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Recensione in anteprima “Total Creative Control” – Joanna Chambers & Sally Malcolm

Titolo: Total Creative Control: Amore, fan fiction e altri disastri
Autore: Joanna Chambers & Sally Malcolm
Serie: Creative Types #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Total Creative Control: Amore, fan fiction e altri disastri

SINOSSI

Cosa succede quando un assistente personale dal carattere solare incontra un capo musone?

L’autore di fan fiction Aaron Page viene assunto per un lavoro temporaneo con il creatore dello show di successo Sanguisughe. Un lavoro che dovrebbe durare solo una settimana, ma dopo tre anni Aaron è ancora lì…
Forse perché adora la sfida creativa. O forse perché è un fan sfegatato di Sanguisughe. Decisamente non a causa di Lewis Hunter, il suo capo, così pretenzioso, maleducato… e clamorosamente sexy.
Lewis Hunter ha lottato per tutta la vita per ottenere ciò che ha. La sua priorità è lo show, e le relazioni personali sono ben distanti dalla vetta della classifica. Inoltre a cosa serve il romanticismo quando hai una sfilza di uomini attraenti che entrano ed escono dal tuo letto?
La sua unica relazione significativa è quella con Aaron, il suo principale confidente e assistente insostituibile. E non importa quanto trovi affascinante il suo aspetto da ragazzo della porta accanto, Lewis non rischierebbe mai il loro rapporto professionale per togliersi uno sfizio.
Ma quando si trova incastrato a un evento aziendale tanto orribile quanto demenziale, Aaron è il suo unico amico e alleato. Le linee della professionalità tra loro iniziano a sfumarsi, e l’attrazione reciproca si infiamma…
… ed entrambi finiranno per restarne scottati.

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Aaron Page ha ventisette anni e da tre è l’assistente personale di Lewis Hunter, che di anni ne ha trentaquattro ed è il creatore dello show televisivo “Sanguisughe”, prodotto dalla Piccione Riverso e che vede come protagonisti il vampiro Skye e l’umano Faolán.
Aaron doveva fare l’insegnante di storia, in realtà, ma dopo quello che sembrava solo un lavoro estivo, la sua vita si è trasformata in quella di assistenza personale di Lewis ma anche, bisogna dirlo, quella di co-autore. Lewis riconosce questo suo lato, pertanto ha fatto sì che lo stipendio di Aaron fosse adeguato al lavoro svolto, ma sostanzialmente è solo il nome di Lewis, quello che compare sullo schermo e che è conosciuto dai fan.
Non che ad Aaron la cosa dispiaccia. In realtà, prima di un incontro d’affari in una lugubre villa vittoriana con Charlie Alexander, che vuole a tutti i costi fare di “Sanguisughe” anche un remake americano, Aaron non si era nemmeno mai posto il problema.
Tuttavia, quando le cose si complicano e il confine lavorativo tra Aaron e Lewis comincia a sfumare, Aaron si rende conto che, se vuole davvero realizzare se stesso, deve tagliare il cordone ombelicale con Lewis, perché l’uomo non solo è incapace di condividere il lavoro, ma anche e soprattutto il suo cuore…

Era… Dio, era fantastico. Perfetto. Ma era sempre perfetto, perché era Aaron: la cosa più perfetta nella vita di Lewis.

Avevo grandi aspettative circa questo romanzo, perché Joanna Chambers è un’autrice che amo molto e anche Sally Malcolm l’avevo molto apprezzata (benché io abbia letto solo il suo unico altro libro pubblicato finora in italiano) ma, in questo esperimento Contemporaneo, onestamente, non hanno saputo convincermi del tutto. In sincerità, non so nemmeno cosa non mi abbia convinta nello specifico; ho semplicemente trovato la storia piatta. Senza mordente. Un po’… basica, se vogliamo, con scene molto simili tra loro e due personaggi molto promettenti che però non hanno saputo decollare. Il tutto, ovviamente, inteso a mio esclusivo gusto, perché una parte di me si rende anche conto che il romanzo è scritto bene e Aaron e Lewis sono due personaggi molto ben caratterizzati. Soprattutto Lewis, con il suo caratteraccio e gli sbalzi d’umore, ha saputo colpirmi; ma c’era qualcosa durante la lettura che mi faceva arrancare, domandandomi quando sarebbe successo qualcosa di eclatante ed effettivamente accattivante e interessante.
Il romanzo è, come detto, gradevole. Parla anche molto di fan fiction, di fandom, di bromance e di noi spettatori/lettori che vediamo materiale queer anche in personaggi che, nella realtà dei fatti, non lo sono; mi sono ritrovata molto nel mondo delle fan fiction e dei suoi pregiudizi, così come della passione per lo scriverle; ma appunto, è risultato tutto un po’ piatto.
Devo ammettere di essere rimasta un po’ delusa, perché avevo grandi aspettative che non sono state del tutto esaudite, ma non me la sento nemmeno di bocciare questo libro perché, appunto, è ben scritto e con due protagonisti gradevoli.
A questo punto confido nel libro su Owen e Mason, dove soprattutto il primo mi ha intrigata. Spero arrivi presto!

3.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Il corpo che indosso” – Donatella Ceglia

Titolo: Il corpo che indosso
Autore: Donatella Ceglia
Genere: Contemporaneo, Crossdressing
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il corpo che indosso

SINOSSI

Elia, undici anni, non ha un posto nel mondo e non si sente a proprio agio nel suo corpo. Criticato dai genitori per non essere il perfetto figlio maschio che si aspettavano e affascinato dai vestiti di sua sorella, diventa facile vittima dei bulli.
Solo Gio, un compagno di scuola selvaggio e ribelle, trova il coraggio di difenderlo e lo invita a casa sua: un appartamento pieno di stoffe e ricordi, in cui l’aria è pervasa dal profumo di lavanda degli abiti di Libera, l’amorevole nonna del ragazzo. L’appartamento diventa ben presto un rifugio per Elia, in cui trova l’affetto e la comprensione che altrove gli vengono negati.
Passano gli anni, il rapporto tra Elia e Gio si evolve. I due ragazzi diventano uno l’estensione dell’altro, si alimentano del loro legame simbiotico, si indossano a vicenda come i vestiti che Elia tanto ama e con cui esprime se stesso.
Quello che li unisce tuttavia non basta. Il mondo preme sulle pareti dell’appartamento e reclama attenzione, mescolando ciò che si trova dentro con ciò che c’è fuori, tanto che i due giovani prendono strade diverse e la separazione sembra inevitabile. Elia tiene così traccia del tempo, chiedendosi se sarà possibile sopravvivere a quel tipo d’amore.

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A volte ci si imbatte in un libro che avresti voglia di sottolineare dall’inizio alla fine, tale è il potere dei concetti che esprime: gioie, dolori, insicurezze, paure che accompagnano il percorso di crescita di ogni essere umano, indipendentemente dal sesso di appartenenza.
Elia e Gio sono due ragazzini di undici anni con pochi amici, forse in realtà nessuno, e pochi famigliari che li circondano, soprattutto per Gio che vive da sempre solo con Libera, la premurosa e anticonvenzionale nonna materna.
Elia i genitori li ha, anche una sorella gemella, la vulcanica Eleonora, molto più forte caratterialmente del taciturno fratello; eppure anche lei non ha ancora capito che Elia è in perenne conflitto con se stesso, del resto hanno solo undici anni. Pochi direste voi, ma sufficienti per far capire a Elia di essere diverso dai ragazzini della sua età:

“Il rosa era un colore da ragazze, alle ragazze piacevano i ragazzi. Un mondo senza sfumature, in cui tutto quello che non era blu doveva essere per forza rosa. Mi strapparono una verginità fatta d’ingenuità, ma mi insegnarono anche che indossare un abito era fare una dichiarazione che poteva essere rivoluzionaria.”

Elia è silenzioso, timido, introverso, timoroso di far sentire al mondo la sua voce, in perenne ricerca di un posto dove essere finalmente se stesso e da quando Gio è entrato nella sua vita forse ha trovato un luogo per esserlo. Tra le pareti della casa di Libera e Gio si sente accettato per quello che è, per quello che ancora lui non sa di essere, perché in quel modesto ma colorato, vivo appartamento, può essere semplicemente Elia:

“Non sono una ragazza, non sono un ragazzo, non sono un po’ di entrambi. Sono… solo io… La mia intera esistenza si reggeva sui compromessi a cui mi costringevo… Era spaventosa l’idea di non saperlo davvero, di non avere la minima idea di cosa fossi… Un conto era diventare un uomo a cui piacevano altri uomini – mamma aveva tutta una serie di nomi, per quelli così –, un conto era essere imprevisto, essere sbagliato dentro.”

Libera ha cresciuto Gio da sola; lo ha amato in ogni modo possibile e lo ha reso un ragazzo forte e pronto a difendere chi ha bisogno. Ha riversato in lui tutto l’amore che aveva per la figlia e lo ha cresciuto libero di essere chi vuole. Tutti abbiamo bisogno di amore e accettazione per crescere e se non li troviamo in famiglia, bisogna solo cercare di trovarli in chi crede in noi.
Si dice spesso che “ Gli amici sono la famiglia che ci scegliamo” e in casa di Gio e Libera accade proprio questo: la nascita di una famiglia, un microcosmo formato da Gio, Elia, Eleonora, Yin, la futura stilista, André, conosciuto in piscina e motivo di futuro squilibrio tra Eli e Gio, e Arianna che passa da un fidanzato all’altro!
Un mondo variegato e colorato come è la casa di Libera: aperta al cambiamento.
Gio e Eli vivono un rapporto simbiotico che li spinge a cercarsi ma anche a respingersi a vicenda; Eli non ha il coraggio di dire ad alta voce cosa vuole davvero da Gio e resta in attesa che lui lo capisca da solo. Gio invece è diretto nei suoi modi, nel suo modo di vivere e ribadisce a Eli che se vuole stargli accanto deve prenderlo così come è.
Gio è stato cresciuto con amore, ma non ha avuto la possibilità di creare dei ricordi sulla madre; è curioso, anticonformista, desideroso di sapere e vivere, forse per riempire quella mancanza:

“Lei era nascosta dietro ogni conversazione sulla morte, ogni rituale raccontato, ogni leggenda. C’era sua madre dentro la rabbia esplosiva di Gio, dentro le sue ostinazioni, dentro la delicatezza nei miei confronti. C’era, anzi, l’assenza di sua madre. La sagoma vuota che si era lasciata dietro. L’impossibilità di conoscerla era il motivo per cui voleva conoscere tutto il resto, assorbire la vita tuffandocisi dentro.”

Elia e Gio sono legati da un filo invisibile che non si spezza nemmeno quando l’adolescenza finisce ed Eli cerca di trovare finalmente se stesso, allontanandosi da Gio.
Ci sono sprazzi di presente che si alternano al passato, sempre narrato da Eli, che ci mostra dove si trovano ora i due giovani uomini e come hanno fatto a diventare chi sono.
Elia doveva per forza allontanarsi da Gio, per crescere, per capire che quel rapporto avrebbe potuto distruggerlo, perché non ancora pronto ad accettarsi davvero e perché la forte personalità di Gio rischiava di imprigionarlo in quell’appartamento, che da luogo sereno stava per diventare una prigione:

“Eravamo scuciti entrambi, rattoppati in modi diversi per resistere alla vita quanto bastava…Lui, nella solidità della sua forma, conteneva a stento venti in tempesta; io avevo ossa sporgenti pronte a bucarmi la pelle e riversare fuori il dentro: la tristezza, l’indefinito, il bisogno.”

Un libro intenso, struggente, scritto in maniera delicata ma che non indora la pillola, che ci mostra quanta strada ancora bisogna percorrere per accettare chi non rispondere ai canoni prestabiliti da altri.
Due ragazzi cercano di capire chi sono, cosa vogliono dalla vita e l’uno dall’altro. Forse si sono conosciuti troppo presto, ma se non si fossero conosciuti così presto non sarebbero sopravvissuti. Una simbiosi che fa riflettere, così come il disagio di Elia di trovarsi in un mondo che non riesce ad accettarlo per quello che è, perché lui per primo è stato condizionato dal mondo esterno a seguire un ordinamento stabilito da altri, finché sulla sua strada non sono arrivati Gio, Libera, Andrè, Yin, Arianna, Sebastiano…
La vita mi ha insegnato tanto e non ho ancora finito di imparare, perché se avessi finito vorrebbe dire che non sarei più in vita; finché respiriamo impariamo.
La vita non è facile per nessuno; da lezioni che possono segnarci per sempre nel corpo e nell’anima, soprattutto quando ti strappano le persone che ami nella maniera più crudele e violenta, ma ti sa anche donare l’affetto di chi tiene davvero a noi e che è disposto ad aspettare il nostro ritorno.
Tutti hanno momenti di sconforto, che ci abbattono, la differenza la fa sapere chi c’è dall’altra parte ad aspettarci.
Gio ed Elia siamo tutti noi: tutti unici, speciali, vivi, pieni di colore e nessuno ci deve dire quale…
Un romanzo di crescita, poco romance, per nulla direi, di cui consiglio vivamente la lettura. La scrittura in prima persona è più che azzeccata, perfetta per far sentire a tutti la voce di Elia.

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Howtown: piccola città” – Henry Rios

Titolo: Howtown: piccola città
Autore: Michael Nava
Serie: Henry Rios #4
Genere: Storico, Noir
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Howtown: piccola città

SINOSSI

Un caso controverso riporta l’avvocato Henry Rios nella cittadina in cui è nato, mettendolo nella traiettoria di un implacabile assassino.

