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Recensione in anteprima “Punto di rottura” – N. R. Walker

Titolo: Punto di rottura
Autore: N. R. Walker
Serie: Turning Point #2
Genere: Contemporaneo, Sportivo, Poliziesco
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Punto di rottura

SINOSSI

Una lotta per ciò che è giusto si trasforma in una lotta per la vita.

Mentre il senso di colpa lo tormenta, il mondo di Matthew Elliott inizia ad andare fuori controllo. Più lui cerca di tenere duro, più tutto gli scivola via tra le dita, senza che riesca a impedirlo.
Dopo essersi introdotto nell’ambiente dei combattimenti clandestini nelle gabbie, Matt inizia a lottare per ciò che è giusto. Più ne resta coinvolto, più il senso di colpa lo consuma – più dolore si fa infliggere per espiare la sua colpa – e presto si ritrova a combattere per qualcosa di più della giustizia.
Lotta per amore.
Lotta per la sua vita.

Slanif2

Avevamo lasciato Matthew Elliott (detective della Narcotici del Dipartimento di Polizia di Los Angeles) e Kira Takeo Franco (istruttore nella palestra di suddetto Dipartimento) a iniziare la loro convivenza nella casa di Matt dopo che Kira era riuscito a scampare al sequestro da parte del pericoloso e senza scrupoli malvivente Tomic, e Matt aveva avuto un coming out forzato al lavoro proprio a causa di questi eventi.
È passato un anno, da allora, e i nostri due protagonisti vivono felici. Almeno fino a quando Matt non rasenta le dimissioni pubbliche dalla Polizia di Los Angeles per darsi ai combattimenti di lotta libera.
Anche se ha giustificato la sua decisione come quella di non essere più desideroso di fare il poliziotto, Kira continua a non crederci e pensa che Matt abbia qualcosa da nascondere.
E fa bene.
Matt ha molte cose da nascondere. Cose che lo corrodono dentro e che lo cambiano, così come cambiano la sua vita.
Riuscirà Matt a venirne fuori a testa alta e a sconfiggere i suoi demoni prima che questi distruggano lui?
Riuscirà Kira a venire incontro a Matt e ad accettare questo nuovo uomo che ha di fronte, che pare essere così lontano dall’uomo di cui si è innamorato tanti mesi prima?
E riusciranno a salvare la loro storia e ad avere il loro lieto fine, o il peso delle bugie sarà tale da distruggere quel futuro che avevano sognato insieme?

Kira aveva sempre pensato che era come se mi fossi allontanato da solo il giorno che avevo lasciato la polizia, e forse, con quella serata, voleva mostrarmi che non dovevo combattere contro il mondo tutto da solo.

Punto di rottura” non poteva avere titolo migliore, secondo me. È proprio il libro dove Matt “si perde”. Perde la sua identità di poliziotto, ma anche quella umana. Perde la gentilezza e diventa rancoroso, affibbiandosi colpe che non ha e sfogando con la fisicità una frustrazione interiore che lo sta dilaniando dentro.
Si rompe nel vero senso della parola, sia fisicamente che emotivamente.
Matt è a dir poco distrutto. È un uomo a pezzi che deve riprendersi, e non ce la sta facendo. Uniteci il fatto che ha un segreto da mantenere e non riesce a parlarne con Kira… Ed ecco che succede il disastro.
Kira, dal canto suo, non sa che pesci pigliare. Vuole aiutare Matt, lo ama e vuole stargli vicino, ma l’altro non sembra davvero intenzionato a fidarsi di lui su questo, quindi come riuscirci? Il fatto che sia triste e frustrato è scontato, e per quanto sia un uomo paziente, quanto a lungo potrà sopportare di non sapere?
Accompagniamo letteralmente Kira e Matt durante tutto il loro travaglio, e anche se ci sono state cose che non mi hanno convinta al cento per cento (e che all’inizio mi avevano fatta scoraggiare circa la lettura, perché mi sembravano poco coerenti), andando avanti e soprattutto verso il finale mi hanno convinta di più, trovandole più “aggiustate” e amalgamate alla storia e alla trama di base; quindi nell’insieme l’ho apprezzato.
Mi è piaciuto come metta alla prova il rapporto tra Matt e Kira, facendoli maturare come individui e come coppia. Nonostante non riescano a capirsi, ci sono sempre l’uno per l’altro, e questo è molto bello.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Filthy Little Secret” – Devon McCormack

Titolo: Filthy Little Secret
Autore: Devon McCormack
Genere: Contemporaneo, Scolastico
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Filthy Little Secret

SINOSSI

«Non m’innamorerò di lui.»
Dopo aver rotto con il suo ex, che l’ha tradito, Mark Kenmore cede al sesso consolatorio con lo spacciatore del campus, Tim Halwell. Ha sentito diverse storie su quanti cuori Tim ha infranto, ma, dopo essersi scottato a sua volta, ritiene sia impossibile ricascare in quella trappola. In più, se la stampa scoprisse che se la fa con uno spacciatore di droghe, la reputazione di sua madre, governatrice dello Stato, ne sarebbe macchiata. Si aspettava che il sesso con Tim fosse sensuale ed eccitante; quello che non aveva previsto è che si sarebbe rivelata l’esperienza più intensa e sconvolgente della sua vita. Sa che è sbagliato volere di più, ma non riesce a trattenersi. Più tempo trascorre con lui, più teme di ricadere nella stessa trappola in cui sono caduti i precedenti ragazzi di Tim… e diventa sempre più difficile tenere il tutto nascosto alla sua famiglia e ai suoi amici.

«È come tutti gli altri.»
Tim sa che Mark (figlio di una politica, che frequenta una delle università più prestigiose di Atlanta) è solo un altro ragazzino ricco e viziato. Quando viene a sapere che ha rotto con il suo ragazzo, è ben lieto di offrirgli un po’ di sesso consolatorio. È solo un’altra conquista, l’ennesima tacca sulla sua cintura. Non ha intenzione di farne una storia seria, perché certe cose non vanno mai a finire bene. I ragazzi s’innamorano sempre di lui, per quanto vorrebbero evitarlo. Ma un incontro bollente tira l’altro, finché si rende conto che non può più fare a meno del sesso con Mark. È troppo divertente. Troppo intenso. Troppo erotico. E più cercano di fare in modo che l’uno resti solo il piccolo, sporco segreto dell’altro, più Tim si accorge che, se non fa marcia indietro subito, potrebbe innamorarsi sul serio.

Slanif2

Quando Mark Kenmore viene tradito dal fidanzato Greg, decide di adottare la più classica delle tattiche di qualcuno col cuore spezzato: chiodo scaccia chiodo. E chi meglio di Tim Halwell per mettere in pratica il suo piano?
Tim, infatti, è famoso per andare a letto con chiunque, oltre che essere lo spacciatore ufficiale del campus universitario.
Mark è figlio di una Senatrice, è un tipo tranquillo e che non ha mai avuto grossi colpi di testa.
Cosa ne uscirà quando i due si ritroveranno da soli a una festa, pronti a sfogare la frustrazione sessuale e la rabbia l’uno con l’altro? Sarà una cosa di una volta, o sarà talmente intenso da spingere i due a incontrarsi ancora?
Avevo letto solo un altro libro di Devon McCormack, “Tight End” (qui la nostra recensione), e c’erano state cose in quella lettura che non mi avevano convinta circa la caratterizzazione dei personaggi. Beh, mi spiace dirlo, ma anche in questo caso non ci discostiamo di molto dalle mie impressioni iniziali.
Tendo sempre a dare una seconda possibilità a un autore, anche se a primo impatto non mi ha convinto, perché non si dovrebbe giudicare qualcuno solo in base a un singolo lavoro, ma sinceramente, avendo riscontrato le stesse identiche dinamiche e gli stessi problemi, dovrà uscire qualcosa di molto differente per riuscire a conquistarmi.
Sarà che i libri pieni di sesso tendono ad annoiarmi in fretta, sarà che bene o male mi sembrava di rileggere la storia di Tad e Bryce… Fatto sta che anche stavolta Devon McCormack non è riuscito a conquistarmi completamente.
C’è davvero troppo sesso. Sì, il sesso nei libri romance è bello e divertente, ma con moderazione. Bisogna dare anche una trama, al lettore, scene in cui i protagonisti comunicano a parole e non solo con rabbia e feromoni.
Inoltre, i protagonisti hanno un po’ troppi colpi di testa e succedono davvero troppe cose che li mettono in difficoltà, arrivando a farmi pensare: “Ma capitano tutte a loro?”.
Onestamente speravo in qualcosa di sì, sexy, ma anche fresco, considerata l’età dei protagonisti e il contesto; ma mi sono ritrovata di fronte un erotico pieno di disavventure.
Come si suol dire: non c’è due senza tre, e un’altra possibilità gliela darò, con la speranza che la caratterizzazione dei personaggi acquisti un valore concreto e non sia penalizzato a favore delle scene più fisiche tra i protagonisti.

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Pubblicato in: Il Castoro, Recensioni

Recensione “L’arte di essere normale” – Lisa Williamson

Titolo: L’arte di essere normale
Autore: Lisa Williamson
Genere: Contemporaneo, Scolastico, Transgender
Casa Editrice: Il Castoro
Prezzo: 11,99€
Link all’acquisto: L’arte di essere normale

SINOSSI

David Piper ha quattordici anni, e il tempo gli rema contro. I suoi genitori credono sia omosessuale, a scuola è vittima dei bulli. I suoi due migliori amici sono gli unici a sapere la verità. Leo Denton, al suo primo giorno alla prestigiosa scuola di Eden Park, ha un solo obiettivo: passare inosservato. Ma ben presto cominciano a circolare voci sulla sua espulsione dalla scuola precedente. E il fatto che la bella e popolarissima Alicia si innamori di lui non aiuta a tenerlo lontano dai riflettori e dai guai… Quando Leo prende le parti di David in un diverbio, tra i due nasce un’inaspettata amicizia. Ma le cose stanno per diventare ancora più complicate perché alla Eden Park i segreti non rimangono tali a lungo…

Slanif2

David Piper è un quattordicenne che sin dalla più tenera età ha un unico desiderio: vuole essere una femmina.
Peccato che nessuno lo prenda sul serio, o creda che questo desiderio sia così tanto radicato in lui, a tal punto da essere perseguibile e un vero e proprio sogno da realizzare.
Il fatto che lui si sente una donna dentro, unito ai suoi atteggiamenti, spinge alcuni suoi compagni di scuola a pensare di avere il diritto di infastidirlo e tormentarlo, rendendolo in tutto e per tutto vittima di bullismo.
Leo Denton è appena arrivato alla Eden Park e ha un grosso segreto da nascondere. Infatti, il suo unico desiderio è di passare inosservato e di finire l’anno nell’anonimato. Peccato che la popolarissima Alicia, una delle Reginette della scuola, punti il suo sguardo ammaliante proprio su di lui, mandando letteralmente a monte il piano del povero Leo.
Sarà durante una scaramuccia con altri compagnia che Leo difenderà David e i due si conosceranno, diventando inaspettatamente grandi amici.
David riuscirà a realizzare il suo sogno? E Leo riuscirà a mantenere il suo segreto?

Io non volevo essere nessuna di quelle cose. Ecco ciò che ho scritto: Io voglio essere una femmina.

Avevo messo gli occhi su questo romanzo da molto tempo, ed ero davvero curiosa di sapere come l’autrice, Lisa Williamson, avrebbe affrontato il tema della transessualità.
Mi sono ritrovata di fronte a una lettura incentrata sul tema, ma secondo me non approfondita come avrebbe dovuto. Avendo già letto libri in tema, “L’arte di essere normale” l’ho trovato meno completo ed esaustivo rispetto ad appunto altri libri che trattano lo stesso tema. Forse un fattore a sfavore è stata la giovanissima età dei protagonisti, che non possono prendere decisioni autonome o comunque metterle davvero in pratica, visto che non ne hanno i mezzi. Essendo così piccoli, non c’è effettivamente nulla di concreto che David possa fare, a parte sognare e annotare sul suo taccuino i cambiamenti che non vorrebbe vedere e che invece interessano il suo corpo di adolescente maschio in pieno sviluppo.
Tuttavia, un punto che è a grandissimo favore del romanzo, è proprio il fatto che parli di questo tema.
Nonostante siamo nel 2019, c’è ancora moltissimo pregiudizio verso le persone transgender, così come pochissima conoscenza in materia. Trovare libri del genere è importante, soprattutto se letti da ragazzi giovani.
Infatti, grazie ai toni sono semplici, alla scrittura lineare e mai pesante, questa lettura è particolarmente adatta a uno studente delle superiori, e magari pure delle medie. È un libro apprezzabile soprattutto per le persone più giovani, che probabilmente riconoscono le dinamiche della vita scolastica e si sentono più coinvolte anche con i dubbi e i patemi tipici dell’adolescenza di David e Leo.

Ci metto una vita ad addormentarmi. E anche se Leo non dice più niente, so che è sveglio. Non mi lascia mai la mano.

Lo stile dell’autrice è fresco e questo è in tutto e per tutto un romanzo di formazione. Un racconto dolce, tenero, a tratti innocente, pieno del dolore di David di essere in un corpo sbagliato e di Leo a causa del suo passato e di una famiglia anaffettiva che lo ha lasciato con molti strascichi e sofferenze.
Una storia sull’accettazione – personale e da parte degli altri – e sulla crescita di due giovanissimi ragazzi che muovono i primi passi nel mondo.

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La copia Cartacea è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “L’ultima notte della nostra vita” – Adam Silvera

Titolo: L’ultima notte della nostra vita
Autore: Adam Silvera
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Il Castoro
Prezzo: 16,00€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: L’ultima notte della nostra vita

SINOSSI

Che cosa faresti se scoprissi che oggi è l’ultimo giorno della tua vita? Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dargli una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l’ultimo giorno della loro vita. Esiste un’app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato. Ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno. Questo romanzo ci ricorda che non esisterebbe la vita senza la morte, né l’amore senza il sentimento di perdita. E che è possibile cambiare tutto il nostro mondo in un solo giorno. Per chi ha bisogno di ricordare che ogni giorno è importante. Un’intensa storia d’amore definita dal destino fin dall’inizio.

Slanif2

Avere la possibilità di dire addio prima di morire è un’opportunità incredibile, ma non è meglio passare quel lasso di tempo a vivere e basta?

