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Recensione in anteprima “Gli omicidi dei Monuments Man” – Josh Lanyon

Josh Lanyon (3)

Titolo: Gli omicidi dei Monuments Men
Autore: Josh Lanyon
Serie: The Art of Murder #4
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Gap Generazionale
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Gli omicidi dei Monuments Men

SINOSSI

Pur avendo puntata addosso l’attenzione di un pericoloso stalker, l’agente speciale Jason West sta facendo del suo meglio per concentrarsi sul lavoro e ignorare i problemi personali.

Il suo caso più recente implica però il coinvolgimento di un membro dei Monuments Men nel furto e, forse, nella distruzione di un dipinto perduto di Vermeer che fa parte del patrimonio culturale mondiale. Il capitano di corvetta della Naval Reserve Emerson Harley, oltre a essere stato un eroe della Seconda guerra mondiale, era il nonno di Jason, il suo idolo d’infanzia. Anzi, ha giocato un ruolo importante ispirandolo a entrare nella squadra Crimini artistici dell’FBI.
Per Jason, venire a sapere che il leggendario nonno potrebbe aver chiuso un occhio sul fatto che i soldati americani, alla fine della guerra, abbiano “affrancato” opere d’arte inestimabili non è solo spiacevole. È devastante.
Jason è deciso a riscattare il nome del nonno, anche se questo significa infrangere lui stesso un po’ di regole e disposizioni, mettendosi in rotta di collisione con il suo partner nella vita, il capo dell’Unità analisi comportamentale Sam Kennedy.
Nel frattempo, qualcuno nell’ombra temporeggia…

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Stavolta, il caso che vede coinvolto Jason West e una refurtiva di opere d’arte, lo riguarda più da vicino di quanto avrebbe mai immaginato. Infatti, il sospettato dei furti, pare aver fatto più volte il nome di Emerson Harley, il nonno di Jason, morto quattro anni prima ed ex Monuments Man, ovvero quell’unità speciale delle Forze Armate Americane che durante la Seconda Guerra Mondiale hanno girato per tutta la Germania per recuperare tutti i beni artistici trafugati e nascosti da Hitler. Questi uomini, spinti da puro e semplice amore per l’arte, erano ormai tutti fuori età per essere arruolati e chiamati alle armi, quindi il loro lavoro e impegno (che metteva a rischio le loro vite e che per alcuni di loro è risultato fatale) è ancor più apprezzabile, soprattutto da Jason che è cresciuto sentendo i racconti di nonno Harley.
Perciò com’è possibile che proprio suo nonno abbia autorizzato un cittadino americano qualsiasi a portarsi via delle opere senza restituirle ai legittimi proprietari? Jason è assolutamente convinto che sia impossibile. Ed è disposto a tutto per provarlo, persino nascondere il legame con l’uomo e appropriarsi dell’indagine senza dire nulla ai suoi superiori. Va contro pressoché tutti i regolamenti dell’FBI, ma è deciso a essere obbiettivo e non può lasciarsi sfuggire l’occasione di preservare il buon nome di Emerson Harley, eroe di guerra e uomo a cui Jason ha voluto più bene che a chiunque altro.
In più, se andrà in Montana, potrà incontrare il suo ragazzo ormai da un annetto: il capo dell’Unità Analisi Comportamentale Sam Kennedy. Come farsi sfuggire l’occasione?

«Non c’è nessuno oltre te.»
«E io non ho desiderato nessun altro da quando ci siamo conosciuti.»

Quarto volume dedicato alla coppia formata da Jason West e Sam Kennedy, so che lo avevo detto anche per l’altro volume, ma questo è senza dubbio il più bello della serie finora! Mi è piaciuto moltissimo sia come ritmo narrativo, che non è mai risultato noioso, sia per lo spazio ampio che è stato dedicato alla coppia, cosa non scontata con questa autrice e che invece in questa serie sto apprezzando di più a ogni nuovo capitolo, dando ampio margine a capire le dinamiche della loro relazione e la mentalità dei due.

Gli occhi di Kennedy si fecero più grigi, più duri. «Pensi che per me sia facile?»
«No. Ma non avevo capito quanto sarebbe stata dura.»

Se Jason, voce narrante, ci appare più chiaro e comprensibile, grazie alla dose generosa di momenti che esulano dall’indagine, abbiamo modo di conoscere molto meglio anche Sam, e questo me lo sta facendo apprezzare sempre di più a ogni volume. Dove Jason è più schietto, Sam è più chiuso e riflessivo. Ma basta che apra bocca una volta, dicendo la cosa giusta, e il mio cuore si scioglie. Sto davvero amando Sam ogni capitolo di più e spero di vederlo cambiare sotto certi aspetti, ma solo per far felice il mio spirito romantico (che non è molto, ma c’è e vuole essere considerato).
Jason, d’altro canto, in alcuni momenti mi innervosisce un po’ per certi suoi comportamenti, ma in altri lo valuto molto positivamente, come la decisione a un certo punto di non farsi mettere i piedi in testa da nessuno, nemmeno dall’uomo che ama. Ha coraggio, spirito combattivo e amor proprio, una cosa che apprezzo sempre e che in alcuni personaggi di quest’autrice a volte ho trovato carente.

Se una cosa valeva, allora valeva la pena lottare per averla. Giusto? E anche se la storia cominciava a sembrare senza speranza, loro due erano arrivati fino a quel punto.

Questo romanzo regala un grande traguardo per la coppia, la fiducia entra in gioco in maniera prepotente, e sarà un grande trampolino di lancio per il successivo volume, che deve ancora uscire in lingua questo inverno (e che non si sa se sia l’ultimo o meno). Il finale è abbastanza col fiato sospeso, quindi spero vivamente che in contemporanea (o quasi) esca anche in italiano, perché non sono sicura di poter aspettare!

Si chiamava “arrendersi”, ed era sempre più facile. Che si trattasse di arte o di amore, se una cosa valeva, allora valeva la pena di lottare per averla.

In sostanza, se non si fosse già capito, questa è stata senza dubbio una lettura che mi ha regalato forti emozioni e che ho amato dall’inizio alla fine. Quella formata da Jason e Sam è probabilmente la coppia che mi piace di più di Josh Lanyon e sono proprio curiosa di scoprire come andrà avanti e in che modo troveranno il loro happy ending!

4.5


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Recensione “Senza più scuse” – Mary Calmes

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Titolo: Senza più scuse
Autore: Mary Calmes
Serie: Marshals #1
Genere: Poliziesco, Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 5,72€
Link all’acquisto: Senza più scuse

SINOSSI

Il vicesceriffo federale Miro Jones è noto per la sua capacità di conservare la calma e il sangue freddo anche quando si trova sotto tiro. Queste qualità sono fondamentali per lavorare con il suo fenomenale partner, Ian Doyle, il tipo d’uomo in grado di scatenare un litigio in una stanza vuota. Nei tre anni trascorsi a lavorare e rischiare la vita insieme, il loro rapporto è cresciuto: dall’essere due sconosciuti sono diventati colleghi, e infine compagni di squadra affiatati e migliori amici. Miro nutre una fiducia cieca nell’uomo che gli copre le spalle, e forse qualcosa di più.
Tutti si aspettano che Ian, come sceriffo e soldato, prenda il comando, tuttavia la forza e l’autocontrollo che lo hanno portato al successo sul campo non funzionano negli altri ambiti della sua vita. Ian ha sempre trovato scuse per rifiutare qualsiasi legame, ma non avere né una casa né qualcuno da cui tornare lo sta lentamente divorando dentro. Col tempo, si è costretto ad ammettere che senza il suo partner non vale la pena andare da nessuna parte. Adesso tocca a Miro convincerlo che farsi catturare dai lacci del cuore non significa essere prigionieri.

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Miroslav “Miro” Jones è un vicesceriffo federale con un passato in affido e un presente caratterizzato da quattro amiche del college che sono la sua famiglia – e che lo trattano come una mamma farebbe col suo figlio prediletto – e da un partner, Ian Doyle, difficile da interpretare.
Questi, infatti, non solo è schivo e riservato, ma è anche un ex Berretto Verde che collabora ancora saltuariamente col Governo, e tutti i segreti che deve mantenere non rendono facile il rapporto, soprattutto se uniti a un carattere che fa fatica ad aprirsi e ad ammettere le proprie debolezze.
Tuttavia, Miro è riuscito a penetrare nella corazza del duro Ian, e tra di loro c’è un legame all’apparenza fragile, ma in realtà forte e duraturo, che nasconde molto più di quello che a una prima occhiata possa sembrare.
Miro, infatti, è innamorato perso di Ian. Peccato che quest’ultimo sia etero… O no?

Inspira…
Per un attimo la vista mi si annebbiò, come se il ritmo del mio cuore fosse un battito elettromagnetico, e tutto si bloccò. Ero immobile, intrappolato, e l’unica presenza di cui ero consapevole era Ian Doyle.
… espira.

In questo primo volume della serie, Mary Calmes ci fa conoscere Miro e Ian, così come alcuni aspetti del loro passato e il modo in cui, in questi tre anni di collaborazione, abbiano imparato a comprendersi l’un l’altro.
Conosciamo soprattutto Miro, unica voce narrante, che risulta essere agli occhi del lettore un uomo che sì, ha sofferto in passato, ma che è stato bravo a sapersi rialzare sempre e a trovare il lato buono nelle cose, imparando presto a distinguere cosa è giusto e cosa è sbagliato. In sostanza, un ragazzo che si è “fatto da solo” e che con fierezza porta il suo distintivo per proteggere i cittadini e, senza dubbio, il suo partner e segreto amore Ian.
L’ex Berretto Verde, come detto, lo conosciamo solo dalle poche parole – tutte impertinenti, per mio sommo divertimento – che dice e per le impressioni che Miro ha di lui.
Sarebbe stato bello entrare anche nella sua testa, ma grazie anche solo al suo partner, conosciamo Ian e capiamo che dietro quell’aria da duro, in realtà si nasconde un cuore fragile e bisognoso di attenzioni. Un uomo grande e grosso che ha il desiderio di essere abbracciato e che, una volta tanto, non necessiti di essere quello forte e che prende le decisioni. Un uomo, in sostanza, dal duplice temperamento, difficile da interpretare e da capire.
All’inizio ammetto che questo aspetto mi ha un po’ lasciata perplessa, perché mi ero fatta una determinata idea di lui, ma andando avanti ho capito di più il senso delle scelte della Calmes e anche se – lo ammetto – non le condivido al cento per cento, le posso comprendere e accettare, godendo della lettura a pieno senza farmi influenzare dall’idea che mi ero fatta del soldato dagli occhi azzurri.
Unica pecca, secondo me, è la presenza delle varie indagini in cui vengono coinvolti, con milioni di personaggi che compaiono solo per poche pagine e con informazioni sommarie che non facilitano l’entusiasmarsi alla vicenda.
Nel complesso, comunque, un romanzo piacevolissimo e un buon inizio di serie, di cui corro subito a leggere i seguiti!

4

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Recensione “Una cosa pericolosa” – Josh Lanyon

Josh Lanyon (3)

Titolo: Una cosa pericolosa
Autore: Josh Lanyon
Serie: The Adrien English Mysteries #2
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Suspance
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Una cosa pericolosa

SINOSSI

In preda al blocco dello scrittore e frustrato dalla sua problematica relazione con Jake Riordan, fascinoso ma non ancora dichiaratamente gay detective della polizia di Los Angeles, il libraio e scrittore di gialli Adrien English decide di andare a trascorrere un po’ di tempo a nord, nella tenuta lasciatagli dalla nonna materna, dove trova un cadavere ad attenderlo nel vialetto d’ingresso. All’arrivo dello sceriffo, però, il corpo è scomparso e Adrien si trova ancora una volta a improvvisarsi investigatore. Ma quando la situazione si fa pericolosa e potenzialmente letale, Adrien è costretto a rivolgersi a Jake.
Jake potrà avere le idee confuse riguardo a un mucchio di cose, ma è disposto a tutto pur di tenere in vita l’uomo per il quale sta cominciando a provare qualcosa.

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Abbiamo lasciato Adrien e Jake dopo un incontro rocambolesco e una sorta di dichiarazione-non-dichiarazione in “Ombre fatali“, e li ritroviamo in questo romanzo che non hanno fatto molti passi avanti in quanto a comunicazione e relazione in generale.
Jake, fin dall’inizio, è apparso ostile e Adrien si è sempre sentito “attaccato” personalmente dal suo atteggiamento.
C’è voluto un po’ per scoprire che Jake, sotto sotto, un cuore ce l’ha. Un cuore che cerca in tutti i modi di fargli finire Adrien tra le braccia, ma che lui combatte con caparbietà perché, lasciandosi andare con un uomo, c’è il rischio di mettere al repentaglio la sua carriera. Jake, d’altronde, rimane sempre e comunque Jake: un poliziotto tutto d’un pezzo, un macho che non accetta quello che realmente vorrebbe, che non ascolta minimamente il proprio cuore ma che cerca sempre di far vincere la testa e la ragione. Lui non è gay, non può accettare di desiderare un altro uomo, ma non riesce nemmeno a stare lontano da Adrien, specialmente quando quest’ultimo, stanco della situazione che sembra in stallo (e, diciamocelo, in bilico) perenne, stanco del libro che sta cercando di scrivere ma che detesta dalla prima all’ultimo riga, stanco di dover sempre elemosinare attenzione dal bel poliziotto; decide di andare nel ranch che la nonna gli ha lasciato insieme al resto dell’eredità e tanti cari saluti al suo tenebroso… Ragazzo? Amante? Quel che è.
Un ranch, quello della nonna, sperduto nel nulla, con ettari di boschi che lo circondano che però lui ricorda con affetto. Un posto che per quanto malandato, lo fa sentire a casa dal primo istante.
Peccato che, tempo una manciata di minuti, e scopre che non sono il silenzio e i ricordi ad aspettarlo, ma un cadavere.
Insomma, per Adrien pare che il dramma sia sempre dietro l’angolo, e con la polizia del posto che non lo prende sul serio, con sparizioni che non sa spiegare, con una piantagione di marijuana nella sua proprietà, un gruppo di archeologi che dicono di aver avuto il permesso da lui per scavare sul suo terreno e per concludere un’aggressione… Presto avrà bisogno di avere Jake al suo fianco, anche se chiamarlo è l’ultima cosa che vorrebbe fare.
Il loro rapporto è sempre particolare – si ha sempre la sensazione che basti un respiro nell’istante sbagliato e finiranno con il mandarsi al diavolo definitivamente – eppure sono insieme, e fanno passi avanti nella relazione, anche se ancora tentennanti.
Come nel precedente romanzo, la parte crime è ben sviluppata, e in questo secondo volume un po’ più intricata del precedente, ma, a mio parere, è la parte romance del romanzo a tenere più sulle spine. Una relazione, quella tra Jake e Adrien, non è adatta ai deboli di nervi (perché ve li faranno saltare parecchio, date retta a me), ma ideale per chi ama i gialli e le relazioni tra i personaggi non scontate.
Sono sicura che ritroverò tutti questi aspetti nel terzo romanzo, che è qui accanto a me che aspetta di essere letto.

4

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Recensione in anteprima “Senza più scampo” – Mary Calmes

Mary Calmes

Titolo: Senza più scampo
Autore: Mary Calmes
Serie: Marshals #3
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Suspance
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,31€
Link all’acquisto: Senza più scampo

SINOSSI

Miro Jones sta vivendo la vita dei suoi sogni: ha un lavoro appassionante e gratificante come vicesceriffo federale, una bella casa alla periferia di Chicago, una splendida famiglia adottiva e soprattutto ha l’uomo che ha catturato il suo cuore, Ian Doyle. Il problema è che Ian non è solo uno sceriffo: è anche un soldato, e questo lo costringe ad assentarsi spesso e all’improvviso, gettando così un’ombra su quella che per Miro potrebbe essere una vita perfetta.
Senza Ian, la casa e il lavoro non sono gli stessi, e Miro deve fronteggiare le sue paure da solo: mantenere la calma in ufficio, sopravvivere a minacce provenienti dal passato e andare avanti tutti i giorni senza la presenza rassicurante di Ian al suo fianco. La sua vita sembra essere a un punto morto, e forse per sbloccarla dovrà prendere una decisione drastica. Ma cosa comporterebbe quello per lui e Ian? Le scelte che si prospettano a Miro sono difficili, ma a volte l’unico modo per trovare scampo non è sciogliere il nodo, ma tagliarlo.

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Ma quanto sono adorabili Miro e Ian? Certo hanno un arsenale addosso, tra pistole e coltelli, per non parlare del borsone di Ian sempre pronto all’uso nel caso fosse richiamato in servizio! Due uomini grandi e grossi, forti, integri e pronti a tutto per difendere famiglia e patria. Due sceriffi federali che spesso vengon prestati a varie agenzia governative per risolvere casini, viste le loro doti investigative e prestanza fisica, ma sempre due uomini fatti di carne, ossa e sentimenti. Ora che si sono dichiarati con amici, parenti e colleghi possono vivere il loro rapporto alla luce del sole, lasciando di stucco entrambi in sessi, quando si lasciano andare nelle centellinate dimostrazioni d’affetto in pubblico.
Miro e Ian sono molto fisici l’uno con l’altro, ma in pubblico sono sempre contenuti; Miro ha timore di mettere a disagio Ian, da sempre considerato da tutti eterosessuale, ma che in realtà è sempre stato bisessuale.
Nella vita di tutti i giorni siamo soggetti a stereotipare un po’ tutto, a mettere tutto in determinate categorie, per non andare in confusione, e purtroppo o facciamo anche con le persone. Basta un’occhiata, un atteggiamento più pronunciato e siamo  pronti a sparare “sentenze” sui gusti sessuali delle persone. Nessuno vedendo Miro e Ian potrebbe pensare mai ai due come coppia gay: Ian è un metro e novanta di muscoli lunghi e scattanti, Miro leggermente più basso ma ancora più muscoloso. Entrambi portano cicatrici da arma da fuoco e da taglio sui loro corpi ed entrambi sembrano la personificazione del tipico maschio alpha. Siamo abituati a vederli interagire come coppia solo tra le mura domestiche della loro casa, in questo libro invece li vediamo interagire come coppia anche in esterno, ed era ora!
Ed è proprio Ian che compie il passo, al rientro da una missione che l’ha tenuto lontano da Miro per mesi:

“No, ehm, perché non vieni a prendermi?”
Ero toccato in maniera ridicola. Non me lo aveva mai permesso prima di allora. Il più delle volte non sapeva di preciso quando sarebbe arrivato e inoltre non era il tipo che amava le dimostrazioni pubbliche di affetto.

Miro non ha mai nascosto di essere gay, né sul lavoro, né in famiglia, una bizzarra e strampalata famiglia, composta da lui e da quelle quattro pazze scatenate delle sue migliori amiche, che l’hanno adottato ai tempi del college:

“Quando le altre se ne sono andate da Chicago ho ottenuto la tua custodia, quindi per contratto sono tenuta a occuparmi di te e di conseguenza anche di Ian. Le altre mi pagano una quota ogni mese.”

Vedere che Ian è pronto a presentargli i suoi colleghi berretti verdi, è l’ennesima dimostrazione che non è solo lussuria e novità quello che muove l’uomo:

Riuscii comunque a vedere quegli occhi azzurri che stavo cercando e restai sconcertato dalla sua bellezza e dalla sua forza interiore… Era come tornare a casa dopo essere stato via, quella sensazione di giustezza, di appartenenza, di pace. Lui era la mia casa.

Miro è innamorato di Ian dal loro primo incontro; non avrebbe mai potuto credere che Ian lo ricambiasse; sa che l’uomo lo ama, ma forse per Ian conta ancora di più essere un soldato che il fidanzato di Miro. Questa è l’unica cosa che destabilizza questa fantastica e affiatata coppia. Insieme sono perfetti, ma c’è questa spada di Damocle sempre pronta a portare via Ian, spedirlo dall’altra parte del mondo per intervenire in missioni molto pericolose.
Miro è allo stremo delle forze; vorrebbe il suo uomo a casa con lui, sul divano a guardare sport, o a portare a spasso il loro Chikie Baby – un non precisato incrocio misto di geni provenienti da cane, lupo, alaskan malamute, ecc – una palla di pelo di settanta più o meno chili, sempre pronto a difendere i suoi padroni.
Il fatto di soffrire così tanto la mancanza del compagno non rende meno uomini, anzi rende solo più umani e vivi:

“L’unico posto in cui non sei sostituibile, in cui nessun altro può prendere il tuo posto, è qui con me, a casa.”

Miro non si risparmia mai, né in amore né sul lavoro, e vedere che anche Ian fa lo stesso, li rende una coppia ancora più fenomenale:

Sapeva che poteva prendere finché non fosse rimasto più niente. Amavo fino in fondo; mi davo completamente, e quindi non tenevo niente per me. Ero fortunato che in questo lui mi assomigliasse.
“Profumi di pioggia e di sudore e hai gli occhi così scuri e i vestiti attaccati alle spalle e al petto. Gesù, Miro, non puoi… Devo restare qui e tenerti d’occhio, perché nessuno deve pensare di poter avere quello che ho io.”
Ero io. Ero io quello che lui aveva.

Come avrete notato è sempre Miro che fa da narratore, ma c’è tanto di Ian in questo libro, soprattutto c’è una fetta del suo passato che Miro non ha ancora avuto modo di conoscere, perché Ian l’ha tenuta ben nascosta. Ian finora ha nascosto a tutti il motivo per cui ha lasciato i vecchi compagni per entrare nei Berretti Verdi, ma ora il passato è tornando a perseguitarlo ed è venuto il momento di vuotare il sacco.
Come sempre aleggia la presenza del Dottor Hartley, ancora in fissa per Miro, ma non è l’unico pericolo per la coppia…
Un libro davvero carico di eventi, sia dal punto di vista affettivo che suspense, che segna una svolta nel rapporto tra i due una volta per tutte: Ian deve decidere se è più importante essere un soldato o essere l’uomo amato da Miro, mentre Miro deve lasciarsi alle spalle la paura di non essere abbastanza per Ian. Ormai non possono più fare a meno l’uno dell’altro, poco importa cosa esce dalla bocca di Miro quando è frustrato:

“Ti odio,” ammisi.
“Sì,” convenne con la voce rauca, perché lo sapeva. Doveva saperlo. “Ma non m’importa, perché mi ami di più.” Ed era vero.

Alcune scene sono al limite dello zuccheroso, ma va bene così! Ho adorato ogni singolo battibecco, riconciliazione, fuga rocambolesca, inseguimento e dichiarazione d’amore di Miro e Ian e davvero non ne ho mai abbastanza!
Se mai dovessi scegliere tra i due sarei davvero in difficoltà e mai un triangolo in questo caso mi parrebbe la soluzione migliore… ma, sfortunatamente per me, Ian e Miro sono troppo innamorati per fare spazio a qualcun altro!

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Gli omicidi del Mago” – Josh Lanyon

Josh Lanyon (3)

Titolo: Gli omicidi del Mago
Autore: Josh Lanyon
Serie: The Art of Murder #3
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Gap Generazionale
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Gli omicidi del Mago

SINOSSI

Nessun asso nella manica. A parte l’omicidio…

Jason West, agente speciale e stella della squadra Crimini artistici dell’FBI, si trova nel Wyoming a casa del capo dell’Unità analisi comportamentale Sam Kennedy, per riprendersi dopo essere stato investito da un’auto, quando gli viene chiesto di fare da consulente sul furto di una inestimabile collezione di poster vintage di magia.
Tuttavia, prima che Jason possa dire abracadabra, il proprietario della collezione viene trovato morto in un parco nazionale.
Quando il defunto si rivela essere Kubla Khanjurer, mago part-time assai odiato e accusato di aver svelato i segreti ben custoditi degli illusionisti professionisti, sembra evidente che si tratti di un semplice omicidio per vendetta. Finché Jason non si rende conto che una precedente morte sospetta avvenuta al Top Hat White Rabbit, club di magia alla moda, potrebbe fare parte di uno schema più ampio e sinistro.

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Sono passati poco più di due mesi dalla fine del secondo volume, e ritroviamo Jason West e Sam Kennedy ancora insieme, finalmente nello stesso Stato – addirittura nella stessa casa! – grazie a un corso di aggiornamento che Jason deve frequentare in Virginia, dove vive Sam.
Tuttavia, l’inaspettata vacanza sta per finire e Jason deve tornare a casa. La sera prima del ritorno a Los Angeles Sam rientra dal lavoro profondamente stressato, perciò il giovane West si propone per andare a comprare cibo cinese (il preferito del compagno) e di passare una tranquilla serata in casa.
Sarà proprio fuori dal ristorante, nel parcheggio, mentre sta tornando a recuperare la macchina, che Jason verrà aggredito da uno sconosciuto e finirà in ospedale.
Dopo diverse ore si risveglierà dolorante e malconcio e Sam gli proporrà di andare nel Wyoming a casa di mamma Kennedy, per due settimane di malattia. Jason non ne è entusiasta, ma alla fine cede alla prospettiva di passare del tempo col suo sfuggente ragazzo; così arrivano nella dependance del ranch di Ruby.
Peccato che quelle che dovevano essere due settimane di relax, si trasformino poi in un susseguirsi di eventi che, con una partenza banale, si faranno sempre più complicate. Soprattutto perché saranno coinvolti dei Maghi che, in quanto a illusioni, non sono secondi a nessuno…
Questo è l’inizio del terzo volume della serie, che sono stata molto felice di poter leggere a poca distanza dai precedenti.
Come sempre, l’indagine è ben strutturata e anche se è abbastanza facile intuire il colpevole se si segue attentamente la trama, la Lanyon lascia indizi ingannevoli qua e là, facendoci chiedere se la nostra intuizione sia corretta oppure no.
La cosa che più ho apprezzato di questo terzo volume, però, è lo spazio considerevole che l’autrice lascia alla parte più romantica della narrazione, e quindi alla coppia Sam/Jason.
Josh Lanyon non è famosa per dare grande spazio ai sentimenti, in quanto il suo stile narrativo si concentra più sulla parte gialla della storia, perciò ho apprezzato tanto questo nuovo aspetto e questa evoluzione, perché il rapporto tra Jason e Sam è complicato – sia per la situazione, sia perché hanno una storia a distanza, sia perché sono profondamente diversi caratterialmente, sia per il passato oscuro di Sam – ed è bello vederli confrontarsi senza dover per forza supporre qualsivoglia sentimento o situazione.
Ho sempre trovato questo aspetto un po’ una “pecca” di quest’autrice, e vedere che invece stavolta ha dato così ampio spazio ai sentimenti, mi ha convinta a dare quel mezzo punto in più.
In sostanza, ho apprezzato davvero questo terzo volume e non vedo l’ora di leggere i successivi per sapere come andrà avanti la storia di Sam e Jason, e se conosceremo di più il nostro serioso Kennedy, che è senza dubbio il personaggio che mi incuriosisce di più.

4.5


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Recensione “Gli omicidi di Monet” – Josh Lanyon

Josh Lanyon (4)

Titolo: Gli omicidi di Monet
Autore: Josh Lanyon
Serie: The Art of Murder #2
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,34€
Link all’acquisto: Gli omicidi di Monet

SINOSSI

L’ultima cosa che Jason West, giovane e ambizioso agente speciale dell’FBI della squadra Crimini Artistici, vuole – o desidera – è la relazione segreta e traballante che ha con il leggendario ma irascibile Sam Kennedy, capo dell’Unità di Analisi Comportamentale.
E sembra che anche Sam non sia elettrizzato all’idea.
Ma i sentimenti personali devono essere messi da parte quando Sam richiede l’aiuto di Jason per catturare un folle serial killer che ha preso di mira dei facoltosi e distinti collezionisti d’arte. Un assassino il cui biglietto da visita è una serie di grotteschi dipinti che raffigurano i delitti stessi.

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Avevamo lasciato Jason West e Sam Kennedy con la promessa di un appuntamento in “Gli omicidi della Sirena” e li ritroviamo otto mesi dopo senza aver avuto quell’appuntamento e una relazione unicamente telefonica in quanto gli impegni di Sam lo portano in giro per il paese e mai – sembrerebbe – a Los Angeles da Jason.
Perciò, quando durante una serata di gala della famiglia West, il giovane Jason viene convocato sulla scena di un efferato crimine, tutto si aspetta tranne che di trovarci il suo.. Ragazzo? Amante? Amico? Compagno di letto? Jason non è sicuro di cosa sia Sam per lui, ma sa che non si aspettava quell’accoglienza fredda e distaccata, nonostante la presenza di tutti gli altri poliziotti e agenti dell’FBI. Sarebbe stato così faticoso fare un sorriso?
Ma Jason scoprirà presto perché Sam Kennedy non gli ha sorriso e quanto può spezzarsi un cuore anche quando ci si illude che non si ha una vera connessione con l’altra persona…
In più, quello che sembrava un semplice caso di frode, si intreccia con l’indagine di omicidio che segue Sam, pertanto i due sono costretti ad avere a che fare l’uno con l’altro.
Riusciranno a risolvere le rispettive indagini mentre tenteranno di sbrogliare quello che hanno nel cuore?
Con queste premesse, prosegue la storia di Jason e Sam, narrata sempre dal punto di vista del giovane West, impedendoci di conoscere a pieno molte cose riguardo Kennedy, che a mio avviso è un vero peccato. Sarei molto curiosa di entrare nella testa di questo enigmatico agente federale, perché secondo me ha un bagaglio parecchio interessante! Ce ne viene dato un accenno in questo volume, ma c’è ancora molto da scoprire, a mio avviso.
Di sicuro, l’indagine è più complessa e articolata della precedente, anche se la sovrabbondanza di personaggi me l’ha resa meno gradevole di quella del serial killer di Kingsfield. Non che non sia ben strutturata o altro, ma ci sono davvero tanti dettagli da ricordare e a volte si fa fatica a collocare chi è chi e che ruolo ha nella storia.
Togliendo ciò, in questa serie pare che la storia d’amore rivesta un ruolo più importante rispetto a quella nella serie “Adrien English”, anche se al momento non ho ancora percepito tra Jason e Sam la profonda struggente chimica che si avverte invece tra Adrien e Jake. Tuttavia, pare che le basi siano state piantate, perciò confido che nel terzo volume ci sia qualche interessante sviluppo. Anche se, conoscendo la Lanyon, è probabile che ci sia qualche tranello in agguato… Non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserveranno ancora Sam e Jason!

4

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Recensione “Gli omicidi della Sirena” – Josh Lanyon

Josh Lanyon (3)

Titolo: Gli omicidi della Sirena
Autore: Josh Lanyon
Serie: The Art of Murder #1
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,58€
Link all’acquisto: Gli omicidi della Sirena

SINOSSI

L’agente speciale Jason West, distaccato dalla squadra Crimini artistici, viene mandato ad affiancare temporaneamente – e disgraziatamente – il leggendario Sam Kennedy quando si scopre che il caso più famoso di Kennedy, conclusosi con la cattura e la condanna di un serial killer conosciuto come il Cacciatore, potrebbe essere stato invece un fallimento disastroso.
Il Cacciatore è ancora là fuori… e gli omicidi sono ripresi.

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Quando l’agente speciale dell’FBI Jason West viene spedito a Kingsfield, nel Massachusetts, per affiancare – e in realtà controllare – il veterano Sam Kennedy, tutto si aspettava meno che di trovarsi davanti un uomo così profondamente antipatico e un caso così complesso e che richiama quelli del serial killer il Cacciatore di dieci anni prima che l’hanno visto coinvolto in prima persona in quanto era amico di una delle vittime.
Jason, abituato a rintracciare quadri e in generale opere d’arte preziose nella sezione di Crimini Artistici, non è abituato a indagare su un caso di omicidio, e per quanto l’esperienza di Kennedy sia di grande aiuto, Jason non ha intenzione di farsi mettere i piedi in testa e di fare la figura del burattino. Vuole aiutare a risolvere il caso e farà qualsiasi cosa in suo potere per riuscirci.
Lo capiamo pagina dopo pagina, essendo suo il punto di vista da cui viene narrato il libro, e sempre tramite i suoi occhi vediamo Sam Kennedy che avanza come un bulldozer facendo quel che vuole perché – sfortunatamente per tutti quelli che gli sono intorno – pare possedere la fastidiosa abitudine di avere sempre ragione.
Infatti, anche se all’apparenza può sembrare un uomo molto chiuso ed egocentrico, in realtà nasconde delle fragilità che non vedo l’ora di indagare nei prossimi volumi!
Kennedy è stato senza dubbio il mio personaggio preferito, anche se ancora non siamo riusciti a conoscerlo a pieno, al contrario del giovane Jason, di cui apprendiamo molte più cose; ma poco importa. Sam Kennedy è incredibilmente affascinante e so che mi regalerà grandi gioie e probabilmente diverse arrabbiature!
Plauso anche all’indagine, molto ben articolata e avvincente. Certo, ho azzeccato abbastanza presto chi era l’assassino, ma è stato comunque divertente rimanere col dubbio fino all’ultimo, essendo la Lanyon stata bravissima a lasciare indizi qua e là e a far sorgere domande al lettore.
Un ottimo volume primo che spero apra le porte a una serie che potrò amare.

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Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Interludio” – Tal Bauer

Tal Bauer

Titolo: Interludio
Autore: Tal Bauer
Serie: The Executive Office #1.5
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Suspance, Politico, Festività
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Interludio

SINOSSI

Prima che Ethan ritorni a Washington…
Prima che diventi il First Gentleman di Jack…
Ethan e Jack trascorrono il loro primo Natale insieme.
Un salto indietro a quel periodo festivo e ai primi passi incerti della loro relazione, mossi sotto i riflettori di tutto il mondo.

Tre mesi dopo il suo trasferimento forzato a Des Moines, Iowa, Ethan inizia a sentirsi schiacciato dalle pressioni dovute alla sua relazione con Jack, il Presidente degli Stati Uniti d’America. Le sue settimane sono scandite dai giorni passati a Des Moines, a indagare su crimini finanziari, e dai weekend che riesce a trascorrere con Jack nella capitale. I media seguono ogni sua mossa, i colleghi lo evitano e la solitudine lo fa stare male.
A Washington, Jack cerca di mettere in piedi un’alleanza globale per sconfiggere il Califfato, mentre il mondo sembra più interessato a distruggere la sua vita privata. L’ostilità lo circonda da ogni angolo del globo, ma un’offerta a sorpresa del presidente Sergey Puchkov pare gettare le timide basi per un’alleanza… e forse per un’amicizia.
Mentre Ethan si ritrova coinvolto in un’indagine che lo colpisce troppo nel profondo e Jack cerca di trovare un equilibrio tra il guidare il mondo libero e tenere viva la loro relazione, i due uomini dovranno affrontare il nuovo significato del loro legame, e dove ciò li porterà.

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Questo romanzo si colloca tra il primo e il secondo volume (rispettivamente “Nemici dello Stato” e “Il Nemico del mio Nemico”), e ripercorre il primo Natale di Jack ed Ethan alla Casa Bianca come coppia. Non ancora ufficiale – in quanto Ethan è esiliato a Des Moines, in Iowa, e per volere di entrambi stanno mantenendo un basso profilo e zero interazioni pubbliche – ma comunque sotto gli occhi di tutto il mondo.
È proprio questo scrutinio ossessivo della stampa a essere uno dei temi e una delle preoccupazioni di questi due uomini, che vorrebbero semplicemente amarsi senza dover giustificare ogni loro singola mossa o parola a qualcun altro. Purtroppo, però, volenti o nolenti sono uno il Presidente degli Stati Uniti D’America e l’altro l’ex Capo della Scorta Presidenziale dei Servizi Segreti, pertanto è impossibile che qualcuno non si accorga di loro o non abbia voglia di parlare della loro storia d’amore così scandalosa.
Entrambi se ne sentono schiacciati, e soprattutto Ethan soffre maggiormente la situazione. Da sempre è stato abituato a rimanere sullo sfondo, l’ombra dei Presidenti che ha servito, e ritrovarsi improvvisamente sotto i riflettori e inseguito dai giornalisti è una delle cose più spaventose che abbia mai dovuto affrontare. Ma per stare con Jack? Non ha dubbi che ne vale la pena, e che non importa quanto la cosa lo faccia uscire di senno: per l’amore della sua vita è disposto a qualsiasi cosa. Anche a rimanere confinato in Iowa per i successivi tre anni, vedendosi quando va bene per un giorno e mezzo a settimana, sentendosi su Skype ogni sera e tramite telefono. Anche a sentirsi insicuro a causa della distanza, pieno di domande su quanto ancora durerà, su quando Jack una mattina si sveglierà e capirà che Ethan non vale la pena di sopportare tutta quella schifezza e le malelingue che sembrano trovare sempre la frase giusta per colpire nel segno.
Quello che Ethan non sa, però, è che Jack ha le sue stesse paure. Oltre a dover governare il mondo e cercare di ricostruire il suo fragile legame col Presidente della Federazione Russa Sergey Puchkov (che, fatemelo dire, non appena è entrato in scena e ha detto: «Signor Presidente!» a me è venuto da sorridere, perché io amo quest’uomo!), si domanda quanto a lungo Ethan sarà disposto a sopportare tutta quella pressione prima di dare di matto e dire basta.

Paure senza nome e senza volto alla luce del giorno ora mormoravano attraverso la linea telefonica, con quasi mezzo continente tra loro. Risposte che Ethan aveva bisogno di sentire più di quanto volesse ammettere.

Solo stare insieme, in quei brevi weekend che riescono a ritagliarsi, li fa tornare sicuri e con i piedi per terra. Gli ricordano che il loro amore è più forte di tutta la pressione mediatica del mondo, di tutte le aspettative di quest’ultimo, di tutto quello che la gente pensa sia giusto o sbagliato, di tutte le cattiverie, dei Capi di Stato che deridono Jack per essere finito ad amare un uomo o dei colleghi che trattano Ethan come un disertore della Patria evitandolo come la peste. Tutte queste cose non contano di fronte all’intensità del loro sentimento, e credetemi quando vi dico che traspare da ogni parola che si dicono, da ogni messaggio che si mandano, da ogni sguardo che si scambiano.
È stato emozionante vedere descritte scene che negli altri libri vengono solo accennate (come il primo ballo finito su tutti i giornali) e questa novella Natalizia ci regala non solo uno scenario più ampio su molte scelte e decisioni e azioni di questi due ragazzi, ma ci tiene anche avvinti con l’indagine che Ethan porta avanti in Iowa e che non prevarica il resto della trama, ma che comunque contribuisce a dare quella frizzantezza a cui l’autore ci ha abituate e che contribuisce a rimanere sul filo del rasoio per tutto il tempo.
L’ho già detto e ripetuto e probabilmente non potrete più starmi a sentire, ma io amo questi ragazzi. Li adoro sul serio. Tal Bauer potrebbe anche descrivermi Jack ed Ethan che disquisiscono per cinquanta pagine se comprare pollo o tacchino al supermercato, e io avrei gli occhi a cuoricino lo stesso.
Aspettavo questa novella da mesi e sono stata immensamente felice di poterla leggere e assaporare, con la speranza che venga portata in Italia anche la serie dedicata a Sergey e Sasha perché, come detto, amo Sergey e la sua irriverenza e so che anche la controparte surra sarà in grado di regalare una meravigliosa storia d’amore al pari di quella dei nostri beniamini americani!

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Quando non ci credi più” – C. K. Harp

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Titolo: Quando non ci credi più
Autore: C. K. Harp
Genere: Contemporaneo, Paranormal, Poliziesco, Festività
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Quando non ci credi più

SINOSSI

Glen vede le anime di chi non c’è più. Le vede da quando gli hanno sparato ed è stato a un paso dalla morte. Glen ha perso tutto, ogni cosa. Anche Kyle. Ah, no, Kyle lo aveva già perso prima. Perché è uno stronzo. Lo è sempre stato. E questa nuova vita gli va stretta, fantasmi compresi. Ma il Natale è alle porte e si sa, le vie che il destino ci fa percorrere a volte sono tortuose, inquietanti e… dai risvolti imprevedibili. Come quel ragazzino che si è appena affacciato sulla vita di Glen.

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Un anno prima, Glen ha subito un gravissimo incidente. Gli hanno sparato e da quel momento riesce a vedere e a parlare con i morti.
Dopo aver capito di non essere lì lì per impazzire e uscire definitivamente di testa, ha accettato la cosa e ha stravolto la sua vita anche a causa delle conseguenza dei danni fisici riportati che lo hanno visto costretto a rivedere i suoi piani per il futuro. Perciò, dopo aver detto addio ai suoi sogni e alla vita che pensava di poter vivere, ha tradito e abbandonato il suo amore, Kyle, e se n’è andato per sempre, cercando di rifarsi una vita da qualche altra parte e di dimenticare l’altro uomo.
La vita, però, non va mai secondo i piani…
Ci penseranno il fantasma di un bambino e un quadrifoglio rosso e verde a far incontrare di nuovo Glen e Kyle e a rimescolare le carte in tavola…

Stacco il ricevitore dall’orecchio e osservo il display.
Mi chiedo perché abbia tenuto il suo numero di telefono… Mh, forse lo so senza bisogno di sforzarmi troppo: ho voluto conservare un pezzo, seppur inconsistente, di lui.

Quando non ci credi più” di C. K. Harp è una racconto di poche decine di pagine regalato ai lettori dalla Triskell Edizioi (e dall’autrice stessa, ovviamente) per il Natale scorso e il loro tradizionale Calendario Dell’Avvento.
La storia è articolata anche se sono poche pagine, e sicuramente mi sarebbe piaciuto vederla maggiormente ampliata e “spalmata” su un libro vero e proprio. Glen e Kyle sono due personaggi interessanti, ma soprattutto Kyle lo conosciamo molto marginalmente.
C’è parecchio materiale che forse meritava un approfondimento maggiore, ma nell’insieme l’ho trovata comunque una lettura piacevole e scorrevole, con quel pizzico di cinico realismo che caratterizza i libri di questa talentuosa autrice.

4

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Recensione “Un brivido nelle ossa” – Jane Seville

 

Jane Seville

Titolo: Un brivido nelle ossa
Autore: Jane Seville
Serie: Zero at the Bone #1
Genere: Poliziesco, Suspance
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 6,99€
Link all’acquisto: Un brivido nelle ossa

SINOSSI

Dopo aver assistito a un delitto di mafia, il chirurgo Jack Francisco viene messo in custodia protettiva per tenerlo al sicuro fino al giorno in cui testimonierà.
Un killer, conosciuto solo come D, viene ricattato e obbligato a uccidere Jack, ma quando lo trova, la sua seppur stanca coscienza non gli permette di uccidere un uomo innocente.
I due trovano un improbabile alleato l’uno nell’altro, e ben presto si vedono costretti a dover scappare dai nemici che li attendono nell’ombra. Obbligati a collaborare per sopravvivere, sviluppano un legame che si tramuta in una passione inaspettata. Jack vede l’anima ferita dietro la freddezza distaccata di D, e D trova in Jack la persona che può aiutarlo a tornare l’uomo che era una volta.
Mentre il giorno del processo si avvicina, Jack e D non solo si ritrovano a lottare per le loro vite… ma anche per il loro futuro. Un futuro insieme.

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Jack Francisco è un uomo buono, un chirurgo maxillofacciale competente, uno dei migliori. Preparato, determinato, carismatico e con una grande empatia per il prossimo, si ritrova nel giro di un attimo a vedere sconvolta la sua intera esistenza. Un giorno mentre torna dal lavoro assiste ad un omicidio di una donna che deve testimoniare in un processo ad un boss della droga e da quel momento decide che non può fare finta di nulla e accetta di testimoniare in tribunale, finendo nel programma di protezione dei testimoni.
D è un sicario mandato con il ricatto ad uccidere Jack, ma quanto si trova faccia a faccia con il suo bersaglio, qualcosa nella sua coscienza gli impedisce di portare a termine il suo incarico, così decide di darsi alla fuga proprio con l’uomo che doveva uccidere. La situazione si complica perché chi ha chiesto i servizi di D, non accetta una rinuncia e meno che mai una fuga. Jack e D passano giorni che diventano settimane, in fuga da chi li vuole morti, perché a quel punto anche D è diventato un bersaglio e c’è sempre un altro sicario pronto ad accettare l’incarico. Passare così tanto tempo insieme porta i due fuggiaschi a legarsi in un modo che non avrebbero mai pensato possibile.

L’uomo non lo guardava. Camminava, e quelle lenti scure e assenti si muovevano avanti e indietro come l’insensibile occhio di una videocamera di sicurezza. Il cervello di Jack fece una connessione casuale e si ritrovò a pensare a 2001: Odissea nello spazio. «Apri la saracinesca esterna, HAL.» Quello era ciò che lo sguardo invisibile dell’uomo gli ricordava. Lo sguardo da ciclope di HAL, che tutto vede. «Mi dispiace, David, purtroppo non posso farlo.»

Jack è un uomo molto piacente con folti capelli castani e occhi azzurri, un bel fisico. Un uomo espansivo e con un caratterino non proprio docile, che vive con orgoglio la sua omosessualità, non si nasconde davanti a nessuno e non rifiuta i sentimenti che piano piano lo portano a legarsi a D, forse sin troppo. Il passato di D è un grosso limite per lui, ma quando capisce le motivazioni dietro all’assasino, le ultime barriere crollano e fa di tutto per trovare un modo per stare con lui.
D è un uomo difficile, ha un carattere burbero, sembra che nulla lo scalfisca, ma è solo un sistema di protezione che ha assunto per non soffrire mai più. Da dieci anni non ha una relazione, aveva una moglie e una figlia e da quando sono morte è diventato un altro uomo, uno che non è neanche degno di avere un nome proprio, uno che non sa più come comportarsi davanti a complimenti o manifestazioni di affetto come quelle che gli rivolge Jack. Non è mai stato con un uomo e agli inizi rifiuta qualsiasi coinvolgimento con lui, lo tiene a distanza per quanto possibile, ma alla fine si arrende. E’ un uomo che non sa come dimostrare affetto e fa una fatica incredibile a fidarsi di chiunque altro a parte un misterioso signor X, qualcuno che non conosce di persona ma che da anni lo segue a distanza e l’ha aiutato più volte a cavarsela. Dare fiducia  e legarsi a qualcuno così vicino è per D un grosso limite, teme di non essere più in grado di fare il suo lavoro e di proteggere Jack da chiunque li voglia morti e non vuole che Jack arrivi al suo cuore perché teme di che non sarà mai abbastanza per un uomo buono come lui e il pensiero che Jack potrebbe stancarsi e lasciarlo porta D a voler separare le loro strade.

Jack sospirò. «Non lo so. Non so cosa ci sia di sbagliato in me. Stavo bene, davvero. Avevo la mia vita tutta in ordine… be’ più o meno, fino a che…» La sua voce si smorzò. D sollevò lo sguardo e incontrò i suoi occhi. «Le sensazioni vanno in blocco, D. Ne lasci libera una e vogliono tornare tutte insieme.»

L’autrice è stata bravissima a descrivere la loro nascente relazione, la dolcezza di Jack che piano piano scalfisce un po’ il muro di D, l’attrazione che provano uno per l’altro e che scaturisce in un primo rapporto forse un po’ rude rispetto a tante narrazioni, ma così vero che non da affatto fastidio. Ma è un libro corposo di quasi 500 pagine e non fate l’errore di lasciarlo da parte perché pensate che sarà solo una descrizione di quante volte lo fanno e come, la trama gialla è una parte importante, scoprire lentamente tutti i segreti che Jack nasconde e tutto l’intreccio che ne consegue, i colpi di scena, l’aggiunta di personaggi secondari che non citerò per non fare spoiler inopportuni, tutto ha il giusto spazio all’interno nel libro.

D parlò nuovamente, interrompendolo. «Non posso pensare ad altro che a ora, perché oggi ti ho qui e non riesco a pensare a quando non sarà così.» Stava scuotendo la testa. «Nessuno mi conosce a parte te, Jack,» disse con un sussurro roco. «Non ero nessuno prima di conoscere te, e dopo che te ne sarai andato sarò di nuovo nessuno.»

Devo ammettere che io avevo presto intuito chi muoveva davvero i fili ma ad esempio ero lontana anni luce dal movente e dal resto dell’intreccio. Il modo in cui l’autrice ci racconta storia e riesce ad inserire una relazione tra due persone che non potrebbero essere più diverse, spionaggio, azione e tanti colpi di scena, senza tempi morti e senza snaturare i personaggi è davvero lodevole. Ho apprezzato molto che abbia scelto il punto di vista alternato dei due protagonisti, perché D soprattutto, è un vero mistero su quello che pensa e prova ed è importante che il lettore entri anche e soprattutto nella sua testa.
Se state cercando un bel libro non recentissimo, con tanta azione, bei twist piazzati nei punti giusti e perché no un po’ anche un po’ d’amore, vi suggerisco di recuperarlo subito. Per me merita il massimo dei voti nonostante gli ultimi capitoli siano inutili perché presentano personaggi nuovi e un caso raccapricciante di cui avrei fatto a meno sapendo che l’autrice dal 2009 non ha mai dato vita ad un seguito.

4.5