Sono passati quasi dieci anni dall’ultima volta che Henry Rios ha visto sua sorella, Elena, dopo che una storia familiare dolorosa ha lasciato entrambi segnati da ricordi infelici. Ma la loro riunione è ben diversa da ciò che aveva immaginato: sua sorella vuole chiedergli di difendere Paul Windsor, un loro vecchio conoscente che ha un passato di pedofilia ed è stato accusato di omicidio dopo che la polizia ha rilevato le sue impronte sulla scena del crimine.
La vittima, che smerciava pedopornografia, è stata torturata e poi massacrata di botte in una stanza di motel. L’indagine riporta Rios nel suo vecchio quartiere e lungo una strada tortuosa di ricatti, gelosie e amore malato. Costretto a guardare in faccia i suoi demoni, dovrà affrontare alcune difficili verità su se stesso… e le macchinazioni di un killer spietato.

Con la consueta attenzione ai chiaroscuri dell’anima, Michael Nava ci riporta nella California di fine anni Ottanta per immergerci nel calore opprimente di una piccola città dell’entroterra e in una storia complessa, che intorbida il confine tra carnefice e vittima.   

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Henry Rios si dimostra ancora una volta un essere umano fuori dal comune in questo quarto volume.
Caso dopo caso, Henry esce sempre di più allo scoperto con il lettore, mostrando le molteplici sfaccettature del suo essere così umano; non è di certo perfetto, visto il suo passato da alcolista ma cerca sempre di fare del suo meglio, nel lavoro come nella vita privata.
Una telefonata inaspettata, lo riporta sul viale dei ricordi, nel suo passato, che non ha mai dimenticato, perché lo ha reso l’uomo e l’avvocato che è oggi.
La telefonata è una richiesta di aiuto da parte della sorella; non la sente da anni, ci sono state molte cose non dette fra loro, si erano allontanati e forse questo è il momento giusto per recuperare il loro rapporto.
Anche la sorella di Henry non ha avuto vita facile; i due si somigliano molto di più di quello che pensava da ragazzo, vittime entrambi di una famiglia machista e disfunzionale.
Ora sono cresciuti, hanno la possibilità di creare finalmente un legame famigliare, anche se manterranno sempre le idee diverse:

“«Questo è il paradiso,» dissi aprendo la portiera. Lei sorrise, e le linee intorno alla sua bocca si fecero più profonde. «Il paradiso non è un posto, è un’aspirazione.»”

Anche il rapporto con Josh sta diventando più intenso; sta evolvendo e cresce sempre di più tanto che Henry non riesce a capacitarsi del fatto di aver trovato qualcuno da amare di nuovo e che lo ami per quello che è. Tra di loro c’è una bella differenza d’età, ci scherzano spesso, ma non possono scherzare col terzo incomodo del loro rapporto:

“Amavo sia il ragazzo che l’uomo, ma non sempre capivo con quale dei due avessi a che fare… ma lui era penetrato nel midollo della mia vita ed ero deciso a stare al suo fianco per quanto più tempo possibile… a prescindere da cosa provassi per lui, da quanto lo amavo, ci trovavamo ai lati opposti della barriera divisoria che separava chi era infetto da chi non lo era. Potevo intravedere qualcosa del suo lato, ma lui ci viveva.”

Nava descrive in maniera vivida il periodo storico in cui ha deciso di far muovere i suoi personaggi, riportandoci nel nostro recente passato, dove la sua comunità è stata falcidiata dalla piaga del secolo. Ora che la piaga ha mietuto vittime in tutti gli strati sociali, le autorità si sono rese conto del pericolo e nuove terapie nascono ogni giorno. Vedere come Josh affronta la sua situazione da speranza ma fa anche stringere il cuore. Nava ha la capacità di descrivere con empatia lo stato emotivo dei suoi personaggi senza essere mai smielato, perché questo è sempre un noir e il cliente di Henry è tutto fuorché una brava persona.
Il caso è complesso, l’omicidio è stato brutale ed efferato, ma quello che ha commesso in passto il suo assistito è abominevole, come le giustificazioni che gli escono dalla bocca!
Eppure Henry non rifiuta il caso, convinto dell’innocenza del suo assistito; crede anche che dietro quel manipolo sconclusionato di prove ci sia molto di più da far venire a galla.
Henry del resto è l’incarnazione del principio base del diritto alla difesa: tutti hanno diritto di essere difesi, anche se colpevoli; nessuno può sostituirsi a un giudice e tutti devono avere un giusto processo. Così dovrebbe essere in qualsiasi sistema giudiziario, ma non è sempre così. Henry davvero l’avvocato che tutti vorrebbero:

“«A volte difendo qualcuno perché penso che meriti un po’ di sollievo, o forse solo perché mi sta simpatico. E a volte lo faccio perché, qualunque cosa abbia fatto il tizio, a lui hanno fatto qualcosa di peggiore.» Sorrisi. «E a volte lo faccio per soldi. E altre ancora perché non lo farebbe nessun altro. Come in questo caso.»”

Non nego di aver provato sentimenti di ripugnanza verso il suo assistito; mi ha fatto venire la pelle d’oca sentire uscire dalla sua bocca certe giustificazioni al suo comportamento. Anche se non ci sono descrizioni fisiche di quello che ha compiuto in passato – anche qui Nava si dimostra un eccellente narratore che non scade mai nel sensazionalismo, senza fornire sordidi dettagli sui crimini compiuti- sentire uscire quelle parole dalla sua bocca è stato come prendere un pugno nello stomaco.
Pensare poi che c’è ancora chi paragona la pedofilia all’essere gay mi fa ribollire in sangue nelle vene! Davvero non ho parole, ma solo insulti.
Nelle ultime pagine Nava ci racconta un altro pezzo del suo vissuto, da dove ha preso lo spunto per scrivere la storia e del perché lo ha fatto: per sensibilizzare, per tenere la luce accesa su una piaga che ancora non è stata sconfitta.
Henry ha percorso davvero tanta strada, da solo ma anche con l’aiuto di chi gli è rimasto accanto, tanto da diventare la persona che ora può fare la differenza:

“Avevo amato così di rado che mi sentivo in debito verso i pochi che erano stati oggetto del mio amore, per il sollievo che avevano offerto alla solitudine. Era il peso di quel debito che sentii mentre lo guardavo svoltare l’angolo.”

Per quel che concerne l’indagine devo dire che anche stavolta l’autore non mi ha delusa; gli elementi per arrivare a capire chi sia davvero l’omicida ci sono tutti, non è stato difficile arrivare alla soluzione.
Devo poi dire che mi piace molto che l’autore descriva bene l’iter giudiziario che si dipana nel libro; ne sono affascinata, essendo da sempre un’amante dei polizieschi made in USA, dove il sistema è del tutto diverso dal nostro, ma sono facili da comprendere o forse sono io che sono di parte avendo studiato la materia in passato!

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Bob il distruttore di guinzagli” – Sue Brown

Titolo: Bob il distruttore di guinzagli
Autore: Sue Brown
Serie: Lyon Roads Vets #2
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: Attualmente non disponibile
Link all’acquisto: Attualmente non disponibile

SINOSSI

Bob è un beagle con un gran brutto carattere. Mangia ogni guinzaglio acquistato dal suo disperato padrone, Will Duffy. Un attimo prima gli sta passeggiando accanto e l’attimo dopo sta correndo libero e trionfante lungo la strada, con Will che lo rincorre.
Questo è solo un gioco per Bob fino al giorno in cui, strappando il decimo guinzaglio, viene investito dall’auto di Lawrence Taylor. Lo scontro gli fa perdere conoscenza e lo lascia con la zampa posteriore rotta. Will deve chiedere a Lawrence un passaggio dal veterinario e sopportare che l’uomo lo rimproveri fino a destinazione. E cosa ancora peggiore, Will scopre che Lawrence è un addestratore di cani!
Bob viene ingessato ed è costretto a indossare il cono della vergogna. Naturalmente, Lawrence pensa che tutto ciò di cui Will e Bob necessitano siano alcune ore di addestramento, se non fosse che Bob non ha ancora incontrato un addestratore che non è riuscito a fare desistere. Lawrence ce la farà a portare a termine il lavoro? 

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Will sta passeggiando col suo fedele amico, il beagle Bob, che però si dimostra per l’ennesima volta l’indisciplinato cane che è quando riesce a rompere il guinzaglio e scappare via, finendo… sotto la macchina di Lawrence, un addestratore di cani!
I nostri protagonisti si incontrano così, in un rocambolesco girotondo causato da quel monello di Bob, che finisce dapprima per vederli coinvolti in una debole amicizia e poi in qualcosa di più.
La concretizzazione del loro sentimento (nonostante Lawrence renda palese sin da subito il suo interesse) è rallentata da Will e dai dolori che lo accompagnano sin dal passato, segnandone la capacità di provare fiducia nel prossimo e, in generale, di vederlo nascosto dietro un muro di paure piuttosto insormontabile.
Lawrence, per fortuna, è piuttosto deciso e non si lascia abbattere dalle reticenze di Will, quindi alla fine l’amore trionferà.
Nonostante le difficoltà presentate, il lasso di tempo in cui si svolge il tutto è piuttosto breve e questo è, probabilmente, uno dei punti a sfavore di questo romanzo, che avrebbe dovuto essere dipanato (a mio avviso) in tempistiche meno veloci e più posate.
Carine le comparsate di Peter e Evan, i protagonisti del primo volume, “Il posto di Harry Quattrozampe”, che vediamo più innamorati che mai e che fanno da consiglieri a questi due giovani innamorati confusi.
Un romanzo carino, sui livelli del primo, che però anche stavolta manca di intensità e realismo.

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Recensione in anteprima “Shifting views” – Meg Harding

Titolo: Shifting views
Autore: Meg Harding
Serie: The Carlisles #4
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Shifting views

SINOSSI

Il modello di successo Denver Carlisle vive finalmente da solo. Ha un nuovo appartamento, un vicino che ha un problema a chiudere le tende, e il proprietario della panetteria locale, che gli fa tremare le ginocchia. È circondato da uomini, e Denver non ha nessuno da molto tempo. Si mette in gioco, chiede a Ethan Monahan di uscire e ricorre a un po’ di esibizionismo con il suo vicino. Solo per essere rifiutato da entrambi. È la prima volta che gli succede.
Ethan Monahan gestisce la sua panetteria e ha un nuovo vicino che va in giro nudo. Quest’ultima cosa lo distrae un po’ troppo. Quando il vicino nudo si rivela essere nientemeno che il modello Denver Carlisle – nonché il cliente che gli ha chiesto di uscire – Ethan cerca di fare ammenda. In modo puramente amichevole.
L’amicizia porta a qualcosa di più, ed entrambi gli uomini si trovano in difficoltà con le emozioni e i compromessi. Denver ha problemi di fiducia che potrebbero ricoprire il Sahara, e Ethan è un prodotto del sistema di affidamento, pieno di risentimento e con una seria diffidenza verso chi ha soldi.
C’è solo un modo per conciliare i loro problemi: lavorarci insieme.

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Quarto volume della serie “The Carlisles” di Meg Harding, “Shifting views” racconta la storia di Denver, uno dei fratelli Carlisle. Se avete letto “Doppio controllo” conoscete Dorian e il suo gemello. Conoscere Dorian e gli altri fratelli è il primo passo per capire cosa spinge Denver a isolarsi e mettersi in gioco con il vicino nudista. La sua vita è stata stravolta e non ha altra scelta che allontanarsi e imparare a vivere da solo, senza suo fratello a proteggergli le spalle.
Denver era il personaggio che già conoscevo, quello a cui chiunque si affeziona, modello di fama mondiale eppure così impacciato quando si trova davanti una persona che gli fa battere il cuore. Dolce e gentile eppure con un carattere forte che non si tira indietro davanti alle difficoltà, seppur la sua famiglia debba intervenire per rimetterlo in riga.
Ethan è un uomo che ne ha passate davvero molte, ma che ha ancora tantissimo amore da dare. È il perfetto compagno per Denver, i due si completano in un modo che non credevo possibile.
Ethan è stato per me una grande e piacevole sorpresa. Non lo conoscevo e non avevo idea potesse attrarmi così tanto. L’ho adorato in più momenti e ho apprezzato davvero molto vedere come l’autrice sia riuscita a renderlo vero e spontaneo, insicuro eppure così diretto. Ethan è un mix di tutte quelle caratteristiche che cerco in un personaggio e che se ben equilibrate donano al lettore un protagonista che non è semplice dimenticare.
Mi dispiace che il finale sia stato più veloce di quanto, secondo me, la storia aveva bisogno. È bello poter leggere storie d’amore leggere e dolci, che si sviluppano con calma e che mostrano pian piano le sfumature delle personalità dei protagonisti. Mi sarebbe piaciuto però che questa “lentezza” fosse costante, specialmente nella conclusione.
Ethan e Denver avevano ancora molto di cui parlare e il lettore avrebbe sicuramente apprezzato poter leggere di loro anche al di là di ciò che viene raccontato.
Se il finale è stato troppo veloce, il resto della lettura è riuscito invece a catturarmi in ogni singolo momento. I due protagonisti si conoscono e si raccontano, entrano in sintonia e mi hanno permesso di legare anche con i pochi personaggi secondari che appaiono.
Le dinamiche della famiglia Carlisle conquistano il lettore ormai da quattro volumi e questa è solo un’altra conferma di quanto l’autrice sia capace di intrattenere e incuriosire. Tutti i fratelli Carlisle sono interessanti, ognuno di loro ha peculiarità che sono state messe in evidenza con attenzione. Denver e Dorian sono un chiaro esempio di come sia davvero bello vedere due personaggi così simili fisicamente distinguersi grazie a poche parole ed espressioni. L’autrice ha sempre reso possibile capire chi stesse parlando già prima di conoscere la loro storia.
Mi è piaciuta la leggerezza con cui la famiglia Carlisle vive e di conseguenza il modo in cui ognuno di loro riesce a rendere semplice e caratteristica ogni storia.
Mi piacerebbe poter leggere ancora una volta dei loro incontri, magari di una cena in famiglia con tutti loro al completo.

