Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “Avvolti dalle nuvole” – V. L. Locey

Titolo: Avvolti dalle nuvole
Autore: V. L. Locey
Serie: Secondo Liam #4.5
Genere: Contemporaneo, Sportivo, Transgender
Casa Editrice: Self Publishing
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: Avvolti dalle nuvole

SINOSSI

Sono destinati a rimanere “solo amici” per sempre o sono ancora in tempo per scoprire l’amore?

Jamie Palmer aspetta di incontrare il suo Mr. Perfezione da un sacco di tempo. Cavolo, a dirla tutta sono secoli che aspetta di trovare uno straccio di uomo decente con cui uscire! Visti i timidi sguardi di apprezzamento che gli lancia un certo difensore finlandese dei Ravens di Pittsburgh, pensava di averlo trovato. Sono passati mesi, tuttavia, da quando Heikko è tornato negli Stati Uniti e i due sono ancora bloccati nella friend zone. Forse era solo una pia illusione di Jamie pensare che un giocatore di hockey così grosso e turbolento potesse innamorarsi di un uomo trans con una profonda passione per i film degli anni Sessanta e le sneaker più raffinate.
Heikko Keto sta passando un momentaccio poiché la squadra sta attraversando un doloroso processo di ricostruzione. I Ravens hanno difficoltà a trovare la via della porta e il suo nuovo compagno in difesa è un pagliaccio che non capisce mai quando è il momento di fare le persone serie. La sua vita personale non va molto meglio: sono mesi che si arrovella per cercare di capire chi è e mentre lui combatte contro se stesso, l’uomo che gli ha rubato il cuore parla di app di incontri e di andare a cena con un nuovo cliente. Riuscirà Heikko a trovare il coraggio di ammettere al mondo – e a Jamie – che è stanco di vivere ai margini di quella che potrebbe essere la storia d’amore della sua vita?

Premesso che questo è uno spin-off della saga originale, e che i protagonisti sono diversi, l’ho trovata una chicca arricchente che dà la giusta conclusione.
Jamie e Heikko sono un regalo inatteso in questa serie che ho amato molto fin dal primo libro. Li avevamo già intravisti nel precedente volume, l’ultimo dedicato a Mike e Bryn, che ora hanno la loro famiglia felice.
Jamie e Heikko sono bellissimi insieme, anche se la loro relazione è travagliata e complicata, e soprattutto devono accettare che niente è facile quando si ama e che si devono affrontare tanti problemi: Jamie ha sofferto molto nelle relazioni passate per la sua transessualità e teme che anche Heikko scappi da lui, come tutti gli uomini con cui ha provato a uscire in precedenza, finendo per ferirlo; mentre il nostro giocatore deve fare chiarezza con se stesso e accettare la propria bisessualità, cosa che fino a questo momento non aveva mai pensato di essere.
Heikko è grande e grosso e intimorente, ma devo dire che mi hanno conquistato la sua dolcezza, la gentilezza, l’animo limpido e un po’ ingenuo. È un grosso orso di peluche ed è impossibile non volerlo coccolare! Jamie non è da meno, ma amo ogni personaggio creato da questa autrice, quindi sono di parte.
È stato bello rivedere i nostri vecchi eroi, qui in veste di preziosi aiutanti per questi due adorabili imbranati.
La storia non è molto lunga – poco più di cento pagine – ma ve la consiglio: è da leggere come completamento di una bellissima serie, ma anche da solo se cercate una storia breve ma dolcissima.

4.5
Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, uno collettivo

Recensione in anteprima “PRIDE!” – A. A. V. V.

Titolo: PRIDE!
Autore: Emma J. Croft, Lucrezia Luce, Clizia Salvati, A. L. Red, Venda J. Croft, Ezra T. Marshall
Genere: Antologia, Illustrato, MM, FF, Gap Generazionale, Contemporaneo, Threesome, Travel Time, Transgender, Multipartner
Casa Editrice: UNO Collettivo
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: PRIDE!

SINOSSI

Dalla finta relazione di Lele, al passato tormentato di Lara, passando dalle amicizie di Sergio verso le esplorazioni di Alessandro, per giocare alla lotteria di Edoardo e saltare nel tempo con Zoe… sei racconti, sei connessioni, sei sguardi sul Pride attraverso personaggi che si amano, si conoscono e si incontrano per marciare con orgoglio.

Per chə vive nella comunità LGBTQ+ e per chə è ally, il mese di giugno è sinonimo di “Pride”, una parola inglese che vuol dire “Orgoglio”: l’orgoglio di essere se stessi e di dirlo a tutti, di mostrarlo al mondo intero, facendo sentire la propria voce e sfilando per le vie della città.
UNO Collettivo, con sei dei suoз autorз, ci ha regalato quest’anno sei racconti che parlano di vari personaggi in varie situazioni sentimentali e in diversi momenti della loro vita. Personaggi queer che ci permettono di scoprire pezzetti delle loro esistenze che potrebbero, in qualche modo, rispecchiarsi nelle nostre.
Per apprezzare al meglio la raccolta bisogno approcciarsi con la giusta ottica: si inizia la lettura partendo già in medias res e ci si potrebbe sentire un attimo frastornati, ma presto ci si raccapezza e la si può godere appieno: man mano che si procede, i vari tasselli vanno al loro posto per creare un interessante puzzle.
Ho gradito particolarmente che all’inizio di ogni racconto ci fosse una specie di scheda riassuntiva con il rating di classificazione della storia e i tag principali trattati, perché mi ha permesso di concentrarmi maggiormente sul contenuto di ogni racconto.
La sfilata del Pride è il collante di tutte le storie, dove i vari personaggi di ogni vicenda si incrociano, mescolandosi fra loro, toccando le rispettive vite in un momento, in un gesto, in una frase. Questi incontrarsi sono una ‘causa’ e in qualche modo portano a un ‘effetto’ – temporaneo o permanente, lo dirà solo il tempo. È stato piacevole vedere come dei perfetti sconosciuti riescano a creare una connessione, un cambiamento, nelle vite di altrettanti sconosciuti che, per un frangente producono una connessione preziosa.
I sei racconti sono tutti scorrevoli, si leggono con piacere e mi hanno incuriosita, quindi spero di ritrovare in futuro questi personaggi in altrettanti libri, come accennato a fine volume.
Non posso raccontarvi di più, semplicemente perché rischierei di rovinarvi la lettura con qualche spoiler involontario, quindi concludo consigliandovela!

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: mondadori, recensioni

Recensione “Felix Ever After” – Kacen Callender

Titolo: Felix Ever After
Autore: Kacen Callender
Genere: Contemporaneo, Transgender, Scolastico
Casa Editrice: Mondadori Oscarvault
Prezzo: 9,99€
Link all’acquisto: Felix Ever After

SINOSSI

Felix Love, nonostante il nome, non si è mai innamorato. E si rende dolorosamente conto dell’ironia della cosa. Vorrebbe tanto sapere cosa si prova, e soprattutto perché quello che sembra così facile per tutti, per lui non lo è. Come se non bastasse, anche se è orgoglioso della propria identità, Felix – una persona nera, queer e transgender – teme segretamente che la sua esistenza all’incrocio fra più marginalizzazioni gli impedisca di conquistarsi un lieto fine tutto suo.
Quando un anonimo studente inizia a tormentarlo, dapprima diffondendo il suo vecchio nome e alcune sue foto precedenti alla transizione, poi inviandogli messaggi transfobici, Felix progetta una vendetta. Quello che non immagina è che tutto ciò lo farà finire dritto dritto in un quasi-triangolo amoroso.
E mentre impara a districarsi tra i propri sentimenti incasinati, Felix intraprende un viaggio che lo porterà a ridefinire il rapporto più importante: quello con se stesso.

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Felix Love ha diciassette anni, è di colore ed è trans. In sintesi: la sua vita non è esattamente facilissima. E non perché ci sia qualcosa che non va in lui, ma perché la gente giudica il colore della sua pelle e la sua identità solo perché può dare aria alla bocca.
Per fortuna, ha in Ezra Patel non solo il suo migliore amico, ma anche il suo più grande alleato. Ezra, infatti, lo vede semplicemente per quello che è: Felix. Senza etichette, senza un “prima” e un “dopo”, senza soffermarsi sul colore della sua pelle o sul fatto che la loro situazione economica sia molto diversa. Ezra è ricco, mentre Felix è povero in canna e con un padre che lavora da matti per permettergli di andare alla St. Catherine (una scuola privata di arte) e che con tanti sacrifici ha pagato non solo le sue cure ormonali, ma anche l’operazione per far sì che Felix smettesse di essere una ragazza e potesse finalmente essere quello che sentiva di essere da sempre: un ragazzo.
Felix è, dunque, un adolescente in piena crisi perché deve trovare la sua strada nella vita e vincere una borsa di studio per l’università, perché vuole innamorarsi e perché vuole che suo padre lo accetti e smetta di usare il suo vecchio nome. Vuole essere riconosciuto per quello che è, in barba a tutti gli sforzi che il genitore fa per lui, anche se a volte non sembra.
Felix è, per dirla tutta, un protagonista non proprio amabile.
Ci sono alcuni aspetti di lui che mi sono piaciuti, mentre altre volte l’ho trovato davvero irritante. Continuavo a ripetermi che è un adolescente e che come tutti gli adolescenti pensa di avere ragione e se la prende quando un adulto gli dice che non ce l’ha; ma davvero a volte ho fatto fatica a empatizzare con lui e col modo che ha di comportarsi e di interagire con gli altri. Si piange molto addosso, si commisera, senza rendersi conto di quanto sia molto più fortunato di tanti altri. È vero: è di colore e trans e per questo la gente lo giudica; inoltre, suo padre a volte usa il suo vecchio nome, ma cavolo, ci sta provando! Lo ha supportato in tutte le spese mediche! Potrebbe avere un po’ più di pazienza, no? Dirgli le stesse cose (che sono giuste e che riguardano la sua identità e il riconoscimento della stessa) in un modo meno volubile e arrabbiato, ma più conciliante.
Di sicuro quando la situazione si complica e qualcuno lo prende di mira, ferendolo, allora la sua rabbia e frustrazione diventano più comprensibili, anche se a volte ho davvero faticato a capire perché si comportasse in un determinato modo rispetto al fare un qualcosa che io reputo più logico e maturo.

«È insopportabile vedere come, boh, ci sbatti in faccia di essere trans. Non tutti hanno il lusso di essere così aperti. Non tutti hanno il lusso di poter fare coming out. Io no, per esempio. I miei genitori non mi accetterebbero mai. Eppure tu te ne vai in giro ostentandolo ogni volta che puoi.»
«Non ostento proprio niente, esisto e basta. Io sono così. Non posso nascondermi. Non posso scomparire. E anche se potessi, ‘fanculo, perché dovrei? Ho diritto quanto te di esistere a questo mondo.»

Di questo romanzo ho sicuramente apprezzato il modo semplice eppure efficace con cui comunica argomenti importanti come il rispetto dell’identità di genere, della privacy e dell’outing degli altri e la confusione con cui tante persone devono fare i conti ogni giorno. Ho apprezzato che si specifichi che l’identità di genere e la sessualità sono fluide e che non solo non ci identificano, ma che sono anche del tutto normali e di certo non fonte di giudizio da parte degli altri.
Ho apprezzato che la presenza dei compagni di classe e amici fosse importante e calzante, ricordandomi molto i romanzi e le graphic novel di Alice Oseman, in una storia corale e che rappresenta davvero i ragazzi più giovani.
Ho gradito anche il rapporto con Ezra e la sua evoluzione, il modo in cui si supportano e anche se bisticciano sono capaci di volersi bene oltre la rabbia.
Insomma, un romanzo che è sicuramente un bel prodotto per il messaggio che lascia e per la storia che tratta, ma che non sono riuscita ad apprezzare del tutto perché il protagonista, a volte, ho fatto davvero fatica a comprenderlo e a empatizzare con lui.

4
Pubblicato in: recensioni, salani editore

Recensione “Famiglie Favolose” – Francesco Maddaloni & Guido Radaelli

Titolo: Famiglie Favolose
Autore: Francesco Maddaloni & Guido Radaelli
Genere: Libro per bambini, Illustrato, Transgender
Casa Editrice: Salani Editore
Prezzo: 9,99€
Link all’acquisto: Famiglie Favolose

SINOSSI

CI SONO FAMIGLIE DI OGNI TIPO, TAGLIO E FORMA…
… E alcune sono così favolose che sarebbe impossibile non raccontarne la storia.
Famiglie Favolose narra le avventure di sette famiglie animali davvero speciali, tutte ispirate a fatti realmente accaduti.
Noi le abbiamo semplicemente raccolte, abbiamo aggiunto un po’ di zucchero e tanto colore affinché i bambini potessero concentrarsi sul loro semplice messaggio: che ogni famiglia è una famiglia, al di là del numero dei suoi genitori, della loro razza o del genere. Se anche tu credi che l’amore sia l’unica cosa di cui una famiglia ha bisogno per essere chiamata così, questo libro è per te!

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Con l’ausilio di varie specie di animali e storie semplici ma ricche di morale, Francesco Maddaloni e Guido Radaelli regalano ai lettori (grandi e piccoli) un mare di insegnamenti. Le sette storie presenti, infatti, ci raccontano le diverse famiglie che ci sono nella nostra società odierna, che si discostano molto dalla più classica “mamma, papà e figli”, ma che nonostante questo non hanno nulla da invidiare o sentirsi inferiori.
Che siano due papà, un papà rimasto vedovo, due mamme single amiche, una leonessa che si sente un leone, una coppia eterosessuale o due genitori separati; gli autori spiegano ai bambini che non esistono differenze e che ogni famiglia è speciale a modo suo: l’unica cosa che conta, è che ci sia amore e che gli uni si prendano cura degli altri.
È questo il messaggio di fondo di questo libro illustrato per bambini: il “prendersi cura”, che sta alla base del concetto di “famiglia”. Quante volte le persone che ci vogliono bene ce lo dicono? Molto poche. Ma quante volte ci chiedono se abbiamo mangiato, abbiamo dormito, di andare piano in macchina e così via? Anche se possono sembrare domande e raccomandazioni banali, sono queste la base dell’affetto e il modo in cui una persona ci fa capire che tiene a noi e ci ama.
Grazie anche all’ausilio di sette diversi illustratori, le storie ci vengono narrate in modo semplice ma efficace. Brevi ma piene di tutto quello che c’era bisogno di dire, sono senz’altro una lettura ideale per i bambini e (perché no?) anche per i genitori, che magari riescono a trovare un po’ di consolazione o ad ampliare le proprie vedute.
Un libro dolce, tenero, profondo, una vera “Favola” che tutti dovrebbero leggere.
È la prima volta che recensiamo un libro per bambini, ma spero ce ne sia ancora occasione, perché sapere che finalmente siamo giunti al punto in cui i bambini possono leggere sin da piccoli che le famiglie arcobaleno sono esattamente come tutte le altre, riempie di speranza chi, come me, quando era piccola non avrebbe mai immaginato fosse possibile.

4
Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Stupiscimi” – K. M. Neuhold

Titolo: Stupiscimi
Autore: K. M. Neuhold
Serie: Heathens Ink #6
Genere: Contemporaneo, Threesome, Transgender
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Stupiscimi

SINOSSI

L’amore si moltiplica, non si divide.

Mi hanno cacciato di casa a sedici anni per essere un transgender, ma è stata la cosa migliore che mi sia mai capitata. A ventun anni, ho una nuova fantastica famiglia composta da mio fratello e un gruppo di amici meravigliosi, gestisco la mia attività di fotografo e sono più felice di quanto avessi mai potuto immaginare. C’è solo una cosa che manca… Okay, forse due…
Wyatt e Owen non potrebbero essere più diversi, ma ciò non mi ferma dal volerli entrambi… dall’avere bisogno di entrambi.

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Sesto e ultimo libro della serie, ci racconta la storia di Liam, ragazzo transgender e fratello di Royal, protagonista di “Nudi“. Chi di voi ha letto i volumi precedenti conosce già Owen, tatuatore dell’Heathens Ink, ma non sa ancora chi è Wyatt, migliore amico di Liam.
Insieme a loro incontrerete i ragazzi dell’Heathens, ognuno di loro ha una storia alle spalle che spero avrete l’opportunità di conoscere.
Passiamo però a Wyatt, Owen e Liam, protagonisti di “Stupiscimi“.
Wyatt è il più lineare e semplice tra i tre, ma non per questo passa inosservato. La sua personalità fa da collante e mostra aspetti dei suoi partner che altrimenti sarebbe stato impossibile notare. Vedere le sue reazioni e il modo in cui affronta le novità mi ha stupita. È davvero ben caratterizzato.
Owen è sicuramente il mio preferito. Il suo passato mi ha incuriosita moltissimo e l’aggiunta di una scena importante per lui sul finale mi ha commossa più di quanto potessi immaginare. Mi dispiace che si sia concentrata su di lui l’attenzione del lettore per molto tempo, ma che poi ci si sia rivolti verso altro e il passato di Owen è stato “facilmente” affrontato e superato. Questo personaggio poteva dare di più. Dolce e silenzioso, permette a tutti i suoi amici di vedere un lato di sé, malgrado non riesca ad aprirsi totalmente. Un personaggio inizialmente oscuro, ma che poi si espone (con fin troppa facilità verso Liam e Wyatt).

“Voglio far parte della famiglia dell’Heathens, se me lo permetteranno… se dovessi perfino meritarlo.”

Liam è al centro del trio. Ottiene ciò che ha sempre voluto e proprio su di lui si concentra l’intera storia. Non ho amato particolarmente questo personaggio, è sempre stato in primo piano, nei pensieri degli altri due protagonisti e del lettore, che non può proseguire la lettura senza pensare a Liam in ogni momento. La sua personalità è però originale e interessante, con qualche accorgimento in più nella storia poteva  essere uno dei migliori protagonisti.
Non mi è piaciuto il modo in cui sono stati uniti i tre ragazzi. Ho sempre qualche problema ad accettare le coppie che diventano un trio, poiché si presenta sempre uno di loro come “terzo”. In questo caso, Wyatt si distacca molto da Owen e Liam, nonostante mi sia piaciuto molto come personaggio. Per evitare questo distanziamento fin troppo palese, sono state inserite occasioni in cui Wyatt e Liam si avvicinano tra loro. L’idea era davvero buona, peccato siano stati inseriti baci tra i due. Non ho compreso molto il senso di ciò. Il trio non esiste ancora, però esiste una coppia, quindi perché creare un’altra coppia e rendere così palese che Wyatt debba essere inserito a forza e che Liam pensi solo a ciò che desidera e non al fatto che sta baciando qualcuno pur essendo fidanzato? Non ho problemi se viene inserito il tradimento e descritto bene, ma qui non viene neanche considerato un tradimento, solo qualche bacio innocente.

“Cosa ti fa pensare di avere il diritto di dire cosa è giusto?”

Insomma, i personaggi mi sono piaciuti abbastanza e anche la storia di contorno, ma l’unione dei tre ha fatto acqua da tutte le parti arrivati ad un certo punto. Era forse il libro che più aspettavo dell’intera serie, è un peccato che non abbia mostrato il meglio.
Nel complesso, però, ha terminato una serie che seguivo con piacere e che sicuramente terrò vicina per poterla rileggere in futuro.

3.5
Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, uno collettivo

Recensione in anteprima “Sugar? Yes, please” – A. L. Red

Titolo: Sugar? Yes, please
Autore: A. L. Red
Genere: 
Contemporaneo, Gap Generazionale, Threesome, Transgender, Kink
Casa Editrice: Uno Collettivo
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Sugar? Yes, please

SINOSSI

Alex ha bisogno di soldi e quando Mark, un ricco avvocato, gli offre un lavoro come sugar baby, lui non si tira indietro, nonostante non trovi molto attraente il suo nuovo datore di lavoro.
Quello che trova attraente dal primo istante, però, è il vecchio sugar baby di Mark; James infatti è il suo tipo ideale. Solo che James è innamorato di Mark.
E se anche Alex si accorgesse di cominciare a provare sentimenti per il suo sugar daddy?

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Ammetto che sono fan delle storie MMM e ho iniziato questo libro con tanti buoni propositi, che non sono stati affatto delusi. Inoltre, il fatto che uno dei tre personaggi fosse AFAB (Assigned Female at Birth) non mi ha disturbata affatto. Anzi, ha reso la storia ancora più intrigante e particolare.
Alex, un giovane squattrinato che lavora come fattorino per cercare di restare a galla, incontra Mark nel modo più inaspettato ma semplice possibile: durante una consegna. Mark, un ricco avvocato di successo, non lo attrae molto dal punto di vista fisico ma c’è qualcosa in lui, oltre ai suoi soldi, che lo intriga. Quando Mark gli propone di diventare il suo sugar baby, Alex esita giusto un attimo prima di accettare. Dopotutto, desidera una certa stabilità e non doversi più preoccupare dei soldi, dopo aver passato tutta la vita nella miseria.

Di nuovo, si sentì come se dovesse essere lui a pagare per il piacere che Mark gli faceva provare.

È solo più tardi, quando ormai Alex e Mark hanno raggiunto una certa intesa, e non solo dal punto di vista fisico, che entra in scena James, lo storico sugar baby di Mark. Appena lo vede, Alex prova una sorta di colpo di fulmine, un’attrazione istantanea, qualcosa che lo stesso James sembra ricambiare, nonostante i suoi sentimenti per Mark siano palesi e molto profondi.
Mi sarebbe piaciuto che il personaggio di James apparisse prima e trovasse più spazio tra le pagine, perché con la sua spigliatezza, la sua ironia e il suo modo di vedere il mondo, ha davvero reso la storia più intrigante. Tuttavia, capisco la scelta dell’autrice, che doveva dare la precedenza ad Alex e al suo rapporto con Mark.

