agiata, ma che non ci danno sicuramente la felicità in pieno. Siamo sempre insoddisfatti, vogliamo sempre di più e tralasciamo troppo spesso gli affetti famigliari e gli amici.
Matt è diverso da noi, ma non anormale: ha subito una violenza che lo ha fatto sentire insicuro, fuori posto, guasto, perché i suoi famigliari hanno sottovalutato il suo stato emotivo. Non è di certo colpa sua quello che è accaduto, come nemmeno dei suoi famigliari, ma Matt era così fragile che non ha saputo reagire al dolore subito.
Nella sua elaborazione del dolore si è isolato da tutto e tutti, facendo così soffrire anche i suoi affetti più cari:

“Hai costruito questo mondo perfetto per te stesso ma ci hai portato via l’unica cosa che rendeva giusto il nostro. Lo capisci?”

Ma ora la primavera che tanto aspettava di sbocciare quando aveva sedici anni è tornata da lui, portata da un avvenente scrittore di romanzi gialli a tematica gay, che sembra aver fatto breccia nel suo cuore:

Mi rivolse un gran sorriso, e mi resi conto che non mi aveva ancora lasciato andare la mano.
“Non sorridi spesso, ma quando lo fai, è un regalo prezioso. Le persone a cui lo rivolgi sono molto fortunate.”… “Sì, quel sorriso,” mi prese in giro. “È come quello della Monna Lisa. È birichino, eppure dolce.”

Charlie sembra avere tutta la pazienza del mondo con il suo Matt; non si da mai per vinto e vuole a tutti i costi rimanere accanto a Matt, anche nei momenti più bui.
Anche Charlie ha i suoi bei scheletri nell’armadio, che usciranno fuori nel momento meno opportuno, come da buona tradizione romance, ma non temete perché farà di tutto per convincere Matt delle sue buone intenzioni.
Il romanzo è a tratti molto struggente, la tematica della violenza è molto presente,ma l’autore non si è fissato in maniera macabra sull’evento traumatico capitato a Matt, ne da una descrizione molto accurata,ma si fissa più sullo stato di impotenza in cui il ragazzo si è trovato piuttosto che nei dettagli macabri. Williams è stato davvero bravo a farmi entrare nel cuore e nella mente di Matt, mi ha trasmesso tutta la gamma di emozioni provate dal ragazzo nel corso di tutti gli anni di isolamento che si è auto inflitto.
Non vedevo davvero l’ora di veder come avrebbe fatto Matt a uscire dalla sua spirale ossessiva, semplicemente con l’aiuto dell’amore e del grande cuore di Charlie. È proprio il cuore il protagonista assoluto di questa storia: quello di Matt che vuole tornare a battere per se stesso e per gli altri, e quello di Charlie che ormai batte solo per Matt:

Per diversi minuti continuai a non sentire niente. La frustrazione cresceva dentro di me, e stavo per sbottare che tutto questo non aveva senso quando lo senti: un battito stabile, che palpitava piano contro il mio orecchio, fermo, affidabile. Trattenni il respiro…
“Volevo che sentissi il battito del mio cuore. Sei una persona che apprezza la costanza, e questo è l’unico organo del corpo che non si ferma mai. Beh, in teoria, almeno. Ho voluto fartelo ascoltare per egoismo. Voglio che tu sappia che puoi dipendere da me. Proprio come il battito di questo cuore, ci sarò sempre. […] Voglio darti il mio cuore, Matt, perché tra tutte le persone che ci sono su questa terra penso che sarebbe più al sicuro con te.”

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, SEM

Recensione “Somare” – Federico Boni

Titolo: Somare
Autore: Federico Boni
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: SEM
Prezzo: 7,99€
Link all’acquisto: Somare

SINOSSI

Chi si diverte a Capodanno, si sa, lo fa tutto l’anno. È con quest’augurio che quattro amici si incontrano in un ristorante di Roma per festeggiare l’inizio del 2019, ma soprattutto per mandare definitivamente al diavolo il 2018: un anno di storie d’amore naufragate, di botta-e-via primaverili, flirt estivi, scappatelle autunnali e corna invernali. C’è Andrea, critico cinematografico sul web sottopagato e con alle spalle una lunga e tormentata storia d’amore vissuta a Milano. C’è poi Eleonora, l’amica del cuore, frociarola doc che ormai esce solo in locali gay, con disperazione della madre che da tempo la vorrebbe fidanzata e, chissà, anche accasata con tanto di figli. E infine ci sono Marco Culetta, sin dalla nascita segnato da un cognome quanto mai preveggente, bellissimo vincitore di Mister Gay Roma 2012 ma del tutto refrattario alle relazioni durature, e Michelangelo, finanziere, gay insospettabile, che ha scoperto l’amore per lo stesso sesso dieci anni prima proprio grazie ad Andrea. Da quel primo gennaio comincia per loro un anno fatto di nuovi incontri, Festival di Sanremo, disavventure, ma anche bellissime ed emozionanti sorprese.
Federico Boni scrive un romanzo che racconta il mondo Lgbt senza peli sulla lingua, in tutti i suoi sacrosanti luoghi comuni e senza mai prendersi troppo sul serio. Somare è una storia d’amore e d’amicizia che vi farà letteralmente sbellicare dalle risate.

Lady Marmelade2

Era davvero da tanto tempo che non ridevo così durante la lettura di un libro!
Da poco il nostro blog ha deciso di collaborare con la SEM di cui avevo appena letto un altro titolo (“Le parole che mancano al cuore” di Fabio Canino (qui la nostra recensione)), anche quello a tema di narrativa LGBT, e tra i titoli da loro proposti questo aveva stuzzicato la mia curiosità, perché prometteva risate assicurate vista la varietà di personaggi che lo caratterizza.
Questo libro non ha deluso le mie aspettative: è stato uno spasso leggerlo!
In maniera molto divertente, irriverente, ironica, e anche un po’ sboccata, questo romanzo ci mostra tutte le sfumature del mondo gay che possiamo trovare in una grande città, e stavolta è toccato alla nostra Roma!
Se avrete intenzione di leggerlo dopo la mia recensione, dovreste considerarlo alla stregua del mitico telefilm Friends, ma in salsa molto gay e condito da battutacce in romanesco d’oc! Eccone un esempio:

“Tesoro, quelli erano una principessa e un celebre giornalista in maniche corte a bordo di una Vespa sui sanpietrini dei Fori Imperiali, mentre qui abbiamo una grafica e un giornalista sottopagato in sella a uno scassato 125 tra le buche dei Colli Portuensi. Più che Vacanze romane, facciamo Natale sulla Gianicolense

Sono molto legata alle mie amiche, reali e virtuali, e quando trovo un libro che ha come filo conduttore questo sentimento, che quasi lascia in secondo piano la possibile storia d’amore tra la coppia principale, non me lo faccio sfuggire. Era impossibile quindi che mi facessi scappare questa deliziosa commedia nostrana composta dalle storie tragicomiche di Andrea, il protagonista intorno al quale si muovono in maniera disordinata e imprevedibile, e i suoi migliori amici: Marco, Eleonora e Michelangelo!

“…Spadone mio, noi quattro siamo dei cliché viventi. Abbiamo il sognatore cinefilo, la frociarola incattivita, il represso mascherato e la “favolosa”, bella e affascinante. Sembriamo usciti da un film di Ferzan Ozpetek”

Personalmente adoro Ozpetek, ma la differenza qua è che si ride e il lieto fine è assicurato!
Quattro amici insomma, come potreste essere voi lettori con i vostri di amici: amici che si danno una mano quando si viene licenziati; che ti consolano quando il tuo fidanzato ti lascia, sempre pronti a raccogliere i pezzi del tuo cuore e ovviamente sempre pronti a fare festa, sia che si tratti di Capodanno o prenotare aerei per fantozziane vacanze estive!

«Da domani mando curriculum pure a “Famiglia cristiana”.»
«Bravo, così ti voglio. Invadiamo il nemico, infettiamolo dall’interno. Sarai il cavallo di Troia della potentissima lobby gay» fa Marco divertito.
«Soprattutto troia» commenta Eleonora dando un calcetto sotto il tavolo all’amico.
«Ma anche cavalla golosa» continua Michelangelo.

Non sono mai stata d’accordo con la ghettizzazione di qualsiasi genere letterario: più scelta si ha, più c’è la possibilità che un lettore si appassioni al genere, come è capitato anche a me di essere indirizzata sull’m/m dalle amiche blogger. Grazie a loro ho scoperto autori di nicchia che il circuiti delle case editrici major vengono snobbati.
Questo libro non è di sicuro un capolavoro, ma è frizzante, divertente, pura letteratura di evasione, che contiene parecchi messaggi positivi che spingono il lettore a riflettere, senza mai perdere la sua vena ironica e caciarona! Si ride ma si pensa, soprattutto perché uscire allo scoperto ed essere accettati dalla propria famiglia è sempre un salto nel buio:

“…Una famiglia ce l’ho, e siete voi. Siamo nel 2019 e possiamo unirci civilmente, in futuro si spera che potremo persino sposarci, adottare. Anche tu avrai due genitori molto tradizionalisti, come i miei, e politicamente conservatori, ma un figlio è un figlio. Sei un uomo integerrimo, lavori nella Guardia di Finanza, sei educato, puntuale e ordinato. Ma cosa cambierà mai se te piace lo strufolone al posto della gnagna?»

È vero che il libro è pieno di riferimenti alla cultura pop e gay, ma per me non è stato un problema essere in sintonia con questo pazzo gruppo di degenerati!
Mi sono trovata subito in sintonia con il personaggio di Eleonora, l’unica femmina del gruppo, ma anche con tutte le loro mamme: troppo spesso siamo evasivi con la nostra mamma, non le diamo fiducia, forse un po’ per vergogna e per egoismo, e quando ci accetta senza battere ciglio ci lascia sempre con la bocca aperta!
Che dire poi dei racconti tra i macabro e l’hot degli incontri amorosi che capitano al nostro quartetto? Davvero esilaranti ed imbarazzanti! Uno peggio dell’altro! Una vera lotta per strapparsi il primato dell’incontro peggiore!
E poi all’improvviso la botta di culo! La tua vita cambia grazie a un incontro casuale, che ti fa conoscere qualcuno che è l’esatto tuo opposto, ma con cui sta benissimo, sei in sintonia al 100%, pazienza se la musica che ascolta di fa pena, così come i suoi gusti cinematografici- e tu per la cronaca sei un critico cinematografico Andrea!- eppure non c’è niente da fare: cadi come una pesa cotta e sei innamorato perso!
Stavolta l’amore ha bussato al cuore di Andrea, era il suo turno di trovare l’amore, ma io vorrei tanto che anche Marco, Michelangelo ed Eleonora lo trovassero.
Spero proprio che l’autore non resti una meteora del genere e dedichi ancora il suo tempo per raccontare le storie anche degli amici di Andrea: perché ragazzi il mese del Pride è arrivato e si parte per gli USA!

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, Recensioni, Recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Non così innocente” – Morgan Noel

Titolo: Non così innocente
Autore: Morgan Noel
Genere: Contemporaneo, Thresome
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Non così innocente

SINOSSI

La vita di Bartholomew è perfetta. Ha un lavoro che ama, è impegnato in una relazione con il suo amorevole fidanzato che apprezza le sue tendenze nevrotiche, l’ansia sociale e l’imbarazzo generale. Non è tutto rose e fiori, ma il loro piccolo appartamento in città e il gatto che hanno salvato dal rifugio ci si avvicinano.
La tranquillità domestica viene disturbata quando il suo fidanzato, Kyle, porta nel loro santuario un amico del liceo molto sexy, facendo sì che entrambi si domandino se, forse, la parola “perfezione” non significhi fare del buon sesso.

Lady Marmelade2

Mew è un ragazzo timido e riservato, molto dolce e tranquillo. Lavora in un un non precisato locale e convive con il fidanzato Kyle, un praticante legale, e l’ingombrante compagnia di un gatto bianco e nero, Bootsie. Mew si pensava più da cane che da gatto, ma appena posato lo sguardo su quella palla di pelo arruffata è stato amore a prima vista, tanto che credo proprio che Bootsie pensi di essere lei il vero fidanzato di Mew!
Mew è una persona schiva e riservata forse per colpa dell’educazione rigida ricevuta da bambino e dall’essere cresciuto in mezzo al nulla. Non è il tipico ragazzo gay appariscente, effeminato o caciarone; si limita a vivere in maniera sobria e tranquilla la sua relazione con Kyle, che ama alla follia. Tanto da accettare la “scomoda” compagnia di un vecchio amico di Kyle rimasto senza un tetto sulla testa. Vivono in un appartamento minuscolo, ma il divano è libero e Adam ha davvero bisogno del loro aiuto per rimettersi in carreggiata…
Mew è stato subito affascinato dal misterioso amico di Adam, tanto che in lui sta avendo luogo una specie di guerra: a momenti è scontroso e scocciato dalla sua presenza in casa, ma un attimo dopo si scopre a osservare di nascosto il fisico alto e muscoloso del ragazzo, senza farsi notare: povero illuso! Cerca invano di stargli lontano, di tenerlo a distanza, passare il meno tempo possibile lontano da lui, ma sembra che Kyle lo faccia apposta a lasciarlo da solo con lui… Chissà poi il perché?
Ah si certo: probabilmente vuole farli legale, ma conoscendo Mew dovrebbe sapere benissimo che per il ragazzo non è facile. Mew non è abituato a gestire lo stress che una persona nuova porta nella sua vita: è metodico, abitudinario, quasi noioso nella sua routine. Ha il terrore di venire abbandonato dal fidanzato se non accetterà di ospitare a data da destinarsi il suo amico, quindi cede e cerca di conoscerlo meglio, anche perché più tempo passa con lui più si sente attratto da lui:

“Non avrebbe immaginato che si sarebbe sentito al sicuro tra le braccia di un detenuto, che gli accarezzava la schiena su e giù come se fosse un bambino turbato che aveva bisogno del conforto di sua madre. «Vorrei poter essere così. Libero, senza dovermi preoccupare di cosa pensa la gente,» aggiunse, prendendo lentamente consapevolezza del fatto che stesse parlando molto e apertamente, mentre quello in cui cercava di nascondersi non era il petto di Kyle, ma era uno molto più grande e muscoloso.”

Già dall’entrata in scena di Adam avevo capito cosa aveva in mente Kyle e dove voleva andare a parare, quindi tutto il libro ruota intorno a cosa deciderà di fare Mew al riguardo.
Una lettura piacevole, leggera, senza grandi drammi, che però non mi ha convinta del tutto.
Non conoscevo questa autrice quindi non ho un’idea precisa sul suo tipo di stile, o meglio su come di solito gestita la storia e i suoi personaggi, quindi al momento devo dire che ho letto con piacere il libro ma che appunto sono rimasta con molti interrogativi che riguardano sia la storia che i personaggi.
Ora mi spiego meglio: il libro è scritto bene ma manca una vera caratterizzazione dei personaggi. Forse con un paio di informazioni in più il libro sarebbe risultato più completo: il passato di Adam viene fuori, ma è nebuloso, così come quello di Kyle. Non si sa perché si siano persi di vista; su Kyle sappiamo solo che lavoro fa, ma non come ci è arrivato; Mew non ho ancora capito se lavori in un bar, in un negozio o altro, sappiamo che è stato abbandonato dai genitori dopo il coming out, ma non sappiamo nulla di come la sua storia d’amore con Kyle sia iniziata…
Mew risulta comunque il personaggio più caratterizzato, ma la sua fobia di essere preso per un semplice ragazzo “vanilla” alla fine mi ha un po’ rallentato la lettura.
Con quel termine di solito di identifica il sesso tradizionale, prevedibile, quello monotono che fanno le coppie che ormai stanno insieme da una vita, quasi a volerlo denigrare, facendo spesso sentire Mew inadeguato e alla continua lotto contro il suo essere troppo nella norma e scontato.
Mew era convinto di avere già tutto quello che gli serviva nella vita, ovvero casa, fidanzato e gatto; era convinto di essere noioso a letto e poco intraprendente, e invece la vita ci sorprende sempre mettendoci ogni giorno alla prova, perché a volte l’amore non è proprio convenzionale!
Pur trattando di striscio la possibilità di intraprendere una relazione a tre, il libro non contiene troppe scene di sesso.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, SEM

Recensione “Le parole che mancano al cuore” – Fabio Canino

Titolo: Le parole che mancano al cuore
Autore: Fabio Canino
Genere: Contemporaneo, Sportivo
Casa Editrice: SEM
Prezzo: 7,99€
Link all’acquisto: Le parole che mancano al cuore

SINOSSI

Per Matteo l’amore è fatto solo di incontri segreti, ragazzi che poi spariscono nel buio da cui sono arrivati. D’altronde, Matteo è un calciatore di serie A, e “i calciatori di serie A gay non esistono”: lo dicono gli stadi, lo dice la stampa, lo dicono a volte persino certi allenatori. Poi, però, con l’inizio del nuovo anno, ecco arrivare Thiago. Il “fenomeno” Thiago, scoperto da uno scout nelle favelas brasiliane quand’era ancora un bambino e, poi, passato di squadra in squadra fino a giungere al Real Madrid, per approdare infine proprio in Italia, nella stessa società di Matteo.
Tra i due c’è subito intesa, qualche sguardo improvviso, un abbraccio prolungato più del solito, e quella passione comune per i videogiochi che li avvicina ulteriormente, permettendogli di vivere avventure che nell’esistenza di tutti i giorni gli sono negate, sia per l’ambiente che li circonda sia per le loro resistenze interiori. Fabio Canino scrive un romanzo che è sì un viaggio attraverso le ipocrisie del mondo del calcio, ma è soprattutto una struggente storia d’amore: com’è possibile che questo sentimento – che per molti è la cosa più semplice del mondo – per due persone come i protagonisti di questa storia possa rivelarsi tanto complicato? E alla fine riuscirà comunque a trovare la sua strada?

Lady Marmelade2

Un sera di un paio di settimane fa, tornando a casa in auto, perennemente sintonizzata su Pinocchio, trasmissione radiofonica di Radio Deejay, ho sentito la presentazione di questo libro. Sono anni che leggo il genere romance male to male ma questa uscita me l’ero proprio persa!
Il tema era accattivante e l’autore è un noto personaggio televisivo che conoscevo, anche se non avevo mai letto nulla di suo, sempre perché: troppi libri, troppo poco tempo per leggerli per chi ha un lavoro full time…
Spesso nell’ambiente del romance si scatena la solita diatriba sul fatto le donne solo romanzi d’amore “possono” scrivere, che le storie da loro scritte siano poco veritiere, soprattutto per quanto riguarda la parte fisica del rapporto tra due uomini, perché solo le donne sarebbero le sole depositarie del sentire l’amore. Non vi dico il rodimento di fegato che questo scatena in me tutte le volte: scrivere d’amore non è appannaggio solo femminile, conosco uomini che scrivono d’amore benissimo, proprio perché l’essere umano senza distinzione di sesso è nato per amare.
Ho seguito per anni il calcio, ma negli ultimi tempi ho perso passione in questo gioco: forse per colpa dei troppi soldi, forse per colpa del frazionamento del campionayo in tremila orari diversi, non me ne voglia lo zoccolo duro dei tifosi, ma davvero non ne posso più!
Eppure ero curiosa di vedere dove Canino sarebbe andato a parare, perché come dice anche lui:

Nascondersi, in fondo, era la cosa che gli riusciva meglio. Nascondersi fino a quasi non esistere neanche. D’altronde qualcuno lo aveva detto, no, che nel calcio i gay non esistevano?

Ma che siamo matti? Gay nel calcio? Mai sentito… appunto! Eppure io sono convinta molti ce ne siano, e il solo pensiero che non possano vivere appieno la loro vita affettiva perché vivono nel terrore di perdere tifosi, ingaggi e finire di essere l’ennesimo bersaglio dell’omofobia mi fa davvero male…
Davvero misuriamo la bravura di uno sportivo per il numero di donne che si porta a letto? Eppure questo baluardo del macismo è ancora lontano dal cedere…
Matteo e Thiago sono i due protagonisti del romanzo: estrazione sociale diversa, ruoli diversi, talento diverso, eppure insieme sono una coppia imbattibile sul campo, sempre però quando Matteo toglie la testa dalla sabbia e decide di vivere il momento senza dare di matto!

Matteo gli era parso così: sempre un po’ inafferrabile, come se non volesse mai stare esattamente nel luogo in cui si trovava… Thiago, invece, si lanciava, sparava… non pensava molto alle conseguenze. L’unica volta, nella vita, in cui aveva pensato alle conseguenze aveva perso qualcosa di importantissimo. Era qualcosa, si era detto, che non avrebbe dovuto fare più. Mai più.

Un rapporto che comincia da un’amicizia nata per colpa di un videogioco; siamo abituati a pensare che i calciatori siano sempre in giro a fare festa, o in vacanza nei posti più glamour, invece passano molto tempo da soli nelle loro stanze: ragazzini troppo cresciuti che guadagnano troppo e che si tuffano su una console per videogiochi per sentirsi normali. E anche lì fanno squadra, come se non potessero farne a meno.
Thiago ha già dovuto rinunciare a tanto per il calcio; certo ama ancora questo gioco, si diverte ancora a giocare, è l’unica cosa che lo fa davvero stare bene e senza il calcio chissà che fine avrebbe fatto:

Se aveva qualcuno da biasimare, si diceva Thiago, era solo se stesso. Era stato lui a scegliere il calcio invece che l’amore.

Si è appunto ripromesso di non nascondersi più una volta ritrovato l’amore, ma Matteo ha ancora troppa paura per accettare quello che sta accadendo tra loro.
Matteo crede di avere solo il calcio nella vita, uscire allo scoperto sarebbe un disastro, visto che la sua famiglia lo usa a mo’ di Bancomat, sempre a chiedere e mai a dare! Un ragazzo fin troppo moderato e coscienzioso per la sua giovane età che spesso deve saldare i debiti del padre, madre e sorella. Un ragazzo troppo dolce e riservato per l’ambiente in cui è costretto a vivere. Un ragazzo che si accontenta di anonimi rapporti con i suoi Marchini…
Matteo mi ha fatto tanta tenerezza, la sua solitudine mi ha davvero spezzato il cuore; giocare a calcio dovrebbe essere solo gioia, dovrebbe dargli sono allegria, invece piano piano lo sta spegnendo… Vale davvero la pena vivere così?
Thiago porta il sole nella sua sua vita; porta sorrisi, gioia, amore, quello che tra braccia della sua ex non ha mai provato:

Per la prima volta, dietro il calciatore misterioso e un po’ chiuso in se stesso, vide un ragazzo che tremava fra le sue braccia… Qualche attimo dopo rimasero loro, e loro soltanto, la pelle nuda. Nudo anche il loro desiderio: due ragazzi che avevano voglia di scoprirsi, e di vivere finalmente ciò che provavano l’uno per l’altro.

E poi dicono che gli uomini non sanno scrivere d’amore, ah?!
Sono davvero rimasta stupita da questa storia, molto ben scritta, con un ambientazione molto realistica, anche troppo…
Ho sbirciato un po’ di recensioni sugli store e mi aggiungo al coro di chi vorrebbe tanto un seguito per questo romanzo che mi ha saputo emozionare tanto. Non sarà un capolavoro ma davvero merita l’attenzione di chi come me ha già letto tanti romance fino ad oggi.
Una storia contemporanea, diversa, struggente e che non scende mai nei dettagli del rapporto amoroso tra i due ragazzi, ma che arriva al cuore e che mi ha fatto venire voglia di riascoltare un vecchio successo di Gianluca Grignani…

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice