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Recensione “Drive-In Valentine” – Maggie Solomon & R. L. Jackson

Maggie Solomon & R L Jackson (2)

Titolo: Drive-In Valentine
Autore: Maggie Solomon & R. L. Jackson
Serie: Chain-Smoke Saga #1.5
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: Drive-In Valentine

SINOSSI

Anche nel giorno più romantico dell’anno, a La Sierra, per il giusto prezzo un ragazzo del Buco può diventare l’amore della tua vita e renderti felice per qualche ora.
Leo però cerca la verità, dietro i sorrisi falsi e le moine, dietro le menzogne e la fame di soldi, e sa che solo una persona è in grado di dargli quello che desidera.

Evelyne2

Era un giorno di festa, voleva, no… doveva concedersi il lusso di sperare che fosse tutto vero.

Dopo aver letto “Chain-Smoke” sono rimasta stupita dalla scelta delle autrici di non scrivere poi molto di un personaggio come Leo, che ricopre un ruolo fin troppo misterioso. In “Drive-in Valentine” lo conosciamo un po’ di più. Chi ha letto il primo volume sa cosa accadrà dopo questo piccolo racconto e leggerlo ci fa ricordare quanto la sua figura sia stata importante sia per Max che per Colin. Un personaggio particolare, senza dubbio, che aveva bisogno di un qualcosa in più. Sono contenta che le autrici ci abbiano regalato queste poche pagine, così da leggere ancora di lui.
Non ho compreso appieno la sua relazione con Max. A volte ho fatto fatica ad unire i loro pensieri e le loro azioni. Ammetto però che la perfetta caratterizzazione mi ha fatto apprezzare le loro personalità nonostante tutto. Cosa alquanto rara.

Mikkel aggrottò le sopracciglia, confuso. «Ma perché? Dove devi andare?» chiese. A fare qualcosa di cui potrei pentirmi. Ma se non lo avesse fatto, si sarebbe pentito due volte di più.

Vi consiglio la lettura di questo piccolo extra. Può essere letto come autoconclusivo, ma ci sono dettagli che non potrete apprezzare senza aver già conosciuto Max e Leo.

4


La copia ARC è stata fornita dalle Autrici

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Recensione “Christmas with your eyes” – M. Grey

M Grey (2)

Titolo: Christmas with your eyes
Autore: M. Grey
Serie: With your eyes #1.5
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Self Publishing
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: Christmas with your eyes

SINOSSI

È Natale, sono passate poche settimane dal rientro di Trevor a Baltimora. Il suo desiderio per l’Anno Nuovo è vivere finalmente con Shawn, ma gli preme ancora di più realizzare quello del suo ragazzo.
Quando capisce cosa farebbe davvero felice Shawn, decide di provare a regalarglielo. Ma non sarà facile, e ancora una volta dovrà scontrarsi con l’ostilità di un padre avverso alla loro storia.

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È arrivato il Natale e Trevor vuole fare il possibile per rendere felice Shawn, ma per farlo dovrà affrontare ancora una volta l’ostilità del padre.
Con poche pagine, l’autrice ci presenta un momento fondamentale per i due protagonisti. Trevor dimostra ancora una volta la sua generosità e l’amore che prova per Shawn. Il padre di quest’ultimo mostra, invece, la sua fragilità e l’impotenza che prova nei confronti della condizione di suo figlio.
Se avete letto “With your eyes”, questa novella vi farà sorridere e commuovere insieme a Shawn.

Si baciarono appena. Shawn tornò al suo posto e si riallacciò la cintura. «È il Natale più bello di sempre, non ho mai avuto così tanti bei regali.»
«A chi lo dici,» sospirò, rimettendo in moto. «Io non ti ho fatto niente di speciale.»
«I regali più belli sono quelli che fanno felice chi li riceve. E se quella persona sei tu, fanno felice me. Quindi sì, ne ho avuti anche io,» rivelò, guardandolo.

5

Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Natale di Terra Rossa” – N. R. Walker

N R Walker (5)

Titolo: Natale di Terra Rossa
Autore: N. R. Walker
Serie: Cuore di Terra Rossa #3.5
Genere: Contemporaneo, Cowboy, Festività
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Natale di Terra Rossa 

SINOSSI

In questo racconto natalizio, la Walker immagina come sarebbe potuto essere il primo Natale di Travis alla Sutton Station.
È una sorta di “what if”, qualcosa che tecnicamente non è accaduto, come dice lei stessa nella nota introduttiva. La storia si colloca temporalmente tra il terzo e il quarto romanzo, ma è consigliabile leggerla dopo aver concluso tutta la serie, perché nel presentarla la Walker fa riferimento ad avvenimenti legati all’ultimo libro, per tirare le fila della storia e ricordarci a che punto eravamo.

