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Recensione “In ogni singola vita” – Leta Blake

Titolo: In ogni singola vita
Autore: Leta Blake
Genere: Fantasy, Gap Generazionale
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,10€
Link all’acquisto: In ogni singola vita

SINOSSI

Lui lo amerà, in ogni singola vita.

Neil non è un fantasma, ma è così che si sente. Reincarnato con tutti i ricordi della sua vita passata, trascorre vent’anni intrappolato nel corpo di un bambino, non volendo nient’altro che crescere e reclamare l’amore della sua vita.
Da adulto, Neil scopre che c’è più del tempo perso a separarli. Joshua si è costruito una bella vita, da quando lui è morto. E come dovrebbe presentarsi a lui adesso? Come l’amante morto da tempo, con un nuovo corpo? Con il cuore spezzato, e senza speranza, Neil si rifugia nel lavoro, sviluppando robot microscopici chiamati naniti che possono produrre miracoli medici.
Quando Joshua incontra un giovane scienziato che lavora a un progetto medico, la sua anima percepisce qualcosa a cui la sua mente razionale non riesce a credere. Neil è tornato davvero da lui dopo vent’anni? E se l’impossibile fosse vero, potrebbero finalmente stare insieme?

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Neil Green sa di essere diverso sin dalla nascita. Non solo perché è sempre stato taciturno e praticamente con l’atteggiamento di un quarantenne nel corpo di un dodicenne, ma sopratutto perché ha sempre ricordato chi era nella sua vita passata.
Proprio a causa di quei ricordi, lui non si sente Neil Green, ma Neil Russell, scienziato di nanitica che ha sviluppato un protocollo rivoluzionario per la scienza medica.
Ed è proprio quello che continuerà a studiare anche in questa sua nuova esistenza, che gli va così stretta, portando avanti le ricerche che aveva intrapreso quando era ancora il Dottor Russell, mentre continua a seguire la vita di Joshua Stouder su internet e i giornali.
Sì, perché insieme ai ricordi e alla sua conoscenza scientifica, Neil rammenta soprattutto di aver amato Joshua più di qualsiasi altra cosa al mondo. Ricorda ogni singolo momento con lui, e anche come Neil Green ne è perdutamente innamorato.
Ma come può presentarsi a lui se è solo un bambino? Come può spiegare quello che sa, anche se è del tutto inspiegabile? Con che faccia può andare di fronte al suo amante e dirgli che non è più il vecchio Neil nell’aspetto, ma lo è in tutto e per tutto quello che riguarda la sua anima?
Nessuno sano di mente gli crederebbe, nonostante sua madre Alice lo faccia, ma quella povera donna l’ha cresciuto, quindi sa bene quanto lui sia sempre stato profondamente diverso da chiunque altro.
Perciò, cosa fare? Vorrebbe presentarsi da Joshua e confessare tutto sperando che l’altro torni a essere suo, ma non può farlo essendo ancora un bambino.
Inoltre, Joshua ormai è un uomo fatto e finito ed è andato avanti. Non è più il giovane uomo che Neil conosceva. Adesso è una persona completamente diversa, con una vita diversa, responsabilità diverse. Lo amerà ancora? O lo avrà dimenticato?
Neil, infatti, non può sapere che Joshua non l’ha mai tenuto troppo lontano dai suoi pensieri.
Quando, tanti anni prima, Joshua ha dovuto spargere le ceneri del suo amore, Neil Russell, morto in un tragico incidente, pensava che non si sarebbe mai più ripreso. Ha passato tutti gli anni da allora – più di venti – a continuare ad amarlo, nonostante col tempo il dolore si sia attenuato e lui sia andato avanti con la sua vita.
Tuttavia, quando si trova di fronte il Dottor Green, è incapace di credere ai suoi occhi. Quando poi comincia a parlare con lui, il fatto che quel giovane uomo così tanto più giovane di lui somigli anche nei modi e negli atteggiamenti al suo amante deceduto, manda Joshua completamente in confusione.
Sta impazzendo? Vede cose che non ci sono? O è possibile che, in un modo del tutto folle e assolutamente inspiegabile – nonché imprevedibile – il suo Neil sia tornato da lui?

Quando l’amore arrivava per un uomo, non lo si poteva negare. L’amore era grande, potente e forte, e lui, così serio e concentrato, il Neil Russell che non aveva mai amato nessuno prima, ne era stato sopraffatto. Avrebbe aspettato tutto il tempo necessario affinché Joshua ricambiasse il suo amore.
Avrebbe aspettato per sempre.

Da dove comincio a parlare di questo romanzo?
Partiamo col dire che all’inizio non dovevo essere io a recensirlo. Non sono una grande amante dei Fantasy né dei Gap Generazionali, e di solito li lascio a qualcun altro che li apprezza di più. Ma, ve la faccio breve, venerdì in tarda mattinata mi è stato chiesto di leggerlo e mi sono messa lì a farlo senza grandi aspettative.
Alle dieci di sera chiudevo l’ultima pagina.
Non sono veramente riuscita a staccarmi dalla storia di Neil e Joshua! Volevo assolutamente sapere come sarebbe andata avanti e quanto tempo ci avrebbero impiegato a incontrarsi di nuovo.
Ho amato questi due ragazzi.
Il percorso che compiono per arrivare dove sono, tutti i passi su percorsi accidentati, in salite e discese, schivando una buca dopo l’altra. Ho amato che non fossero perfetti. Che non fossero invincibili. Che fossero fragili e pieni di paure e incertezze. Che le loro vite andassero avanti in parallelo, incontrandosi solo quando era davvero il momento di farlo. Che siano cresciuti – seppur in modo diverso – e che abbiano amato così intensamente.
Ho amato Joshua, che è capace di donare il suo cuore ancora e ancora, nonostante la vita sembra accanirsi contro di lui. Ho amato la sua fedeltà e devozione verso coloro che ha amato e verso coloro che ama ancora.
Ho amato Neil e il suo incrollabile sentimento verso Joshua. La sua lingua lunga, la sua arroganza verta solo a nascondere la paura di non poter mai più avere il suo unico amore con lui. La profonda passione che mette nel suo lavoro e nel cercare di rendere la vita migliore per qualcun altro. La sua incapacità sociale e il modo tutto suo di manifestare amore verso sua madre.
Ho amato il lato così profondamente romantico e toccante di questa storia d’amore che attraversa il tempo e le dimensioni che separano la vita dalla morte. Ho amato che questo amore fosse così perfetto, eppure imperfetto. Così vero e capace di rigenerarsi ancora e ancora.
Ho amato che Leta Blake abbia saputo essere romantica senza essere stucchevole. Che abbia saputo regalare ai suoi lettori una storia così pregna di sentimento, eppure così realistica.
Spesso si tende a romanzare gli amori dei personaggi, rendendoli “per sempre fedeli” all’altro, anche quando pensano che non ci sia più nessun futuro. E per quanto certe cose facciano sospirare e credere che l’Amore Vero esiste ancora da qualche parte, non rendono giustizia alle mille sfaccettature che caratterizzano il cuore umano. Non rendono veri personaggi che, invece, un lettore vuole sentire amici.
Ed è così che mi sono sentita con Neil e Joshua. Come due amici che ho dovuto salutare, lasciandoli al loro “E vissero per sempre felici e contenti”, e raramente ho provato una così profonda soddisfazione nel farlo, senza traccia di malinconia o sentimenti di addio.

Tra loro c’era un palpabile, quasi visibile, senso di giustizia. Alice pensò che se avesse allungato la mano nel piccolo spazio tra loro, l’avrebbe sentito: l’amore.

Inoltre, vorrei spendere qualche parola anche sugli altri due personaggi a mio avviso fondamentali per questo romanzo: Alice e Lee.
Alice è la mamma di Neil nella sua nuova vita e, piena del suo istinto materno, capisce sin da subito che c’è qualcosa di diverso e speciale nel suo bambino. Capisce sin dal primo vagito che il suo ragazzo è troppo vecchio d’animo per un corpo così piccolo.
Dovrà affrontare innumerevoli problemi e dispiaceri a fronte di questo. Ma non crollerà mai. Ama Neil come solo una mamma sa amare e lo fa nel modo più puro e incondizionato, genuino, che è impossibile non provare una profonda tenerezza per questa donna che ha avuto una vita così difficile, un figlio ancora più complicato, e nonostante tutto è così profondamente grata di essere sua madre.
E Lee, che ama Joshua e lo salva da se stesso quando ne ha bisogno. Che diventa un compagno fedele, una roccia salda, una fune a cui aggrapparsi, un porto sicuro in cui tornare. Un uomo dolce e rispettoso di un passato ingombrante, capace di capirne l’importanza profonda e rispettarne la sua presenza, in una dimostrazione continua di amore incondizionato e totale.
Anche se le più romantiche criticheranno certe scelte di questo romanzo (Joshua che prova sentimenti per qualcun altro? Non corrono felici verso il tramonto non appena si rivedono?), io le ho trovato giuste. Coerenti. Assolutamente comprensibili nello scorrere di una vita che va avanti e di una persona che tenta di rialzarsi. Totalmente normali di fronte a qualcuno che ci ricorda una persona amata ma che no, non può essere davvero lui per tutta una questione di logica e convenzioni sociali.

Sbatté le palpebre e tremò. La bocca di Neil era piena di bisogno, come se avesse aspettato tutta la vita di baciare Joshua.
E, proprio così, capì che era vero.

Ho trovato che il tema della reincarnazione sia trattato in modo lieve, ma non in modo superficiale da favoletta o in uno più estremo da setta. Semplicemente, è affrontato per quello che è: qualcosa di inspiegabile, nonché un dono prezioso.
In ogni singola vita” è un romanzo che sottolinea l’importanza di cogliere il momento, di amare con tutto il cuore e così intensamente da far male, di rinascita e crescita, di due anime che si rincorrono nel tempo, destinate a ritrovarsi, una vita dopo l’altra.

«Non c’è niente in questo mondo che possa essere paragonato a quello che sei per me. Non il mio lavoro, non i naniti, non un singolo essere umano. Sei la ragione della mia esistenza. Joshua, sei il mio tutto. Ti troverò in ogni singola vita. Non dimenticarlo mai.»

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Smoky Mountain Dreams” – Leta Blake

51xkuisvctlTitolo: Smoky Mountain Dreams
Autore: Leta Blake
Editore: Triskell Edizioni
Prezzo: €5,24
Link all’acquisto: Smoky Mountain Dreams

SINOSSI:

A volte, per resistere, bisogna lasciarsi andare.

Dopo aver abbandonato la sua carriera come cantante country a Nashville, Christopher Ryder è felice di esibirsi al parco divertimenti Smoky Mountain Dreams nel Tennessee. Tuttavia, anche se sua nonna lo ama per quello che è, lui si sente dolorosamente invisibile per tutti gli altri. Anche quando è sul palco, Christopher è alla spasmodica ricerca di qualcuno che sappia vederlo per ciò che è davvero.
Jesse Birch è un bisessuale che non ha tempo per gli appuntamenti. Impegnato a crescere due figli e a combattere con la famiglia della loro madre, finita in coma in seguito a un tragico incidente stradale, non vuole altro che avventure di una notte. L’ultima cosa che desidera è innamorarsi del suo cantante locale preferito, ma quando Christopher entra nella sua oreficeria, nel cuore di Jesse inizia a risuonare una nuova melodia.

Recensione

Leta Blake non sbaglia un colpo. Dopo aver amato “La stagione dell’allenamento” e “Un fiume in piena”, mi sono buttata a capofitto in questo suo nuovo lavoro: “Smoky Mountain Dreams”, tradotto da Grazia di Salvo e edito dalla Triskell Edizioni. Non sono rimasta delusa, affatto!

In “Smoky Mountain Dreams”, Leta Blake ci racconta la storia di due uomini, Christopher e Jessie. Christopher è un cantante di musica country che non è mai riuscito a sfondare davvero nel mondo della musica ma, non per questo, ha smesso di credere nel suo sogno. Così si ritrova a cantare allo Smoky Mountain come secondo artista, e non se ne lamenta. Nonostante Chris ami la sua vita, ha però una famiglia disastrata alle spalle che lo ha allontanato a causa della sua omosessualità; sua madre è il suo patrigno lo emarginano e solo sua nonna Violett, alla quale è profondamente legato, gli è rimasta accanto. E sarà proprio grazie a sua nonna e ad un regalo speciale che il nipote ha pensato per lei, che Christopher incontrerà Jessie.
Jessie è un uomo che combatte ogni giorno con una situazione che lo sta consumando dentro. Ha due figli bellissimi, Will e Brigit, ma la sua vita è ben lontana dall’essere perfetta. Cinque anni prima, infatti, sua moglie Marcy ha avuto un terribile incidente automobilistico che l’ha lasciata in coma vegetativo permanente. È una situazione difficile, quella in cui si trova Jessie, combattuto perennemente tra la voglia di rifarsi una vita sentimentale e affettiva, e il bisogno di continuare a prendersi cura di una moglie che non è più se stessa da tempo. L’incontro con Christopher cambierà la sua vita, i suoi bisogni e le sue priorità, facendogli scoprire un nuovo modo di amare e una passione che da troppo tempo aveva dimenticato.

“Smoky Mountain Dreams” è un libro che fa riflettere. Non è solo un romanzo mm, ma si addentra all’interno di alcuni argomenti che ancora oggi fanno discutere l’opinione pubblica. È un libro in cui si incontrano tanti sentimenti diversi: amore, voglia di ricominciare, compassione, comprensione e tolleranza. Un cocktail che l’autrice riesce ad amalgamare in modo perfetto e con una delicatezza davvero invidiabile. Jessie e Christopher sono due uomini che stanno soffrendo. Amano le loro vite ma non ne sono soddisfatti perché è evidente che c’è qualcosa che manca, qualcosa di importante, la pennellata finale che rende un quadro perfetto. Nella vita di Jessie e Christopher manca l’Amore. L’amore incondizionato, senza pregiudizi, quello che ti fa battere il cuore e ti spinge a desiderare il calore di un altro corpo, che non ti fa dormire la notte, che ti fa sentire te stesso. Sebbene il destino non è stato gentile con entrambi, il loro incontro cambierà le carte in tavola e aiuterà i due protagonisti a comprendere il vero significato della compassione e della tolleranza. Non sarà facile per i due uomini decidere di lasciarsi andare, e per questo “Smoky Mountain Dreams” ci accompagnerà in un saliscendi di emozioni contrastanti, le stesse emozioni che provano Jessie e Christopher e che ci riempiranno il cuore di dolcezza e amore. Il doppio pov nella narrazione in terza persona e i molto momenti di introspezione di entrambi i protagonisti, sono la struttura perfetta sulla quale poggia l’intera storia che ci coinvolgerà dalla prima all’ultima pagina.

Nonostante la storia si concentri sul rapporto, affatto scontato, tra i due uomini, Leta Blake è stata bravissima a creare un contorno approfondito, caratterizzando i personaggi minori in modo perfetto e preciso. I due figli di Jessie e i suoi dolcissimi suoceri Nova e Tim, ma anche la nonna di Chris, la cui presenza è una costante per tutto il libro, e…. Marcy. Credo che Marcy sia la terza indiscussa protagonista di questo bellissimo romanzo. E non sto parlando di una donna allettata, sfatta e stanca, prigioniera silenziosa di un corpo che non funziona più, ma parlo di una Marcy sorridente, combattiva, divertente e brillante. Parlo di una donna forte, intraprendente, avventurosa e dolce. Una mamma protettiva, una compagna amorevole. La donna di cui Jessie si è innamorato e per la quale ha deciso di stravolgere il suo modo di vivere e di essere. Una donna che, con la sua presenza silenziosa, ci accompagna durante tutto questo bellissimo viaggio, insegnandoci la differenza tra vivere ed esistere, tra compassione e pena, tra combattere e arrendersi. Ho amato moltissimo il personaggio di Marcy, perché la sua forza spacca le pagine di questo libro e ti insegna che la vita, a volte, andrebbe lasciata andare. Complimenti, Leta, perché hai saputo trattare questo argomento controverso con sensibilità e rispetto, lasciando completa libertà di scelta e decisione a chi legge, non schierandoti da una o dall’altra parte ma dandoci semplicemente le giuste idee per aiutarci a comprendere fin nel profondo cosa vuol dire affrontare una situazione del genere. E grazie, infine, per non aver scelto.
“Smoky Mountain Dreams” è una storia complessa. Un racconto lungo e doloroso, non privo però di momenti divertenti e teneri, dove la famiglia è l’assoluta protagonista. La famiglia intesa come gruppo, fatto di persone amorevoli e comprensive, fatto di piccole e grandi gioie, fatto di umanità e comprensione, fatto di desideri inespressi che hanno bisogno di essere lasciati andare.

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Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Vespertine” – Leta Blake & Indra Vaughn

cover500-5Titolo: Vespertine
Autore: Leta Blake & Indra Vaughn
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 6,99€
Link all’acquisto: Vespertine

SINOSSI

Possono un prete e una rockstar rispondere alla chiamata dell’amore?
Diciassette anni fa, l’amicizia tra Jasper Hendricks e Nicholas Blumfeld si è trasformata in una relazione d’amore segreta. Hanno trascorso mesi idilliaci finché la chiamata di Jasper al sacerdozio è diventata impossibile da ignorare. Sconvolto, Nicky ha seguito la sua strada verso la celebrità nel mondo del rock, ma non ha mai smesso di guardarsi indietro.
Oggi Jasper è un prete dichiaratamente gay e lavora duramente per aiutare i giovani vulnerabili della comunità LGBTQ. È determinato a portare cambiamenti nella Chiesa e nel mondo. Rispettato, ammirato e a proprio agio con la sua identità, Jasper ha a lungo ignorato la solitudine.
Nicky, noto come Nico Blue, chitarrista e cantautore della band Vespertine, ha conquistato i cuori di milioni di ammiratori. Lui e la band hanno girato il mondo, incendiando i fan con la loro musica. Stordito dalle droghe e alimentato dalla rabbia, Nicky si sente completamente solo. Quando i componenti della band sono costretti a disintossicarsi, torna a casa, dove tutto è iniziato.
Le carriere di Jasper e Nicky hanno dominato le loro vite sin da quando si sono separati da adolescenti. Quando si rivedono, devono scegliere tra i fantasmi persistenti del passato o la promessa di un nuovo futuro.

recensionelady

Meraviglioso e toccante; delicato, intenso e struggente; un nuovo inizio per chi ha gettato alle ortiche il suo incredibile talento; un faro per chi si è perso nel buio della solitudine.
Davvero non ho parole per descrivere le emozioni che mi sono giunte dalla lettura di questo libro. Dalla sinossi sapevo che avrei sofferto nella lettura ma devo dirvi che non vedevo l’ora di soffrire con Nicky e Jazz.
Ero molto curiosa di vedere come le due autrici avrebbero trattato della “professione” di Jazz, visto che sono cresciuta in una famiglia cattolica, ma non praticante, e vivo in un paese dove il cattolicesimo fa parte della cultura e si intromette troppo spesso nella vita politica, volendo anche sindacare sugli stili di vita considerati “diversi” da quello che propone come normalità. Come avrete capito non sono molto religiosa e non vado proprio d’accordo con gli alti vertici della Chiesa Cattolica.
Lungi da me scardinare i temi portanti della religione cattolica, ma ritengo profondamente anacronistico nel 2018 l’obbligo del celibato per i sacerdoti, anche perché non siamo più nell’epoca buia del Medioevo, sono passati più di duemila anni dalla nascita di questa religione che dovrebbe davvero darsi una rinfrescata…
Che ci posso fare? Trovo inconcepibile che chi non ha una famiglia venga a sindacare su chi sia più o meno degno di farsene una, o che decida chi si possa amare o no. Per fortuna ho anche amiche che sono più aperte di mentalità e sostengono anche coppie omosessuali, che si battano per i loro diritti pur professando il cattolicesimo, ma i vertici della Chiesa? Quelli purtroppo ancora no.
Questa è forse l’unica cosa che nel romanzo non corrisponde alla realtà, dove qualcuno molto vicino ai vertici, ma anche a Jazz, sarà molto comprensivo con l’uomo, non gli farà venire meno il suo sostegno, ma credo che nella realtà questo sia ancora troppo poco probabile.
Non posso davvero credere che un amore così forte come quello di Jazz e Nicky abbia corsa il rischio di non realizzarsi mai. Jazz vuole solo far del bene al prossimo, nient’altro che mettere in pratica i principi più puri trasmessi da Gesù Cristo, quindi come può il suo maore per un altro uomo impedirgli di fare ciò? Una cosa non deve per forza secluderne un’altra:

«…quello che ho scoperto, Nicky, è che quello che Dio vuole sopra ogni altra cosa per noi è di amarci gli uni con gli altri. Ogni regola può essere infranta se si tratta di un atto d’amore. Se segui un certo comportamento per amore, amore altruista, non puoi fare niente di sbagliato. La Bibbia non mi condanna. E non condanna nemmeno te.»
Aveva trovato se stesso in lui quando era un adolescente. E si era riscoperto in quel momento. Come poteva lasciare andare tutto quello? Ma come non posso? Ho fatto dei voti. Ho promesso la mia vita al Signore. Avrebbe dovuto essere inorridito per ciò che aveva fatto, eppure non lo era.

Se la sofferenza di Jazz sta nel dover far coincidere cosa gli dice il cuore e la sua vocazione, Nicky deve affrontare una volta per tutte il dolore di aver perso Jazz e ritrovare la voglia di vivere senza averlo nella sua vita come una volta; si era affidato alla nebbia indotta con le droghe per scacciarlo, ma purtroppo ha capito troppo tardi, e a rischio della sua stessa vita, che la droga non solo ha minato il suo fisico, la sua mente e la sua anima, ma ha anche rovinato la cosa che più lo rendeva unico, la sua musica:

Essere Nico, allora, era stato tutto ciò che aveva sempre voluto. Era meglio che essere Nicky. Come Nico aveva potere. Nico poteva far inginocchiare le persone di fronte a sé. Nico poteva cambiare le cose… Aveva intenzione di restare pulito e trovare un modo per continuare a vivere in un mondo dove quello era tutto ciò che poteva avere: la voce di Jazz, la sua esistenza, ma non il suo tocco. Mai più… Finché non si fosse rimesso in sesto, la musica sarebbe stata malata come lui. Se quella era una canzone che voleva essere cantata, l’avrebbe ritrovata una volta guarito. Quando non sarebbe più stato a pezzi.

Due modi di vivere completamente diversi, due uomini fragili e forti allo stesso tempo che cercano di sfuggire all’amore che provano da sempre l’uno per l’altro, ma che nessuno potrà mai allontanare per sempre, né la società, che meno male si sta aprendo al “diverso”, né tantomento gli uomini di fede guidati da un Dio collerico e severo secondo la loro personale interpretazione, che si sono scordati troppo alla svelta che Dio è Amore non Castigo; che Cristo predicava l’Amore, il Perdono, l’Accoglienza e non l’Odio…
Chiamatelo destino, fatalità, forza misteriosa, chiamatelo come volete, ma se Jazz e Nicky si sono finalmente ritrovati vuole dire che così doveva essere, perché per quanto Jazz ci provi, non è possibile far tacere quello che il cuore prova:

«Ti ho sempre amato. Non posso nemmeno fingere che amavo Dio più di te, allora.»

Un libro che mi ha fatto pensare molto all’origine dei precetti che ci sono stati insegnati in tenera età, ma che forse non abbiamo mai capito perché ci siamo sempre e solo ritrovati a ripeterli a pappagallo, e dove il rapporto fisico tra i due protagonisti non è qualcosa di puramente carnale, sporco, che qualcuno vuole far risultare offensivo o blasfemo, ma solo l’unione di due anime che semplicemente si amano e fondono…
Sì, è vero non sono molto cattolica ma piuttosto atea, ma le cose imparate da piccola le ricordo ancora molto bene e ricordo che qualcuno, tanto tanto tempo fa, disse questo: “Scagli la prima pietra chi è senza nessun peccato…”

DANONPERDERE

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione in doppia “Training Complex” – Leta Blake

51isvm4xmllTitolo: Training Complex
Autore: Leta Blake
Editore: Triskell Edizioni
Prezzo: €5,24
Genere: Contemporaneo MM con BSDM

SINOSSI:

Il pattinatore artistico Matty Marcus non avrà vinto l’oro olimpico, ma ha conquistato il cuore del mandriano Rob Lovely.
Dopo che Rob ha venduto il ranch e Matty ha appeso i pattini al chiodo, i due cominciano una nuova vita insieme a New York. Matty affronta una nuova sfida come allenatore, e la carriera di Rob come fisioterapista dovrebbe rappresentare il sogno di tutta una vita. Ma nella calura brutale della loro terza estate nella Grande Mela, Rob brama gli spazi dell’aperta campagna, mentre l’intensità della vita cittadina risveglia i demoni di Matty.
La situazione si fa incandescente: Matty esige pratiche sadomaso sempre più intense, il suo disordine alimentare schizza alle stelle e il suo comportamento si fa imprevedibile. Il compagno fatica a mantenerne il controllo. Dopo che un regalo d’anniversario fatto con le miglior intenzioni si rivela controproducente, Rob pensa ancora di poter gestire la crisi, ma la giungla d’asfalto si sta stringendo intorno a lui e i suoi meccanismi di autodifesa si vanno allentando.
Il loro amore è profondo, ma Rob dovrà ammettere i propri reali desideri, prima che entrambi precipitino nel caos.

recensionelady

Avete mai pattinato sul ghiaccio? Io lo adoro, peccato che siano passati anni dall’ultima volta!
Avete mai sentito il suo odore? Io sì: per me sa di ozono, come l’aria carica di pioggia prima di un temporale. Prima di conoscere Matty, Rob non sapeva che il ghiaccio avesse un odore; conosceva il freddo, la neve, ma non il ghiaccio. Per Matty è l’odore più elettrizzante del mondo: lo fa sentire vivo, lo fa sentire libero, ma è anche la sua condanna. Il ghiaccio ha rischiato di portargli via tutto, ma Matty non riuscirà mai a farne a meno, è come se gli scorresse nelle vene. Matty non può più pattinare a livello agonistico, ma è ancora F.A.V.O.L.O.SO. lì sopra!
Alla fine del primo libro Matty e Rob si erano finalmente ritrovati a New York, pronti a ricominciare la loro storia da dove avevano interrotto a causa della carriera di Matty. Sembravano avere la strada spianata, ma non è facile “gestire” un uomo come Matty, sia dentro e che fuori la camera da letto.
Matty ha ancora molto di irrisolto nella sua vita. Ben presto le cattive abitudini – come mangiare!- bussano alla porta e le conseguenze potrebbero essere devastanti per la sua salute fisica e per la relazione con Rob.
Il pattinatore è sempre esuberante, egoista, capriccioso, irriverente; sa che i suoi difetti sono molti, sta cercando di migliorarsi, ma non ce la fa. L’ambiente agonistico in cui è cresciuto fin da bambino l’ha compromesso seriamente; l’unica cosa che lo tiene ancora con i piedi per terra è il suo Rob.

“Matty non conosceva mezze misure. Era ambizioso, motivato e, secondo Rob, irrimediabilmente destinato a carriere che gli avrebbero spezzato il cuore… Questo sforzo nel conseguire i suoi egoistici obiettivi era adorabile, di grande ispirazione e persino sexy, ma il pattinaggio artistico era, e sarebbe sempre stato, il punto d’origine del suo peggior trauma, e allenare gli altri non si era dimostrato molto diverso fino a quel momento.”

Al momento il suo problema maggiore è una misteriosa voce interiore, che lui chiama Controllo, che sta pian piano facendolo colare a picco.
Anche Rob non se la passa bene; la città lo sta pian piano spegnendo; fa quasi fatica a respirare, e Matty ci mette molto di suo per portarlo al limite e costringerlo a punirlo:

“Rob non parlava di Whitefish perché gli faceva male al cuore e gli chiudeva la gola. A volte in città gli pareva di non respirare, quando ricordava le ampie distese e le montagne alte fino al cielo. Ma soprattutto non ne parlava perché non aveva in programma di tornarci a breve.”

Dopo un incontro con un vecchio amico e Dom, Rob si rende conto che non è più sicuro di essere ciò di cui ha bisogno Matty, ma pur essendone cosciente non riesce ad abbandonarlo per prendersi cura di sé stesso. Ma, un Dom allo sbando come è Rob ora, può occuparsi di Matty?

“«Ma tu reggi una cosa simile? Riesci a dargliela ogni tanto?» «Certo. Alcune volte l’anno. Ma quando non lo facciamo per il suo piacere o per il mio, ma è solo una questione di giochi mentali, controllo e dolore… allora non so. Così fa male a me quasi quanto a lui. Potrei starci persino peggio io, perché non sono un masochista del cazzo. Non sono neanche il miglior sadico del mondo.»”

Avevo amato il libro precedente, questo è ancora meglio: la parte drammatica si amalgama perfettamente con quella romantica, sono interconnesse strettamente ma l’una non prevale sull’altra. La minuziosa descrizione delle pratiche di dominazione che Rob pratica su Matty, dettate solo per dare al ragazzo quello di cui ha bisogno, e non a creargli danno, rende una volta per tutte chiaro che ci deve essere consensualità per metterle in pratica il BDSM. La cocciutaggine di Matty nel non usare la safe world rasenta la pazzia, ma Rob è lì per lui.
Matty è decisamente un personaggio al limite della macchietta, molto sopra le righe, è difficile ritrovarsi in lui. È molto più facile per me entrare in sintonia con Rob, eppure ho sofferto per entrambi in egual misura.
La dura descrizione dei problemi alimentari di Matty mi ha fatto riflettere per l’ennesima volta sui canoni estetici che ci impone la società moderna, ormai divenuti irraggiungibili; la depressione che colpisce Rob dimostra invece che anche lui è umano e che i problemi di Matty non può risolverli da solo.
Sarà Matty stavolta a dover capire che non può pretendere che siano sempre gli altri a decidere per lui, anche se: “ Odiava essere l’uccello con le ali sempre troppo deboli per spiccare il volo.”
Cresci alla svelta Matty, perché è giunto il momento di fare stare zitto Controllo per non perdere Rob, la cosa migliore che ti sia mai capitata nella vita.

DANONPERDERE

recensionefra

Fino a dove può arrivare l’amore? La devozione, il rispetto, la fiducia nei confronti della persona che si ama? Fino a dove può arrivare, la voglia di sacrificarsi per l’altro? E se l’amore non dovesse bastare?
Per chi, come me, ha amato “La stagione dell’allenamento”, di Leta Blake, per Triskell Edizioni, sa benissimo di cosa sto parlando. E sa anche quanta attesa c’era per il suo ultimo lavoro, “Il complesso dell’allenatore”, lavoro che chiude definitivamente la storia travagliata di Matty e Rob.
Il solo pensare a loro mi fa stringere il cuore, mi toglie il respiro e mi fa tremare le gambe. Per questo, cercherò le parole più adatte per descrivervi cosa ho provato leggendo questo libro e, soprattutto, cosa mi ha lasciato dentro.
Avevamo lasciato Matty e Rob a New York, dove si erano ritrovati e riscoperti ancora innamorati l’uno dell’altro. Matty ha abbandonato definitivamente il suo sogno di rincorrere la medaglia olimpica e si è deciso a intraprendere la strada dell’allenamento. La sua coach storica, Valentina, però gli ha affidato i ragazzi più giovani, costringendolo ancora una volta a pattinare su un gradino più basso. Matty ha però accettato questo nuovo lavoro, e si è buttato nell’allenamento anima e corpo… fino a quando non viene a sapere che Sabrina, la ragazza che ha allenato per un anno, sta per trasferirsi a Colorado Springs per essere seguita da un maestro più esperto. Per Matty è un duro colpo da gestire. Vedere Sabrina andare via e, di fatto, abbandonarlo dopo un anno di lavoro intenso è una cosa difficile da gestire. Rob, dal canto suo, ha iniziato a lavorare come fisioterapista anche se giorno dopo giorno la città sembra soffocarlo sempre di più. Di certo, New York non è come il Montana, dove gli spazi aperti, la neve e l’aria pura erano un balsamo per il nervosismo e l’ansia.
Nonostante entrambi siano in un punto fermo, la loro relazione procede apparentemente senza intoppi. Nell’intimità della loro camera da letto Rob e Matty continuano a farsi coinvolgere dal BSDM che, però, sembra aiutare entrambi a mantenere un certo equilibrio emotivo. In realtà, è Matty a desiderare di spingersi oltre. È lui che ha bisogno di essere controllato, gestito, guidato. E Rob, che lo ama più della sua stessa vita, non può far altro che assecondare questo suo bisogno viscerale che, di fatto, sembra aiutarlo ad affrontare la vita.
Il loro mondo verrà presto sconvolto e tutti i punti fermi delle loro vite verranno ribaltati. Rob dovrà accollarsi un compito difficile e Matty… lui dovrà lottare contro se stesso e contro lo spettro di una malattia che minaccia di travolgerlo.
Non potrò mai finire di ringraziare Leta Blake per aver creato questi due personaggi meravigliosi di cui mi ero innamorata in modo folle già con “La stagione dell’allenamento”. La personalità di Matty mi aveva colpita (e affondata) già all’epoca. Il suo essere frivolo ma passionale e profondo, l’armonia con la quale gioca con il suo lato femminile, portandolo all’estremo a volte ma senza mai renderlo inadatto alle situazioni che vive… Il suo amore viscerale per il pattinaggio che, in realtà, non è solo uno sport ma rappresenta la sua intera vita… e le sue debolezze. Il bisogno di cercare una via di fuga nel dolore, nel sacrificio, nella sofferenza. La voglia di spingere il suo corpo fino alle condizioni più estreme, per tenerlo sotto sforzo e abituarlo ai ritmi pazzeschi degli allenamenti. Avrebbe potuto cedere, lasciarsi sopraffare da tutto questo, se non avesse incontrato la mano ferma di Rob. Lui, un mandriano, un uomo solido, sicuro, forte. Un uomo che ha bisogno di essere amato, e quell’amore lo troverà in Matty. Sembrano apparentemente così diversi ma, in verità, sono complementari e non potrebbero sopravvivere l’uno lontano dall’altro.

Ne “Il complesso dell’allenatore” li ritroviamo di nuovo insieme, ma questa volta devono affrontare un problema ben più complesso rispetto a ciò che hanno già affrontato e superato. Matty sembra aver accettato il suo nuovo ruolo da allenatore ma… la continua violenza psicologica di Valentina, unita alla perdita di Sabrina come allieva, lo stanno facendo piombare in una depressione forte, soffocante. E il suo disturbo dell’alimentazione, che da sempre lo accompagna ma che era riuscito a gestire, sembra non volerlo lasciare andare. In più, una voce costante nella sua mente non fa altro che denigrarlo, spingerlo verso il basso, impedendogli di rialzarsi e di avere fiducia in se stesso. Questa situazione, lo porta a richiedere fin troppo spesso, le scene di Reset, ovvero situazioni di BDSM estreme che sembrano fare tabula rasa nella sua mente permettendogli di trovare sollievo. Rob, in tutto questo, non può far altro che assistere all’autodistruzione che il suo ragazzo sta mettendo in pratica senza saperlo. Un autodistruzione che, però, minaccia di coinvolgere l’intera coppia. Come può Rob, riuscire ad aiutare Matty quando lui stesso si sente soffocato? Il BSDM non può sostituire una terapia adeguata ed è proprio questo il punto che sembra essere insormontabile. La devozione di Rob nei confronti di Matty è assoluta, l’amore che provano l’uno per l’altro è totale… Ma l’anoressia sempre essere un fantasma troppo difficile da sconfiggere da soli, in una città come New York che, invece di aiutarli, li soffoca lasciandoli deboli e boccheggianti.
Le dinamiche di questa relazione sono complesse e affascinanti allo stesso tempo. Non vi dirò che è un libro facile, non lo è stato il primo e di sicuro non lo è questo. È una storia difficile e dolorosa. Una storia dove l’amore si intreccia al sacrificio, dove la fiducia e la devozione si mescolano alla resa incondizionata, al dolore e alla battaglia contro una malattia difficile da sconfiggere.

La guerra di Matty è tutta nella sua testa, ed è forse la parte che fa male di più. Rob è un uomo forte, determinato a rendere felice il suo ragazzo, e per farlo dovrà chiedere aiuto a qualcuno più esperto di lui, sia nell’ambito BDSM che in quello clinico sportivo.

È un viaggio difficile, quello che ci offre Leta Blake. Un viaggio che ci toglierà il fiato in più di un’occasione… ma fidatevi se vi dico che ne vale la pena. Vale la pena tenere duro fino alla fine, perché il modo in cui Rob e Matty ci ripagheranno è unico e raro. Come nel primo libro, mi complimento con la traduttrice e con l’editing molto accurato e preciso. E ringrazio la Triskell Edizioni che, sebbene ci abbia fatto aspettare un bel po’, ci ha portato in Italia questi due capolavori.

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