Gli unici che aveva voglia di vedere erano Mark e James, e a loro tre bastava un solo letto.

Per quanto il finale mi sia sembrato leggermente affrettato, dato che sarebbe stato carino leggere ancora qualche capitolo, soprattutto perché la storia aveva ancora alcune cose da dire, questo è solo un mio pensieri e niente viene comunque lasciato a metà. Le scene di sesso, per quanto frequenti, ben dettagliate e molto hot, si incastrano bene col genere di storia che viene raccontata e rendono molto sensuale la lettura. In definitiva, un bel libro che consiglio di leggere.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: dietro le quinte con..., recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima di “Cuori di Carta” + intervista all’autric* N. J. Lysk e alla traduttrice Maria Vitrano

Come si evince già dal titolo, il post di oggi sarà un po’ diverso dal solito in quanto vedrà non solo la recensione di “Cuori di Carta“, l’ultimo libro che N. J. Lysk ha fatto tradurre in italiano per noi lettori dello Stivale, ma anche un’intervista all’autric* stess* e alla traduttrice, Maria Vitrano, che hanno risposto ad alcune nostre domande raccontandoci alcuni “Dietro le quinte” di questo libro, ma in generale del loro percorso e del loro lavoro.
Buona lettura!

RECENSIONE

Titolo: Cuori di carta
Autore: N. J. Lysk
Serie: Percorsi inconsueti #1
Genere: Paranormal, Mutaforma, Gap Generazionale, Mpreg, Transgender, Festività
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Cuori di Carta

SINOSSI

Un lupo mannaro alfa. Un umano. Un’intera settimana di celebrazioni di San Valentino.

La vita di Abel non sta andando secondo i piani. Subito dopo aver terminato gli studi, ha trovato un omega di cui si è innamorato e hanno avuto una bambina insieme. Ora quell’omega si è appena accoppiato con qualcun altro.
Abel è determinato a godersi di più il tempo con la figlia e a essere felice per il suo ex, ma ha ancora troppo tempo libero, così quando la scuola di Eve organizza un’intera settimana di celebrazioni di San Valentino, si confronta con l’insegnante che se ne occupa.
Se c’è una cosa che Deryn sapeva di volere, era insegnare, ma il lavoro vero e proprio richiede lunghe ore e molte decisioni prese rapidamente. Inoltre, nella sua cittadina natale in Galles, non ci sono molte possibilità di socializzare per un gay che non vuole un incontro anonimo da dimenticare in fretta.
Incontrare l’uomo dei suoi sogni nella propria classe sembra troppo bello per essere vero, e infatti, naturalmente, viene fuori che Abel è il genitore di uno dei suoi studenti.

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Abel è un Mutaforma che sta avendo qualche problema a far andare la sua vita come vuole.
Dopo che da ragazzo si è innamorato di un Omega, Tristan, e con lui ha messo al mondo una figlia, Eve, il loro amore è finito e adesso Tristan è innamorato di qualcun altro.
Abel è felice per lui, davvero. Non è più innamorato di Tristan, benché nutra per lui un enorme affetto e abbiano la custodia congiunta della figlia, che vive con loro, ma ciò non toglie che si senta solo e che vedere l’altro così felice lo faccia un po’ soffrire.
Di sicuro non pensava che un Umano, un certo Deryn, oltretutto insegnante di Eve, possa dargli tutto quello che stava cercando e che nemmeno aveva immaginato.
Le cose tra loro iniziano in maniera curiosa, perché Abel si ritrova a criticare (seppur non troppo esplicitamente o con durezza) l’idea di Deryn di dedicare un’intera settimana scolastica alla festa di San Valentino.
Deryn è consapevole che quella sua idea potrebbe incorrere in qualche rimprovero, ma è anche convinto che possa essere utile, quindi perché no? Abel sarà anche un uomo molto sexy, ma è il papà di una sua alunna, quindi off-limits. O no?
Nuovo romanzo di N. J. Lysk tradotto in italiano, stavolta ci discostiamo dalla sua serie più conosciuta e ci addentriamo nel mondo di Abel e Deryn (con annessi personaggi di contorno, che di sicuro non mancano di far sentire la loro presenza), che all’apparenza sembra più semplice ma che al contempo racchiude sfumature importanti e condizioni che entrambi, seppur in modo diverso, devono affrontare e confidare, con la paura di non essere accettati.
Non voglio entrare troppo nei dettagli per non spoilerare cose che magari non volete sapere prima di leggere, ma sappiate che anche stavolta l’autrice sa sorprendere noi lettori con tematiche insolite e personaggi particolari, come è suo stile e consuetudine.
Una storia d’amore dolce perfetta per il periodo di festa in cui è ambientata, ma anche piccante come N. J. Lysk ci ha abituate.
Un romanzo che consiglio se volete una storia diversa dal solito.

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Adesso vi lascio all’intervista, che di sicuro vi regalerà molte curiosità interessanti!


INTERVISTA

Buongiorno Mx. Lysk e Mrs. Vitrano. Grazie per essere qui con noi oggi!

  1. Partiamo con la prima domanda. Mx. Lysk: quando ha cominciato a scrivere? Mrs. Vitrano: quando ha cominciato a tradurre libri? Raccontateci il percorso che vi ha condott* a questo punto e presentatevi ai nostri lettori! 

Mrs. Vitrano: Sono decisamente una “novellina”, mi sono approcciata al mondo delle traduzioni all’inizio del 2021. Ho sempre avuto la passione per la lingua inglese e l’ho sempre studiata, sia seguendo un percorso di studi, che purtroppo non ho potuto terminare, che facendo dei corsi e tenendomi aggiornata con film, lettura, e canzoni. Ho sempre amato leggere, e dopo essermi appassionata al mondo MM e all’universo LGBTQ+ mi sono detta: “Perché no? Proviamo a scrivere agli autori che mi piacciono e che non sono ancora stati tradotti in italiano, e vediamo che succede!” Credo di aver mandato almeno una cinquantina di email proponendo il mio lavoro, e finalmente, a febbraio ho iniziato a ottenere qualche risposta. Attualmente sono arrivata a collaborare con sei autori che scrivono della comunità o ne fanno parte, ho tradotto 12 libri e ne ho altri in agenda.

Mx Lysk: Io sempre ho scritto, ma non ho finito niente fino al 2009 e non ho pubblicato nulla fino al 2014! Quindi possiamo dire che è stato un periodo di pratica abbastanza lungo. Alcune cose le scrivo da quando ero giovane, come i gemelli! Ma in realtà sono sempre stata nel Team Vampire perché amavo Anne Rice (che angoscia e che dramma!) quindi è stata una sorpresa per me innamorarmi dei lupi mannari e iniziare a scrivere di loro. Ma chi può resistere alla Luna? ;p
Ora sto pensando che voglio scrivere di streghe e di magia astrologica collegata agli elementi.