È appena passata la mezzanotte quando Mateo Torrez riceve La Chiamata da Death-Cast. Un’impiegata annoiata di nome Andrea, dopo aver sbagliato il suo nome e averlo chiamato Timothy, gli comunica che nel corso delle prossime ventiquattro ore, lui morirà.
Mateo ha solo diciotto anni. Sua madre è morta dandolo alla luce e suo padre è in coma da tempo dopo un incidente sul lavoro. È da solo, e spaventato, e quando il messaggero della Death-Cast gli dice ciò, si pente di non essere mai uscito dai suoi schermi, di non aver osato. Ha vissuto davvero? Ha fatto davvero qualcosa per cui valesse la pena dire di aver vissuto?
Mateo vorrebbe uscire e vivere il suo Ultimo Giorno da ragazzo coraggioso, ma non è sicuro di poterlo fare da solo. Perciò, scarica la App che permette di trovare un Ultimo Amico: LastFriends. Questa App aiuta i Decker come lui (cioè quelle persone a cui è stato annunciato che moriranno nel corso del giorno successivo) –  ma anche le persone che non sono Decker e vogliono semplicemente regalare il proprio tempo a uno di essi – a entrare in contatto e a passare insieme il Giorno Finale, aiutandosi e proteggendosi a vicenda, per rimanere vivi il più a lungo possibile; così come vivere esperienze mai provate prima in quella che si spera sia una buona compagnia.
È lì che, dopo chat poco incoraggianti, Mateo entra in contatto con Rufus, quello che diventerà il suo Ultimo Amico.
Rufus “Roof” Emeterio ha ricevuto la chiamata qualche minuto dopo Mateo, mentre era impegnato in una rissa.
È un diciassettenne in affido dopo che, quattro mesi prima, tutta la sua famiglia – madre, padre e sorella – hanno ricevuto La Chiamata e sono morti annegando nella loro auto nel fiume Hudson. La cosa peggiore, per Rufus, è che lui era lì con loro, ma è riuscito a uscire dalla macchina pressappoco illeso.
L’unica cosa bella ricavata da tutto quel dolore, sono gli amici che ha trovato nella Casa Famiglia (che loro chiamano Plutone): Malcolm, Tagoe e Aimee. Di Aimee si è anche invaghito, ma tra loro è finita, ed è proprio il nuovo fidanzato di lei che sta picchiando, Peck, perché questi si è permesso di spargere sciocchezze su di lui alle sue spalle.
Rufus non è cattivo. Non è una persona violenta. Ma è arrabbiato con il mondo.
Quando riceve La Chiamata, una remota parte di lui ne è terrorizzata, ma l’altra la accoglie come una Benedizione, perché senza la sua famiglia che senso ha vivere? Certo, non voleva morire così giovane, ma al contempo non ne è spaventato come si aspettava che sarebbe stato. Non come quando la sua famiglia è stata chiamata da un altro messaggero del Death-Cast e ha metaforicamente messo fine alla loro vita.
Però, a causa del pestaggio, Peck chiama la polizia e Rufus non riesce ad abbracciare i suoi amici e a dire loro addio come avrebbe voluto. I poliziotti arrivano proprio mentre si sta svolgendo il suo Funerale, e così è costretto a scappare con la sua fidata bicicletta e a nascondersi tra le strade buie della città.
Sarà proprio quando si fermerà a riprendere fiato che noterà un murales dedicato alla App LastFriends e deciderà di scaricarla entrando in contatto con Mateo.
I due sono diversissimi, ma stanno per morire e vogliono passare le ore – o forse i minuti? – che gli restano in compagnia di qualcuno, perciò quanta importanza potrà mai avere?
Mentre le ore scorrono lentamente e al contempo velocissime, accompagniamo Mateo e Rifus in giro per la città, osserviamo New York attraverso i loro occhi, conosciamo la loro vita tramite i loro racconti e siamo lì, passo passo, a trascorrere il loro Giorno Finale come Ultimi Amici invisibili.
Riuscirà Mateo a trovare un po’ di coraggio dentro di sé e a buttarsi, senza timore di cosa gli altri potranno pensare? E riuscirà Rufus a dimenticare la rabbia e a essere grato di aver avuto quegli altri quattro mesi e, soprattutto, quell’Ultimo Giorno con una persona così speciale?

Mi preoccupa un po’ l’idea di passare il mio Giorno Finale con qualcuno che ha accettato la morte, qualcuno che ha fatto degli errori. Non lo conosco, ovviamente, e potrebbe essere un folle autodistruttivo – in fondo è là fuori nel cuore della notte nel giorno in cui deve morire. Ma al di là delle scelte che facciamo, insieme o da soli, per noi due il traguardo è lo stesso. Non importa quante volte guardiamo da entrambi i lati per attraversare la strada. Non importa se non ci buttiamo col paracadute per non correre rischi, anche se così non avremo mai l’occasione di volare come i miei supereroi preferiti. Non importa se teniamo la testa bassa quando passimo accanto a una gang in un quartiere malfamato.
Non importa come scegliamo di vivere, alla fine moriamo entrambi.

Da dove comincio a parlare di questo libro?
Ammetto di averlo puntato da prima che uscisse. Non conoscevo l’autore, non avevo mai letto niente di suo, eppure la sinossi mi ha subito intrigata. Ho procrastinato un po’, e alla fine mi sono detta che tanto valeva contattare la Casa Editrice per vedere se fornivano la copia ARC. Non c’è niente di male a chiedere, giusto? Beh, Il Castoro, e soprattutto Paola, sono stati così carini con me da inviarmi addirittura la copia cartacea. Di solito tendo a comprare solo ebook, in quanto lo spazio in casa scarseggia, ma la consapevolezza di avere in cartaceo questo libro meraviglioso mi consola il cuore dopo il dolore patito durante la lettura. Come un balsamo lenitivo, cura le ferite che la bellissima e al contempo struggente storia di Mateo e Rufus mi ha lasciato.
Non so davvero cosa dire. Ed è strano, perché sono una delle persone più logorroiche che esistano.
Se mi conosceste un po’, sapreste che quello che sto per dire sarebbe scioccante: non volevo che finisse. C’ho messo quasi più tempo a leggere le ultime dieci pagine che tutto il romanzo. L’ho divorato in un pomeriggio, e la mattina seguente ho proceduto una riga alla volta, fermandomi ogni poche parole.
Non avevo mai capito le persone che dicono di non voler finire un libro, perché pensavo sempre: “Ma come? Ti sta piacendo! Non hai voglia di sapere come andrà a finire?”. Per me è sempre stato così. Più mi piace un libro, più ho voglia di sapere che fine faranno i protagonisti. Ma non stavolta. Forse perché sin dall’inizio si sa quale Destino li attende, ma non volevo davvero dire addio a Rufus e Mateo. Non volevo salutarli. Non volevo smettere di parlare con loro, vivere le loro avventure, come se fossi un’altra Plutone e gravitassi nella loro Galassia. Come se fossi un’amica che gli sta dicendo addio e non vuole, perché dire addio è sempre una schifezza. Ma non averne la possibilità? È meglio? Preferireste sapere di stare per morire, così da dire addio a tutti quelli a cui volete bene, chiudere tutti i conti, vivere l’ultimo giorno facendo cose che amate o magari pazzie; o preferireste non saperlo e ritrovarvi a vivere una giornata come le altre?
Io onestamente non lo so. Però so che Rufus e Mateo mi hanno insegnato una cosa: bisogna vivere. Non importa quando scade il tempo. Bisogna vivere ogni giorno come se ce ne fossero altri cento e al contempo come se fosse l’ultimo. Bisogna uscire dalla propria zona di confort e buttarsi in qualcosa di inaspettato. Bisogna circondarsi delle persone che amiamo e che ci amano e ricordare ogni giorno che non siamo soli. Bisogna abbracciare stretto il tempo e rendere ogni singolo secondo indimenticabile.

