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Recensione in anteprima “Una casa a cui tornare” – B. A. Tortuga

Titolo: Una casa a cui tornare
Autore: B. A. Tortuga
Genere: Contemporaneo, Cowboy
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,19€
Link all’acquisto: Una casa a cui tornare

SINOSSI

Stetson Major e Curtis Traynor non potrebbero essere più diversi: Stetson è un ranchero legato alla terra e vive a Taos, nel New Mexico; Curtis è un cowboy da rodeo con il bisogno di viaggiare e il terrore di rimanere legato a un unico posto.
Stetson accudisce la madre Betty, che sta morendo di Alzheimer e non ricorda più che i due si sono lasciati da anni. La mancanza di Curtis la fa soffrire, così lui sotterra l’orgoglio e chiama il suo ex.
Curtis non ha mai dimenticato Stetson: è l’amore della sua vita, l’uomo che si è lasciato scappare. Quando riceve la sua telefonata, è felice di poter aiutare Miz Betty, che gli ha sempre mostrato affetto. Il ritorno al ranch risveglia in lui emozioni sepolte ma mai dimenticate, se non fosse che le finali del rodeo sono dietro l’angolo e Curtis deve andarsene di nuovo, anche se vorrebbe tanto restare, soprattutto per sostenere Stetson in quel momento difficile.
I due cowboy sono alla ricerca di un posto in cui essere se stessi e non desiderano altro che essere presenti l’uno per l’altro. Ma la famiglia, il denaro e il richiamo del rodeo potrebbero porre fine alla loro seconda occasione.

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Per quanti uomini avesse cercato di amare, solo lui era stato capace di ridurlo in cenere.

Stetson Major sta affrontando un periodo difficile: sua madre è gravemente malata di Alzheimer e il ranch che appartiene alla sua famiglia da generazioni sta andando alla rovina. Cerca di barcamenarsi come può, ma dopo tre anni di calvario è stanco e non riesce più a dire a sua madre la verità su lui e Curtis. Infatti, a causa della malattia, Miz Betty non ricorda che si sono lasciati otto anni prima, e continua a domandare quand’è che Curtis la andrà a trovare.
Preso dallo sconforto e dalla disperazione di realizzare uno degli ultimi desideri della madre, Stetson ingoia l’orgoglio e chiama l’ex amante, per cui non ha mai smesso di provare certi sentimenti.
Quando spiega la situazione a Curtis, questi è subito disponibile a presentarsi al capezzale della donna, lasciando in sospeso per qualche giorno la sua vita da cowboy.
Curtis Traynor, infatti, ha abbandonato Stetson anni prima perché voleva inseguire il suo sogno di diventare il numero uno nel circuito dei rodei. Aveva chiesto a Stetson di accompagnarlo, ma l’altro ha piedi troppo radicati nel terreno del suo ranch, e non è mai andato con lui. Volevano vite diverse, ma questo non vuol dire che non si amassero più.
Perciò quando Stetson chiama, Curtis parte di volata e non appena rivede Stetson, sente che quelli che credeva dimenticati, sono sentimenti al contrario molto potenti e attuali.
Tuttavia, la situazione è triste ed entrambi devono concentrarsi su Miz Betty. Inoltre, entrambi torneranno alle loro vite non appena la donna sarà accontentata, perciò perché crucciarsi per questa cosa?
Ma sarà davvero così? Riusciranno a dirsi addio un’altra volta?

“Mi mancavi. Ma avevo paura di chiamare. E se mi avessi dimenticato?”
“Porterò il ricordo di te nella tomba. Non esiste nessun altro al mondo che sia fatto per me quanto lo sei tu.”

Avevo già letto alcuni libri di B. A. Tortuga, e per quanto mi fossero piaciuti, c’era sempre qualcosa che non mi convinceva. Perciò, quando ho cominciato “Una casa a cui tornare” sapevo che avrei trovato un libro piacevole, ma non mi aspettavo mi piacesse tanto!
Anche se la storia è piuttosto semplice, non è affrettata e non c’è un minestrone di elementi che rendono snervante (almeno per me) una lettura. Si affronta passo passo tutti i problemi, dando il giusto spazio a ognuno, anche se magari mi sarebbe piaciuto saperne di più sul loro “prima”, magari con dei flashback o una discussione proprio incentrata sull’argomento.
Anche Curtis e Stetson mi sono piaciuti, nella loro ruvidezza e nelle loro fragilità, rendendoli due personaggi sfaccettati e piacevoli. Hanno avuto entrambi il giusto spazio, e non ho potuto che apprezzare la cosa.

“Credo che questo, tu qui con me, noi insieme, sia stato il suo ultimo regalo per me.”

Un libro sulle seconde possibilità e sulle strade che il Vero Amore fa per tornare a casa.

“Sei il miglior cowboy del mondo.”
“Già, e tu sei quello che mi ha dato una casa a cui tornare.”

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La copia ARC è stata fornica dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Cuore di cowboy” – Jodi Payne & B. A. Tortuga

o-cuore-di-cowboyTitolo: Cuore di cowboy
Autore: Jodi Payne & B. A. Tortuga
Genere: Contemporaneo, Cowboy
Casa Editrice: Dreamspinnerpress
Prezzo: €6.12
Link all’acquisto: Cuore di cowboy

SINOSSI

Colby McBride è un cowboy operaio che sbarca il lunario facendo il piastrellista in Colorado. Solitario per scelta, gli piace il lavoro manuale e trova la pace campeggiando in montagna. Gordon James è il proprietario di ben due ristoranti di successo in centro a Boulder. È un uomo sofisticato dedito solo al lavoro e agli affari ed è abituato a ottenere sempre ciò che desidera.
I due sono buoni amici, ma presto Colby si rende conto di essere innamorato di Gordon e decide che è arrivato il momento di mostrargli quanto può essere incandescente la sua compagnia. Stanno ancora esplorando la loro relazione quando, in seguito al suicidio della sorella, Gordon deve assumere il ruolo di tutore legale della nipotina di cinque anni.
Colby, che viene da una famiglia numerosa, vuole dare una mano a Gordon con la bambina, anche per dimostrargli il proprio valore. Nessuno dei due è tuttavia pronto a gestire un cambiamento così improvviso nelle loro vite piene di impegni e nemmeno ad affrontare le complicazioni portate nella loro relazione dall’avere a che fare con la piccola Olivia.
Si dice che gli opposti si attraggano, ma possono due uomini così diversi lavorare insieme per unire le loro esistenze e formare una famiglia stabile, seppur inusuale?

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Colby McBride è un cowboy texano che fa il piastrellista. Un uomo semplice, genuino, a cui piace la montagna e sogna una famiglia come quella che hanno avuto i suoi genitori: con cinque o sei pargoli. È felice della sua vita, anche se i motivi che lo hanno portato lontano dai suoi parenti hanno lasciato il segno, e tuttavia sembra migliorare quando Gordon comincia a fare parte della sua quotidianità.
Gordon James è proprietario di due ristoranti, che considera alla stregua di figli, e vive per il suo lavoro. È felice della vita che ha, perché non ha mai pensato di potersi fare una famiglia, quindi si dedica ventiquattro ore su ventiquattro al Delmara e al Gaia, concedendosi avventure di una notte o, con l’arrivo di Colby, un amico con benefici.
Tutto però viene lanciato fuori dalla finestra quando Gordon riceve la telefonata di un avvocato di Boston che lo informa che sua sorella Emma si è suicidata, lasciando così la figlioletta di cinque anni, Olivia, a lui. Gordon aveva accettato di essere il suo tutore legale solo perché era convinto che non avrebbe mai dovuto ricoprire il ruolo di genitore. Cosa combinerà adesso con una bimba a cui badare? Lui non sa niente di bambini, ed è decisamente in preda al panico quando porta Olivia con sé.

Olivia gli si appoggiò contro e posò la testolina sul suo braccio. “Sai davvero fare le magie?”
“Un pochino. Tutti i cowboy sono magici.”

Per fortuna, però, c’è Colby, che avendo cinque sorelle e un mare di nipotini, coi bambini ci sa proprio fare. Oltretutto, Olivia si affeziona subito al suo “cowboy magico” e iniziano così una sorta di convivenza in cui Colby lo aiuta giorno e notte con Liv, si mettono d’accordo per chi la deve andare a prendere, su cosa mangiare per cena eccetera. In poche parole, si comportano come una vera e propria famiglia. Ma Gordy sarà pronto a un cambiamento del genere? Non solo la bambina, ma anche un uomo? E Colby riuscirà a scrollarsi di dosso la sensazione che Gordon stia con lui un po’ per piacere e un po’ per necessità circa il prendersi cura della bambina?
Olivia, per conto suo, è una bimba ben educata, allegra e con una passione sfegatata per il suo canguro di peluche Jessica. Nonostante la perdita della mamma, e nonostante ci pensi e faccia a volte delle domande, è comunque una bambina vivace che non crea nessun problema nell’adattamento nella sua nuova realtà. Forse, al posto delle autrici, avrei creato qualche momento di tensione in più, perché la bambina ha comunque cinque anni e capisce perfettamente che la sua mamma è morta. È filato tutto un po’ troppo liscio sotto questo aspetto, ma nel complesso mi è comunque piaciuto come hanno gestito il tutto.

Gordy si chinò a baciarlo con dolcezza. “Io ho… ho in mente quello che voglio. Ma tu dimmi cosa vuoi, Colby.”
“Voglio stare con te. Voglio che siamo entrambi felici. È una cosa sciocca?”
“No. È quello che voglio anche io. E non è affatto sciocco. Solo che non è semplice. O forse… è semplice, solo che non è facile. Mi fa paura pensare a tutto quello che voglio, perché non l’ho mai voluto prima d’ora. Mai.”

Ho trovato che questa storia sia davvero ben costruita e i personaggi sono rimasti fedeli al loro modo di pensare, faticando e arrancando per trovare un equilibrio, ma riuscendoci piano piano. Ho apprezzato che non ci fosse un cambiamento repentino tra Colby e Gordon, perché non sarebbe stato credibile.
Ho apprezzato soprattutto Colby e il suo buon cuore, mentre Gordon ho faticato in alcuni passaggi a capirlo e a non arrabbiarmi. Riflettendoci a mente fredda, però, comprendo che per l’uomo ci siano un mucchio di novità non previste nella sua vita, e che l’adattamento non è semplice né immediato. Per fortuna poi riesce a capire e a rimediare ai suoi momenti di tentennamento iniziale.
Nel complesso l’ho trovato un libro molto bello, una lettura piacevole, una storia semplice ma “quotidiana” che non ha grandi drammi ma che affronta un tema delicato come quello del ricercare i compromessi in una coppia e gestire gli impegni che una vita lavorativa e familiare insieme rendono opprimenti. Il filo cardine del libro è il concetto di “famiglia”, che può non essere tradizionale, magari capitata per caso tra capo e collo (per Gordy), o un dono del cielo (per Colby), o dopo un evento doloroso (per Liv), ma comunque una famiglia a tutti gli effetti.
Per concludere, consiglio assolutamente la lettura di questo libro, perché l’ho trovato davvero molto bello, con personaggi a cui ci si affeziona e una storia dolce e tenera che non potrà che rubarvi il cuore.

DANONPERDERE

 

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Recensione in anteprima “L’inverno del Texas” – R. J. Scott

coverTitolo: L’inverno del Texas
Autore: R. J. Scott
Serie: Texas #2
Genere: Contemporaneo, Cowboy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: €3,99
Link all’acquisto: L’inverno del Texas

SINOSSI

Il passato di Riley torna a dargli la caccia, sia professionalmente sia nella vita privata.
La morte del fratello si è lasciata dietro ben più degli odiosi ricordi con cui Riley dovrà fare i conti. Quando entra in gioco l’FBI, tutto d’un tratto il giovane rischia di perdere qualcosa di molto più prezioso del suo buon nome.
Jack è sempre al suo fianco, ma per quanto ancora riuscirà a essere comprensivo?
Specialmente quando, durante una luna di miele troppo a lungo rimandata, Riley scopre di avere una figlia di otto anni di cui non conosceva neanche l’esistenza…

recensionelady

Questo secondo capitolo della serie Texas è incentrato quasi per intero sul personaggio di Riley e sulla continua crescita della sua intesa con Jack.
La loro relazione era cominciata nel modo meno convenzionale possibile, ve lo ricordate, no? Tutto era partito con un ricatto da parte di Riley nei confronti di Jake, ma presto, l’attrazione che provavano l’uno per l’altro li aveva fatti avvicinare talmente tanto che il matrimonio fittizio che avevano contratto era diventato un vero e proprio matrimonio d’amore.
Una coppia di giovani uomini, belli e benestanti, che vivono in un ranch in Texas, dove Riley si occupa degli affari di famiglia e di nuove indagini petrolifere, mentre Jake alleva i suoi adorati cavalli.
Ora che l’ascia di guerra è stata sepolta, i due hanno davanti un radioso futuro, forse…
Purtroppo la tragedia che si era consumata nel libro precedente ha lasciato degli strascichi pericolosi che ancora devono concludersi, mettendo Riley in una condizione precaria. Il ragazzo ha paura di confessare al marito cosa sta agitando e disturbando il suo sonno. Riley ha il terrore che Jake lo abbandoni una volta saputa la verità:

“Che suo marito fosse in grado di descrivere a parole il suo stato d’animo era un problema a parte. Riley Campbell-Hayes era un maestro nell’arte del non detto, dell’interiorizzare ogni cosa… Jack aveva un modo tutto suo di smussare i bruschi picchi e le ricadute nelle emozioni di Riley, di tranquillizzarlo con la sua paziente disciplina.”

Riley è cresciuto in un ambiente freddo, distaccato, in una famiglia disfunzionale; certo non gli mancava nulla dal punto di vista materiale, ma come si dice “I soldi non fanno la felicità”, e lui non è ancora del tutto a suo agio a muoversi tra le pareti domestiche della casa di Jake. Jake è la sua ancora, il suo punto fermo; l’unico posto sicuro per Riley sono le forti braccia del suo cowboy rude e tutto d’un pezzo. Riley mi ha fatto davvero tenerezza:

“Un metro e novanta di muscoli necessitava del suo supporto e Jack sarebbe rimasto al suo fianco finché ne avesse avuto bisogno. Chissà se almeno uno di loro sarebbe riuscito a dormire, ma se non altro erano insieme.”

Jack mi era piaciuto già nel primo libro, ma mi era sembrato persono troppo perfetto, troppo onesto, qui invece l’ho visto più sanguigno, pronto a fare a pugni e a imbracciare un fucile per mettere al sicuro Riley, ma anche per proteggere sua madre. Oddio, in questo ultimo caso ha preso davvero una cantonata clamorosa! La madre non corre nessun rischio, è Jake che è troppo protettivo!
Le scene di gelosia nei confronti della madre sono davvero divertenti, ma Jack è così, per lui è tutto bianco o nero e lui si getterebbe nel fuoco per chi ama.
Il rapporto tra Jack e Riley è ancora fragile e l’arrivo in una piccola orfanella di otto anni potrebbe distruggerlo per sempre, oppure farlo diventare indissolubile.
Offtopic: Devo dire che comincio ad apprezzare la presenza di orfanelle nei libri… che mi sia rammollita nell’invecchiare?! Vabbè, torniamo al libro.
Riley deve cominciare a fidarsi davvero del marito, perché Jack non è uno che scappa; ormai dovrebbe saperlo, ma la mente umana sembra fatta apposta per creare dubbi e paure infondate.
Un altro tassello del passato turbolento e sciupafemmine di Riley torna a bussare alla porta. Una commovente lettera giunta da lontano ci fa capire ancora una volta quanto Riley sia cresciuto e maturato, ma sopratutto di quanto abbia reso fiero chiunque lo conosca:

“Non so come sei oggi, né che tipo d’uomo sei davvero diventato. Non ci crederai, ma ti amavo…ed è questo ciò che conta, almeno credo. Ho letto un articolo su qualcuno che stava lanciando un’esplorazione petrolifera etica, e ho capito che quello è il mio Riley, quello che vedevo quando pensavi che non riuscissi a guardarti dentro.”

Visto che brava, quasi non vi ho fatto spoiler!
Un libro davvero molto carino, una serie corposa, composta da ben nove libri e sono davvero tanto curiosa di vedere fin dove arriveranno le avventure di Jake e Riley.

emozionante

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Dietro le quinte con… Autumn Saper

Oggi è venuta a trovarci un’autrice molto amata dal pubblico: Autumn Saper. Non solo si distingue per la sua disponibilità, cordialità e sensibilità, ma anche perchè ha all’attivo moltissime pubblicazioni sia con CE che con Wattpad. Perciò non ci resta altro che metterci comodi e seguirla in questo speciale dietro le quinte!

#enjoy!

UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

Autumn Saper - LogoVisto che sta per uscire “Paradiso amaro”, penso che raccontare un aneddoto dedicato a questo romanzo sia l’idea migliore.
Partiamo col dire che i personaggi (quattro su cinque, per lo meno) provengono dal primissimo racconto che ho pubblicato (in Self Publisher nel 2016 e col gruppo FacebookIl mondo degli M/M”), “Ventuno ottobre”, nella raccolta “World of M/M”. In quel frangente, noi autori avevamo un massimo di dieci pagine a disposizione per narrare la storia che avevamo in mente. Le ho sfruttate tutte, fino all’ultimo carattere, ma ho salutato quei ragazzi con la sensazione di non aver raccontato fino in fondo la loro storia. Tuttavia non sapevo bene cosa dovevo ancora dire, perciò l’ho lasciata lì a sedimentare nel fondo del mio cervello, aspettando l’idea giusta.
Suddetta idea è arrivata circa un anno dopo, successivamente a una telefonata di mia madre che mi ha lasciata nello sconforto. Dopo un giorno a piangere e due a mangiare cioccolata, con ancora il cucchiaino in bocca, ho sentito impellente il bisogno di aprire Word e mettermi a scrivere. Non avevo razionalmente collegato le parole che mi fluivano dalle dita con i personaggi di “Ventuno ottobre”, ma in circa due pomeriggi è stato scritto il romanzo di “Paradiso amaro”. Finalmente i miei ragazzi avevano la storia che stavano aspettando.
Forse lo stimolo giusto me l’ha dato la grande amarezza che sentivo e il dolore sordo che mi chiudeva il petto per la telefonata ricevuta, non lo so. Fatto sta che le parole sono fluite fuori tutte insieme e quel senso di incompletezza che provavo quando pensavo a loro, è sparito.
Sono molto legata a questo romanzo. Sentimentalmente parlando, è probabilmente quello a cui sono più legata in assoluto, anche se dopo di questo ne ho scritti altri tre (due dei quali sono i seguiti di “Numero sconosciuto”, e tutti e tre usciranno sempre per Triskell Edizioni tra il 2019 e il 2021). Ogni volta che rileggo alcune frasi, so che c’è un pezzo di me lì dentro. So che quel dolore, per quanto il mio fosse per altri motivi, rispecchia quello che avevo nel cuore all’epoca. Magari è un’esagerazione della mia mente, che collega le parole scritte con quello che provavo in quei giorni, ricordandomi la tristezza provata, non sono sicura. Quel che so è che spero che le persone capiscano i miei personaggi, le loro decisioni e soprattutto la mia scelta quando giungeranno alla fine. Spero capiscano quanto questo romanzo parli di Amore Vero e che lasci anche dentro di loro quel conforto malinconico che provo io ogni volta che ci penso.

DUE CHIACCHIERE CON AUTUMN

Sei nata come autrice su Wattpad. Cosa ti ha spinto a provare subito la strada della CE senza passare per il Self?
In realtà è stato un caso. Quando decisi di mandare “Numero sconosciuto” in valutazione alla Triskell Edizioni, non conoscevo ancora molto bene il mondo dei libri MM. Come hai giustamente detto tu, prima scrivevo solo racconti gratuiti su Wattpad, perciò non mi ero mai presa la briga di informarmi su come funzionava o su quante possibilità ci fossero. Sono stata semplicemente fortunata di trovare al primo colpo una CE che non solo mi ha dato un’occasione, ma che si è sempre dimostrata corretta e precisa nei miei confronti. Anche se il mondo del Self è per certi versi affascinante, l’idea di dover essere io stessa a occuparmi della promozione, contattare blog eccetera, mi frena, perché sono molto pigra e non ho la costanza di stare dietro a tutte queste cose. Tuttavia, mai dire mai nella vita. Per ora non è in programma, ma non si può mai sapere cosa mi inventerò domani!

La tua produzione è davvero notevole: pubblichi moltissimi racconti e partecipi a tante antologie. Dove trovi l’ispirazione per le tue storie?
Scrivere racconti è piuttosto semplice, per me. Non lo dico per vantarmi, ma semplicemente perché concentrarmi su una decina di pagine è una cosa a cui sono allenata. Scrivo racconti da che ho memoria, quindi mi riesce molto più semplice che avere la costanza di dover completare un intero romanzo. Quando trovo un bando per un’antologia o qualcosa del genere, mi appunto la data di scadenza e il tema, poi aspetto. So che prima o poi mi verrà un’idea. A volte le idee vengono da vicende vissute da persone che conosco personalmente (come per “Lo Speed-Date” che si trova su Wattpad), altre volte da immagini, o semplicemente da situazioni che ho vissuto, altre ancora è il tema stesso a ispirarmi una storia. Dipende da tema a tema.

Prediligi scrivere storie MF o storie MM? Quali di queste ti dà più soddisfazione?
Diciamo che la mia produzione ha un numero maggiore di storie MM, rispetto a quelle MF. Questo perché non mi piacciono troppo le smancerie e le mille pare di una donna, quindi tendo a non avere molta simpatia per i personaggi femminili dei romanzi MF. Ci sono chiaramente delle eccezioni, ma sono poche. Inoltre, quando penso a una storia, tendo a immaginare dall’inizio due uomini, quindi è così che viene poi scritta. Tuttavia non disdico nemmeno scrivere racconti dove i protagonisti sono un uomo e una donna, perché ci sono alcune situazioni dove due uomini sarebbero inadatti o uno dei due risulterebbe troppo femminile. Anche in questo caso, dipende dalla storia, anche se ho una predilezione per i racconti MM. Di sicuro, al momento non ho mai scritto un romanzo MF.

5132uqeyfklIn quali progetti ti vedremo impegnata nel 2019?
L’unica cosa che so con certezza è che uscirà nella prima metà dell’anno il seguito di “Numero sconosciuto”: “Rincorrendo la felicità”, che è la storia di Chester e Patrick. Non so ancora la data precisa né altro, ma so che uscirà l’anno prossimo. Per il resto… Si vedrà. Ho un racconto pronto, “Come in un sogno”, per il solstizio di primavera, ma vedremo poi se ne scriverò altri o se uscirà qualche bando per qualche antologia. Sono molto imprevedibile quando scrivo, quindi non faccio mai grandi piani.

Raccontaci Autumn in cinque parole!
Ironica, introversa, pigra, multitasking, organizzata

CHI È AUTUMN

Umbra di nascita ma Milanese d’adozione, vivo con mio marito e ho un cane.
La scrittura è sempre stata la mia passione. Sin da piccola scribacchiavo pensieri ovunque – fogli, fazzoletti, anche la carta igienica – senza sapere esattamente cosa farci, ma felice di poterli far uscire dalla mia testa. Solo da grande ho capito che potevo dargli un senso, e perciò eccomi qui.
Amo leggere le belle storie che parlano d’amore e spero che con i miei scritti vi sentiate catapultati anche voi in quelle atmosfere romantiche e tormentate che a me rendono tanto avvincente una lettura!

I LIBRI DI AUTUMN

  • Numero sconosciuto” (Triskell Edizioni – Wildifire #1)
  • Paradiso amaro” (Triskell Edizioni)
  • World of M/M” (Self Publisher)
  • Short but sweet – Tra foglie d’autunno e fiocchi di neve” (Self Publisher)
  • Oltre l’arcobaleno II – Il coraggio di essere” (Amarganta Edizioni)
  • Short but sweet – Seduzione da uomo a uomo” (Self Publisher)
  • Short but sweet – Maschere” (Self Publisher)
  • San Valentino in Love” (Quixote Edizioni)
  • Il calore sulla pelle” (Quixote Edizioni)

CONTATTI

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Recensione “I cowboy non cavalcano unicorni” – Tara Lain

41twwfiacylTitolo: I cowboy non cavalcano unicorni
Autore: Tara Lain
Serie: I cowboy non… #2
Editore: Dreamispinnerpress
Prezzo: €5,95
Genere: Contemporaneo MM
Link all’acquisto: I cowboy non cavalcano unicorni

SINOSSI

Il cowboy Danny Boone nasconde un passato travagliato e sogna un modesto futuro. Porta un nome che ha inventato dopo una notte di bevute, e di cui si pente da allora, e ha alle spalle una breve e luminosa carriera nel circuito del rodeo professionistico, terminata quasi con la sua morte dopo che il padre omofobo ha scoperto che è gay. Ora Danny sogna un pezzo di terra su cui costruire un ranch e un po’ di soldi per recuperare l’istruzione che ha dovuto trascurare. Nell’intimo nasconde il desiderio di trovare un bel ragazzo dall’aspetto effeminato con un carattere dominante: una combinazione più rara di un unicorno.
Nel ranch in cui lavora arriva un giorno da San Francisco un arredatore d’interni, Laurie Belmont, un uomo così bello da lasciare senza fiato persino i cavalli e tanto coraggioso da arrivare quasi a uccidere per proteggere Danny da un’aggressione. Laurie sta cercando il modo di sfuggire al controllo di una madre autoritaria, un padre debole e un fidanzato ricco e privilegiato. Ma nonostante l’innegabile attrazione fra il ragazzo di città e il cowboy, i loro mondi si trovano in galassie diverse, e tutti sanno che i cowboy non cavalcano unicorni.

recensionefra

I cowboy non cavalcano unicorni” è il secondo libro della serie “I cowboy non…” firmato dalla penna di Tara Lain. Ammetto che il primo mi era piaciuto molto, qui potete trovare la mia recensione, e la cosa mi aveva lasciato una bella sensazione dal momento che non sempre i libri di questa autrice mi appassionano. Sarà stato per l’originalità della storia, o forse per il fatto che amo i cowboy, fattostà che il primo libro mi aveva davvero appassionata.
Cosa dire del secondo? È una bella storia, partiamo da qui. Forse non originale come la prima ma godibile e appassionante. Danny Boone è un cavalcatore di tori per diletto, anche se lo è stato a livello professionale per diversi anni, prima che il padre violento e omofobo non lo ripudiasse e lo cacciasse di casa.
Da quel momento, per Danny le cose  non sono andate alla grande, almeno fino a quando non è stato accolto nel ranch di Rand e Kai. Lì, Danny, ha trovato una nuova famiglia che lo ha curato e gli ha dato una casa a cui tornare. Ovviamente la sua passione per il rodeo non è scemata e Danny approfitta di qualche occasione qua e la per tirare su qualche soldo extra.
È un tipo solitario, non ama particolarmente legarsi a qualcuno e conduce la sua vita tranquilla e priva di grandi scossoni… almeno fino a quando non incontra Laurie. Ed ecco la prima osservazione che mi sento di fare. Ho trovato che il personaggio di Laurie fosse fin troppo simile a Shaz, il protagonista de “Il cavaliere di Ocean Avenue”, altra famosissima storia della Lain. La fisionomia, le movenze, il carattere… anche il modo di parlare lo accomunano in tutto e per tutto al suo alter ego. E, in questo senso, la coppia Danny/Laurie assomiglia molto a quella Billy/Shaz. Questo aspetto, però, alla fine non infastidisce più di tanto, anche e soprattutto grazie allo stile coinvolgente dell’autrice e alla continua tensione sessuale che si respira dalla prima all’ultima pagina.
Da quando Laurie, un bellissimo uomo di città, e Danny si incontrano infatti, la storia si delinea davanti ai nostri occhi in modo regolare: sembra un amore impossibile che accomuna due uomini così diversi da rendere impossibile lo stare insieme. Sarà davvero così?
Certo, il mondo di Laurie fa a cazzotti con quello di Danny… ma non sottovalutiamo l’enorme potere dell’amore.
La prima parte del libro si sviluppa in modo più lento e approfondito, mentre la seconda corre un po’ troppo veloce. Un pizzico di delusione, lasciatemelo dire, per le scene hot da cui invece mi aspettavo tanto (visto la continua tensione che si respira) e che al contrario ho trovato troppo automatiche e con poco sentimento.
Ho assolutamente preferito il primo libro della serie al secondo, ma “I cowboy non cavalcano unicorni” è comunque un libro piacevole da leggere soprattutto per chi ama il genere e ha voglia di passare qualche ora in compagnia di un cowboy rude e sexy e un magnifico unicorno delicato ma che nasconde un carattere davvero… autoritario!

PIACEVOLE

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Recensione “Solo per te” – Andrew Grey

solo-per-teTitolo: Solo per te
Autore: Andre Grey
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinnerpress
Prezzo: 6,01€
Link all’acquisto: Solo per te

SINOSSI

L’unica strada che porta alla felicità è la libertà: la libertà di vivere – e amare – seguendo il proprio cuore. Per conquistarla un ragazzo dovrà usare tutto il suo coraggio, ma non si troverà a combattere da solo.
Nella piccola città conservatrice di Sierra Pines, in California, il reverendo Gabriel è la legge. Suo figlio Willy segue i suoi precetti, finché a Sacramento non conosce un uomo. Quando lo incontra di nuovo nella sua città natale, comincia a frequentarlo proprio sotto il naso del padre.
Reggie è il nuovo sceriffo di Sierra Pines. La sua dedizione al lavoro gli impone di non ostentare la propria sessualità; quando rivede Willy, però, non può impedirsi di pensare che loro due siano fatti per stare insieme. Decide comunque di mantenere il segreto di Willy fino al momento in cui il ragazzo non sarà pronto a mostrare al mondo chi è veramente. Oltre all’ostilità della chiesa e degli abitanti della città, Reggie dovrà affrontare anche i pericoli legati al suo lavoro, che rischiano di porre fine alla sua storia d’amore con Willy ancor prima che questa riesca a spiccare il volo.

ADELESH

Nonostante questo libro non appartenga a nessuno dei sottogeneri che prediligo, è stato un vero e proprio piacere leggerlo. Anzi, gustarlo, visto che mi è piaciuto tantissimo. Non è un libro molto lungo, però la storia che viene descritta è chiara e lineare, le vicende realistiche e i personaggi ben caratterizzati. Da una parte abbiamo Reggie, il nuovo sceriffo di Sierra Pines, alle prese con una cittadina chiusa, tradizionalista, conservatrice e molto chiacchierona che non lesina a dare giudizi su tutto e tutti; dall’altra troviamo Willy, un ventiduenne cresciuto in un ambiente rigido grazie all’educazione severa ricevuta dal padre, il reverendo della città, il quale un giorno vorrebbe vederlo ricalcare i suoi passi nonostante il ragazzo non sia affatto della stessa idea.
Il pov alternato permette non solo di capire cosa pensano entrambi i protagonisti, offrendo così la possibilità di farsi un’idea chiara di tutto quello che accade, ma soprattutto di scoprire quello che provano e sentono, compresi i loro sentimenti e le loro emozioni.
Anche se i temi trattati sono importanti e a volte negativi – la religione, il lutto, il rapporto padre-figlio, il primo amore –, il libro non risulta né pesante né difficile da digerire. Al contrario, ho trovato una storia dolce e profonda che permette al lettore di tirare fuori la propria vena romantica e tifare senza sosta affinché i due protagonisti possano ottenere il loro lieto fine.
L’ingenuità sessuale di Willy, se così possiamo chiamarla, è una delle cose che mi sono piaciute di più. Il ragazzo è infatti non solo alle prese con la sua prima esperienza sessuale ma anche del tutto inesperto dal punto di vista delle relazioni. Il suo non sentirsi allo stesso livello di un uomo bello e deciso come Reggie lo rende un personaggio perfetto e molto reale, con tutti i dubbi e i tormenti tipici di un giovane di ventidue anni. Allo stesso modo, Reggie è un personaggio a tutto tondo e in grado di capire perfettamente quello che il ragazzo sta provando, comportandosi come un vero uomo d’onore e mettendo Willy prima dei propri desideri.

Avvertì un dolcissimo dolore al petto. La fiducia e l’amore che vedeva risplendere negli occhi di Willy, uniti al calore che lo circondava, sconvolsero i suoi sensi. Doveva procedere con cautela, anche se si sentiva incitato dall’istinto. Doveva andare piano. Lo faceva per Willy, voleva assicurarsi che fosse felice.

In definitiva, “Solo per te” è una lettura piacevole e coinvolgente, un libro che ti cattura e ti rimane nel cuore.

emozionante

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Recensione “Seconde occasioni” – Rowan McAllister

o-seconde-occasioniTitolo: Seconde occasioni
Autore: Rowan McAllister
Genere: Contemporaneo, Cowboy
Casa Editrice: Dreamspinnerpress
Prezzo: 6,04€
Link all’acquisto: Seconde occasioni

SINOSSI

Sebbene sia nato tra agi e ricchezze, Jordan Thorndike è stanco di fingere: non potrà mai diventare un avvocato come vorrebbero i suoi genitori, e nemmeno dare loro una nuora e dei nipotini. Messo di fronte a un ultimatum – continuare a vivere nella menzogna o andarsene – Jordan prende la sua BMW e se ne va.
Senza casa, senza lavoro e senza aspirazioni, Jordan trova rifugio in una delle organizzazioni di beneficenza finanziate dalla madre: il ranch delle seconde occasioni. Grazie al proprio nome e carisma, Jordan ammalia lo staff in quattro e quattr’otto… tutti tranne uno.
Russ ha sempre dovuto lottare per sopravvivere e detesta quel rampollo viziato che sfrutta il ranch solo per il gusto di vivere un’avventura. Jordan è disposto a tutto pur di dimostrare a Russ di saper lavorare sodo, ma la famiglia e alcune ferite del passato complicheranno le cose. Riuscirà Jordan a capire che quella che per lui è una vacanza per altri è la dura realtà della vita? E Russ potrà mai accettare che Jordan è capace di maturare… e di amare?

slanifrecensioni

Jordan è il rampollo di una famiglia benestante, con le meches nei capelli e un’ossessione poco sana per il suo aspetto fisico che lo porta a lunghe ore in palestra e a contare le calorie presenti nel piatto. A fare ciò è spinto dagli standard che i suoi genitori hanno sempre imposto a lui e ai suoi fratelli, tenendo più in considerazione le apparenze della famiglia piuttosto che i reali sentimenti degli individui che la compongono.
Quando trova il coraggio di dire ai suoi genitori che è gay, la situazione degenera in fretta e alla richiesta di suo padre di rinnegare la sua natura, decide di andarsene di casa, piantare gli studi e fuggire non sa nemmeno dove.
Sì, perché Jordan non ha una meta in mente quando dice addio alla vita che conosce per una ignota. Sarà un promemoria sul cellulare a dargli il segno che stava cercando e a spingerlo al “B STAR”, il ranch delle Seconde Occasioni. Conserva di quel posto ricordi bellissimi di quando era bambino, a contatto coi cavalli e con la natura, così decide di seguire quel segno e dopo chilometri e chilometri di strada in sella alla sua BMW rosso fiammante, giunge al cancello con l’insegna d’ottone del “B STAR”.
Sarà lì che conoscerà il rude e piuttosto distaccato Russ, il sovrintendente del ranch, ritrovandosi affascinato dall’uomo, ma al contempo non sapendo come prenderlo per conquistarlo col suo fascino che ha già sortito il giusto effetto su tutti gli altri.
Riusciamo i due ad andare d’accordo? Troveranno il modo di piacersi? Jordan è abituato a ottenere sempre ciò che vuole con il minimo sforzo… Come la prenderà trovandosi di fronte il muro tanto alto che Russ ha eretto tra loro?

“Sotto sotto sono un egoista. Voglio che l’uomo che amo mi includa nei suoi sogni. Voglio essere uno di quei sogni, non essere un intralcio.”

Complice varie vicissitudini personali dei due ma anche degli altri componenti dello staff, della vita con i cavalli e gli altri animali del ranch, nonché la ricomparsa di un ex, Jordan e Russ si troveranno a far fronte a una lunga serie di eventi che li porterà a comprendersi e a innamorarsi.

“Tu lo sei, sai, uno dei miei sogni. Non ne avevo quando sono arrivato qui. Prima ero così concentrato a fingermi qualcuno che non ero che non avevo mai pensato ai sogni. Ma ora sì. Amo questo ranch. Amo i cavalli e il nostro lavoro. Amo Phyl. Amo te. È tutto ciò che voglio.”

Ho trovato “Seconde occasioni” un romanzo buono, con personaggi ben caratterizzati e un contorno importante che mi ha ricordato un po’ alcune delle dinamiche lette nella serie “Cuore di Terra Rossa” di N. R. Walker. Il cameratismo, il sentissi una famiglia, la collaborazione e la suddivisione dei compiti per far sì che tutto funzioni come una macchina ben oliata.
Un libro che si legge bene e che fa passare qualche ora tra alti e bassi nei sentimenti che suscitano le varie vicende: compassione, allegria, tenerezza e rabbia. Molto piacevole.

PIACEVOLE

Pubblicato in: Recensioni, self publishing

Recensione “Chissà dove” – Heidi Cullinan

51vec-v4kalTitolo: Chissà dove
Autore: Heidi Cullinan
Editore: Amazon Self Pubblishing
Prezzo: €3,75
Link all’acquisto: Chissà dove

SINOSSI

L’amore cresce nelle crepe rimaste aperte.

Se c’è una cosa che a Roe Davis, bracciante e figlio di fattori, proprio non va a genio, è mischiare il lavoro col piacere. Peccato che poi si imbatta nel suo capo, Travis Loving, nell’unico locale gay nel raggio di duecento miglia.

Cominciare una relazione col proprietario del ranch sembra una pessima idea, ma i gusti sessuali di Roe e Travis si allineano come due assi della stessa staccionata. Forse, in fondo, possono trovare un accordo… a patto che sia chiaro a entrambi che si tratta solo di sesso e che non deve interferire col lavoro.

Cacciato di casa anni addietro, Roe è sopravvissuto spostandosi da un luogo all’altro e rifiutandosi di mettere radici. Quando la storia con Travis comincia a travalicare i confini del puro e semplice sesso, il giovane dovrà fare i conti col passato che minaccia quel flebile raggio di felicità, ricordandogli che è tempo di tagliare i ponti e andarsene per la sua strada.

Ma anche il più solitario dei lupi può patire la solitudine, e ormai Roe incomincia a capire che non serve darsi alla fuga: la vergogna e il dolore per quello che ha perduto lo seguiranno ovunque, finché non sarà pronto ad ammettere che anche l’amore può essere.

Recensione

a cura di

Francesca

Penso che  a volte siano i libri a trovarci e non viceversa. A volte, le storie arrivano a noi senza fare troppo rumore, si accoccolano tra le nostre braccia e ci avvolgono con il loro calore fatto di emozioni e di lacrime e di amore. Questo è ciò che mi è successo con “Chissà dove”, romanzo scritto in modo sublime da Heidi Cullinan e tradotto da Martina Nealli.

“Chissà dove” è un libro poco conosciuto. Uno di quelli che difficilmente troverete nelle vetrine di punta, nei consigli di lettura o negli e book più venduti. Forse perché è un self, o forse perché è davvero poco famoso e quindi di conseguenza poco cliccato, sta di fatto che quando mi è stato consigliato io non ne avevo mai sentito parlare. Così, visto che avevo un altro paio di romanzi in lista, ero tentata di posizionarlo alla fine della coda. Ma poi la sinossi mi ha colpito così tanto, entrandomi nel cervello e stuzzicando la mia curiosità che non ho potuto fare a meno di iniziare a leggerlo. Ed è così che ho scovato un piccolo capolavoro.

Monroe Davis, conosciuto da tutto come Roe, non ha nessuna intenzione di mettere radici. Da quando è un ragazzo, è abituato a muoversi continuamente, saltando da un lavoro ad una altro nelle piccole fattorie in cui hanno bisogno di un bravo bracciante. Roe è un uomo che si accontenta: un lavoro onesto e un letto lontano dalla sua famiglia che lo ha cacciato di casa a causa della sua omosessualità, sono tutto ciò che chiede. Ed è seguendo questo stile di vita che Roe approda al Chissà dove una fattoria nel Nebraska in cui hanno bisogno di un bravo bracciante che si intenda di pecore. E Roe è l’uomo giusto.
Il proprietario del Chissà dove, Travis Loving sembra davvero una brava persona, anche se un po’ schiva e solitaria, ma a Roe sta bene così. Le relazioni, le amicizie o semplicemente i rapporti di conoscenza non gli interessano. Mantenendo il riservo necessario, una sera Roe decide di andare in cerca di compagnia e si avventura nell’unico bar gay della zona… Dove incontra proprio lui… il suo capo Travis. Il loro incontro è fatto di sguardi, parole dette e non dette, discorsi a malapena accennati. Quando Roe era andato in cerca di compagnia, non aveva certo pensato di imbattersi nel suo capo.
Nonostante l’imbarazzo, però, i due uomini sembrano cercare le stesse cose la forte attrazione fisica unita al bisogno di sfogare i propri istinti, li portano dritti al centro di un letto matrimoniale. Certo, sarà difficile per entrambi capire e imparare  a convivere con il desiderio che sembra soffocarli in ogni momento, soprattutto perché sia Travis che Roe non vogliono una vera relazione.
Almeno così dicono.

Avevo conosciuto Heidi Cullinan in “Un’occasione di seconda mano” (qui la mia recensione), libro scritto a quattro mani con Marie Sexton e che avevo amato molto. Non sapevo che la stessa Heidi avesse pubblicato qualcosa in self, e sono rimasta davvero colpita da questo suo lavoro. “Chissà dove” è un libro profondo, narrato in prima persona dal punto di vista di Roe, il protagonista. Un viaggio nell’animo di un uomo che ha perso la consapevolezza del suo valore. Un uomo che ha perso la fiducia in se stesso e nel resto del mondo, che non ha il coraggio di amare e si priva del dono più grande qualcuno possa fargli: costruire una famiglia e lasciarsi amare. Travis, in tutto questo, rappresenta il ponte che collega ciò di cui Rue ha bisogno con ciò che non si permette di desiderare.
Anche Travis è un uomo tutt’altro che ordinario. A poco più di quarant’anni e ha messo nella sua fattoria tutto se stesso. Una storia finita male alle spalle e i suoi gusti in fatto di sesso lo hanno portato a desiderare solo avventure di una notte.
Ciò che questi due uomini hanno sottovalutato, è il forte bisogno che hanno di amare ed essere amati, di condividere la quotidianità e di sognare , vivere e confrontarsi ogni giorno.. insieme.
“Chissà dove” è un libro difficile, a volte ti pizzica il cuore facendolo sanguinare per poi curarlo con la sua traboccante dolcezza. La Cullinan è stata maestosa nel descrivere il carattere di Roe, enfatizzando l sue paure e i suoi bisogni, facendoci soffrire con lui, addentrandosi con tatto e consapevolezza, nel terreno accidentale del Bdsm. Impossible non provare empatia per Rue, difficile giudicarlo o condannarlo… Nel momento in cui farà le sue scelte noi saremo già perdutamente innamorati di lui e del suo carattere schivo  ma deciso.
Le scene d’amore sono forti, lo ammetto. Ma in questo caso la loro connotazione estrema non infastidisce perché completamente amalgamata nel contesto e ben dosata. Certo non consiglio la lettura a chi ama il sesso vaniglia, ma piuttosto penso che a chi piace l’amore e il bisogno di concedersi all’altro in modo totale, non può perdersi questo libro. A parte questo, i momenti di passione non sono inseriti a caso, e questa è un altro punto di forza della storia. Nonostante la componente sessuale sia forte, l’autrice non ne abusa mai, rendendo la lettura equilibrata e scorrevole, coinvolgente ed emozionale.
Consiglio davvero a cuore aperto la lettura di questo libro, perché le emozioni che nasconde sono tante… E la conclusione è davvero il giusto finale ad una storia d’amore che fa sognare.

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Pubblicato in: quixote edizioni, Recensioni

Recensione “Non posso dimenticarti” – Sarah Bernardinello

51qufxcbtplTitolo: Non posso dimenticarti
Autore: Sarah Bernardinello
Editore: Quixote Edizioni
Genere: Contemporaneo MM
Prezzo: € 3,59
Link all’acquisto: Non posso dimenticarti

SINOSSI:

Ashley Miller è un informatico di giorno e uno dei baristi di un locale gay di notte.
Una tragedia famigliare lo ha costretto ad abbandonare l’Università per mantenersi e pagare i debiti, e le vicissitudini lo hanno reso cinico e duro, ma non è sempre stato così. Brillante studente di matematica, ma nerd timido, quattro anni prima Ash ha incontrato un ragazzo capace di fargli battere il cuore come mai gli è capitato.
Purtroppo per lui, silenzi e omissioni non sono l’ideale per costruire un rapporto.
Christian Pike è un avvocato che lavora in un prestigioso studio legale di Manhattan. L’invito di un collega ad andare in un locale dove non era mai stato, si trasforma in una scoperta emozionante: il ragazzo che quattro anni prima ha crudelmente respinto a causa del suo non essere dichiarato è uno dei baristi del locale. Un ragazzo che, malgrado il tempo trascorso, non ha mai dimenticato.
Chris fa di tutto affinché Ash lo perdoni per la cattiveria e le parole crudeli di cui l’ha fatto oggetto, senza però molto successo.
Sarà l’intervento di un collega di Chris a far sì che Ash cominci a cambiare opinione su quel ragazzo che non è riuscito a dimenticare, facendo i conti con i ricordi e le proprie paure.

Recensione

a cura di

Lady Marmalade

Questo delizioso racconto è un classico del genere m/m che non stufa mai; ha come protagonisti due ragazzi che si incontrano durante gli anni dell’università, provenienti da due realtà agli antipodi  e che, effettivamente, non sembrano avere nulla in comune.
Ash è il tipico nerd che si nasconde dietro a occhiali dalla montatura rigida, media scolastica altissima e nessuna amicizia nel campus. Non nasconde la sua omosessualità, anche se non la sbandiera a quattro venti, visti i problemi che ha dovuto affrontare al liceo.
La sua famiglia non è ricca e deve contare sulla borsa di studio e un paio di lavori per poter frequentare le lezioni:

“La sua insicurezza era terribile, ma non poteva farci niente. Scompariva soltanto quando si occupava della sua materia, dei numeri e dei computer. Era l’unico momento in cui si trovava a suo agio. I rapporti sociali erano invece disastrosi, e la sua timidezza sfociava in un borbottare scorbutico. C’era un motivo per cui non aveva amici, in pochi erano in grado di attraversare la barriera che innalzava intorno a sé.”

L’altro protagonista, Chris, è invece circondato da una marea di amici – di cui molti però non valgono nulla!-, proviene da una famiglia molto benestante e nasconde a tutti il fatto di essere gay. Non è pronto a dichiararsi al mondo, vorrebbe aspettare di finire gli studi, gli manca solo un anno e ha paura che uscendo allo scoperto la famiglia lo cacci di casa e smetta di pagargli gli studi.
Il libro si apre con la narrazione dei fatti accaduti quattro anni prima, una specie di prologo che ci spiega cosa è accaduto tra i due ragazzi al momento del loro primo incontro, in perfetto stile colpo di fulmine! Chris non era preparato a essere travolto dalla dolcezza degli occhi castani di Ash, e Ash non riesce a credere che il ragazzo sia interessato veramente a lui.
Ovviamente Chris rovina tutto per salvare se stesso dalle prese in giro dei suoi “carissimi” amici; umilia e ferisce Ash nel profondo, tanto che il ragazzo dopo ancora quattro anni dall’evento non riesce a fidarsi di nessuno nella sfera affettiva.
Sono fermamente convinta che le esperienze che ci segnano in così giovane età ce le portiamo per sempre dentro, andando a condizionare tutte le nostre future relazioni. Chi non ha mai sognato di tornare indietro nel tempo per cambiare il corso di una storia d’amore andata a finire male solo perché si è stati degli sciocchi?
Ecco questo è il dilemma di Chris: aver perso per sempre quel ragazzo timido e dolce che non ha saputo proteggere per colpa della sua vigliaccheria.
Per sua fortuna il destino sembra volergli dare una seconda possibilità.
Durante una serata in un locale, Chris rimane rapito da un favoloso barista che sta armeggiando dietro al bancone. È convinto di aver già visto il ragazzo da qualche parte, ma non ricorda dove, e sì che il tatuaggio che porta sul collo e i piercing alle orecchie non lo fanno passare inosservato:

“L’emozione di aver ritrovato Ash Miller lo aveva messo al tappeto, consapevole che la cattiveria con cui lo aveva trattato tanto tempo prima era ancora in grado di provocare dolore.”

Tombola! Ash ha cambiato aspetto esteriore, ma nel profondo è ancora quel timido nerd brontolone e riservato.
Ash porta ancora incise sul cuore le ferite che gli ha causato Chris e , di nuovo come in passato, non sa se dare fiducia la ragazzo, che lo sta corteggiando più o meno discretamente. Per ironia del destino, ora i ruoli sembra che si siano invertiti:

“Nella penombra del corridoio non gli aveva visto bene l’espressione, ma la voce roca e quel tono di scuse rassegnate gli avevano fatto venire un brivido. Lo aveva accusato delle cose peggiori, di avergli rovinato la vita, e lui si era scusato senza indugi, senza cercare giustificazioni, a parte quando gli aveva detto di non aver mai parlato di lui in giro. Non si era aspettato quel bacio, in mezzo ai suoi tentativi di colpirlo, di fargli del male. Non si era aspettato di sentire il cuore fare una capriola nel torace e brividi di piacere attraversargli la schiena.”

Non mi sono sentita di colpevolizzare al cento per cento Chris per l’errore commesso in passato, ma nemmeno di mettere alla berlina Ash per il suo orgoglio. Entrambi in maniera diversa hanno vissuto con la paura di non essere accettati per quello che sono ed è giusto che ora finiscano quello che hanno cominciato quattro anni fa.
Mi sono piaciuti molto anche i personaggi secondari che ruotano attorno ai due: Clarice, mamma chioccia di Ash e sorella di Mike, il proprietario del locale dove lavora i ragazzo, nonché suo angelo custode, e ovviamente gli amici di Chris, Jay e Colby, sempre pronti a tirare le orecchie a entrambi!
Le storie di amicizia affiancate a quella principale d’amore sono sempre una scelta vincente. L’autrice mi sembra una persona che tiene molto a questo sentimento, che mi ha fatto apprezzare ulteriormente la vicenda che poteva risultare non molto originale. Sono i dettagli che ti fanno apprezzare un libro e questo ne ha di ottimi.
In sintesi  questo è un libro molto romantico e dolce, con pochissime scene di sesso ma decisamente bollenti, scritto in maniera molto fluida, con l’uso della terza persona che ci permette di entrare in sintonia con entrambi i ragazzi, con entrambi i loro punti di vista.

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Pubblicato in: dreamspinnerpress, Recensioni

Recensione “Jackass Flats” – Julia Talbot

o-jackass-flats-italianoTitolo: Jackass Flats
Autore: Julia Talbot
Serie: Riding Cowboy Flats #1
Genere: Contemporaneo, Cowboy, Militare
Casa Editrice: Dreamspinnerpress
Prezzo: 4,04€
Link all’acquisto: Jackass Flats

SINOSSI

Riusciranno un militare girovago e un cowboy abitudinario a trovare il modo di far funzionare la loro storia?
Tate ha l’impressione che la parte migliore della sua vita gli sia sfilata davanti, ecco perché il cowboy passa tutte le sere nei bar. Quando conosce Dave, un giovane soldato di una vicina base dell’esercito, pensa però che le cose potrebbero migliorare. Il loro primo incontro è un po’ rocambolesco, ma presto Tate scopre che lui e Dave hanno abbastanza in comune da rendere i loro appuntamenti interessanti.
Dave non condivide l’atteggiamento dell’esercito nei confronti degli omosessuali e non si preoccupa di nascondere agli amici la sua relazione con Tate. Quando si rende conto che avrebbe dovuto essere più cauto, potrebbe essere ormai troppo tardi. Ma Dave è disposto a combattere per Tate, anche se significa sfidare proprio l’esercito.

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Tate è un cowboy un po’ spiantato, con molta terra di proprietà a Jackass Flats e pochi soldi per vivere. È in arretrato con diversi pagamenti delle tasse e per quanto voglia riuscire a risanare la cosa, la situazione è quella che è e finisce per deprimersi. Ecco perché una sera si ritrova in un bar in cima alla montagna, unico edificio nel raggio di qualche chilometro, ubriaco marcio mentre fuori imperversa la tempesta.
Dave è un soldato di stanza nella Base vicina che, vedendo l’uomo incespicare nella neve, decide di correre in suo soccorso e aiutarlo. Lo accompagna a casa e si assicura che arrivi sano e salvo prima di andarsene per la sua strada con la convinzione di non rivederlo mai più.
Tuttavia la vita è imprevedibile e a qualche giorno di distanza i due si rincontrano di nuovo, stavolta in un altro bar, con Tate sobrio e piuttosto ciarliero. Si ritrovano quindi a pranzare insieme e Dave si ferma a dormire da Tate. Non si spingono molto oltre, però si promettono un secondo appuntamento per il giorno dopo con la speranza di poter concretizzare la forte attrazione che c’è tra di loro.
I due sono diversi come il giorno e la notte. Hanno vite diversissime e problemi differenti. Riusciranno a trovare un punto in comune per costruire una relazione seria e duratura?

Fu la conclusione perfetta di una giornata pessima, e cancellò ogni cosa. Tutto, meno i libri suo cowboy.

Devo ammettere che questo libro, seppur breve, è piacevole. Non mi ha fatto impazzire, e alcune cose mi sono parse un po’ approssimative lasciando molto spazio a momenti più inutili (come le conversazioni sul cibo che non sono, a mio avviso, fondamentali), ma nel complesso l’ho trovato un romanzo godibile. Forse io avrei dato maggiore spazio alla parte di Dave durante le difficoltà alla Base per il Don’t Ask Don’t Tell, ma nell’insieme non mi è dispiaciuto.
La scrittura è semplice ma chiara, veloce nei passaggi e non eccessivamente descrittiva. La caratterizzazione dei personaggi è buona.
Nell’insieme è un romanzo carino a cui consiglio di dare senza alcun dubbio una possibilità.

PIACEVOLE