Travis stava alla Sutton Station da poco più di un anno. Tecnicamente eravamo fidanzati, ma non lo avevamo detto a nessuno.
Lui era felice anche solo di sapere che avevo detto di sì, e io dovevo affrontare alcune cose per schiarirmi le idee.
Sapere di essere all’altezza di Trav era una cosa, ma tutt’altra cosa era chiedermi se ero all’altezza di essere un marito e un padre.
La vita alla Sutton Station non era mai stata più bella di così. Gli affari andavano alla grande. Gracie, la bambina di Trudy e Bacon, non aveva neanche un mese ed era un amore, Ma era in buona salute e il mio rapporto con Laura e Sam procedeva bene.
E Travis? Beh, la vita con lui era ancora praticamente perfetta.
Ma, per lo sgomento di Travis, il Natale alla Stazione era solo un giorno come un altro. Un giorno in cui ci si alzava prima dell’alba, si dava da mangiare agli animali, si aggiustava quello che c’era da aggiustare, e si controllavano gli abbeveratoi mentre si cercava di tenersi al riparo dalla temperatura rovente.
E quell’anno non era molto diverso.
Solo che era il primo Natale di Travis alla Sutton Station.
Il fatto che non ci impegnassimo con le decorazioni e con i festeggiamenti lo confondeva, se devo dire la verità, lo deludeva anche.
Ecco perché dovevo trasformarlo in un Natale speciale.

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Solitamente gli extra mi mettono sempre in difficoltà: gli autori, nella maggior parte dei casi, inseriscono moltissimi dettagli e informazioni in troppe poche pagine e si rischia di esagerare. In questo caso però, ho visto la bravura della Walker, impossibile da non notare.
Le pagine non sono molte, è vero. Si tratta di uno special di Natale ed è ambientato tra il terzo e il quarto volume, quindi il lettore viene portato indietro nel tempo, a quando ancora la storia di Charlie e Travis non ha avuto un finale. Ho scelto di leggere questo racconto dopo il terzo volume, per non avere alcun problema nel collocarlo temporalmente, ma all’interno di esso troverete un’introduzione inserita dall’autrice stessa, per dare un’idea completa degli eventi e riuscire ad inserire il lettore nel modo più opportuno. Vi consiglio quindi di leggerlo una volta completata la serie.
Raccontato dal punto di vista di Charlie, come i primi tre volumi della serie, questo piccolo extra ci dà un’idea di come sarebbe stato il Natale per Travis e Charlie, pur non essendo accaduto realmente.

«Se continua a far venire i nervi a Trav, non lo vedrai più.»
«Chi è che non vedrà più? Me o il vombato malvagio?» chiese Travis dalla porta.
Risi. «Tu chi pensi?»
Lui borbottò mentre entrava e dava una grattata alla testa di Nugget. «A volte me lo chiedo.»

Rivedrete il bellissimo Nuggets, grazie al quale ci sarà un piccolo scontro tra Charlie e Travis davvero esilarante ed il primo Natale, non solo della coppia, ma dell’interna famiglia. L’unione delle tradizioni di Travis e la nuova visione del mondo di Charlie.
Un’ottima lettura, dolce e simpatica, l’ideale per tornare insieme ai due giovani nella Sutton Station.

5

Pubblicato in: queen edizioni, recensioni

Recensione “L’Erede ribelle” – Cristiano Pedrini

Cristiano Pedrini

Titolo: L’Erede ribelle
Autore: Cristiano Pedrini
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Queen Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: L’Erede ribelle

SINOSSI

Una favola di Natale dal dolce sapore delle cose preziose, delle seconde possibilità e dell’amore che aiuta a renderci chi siamo. Philip lavora nella biblioteca della piccola cittadina canadese di Whistler, dove il Natale è alle porte e la neve rende tutto più magico e speciale. Jacopo è un ragazzo ribelle che sfida le autorità e proprio per questo è costretto a svolgere un lavoro socialmente utile per via di un piccolo reato. Due ragazzi così diversi ma così simili, dopo una lunga diffidenza iniziale, inizieranno a riempire l’uno i vuoti interiori dell’altro, e se Philip da una parte desidera redimere il giovane, Jacopo imparerà ad accettare come aprire il suo cuore all’amicizia e la sua mente alle sue stesse capacità.

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Inizio questa recensione dicendo che è stata una lettura diversa da quella che mi aspettavo quando ho letto la sinossi, ma sicuramente non è stata spiacevole. Soprattutto i due personaggi principali, infatti, mi hanno lasciata molto soddisfatta.
Il protagonista è Philip, un giovane bibliotecario con una grande passione per i libri e uno spiccato senso del dovere. La biblioteca è la sua vita e fin dalle prime pagine traspare tutto l’amore che prova per il proprio lavoro. Infatti, non riesce a rifiutare l’ennesimo incarico che il suo capo gli affida: fare da tutor a Jacopo, un diciannovenne con un carattere all’apparenza difficile che ha avuto dei problemi con la legge e che deve scontare delle ore di lavoro socialmente utile.
Philip e Jacopo appaiono all’inizio come completamente diversi: il primo è tranquillo e ligio al dovere, concentrato sul proprio dovere e su come svolgerlo al meglio; il secondo è invece un’anima irascibile, incostante, quasi scontenta. Un’anima ribelle, appunto.

«Jacopo per certi aspetti è ancora un ragazzo e credo abbia il diritto di sbagliare e di maturare secondo i suoi tempi e le sue aspettative che, temo, non possono essere cambiate semplicemente schioccando le dita» riconobbe Philip.

Con l’andare avanti della storia, però, i due ragazzi scoprono di non essere poi così diversi, e saranno proprio questi loro punti in comune, soprattutto per quanto riguarda il loro passato, a gettare le basi di quella che può essere definita una particolare amicizia, nata quasi come una sorta di regalo visto il periodo natalizio in cui si svolge la vicenda.

La voce sicura di Philip lasciò il posto al crepitio del fuoco, che continuava ad avvolgerli in un gradevole tepore, lo stesso che in quel momento albergava nei cuori di entrambi. Ora avevano la certezza di aver imparato a conoscersi a fondo, nonostante fossero passati solo pochi giorni dal loro primo incontro.

Non voglio svelare troppo per non rovinare la lettura di questa dolce e delicata novella natalizia; l’unica cosa che a mio parere manca è un finale un po’ più definito. Per quanto il libro si concluda in modo soddisfacente, avrei gradito leggere qualche pagina in più per sapere come si sono evolute le cose tra Philip e Jacopo.
Nel complesso è però una storia ben scritta, con un editing perfetto e due personaggi ben riusciti.

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Svegliarsi sposati 2 & 3” – Leta Blake

Leta Blake

Titolo: Svegliarsi sposati 2 & 3
Autore: Leta Blake
Serie: Wake up married #2 e #3
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Svegliarsi sposati

SINOSSI

Will e Patrick incontrano la famiglia

Seguite Will e Patrick mentre vengono a patti con le conseguenze del loro matrimonio a Las Vegas in questa seconda parte della commedia romantica a episodi, Svegliarsi Sposati, dell’autrice best seller Leta Blake e della debuttante Alice Griffiths!
Incontrare la famiglia è una sfida per ogni nuova coppia. Ma dovendo nascondere la propria situazione alle persone a cui tengono di più, per Will e Patrick, quegli imbarazzanti momenti in famiglia diventano solo più divertenti… e difficili.
Buttateci dentro la tensione sensuale che arde fra i due, gli spiacevoli incontri con il fin troppo recente ex fidanzato di Will, un iperprotettivo padre mafioso e una spia della mafia che li segue in giro per Healing, Sud Dakota, e avrete la ricetta per pazze risate e sentimenti sorprendentemente toccanti.

Will e Patrick e le festività natalizie

Seguite Will e Patrick mentre affrontano le festività natalizie in questa terza parte della commedia romantica a episodi, Svegliarsi Sposati, dell’autrice best seller Leta Blake e della debuttante Alice Griffiths!
Quando una coppia trascorre insieme il primo periodo natalizio, è sempre un momento speciale. Il Ringraziamento, il Natale e la vigilia di Capodanno sono magici, quando si è innamorati. Peccato che il matrimonio di Will e Patrick sia una messa in scena e che stiano solo fingendo di provare affetto l’uno per l’altro. O forse no?
Volano scintille in questo episodio della serie Svegliarsi sposati. La tensione sessuale fra Will e Patrick esploderà finalmente in una smaniosa notte di passione? O continueranno a negare i propri sentimenti?

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Sono tornati Patrick e Will, ovvero i due novelli sposini alle prese con la chiamata a rapporto della madre di Will, curiosa e orripilata al pensiero di conoscere il genero appena acquisito!
Nel primo volume avevo capito che la famiglia di Will era alquanto bizzarra, chiassosa, numerosa e stramba, oltre che collusa con la mafia!
Vi avevo avvisato che il primo volume finiva con una specie di cliffangher, ma ci stava benissimo secondo me, visto il ritmo frizzante da tipica commedia americana che ha questa serie.
Triskell ha deciso di pubblicare la serie due libri alla volta, rispetto alla serie originale, venendo così incontro ai gusti dei lettori come me che non potevano non sapere cosa sarebbe successo nel prossimo volume!
Una serie divertente, che si legge davvero volentieri e con entusiasmo; se chiudo gli occhi mi immagino una sit com con tanto di risate finte in sottofondo a tutte le frecciatine che escono da quella boccaccia di Patrick!
Patrick è sempre fedele a se stesso: preciso, perfezionista, maniacale, acido e sfrontato; come si fa a non amarlo! Ha un pozzo nero al posto dello stomaco e una linguaccia biforcuta, ma in questo secondo e terzo libro si apre di più e ci svela qualcuno dei suoi segreti e una fetta molto dolorosa del suo passato.

«Dio, se sei dispotico.»
«Sono anche affamato.»
«Sei un pozzo senza fondo, e mi rifiuto di darti ancora corda.»
Patrick fa spallucce. Non si considera una persona particolarmente loquace, ma le cose hanno una certa tendenza a uscire dalla sua bocca senza preavviso. «Senti, sii te stesso, okay? Mi prenderò io la colpa.»

Numerosi i personaggi secondari che fanno capolino in questo romanzo: ovviamente c’è tutto il parentado di Will, fratellino, sorelle, madre e zio figo – un gran perzzo di cowboy triste e solo, che sta cercando di lasciarsi alle spalle il suo perduto amore, ma che non è sveglissimo, almeno secondo il giudizio di Patrick- e poi le due favolose nonne di Will!
Betty è la nonna da parte di madre, che rimpinza i nipoti e Patrick di deliziose torte, ma la mia preferita è Eleonora, la madre del mafioso padre di Will!
Eleonora non me la racconta giusta: siamo davvero sicuri che stia cercando una scappatoia per annullare il matrimonio di Will? Io sento una strana puzza e non è sterco di cavallo: Patrick mi sta influenzando troppo con la sua boccaccia!
Ritroviamo anche l’ex di Will, il bellissimo, fisicatissimo, spina nel fianco  e palo nel c..o Ryan!
Ryan non mi piace, non l’ho proprio digerito e come Patrick non riesco a capire cosa ci abbia visto in lui Will per così tanti anni. Anche la famiglia di Will è stata lobotomizzata da Ryan: lo amano tutti e non vedono al di là del suo aspetto fisico. Non sempre alla bellezza esteriore è associata la bellezza interiore e Ryan ne è l’esempio lampante. Ryan non è mai gentile con Will, anzi è piuttosto cattivo con lui, e non se lo merita:

L’espressione distrutta di Will mentre si allontanavano da Ryan ha richiamato quella parte di Patrick che vuole sistemare le cose; quella parte di lui che lo rende un dottore. E lui ha fatto l’unica cosa che gli è venuta in mente. L’ha baciato per farlo sentire meglio.

Ryan e Patrick non potrebbero essere più diversi; Will ci ha decisamente guadagnato nello sposare il finto cinico dottor McCloud, solo che è talmente preso dal casino del matrimonio a Las Vegas che non l’ha ancora capito. Non è mai stato veramente innamorato di Ryan, fors e lo credeva, ma quello non era amore. Una volta che il vero Patrick esce allo scoperto, davvero non c’è storia! Vederlo interagire con il suo fratellino, alle prese con i lego, oppure mentre tiene in braccio il piccolo Dylan, è quello che ci vuole per fargli aprire gli occhi:

«Ti piacciono i bambini!»
«Sono scagazzanti e urlanti veicoli di miseria e orrore. Ma questo tizio qui è a posto.»

Il terrore delle infermiere, l’affettatore di cervelli è davvero un pezzo di pane, che nasconde la sua anima fragile dietro un muro di cinismo perché ha paura di perdere quello che non ha mai avuto. In fin dei conti Patrick vuole anche lui essere amato per quello che è, da qualcuno intelligente, sexy, dolce e buono come Will. Patrick vuole una famiglia, ma non ha il coraggio di ammetterlo; ne aveva quasi avuta una in passato, ma non era proprio la sua.
Forse l’essersi ritrovato a Healing, Sud Dakota, in mezzo al nulla, è un nuovo inizio anche per lui:

Patrick spera di poter tenere la bocca così piena di cibo per tutto il giorno da non aver modo di dirle qualcosa di offensivo. Vuole che rimanga all’oscuro di quanto sia terribile l’uomo che ha sposato suo nipote. Vuole che continui a sorridergli in quel modo affettuoso per sempre.

Will e Patrick si sono sposati d’impeto, senza conoscersi davvero, lo stanno facendo ora, costretti a frequentarsi e a fingere con tutti di essere innamorati alla follia, ma parecchi indizi mi portano a credere che questi due sono fatti proprio l’uno per l’altro e che il divorzio riparatore sarà molto difficile da raggiunger:

Nessuno dei due ha mai pensato di togliersi gli anelli.

Io faccio il tifo per loro: ‘fanculo Ryan, la madre di Will, zio Kevin e tutto il parentado che dice il contrario!

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Famiglia” – Brigham Vaughn

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Titolo: Famiglia
Autore: Brigham Vaughn
Serie: Equals #3
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, Festività
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Famiglia

SINOSSI

Dopo troppe vacanze trascorse da soli, Russ Bishop e Stephen Parker decidono di invitare la famiglia di Russ a passare il Natale con loro. Russ vuole cercare di ricucire il rapporto tormentato che ha con il padre e la sorella, mentre Stephen vuole sentirsi parte di una famiglia. Ma quando Addie, la sorella di Russ, porta un ospite inaspettato, la situazione già difficile diventa ancora più complicata. Quel Natale per Stephen può non essere perfetto come aveva immaginato, ma forse la felicità si può trovare proprio nelle imperfezioni.

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Se in “Partners” avevamo avuto a che fare con la famiglia di Stephen, in “Famiglia” abbiamo a che fare con quella di Russell.
Infatti, a causa dell’abbandono della madre quando lui e la sorella Addie erano piccoli, la famiglia Bishop si è un po’ disgregata. Russ è rimasto col padre, che lavorava tutto il giorno e non era mai a casa, mentre Addie è andata a vivere con la zia super religiosa e che l’ha convinta che l’omosessualità sia qualcosa da cui fuggire e da condannare.
Questo ha comportato che i due fratelli non creassero un legame molto forte, ma Russell è deciso a metterci una pezza e a convincere sua sorella che la sua sessualità non ha niente a che fare col tipo di uomo che è.
Così, Stephen e Russ invitano la famiglia Bishop a casa loro per Natale e… Addie si porta dietro il fidanzato! Non proprio l’idea di ritrovo famigliare che aveva immaginato Russ, ma… Potrebbe essere una cosa buona? Oppure no? Riusciranno a posare il primo mattone del loro legame, sperando nella creazione di un muro solito e duraturo?
Se nel precedente c’era un’atmosfera cupa e triste, in questo c’è comunque del dolore, ma anche dei momenti spensierati e piacevoli. La famiglia Bishop non è messa male come quella di Stephen, perciò è bello vedere come tutti, a modo loro, cercano di far funzionare le cose e di accettare la presenza di Stephen nella vita di Russ. Un uomo molto più adulto di lui, di poco più giovane del signor Bishop, che pare però amare moltissimo il ragazzo.
C’è un quarto e ultimo volume della serie che non è mai stato tradotto, ma che io spero di vedere presto in Italia, perché l’ho letto in inglese e dà veramente una bella conclusione a tutto il loro percorso. Sarebbe un peccato non vederlo anche nella nostra lingua!

4

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Recensione “La notte di Capodanno” – Josh Lanyon

Josh Lanyon

Titolo: La notte di Capodanno
Autore: Josh Lanyon
Genere: Contemporaneo, Suspance, Festività
Casa Editrice: Harmony
Prezzo: 1,99€
Link all’acquisto: La notte di Capodanno

SINOSSI

Dieci anni di telefonate senza risposta, dieci anni di sogni a occhi aperti. Ed ecco la sua nemesi, fermo davanti alla porta di casa proprio quando lui meno se lo aspetta. Ma cosa vorrà l’agente dell’FBI Robert Cuffe dopo così tanto tempo e soprattutto dopo il trattamento che gli ha riservato? Le sue prime parole sono taglienti, ma la voce profonda che Noel non ha mai dimenticato gli riporta subito alla mente quell’unica notte che hanno passato insieme, da amanti.
Ma ora che Robert sa, e soprattutto che lo ha trovato, Noel non può rischiare di perdere l’occasione di sedurlo un’altra volta. Forse, quest’anno, non ci sarà alcuna telefonata senza risposta la notte di Capodanno…

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Lessi questo romanzo diversi anni fa. Fu tra i primissimi che di quest’autrice incredibilmente talentuosa e il sapore dolce-amaro che mi lasciò in bocca me lo ricordo ancora oggi.
Non perché la storia finisca male, o perché non ci sia qualche gioia nel testo, ma perché la Lanyon ha una capacità straordinaria di rendere malinconica anche la cosa più banale.
Non so come mai questo libro in particolare mi abbia lasciato questa sensazione, ma ogni volta che ci penso, ricordo questo struggente sentimento al centro del petto.
Forse perché Robert e Noel sono due personaggi che all’apparenza non possono stare insieme. Non hanno niente in comune, due passati agli antipodi della legge e un futuro che non pare loro favorevole; eppure riescono a trasmettere l’amore che provano l’uno per l’altro in ogni piccolo gesto, in ogni singolo sguardo, in ogni fiocco di neve che cade fuori dalla finestra.
Sembrano voler dire che quel che è stato, anche se ha importanza e conta per il futuro, mentre sono chiusi dentro quelle quattro pareti al caldo, sembra quasi dissolversi e svanire per lasciare il posto a un futuro incerto e forse possibile.
Che non importano gli errori commessi anni addietro, le differenze abissali che li hanno costretti a separarsi tanto a lungo. Anche se Noel ha cambiato vita e Robert è ancora pieno dei suoi ideali, entrambi sono feriti dal passato e devono imparare a leccarsi le ferite. Magari insieme, trovando un equilibrio e stabilendo un compromesso che li aiuterà a trovare il loro lieto fine.
Un romanzo breve eppur carico di sentimenti, con una leggera nota di suspance che non può mai mancare con questa bravissima autrice che apprezzo ogni libro di più. Non fatevelo scappare!

4

Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Le campane di Times Square” – Amy Lane

Amy Lane (3)

Titolo: Le campane di Times Square
Autore: Amy Lane
Genere: Storico, Festività
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Le campane di Times Square

SINOSSI

A ogni vigilia di Capodanno dal 1946, Nate Meyer si avventura da solo a Times Square nel tentativo di udire le fantasmatiche campane che lui e il suo perduto amante dei tempi della guerra giuravano che avrebbero ascoltato insieme. Quest’anno, però, è il nipote Blaine a trascinare Nate per le strade di Manhattan rivelando i suoi segreti al nonno, reso silenzioso da un ictus.
Quando Blaine presenta il suo ragazzo all’amato nonno, non immagina che Nate nasconda un segreto simile. Mentre i tre sopportano il gelido trapasso del vecchio anno, i ricordi riportano Nate indietro nel tempo, a un periodo assai lontano… e a Walter.
Molto tempo addietro, in un’oasi di pace accuratamente costruita nel cuore del tumulto bellico, Nate e Walter avevano creato una casa piena d’amore nel mezzo della violenza e del caos. Ma niente in guerra è permanente, e ora tutto quel che Nate possiede sono i ricordi di un uomo la cui esistenza è sempre stata ignota alla sua famiglia. Insieme alla speranza di udire finalmente le campane che riuniranno tutti, inclusi quegli amanti che nascondono le parti migliori e più sacre dei loro cuori.

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Nathan “Nate” Meyer è ormai anziano e impossibilitato a muoversi e parlare a causa di un ictus che l’ha colpito qualche anno prima quando suo nipote, Blaine, lo prepara e insieme al suo amico Tony lo porta a Times Square alla Vigilia di Capodanno, per sentire campane che non suonano più dal 1945.
Sin dal 1946, infatti, Nate è sempre andato a sentirle suonare (per lo meno nella sua testa) per mantenere la promessa fatta a Walter Phillips, un giovane uomo a malapena maggiorenne che nel 1943 gli salvò la vita e gli regalò non solo la possibilità di sopravvivere, ma molto di più.
Tutto quello che Nathan non aveva mai creduto possibile, che non aveva mai sperato di veder realizzato, e che mai e poi mai credeva di poter afferrare e stringere con tutte le sue forze.

«Quindi, vedi? Te, ti aspettano. Hai un posto dove andare. Per quel che riguarda me invece, non importa a nessuno se sono vivo.»
«A me sì,» disse improvvisamente spezzando il silenzio. «So che sei vivo.»
Walter non lo guardò. «Allora mi raccomando, racconta ai nipotini di me. Scommetto che sarà una bella storia.»

Non vi svelo altro della trama perché va assaporata e letta, pagina dopo pagina, situazione dopo situazione, fino ad arrivare al finale che per me è uno dei più belli letti in questi anni. Sì, magari non è il lieto fine canonico, ma ho apprezzato il realismo e la fede di Nate nell’amore che lo ha sempre legato a Walter e che è resistito per quasi settant’anni.
So che molti hanno trovato triste le vicende che li vedono coinvolti e che li portano a soffrire così tanto, ma a mio avviso è stato molto logico e credibile, soprattutto visto che il romanzo è pressoché ambientato tutto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nathan stesso e Walter sono due personaggi belli e veri, pieni di insicurezze e oscurità, ma capaci di vedere la luce anche lì dove c’è solo il buio fitto della foresta.

«Hai mai sentito suonare le campane di una chiesa, Nate?»
Lui grugnì. «Sì, a volte. È tradizione che rintocchino l’ultimo dell’anno a Times Square, sai, finché non finisce la guerra. Perché?»
«Una volta si sentivano in tutto il nostro paese, ogni domenica, i miei non andavano a messa, ma il suono… è bellissimo, vero?»
«Sì. Penso sia lo stesso ovunque.»
«Ecco, quella per me era la voce di Dio. Quando ero bambino, pensavo che la voce del Signore fossero i rintocchi delle campane, perché il predicatore diceva che Dio parla a tutti. E, sai, tutti potevano sentirle.»
«È un pensiero bellissimo,» sussurrò. «Magari è a quello che servono le campane di Times Square, l’ultimo dell’anno.»
«Per chiamarci tutti.» 

Non do il massimo dei voti per due motivi: il primo è la scelta dell’autrice di inserire una bestemmia nel testo, e mi dispiace, ma sono fortemente contraria al loro utilizzo, pertanto mi ha dato molto fastidio leggerla in un romanzo.
Il secondo motivo riguarda la scelta che Nathan fa circa Carmen, che ho trovato un po’ poco coerente con la caratterizzazione e distaccata con l’idea che mi ero fatta del personaggio fino a quel momento. Mi è dispiaciuto vederlo prendere quella strada, e ammetto che mi ha fatto storcere il naso e arrabbiare con lui per un bel po’.

«Quindi, se ci separiamo durante la guerra, è lì che ci incontriamo, va bene?»
«Times Square, ultimo dell’anno. Ci incontreremo a Times Square, che ci siano le campane o no, giusto?»
«Naturalmente. È lì che ci vedremo. Dio ci chiamerà a casa.»

Tralasciando questo, “Le campane di Times Square” è un romanzo straziante, doloroso e pieno di amarezza. Un libro che va letto sicuramente, ma non alla leggera.
Quando si leggono romanzi di questo tipo, ambientati durante fatti così tragici e orribili della nostra storia, bisogna sempre ricordare che, in qualche parte del mondo, qualcuno ha vissuto tutto quel dolore e quello strazio, quella sofferenza indicibile e quelle crudeltà. Bisogna sempre ricordare che certi orrori sono avvenuti davvero e che pertanto meritano rispetto e un cuore aperto.
Quindi, leggete questo romanzo, ma con un pacchetto di fazzoletti a portata di mano, mi raccomando!

4

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Recensione “Un fidanzato per Natale” – R. J. Scott

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Titolo: Un fidanzato per Natale
Autore: R. J. Scott
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,49€
Link all’acquisto: Un fidanzato per Natale

SINOSSI

Derek sta per affrontare un altro Natale in cui sente la propria vita fuori controllo. Ha un nuovo lavoro che non sente come suo, e dei genitori che vorrebbero solo vederlo sistemato. Tutto ciò che gli serve è una sorta di cuscinetto temporaneo per le feste a cui deve presenziare, e perché i suoi lo lascino in pace.
Ed entra in scena Luke.
A Luke mancano ventimila dollari per concludere la ristrutturazione dell’Halligans, il bar di famiglia nel New York Financial District. Un favore fatto a un amico lo porta a recitare la parte del fidanzato di un tizio con più soldi che buonsenso.
Ma quando lo spirito del Natale fa la sua magia e i due uomini iniziano a innamorarsi davvero, Derek fugge spaventato e Luke sente di aver bisogno di spazio.
Non importa che ostacoli metti sulla strada dell’amore, né quanto scappi nella direzione opposta; quando meno te l’aspetti, che tu lo voglia o no, l’amore arriva comunque.

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Derek Henderson è subentrato alla gestione dell’agenzia pubblicitaria che era del padre e ancor prima del nonno dopo una breve gavetta, ritrovandosi però intrappolato nel ruolo di “Capo” e distante da tutto il resto del personale. Odia quella situazione tanto quanto odia che la madre voglia per forza trovargli un fidanzato. Perciò come sopperire a tutto questo? Circa l’azienda non ne ha idea, ma per il fidanzato è facile: basta inventarsene uno, così sua madre non tenterà di organizzargli qualche appuntamento con i figli di qualche sua amica facoltosa.
Tutto facile, giusto? Sbagliato. Perché quando i signori Henderson decidono di venire in città e di conoscere il fantomatico Marcus – il vigile del fuoco salva gattini che Derek si è inventato – il ragazzo si ritrova con le spalle al muro.
La sua soluzione? Affittare un uomo in un’agenzia di escort e fingere per quattro appuntamenti che quella persona sia Marcus.
Il prescelto a ricoprire il ruolo è Luke Davers, che in realtà non lavora per l’agenzia del suo amico Alan, ma che ha un disperato bisogno di soldi per rimettere a posto il bar che gli ha lasciato in eredità suo padre e che spera diventi il suo nuovo lavoro visto che ha dovuto abbandonare il precedente per un infortunio grave che lo ha reso claudicante.
Quella che è iniziata come una finzione, potrà mai trasformarsi in qualcosa di più?
È così che inizia la storia di Derek e Luke, che si dimostrano: il primo qualcuno abituato a ottenere tutto quello che vuole senza il minimo sforzo e ad arrabbiarsi pure per questo, facendo il melodrammatico e accusando gli altri di non tenere veramente in considerazione le sue idee e i suoi desideri, quando lui per primo non si mette mai in gioco e non dice mai come la pensa, usando un atteggiamento passivo-aggressivo con tutti e scaricando sugli altri le sue frustrazioni. Il secondo avrebbe un background molto bello, ma viene in un certo senso soffocato dal bisogno di Derek di essere una prima donna, risultando quasi rilegato sullo sfondo.
L’idea di base sarebbe stata anche carina, ma il problema secondo me è che ci sono tanti argomenti solo accennati e nessuno approfondito. C’è il “La” per tante cose interessanti, ma nessuna viene scavata a fondo. Il passato di Luke e la storia del padre, il rapporto di Derek coi genitori e con i suoi ex, la storia del lavoro precedente di Luke… Ci sono tanti dettagli che, in un romanzo molto più lungo, sarebbero stati ampliati a sufficienza e avrebbero fatto tutta un’altra figura, per così dire. Qui risultano solo accenni che lasciano l’insofferenza di non saperne maggiormente a riguardo.
Anche il rapporto che si forma tra i due è, per quel che l’ho percepito io, freddo. Mi sono parsi distaccati per tutto il tempo, come se finissero insieme perché a Luke fa pena Derek e Derek vede in carne e ossa tutte le sue fantasie, senza preoccuparsi di come sia Luke e senza rendersi davvero conto che non è Marcus. Non hanno niente in comune, né traspare mai che si piacciano abbastanza da giustificare una relazione romantica, a parte la compatibilità sessuale. Onestamente ho letto coinvolgimenti emotivi molto migliori, da parte di questa autrice.
In sostanza, benché io ami sempre i romanzi a tematica Natalizia, questo non è davvero riuscito a convincermi, apparendomi freddo come la neve che cade dal cielo.

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Recensione “Scambio culturale – Una Stella per Dallas” di Mary Durante e Sarah Bernardinello

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Titolo:Scambio culturale – Una Stella per Dallas
Autore: Mary Durante & Sarah Bernardinello
Genere: Contemporaneo, Fantascienza, Festività
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Scambio culturale – Una Stella per Dallas

SINOSSI

SCAMBIO CULTURALE: Mentre il Natale si avvicina, Leo si prepara a qualche giorno della tanto sospirata pace da trascorrere in totale solitudine, fatta eccezione per il terrorizzante cenone della vigilia, in compagnia di una nonna con aspirazione da bisnipotini e dell’arcigna zia Nel. Ciò che non si aspetta è vedersi affibbiato uno studente alieno, frutto di una scellerata decisione passata di offrirsi volontario per uno scambio culturale.
Con il dubbio aiuto di SiriO, il gestore della posta ad alta efficienza che si è insediato nella sua vita, si ritrova costretto a ospitare Koren, un ragazzo diciannovenne proveniente dal lontano pianeta di Alderan, ex colonia terrestre.
Il problema peggiore? Oltre a essere un molestatore di piante, a dedicarsi ad annusate a tradimento e a non avere la minima comprensione del concetto di privacy, Koren è l’essere di sesso maschile più sexy su cui Leo abbia mai posato gli occhi.

UNA STELLA PER DALLAS: Dallas Norton è stato cacciato di casa dopo essersi dichiarato, in una sera d’inverno in prossimità del Natale. Dopo due anni e parecchi lavori dopo, alcuni dei quali non troppo esemplari, si fa lasciare a Cascade, una cittadina dell’Idaho, dall’uomo che gli ha dato un passaggio a bordo del suo camion. Una cittadina che non ha niente di speciale, a parte la promessa di un lavoro. E la presenza dello sceriffo Cullen Stewart. Un uomo che all’inizio sembra diffidente e pieno di pregiudizi.
Cullen Stewart è un uomo solo, per scelta e per necessità. Non gli va di far sapere in giro che la sua sessualità è molto più complessa di quanto appaia. Si accontenta che lo sappiano pochi amici e di lavorare per la sua città al meglio delle possibilità, prendendosi solo ogni tanto un momento per sé.
Quando Cullen incontra Dallas, però, sente che qualcosa sta per cambiare. Il ragazzo è disilluso, triste, precocemente cinico e ha bisogno di qualcuno che lo accetti e lo ami per quello che è. Ci vorrà tutta la sua pazienza e l’amore che Cullen scopre di provare per lui per far amare di nuovo Dallas e fargli apprezzare la speranza che il Natale porta con sé.

Evelyne2

Oggi vi parlo di due storie natalizie pubblicate dalla Quixote Edizione. “Scambio culturale” di Mary Durante e “Una Stella per Dallas” di Sarah Bernardinello. Entrambi i racconti mi hanno colpita molto, in modi totalmente diversi.
Pensavo di conoscere tutte le storie pubblicate da Mary Durante e mi sono stupita di essermene persa una. Non conoscevo Leo e Koren e mai mi sarei aspettata una storia di questo tipo. Divertente, originale e del tutto fuori di testa. Ho scoperto un nuovo lato di questa autrice e l’ho apprezzato molto. Il mondo da lei creato, anni avanti a noi, mi ha fatta sorridere in più di un’occasione. Non solo incontriamo Leo, abitante della Terra e protagonista solitario e asociale, ma anche un alieno, che ci sorprende con il suo carattere dolce e curioso. Il mondo creato da Mary Durante è quanto di più bizzarro io abbia mai letto, perfetto se si vuole leggere qualcosa di divertente in totale relax durante il periodo natalizio.

Leo aveva imparato a sopportare la solitudine. Aveva imparato ad apprezzarla, a dire il vero, e questo intruso così rumoroso, sorridente e troppo solare stava già mettendo alla prova il suo livello di sopportazione.

Al contrario di Mary, non avevo mai letto prima una storia di Sarah Bernardinello. Ho sempre voluto conoscere la sua penna, ma non ne ho mai avuto l’occasione. Quindi, quando ho letto che tra i due racconti uno apparteneva a lei, quale momento migliore per scoprire una nuova autrice? La sua storia si discosta molto dalla precedente, rivelando tratti più seri e temi sicuramente più forti. Malgrado questo, però, l’aria natalizia aleggia intorno ai due protagonisti, Cullen e Dallas. L’intera storia, come potete dedurre dal titolo, è incentrata su Dallas, ragazzo difficile e solo. Cullen, sceriffo della città, lo guida nella riscoperta di se stesso, con l’aiuto di Marge ed una puledrina appena nata. Mi è piaciuto molto lo stile dell’autrice e la sua capacità di rende semplice e lineare una storia che in altri casi sarebbe potuta risultare gravosa.

Voleva che si fidasse di lui, che sapesse che poteva contare sul suo appoggio. Avrebbe voluto dirgli che se si fosse fermato per un tempo indefinito, la cosa gli avrebbe fatto solo piacere.

Non sono racconti molto lunghi, eppure entrambe le autrici mi hanno dimostrato di saper raccontare la loro storia in modo completo e articolato. Sono rimasta molto soddisfatta di entrambe e sono curiosa di leggere ancora qualcosa di Sarah Bernardinello, le premesse sono davvero ottime.

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