Detesto chiederglielo, ma forse ci sta pensando anche lui. «Moriremo perché ci siamo trovati?»
«Dovevamo morire già prima di conoscerci», dice Mateo.
«Lo so. Ma forse era scritto così sulla pietra o nelle stelle o che ne so. Due ragazzi si incontrano. Si innamorano. Muoiono.»
«Questa non è la nostra storia.» Mateo mi stringe le mani. «Non stiamo morendo perché ci amiamo. Saremmo morti oggi in ogni caso. Non solo mi hai tenuto in vita, mi hai fatto vivere. […] Due ragazzi si incontrano. Si innamorano. Vivono. Questa è la nostra storia.»

L’ultima notte della nostra vita” non è un romanzo che parla di seconde occasioni, ma di consapevolezze e priorità. Di felicità nel momento peggiore della vita. Del fatto che, anche uno sconosciuto, anche azioni individuali che paiono senza conseguenze, in realtà potrebbero averne di enormi.
È un romanzo che parla di lasciarsi andare, di perdonare, di perdonarsi, di abbandonare il passato e il dolore che ne deriva e di lanciarsi verso il futuro, anche se questi durerà solo ventiquattro ore ancora.

Ci sono domande a cui non posso rispondere. Non posso dirti come sopravvivere senza di me. Non posso dirti come piangermi. Non posso convincerti a non sentirti in colpa se ti dimentichi l’anniversario della mia morte, o se ti rendi conto che sono passati giorni o settimane o mesi senza che mi pensassi.
Voglio solo che tu viva.

In una New York che sembra quella di adesso, ma che al contempo non lo è, il Mondo si è evoluto a tal punto da rispondere a una delle domande che fanno più paura. Ad anticipare il momento e a prepararti, a darti la possibilità di dire addio e di trovare un Ultimo Amico nel tuo Ultimo Giorno.
Un mondo come quello che conosciamo, fatto di brava e cattiva gente, di persone con un cuore buono e altre con uno arrabbiato, che gestisce la vita e la morte come un mercato, inventando App, luoghi d’incontri e diavolerie come se i Decker fossero carne da macello. Un mondo corrotto e spesso crudele, che però regala a Mateo e Rufus un Ultimo Amico – e un Giorno Finale – speciale. Un momento di pura felicità, perché è quello che regala l’amore, che si viva per meno di ventiquattro ore o per molto di più.

«Ti avrei amato se avessimo avuto più tempo. […] La gente perde un sacco di tempo ad aspettare il momento giusto, ma a noi non è concesso questo lusso. Se avessimo tutta la vita davanti scommetto che ti stancheresti di sentirmi dire quanto ti amo perché sono convinto che quella è la strada che avremmo preso. Ma visto che stiamo per morire voglio dirlo tutte le volte che voglio: ti amo, ti amo, ti amo, ti amo.»

Un romanzo meraviglioso che andrebbe letto da chiunque.
Un romanzo che regala emozioni e profondità. Due personaggi che si fanno amare nel giro di una riga e che fino all’ultimo speriamo non muoiano, perché sono due stelle speciali a cui non vogliamo dire addio.
Un romanzo che mi ha commosso fino alle lacrime, e che custodirò nella mia libreria come il gioiello prezioso che è.

«Anche se non fossi mai riuscito a baciarti, mi hai dato la vita che ho sempre voluto.»

Voto dieci anche per la cover, che racchiude in una singola illustrazione tutto lo spirito del libro: la città di New York che fa da sfondo alle loro avventure, la notte che scorre inesorabile, la morte che li insegue e due improbabili amici che procedono fianco a fianco nel loro Giorno Finale.

Prendo la mano di Mateo e annuisco. «Finirà pure con un game over, ma intanto abbiamo vinto.»

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La copia cartacea è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Tight End” – Devon McCormack

Titolo: Tight End
Autore: Devon McCormack
Genere: Contemporaneo, Sportivo, Suspance
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Tight End

SINOSSI

«Non ho bisogno di un cazzo di babysitter.»
La star del football americano nel ruolo di tight end, Tad Roarke, gay dichiarato, ha successo, soldi e fama: più o meno tutto, eccetto una buona reputazione. Dopo essere stato dipinto dai media come un fedifrago privo di scrupoli, si ritrova abbandonato da uno sponsor dopo l’altro. A peggiorare le cose, è stato indicato come prossima vittima di un serial killer di celebrità omosessuali. L’FBI lavora con la sua squadra per proteggerlo, assegnandogli l’agente Bryce Finnegan come guardia del corpo sotto copertura. Ma, sin dall’inizio, Bryce non gli piace: il poliziotto pensa che lui sia solo un ragazzino viziato. Forse ha ragione, ma in ogni caso Tad non ha intenzione di provargli il contrario: farà qualsiasi cosa per rendergli il lavoro ancora più difficile. Tuttavia, per quanto lo odi, non può negare che sia attraente da morire… e non gli dispiacerebbe giocare un po’ con lui tra le coperte.

«Non mi pagano abbastanza.»
L’agente Bryce Finnegan non è estraneo agli incarichi sotto copertura. Essendosi occupato in passato di cartelli della droga, è abituato a mettere a rischio la propria vita. Ciò a cui non è abituato è avere a che fare con ragazzini viziati e ricchi, che non si rendono conto di quanta fortuna abbiano: quando incontra Tad Roarke si aspetta che sia un cretino, e scopre di avere ragione. Ma più tempo passa con lui, più si rende conto che tutti gli atteggiamenti di Tad sono poco più che una recita da spaccone: non è uno stronzo e i media hanno distorto più di qualche fatto per infangare la sua reputazione. Ora, Bryce non deve preoccuparsi solo di proteggere il ragazzo da un serial killer, ma anche di non innamorarsi di lui nel frattempo.

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Tad Roarke è una stella della NFL (la Lega Nazionale di Football) e gioca con i Cowboys di Dallas. L’anno precedente ha vinto addirittura il Super Bowl, e tutti lo trattano come una star. Tuttavia, l’interesse nei suoi confronti non è solo per le sue prodezze sportive, ma anche e soprattutto per quelle sentimentali e sessuali, che riempiono le pagine dei tabloid scandalistici. Infatti, Tad non solo è gay dichiarato, ma è anche conosciuto per essere un traditore seriale e un gran libertino.
A fronte di ciò, non c’è molto da stupirsi che un serial killer fuori di testa, che ha già fatto due vittime nella comunità LGBTQ+ del mondo dello spettacolo, lo abbia preso di mira e lo abbia selezionato come vittima numero tre del loro piano assurdo di ripulire il mondo dalla Sodomia e dai peccatori.
È a questo punto che entra in gioco Bryce Finnegan, agente dell’FBI appena uscito da un’operazione sotto copertura che gli ha portato via il partner, che viene assunto come guardia del corpo di Tad, incaricato non solo di difenderlo, ma anche di scoprire chi si nasconda dietro a queste minacce.
Il problema è che Tad non solo è un grandissimo stronzo, ma non sembra nemmeno intenzionato a prendere sul serio tutta la situazione.
Riuscirà Bryce a fargli capire che è per il suo bene, e che qui tutti stanno lavorando per tenerlo al sicuro?
E riusciranno a non cedere alla cocente attrazione che li fa gravitare l’uno verso l’altro, nonostante non riescano a tollerarsi se non per pochi minuti?

«È una pessima idea,» dice.
«E allora speriamo che ne valga la pena.»

È in assoluto il primo romanzo di Devon McCormack che leggo, e per quanto non sia scritto male, onestamente non posso nemmeno affermare che mi abbia davvero convinta del tutto. Ho alternato momenti, in tutta la lettura, tra il desiderio di sapere come andava avanti e quello di smettere di leggere.
La storia, di per sé, poteva essere anche interessante. Abbiamo un giocatore di football affermato che si innamora della sua guardia del corpo mentre questa cerca di difenderlo da un crudele e spietato assassino. Il collegamento con film famosi e fantasie adolescenziali è piuttosto breve, e la sinossi aveva subito scatenato in me la voglia di avere tra le mani questo libro. Tuttavia, il vero problema di questo romanzo, secondo me, è lo sviluppo di suddetta trama e del comportamento che i due protagonisti hanno sia l’un l’altro che verso gli altri e la vita.
Nel primo punto, a mio avviso, c’è un mix troppo corposo di cose che succedono, eventi che si accavallano, e cose che alla fine vengono trattate come meteore senza approfondirne nessuna, lasciando molto sul vago la maggior parte delle situazioni e delle relazioni interpersonali.
Se McCormack si fosse concentrato su meno cose, ma in modo più approfondito e significativo, secondo me il romanzo ne avrebbe acquistato in valore e convinzione.
Entrambi i protagonisti hanno un passato complicato, che unito a un presente complicato, rendono la lettura in alcuni punti fin troppo complessa e piena di problemi.
Nel secondo punto, invece, la cosa che veramente mi ha convinta poco è il fatto che Bryce e Tad si comportino come se fossero due automi che si fanno guidare solo dai loro istinti; e questi istinti sono sessuali. Anche quando in teoria il rapporto tra di loro dovrebbe evolversi, secondo me non lo fa. Arrivano a dichiararsi senza aver avuto un vero e proprio cambiamento nei loro atteggiamenti l’un l’altro, trattandosi alla stregua di due persone che usano l’altro per sfogare la frustrazione e basta.
Anche nelle decisioni che prendono, e nei comportamenti che hanno, dimostrano di essere molto propensi a prendere decisioni avventate, basate solo sugli istinti più primordiali, senza davvero fermarsi a riflettere sulle conseguenze delle loro azioni e di ciò che queste comportano.
Mi dispiace dire queste cose, ma davvero mi è dispiaciuto vedere una bella trama compromessa da tutte queste decisioni. Se ci si fosse limitati ad approfondire l’evoluzione del loro rapporto, di come gestire il loro futuro e i loro diversissimi stili di vita, la presenza di un serial killer e la pressione mediatica, secondo me sarebbe stato davvero un romanzo bellissimo.
Nel complesso, comunque, ci troviamo di fronte a un romanzo piacevole, non troppo pesante non tanto per i temi quanto per il poco approfondimento, e che si legge piuttosto in fretta.

3


La copia ARC è stata fornita dall’Autore

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Recensione “Sbucato dal nulla” – Josh Lanyon

Titolo: Sbucato dal nulla
Autore: Josh Lanyon
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: Sbucato dal nulla

SINOSSI

Francia, 1916. La Grande Guerra.
In alto, in volo sopra la carneficina nelle trincee, gli assi britannici e tedeschi si muovono come cavalieri di una giostra per il controllo dei cieli. Lo sforzo e la tensione di vivere ogni giorno con il rischio di morire porta a fare scelte pericolose e a correre grossi rischi.
In lutto per la morte del suo amante, l’asso britannico Bat Bryant uccide accidentalmente l’uomo che ha minacciato di rivelare a tutti il suo segreto. Ma c’è un testimone: il bel pilota americano Cowboy Cooper.
A quanto sembra, però, Cowboy ha un’idea tutta sua di giustizia.

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Aubrey “Bat” Bryant è uno dei piloti dell’aviazione del Regno Unito durante la prima Guerra Mondiale. È il 1916 e si trovano stanziati in Francia, a fare incursioni giornaliere per supervisionare i cieli ed impedire che il paese riceva un attacco. Gli scontri sono all’ordine del giorno ed è proprio in uno di questi che Bat perde il suo amante: Gene “Owl” Roberts.
Innamorati da un paio di anni, la perdita dell’amato è ancora fresca quando il meccanico Sidney “Sid” Orton lo minaccia di divulgare a tutti la notizia della loro relazione, facendolo finire di fronte alla Corte Marziale, col rischio di essere impiccato.
Bat reagisce d’istinto: sferra un pugno in faccia a Orton e questi cade, accasciandosi al suolo. All’inizio il pilota pensa sia solo svenuto, ma quando lo guarda meglio scopre che l’uomo è caduto sbattendo la testa, morendo sul colpo.
Mentre è lì a decidere cosa farne del corpo, cercando di evitare una condanna per omicidio, compare alle sue spalle il collega Aloysius “Cowboy” Cooper. Originario del Texas, lui e Bat non si sono mai parlati molto, ma questo non impedisce a Cowboy di aiutarlo a sbarazzarsi del corpo e ad avvicinare Bat, chiedendo quello che aveva sempre voluto chiedergli: una relazione sessuale.
Bat non è felice del ricatto, ma l’attrazione è forte, perciò è disposto a sottostare al volere del collega. Inoltre, sapere di poter ricevere conforto e un po’ di contatto umano, dopo il dolore della perdita di Gene e le responsabilità di guidare uno squadrone di aerei, forse verso la morte, ogni singolo giorno per due volte al giorno, gli regala quel breve momento di serenità che così difficilmente è riuscito a ottenere negli ultimi anni.
Riuscirà ad accettare lo strano sentimento che sente per Cowboy? E riuscirà a risolvere il complicato puzzle che è l’americano?

«Potrebbe essere che tu mi piaccia comunque. O potrebbe essere che averti attorno renda la mia vita più semplice, eccetto che per giorni come questo, quando sembri deciso a sparire nel cielo.»

Avevo questo libro nell’e-reader da anni, ma non mi ero mai decisa a leggerlo. Essendo uno storico, e avendo io sempre un po’ di titubanza a riguardo, l’avevo acquistato solo perché era di Josh Lanyon e con lei si va sempre sul sicuro.
Anche in questo caso, infatti, non ha minimamente deluso le mie aspettative.
Nonostante sia strano vederla trattare un argomento che non è “giallo” (anche se un segno leggerissimo della sua passione c’è), “Sbucato dal nulla” è comunque un romanzo valido e assolutamente godibile, con personaggi caratterizzati benissimo e molte cose non dette, nel pieno stile dell’autrice.

Lo innervosiva il modo in cui cercava Cowboy, sia a terra che in aria. Lo voleva nonostante i rischi e sapeva, dallo sguardo dell’americano – gli occhi blu come la notte incombente – che anche lui desiderava le stesse cose.

Bat è un giovane uomo che è stanco di tutto. La guerra l’ha logorato e avere la responsabilità di portare a casa ogni singolo giorno i suoi colleghi lo deteriora dentro. Adesso che ha anche perso Gene, di cui era innamorato, non riesce più a trovare la forza di andare avanti. Vorrebbe solo che qualcuno si prendesse cura di lui, ed è qui che entra in gioco Cowboy.
Anche se il suo personaggi può apparire per certi versi controverso, nell’insieme è stato quello che mi ha colpito di più. Anche se non ci arriva con mezzi canonici e cristallini, è anche vero che si percepisce l’affetto profondo che prova per Bat, e il suo desiderio di averlo tutto per sé a qualunque costo.

Sia lui che Cowboy avrebbero potuto morire il giorno seguente, a dire il vero entro poche ore. Tutti loro avrebbero potuto. Non c’era da stupirsi che sentissero quella pulsione terribile di afferrare ogni momento di vita, di avere delle brevi connessioni umane, di sentire qualcosa anche se per pochi minuti.

Nonostante abbia poche pagine, ampliato in un contesto più lungo sarebbe stato meno efficace, secondo me. Racchiude, come in una bolla, uno spaccato di vita di piloti che mettono a repentaglio le loro vite per uno scopo più grande, con tutti i contraccolpi del caso che comportano certe situazioni.
Anche il finale dà speranza, e fa sognare il lettore che entrambi siano tornati a casa, si spera insieme, a ricostruire la loro vita dopo averla messa al servizio della loro Nazione per così tanto tempo.

4

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Recensione in anteprima “I veri colori” – Anyta Sunday

Titolo: I veri colori
Autore: Anyta Sunday
Serie: Il vero amore #2
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: I veri colori

SINOSSI

Oskar era il migliore amico di Marco. Era tutto per lui. Il suo giallo sole.

Ma quello era prima. Prima che Marco smettesse di essere un ragazzo popolare. Prima che imparasse a convivere con le cicatrici e con il dolore. E prima che Oskar distruggesse la loro amicizia.
Ora il ragazzo della porta accanto è tornato, determinato a riallacciare i rapporti con lui, e Marco ha più paura che mai. Paura di essere ferito. Paura di essere umiliato.
Paura di innamorarsi.
Riuscirà Oskar a farsi strada tra quei timori, fino a raggiungere il suo cuore?

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Marco Brandt e Oskar Richter erano migliori amici sin dall’infanzia.
A causa di un comportamento sciocco e vigliacco di Oskar durante l’adolescenza, i due, ormai studenti universitari, non riescono più nemmeno a parlarsi normalmente. Metteteci pure che Oskar si trasferisce in un’altra città per quindici mesi, e troverete la risposta al fatto che Marco non riesca nemmeno più a sopportare la vista del suo ex amico.
Infatti, a causa di un gravissimo incidente dove ha perso anche sua madre, Marco ha riportato delle cicatrici che lo mettono davvero a disagio e che condizionano non solo la sua vita, ma anche i suoi rapporti sociali.
Si era aspettato sostegno dal suo migliore amico, ma Oskar si fa scappare un commento infelice e la loro amicizia implode come una bolla di sapone.
Riusciranno, adesso che Oskar è tornato a Berlino, a riconquistare per lo meno un rapporto civile tra di loro?
E riuscirà Marco a fare coming out e a sconfiggere le sue insicurezze per quanto riguarda il suo aspetto fisico?

Le finestre frontali sono illuminate e la sagoma di Oskar compare dietro i vetri. Guarda all’esterno e, a dispetto dell’imbrunire, mi scorge e mi saluta con la mano.
Nel percorrere il vialetto, il miscuglio tra familiarità ed estraneità mi stordisce. Odora intensamente di fumo e mele cadute, e, sotto sotto, odora di casa.

Come nel primo volume, “La vera fortuna” (qui la nostra recensione), anche stavolta ci troviamo di fronte a una storia dolce, con due amici che devono imparare a conoscere l’altro e loro stessi, sbagliando e cadendo prima di riuscire ad afferrare il loro lieto fine.
Al contrario del primo volume della serie, però, ho avuto qualche difficoltà ad apprezzare il personaggio di Marco. A volte alcuni suoi atteggiamenti mi sono parsi troppo meschini e di sicuro troppo insicuri e tentennanti. Comprendo la difficoltà di accettare un corpo diverso rispetto a quello che viene considerato “normale” e “attraente” nel senso canonico del termine, ma al contempo ho trovato un po’ snervante le sue incertezze, che durano praticamente fino alle ultime dieci pagine del libro. Se avesse dimostrato di avere un po’ più di coraggio e di fegato, probabilmente l’avrei apprezzato di più.
Oskar, d’altro canto, mi è piaciuto. Certo, quel che ha detto a Marco da ragazzo è stato orribile, ma è un errore di gioventù abbastanza capibile, da una donna adulta come me. Ovvio che capisco che abbia ferito Marco, e che chiedere scusa non è facile, oltre ad avere un sacco di questioni personali da risolvere, ma almeno lui alla fine ci prova.
Nel complesso, comunque, l’ho trovato un libro dolce e apprezzabile come tutti quelli di questa talentuosa autrice.

4


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione in anteprima “Re di Cuori” – Charlie Cochet

Titolo: Re di Cuori
Autore: Charlie Cochet
Serie: Four Kings Security #2
Genere: Contemporaneo, Suspance
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Re di Cuori

SINOSSI

L’ex sergente sanitario delle Forze Speciali Russell “Red” McKinley ne sa qualcosa di ferite, come il fatto che possono impiegare una vita a guarire, se mai lo fanno. Le cicatrici che si porta dietro sono profonde, e convivere con il disturbo da stress post-traumatico significa lottare spesso contro i ricordi del proprio passato. Le ferite riportate mentre lavorava a un caso di executive protection con i suoi colleghi e comproprietari della Four Kings Security hanno di nuovo spinto con forza in superficie vecchi patemi, ma Red ha tutte le intenzioni di impedire che ciò faccia deragliare la storia che sta sbocciando con il dolce e sexy fotografo di moda Lazarus Galanos.
Laz non può negare che stia nascendo qualcosa di speciale con Red, ma anche lui ha delle ferite. Esita a buttarsi in una nuova relazione dopo la fine esplosiva della sua ultima relazione. L’esperienza gli ha insegnato a dubitare del proprio giudizio quando si tratta di uomini. I ragazzi che sembrano troppo belli per essere veri di solito lo sono, e nessuno sembra più perfetto di Red.
Quando qualcuno tenta di ucciderlo, Red è determinato a tenerlo al sicuro. Il fotografo può non essere un cliente, e l’ex soldato è ancora fuori servizio, ma Laz è uno dei loro, e per i Kings nulla conta più della famiglia. Mentre l’indagine è in corso, i due diventano sempre più intimi, ma riusciranno a trovare un modo per guarirsi l’un l’altro e correre il rischio di amare, o le loro insicurezze e paure gli costeranno un futuro insieme?

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Russell “Red” McKinley e Lazarus “Laz” Galanos si sono conosciuti nel primo volume, quando Laz scopre che il suo fidanzato, Bryan, lo tradisce. Fanno una vera e propria scenata a casa di Colton e finisce con Laz che sbatte la testa nella piscina di casa di quest’ultimo, perdendo i sensi. Viene subito soccorso da Red, che se ne prende cura e lo tratta come un gioiello prezioso.
I due hanno un immediato interesse l’uno per l’altro, ma Laz è spaventato da tutte le bugie che gli ha riversato addosso il suo ex; e Red non ha avuto belle esperienze nelle sue precedenti relazioni a causa del suo problema di stress post traumatico, perciò si perdono di vista per un po’, troppo impauriti di rincorrere quel sentimento così improvviso e forte che nessuno dei due si era aspettato.
Ci vorrà quell’impiccione di Ace e un servizio fotografico sulla spiaggia a farli rincontrare.
Riescono anche a parlare un momento prima che un cecchino cominci a sparare sulla folla o, più precisamente, su Laz.
Perché qualcuno sta cercando di uccidere il giovane fotografo?
E riusciranno i due a sconfiggere le loro insicurezze e a iniziare una relazione?

Per la prima volta da sempre, Laz si sentiva davvero felice. Come se la sua vita fosse finalmente sulla strada giusta dopo che lui era andato nella direzione sbagliata e si era perso in modo tanto epico.
Non riusciva a vedere dove l’avrebbe condotto quel nuovo sentiero. Ovunque fosse, sperò che includesse Red.

Se il primo volume, “Re di Picche” (qui la nostra recensione), mi aveva convinta poco, questo mi ha catturato decisamente di più. C’è ancora troppo amore istantaneo, per i miei gusti, e le cose procedono a dir poco velocemente, ma nel complesso ho apprezzato di più sia la storia che i personaggi.
Red e Laz hanno entrambi i loro demoni da affrontare, e percorrono insieme la strada verso la guarigione. Inoltre, anche la parte investigativa (di cui ho capito il colpevole abbastanza presto, ma alla fine non è male) è più presente e avvincente che nel primo volume.
Nel complesso l’ho trovato un netto miglioramento rispetto al precedente, ma sono super curiosa adesso di scoprire la storia tra Lucky (che continua a rimanere il mio preferito, al momento!) e Mason; nonché quella di King, che spero arrivino entrambe presto.

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Il nemico del mio nemico” – Tal Bauer

Titolo: Il nemico del mio nemico
Autore: Tal Bauer
Serie: The Executive Office #2
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Suspance
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il nemico del mio nemico

SINOSSI

Una storia d’amore scuote il mondo.
Due uomini s’impegnano nel loro amore impossibile.
Un generale è determinato a distruggerli entrambi.
Il presidente Jack Spears e l’ex agente dei servizi segreti Ethan Reichenbach gettano la cautela alle ortiche e si espongono pubblicamente come prima coppia omosessuale a occupare la Casa Bianca. Jack fa trasferire Ethan nella Residenza, ma mentre Ethan si insedia nel suo nuovo ruolo come First Gentleman degli Stati Uniti, non tutti sono entusiasti della loro scelta. Sembra che il mondo si sia coalizzato contro di loro e i due devono trovare insieme la forza per andare avanti.
Nel caos, i rapporti di Jack con il presidente russo Sergey Puchkov si fanno più stretti, e le due nazioni si ritrovano a lavorare quasi come alleate. Ma anche il presidente Puchkov ha i suoi segreti, segreti che potrebbero distruggere tutto. Ethan intanto torna in azione con il tenente Adam Cooper e assume il comando di una squadra segreta incaricata di stanare il generale una volta per tutte.
Madigan, però, è inafferrabile, e la portata del suo braccio è pericolosamente lunga. Colpisce Jack e Ethan agli angoli più oscuri del globo, capovolgendo il loro intero mondo. Il generale folle attira a sé nuovi alleati e nella sua missione è deciso più che mai a distruggere gli unici due uomini che lo abbiano mai sconfitto.
Non si fermerà davanti a nulla, finché Jack ed Ethan non saranno stati fatti a pezzi e separati l’uno dall’altro.
Dopodiché, la vera vendetta di Madigan potrà avere inizio…

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Avevamo lasciato Jack Spiers ed Ethan Reichenbach alle prese con l’arrivo di quest’ultimo alla Casa Bianca, come primo First Gentlement della storia americana. Per fare ciò, però, Ethan ha dovuto rinunciare al suo lavoro come agente del Servizio Segreto e si ritrova praticamente a dover ricominciare da capo a quarantuno anni, in una nuova vita che non avrebbe mai creduto possibile per se stesso.
È spaventato, profondamente insicuro, ma c’è Jack con lui. Anche se deve vedersela con fioristi e organizzatrici di eventi, suppone che finché c’è Jack, e finché può essere al suo fianco a dargli una mano, può sopportare di non essere più un uomo d’azione.
Tuttavia, l’ex Generale Porter Madigan, il “cattivo” della nostra storia, sembra fortemente intenzionato a distruggere tutto e tutti e ben presto Jack chiede l’aiuto di Ethan. Non solo perché ha profonda fiducia in lui, ma anche perché Ethan riesce a trasmettergli quella calma di cui ha così tanto bisogno, offrendogli la sanità mentale che a volte sente mancargli da sotto i piedi.
Così, Ethan si ritrova a coordinare un’operazione che coinvolge il tenente dei Marines Adam Cooper e tutta la sua squadra, nonché ci sarà un coinvolgimenti diretto del Presidente Russo Segrey Puchkov, che sta diventando sempre più un buon amico per Jack e un Presidente rivoluzionario per il suo paese.
Riusciranno a capire i piani di Madigan e a salvare il mondo tutti insieme? E riusciranno Ethan e Jack a sopravvivere ai fantasmi del passato che ritornano e che sconvolgono le fondamenta della loro quotidianità, rendendo incerto il loro futuro e mettendo a dura prova il loro amore?

Non sapeva di quanto amore fosse capace prima di conoscere Ethan, il modo in cui il suo cuore potesse espandersi, potesse combaciare con quello di un altro.

Lo dico subito: scrivere questa recensione senza fare spoiler è impossibile. Perciò cercherò di rimanere molto sul vago, ma di darvi quante più informazioni possibili per farvi capire quanto sia bello questo libro.
Esattamente come il primo, “Nemici dello Stato” (qui la nostra recensione), nonostante le oltre cinquecento pagine, una volta iniziato non sono più riuscita a staccarmi. Tal Bauer è estremamente bravo a coinvolgerti dalla prima all’ultima riga, tra intrighi, combattimenti e momenti d’amore che scaldano il cuore.

Lo amava così tanto che sarebbe stato felice di distruggere il suo intero mondo, la sua stessa carriera, perché loro due potessero avere un futuro insieme.

Soprattutto in questo secondo volume della serie, vediamo non solo la coppia formata da Jack Spiers (Presidente in carica degli Stati Uniti D’America) ed Ethan Reichenbach (ex capo dei Servizi Segreti e ora First Gentlement della Casa Bianca), ma approfondiamo la conoscenza anche con personaggi che avevamo cominciato ad apprezzare nel primo volume, e scopriamo anche una nuova aggiunta che regala moltissimo a questo romanzo.
Sto parlando di Adam Cooper (tenente di una squadra di Marines) e il Principe Saudita e agente dell’Intelligence del suo paese Faisal Al-Saud; ma anche di Sergey Puchkov (Presidente Russo) e della nuova aggiunta Sasha Andreyev (pilota di aerei dell’Aeronautica Russa). Insieme a Jack ed Ethan, anche questi quattro personaggi avranno molto spazio, regalandoci momenti stupendi e ampliando la “visuale” di noi lettori su tutti gli aspetti della storia, anche quelli più controversi.

Avvertì la presenza di Faisal prima ancora di sentirlo con le orecchie. Era sempre stato in grado di farlo. Quel brivido nell’aria, il sentore delle spezie, il pugno nello stomaco che aveva sentito la prima notte, la prima che aveva posato gli occhi su di lui.

Ammetto senza vergogna che di solito detesto quando, alla coppia principale, subentra una coppia secondaria (in questo caso addirittura due!) togliendo spazio a essa. Era successo in altre serie famose, rovinandomi un po’ la lettura. Ma in questo caso ho trovato l’aggiunta di Adam e Faisal e Segrey e Sasha solo come un arricchimento della trama, un “bonus”, se così vogliamo dire, a una storia che già si presentava superiore a moltissime altre nel panorama male to male.

C’era uno spazio vuoto nel suo cuore, pieno di ombre scure e incubi del passato. Il sarcasmo mordace di Sergey e il suo sorriso pronto gli avevano riempito la vita, avevano avvolto il vuoto nell’accettazione di chi lui era, e Sasha custodiva gelosamente quell’involto.

Sarà che adoro questo genere di trama, sarà che amo davvero tutti i singoli personaggi, non lo so. Fatto sta che anche questo secondo volume è un ottimo esempio di come dovrebbe essere un ottimo libro a tematica LGBTQ+. Non manca davvero nulla. C’è amore, intrigo, passione, scene adrenaliniche e una ricerca approfondita e incredibilmente realistica di situazioni tra le più diverse.
Non mi resta da fare altro che tantissimi complimenti all’autore e pregare la Triskell Edizioni di portare presto in Italia anche il terzo e ultimo volume della serie, se non addirittura tutti gli altri lavori di questo autore pieno di talento, perché non posso aspettare di sapere come finirà la storia di questi personaggi che ho ormai imparato ad amare!

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Una casa a cui tornare” – B. A. Tortuga

Titolo: Una casa a cui tornare
Autore: B. A. Tortuga
Genere: Contemporaneo, Cowboy
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,19€
Link all’acquisto: Una casa a cui tornare

SINOSSI

Stetson Major e Curtis Traynor non potrebbero essere più diversi: Stetson è un ranchero legato alla terra e vive a Taos, nel New Mexico; Curtis è un cowboy da rodeo con il bisogno di viaggiare e il terrore di rimanere legato a un unico posto.
Stetson accudisce la madre Betty, che sta morendo di Alzheimer e non ricorda più che i due si sono lasciati da anni. La mancanza di Curtis la fa soffrire, così lui sotterra l’orgoglio e chiama il suo ex.
Curtis non ha mai dimenticato Stetson: è l’amore della sua vita, l’uomo che si è lasciato scappare. Quando riceve la sua telefonata, è felice di poter aiutare Miz Betty, che gli ha sempre mostrato affetto. Il ritorno al ranch risveglia in lui emozioni sepolte ma mai dimenticate, se non fosse che le finali del rodeo sono dietro l’angolo e Curtis deve andarsene di nuovo, anche se vorrebbe tanto restare, soprattutto per sostenere Stetson in quel momento difficile.
I due cowboy sono alla ricerca di un posto in cui essere se stessi e non desiderano altro che essere presenti l’uno per l’altro. Ma la famiglia, il denaro e il richiamo del rodeo potrebbero porre fine alla loro seconda occasione.

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Per quanti uomini avesse cercato di amare, solo lui era stato capace di ridurlo in cenere.

Stetson Major sta affrontando un periodo difficile: sua madre è gravemente malata di Alzheimer e il ranch che appartiene alla sua famiglia da generazioni sta andando alla rovina. Cerca di barcamenarsi come può, ma dopo tre anni di calvario è stanco e non riesce più a dire a sua madre la verità su lui e Curtis. Infatti, a causa della malattia, Miz Betty non ricorda che si sono lasciati otto anni prima, e continua a domandare quand’è che Curtis la andrà a trovare.
Preso dallo sconforto e dalla disperazione di realizzare uno degli ultimi desideri della madre, Stetson ingoia l’orgoglio e chiama l’ex amante, per cui non ha mai smesso di provare certi sentimenti.
Quando spiega la situazione a Curtis, questi è subito disponibile a presentarsi al capezzale della donna, lasciando in sospeso per qualche giorno la sua vita da cowboy.
Curtis Traynor, infatti, ha abbandonato Stetson anni prima perché voleva inseguire il suo sogno di diventare il numero uno nel circuito dei rodei. Aveva chiesto a Stetson di accompagnarlo, ma l’altro ha piedi troppo radicati nel terreno del suo ranch, e non è mai andato con lui. Volevano vite diverse, ma questo non vuol dire che non si amassero più.
Perciò quando Stetson chiama, Curtis parte di volata e non appena rivede Stetson, sente che quelli che credeva dimenticati, sono sentimenti al contrario molto potenti e attuali.
Tuttavia, la situazione è triste ed entrambi devono concentrarsi su Miz Betty. Inoltre, entrambi torneranno alle loro vite non appena la donna sarà accontentata, perciò perché crucciarsi per questa cosa?
Ma sarà davvero così? Riusciranno a dirsi addio un’altra volta?

“Mi mancavi. Ma avevo paura di chiamare. E se mi avessi dimenticato?”
“Porterò il ricordo di te nella tomba. Non esiste nessun altro al mondo che sia fatto per me quanto lo sei tu.”

Avevo già letto alcuni libri di B. A. Tortuga, e per quanto mi fossero piaciuti, c’era sempre qualcosa che non mi convinceva. Perciò, quando ho cominciato “Una casa a cui tornare” sapevo che avrei trovato un libro piacevole, ma non mi aspettavo mi piacesse tanto!
Anche se la storia è piuttosto semplice, non è affrettata e non c’è un minestrone di elementi che rendono snervante (almeno per me) una lettura. Si affronta passo passo tutti i problemi, dando il giusto spazio a ognuno, anche se magari mi sarebbe piaciuto saperne di più sul loro “prima”, magari con dei flashback o una discussione proprio incentrata sull’argomento.
Anche Curtis e Stetson mi sono piaciuti, nella loro ruvidezza e nelle loro fragilità, rendendoli due personaggi sfaccettati e piacevoli. Hanno avuto entrambi il giusto spazio, e non ho potuto che apprezzare la cosa.

“Credo che questo, tu qui con me, noi insieme, sia stato il suo ultimo regalo per me.”

Un libro sulle seconde possibilità e sulle strade che il Vero Amore fa per tornare a casa.

“Sei il miglior cowboy del mondo.”
“Già, e tu sei quello che mi ha dato una casa a cui tornare.”

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La copia ARC è stata fornica dalla Casa Editrice