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Recensione “Cuore di ghiaccio” – Leta Blake

Leta Blake

Titolo: Cuore di ghiaccio
Autore: Leta Blake
Serie: Home for the Holiday #1
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Cuore di ghiaccio

SINOSSI

Il vero amore potrà scaldare un cuore di ghiaccio?

Quando Casey Stevens se ne è andato al college, quattro anni prima, ha interrotto il rapporto e chiuso ogni contatto con il suo migliore amico etero, Joel Vreeland. Sperava che il tempo e la distanza potessero diminuire il sentimento non corrisposto che provava, ma ciò che ha ottenuto è stato di perdere Joel ancora di più. Tornato a casa per le vacanze di Natale, Casey spera di poter trovare un modo per tornare a essere amici, ma la gelida accoglienza di Joel gli ricorda quanto sia stato difficile lottare per essergli amico la prima volta. Ci vorrà un miracolo di Natale per superare di nuovo quella facciata gelida.
Joel non è così etero come crede Casey, e negli ultimi anni, oltre al dolore per la perdita dell’amico, che lo ha lasciato solo, ferendolo profondamente, ha dovuto prendersi cura di un padre violento, lottando per sopravvivere. Incapace di fidarsi di chiunque, se non del suo cane che ha trovato e salvato, e senza alcun motivo per credere che Casey sia interessato a lui per qualcosa di più che un’avventura per le vacanze, il cuore di ghiaccio di Joel potrebbe frantumarsi prima ancora di sciogliersi.
L’amore di Casey e Joel riuscirà a superare la sfiducia, il rifiuto dei genitori, le differenze di classe e quattro anni di distanza?

Cuore di Ghiaccio è un romanzo natalizio autoconclusivo dalla penna di Leta Blake, con un protagonista vergine, un’amicizia d’infanzia che si trasforma in amore, seconde occasioni e scene bollenti.

Lady Marmelade2

Non sono una fanatica delle storie ambientate a Natale; ho un cattivo rapporto con il Natale, tutti sono più buoni: io sono più acida…
Il titolo di questo romanzo mi ha attratta subito, volevo sapere di chi fosse il cuore di ghiaccio del titolo e, mentre leggevo la storia, rimanevo sempre più spiazzata: nessuno dei due protagonisti corrispondeva alla descrizione di quello che dovrebbe essere un cuore di ghiaccio.
Casey e Joel sono due giovani uomini che si sono persi di vista negli ultimi anni, provenienti da due realtà sociali ben diverse, con in comune dei genitori sembrano farlo apposta a farli soffrire.
Joel è costretto a vivere quasi alla soglia della povertà dopo che il padre, un violento e omofobo, un essere incapace di amare che sa solo offrire odio, ha avuto un ictus e ora è stato ricoverato in una casa di cura che sta prosciugando tutte le entrare di Joel.
Joel sta sacrificando se stesso per mantenere in vita il padre, eppure lui non lo vede, non lo ama, anzi sembra che lo odi con tutto se stesso. Joel vorrebbe essere solo amato, soprattutto da qualcuno del suo passato: dal ragazzino timido e pelle ossa che viveva accanto a lui, quando una casa ce l’aveva ancora e non era costretto a vivere i una roulotte.
Joel fa di tutto per essere considerato un ghiacciolo, un uomo senza cuore, ma il suo cuore non è di ghiaccio; piuttosto il suo cuore è fatto di cristallo, un cristallo talmente puro, che il più piccolo gesto d’affetto potrebbe romperlo in mille pezzi:

Joel non ebbe tempo per il dolore che gli si stava attorcigliando dentro come un serpente stretto al suo petto, che sibilava protettivo. Gli ricordava che sì, aveva ancora gli stessi sentimenti ingovernabili, e sì, aveva ancora un cuore che poteva venire distrutto. Ahimè, non era ancora riuscito a uccidere quella parte debole di se stesso.

Joel è tutto chiacchiere; non fatevi ingannare dal suo cipiglio severo e sempre imbronciato, dai tatuaggi che gli ricoprono il corpo, perché chi come lui si è portato in casa il pitbull più stordito e buono del mondo, non può essere un cuore di ghiaccio:

Gli parlava con quella voce acuta che tutti usavano con animali e neonati, tranne lui. Be’, la usava con Bruno quando erano soli… Quanto era umiliante per Casey non sapere quanto sembrasse ridicolo? Quanto era umiliante per Bruno ascoltarlo? E quanto era fastidioso il fatto che fosse tutto così carino?

Casey invece è il classico figlio di papà, con una bella auto, che frequenta un’università rinomata a New York e sembra avere le porte spianate per fare carriera nell’impresa petroliera amministrata dal padre. Casey ha tutto, casa, soldi, auto, tutto offerto da papà e mamma, eppure anche a lui manca qualcosa: da sempre è innamorato di quello scorbutico e taciturno ragazzino che vive accanto a casa sua.
Dicono che il Natale sia magico, che possano accadere miracoli in questo periodo dell’anno, che sia finalmente giunto il momento per questi due ex ragazzini di dichiararsi il reciproco amore?
Le vacanze che Casey è “costretto” a passare in famiglia forse sono la scusa ideale per riprendere quell’antica amicizia che era stato costretto a troncare prima di partire per il college.
Ora però Casey e Joel non sono più ragazzini, sono ormai due uomini: Joel cresciuto troppo in fretta costretto ad occuparsi del padre, Casey ancora alla ricerca della sua autodeterminazione e voglia di prendere in mano la sua vita.
Joel è vecchio dentro, non ha aspettative, vive quasi alla giornata, cercando di far durare il contenuto del suo frigorifero il più a lungo possibile; è come se il ragazzo portasse su di sé tutto il peso del mondo.
Casey è come un principe azzurro ai suoi occhi, non riesce a credere che sia davvero innamorato di lui, anche se il ragazzo continua a ripeterglielo.
Joel è il frutto dell’ambiente dove è cresciuto fatto di rinunce, sofferenza, paura e solitudine; non sa cosa significa essere amati da qualcuno ed è totalmente impreparato alla corte spietata e dolcissima che Casey gli sta facendo:

Fece scivolare delicatamente le dita tra i capelli sulla sua tempia, spingendoglieli indietro e guardandolo con così tanta emozione che a Joel vennero le vertigini. E forse si sentì un po’ male, come se fosse stato lui a fumare troppo dopo anni di astinenza. Fu spaventoso da morire… Il braccio forte di Casey attorno al suo fianco suscitò in lui uno strano bisogno, qualcosa che aveva ignorato da molto tempo: il bisogno di essere curato, protetto.

Nel momento stesso in cui Casey ha rivisto il suo primo e unico amore ha capito cosa fare della sua vita, non sa ancora come riuscirci, ma non vuole più vivere senza il suo Joel.
Un romanzo davvero molto dolce e coinvolgente, senza scadere troppo nel dramma, anche se avrei preso volentieri a mazzate il padre di Joel e avrei fatto volentieri un elettroshock ai genitori di Casey!
L’unica simpatica della famiglia è la zia di Casey, l’unica che fa il tifo per i ragazzi.
Che dire poi dell’esuberante e un attimo schizzata dipendente di Joel, che vorrebbe scrivere 666 sulla fronte del Bambin Gesù?! Questi due personaggi hanno smorzato la drammaticità del libro, rendendo ancora più piacevole la lettura.
Joel mi è davvero piaciuto tanto come personaggio: un finto ragazzaccio che farebbe di tutto per salvare il suo amore dall’imbarazzo di farsi vedere in giro con lui, non perché si vergogni di essere gay – è vero che non ha ancora fatto coming out, ma del resto doveva sopravvivere con quel padre omofobo che si ritrova-, ma perché non crede di essere abbastanza per Casey.
È stato bellissimo vedere come Joel si è aperto finalmente all’amore, come ha permesso di far crollare quel muro di ghiaccio che si era costruito intorno al cuore per non soffrire, e lasciarsi “solo amare” dal suo Casey:

Il ragazzo lo baciò, e Joel pianse piano quando gli sfiorò dolcemente la bocca con la lingua e le labbra. Il suo cuore andò in pezzi, un frantumarsi che gli si diffuse dentro. Frammenti di speranza e paura lo trafissero e lo fecero piangere ancora più forte.

Casey, con il suo aspetto da principe Disney, che sembra essere tutto servizievole e pacato, ha dimostrato per l’ennesima volta che le acque chete sono quelle più forti e che tutti meritano qualcuno che li ami:

«Meriti di essere trattato con gentilezza, Joel. Solo gentilezza. E amore. Perché io ti amo.»

Auguro a tutti di essere amati da qualcuno come Casey…

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Svegliarsi sposati” – Leta Blake

Leta Blake

Titolo: Svegliarsi sposati
Autore: Leta Blake
Serie: Wake up married #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Svegliarsi sposati

SINOSSI

Unitevi alla festa in questo vibrante primo capitolo della nuova commedia romantica seriale dell’autrice best seller Leta Blake e della debuttante Alice Griffiths!

Dopo una notte di sesso bollente da ubriachi a Las Vegas, Will Patterson e il dottor Patrick, due sconosciuti, si svegliano sposati. Un divorzio frettoloso sembrerebbe l’ovvia via di uscita… a meno che non siate l’erede di un boss mafioso ferventemente cattolico, con una posizione drasticamente rigida sulla santità del matrimonio.
Stretti fra l’incudine e il martello, a Will e Patrick non piace né la situazione né l’altro, ma devono fare del loro meglio almeno fino a quando non troveranno il modo di uscire dal matrimonio. Per assicurarsi che il fondo fiduciario su cui si basa la fondazione benefica di Will non venga revocato dal nonno mafioso, lui e Patrick viaggiano fino alla città di Will, Healing nel sud Dakota, fingendo di essere due sposininovelli nel turbine del proprio amore a prima vista.
A complicare il loro progetto ci sono gli irrisolti sentimenti di Will verso il suo anche troppo recente ex fidanzato Ryan e il desiderio di Patrick di ritornare all’unica cosa che per lui è veramente importante: la neurochirurgia. Riusciranno a imbrogliare tutti? Oppure la mafia avrà il sentore che il matrimonio è falso? Buttate nel mix anche la loro attrazione bollente e le scommesse sono aperte!

Lady Marmelade2

Se non sbaglio il detto recita: “Quello che succede a Las Vegas, rimane a Las Vegas”… o forse no? Perché per il povero Will questa regola non vale.
Ma che ha combinato Will di tanto distruttivo una sera, ubriaco fradicio, nella città della perdizione, dopo essere stato lasciato, e non è la prima volta, dal fidanzato storico?
Facile da indovinare: si è sposato!
E ha messo l’anello al dito a nientemeno che un affascinante dottore: un neurochirurgo tanto bravo quanto antipatico, saccente, asociale, pieno di sé, ma molto, molto, molto sexy! L’ho già detto che Patrick è sexy da morire,anche se ha un brutto carattere? Will certo non poteva saperlo questo, visto che l’ha sposato a occhi chiusi!
Come è possibile finire sposati da ubriachi e non poter divorziare, per tuuutta – sì le uuuu sono volute!- una serie di motivi che Patrick trova assurdi? Beh, Will perderebbe tutto quello che ha se divorziasse, non solo il patrimonio economico, forse anche la vita…
Ci avete mai pensato davvero? Dico a sposarvi a Las Vegas? Dai chi non ha mai sognato di sposarsi a Las Vegas, magari con Elvis come officiante?! Un po’ trash forse, ma se devo essere sincera io una volta ci ho pensato… ma questa è un’altra storia!
Detto questo vi dico che all’inizio non sapevo cosa aspettarmi da questa lettura, mi sembrava scritta in maniera strana, non capivo da che parte andasse a parare; tantissimi cliché, tra cui una famiglia mafiosa alle spalle di Will, ma talmente intrigante da avermi spinto alla solita ricerca web e scoprire che è una serie di ben sette libri tutti incentrati sulla coppia di novelli sposi!
Una serie che sono sicura si rivelerà molto spassosa, ci sono tutti i presupposti, ma che rivela da subito che il brutto carattere di Patrick è solo una facciata, e che deve avere sofferto molto in passato, o semplicemente che non è mai stato amato a sufficienza da nessuno, famigliari compresi.
Patrick è uno spasso; all’inizio mi stava antipatico, ero entrata subito in sintonia con il povero Will, molto più semplice da capire e leggere, insicuro, bello ma bullizzato da ragazzo perché sovrappeso, ma più andavo avanti nella lettura, più mi ritrovavo in Patrick.
Patrick se ne frega di tutto e tutti, per il momento ha deciso di dare corda a Will, traendo il massimo vantaggio dalla sua posizione. Ho sputato un polmone dal ridere con questa scena perché mentre la leggevo la vedevo nitidamente nella mia testa, compresi gli “ammennicoli” traballanti di Patrick:

Will è quasi sul punto di mandarlo affanculo. «Okay. Solo, ricordati di essere discreto. Non possiamo far arrivare alcun pettegolezzo di comportamenti sospetti ai Molinaro.»
«Capito, Stellina. Nessun problema.» Patrick si alza, lasciando l’asciugamano sul letto, e cammina nudo sino al tavolo, ispezionando la salsa al cioccolato e le fragole. Il suo **** dondola, spesso e tentatore proprio, davanti al viso di Will, che scatta in piedi e afferra il cappotto.

Patrick è davvero così baldanzoso, freddo e distaccato, o è tutto un meccanismo di difesa il suo?
Il luogo in cui è ambientata la storia poi mi ricorda tanto un covo di comari! Una piccola cittadina dove fa già un freddo cane, dove tutti conoscono tutti, e si fanno gli affari di tutti! Una pittoresca città di poche anime dove al momento Will è fonte di pettegolezzi a tutto spiano! Gli abitanti sono caratterizzati alla perfezione, e  Patrick ha tutta l’intenzione di farsi godersi appieno tutto il tempo che sarà costretto a passare a Healing, in attesa di una soluzione al loro piccolo problemino, e nulla è meglio che farsi nuovi amici, come l’esuberate ex babysitter di Will, la pettegolissima Jenny:

«Tutti sanno che dovresti fare un giro di prova prima di comprare l’auto. La sua idiozia non deve essere parte dei pettegolezzi della città.»
«Per essere volgari…»
«Oh, sì, sii volgare.»
«È stato amore a prima scopata.»
«Patrick?»
«Si?» Jenny sorride e gli strizza la mano, cosa che lui dovrebbe odiare ma che in qualche modo non gli dà fastidio. «Tu e io saremo grandi amici.»”

Credo davvero che Triskell abbia fatto centro a portare da noi questa divertente commedia moderna, e non vedo l’ora di leggere il secondo volume della serie, anzi sono molto tentata di prendere il seguito in inglese, anche perché il finale è solo l’inizio delle avventure di Will e Patrick. Se ci ho visto giusto, credo che ogni libro finisca più o meno nello stesso modo, nel senso che non c’è un vero e proprio finale in stile cliffhanger, ma più che altro è come se il lettore fosse traghettato verso il volume successivo stimolando la sua curiosità.
Detto anche questo, ora voglio informazioni sull’uscita del secondo volume così nessuno si farà del male… Come mai sono così violenta?
Semplice, ho applicato lo stesso metodo che da sempre usano i Molinaro, a detto dello stesso Will:

Si chiede brevemente se possa comunque tenere i soldi del fondo dei Molinaro, in caso uccidesse Patrick. È abbastanza sicuro che non ci siano clausole contro quell’opzione. L’omicidio è sempre stato una valida alternativa Molinaro per accettare le conseguenze di qualsiasi situazione andata male.

Stai all’occhio Patrick…

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Angelo imperfetto” – Leta Blake

Titolo: Angelo imperfetto
Autore: Leta Blake
Genere: Urban Fantasy
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Angelo imperfetto

SINOSSI

L’Arcangelo Michael è stanco. Ha combattuto guerre e cacciato suo fratello Lucifer dal Paradiso prima che i secoli bui ritornassero. Il suo ruolo di protettore di Israele ora comprende tutta l’umanità, e mentre svolge perfettamente il suo lavoro, c’è poca gioia personale nella sua vita.
Fino quando, una notte, in un bar incontra Asher.
Michael non è sicuro di cosa lo attiri nel vulnerabile e autoironico Asher, ma qualcosa nel suo cuore riservato, nei suoi sorrisi gentili e la conoscenza enciclopedica dei fiori lo attira in un modo che non può essere negato. Peccato che l’amore non faccia parte della sua missione.
Di fronte a un’eternità di perfetta sottomissione all’autorità di Dio, un impulso di ribellione si agita in Michael. Domande sul libero arbitrio, vocazione angelica e il ruolo dell’amore e della lussuria richiedono risposte che potrebbero costare a Michael il suo posto in Paradiso.

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Oggi vi parlo di “Angelo Imperfetto” di Leta Blake, edito Quixote Edizioni. Quando ho letto la trama la prima volta mi ha subito incuriosita. Ho un debole per gli angeli e per tutto ciò che li riguarda, specialmente per Michele. La sua figura è sempre stata interpretata in svariati modi e spesso è protagonista di storie di ogni tipo. Ogni volta rimango sorpresa da come gli autori scelgono di affrontare la complessità del suo personaggio. Lo stile fluido dell’autrice rende il proseguire degli eventi un processo naturale. Michele non perde il suo lato divino, ma rimane molto legato anche al suo lato “umano”, per quanto possa essere definito così. È molto interessante la scelta di attribuirgliene uno, solitamente non accade. La gran parte immagina Michele e tutti gli angeli in generale, come esseri lontani da noi, superiori.

La protezione è la vocazione di Michael. Una volta era un guerriero e il suo ruolo era eroico in un conflitto epico con grandi rischi, ma il Paradiso era stato cambiato dalla guerra e non c’era più nessun esercito da guidare. Mentre le epoche si susseguono, sembra che non ci sia più bisogno di un esercito celeste. Ma il desiderio di Michael di proteggere il popolo di Dio non è cambiato.

Questo è stato il primo aspetto che mi ha affascinata, ho apprezzato molto il suo personaggio, protagonista di questa storia. Molto bello anche l’inserimento di Lucifer, personaggio intrigante e forse più umano di qualsiasi altro. È proprio lui a far emergere un lato inaspettato del carattere di Michele, che prende il sopravvento quando quest’ultimo incontra Asher, un umano solo, vulnerabile, che lo segna nel profondo. Da questo momento Michele metterà in discussione tutto, a partire dal suo amore nei confronti di Dio e del suo ruolo. Il libero arbitrio, l’amore, persino la concezione di “perfetto” viene messa in discussione. È stato interessante leggere di come l’autrice abbia narrato la storia di Michele, ponendo il lettore davanti quesiti fondamentali, senza neanche renderlo consapevole di ciò.

È questo che gli umani chiamano amore? Amore romantico? È molto più viscerale di quello celeste.

Proprio per questo aspetto, non è certo una storia d’azione, la definirei più riflessiva e dolce. I temi importanti e anche pesanti, se possiamo definirli così, sono trattati con leggerezza. Non per sminuirne il valore, quanto per mostrarne la fragilità. Michele dovrebbe essere l’arcangelo più forte, inflessibile e dedito a Dio in tutto e per tutto. Eppure, vediamo le sue certezze messe in discussione e le sue debolezze prendere il sopravvento.

Ogni respiro è un flusso che ribolle di emozioni inesplorate. Michael si passa una mano sulla bocca. Come la marea, l’anima di Asher lo attira.

Il personaggio di Luke dona un pizzico di ironia al tutto. Mi sarebbe piaciuto conoscere qualcosa in più su di lui e leggere dei protagonisti anche nei momenti successivi.
Anche se breve, è una storia piacevole e leggera.

4

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Recensione “In ogni singola vita” – Leta Blake

Titolo: In ogni singola vita
Autore: Leta Blake
Genere: Fantasy, Gap Generazionale
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,10€
Link all’acquisto: In ogni singola vita

SINOSSI

Lui lo amerà, in ogni singola vita.

Neil non è un fantasma, ma è così che si sente. Reincarnato con tutti i ricordi della sua vita passata, trascorre vent’anni intrappolato nel corpo di un bambino, non volendo nient’altro che crescere e reclamare l’amore della sua vita.
Da adulto, Neil scopre che c’è più del tempo perso a separarli. Joshua si è costruito una bella vita, da quando lui è morto. E come dovrebbe presentarsi a lui adesso? Come l’amante morto da tempo, con un nuovo corpo? Con il cuore spezzato, e senza speranza, Neil si rifugia nel lavoro, sviluppando robot microscopici chiamati naniti che possono produrre miracoli medici.
Quando Joshua incontra un giovane scienziato che lavora a un progetto medico, la sua anima percepisce qualcosa a cui la sua mente razionale non riesce a credere. Neil è tornato davvero da lui dopo vent’anni? E se l’impossibile fosse vero, potrebbero finalmente stare insieme?

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Neil Green sa di essere diverso sin dalla nascita. Non solo perché è sempre stato taciturno e praticamente con l’atteggiamento di un quarantenne nel corpo di un dodicenne, ma sopratutto perché ha sempre ricordato chi era nella sua vita passata.
Proprio a causa di quei ricordi, lui non si sente Neil Green, ma Neil Russell, scienziato di nanitica che ha sviluppato un protocollo rivoluzionario per la scienza medica.
Ed è proprio quello che continuerà a studiare anche in questa sua nuova esistenza, che gli va così stretta, portando avanti le ricerche che aveva intrapreso quando era ancora il Dottor Russell, mentre continua a seguire la vita di Joshua Stouder su internet e i giornali.
Sì, perché insieme ai ricordi e alla sua conoscenza scientifica, Neil rammenta soprattutto di aver amato Joshua più di qualsiasi altra cosa al mondo. Ricorda ogni singolo momento con lui, e anche come Neil Green ne è perdutamente innamorato.
Ma come può presentarsi a lui se è solo un bambino? Come può spiegare quello che sa, anche se è del tutto inspiegabile? Con che faccia può andare di fronte al suo amante e dirgli che non è più il vecchio Neil nell’aspetto, ma lo è in tutto e per tutto quello che riguarda la sua anima?
Nessuno sano di mente gli crederebbe, nonostante sua madre Alice lo faccia, ma quella povera donna l’ha cresciuto, quindi sa bene quanto lui sia sempre stato profondamente diverso da chiunque altro.
Perciò, cosa fare? Vorrebbe presentarsi da Joshua e confessare tutto sperando che l’altro torni a essere suo, ma non può farlo essendo ancora un bambino.
Inoltre, Joshua ormai è un uomo fatto e finito ed è andato avanti. Non è più il giovane uomo che Neil conosceva. Adesso è una persona completamente diversa, con una vita diversa, responsabilità diverse. Lo amerà ancora? O lo avrà dimenticato?
Neil, infatti, non può sapere che Joshua non l’ha mai tenuto troppo lontano dai suoi pensieri.
Quando, tanti anni prima, Joshua ha dovuto spargere le ceneri del suo amore, Neil Russell, morto in un tragico incidente, pensava che non si sarebbe mai più ripreso. Ha passato tutti gli anni da allora – più di venti – a continuare ad amarlo, nonostante col tempo il dolore si sia attenuato e lui sia andato avanti con la sua vita.
Tuttavia, quando si trova di fronte il Dottor Green, è incapace di credere ai suoi occhi. Quando poi comincia a parlare con lui, il fatto che quel giovane uomo così tanto più giovane di lui somigli anche nei modi e negli atteggiamenti al suo amante deceduto, manda Joshua completamente in confusione.
Sta impazzendo? Vede cose che non ci sono? O è possibile che, in un modo del tutto folle e assolutamente inspiegabile – nonché imprevedibile – il suo Neil sia tornato da lui?

Quando l’amore arrivava per un uomo, non lo si poteva negare. L’amore era grande, potente e forte, e lui, così serio e concentrato, il Neil Russell che non aveva mai amato nessuno prima, ne era stato sopraffatto. Avrebbe aspettato tutto il tempo necessario affinché Joshua ricambiasse il suo amore.
Avrebbe aspettato per sempre.

Da dove comincio a parlare di questo romanzo?
Partiamo col dire che all’inizio non dovevo essere io a recensirlo. Non sono una grande amante dei Fantasy né dei Gap Generazionali, e di solito li lascio a qualcun altro che li apprezza di più. Ma, ve la faccio breve, venerdì in tarda mattinata mi è stato chiesto di leggerlo e mi sono messa lì a farlo senza grandi aspettative.
Alle dieci di sera chiudevo l’ultima pagina.
Non sono veramente riuscita a staccarmi dalla storia di Neil e Joshua! Volevo assolutamente sapere come sarebbe andata avanti e quanto tempo ci avrebbero impiegato a incontrarsi di nuovo.
Ho amato questi due ragazzi.
Il percorso che compiono per arrivare dove sono, tutti i passi su percorsi accidentati, in salite e discese, schivando una buca dopo l’altra. Ho amato che non fossero perfetti. Che non fossero invincibili. Che fossero fragili e pieni di paure e incertezze. Che le loro vite andassero avanti in parallelo, incontrandosi solo quando era davvero il momento di farlo. Che siano cresciuti – seppur in modo diverso – e che abbiano amato così intensamente.
Ho amato Joshua, che è capace di donare il suo cuore ancora e ancora, nonostante la vita sembra accanirsi contro di lui. Ho amato la sua fedeltà e devozione verso coloro che ha amato e verso coloro che ama ancora.
Ho amato Neil e il suo incrollabile sentimento verso Joshua. La sua lingua lunga, la sua arroganza verta solo a nascondere la paura di non poter mai più avere il suo unico amore con lui. La profonda passione che mette nel suo lavoro e nel cercare di rendere la vita migliore per qualcun altro. La sua incapacità sociale e il modo tutto suo di manifestare amore verso sua madre.
Ho amato il lato così profondamente romantico e toccante di questa storia d’amore che attraversa il tempo e le dimensioni che separano la vita dalla morte. Ho amato che questo amore fosse così perfetto, eppure imperfetto. Così vero e capace di rigenerarsi ancora e ancora.
Ho amato che Leta Blake abbia saputo essere romantica senza essere stucchevole. Che abbia saputo regalare ai suoi lettori una storia così pregna di sentimento, eppure così realistica.
Spesso si tende a romanzare gli amori dei personaggi, rendendoli “per sempre fedeli” all’altro, anche quando pensano che non ci sia più nessun futuro. E per quanto certe cose facciano sospirare e credere che l’Amore Vero esiste ancora da qualche parte, non rendono giustizia alle mille sfaccettature che caratterizzano il cuore umano. Non rendono veri personaggi che, invece, un lettore vuole sentire amici.
Ed è così che mi sono sentita con Neil e Joshua. Come due amici che ho dovuto salutare, lasciandoli al loro “E vissero per sempre felici e contenti”, e raramente ho provato una così profonda soddisfazione nel farlo, senza traccia di malinconia o sentimenti di addio.

Tra loro c’era un palpabile, quasi visibile, senso di giustizia. Alice pensò che se avesse allungato la mano nel piccolo spazio tra loro, l’avrebbe sentito: l’amore.

Inoltre, vorrei spendere qualche parola anche sugli altri due personaggi a mio avviso fondamentali per questo romanzo: Alice e Lee.
Alice è la mamma di Neil nella sua nuova vita e, piena del suo istinto materno, capisce sin da subito che c’è qualcosa di diverso e speciale nel suo bambino. Capisce sin dal primo vagito che il suo ragazzo è troppo vecchio d’animo per un corpo così piccolo.
Dovrà affrontare innumerevoli problemi e dispiaceri a fronte di questo. Ma non crollerà mai. Ama Neil come solo una mamma sa amare e lo fa nel modo più puro e incondizionato, genuino, che è impossibile non provare una profonda tenerezza per questa donna che ha avuto una vita così difficile, un figlio ancora più complicato, e nonostante tutto è così profondamente grata di essere sua madre.
E Lee, che ama Joshua e lo salva da se stesso quando ne ha bisogno. Che diventa un compagno fedele, una roccia salda, una fune a cui aggrapparsi, un porto sicuro in cui tornare. Un uomo dolce e rispettoso di un passato ingombrante, capace di capirne l’importanza profonda e rispettarne la sua presenza, in una dimostrazione continua di amore incondizionato e totale.
Anche se le più romantiche criticheranno certe scelte di questo romanzo (Joshua che prova sentimenti per qualcun altro? Non corrono felici verso il tramonto non appena si rivedono?), io le ho trovato giuste. Coerenti. Assolutamente comprensibili nello scorrere di una vita che va avanti e di una persona che tenta di rialzarsi. Totalmente normali di fronte a qualcuno che ci ricorda una persona amata ma che no, non può essere davvero lui per tutta una questione di logica e convenzioni sociali.

Sbatté le palpebre e tremò. La bocca di Neil era piena di bisogno, come se avesse aspettato tutta la vita di baciare Joshua.
E, proprio così, capì che era vero.

Ho trovato che il tema della reincarnazione sia trattato in modo lieve, ma non in modo superficiale da favoletta o in uno più estremo da setta. Semplicemente, è affrontato per quello che è: qualcosa di inspiegabile, nonché un dono prezioso.
In ogni singola vita” è un romanzo che sottolinea l’importanza di cogliere il momento, di amare con tutto il cuore e così intensamente da far male, di rinascita e crescita, di due anime che si rincorrono nel tempo, destinate a ritrovarsi, una vita dopo l’altra.

«Non c’è niente in questo mondo che possa essere paragonato a quello che sei per me. Non il mio lavoro, non i naniti, non un singolo essere umano. Sei la ragione della mia esistenza. Joshua, sei il mio tutto. Ti troverò in ogni singola vita. Non dimenticarlo mai.»

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Smoky Mountain Dreams” – Leta Blake

51xkuisvctlTitolo: Smoky Mountain Dreams
Autore: Leta Blake
Editore: Triskell Edizioni
Prezzo: €5,24
Link all’acquisto: Smoky Mountain Dreams

SINOSSI:

A volte, per resistere, bisogna lasciarsi andare.

Dopo aver abbandonato la sua carriera come cantante country a Nashville, Christopher Ryder è felice di esibirsi al parco divertimenti Smoky Mountain Dreams nel Tennessee. Tuttavia, anche se sua nonna lo ama per quello che è, lui si sente dolorosamente invisibile per tutti gli altri. Anche quando è sul palco, Christopher è alla spasmodica ricerca di qualcuno che sappia vederlo per ciò che è davvero.
Jesse Birch è un bisessuale che non ha tempo per gli appuntamenti. Impegnato a crescere due figli e a combattere con la famiglia della loro madre, finita in coma in seguito a un tragico incidente stradale, non vuole altro che avventure di una notte. L’ultima cosa che desidera è innamorarsi del suo cantante locale preferito, ma quando Christopher entra nella sua oreficeria, nel cuore di Jesse inizia a risuonare una nuova melodia.

Recensione

Leta Blake non sbaglia un colpo. Dopo aver amato “La stagione dell’allenamento” e “Un fiume in piena”, mi sono buttata a capofitto in questo suo nuovo lavoro: “Smoky Mountain Dreams”, tradotto da Grazia di Salvo e edito dalla Triskell Edizioni. Non sono rimasta delusa, affatto!

In “Smoky Mountain Dreams”, Leta Blake ci racconta la storia di due uomini, Christopher e Jessie. Christopher è un cantante di musica country che non è mai riuscito a sfondare davvero nel mondo della musica ma, non per questo, ha smesso di credere nel suo sogno. Così si ritrova a cantare allo Smoky Mountain come secondo artista, e non se ne lamenta. Nonostante Chris ami la sua vita, ha però una famiglia disastrata alle spalle che lo ha allontanato a causa della sua omosessualità; sua madre è il suo patrigno lo emarginano e solo sua nonna Violett, alla quale è profondamente legato, gli è rimasta accanto. E sarà proprio grazie a sua nonna e ad un regalo speciale che il nipote ha pensato per lei, che Christopher incontrerà Jessie.
Jessie è un uomo che combatte ogni giorno con una situazione che lo sta consumando dentro. Ha due figli bellissimi, Will e Brigit, ma la sua vita è ben lontana dall’essere perfetta. Cinque anni prima, infatti, sua moglie Marcy ha avuto un terribile incidente automobilistico che l’ha lasciata in coma vegetativo permanente. È una situazione difficile, quella in cui si trova Jessie, combattuto perennemente tra la voglia di rifarsi una vita sentimentale e affettiva, e il bisogno di continuare a prendersi cura di una moglie che non è più se stessa da tempo. L’incontro con Christopher cambierà la sua vita, i suoi bisogni e le sue priorità, facendogli scoprire un nuovo modo di amare e una passione che da troppo tempo aveva dimenticato.

“Smoky Mountain Dreams” è un libro che fa riflettere. Non è solo un romanzo mm, ma si addentra all’interno di alcuni argomenti che ancora oggi fanno discutere l’opinione pubblica. È un libro in cui si incontrano tanti sentimenti diversi: amore, voglia di ricominciare, compassione, comprensione e tolleranza. Un cocktail che l’autrice riesce ad amalgamare in modo perfetto e con una delicatezza davvero invidiabile. Jessie e Christopher sono due uomini che stanno soffrendo. Amano le loro vite ma non ne sono soddisfatti perché è evidente che c’è qualcosa che manca, qualcosa di importante, la pennellata finale che rende un quadro perfetto. Nella vita di Jessie e Christopher manca l’Amore. L’amore incondizionato, senza pregiudizi, quello che ti fa battere il cuore e ti spinge a desiderare il calore di un altro corpo, che non ti fa dormire la notte, che ti fa sentire te stesso. Sebbene il destino non è stato gentile con entrambi, il loro incontro cambierà le carte in tavola e aiuterà i due protagonisti a comprendere il vero significato della compassione e della tolleranza. Non sarà facile per i due uomini decidere di lasciarsi andare, e per questo “Smoky Mountain Dreams” ci accompagnerà in un saliscendi di emozioni contrastanti, le stesse emozioni che provano Jessie e Christopher e che ci riempiranno il cuore di dolcezza e amore. Il doppio pov nella narrazione in terza persona e i molto momenti di introspezione di entrambi i protagonisti, sono la struttura perfetta sulla quale poggia l’intera storia che ci coinvolgerà dalla prima all’ultima pagina.

Nonostante la storia si concentri sul rapporto, affatto scontato, tra i due uomini, Leta Blake è stata bravissima a creare un contorno approfondito, caratterizzando i personaggi minori in modo perfetto e preciso. I due figli di Jessie e i suoi dolcissimi suoceri Nova e Tim, ma anche la nonna di Chris, la cui presenza è una costante per tutto il libro, e…. Marcy. Credo che Marcy sia la terza indiscussa protagonista di questo bellissimo romanzo. E non sto parlando di una donna allettata, sfatta e stanca, prigioniera silenziosa di un corpo che non funziona più, ma parlo di una Marcy sorridente, combattiva, divertente e brillante. Parlo di una donna forte, intraprendente, avventurosa e dolce. Una mamma protettiva, una compagna amorevole. La donna di cui Jessie si è innamorato e per la quale ha deciso di stravolgere il suo modo di vivere e di essere. Una donna che, con la sua presenza silenziosa, ci accompagna durante tutto questo bellissimo viaggio, insegnandoci la differenza tra vivere ed esistere, tra compassione e pena, tra combattere e arrendersi. Ho amato moltissimo il personaggio di Marcy, perché la sua forza spacca le pagine di questo libro e ti insegna che la vita, a volte, andrebbe lasciata andare. Complimenti, Leta, perché hai saputo trattare questo argomento controverso con sensibilità e rispetto, lasciando completa libertà di scelta e decisione a chi legge, non schierandoti da una o dall’altra parte ma dandoci semplicemente le giuste idee per aiutarci a comprendere fin nel profondo cosa vuol dire affrontare una situazione del genere. E grazie, infine, per non aver scelto.
“Smoky Mountain Dreams” è una storia complessa. Un racconto lungo e doloroso, non privo però di momenti divertenti e teneri, dove la famiglia è l’assoluta protagonista. La famiglia intesa come gruppo, fatto di persone amorevoli e comprensive, fatto di piccole e grandi gioie, fatto di umanità e comprensione, fatto di desideri inespressi che hanno bisogno di essere lasciati andare.

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Recensione “Vespertine” – Leta Blake & Indra Vaughn

cover500-5Titolo: Vespertine
Autore: Leta Blake & Indra Vaughn
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 6,99€
Link all’acquisto: Vespertine

SINOSSI

Possono un prete e una rockstar rispondere alla chiamata dell’amore?
Diciassette anni fa, l’amicizia tra Jasper Hendricks e Nicholas Blumfeld si è trasformata in una relazione d’amore segreta. Hanno trascorso mesi idilliaci finché la chiamata di Jasper al sacerdozio è diventata impossibile da ignorare. Sconvolto, Nicky ha seguito la sua strada verso la celebrità nel mondo del rock, ma non ha mai smesso di guardarsi indietro.
Oggi Jasper è un prete dichiaratamente gay e lavora duramente per aiutare i giovani vulnerabili della comunità LGBTQ. È determinato a portare cambiamenti nella Chiesa e nel mondo. Rispettato, ammirato e a proprio agio con la sua identità, Jasper ha a lungo ignorato la solitudine.
Nicky, noto come Nico Blue, chitarrista e cantautore della band Vespertine, ha conquistato i cuori di milioni di ammiratori. Lui e la band hanno girato il mondo, incendiando i fan con la loro musica. Stordito dalle droghe e alimentato dalla rabbia, Nicky si sente completamente solo. Quando i componenti della band sono costretti a disintossicarsi, torna a casa, dove tutto è iniziato.
Le carriere di Jasper e Nicky hanno dominato le loro vite sin da quando si sono separati da adolescenti. Quando si rivedono, devono scegliere tra i fantasmi persistenti del passato o la promessa di un nuovo futuro.

recensionelady

Meraviglioso e toccante; delicato, intenso e struggente; un nuovo inizio per chi ha gettato alle ortiche il suo incredibile talento; un faro per chi si è perso nel buio della solitudine.
Davvero non ho parole per descrivere le emozioni che mi sono giunte dalla lettura di questo libro. Dalla sinossi sapevo che avrei sofferto nella lettura ma devo dirvi che non vedevo l’ora di soffrire con Nicky e Jazz.
Ero molto curiosa di vedere come le due autrici avrebbero trattato della “professione” di Jazz, visto che sono cresciuta in una famiglia cattolica, ma non praticante, e vivo in un paese dove il cattolicesimo fa parte della cultura e si intromette troppo spesso nella vita politica, volendo anche sindacare sugli stili di vita considerati “diversi” da quello che propone come normalità. Come avrete capito non sono molto religiosa e non vado proprio d’accordo con gli alti vertici della Chiesa Cattolica.
Lungi da me scardinare i temi portanti della religione cattolica, ma ritengo profondamente anacronistico nel 2018 l’obbligo del celibato per i sacerdoti, anche perché non siamo più nell’epoca buia del Medioevo, sono passati più di duemila anni dalla nascita di questa religione che dovrebbe davvero darsi una rinfrescata…
Che ci posso fare? Trovo inconcepibile che chi non ha una famiglia venga a sindacare su chi sia più o meno degno di farsene una, o che decida chi si possa amare o no. Per fortuna ho anche amiche che sono più aperte di mentalità e sostengono anche coppie omosessuali, che si battano per i loro diritti pur professando il cattolicesimo, ma i vertici della Chiesa? Quelli purtroppo ancora no.
Questa è forse l’unica cosa che nel romanzo non corrisponde alla realtà, dove qualcuno molto vicino ai vertici, ma anche a Jazz, sarà molto comprensivo con l’uomo, non gli farà venire meno il suo sostegno, ma credo che nella realtà questo sia ancora troppo poco probabile.
Non posso davvero credere che un amore così forte come quello di Jazz e Nicky abbia corsa il rischio di non realizzarsi mai. Jazz vuole solo far del bene al prossimo, nient’altro che mettere in pratica i principi più puri trasmessi da Gesù Cristo, quindi come può il suo maore per un altro uomo impedirgli di fare ciò? Una cosa non deve per forza secluderne un’altra:

«…quello che ho scoperto, Nicky, è che quello che Dio vuole sopra ogni altra cosa per noi è di amarci gli uni con gli altri. Ogni regola può essere infranta se si tratta di un atto d’amore. Se segui un certo comportamento per amore, amore altruista, non puoi fare niente di sbagliato. La Bibbia non mi condanna. E non condanna nemmeno te.»
Aveva trovato se stesso in lui quando era un adolescente. E si era riscoperto in quel momento. Come poteva lasciare andare tutto quello? Ma come non posso? Ho fatto dei voti. Ho promesso la mia vita al Signore. Avrebbe dovuto essere inorridito per ciò che aveva fatto, eppure non lo era.

Se la sofferenza di Jazz sta nel dover far coincidere cosa gli dice il cuore e la sua vocazione, Nicky deve affrontare una volta per tutte il dolore di aver perso Jazz e ritrovare la voglia di vivere senza averlo nella sua vita come una volta; si era affidato alla nebbia indotta con le droghe per scacciarlo, ma purtroppo ha capito troppo tardi, e a rischio della sua stessa vita, che la droga non solo ha minato il suo fisico, la sua mente e la sua anima, ma ha anche rovinato la cosa che più lo rendeva unico, la sua musica:

Essere Nico, allora, era stato tutto ciò che aveva sempre voluto. Era meglio che essere Nicky. Come Nico aveva potere. Nico poteva far inginocchiare le persone di fronte a sé. Nico poteva cambiare le cose… Aveva intenzione di restare pulito e trovare un modo per continuare a vivere in un mondo dove quello era tutto ciò che poteva avere: la voce di Jazz, la sua esistenza, ma non il suo tocco. Mai più… Finché non si fosse rimesso in sesto, la musica sarebbe stata malata come lui. Se quella era una canzone che voleva essere cantata, l’avrebbe ritrovata una volta guarito. Quando non sarebbe più stato a pezzi.

Due modi di vivere completamente diversi, due uomini fragili e forti allo stesso tempo che cercano di sfuggire all’amore che provano da sempre l’uno per l’altro, ma che nessuno potrà mai allontanare per sempre, né la società, che meno male si sta aprendo al “diverso”, né tantomento gli uomini di fede guidati da un Dio collerico e severo secondo la loro personale interpretazione, che si sono scordati troppo alla svelta che Dio è Amore non Castigo; che Cristo predicava l’Amore, il Perdono, l’Accoglienza e non l’Odio…
Chiamatelo destino, fatalità, forza misteriosa, chiamatelo come volete, ma se Jazz e Nicky si sono finalmente ritrovati vuole dire che così doveva essere, perché per quanto Jazz ci provi, non è possibile far tacere quello che il cuore prova:

«Ti ho sempre amato. Non posso nemmeno fingere che amavo Dio più di te, allora.»

Un libro che mi ha fatto pensare molto all’origine dei precetti che ci sono stati insegnati in tenera età, ma che forse non abbiamo mai capito perché ci siamo sempre e solo ritrovati a ripeterli a pappagallo, e dove il rapporto fisico tra i due protagonisti non è qualcosa di puramente carnale, sporco, che qualcuno vuole far risultare offensivo o blasfemo, ma solo l’unione di due anime che semplicemente si amano e fondono…
Sì, è vero non sono molto cattolica ma piuttosto atea, ma le cose imparate da piccola le ricordo ancora molto bene e ricordo che qualcuno, tanto tanto tempo fa, disse questo: “Scagli la prima pietra chi è senza nessun peccato…”

DANONPERDERE

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Recensione in doppia “Training Complex” – Leta Blake

51isvm4xmllTitolo: Training Complex
Autore: Leta Blake
Editore: Triskell Edizioni
Prezzo: €5,24
Genere: Contemporaneo MM con BSDM

SINOSSI:

Il pattinatore artistico Matty Marcus non avrà vinto l’oro olimpico, ma ha conquistato il cuore del mandriano Rob Lovely.
Dopo che Rob ha venduto il ranch e Matty ha appeso i pattini al chiodo, i due cominciano una nuova vita insieme a New York. Matty affronta una nuova sfida come allenatore, e la carriera di Rob come fisioterapista dovrebbe rappresentare il sogno di tutta una vita. Ma nella calura brutale della loro terza estate nella Grande Mela, Rob brama gli spazi dell’aperta campagna, mentre l’intensità della vita cittadina risveglia i demoni di Matty.
La situazione si fa incandescente: Matty esige pratiche sadomaso sempre più intense, il suo disordine alimentare schizza alle stelle e il suo comportamento si fa imprevedibile. Il compagno fatica a mantenerne il controllo. Dopo che un regalo d’anniversario fatto con le miglior intenzioni si rivela controproducente, Rob pensa ancora di poter gestire la crisi, ma la giungla d’asfalto si sta stringendo intorno a lui e i suoi meccanismi di autodifesa si vanno allentando.
Il loro amore è profondo, ma Rob dovrà ammettere i propri reali desideri, prima che entrambi precipitino nel caos.

recensionelady

Avete mai pattinato sul ghiaccio? Io lo adoro, peccato che siano passati anni dall’ultima volta!
Avete mai sentito il suo odore? Io sì: per me sa di ozono, come l’aria carica di pioggia prima di un temporale. Prima di conoscere Matty, Rob non sapeva che il ghiaccio avesse un odore; conosceva il freddo, la neve, ma non il ghiaccio. Per Matty è l’odore più elettrizzante del mondo: lo fa sentire vivo, lo fa sentire libero, ma è anche la sua condanna. Il ghiaccio ha rischiato di portargli via tutto, ma Matty non riuscirà mai a farne a meno, è come se gli scorresse nelle vene. Matty non può più pattinare a livello agonistico, ma è ancora F.A.V.O.L.O.SO. lì sopra!
Alla fine del primo libro Matty e Rob si erano finalmente ritrovati a New York, pronti a ricominciare la loro storia da dove avevano interrotto a causa della carriera di Matty. Sembravano avere la strada spianata, ma non è facile “gestire” un uomo come Matty, sia dentro e che fuori la camera da letto.
Matty ha ancora molto di irrisolto nella sua vita. Ben presto le cattive abitudini – come mangiare!- bussano alla porta e le conseguenze potrebbero essere devastanti per la sua salute fisica e per la relazione con Rob.
Il pattinatore è sempre esuberante, egoista, capriccioso, irriverente; sa che i suoi difetti sono molti, sta cercando di migliorarsi, ma non ce la fa. L’ambiente agonistico in cui è cresciuto fin da bambino l’ha compromesso seriamente; l’unica cosa che lo tiene ancora con i piedi per terra è il suo Rob.

“Matty non conosceva mezze misure. Era ambizioso, motivato e, secondo Rob, irrimediabilmente destinato a carriere che gli avrebbero spezzato il cuore… Questo sforzo nel conseguire i suoi egoistici obiettivi era adorabile, di grande ispirazione e persino sexy, ma il pattinaggio artistico era, e sarebbe sempre stato, il punto d’origine del suo peggior trauma, e allenare gli altri non si era dimostrato molto diverso fino a quel momento.”

Al momento il suo problema maggiore è una misteriosa voce interiore, che lui chiama Controllo, che sta pian piano facendolo colare a picco.
Anche Rob non se la passa bene; la città lo sta pian piano spegnendo; fa quasi fatica a respirare, e Matty ci mette molto di suo per portarlo al limite e costringerlo a punirlo:

“Rob non parlava di Whitefish perché gli faceva male al cuore e gli chiudeva la gola. A volte in città gli pareva di non respirare, quando ricordava le ampie distese e le montagne alte fino al cielo. Ma soprattutto non ne parlava perché non aveva in programma di tornarci a breve.”

Dopo un incontro con un vecchio amico e Dom, Rob si rende conto che non è più sicuro di essere ciò di cui ha bisogno Matty, ma pur essendone cosciente non riesce ad abbandonarlo per prendersi cura di sé stesso. Ma, un Dom allo sbando come è Rob ora, può occuparsi di Matty?

“«Ma tu reggi una cosa simile? Riesci a dargliela ogni tanto?» «Certo. Alcune volte l’anno. Ma quando non lo facciamo per il suo piacere o per il mio, ma è solo una questione di giochi mentali, controllo e dolore… allora non so. Così fa male a me quasi quanto a lui. Potrei starci persino peggio io, perché non sono un masochista del cazzo. Non sono neanche il miglior sadico del mondo.»”

Avevo amato il libro precedente, questo è ancora meglio: la parte drammatica si amalgama perfettamente con quella romantica, sono interconnesse strettamente ma l’una non prevale sull’altra. La minuziosa descrizione delle pratiche di dominazione che Rob pratica su Matty, dettate solo per dare al ragazzo quello di cui ha bisogno, e non a creargli danno, rende una volta per tutte chiaro che ci deve essere consensualità per metterle in pratica il BDSM. La cocciutaggine di Matty nel non usare la safe world rasenta la pazzia, ma Rob è lì per lui.
Matty è decisamente un personaggio al limite della macchietta, molto sopra le righe, è difficile ritrovarsi in lui. È molto più facile per me entrare in sintonia con Rob, eppure ho sofferto per entrambi in egual misura.
La dura descrizione dei problemi alimentari di Matty mi ha fatto riflettere per l’ennesima volta sui canoni estetici che ci impone la società moderna, ormai divenuti irraggiungibili; la depressione che colpisce Rob dimostra invece che anche lui è umano e che i problemi di Matty non può risolverli da solo.
Sarà Matty stavolta a dover capire che non può pretendere che siano sempre gli altri a decidere per lui, anche se: “ Odiava essere l’uccello con le ali sempre troppo deboli per spiccare il volo.”
Cresci alla svelta Matty, perché è giunto il momento di fare stare zitto Controllo per non perdere Rob, la cosa migliore che ti sia mai capitata nella vita.

DANONPERDERE

recensionefra

Fino a dove può arrivare l’amore? La devozione, il rispetto, la fiducia nei confronti della persona che si ama? Fino a dove può arrivare, la voglia di sacrificarsi per l’altro? E se l’amore non dovesse bastare?
Per chi, come me, ha amato “La stagione dell’allenamento”, di Leta Blake, per Triskell Edizioni, sa benissimo di cosa sto parlando. E sa anche quanta attesa c’era per il suo ultimo lavoro, “Il complesso dell’allenatore”, lavoro che chiude definitivamente la storia travagliata di Matty e Rob.
Il solo pensare a loro mi fa stringere il cuore, mi toglie il respiro e mi fa tremare le gambe. Per questo, cercherò le parole più adatte per descrivervi cosa ho provato leggendo questo libro e, soprattutto, cosa mi ha lasciato dentro.
Avevamo lasciato Matty e Rob a New York, dove si erano ritrovati e riscoperti ancora innamorati l’uno dell’altro. Matty ha abbandonato definitivamente il suo sogno di rincorrere la medaglia olimpica e si è deciso a intraprendere la strada dell’allenamento. La sua coach storica, Valentina, però gli ha affidato i ragazzi più giovani, costringendolo ancora una volta a pattinare su un gradino più basso. Matty ha però accettato questo nuovo lavoro, e si è buttato nell’allenamento anima e corpo… fino a quando non viene a sapere che Sabrina, la ragazza che ha allenato per un anno, sta per trasferirsi a Colorado Springs per essere seguita da un maestro più esperto. Per Matty è un duro colpo da gestire. Vedere Sabrina andare via e, di fatto, abbandonarlo dopo un anno di lavoro intenso è una cosa difficile da gestire. Rob, dal canto suo, ha iniziato a lavorare come fisioterapista anche se giorno dopo giorno la città sembra soffocarlo sempre di più. Di certo, New York non è come il Montana, dove gli spazi aperti, la neve e l’aria pura erano un balsamo per il nervosismo e l’ansia.
Nonostante entrambi siano in un punto fermo, la loro relazione procede apparentemente senza intoppi. Nell’intimità della loro camera da letto Rob e Matty continuano a farsi coinvolgere dal BSDM che, però, sembra aiutare entrambi a mantenere un certo equilibrio emotivo. In realtà, è Matty a desiderare di spingersi oltre. È lui che ha bisogno di essere controllato, gestito, guidato. E Rob, che lo ama più della sua stessa vita, non può far altro che assecondare questo suo bisogno viscerale che, di fatto, sembra aiutarlo ad affrontare la vita.
Il loro mondo verrà presto sconvolto e tutti i punti fermi delle loro vite verranno ribaltati. Rob dovrà accollarsi un compito difficile e Matty… lui dovrà lottare contro se stesso e contro lo spettro di una malattia che minaccia di travolgerlo.
Non potrò mai finire di ringraziare Leta Blake per aver creato questi due personaggi meravigliosi di cui mi ero innamorata in modo folle già con “La stagione dell’allenamento”. La personalità di Matty mi aveva colpita (e affondata) già all’epoca. Il suo essere frivolo ma passionale e profondo, l’armonia con la quale gioca con il suo lato femminile, portandolo all’estremo a volte ma senza mai renderlo inadatto alle situazioni che vive… Il suo amore viscerale per il pattinaggio che, in realtà, non è solo uno sport ma rappresenta la sua intera vita… e le sue debolezze. Il bisogno di cercare una via di fuga nel dolore, nel sacrificio, nella sofferenza. La voglia di spingere il suo corpo fino alle condizioni più estreme, per tenerlo sotto sforzo e abituarlo ai ritmi pazzeschi degli allenamenti. Avrebbe potuto cedere, lasciarsi sopraffare da tutto questo, se non avesse incontrato la mano ferma di Rob. Lui, un mandriano, un uomo solido, sicuro, forte. Un uomo che ha bisogno di essere amato, e quell’amore lo troverà in Matty. Sembrano apparentemente così diversi ma, in verità, sono complementari e non potrebbero sopravvivere l’uno lontano dall’altro.

Ne “Il complesso dell’allenatore” li ritroviamo di nuovo insieme, ma questa volta devono affrontare un problema ben più complesso rispetto a ciò che hanno già affrontato e superato. Matty sembra aver accettato il suo nuovo ruolo da allenatore ma… la continua violenza psicologica di Valentina, unita alla perdita di Sabrina come allieva, lo stanno facendo piombare in una depressione forte, soffocante. E il suo disturbo dell’alimentazione, che da sempre lo accompagna ma che era riuscito a gestire, sembra non volerlo lasciare andare. In più, una voce costante nella sua mente non fa altro che denigrarlo, spingerlo verso il basso, impedendogli di rialzarsi e di avere fiducia in se stesso. Questa situazione, lo porta a richiedere fin troppo spesso, le scene di Reset, ovvero situazioni di BDSM estreme che sembrano fare tabula rasa nella sua mente permettendogli di trovare sollievo. Rob, in tutto questo, non può far altro che assistere all’autodistruzione che il suo ragazzo sta mettendo in pratica senza saperlo. Un autodistruzione che, però, minaccia di coinvolgere l’intera coppia. Come può Rob, riuscire ad aiutare Matty quando lui stesso si sente soffocato? Il BSDM non può sostituire una terapia adeguata ed è proprio questo il punto che sembra essere insormontabile. La devozione di Rob nei confronti di Matty è assoluta, l’amore che provano l’uno per l’altro è totale… Ma l’anoressia sempre essere un fantasma troppo difficile da sconfiggere da soli, in una città come New York che, invece di aiutarli, li soffoca lasciandoli deboli e boccheggianti.
Le dinamiche di questa relazione sono complesse e affascinanti allo stesso tempo. Non vi dirò che è un libro facile, non lo è stato il primo e di sicuro non lo è questo. È una storia difficile e dolorosa. Una storia dove l’amore si intreccia al sacrificio, dove la fiducia e la devozione si mescolano alla resa incondizionata, al dolore e alla battaglia contro una malattia difficile da sconfiggere.

La guerra di Matty è tutta nella sua testa, ed è forse la parte che fa male di più. Rob è un uomo forte, determinato a rendere felice il suo ragazzo, e per farlo dovrà chiedere aiuto a qualcuno più esperto di lui, sia nell’ambito BDSM che in quello clinico sportivo.

È un viaggio difficile, quello che ci offre Leta Blake. Un viaggio che ci toglierà il fiato in più di un’occasione… ma fidatevi se vi dico che ne vale la pena. Vale la pena tenere duro fino alla fine, perché il modo in cui Rob e Matty ci ripagheranno è unico e raro. Come nel primo libro, mi complimento con la traduttrice e con l’editing molto accurato e preciso. E ringrazio la Triskell Edizioni che, sebbene ci abbia fatto aspettare un bel po’, ci ha portato in Italia questi due capolavori.

DANONPERDERE