4

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Recensione in anteprima “Fuoco nel ghiaccio” – Keira Andrews

Titolo: Fuoco nel ghiaccio
Autore: Keira Andrews
Genere: Contemporaneo, Militare
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Fuoco nel ghiaccio

SINOSSI

La temperatura si abbassa e l’atmosfera… si surriscalda.

Tormentato da ciò che ha perso in Afghanistan, il capitano Jack Turner si trova a un punto di svolta. Una missione di routine nell’Artico lo strappa dal suo noioso lavoro d’ufficio, ma le cose con il Ranger canadese che dovrebbe guidarlo in quelle terre così ostili e pericolose partono con il piede sbagliato. Jack non sa quale sia il suo posto, ma di certo preferirebbe che non fosse nella stessa tenda del sergente Kin Carsen.
L’Artico scorre nelle vene di Kin, che non riesce a lasciarsi la tundra alle spalle. Vorrebbe poter vivere apertamente la sua omosessualità, ma l’estremo nord non è tollerante come il resto del Canada. Nonostante la solitudine è orgoglioso del suo ruolo di responsabilità di Ranger, incaricato di pattugliare le terre sterminate che conosce così bene. Ma con Jack si trova in un territorio sconosciuto, e quando una tempesta li isola dal mondo, tra di loro si accende un desiderio inatteso. Ben presto si ritrovano a lottare per la sopravvivenza, due sconosciuti che possono contare solo l’uno sull’altro.

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Jack Turner è un ex capitano dell’Esercito che è dovuto tornare a casa dopo essere quasi saltato in aria a causa di una bomba. Fisicamente si è ripreso, ma psicologicamente è apatico e annoiato quindi, quando viene incaricato di andare nell’Artico per vedere se è possibile costruire lì una nuova base di addestramento, tutto si aspetta meno di trovarsi di fronte al giovane e affascinante sergente dei Ranger Kinguyakkii “Kin” Carsen, che sembra capace di svegliarlo dal suo torpore come nessun altro c’è riuscito nell’ultimo periodo.
Purtroppo, Jack non fa proprio una gran bella prima impressione e non sembra che tra i due possa esserci anche solo una conversazione civile. La questione, però, è che i due dovranno passare insieme alcuni giorni, isolati nel mezzo della tundra artica e, si sa, da cosa nasce cosa…

«Bellissimo,» mormorò Jack.
«Sì,» concordò. Jack guardava il vortice di colori sopra di loro, ma gli occhi di Kin erano fissi a un metro e ottanta da terra.

Non voglio svelarvi altro della trama di questa novella super breve di Keira Andrews, che ci porta in mezzo all’Artico e che ci regala paesaggi incontaminati e affascinanti, pericolosi e accattivanti.
La storia di Jack e Kin è semplice, lineare, un po’ scossa dai drammi del passato che entrambi si portano dietro e, a mio gusto, un po’ troppo insta-love, ma nel complesso getta le basi per un qualcosa che sembra destinato a durare.
Mi rammarica un po’ la mancanza di un epilogo più soddisfacente, che magari ci mostri qualcosa di più rispetto a quello che succede dopo, anche se percepisco il fascino del lasciare all’immaginazione del lettore decidere cosa succederà dopo, piuttosto che mettersi lì a raccontarlo momento per momento.
Un romanzo che, come dicevo, è davvero breve ed è un peccato, perché la storia è interessante e i personaggi mi hanno intrigata molto, quindi mi sarebbe piaciuto leggerne di più. Soprattutto il mio animo curioso si è sentito affascinato dalla cultura di Kin, che è così diversa dalla nostra e che ha tantissimo da raccontare.
Una novella dalle ambientazioni glaciali ma dall’animo piuttosto caldo, che ho letto con piacere. Consigliato!

4

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Recensione in anteprima “E mai nessuno potrà mettersi tra me e te” – Gennj Cappelletto

Titolo: E mai nessuno potrà mettersi tra me e te
Autore: Gennj Cappelletto
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: E mai nessuno potrà mettersi tra me e te

SINOSSI

A 14 anni William Thompson ha un ridicolo taglio di capelli, l’apparecchio ai denti, gli occhiali, la reputazione da nerd e le idee confuse riguardo alla propria sessualità. È in quell’anno che incontra per la prima volta Edward Sherwood, un nuovo amico di suo fratello, e la sua confusione sessuale sembra dipanarsi di colpo: potrebbe decisamente essere gay.
A quasi 18 anni William non ha più l’apparecchio per i denti, ma indossa ancora gli occhiali e continua ad essere un nerd con pochi amici e una cotta imbarazzante e del tutto fuori luogo per il migliore amico di suo fratello. Amare Ed è facile come respirare ma fin troppo doloroso; Edward è fuori dalla sua portata e non solo perché è etero fino al midollo, ma anche perché è più grande e più in gamba di lui, così William decide di dimenticarlo, partecipare alle feste, cercarsi un ragazzo… Certo non si sarebbe mai aspettato le crisi di gelosia in piena regola di Edward che forse, sotto sotto, non è poi così etero. Ma frequentare un ragazzo che si rifiuta di uscire dall’armadio non è facile e spesso le delusioni sono più grandi dei traguardi raggiunti, ecco allora che un volo per un’università dall’altra parte del mondo sembra la soluzione ideale per tagliare i ponti con l’unico ragazzo che probabilmente non potrà mai avere sul serio.
A 25 anni William può dire di aver chiuso con il passato: ha una deliziosa figlioletta che sta crescendo da solo in modo encomiabile, ha appena ottenuto un fantastico lavoro come biologo marino nell’illustre acquario della sua città, e non ha motivo di preoccuparsi che qualcuno ricompaia nella sua vita, soprattutto dopo sette anni trascorsi senza contatti. Ecco perché quasi gli prende un colpo quando, il primo giorno di scuola di sua figlia, scopre che il suo nuovo maestro è un certo Edward Sherwood…

Avete presente quando, leggendo una sinossi, vi fate una certa idea della storia che andrete a leggere? Beh, scorrendo la scansione temporale che presenta questo libro, mi ero immaginata un paio di capitoli con Will da ragazzino, un altro paio a diciott’anni e poi che la storia fosse centrata sul presente.
Invece sono stata piacevolmente smentita, perché il volume è un perfetto esempio di slice of life, ossia pezzetti di vita quotidiana che scandiscono la storia d’amore fra Will e Edward giorno dopo giorno, anno dopo anno, fino a raggiungere i suddetti traguardi, suddivisi equamente in 400 pagine che hanno saputo coinvolgermi e mantenere alta la mia attenzione, dimostrando un buon ritmo e uno stile ironico e accattivante che mi ha conquistata.
Il quattordicenne Will è un nerd basso ed esile, che conta gli amici veri sulle dita di una mano monca e ha una grossa confusione in testa sulla propria sessualità fino a che, un giorno d’estate, non riceve letteralmente un colpo in testa da Edward Sherwoood – un nuovo amico di suo fratello Stephen – che con una pallonata in faccia gli fa capire un sacco di cose. 
Will si innamora di lui istantaneamente, inanellando infinite figuracce e balbettamenti, ed è così per molto tempo. Will culla amorevolmente questo sentimento impossibile per Ed, che è etero e, peggio ancora, lo considera un fratellino acquisito, dato il legame stretto con Stephen.
Certo, è difficile rimanere indifferenti davanti a Edward, che oltre a essere bello è pure gentile, sensibile e generoso… ed è per questo che Will cerca invano di farsene una ragione, provando sulla propria pelle a costruire una vita propria… fino a quando, inaspettatamente, Edward Sherwoood si scopre bisessuale, ma non basta questo per raggiungere la felicità, giusto?
William ha un gran patire in questo libro, anche se ha dalla sua un’intelligenza spiccata e tanta determinazione, tre amici preziosi e un fratello che, pur pungolandolo, sotto sotto lo ama e lo protegge. Ho amato la caratterizzazione del protagonista, l’ironia che usa come arma, l’animo buono e gentile.
Anche Edward è un bel personaggio, con la giusta dose di turbamenti e dubbi che lo rendono molto umano, anche se fa venire voglia di prenderlo a ceffoni un paio di volte, assieme a William, beninteso.
Gli amici di Will e la piccola Lily meritano una menzione a parte, li ho adorati tutti anche se per ragioni diverse, ma indubbiamente arricchiscono la trama con la loro presenza.
Non mi resta che consigliarvene la lettura, mentre io vado a recuperare il primo libro di quest’autrice, che terrò d’occhio perché ha uno stile e delle idee che apprezzo molto.

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Intoxicating” – Onley James

Titolo: Intoxicating
Autore: Onley James
Serie: Elite Protection Services #1
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, lieve BDSM, Politico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Intoxicating

SINOSSI

Quello che gli manca è la disciplina.

Lincoln Hudson è appena stato assunto per il lavoro più facile del mondo: fare da babysitter al figlio viziato di un senatore conservatore, tenerlo fuori dai guai e beccarsi uno stipendio stellare. Uno stipendio di cui ha disperatamente bisogno. Il padre di Wyatt afferma che con lui ci vuole mano ferma e disciplina. A Linc è bastato uno sguardo per concordare: a Wyatt serve disciplina.
Essere il figlio segretamente gay di un senatore fissato con i valori tradizionali ha reso Wyatt Edgeworth irrequieto, e gli ha donato una passione eccessiva per le feste che potrebbe costare a lui otto mesi di vita e a suo padre la rielezione. Così ora ha un babysitter. Un babysitter molto sexy.
Quando Wyatt, ubriaco, dice a Linc che lui sarebbe un ottimo Daddy, i due trovano un accordo. Wyatt avrà un Daddy e Linc uno stipendio, poi ognuno andrà per la sua strada. Ma perché questo funzioni è indispensabile essere discreti; cosa forse impossibile, con un reporter sempre alle calcagna di Wyatt.
Mettersi assieme non è mai stata un’opzione, ma col passare dei giorni i loro sentimenti continuano a crescere. Saranno disposti a rischiare tutto per quello che dovrebbe essere solo un innocuo flirt?

Lady Marmelade2

Una guardia del corpo e un ragazzo problematico, figlio di un politico bigotto fin al midollo: due ingredienti del più classico romance!
Linc e Wyatt sono agli antipodi, ma hanno anche qualcosa in comune, soprattutto nella sfera sessuale, ma non lo possono sapere.
Quella che il padre di Linc pensava fosse una “punizione” più che adeguata, mettere alle costole di quel figlio che non ha mai amato, capito, voluto, si rivelerà essere la scelta che meglio poteva fare per dare un po’ di felicità al figlio. Ma non fatevi illusioni perché il padre di Wyatt non cambierà mai idea…
Il ragazzo non è del tutto solo; qualcuno che gli vuole bene c’è, ma l’affetto che la domestica, che finge di passare l’aspirapolvere un giorno sì e uno no, e la miglior amica Charlie, una pestifera ragazzina ricca come lui e viziata, non riescono a riempire i vuoi che la famiglia gli ha provocato:

“«Farò il mio lavoro,» disse. «Lo spero. È così fragile. Smarrito, sempre alla ricerca di qualcosa…» Si toccò la tempia con il dito. «Qui.» Linc non era certo di capire. «Fragile?» «Il signor Monty si rifiuta di vedere Wyatt per quel che è. Non gli ha mai dato ciò di cui aveva bisogno.»”

La famiglia dovrebbe esser il luogo più sicuro per i suoi componenti, ma in questa non è mai stato così; era prevedibile che un ragazzo come Wyatt finisse per farsi molto male, sia fisicamente che psicologicamente:

“Non era quell’appartamento la sua prigione: era la sua famiglia. Fino a che suo padre sarebbe stato vivo, Wyatt non sarebbe mai stato libero… Non ho scelto di essere come sono, lo sono e basta. Non puoi cambiarlo a suon di senso di colpa o di botte. ..Non puoi semplicemente amarmi? Sono tuo figlio.»”

Linc non era sicuramente preparato ad avere a che fare con il ragazzo, visti i problemi irrisolti che anche lui ha, ma una volta entrato in contatto con lui non può fare a meno di stargli accanto:

“Wyatt era una ferita aperta che bramava qualcuno che fosse ciò che suo padre non era mai stato, e Linc non poteva esserlo, non come il ragazzo avrebbe voluto. C’era qualcosa di sbagliato in lui: un ingranaggio si era inceppato e non sarebbe mai tornato a posto.”

Linc non si fa prendere in giro dal giovane, vede al di là della sua strafottenza e piano piano scava in lui, promettendogli di tenerlo al sicuro sempre, non importa quante “stronzate” possa fare:

“E di cosa pensi che io abbia bisogno?» «Uno scopo. Sei in caduta libera, fratello. Sto cercando di offrirti un atterraggio sicuro.»”

Il rapporto tra i due evolve molto velocemente, visto che sono costretti a passare tutto il tempo nella stessa casa, colpa degli arresti domiciliari di Wyatt! Quando gli sarà permesso di uscire di nuovo come evolverà il loro rapporto?
Anche Linc non ha avuto una famiglia da Mulino Bianco, tutt’altro. Lui e la sorella sono riusciti a sopravvivere e a realizzare loro stessi senza l’aiuto dei genitori. Sono rimasti legati e farebbero di tutto l’uno per l’altra.
Quando ha accettato il lavoro mai più avrebbe pensato di trovare un così affascinante ragazzo di cui prendersi cura
Forse ci sono un po’ di cliché in questo romanzo, ma devo dire che la lettura non mi ha annoiato.
Certo ci sono anche numerosi stereotipi del genere, come la domestica impicciona e senza peli sulla lingua che però adora quel ragazzo fragile e angosciato; la migliore amica/grillo parlante, sboccata, irriverente, che vorrebbe sparare a chiunque faccia del male al suo migliore amico; come la famiglia omofoba, disfunzionale e distruttiva… Che dire poi della nonna sulla sedia a rotelle?
La parte romantica/sensuale del romanzo è molto ricca, forse anche troppo; avrei davvero apprezzato il libro con qualche scena di sesso in meno e qualche pagina in più sui motivi che hanno portato Linc a soffrire di stress post traumatico: il libro ne sarebbe uscito più completo e realistico.
Le violenze a cui è stato sottoposto Wyatt non vengono descritte, aleggiano, e ho apprezzato il modo in cui l’autrice ne ha parlato senza farle diventare scabrose. Non serve entrare nel dettaglio per capire che quel ragazzo ha sofferto; non serve mettere nero su bianco per fare sensazionalismo, è bastato che l’autrice descrivesse il suo stato emotivo per farlo capire al lettore.
Wyatt si è ritrovato da solo a combattere contro gli orchi; ha rischiato di perdersi, finché Linc non è arrivato in suo aiuto. È riuscito a sopravvivere a stento, è rimasto immaturo in alcuni frangenti ma anche troppo vecchio per la sua età in altri… Non giudichiamolo troppo severamente.
Le scene ad alto tasso erotico contengono elementi soft di BDSM e anche il rapporto Daddy/Boy non è mai pesante.
Ribadisco che il libro è scritto bene e non annoia, il mio è un puro gusto personale.
Essendo una serie sono curiosa di vedere di chi parlerà il prossimo libro!

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Due tempi all’unisono” – Elena Mauro

Titolo: Due tempi all’unisono
Autore: Elena Mauro
Serie: All’unisono #2
Genere: Paranormal, Angeli, Demoni
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Due tempi all’unisono

SINOSSI

Dopo la battaglia contro il demone Ciardha, Caleb è scomparso. La famiglia O’Neil teme che possa essere successo il peggio, ma Bent sa che è ancora vivo, glielo conferma il legame che lo unisce al ragazzo. Infatti Caleb sta bene, ma non si trova più in Inghilterra. Si è risvegliato in un villaggio di un’epoca in cui i Servi degli Angeli combattono i demoni e in cui si è devoti alla purificazione dell’anima per la reincarnazione. Così, se da una parte Bent e Richard si ritrovano a seguire nuove piste paranormali che coinvolgono persino Duncan Webb, dall’altra Caleb intraprende un viaggio alla ricerca di un sacerdote che sappia comunicare con gli angeli, nella speranza che possano riportarlo a casa. Tra passato e presente, nuove alleanze e vecchi legami, i due ragazzi faranno di tutto per tornare l’uno tra le braccia dell’altro e per fare in modo che i loro tempi scorrano di nuovo all’unisono.

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Eccoci di nuovo a parlare di Caleb e Bent, due ragazzi uniti sin dal passato e pronti a mettere ancora una volta in gioco il proprio cuore per salvare la persona che amano.
Se avete letto “Due battuti all’unisono” sapete di chi sto parlando. Bent, Caleb e Richard sono tornati e pronti a raccontarci cosa è accaduto a Caleb dopo la battaglia con il demone Ciardha.
Ammetto che il finale a sorpresa del primo volume mi era piaciuto, ma la divisione tra passato e presente non mi aveva soddisfatta. Anche stavolta abbiamo un “passato” e un presente, un’unione che avrei evitato. Avendo già avuto qualche difficoltà a far coincidere questi due mondi nel primo volume non mi aspettavo sarebbe stata riproposta la stessa dinamica.
L’autrice introduce il lettore alla storia di Caleb e Bent, ma devo dire che il modo non mi è piaciuto affatto.

“In un certo senso, è di Caleb quello che batte nel mio petto. O forse sarebbe meglio dire che è di Gavin, il sacerdote che ha diviso a metà il proprio per salvare la persona che amava, Selik, di cui io sono la reincarnazione. Il legame instauratosi nel passato tra le loro anime si è protratto fino ai giorni nostri, perdura in me e Caleb, ed è per questo che il mio cuore non funziona a dovere, è per questo che posseggo un pacemaker fin da quando sono nato.”

Dopo aver avuto un breve riassunto di ciò che è accaduto ai due, il lettore si immergere nella storia.
Se da un lato non ho apprezzato la suddivisione degli avvenimenti, il nuovo legame tra Caleb e Bent mi è piaciuto molto. Non avevamo ancora avuto modo di vederli insieme davvero, uniti e soli. In ogni occasione la coppia è stata messa da parte per spiegare e mostrare la storia soprannaturale alle sue spalle. Un ottimo modo per incuriosire chi è attratto dalle sfumature fantasy, ma che lascia indietro chi è interessato a tutto il resto.

“Non mi sono mai ubriacato, ma la sensazione deve essere più o meno la stessa: brividi di caldo e freddo, giramenti di testa, confusione. E leggerezza . Del tipo che sana l’anima, ti cancella dalla mente ogni brutto pensiero.”

Nel complesso è stata una bella storia, l’ho letta con piacere e in poco tempo. Avrebbe potuto essere più conforme con il primo volume, perché a volte mi ha dato l’idea di essere stato spezzato solo per dare un “di più” di cui però non avevamo davvero bisogno.
Insomma, è una lettura obbligatoria per chi già conosce Caleb e Bent, perché capirete ciò che è accaduto a Caleb e avrete un finale degno di questo nome per i due ragazzi. Se però non avete letto il volume precedente e cercate una storia lineare e incentrata sui protagonisti, non è ciò che state cercando.

3.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Un ultimo bacio” – Sally Malcolm

Titolo: Un ultimo bacio
Autore: Sally Malcolm
Genere: Storico, Militare
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Un ultimo bacio

SINOSSI

Quando il Capitano Ashleigh Arthur Dalton partecipa alla guerra nel 1914, non si sarebbe mai aspettato di innamorarsi. Tuttavia, nei tre lunghi anni al fronte, il suo affascinante attendente, il soldato West, diventa la sua ragione per lottare… e per vivere.
Eppure, la guerra di Ash si conclude in una catastrofe. Gravemente ferito, viene rispedito a casa dalla famiglia, nell’abitazione di campagna a Highcliffe. Lontano da West, arrabbiato e solo, Ash ha difficoltà a tornare al mondo raffinato che non comprende più.
Harry West, uno stalliere dell’East End di Londra, si innamora a prima vista quando incontra il dolce e complicato Capitano Dalton. Harry dubita che la loro amicizia possa sopravvivere nel mondo legato alle divisioni in classi sociali nel momento in cui torneranno a casa, ma sa che non dimenticherà mai il suo capitano.
Quando finalmente la guerra si conclude, Harry si ritrova alla deriva a Londra. Senza lavoro e disperato, mette da parte l’orgoglio e va a Highcliffe alla ricerca di un impiego e dell’uomo che ama. L’amicizia nata in guerra tra i due uomini si trasforma in una storia d’amore appassionata e proibita, proprio sotto gli occhi del padre autoritario di Ash.
Tuttavia, violare le barriere del ceto sociale e della sessualità è pericoloso, e nemici si aggirano tra le ombre profumate delle rose di Highcliffe.
Dopo aver dato tutto per il loro Paese, Harry e Ash si ritrovano ad affrontare una scelta terribile… sfidare la famiglia, la società e la legge per seguire l’amore che il cuore richiede, o dirsi per sempre addio…

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In “Addio alle armi”, Ernest Hemingway scrisse: “Perché ci siamo solo noi due e nel mondo ci sono tutti gli altri” e, nonostante il contesto a cui si riferisce il famosissimo autore americano fosse completamente diverso, credo che questa sia una buona citazione per descrivere l’inizio dell’amore di Ashleigh “Ash” Dalton e Harry West.
I due, infatti, si conoscono in trincea, nella prima linea di una guerra che non hanno chiesto né voluto, in un paese straniero, vivendo di stenti e assistendo alla morte di amici e compagni d’armi. Uomini ricchi o poveri, ha poca importanza: in guerra si è tutti uguali.
Questo concetto è molto presente nel romanzo e lo rincorriamo per tutta la narrazione, nella spinta rivoluzionaria (soprattutto di Ash) per avere una realtà che la smetta di essere ancorata ai vecchi dogmi e che dia invece la possibilità a loro di amarsi liberamente, alle donne di fare qualsiasi lavoro vogliano e così via. Tuttavia, la realtà dei fatti è molto differente e chi governa è ancora “della vecchia guardia”, quindi le cose sono tutt’altro che semplici.
A complicare le cose sono anche le classi sociali a cui Ash e Harry appartengono. Il primo, infatti, è figlio di un baronetto. Il secondo è un umile servo che si occupa delle stalle e dei cavalli. Certo, quando si sono conosciuti durante la Prima Guerra Mondiale non esistevano differenza di classe, tra di loro. Erano solo due uomini che cercavano di sopravvivere e di farsi forza l’un l’altro, scaldandosi nel freddo dell’inverno e alleviando le lunghe attese prima della battaglia leggendo vecchi libri seduti fianco a fianco. Adesso, però, tornati alla “vita vera”, le cose sono tutt’altro che semplici e scontate come un tempo.
Non si vedono da diversi mesi, perché Ash è stato ferito e ha perso una gamba, tornando a casa nella campagna inglese, lontano dalle sorti dei suoi commilitoni e, soprattutto, tormentato da ciò che potrebbe succedere al suo Harry, che invece è rimasto a combattere.
Harry, quando torna a Londra, non si illude che lui e Ash possano tornare a essere amici come in trincea, ma quando capisce che non riesce a trovare un lavoro e che sua sorella Kitty e le sue due nipoti rischiano di morire di fame se lui non trova un lavoro, l’uomo mette da parte l’orgoglio e i suoi sentimenti e va da Ash a chiedere un lavoro.
Ash, ovviamente, è ben felice di dargli una mansione da svolgere nella villa di campagna (checché ne dica suo padre, Sir Arthur Dalton, che ha per lui pretese della “vecchia scuola” che fanno impazzire Ash) e dunque si ritrovano così, a riscoprire la loro amicizia e a vederla evolvere in qualcosa di molto meno platonico.
I problemi, però, non spariscono con uno schiocco di dita. Loro sono sempre di due classi sociali differenti e in più i Dalton stanno spingendo il figlio Ash nelle braccia della giovane Olive Allen che, bisogna dargliene atto, non ha nessun interesse ad afferrarlo.
Come riusciranno i due uomini a stare insieme e a costruire per loro quel futuro idilliaco che sognano e bramano, senza rischiare di vedere le cose andare male?

Non era mai stato così vicino a un altro uomo e non lo sarebbe stato mai più. Era assolutamente certo che il loro legame profondo, forgiato nel crogiolo infernale della guerra, fosse inimitabile. Non si sarebbe mai ripetuto e non sarebbe mai stato dimenticato.

Un romanzo storico intenso e che non lascia sconti, che ci racconta un amore profondo e una rivoluzione piccola e silenziosa. Primi passi di uomini e donne (nella figura di Olive, che ho tanto apprezzato) verso un futuro più egualitario e più accogliente (sebbene sappiamo che nemmeno adesso, nel 2022, lo è così tanto).
Ash e Harry sono due uomini provati dalla guerra (soprattutto Ash), sia fisicamente che psicologicamente, e questo aspetto non viene mai tralasciato nel romanzo. Sally Malcolm non ci racconta di due uomini spensierati solo perché sono tornati, ma anzi di due uomini spezzati pieni di ombre e incubi, che lottano ogni giorno per sopravvivere alle loro menti e al loro corpo, che non è più quello di prima.
Un amore profondo, delicato e gentile, che anche nei momenti più intimi non perde mai di vista i sentimenti e li fa risplendere.
Una lettura che ho svolto con grande piacere, sperando che vengano portati in Italia anche gli altri romanzi di questa autrice, soprattutto se Storici, perché ce n’è sempre una gran carenza. La sua penna mi ha ricordato, per certi versi, quelli di Joanna Chambers, autrice che apprezzo moltissimo, quindi non voglio decisamente lasciarmela scappare!

La loro amicizia al fronte era stata intensa, ma si era trattato di conforto reciproco e compagnia, e un tentativo di trovare gioia anche nelle circostanze peggiori. In quel luogo, senza la pressione della guerra, quegli stessi sentimenti forti straripavano in nuovi canali, come un fiume in piena che spezza gli argini.

Se volete un romanzo intenso, profondo, sofferto ma al contempo ricco di speranza, allora “Un ultimo bacio” è il libro che fa per voi.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice