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Recensione in anteprima “Consegna notturna” – Marshall Thornton

Marshall Thornton (1)

Titolo: Consegna notturna
Autore: Marshall Thornton
Serie: Pinx Video Mistery #1
Genere: Mistery
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Consegna notturna

SINOSSI

È il 1992 e Los Angeles brucia. Noah Valentine, il proprietario del videonoleggio Pinx Video a Silver Lake, nota che gli incendi hanno danneggiato in modo grave il negozio di apparecchi fotografici del suo vicino, Guy Peterson.
Dopo la fine della rivolta di Los Angeles, Noah decide di fermarsi a casa di Guy per ritirare delle videocassette che l’altro non ha ancora restituito, ma trova la famiglia dell’uomo che si sta spartendo i suoi averi. Guy è davvero morto nell’incendio del negozio? Noah e i suoi vicini del piano di sotto sospettano che a Guy Peterson possa essere successo qualcos’altro. Qualcosa di veramente sinistro.

Nel 2017 il romanzo ha vinto il Lambda Award nella categoria Gay Mystery.

Lady Marmelade2

Questo libro è stato un vero e proprio tuffo nel passato per me, figlia della fine degli anni ’70, che degli anni ’90 ha vissuto la sua piena età dell’adolescenza e innocenza.
Ricordo benissimo quegli anni: la scuola, le prime uscite con gli amici, le serate d’estate a mangiare gelato sui muretti della mia città…
La città in cui è ambientato il libro è la favolosa Los Angeles, una città che era così lontana per me a quei tempi; proibitiva da raggiungere, costosa, eccessiva, molto glamour e tutto quello che conoscevo di quella città l’avevo imparato da serie tv e film.
Mi ero innamorata di lei per colpa di un telefilm in particolare, un poliziesco ricco di romanticismo, tradotto in italiano in “Mai dire Sì”, con un giovanissimo Pierce Brosnan come interprete maschile. Sono sempre stata innamorata dei polizieschi, gialli, thriller e mistery, e le serie americane di quegli anni hanno contribuito a nutrire il mio amore per divise delle forze dell’ordine: ormai le ragazze del blog sanno che i polizieschi sono tutti miei!
Ricordo anche molto bene uno degli avvenimenti che sconvolse gli Stati Uniti in quell’inizio degli anni ’90, che mise a ferro e fuoco Los Angeles: il pestaggio da parte della polizia di un giovane afroamericano, Rodney King. King era un tassista che venne praticamente ridotto in fin di vita dai poliziotti. La sua aggressione, e la relativa sentenza che scagionò i suoi aguzzini, scatenò una serie di rappresaglie da parte della comunità afroamericana che la riteneva scatenata da motivi raziali.
Los Angeles ne uscì a pezzi e molte furono le vittime.
Il giovane protagonista di questo romanzo si trova proprio a vivere quei giorni, con tutta la preoccupazione di perdere il suo negozio di video noleggi, il Prinx Video.
Noah è il classico bravo ragazzo di provincia che giunge nella metropoli per trovare la sua strada.
Il destino gli fa incontrare un grande amore, venuto però prematuramente a mancare due anni fa, ma del quale non vuole mai parlare: all’inizio non capivo se per pudore, dolore o mancanza, ma mano a mano che la lettura proseguiva, la figura di Jeffer non era quella del santo come tutti credevano. Noah però non vuole rovinare la sua memoria con amici e parenti e tiene i suoi segreti solo per se stesso, come a voler seppellire il passato…
Noah rimane sempre nel vago, mentre leggevo ho fatto tutta una serie di supposizioni sul motivo della loro rottura e sul tipo di rapporto che i due realmente avevano, e che verrà rivelato solo alla fine del libro…
Noah al momento è single, sono appena finiti i gloriosi anni ’80, l’omosessualità non è più considerata uno stile di vita trasgressivo, ma la strada da fare è ancora molto lunga per quella che poi diventerà la grande comunità LGBTQ+.
Noah si è trasferito in una piccolo condominio dopo la perdita del suo ex, dove è circondato da vicini di casa che lo aspettano quasi tutte le sere per spettegolare sulle ultime novità, davanti a un bel bicchiere di vino e un pasto cucinato, non le schifezze da microonde con cui di solito si nutre. Marc e Luis sono una coppia, un po’ vicini di casa e un po’ fate madrine alla ricerca di un nuovo amore per Noah, e io li ho adorati! Pettegoli, sarcastici, sempre pronti ad accogliere Noah a braccia aperte e dotati di un senso dell’umorismo davvero fantastico. Che farebbe Noah senza quei due?

«Però ho trovato un po’ di tempo per continuare la nostra indagine,» continuò Marc.
«Oh, ti prego, non chiamarla così,» dissi, senza una vera ragione. Era quello che stavamo facendo, dopotutto.
«Non c’è un’altra parola per descriverla,» disse Marc.
«È solo che non mi piace come suona.»
«Da grande voglio essere come Angela Lansbury,» si intromise Leon.
«Ti ci vedo con un maglioncino e un giro di perle,» gli disse Louis.

Noah al momento non vuole rimettersi in gioco in amore, ci ha provato ma ancora non ce la fa ad andare oltre Jeffer. È uscito anche con un fotografo, il cui negozio è stato appena dato alle fiamme e vandalizzato. Noah è preoccupato per Guy, ancora non sa che ha perso la vita nell’incendio, ma una volta scoperto sente che qualcosa non quadra e si mette ad investigare sulla scomparsa del conoscente. Ovviamente si mette dei guai da subito e corre il rischio di essere addirittura accusato lui stesso dell’omicidio di Guy!
Noah non sa ancora di chi può fidarsi, beh di Marc e Luis è ovvio, ma del poliziotto che sembra pedinarlo sempre un po’ meno, soprattutto quando il poliziotto sembra essere etero ma se lo ritrova in tutti i locali per gay:

«Ci sono tizi che non vedono l’ora di parlarne. E poi ci sono altri che vogliono che tu faccia cose particolari ma chiedertele gliele rovinerebbe, quindi devi andare un po’ a tentoni.»
«Questo è diverso con una donna.»
«Davvero?»
«Non hai mai… con una donna?»
«Sono medaglia d’oro di frociaggine.»

Noah non sa in che guaio si è cacciato, non capisce davvero cosa voglia il poliziotto da lui, ma forse è l’unico di cui si piò fidare:

Fino a quel punto, ero stato sicuro che O’Shea facesse parte dei cattivi. Ora non ne ero così certo. Cioè, sembrava che stesse facendo la cosa giusta. Ma non potevo fare a meno di temere che fosse un tranello.

Il romanzo è scritto davvero molto bene, è scorrevole e invoglia alla lettura;  l’attenzione è sempre puntata su Noah e la sua indagine. Non ci sono scene di sesso, anzi al momento non c’è nessuna storia d’amore all’orizzonte tanto che non vedo l’ora di vedere dove ci porterà la serie, visto che è tutta incentrata su Noah e i guai in cui si caccerà e ho il presentimento che rivedremo ancora il bel poliziotto tenebroso O’Shea.
Un m/m insolito, incentrato davvero solo sui misteri da risolvere che non smettono di scervellare il povero Noah! La presenza quelle due sagome di Marc e Luis da una marcia in più, ma è Noah che mi ha commosso e spiazzato fino alla fine. Però non sarò certo io a svelarvi i suoi segreti, a rivelarvi chi c’è dietro alla sparizione di Guy, ricordate solo che nulla  e nessuno è davvero come sembra…

4.5


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Pubblicato in: dark zone, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Victorian Solstice 2” – Federica Soprani & Vittoria Corella

Federica Soprani & Vittoria Corella (1)

Titolo: Victorian Solstice 2
Autore: Federica Soprani & Vittoria Corella
Serie: Victorian Solstice #2
Genere: Storico, Mistery, Noir
Casa Editrice: Dark Zone
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Victorian Solstice 2

SINOSSI

Londra 1891: Jericho Shelmardine, il medium più chiacchierato di Londra, e Jonas Marlowe, ex ispettore di Scotland Yard, sono soci nell’agenzia investigativa J&J Investigations.
Quando il Visconte di Chelsea e la sua innamorata Boudicca Lovelace si presentano da loro chiedendo aiuto per fuggire da Londra e coronare il proprio sogno d’amore, i due investigatori non possono sapere che si ritroveranno invischiati in una guerra senza quartiere tra la più potente organizzazione criminale dell’East End e la cellula più oscura e subdola dei servizi segreti britannici. Ma loro sono abituati alle sfide impossibili.
Come quando Mary Kelly, prostituta di Whitechapel, offre loro tutti i suoi risparmi per ritrovare il mostro di cui è innamorata, l’Orco. Dal passato di Jonas riemerge una vecchia conoscenza, Harper McLeay, e la trama s’infittisce, fino a un epilogo degno di un romanzo gotico. Ma chi sceglierà alla fine la bella tra il mostro e l’eroe?
Jonas e Jericho, paladini dei perduti, custodi dei dimenticati, sono rassegnati a dover fronteggiare solo casi insoliti. Ma forse è l’unico modo che hanno per pareggiare i conti col passato e costruire un nuovo futuro, insieme.

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Siamo a Londra nel maggio del 1891 e ritroviamo Jericho Marmaduke Sherlmardine e Jonas Marlowe all’incirca dove li avevamo lasciati. Jericho continua a fare il Medium in concomitanza con l’attività investigativa avviata con Jonas, che è un ex poliziotto. Vivono insieme in una casa che chiamano “la Fine Del Mondo” e non passa molto prima che casi complicati e situazioni oscure si presentino alla loro porta, costringendoli a intervenire sperando di uscirne vivi.
Non voglio svelarvi troppo della trama, perché è davvero molto articolata e per capire tutto bisogna solo leggere e seguire attentamente ogni passaggio. Ci sono anche tanti personaggi e, lo ammetto, a volte ho fatto fatica a ricordare tutti i nomi e ad associarli a un determinato evento. Ho avuto difficoltà soprattutto all’inizio, perché davvero vengono nominati tantissimi personaggi, dando tanti titoli che probabilmente nell’intento delle autrici serviva a semplificare la vita al lettore, ma a me hanno solo confuso ancora di più le idee.
Una volta che però sono riuscita di nuovo a entrare in sintonia col modo accurato di scrivere di queste due autrici, che risulta essere sempre estremamente evocativo e accattivante, la storia è proseguita in maniera molto più scorrevole e sono stata risucchiata dalle varie situazioni e dalle vicende che si svolgono, sia di suspance che tra Jericho e Jonas.
I due, infatti, hanno ancora tante cose da risolvere e soprattutto Jonas ha difficoltà a lasciarsi andare. Questo aspetto, se da una parte mi ha spinto a voler entrare nel libro a dirgli di darsi una mossa, dall’altro l’ho trovato molto coerente, soprattutto col periodo storico in cui si svolgono le vicende e col passato dell’uomo, che vede la defunta moglie come protagonista. D’altro canto, Jericho può sembrare più noncurante e a suo agio nella sua stessa pelle, ma in realtà anche il Medium ha tantissime cose da risolvere e fantasmi da scacciare.
Non sono due personaggi semplici, ma è proprio questo a rendere tanto affascinanti questi due uomini.
Plauso allo stile delle autrici, che se nel primo volume, “Victorian Solstice”, mi era parso migliorare di storia in storia, qui si mantiene costante e sempre bilanciato, regalando una narrazione fluida ma a tratti ridondante.
Un romanzo, anche in questo caso, estremamente affascinante e pieno di situazioni accattivanti. Due personaggi che è difficile dimenticare e una storia che tiene incollati alle pagine.
Se avete amato il primo volume, non potete di certo farvi scappare il seguito!

4


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Recensione in anteprima “Il caso del vignaiolo vorace” – Tara Lain

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Titolo: Il caso del vignaiolo vorace
Autore: Tara Lain
Serie: I misterio di Middlemark #2
Genere: Contemporaneo, Mistery, Suspance
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,29€
Link all’acquisto: Il caso del vignaiolo vorace

SINOSSI

Nel posto da cui viene Bo Marchand, gli uomini gay sono scapoli impenitenti che non hanno mai trovato la donna giusta. Adesso, però, Bo è un affermato viticoltore della costa centrale della California, ha l’intera famiglia arrivata dalla Georgia da mantenere e l’unica cosa che desidera davvero è l’affascinante e misterioso Jeremy Aames.
Il vigneto di Jeremy è minacciato dalla concorrenza di Ernest Ottersen, il viticoltore vorace che sembra essere a conoscenza dei suoi segreti di miscelazione e che riesce a soffiargli tutti i clienti. Bo cerca di aiutare Jeremy, arrivando al punto di fornirgli un alibi quando Ottersen viene ritrovato morto nella sua sala degustazione. Presto diventa chiaro che Jeremy non è chi dice di essere, e Bo deve decidere se vale la pena buttare all’aria la sua vita ordinata per un uomo che sembra non fidarsi di nessuno.
Mentre si scopre che gli integerrimi viticoltori della zona coltivano anche una natura dissoluta, la lista dei possibili colpevoli si assottiglia, fino a lasciare soltanto Jeremy. Quando Jeremy viene rapito, Bo dovrà decidere se saltare sul suo cavallo bianco e salvarlo oppure tornare a rinchiudersi nel suo armadio dorato.

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Ero molto curiosa di leggere questo secondo volume, il primo (“Il caso dello studioso seducente“) mi era piaciuto molto sia dal punto di vista della trama che dei personaggi: purtroppo questo secondo capitolo non è stato altrettanto coinvolgente.
È scritto bene, la parte suspense c’è, soprattutto riguardo al personaggio di Jeremy, ma c’è stato qualcosa che non mi ha convinto del tutto, e sto parlando di Bo:

“…era andato da uno psicologo che gli aveva detto che aveva un’alternativa e che doveva imparare a riconoscere le sue scelte. E lui lo aveva fatto: aveva scelto di diventare l’uomo che la sua educazione gli chiedeva di essere.”

L’ho trovato un personaggio un po’ pesante; per tutto il libro non si capisce se prima o poi farà coming out con la famiglia, che ho odiato dalla prima all’ultima pagina! Un’accozzaglia di parassiti che gli vivono alle spalle e che non alzano nemmeno il sedere dal divano per aprire la porta: su tutti avrei dato quattro calci nel sedere alla madre! Lei si crede una gentildonna del sud, per me è una scroccona senza speranza! La fissa di dover trovare moglie al figlio rasenta il ridicolo e lo rende davvero sconsolato, non sa più che pesci pigliare per sfuggire agli appuntamenti al buio:

“Sono triste perché vivo la mia vita seguendo le regole di qualcun altro. Ecco. Questa è la verità”

Va beh, alla fine Bo ha i suoi motivi per essere così spaventato dall’uscire allo scoperto, lo capisco, davvero, ma ho trovato troppe ripetizioni riguardo al motivo per cui non può dichiararsi al mondo. Forse con qualche taglio nel testo la lettura sarebbe stata meno pesante.
L’ambientazione è davvero carina, mi sta quasi vendendo voglia di andare al supermercato a cercare qualche vino californiano da provare.
Ci sono molti personaggi che gravitano intorno a Bo e Jeremy, tutti ben inquadrati, tutti con qualche scheletrino nell’armadio: quello Bo a confronto di quello di Jeremy è nulla a confronto!
Chissà perché Jeremy è tanto restio a farsi fotografare e si costringe a vivere mezzo isolato tra i boschi?
Il ragazzo sta scappando da qualcuno di molto pericoloso e potente del suo passato.
Bo e Jeremy dovrebbero essere rivali in affari, sono entrambi proprietari di una cantina con annesso ristorante, invece hanno lasciato tutti a bocca aperta visto che sono stati da subito in sintonia e hanno stretto un’amicizia autentica.
Oddio, anche l’attrazione tra i due è palpabile, anche se Bo fa di tutto per non cedere al desiderio; manda continui segnali contrastanti al povero Jeremy, il suo modo di fare e parlare sembra uscito dal set di “Via col vento”, e casa sua sembra Tara 2 la vendetta!
Usa dei modi di dire davvero molto buffi, un mix che fa di lui un campagnolo sexy/imprenditore:

Wow. Mi manca il respiro. La sensazione che lo invadeva sempre quando era in compagnia di Jeremy, quella di avere due cervelli, ebbe il sopravvento. Una metà gli urlava Avvicinati e bacialo, mentre l’altra lo immobilizzava come se fosse congelato… “V-vorrei poterti dire che mi prenderò cura di te e non lascerò che nessuno ti faccia mai più del male. Vorrei riuscire a essere qualcuno di diverso, un uomo che non ha paura di essere… sé stesso.”

Jeremy è sotto tiro incrociato: ha il terrore che il suo passato stia tornando per riportalo a casa e il suo futuro è in pericolo perché qualcuno sta cercando di rovinarlo. Ma ci sarà davvero Ottersen dietro a tutto? Anche Erza non mi è mai piaciuto a dire la verità, ma non credo che sia lui a manovrare i fili, come mi puzzano anche i collaboratori di Bo e Jeremy…
Insomma per me nessuno la racconta giusta!
C’è davvero tanta carne al fuoco e parecchie persone di cui dubitare: ci ho preso col passato di Jeremy, sono andata vicino a capire chi fosse l’assassino, ma la causa della morte mi era proprio sfuggita!
Questo mi ha facilitato la valutazione del romanzo, perché anche se non mi ha preso come il primo, alla fine non potevo dargli un giudizio meno di quello che ho dato.
Alla fine Jeremy era solo la scusa che ci voleva per far tirare fuori la testa dalla sabbia a Bo e il timore di perderlo ha dato l’ultima spinta. Jeremy ha parecchie cose da raccontate da Bo, che gli ha nascosto, perché l’unica che non gli ha mai nascosto è che da subito ha voluto solo lui:

“Sono un uomo responsabile, malgrado tutte le prove del contrario, e voglio dimostrartelo.
Voglio dimostrarti che posso prendermi cura del tuo cuore.”

Quasi dimenticavo! Ci sono anche Blase e Llewellyn in questo libro e hanno deciso di festeggiare il loro matrimonio proprio da Bo! Un altro elemento che  mi ha aiutato nella valutazione, anche se h sentito la mancanza di quelle tre palle di pelo che Llewellyn ha a casa!

4


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Recensione in anteprima “Il fantasma non ha pagato il conto” – Josh Lanyon

Titolo: Il fantasma non ha pagato il conto
Autore: Josh Lanyon
Serie: Il fantasma dai calzini gialli #2
Genere: Contemporaneo, Mistery, Suspance, Gap Generazionale
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Il fantasma non ha pagato il conto

SINOSSI

Vivere e disegnare a Los Angeles.
L’artista Perry Foster, che adesso vive a L.A. insieme all’ex Navy SEAL Nick Reno, va in soccorso dell’eccentrico Horace Daly, leggendaria star di film classici dell’orrore come Perché non muori, mia dolce? e Sette spose per sette demoni.
Horace è l’anziano proprietario del celebre ma ora fatiscente Angel’s Rest, hotel di Hollywood che si vocifera essere infestato da fantasmi. Ma per quanto ne sa Perry, la cosa più inquietante di quel posto sono i folli residenti, uno dei quali pare determinato a calare il sipario per sempre su Horace e su chiunque gli metta i bastoni tra le ruote.

Slanif2

Avevamo lasciato Perry Foster e Nick Reno alle prese col loro rapporto nascente e li ritroviamo dieci mesi dopo nella loro nuova routine a Los Angeles, dove si sono trasferiti dal Vermont.
Nick fa l’investigatore privato, è spesso fuori casa e lascia Perry solo a lungo. Questo lo porta a domandarsi se il ragazzo sia davvero felice con lui, e le preoccupazioni che cerca di scacciare ogni volta si presentano (soprattutto quelle dovute alla loro differenza d’età, che è di dieci anni), ritornano più forti che mai facendolo dubitare.
Perry, tuttavia, è completamente disinteressato al fatto che passa lunghe giornate da solo. A lui interessa solo stare con Nick e di portare avanti la scuola d’arte e i bozzetti dell’Angel’s Rest, un vecchio hotel di Hollywood che sta cadendo in rovina, nonostante sia ancora abitato dal suo eccentrico proprietario Horace Daly e da alcuni affittuari.
È proprio mentre sta dipingendo l’edificio decadente che il giovane sente un grido e corre in soccorso della persona in difficoltà.
Tutto si aspettava meno che di trovarsi davanti proprio Mr. Daly e tre uomini dai lunghi mantelli neri e le maschere da teschio.
Perché stanno aggredendo l’uomo? Che cosa vogliono?

Persino dopo dieci mesi insieme, quella… come diamine poteva chiamarla? Dolcezza senza riserve forse sembrava un’espressione melensa, ma era vero che c’era una sorta di sincerità, di generosità nelle reazioni di Perry.
Quella dolcezza faceva sentire il cuore di Nick troppo grosso per il suo petto. Gli chiudeva la gola tanto da non riuscire spesso a dire le cose che voleva dire, cose che Perry meritava di udire.
Ti amo. Amarti così tanto mi spaventa.

Ho recensito da pochissimo il primo volume della serie, “Il fantasma dai calzini gialli” (qui la nostra recensione), appassionandomi molto alla storia e ai suoi personaggi. Pertanto sono stata molto felice di poter leggere così presto il seguito, che in America è uscito a ben dieci anni di distanza dal precedente.
È stato bello ritrovare Perry e Nick, e vedere come abbiano fatto passi avanti nella loro storia. Come, nonostante le differenze caratteriali, quelle dovute alle esperienze di vita e all’età, siano più innamorati che mai e cerchino di venirsi incontro quanto più possibile.
Mi è piaciuto soprattutto lo spirito di Nick sull’essere bendisposto a capire le esigenze di Perry, di molti anni più giovane, cercando di placare gelosie e ansie per la felicità del giovane.
Anche la parte investigativa è ben strutturata e avvincente, e i personaggi che la animano sono i più disparati; bizzarri e sopra le righe in pieno stile Lanyon.

C’era qualcosa nel modo in cui Perry lo guardava, come fosse convinto che non esistesse nulla che non potesse sistemare, nessun problema che non potesse risolvere. Nick non avrebbe voluto mai smettere di essere guardato in quel modo.

L’unica cosa che mi ha convinto poco è stato il finale, che mi è parso un poco frettoloso. Mi è sembrato come se la Lanyon avesse un po’ fretta di chiudere, quando invece all’inizio era molto più dettagliata e completa, nel modo in cui questa talentuosissima autrice ci ha abituate. Qualche pagina in più, e magari un epilogo più “personale” per Perry e Nick, lo avrei gradito.
Avrei gradito anche che il grosso ex Navy SEAL dicesse qualche parola in più circa i suoi sentimenti, ma si sa che i personaggi della Lanyon ci devono sempre far sudare quelle magiche paroline (Jake Riordan vi dice niente?)!
Non so se è previsto un seguito, ma in tal caso spero di non dover aspettare dieci anni per poterlo leggere, perché questi due mi piacciono un sacco e spero in un epilogo felice anche per loro!

4


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Recensione in anteprima “Dim Sum Asylum” – Rhys Ford

Titolo: Dim Sum Asylum
Autore: Rhys Ford
Genere: Paranormal, Urban Fantasy, Mistery, Suspance
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,27€
Link all’acquisto: Dim Sum Asylum

SINOSSI

Benvenuti al Dim Sum Asylum, il Manicomio dei Dim Sum, in una San Francisco dove un caso è noioso e banale quando la polizia deve inseguire una statuetta alta mezzo metro con degli impressionanti baffi alla Fu Manchu, che è scomparsa da un santuario e se ne corre in giro per Chinatown lasciandosi dietro una scia di magia sessuale e caos.
Roku MacCormick, ispettore della divisione Crimini Arcani di Chinatown, deve affrontare una quantità di sfide che vanno ben al di là del suo retaggio umano-faerie, dei draghi ringhianti che stanno a guardia dei portali di C-Town e dell’esplosione di una fabbrica di noodle. Infatti, oltre alle interferenze di una famiglia mafiosa che vuole tenere a distanza e a un serial killer esperto di incantesimi che deve assolutamente trovare, dopo un caso andato a rotoli, a Roku tocca accollarsi Trent Leonard, un nuovo partner di cui non si può ancora fidare.
Anche se preferirebbe restarsene a casa con Bob the Cat a riempirsi di whiskey fino ad addormentarsi, ogni giorno Roku indossa distintivo e pistola, deciso a servire e proteggere la città che ama. Quando l’oscuro e sotterraneo mondo magico di Chinatown rende la sua vita un inferno e il caso su cui lavora si rivela letale, è Trent che bada a coprirgli le spalle e, a detta del suo nuovo partner, anche a guarire il suo cuore. Per Roku, però, Trent è pericoloso quanto i mostri e i criminali che hanno giurato di abbattere.

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Dopo che avevo perso John e le bambine, la vita sembrava più facile quando la vivevo al limite. Correvo più rischi di quanto avrei dovuto, mi spingevo più oltre di quanto ce ne fosse bisogno.

Dim Sum Asylum” è il primo libro di Rhys Ford che leggo. Avevo spesso sentito parlare di quest’autrice e quando mi si è presentata l’opportunità di leggere una sua storia, specialmente perché fantasy, non ho potuto rifiutare in alcun modo. Sono rimasta affascinata dal nuovo mondo creato dalla Ford: draghi, faerie e golem che prendono vita grazie alla magia. Intrighi e misteri popolano la città di San Francisco, specialmente nella divisione Crimini Arcani del Manicomio dei Dim Sum, dove Roku lavora come ispettore.
I due protagonisti sono personaggi davvero singolari. Roku, per metà faerie e metà umano, è circondato da un’aura di magia intrigante, oltre che caratteristiche fisiche piuttosto eccitanti. La sua capacità di cacciarsi nei guai e riuscire a salvarsi le metaforiche ali ogni volta, è incredibile. Quando Trent diventa il suo nuovo partner, le origini di Roku vengono a galla, strabiliando il lettore con nuovi intrighi e personaggi interessanti.

Avevo troppo rumore di fondo nella testa, ma una cosa era certa: non importava cosa sarebbe accaduto quel giorno, non avrei abbandonato Trent. Era una bizzarria perfino più di me, ma per qualche strana ragione ingranavamo, con lui lavoravo meglio di quanto avessi mai fatto con chiunque altro.

Anche il personaggio di Trent nasconde segreti e aspetti che vi stupiranno. La sua personalità pacata e la sua presenza così insolita sono solo alcuni degli aspetti che ho amato di questo personaggio.
Un tratto che ho apprezzato molto in entrambi sono i loro occhi. Non vi anticipo nulla, perché è importante che scopriate cosa si cela dietro di essi. Vi dico soltanto che se inizialmente Trent vi appare quasi scialbo, non disperate, nasconde numerose sorprese.
Uniche due pecche dell’intera storia sono le eccessive descrizioni, che in alcuni momenti allontanano l’attenzione del lettore dagli eventi, e la mancanza di un glossario iniziale. La storia ha una terminologia a sé stante, che rende originale il tutto, ma si ha qualche difficoltà, soprattutto nella parte iniziale, nel comprendere di quali creature si sta parlando.
Mi è piaciuto poter scoprire alcune cose nel corso della storia, soprattutto dettagli riguardanti il passato dei protagonisti. Roku è una continua sorpresa e alcune piccole chicche, come Bob The Cat, sono davvero simpatiche. Altre, molto più macabre, donano sfumature diverse alla storia.

Alla fine buttai fuori il fiato che avevo trattenuto. “Ti piace troppo assassinare la gente.”
“Mi piace sapere che delle persone moriranno perché io dico che dovrebbero morire,” mi corresse lui dandomi una pacca sulla spalla. “C’è una differenza. Questo non cambierà, ma io suggerisco che tu prenda in considerazione quello che ho da offrirti. Di tutti i miei possibili candidati, sei quello che va più vicino a pensare come me.”

Un mistery ricco di suspense e colpi di scena emozionanti e inaspettati. Davvero una bella lettura.

4


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Recensione “Sulle tracce della Rosa-Croce” – Abigail Roux

Titolo: Sulle tracce della Rosa-Croce
Autore: Abigail Roux
Serie: Sidewinder #2
Genere: Contemporaneo, Mystery, Suspance
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Sulle tracce della Rosa-Croce

SINOSSI

Quando Nick O’Flaherty raggiunge la scena di un duplice omicidio e ci trova un testimone oculare, pensa che quello sia il suo giorno fortunato. Ma non appena scopre che il testimone soffre di un’amnesia così seria da non riuscire neppure a ricordare il proprio nome, rimpiange di non aver seguito l’istinto e di non essersi preso una vacanza.
Poi il suo fidanzato ed ex componente della squadra di Ricognitori di cui facevano entrambi parte, Kelly Abbott, lo raggiunge a Boston e Nick si ritrova con le mani un po’ piene, mentre il caso e la sua vita privata collidono. Il testimone, che lui stesso ha ribattezzato “JD”, è pedinato da Julian Cross, un ex sicario della CIA. Per complicare ulteriormente le cose, JD sviluppa una sorta di attaccamento verso Nick che lui fatica a non corrispondere, mentre indaga per scoprire la sua vera identità.
Mentre tentano di capire se JD è un amico o un nemico, le indagini sul crimine li portano sulle tracce di un mistero molto più vecchio. Quando qualcuno tenta più volte di eliminarli, Nick è costretto a prendere come alleati alcuni vecchi nemici per risolvere un crimine di cento anni prima ed evitare che lui e Kelly finiscano a loro volta sui libri di storia.

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È impossibile non fare un paragone tra “Sidewinder” e “Armi & Bagagli”. Abigail Roux ha unito le due serie, alternando anche personaggi esterni come Julian e Cameron.
Si nota molto il distacco tra il primo volume della serie e questo secondo. Mentre il primo è incentrato sul rapporto tra Nick e Kelly, dando per la prima volta più importanza a Kelly, qui si torna ad avere Nick come personaggio principale.
Le indagini occupano la gran parte della storia. Intervengono molti personaggi, alcuni già conosciuti nello stand alone “La croce del guerriero” e nella serie in “D’amore & D’accordo”, altri ancora sconosciuti.
Qui, per la prima volta, vediamo Nick in azione. Alle prese con “JD”, un testimone che ha perso la memoria e che è l’unico indizio per poter risolvere il caso di cui si sta occupando. Testimone a cui Nick si lega e che non riesce ad allontanare da sé, neppure quando Kelly torna a Boston, per trascorrere del tempo insieme. A complicare le cose, un ex sicario della CIA e sua vecchia conoscenza, pedina JD.
Il rapporto tra lui e Kelly per la prima volta si incrina, a causa di numerose incomprensioni. Per Nick è davvero difficile riuscire a gestire così tante cose simultaneamente.

«Stai cercando di rompere con me? Perché è quello che sembra.»

Al suo fianco, Kelly sarà un punto di riferimento. L’affetto che li unisce è unico e indistruttibile. A rendere vero il loro rapporto non è tanto il poco tempo trascorso insieme come coppia, ma gli anni passati a proteggersi l’un l’altro. Rispetto al primo volume della serie, vediamo meno scene riguardanti esclusivamente loro due ed il loro rapporto, poiché sono messi in risalto aspetti del carattere di Nick finora sopiti. La complicità che li lega e l’ammirazione di Kelly nei confronti di Nick sono aspetti fondamentali nel loro rapporto, su cui l’autrice pone un’attenzione particolare.

“Kels,” sussurrò, quasi con reverenza. Il modo in cui lo guardò negli occhi, l’amore e la devozione così chiari nel suo sguardo, era qualcosa che notava ogni volta che si toccavano, ogni volta che facevano l’amore. Non l’aveva mai visto guardare qualcun altro allo stesso modo.

Il finale lascia in sospeso numerosi quesiti, che apriranno la strada al terzo volume della serie.
È una storia di avventura e mistero, divertente in alcuni momenti e dolce in altri.

4

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Recensione “Il fantasma dai calzini gialli” – Josh Lanyon

Titolo: Il fantasma dai calzini gialli
Autore: Josh Lanyon
Serie: Il fantasma dai calzini gialli #1
Genere: Contemporaneo, Mistery, Suspance, Gap Generazionale
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il fantasma dai calzini gialli

SINOSSI

Dopo un disastroso weekend romantico, il timido pittore ventenne Perry Foster scopre che le cose possono sempre andar peggio quando, di ritorno da San Francisco, trova il cadavere di un uomo nella sua vasca da bagno.
Un cadavere con addosso un giubbotto sportivo alquanto brutto… e dei calzini abbinati.
Perry non ha idea di chi sia il defunto, ma la cosa non gli è di gran conforto.
Come ha fatto un uomo morto mai visto prima a finire nel suo appartamento chiuso a chiave presso l’isolato Alston Estate, nelle selvagge profondità del Vermont? Perry chiederà aiuto all’alto, ombroso e ostile ex Navy SEAL Nick Reno…
Ma Reno è davvero ciò che sembra?

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Perry Foster ha ventitré anni, l’asma e una storia d’amore appena naufragata. Una di quelle nate su internet, con un tizio di nome Marcel che vive a San Francisco.
Il giovane ha speso tutti i tuoi risparmi per volare fin lì dal Vermont, e quando arriva, beh… Non va esattamente come si era aspettato.
Così, quando rientra all’Alston Estate, la pensione in cui vive da circa un anno, l’ultima cosa di cui ha bisogno è di trovare il cadavere di un uomo con un’orrendo giaccone a quadri e dei calzini giallo canarino nella sua vasca da bagno.
Chiedere aiuto alla variegata e disfunzionale combriccola di altri condomini è immediato, per il giovane, che si ritrova letteralmente a iperventilare di fronte al più recenti degli acquisti della pensione: Nick Reno.
Ex Navy SEAL, Nick ha appena firmato le carte del divorzio da sua moglie Marie e l’ultima cosa di cui ha bisogno è che il tizio dell’ultimo piano, il suo dirimpettaio, gli dia il tormento con le sue stupidaggini.
Quando però scopre che è coinvolto un cadavere, l’istinto forgiato in oltre dieci anni di servizio prende il sopravvento e si ritroverà a salire in casa di Foster, per verificare la situazione.
Quello che trova non è quello che si era aspettato, ed è solo l’inizio.
In un susseguirsi di corpi ritrovati in posti improbabili e complice la misteriosa storia della casa arrivata direttamente dagli anni del Proibizionismo, Perry e Nick si ritroveranno a cercare il colpevole.
Riusciranno a risolvere il mistero e a scoprire come l’assassino riesce a muoversi indisturbato e senza essere visto nella vecchia pensione scricchiolante?
E nel mentre: finiranno per innamorarsi o le differenze tra loro saranno insormontabili?

Era Nick. Come la risposta a una preghiera. Era forza e calore e sicurezza e tutto quello che aveva sempre desiderato nella forma di un essere umano.

Come sempre, il romanzo è un mix di mistery e sentimenti, nel puro stile Josh Lanyon.
Ammetto che in questo ho trovato un bilanciamento migliore della cosa, rispetto alla sua serie più famosa “Adrien English”, sia per la questione del doppio punto di vista che aiuta a capire meglio entrambi i personaggi e a sentirli più vicini, sia perché appunto c’è un maggiore spazio alla parte più romantica della storia.
Probabilmente il fatto che i due vivano nello stesso posto, al contrario di Adrien e Jake, aiuta.
Probabilmente aiuta anche il fatto che questo sia di sette anni più “giovane” del primo della serie sopracitata, e che nel frattempo l’autrice abbia trovato il modo di giostrare meglio i due aspetti.
Ciò comporta che io abbia amato molto questo romanzo e i suoi protagonisti.
La parte mistery e di indagine è come sempre avvincente. Non assurda o fantasiosa, ma permette al lettore di fare le sue congetture e sentirsi coinvolto, e mi è piaciuto molto intuire chi è l’assassino e vedere confermata la mia ipotesi.
Ma anche i personaggi stessi, Nick e Perry, mi sono piaciuti e li ho apprezzati come coppia. Sono due persone profondamente diverse, ma che sanno bilanciarsi reciprocamente e che hanno ancora tanto da imparare l’uno dell’altro, ma di sicuro la volontà di farlo c’è e confido che sappiano trovare la strada giusta nella loro nuova vita.
Uniche due cose che non mi hanno convinta molto sono state il fatto che Nick chiami Perry “Ragazzino”, quando hanno solo dieci anni di differenza, e l’ex marine sia comunque un trentatreenne e non un cinquantenne.
La seconda cosa è il fatto che nel primo capitolo Nick usi termini dispregiativi contro l’orientamento sessuale di Perry, quando lui è altrettanto gay e ne è ben consapevole. Non come Jake Riordan della serie “Adrien English”, appunto, che è così tanto nascosto nell’armadio da non riuscire più a ritrovare l’uscita. Perciò, sapendo bene di essere gay, perché insulta Perry chiamandolo “Frocetto”?
Tralasciando ciò, è davvero un bellissimo romanzo e spero di poter leggere presto il seguito.

4.5

Pubblicato in: dark zone, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Victorian Solstice” – Federica Soprani & Vittoria Corella

Titolo: Victorian Solstice
Autore: Federica Soprani & Vittoria Corella
Serie: Victorian Solstice #1
Genere: Storico, Mistery, Noir
Casa Editrice: Dark-Zone Associazione Culturale
Prezzo: 0.99€
Link all’acquisto: Victorian Solstice

SINOSSI

Londra 1890: Babele, Gran Forno, Inferno e Paradiso. Capitale del Mondo Occidentale. Dai fasti di Buckingham Palace al Popolo del Sottosuolo, passando per lo sfavillante mondo della potente borghesia in ascesa. Delitti, intrighi, passioni, amore e morte. Il Crepuscolo di un’epoca, l’agonia del Lungo Ottocento che ha ormai perso la sua innocenza.
Jericho è un medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale.
Nella Londra Vittoriana l’Uomo Nero esiste davvero. I Mostri sono reali e hanno fame.
Per sconfiggerli ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione.
Dai bordelli per ricchi annoiati ai misteri della Londra sotterranea, dalla casa del vizio più pericolosa del West End, agli orrori di Whitechapel, un viaggio da incubo che parte dai sobborghi più infimi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra.
Una detective story vittoriana oscura e sensuale.

Slanif2

Jericho Marmaduke Shelmardine e Jonas Marlowe si incontrano per la prima volta in un contesto inusuale, eppure di gran voga in quel periodo nella Londra del 1890: una seduta spiritica in uno dei salotti bene della città.
Infatti, Jericho è un Medium, un Tramite con il mondo dei morti, e Jonas è un ispettore di Scotland Yard incaricato di dire al sensitivo di non interferire ancora con le indagini della polizia. Jonas è convinto che Jericho usi dei trucchi, e non ha nessuna intenzione di farsi imbrogliare dalle magie che riesce a compiere senza farsi scoprire dai meno attenti e gli affascinati spettatori dei suoi spettacoli.
Tuttavia, quello che doveva essere un breve incontro, si trasforma in una collaborazione insolita e a tratti quasi paradossale, che vedrà i due uomini indagare insieme in quattro diversi casi di omicidio.
Il romanzo è infatti suddiviso in quattro racconti distinti, che rappresentano le indagini, ma la storia personale dei protagonisti si dipana senza interruzione, abbracciando tutte le quasi quattrocento pagine del libro, in un susseguirsi di rivelazioni e risposte dal passato.

«Il risultato non cambia. L’amore conduce alla follia e la follia è solo un’altra faccia dell’amore.» 

Nel primo racconto, “La società degli spiriti”, vediamo Jonas e Jericho alle prese con il cercare di scoprire chi ha ucciso Lord Kynaston, stimato antropologo, ritrovato a brandelli nella sua biblioteca.
Tra bordelli nascosti in bella vista e Sirene spuntate direttamente da una favola, i due uomini si ritroveranno a dover fare i conti con una verità sconvolgente e a tratti macabra.
Possibile che le creature del mare possano camminare su questa terra?

«So che nasciamo soli, viviamo soli e moriamo soli» proferì Jericho. «Poco importa quanto possiamo credere di essere vicini a qualcuno. È solo un’illusione alla quale ci aggrappiamo per non soccombere alla disperazione.»

Nel secondo racconto, “La lega dei gentiluomini rossi”, dovranno scoprire che fine hanno fatto tutti quei giovani uomini scomparsi, che in comune hanno i capelli rossi e un aspetto piuttosto somigliante l’uno con l’altro.
Perché spariscono? Che fine fanno?
E cosa c’entrano il Duca di Beaufort e la giovane moglie-bambina Gwen in tutto questo?

Era un libro di carne e una pergamena vivente scritta con inchiostro d’acciaio, ferite infette e sangue secco.

Nel terzo racconto, “Il pozzo di carne”, vediamo il direttore del Circo Binewski, Kasimir, chiedere aiuto al suo vecchio amico Jericho per ritrovare Ansel, il figlio di una sua artista. Essendo lui il proprietario del Circo, quel bambino è anche un po’ figlio suo, ed è disposto a tutto pur di sapere che fine ha fatto e riportarlo a casa.
Dove sarà finito? E perché sembra che siano spariti tanti altri bambini zingari o orfani? Chi li prende? E per farci cosa?

«Lui va e viene da un mondo all’altro, ma appartiene a nessun dove.»

Nel quarto ed ultimo racconto, “I fantasmi dei Natali passati”, oltre a dover scoprire chi è che uccide i giovani prostituti omosessuali ritrovati agghindati come figure mitologiche in zone diverse della città, Jericho e Jonas dovranno fare i conti anche con i fantasmi del passato della vita di entrambi. Ritrovare conoscenze che credevano di non dover mai più affrontare e lasciare andare persone che hanno perso per sempre e a cui non credevano di poter dire addio.
In tutto questo, cos’è quel sentimento che li porta a gravitare l’uno intorno all’altro, a cercarsi e a capirsi, nonostante un rapporto così stretto e ambiguo sia a dir poco pericoloso, in quanto punibile con i lavori forzati e la prigione?
E chi sono Cristophe Safire e Valentina Casanova? Cos’hanno a che fare col passato di Jericho, e quanta influenza hanno sul suo presente?
Riuscirà Jonas a scoprire chi ha assassinato sua moglie Alice, omicidio per il quale è stato inizialmente accusato e per cui ha compromesso la sua carriera alla Yard?

«Due cuori spezzati non ne fanno mai uno intero. Fanno solo più cocci.»

In una cornice fatta di dissolutezze e vizi, quattro indagini si dipanano e vedono coinvolti Jericho e Jonas. Con atmosfere fumose e atteggiamenti misteriosi, seguiamo le indagini e la vita privata di questi due uomini che all’apparenza sono così diversi, eppure anime così affini.
Jericho Marmaduke Shelmardine è un giovane uomo con un passato misterioso. Ha molti segreti, molte cose che non può confessare, e un dolore profondo che muove ogni suo passo, nascosto dietro un atteggiamento dissoluto e ciarliero e un sorriso fasullo. Anche il suo presente è difficile, perché fantasmi del passato lo perseguitano e lo tengono incatenato loro, ma mi è piaciuto vedere l’evoluzione del personaggio, il distacco che riesce a costruire giorno dopo giorno e l’amore incrollabile che prova per Jonas che lo spinge a desiderare di tornare a sentirsi vivo.
Jonas Marlowe è il suo esatto opposto: un uomo limpido e integro, con una ferrea morale, che non si fa mai abbattere dal male e perseguisce sempre il bene. Anche se ha sofferto a causa delle accuse e della prematura scomparsa dell’amata moglie, anche se quel sentimento per Jericho lo spaventa, è anche fortemente intenzionato a dare giustizia ai meno fortunati e a vivere la vita secondo le sue regole.

Ricordi belli e soprattutto ricordi brutti.
Erano parte del suo essere, erano tutto ciò che gli restava. Nel momento in cui fossero svaniti, lui stesso non sarebbe stato che niente.
La presenza di Jonas Marlowe sembrava far sì che facessero meno male.

Victorian Solstice” mi ha conquistata sin dalle prime pagine, e una volta iniziato non sono più riuscita a staccarmi.
All’inizio, quando le autrici ci hanno proposto di leggerlo, ero un po’ titubante, perché non sono una grande amante dei romanzi storici e ne ho letti davvero pochissimi. Tuttavia, la trama investigativa mi affascinava e non ho saputo resistere, così ho detto alla nostra Admin di accettare e ho ricevuto il file.
Sono davvero felice di aver seguito il mio istinto, perché si è rivelata una piacevolissima lettura, fatta di indagini avvincenti, personaggi machiavellici e con una base male to male molto soft ma al contempo intensa.
Non aspettatevi grandi scene d’amore tra Jericho e Jonas, perché non ne troverete, ma riuscirete a respirare il loro nascente sentimento pagina dopo pagina.

C’erano state innumerevoli occasioni nelle quali potersi liberare da corde, catene o da una camicia di forza gli avrebbe fatto molto comodo. Ma alla fine il medium era giunto alla conclusione che esistesse un momento giusto per ogni cosa, l’occasione giusta per ogni incontro, per ogni addio. Un momento singolo e irripetibile, imprescindibile, negli oscuri disegni dell’universo. Era valsa la pena essere prigioniero per così tanto tempo, solo per imparare dal mado a essere libero. Il fatto che lui ora fosse in grado di liberarsi, perché il mago era vissuto, era morto ed era stato suo, anche se solo per un tempo tragicamente breve, aveva un senso.

Attraverso le strade di Londra, quelle meno lucide e con le strade piene di buche, con i vicoli puzzolenti e le carrozze cigolanti, verrete trasportati nel suo grigiore e nella sua anima, in un susseguirsi di personaggi profondamente disturbati e con una melanconia incurabile.
Molti sono infatti i disturbi mentali trattati, che affliggono le vittime, ma anche i carnefici. Oscure anime che, ormai perdute, si aggirano come fantasmi per le vie acciottolate e i vicoli bui rischiarati dalle luci fioche e giallastre.
Un romanzo dalle tinte noir, pieno di metafore e immagini suggestive, che vi consiglio assolutamente di leggere e assaporare, sentendovi trasportati in quelle stesse vie, camminando fianco a fianco con i due giovani protagonisti.

L’Apocalisse non era mai stata così dolce, l’inizio della fine così sublime. Da quel momento in poi, nulla avrebbe più potuto essere come prima. Avrebbero potuto essere tutto, o niente, ma lo sarebbero stati insieme, uno dell’altro.

Non do il massimo perché, dal primo racconto al quarto, si percepisce il cambio e la maturazione di scrittura, nonché di articolazione della parte investigativa. Infatti, questo romanzo era nato come quattro racconti separati, scritti in tempi diversi, riuniti poi sotto quest’unico volume. Questo non pregiudica assolutamente la godibilità della lettura, beninteso, ma forse mi sarebbe piaciuto una lieve armonizzazione in più.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: dreamspinner press, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Il caso dello studioso seducente” – Tara Lain

Titolo: Il caso dello studioso seducente
Autore: Tara Lain
Serie: I misteri di Middlemark #1
Genere: Contemporaneo, Mistery, Suspance
Casa Editrice: Dreamspinnerpress
Prezzo: 6,17€
Link all’acquisto: Il caso dello studioso seducente

SINOSSI

Il dottor Llewellyn Lewis ha una doppia vita: è allo stesso tempo un impacciato ma stimato professore di storia e l’appariscente Ramon Rondell, famigerato autore di sensazionalistiche teorie storiche. Ramon è il primo a mettere gli occhi su un irresistibile ballerino in un club, ma tocca a Llewellyn incontrare l’assistente universitario Blaise Arthur in un’occasione formale: la cena in onore di Anne de Vere, una discendente di Edward de Vere, diciassettesimo Conte di Oxford, sospettato da alcuni di essere il vero Shakespeare. Anne vuole che Llewellyn dimostri questa teoria, sebbene molti abbiano già tentato di farlo senza risultato, ed è pronta a fare una generosa donazione alla Middlemark University in caso di successo.
Per Llewellyn questa potrebbe anche essere l’occasione giusta per conoscere meglio Blaise.
Non tutti pensano che Llewellyn debba accettare l’incarico o il denaro. Tra fratelli in lite, mecenati rivali, colleghi gelosi e avidi amministratori, chiunque potrebbe tentare di sabotare la sua ricerca… e qualcuno è anche disposto a uccidere per riuscirci.
Quando Anne de Vere viene trovata morta, la polizia sospetta che sia Blaise l’assassino, e soltanto il timido, balbuziente professore che ha conquistato il suo cuore potrà provare il contrario…

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Questo libro è intriso di misero dalla prima all’ultima pagina; i colpi di scena sono ben calibrati e ad effetto assicurato e nessuno sembra essere chi vuole far credere che sia in realtà…
Troppo criptica secondo voi? Naaaaaah!
È davvero tutto studiato nei dettagli, l’autrice non si è davvero risparmiata e ha saputo scrivere un libro che spazia dal mistery alla commedia romantica, infilandoci pure un misterioso omicidio spinto da tanti moventi: cinque milioni di buoni moventi per la precisione!
Il protagonista assoluto del libro, il professor Llewellyn, è un timido e impacciato ricercatore universitario con seri problemi di autostima, tanto che nel corso degli anni si è costruito un alter ego attraverso il quale riesce a interagire e avere una parvenza di vita sociale. Il timido professore Lewis ogni tanto smette i suoi panni per “interpretare”, nel vero senso della parola, il ruolo dell’affascinante blogger/investigatore storico Ramon Rondell: talmente perfetto che nessuno ha ancora capito che i due sono la stessa persona.
Lewis l’ha studiato nei minimi dettagli, l’ha creato quando era ancora un impacciato adolescente balbuziente, cosa che è ancora tra l’altro.
Lewis passa la sua vita a fare ricerca, affiancato dalla fedele assistente Maria, sempre pronta a parlare in sua vece, l’unica che lo capisce al volo ed evita di farlo balbettare! Trascorre le sue solitarie serate in compagnia dei suoi tre fedeli amici pelosi: tre gatti dal carattere decisamente fuori dagli schemi, ma ognuno dei quali sa dargli tutto l’affetto di cui ha bisogno, finché nella sua vita non viene stravolta dal giovane e bellissimo Blaise.
All’inizio Lewis non riesce a credere che questo gran bel pezzo di ragazzo tra tutti proprio lui, ma il ragazzo ha davvero tanti buoni motivi per far breccia nel suo cuore, anche se in lui c’è qualcosa che non quadra:

Perché continuo a combattere in questa maniera? È adorabile, è sexy, è divertente… è sospetto. Accidenti. Quell’ultimo pensiero lo colse di sorpresa. Guardò il bellissimo viso di Blaise. Ma se è sospetto, allora, il sistema migliore per rispondere alle mie domande è di stargli attaccato, no? Sì, quella era un’ottima scusa.

Lewis ha avuto un’infanzia molto triste, finanziariamente non gli mancava nulla, ma era troppo intelligente per riuscire a stringere amicizia con gli altri bambini della sua età e sua madre è stata molto fredda e distaccata con lui, quasi anaffettiva.
Lewis è praticamente solo al mondo, un mondo troppo frenetico visto la sua difficoltà di comunicazione col prossimo. Non ha mai avuto una relazione seria con nessuno e non sa da che parte cominciare per affrontare la corte spietata che Blaise è intenzionato a fargli:

Non gli era mai successo prima: non aveva mai passato la notte con un uomo e anche Ramon dormiva da solo. Da piccolo, non aveva mai dormito nel letto di sua madre, come faceva la maggior parte dei bambini. La sua vita era sempre stata priva di gesti affettuosi e lui non aveva mai pensato che quei gesti gli sarebbero mancati.

Quello che Blaise porta nella vita di Lewis sono piccoli gesti affettuosi, tantissime prime volte che non pensava gli sarebbero mai capitate nella vita, perché anche se Lewis è al limite della fobia sociale, nel suo cuore ha davvero tanto affetto da dare, ed è ora che sia felice per la prima volta in vita sua:

L’uomo fece aderire il torace al suo, cuore contro cuore. Ogni suo movimento sembrava reclamare un altro pezzetto del suo fragile territorio emotivo. Resisti. Non fare lo stupido. Al diavolo. La stupidità sembra una cosa meravigliosa. Tutto quello che l’intelligenza aveva saputo dargli era stata infatti la solitudine.

E ora passiamo a Blaise: chi cavolo è costui? C’è qualcosa che puzza in lui, e tanto, ma non l’affetto che sente verso il professore: quello è autentico al 100%, non dubitatene mai perché si percepisce proprio che per il bel studioso Blaise è pronto a sacrificare tutto il suo futuro.
Quel timido, al limite dell’imbranato, silenzioso, intrigante professore, che appena entra in casa si china a carezzare i suoi tre gatti pretenziosi, ha fatto perdere la stesa al bellissimo Blaise:

Quell’uomo, timido e impacciato con dei normali occhi castani che, quando si allacciavano finalmente ai suoi, gli scavavano nell’anima, lo aveva catturato. E a Blaise non importava più nulla di tutto il resto.

Riuscirà il professore a passare sui suoi di scheletri nell’armadio?
Ho voluto a proposito glissare sulla ricerca che il professore deve fare per lasciare ampio spazio al lettore di fare le sue supposizioni; io vi posso solo dire che avevo capito chi fosse l’assassino e cosa l’avesse spinto a compiere l’efferato delitto, quindi ora sta a voi scoprirlo!

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: dreamspinner press, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Delitto sulla montagna” – Jamie Fessenden

Titolo: Delitto sulla montagna
Autore: Jamie Fessenden
Genere: Mistery, Suspance
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,17€
Link all’acquisto: Delitto sulla montagna

SINOSSI

Jesse Morales si è appena laureato e aspira a diventare uno scrittore di gialli. Quando si offre volontario per prestare servizio una settimana sulla vetta del monte Washington, sa già che dovrà lavorare duro. Quello che non sa è che in mezzo alla nebbia troverà un cadavere, disteso tra le rocce, ucciso con un colpo alla testa. La vittima si rivela essere un giovane turista di nome Stuart Warren, allontanatosi poche ore prima dagli amici con cui stava visitando la montagna.
Kyle Dubois, un ispettore di polizia vedovo già da qualche anno, è costretto ad accorrere sulla scena del crimine in piena notte. Kyle e Jesse sono immediatamente attratti l’uno dall’altro, anche se per l’ispettore è difficile prendere sul serio quel pivello fissato con i romanzi polizieschi. Ma Jesse trova un modo per rendersi indispensabile a Kyle, prendendo una stanza presso l’hotel dove alloggiano i parenti e gli amici della vittima e introducendosi nella loro cerchia. Quello che scoprirà potrebbe portarlo a risolvere il caso… o a farsi ammazzare.

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Jesse Morales, fresco di laurea in Lettere, è sul Monte Washington da una settimana quando, dopo la diramazione di un avviso di sparizione di un turista, incappa proprio nel cadavere di questi. Ovviamente il giovane non si aspettava che quella che doveva essere una semplice esperienza in montagna fatta di collaborazione con i ranger locali, pulizie e cucinare qualche pasto, si trasformasse nella scena di un crimine. Non che, in realtà, gli dispiaccia poi molto, visto che Jesse è un grande appassionato di romanzi gialli e il suo più grande sogno è scriverne uno. Ancor meglio: riuscire a vivere di scrittura.
Perciò, quando il cadavere del giovane turista viene rinvenuto proprio da lui e interviene la polizia, Jesse è elettrizzato all’idea di vedere finalmente come funziona dal vivo una vera indagine di polizia.
L’agente Kyle Dubois è un trentenne vedovo da cinque anni. Sua moglie, Julie, è morta tre anni dopo il loro matrimonio, lasciando un grande vuoto nel cuore e nella vita dell’uomo. L’ha amata molto e in lei aveva trovato un’alleata, l’unica a conoscenza della sua bisessualità, perciò adesso Kyle si sente un pesce fuor d’acqua senza di lei. Da quando la moglie è venuta a mancare non ha più avuto un grande interesse verso nessuno, preferendo passare le sue serate a guardare vecchi film e a leggere romanzi d’amore gay; ma tutto cambia quando i suoi occhi scuri si posano in quelli altrettanto scuri dello studente di Lettere.
Complice una buona intuizione di Jesse e l’indagine che li porterà a viversi l’un l’altro più di quanto preventivato, questi due giovani uomini si ritroveranno irrimediabilmente attratti l’uno dall’altro.
Riuscirà Kyle a mettere da parte la paura e a provare ad approfondire questa cosa con Jesse, senza sentirsi un traditore nei confronti della defunta moglie e sconfiggendo le ansie che da sempre la sua natura bisessuale comporta?
E riuscirà Jesse a non ficcare troppo il naso, rischiando di compromettere il suo nascente rapporto col detective e l’indagine stessa, nonostante la sua innata passione per la materia?
Delitto sulla montagna” di Jamie Fessenden è un romanzo ben scritto, che tuttavia non è riuscito a conquistarmi. Non solo le dinamiche dei due – col ruolo di poliziotto e persona che ha qualcosa a che fare con la letteratura – mi hanno un po’ ricordato serie lette in precedenza, ma anche i comportamenti dei due mi hanno lasciata alquanto perplessa.
Da una parte c’è Jesse, che si comporta come un cucciolo eccitato davanti alla possibilità di partecipare a una vera indagine di polizia, non rendendosi conto che il suo comportamento, a volte, può essere più d’intralcio che d’aiuto. Capisco l’eccitazione e la voglia di reperire materiale per i propri romanzi, ma non a discapito della verità sull’omicidio della vittima. Nonché il fatto che si butti a capofitto in questa cosa con Kyle come se non si fossero visti tre ore in tutto ma tre mesi. Se non altro Kyle un po’ bilancia, anche se pure lui pare tuffarcisi a pesce accelerando quella che dovrebbe essere una conoscenza blanda e superficiale in qualcosa di molto più grosso, non giustificabile dal tempo effettivo passato insieme. Basta un viaggio in macchina e un panino per raccontarsi la storia della loro vita, e onestamente lo trovo poco credibile, soprattutto da un agente di polizia che non ha mai detto ad anima viva delle sue preferenze e che ha comunque un lavoro da mantenere.
Dall’altra c’è Kyle, che continua a chiamare “ragazzo” l’altro, quando in realtà hanno a malapena sette anni di differenza. Capisco che la vita matrimoniale e la scomparsa della moglie comporti una maturazione diversa rispetto a qualcuno che ha sempre vissuto nella bambagia e che non si è mai dovuto preoccupare di granché, ma non giustifica nemmeno il fatto che venga descritto come un cinquantenne. Sinceramente all’inizio pensavo di essere di fronte a un romanzo con un forte Gap generazionale, ma poi sono rimasta sconcertata quando mi sono vista smentita la mia idea, visto che i comportamenti e le esperienze di vita non bilanciano l’età dei protagonisti.
Il terzo punto che decisamente non mi ha convinta, è l’epilogo. Troviamo un Kyle pieno di dubbi che in un batter d’occhio, dopo uno scambio di battute con Jesse di tre frasi, cambia idea radicalmente e arrivederci a tutto.
Mi dispiace molto non essere rimasta convinta, perché avevo letto un altro libro di questo autore e l’avevo amato alla follia, comprandolo in cartaceo e custodendolo nello scaffale delle migliori letture in assoluto, ma “Delitto sulla montagna” non è proprio riuscito a trasmettermi le stesse cose.
Anche se ho apprezzato il fatto di vedere che l’autore può cimentarsi in due stili completamente diversi, al contempo questi personaggi mi sono parsi più superficiali e non correttamente caratterizzati in base al contesto da cui provengono.
L’indagine, d’altro canto, è buona. Interessante, anche se abbastanza lineare, e di sicuro porta il lettore a fare delle congetture che movimentano un po’ la situazione.
Aspetto comunque con impazienza di leggere qualcos’altro di questo autore, perché la sua scrittura è davvero piacevole e coinvolgente.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice