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Recensione “Compromessi” – Brigham Vaughn

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Titolo: Compromessi
Autore: Brigham Vaughn
Serie: Equals #1
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,00€
Link all’acquisto: Compromessi

SINOSSI

Russell Bishop vuole fare carriera e la sua scelta di non uscire con nessuno, per dedicarsi totalmente al lavoro, viene finalmente ripagata quando ottiene un buon impiego alla Vantage Marketing.
Stephen Parker, responsabile finanziario di quella società si è rassegnato a vivere una vita da single.
Per sei mesi si erano osservati desiderandosi, ma solo quando Russ scivola su del caffè versato da Stephen, che subito corre in suo soccorso, scoprono che quell’attrazione è reciproca.
La differenza d’età tra i due però diventa un problema quando iniziano a frequentarsi. Fiero e indipendente, Russ non crede di potersi impegnare in una relazione a lungo termine, mentre Stephen, spaventato dalle sue precedenti relazioni, ha paura che il passato possa ripetersi. Riusciranno a incontrarsi a metà strada, accettando dei compromessi?

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Stephen Parker ha passato da un bel pezzo la quarantina e ormai è il responsabile finanziario di una delle più prestigiose società della città in cui abita. Vive in un bell’appartamento, ha una bella macchina, beve un buon whiskey e di sicuro indossa bei vestiti. Ma, nonostante ciò, si sente incredibilmente solo e incompleto. Gli manca l’amore, e tantissimi anni prima pensava di averlo trovato, ma poi la vita ha mandato tutto all’aria. Così, ormai adulto, torna in una casa vuota e annega nella solitudine che con sempre più fatica cerca di riempire.
Russel Bishop è poco più che ventenne, ancora agli inizi della sua carriera, ma con un carattere deciso abbastanza da riuscire a scalare le vette senza troppa fatica.
Si ritrova subito attratto da Stephen, ma è un suo superiore e poi… Come potrebbe un uomo di quell’età interessarsi a un ragazzino come lui?
Complice una chiazza di liquido a terra e un caffè bollente, i due si ritroveranno a parlarsi per la prima volta.
Che sia l’inizio di qualcosa di più?
Di solito non amo i romanzi col Gap Generazionale. Tendo a pensare continuamente a quanto non funzioni, a mio avviso, quando ci sono vent’anni di differenza come in questo caso. Quanto si sia maturi in modo diverso, si abbiano interessi e voglia di fare cose diverse, si sia a punti diametralmente opposti della vita.
Perciò, quando ho preso in mano questo romanzo, non ero sicura che mi sarebbe piaciuto.
Invece, l’ho trovato uno con il Gap Generazionale meglio gestito in assoluto.
Stephen e Russ sono diversissimi, ovviamente. Sia per carattere che per esperienze di vita. Fanno fatica ad adattarsi l’uno all’altro, e spesso Stephen deve far fronte ai “capricci” di Russell. Questo, però, non implica mai che Stephen prevarichi l’altro, anzi. Cerca di scendere a compromessi e di venirgli incontro, così come (anche se con più difficoltà) cerca di fare Russ verso le esigenze di Stephen.
L’ho trovato davvero un romanzo carino, piacevole, ben scritto e che apre le porte a una serie che sembra parecchio interessante.

4

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Recensione “Gli omicidi di Monet” – Josh Lanyon

Josh Lanyon (4)

Titolo: Gli omicidi di Monet
Autore: Josh Lanyon
Serie: The Art of Murder #2
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,34€
Link all’acquisto: Gli omicidi di Monet

SINOSSI

L’ultima cosa che Jason West, giovane e ambizioso agente speciale dell’FBI della squadra Crimini Artistici, vuole – o desidera – è la relazione segreta e traballante che ha con il leggendario ma irascibile Sam Kennedy, capo dell’Unità di Analisi Comportamentale.
E sembra che anche Sam non sia elettrizzato all’idea.
Ma i sentimenti personali devono essere messi da parte quando Sam richiede l’aiuto di Jason per catturare un folle serial killer che ha preso di mira dei facoltosi e distinti collezionisti d’arte. Un assassino il cui biglietto da visita è una serie di grotteschi dipinti che raffigurano i delitti stessi.

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Avevamo lasciato Jason West e Sam Kennedy con la promessa di un appuntamento in “Gli omicidi della Sirena” e li ritroviamo otto mesi dopo senza aver avuto quell’appuntamento e una relazione unicamente telefonica in quanto gli impegni di Sam lo portano in giro per il paese e mai – sembrerebbe – a Los Angeles da Jason.
Perciò, quando durante una serata di gala della famiglia West, il giovane Jason viene convocato sulla scena di un efferato crimine, tutto si aspetta tranne che di trovarci il suo.. Ragazzo? Amante? Amico? Compagno di letto? Jason non è sicuro di cosa sia Sam per lui, ma sa che non si aspettava quell’accoglienza fredda e distaccata, nonostante la presenza di tutti gli altri poliziotti e agenti dell’FBI. Sarebbe stato così faticoso fare un sorriso?
Ma Jason scoprirà presto perché Sam Kennedy non gli ha sorriso e quanto può spezzarsi un cuore anche quando ci si illude che non si ha una vera connessione con l’altra persona…
In più, quello che sembrava un semplice caso di frode, si intreccia con l’indagine di omicidio che segue Sam, pertanto i due sono costretti ad avere a che fare l’uno con l’altro.
Riusciranno a risolvere le rispettive indagini mentre tenteranno di sbrogliare quello che hanno nel cuore?
Con queste premesse, prosegue la storia di Jason e Sam, narrata sempre dal punto di vista del giovane West, impedendoci di conoscere a pieno molte cose riguardo Kennedy, che a mio avviso è un vero peccato. Sarei molto curiosa di entrare nella testa di questo enigmatico agente federale, perché secondo me ha un bagaglio parecchio interessante! Ce ne viene dato un accenno in questo volume, ma c’è ancora molto da scoprire, a mio avviso.
Di sicuro, l’indagine è più complessa e articolata della precedente, anche se la sovrabbondanza di personaggi me l’ha resa meno gradevole di quella del serial killer di Kingsfield. Non che non sia ben strutturata o altro, ma ci sono davvero tanti dettagli da ricordare e a volte si fa fatica a collocare chi è chi e che ruolo ha nella storia.
Togliendo ciò, in questa serie pare che la storia d’amore rivesta un ruolo più importante rispetto a quella nella serie “Adrien English”, anche se al momento non ho ancora percepito tra Jason e Sam la profonda struggente chimica che si avverte invece tra Adrien e Jake. Tuttavia, pare che le basi siano state piantate, perciò confido che nel terzo volume ci sia qualche interessante sviluppo. Anche se, conoscendo la Lanyon, è probabile che ci sia qualche tranello in agguato… Non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserveranno ancora Sam e Jason!

4

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Recensione “Gli omicidi della Sirena” – Josh Lanyon

Josh Lanyon (3)

Titolo: Gli omicidi della Sirena
Autore: Josh Lanyon
Serie: The Art of Murder #1
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,58€
Link all’acquisto: Gli omicidi della Sirena

SINOSSI

L’agente speciale Jason West, distaccato dalla squadra Crimini artistici, viene mandato ad affiancare temporaneamente – e disgraziatamente – il leggendario Sam Kennedy quando si scopre che il caso più famoso di Kennedy, conclusosi con la cattura e la condanna di un serial killer conosciuto come il Cacciatore, potrebbe essere stato invece un fallimento disastroso.
Il Cacciatore è ancora là fuori… e gli omicidi sono ripresi.

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Quando l’agente speciale dell’FBI Jason West viene spedito a Kingsfield, nel Massachusetts, per affiancare – e in realtà controllare – il veterano Sam Kennedy, tutto si aspettava meno che di trovarsi davanti un uomo così profondamente antipatico e un caso così complesso e che richiama quelli del serial killer il Cacciatore di dieci anni prima che l’hanno visto coinvolto in prima persona in quanto era amico di una delle vittime.
Jason, abituato a rintracciare quadri e in generale opere d’arte preziose nella sezione di Crimini Artistici, non è abituato a indagare su un caso di omicidio, e per quanto l’esperienza di Kennedy sia di grande aiuto, Jason non ha intenzione di farsi mettere i piedi in testa e di fare la figura del burattino. Vuole aiutare a risolvere il caso e farà qualsiasi cosa in suo potere per riuscirci.
Lo capiamo pagina dopo pagina, essendo suo il punto di vista da cui viene narrato il libro, e sempre tramite i suoi occhi vediamo Sam Kennedy che avanza come un bulldozer facendo quel che vuole perché – sfortunatamente per tutti quelli che gli sono intorno – pare possedere la fastidiosa abitudine di avere sempre ragione.
Infatti, anche se all’apparenza può sembrare un uomo molto chiuso ed egocentrico, in realtà nasconde delle fragilità che non vedo l’ora di indagare nei prossimi volumi!
Kennedy è stato senza dubbio il mio personaggio preferito, anche se ancora non siamo riusciti a conoscerlo a pieno, al contrario del giovane Jason, di cui apprendiamo molte più cose; ma poco importa. Sam Kennedy è incredibilmente affascinante e so che mi regalerà grandi gioie e probabilmente diverse arrabbiature!
Plauso anche all’indagine, molto ben articolata e avvincente. Certo, ho azzeccato abbastanza presto chi era l’assassino, ma è stato comunque divertente rimanere col dubbio fino all’ultimo, essendo la Lanyon stata bravissima a lasciare indizi qua e là e a far sorgere domande al lettore.
Un ottimo volume primo che spero apra le porte a una serie che potrò amare.

4

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Recensione “Collisione” – Riley Hart

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Titolo: Collisione
Autore: Riley Hart
Serie: Blackcreek #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Collisione

SINOSSI

A dieci anni, Noah Jameson e Cooper Bradshaw entrano in collisione a mezz’aria quando si tuffano sulla palla. Per tre anni sono inseparabili… fino a quando un giorno Noah e i suoi genitori spariscono nel bel mezzo della notte.
Noah e Cooper non hanno mai saputo cos’è successo all’uno o all’altro.
Ora, diciassette anni dopo, dopo aver trovato il proprio ragazzo a letto con un altro uomo, Noah torna a Blackcreek in cerca di un nuovo inizio. E lì ritrova il suo vecchio amico cresciuto e sexy da morire.
Cooper non riesce a credere che Noah – l’unica persona a cui aveva confidato il senso di colpa per la morte dei propri genitori – sia tornato. E che sia gay. O che lui si ritrovi improvvisamente a desiderare di avere un uomo nel letto.
Non c’è modo di negare l’attrazione e i sentimenti che ci sono tra loro, ma riusciranno a sconfiggere i fantasmi del passato e a crearsi un futuro insieme?

Slanif2

Quando Noah Jameson si ritrova con la sua Mustang rotta sul ciglio della strada, è a dir poco l’ultima goccia che fa trabocca il vaso. Non solo il suo ex, David, è stato orribile con lui, ma si sta anche dirigendo a Blackcreek senza sapere perché.
La cittadina del Colorado, infatti, lo ha accolto quando era solo un bambino e per i successivi tre anni, prima che sua madre e suo padre decidessero di spostarsi nuovamente. La famiglia di Noah, infatti, non è mai rimasta molto a lungo nello stesso posto, e Noah ci è sempre stato abituato, ma quella volta non lasciava solo degli amichetti. Lasciava il suo migliore amico di sempre: Cooper Bradshaw, e quel dolore non si è mai rimarginato.
Quindi, è di nuovo a Blackcreek seguendo l’impulso di un momento.
E, in men che non si dica, è anche di fronte a Cooper, nonostante il ritrovarsi di questi due amici d’infanzia sia tutt’altro che roseo, in un primo momento, causa una distrazione di uno e il pick-up dell’altro.
Dopo un primo momento di confusione, i due si ritrovano al punto in cui si erano lasciati, perché non importa quanto tempo siano stati lontani. Il loro legame era incredibilmente forte, e sentono ancora l’un l’altro la stessa energia.
Tuttavia, sono passati quasi vent’anni da allora. Ormai sono trentenni e ne è passata di acqua sotto i ponti! In più, Coop non sa che Noah è gay e questi non è sicuro di quanto il suo etero amico potrà apprezzare la cosa.
Riusciranno a legarsi ancora di più, scoprendo chi sono diventati da grandi, o ci sarà un punto di rottura? E cos’è quella corrente silenziosa che passa tra di loro quando meno se lo aspettano?

«Forse allora non capivo cosa significava, ma anche’io ho sempre preferito stare con te che con chiunque altro, Noah. Sempre. Sei sempre stato la cosa più importante per me. Ome se in seguito avessi ammazzato il tempo in attesa di trovarci di nuovo insieme, in un modo o nell’altro.»

Lessi “Collisione” di Riley Hart moltissimi anni fa. Fu probabilmente una delle mie prime letture di romance male to male, e rileggerlo a distanza di tanti anni mi ha fatto notare cose che non avevo visto prima, ma non per questo l’ho meno apprezzato.
La storia è molto semplice: due amici d’infanzia che si ritrovano dopo tanti anni separati e che si innamorano. Ne abbiamo letti a bizzeffe di trame così, giusto? Eppure, una cosa in cui la Hart è stata brava, è il non dare “tutto subito”. La cosa è graduale, a “cottura lenta”, e come sapete è il mio genere di amore preferito.
Noah è gay, ma ha grossi problemi di fiducia a causa del suo ex, ma soprattutto a causa del comportamento della madre e di conseguenza del padre. Cooper si è sempre considerato etero e questa nuova attrazione lo manda in paranoia. Si vogliono bene, si capiscono meglio di chiunque altro, ma varrà la pena mettere in gioco un legame così speciale e importante per l’impulso di un momento?
È per dare risposta a questa domanda che leggiamo tutto il libro.
Come detto, il rapporto “da amici ad amanti” è graduale e progressivo, e non c’è un immediato “vissero per sempre felici e contenti”, che non risulta mai credibile. La storia è buona, i personaggi ben caratterizzati, quelli di contorno incuriosiscono (come Wes e Braden, di cui non vedo l’ora di leggere il romanzo!) o innervosiscono (come l’antipaticissimo zio Vernon), e nell’insieme la storia funziona.
L’unica pecca che mi sento di segnalare, è il fatto che il “gay for you” non mi convince mai. Nonostante sia ben elaborato e non lasciato al caso come spesso capita, se la Hart avesse messo un qualche tassello del passato (uno sguardo, un’attrazione fugace, una semplice fantasia) a cui appellarsi, forse avrei dato il voto pieno. Ritrovarmi a leggere invece di un uomo in tutto e per tutto etero che si scopre gay (o, forse, a questo punto, bisessuale) perché il suo amico d’infanzia gli scatena uno sfarfallio allo stomaco, mi lascia sempre un po’ insoddisfatta.
Il “gay for you” da una parte è molto bello, perché mostra quanto poco importante sia il sesso di una persona quando ci piace la sua anima e il suo cuore, il suo carattere e ci si sente a casa vicino a essa; ma al contempo penso che l’attrazione fisica sia fondamentale in una coppia, e se non si è mai provato niente per qualcuno del proprio sesso, è difficile poi che accada all’improvviso.
Tolto questo, ribadisco, il romanzo è davvero bello. Apprezzabile, scorrevole, con la giusta drammaticità intervallata da momenti più spensierati e decisamente hot.
Consigliato!

4

Pubblicato in: piemme, Recensioni

Recensione “Carry On” – Rainbow Rowell

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Titolo: Carry On
Autore: Rainbow Rowell
Serie: Simon Snow #1
Genere: Fantasy, Paranormal
Casa Editrice: Piemme
Prezzo: 6,99€
Link all’acquisto: Carry On

SINOSSI

Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

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Qualcuno verrà a finirci
Qualcun altro cader lo farà.
Possa il potere dei potenti regnare
E il suo potere ci salverà.

Simon Snow convive ormai da otto anni con il peso dell’essere il Prescelto, il Sommo Arcimago. È un peso gravoso per un ragazzo di diciotto anni, e Simon è sempre più convinto che tutto il mondo magico si sia sbagliato, perché non riesce nemmeno a fare l’incantesimo più semplice, e quando riesce a farne uno, di solito salta in aria qualcosa.
Di sicuro ne è convinto il suo compagno di stanza alla scuola di magia di Watford, Tyrannus Basilton Grimm-Pitch, detto Baz, che proviene da una delle più antiche e potenti famiglie del regno magico, al contrario di Simon, che è un orfano cresciuto nelle case famiglia.
Non potrebbero essere più diversi, e nemmeno più rivali. I loro bisticci e battibecchi sono all’ordine del giorno, così come i tiri mancini che si sono susseguiti nel corso degli anni. Tra loro non scorre buon sangue, e così come Baz è intenzionato a far fuori Simon, quest’ultimo è intenzionato a confermare che il suo compagno di scuola in realtà è un vampiro.
A complicare il tutto, c’è la presenza del Tedio Insidioso, il sommo cattivo da un paio di decenni, che sembra avercela particolarmente con Simon e che ovunque vada, la magia viene risucchiata e mai più recuperata.
Riuscirà Simon a sconfiggere il Tedio, a non strangolare il suo coinquilino e al contempo capire qual è la trama più grande sotto tutto questo marasma di eventi?
Come se non bastasse, il Velo che divide il mondo dei vivi da quello dei morti si è alzato, e Simon ha ricevuto un messaggio che in realtà era destinato a Baz. Questo li porterà a collaborare, volenti o nolenti.
Cosa comporterà questa nuova tregua? Quali nuovi sentimenti verranno a galla?

«Il Crogiolo ci ha fusi indissolubilmente.»
«Il Crogiolo?»
«Avevo undici anni e avevo perso mia madre e la mia anima, e il Crogiolo mi ha dato te.»

Ho scoperto “Carry On” di Rainbow Rowell dopo aver letto “Fangirl”, un romanzo MF tra i miei preferiti. Infatti, per capire bene questo romanzo, devo parlarvi un attimo del libro da cui proviene.
Fangirl” si apre con Cath, una neo universitaria, che non è mai stata brava a fare amicizie. Spera nella collaborazione della sua sorella gemella, ma questa è molto diversa da lei, più aperta e solare, e ci mette poco a crearsi un circolo di amici nuovi che non comprendono Cath. La ragazza ne soffre, ma ha i suoi interessi e ci si dedica anima e corpo. Primo tra tutti: scrivere fan fiction yaoi ispirate alla serie di libri fantasy su Simon Snow di Gemma T. Leslie.
Le sue storie sono talmente belle e talmente apprezzate, che Cath è amata nel mondo delle fan fiction, anche se nessuno la conosce di persona. Per lei, Simon e Baz sono come due vecchi amici, e lei è ben lieta di continuare a creare le sue storie ispirate a questi personaggi.
La storia poi si intreccia a quella privata e personale di Cath, ma quel che interessa noi è il fatto che ovviamente Gemma T. Leslie è un personaggio fittizio creato dalla Rowell e che Simon e Baz all’inizio dovevano essere solo degli interludi alla storia di Cath e la sua controparte maschile, Levi.
Nel romanzo “Fangirl” ci sono pezzi delle fan fiction di Cat, e perciò la storia di Baz e Simon mi aveva incuriosita sin da quella lettura. Scoprire che la Rowell aveva dedicato loro un libro, non ha potuto che rendermi felice.
Lo stile della Rowell è semplice, molto soft, ma le sue caratterizzazioni sono sempre profonde. Cath e Levi mi era piaciuti tanto, perciò confidavo che anche Baz e Simon (così come Penelope, Agatha, l’Arcimago, Ebb e tutti gli altri) mi avrebbero fatto lo stesso effetto.
Nel complesso, posso dire che “Carry On” è un romanzo piacevole, con una bella trama fantasy di sottofondo, ma che è, a tutti gli effetti, un libro per ragazzi. Ragazzi giovane, intendo, tra i dieci e i quindici anni, sia per lo stile che per la caratterizzazione dei personaggi. A volte avevo difficoltà a ricordare che i protagonisti hanno quasi vent’anni, sembrando in atteggiamenti e pensieri molto più giovani.
Anche la trama MM è ridotta all’osso. Bisogna arrivare a ben oltre metà libro affinché succeda qualcosa, e quel qualcosa è a dir poco super soft.
Baz e Simon sono fin troppo concentrati sulla loro vecchia rivalità (basata, a mio avviso, su poco o niente) per concentrarsi sul presente, e quando lo fanno, Simon non è mai chiaro. Cosa che, in realtà, non lo è mai in generale. Sembra sempre troppo infantile, troppo… piccolo. Come se fosse un undicenne nel corpo di un ventenne. Capisco la sensazione di isolamento nell’essere il Prescelto. La sofferenza di una vita in affido. Ma l’incapacità di formulare una frase coerente, dopo otto anni a Watford circondato da persone che lo considerano un amico, la vedo alquanto difficile, come cosa.

«Il non sono il Prescelto» insiste.
Ricambio il suo sguardo e sogghigno. Il mio braccio lo cinge in vita come una fascia di acciaio. «Be’, io ti scelgo lo stesso, Simon Snow.»

Il romanzo è strutturato seguendo molti punti di vista diversi. I principali sono Baz e Simon, ovviamente, ma ci sono i POV anche degli altri personaggi, e questo regala un quadro più completo, anche se rende personaggi come Agatha e l’Arcimago ancor più antipatici di quel che appaiono già dalle prime righe.
Un’altra cosa che mi è un po’ dispiaciuta è il veder raccontato solo l’ultimo anno, l’ottavo, e quindi tutti i riferimenti a quello che è successo negli anni precedenti mi ha lasciato solo la curiosità di saperne di più.
Un altro punto a sfavore del romanzo, a mio avviso, è il finale. Dopo oltre quattrocento pagine di dettagli minuziosi, arriviamo al finale e… Non ci dici tutto? Non fai scoprire tutto a Simon? Considerando che questo era nato come stand alone, mi ha lasciato l’amaro in bocca. Spero che nel seguito che uscirà a fine settembre 2019, Simon si renderà consapevole di tutte le cose che gli sono state taciute e che tutti i nodi vengano al pettine, perché così è come se mancasse qualcosa.
Il romanzo è corale, come dico, non solo per quanto riguarda i punti di vista, ma anche per la storia personale di ogni personaggio. C’è un intreccio di tanti personaggi, ma è abbastanza semplice seguirli tutti.
L’indagine di fondo è molto carina. Alcune cose si capiscono abbastanza presto, ma la Rowell è stata brava a mixare diversi elementi e a rendere mai noioso un romanzo che di certo non ha carenza di pagine. Anche il mix di varie magie, mondi e creature magiche è interessante. Inevitabile è il confronto con serie molto più famose, ma appunto mentre si legge si percepisce la “giovinezza” della trama e dei personaggi, perciò l’uso di formule magiche simili a filastrocche e pochi dettagli delle battaglie, ci sta per un romanzo per ragazzi.
Detto ciò, non posso dire che non mi sia piaciuto. Il romanzo è carino ma, appunto, forse troppo “da giovane” per me. È la lettura ideale per un ragazzo o una ragazza delle medie, sia per il tipo di scrittura, la caratterizzazione dei personaggi, che per la carenza assoluta di qualsivoglia riferimento sessuale. Forse, essendo stato creato per un pubblico delle superiori/università, mi sarei aspettata qualche concretezza in più.
Nel complesso, comunque, è una lettura carina che secondo me va consigliata a quei ragazzi che vogliono addentrarsi nella letteratura rosa (e magari MM), senza traumatizzarli troppo con scene forti o parolacce.

3.5

Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Imagines” – N. R. Walker

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Titolo: Imagines
Autore: N. R. Walker
Serie: Imago #2
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Imagines

SINOSSI

Jack Brighton e Lawson Gale stanno insieme da sei mesi e sono molto innamorati. Il lavoro di Lawson per garantire la sopravvivenza della Tillman Copper è impegnativo come sempre, e quello di Jack con la rigenerazione del parco nazionale distrutto dall’incendio è altrettanto frenetico.
Quando Jack propone di partire per un breve viaggio, Lawson accetta. Poi gli viene offerto un posto di due settimane come ricercatore nel Queensland tropicale per aiutare a scoprire le cause del declino della farfalla Ulysses. Pensando di riuscire a combinare dovere e piacere, Jack e Lawson partono per la loro prima vacanza insieme.
Lavorare accanto al famoso professor Piers Bonfils non è semplice. Divergenze personali e professionali a parte, però, Lawson riceve la proposta di fermarsi in modo permanente nel Queensland. Combattuto tra la sua nuova vita in Tasmania con Jack e una specie di farfalla in via di estinzione che si sente obbligato a salvare, Lawson dovrà decidere qual è il suo destino.
Ma questo cambia spesso le regole. Durante una spedizione di ricerca nel cuore della foresta pluviale, a essere in gioco di colpo non è più soltanto la sopravvivenza delle farfalle.
Il ciclo vitale di una farfalla non cambia mai: da larva a imago, il suo percorso è tracciato fin dall’inizio. Jack e Lawson dovranno decidere da che parte stare, se sopravvivono. Perché l’unica cosa più incredibile di un’imago sono due imagines.

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Avevamo conosciuto Jack Brighton e Lawson Gale in “Imago” e ci eravamo innamorate della guardia forestale dal cuore tenero e dal lepidotterologo amante dei farfallini.
Li ritroviamo sei mesi dopo, ancora innamoratissimi e pronti a partire per la loro prima vacanza.
Infatti, Lawson viene contattato da Piers Bonfils, professore nel Queensland, che richiede il suo intervento per aiutarlo a capire cos’è che sta uccidendo le Ulysses (la specie di farfalle che Bonfis studia da anni) e impedisce ai bozzoli di trasformarsi in imago.
Anche se l’idea della loro prima vacanza nei piani originali non coincideva con del lavoro, i due uomini accolgono la scusa per unire l’utile al dilettevole, trascorrendo del tempo insieme e al contempo aiutando a salvare una specie di farfalle che risiedono ormai in pochissime parti del mondo.
Quel che non si aspettano, tuttavia, è di ritrovarsi invischiati in una vacanza che va complicandosi sia per gli interessi tutt’altro che professionali di Bonfils nei confronti di Lawson, sia perché le cose, si sa, non filano mai lisce quando ci sono di mezzo Lawson Gale e le farfalle…
Riusciranno i due ragazzi a godersi la vacanza o finiranno per rischiare molto più di quanto avrebbero mai creduto di dover mettere in gioco?

In quell’istante, eravamo una cosa sola. In senso fisico, emotivo. Sentivo il suo cuore pulsare dentro di me, attraverso il suo petto, e batteva a tempo con il mio. Mi faceva da eco, mi completava, era tutto.
Non avevo mai provato nulla di simile.

Mi è piaciuto ritrovare questi due personaggi, che grazie allo stile semplice ma al contempo potente di N. R. Walker, ci regalano una duologia di tutto rispetto. Nonostante ammetta di aver preferito il primo volume a questo secondo e ultimo della serie, posso affermare senza problemi che entrambi i libri sono assolutamente godibili e ben strutturati.
Jack e Lawson sono diversissimi, eppure insieme funzionano alla grande. Anche se ho una predilezione per Jack, Lawson sa come farsi amare. Tra un cravattino e una risposta saccente, mi fa sempre troppo ridere quando comincia a imprecare durante il sesso! Ogni volta che lo faceva, ridevo con Jack.
Il sentimento che li lega è potente e molto dolce, a volte forse un filino troppo, ma mai in maniera così accentuata da farmi storcere il naso.
La storia è ben cadenzata, con momenti di calma seguiti da altri più agitati, così come da momenti di dolcezza e altri di passione.
È stato bello leggere come si è evoluto il loro sentimento e come sono arrivati al loro lieto fine, nonostante le tante difficoltà e differenze.
In sostanza, un libro e una serie in generale assolutamente godibili e da leggere.

Prese fiato e mi strinse le mani. «In entomologia abbiamo un termine: imagines. È il plurale di imago. E se l’imago è una farfalla che ha raggiunto il suo pieno potenziale, allora noi, insieme, siamo senz’altro imagines.»

Nella scena tagliata… Ho riso. E quando ci arriverete, capirete perché. E riderete pure voi.

Posò la tazza sul piano e poi mi prese tra le braccia, stringendomi forte. Sospirai. «Adoro quando mi abbracci così.»
Spinse il naso contro il mio orecchio. «Così come?»
«Come se ti nutrisse l’anima.»
Ridacchiò, prima di sussurrare con calore: «In effetti…» Si tirò indietro e mi guardò negli occhi. «Lo fa davvero.»

Spero che la Triskell Edizioni porti in Italia anche gli altri libri di Mrs. Walker, perché amo davvero la sua scrittura e il modo incredibile che ha di rabbonire il cuore anche dell’uomo più arido.

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: dreamspinnerpress, Recensioni

Recensione “Bruto” – Kim Fielding

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Titolo: Bruto
Autore: Kim Fielding
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,37€
Link all’acquisto: Bruto

SINOSSI

Bruto conduce una vita solitaria in un mondo dove la magia è all’ordine del giorno. È un gigante di due metri e trenta di bruttezza e dai natali ignobili. Nessuno, incluso Bruto, si aspetta che lui sia più di un operaio. Ma gli eroi si presentano in tutte le forme e dimensioni e, dopo aver subito una mutilazione per salvare il principe, la vita di Bruto cambia bruscamente: è chiamato a servire al palazzo di Tellomer come guardia per un singolo detenuto. Sembra facile, ma si rivela essere la sfida della sua vita.
Le voci di palazzo dicono che il prigioniero, Gray Leynham, sia uno stregone e un traditore. Quel che è certo è che ha trascorso anni nello squallore: cieco, incatenato, reso quasi muto da una balbuzie estrema. Sogna la morte della gente, e quei sogni si avverano.
Mentre Bruto si abitua alla vita di palazzo e comincia a conoscere Gray, scopre anche il proprio valore, in primo luogo come amico e uomo, poi come amante. Ma Bruto impara anche che gli eroi, a volte, devono affrontare scelte difficili e che fare ciò che è giusto può portare nuovi pericoli.

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Bruto è ostracizzato dalla sua comunità a causa del suo aspetto: non ha un bel viso, e la sua mole di oltre due metri spaventa tutti, perciò è abituato a fare il suo lavoro – una sorta di mulo da soma per spostare i grossi massi che gli umani “normali” non riescono a muovere – e a concedersi una volta l’anno un po’ di contatto fisico in un bordello, dove però anche lì non sempre va come dovrebbe a causa della sua stazza imponente.
La sua vita cambia quando salva da morte certa il Principe Alfrid (ferendosi anche in maniera irreparabile), che lo ripaga portandolo via dal suo villaggio e rendendolo il guardiano (o carceriere, dipende da come la si vuole guardare) di Grey.
Grey è un Mago ed è diventato cieco a causa di un incantesimo. Quasi ogni notte sogna delle cose, e quelle cose sono delle premonizioni, motivo per cui è lì incarcerato. Bruto è messo di guardia e deve ascoltare bene tutto quello che il Mago dice e riportarlo al Re. Grey infatti è rinchiuso in quella stanza da moltissimo tempo ed è sempre stato trattato in maniera pietosa dai suoi guardiani. Perciò, quando comincia ad avere a che fare con Bruto, non si sente affatto rilassato in sua presenza.
Ma se c’è una cosa che il brutto aspetto del gigante cela, è la sua incredibile bontà d’animo. La sua dolcezza e la sua empatia verso il prossimo.
Grey imparerà presto che quel grosso individuo che gli porta i pasti non è cattivo come gli altri, e ben presto cominceranno a formare un legame sempre più stretto.
Ma che futuro possono avere con Grey rinchiuso lì? Il giovane Mago prova interesse per Bruto solo perché non può vederne il viso?
Sono tante le risposte da trovare, e c’è solo un modo per ottenerle: uscire da quella stanza e correre verso la libertà.
Bruto” è un romanzo bellissimo. Il primo che lessi di Kim Fielding, e sin da subito mi innamorai della sua scrittura, dei suoi personaggi, della straordinaria fragilità che mostrano senza rendersi mai delle macchiette di cattivo gusto.
Bruto è un personaggio che rispecchia moltissimo la civiltà in cui viviamo adesso: tutto è basato sulle apparenze, e spesso lì ci si ferma, senza pensare a che caleidoscopio meraviglioso e sfaccettato ci sia all’interno del cuore e dell’anima di ognuno di noi.
Sei brutto fuori? Allora non meriti la mia attenzione e il mio tempo. Questo è assurdo, ma purtroppo è quello che succede spesso e volentieri.
Così si sente quotidianamente Bruto, scansato dagli altri solo perché non è abbastanza bello da essere una piacevole visione. Nessuno si preoccupa di scoprire quanto il suo animo puro sia migliore di quello di tutti loro messi insieme.
Benché anche Grey sia un personaggio chiaramente importante nel libro e fondamentalmente il fulcro non solo del cambiamento di Bruto ma anche delle dinamiche della storia, è Bruto quello che veramente mi è rimasto nel cuore.
In un’ambientazione tra il Medioevo e il Fantasy, conosciamo un mondo magico e al contempo crudele in cui una persona dal cuore buono deve sentirsi dare del “bruto” (perché sì, questo non è il suo vero nome) ed essere giudicato solo dal suo aspetto esteriore, dimostrando che non importa il secolo: l’essere umano sa essere ignorante e mentalmente chiuso a prescindere.
Un romanzo dolce, malinconico e pieno di speranza sulla capacità straordinaria degli esseri umani di trovare la forza dentro i loro cuori per rialzarsi sempre, anche quando la situazione sembra disperata, anche quando sono così stanchi da non farcela più. Se si ha vicino qualcuno che crede in noi, troveremo sempre la forza di mostrare agli altri quanto siamo speciali.

4.5

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Amnésie À Paris” – Velia Rizzoli Benfenati

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Titolo: Amnésie À Paris
Autore: Veliza Rizzoli Benfenati
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,11€
Link all’acquisto: Amnésie À Paris

SINOSSI

Claudio è un giovane docente italiano che vive a Parigi, città che non ama, per stare vicino a Javier, il suo compagno. Un giorno, però, perde la memoria e si ritrova spaesato in un presente che non riconosce.Una sera, stanco della sensazione d’ansia che lo attanaglia ormai da un mese, si rifugia in un bar. Quando Javier lo trova, percepisce il suo profondo dolore e decide di portarlo in giro per la città, raccontandogli momenti diversi della loro storia. Come un pittore che, dipingendo la tela, svela l’oggetto del dipinto pennellata dopo pennellata, anche Javier rivela la loro vita, tappa dopo tappa, mostrando a Claudio i momenti belli e anche quelli più dolorosi.Durante quella notte magica, passeggiando per Parigi, Claudio riscopre il suo uomo, spogliandolo di tutta la diffidenza che fino ad allora lo aveva avvolto.

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Claudio, italiano d’origine, vive a Parigi da qualche tempo per stare insieme al suo compagno, Javier.
I due, nonostante le difficoltà che tutte le coppie devono affrontare, sembravano essere felici; ma un incidente manda a monte la loro intera vita e cancella la memoria di Claudio che, nonostante i molteplici sforzi suoi e del suo compagno, non riesce proprio a ricordare niente della relazione.
Questo è frustrante per Claudio, e doloroso per Javier.
Quando, preda del dispiacere e del rimpianto, Claudio si rifugia in un bar, Javier lo trova e tenta il tutto per tutto: lo porterà in giro per la città, mostrandogli i luoghi del loro amore, quelli che hanno plasmato la loro storia e fatto sì che diventassero quello che erano prima dell’incidente e che – Javier lo spera – possano tornare a essere anche dopo.
Riuscirà quest’ultimo, disperato tentativo, a far riacquistare la memoria a Claudio?
Li avvicinerà o li allontanerà per sempre?

«E la mia famiglia? Che tipi sono i miei genitori?»
«Lasciamo perdere. Se in tutto questo mese non li hai mai sentiti ci sarà un motivo.»
«Quindi siamo noi due solitari senza famiglia, giusto?»
Javier si sciolse dall’abbraccio, lasciandosi scivolare stancamente le braccia lungo il corpo e, con tono di voce di chi non sa più se riuscirà a lottare in una guerra persa, disse: «Eravamo noi la nostra famiglia.»

Lessi questo libro molti anni fa. Forse fu uno dei primissimi che lessi non solo della Triskell Edizione, ma del filone dei romanzi male to male in generale. Mi aveva attratto la copertina e la sinossi che preannunciava sofferenza (lo so, sono strana).
Beh, sappiate che la sofferenza c’è. Non vi mentirò a riguardo. L’angoscia di Claudio si percepisce, e anche se Javier non è la voce narrante, si comprende anche il suo profondo dolore e il suo incredibile disagio.
Nonostante il romanzo sia piuttosto breve, c’è tutto quello che serve.
Ho apprezzato l’alternarsi di passato e presente, e il fatto che Javier non abbia fatto sconti nel raccontare la loro storia. Che non abbia cancellato le difficoltà e gli errori, soprattutto quello molto grosso che ha messo a dura prova la loro relazione ben prima dell’incidente.
Javier è stato forse il mio preferito, nella sua incrollabile presenza di solidità e speranza. Permette a Claudio di appoggiarsi a lui e, in modo discreto e silenzioso, gli fa capire che c’è. Adesso e sempre. E che non lo abbandonerà.
Claudio è a tratti più frustrante, ma è giustificato dalla situazione difficile che sta vivendo. Non oso immaginare come ci si possa sentire a non ricordare più nulla della propria vita, ma sentirsi dire che questo e quello ha un determinato ruolo nella tua quotidianità.
Punto di merito all’epilogo, che non è “da favoletta”, ma molto realistico, come piace a me!
Nel complesso, dunque, una lettura delicata e attenta, a tratti sofferta e a tratti piena di speranza, che mostra le imperfezioni dell’amore e la forza che ha quello Vero di rialzarsi di fronte a qualsiasi difficoltà.

4

Pubblicato in: Harmony, Recensioni

Recensione “La notte di Capodanno” – Josh Lanyon

Josh Lanyon

Titolo: La notte di Capodanno
Autore: Josh Lanyon
Genere: Contemporaneo, Suspance, Festività
Casa Editrice: Harmony
Prezzo: 1,99€
Link all’acquisto: La notte di Capodanno

SINOSSI

Dieci anni di telefonate senza risposta, dieci anni di sogni a occhi aperti. Ed ecco la sua nemesi, fermo davanti alla porta di casa proprio quando lui meno se lo aspetta. Ma cosa vorrà l’agente dell’FBI Robert Cuffe dopo così tanto tempo e soprattutto dopo il trattamento che gli ha riservato? Le sue prime parole sono taglienti, ma la voce profonda che Noel non ha mai dimenticato gli riporta subito alla mente quell’unica notte che hanno passato insieme, da amanti.
Ma ora che Robert sa, e soprattutto che lo ha trovato, Noel non può rischiare di perdere l’occasione di sedurlo un’altra volta. Forse, quest’anno, non ci sarà alcuna telefonata senza risposta la notte di Capodanno…

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Lessi questo romanzo diversi anni fa. Fu tra i primissimi che di quest’autrice incredibilmente talentuosa e il sapore dolce-amaro che mi lasciò in bocca me lo ricordo ancora oggi.
Non perché la storia finisca male, o perché non ci sia qualche gioia nel testo, ma perché la Lanyon ha una capacità straordinaria di rendere malinconica anche la cosa più banale.
Non so come mai questo libro in particolare mi abbia lasciato questa sensazione, ma ogni volta che ci penso, ricordo questo struggente sentimento al centro del petto.
Forse perché Robert e Noel sono due personaggi che all’apparenza non possono stare insieme. Non hanno niente in comune, due passati agli antipodi della legge e un futuro che non pare loro favorevole; eppure riescono a trasmettere l’amore che provano l’uno per l’altro in ogni piccolo gesto, in ogni singolo sguardo, in ogni fiocco di neve che cade fuori dalla finestra.
Sembrano voler dire che quel che è stato, anche se ha importanza e conta per il futuro, mentre sono chiusi dentro quelle quattro pareti al caldo, sembra quasi dissolversi e svanire per lasciare il posto a un futuro incerto e forse possibile.
Che non importano gli errori commessi anni addietro, le differenze abissali che li hanno costretti a separarsi tanto a lungo. Anche se Noel ha cambiato vita e Robert è ancora pieno dei suoi ideali, entrambi sono feriti dal passato e devono imparare a leccarsi le ferite. Magari insieme, trovando un equilibrio e stabilendo un compromesso che li aiuterà a trovare il loro lieto fine.
Un romanzo breve eppur carico di sentimenti, con una leggera nota di suspance che non può mai mancare con questa bravissima autrice che apprezzo ogni libro di più. Non fatevelo scappare!

4

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Le campane di Times Square” – Amy Lane

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Titolo: Le campane di Times Square
Autore: Amy Lane
Genere: Storico, Festività
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Le campane di Times Square

SINOSSI

A ogni vigilia di Capodanno dal 1946, Nate Meyer si avventura da solo a Times Square nel tentativo di udire le fantasmatiche campane che lui e il suo perduto amante dei tempi della guerra giuravano che avrebbero ascoltato insieme. Quest’anno, però, è il nipote Blaine a trascinare Nate per le strade di Manhattan rivelando i suoi segreti al nonno, reso silenzioso da un ictus.
Quando Blaine presenta il suo ragazzo all’amato nonno, non immagina che Nate nasconda un segreto simile. Mentre i tre sopportano il gelido trapasso del vecchio anno, i ricordi riportano Nate indietro nel tempo, a un periodo assai lontano… e a Walter.
Molto tempo addietro, in un’oasi di pace accuratamente costruita nel cuore del tumulto bellico, Nate e Walter avevano creato una casa piena d’amore nel mezzo della violenza e del caos. Ma niente in guerra è permanente, e ora tutto quel che Nate possiede sono i ricordi di un uomo la cui esistenza è sempre stata ignota alla sua famiglia. Insieme alla speranza di udire finalmente le campane che riuniranno tutti, inclusi quegli amanti che nascondono le parti migliori e più sacre dei loro cuori.

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Nathan “Nate” Meyer è ormai anziano e impossibilitato a muoversi e parlare a causa di un ictus che l’ha colpito qualche anno prima quando suo nipote, Blaine, lo prepara e insieme al suo amico Tony lo porta a Times Square alla Vigilia di Capodanno, per sentire campane che non suonano più dal 1945.
Sin dal 1946, infatti, Nate è sempre andato a sentirle suonare (per lo meno nella sua testa) per mantenere la promessa fatta a Walter Phillips, un giovane uomo a malapena maggiorenne che nel 1943 gli salvò la vita e gli regalò non solo la possibilità di sopravvivere, ma molto di più.
Tutto quello che Nathan non aveva mai creduto possibile, che non aveva mai sperato di veder realizzato, e che mai e poi mai credeva di poter afferrare e stringere con tutte le sue forze.

«Quindi, vedi? Te, ti aspettano. Hai un posto dove andare. Per quel che riguarda me invece, non importa a nessuno se sono vivo.»
«A me sì,» disse improvvisamente spezzando il silenzio. «So che sei vivo.»
Walter non lo guardò. «Allora mi raccomando, racconta ai nipotini di me. Scommetto che sarà una bella storia.»

Non vi svelo altro della trama perché va assaporata e letta, pagina dopo pagina, situazione dopo situazione, fino ad arrivare al finale che per me è uno dei più belli letti in questi anni. Sì, magari non è il lieto fine canonico, ma ho apprezzato il realismo e la fede di Nate nell’amore che lo ha sempre legato a Walter e che è resistito per quasi settant’anni.
So che molti hanno trovato triste le vicende che li vedono coinvolti e che li portano a soffrire così tanto, ma a mio avviso è stato molto logico e credibile, soprattutto visto che il romanzo è pressoché ambientato tutto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nathan stesso e Walter sono due personaggi belli e veri, pieni di insicurezze e oscurità, ma capaci di vedere la luce anche lì dove c’è solo il buio fitto della foresta.

«Hai mai sentito suonare le campane di una chiesa, Nate?»
Lui grugnì. «Sì, a volte. È tradizione che rintocchino l’ultimo dell’anno a Times Square, sai, finché non finisce la guerra. Perché?»
«Una volta si sentivano in tutto il nostro paese, ogni domenica, i miei non andavano a messa, ma il suono… è bellissimo, vero?»
«Sì. Penso sia lo stesso ovunque.»
«Ecco, quella per me era la voce di Dio. Quando ero bambino, pensavo che la voce del Signore fossero i rintocchi delle campane, perché il predicatore diceva che Dio parla a tutti. E, sai, tutti potevano sentirle.»
«È un pensiero bellissimo,» sussurrò. «Magari è a quello che servono le campane di Times Square, l’ultimo dell’anno.»
«Per chiamarci tutti.» 

Non do il massimo dei voti per due motivi: il primo è la scelta dell’autrice di inserire una bestemmia nel testo, e mi dispiace, ma sono fortemente contraria al loro utilizzo, pertanto mi ha dato molto fastidio leggerla in un romanzo.
Il secondo motivo riguarda la scelta che Nathan fa circa Carmen, che ho trovato un po’ poco coerente con la caratterizzazione e distaccata con l’idea che mi ero fatta del personaggio fino a quel momento. Mi è dispiaciuto vederlo prendere quella strada, e ammetto che mi ha fatto storcere il naso e arrabbiare con lui per un bel po’.

«Quindi, se ci separiamo durante la guerra, è lì che ci incontriamo, va bene?»
«Times Square, ultimo dell’anno. Ci incontreremo a Times Square, che ci siano le campane o no, giusto?»
«Naturalmente. È lì che ci vedremo. Dio ci chiamerà a casa.»

Tralasciando questo, “Le campane di Times Square” è un romanzo straziante, doloroso e pieno di amarezza. Un libro che va letto sicuramente, ma non alla leggera.
Quando si leggono romanzi di questo tipo, ambientati durante fatti così tragici e orribili della nostra storia, bisogna sempre ricordare che, in qualche parte del mondo, qualcuno ha vissuto tutto quel dolore e quello strazio, quella sofferenza indicibile e quelle crudeltà. Bisogna sempre ricordare che certi orrori sono avvenuti davvero e che pertanto meritano rispetto e un cuore aperto.
Quindi, leggete questo romanzo, ma con un pacchetto di fazzoletti a portata di mano, mi raccomando!

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