  1. Mx. Lysk e Mrs. Vitrano: quando avete cominciato a collaborare e come organizzate solitamente il Vostro lavoro?

Mx Lysk: Abbiamo cominciato a collaborare da meno di due mesi! Ma c’è stata una connessione davvero istantanea. Un fan italiano ha letto i sample di tutti i traduttori che ho intervistato per il lavoro e ha decisamente preferito quello di Mary. Adesso ho parlato con lei (un po’ in inglese, un po’ in italiano) del mio piano di collaborare (in questo caso, io leggo la traduzione e le do la mia opinione, questionando scelte di vocabolario, a volte anche troppo, ma Mary è super paziente con me e m’insegna molto 🙂 In termini di logistica, Mary mette la traduzione su Gdocs dove io e il lettore beta possiamo fare commenti 🙂

Mrs. Vitrano: Per me è stato un vero onore essere contattata da N.J., è stata la prima volta che un autore ha richiesto la mia collaborazione e non il contrario, per cui ero molto gasata. Lavorare con lei è molto semplice perché è una persona davvero disponibile, disposta a chiedere quando ha qualche dubbio e ad ascoltare le motivazioni di una determinata scelta, sia grammaticale che lessicale o altro. Ha una mente molto acuta e pragmatica che permette di vedere le cose da un punto di vista a cui magari, presa dal processo di traduzione, inizialmente non avevo pensato.
E’ stata lei a proporre di utilizzare Gdoc e devo dire che mi trovo benissimo. Ogni dubbio viene espresso e chiarito in tempi brevi e ciò permette di essere sempre al passo con le scadenze.

  1. Mx. Lysk: l*i è molto appassionat* del tema Omegaverse. Ci può raccontare com’è nato questo interesse e da dove vengono tutte le idee? Come avranno notato i Suoi lettori, sa creare personaggi, tematiche ed eventi davvero particolari.

Mx Lysk: La cosa interessante è che dieci anni fa io dicevo che l’mpreg non mi piaceva affatto! Prima ho cominciato a leggere fanfiction M/M (Harry Potter, Stargate Atlantis, Supernatural e una dozzina d’altri) e in quel momento ho trovato l’omegaverse e non so bene come mi ha catturato il cuore. Il conflitto sociale, il calore, l’eterna domanda su chi è una persona, quello che pensa o le sensazioni che gli manda il corpo? Quello che la società si aspetta o qualcosa di diverso che solo lui/lei può trovare?
Molte delle mie idee sono fantasie sessuali (“Omega al Chiaro di Luna“, “Un Omega per  il Branco
[nei link trovate le nostre recensioni. n.d.r.]), ma una volte ‘attivate’ tendono a sorgere domande più profonde riguardo alle relazioni interpersonali e intrapersonali. Questi eventi a volte ‘estremi’ mi permettono esplorare la natura umana.

  1. Mrs. Vitrano: quando Le viene proposto un testo da tradurre, su cosa basa la scelta di fare o meno il lavoro? È selettiva rispetto al tema e/o all’autrice, o tiene conto di altri particolari? 

Mrs. Vitrano: Devo dire che sono fortunatissima, essendo specializzata nel tradurre romanzi ambientati nel mondo LGBTQ+, che amo e adoro al punto da non leggere quasi più MF a meno che l’autore non sia uno dei miei preferiti, non mi sono mai trovata nella posizione di rifiutare un testo. Esiste qualcosa che non tradurrei mai? Sinceramente, non credo. E’ normale che da lettrice amante del genere ho le mie preferenze, ma credo che il lavoro è lavoro e vada rispettato indipendentemente dai gusti personali. Mi sono trovata a tradurre sottogeneri che non avevo mai letto e ad amarli; ad esempio, non avrei mai pensato di tradurre “l’omegaverse” eppure è stato il primo sottogenere che mi è stato affidato. Ci tengo a sottolineare che gli autori con cui collaboro sono indipendenti, quindi cerchiamo sempre di venirci incontro sia a livello di tempi di consegna che di costi che di ogni altra esigenza l’uno o l’altra possano avere.

  1. Mx. Lysk e Mrs. Vitrano: come si svolge una Vostra giornata tipo? Raccontatecela!  

Mrs. Vitrano: Essendo “mamma” di un cane e un gatto, non mi sveglio quasi mai dopo le otto: i pelosetti hanno le loro esigenze 🙂 Ho anche un lavoro part-time che mi occupa metà della giornata, pertanto, il resto del tempo è dedicato alle traduzioni. Generalmente lavoro su più progetti contemporaneamente, per cui le ore dedicate alla scrittura le gestisco principalmente in base alle scadenze, ma in linea di massima lavoro su un paio di capitoli al giorno per ogni romanzo. Tra le 19 e le 19.30 termina la mia giornata lavorativa e quello è il tempo riservato alla mia famiglia. Preparo la cena, do da mangiare agli animali, sto un po’ con mio marito, e quando dormono tutti mi dedico alla lettura, per piacere questa volta.

Mx Lysk: Sono una nottambula, quindi tendo a svegliarmi intorno alle 10 del mattino, fare colazione, scrivere nel mio giornale, pulire un po’ tutto e dopo cerco di fare editing, che è la parte più difficile della scrittura per me. Quando scrivo un libro, mi piace sfidare me stessa a scrivere ogni giorno senza fermarmi. Una volta ho scritto ogni giorno per 465 giorni! Faccio una pausa per il pranzo alle 1-2 del pomeriggio, poi dipende dai giorni e dalle settimane. Attualmente prendo lezioni di canto, faccio pole dance e aerial yoga, d’estate mi piace anche andare sui rollerblade in giro per Londra. E leggo, ovvio! Principalmente in inglese ma a volte anche in italiano, spagnolo o francese.

  1. Mx. Lysk: visto che l’intervista è legata alla recensione di “Cuori di carta”, può raccontarci come ha avuto l’idea della storia e se si è ispirat* a qualcosa in particolare?

Mx Lysk: Dopo aver scritto “Un Omega Inaspettato“, mi è venuta l’idea di scrivere un romanzo per Abel, che è l’ex fidanzato dell’omega protagonista di quella storia. Per molto tempo, Abel e Tristan hanno avuto una relazione di amici con benefici per aiutare Tristan con i suoi calori… Ma quando Tristan trova l’amore, quella si interrompe e Abel si trova solo per la prima volta in più di un decennio. E dove può trovare l’amore un alfa con una figlia alle medie? Alla scuola stessa! Ed ecco Deryn che ritagliava cuori di carta ed era pronto a difendere San Valentino! Il resto è… “Cuori di Carta“. ;p

  1. Mrs. Vitrano: sempre parlando di “Cuori di carta”; come si è approcciata alla traduzione? Ha riscontrato qualche difficoltà?

Mrs. Vitrano: Tradurre “Cuori” non è stato affatto difficile, avevo già tradotto il mondo A/B/O [Alfa/Beta/Omega n.d.r.] e torno sempre volentieri dai mutaforma. Lavorare con N.J. è molto stimolante. E’ una persona molto disponibile, aperta al confronto e ai suggerimenti. Abbiamo riso insieme, per esempio quando ho frainteso “Chess” come una parolaccia inventata, quando era semplicemente il club di scacchi… quanto è strana la mente umana; ma abbiamo anche affrontato argomenti più seri, [SPOILER DI UN ARGOMENTO IMPORTANTE NEL LIBRO] ad esempio abbiamo discusso molto riguardo a un personaggio trans e alla sua anatomia successiva al processo di transizione puramente ormonale. [FINE SPOILER]
Quando hai dall’altra parte una persona comprensiva e disposta a spiegare i motivi di una scelta effettuata, raramente si riscontrano difficoltà.

  1. Mx Lysk: quando crea un personaggio, si ispira a qualcuno che conosce o sono tutti basati solo sulla sua fantasia?

Mx Lysk: Tutti i miei personaggi sono basati… su di me! Normalmente si presentano una volta la storia è iniziata. Per me scrivere sempre è un po’ come una terapia, nel senso che posso esplorare qualsiasi cosa stia accadendo nella mia vita, o guardare indietro alla mia vita e alle mie relazioni. A volte lo faccio solo per le parti sexy, naturalmente ;p

Concludiamo l’intervista ringraziando Mx. Lysk e Mrs. Vitrano per il loro tempo. Siete stat* carinissim* e i nostri lettori saranno molto felici di scoprire così tanti retroscena del Vostro lavoro!


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: mondadori, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Cemetery Boys” – Aiden Thomas

Titolo: Cemetery Boys
Autore: Aiden Thomas
Genere: Transgender, Paranormal, Fantasmi, Festività
Casa Editrice: Mondadori Oscarvault
Prezzo: 9,99€
Link all’acquisto: Cemetery Boys

SINOSSI

YADRIEL HA EVOCATO UNO SPIRITO, E ORA NON RIESCE PIÙ A LIBERARSENE.

Yadriel è un ragazzo trans, ma i suoi – una famiglia latinx molto tradizionalista – faticano ad accettarlo. Lui, però, è determinato a dimostrare loro di essere un vero brujo e con l’aiuto di Maritza, sua cugina­ nonché migliore amica, decide di celebrare da solo il rituale dei quinces, ritrovare il fantasma di suo cugino Miguel, morto assassinato, e liberarlo nell’aldilà.
Ma il fantasma che evoca è quello di Julian Diaz, il bello e dannato della scuola, il quale non ha alcuna intenzione di tornarsene buono buono tra i morti. Anzi è ben deciso a scoprire cosa gli è successo e a chiarire alcune questioni lasciate in sospeso. Yadriel, che d’altronde non ha molta scelta, accetta di aiutare Julian, in modo che entrambi possano ottenere ciò che desiderano. Solo che, più tempo passa con lui, meno ha voglia di lasciarlo andare.

Slanif2

Yadriel ha quasi sedici anni e sogna da tutta la vita di essere un brujo.
Cos’è un brujo, direte voi? Beh, spiegato in parole semplici, è una sorta di traghettatore terreno per i defunti. La famiglia di Yadriel, infatti, ha tradizioni antichissime e da generazioni e generazioni si tramandano questo dono. Quello che in sostanza riescono a fare – oltre a vedere e interagire con i fantasmi dei defunti – è recidere il legame terreno (che ha la forma di un filo dorato che collega il centro del petto del fantasma all’oggetto terreno che rappresenta la loro àncora col mondo dei vivi) tra gli spiriti e la terra, liberandoli nell’aldilà prima che diventino malignos (ovvero degli spiriti maligni, perdendo tutta l’umanità che conservano e trasformandosi in mostri senza anima né cuore).
Per essere un brujo, però, devi essere un uomo. E Yadriel non lo è. Non di nascita, per lo meno. Il ragazzo, infatti, è nato ragazza e anche se non si è mai identificato nell’identità di donna, la comunità brujo non vuole renderlo tale perché è sicura che non funzionerebbe.

«Perché devi per forza dimostrarli che sei un brujo – un ragazzo?» chiese all’improvviso Julian, fissando accigliato il soffitto.
La domanda prese Yadriel alla sprovvista. Probabile che Julian stesse ancora pensando a quello che aveva sentito mentre era nel sarcofago.
«Perché dovresti dimostrare qualsiasi cosa a qualcuno?»
Yadriel si mosse, a disagio. «È così che vanno le cose, è così che sono sempre andate. Se voglio che mi permettano di essere un brujo…»
«Non hai bisogno del permesso di nessuno per essere te stesso, Yads» lo interruppe lui.

Che fare, dunque?
Ma farsi aiutare da sua cugina/migliore amica Maritza, che è una bruja che però rifiuta i suoi poteri e vorrebbe essere un fabbro, non una guaritrice. Infatti, le bruja sono capaci – tramite un rosario che portano sempre appeso al collo e che è personalizzato per ognuna di loro – di curare praticamente qualsiasi cosa, anche l’animo delle persone. Per farlo, però, serve sangue animale e Maritza è vegetariana. Capite che non funziona, giusto? Ecco. Però, come dicevamo, è figlia di colui che fabbrica i pugnali (che sono, per gli uomini, l’equivalente dei rosari delle donne. Il catalizzatore della loro magia) e, in segreto, ne ha fabbricato uno per Yadriel.
Maritza, infatti, crede fermamente che il cugino possa essere un brujo ed è risoluta ad aiutarlo con tutte le sue forze.
Non entrerò più nel dettaglio di quello che succede nelle prime pagine del romanzo, perché non voglio togliervi la sorpresa, ma per farla breve, quando finalmente Yadriel sembra essere riuscito a diventare un brujo, per completare il rituale e dimostrare di esserlo davvero, invoca uno spirito. Peccato che non è quello di suo cugino Miguel (che sperava di evocare per avere delle risposte, essendo spirato poche ore prima e il cui corpo nessuno riesce a ritrovare), bensì quello di Julian Diaz, che non fa parte della comunità e che, anche lui sedicenne, frequentava la stessa scuola di Yadriel e Maritza.
Julian, seppur capisce di essere morto, non sembra particolarmente sconvolto e decide di fare un patto con Yadriel: se lui lo aiuterà a confermare che i suoi amici stanno bene, allora Julian lo aiuterà a completare il suo rituale come brujo e gli farà liberare la sua anima nell’aldilà.
Sembra facile, giusto? E invece…

«Wow, hai una faccia…» disse con una risatina. «Che è successo?»
«Julian è successo»

Mi fermo qui nel raccontarvi la trama, perché davvero dovete scoprire la storia di Yadriel e Julian piano piano, pagina dopo pagina, facendovi ammaliare dalla dolcezza e al contempo dalla sfrontata ingenuità di questi due giovanissimi protagonisti che devono affrontare problemi ben più grandi di loro.
Yadriel, infatti, come accennavo prima, ha tantissime difficoltà a farsi accettare come brujo e come ragazzo trans, ma anche a perdonare la sua famiglia, che spesso si rivolge a lui ancora come a una ragazza. Sta combattendo una battaglia complicata e si sente isolato nel farlo (benché Maritza lo spalleggi sempre in tutto e per tutto). Da quando sua madre è morta, qualche mese prima, riuscire a farsi capire da suo padre è diventata un’impresa che a volte lo logora fino a sfiancarlo.
Julian, d’altro canto, non ha avuto una vita facile e ci sono molte ombre nella sua vita, ma nonostante sia morto così giovane e potrebbe avere tutti i motivi per piangere, ne trova sempre uno per sorridere e divertirsi.

Julian era terribilmente bello, bello come una tempesta – selvaggia, aspra, elettrica.
E destinata a lasciarsi una scia di devastazione alle spalle.

Ho amato tanto, il personaggio di Julian. È un vulcano di sentimenti perennemente in eruzione, una luce nella vita di Yadriel, che non si è mai accorto quanta cupezza convivesse con lui fino a quando Julian, con le sue risposte piene di modi di dire incasinati e la quasi dolorosa schiettezza, non gli dimostra quanto invece potrebbe essere luminosa e tutto molto più facile.
Ho amato anche la fragilità di Yadriel, che così disperatamente vuole essere accettato, con la speranza che le persone vadano oltre il suo genere di appartenenza alla nascita, vedendo quello che lui invece, semplicemente, è.

Julian era la persona più viva che avesse mai conosciuto.
Perfino da spirito era allegro e pieno di energia, sempre in movimento. Un sole intrappolato nel corpo di un ragazzo. E Yadriel non voleva vederlo senza la sua luce.

Ho adorato che la famiglia di Yadriel vivesse nel cimitero; così come tutta la tradizione messicana del Dia de Muertos, che è sostanzialmente l’altra protagonista della storia, insieme alla Santa Muerte (la divinità della morte che la famiglia di Yadriel venera e onora col suo lavoro come bruj*).
Ammetto di aver sempre subito un certo fascino a riguardo e ne so un po’, quindi è stato davvero bello immaginare nella mia testa cosa dovesse essere questa scena o quell’altra, avendo chiaro di cosa stavamo parlando e riuscendo a immaginarle in tutta la loro potenza.

Nessuno si meritava di essere uno spirito a metà fra due mondi, soprattutto non Julian. Era un ragazzo di fuoco trasformato in ghiaccio. Il suo destino era bruciare.

Un romanzo che parla di morte, è vero, ma che lo fa con un modo profondamente opposto a quello a cui siamo abituati.
Per la cultura messicana, infatti, la morte non è una tragedia, ma solo una fase della vita. Un momento che arriverà, e che tutta la comunità farà in modo di farti affrontare col sorriso sulle labbra, allietando con qualsiasi mezzo a sua disposizione le tue ultime settimane sulla terra. La vivono come un qualcosa che toglie, ma anche che dà, perché è tra la notte del 31 ottobre e l’alba del 2 novembre che i morti della comunità bruj* tornano nel mondo dei vivi e riabbracciano i propri cari.
Avendo la possibilità di guarire le anime, la comunità vive il trapasso come qualcosa non da temere, ma semplicemente da vivere.
Non so bene se sono riuscita a spiegare la cosa, ma sono sicura che leggendo il romanzo capirete fino in fondo cosa sto dicendo.
Capirete la scintilla d’amore, piccola e luminosissima, che nascerà tra Yadriel e Julian nonostante le ovvie impossibilità di stare insieme, e forse vi scapperà anche una lacrimuccia quando le cose sembreranno farsi irreparabili.

Per quanto tempo, dopo che Julian se ne fosse andato, Yadriel avrebbe sognato lui e questa giornata? Non lo sapeva, ma in ogni caso pensava che, nonostante tutte le notti insonni che lo aspettavano, ne era valsa la pena.

Se, concludendo, dovessi trovare un difetto a questo libro, sarebbero due cose: l’utilizzo di molte parole spagnole (a volte intere frasi) di cui non viene riportata la traduzione, non rendendo sempre facile la comprensione a chi – come me – non parla una singola parola di spagnolo. Andando avanti poi le cosa si capiscono, ma secondo me sarebbe stato più efficace mettere una sorta di traduzione o comunque di spiegazione subito dopo, così da non far perdere la fluidità di lettura.
La seconda cosa, forse, sono le ultime venti/trenta pagine. Considerando tutta l’attenzione e la (giustissima) lentezza che l’autore dà al rapporto nascente tra Yadriel e Julian, avrei preferito che anche le fasi finali venissero affrontate con una maggiore calma, benché questo non implichi che ci si perda qualcosa nella lettura o che qualche risposta finale manchi. Avrei semplicemente voluto avere modo di godermi le dinamiche un po’ di più.
Ma forse era solo il mio desiderio che la storia non finisse, chi lo sa…
Che dire, dunque, se non: leggetelo? Davvero, non ve ne pentirete! Io, intanto, mi vado a ordinare il cartaceo, che necessito di averlo nella mia libreria!

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “Una seconda occasione” – Jay Northcote

Titolo: Una seconda occasione
Autore: Jay Northcote
Genere: Contemporaneo, Transgender
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,23€
Link all’acquisto: Una seconda occasione

SINOSSI

Tutti meritano una seconda occasione.

Nate e la figlia adolescente sentono il bisogno di un nuovo inizio, perciò tornano al paesino in cui lui è cresciuto. Nate, transgender, e non è abituato a rivelare la propria storia, quindi vivere dove la gente lo conosceva anche prima gli è difficile. Quando riprende i contatti con Jack, il migliore amico dei tempi della scuola, e cotta non ricambiata, i sentimenti ritornano più forti che mai.
Jack è tornato a casa per rimettere in ordine la propria vita dopo che la dipendenza dall’alcol gli ha fatto perdere tutto: il lavoro, la patente, e quasi la vita. Abita dai genitori, cosa tutt’altro che ideale, ma rinfocolare la sua amicizia Nate, o con Nat, come lo chiamava una volta, è un bonus inaspettato dell’essere tornato a casa. È sbalordito dalla trasformazione di Nate, e non può negare la propria attrazione. Cercare di avere qualcosa di più dell’amicizia potrebbe rovinare quello che hanno già, ma la chimica tra di loro è innegabile.
Nate dubita che i suoi sentimenti siano ricambiati, e sente che rischia di ritrovarsi con il cuore infranto. La riluttanza di Jack all’idea di dire ai genitori dei loro rapporti non fa che rafforzare i suoi dubbi. Con entrambi i loro cuori in prima linea e la loro felicità in ballo, Jack deve sistemare le cose, e Nate deve essere pronto a dargli una seconda occasione.

Evelyne2

Aspettavo di poter leggere questo romanzo da molto tempo e finalmente ho potuto conoscere Nate, Cassie e Jack. Non avevo ancora letto la sinossi, ma una volta scoperto che uno dei protagonisti era un ragazzo trans e che lo scrittore fosse Jay Northcote, doveva essere mio. Chi ha letto alcune delle sue opere conosce già la capacità di questo scrittore di trasmettere emozioni davvero forti e uniche quando si tratta di tematiche di questo tipo.
Conosciamo Nate quando ha già piena consapevolezza di sé. Non abbiamo conosciuto Nat e la sua sofferenza, ma riusciamo a scorgerla grazie ai racconti di Jack. I due sono stati migliori amici da adolescenti e ora stanno imparando a conoscersi di nuovo.
Ho amato la naturalezza con cui Jack segue Nate sin da subito, lo apprezza e si schiera a sua difesa ogni qualvolta gli viene fatto pesare il suo passato. Il rapporto tra i due è complesso, ma molto introspettivo. Il lettore conosce i pensieri di entrambi e questo ci permette di comprendere quanto essere accettato per chi è davvero significhi per Nate. Mi hanno commosso alcuni momenti particolarmente toccanti, dove l’autore presenta la sofferenza di Nate con una chiarezza incredibile. L’aggiunta di Cassie al tutto non fa altro che amplificare quello che è un padre amorevole in una posizione difficile.
Mi sarebbe piaciuto che i due protagonisti avessero una caratterizzazione più matura. In alcuni momenti ho avuto quasi la sensazione che Cassie fosse più adulta di Nate e Jack. Sicuramente è tutto accentuato dalla situazione familiare dei due e dall’assenza di privacy, che ci fa vedere due adulti in una condizione che solitamente è tipica degli adolescenti.
Anche se poteva essere migliore, credo che la loro caratterizzazione fosse voluta. L’autore voleva sicuramente dare un’idea insolita e nuova di due personaggi semplici, ma articolati al tempo stesso.
Leggere nel particolare le scene di sesso mi ha intrigata molto, soprattutto perché sono pochi gli autori disposti ad una così minuziosa descrizione. Sono sensuali ma anche interessanti, per il modo in cui vengono presentate.
Le riflessioni dei personaggi coprono gran parte della narrazione, mostrandoli sotto ogni punto di vista. Trovo che questo stile si unisca bene al tipo di storia e alle riflessioni su cui l’autore voleva concentrare l’attenzione.
Come ogni storia di questo autore, è stato piacevole poterla leggere e apprezzare l’attenzione nei dettagli che da sempre mostra per questa tematica.

4
Pubblicato in: arkadia edizioni, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Cantico dell’abisso” – Ariase Barretta

Titolo: Cantico dell’abisso
Autore: Ariase Barretta
Genere: Contemporaneo, Transgender, Gap Generazionale, Incesto
Casa Editrice: Arkadia Edizioni
Prezzo: 13,00€
Link all’acquisto: Cantico dell’abisso

SINOSSI

Mark Ruxsberg e Chris Green sono detective straordinari, anche se far parte della task force narcotici della polizia di Atlanta li fa finire spesso nei guai. Non perdono occasione di far impazzire i superiori con le loro spericolate acrobazie, che causano parecchie volte danni molto cost”Cantico dell’abisso” è il ricordo di un’estate che racchiude tutto il simbolismo della scoperta, dei sogni, della consapevolezza, della violenza e dell’accettazione di sé. È la storia di Davide, di situazioni apparentemente incredibili, di messe in scena che servono in modo utile e funzionale a raccontare la verità o, se si vuole, una delle tante realtà possibili. È la vicenda di un tredicenne che vive a Bologna e che ama visceralmente suo padre, Osvaldo, in modo morboso, incapace di stabilire un limite o un oltre che non deve essere travalicato. Davide affronta la sua acerba consapevolezza in modo aperto, in un viaggio che lo porterà all’emancipazione e categoriche scelte di vita, non ultima quella di convivere serenamente con la propria omosessualità e con la decisione di diventare transgender. Nel romanzo di Ariase Barretta nulla è più potente della realtà, in una narrazione fluida che mescola passato e presente, dolore e promesse di una vita migliore.

Evelyne2

Ho iniziato questo libro con molte aspettative. La storia narrata è una di quelle che si legge con difficoltà, ma che se affrontata con attenzione può portare a riflessioni importanti. “Cantico dell’abisso” è stato un salto nel vuoto, poiché non avevo ancora mai letto nulla di simile e non sapevo come approcciarmi a questo giovane ragazzo in preda ai dubbi e a un’eccitazione inspiegabile. Ho iniziato con timore, ma con il desiderio di comprenderlo e seguirlo nel suo racconto.
Purtroppo questo non è avvenuto. In alcuni momenti ho visto questa potenzialità in cui tanto speravo. Piccole frasi, eventi narrati seppur velocemente, ma che mi mostravano un mondo con tante sfumature, interessante e che mi incuriosiva. Nella gran parte però, questo non ho potuto vederlo.
Vengono affrontati svariati temi importanti, primo tra tutti l’amore per un padre che non merita di essere definito tale. La scoperta di se stessi, una presa di posizione che cambia la vita… Sono temi che non lasciano dubbi, ma che mostrati da un unico punto di vista sembrano quasi limitarsi ad una mera sfumatura di un qualcosa di più grande.

“Come poteva amarlo e desiderarlo davvero? Era impossibile. Lei non lo amava. Io lo amavo, invece. Io sì che lo amavo. E lo desideravo più di ogni altra cosa al mondo. Anche prima di vederlo nudo al fiume insieme ai suoi amici.”

Davide, Osvaldo, Mauro, Rachele, Giuseppina… Sono tutti personaggi che si mostrano nella loro naturalezza, a volte volgarmente, ma che non nascondono il crudo realismo che caratterizza la narrazione. Non mi ha disturbato leggere di eventi raccontati da un punto di vista che non nascondeva nulla di questa eccessiva volgarità, ma anzi la accentuava ancora di più. Mi ha disturbata non riuscire a seguire il protagonisti, poiché con le sue divagazioni mi portava spesso fuori strada. Ho rischiato di confondere tra loro eventi importanti perché mi concentravo fin troppo su quale potesse essere il sottotesto. Arrivata a metà della lettura ho deciso di non riflettere molto su quello che Davide cercava di dirmi e di leggere senza pregiudizi. In parte ci sono riuscita, anche se questa difficoltà ha continuato a crearmi qualche problema. Sono dovuta tornare su alcuni passi e cercare di essere empatica con i personaggi abbastanza da mettermi nei loro panni e capire un po’ di più quella che è stata, non lo nego, una lettura molto difficile.

“Appartenevi all’abisso, già da tempo. Appartenevi alle tue ossessioni. Le tue ossessioni erano l’abisso.”

Le “ossessioni” sono forse le protagoniste più di quanto lo sia Davide stesso, perché l’autrice ci mostra una storia dal punto di vista di chi non comprende e distingue ciò che è sbagliato da ciò che è giusto. Un amore morboso, sbagliato, che si protrae e lo trascina con sé in una vita che cambia profondamente la sua famiglia. Malgrado quest’ultima fosse già profondamente segnata da rapporti ossessivi e dannosi che la tenevano unita. Rapporti che avrebbero dovuto essere affrontati con più delicatezza, non con così tanta volgarità e confusione. Per quanto sia stato difficile leggere di un argomento simile e io abbia visceralmente odiato il padre e molti dei personaggi, non credo sia stato facile per l’autrice descriverlo in modo così crudo. Il tipo di narrazione mi ha sicuramente influenzata, perché dopo determinati eventi non sono più riuscita a leggere con serenità.
Mi è piaciuto però come è stata affrontata la sua consapevolezza verso il suo stesso sesso. Anche se un po’ contorto, ci mostra come un cambiamento possa influenzare la vita di qualcuno e quanto un piccolo evento possa poi diventare un chiodo fisso in una personalità insicura e volubile. Meno problematiche e incomprensioni avrebbero reso questo aspetto molto più chiaro e definito, ma nel complesso è uno dei pochi aspetti che non mi hanno fatto voltare lo sguardo dall’altra parte.

“Avevo un’idea molto confusa dei rapporti tra uomini e donne e mi sentivo a metà strada tra quei due mondi, in una sorta di sospensione, senza sapere esattamente a quale dei due desiderassi appartenere.”

Anche se non è stata proprio una lettura nelle mie corde, di sicuro mi ha dato parecchi spunti su cui riflettere.

3

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice