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Recensione “La notte di Capodanno” – Josh Lanyon

Josh Lanyon

Titolo: La notte di Capodanno
Autore: Josh Lanyon
Genere: Contemporaneo, Suspance, Festività
Casa Editrice: Harmony
Prezzo: 1,99€
Link all’acquisto: La notte di Capodanno

SINOSSI

Dieci anni di telefonate senza risposta, dieci anni di sogni a occhi aperti. Ed ecco la sua nemesi, fermo davanti alla porta di casa proprio quando lui meno se lo aspetta. Ma cosa vorrà l’agente dell’FBI Robert Cuffe dopo così tanto tempo e soprattutto dopo il trattamento che gli ha riservato? Le sue prime parole sono taglienti, ma la voce profonda che Noel non ha mai dimenticato gli riporta subito alla mente quell’unica notte che hanno passato insieme, da amanti.
Ma ora che Robert sa, e soprattutto che lo ha trovato, Noel non può rischiare di perdere l’occasione di sedurlo un’altra volta. Forse, quest’anno, non ci sarà alcuna telefonata senza risposta la notte di Capodanno…

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Lessi questo romanzo diversi anni fa. Fu tra i primissimi che di quest’autrice incredibilmente talentuosa e il sapore dolce-amaro che mi lasciò in bocca me lo ricordo ancora oggi.
Non perché la storia finisca male, o perché non ci sia qualche gioia nel testo, ma perché la Lanyon ha una capacità straordinaria di rendere malinconica anche la cosa più banale.
Non so come mai questo libro in particolare mi abbia lasciato questa sensazione, ma ogni volta che ci penso, ricordo questo struggente sentimento al centro del petto.
Forse perché Robert e Noel sono due personaggi che all’apparenza non possono stare insieme. Non hanno niente in comune, due passati agli antipodi della legge e un futuro che non pare loro favorevole; eppure riescono a trasmettere l’amore che provano l’uno per l’altro in ogni piccolo gesto, in ogni singolo sguardo, in ogni fiocco di neve che cade fuori dalla finestra.
Sembrano voler dire che quel che è stato, anche se ha importanza e conta per il futuro, mentre sono chiusi dentro quelle quattro pareti al caldo, sembra quasi dissolversi e svanire per lasciare il posto a un futuro incerto e forse possibile.
Che non importano gli errori commessi anni addietro, le differenze abissali che li hanno costretti a separarsi tanto a lungo. Anche se Noel ha cambiato vita e Robert è ancora pieno dei suoi ideali, entrambi sono feriti dal passato e devono imparare a leccarsi le ferite. Magari insieme, trovando un equilibrio e stabilendo un compromesso che li aiuterà a trovare il loro lieto fine.
Un romanzo breve eppur carico di sentimenti, con una leggera nota di suspance che non può mai mancare con questa bravissima autrice che apprezzo ogni libro di più. Non fatevelo scappare!

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Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Le campane di Times Square” – Amy Lane

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Titolo: Le campane di Times Square
Autore: Amy Lane
Genere: Storico, Festività
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Le campane di Times Square

SINOSSI

A ogni vigilia di Capodanno dal 1946, Nate Meyer si avventura da solo a Times Square nel tentativo di udire le fantasmatiche campane che lui e il suo perduto amante dei tempi della guerra giuravano che avrebbero ascoltato insieme. Quest’anno, però, è il nipote Blaine a trascinare Nate per le strade di Manhattan rivelando i suoi segreti al nonno, reso silenzioso da un ictus.
Quando Blaine presenta il suo ragazzo all’amato nonno, non immagina che Nate nasconda un segreto simile. Mentre i tre sopportano il gelido trapasso del vecchio anno, i ricordi riportano Nate indietro nel tempo, a un periodo assai lontano… e a Walter.
Molto tempo addietro, in un’oasi di pace accuratamente costruita nel cuore del tumulto bellico, Nate e Walter avevano creato una casa piena d’amore nel mezzo della violenza e del caos. Ma niente in guerra è permanente, e ora tutto quel che Nate possiede sono i ricordi di un uomo la cui esistenza è sempre stata ignota alla sua famiglia. Insieme alla speranza di udire finalmente le campane che riuniranno tutti, inclusi quegli amanti che nascondono le parti migliori e più sacre dei loro cuori.

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Nathan “Nate” Meyer è ormai anziano e impossibilitato a muoversi e parlare a causa di un ictus che l’ha colpito qualche anno prima quando suo nipote, Blaine, lo prepara e insieme al suo amico Tony lo porta a Times Square alla Vigilia di Capodanno, per sentire campane che non suonano più dal 1945.
Sin dal 1946, infatti, Nate è sempre andato a sentirle suonare (per lo meno nella sua testa) per mantenere la promessa fatta a Walter Phillips, un giovane uomo a malapena maggiorenne che nel 1943 gli salvò la vita e gli regalò non solo la possibilità di sopravvivere, ma molto di più.
Tutto quello che Nathan non aveva mai creduto possibile, che non aveva mai sperato di veder realizzato, e che mai e poi mai credeva di poter afferrare e stringere con tutte le sue forze.

«Quindi, vedi? Te, ti aspettano. Hai un posto dove andare. Per quel che riguarda me invece, non importa a nessuno se sono vivo.»
«A me sì,» disse improvvisamente spezzando il silenzio. «So che sei vivo.»
Walter non lo guardò. «Allora mi raccomando, racconta ai nipotini di me. Scommetto che sarà una bella storia.»

Non vi svelo altro della trama perché va assaporata e letta, pagina dopo pagina, situazione dopo situazione, fino ad arrivare al finale che per me è uno dei più belli letti in questi anni. Sì, magari non è il lieto fine canonico, ma ho apprezzato il realismo e la fede di Nate nell’amore che lo ha sempre legato a Walter e che è resistito per quasi settant’anni.
So che molti hanno trovato triste le vicende che li vedono coinvolti e che li portano a soffrire così tanto, ma a mio avviso è stato molto logico e credibile, soprattutto visto che il romanzo è pressoché ambientato tutto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nathan stesso e Walter sono due personaggi belli e veri, pieni di insicurezze e oscurità, ma capaci di vedere la luce anche lì dove c’è solo il buio fitto della foresta.

«Hai mai sentito suonare le campane di una chiesa, Nate?»
Lui grugnì. «Sì, a volte. È tradizione che rintocchino l’ultimo dell’anno a Times Square, sai, finché non finisce la guerra. Perché?»
«Una volta si sentivano in tutto il nostro paese, ogni domenica, i miei non andavano a messa, ma il suono… è bellissimo, vero?»
«Sì. Penso sia lo stesso ovunque.»
«Ecco, quella per me era la voce di Dio. Quando ero bambino, pensavo che la voce del Signore fossero i rintocchi delle campane, perché il predicatore diceva che Dio parla a tutti. E, sai, tutti potevano sentirle.»
«È un pensiero bellissimo,» sussurrò. «Magari è a quello che servono le campane di Times Square, l’ultimo dell’anno.»
«Per chiamarci tutti.» 

Non do il massimo dei voti per due motivi: il primo è la scelta dell’autrice di inserire una bestemmia nel testo, e mi dispiace, ma sono fortemente contraria al loro utilizzo, pertanto mi ha dato molto fastidio leggerla in un romanzo.
Il secondo motivo riguarda la scelta che Nathan fa circa Carmen, che ho trovato un po’ poco coerente con la caratterizzazione e distaccata con l’idea che mi ero fatta del personaggio fino a quel momento. Mi è dispiaciuto vederlo prendere quella strada, e ammetto che mi ha fatto storcere il naso e arrabbiare con lui per un bel po’.

«Quindi, se ci separiamo durante la guerra, è lì che ci incontriamo, va bene?»
«Times Square, ultimo dell’anno. Ci incontreremo a Times Square, che ci siano le campane o no, giusto?»
«Naturalmente. È lì che ci vedremo. Dio ci chiamerà a casa.»

Tralasciando questo, “Le campane di Times Square” è un romanzo straziante, doloroso e pieno di amarezza. Un libro che va letto sicuramente, ma non alla leggera.
Quando si leggono romanzi di questo tipo, ambientati durante fatti così tragici e orribili della nostra storia, bisogna sempre ricordare che, in qualche parte del mondo, qualcuno ha vissuto tutto quel dolore e quello strazio, quella sofferenza indicibile e quelle crudeltà. Bisogna sempre ricordare che certi orrori sono avvenuti davvero e che pertanto meritano rispetto e un cuore aperto.
Quindi, leggete questo romanzo, ma con un pacchetto di fazzoletti a portata di mano, mi raccomando!

4

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Recensione “Un fidanzato per Natale” – R. J. Scott

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Titolo: Un fidanzato per Natale
Autore: R. J. Scott
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,49€
Link all’acquisto: Un fidanzato per Natale

SINOSSI

Derek sta per affrontare un altro Natale in cui sente la propria vita fuori controllo. Ha un nuovo lavoro che non sente come suo, e dei genitori che vorrebbero solo vederlo sistemato. Tutto ciò che gli serve è una sorta di cuscinetto temporaneo per le feste a cui deve presenziare, e perché i suoi lo lascino in pace.
Ed entra in scena Luke.
A Luke mancano ventimila dollari per concludere la ristrutturazione dell’Halligans, il bar di famiglia nel New York Financial District. Un favore fatto a un amico lo porta a recitare la parte del fidanzato di un tizio con più soldi che buonsenso.
Ma quando lo spirito del Natale fa la sua magia e i due uomini iniziano a innamorarsi davvero, Derek fugge spaventato e Luke sente di aver bisogno di spazio.
Non importa che ostacoli metti sulla strada dell’amore, né quanto scappi nella direzione opposta; quando meno te l’aspetti, che tu lo voglia o no, l’amore arriva comunque.

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Derek Henderson è subentrato alla gestione dell’agenzia pubblicitaria che era del padre e ancor prima del nonno dopo una breve gavetta, ritrovandosi però intrappolato nel ruolo di “Capo” e distante da tutto il resto del personale. Odia quella situazione tanto quanto odia che la madre voglia per forza trovargli un fidanzato. Perciò come sopperire a tutto questo? Circa l’azienda non ne ha idea, ma per il fidanzato è facile: basta inventarsene uno, così sua madre non tenterà di organizzargli qualche appuntamento con i figli di qualche sua amica facoltosa.
Tutto facile, giusto? Sbagliato. Perché quando i signori Henderson decidono di venire in città e di conoscere il fantomatico Marcus – il vigile del fuoco salva gattini che Derek si è inventato – il ragazzo si ritrova con le spalle al muro.
La sua soluzione? Affittare un uomo in un’agenzia di escort e fingere per quattro appuntamenti che quella persona sia Marcus.
Il prescelto a ricoprire il ruolo è Luke Davers, che in realtà non lavora per l’agenzia del suo amico Alan, ma che ha un disperato bisogno di soldi per rimettere a posto il bar che gli ha lasciato in eredità suo padre e che spera diventi il suo nuovo lavoro visto che ha dovuto abbandonare il precedente per un infortunio grave che lo ha reso claudicante.
Quella che è iniziata come una finzione, potrà mai trasformarsi in qualcosa di più?
È così che inizia la storia di Derek e Luke, che si dimostrano: il primo qualcuno abituato a ottenere tutto quello che vuole senza il minimo sforzo e ad arrabbiarsi pure per questo, facendo il melodrammatico e accusando gli altri di non tenere veramente in considerazione le sue idee e i suoi desideri, quando lui per primo non si mette mai in gioco e non dice mai come la pensa, usando un atteggiamento passivo-aggressivo con tutti e scaricando sugli altri le sue frustrazioni. Il secondo avrebbe un background molto bello, ma viene in un certo senso soffocato dal bisogno di Derek di essere una prima donna, risultando quasi rilegato sullo sfondo.
L’idea di base sarebbe stata anche carina, ma il problema secondo me è che ci sono tanti argomenti solo accennati e nessuno approfondito. C’è il “La” per tante cose interessanti, ma nessuna viene scavata a fondo. Il passato di Luke e la storia del padre, il rapporto di Derek coi genitori e con i suoi ex, la storia del lavoro precedente di Luke… Ci sono tanti dettagli che, in un romanzo molto più lungo, sarebbero stati ampliati a sufficienza e avrebbero fatto tutta un’altra figura, per così dire. Qui risultano solo accenni che lasciano l’insofferenza di non saperne maggiormente a riguardo.
Anche il rapporto che si forma tra i due è, per quel che l’ho percepito io, freddo. Mi sono parsi distaccati per tutto il tempo, come se finissero insieme perché a Luke fa pena Derek e Derek vede in carne e ossa tutte le sue fantasie, senza preoccuparsi di come sia Luke e senza rendersi davvero conto che non è Marcus. Non hanno niente in comune, né traspare mai che si piacciano abbastanza da giustificare una relazione romantica, a parte la compatibilità sessuale. Onestamente ho letto coinvolgimenti emotivi molto migliori, da parte di questa autrice.
In sostanza, benché io ami sempre i romanzi a tematica Natalizia, questo non è davvero riuscito a convincermi, apparendomi freddo come la neve che cade dal cielo.

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Pubblicato in: quixote edizioni, Recensioni

Recensione “Scambio culturale – Una Stella per Dallas” di Mary Durante e Sarah Bernardinello

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Titolo:Scambio culturale – Una Stella per Dallas
Autore: Mary Durante & Sarah Bernardinello
Genere: Contemporaneo, Fantascienza, Festività
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Scambio culturale – Una Stella per Dallas

SINOSSI

SCAMBIO CULTURALE: Mentre il Natale si avvicina, Leo si prepara a qualche giorno della tanto sospirata pace da trascorrere in totale solitudine, fatta eccezione per il terrorizzante cenone della vigilia, in compagnia di una nonna con aspirazione da bisnipotini e dell’arcigna zia Nel. Ciò che non si aspetta è vedersi affibbiato uno studente alieno, frutto di una scellerata decisione passata di offrirsi volontario per uno scambio culturale.
Con il dubbio aiuto di SiriO, il gestore della posta ad alta efficienza che si è insediato nella sua vita, si ritrova costretto a ospitare Koren, un ragazzo diciannovenne proveniente dal lontano pianeta di Alderan, ex colonia terrestre.
Il problema peggiore? Oltre a essere un molestatore di piante, a dedicarsi ad annusate a tradimento e a non avere la minima comprensione del concetto di privacy, Koren è l’essere di sesso maschile più sexy su cui Leo abbia mai posato gli occhi.

UNA STELLA PER DALLAS: Dallas Norton è stato cacciato di casa dopo essersi dichiarato, in una sera d’inverno in prossimità del Natale. Dopo due anni e parecchi lavori dopo, alcuni dei quali non troppo esemplari, si fa lasciare a Cascade, una cittadina dell’Idaho, dall’uomo che gli ha dato un passaggio a bordo del suo camion. Una cittadina che non ha niente di speciale, a parte la promessa di un lavoro. E la presenza dello sceriffo Cullen Stewart. Un uomo che all’inizio sembra diffidente e pieno di pregiudizi.
Cullen Stewart è un uomo solo, per scelta e per necessità. Non gli va di far sapere in giro che la sua sessualità è molto più complessa di quanto appaia. Si accontenta che lo sappiano pochi amici e di lavorare per la sua città al meglio delle possibilità, prendendosi solo ogni tanto un momento per sé.
Quando Cullen incontra Dallas, però, sente che qualcosa sta per cambiare. Il ragazzo è disilluso, triste, precocemente cinico e ha bisogno di qualcuno che lo accetti e lo ami per quello che è. Ci vorrà tutta la sua pazienza e l’amore che Cullen scopre di provare per lui per far amare di nuovo Dallas e fargli apprezzare la speranza che il Natale porta con sé.

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Oggi vi parlo di due storie natalizie pubblicate dalla Quixote Edizione. “Scambio culturale” di Mary Durante e “Una Stella per Dallas” di Sarah Bernardinello. Entrambi i racconti mi hanno colpita molto, in modi totalmente diversi.
Pensavo di conoscere tutte le storie pubblicate da Mary Durante e mi sono stupita di essermene persa una. Non conoscevo Leo e Koren e mai mi sarei aspettata una storia di questo tipo. Divertente, originale e del tutto fuori di testa. Ho scoperto un nuovo lato di questa autrice e l’ho apprezzato molto. Il mondo da lei creato, anni avanti a noi, mi ha fatta sorridere in più di un’occasione. Non solo incontriamo Leo, abitante della Terra e protagonista solitario e asociale, ma anche un alieno, che ci sorprende con il suo carattere dolce e curioso. Il mondo creato da Mary Durante è quanto di più bizzarro io abbia mai letto, perfetto se si vuole leggere qualcosa di divertente in totale relax durante il periodo natalizio.

Leo aveva imparato a sopportare la solitudine. Aveva imparato ad apprezzarla, a dire il vero, e questo intruso così rumoroso, sorridente e troppo solare stava già mettendo alla prova il suo livello di sopportazione.

Al contrario di Mary, non avevo mai letto prima una storia di Sarah Bernardinello. Ho sempre voluto conoscere la sua penna, ma non ne ho mai avuto l’occasione. Quindi, quando ho letto che tra i due racconti uno apparteneva a lei, quale momento migliore per scoprire una nuova autrice? La sua storia si discosta molto dalla precedente, rivelando tratti più seri e temi sicuramente più forti. Malgrado questo, però, l’aria natalizia aleggia intorno ai due protagonisti, Cullen e Dallas. L’intera storia, come potete dedurre dal titolo, è incentrata su Dallas, ragazzo difficile e solo. Cullen, sceriffo della città, lo guida nella riscoperta di se stesso, con l’aiuto di Marge ed una puledrina appena nata. Mi è piaciuto molto lo stile dell’autrice e la sua capacità di rende semplice e lineare una storia che in altri casi sarebbe potuta risultare gravosa.

Voleva che si fidasse di lui, che sapesse che poteva contare sul suo appoggio. Avrebbe voluto dirgli che se si fosse fermato per un tempo indefinito, la cosa gli avrebbe fatto solo piacere.

Non sono racconti molto lunghi, eppure entrambe le autrici mi hanno dimostrato di saper raccontare la loro storia in modo completo e articolato. Sono rimasta molto soddisfatta di entrambe e sono curiosa di leggere ancora qualcosa di Sarah Bernardinello, le premesse sono davvero ottime.

4

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Recensione “Natale a New York” – R. J. Scott

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Titolo: Natale a New York
Autore: R. J. Scott
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Natale a New York

SINOSSI

È passato molto tempo dall’ultima volta in cui Christian Matthews ha visto Daniel Bailey. Si erano incontrati all’università: Chris era all’ultimo anno e, in veste di assistente alla cattedra di letteratura, dava ripetizioni alla matricola Daniel che a tutto pensava meno che allo studio.
Sette anni dopo, Chris sta cercando di restare a galla dopo che la scuola privata per la quale lavorava gli ha chiesto di abbandonare la sua posizione e l’ha minacciato di far scoppiare uno scandalo. Non ha un lavoro, non ha soldi e deve affidarsi al buon cuore dell’amica Amelia per riuscire a sbarcare il lunario e avere un posto dove dormire. Gli servirebbe un vero e proprio miracolo di Natale perché quell’ultimo anno si rivelasse qualcosa di completamente diverso da un totale fallimento.
Poi arriva Daniel e all’improvviso tutto sembra di nuovo possibile. Chris si rende conto che non solo lo desidera ancora con tutto se stesso, ma questa volta potrebbe addirittura trovare il coraggio di confessargli ciò che prova.

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Chi ama i nerd un po’ sfigati alzi la mano. Ecco, voi (noi) amerete tantissimo Chris.
E come potrebbe essere altrimenti? Ha sempre lavorato sodo, è riuscito a trovare il lavoro dei suoi sogni in una delle scuole private più rinomate di tutto lo Stato ed è partito dal basso, senza nessun aggancio. Ah! E poi è innamorato dal college di Daniel, lo studente più bello a cui abbia mai fatto ripetizioni.
Certo, quest’ultimo non ne è esattamente a conoscenza, ma suvvia! Sono dettagli, questi.
Il destino però sembra non essere stato per nulla buono, con Chris. Si è visto portare via tutto.
Ho detto “sembra” con cognizione di causa (fidatevi, io l’ho letto!) perché all’improvviso Daniel ricompare nella sua vita. Ed è ancora più bello, ancora più sexy, oltre a essere un uomo in divisa. Chi resiste alla divisa? Chris no, decisamente no.
Tutto sembra funzionare, finalmente. Tutto sembra tornare al suo posto; quando il passato di Chris torna a farsi vedere! Ma questa volta c’è Daniel. Sarà un bene o no? E forse quello non è nemmeno l’unica prova che dovranno superare, ma Natale è vicino, e a Natale tutto può succedere.
Chris è un personaggio schivo, non crede che le cose belle possono accadere a lui, ha avuto una brutta batosta e non riesce più a fidarsi. Daniel sa quello che vuole e non ha paura di andare a prenderselo. Formano una bella coppia. Anche se presi singolarmente sono molto differenti, c’è un sentimento serio e forte che li lega. Quello, i cupcake di una meravigliosa Amelia e l’amicizia salda di Alex.
Una storia romantica, ma in cui non mancano i colpi di scena. Perfetta per questo periodo, per tutti quelli che aspettano Natale e per coloro convinti che l’amore sia dietro ogni angolo. Romanticoni e romanticone, lo leggerete in un attimo, ve lo assicuro!

4

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Recensione “Il Miracolo di Natale” – R. J. Scott

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Titolo: Il Miracolo di Natale
Autore: R. J. Scott
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,49€
Link all’acquisto: Il Miracolo di Natale

SINOSSI

Il Natale è il periodo dell’anno in cui tutti dovrebbero essere più generosi. Cosa fare, quindi, quando tutto ciò che si riceve è indifferenza?

Per Zachary Weston Natale significa dormire su una panchina nel sagrato di una chiesa, sotto alla neve e senza nessuna speranza per il futuro. Cacciato di casa a causa della sua omosessualità, Zach si ritrova senza soldi e senza un posto dove andare. Finché uno sconosciuto non gli dimostra che lo spirito del Natale non è morto.
Ben Hamilton è un novellino appena assunto dalla stazione di polizia del paese in cui è cresciuto. La notte della Vigilia, trova un giovane sconosciuto addormentato su una panchina. Sarà capace di compiere per lui un autentico miracolo di Natale?

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A volte rifugiarsi nei sogni sembra l’unica possibilità per sopravvivere a una realtà troppo brutta, per allontanare il dolore mentale e quello fisico.
E poi la realtà torna prepotente, eppure qualcosa sembra che stia cambiando.
Zach non ci vuole credere. Non vuole credere in Ben, non vuole credere nella sua famiglia perfetta, non vuole credere di potersi fidare.
Se la propria famiglia non l’ha voluto, come può volerlo qualcun altro?
Ma a Natale possono succedere piccoli (ma in realtà a volte neanche tanto piccoli) Miracoli.
La vita può cambiare, e se ci si crede davvero, se ci si impegna, allora davvero tutto può avere un lieto fine, anche se si deve passare per un lutto prima.
La novella, di centodue pagine, si legge velocemente. Non mancano i momenti “caldi” ma anche teneri. La famiglia è il nucleo centrale, e del resto se hai una famiglia che ti ama alle spalle, nulla è impossibile. Poco importa se è la famiglia di sangue o meno. A volte la famiglia è quella che ti apre le porte e ti rimette in piedi quando nemmeno tu ti daresti un centesimo di fiducia.
Un romanzo breve ma molto carino e con un bellissimo messaggio di fondo. Consigliato!

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Recensione in anteprima “Un cuore di vetro” – Ari McKay

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Titolo: Un cuore di vetro
Autore: Ari McKay
Serie: Avvocati Innamorati #3
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 4,52€
Link all’acquisto: Un cuore di vetro

SINOSSI

La paura di essere come il padre fedifrago ha portato l’avvocato Asher Caldwell a costruire una barriera attorno al proprio cuore. Riuscirà l’ex procuratore distrettuale Zach Richardson ad abbattere quei muri per liberare l’uomo passionale che si nasconde dietro allo stacanovista con la fobia di impegnarsi. Oppure sarà la gelosia di Zach a distruggere ciò che stanno cercando di costruire?
Una nuova vita e un nuovo amore: è quello che Zach spera di trovare quando lascia l’ufficio del procuratore distrettuale e permette agli amici di trasformarlo. Ma l’esperimento sarà riuscito? Il suo nuovo aspetto attira l’attenzione di Asher Caldwell, il suo capo. Zach ha una cotta segreta per lui e un incontro fortuito porta a un gioco di seduzione, e a uno scambio di identità. Purtroppo, e con orrore, Zach scopre che l’uomo lo credeva un escort a pagamento. Asher, dal canto suo, è mortificato di aver fatto sesso con un dipendente. Ciò nonostante, la notte passata insieme ha significato molto per entrambi, tanto che vogliono provare a frequentarsi. C’è una possibilità che la loro storia d’amore funzioni, ma Zach dovrà convincersi che ad Asher basterà l’amore di un solo uomo e imparare a fidarsi di lui… e Asher dovrà imparare a fidarsi di sé stesso.

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Un altro piacevole libro a tema natalizio mi ha tenuto compagnia in queste fredde sere.
Amo l’inverno, anche se non è ancora arrivato ufficialmente, meno il Natale, non a caso sono la pecora nera del blog!
Questo libro però lascia il Natale in secondo piano a mio parere, concentrandosi invece sul passato solitario di Asher e la voglia di essere visto e notato del timido Zach.
Zach è rimasto folgorato dalla bellezza e intelligenza di Asher; ha deciso di lasciare l’Accusa e passare alle Difesa proprio durante un processo in cui era l’antagonista di Asher.
L’aspetto dimesso dietro al quale si nasconde ha le ore contate perché ha finalmente deciso di affidarsi alle adorabili cure dei suoi migliori amici e nuovi colleghi, che lo aiuteranno a cambiare look da capo a piedi: nuovi vestiti, nuovo taglio di capelli, lenti a contatto e iniezione di autostima! Ammettiamolo tutti: non c’è niente di meglio che circondarsi di amici sinceri che ti “aiutano” a far emergere la tua bellezza esteriore che hai sempre trascurato.
Le mie amiche sono delle perfide streghe linguacciute, curiosissime e critiche, ma se mi vedono con un vestito che mi sta male, non mi fanno uscire di casa perché mi vogliono bene!
Più o meno tutti inseguiamo un ideale di bellezza; esiste la bellezza assoluta, che tutti riescono a vedere perché palese, che cambia a seconda del periodo storico in cui si vive, ma poi c’è una bellezza relativa, visibile solo per qualcuno, perché quello che magari piace a me, qualcosa o qualcuno che io trovo bellissimo ma che non piace ad altri. E mi riferisco sempre alle mie perfide amiche e agli uomini che ci interessano: ma ben venga! Sennò sai che guerra sarebbe! Sai che noia…
Una volta ho letto: “ Le imperfezioni rendono l’arte eccelsa”, e per me lo si può applicare alle all’aspetto fisico, perché ci rende ognuno unico.
Sono dell’idea che tutti con il giusto aiuto possono migliorare il proprio aspetto fisico; anche se non si è degli Adoni, con un fisico e/o viso perfetto, di sicuro abbiamo qualcosa tutti su cui puntare: gli occhi, le mani, le spalle, poco importa cosa sia, l’importate è avere due fate madrine, o “padrine”, che lo portino alla luce – nel caso di Zach sono un paio di ragazzi dolcissimi e un paio di pantaloni molto stretti!- e il gioco è fatto!
Il risultato ha spiazzato tutti, anche Asher, che non aveva proprio riconosciuto uno dei suoi dipendenti, anzi lo ha preso per un “professionista” al loro primo infuocato incontro…
Da bravo avvocato, una volta svelato l’equivoco, è arrivato il momento per Asher di decidere se tagliare con la solitudine che ha segnato il suo passato, e aprirsi al dolcissimo Zach:

Zach era sembrato un pacchetto perfetto ed eccitante, ma quel giorno era qualcuno con cui Asher avrebbe potuto raggomitolarsi sul divano per condividere il giornale della domenica.
Immaginò Zach su un lato del suo divano, le ginocchia sollevate e una tazza di caffè in mano; la visione bastò a destabilizzarlo. Per qualche ragione, il suo Zach immaginario aveva calzini di lana sformati e Asher fu atterrito da quanto desiderasse che quell’immagine si concretizzasse.

Zach è davvero un bravo ragazzo con una bellissima e numerosa famiglia alle spalle, un’ altra cosa che Asher non ha mai avuto. Uscire con Zach significa anche conoscere i suoi famigliari e Asher ne rimane deliziato:

Asher osservò le loro interazioni con una fita di nostalgia. I suoi genitori non si erano mai comportati così tra di loro, questo era certo. E nemmeno lui l’aveva mai fatto con qualcuno. Non aveva mai permesso a qualcuno di avvicinarsi in quel modo, solo a Zach.

Ormai sembra chiaro che i due uomini stiano davvero andando oltre una semplice frequentazione per passare il tempo; Zach ha il terrore di abituarsi troppo alla presenza di Asher, di fidarsi troppo di lui e ritrovarsi poi con il cuore spezzato, ma è Asher quello che non si è mai innamorato in vita sua ed è lui che ha più paura di tornare ad essere solo:

“Quello che avevo prima,” chiarì, posandogli il palmo contro la guancia e accarezzandola con il pollice, “era una serie di uomini che non erano affezionati a me più di quanto io lo fossi a loro. Mi bastava perché avevo dimenticato cosa si provasse a essere davvero desiderati.”…  “Avevo paura a lasciare avvicinare le persone. Non volevo essere come mio padre, ed era più semplice e sicuro concentrarsi sul lavoro e mantenere tutti a debita distanza. Ma con te, quella prima notte, ho provato una connessione e mi hai fatto capire cosa mi stessi perdendo.”

Quando qualcuno ti dona il suo cuore, accoglilo, tienilo come un tesoro, prendertene cura, come stanno facendo ora Zach e Asher l’uno con l’altro: tutti ne hanno uno e, anche se l’apparenza può ingannare, anche l’avvocato più “cazzuto” può nascondere un fragile cuore di cristallo…

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Un Principe a Natale” – R. J. Scott

R J Scott (3)

Titolo: Un Principe a Natale
Autore: R. J. Scott
Serie: The Christmas Angel #7
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Un Principe a Natale

SINOSSI

Il principe Raphael, il figlio più giovane della famiglia reale di Montaunoit, è il custode della storia del suo Paese. A un’asta di Sotheby’s, soffia da sotto il naso del curatore Marc Chandler un oggetto che non vuole nemmeno. Solo perché può farlo.
Incontrare il bel curatore del British Museum mette sottosopra il mondo di Raphael e, quando la lussuria si trasforma in amore, il principe capisce che è giunto il momento di cambiare.
Può Marc essere davvero l’uomo che mostrerà a Raphael che non deve continuare a essere un principe solitario e che si può sempre scegliere la via dell’amore?

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Marc Chandler è uno storico e curatore al British Museum di Londra. Ama il suo lavoro e vuole a tutti i costi aggiudicarsi quel grosso baule all’asta contenente documenti della vita rurale di un tempo che potrebbero svelare molto sulle abitudini di vita dell’epoca.
Peccato che alla stessa asta sia presente anche il Principe Raphael-Alessandro Millard di Montaunoit, che compra la cassa per ripicca e la soffia a Marc, che se ne risente e finisce per chiamarlo con epiteti molto poco Regali.
Dopodiché, le loro strade si dividono.
O almeno è quello che crede Marc.
Perché nonostante sia stato tutto fuorché rispettoso dello status di Raphael, il Principe è rimasto affascinato da quello storico con gli occhi grigi e gli occhiali da nerd, e vuole assolutamente rivederlo.
Cosa si inventerà per poterlo fare?

Mi affascinava, mi soggiogacva e non potevo fare nulla per spezzare l’incantesimo.

Ultimo volume della serie dedicata all’Angelo di Natale, in questo settimo volume torniamo ad avere la presenza dell’Angelo più costante e più “magica”, cosa che ho apprezzato e che sono felice di aver ritrovato almeno alla fine della serie dopo che nel mezzo si era un po’ persa questa cosa.
Marc e Raphael sono due personaggi interessanti, e la storia è molto intrigante, però secondo me si è perso un po’ il potenziale. Ci sono accenni a tante cose interessanti, e se fossero state ampliate e approfondite a mio avviso il romanzo avrebbe avuto quella spinta in più che un po’ gli manca. Dà il là a tante cose, ma le lascia tutte sul vago, ed è un vero peccato, perché soprattutto il mistero finale sarebbe stato molto interessante da indagare!
Nel complesso, comunque, una storia dolce e carina con un contesto regale diverso dal solito e che nonostante non sia tra le mie ambientazioni preferite, ho trovato gradevole.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “L’Angelo bisbetico” – Anyta Sunday

Anyta Sunday

Titolo: L’Angelo bisbetico
Autore: Anyta Sunday
Serie: The Christmas Angel #6
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: L’Angelo bisbetico

SINOSSI

Pax Polo è il chitarrista spaccone dei Serenity Free.
O meglio: era il chitarrista spaccone dei Serenity Free.
Al momento sfoggia un occhio nero e i suoi amici l’hanno cacciato dalla band, oltretutto tre settimane prima di Natale. Una bella botta per il suo ego smisurato, ma… pazienza.
Non c’è problema.
Grazie alla sua bravura nell’origliare le conversazioni altrui, a un sorprendente puntale a forma di angelo e a un losco accordo che gli consentirà di aprire un concerto del suo gruppo preferito, Pax riuscirà a rientrare nelle grazie della sua band.
Non deve far altro che diventare amico di Clifford, il bisbetico del quartiere, per la durata delle vacanze. Distrarlo un po’ per consentire alla sorella minore del ragazzo di uscire di nascosto.
Facile come suonare un brano di Beethoven per principianti. Un gioco da ragazzi.
Che ci vuole?
In fondo, Pax è bravissimo a fare amicizia. Ha un mucchio di amici. Il bisbetico non può certo dargli del filo da torcere. O forse sì?

Slanif2

È il Dicembre 1999 quando Patrick “Pax” Polo, chitarrista di una band rock si ritrova… Senza una band. Infatti, si presenta alla porta di Luca, il suo nuovo coinquilino di origini italiane, con un occhio nero a causa della litigata avuta con un membro del gruppo e con in mente il piano di farsi riammettere in suddetto al più presto.
È determinato a ottenere quello che vuole, perciò non è pronto all’interesse che suscitano in lui i suoi nuovi vicini di casa: Bianca e Clifford “Cliff” Wilson, che lo distraggono enormemente. Soprattutto il ragazzo – fratello maggiore della diciassettenne Bianca – è una fonte inesauribile di interesse per il chitarrista. Non appena scopre che Luca ha una cotta per Bianca e che Cliff è chiamato “Il bisbetico” del quartiere, la sua nuova missione che va a sommarsi a quella già esistente è: diventare amico del bisbetico e distrarlo affinché Luca abbia la sua occasione. Facile, no?
Sulla carta, forse; peccato che Cliff non sia come si aspettava e che soprattutto i suoi sentimenti cambino da “interessati” a “innamorati” senza che nemmeno se ne accorga, mentre si rende conto di tante cose circa il suo gruppo e di ciò che vuole dalla vita.
Ma Cliff non è così facile da avvicinare, e sembra aver eretto una barriera tra lui e il mondo dopo la morte dei genitori, avvenuta tre anni prima.
Non sarà facile conquistare il cuore del vicino, ma forse sarà proprio un Angelo di Natale in legno, lanciato per ripicca da Bianca fuori dalla finestra e finito dritto dritto nelle mani di Pax, a guidarlo verso il Vero Amore…

«Ti ho scritto una canzone, quindi adesso devi fare tutto ciò che dico.»
«Non vedo l’ora di essere il tuo burattino, stasera,» ironizzò lui.
Pax gli scoccò un sorriso accattivante. «Perché invece non diciamo che sei la mia chitarra, e sono io che non vedo l’ora di pizzicare le tue corde?»
Cliff rise. «Forse è il caso di riconsiderare quest’analogia, Apollo.» Oltrepassò la soglia e si chiuse la porta alle spalle. «Se fossi la tua chitarra, non potresti vivere senza di me. Mi tireresti fuori ogni notte e ci daresti dentro.»
Pax serrò le dita sull’elsa.
«Inoltre, se fossi la tua chitarra,» continuò Clif, fermandoglisi accanto, «saresti innamorato perso di me.»

L’ho già detto e ripetuto ma lo affermerò ancora: adoro i libri a fuoco lento di Anyta Sunday! I suoi personaggi sono divertenti, irriverenti e assolutamente con il prosciutto sugli occhi. Nonostante questo, succedono così tante cose interessanti e si svolgono così tanti battibecchi esilaranti, che non riesci nemmeno a irritarti di fronte alla loro incapacità di capire l’evidenza.
Pax e Cliff sono due ragazzi diversissimi, eppure capaci di completarsi e di trovare un modo (tutto loro, lasciatemelo dire!) di comunicare e amarsi.
I personaggi di contorno sono presenti e fondamentali e come in ogni libro della Sunday danno un apporto e una spinta in più alla narrazione. L’Angelo stesso, benché non abbia quell’aspetto “magico” dell’inizio della serie, risulta comunque un personaggio fondamentale.
Una storia dolcissima, piena di estivo (sì, estivo, perché siamo a Dunedin, in Nuova Zelanda, e lì le stagioni sono all’opposto delle nostre) Spirito Natalizio!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Il desiderio di un soldato” – N. R. Walker

N R Walker

Titolo: Il desiderio di un soldato
Autore: N. R. Walker
Serie: The Christmas Angel #5
Genere: Storico, Festività, Militare
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Il desiderio di un soldato

SINOSSI

L’anno è il 1969…
Gary Fairchild è orgoglioso di essere uno studente universitario hippie, e protesta contro la Guerra del Vietnam perché crede nell’amore e nella pace. Per lui non si tratta soltanto di un movimento controculturale: per lui è uno stile di vita. Quando vengono messi in vendita i biglietti per “l’Aquarium Exposition, 3 giorni di Pace & Musica”, meglio conosciuto come Woodstock, vuole andarci assolutamente.
Richard Ronsman è un ragazzo di campagna fuori dal mondo che vive nell’ombra del padre autoritario. Ha nascosto il suo segreto più oscuro per guadagnarsi l’amore dell’uomo, ma nulla è mai abbastanza, neanche offrirsi volontario per la Guerra del Vietnam. E pochi giorni prima della sua partenza, viene invitato da un hippie seducente a unirsi a lui per andare a un festival di musica.
Tre giorni di musica, droghe, pioggia, fango e amore forgiano, tra questi due uomini molto diversi, un legame che influenzerà il resto delle loro vite. Condividono sogni e paure, e quando Richard viene mandato in guerra, si scambiano lettere e amore. Per il suo primo Natale a casa, a Richard viene regalata una decorazione speciale a forma di angelo che potrebbe fare avverare il desiderio di un soldato.

Slanif2

È il 1969 quando Gary Fairchild è in viaggio con i suoi amici, diretti a Woodstock per il famosissimo concerto hippie ormai entrato nella storia. Il tragitto è lungo, ma i suoi compagni di viaggio hanno fame, così decidono di fermarsi in una tavola calda in mezzo al nulla e di mangiare qualcosa.
Sono lì a parlare e a finire di consumare il loro pasto, quando Gary scorge seduto da solo a un tavolo, con i capelli tagliati cortissimi e una sacca militare ai piedi, un giovane ragazzo dallo sguardo tormentato e malinconico.
Spinto non sa bene nemmeno lui da cosa, si avvicina a quel ragazzo – che scopre chiamarsi Richard Ronsman, soldato in partenza per il Vietnam, dove imperversa una guerra sanguinosa e terrorizzante – e cominciano a parlare, finendo poi per invitarlo a unirsi al suo gruppo in quei tre giorni di dissolutezza prima di dover volare a New York per prendere poi un volo per Los Angeles e da lì uno per il Vietnam.
All’inizio Richard non è convinto, ma i pensieri che lo affliggono lo stanno uccidendo, e ha paura di non tornare vivo da quell’inferno, così alla fine accetta e sale in macchina con il gruppo di hippie, concedendosi non solo tre giorni di musica, alcool e droghe, ma anche la possibilità di scavare in quella parte di sé che da sempre cerca di tenere nascosta.
Tuttavia, i tre giorni passano in fretta, e i due ragazzi devono salutarsi. Ma è davvero un addio? Quello che sentono è troppo grande per chiuderla così velocemente, quindi che fare?
Tra una corrispondenza epistolare e momenti difficili, i due ragazzi coltiveranno il loro amore e progetteranno il loro futuro. Almeno fino a quando la guerra non si metterà in mezzo scombinando tutti i piani e gettandoli nel terrore più assoluto…

Ho tanta voglia di vederti. Voglio sentire le tue braccia attorno a me, e voglio sentire il battito del tuo cuore quando mi stringi contro il tuo petto. Ma più di tutto, voglio sentirmi al sicuro. E il posto più sicuro in cui sono stato è accanto a te.

Non vi svelo altro della trama de “Il desiderio di un soldato”, perché è davvero una storia che si dipana in circa otto anni e va assaporata pagina dopo pagina.
Gary e Richard sono due degni personaggi di N. R. Walker: forti ma teneri, capaci di grandi dolcezza e fragilità, ma anche di una straordinaria forza d’animo. Due ragazzi in grado di provare forti sentimenti, di amare intensamente, e di rincorrere con le unghie e con i denti i sogni che piano piano diventano sempre più importanti.
Anche la storia è molto bella, con scene più tese che aumentano l’aspettativa e altre ricche di dolcezza e quotidianità.
Al contrario dei volumi che l’hanno preceduta, questa storia non ha la presenza dell’Angelo di Natale sin dall’inizio, già in possesso di uno dei due protagonisti. L’Angelo arriva successivamente, e anche se ci sono alcune caratteristiche comuni con gli altri libri, qui la sua presenza è più marginale. Mi è dispiaciuto non respirarne la magia che ha caratterizzato soprattutto i primi due volumi (“L’Angelo di Natale” di Eli Easton e “L’Angelo di Summerfield” di Kim Fielding), ma che comunque avevo già trovato carente in “L’Angelo del prestigiatore” di Jordan L. Hawks.
Una cosa che mi ha convinta poco è il finale, gli ultimi due capitoli, dove mi sembra ci fosse un “troppo” circa le vicende, e dove avrei preferito leggere altro, magari in un futuro in cui quella promessa di Natale potesse avverarsi.
Nel complesso, comunque, una storia piacevolissima, molto dolce, e parecchio più lunga e corposa delle altre. Consigliato!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice