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Recensione in anteprima “Total Creative Control” – Joanna Chambers & Sally Malcolm

Titolo: Total Creative Control: Amore, fan fiction e altri disastri
Autore: Joanna Chambers & Sally Malcolm
Serie: Creative Types #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Total Creative Control: Amore, fan fiction e altri disastri

SINOSSI

Cosa succede quando un assistente personale dal carattere solare incontra un capo musone?

L’autore di fan fiction Aaron Page viene assunto per un lavoro temporaneo con il creatore dello show di successo Sanguisughe. Un lavoro che dovrebbe durare solo una settimana, ma dopo tre anni Aaron è ancora lì…
Forse perché adora la sfida creativa. O forse perché è un fan sfegatato di Sanguisughe. Decisamente non a causa di Lewis Hunter, il suo capo, così pretenzioso, maleducato… e clamorosamente sexy.
Lewis Hunter ha lottato per tutta la vita per ottenere ciò che ha. La sua priorità è lo show, e le relazioni personali sono ben distanti dalla vetta della classifica. Inoltre a cosa serve il romanticismo quando hai una sfilza di uomini attraenti che entrano ed escono dal tuo letto?
La sua unica relazione significativa è quella con Aaron, il suo principale confidente e assistente insostituibile. E non importa quanto trovi affascinante il suo aspetto da ragazzo della porta accanto, Lewis non rischierebbe mai il loro rapporto professionale per togliersi uno sfizio.
Ma quando si trova incastrato a un evento aziendale tanto orribile quanto demenziale, Aaron è il suo unico amico e alleato. Le linee della professionalità tra loro iniziano a sfumarsi, e l’attrazione reciproca si infiamma…
… ed entrambi finiranno per restarne scottati.

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Aaron Page ha ventisette anni e da tre è l’assistente personale di Lewis Hunter, che di anni ne ha trentaquattro ed è il creatore dello show televisivo “Sanguisughe”, prodotto dalla Piccione Riverso e che vede come protagonisti il vampiro Skye e l’umano Faolán.
Aaron doveva fare l’insegnante di storia, in realtà, ma dopo quello che sembrava solo un lavoro estivo, la sua vita si è trasformata in quella di assistenza personale di Lewis ma anche, bisogna dirlo, quella di co-autore. Lewis riconosce questo suo lato, pertanto ha fatto sì che lo stipendio di Aaron fosse adeguato al lavoro svolto, ma sostanzialmente è solo il nome di Lewis, quello che compare sullo schermo e che è conosciuto dai fan.
Non che ad Aaron la cosa dispiaccia. In realtà, prima di un incontro d’affari in una lugubre villa vittoriana con Charlie Alexander, che vuole a tutti i costi fare di “Sanguisughe” anche un remake americano, Aaron non si era nemmeno mai posto il problema.
Tuttavia, quando le cose si complicano e il confine lavorativo tra Aaron e Lewis comincia a sfumare, Aaron si rende conto che, se vuole davvero realizzare se stesso, deve tagliare il cordone ombelicale con Lewis, perché l’uomo non solo è incapace di condividere il lavoro, ma anche e soprattutto il suo cuore…

Era… Dio, era fantastico. Perfetto. Ma era sempre perfetto, perché era Aaron: la cosa più perfetta nella vita di Lewis.

Avevo grandi aspettative circa questo romanzo, perché Joanna Chambers è un’autrice che amo molto e anche Sally Malcolm l’avevo molto apprezzata (benché io abbia letto solo il suo unico altro libro pubblicato finora in italiano) ma, in questo esperimento Contemporaneo, onestamente, non hanno saputo convincermi del tutto. In sincerità, non so nemmeno cosa non mi abbia convinta nello specifico; ho semplicemente trovato la storia piatta. Senza mordente. Un po’… basica, se vogliamo, con scene molto simili tra loro e due personaggi molto promettenti che però non hanno saputo decollare. Il tutto, ovviamente, inteso a mio esclusivo gusto, perché una parte di me si rende anche conto che il romanzo è scritto bene e Aaron e Lewis sono due personaggi molto ben caratterizzati. Soprattutto Lewis, con il suo caratteraccio e gli sbalzi d’umore, ha saputo colpirmi; ma c’era qualcosa durante la lettura che mi faceva arrancare, domandandomi quando sarebbe successo qualcosa di eclatante ed effettivamente accattivante e interessante.
Il romanzo è, come detto, gradevole. Parla anche molto di fan fiction, di fandom, di bromance e di noi spettatori/lettori che vediamo materiale queer anche in personaggi che, nella realtà dei fatti, non lo sono; mi sono ritrovata molto nel mondo delle fan fiction e dei suoi pregiudizi, così come della passione per lo scriverle; ma appunto, è risultato tutto un po’ piatto.
Devo ammettere di essere rimasta un po’ delusa, perché avevo grandi aspettative che non sono state del tutto esaudite, ma non me la sento nemmeno di bocciare questo libro perché, appunto, è ben scritto e con due protagonisti gradevoli.
A questo punto confido nel libro su Owen e Mason, dove soprattutto il primo mi ha intrigata. Spero arrivi presto!

3.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Inserisci il tuo nickname” – Vittoria Agostinelli

Titolo: Inserisci il tuo nickname
Autore: Vittoria Agostinelli
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: Inserisci il tuo nickname

SINOSSI

È possibile trovare l’amore online?

Fabio, diciotto anni, non ci spera più di tanto.
O forse sì.
È gay, anche se non lo sa ancora nessuno, e la cosa che più desidera è trovare un amico come lui con il quale parlare e, perché no, fare anche un po’ di esperienza.
Ma potrebbe essere più complicato del previsto.
Quando decide di incontrare un uomo maturo, le cose non vanno esattamente come aveva immaginato. Deluso e scoraggiato, Fabio è pronto a rinunciare a tutto e a uscire per sempre da quella chat d’incontri.
Prima che possa farlo, però, lo contatta un certo Eros, bello come il dio dell’amore di cui porta il nome…

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Fabio è un diciottenne romano che non ha nessuna esperienza col sesso o con la sua omosessualità. Il giovane, infatti, non si è mai azzardato a sperimentare per paura che i suoi genitori lo scoprano, perciò vede come unica soluzione per togliersi di dosso la fastidiosa verginità, iscriversi a una chat di incontri in cui spera di trovare qualcuno con cui parlare e poi condividere qualcosa.
Il primo a tentare un approccio è l’ultra quarantenne Federico, che si dimostra gentile e piacevole, ma che poi di persona non è esattamente intenzionato a conoscerlo e a essere paziente con lui.
Fabio è scoraggiato, dopo quell’incontro fallimentare, perciò quando, proprio quella sera, riceve un messaggio da Eros, la sua risposta è tutt’altro che allegra.
È convinto che il ragazzo venticinquenne non lo considererà più, e invece… Possibile che esista davvero la possibilità di essere felice?
Novella di appena una cinquantina di pagine di Vittoria Agostinelli, è il suo primo lavoro che leggo, perciò non ho termini di paragone con altre sue opere. Per questo, devo dire che, nonostante la brevità del testo, nel complesso mi è piaciuto. L’ho trovato forse un po’ frettoloso sul finale, ma nell’insieme c’è un po’ di tutto e si fa leggere molto bene.
Fabio è davvero un personaggio giovane, e lo dimostra in ogni sua azione. È anche un romantico sognatore, e anche questo si nota tra le pagine. Per quanto abbia voglia di togliersi la verginità di dosso, è anche vero che non vuole farlo col primo venuto, nonostante all’inizio non ne sia consapevole e si ritrovi in una situazione sfavorevole.
Eros è un personaggio che conosciamo marginalmente ed è un po’ un peccato, perché sembra una bella persona che avrei preferito approfondire. Certo, ne percepiamo il fascino, ma un po’ di background lo avrei gradito, onestamente.
Federico, seppur non è il terzo protagonista, è presente e l’ho trovato veramente viscido. Mi ha fatto venire i brividi la parte in cui c’è lui e quando riceve quel che riceve da Eros (e che io non vi spoilero), mi sono ritrovata molto soddisfatta per questo.
Insomma, una storia molto carina, ideale per chi ha voglia di sognare e di un libro che si legge velocissimo. Consigliato!

4

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Recensione “René e i gatti di Richelieu” – Cristiano Pedrini

Titolo: René e i gatti di Richelieu
Autore: Cristiano Pedrini
Serie: René e il villaggio di Sainte-Eulalie #2
Genere: Contemporaneo, Illustrato
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: René e i gatti di Richelieu

SINOSSI

René Fontaine ritorna al villaggio di Sainte-Eulalie per l’iniziare una nuova vita accanto al suo amato Maxime. L’annuncio del loro fidanzamento rende tutti gli abitanti euforici, ma l’arrivo di Jacques Labordè, eminente studioso dell’Università di Arles, convinto che il piccolo bordo di Leman, da tempo ritenuto disabitato, celi un tesoro riconducibile al cardinale Richelieu, costringe Renè a cambiare i suoi programmi.
L’incontro con gli unici due abitanti di Leman, il vecchio Jules e il nipotino Sebastien, è una sorpresa che rafforza la convinzione di René ad opporsi ad ogni tentativo di Leman di sfruttare gli esiti della sua ricerca per stravolgere l’esistenza del borgo.
La presenza del piccolo Sebastien, con la sua carica di vivacità, incuterà in René un desiderio capace di bruciare molte tappe della vita che si immagina accanto al compagno, ma sa di non essere solo, la presenza della sua amata quercia, dove venne ritrovato, ancora in fasce, dalle suore dell’abbazia di Saint-René d’Angers, e le fugaci apparizioni del misterioso lupo che ha chiamato Buck, e lo accompagna nel suo viaggio alla scoperta dei misteri di Leman, lo aiuteranno a non perdere di vista suoi valori e le sue convinzioni.

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Dopo una separazione forzata, René torna a Sainte-Eulalie per stare col suo Maxime, pronto ad annunciare il loro fidanzamento.
Sembra tutto idilliaco, vero? Eppure, i dubbi e le paure sono in agguato sin dalle prime pagine perché, se avete letto il primo volume, sapete che René e Maxime sono profondamente diversi in moltissime cose. Lì dove René sembra sceso direttamente dal Paradiso per allietare i comuni mortali con la sua bellezza e la sua sola presenza, Maxime è più rude e arruffato, in un contrasto affascinante ma che, di certo, a volte fa cozzare i nostri due protagonisti.
Anche in questo secondo nonché ultimo volume della serie (da quel che mi pare di capire), saranno soprattutto le insicurezze di René a farla da padrone; mentre Maxime alternerà momenti in cui non riuscirà a credere alla sua fortuna di aver conquistato uno dei modelli più richiesti di Francia, alla paura che un semplice intagliatore come lui non possa dare all’altro tutto quello di cui ha bisogno.
I nostri giovani protagonisti dovranno compiere un viaggio complicato e a tratti frustrante per riuscire a capire che l’amore, a volte, è difficile e che, di sicuro, non lo si può prevedere…
Riusciranno a superare le loro paure, a risolvere tutto quel che c’è di complicato e a godersi la compagnia ciarliera e divertente di tutti i loro compaesani?
Oh! E non dimentichiamoci l’arrivo di Jacques Labordè, studioso dell’Università di Arles, che è intenzionato a mettere mano ai segreti del borgo di Leman dove, isolati e felici, vivono il vecchio Jules e il nipotino Sebastien.
Come dicevo all’inizio, René aveva intenzione di annunciare il suo fidanzamento con Maxime, ma impedire a Jacques di fare i suoi comodi scombinerà i suoi piani, così come la presenza allegra e dolcissima di Sebastien, che farà desiderare a René cose che non aveva mai preso in considerazione prima…
Riuscirà il nostro protagonista a salvare il borgo di Leman dalle grinfie di Jacques e a trovare il suo “E vissero per sempre felici e contenti”?

«Sono solo felice… Sento il cuore traboccare di gioia. Tutto quello che amo e desidero è qui, a Sainte- Eulalie. Il mio mondo ora è perfetto…»

Alternando presente e flash-back, Cristiano Pedrini torna a raccontarci di René e del borgo di Sainte- Eulalie, così come della sua misteriosa e affascinante Abbazia di Saint-René d’Angers, senza dimenticare il borgo di Leman, che è risultato altrettanto intrigante.
Come nel primo volume, “La quercia dell’orfano”, mi sono ritrovata a immaginare ogni angolo e scorcio, ogni fiore e animale, grazie alle descrizioni dell’autore, che non mancano mai di riempire i suoi volumi. A volte le ho trovate un po’ “troppo”, lo devo ammettere, ma nell’insieme hanno saputo trascinarmi nel fascino di un ambiente bucolico e tranquillo.
Le mie perplessità circa René, che avevo già avuto nel volume uno, non si sono molto attenuate nemmeno in questo caso. L’ho trovato un po’ troppo insicuro e contraddittorio, per certi versi, così come un po’ troppo perfetto e amato da tutti; ma Maxime ha compensato con il suo atteggiamento e i suoi modi, controbilanciando un protagonista che forse è troppo idilliaco per i miei gusti, rendendo questa coppia alla fine gradevole.
I nuovi personaggi di contorto, che movimento la vicenda, seppur alcuni più simpatici e altri meno, hanno saputo arricchire e colorare la storia, rendendo la narrazione incalzante e piacevole.
Aggiungo un’ultima nota per l’illustrazione presente che è davvero molto bella, così come per la dedica al gatto dell’autore, Iago, venuto a mancare di recente.
Inoltre, mi è piaciuto vedere le foto finali del borgo bergamasco che ha ispirato i luoghi della storia, rendendo più “reale” case e viuzze che erano solo nel mio immaginario.
In conclusione, un finale dolce e romantico per una storia carina e piacevole, che ci ha fatto conoscere René e Maxime, così come tutti i personaggi chi li hanno accompagnati in questo viaggio e un mare di gatti (che fanno sempre bene all’umore).
Consigliato!

4

La copia ARC è stata fornita dall’Autore

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Recensione in anteprima “Tank” – Nora Phoenix & K. M. Neuhold

Titolo: Tank
Autore: Nora Phoenix & K. M. Neuhold
Serie: Ballsy Boys #2
Genere: Contemporaneo, Erotico, Scolastico
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Tank

SINOSSI

Una finta relazione con il ragazzo che odio più di ogni altra cosa. Uccidetemi subito.

Ragazzo carino e superficiale, figlio di puttana presuntuoso, idiota immaturo. Scegliete voi, sono tutti aggettivi che si applicano tranquillamente a Brewer. Il mondo è il suo buffet, e siamo tutti sul menu.
Non ho mai odiato nessuno quanto odio lui. Ma quando Rebel ci accoppia per girare una scena insieme, devo ammettere che non vedo l’ora di sfogare tutta la mia irritazione sul suo… beh, avete capito. Tuttavia, quando una scena si trasforma in una finta relazione, non sono sicuro che ce la faremo senza spargimenti di sangue.
Poi succede qualcosa di strano. Più tempo passiamo insieme, più vedo un lato diverso di lui… e oso mostrare un lato diverso di me. Che diavolo sta succedendo?

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Tank e Brewer sono due pornoattori della Ballsy Boys e sono rinomati non solo per le loro prodezze sullo schermo, ma anche e soprattutto perché non sono capaci di stare nella stessa stanza senza saltarsi alla gola… E non per fare cose divertenti, nossignore. Si odiano in modo viscerale e non c’è un solo argomento su cui vadano d’accordo. Se c’è l’uno, difficilmente troverete anche l’altro; non perdono occasione di punzecchiarsi e di farsi reciprocamente presente i difetti e… Sì, insomma, avete capito il genere.
E, se avete un minimo di esperienza con Romance e Commedie Romantiche su pellicola, avrete intuito pure che tutta questa animosità nasconde mooolto di più… Soprattutto, sentimenti molto più romantici.
Il problema? Ovviamente né Tank né Brewer se ne rendono conto e ci servirà la registrazione di un video e il fingersi fidanzati per capire che, in fondo, Tank non è solo un brontolone che non sa divertirsi e Brewer un rubacuori fin troppo bravo a scatenarsi…

«Perché mi odi così tanto?»
«Perché sì, non prendi niente sul serio. La vita è come un grosso cavolo di scherzo per te,» sbotto.
«No,» controbatte con un sorrisetto sul viso che mi fa infuriare da morire. «Penso che questo sia il perché vuoi odiarmi. Ma non è il motivo per cui mi odi davvero.»
«Ah, sì?» Mi avvicino, facendolo retrocedere contro il muro e intrappolandolo con il mio corpo. «Perché non mi illumini, allora, stronzo. Perché ti odio?»
«Mi odi perché mi vuoi, e questo ti sta facendo impazzire.»

Secondo volume della serie firmata da Nora Phoenix e K. M. Neuhold, devo dire che mi è piaciuto persino più del primo! Lo dimostra il fatto che, non appena avuta la copia ARC dalle autrici, mi ci sono praticamente tuffata a pesce mollando tutto quello che stavo precedentemente leggendo, quindi capite bene che effetto mi ha fatto la storia di Tank e Brewer!
Non solo la storia è molto carina e anche meno erotica del primo volume (cosa che ho apprezzato, benché la storia di Rebel e Troy mi sia piaciuta molto e anche stavolta non è che siano casti e puri, eh. Stiamo pur sempre parlando di attori porno, voglio dire!), ma mi è piaciuto molto l’approfondimento delle vere personalità di Tank e Brewer e di coloro che si nascondono dietro i loro nomi d’arte: rispettivamente Peter e Micah.

«Grazie, Peter. Lo apprezzo molto e non vedo l’ora.»
Il suo ampio sorriso spezza qualcosa dentro di me, qualcosa che è stato duro e congelato per molto tempo. Mi vede. Tra tutte le persone che conosco, è Tank quello che mi vede davvero… e mi vuole lo stesso.
«Anch’io.»

Questo volume si è particolarmente concentrato sulla questione di quante maschere possiamo indossare affinché le persone che ci circondano abbiano una certa visione di noi, ma senza far sì che ci mostriamo per quello che siamo veramente, con tutti i nostri pregi e difetti. Mostriamo ad amici e conoscenti quello che vogliamo che vedano e nascondiamo tutto il resto; ma quanto questo comportamento, poi, ci rende la vita difficile e solitaria? Ecco. La storia di Tank e Brewer serve un po’ a comprendere che, se incontri davvero qualcuno che ti accetta per tutto quello che sei, allora non importa se non piacerai più a tutto il mondo, perché ci sarà qualcuno di davvero importante al tuo fianco che ti ama nonostante tutti i milioni di difetti che puoi avere.
Inoltre, spinge molto anche sul concetto di “aspettative”, ovvero su quanto un certo aspetto o un certo tratto caratteriale possa far pendere l’opinione altrui da una parte rispetto a un’altra, basandosi solo su stereotipi, che difficilmente rappresentano la realtà.

«Sei pronto per me?» gli chiedo.
«Sì.»
Si guarda alle spalle, e la fiducia nei suoi occhi è incredibile. «Ci penso io,» gli ricordo, andando completamente fuori copione.
Tank sorride. Sorride davvero. Davanti alla telecamera. Questo farà impazzire Internet, mi rendo conto come uno stupido.
«Lo so, fuckboy.»

La storia di Brewer e Tank si concentra molto anche sull’aspetto della realizzazione del proprio futuro, a discapito forse un po’ delle questioni famigliari che sono accennate ma non proprio concluse. Se devo trovare un difetto nella lettura è giusto questo, perché mi sarebbe piaciuta una nota conclusiva su questo argomento.
Per tutto il resto, però, ho davvero amato questo volume. Tank e Brewer si innamorano lentamente, ma lo fanno in modo dolce e goffo, regalando a noi lettori una storia davvero emozionante e piena di curiosità anche per gli altri personaggi (personalmente, soprattutto su Campy!).

Non so quando questo sia cambiato. Non so quando si sia trasformato da irritante da morire a… già, a cosa, esattamente? Non lo so, ma è molto di più del mio nemico, del mio collega e persino del mio finto fidanzato. E voglio che sia ancora di più. Voglio che sia tutto, ma come glielo dico?
Quando incontro il suo sguardo vedo riflessa una parte della mia confusione e questo mi calma. Non ho bisogno di avere tutte le risposte adesso. Neanche lui le ha. Ma almeno ci siamo dentro insieme, qualunque cosa sia e ovunque ci porterà.

Non vedo l’ora di leggere il resto dei volumi, anche se ho visto che, al momento, su cinque ne sono previsti solo tre. Arriveranno anche gli altri, vero? Io spero di sì! Intanto, aspetto impaziente la storia di Heart a gennaio… Chissà che sorprese ci regalerà? Non vedo l’ora di scoprirlo!

4.5

La copia ARC è stata fornita dalle Autrici

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Recensione in anteprima “Il corpo che indosso” – Donatella Ceglia

Titolo: Il corpo che indosso
Autore: Donatella Ceglia
Genere: Contemporaneo, Crossdressing
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il corpo che indosso

SINOSSI

Elia, undici anni, non ha un posto nel mondo e non si sente a proprio agio nel suo corpo. Criticato dai genitori per non essere il perfetto figlio maschio che si aspettavano e affascinato dai vestiti di sua sorella, diventa facile vittima dei bulli.
Solo Gio, un compagno di scuola selvaggio e ribelle, trova il coraggio di difenderlo e lo invita a casa sua: un appartamento pieno di stoffe e ricordi, in cui l’aria è pervasa dal profumo di lavanda degli abiti di Libera, l’amorevole nonna del ragazzo. L’appartamento diventa ben presto un rifugio per Elia, in cui trova l’affetto e la comprensione che altrove gli vengono negati.
Passano gli anni, il rapporto tra Elia e Gio si evolve. I due ragazzi diventano uno l’estensione dell’altro, si alimentano del loro legame simbiotico, si indossano a vicenda come i vestiti che Elia tanto ama e con cui esprime se stesso.
Quello che li unisce tuttavia non basta. Il mondo preme sulle pareti dell’appartamento e reclama attenzione, mescolando ciò che si trova dentro con ciò che c’è fuori, tanto che i due giovani prendono strade diverse e la separazione sembra inevitabile. Elia tiene così traccia del tempo, chiedendosi se sarà possibile sopravvivere a quel tipo d’amore.

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A volte ci si imbatte in un libro che avresti voglia di sottolineare dall’inizio alla fine, tale è il potere dei concetti che esprime: gioie, dolori, insicurezze, paure che accompagnano il percorso di crescita di ogni essere umano, indipendentemente dal sesso di appartenenza.
Elia e Gio sono due ragazzini di undici anni con pochi amici, forse in realtà nessuno, e pochi famigliari che li circondano, soprattutto per Gio che vive da sempre solo con Libera, la premurosa e anticonvenzionale nonna materna.
Elia i genitori li ha, anche una sorella gemella, la vulcanica Eleonora, molto più forte caratterialmente del taciturno fratello; eppure anche lei non ha ancora capito che Elia è in perenne conflitto con se stesso, del resto hanno solo undici anni. Pochi direste voi, ma sufficienti per far capire a Elia di essere diverso dai ragazzini della sua età:

“Il rosa era un colore da ragazze, alle ragazze piacevano i ragazzi. Un mondo senza sfumature, in cui tutto quello che non era blu doveva essere per forza rosa. Mi strapparono una verginità fatta d’ingenuità, ma mi insegnarono anche che indossare un abito era fare una dichiarazione che poteva essere rivoluzionaria.”

Elia è silenzioso, timido, introverso, timoroso di far sentire al mondo la sua voce, in perenne ricerca di un posto dove essere finalmente se stesso e da quando Gio è entrato nella sua vita forse ha trovato un luogo per esserlo. Tra le pareti della casa di Libera e Gio si sente accettato per quello che è, per quello che ancora lui non sa di essere, perché in quel modesto ma colorato, vivo appartamento, può essere semplicemente Elia:

“Non sono una ragazza, non sono un ragazzo, non sono un po’ di entrambi. Sono… solo io… La mia intera esistenza si reggeva sui compromessi a cui mi costringevo… Era spaventosa l’idea di non saperlo davvero, di non avere la minima idea di cosa fossi… Un conto era diventare un uomo a cui piacevano altri uomini – mamma aveva tutta una serie di nomi, per quelli così –, un conto era essere imprevisto, essere sbagliato dentro.”

Libera ha cresciuto Gio da sola; lo ha amato in ogni modo possibile e lo ha reso un ragazzo forte e pronto a difendere chi ha bisogno. Ha riversato in lui tutto l’amore che aveva per la figlia e lo ha cresciuto libero di essere chi vuole. Tutti abbiamo bisogno di amore e accettazione per crescere e se non li troviamo in famiglia, bisogna solo cercare di trovarli in chi crede in noi.
Si dice spesso che “ Gli amici sono la famiglia che ci scegliamo” e in casa di Gio e Libera accade proprio questo: la nascita di una famiglia, un microcosmo formato da Gio, Elia, Eleonora, Yin, la futura stilista, André, conosciuto in piscina e motivo di futuro squilibrio tra Eli e Gio, e Arianna che passa da un fidanzato all’altro!
Un mondo variegato e colorato come è la casa di Libera: aperta al cambiamento.
Gio e Eli vivono un rapporto simbiotico che li spinge a cercarsi ma anche a respingersi a vicenda; Eli non ha il coraggio di dire ad alta voce cosa vuole davvero da Gio e resta in attesa che lui lo capisca da solo. Gio invece è diretto nei suoi modi, nel suo modo di vivere e ribadisce a Eli che se vuole stargli accanto deve prenderlo così come è.
Gio è stato cresciuto con amore, ma non ha avuto la possibilità di creare dei ricordi sulla madre; è curioso, anticonformista, desideroso di sapere e vivere, forse per riempire quella mancanza:

“Lei era nascosta dietro ogni conversazione sulla morte, ogni rituale raccontato, ogni leggenda. C’era sua madre dentro la rabbia esplosiva di Gio, dentro le sue ostinazioni, dentro la delicatezza nei miei confronti. C’era, anzi, l’assenza di sua madre. La sagoma vuota che si era lasciata dietro. L’impossibilità di conoscerla era il motivo per cui voleva conoscere tutto il resto, assorbire la vita tuffandocisi dentro.”

Elia e Gio sono legati da un filo invisibile che non si spezza nemmeno quando l’adolescenza finisce ed Eli cerca di trovare finalmente se stesso, allontanandosi da Gio.
Ci sono sprazzi di presente che si alternano al passato, sempre narrato da Eli, che ci mostra dove si trovano ora i due giovani uomini e come hanno fatto a diventare chi sono.
Elia doveva per forza allontanarsi da Gio, per crescere, per capire che quel rapporto avrebbe potuto distruggerlo, perché non ancora pronto ad accettarsi davvero e perché la forte personalità di Gio rischiava di imprigionarlo in quell’appartamento, che da luogo sereno stava per diventare una prigione:

“Eravamo scuciti entrambi, rattoppati in modi diversi per resistere alla vita quanto bastava…Lui, nella solidità della sua forma, conteneva a stento venti in tempesta; io avevo ossa sporgenti pronte a bucarmi la pelle e riversare fuori il dentro: la tristezza, l’indefinito, il bisogno.”

Un libro intenso, struggente, scritto in maniera delicata ma che non indora la pillola, che ci mostra quanta strada ancora bisogna percorrere per accettare chi non rispondere ai canoni prestabiliti da altri.
Due ragazzi cercano di capire chi sono, cosa vogliono dalla vita e l’uno dall’altro. Forse si sono conosciuti troppo presto, ma se non si fossero conosciuti così presto non sarebbero sopravvissuti. Una simbiosi che fa riflettere, così come il disagio di Elia di trovarsi in un mondo che non riesce ad accettarlo per quello che è, perché lui per primo è stato condizionato dal mondo esterno a seguire un ordinamento stabilito da altri, finché sulla sua strada non sono arrivati Gio, Libera, Andrè, Yin, Arianna, Sebastiano…
La vita mi ha insegnato tanto e non ho ancora finito di imparare, perché se avessi finito vorrebbe dire che non sarei più in vita; finché respiriamo impariamo.
La vita non è facile per nessuno; da lezioni che possono segnarci per sempre nel corpo e nell’anima, soprattutto quando ti strappano le persone che ami nella maniera più crudele e violenta, ma ti sa anche donare l’affetto di chi tiene davvero a noi e che è disposto ad aspettare il nostro ritorno.
Tutti hanno momenti di sconforto, che ci abbattono, la differenza la fa sapere chi c’è dall’altra parte ad aspettarci.
Gio ed Elia siamo tutti noi: tutti unici, speciali, vivi, pieni di colore e nessuno ci deve dire quale…
Un romanzo di crescita, poco romance, per nulla direi, di cui consiglio vivamente la lettura. La scrittura in prima persona è più che azzeccata, perfetta per far sentire a tutti la voce di Elia.

4.5

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Recensione in anteprima “Monte Natale” – Garrett Leigh

Titolo: Monte Natale
Autore: Garrett Leigh
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Self Publishing
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Monte Natale

SINOSSI

Un agente di sorveglianza per la libertà vigilata che si occupa del figlio del fratello morto. Un grande gigante gentile ferito e con il cuore più tenero del mondo.

Rami: Il dolce Fen Hawthorne è quello che preferisco del lavoro in prigione. Con le sue spalle larghe e il suo sorriso solare. Il suo flirtare ammiccante. E poi gli piaccio quanto lui piace a me. Un passo verso qualcosa in più sembra inevitabile… finché la vita non ci mette lo zampino.
Un giorno sono lì, poi non ci sono più, e non è che le seconde possibilità esistano davvero quando la tua auto si rompe nel bel mezzo di una montagna immersa nella neve, vero?
E poi non ricordo affatto di aver flirtato con un boscaiolo barbuto, solo di averne sognato uno.

Fen: I sogni diventano mai realtà?
Il Monte Natale è la mia casa. Ma è anche l’unico posto sulla Terra in cui non mi aspetterei mai di rivedere Rami Stone… E invece ora sono bloccato dalla neve con lui. Intrappolati e con solo un fuoco scoppiettante a farci compagnia: è una fantasia che si avvera. L’aria si fa più densa della neve e i diciotto mesi durante i quali siamo stati separati svaniscono.
Ma di pari passo con la neve che si scioglie c’è la foschia che si dirada. E Rami mi parla di un bagaglio che ha sulle spalle.
Però anche io ne ho uno, e se sono qui è perché sono pronto per il lavoro pesante.
Sono qui per il mio per sempre.

Con l’arrivo dei primi freddi, è stato piacevole immergersi in una lettura che parla di paesaggi mozzafiato, di neve a palate, di caminetti caldi e stanze accoglienti, di amore e seconde possibilità.
Garrett Leigh mi ha tenuto compagnia per alcune sere e devo dire che è stata una lettura davvero gradevole, una storia di Natale che però non parla solo di dolcezza e amenità varie, ma affronta temi importanti e delicati. La sua trama, con qualche scossone ben piantato, tiene alte la curiosità e l’attenzione fino alla fine.
Fen Hawthorne e Rami Stone si conoscono a causa del loro lavoro presso la prigione di Manchester, dove il primo è una guardia carceraria e l’altro è un agente di sorveglianza per la libertà vigilata che si occupa di aiutare i detenuti, che stanno finendo o hanno finito la loro pena, a reintegrarsi nel mondo.
Anche se potrebbe esserci dell’interesse reciproco, i due non osano nulla per molto tempo e proprio quando sembra che una proposta ammiccante possa smuovere le acque, la vita ci si mette in mezzo, sconvolgendo le loro esistenze.
Un anno e mezzo dopo, scopriamo che Rami non ha mai potuto dar seguito a quell’invito, perché un evento drammatico ha cambiato l’asse della sua esistenza e si è ritrovato di colpo padre del nipote neonato, che ha cresciuto, in quel lasso di tempo, fra mille sacrifici.
Anche Fen non lavora più in carcere a seguito di un fatto grave, ma Rami non sa cosa sia successo realmente e occuparsi del piccolo Charlie e del proprio lavoro lo sta logorando a tal punto che, in un impeto di follia e sfinimento psicofisico, Rami carica il nipote in auto e parte alla volta di Monte Natale, una montagna lontana e difficile da raggiungere, dove sulla cima vive la sorella in stile Heidi con la sua famiglia.
Rami non ha pensato alla sua vecchia auto inadatta e alla tempesta di neve, quando si inerpica dove osano solo le aquile e perciò rimane bloccato, disperato e solo… Fino a che, miracolosamente, qualcuno appare a salvarlo, e quel qualcuno è proprio Fen, che gli offre rifugio, conforto e quel batticuore che credeva perso per sempre.
Ecco, la parte che ho riassunto non è altro che l’inizio di questo viaggio natalizio, perché la storia è molto di più e racconta di tutta la permanenza di Rami a Monte Natale. Per quelli che non amassero le ambientazioni da carcere, posso dire che le citazioni sono brevi e la storia si svolge tutta fra montagne, neve e aria all’aperto.
Rami e Fen hanno due bagagli pesanti, animi feriti e scelte da fare non facili, sia a livello personale sia come eventuale coppia. I temi delicati menzionati sono solo citati, quindi non credo possano urtare la sensibilità dei lettori, ma nello stesso tempo servono a rendere questa storia un po’ meno zuccherosa e più realistica nei drammi che capitano agli uomini comuni.
Ho amato le varie descrizioni dei paesaggi e la caratterizzazione di ogni personaggio di questa storia, soprattutto Fen mi ha conquistata con la sua dolcezza e la bontà d’animo, ma tutta la famiglia rimasta di Rami è deliziosa: una sorella impicciona e di buon cuore, un cognato ottimista e tuttofare, dei nipoti simpaticissimi e affettuosi. Il piccolo Charlie merita un abbraccio tutto suo.
Spero che questo libro possa piacervi tanto quanto ha appassionato me, perché è ben tradotto e ha una bellissima trama.

4.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Alpha con(tro) Alpha” – Lara D’Amore

Titolo: Alpha con(tro) Alpha
Autore: Lara D’Amore
Serie: Soffio di Speranza #2
Genere: Omegaverse, Mpreg
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,49€
Link all’acquisto: Alpha con(tro) Alpha

SINOSSI

Figlio di una società che discrimina gli uomini e le donne per il loro genere secondario, Roy Baker è un giovane alpha di sedici anni con il cuore già pieno di cicatrici, che ha imparato presto a disprezzare gli omega per la loro fragilità.
È per questa sua avversione che Mark Foreman, anche lui alpha e grande sostenitore dell’uguaglianza dei generi, lo vede come un bullo.
I due frequentano la stessa scuola e lo scontro non tarderà ad arrivare. Una questione d’onore per Roy, l’alpha dagli occhi di ghiaccio, tanti piercing e il tatuaggio di una croce celtica sul collo, pronto a fare a botte col mondo intero. Un gioco intrigante per Mark, detto il Corvo, l’alpha difensore degli omega, dagli abiti neri e l’aria scaltra sotto la lunga frangia.
Può l’odio a prima vista avere una ragione più profonda?

Sarà il gusto del gelato al pistacchio a segnare il loro inizio, tra paure, incertezze e una buona dose di coraggio nell’andare contro le regole che ci vengono imposte.

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Alpha con(tro) Alpha” è il secondo volume della serie “Soffio di speranza” di Lara D’Amore.
Chi ha letto “Io, Omega” conosce alcuni dei personaggi secondari che appariranno e lo stile dell’autrice.
Si tratta di un omegaverse i cui protagonisti, due adolescenti, imparano a conoscersi e amarsi malgrado la società remi contro di loro.
Roy è un alpha che odia dal profondo del cuore gli omega a causa del suo passato. Il suo carattere impulsivo e iracondo lo ha più volte contraddistinto come bullo agli occhi dei suoi coetanei. Non può fare nulla per cambiare la considerazione che tutti hanno di lui, ma può imparare ad accettare le sue fragilità.
Mark è un giovane alpha determinato e controllato, dominante quanto basta per fare manifestare quel lato di Roy che tutti rifiutano. Sarà lui a credere nell’alpha e a smuoverlo dalle proprie convinzioni.
Il loro rapporto è speciale e contraddittorio. Un mix di qualità in contrasto che lo rende originale e interessante.
Sono davvero molte le particolarità di questa storia e ancora di più sono le tematiche importanti affrontate. Non è una lettura semplice né leggera, perché Roy e Mark sono due giovani alpha che devono affrontare una sfida dopo l’altra prima di riuscire anche solo a guardarsi con occhi diversi. Le relazioni tra alpha e omega sono al centro della storia e, seppur il protagonista principale non sia un omega, vediamo spesso le dinamiche che contraddistinguono quel genere.
Ammetto che in alcuni momenti ho avuto difficoltà a comprendere come mai sia stata scelta una struttura simile per questa storia, che risulta anche più sofferta di come sarebbe potuta essere. È vero, però, che la scrittura di Lara D’Amore mette in risalto la dinamica tra i vari personaggi e questo credo fosse il vero intento dell’autrice.
Roy e Mark non sono gli unici protagonisti, malgrado siano i più importanti e presenti. Questo mi ha aiutata molto ad accettare diverse situazioni che li hanno portati lontani e poi di nuovo vicini.
Le continue lotte verbali e fisiche, gli scontri, le discussioni, le incomprensioni… Mi hanno permesso di comprendere meglio i due, anche se ho trovato tutto alquanto esagerato. I protagonisti sono degli adolescenti, eppure per gran parte della storia non sono riuscita ad inquadrarli. Ci sono momenti in cui il loro comportamento è perfettamente comprensibile e coerente, altri in cui invece ho visto una forzatura nel far agire un determinato personaggio e far accadere una discussione che avrebbe anche potuto essere evitata e donare un equilibrio che invece manca alla storia.
Malgrado io abbia apprezzato i personaggi e il modo in cui l’autrice li ha fatti conoscere e innamorare, ci sono stati davvero tanti punti che mi hanno portata a interrompere la lettura e poi ricominciare. Non ho trovato omogeneità, aspetto che invece nel primo volume avevo apprezzato.
Nel complesso consiglio la lettura a chi conosce già la serie, ma non mi ha soddisfatta quanto speravo. Qualche attenzione in più alla storia e ai dettagli poteva dare vita a una dinamica più fluida e meno ripetitiva.

3.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Howtown: piccola città” – Henry Rios

Titolo: Howtown: piccola città
Autore: Michael Nava
Serie: Henry Rios #4
Genere: Storico, Noir
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Howtown: piccola città

SINOSSI

Un caso controverso riporta l’avvocato Henry Rios nella cittadina in cui è nato, mettendolo nella traiettoria di un implacabile assassino.

Sono passati quasi dieci anni dall’ultima volta che Henry Rios ha visto sua sorella, Elena, dopo che una storia familiare dolorosa ha lasciato entrambi segnati da ricordi infelici. Ma la loro riunione è ben diversa da ciò che aveva immaginato: sua sorella vuole chiedergli di difendere Paul Windsor, un loro vecchio conoscente che ha un passato di pedofilia ed è stato accusato di omicidio dopo che la polizia ha rilevato le sue impronte sulla scena del crimine.
La vittima, che smerciava pedopornografia, è stata torturata e poi massacrata di botte in una stanza di motel. L’indagine riporta Rios nel suo vecchio quartiere e lungo una strada tortuosa di ricatti, gelosie e amore malato. Costretto a guardare in faccia i suoi demoni, dovrà affrontare alcune difficili verità su se stesso… e le macchinazioni di un killer spietato.

Con la consueta attenzione ai chiaroscuri dell’anima, Michael Nava ci riporta nella California di fine anni Ottanta per immergerci nel calore opprimente di una piccola città dell’entroterra e in una storia complessa, che intorbida il confine tra carnefice e vittima.   

Lady Marmelade2

Henry Rios si dimostra ancora una volta un essere umano fuori dal comune in questo quarto volume.
Caso dopo caso, Henry esce sempre di più allo scoperto con il lettore, mostrando le molteplici sfaccettature del suo essere così umano; non è di certo perfetto, visto il suo passato da alcolista ma cerca sempre di fare del suo meglio, nel lavoro come nella vita privata.
Una telefonata inaspettata, lo riporta sul viale dei ricordi, nel suo passato, che non ha mai dimenticato, perché lo ha reso l’uomo e l’avvocato che è oggi.
La telefonata è una richiesta di aiuto da parte della sorella; non la sente da anni, ci sono state molte cose non dette fra loro, si erano allontanati e forse questo è il momento giusto per recuperare il loro rapporto.
Anche la sorella di Henry non ha avuto vita facile; i due si somigliano molto di più di quello che pensava da ragazzo, vittime entrambi di una famiglia machista e disfunzionale.
Ora sono cresciuti, hanno la possibilità di creare finalmente un legame famigliare, anche se manterranno sempre le idee diverse:

“«Questo è il paradiso,» dissi aprendo la portiera. Lei sorrise, e le linee intorno alla sua bocca si fecero più profonde. «Il paradiso non è un posto, è un’aspirazione.»”

Anche il rapporto con Josh sta diventando più intenso; sta evolvendo e cresce sempre di più tanto che Henry non riesce a capacitarsi del fatto di aver trovato qualcuno da amare di nuovo e che lo ami per quello che è. Tra di loro c’è una bella differenza d’età, ci scherzano spesso, ma non possono scherzare col terzo incomodo del loro rapporto:

“Amavo sia il ragazzo che l’uomo, ma non sempre capivo con quale dei due avessi a che fare… ma lui era penetrato nel midollo della mia vita ed ero deciso a stare al suo fianco per quanto più tempo possibile… a prescindere da cosa provassi per lui, da quanto lo amavo, ci trovavamo ai lati opposti della barriera divisoria che separava chi era infetto da chi non lo era. Potevo intravedere qualcosa del suo lato, ma lui ci viveva.”

Nava descrive in maniera vivida il periodo storico in cui ha deciso di far muovere i suoi personaggi, riportandoci nel nostro recente passato, dove la sua comunità è stata falcidiata dalla piaga del secolo. Ora che la piaga ha mietuto vittime in tutti gli strati sociali, le autorità si sono rese conto del pericolo e nuove terapie nascono ogni giorno. Vedere come Josh affronta la sua situazione da speranza ma fa anche stringere il cuore. Nava ha la capacità di descrivere con empatia lo stato emotivo dei suoi personaggi senza essere mai smielato, perché questo è sempre un noir e il cliente di Henry è tutto fuorché una brava persona.
Il caso è complesso, l’omicidio è stato brutale ed efferato, ma quello che ha commesso in passto il suo assistito è abominevole, come le giustificazioni che gli escono dalla bocca!
Eppure Henry non rifiuta il caso, convinto dell’innocenza del suo assistito; crede anche che dietro quel manipolo sconclusionato di prove ci sia molto di più da far venire a galla.
Henry del resto è l’incarnazione del principio base del diritto alla difesa: tutti hanno diritto di essere difesi, anche se colpevoli; nessuno può sostituirsi a un giudice e tutti devono avere un giusto processo. Così dovrebbe essere in qualsiasi sistema giudiziario, ma non è sempre così. Henry davvero l’avvocato che tutti vorrebbero:

“«A volte difendo qualcuno perché penso che meriti un po’ di sollievo, o forse solo perché mi sta simpatico. E a volte lo faccio perché, qualunque cosa abbia fatto il tizio, a lui hanno fatto qualcosa di peggiore.» Sorrisi. «E a volte lo faccio per soldi. E altre ancora perché non lo farebbe nessun altro. Come in questo caso.»”

Non nego di aver provato sentimenti di ripugnanza verso il suo assistito; mi ha fatto venire la pelle d’oca sentire uscire dalla sua bocca certe giustificazioni al suo comportamento. Anche se non ci sono descrizioni fisiche di quello che ha compiuto in passato – anche qui Nava si dimostra un eccellente narratore che non scade mai nel sensazionalismo, senza fornire sordidi dettagli sui crimini compiuti- sentire uscire quelle parole dalla sua bocca è stato come prendere un pugno nello stomaco.
Pensare poi che c’è ancora chi paragona la pedofilia all’essere gay mi fa ribollire in sangue nelle vene! Davvero non ho parole, ma solo insulti.
Nelle ultime pagine Nava ci racconta un altro pezzo del suo vissuto, da dove ha preso lo spunto per scrivere la storia e del perché lo ha fatto: per sensibilizzare, per tenere la luce accesa su una piaga che ancora non è stata sconfitta.
Henry ha percorso davvero tanta strada, da solo ma anche con l’aiuto di chi gli è rimasto accanto, tanto da diventare la persona che ora può fare la differenza:

“Avevo amato così di rado che mi sentivo in debito verso i pochi che erano stati oggetto del mio amore, per il sollievo che avevano offerto alla solitudine. Era il peso di quel debito che sentii mentre lo guardavo svoltare l’angolo.”

Per quel che concerne l’indagine devo dire che anche stavolta l’autore non mi ha delusa; gli elementi per arrivare a capire chi sia davvero l’omicida ci sono tutti, non è stato difficile arrivare alla soluzione.
Devo poi dire che mi piace molto che l’autore descriva bene l’iter giudiziario che si dipana nel libro; ne sono affascinata, essendo da sempre un’amante dei polizieschi made in USA, dove il sistema è del tutto diverso dal nostro, ma sono facili da comprendere o forse sono io che sono di parte avendo studiato la materia in passato!

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Shifting views” – Meg Harding

Titolo: Shifting views
Autore: Meg Harding
Serie: The Carlisles #4
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Shifting views

SINOSSI

Il modello di successo Denver Carlisle vive finalmente da solo. Ha un nuovo appartamento, un vicino che ha un problema a chiudere le tende, e il proprietario della panetteria locale, che gli fa tremare le ginocchia. È circondato da uomini, e Denver non ha nessuno da molto tempo. Si mette in gioco, chiede a Ethan Monahan di uscire e ricorre a un po’ di esibizionismo con il suo vicino. Solo per essere rifiutato da entrambi. È la prima volta che gli succede.
Ethan Monahan gestisce la sua panetteria e ha un nuovo vicino che va in giro nudo. Quest’ultima cosa lo distrae un po’ troppo. Quando il vicino nudo si rivela essere nientemeno che il modello Denver Carlisle – nonché il cliente che gli ha chiesto di uscire – Ethan cerca di fare ammenda. In modo puramente amichevole.
L’amicizia porta a qualcosa di più, ed entrambi gli uomini si trovano in difficoltà con le emozioni e i compromessi. Denver ha problemi di fiducia che potrebbero ricoprire il Sahara, e Ethan è un prodotto del sistema di affidamento, pieno di risentimento e con una seria diffidenza verso chi ha soldi.
C’è solo un modo per conciliare i loro problemi: lavorarci insieme.

Evelyne2

Quarto volume della serie “The Carlisles” di Meg Harding, “Shifting views” racconta la storia di Denver, uno dei fratelli Carlisle. Se avete letto “Doppio controllo” conoscete Dorian e il suo gemello. Conoscere Dorian e gli altri fratelli è il primo passo per capire cosa spinge Denver a isolarsi e mettersi in gioco con il vicino nudista. La sua vita è stata stravolta e non ha altra scelta che allontanarsi e imparare a vivere da solo, senza suo fratello a proteggergli le spalle.
Denver era il personaggio che già conoscevo, quello a cui chiunque si affeziona, modello di fama mondiale eppure così impacciato quando si trova davanti una persona che gli fa battere il cuore. Dolce e gentile eppure con un carattere forte che non si tira indietro davanti alle difficoltà, seppur la sua famiglia debba intervenire per rimetterlo in riga.
Ethan è un uomo che ne ha passate davvero molte, ma che ha ancora tantissimo amore da dare. È il perfetto compagno per Denver, i due si completano in un modo che non credevo possibile.
Ethan è stato per me una grande e piacevole sorpresa. Non lo conoscevo e non avevo idea potesse attrarmi così tanto. L’ho adorato in più momenti e ho apprezzato davvero molto vedere come l’autrice sia riuscita a renderlo vero e spontaneo, insicuro eppure così diretto. Ethan è un mix di tutte quelle caratteristiche che cerco in un personaggio e che se ben equilibrate donano al lettore un protagonista che non è semplice dimenticare.
Mi dispiace che il finale sia stato più veloce di quanto, secondo me, la storia aveva bisogno. È bello poter leggere storie d’amore leggere e dolci, che si sviluppano con calma e che mostrano pian piano le sfumature delle personalità dei protagonisti. Mi sarebbe piaciuto però che questa “lentezza” fosse costante, specialmente nella conclusione.
Ethan e Denver avevano ancora molto di cui parlare e il lettore avrebbe sicuramente apprezzato poter leggere di loro anche al di là di ciò che viene raccontato.
Se il finale è stato troppo veloce, il resto della lettura è riuscito invece a catturarmi in ogni singolo momento. I due protagonisti si conoscono e si raccontano, entrano in sintonia e mi hanno permesso di legare anche con i pochi personaggi secondari che appaiono.
Le dinamiche della famiglia Carlisle conquistano il lettore ormai da quattro volumi e questa è solo un’altra conferma di quanto l’autrice sia capace di intrattenere e incuriosire. Tutti i fratelli Carlisle sono interessanti, ognuno di loro ha peculiarità che sono state messe in evidenza con attenzione. Denver e Dorian sono un chiaro esempio di come sia davvero bello vedere due personaggi così simili fisicamente distinguersi grazie a poche parole ed espressioni. L’autrice ha sempre reso possibile capire chi stesse parlando già prima di conoscere la loro storia.
Mi è piaciuta la leggerezza con cui la famiglia Carlisle vive e di conseguenza il modo in cui ognuno di loro riesce a rendere semplice e caratteristica ogni storia.
Mi piacerebbe poter leggere ancora una volta dei loro incontri, magari di una cena in famiglia con tutti loro al completo.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Amore a Mezzanotte” – Ana Ashley

Titolo: Amore a Mezzanotte
Autore: Ana Ashley
Genere: Contemporaneo, Festività, Retelling, Kink, accenni FF
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Amore a Mezzanotte

SINOSSI

Se non sapessi che è impossibile, penserei che la mia vita è una favola.

Orfano? Ce l’ho.
Matrigna cattiva? Ce l’ho.
L’unico problema con la mia teoria è la mancanza di un principe affascinante che arrivi in mio soccorso.
Almeno finché non fa la propria comparsa Xander. Che è affascinante, stupendo e premuroso. Con lui la mia vita non sembra una lista infinita di faccende.
Solo dopo che la mia matrigna ha combinato l’impensabile, la mia unica speranza è vincere un concorso editoriale.
Però poi scopro chi è davvero Xander, e anche questo mio sogno diventa una causa persa.

Slanif2

Ashton “Ash” Cinder è proprio come Cenerentola: ha una matrigna cattiva, due sorellastre e la completa gestione di una casa e un’azienda sulle sue spalle. Cosa gli manca? Ma il Principe Azzurro, ovviamente!; anche se lui è piuttosto propenso a credere che non lo incontrerà mai…
Tuttavia, tali fattezze le assume Alexander “Xander” Blackwood quando, un giorno qualsiasi, arriva al mercato dove Ash vende la sua merce e i due si conoscono, facendo scattare subito una scintilla di interesse.
Sembra tutto un idillio senza precedenti, vero? Ebbene, le cose non sono affatto così semplici perché Ash ha un sogno: fare lo scrittore; Xander è niente di meno che il futuro capo della Blackwood Publishing, ma non ne ha fatto parola con Ash. Cosa succederà quando questo segreto verrà a galla? E cosa succederà quando un concorso letterario si metterà in mezzo e rischierà di rovinare tutto?

«Mio nonno aveva una teoria,» racconta Xander. «In qualsiasi momento ci sono migliaia, se non milioni, di persone che leggono un libro. Quando molte di esse raggiungono l’ultima pagina, tutti quei buoni sentimenti, il lieto fine, le risoluzioni e la positività, devono avere un impatto sull’universo.»
«È una bella teoria.»
«Ash, mi dispiace che tu abbia perso i libri dei tuoi genitori. Spero che un giorno, da qualche parte, qualcuno li legga e rilasci tutta la felicità dell’universo per te.»

Retelling in chiave moderna e LGBTQ+ del racconto classico “Cenerentola”, è il primo romanzo di Ana Ashley che leggo, ma devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa autrice. Ha un stile scorrevole e accattivante, con una creazione di storia e personaggi complessa ma non sovraccarica.
Ash e Xander mi sono piaciuti entrambi e anche se molto diversi, hanno saputo conquistare le mie simpatie. Sono due ragazzi giovani (infatti, hanno intorno ai venticinque anni, anche se onestamente all’inizio li avevo immaginati almeno trentenni se non qualcosina di più) che vorrebbero realizzare i propri sogni ma che sono bloccati in delle realtà che vanno loro strette. Hanno desideri e pulsioni (alcune anche particolari, come si evince dal genere “Kink” segnato, ma niente di trascendentale, non preoccupatevi) che vorrebbero assecondare, ma le famiglie hanno aspettative su di loro e i loro futuri, così come il fatto che fanno fin troppo affidamento su di loro. Ash è soverchiato dalle richieste della matrigna (che è antipatica da morire, fatemelo dire, e non riesco a farmela piacere nemmeno dopo che si redime) e le sue due sorellastre (che per fortuna invece sono adorabili); Xander lo è dalle aspettative dei ricchi genitori che pensano più al patrimonio che alla sua felicità.
Una storia d’amore, dunque, che parrebbe non avere seguito (anche per le “classi sociali” differenti), ma che invece è così pura e sincera – con un pizzico di atmosfera Natalizia a rendere tutto più magico – da resistere ai vari scossoni e richiedere a gran voce il suo lieto fine.
L’unica nota un po’ stonata è il fatto che non si riconoscano in un determinato frangente solo perché portano delle maschere (ma si parlano l’un l’altro, quindi la voce dovrebbe essere riconoscibile, no?) e che tutti gli equivoci nascano perché, fondamentalmente, non si parlano né fanno domande a riguardo. Sono ovviamente entrambi espedienti per la funzionalità della storia, me ne rendo conto, ma li ho trovati un po’ troppo fanciulleschi, per i miei gusti.
Menzione d’onore anche a Nicki (migliore amica di Ash e sua Fata Sorellina) e a Mia (segretaria e migliore amica di Xander) che non solo porteranno il tocco FF alla narrazione, ma saranno davvero due Fate Madrine coi fiocchi per questi due ragazzi confusi!
Menzione ricca di antipatia, invece, per l’ex di Xander che porterà al conflitto e che, davvero, dovrebbe rifarsi una vita senza cercare di rendere infelici gli altri come lo è lui!
Insomma, una lettura perfetta per questo periodo e per chi, come me, ama sognare che, in amore, tutto è possibile.

p.s.= Vi suggerisco di iscrivervi alla Newsletter dell’autrice per ricevere una scena bonus da questo romanzo, che vi farà sospirare e avere gli occhi a cuoricino!

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La copia ARC è stata fornita dall’Autrice