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Recensione “Come anima mai: Edizione Illustrata” – Rossana Soldano

Pubblicato precedentemente in un’edizione classica che trovate qui, quest’anno Rossana Soldano (insieme a Hope Edizioni e Mondadori Oscarvault, che hanno avviato una nuova, entusiasmante collaborazione) ha deciso di farci un bellissimo regalo di Natale in anticipo, pubblicando il medesimo romanzo ma… illustrato! Le abili mani che hanno fatto sì che questo lavoro venisse portato a noi sono quelle di Alessandro Sevà che, con uno stile unico ad acquarello, ha reso reali questi due protagonisti tanto amati da noi lettori!
Per annunciarvi questa uscita, vi lasciamo qui sotto i dati tecnici della nuova edizione e la recensione che aveva fatto la nostra Hikaru (con una piccola aggiunta finale inedita), cosicché possiate farvi un’idea del romanzo.
Specifichiamo che, così come ha affermato l’autrice nel suo profilo Instagram, la storia non ha subito modifiche (a parte un nuovo editing), quindi l’interno del libro è uguale. L’unica novità è l’edizione rigida e le illustrazioni presenti.

Titolo: Come anima mai: Edizione Illustrata
Autore: Rossana Soldano
Genere: Storico, Illustrato
Casa Editrice: Hope Edizioni & Mondadori
Prezzo: 28,00€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Come anima mai: Edizione Illustrata

SINOSSI

Inghilterra, 1936. Lewis Ellsworth, figlio del Duca di Buccleuch, deve stare molto attento a tenere i suoi incontri intimi celati agli occhi degli ambienti aristocratici da cui proviene. All’inizio del suo secondo anno a Cambridge, però, scopre che il ragazzo con cui si è intrattenuto in un pub è uno studente del suo stesso college. Intelligente, affascinante ed eccentrico, William Chase entra nella sua vita come un tornado, scuotendo certezze e intenzioni.

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Questo romanzo non è una storia semplice, lineare, un romanzo adatto per passare del tempo senza pensieri. Perché di pensieri ne avrete molti, confusi e contrastanti mentre vivrete la storia insieme ai due protagonisti. Questi giovani uomini che conoscerete pagina dopo pagina e che amerete, odierete, amerete ancora; in una continua altalena di emozioni.
Lewis, giovane rampollo della nobiltà inglese, la cui famiglia è in amicizia con Churchill; è abituato alla gabbia dorata della sua vita. Di carattere tuttavia sanguigno – più di quanto sia consentito a un nobile inglese –, è profondamente affamato di vita e libertà. Così tanto da diventare irruento. Sua è la voce narrante, suoi sono gli occhi che ci condurranno in questa storia.
Poi c’è William. Enigmatico, sorprendente, a volte così perfetto da farcelo percepire distante; ma nello stesso tempo così magico e seducente da volerlo accanto a noi ogni istante.
La bellezza di questi personaggi sta nel loro essere veri, con i difetti e i pregi che tutti hanno, gli errori che chiunque può commettere.
E vederli crescere, anno dopo anno ti rende orgogliosa come se fossero un po’ anche tuoi.
Questi due meravigliosi personaggi sono uniti dall’amore nato per caso, o forse non del tutto, in un sordido pub di Cambridge nell’ottobre del 1936 e coltivato nell’importante università e in giro per l’Europa, tra Roma, Parigi e Londra.
Poi la guerra, poi la Germania, poi un mondo che non sembra nemmeno lo stesso eppure così tragicamente familiare…
Questo romanzo è vita, e come la vita è sia bellissima che spietata, così è “Come anima mai“. Leggerete di un amore forte ma anche pieno di paure, sbagli e incomprensioni. Un amore che cerca un posto suo, in un mondo dove quell’amore non è nemmeno concepito. Un amore che lotta e soffre ma che mai è sconfitto.

Tu sei stato Parigi prima che Parigi esistesse, tu sei la vita che voglio vivere e la libertà che non sapevo di desiderare. Non c’è alcuna ambizione in me, senza di te. Tu sei tutto ciò che voglio, perché niente è come te.

Le vicende che si snocciolano in trent’anni di vita, vengono trattate con molta cura. Sin dai primi capitoli mi è sembrato di finire in un romanzo di Jane Austen, con quelle ambientazioni, quei personaggi, quel modo di pensare, di comportarsi. Ma ho visto anche Conan Doyle, nel modo di osservare e dedurre, nella capacità di William di sapere senza chiedere, in quella spiccata intelligenza e spudoratezza che lo contraddistingue.
Il loro rapporto è un continuo inseguirsi e riprendersi, prima della guerra, perché troppo giovani e ancora confusi su quel sentimento che li portava così vicini ogni volta, quella gelosia che bruciava ogni fibra, quell’insicurezza e anche quelle cose non dette. Dopo la guerra, beh… Dopo la guerra, per forza di cose, lontani contro la loro volontà per colpa di eventi che sembrano giocare spesso contro di loro, le cose cambiano di nuovo.

Ci amavamo e rincorrevamo a dispetto degli eventi che ci avevano separati e dei capricci d’amore. Eravamo ancora sabbia in una clessidra. Addii che diventavano ritorni e di nuovo addii e, ancora, promesse di ritorni.

Come detto, non è un romanzo semplice e, vi assicuro, non mancheranno colpi di scena che non vi permetteranno di scoraggiavi davanti alle cinquecento e passa pagine da cui è composto. Ma è un romanzo che, chi nei libri che legge cerca l’amore vero, la vita nel bene e nel male nella sua completezza, sono certa apprezzerà tantissimo.
Una cosa che ho gradito molto, oltre le vicende raccontate, è aver viaggiato con loro, aver vissuto l’Europa, la Roma e la Parigi di allora, con i loro occhi. Nonché l’uso di tante citazioni di libri, che accompagnano la loro vicenda per tutta la storia.
L’unico appunto, che non ne pregiudica per nulla la lettura, è qualche piccola incongruenza sull’anno di pubblicazione di alcuni di quei classici e il momento storico in cui sono stati citati. Ma è proprio per trovare il cosiddetto pelo nell’uovo.
Un bellissimo esordio di una scrittrice italiana da assaporare con calma, cura e la lentezza giusta.
E se una cosa l’ho imparata grazie a questo libro è che Wonderland esiste, ma non è un dove, non è neanche solo un quando ma, soprattutto, è un chi.
Aggiungo una piccola nota sulle illustrazioni, che nel loro stile quasi “classico”, rendono la lettura sicuramente più avvincente, dandoci la possibilità di rendere visivamente reali alcune delle scene che più abbiamo amato.

4.5
Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “Lessons in Love” – A. S. Kelly

Titolo: Lessons in Love
Autore: A. S. Kelly
Genere: Contemporaneo, Scolastico, Sportivo
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Lessons in Love

SINOSSI

Nico O’Rourke sa cosa vuol dire sacrificio. Nato in una famiglia numerosa e con poche possibilità a portata di mano, ha dovuto costruirsi un futuro nello sport lavorando duro e impegnandosi più di chiunque altro.
Max Stanford di sacrifici non ha mai dovuti farne. Nato in una famiglia privilegiata, ha sempre avuto tutto ciò di cui aveva bisogno, tranne l’unica cosa che desiderava con tutto se stesso: qualcuno che lo vedesse davvero.
Nico sa che la più piccola distrazione potrebbe portargli via quello che ha conquistato e quello a cui aspira, per questo non è felice di trovarsi a condividere i suoi spazi con un musicista irriverente e disordinato che sembra collezionare un ragazzo diverso ogni sera.
Max sa di essere attraente, di non dover fare alcuna fatica per portarsi a casa un ragazzo e sa che è difficile che qualcuno gli resista, a meno che non si tratti del suo nuovo coinquilino etero bello come il sole, dolcemente impacciato e vero come nessuno, che non riesce proprio a togliersi dalla testa.
Max non dovrebbe occupare tutti i pensieri di Nico, non dovrebbe suscitare in lui certe emozioni e più di ogni altra cosa, Nico non dovrebbe desiderare di baciarlo quando si trovano così vicini, perché se c’è una cosa di cui Nico è assolutamente certo, è che gli sono sempre piaciute le ragazze.
O forse no.

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Ci ritroviamo con un nuovo libro di A. S. Kelly. Questa volta la storia è ambientata all’università. E, anche se ritroviamo un protagonista che fa il musicista, è tutt’altra cosa di quella di cui vi ho parlato l’ultima volta.
Max è un musicista bello, attraente, talentuoso, gay dichiarato, con un carattere schietto, sincero e forte (o almeno sembra tale). Scopriremo che ha alle spalle un evento che l’ha segnato pesantemente. Studia e vuole fare della musica il suo futuro. C’è un’altra cosa che vorrebbe: che qualcuno lo vedesse per quello che è veramente e non solo per ciò che appare.
Nico è un giocatore di rugby. Anche grazie alla sua stazza, il suo ruolo in campo è quello di proteggere i giocatori della sua squadra, ma è un modo di fare che adopera anche fuori dal campo. Viene da una famiglia numerosa e se può permettersi un’università così prestigiosa è solo grazie alla borsa di studio che il suo talento sportivo gli ha permesso di ottenere. Ciò non toglie il fatto che studia con rigore e che lavori con dedizione anche a un piano B, nel caso col rugby non riuscisse a sfondare nel professionismo. È tenero, impacciato, ingenuo e timido. Ah, e etero.
Peccato che Max si sia preso una cotta (anche se chiamarla cotta è riduttivo, ma all’inizio della storia si conoscono a malapena) colossale per Nico.
Peccato che Max riduce i pensieri di Nico in un gran casino.
Ma tanto non si frequentano, si conoscono appena, hanno solo degli amici in comune… Quindi non c’è nessun rischio, no?
Ehm… Non proprio, perché Nico si ritroverà a dividere la casa con Max dopo che quest’ultimo ha avuto un “problema” al suo appartamento.
E così si troveranno a convivere e a conoscersi; e se da un lato questo confonde ancora di più Nico e spaventa Max, dall’altro è un’opportunità che non vogliono perdere.
Avranno tanto da scoprire, comprendere e accettare. Un lavoro che dovranno fare principalmente su se stessi, perché se quello che sogni si realizza, scopri che non è perfetto e che per farlo funzionare devi buttarti senza rete e fidarti. E se quello che scopri di desiderare è un qualcosa a cui non hai mai pensato, rischi di lasciare vincere la paura e non viverla affatto.
Difatti, Max e Nico impareranno che, per essere felici, bisogna sconfiggere i propri demoni.
Rispetto alla serie letta precedentemente, ho apprezzato maggiormente questo libro. Sia i personaggi di Max e Nico (che essendo un po’ imbranato è il mio preferito), che quelli del gruppo di amici, mi sono piaciuti. È una storia semplice – i vari ostacoli da superare sparpagliati nel testo vengono affrontati via via, superandoli uno alla volta –, una lettura piacevole che lascia un bel sorriso sulle labbra e un po’ di zucchero nel cuore, che per me va sempre bene.

4
Pubblicato in: mondadori, recensioni

Recensione “Ancora una fermata” – Casey McQuiston

Titolo: Ancora una fermata
Autore: Casey McQuiston
Genere: FF, Fantasy
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 9,99€
Link all’acquisto: Ancora una fermata

SINOSSI

August Landry ha ventitré anni e ha trascorso gli ultimi cinque spostandosi da una città – e università – a un’altra. Cinica e disincantata, non si fida di nessuno e porta sempre con sé un coltellino svizzero perché, come le ha insegnato sua madre, “è meglio non farsi cogliere impreparate”. Quando decide di trasferirsi a New York, non ha grandi aspettative. Dopotutto è cresciuta pensando che non ci sia alcuna “magia” nella vita, che le storie d’amore tanto celebrate nei film non esistano e, soprattutto, che possiamo contare solo su noi stessi perché, in fondo, siamo soli al mondo. Mai e poi mai potrebbe immaginare che proprio nei suoi eccentrici coinquilini troverà la famiglia che le è sempre mancata e un posto da poter finalmente chiamare casa. E, soprattutto, che i suoi viaggi quotidiani in metropolitana diventeranno qualcosa di eccitante. Chi poteva pensare, infatti, che nella sua vita sarebbe piombata lei, Jane, la ragazza con la giacca di pelle nera che August incontra ogni volta che prende la linea Q. Jane, la parte migliore della sua giornata. Sarebbe davvero tutto perfetto se non fosse che la ragazza sembra incapace di scendere, da quel vagone della metro. Ma August non è una che si arrende facilmente e farà di tutto, compreso ciò che del suo passato aveva cercato di lasciarsi alle spalle, pur di “salvarla”. E forse salvare anche se stessa imparando che, alla fine, vale la pena iniziare a credere in qualcosa. E negli altri.

Hikaru2

“AAA cercasi coinquilino/a per appartamento al 5° piano da condividere con altre tre persone. 700$ al mese. Deve essere queer e trans friendly. Non può avere paura dei cani né del fuoco. Se siete bilancia lasciate perdere, ne abbiamo già una. Chiamare Niko.”

Voi rispondereste mai a un annuncio così? Sappiate che se non lo fareste, vi perdereste l’incontro con delle persone fantastiche.
August, la nostra protagonista, risponde all’annuncio. Non che si aspetti nulla, in realtà… Ha solo bisogno di una casa e di un lavoro. L’inizio delle lezioni è troppo vicino per farsi scrupoli e una volta iniziata l’università, cercare entrambe le cose sarebbe impossibile, quindi in un primo momento decide di accontentarsi per lo meno di un tetto sopra la testa.
Così, fa la conoscenza di Niko, un pessimo barista e veggente part-time; la sua ragazza Myla, artista e commessa in un negozio di vintage; Wes, un tatuatore un po’ artista un po’ pasticcere sbattuto fuori di casa dalla ricca famiglia perché ha abbandonato la via che loro gli avevano tracciato e Barba, il suo barboncino.
La prima sera nella sua nuova stanza viene trascinata da Niko e Myla a “La casa del pancake” e ne esce anche con un lavoro, risolvendo nel giro di pochissimo entrambi i suoi problemi. Sembra che gli astri stiano girando dalla sua parte – se August credesse in quelle cose, chiaro – se non fosse che la prima giornata di corsi si ritrova con la camicia inzuppata di caffè e il cellulare recuperato da un canaletto di scolo (fortunatamente intatto) sulla linea Q della metropolitana. Ciò rende la ragazza un po’ meno gioiosa di quello che vorrebbe. Inoltre, i turni di lavoro sono estenuanti, si sente addosso così tanto odore di fritto che oramai è convinta che non è sui suoi vestiti ma l’ha assorbito la pelle e non riesce a chiudere occhio.
È in queste condizioni disastro che che incontra una misteriosa ragazza, Jane, proprio su un vagone della metro. Ma non è un incontro qualsiasi, no. Quella ragazza, infatti, cambierà per sempre la sua storia.
Ma non è solo Jane a essere importante, come personaggio. Per un breve momento la metterò da parte, perché ci sono molte cose che sono importanti in questo nuovo inizio a New York della nostra August.
La ragazza, infatti, inizia una nuova vita perché comincerà a permettere alle persone che l’hanno accolta di entrare nel suo cuore. Niko, Myla e Wes diventeranno parti importantissime della sua vita; diventeranno una famiglia, che è una cosa che August non ha mai conosciuto. Il rapporto che ha con la madre è sempre stato diverso da quello degli altri hanno con le loro e del resto della sua famiglia non sa quasi nulla, a parte di suo zio, l’uomo che sua madre sta cercando da quarant’anni. August non si è mai permessa di affezionarsi a qualcuno, di avere amici o rapporti, convinta che sopravvivere fosse sufficiente; cosa che ovviamente gli abitanti del 6F non le permetteranno mai.
E così, oltre a loro, ad August inizierà a importare anche di altri: da Isaiah in arte Annie, loro vicino di casa innamorato di Wes; a Lucie, la manager del locale e tutti i suoi colleghi. La ragazza diventerà parte di New York e New York diventerà parte di August.
E poi c’è, ovviamente Jane: la misteriosa, bellissima Jane, da cui si sente attratta dal primo sguardo, che trova sempre nel vagone quando sale sulla linea Q e vi rimane quando lei scende. C’è dell’energia, tra loro, non si può negare, ma allora perché non accetta i suoi (anche se un po’ ingenui) inviti a vedersi da qualche altra parte che non sia un vagone puzzolente? C’è dietro altro? Qualcosa di razionalmente impossibile? Per aiutare Jane, August dovrà fare quello che, dopo aver aiutato sua madre per anni, si era ripromessa di non fare più? E se nel percorso si rendesse conto che l’unico modo per essere felice è accettare che il dolore può essere dietro l’angolo?

“A volte il punto è proprio la tristezza, August. A volte devi sentirla solo perché merita di essere sentita.”

Oltre lo stile di scrittura, che ti tiene incollata alle pagine, ho apprezzato un sacco la rappresentazione che ha fatto di tutti i personaggi: non sono macchiette, hanno storie, paure, ricordi; sono veri e questo è davvero bellissimo da incontrare in un romanzo e, sfortunatamente, non sempre scontato.
È una storia che parla di amore, certo, ma anche di amicizia, famiglia, di paure e del coraggio di affrontarle, di perdono e follia (di quella buona eh: glitter, salti nel buio e baci rubati) tutto condito con un pizzico di magia, che diciamoci la verità, non guasta mai.

4.5
Pubblicato in: golem edizioni, recensioni

Recensione “Animali bianchi” – Cristina Caloni

Titolo: Animali bianchi
Autore: Cristina Caloni
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Golem Edizioni
Prezzo: 6,99€
Link all’acquisto: Animali bianchi

SINOSSI

Un romanzo a episodi che, ruotando intorno alla figura iperbolica dell’affascinante e nevrotica Fran, affronta la delicata tematica del gender e della cultura queer che enfatizza la mutabilità e la provvisorietà delle identità. Mentre Fran, trentenne ricca, cantante alla ricerca del successo, fatica ad accettare la sua omosessualità e pretende di viverla privatamente, percependo il coming out come l’imposizione dell’ennesima etichetta, Amen, co-protagonista misogino, vive in totale libertà le sue molteplici avventure sia con uomini sia con donne. Intanto, la schiva curatrice di mostre Amelia si perde in relazioni disfunzionali e annaspa alla ricerca di un contatto con la madre Ivana, sofisticata borghese con la sindrome di Peter Pan. Abbiamo poi Lucy che cerca di scendere a patti tra ciò che sente di essere e ciò che i genitori, gli amici e la società vorrebbero che diventasse – il figlio integrato, l’icona queer, la battagliera; Neva, vitale ottantenne che si rifiuta di lasciar andare la sua giovinezza e i suoi saldi valori; Sandra, madre di Amen, che si fa cullare da una insipida routine da vedova, concedendosi qualche bicchiere di vino di troppo. II romanzo ha il tono beffardo di una commedia drammatica o, come dice Amen, di una “soap opera radical chic”.

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Sette racconti, un’unica storia. I personaggi si conoscono tutti, vivendo nello stesso paese. Uno di quei paesi simile a mille altri, fatto solo di paura e chiacchiere.
I personaggi gravitano tra loro, odiandosi, amandosi, vivendo. Alcuni di loro nascondono chi sono realmente, cosa amano; altri invece lo gridano orgogliosi e arrabbiati. Personaggi che non hanno il coraggio di cambiare loro stessi, che cadono comunque in schemi già visti, quasi inevitabilmente.
È una lotta tra una sessualità nascosta, ma anche tra generazioni che non riescono a parlare. Chi è figlia, chi madre?
Manie, tic nervosi, disagio, odio, finzione. Per gli altri, per se stessi, non sembra far differenza.

“Gli animali bianchi sono diversi dagli altri, hanno un’anomalia nei loro geni, una mancanza che rende loro faticoso adattarsi alle abitudini e alle regole condivise.”

In questa storia ho rivisto le atmosfere di Ballard, studiato anni fa, quando in università scoprivo nuovi autori. I personaggi mi hanno ricordato, per la loro schiettezza, la loro rabbia e il modo in cui vengono descritti, quelli de: “Il Condominio”, una delle opere di più conosciute dell’autore poco fa citato.
Accettarsi per quello che si è o continuare a nascondersi, questo è il grande dilemma. Essere pronti a cambiare vita o decidere di ripeterla sempre uguale giorno dopo giorno? Queste sono le scelte che possono fare, che devono fare, e che li mettono in difficoltà. Dire addio a qualcuno è ciò che, volendo o meno, saranno costretti a fare. E poi la vita va avanti, che ci piaccia o meno, e chissà che non abbiano imparato qualcosa. Di sicuro i protagonisti hanno tanto da dire, da dirsi, da capire, da perdere e trovare.
È un libro adatto a chi non vuole che gli si indori la pillola, ma della pillola vuole sentire tutto l’amaro possibile.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Quando sono tornato da te” – A. S. Kelly

Titolo: Quando sono tornato da te
Autore: A. S. Kelly
Serie: Storia di noi due #2
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,49€
Link all’acquisto: Quando sono tornato da te

SINOSSI

Non sapevo che danno avrei provocato quando gli ho offerto quel maledetto contratto. Pensavo che fosse solo un gioco, che quando mi fossi stufato, tutto sarebbe tornato come prima.
Che lui non sarebbe rimasto, come non rimane tutto il resto.
Non doveva avvicinarsi così tanto a me e io non dovevo desiderare le sue mani addosso. Non dovevo pretendere che fosse qualcosa di solo mio.
E non dovevo sperare, anche se imploravo lui di non farlo.
Non ho chiesto di diventare la sua sola ragione e non ho chiesto che lui diventasse l’unica luce nella mia vita.
Eppure è successo.
Contro la mia e la sua volontà.
Nonostante il caos.
Nonostante me.
Ci ho creduto e avrei continuato a farlo.
Fino alla fine del mondo.
Fino alla fine di noi.
Quello che non sapevo era che la fine sarebbe arrivata così presto e che sarebbe stato proprio lui a provocarla.

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Ed eccoci qui, dopo la lettura del secondo volume.
Se avete letto la mia scorsa recensione, sapete già i punti che ho trovato deboli, così come ciò che ho apprezzato. Qui le dinamiche sembrano le stesse per un bel po’ di pagine, anzi, qui siamo forse ancora più avvolti dall’oscurità, dalla dipendenza, trascinati sempre di più come catturati in un mulinello che dalla superficie dell’acqua cristallina ci attrae verso il fondo torbido e fangoso.
Ma non c’è da stupirsene: del resto, questo libro si apre con Ben che è scappato tornando alla sua vecchia vita, convinto di essere stato illuso e tradito. Niente di più facile per lui che ricadere nell’alcool e negli psicofarmaci per cercare di cancellare il dolore.
Ma anche Kyle, che si trova ad affrontare il risentimento e il peso del suo errore, non se la cava molto meglio. Verrà spinto (letteralmente) a riavvicinarsi a Ben, e sembra che possa tutto tornare a posto, che ci sia una speranza ancora, finché… Finché dovrete leggere il libro per scoprite cosa accade.
È difficile fare la recensione di un libro che è la continuazione di un precedente. In genere anche nelle serie che ho letto e ho recensito per voi, ogni libro era un capitolo a parte della storia. Anche quando erano presenti gli stessi personaggi, erano nuove vicende, nuovi inizi, nuove cose da raccontare; tutto si era risolte nel libro precedente. A volte, spesso in realtà, nella stessa serie, i libri hanno addirittura personaggi differenti dai precedenti, rimanendo nella stessa cerchia di amici o di famiglia; ma ogni libro racconta una vita diversa. Qui no, i due capitoli sono legati e imprescindibili l’uno dall’altro. Non è infatti possibile leggere questo senza aver letto il precedente.
Devo ammettere di non ricordare in effetti di aver dovuto affrontare questo tipo di recensioni prima. Il motivo per cui è difficile farle è semplice: cosa posso raccontarvi senza che le mie parole vi svelino troppo della storia? Come posso parlavi del dolore e della paura che affrontano, nei modi in cui le affrontano, senza togliervi il piacere della lettura e della scoperta (e delle volte che li vorrete picchiare e poi abbracciare e poi picchiare ancora in un loop costante)?
Vi dico solo che Ben dovrà toccare il fondo, e scavare  anche un po’, prima di riuscire a prendere l’unica decisione sensata che possa prendere. In questo viaggio verso gli inferi, Kyle verrà portato a fondo con lui. Perché quando chi ami si distrugge, ci sono solo due possibilità: o ti salvi da solo o ti lasci distruggere insieme a lui.
Okay, ce ne è una terza, ma per questa possibilità la scelta dev’essere solo di chi si deve salvare, non di chi vuole salvarlo. Dev’essere una scelta di Ben, e Kyle dovrà solo sperare che venga presa in tempo.
Tutto sembra impossibile, eppure un sostegno per entrambi potrebbe esserci, solo che viene da chi non ci aspetteremmo mai di vederlo arrivare.
Questa dilogia ha, per i miei gusti, un po’ di problemi, non ve l’ho mai tenuto nascosto, ma non posso negare che ha dalla sua una buona penna che permette una lettura veloce e non noiosa. Altro punto a favore è il modo in cui le cose riescono a trovare una conclusione, che ovviamente non vi dico, ma che mi ha permesso di alzare la mia valutazione rispetto al primo capitolo.
E ora, siete pront* alla lettura?

4
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Recensione “Quando ti ho lasciato andare” – A. S. Kelly

Titolo: Quando ti ho lasciato andare
Autore: A. S. Kelly
Serie: Storia di noi due #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,49€
Link all’acquisto: Quando ti ho lasciato andare

SINOSSI

Non sapevo in cosa mi stavo infilando quando ho firmato quell’assurdo contratto.
Pensavo che si trattasse di qualcosa di temporaneo, che mi portasse lontano, che mi aiutasse a dimenticare cosa avevo lasciato.
Qualcosa destinato a non restare.
Non dovevo farmelo piacere e io non dovevo andargli a genio.
Non ero tenuto ad ascoltare la sua musica, a tollerare la sua arroganza, a sopportare la sua cattiveria.
A tornare da lui ogni volta che mi gridava di andare via.
Non ho deciso di seguirlo per cinque anni come un’ombra.
Non ho deciso di dire addio alla mia vita per occuparmi della sua.
Non ho deciso di fare di lui la mia unica ragione.
Eppure è successo.
Non mi sono mai pentito.
Non ho mai pensato di mollare, di abbandonarlo, di lasciare che i suoi demoni lo portassero via per sempre.
Non ho mai pensato di rinunciare a lui.
Fino a quella sera.

Hikaru2

La storia di Kyle e Ben e una storia di vite non raccontate, segreti da mantenere e dipendenze. Il loro rapporto non è un rapporto sano, almeno all’inizio della storia, perché Ben non sa nemmeno cosa significhi non essere sotto qualche droga (legale o meno) e Kyle osserva da lontano, conscio della sua posizione e del suo lavoro.
Ben è una rock star, idolatrata e invidiata. Un Dio per molti, una spugna da spremere per altri. Non appena posa gli occhi su Kyle, lo ha voluto nella sua vita, quindi l’ha desiderato e infine legato a sé.
Kyle è la guardia del corpo di Ben. Il suo contratto lo obbliga a stare con lui sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro. Ben esige che Kyle sia sempre presente, e quando dico “sempre” intendo sul serio sempre.
Ben lo vuole, lo stuzzica, lo tenta. Kyle resiste, non perché non lo vuole, ma esattamente il contrario.
Ben si sta uccidendo, ormai non può resistere ancora per molto e allora Kyle lo porta lontano, dove nessuno sa chi è. Dove nessuno può trovarlo, nemmeno Garrett, il suo manager. L’unico posto che gli viene in mente è tornare a casa, la casa dove Kyle è cresciuto.
La storia viene raccontata un po’ da Kyle un po’ da Ben, non alternando un capitolo all’altro, ma a gruppi di più capitoli per volta. Questo ci permette di conoscere di più di questi due uomini che nascondono ferite enormi e sbagli che vorrebbero cancellare, e permette di conoscere la loro storia nei cinque anni che hanno passato vicini perché ogni capitolo inizia con un flashback di avvenimenti che hanno costruito il rapporto che ora c’è tra i due.
La dipendenza di Ben per le droghe però non è l’unica che incontreremo: tra i due c’è una dipendenza pericolosa quanto la prima, perché dipendere da qualcuno in quel modo non può essere salutare.
Non me ne vogliano le lettrici e i lettori che amano questo genere di dinamiche, ma una dipendenza non può essere semplicemente sostituita da un’altra.
Con questo non voglio dire che la storia sia scritta male, assolutamente. Si legge bene e ti trascina pagina dopo pagina. Tutti coloro che amano l’autrice sono certa che non potranno far altro che adorare queste pagine. Dico solo che – e credo che per come è strutturata la storia e soprattutto il suo finale – l’autrice stessa vuole farci capire: dipendere da qualcuno non significa amare, perché per amare davvero devi riuscire a camminare con le tue gambe, non essere forte sempre, anzi sapere di avere un sostegno quando la vita ti fa del male, ma nello stesso modo bisogna essere un sostegno quando l’altro ne avrà bisogno.
L’amore non può essere dipendenza.
Detto questo è interessante vedere come i personaggi reagiscono e vivono. E’ bello cercare di conoscere le loro storie e vedere come, ognuno a modo loro, tenta di lottare per salvare il salvabile. Ed è straziante vederli cadere e sapere di dover attendere per scoprire se saranno forti abbastanza per rialzarsi, questa volta però insieme.
Spero di leggere presto la seconda parte di questa storia, così da cancellare ogni più piccolo dubbio rimasto.

3.5
Pubblicato in: mondadori, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Radio Silence” – Alice Oseman

Titolo: Radio Silence
Autore: Alice Oseman
Genere: Contemporaneo, Scolastico, FF, MM
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 7,99€
Link all’acquisto: Radio Silence

SINOSSI

Frances Janvier è sempre stata una “macchina da studio” con un unico obiettivo: entrare in una università d’élite. E nulla la può fermare: né gli amici, né il segreto che nasconde, neppure la sua stessa personalità. Aled Last frequenta l’ultimo anno del liceo ma ricorda a tutti un bambino piccolo che ha perso la mamma al supermercato. È timido e prende sempre voti altissimi. Quando incontra Aled, Frances scopre una nuova libertà. Per la prima volta non ha paura di essere se stessa. Frances è una ragazza, Aled un ragazzo, e, come spesso succede, i due si innamorano e… No, in effetti non va così. Frances e Aled non si innamorano affatto: collaborano a un podcast. E ottengono un inaspettato successo, che potrebbe però rivelarsi fatale per il loro rapporto. In un mondo che sembra determinato a imbrigliare le loro vite su binari già stabiliti, Frances e Aled lottano per superare le proprie paure e trovare la propria voce nel corso di un anno che cambierà le loro vite. Avranno il coraggio di mostrare a tutti chi sono veramente? Radio Silence è un romanzo di formazione indimenticabile che affronta con grazia i temi dell’identità, della diversità, della pressione verso il successo a tutti i costi, mostrando che ci vuole coraggio, sì, ma siamo sempre liberi di scegliere di essere chi siamo.

Hikaru2

Ho avuto il grandissimo piacere di ricevere il nuovo romanzo di Alice Oseman in anteprima e mi sono ritrovata a leggere una storia delicata e attenta ai temi importanti (come ci ha già abituate questa bravissima autrice), ma anche una storia corale con diversi protagonisti che hanno saputo ognuno conquistarmi a modo suo.
Ci sono Frances, Daniel e Adel; ognuno con la sua storia e il suo spazio, e ve ne parlo meglio qui sotto.
Frances è una ragazza intelligente. La migliore del suo corso. Frequenta il liceo, è rappresentante d’istituto e si sta preparando per l’ammissione a Cambridge; ha studiato tutta la vita per raggiungere quell’obiettivo. Anche se non è proprio sicura che sia quello che vuole ma… Ehi! Non si può sprecare tutto quel lavoro per niente, no? Frances non ha dei veri amici, anche perché nasconde una gran parte di sé dentro a vestiti anonimi e grandi libri. La ragazza nasconde un segreto (o forse più di uno, in realtà) e non può parlane con nessuno; perché non la capirebbero e la giudicherebbero. La maschera costruita fino a quel momento che la rende agli occhi di tutti una studentessa perfetta, pronta per una delle università migliori al mondo, non deve essere infranta per nessun motivo. Ha un ottimo rapporto con la madre, sono complici e amiche, e aveva una migliore amica fino a che non è scomparsa nel nulla. Ora non ha davvero nessuno con cui essere se stessa, a parte la donna, e questo la fa sentire isolata ancor più dei segreti che nasconde.
Daniel è l’altro rappresentante d’istituto, anche lui è il migliore del suo corso, anche lui è più solo di ciò che sembra, anche se un amico nella sua vita c’è. Un ragazzo che frequenta il liceo maschile, un anno avanti a loro. Un genio che ha già in tasca l’ammissione all’università. Un ragazzo che sembra più piccolo di loro con quegli occhi grandi e la poca propensione a parlare.
Aled ha una sorella gemella che è scappata di casa. È bravissimo a scuola. Non sopporta la madre. Ha Daniel, ma non riesce ad essere sincero con lui su una cosa molto importante perché ha dannatamente paura di essere lasciato da solo per quello. Aled si veste sempre in maniera noiosa e fa di tutto per non essere visto. Aled ha un segreto che sta per cambiare la sua vita, e non solo la sua.
Se vi ho incuriosito finora, sappiate che è solo l’inizio.
La Oseman ha la capacità di parlare alla mia parte nascosta, a una parte che ho imparato a mettere via per un sacco di tempo. Penso che se avessi avuto i suoi libri quando frequentavo il liceo, mi sarei sentita molto meno sola. Perché, grazie ai suoi personaggi che riflettono il mondo multiculturale in cui viviamo, non è solo brava a parlare con delicatezza di tanti temi importanti cari al mondo LGBTQ+ – e per questo dovrebbero essere cari a tutti noi in quanto esseri umani – come la diversità e l’accettazione di sé, ma nei suoi libri si trova anche la ricerca del proprio posto nel mondo, che forse non è quello che abbiamo creduto dovesse per forza essere.
Quando frequentavo il liceo non ero lontanamente vicina a Frances, Daniel o ad Aled; la mia media scolastica assomigliava molto di più a quella di altri personaggi che conoscerete, però un qualcosa di loro tre l’avevo: quella maschera che indossavo costantemente per non essere riconosciuta per quello che ero, i vestiti da nerd che nascondevo perché erano troppo “da strani” per la mia famiglia. Quelle storie che scrivevo e non facevo leggere a nessuno perché avevo il terrore di quello che avrebbero pensato.
Ho perso tante cose quando ero una ragazzina per paura e ho la certezza che se avessi avuto i suoi libri avrei davvero vissuto in maniera diversa. Forse non con i miei compagni, forse dal di fuori non sarebbe cambiato nulla, ma dentro avrei riconosciuto un’anima affine e non mi sarei sentita tanto sola.
Quindi non posso far altro, ancora una volta, di consigliare questo suo libro e di rallegrarmi del fatto che finalmente i ragazzi possano avere nelle loro librerie libri del genere, che li possono aiutare a capire che “strano” non vuol affatto dire “sbagliato”.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: mondadori, recensioni

Recensione “Il Priorato dell’Albero delle Arance” – Samantha Shannon

Titolo: Il Priorato dell’Albero delle Arance
Autore: Samantha Shannon
Genere: Fantasy, FF, MM
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 10,99€
Link all’acquisto: Il Priorato dell’Albero delle Arance

SINOSSI

La Casata di Berethnet ha regnato su Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: La regina Sanran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole invitati a ucciderla da misteriosi nemici sono sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

Hikaru2

Appena finito di leggerlo, ho cercato di raccontare questo libro in un post sul mio Instagram personale, cercando di descrivere quanto il viaggio all’interno di queste 771 pagine mi abbia dato.
Per farlo, ho iniziato il post in questo modo: “Tané, Ead, Sabran tre donne diversissime tra loro, tre donne su cui sembra appoggiato l’intero destino del mondo.
Ho fatto questa scelta, quella di iniziare elencando tre degli innumerevoli personaggi su cui poggia l’intero libro, perché proprio i personaggi, la loro storia e le loro scelte, sono la chiave e la forza di questo romanzo.
Non che l’ambientazione o la trama siano poco interessanti, ma perché tutto quello che accade è dovuto proprio dalle singole scelte che decidono di intraprendere Tané, Ead, Sabran e tutti gli altri.
Arrivare allo scontro finale e raggiungere il risultato che si raggiunge, non sarebbe mai accaduto se, anche uno solo di loro, avesse preso una sola, piccola, quasi insignificante decisione in modo diverso. Sia in positivo che in negativo.
(Un consiglio spassionato: non affezionatevi troppo ai personaggi che incontrerete, perché alcuni potrebbero avere vita breve!)
All’interno del romanzo troveremo diversi popoli, diversi modi di vivere, diverse creature magiche; ma non c’è una divisione definita tra i buoni e i cattivi. Per l’Oriente gli Occidentali sono gente di cui non potersi fidare che preferiscono credere al loro Santo piuttosto che in ciò che è veramente importante; mentre per l’Occidente gli Orientali portano malattie e santificano i Draghi che gli occidentali ritengono i primi alleati del Signore del Caos. Anche qui, la differenza tra buoni e cattivi e la percezione che si hanno di una o dell’altra fazione, non è data da dove si proviene, ma dal modo in cui si decide di vivere.
Questo numero infinito di personaggi, spesso con nomi simili e il fatto che i capitoli si alternano non solo tra un personaggio e un altro, ma anche tra un luogo e un altro, potrebbe creare, specialmente nelle prime cento/centocinquanta pagine, qualche problema. Si rischia di perdersi a cercare di capire chi fa cosa, dove e quando. Per fortuna, alla fine del libro trovate comunque una lista dei personaggi presenti, per facilitarvi la consultazione qualora non ricordaste chi è chi, cosa che ho trovato estremamente utile.
Di personaggi, come dicevamo, ne incontrerete tantissimi. Spesso saranno personaggi “grigi”, ovvero collocati né nel Bene né nel Male. Infatti, non esistono eroi senza macchia né paura, né balordi senza onore.
Passato e presente si mescolano e c’è bisogno di dare al libro la giusta attenzione, ,ma le avvincenti dinamiche faranno sì che verrete presto risucchiati magicamente all’interno della storia, sentendovene parte integrante.
Mi sono innamorata delle storie d’amore raccontate, sia di quelle del passato, sia di quelle del presente che stanno nascendo. L’amore che non conosce né confini né limiti. L’amore per cui si è disposti a mettere da parte ogni cosa in cui si crede. L’amore che rende infinitamente forti, coraggiosi e anche un po’ matti. L’amore che può trasformare il male in bene, ma che può anche fare l’esatto opposto.
Ho pianto e gioito con loro. Ho conosciuto la paura, l’abbandono, la tortura e la morte. Ma anche le risate, i dolci ricordi, le nuove speranze, l’emozione di cavalcare un drago, l’abbraccio di un amico, l’affetto di un maestro, l’amore che nasce senza che noi ce ne accorgiamo.
Non è un libro che può essere letto senza pensieri, ha da dire molto, ma solo se gli diamo la giusta attenzione.
So che molti hanno riscontrato come la parte finale sia frettolosa rispetto a tutte le peripezie che si sono dovute compiere per arrivare a quel momento, ma io credo che il motivo di tutta quella velocità sia proprio perché non è la battaglia finale con il nemico a essere importante, ma il modo in cui i personaggi arrivano a combattere alla fine. I sentimenti, gli affetti, il coraggio e la fiducia che riescono a vincere contro la paura, il sospetto, la vendetta e il guadagno personale. Sono le donne e gli uomini che sono diventati, il loro viaggio a essere importanti, non la loro meta.

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Pubblicato in: articoli, lux lab, mondadori, neo edizioni, quixote edizioni, self publishing, triskell edizioni

Must Read 2021: le migliori letture del blog

Per concludere l’anno in bellezza, abbiamo pensato di chiamare a raccolta tutto lo staff e creare per ognuna delle nostre ragazze, una top 3 dei migliori libri recensiti per il blog quest’anno; quelli che ci sono rimasti nel cuore in modo speciale e che ci hanno emozionato profondamente, a volte fino alle lacrime.
Queste sono le nostre classifiche.
Anche voi ne avete amato qualcuno di questi? Fateci sapere nei commenti!

LADY MARMELADE

EVELYNE

SLANIF

ADELESH

HIKARU

TFPEEL

Al 2022 con le nuove letture e le nostre recensioni.
Vi ricordiamo che potete trovarci anche sulla nostra Pagina FacebookInstagramTwitter e ovviamente Goodreads!

Pubblicato in: mondadori, recensioni

Recensione “Loveless” – Alice Oseman

Titolo: Loveless
Autore: Alice Oseman
Genere: Contemporaneo, Scolastico, FF
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 9,99€
Link all’acquisto: Loveless

SINOSSI

Georgia ama le storie d’amore. Tutte. Da sempre. E crede nella magia dell’amore raccontata nei film, nei libri e nelle fanfiction romantiche da cui è ossessionata. Eppure, a diciotto anni, non ha mai baciato nessuno e non ha mai avuto nemmeno una cotta di quelle folli. Ma, come le dicono i suoi migliori amici Pip e Jason, prima o poi anche lei troverà la persona giusta. Così si dice, no? L’inizio dell’università, in una città che non conosce, lontana da casa, sembra l’occasione perfetta: incontrerà persone nuove, vivrà nuove esperienze e finalmente anche lei imparerà a godersi le farfalle nello stomaco di cui parlano tutti. E poi Georgia ha un piano. Con l’aiuto della sua esuberante compagna di stanza Rooney, che come lei ha una passione smisurata per Shakespeare, riuscirà a realizzare il suo sogno, forse. Ma quando finisce in mezzo a una personalissima commedia degli errori che crea il caos tra i suoi amici di sempre, Georgia inizia a domandarsi perché l’amore sembri così facile per tutti tranne che per lei. Quando poi le appioppano definizioni mai sentite come asessuale o aromantica, incertezza e confusione aumentano a dismisura. Che sia davvero destinata a restare senza amore? O forse, per tutti questi anni, si è tanto affannata a inseguire la cosa sbagliata? E poi, chi lo dice che quello romantico, alla fine, sia l’unica forma possibile di vero amore? Una storia delicata e intensa di identità e accettazione che farà breccia nel cuore dei lettori e che conferma il talento cristallino di Alice Oseman, un’autrice dalla voce rara e autentica.

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Georgia ama l’amore, sogna l’amore, vive d’amore. Il tutto in linea teorica, però. Perché Georgia non si è mai innamorata. Credeva di averlo fatto, in passato. Più che altro lo sperava perché, dai, tutti si sono presi almeno una cotta al liceo! E invece nulla. Anzi: peggio di nulla; perché a Georgia provare a rendere fisico qualcosa immaginato, dà realmente il voltastomaco.
Eppure, nonostante questo, la nostra protagonista vorrebbe davvero con tutto il cuore innamorarsi. Alla questione fisica… Ci penserà poi!

«Alla fine, era quello il problema dell’amore. Era così facile romanticizzarlo perché era ovunque. Nella musica e in TV e nelle foto con i filtri di Instagram. Era nell’aria, fonte frizzante di possibilità infinita. Era nelle foglie autunnali, nelle porte di legno fatiscenti, nell’acciottolato consumato e nei campi piene di denti di leone. Era nello sfiorarsi di mani, nelle lettere scritte di getto, nelle lenzuola stropicciate e nella luce dorata poco prima del tramonto. Uno sbadiglio soffice, una risata mattiniera, due paia di scarpe allineate accanto alla porta. Uno sguardo dall’altro lato della pista da ballo. Vedevo tutto questo, tutto il tempo, tutto intorno a me, ma quando mi avvicinavo restavo a mani vuote. Come fosse un miraggio.»

Georgia vorrebbe così tanto trovare il suo “felice e contenta” che fa tenerezza, ma siamo sicuri che serva davvero l’amore romantico per avere questo finale idilliaco?
Lei all’inizio ne è certa. Ma del resto chi non lo è? Chi non cerca, non aspetta, non spera nel vero amore? Colui o colei che vedrà in noi quel qualcosa che ci rende speciali, colui o colei in cui noi vediamo ciò che rende speciale quella persona. Qualcuno per cui siamo unici e che ci ami sopra tutto e tutti e quel qualcuno per cui proveremo lo stesso.
Del resto, quante volte, se in amore ci va male, sentiamo la frase: “Devi avere pazienza, sicuramente arriverà la persona giusta per te”? Fin troppe. E così Georgia aspetta e cerca. Con i suoi più cari amici – Pip e Jason – al fianco si sente pronta a dire addio al liceo e ad affrontare il primo anno di università. Con loro vicino fa tutto meno paura.
Già dal primo instante, però, il Destino sembra divertirsi a mescolare le carte e Georgia, invece che in una stanza singola al “castello” come i suoi due amici, si ritrova in una stanza doppia in un altro edificio di cui è composta l’università.
La sua compagna di stanza è Rooney e fin da subito si dimostra il suo opposto: allegra, ciarliera e decisamente disinibita per quanto riguarda il sesso. Magari, pensa Georgia, lei potrà aiutarla a trovare la persona giusta, una persona tanto esperta e capace di fare amicizia riuscirà in questa impresa… O forse no? Forse anche Rooney non è ciò che fa vedere.
Georgia troverà poi un aiuto inaspettato in Sunil, il suo “genitore universitario” che le mostrerà quante vie diverse esistono nell’amore.
Avrei dato a questo libro il massimo dei voti anche solo per la scelta coraggiosa del descrivere di una tematica praticamente assente nella letteratura, ovvero l’asessualità, e dopo averlo letto continuo a volerglieli dare lo stesso.
Non è un libro perfetto, e forse non tutti coloro che fanno parte del mondo degli aroace si ritroveranno in Georgia e nelle sue scelte – del resto però questo capita anche con le eroine dei romance – ma lo ritengo un buon punto di partenza per raccontare una sfumatura dell’arcobaleno che troppo spesso viene lasciata da parte.
Sarà che mi è piaciuto molto lo stile delicato dell’autrice; sarà che, a volte, sembrava parlasse direttamente a me; sarà quello che volete, ma mi sono trovata davvero assorbita dalla narrazione.
Ogni personaggio descritto mi ha lasciato qualcosa. Pip, Jason, Rooney, Sunil e la stessa Georgia, la quale si metterà davvero in grossi guai per capire se stessa rischiando di perdere tutto quello che ha di più caro. Ma a volte l’unico modo per capire cosa è davvero importante è vederlo allontanarsi.
Un romanzo toccante e assolutamente da leggere.

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