Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “American Squire” – Sierra Simone

Titolo: American Squire
Autore: Sierra Simone
Serie: New Camelot Trilogy #3.6
Genere: BDSM, Erotico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: American Squire

SINOSSI

Da quando il suo Presidente è stato ucciso, l’ex assistente presidenziale Ryan Belvedere è alla deriva in una nebbia di infelicità, ma accetta a malincuore di fare un favore a un amico: recuperare un libro raro in una tenuta fatiscente in Inghilterra.
Lì incontra Sidney Blount, un dominatore freddo e sofisticato, che si trova nella stessa casa per valutare le opere d’arte di famiglia.
Sidney non ci mette molto tempo a valutare anche Ryan e a decidere con esattezza ciò di cui l’uomo ha bisogno. Che, guarda caso, è l’unica cosa che Sidney vuole concedere…

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Parto subito col dire che non ho letto la serie principale, pertanto è chiaro che alcune parti mi siano parse più “nebulose”, non conoscendo tutta la storia. Ciò, tuttavia, non ha ovviamente influito sul mio giudizio, perché è appunto una mia mancanza e non una mancanza di chiarezza dell’autrice a riguardo.
Chiarito ciò, questo è il primo romanzo di Sierra Simone che leggo, e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Non capirò mai a pieno le dinamiche che si instaurano tra un Dom e un Sub, perché non riesco a identificarmi né nel primo né tantomeno nel secondo modo di pensare/vedere le cose, però qui l’ho trovato ben gestito, con spiegazioni giuste ma non prolisse. Rendono chiara l’idea di ciò che Ryan vuole – così come si capisce cosa vuole Sidney dalle poche parole che dice – e di ciò che desidera ardentemente: essere lui, per una volta, quello che non deve decidere né pensare, ma solo godersi il momento.
Una novella molto breve (a malapena cinquanta pagine) che però ho trovato ben sviluppata, nonostante mi sarebbe piaciuto sapere cosa succede dopo. Magari è spiegato nella serie principale? Non saprei, ma per quel che ho letto, devo dire che il mio voto rimane comunque positivo.

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Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Abbracciare Syn” – A. E. Via

Titolo: Abbracciare Syn
Autore: A. E. Via
Serie: Nothing Special #2
Genere: Contemporaneo, Erotico, Poliziesco, BDSM lieve
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Abbracciare Syn

SINOSSI

Il sergente Corbin “Syn” Sydney ha dedicato la vita a diventare un bravo detective. Quando sente che c’è un posto disponibile nella famigerata task force della Narcotici di Atlanta, afferra l’occasione. Ma quando vede la relazione amorevole e appassionata tra i suoi superiori, il tenente Cashel “God” Godfrey e il tenente Leonidis Day, con sua sorpresa si accorge di sentirsi solo.
Syn è rassegnato a condurre una vita solitaria finché non entra in un piccolo pub e incontra Furious Barkley, un barista dai capelli lunghi e dai molti tatuaggi. Prima di rendersene conto, si ritrova assalito da sentimenti che fatica a riconoscere: passione, brama, desiderio. E a giudicare dai suoi sguardi lussuriosi, anche Furious potrebbe provare lo stesso.
Devono succedere due cose prima che Syn e Furi possano concedersi ciò di cui hanno sentito la mancanza per tutta la vita: Syn deve trovare le prove che scagionino Furi dalle accuse di omicidio e proteggerlo da un passato che rifiuta di lasciarlo andare.
God, Day, Ronowski e Johnson sono più divertenti che mai…
Impazzirete per l’atteggiamento autoritario di God…
Riderete per l’umorismo inesauribile di Day…
Vi innamorerete dell’aria misteriosa e sensuale di Furious…
E abbraccerete Syn…

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Vi parlo in anteprima di “Abbracciare Syn“, l’attesissimo seguito di “Niente di speciale” di A. E. Via. Se avete letto il primo libro avete avuto un piccolo assaggio di Syn, nuovo membro della squadra di Day e God, e come me avrete atteso di leggere cosa sarebbe successo dopo quella retata. L’inizio è sicuramente molto interessante e movimentato, mentre nel momento in cui la coppia principale inizia a formarsi vediamo un cambio di narrazione, più lento, anche se rimane un po’ d’azione.
Syn è un bel personaggio: forte, intrepido e romantico. Un’aggiunta perfetta alla squadra, che con Day e God forma un trio a dir poco eccezionale. Furi è invece più misterioso, sfuggente, con una storia più intricata e dolorosa alle spalle. La caratterizzazione di questo secondo volume non mi ha soddisfatta totalmente. Soprattutto per quanto riguarda Furi, ma anche Syn a volte.
Vediamo molto spesso Day e God, forse un po’ troppo, ma danno un tocco di allegria ad una storia altrimenti più cupa.
La trama in sé mi è piaciuta, ben strutturata, anche se l’aspetto poliziesco mi è sembrato confuso. Ammetto di non aver compreso con chiarezza chi fossero i colpevoli degli omicidi, cosa che sicuramente non mi aspettavo, non quando la squadra di Syn è a capo dell’indagine. Però il lato romantico è davvero dolce e gli avvenimenti non sono affatto noiosi.
Le scene di sesso sono molto eccitanti, rudi, con quella sfumatura BDSM che mi piace molto. Si addice perfettamente ai due protagonisti.
Un passo indietro rispetto al primo volume, ma resta una storia da leggere, soprattutto per gli amanti della serie.

3.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “L’amore elementare” – Raffaele Isolato

Titolo: L’amore elementare
Autore: Raffaele Isolato
Genere: Erotico, Contemporaneo, Transgender
Casa Editrice: Eros Cultura
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: L’amore elementare

SINOSSI

L’amore puro, universale, elementare. eppure così complicato per chi non sa vedere al di là del proprio naso, per chi è prigioniero di crassa ignoranza, di distruttivo bigottismo, di devastanti convenzioni sociali, religiose, culturali. Due storie di amore e sesso, che poi son la stesa cosa, se non c’è sesso si chiama amicizia, che si intrecciano pur ignorandosi, che si sfiorano senza mai toccarsi, ognuna che segue strade parallele, vicinissime, anche geograficamente, sempre ignorandosi. Eppure si assomigliano, come sono assai simili tra loro le persone che amano con passione, con generosità, che cercano il piacere, l’orgasmo come fonte di sopportazione dell’umana sofferenza. Questa di Raffele Isolato è un duplice storia d’amore destinata a chi cerca una diversa storia d’amore. Quante forme d’amore conoscete? Quante ne praticate? Quanto coraggio avete ad amare liberamente? Valerio e Tina vi dimostreranno come si fa ad amare in maniera alternativa, sempre intensamente, donando tutto se stesso alla ricerca del piacere, da ricevere, da donare. Amara vuol dire donare piacere. Voi ne siete capaci?

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“A tutti voi che avete paura d’amare! E che credete che sia giusto farlo di nascosto, con chi sta bene agli altri e non a voi stessi!”

L’amore elementare” è assolutamente un libro borderline, una storia che probabilmente la maggior parte dei lettori sentirà di dover bocciare. Se solo essi si premurassero di guardare sotto la superficie, però, troverebbero una storia piena di paura, incertezze e speranze, il grido disperato di un ragazzo a malapena maggiorenne che non si vergogna di come Dio lo ha creato, quello stesso Dio che agli occhi di tutti lo vede come un errore.
Mi è piaciuta molto la risoluzione del protagonista, la sua forza, la sua certezza in mezzo alla confusione. Perché quando minacciano di cacciarci di casa potrebbe sembrare facile mentire, fingere di non essere chi siamo davvero, dire quello che gli altri vogliono sentirsi dire pur di mantenere un’esistenza tranquilla. Valerio non lo fa. Lui stesso probabilmente non sa bene chi è davvero, tuttavia non rinnega quello che il destino gli ha riservato. Lui è Valerio, e al tempo stesso Valeria.
Il mondo, in particolare quello dei travestiti, non viene assolutamente indorato, e questo è una scelta che mi ha fatto entrare ancora di più nella storia, come se fossi uno dei personaggi e non un semplice lettore. L’autore ci mette davanti la pura verità, la durezza, la brutalità e la fatiscenza della strada e di coloro che la percorrono. Le passeggiatrici, anime perse agli occhi di tutti che, in alcuni casi, scelgono volontariamente di far parte di questo mondo spietato e lastricato di pericoli.

Ero io e solo io, il Valerio Barbato che voleva sentirsi femmina di fronte a un maschio, e maschio di fronte a un gay, e asessuato di fronte a tutti quelli a cui non interessava un bel niente delle mie particolari inclinazioni. Perché era così difficile da spiegare?

Le scene di sesso sono tante, tantissime, e ognuna è scritta nei minimi particolari. Ho apprezzato le prime, trovato utili le successive e un po’ ripetitive le ultime, non per questo mi sento di penalizzare la storia solo perché è stato scelto un approccio più sessuale che sensuale. Dopotutto si tratta di un libro erotico, e proprio per questo il sesso e l’erotismo devono essere al centro di tutto. C’è molto fetish, ma del tipo che ti fa chiedere se i personaggi siano i veri pervertiti perché li mettono in pratica oppure se sono le uniche persone vere, perché hanno il coraggio di mostrarli invece di tenerli al sicuro e nasconderli sotto un falso perbenismo che ha più le sembianze del bigottismo.

“Se ognuno seguisse i propri impulsi, le proprie perversioni… questo mondo sarebbe invivibile.”
“O invece sarebbe bellissimo!”

Un discorso a parte lo meritano i vari intermezzi, i quali sono stati forse un po’ una distrazione. Si tratta di capitoli brevi che intervallano la storia principale e distolgono l’attenzione da Valerio e dalle sue avventure/disavventure. Inizialmente non capivo bene il senso di queste pagine e mi chiedevo perché l’autore stesse aumentando il volume di un libro già di per sé piuttosto corposo. Alla fine, tuttavia, sono riuscita ad apprezzarli e, anzi, aspettavo un po’ impaziente di sapere cosa sarebbe accaduto nell’intermezzo successivo, che diveniva troppo breve nel momento stesso in cui finivo di leggerlo.

Lascio queste memorie ai popoli dei Paesi in lotta contro la paura di un sistema politico che, smarrito nelle proprie perversioni, ancora rifiuta l’amore libero e le sfumature tra i sessi.

In definitiva, “L’amore elementare” è un romanzo di nicchia ma in grado di aprire gli occhi su una realtà conosciuta da tutti e ignorata da molti. Una storia da leggere, soprattutto per avere una visione di disillusa speranza del mondo.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “L’appuntamento del lunedì” – Federica Martina

Titolo: L’appuntamento del lunedì
Autore: Federica Martina
Genere: Contemporaneo, Erotico, BDSM
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: L’appuntamento del lunedì

SINOSSI

Nel cuore di Roma, dentro lo studio del giovane psicoterapeuta Giacomo Michelotti, l’ultimo appuntamento del lunedì è un nuovo paziente. 
All’ombra dei sette colli e sulle labbra di tutti gli amanti del BDSM, il nome di Simone è associato al trasgressivo club che gestisce insieme alla sua socia e alla sua passione per fruste e affini. 
Ed è proprio il ragazzo che entra nello studio di Giacomo, mandato per pessimo gioco che si ritorcerà contro entrambi. 
Un singolo appuntamento, sessanta minuti di tempo e un dominatore possono portare a una grande rivoluzione nella vita di Giacomo? O sarà Simone a scoprire che il gioco non è del tutto finito dopo aver slegato il nodo della benda? 

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Uno stimato professionista, uno psicoterapeuta, e un misterioso uomo dai capelli corvini e occhi neri come la pece, sono i due protagonisti di questo nuovo romanzo di Federica Martina.
Una Roma sonnolenta fa da sfondo all’incontro di questi due uomini, ognuno dei quali cela segreti all’altro.
Sin dal primo incontro i conti non tornano per Giacomo: il giovane uomo che deve incontrare per iniziare la terapia, post tentativo di suicidio fallito, è in notevole ritardo e, quando compare sulla soglia del suo studio, sembra tutto tranne che un potenziale suicida.
Eppure i referti ospedalieri sono chiari, ma in Simone da subito Giacomo vede di più:

“Simone non abbassava mai lo sguardo, restava a guardarlo e a volte gli sorrideva.”

Tutto il suo atteggiamento è l’opposto di quello che dovrebbe essere, ma Giacomo non si scoraggia; quel ragazzo misterioso e magnetico è lì per ricevere tutto l’aiuto che Giacomo potrà dargli.
Giacomo è un uomo mite, educato, un professionista pacato e molto dolce: ne sono la prova l’aver assunto la sua ex stalker e salvato dalla strada un micino arruffato, che ora sono la sua famiglia. Si sa poco del suo misterioso mentore, poco e nulla della sua famiglia.
Giacomo è un perfezionista, forse un po’ ossessivo compulsivo, ma del resto chi non lo è?!
Tutti noi abbiamo delle fissazioni: c’è chi conta le scale, chi controlla se ha chiuso l’auto tre volte, chi controlla se ha spento il forno! Per Giacomo è l’ordine:

“Dopotutto, un luogo pulito e semplice aiutava le menti disturbate a ritrovare la calma e lui lo sapeva molto bene; il professor Verderame, il suo mentore, lo aveva sempre redarguito che una mente stabile colora lo spazio intorno a sé in modo che la rispecchi, quindi il suo ostinarsi a tenere tutto al limite era un sintomo di debolezza.”

Non sono mai andata in analisi, anche se ne avrei bisogno, però ho scoperto sulla mia pelle che  parlare con qualcuno che non ti conosce è un toccasana: non hai paura di essere giudicato, hai incontrato questa persona per cinque minuti, quindi non hai freni inibitori; ti senti libero senza preconcetti di essere te stesso.
Ho sempre sentito dire che anche gli psicoterapeuti hanno bisogno di andare in analisi, perché accollarsi i “problemi” altrui alla fine diventa troppo pensate e deleterio, quindi  hanno tutto il diritto e bisogno di svuotare la mente con qualcuno del settore, per non impazzire!
Simone non pratica la stessa professione di Giacomo, ma gli propone un “quid pro quo” davvero fuori dagli schemi, perché Simone è davvero fuori da ogni schema che Giacomo abbia mai incontrato fino ad ora:

“… fece il terribile errore di distogliere lo sguardo e scendere a osservare le mani che Simone teneva rilassate sui braccioli della poltroncina. Quell’immagine gli si sarebbe stampata a fuoco nella memoria in eterno, era la rappresentazione del dominatore.”

Simone non è chi dice di essere, ma svela qualcosa di suo senza nemmeno rendersene conto durante la prima seduta con Giacomo. Era partito come un lavoretto facile per lui, ma ora Giacomo gli è entrato sotto pelle:

“Tutto pur di spegnere il cervello; perché Ludmilla non poteva aver ragione: lui era un Dominatore, le catene le metteva agli altri, odiava le costrizioni di qualsiasi tipo. Le cinghie della monogamia, le manette di una relazione stabile, tutto quello erano i fondamentali che aveva sempre evitato.”

Quello che sembrava solo un gioco, ben retribuito tra l’altro, appagante per entrambi, ben presto si trasformerà nell’incontro della vita…
Non avevo mai letto nulla di quest’autrice, non posso fare paragoni sulla sua produzione precedente, ma devo dire che il romanzo è ben costruito, i personaggi sono ben delineati e la vicenda scorre molto bene, senza tempi morti, invogliando la lettura.
Le pratiche BSDM che sono narrate nella storia non sono estreme, partono dal bisogno di controllare la psiche dell’altro, senza mai essere troppo estreme e dolorose per i partecipanti, tanto che Giacomo si aprirà al mondo BDSM con molta naturalezza. A parte un passaggio poco chiaro, forse colpa della conversione del file, il testo è ben scritto e le azioni dei personaggi sono coerenti con la loro psicologia.

4

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione in anteprima “Pride and Knots” – Daniela Barisone & Juls S. K. Vernet

Titolo: Pride and Knots
Autore: Daniela Barisone & Juls S. K. Vernet
Genere: Omegaverse, Storico, Erotico, Retelling
Casa Editrice: Lux Lab
Prezzo: 3,69€
Link all’acquisto: Pride and Knots

SINOSSI

Quando il ricco e celibe beta signor Bingley si trasferisce a Netherfield, una bella dimora in affitto nelle vicinanze di Longbourn nelle campagne inglesi, la signora Bennet freme affinché i suoi cinque figli omega – John, Elijah, Mary, Lydia e Kitty – gli vengano presentati quanto prima dal marito, il signor Bennet.
La donna ha tutte le intenzioni di dargli in sposə almeno uno dei suoi figli, per salvare l’intera famiglia dalla rovina economica che si abbatterà su di loro nello sfortunato caso della morte del signor Bennet.
ll signor Bingley è giunto a Netherfield in compagnia delle due sorelle e del suo più caro amico, il signor Darcy, un cupo ma affascinante alfa. È subito evidente la grande ammirazione di Bingley per l’angelico John. Al contrario, Darcy non mostra alcun interesse per la compagnia e viene subito etichettato come un uomo orgoglioso e altero il quale, durante il ballo, definisce Elijah come “appena passabile”.
Elijah Bennet è un omega dal temperamento focoso e testardo tanto quanto Darcy è orgoglioso e freddo. Le loro personalità opposte sono destinate a entrare in collisione, creando uno scontro che li porterà a intrecciare le loro esistenze in modi che non credevano possibili.

Una rivisitazione del grande classico di Jane Austen, “Orgoglio e pregiudizio”, in chiave omoerotica e omegaverse.

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Questa volta il nostro duo preferito, si è cimentata in una versione rivisitata del classico di Jane Austen, protagonisti coppie maschili e anche un ambientazione omegaverse davvero azzeccata.
Elijah e John sono i due figli maschi della numerosa famiglia Bennet, composta dai genitori, tre sorelle minori e i due ragazzi appunto. Mamma Bennet, non vede l’ora di accasare i suoi pargoli, che siano maschi o femmine poco importa. I figli sono tutti omega, ognuno con le sue peculiarità e le sue caratteristiche e a parte Mary che probabilmente dovrebbe farsi suora, ognuno a suo modo sogna di trovare un compagno per la vita.
L’arrivo nel paese del ricco e celibe Charles Bingley, insieme alle due sorelle, al cognato e all’amico Darcy, un alfa altezzoso e ai limini del maleducato che fin da subito dimostra una discreta antipatia per il giovane Elijah il fratello maggiore della famiglia Bennet.
Se John è dolce, gentile ed educato, quasi ingenuo e sembra trovare subito un’intesa con Charles, Elijah ha un carattere testardo, disilluso e combattivo e sembra fare scintille con Darcy. Essere definito come appena passabile per Elijah è un affronto, una questione di orgoglio perché messo in imbarazzo alla festa, è irritato per tanta maleducazione, oltre ad essere consapevole di essere un ragazzo più che piacente.

Ecco cosa aveva toccato lo sguardo di quello straniero. Qualcosa di privato e segreto che neanche Elijah desiderava sfiorare, per quanto sapesse che prima o poi ci si sarebbe avventurato. Ma erano pensieri peregrini e sciocchi, giacché non avrebbe mai più rivisto quell’uomo, con ogni probabilità.

Ho davvero amato questa storia, questa versione riveduta e corretta di un grande classico della Austen. John è davvero la dolcezza e la sensibilità fatta ragazzo, sempre disponibile, educato, gentile e alla ricerca di un compagno da amare e che lo ami senza riserve. La sua storia con Charles è dolce e delicata, forse perché senza volerlo ho amato un po’ di più Elijah, con la sua determinazione, il suo proclamo di non essere alla ricerca dell’amore per la vita, la sua scelta di mettere sempre il fratello minore al primo posto, il profondo affetto che li lega. Non ha peli sulla lingua, sarcastico e pungente tiene testa a Darcy come non è mai riuscito nessuno. Due vite molto più affini di quanto si possa pensare, il classico nemico che diventa amante e una buona dose di passione, cosa volere di più.
Ho apprezzato particolarmente l’ambientazione omegaverse, perfetta per raccontare una storia alla “Orgoglio e pregiudizio”, con un contesto che rappresenta bene le difficoltà dell’epoca storica della versione originale. Molto piacevoli i vari intermezzi tra i due genitori, i battibecchi tra la madre e il padre sono davvero uno spasso, non perdeteveli, così come ho amato molto la chimica e la “tensione” tra Elijah e Darcy contrapposta alla tenerezza della coppia John-Charles.
Molto divertenti anche le tre sorelle minori, Mary con il suo sarcasmo e la fede, Kitty la sedicenne che vuole l’uomo da sposare e Lydia la quindicenne sensuale e provocante nonostante sia la più piccola di casa.

Elijah si lasciò prendere le mani, che vennero subito coperte di baci fervidi e speranzosi. “Credo che la mia risposta a tua zia sarà per parecchio tempo l’argomento preferito con cui intrattenere gli ospiti del suo salotto. Dopotutto sono un giovane omega impertinente che deve stare al suo posto,” disse Elijah, tutto sommato divertito almeno quanto si era sentito insultato da quello scambio. Era un’ambivalenza che lo lasciava pensieroso e pieno di dubbi, ma che allo stesso tempo gli aveva fatto assaggiare un potere che non sapeva di avere.

Oramai non so davvero più cosa dire per elogiare la bravura di queste due autrici. Non sono grande amante degli storici e ammetto la mia poca conoscenza del romanzo originale, ma conosco molto bene la storia e trovo che questa versione omegaverse mm del classico sia davvero una scelta azzeccata. Anche in questo caso ci sono due protagonisti principali e due coprotagonisti intriganti e diversi che rendono le due coppie amabili e davvero equilibrate. Se siete alla ricerca di un romanzo ben scritto, spiritoso, con personaggi brillanti e un bel numero di secondari con il loro giusto spazio, correte a comprare questo gioiello, quattro stelle e mezzo per me!

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: eros cultura, recensioni

Recensione “Sedotta e liberata” – Lady Floriana

Titolo: Sedotta e liberata
Autore: Lady Floriana
Genere: F/F, Erotico, Contemporaneo
Casa Editrice: Eros Cultura
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Sedotta e liberata

SINOSSI

Un romanzo nel romanzo. Un dattiloscritto arriva, casualmente, sulla scrivania di Nicole, una efficiente capo-redattore. La storia, molto particolare e conturbante, scatena in lei un maremoto di emozioni, ricordi, paure e angosce. Così decide di incontrare l’autrice, Barbara, per sapere e per capire. Da subito ne è irresistibilmente attratta. Tra le due donne si instaura un rapporto di dominazione-sottomissione, un rapporto complesso che porterà Nicole a fare i conti con un trauma adolescenziale che aveva per troppo tempo rimosso.

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Sedotta e liberata è la storia di una donna che nel momento più inaspettato della propria vita si ritrova tra le mani, letteralmente, la chiave per abbandonare tutti i propri pregiudizi e pensieri, riuscendo ad abbandonarsi ai propri desideri e permettendo a qualcun altro di diventare padrone dei suoi sensi. Nicole è una donna come tante altre, una donna con un lavoro, una vita sociale e una vita privata normalissimi, ma quando si ritrova a leggere il dattiloscritto di una possibile autrice esordiente, capisce che qualcosa dentro di lei si è svegliato e non tornerà facilmente a dormire, per questo decide di incontrare l’autrice del romanzo che l’ha stregata e intrigata. Barbara, la scrittrice, è molto diversa da Nicole ed è un personaggio che mi è piaciuto molto, perché incarna una persona che tutti, nella vita, dovremmo incontrare, ovvero qualcuno capace di far aprire gli occhi nel modo più brutale su quale sia la verità celata dentro di noi.

La madre l’aveva educata severamente, lo scopo era stato quello di rendere sua figlia forte, forte tanto quanto lei e più di lei, “perché la vita è dura e bisogna essere pronte ad affrontare tutti i pericoli e tutte le difficoltà” ripeteva spesso.

Il libro si divide tra la storia principale, quella di Nicole e Barbara, e quella vissuta dalla prima attraverso le parole del dattiloscritto che deve analizzare per la casa editrice. Generalmente a me non piacciono i racconti nei racconti, perché distraggono dalla storia principale e solitamente annoiano, facendo concentrare l’attenzione del lettore su personaggi secondari che non hanno niente a che vedere con quelli primari, però in questo specifico caso i pezzi del dattiloscritto sono ben gestiti, vengono inseriti nei punti giusti e non sono abbastanza lunghi da stancare; inoltre sono molto coerenti col testo, rendendolo più intrigante soprattutto nei punti in cui la storia principale tende a rallentare un po’.

…si percepì svuotata, come se l’impalcatura della sua vita stesse cedendo, trave dopo trave; quella impalcatura che lei stessa aveva costruito attorno a sé per sentirsi protetta.

Il libro parte in maniera un po’ lenta ma poi si riprende molto bene, sviluppandosi e concludendosi in modo coerente, anche se avrei gradito che il rapporto tra Nicole e Barbara venisse approfondito un po’ di più. Comunque considero un peccato che questo genere non sia molto conosciuto in Italia perché ci sono autori e autrici in gamba che purtroppo vengono ignorati ma che invece meriterebbero davvero molto più successo.
In definitiva “Sedotta e liberata” è un buon testo, con una scrittura fluida, uno stile pulito e semplice e due protagoniste molto ben caratterizzate che non escono dal loro personaggio, cambiando durante la vicenda ma facendolo in modo credibile e realistico.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Forgiving Ethan” – Emy Mars

Titolo: Forgiving Ethan
Autore: Emy Mars
Serie: Dungeon #4
Genere: BDSM, Kink, Erotico, Gap Generazionale, Contemporaneo
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Forgiving Ethan

SINOSSI

La vita non ha più significato per Ethan, spezzato sia nella mente che nel corpo il ragazzo langue in un letto di ospedale con l’unico desiderio di sparire per sempre dalla circolazione. I sensi di colpa lo stanno distruggendo e lui ha deciso di lasciarli fare. Non mangia, risponde a monosillabi allo psicologo, non vuole fare fisioterapia e si rifiuta categoricamente di sottoporsi all’intervento che potrebbe farlo tornare a camminare.
Quando Lucas incontra quel giovane fragile e disperato, così perso da far stringere il cuore, il suo istinto da Daddy prende il sopravvento spingendolo ad aiutarlo. Come fisioterapista il suo compito è rimetterlo in forze, ma presto si rende conto che Ethan ha bisogno di qualcosa di diverso. Qualcosa che non viene spiegato in nessun libro di anatomia.

Un Dom con alle spalle un tragico passato e un ragazzo che ha perso la voglia di vivere. Due anime solitarie destinate a incontrarsi e, forse, ad aiutarsi.

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Forgiving Ethan” è il quarto volume della serie “Dungeon” di Emy Mars. Ho letto i volumi precedenti e mi erano piaciute molto le scene BDSM narrate. In questo caso, avendo uno dei due protagonisti sulla sedia a rotelle, ero ancora più curiosa di leggere come l’autrice avesse impostato la loro relazione e le sessioni.
Non mi aspettavo di non riuscire a legare con i protagonisti a causa della loro caratterizzazione, mi aspettavo fosse più precisa. Ci sono stati momenti in cui mi è sembrato quasi che ci si perdesse e che, la gran parte delle volte, si retrocedesse a momenti già accaduti. Quasi come se i protagonisti stessi tornassero indietro, senza mai mostrarsi davvero e far capire al lettore dove si sta arrivando. Il controllo che Lucas pretende anche fuori dalla camera da letto ha influenzato moltissimo questo aspetto, un po’ forzato e per nulla spontaneo da parte di Ethan. Anche se ho compreso cosa l’autrice volesse trasmettere, ci sarebbe stato bisogno di più attenzione nel descrivere una situazione così sensibile e particolare. Nel complesso però è riuscita a darmi un’idea abbastanza chiara e a portare il lettore dove voleva.

“L’idea che ciò che facciamo ti turbi tanto mi distrugge ed è contraria a ogni principio del BDSM.”

Durante le scene, però, sia Ethan che Lucas hanno qualcosa in più, che mi ha permesso di vedere oltre e di capire che la loro storia ha davvero del potenziale.
È stato bello rivedere i protagonisti dei tre volumi precedenti, specialmente Sean e il suo carattere così deciso e ribelle. Sicuramente questo tratto contraddistingue anche Ethan, che non passa certo inosservato con la sua personalità vivace e scontrosa.
Mi è piaciuto l’inserimento di Theo e della sua storia, aleggia costantemente intorno a loro senza mai diventarne la protagonista. Un’ottima aggiunta, perfetta per mostrare un lato del carattere di Lucas che altrimenti sarebbe stato impossibile vedere.

“Non conosco la sua storia, ma ci sono passato e so cosa significa sentirsi sporchi, colpevoli e indegni di qualsiasi cosa di buono la vita possa offrirti.”

Sicuramente recupererò i volumi precedenti per darvi una mia visione delle tre storie.
Se le avete lette, sicuramente apprezzerete tanti particolari in più nella narrazione e il personaggio di Ethan.

4

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Il mecenate” – Sara Ayako

Titolo: Il mecenate
Autore: Sara Ayako
Genere: Erotico, Contemporaneo
Casa Editrice: Eros Cultura
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Il mecenate

SINOSSI

Le ciliegie acerbe. Un delizioso frutto precoce e acido? No. Molto peggio. Fanciulli da avviare alla prostituzione maschile. Romanzo emozionante quello di Sara Ayako, ancorché non facile da digerire. Occorre una mente disponibile, sgombra da ogni pregiudizio, non condizionata da una morale malata che talvolta di giorno condanna ma di notte coglie frutti più o meno acerbi. Chi si approccerà a questo bel romanzo, potrà assaporarne la dolcezza tipica di una mano femminile che ci narra di omosessualità maschile, unita alla competenza, alla capacità narrativa, al garbo con cui affronta una tematica tremenda ed esistente nella realtà delle nostre città. La narrazione presenta momenti di crudo erotismo, senza cadere nella volgarità, né la volontà di eccitare il lettore che non condivide l’uso delle ciliegie acerbe. Per chi invece apprezza quell’erotismo, induce a una profonda riflessione. E poi, viva la libertà di vivere il sesso come si crede.

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“È un ragazzetto risoluto, ma vacci molto cauto: è completamente intatto”.

Il Mecenate“, a mio parere, è un libro che si ama oppure si odia, senza vie di mezzo. I più puritani sicuramente rabbrividiscono nel leggerne le pagine, indicando l’autrice come colpevole di descrivere qualcosa di cui tutti sono a conoscenza ma di cui nessuno deve parlare. Perché Sara è in grado di raccontare benissimo lo sporco che si nasconde dietro una società all’apparenza perfetta, il marcio che viene infilato sotto il tappeto e che rimane celato agli occhi di coloro che non possono, o più precisamente non vogliono, vederlo. Sicuramente è una storia molto forte, cruda e brusca, sia per i temi trattati che per il modo in cui si intrecciano due vite completamente diverse, quella del padre di famiglia Max e quella del giovane, sfortunato e intatto Liam.

Lo hanno soprannominato “Il Mecenate del Sesso” titolo singolare ma esplicativo, riassume coerentemente i due pilastri fondamentali della sua attività.

Credo che l’abile ruvidità dello stile e il modo diretto in cui vengono descritti i fatti siano un punto di forza non indifferente di questo breve libro. Mi è piaciuto molto il linguaggio e, anche se le pagine sono poche, sono stata in grado di entrare benissimo dentro la testa dei personaggi. Il sesso è la componente centrale del libro, tutto ruota intorno ad esso, tuttavia è proprio grazie a questa predominanza “fisica” che il protagonista, Max, riesce ad emergere. In lui sembrano dimorare due persone diverse: da un lato troviamo il padre di famiglia sempre in giro per lavoro che fa di tutto per offrire un futuro meraviglioso al figlio adolescente Samuele, dall’altro troviamo un uomo che non esita a frequentare la Dimora Quadrifoglio in cerca di piaceri proibiti e peccaminosi strappi alla regola. In poche pagine, l’autrice è stata in grado di creare un personaggio a tutto tondo.

Un abile mentitore riconosce un altro mentitore, specie quando il livello di esperienza è troppo impari.

È un libro che ho apprezzato molto, e che sarebbe stato assolutamente perfetto se ci fosse stato un finale leggermente meno breve. Qualcosa in più su Liam, magari, due parole per soddisfare la curiosità di una lettrice che avrebbe voluto un destino diverso per questa giovane ciliegia ma che dentro di sé sa che la vita è ingiusta soprattutto con chi non lo merita.

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Civiltà antiche” – A. A. V. V.

Titolo: Civiltà antiche
Autore: Daniela Barisone, Juls S. K. Vernet, Zel Carboni, Le Peruggine, Manuela Soriani, Marika Grosso, Nykyo, Schesta, Suzakusly, Xel
Genere: Storico, Illustrato, Erotico, Gap Generazionale
Casa Editrice: Et In Arcadia Ego
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SINOSSI

Quest’anno il Collettivo Et In Arcadia Ego ha voluto presentare un nuovo progetto: Civiltà Antiche.
Ci siamo prefissati un obiettivo diverso rispetto al passato, ponendo la nostra attenzione sulla storia, su tutte quelle popolazioni, più o meno conosciute, che ci hanno accompagnato fino ai giorni nostri. 
Il progetto prevede la collaborazione tra scrittori e artisti. I primi hanno messo nero su bianco bellissimi e inediti racconti, i secondi hanno dato vita, con sublimi e sensuali illustrazioni, a personaggi che hanno segnato la Storia. 
Per citare Manzoni: “Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno…” i nostri partecipanti hanno metaforicamente viaggiato per il mondo e in epoche diverse, alla ricerca delle vicende per loro più interessanti, in modo da poterle riproporre in chiave personale in questo nuovo albo.
Ci spostiamo dalle lontane Americhe precolombiane, fino all’esotica Babilonia, ma non solo, dalla soleggiata Grecia, per raggiungere infine la fredda Scandinavia. 
All’interno di questo volume troverete più di 70 pagine, con contenuti molto HOT, per raccontare una sessualità, caratteristica spesso celata, temuta, e ammantata in un velo di mistero, che ha invece pervaso tutte queste popolazioni antiche.

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Oggi vi parlo di un’antologia davvero speciale. “Civiltà antiche”, del Collettivo Et In Arcadia Ego è il lavoro di molti autori e disegnatori. Un insieme di talenti che rappresentano storie a tematica gay, ambientate in diverse epoche e luoghi in tutto il mondo. Troviamo romani, egizi, greci… Ognuno di loro si differenzia e sarà accompagnato da più di un’illustrazione. Un’occasione che sicuramente non vi si presenterà tutti i giorni!
Un inizio sorprendente con il primo racconto di Nykyo, “Figlio di Odino”. Ho letto poco di questa autrice, ma la sua scrittura mi piace molto. In pochissime pagine è riuscita ad inserire una storia completa, ricca di dolcezza ma anche di sofferenza. Due personaggi che avrebbero ancora molto da dare, ma che non lasciano nulla al caso. Tutte le domande hanno avuto una risposta, nonostante sia rimasta quella curiosità genuina di quando si legge una storia che non vorresti lasciar andare.

“Chi lo aveva costretto a quella vita isolata lo considerava figlio di Odino, la sua perizia e la sua saggezza erano costantemente ripagate da doni. La sua solitudine accompagnata dalla riconoscenza.”

La regina di Bitinia”, è il primo racconto di Marika Grosso. Una cosa mi ha colpito particolarmente del suo scritto: le descrizioni. Complesse, belle, molto presenti ma non abbastanza da stancare il lettore e distogliere la sua attenzione. Un racconto che mostra un’attenzione per i dettagli incredibile. Ritroviamo numerose informazioni, sempre accurate, e con uno studio alle spalle sicuramente grande. Una storia breve, realistica e molto dolce, specialmente sul finale.

“I lunghi corridoi erano freddi, decorati con fregi e bassorilievi colorati in modo sgargiante, tanto che perfino sulle colonne il colore nascondeva il marmo.”

Duale” di Le Peruggine, è un racconto più corto di quanto immaginassi, ma molto d’impatto. Una descrizione generale e allo stesso tempo minuziosa delle scene di guerra. La scelta di intervallare la lotta con la scena principale mi è piaciuta moltissimo. I protagonisti sono messi in primo piano senza offuscare tutto il resto. In particolare gli spartani, che, seppur non siano i protagonisti, si mostrano con completezza e magnificenza, dando modo al lettore di avere una visione più ampia della battaglia e delle motivazioni che hanno portato sul campo i guerrieri.

“L’indomani forse anche loro avrebbero udito una melodia raggiungerle da lì, ma sarebbe stata musica ben diversa dalla loro, perché la guerra suona un canto tutto suo.”

Sei il mio cosmo”, è il secondo racconto di Marika Grosso. È davvero molto descrittivo e anche se in alcuni momenti risulta più offuscato rispetto agli altri, rende bene l’idea e lascia quel mistero inspiegabile che lo rende unico nel suo genere. Sicuramente originale.

“La paura che non aveva provato nella pianura di Jequetepeque la stava invece provando adesso, davanti a quel Sacerdote dagli occhi freddi.”

Ora e per sempre”, è il secondo racconto di Nykyo. Inizialmente non avrei scommesso molto su Brian, uno dei due protagonisti, ma l’autrice in parte mi ha fatta ricredere. Ha creato una storia dolce e romantica. Non manca quel poco di sofferenza da rendere i due protagonisti veri e interessanti, malgrado la storia sembri utopica in alcuni momenti.

“per chi altro dovrei restare in una casa che amo ma che non è mia?» «Per me,» rispose Cullen, stupendosi un istante dopo delle proprie parole e della veemenza con cui le aveva pronunciate.”

Il rame sbagliato”, Juls SK Vernet è l’ultimo racconto dell’antologia. Anche se ho compreso cosa l’autrice voleva trasmettere, rispetto agli altri questo racconto risalta molto. Non viene narrato un momento di particolare interesse per il lettore, né una scena di violenza o amore che segna il protagonista (come in alcuni casi). Una scelta singolare, ma che mostra delle potenzialità.

“Era impossibile restare arrabbiati con Mannuki intorno, eppure Nanni sapeva di doversi costringere a farlo o non avrebbe terminato di scrivere la propria missiva infuriata.”

Sono rimasta perplessa quando mi sono accorta della presenza di Illustrazione a sé, nessun collegamento ad alcuna storia. Ho comunque apprezzato il lavoro degli artisti, ma inevitabilmente le illustrazioni legate ai racconti degli autori sono molto più vivide e risultano anche più interessanti, perché possiamo avere un racconto sui protagonisti ritratti. Qualcosa che un solo disegno, per quanto vivido, non può dare.
Alcune delle illustrazioni mi sono piaciute moltissimo: dettagliate, complesse e sicuramente bellissime quando saranno stampate e a colori. Altre, invece, mi sono sembrate superficiali. Chi per il tratto abbozzato e non definito, chi perché non ha tenuto fede al racconto che rappresentava, mi hanno dato l’impressione di essere incomplete, o la rappresentazione di un’altra storia. Vi faccio un esempio: ci sono casi in cui, soprattutto in epoche passate, i due protagonisti hanno una grande differenza di età, o, quanto meno, una differenza visibile dai loro lineamenti. Quindi, si presume, che nell’illustrazione si potrà distinguere chi dei due è il più grande o chi dei due è quello corpulento e chi il mingherlino ed efebico. Invece non sono riuscita a distinguerli, non sempre. Un vero peccato, perché i disegni in sé erano belli (molto belli!), ma non pertinenti del tutto alla storia.
I racconti, come già anticipato, mi sono piaciuti. Alcuni più di altri, ma nel complesso si sono adattati tutti bene alla tematica, che ho apprezzato davvero molto. Sicuramente acquisterò la copia cartacea per vedere il risultato finale e godermi le illustrazioni a colori, che probabilmente renderanno molto meglio che sul kindle in bianco e nero.

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La copia ARC è stata fornita dalle Autrici

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Recensione “Mezz’ala” – Lara Marchi

Titolo: Mezz’ala
Autore: Lara Marchi
Genere: Erotico, Fantasy
Casa Editrice: Eros Cultura
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Mezz’ala

SINOSSI

A causa del suo crimine Aodh viene esiliato dal suo popolo, gli alati delle montagne, gli Zyena. Scacciato ancora ragazzino, mutilato di un’ala in modo che non possa mai più volare, si trova a contatto con il mondo degli umani, imparando a sopravvivere come può tra estranei e pericoli. Deriso, picchiato, incarcerato, rischia la vita, ma qualcuno gli offre la possibilità di salvarsi. Ogni cosa ha un costo, ma talvolta il destino bara le carte e queste si mescolano: dove c’è cattiveria, può nascere un sentimento e allora la storia ricomincia. La vita può avere un senso anche per chi ha sono una mezza ala per volare. 

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Non conoscevo Lara Marchi prima di leggere questa sua opera ma sicuramente mi ha fatto una bellissima impressione, soprattutto per la storia decisamente particolare e diversa dalle altre. Premetto che sono una appassionata di fantasy quindi appena ho letto la sinossi di questo libro ne sono stata affascinata, e non ha deluso le aspettative perché i personaggi e le ambientazioni sono descritti così bene da risultare quasi reali.
Prima di perdere l’ala, Aodh era un ragazzo superbo, pieno di sé e, come molti giovani, si sentiva il padrone del mondo. I suoi comportamenti erano dettati dalla consapevolezza di essere migliore di molti altri, e questo ha reso le sue azioni sconsiderate, portandolo a subire una punizione da parte del clan Zyena, ovvero il popolo alato che abita le montagne. La perdita dell’ala, e quindi l’allontanamento dalla famiglia e dalla vita che conosceva, gli ha fatto capire nel modo più brutale possibile che ogni azione comporta una reazione. Impossibilitato a volare ancora, il ragazzo si rifugia nel mondo degli umani, entrando in contatto con la loro crudeltà.

Tanto in alto si era trovato tra il suo popolo, tanto in basso era caduto una volta commesso quello che poteva, a posteriori, solo definire un tragico errore dettato dalla superbia e dall’orgoglio.

Quello che mi è piaciuto molto di questo breve libro è che Aodh, il protagonista, abbia “perso” l’ala durante la sua vita e non sia nato con questo difetto fisico. Ho apprezzato questo particolare perché ha dato lo spunto per una rinascita del personaggio e per una sua crescita interiore. Aodh è un personaggio che ha sofferto ma che al tempo stesso è stato capace di accettare il proprio destino e reagire, e lo ritengo un ottimo esempio di forza e tenacia.
La sua vita da quel momento, da quel “tragico errore dettato dalla superbia” è stata molto complicata e l’autrice non si è risparmiata con le sofferenze, gli abusi e le difficoltà, senza tuttavia risultare eccessiva. Ha mostrato un mondo che non lascia scampo a chi abbandona la speranza e decide di smettere di vivere per limitarsi a sopravvivere. Aodh non lo fa, non demorde, e questo me lo ha fatto gradire ancora di più.

Nonostante fosse ammirato dai clienti del postribolo, con un’ala sola non poteva volare e la sua grande, magnifica ala, nel tempo si era rimpicciolita e indebolita.

Avrei apprezzato un po’ di più la presenza di Odran, il giovane che Aodh si trova costretto a controllare a vista e a proteggere in cambio della propria salvezza, dato che buona parte della storia ruota intorno a lui. Odran è presentato un po’ come un ragazzino viziato, una sorta di Aodh del passato, qualcuno a cui basta schioccare le dita per ottenere quello che vuole. Il suo personaggio, tuttavia, manca un po’ di spessore. Molti passaggi importanti che lo riguardano vengono descritti dopo che sono già accaduti e per questo risulta essere un po’ sbiadito. Però il suo rapporto con Aodh è molto dolce, per quanto inizialmente si sviluppi solo sul piano fisico, e il sentimento che nasce tra i due uomini col passare del tempo è sicuramente coinvolgente.
Spero di leggere presto altro di questa autrice perché il suo stile breve ma chiaro mi ha molto incuriosita.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice