Pubblicato in: bao publishing, recensioni

Recensione “La vergine del bordello” – Hubert & Kerascoët

Titolo: La vergine del bordello
Autore: Hubert & Kerascoët
Genere: Graphic Novel, Storico, Suspense
Casa Editrice: Bao Publishing
Prezzo: 10,99€
Link all’acquisto: La vergine del bordello

SINOSSI

Hubert e Kerascoët, che i lettori BAO già conoscono per quel gioiello che è Bellezza, nel 2006 hanno raccontato la storia di Bianca, giovane senza arte né parte che, nella Parigi del 1930, finisce a vivere in una casa di piacere per altolocati e facoltosi clienti e, rifiutando di prostituirsi, finisce per diventare la presenza più anomala e apprezzata di quel luogo. Tra giallo in costume e presa di coscienza di sé, tra aristocrazia e modernità, questo libro intenso e ingegnoso è una prova in più dell’incredibile talento narrativo del compianto Hubert, capace di prendere i topos narrativi più abusati e di farne il perno per una riflessione assolutamente inedita.

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Bianca è una giovane donna della Parigi degli anni ’30 che assiste alla morte dell’amata sorella per mano di un feroce assassino che sta gettando il panico tra i cittadini. Il problema è che nessuno le crede e, quando viene cacciata dalla casa in cui lavorava come domestica, Bianca si ritrova (per una serie di eventi che non vi anticipo) a lavorare in un bordello.
Non appena arriva, è chiaro a tutti che Bianca è vergine e, sfruttando la cosa a loro vantaggio, i proprietari fanno sì che lei venga desiderata per questa sua particolarità e che, sempre per questo, venga richiesta solo dai clienti più fedeli.
Assistiamo dunque alla vita di Bianca nel bordello, con tutti i suoi malintesi, i suoi malignamenti e le invidie. Il modo tenace con lui la ragazza cerca di sopravvivere e di non perdere se stessa mentre cerca di trovare giustizia per la sua amata sorella.
Infatti, proprio tramite la sua vita al bordello, la nostra protagonista avrà modo di fare tre cose: la prima è indagare su colui che ha ucciso sua sorella; la seconda è farsi una cara amica che però si rivelerà tutt’altro; la terza è trovarsi un fidanzato che, sulla carta, pare assolutamente perfetto e che, nella realtà, lo è solo in parte.
Sembra tutto molto bello e pieno di speranza, ma la verità è che niente è come sembra e niente andrà come aveva immaginato. Quelle che dovevano essere delle bellezze per la sua vita, si tramutano in orrori e quando l’uomo di cui è innamorata si rivela essere completamente diverso da ciò che immaginava, il suo cuore infranto la renderà piena di collera e rabbia, disposta a tutto per ottenere giustizia per se stessa e sua sorella.
Una storia, questa, degna della penna di Hubert, compianto autore di cui ho letto tutto quello che è stato tradotto con un piacere incredibile, in quanto i suoi testi sono sempre pieni di bellezza e orrore in egual misura, mostrando quanto i suoi personaggi siano pieni di luci e ombre.
Hubert ha anche la capacità di inserire tematiche queer in ogni suo testo e, anche in questo caso, troviamo la cosa in una figura vicinissima a quella di Bianca, che non vi spoilero per non togliervi la suspanse, ma che darà il via a tutti i meccanismi e i rancori che la ragazza accumulerà e la porteranno al suo finale travagliato. La tematica, seppur non tocca personalmente Bianca, è così centrale della sua vita e dell’idea che si farà della vita che può avere, che condizionerà ogni granello della sua esistenza.
Una graphic novel che è un vero gioiello e che non potevo di certo lasciarmi scappare. Assolutamente consigliata!

4.5
Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “Lemnisca” – Dany & Dany

Titolo: Lemnisca
Autore: Dany & Dany
Genere: Graphic Novel, Paranormal, Vampiri
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: Fuori catalogo
Link all’acquisto: Fuori catalogo

SINOSSI

Da quando sono comparsi i primi mutanti, mezzi uomini e mezzi vampiri immuni alla luce del sole, le creature della notte si sono divise. Da una parte c’è l’Ordine, che studia i mutanti, dall’altra ci sono gli altri vampiri, che li vogliono eliminare.
Kael ed Elsa sono due vampiri dell’Ordine, che hanno scoperto il diario di Aidan, giovane mutante ucciso nel 1862. I due lo esumano dalla tomba. Dopo 140 anni Aidan è completamente disidratato e rinsecchito, ma è cresciuto ed è ancora vivo. Elsa tenta di ucciderlo, rivelandosi nemica dell’Ordine, ma viene fermata da Kael e morsa da Aidan, che riacquista così le sue forze. Per Kael e Aidan, insieme al capo Sofia, inizia una vita da fuggitivi.

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Dalla Provenza del 1348 alla Praga del 2003, questa graphic novel narra le vicende di una famiglia di Vampiri che più volte hanno mostrato la loro presenza senza però mai veramente esporsi, lasciando briciole di pane qua e là.
Peccato che queste mosse avventate non siano passate inosservate a un gruppo di ricercatori che sta facendo di tutto per dimostrarne l’esistenza. Primo fra tutti a voler scoprire cosa nascondono veramente tutte quelle storie, c’è Kael, che con l’ausilio della collega e occasionale amante Elsa, parte alla volte della Provenza per scoprire qual è davvero la storia della famiglia di Vampiri, ma soprattutto del ragazzino di cui si hanno testimonianze dirette tramite diario scritto.
Sarà lì che conoscerà Aidan, suddetto bambino che bambino non è ormai più, in un modo del tutto insolito e grottesco, scoprendo lati di sé tutti nuovi e abbattendo pregiudizi e differenze.
Una storia, dunque, che si dipana nel tempo e che affonda le radici nell’immaginario oscuro delle persone, che però in questa realtà alternativa immaginario non è.
Una graphic novel ben fatta, come tutte quelle di Dany & Dany, con una storia che funziona per la maggior parte, anche se alcune cose mi sono sembrate “un po’ troppo” e io le avrei personalmente eliminate o sfoltite, concentrandomi più su altri aspetti che reputo più importanti.
Ciò non toglie che sia una storia molto piacevole che consiglio assolutamente di leggere a tutti quelli che amano il genere e queste due talentuose autrici italiane.

4
Pubblicato in: il castoro, recensioni

Recensione “Primo amore” – Kevin Panetta & Savanna Ganucheau

Titolo: Primo amore
Autore: Kevin Panetta & Savanna Ganucheau
Serie: Bloom #1
Genere: Graphic Novel, Contemporaneo
Casa Editrice: Il Castoro
Prezzo: 18,00€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Primo amore

SINOSSI

L’amore sboccia piano! Ora che il liceo è finito, Ari non vede l’ora di trasferirsi nella grande città con la sua band e vivere di musica. Deve solo riuscire a convincere suo padre, che invece vorrebbe che continuasse a lavorare con lui nella pasticceria di famiglia. Ari da bambino amava aiutare il padre, ma adesso non riesce a immaginare una vita sprecata tra lievito e impasti. Decide allora di trovare un sostituto e, tra i tanti assurdi candidati che si presentano, incontra Hector, un ragazzo che ama cucinare tanto quanto Ari vuole scappare. Fianco a fianco in cucina i due si avvicinano e si conoscono meglio, e l’amore è pronto a sbocciare… sempre che Ari non rovini tutto!

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Aristotele “Ari” Kyrkos, di origini greche, ha da poco finito il liceo e vorrebbe fare il musicista, trasferendosi a Baltimora con la sua band, formata dai suoi amici. Nel mentre, però, lavora nel forno di famiglia, seppur di malavoglia.
I genitori sono intenzionati a non farlo andare da nessuna parte, quindi Ari decide di mettere un annuncio per trovare qualcuno che prenda il suo posto al forno. A quell’annuncio, risponde Hector Galeai, un samoano cresciuto in Alabama, con una passione incredibile per la cucina.
Ari è un adolescente in piena crisi. Non è soddisfatto della sua vita, ma non sa nemmeno con certezza cosa vuole. Di sicuro, non vuole lavorare nel forno dei suoi genitori, quindi è ben felice di istruire Hector a prendere il suo posto.
Sarà proprio quella prossimità e il fatto che i ragazzi hanno un’età simile, a far sì che prima diventino amici e poi qualcosa di più…

«Non cercare di essere quel che pensi di dover essere. Sii quello che ami.»

Ho sentito parlare tantissimo di questa graphic novel e, complici anche i disegni carini e sui toni del blu (che è uno dei miei colori preferiti),  pochi giorni dopo la sua uscita l’ho acquistata piena di entusiasmo.
Purtroppo, suddetto entusiasmo si è spento abbastanza in fretta, perché più andavo avanti a leggere, più trovavo il personaggio di Ari a dir poco irritante.
Ho letto tantissimi libri e graphic novel, nel corso della mia vita, e ho trovato tantissimi personaggi che non erano esattamente nelle mie corde, ma un personaggio come quello di Ari è stato davvero difficile da digerire. Mi ha ricordato fin troppo i ragazzi di oggi, che pretendono di avere tutto ma non fanno nessuno sforzo per ottenerlo; che si lamentano costantemente di questo e quello ma che poi rimangono a guardare il soffitto invece di trovare una soluzione. Un personaggio egoista, lagnoso e tutt’altro che gentile col prossimo. Completamente incentrato su se stesso e sul fare l’incompreso.
Certo, anche la famiglia ha la sua bella dose di colpe: pretendono che lui lavori al forno, senza considerare che non vuole farlo, pretendendo che dia loro una mano quando è chiaramente infelice di farlo. Lo fanno sentire in obbligo e questo di certo non aiuta Ari a essere meno scontroso e di malumore. Tuttavia, non è nemmeno giustificabile il modo in cui si comporta, perché davvero non fa altro che dire che questo o quello non è ciò che vuole, ma non muove un dito per cambiare le cose. Si lascia trascinare dalla corrente, come se fosse la vittima sacrificale della situazione.
Per quanto riguarda Hector, invece, lo conosciamo poco. Sembra un ragazzo solare, gentile, amante della cucina, ma non sappiamo molto altro, su di lui. Rimane un po’ nebuloso, come personaggio, seppur da quel poco che ho visto io l’abbia decisamente apprezzato ben più rispetto ad Ari.
Insomma, una storia che, di per sé, è anche carina e ben sviluppata, ma che non mi ha convinta a causa del suo protagonista, che non sono proprio riuscita a farmi piacere.
Esistendo un secondo volume in uscita nel 2023 in lingua originale, spero vivamente che io possa rivalutare il personaggio di Ari in quel frangente, perché al momento non è stato proprio in grado di essere di mio gusto.

3.5
Pubblicato in: recensioni, tunué

Recensione “Magic Fish. Le storie del Pesce Magico” – Trung Le Nguyen

Titolo: Magic Fish. Le storie del Pesce Magico
Autore: Trung Le Nguyen
Genere: Graphic Novel, Fantasy, Retelling, Royal, FF, MM
Casa Editrice: Tunuè
Prezzo: 18,90€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Magic Fish. Le storie del Pesce Magico

SINOSSI

Tiến ama leggere i libri che prende in prestito nella biblioteca locale, anche se sa che la vita non è come nelle favole. Già è difficile per un ragazzo comunicare con i propri genitori, ma nel suo caso ancora di più dato che parlano due lingue diverse.
Come può spiegar loro ciò che sta vivendo? 

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Tiến è un tredicenne di origini vietnamite, anche se non è mai stato in Vietnam in tutta la sua vita. I suoi genitori, infatti, sono fuggiti dal paese ben prima che lui nascesse e nei suoi tredici anni di vita non ha mai visitato il paese d’origine della sua famiglia, senza avere così la possibilità di incontrare la nonna e la zia, che ancora vivono lì.
Sua madre, con cui ha un legame molto stretto, continua a parlargli in vietnamita, ma lui non si sente molto legato a quelle tradizioni, percependole lontane da lui.
Ad aiutarlo a comprendere maggiormente cosa vuole insegnargli sua madre, ci pensano i libri di favole, che Tiến ama leggere a voce alta con sua mamma, nelle rivisitazione vietnamite di favole classiche che tutti noi conosciamo.
Tra quelle storie, Tiến scopre un po’ della sua cultura, ma anche di se stesso.
Il ragazzo, infatti, è gay, ma non ha il coraggio di dirlo alla sua famiglia. I suoi genitori lo amano, ma… Come la prenderanno, quando farà coming out? Ha letto in molti libri e riviste che tanti genitori allontanano i figli e li cacciano di casa, e lui non è disposto a separarsi dalla sua famiglia, nemmeno se questo comporta il doversi tentennare nel dire la verità.
A supportarlo ci sono i suoi amici Claire e Julian (per cui ha una cotta non ricambiata), che gli vogliono bene e lo sostengono a ogni occasione.
Quando però la scuola (e un’insegnante omofoba) si metteranno in mezzo, le difficoltà delle Principesse nelle favole sembreranno molto più reali di quanto aveva immaginato all’inizio…

La gioia è una cosa preziosa… e le cose preziose sono poche. Così impariamo ad aggrapparci a esse. Le teniamo vicine. E a volte quelle cose preziose trovano il modo per tornare da noi.

Ho sentito parlare tantissimo di questa graphic novel e, complice un disegno gradevole che mi ha ricordato molto alcuni dei manga e anime della mia infanzia per il tratto morbido e i capelli fluenti delle protagoniste, non potevo esimermi dal leggerla e apprezzarla.
Mi sono ritrovata di fronte a una lettura completamente diversa da quella che mi aspettavo, ma non per questo  meno gradevole, anzi. In un mix di contemporaneità e fantasia, l’autore ci racconta la vita di Tiến, ma anche quella della sua famiglia, specialmente quella della madre, che ha dovuto fare tanti sacrifici affinché lui potesse avere una vita serena e lontana dalle difficoltà.
L’intreccio di storia e favola – suddiviso grazie ai colori: rosa per il presente, giallo per il passato e blu per le fiabe – è ben congeniato, strutturato in maniera vincente e capace di regalare un mix altalenante di emozioni. Tiến è dolce, poco più che un bambino, ma capace di comprendere il mondo che si trova all’interno delle favole, che all’apparenza sembrano così semplici e che invece sono spesso narratrici di gesti estremi e amori tormentati.
Un’opera poetica, raffinata, adatta davvero a chiunque, soprattutto a ragazz* giovani che hanno bisogno di supporto e comprensione. Assolutamente consigliata!

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, renape

Recensione “L’importante è finire” – Flavia Biondi

Titolo: L’importante è finire
Autore: Flavia Biondi
Genere: Graphic Novel, Contemporaneo, FF
Casa Editrice: Renape
Prezzo: 12,90€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: L’importante è finire

SINOSSI

Diana ed Edo sono una coppia in crisi. Lei è ormai distante e lui non sa più dove sia finita la ragazza con cui condivideva tutto. La distanza tra i due, però, non è semplice disamore, ma la rinnovata consapevolezza di Diana che lentamente sta venendo a galla e che la sta spingendo verso un nuovo amore… che potrebbe essere, come Edo sospetta, una donna. La storia, intimista e reale, si fonda alle note delle canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana e spinge i personaggi a guardarsi dentro ed a capire chi realmente sono e cosa vogliono dalla vita.

Il primo libro mai scritto e disegnato da Flavia Biondi. Ristampato in una nuova edizione, copertina inedita con effetti UV sulla parte bianca, nuova cura grafica e nuova introduzione dell’autrice.

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Diana ed Edoardo stanno insieme da otto anni e convivono da un bel po’. Si sono conosciuti alla Scuola d’Arte e se Edo ha mollato e trovato un lavoro come tatuatore, Diana è invece in continuo cambiamento e ancora insegue il sogno di fare l’illustratrice.
Edo è felice per lei, ma anche preoccupato, perché ultimamente Diana è distante, lontana emotivamente e non ha più nessun desiderio nemmeno di abbracciarlo o di fare l’amore.
I suoi timori sembrano prendere forma quando Diana si presenta al suo studio di tatuaggi con la testa quasi completamente rasata.
Le tensioni aumentano, i silenzi diventano carichi di significati e rancore; fino a quando alla fine Diana non ammetterà la verità: ha tradito Edo con una donna e non può più tornare indietro.

“Mi fai sentire come un adolescente imbranato, mi sento attratta da te, ma non so come avvicinarti.”
“Forse è così che si sente un uomo davanti a una donna.”
“O forse è così che si sente Diana davanti a Irene”

Avevo già avuto modo di confrontarmi con il lavoro di Flavia Biondi in “Le Maldicenze” e “La Generazione“, apprezzandoli molto. Questo si vede che è più acerbo, soprattutto nel disegno, ma l’intensità della storia narrata non muta e con poche frasi chiave sa raccontare una profondità di sentimenti incredibile.
In questa graphic novel, l’autrice ci racconta la lotta interiore di Diana sul comprendere e accettare quello che è. Sulla paura di essere diversa da quel che immaginava, di perdere le sicurezze acquisite nel tempo; ma al contempo la volontà di smetterla di rimanere ferma e ancorata alle sue convinzioni, dove è chiaro che non è felice. È come una corsa a ostacoli, ma con la determinazione di voler arrivare al traguardo, qualunque sia la difficoltà che si dovrà affrontare.

“Tu sei la chiave di una porta che non so se voglio aprire.”

Si dà molta importanza anche ai sentimenti di Edo, che rispecchia tutta quella parte di popolazione che sembra cambiare opinione su qualcuno quando scoprono che quel qualcuno è omosessuale. La cosa su cui si concentra, infatti, non è il perché Diana l’ha tradito, ma con chi. Dovrà farsi un grosso esame di coscienza e avere un confronto con un uomo gay per capire che etero, gay, lesbiche, transessuali e qualsiasi altra sfumatura dell’arcobaleno… Non cambia nulla. Siamo tutti parte dello stesso cielo, senza distinzioni.
Una storia che è semplice, ma al contempo a tratti profonda, con un linguaggio lineare e una narrazione senza scossoni particolari. Con questo mix di contraddizioni che sembrano amalgamarsi alla perfezione, Flavia Biondi sa regalare una perla di accettazione e sentimenti che tutti dovremmo analizzare nel nostro intimo, per comprendere fino in fondo chi siamo davvero.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: il castoro, recensioni

Recensione “Fai rumore. Nove storie per osare” – A. A. V. V.

Titolo: Fai rumore. Nove storie per osare
Autore: Anna Cerchignano, Eleonora Antonioni, Maurizia Rubino, Francesca Torre, La Tram, Lucia Biagi, Vega Guerrieri, Caterina Ferrante, Laura Guglielmo, Davide Costa, Elisa2B, Carmen Guasco, Marta Macolino, Alessia De Sio
Genere: Graphic Novel, Raccolta, FF, Scolastico
Casa Editrice: Il Castoro
Prezzo: 16,50€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Fai rumore. Nove storie per osare

SINOSSI

Grandi nomi del fumetto italiano riuniti in un’antologia unica e potente per dire basta alla violenza di genere. Elisa, Sabrina, Rosa, Lara, Laura, Ele, Camilla… siamo noi. Le loro storie ci toccano nel profondo perché sono accadute e accadono anche a noi, alle nostre sorelle, amiche, vicine. A volte nemmeno ce ne rendiamo conto, minimizziamo, non abbiamo gli strumenti per comprendere, reagire, parlarne ad alta voce. Ed è proprio per questo che nasce questo libro: per rompere il silenzio e riempirlo nelle nostre storie e delle nostre parole, per far sì che situazioni così non capitino mai più. E allora, avanti… fai rumore!. Questo fumetto è stato ideato in collaborazione con il Collettivo Moleste. Copertina di Grazia La Padula. Prefazione di Jennifer Guerra.

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Questo libro parla di noi. Di me, di te, della tua amica, di tua madre, di qualunque donna che hai incontrato e/o conosciuto nella tua vita che sta passando un momento difficile. Di tutti i momenti in cui ci siamo sentite inadeguate, sbagliate, sporche. Di quanto eravamo troppo magre o troppo grasse, di quando eravamo troppo socievoli e quando troppo musone, di quando ci siamo ribellate alle avance di qualcuno o di quando non lo abbiamo fatto.
Parla del dolore silenzioso di tutte quelle donne che subiscono delle violenze, fisiche o psicologiche che siano; ma parla anche della forza delle donne di rialzarsi sempre, di ricominciare, di dire basta e chiedere aiuto.
Questa raccolta di nove storie, ognuna firmata dalla mano di un* autor* o una coppia di autor* diverse, seppur dissimili come stile narrativo e disegni, si armonizzano bene e creano un caleidoscopio di immagini e colori, così come lo sono le storie trattate. Non ce n’è una uguale a un’altra, ma al contempo sono tutte simili proprio perché parlano di violenza contro le donne, in ogni sua forma e sfumatura.
Una graphic novel che parla alle donne e per le donne e che tutte dovremmo leggere, per sentirci meno sole o per imparare a cogliere i dettagli che potrebbero rivelarsi importanti se è qualcuno a cui vogliamo bene che sta vivendo un momento difficile; ma anche per capire che non siamo sbagliate, affatto, e che quella situazione che magari stiamo vivendo non è colpa nostra e che un modo per uscirne c’è.
Il messaggio di fondo è fondamentale: possiamo e dobbiamo farcela da sole, trovando la forza di chiedere aiuto, ma poi non siamo sole. Certo, la società e quel che viene raccontato nei giornali e alla tv è tutt’altro che incoraggiante, ma io spero che, più andremo avanti col tempo, più ci saranno mezzi e aiuti concreti per tutte quelle donne (e non solo) che subiscono un qualsiasi tipo di violenza. Di sicuro questa raccolta, che aiuta a sensibilizzare sull’argomento e a dare maggiore consapevolezza a vittime e non, è un ottimo primo passo verso quella direzione.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, renape

Recensione “Incontri – Emily Dickinson” – Thomas Govoni, Erica Dalle Luche, Michelle Reviglio, Lorenza De Luca

Titolo: Incontri – Emily Dickinson
Autore: Thomas Govoni, Erica Dalle Luche, Michelle Reviglio, Lorenza De Luca
Genere: Storico, Graphic Novel, FF, Raccolta
Casa Editrice: Renape
Prezzo: 13,90€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Incontri – Emily Dickinson

SINOSSI

3 racconti autobiografici a tinte erotiche

Emily Dickinson è stata una grande poetessa, ma solo dopo la sua morte ci si è resi conto dell’importanza delle sue opere. Emily però è stata anche una donna nel XIX secolo: lesbica, con un amore impossibile e una vita ricca di avvenimenti, alcuni tragici e altri divenuti leggenda. Poco più che trentenne si rinchiude in un’ala della casa di famiglia e lì rimane fino alla morte.
In questa antologia troverete tre racconti autoconclusivi di tre periodi molto diversi della sua vita, in cui Emily si scontra con problemi personali, amori voluti e non voluti, persino con la morte e con cosa rimarrà di lei ai posteri.

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Chi, amante dei classici come me, non è mai rimasta affascinata dal lavoro di Emily Dickinson?
Tra le più grandi poetesse mai conosciute, Emily Dickinson ci ha regalato opere di ineguagliabile bellezza e un fascino che può derivare solo dall’appartenere a un’epoca in cui il detto-non-detto era fonte di moltissimi pettegolezzi.
Come si evince nell’introduzione alla storia, la Dickinson ha pubblicato un solo libro di poesie in vita, ma ne ha lasciate quasi duemila conservate in un baule insieme a delle lettere, dove si è scoperto che Emily aveva avuto degli amori omosessuali in diverse fasi della sua vita.
Sono proprio due di queste donne che vengono narrate in questa raccolta, cominciando da Miss Finke, una delle sue insegnanti nel college femminile che frequentava da ragazza, prima di essere scoperta dalla cugina e ritirarsi da scuola per fuggire alla situazione.
Il racconto a riguardo è piuttosto breve, ma racchiude i momenti topici della vicenda, soprattutto il desiderio dell’insegnante di ribadire la sua autorità su una giovanissima Emily, che per questo si sente messa da parte e decide di andarsene. Penso sia un aspetto molto importante, perché è un momento che segnerà la sua vita e perciò sono stata ben lieta di vederlo citato in questo primo racconto.
Il secondo parla invece del rapporto tra Emily e Susan Huntington, che è probabilmente il più grande amore della vita della poetessa e scrittrice dell’Ottocento.
In questo sentimento si infiltrerà Austin, fratello di Emily, che Susan accetterà di sposare. Crudele? Forse. Ma come darle torto? Come si dice nell’introduzione, si fa fatica ora ad accettare le coppie omosessuali… Figuriamoci alla fine dell’800!
Il terzo e ultimo racconto parla invece degli ultimi anni della vita di Emily, quando rimase chiusa in casa e rifuggì qualsiasi contatto umano a eccezione di quelli col fratello Austin e l’amata Susan. Non si conoscono le ragioni di tale scelta, ma sono state fatte diverse ipotesi a riguardo. Qui vediamo la curiosità esterna che veste i panni di Mable Todd, amica di famiglia e poi amante di Austin, che conoscerà Emily solo dopo la morte e che sarà proprio lei a rendere pubblico il suo primo libro di poesie postumo.
Una storia che non si concentra molto sulla vita sentimentale di Emily, ma che comunque ci racconta molto di lei e dell’amore che la legò a Susan per tutta la vita.
Un apprezzamento va anche alle tre diverse illustratrici, che hanno saputo rendere le storie egregiamente e seppur con degli stili ben distinguibili, hanno regalato un albo visivamente piacevole e coordinato (cosa mai scontata quando in gioco ci sono più illustratori coinvolti).
In questa graphic novel si esplora anche la sessualità di Emily, sebbene sempre in maniera abbastanza accennata e mai volgare, ed è un’altra cosa che ho apprezzato, perché a quell’epoca era un argomento enormemente tabù e benché le donne fossero timide e trattenute, ho sempre immaginato che ce ne fossero alcune più disinibite (se così possiamo dire), o che per lo meno traevano un reale piacere nel sesso e nel praticarlo.
Concludendo, dunque, una raccolta davvero ben fatta e di cui spero di leggere un seguito, perché ne vale la pena!

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: bao publishing, recensioni

Recensione “La generazione” – Flavia Biondi

Titolo: La generazione
Autore: Flavia Biondi
Genere: Contemporaneo, Graphic Novel
Casa Editrice: Bao Publishing
Prezzo: 8,31€
Link all’acquisto: La generazione

SINOSSI

La storia di Matteo che torna al paese, dopo tre anni passati a Milano, e della sua difficoltà ad accettarsi e farsi accettare. Flavia Biondi tratteggia un quadro corale profondo e toccante, con solo apparente leggerezza e una profonda consapevolezza dei propri mezzi narrativi. Un libro che vi sboccerà dentro, una sorpresa autentica, una voce nuova e della quale vi renderete conto che c’era bisogno.

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Matteo torna nel suo paesello della Toscana dopo tre anni a Milano. Lo fa con la coda tra le gambe, senza lavoro e senza un futuro. Lo fa, dunque, con il peggiore degli umori, soprattutto perché il suo fidanzato degli ultimi tre anni, Massimo, (e motivo per cui si è trasferito a Milano) lo ha lasciato accusandolo di essere un nullafacente.
L’ultima cosa che Matteo vorrebbe fare è tornare nel paese della sua infanzia, ma cosa gli rimane? Di sicuro non vuole tornare a casa da suo padre, con cui ha parlato l’ultima volta la sera prima di trasferirsi a Milano e con cui si è lasciato con un litigio.
Ecco perché va a casa della nonna, sperando che lei possa ospitarlo. Quello che non ha messo in conto è che, negli ultimi tre anni, le cose sono cambiate e adesso a vivere a casa della nonna ci sono anche le sue tre zie e la cugina Sara, che è incinta.
Matteo ha troncato i contatti con tutti, quindi è rimasto piuttosto indietro circa le novità della sua famiglia. Tuttavia, l’apatia che lo accompagna non sembra spingerlo a interessarsi fino in fondo e ci vorrà del tempo (e una strigliata dalla più intransigente delle sue zie) per fargli capire che deve darsi una svegliata e che forse il suo ex aveva ragione a dire che non conclude niente e che vive la sua vita come fosse uno spettatore e non il protagonista.
Importantissima sarà anche l’amicizia con Francesco, l’infermiere della nonna, che diventerà un prezioso amico su cui Matteo imparerà a contare ma senza “sfruttarlo” per farsi fare le cose al posto suo.

Ho imparato che la gioia delle piccole cose non si concede a noi di sua iniziativa. Bisogna avere la forza di cercarla. Alle volte è necessario stringere i denti e strozzarsi il cuore per gustarsi un pezzi di vita.

Una graphic novel che parla del viaggio interiore di Matteo. Della sua presa di coscienza circa molti aspetti della sua vita e dell’importantissima lezione che, se non siamo noi stessi a prendere in mano la nostra vita e a cambiarla in qualche modo, nessun altro lo farà al posto nostro.
Diventerà consapevole che, prima di entrare in una relazione, dovrà innanzi tutto imparare a reggersi solo sulle sue gambe e scoprirà quanto i legami famigliari affondino le radici dentro di noi e ci plasmino, nonostante nella maggior parte dei casi non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Mio padre da solo e io lontano a pensare che vivesse meglio senza di me. È la generazione che dimentica il crepitio incessante dei silenzi. Quelli di mio padre non mi sono mai fermato ad ascoltarli fino a oggi.

Un percorso che affrontiamo con Matteo, vivendo con lui i drammi delle zie e della cugina, così come il difficile rapporto col padre che è fatto solo di silenzi e di due uomini incapaci di dirsi l’un l’altro quanto si vogliono bene.
Una storia bella e profonda che si conclude con un’ultima immagine che fa ben sperare per la vita sentimentale di Matteo, così come confidavo che accadesse.
Assolutamente consigliata!

4
Pubblicato in: coconino press, recensioni

Recensione “Poco raccomandabile” – Chloé Cruchaudet

Titolo: Poco raccomandabile
Autore: Chloé Cruchaudet
Genere: Graphic novel, Storico, Crossdressing, Militare
Casa Editrice: Coconino Press
Prezzo: 19,00€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Poco raccomandabile

SINOSSI

Disertore e travestito: come il caporale Paul diventò Suzanne per sfuggire agli orrori della Prima guerra mondiale e tornare dalla moglie. Un commovente, delicato, tragico graphic novel, ispirato a una storia vera, che fa riflettere in modo nuovo sulle questioni dell’identità e del genere. Tratto da “La Garçonne et l’Assassin” di Fabrice Virgili & Daniele Voldman.

Slanif2

Paul Grappe e Louise Landy si incontrano giovani in un locale e tra un ballo e una chiacchiera, si innamorano e si sposano. Paul, però, deve partire subito per l’addestramento e successivamente per il fronte (siamo infatti in Francia, agli albori della Prima Guerra Mondiale), dove lì conosce gli orrori e la devastazione della guerra, mentre i suoi amici gli muoiono davanti uno dopo l’altro.
Disperato dalla situazione e desideroso di tornare a casa da Louise, si taglia un dito (quello con cui preme il grilletto della pistola), sperando così che lo rimandino a casa. Il suo piano però non sortisce l’effetto sperato e così Paul decide di scappare. Con l’aiuto della moglie, si nasconde in un piccolo appartamento dove, giorno dopo giorno, le ore sembrano passare sempre più lentamente.
Louise fa la sarta e guadagna per entrambi, visto che Paul è un disertore e non può farsi vedere, perciò non è presente durante la giornata per tenere compagnia al marito, che alla fine cede alla depressione e fa quasi fatica ad alzarsi dal letto anche solo per mangiare con un boccone.
Quando, per gioco, si mette uno dei vestiti della moglie per andare a comprare in piena notte una bottiglia di vino, si rende conto che nessuno sembra scambiarlo per maschio, perciò eccolo, l’espediente per uscire di casa ogni giorno!
Divertita da questa idea, Louise aiuta Paul a trasformarsi in Suzanne e così le due cominciano a uscire in strada anche di giorno, con la speranza che questo aiuti Paul con la sua depressione e che, nelle vesti di Suzanne, possa trovare un lavoro che permetta a entrambe di fare una vita più dignitosa.
Quello che però né Paul né Louise avevano messo in conto è quanto Suzanne, presto, prenda il sopravvento e il confine tra lei e Paul si faccia labile e sfocato.
Paul, infatti, più passa il tempo (teniamo presente che dovrà travestirsi per una decina d’anni, all’incirca, prima di poter tornare nel mondo come “Paul”) e più si sente a proprio agio nei panni di Suzanne, a tal punto da cominciare ad avere relazioni clandestine con altri uomini, così come a rimanere vestito come Suzanne anche in casa.
Il rapporto tra marito e moglie è sia complice che carico di astio. Paul e Louise si sono sposati con le migliori intenzioni, ma dopo la guerra Paul diventa collerico e violento e con l’avvento di Suzanne, anche incapace di essere un marito a 360°.
Con gli anni, infatti, alla fine è Suzanne a dirigere il gioco e anche quando Paul torna a essere uomo, in realtà l’unica cosa che vorrebbe è tornare a essere Suzanne. Lo desidera a tal punto che ciò porterà al finale tutt’altro che lieto a cui assistiamo, e che dimostra quanto Louise alla fine non abbia più potuto essere la moglie di Paul.

“Bastava la sua presenza perché ci fosse qualcosa… di elettrico nell’aria. Sembrava che fosse più persone in una, era un partner magnifico, completo. Se avevi a che fare con un uomo o con una donna, sapevi benissimo cosa aspettarti da loro… Lei invece era imprevedibile, poteva essere al tempo stesso tenera e violenta, passare in un attimo dal pudore alla foga… E tutto con estrema libertà… Forse era proprio questo a renderla affascinante.”

Graphic novel molto suggestiva, ben disegnata e tormentata, racconta vicende che a tratti mi hanno ricordato il più conosciuto “The Danish Girl” ma che, ho scoperto, essere in realtà basata su una storia vera. È affascinante pensare che tali vicende siano accadute davvero (seppur sicuramente siano giunte in queste pagine ben più romanzate che nella realtà), sia per l’ingegnosità di un uomo stufo di rimanere chiuso in una stanza, sia per la forza di una donna disposta anche a insegnare al marito a truccarsi in maniera convincente pur di farlo felice, senza rendersi conto che l’imboccare quella strada comporterà l’infelicità per entrambi e la distruzione del loro matrimonio.
Una storia che si concentra sulle vicende di Paul e Suzanne, che sono strettamente legate a quelle di Louise, che culminano poi in un vortice senza fine di frustrazione e incomprensioni.
Un lavoro ben fatto, ben gestito e con raccontati i punti giusti di una storia sicuramente complessa e difficile, che parla di un amore confuso e labile.

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Pubblicato in: becco giallo, recensioni

Recensione “Virginia Woolf” – Liuba Gabriele

Titolo: Virginia Woolf
Autore: Liuba Gabriele
Genere: Graphic Novel, Storico, FF
Casa Editrice: Becco Giallo
Prezzo: 18,00€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Virginia Woolf

SINOSSI

Inghilterra, marzo 1941. Virginia Woolf cammina sulle sponde del fiume Ouse. Raccoglie una pietra da terra, la soppesa sul palmo della mano e guarda l’acqua scorrere. Pensa alla battaglia feroce che si sta svolgendo nel mondo e dentro di lei. Tutto ciò che l’ha accompagnata fino a quella riva rivive in fulgide immagini che rappresentano l’estrema forza dei suoi sentimenti, come la passione per l’amante Vita Sackville-West, la tenerezza per il fondamentale marito Leonard e il dolore per i tremendi lutti familiari. Sentimenti riversati nelle sue opere, con cui ha rivoluzionato la letteratura, passando alla storia come una delle più importanti scrittrici del mondo.

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Biografia a fumetti dedicata alla grande autrice inglese Virginia Woolf, questa narrazione illustrata da Liuba Gabriele e sempre da lei riadattata nei testi, ci racconta i momenti salienti della vita della Woolf, soprattutto da quando incontra, il 14 dicembre 1922, la nobildonna Vita Sackville-West.
Tra le due scatta subito un interesse e sebbene all’inizio la scambino per antipatia (probabilmente perché quel tipo di sentimento, soprattutto agli inizi del ‘900, metteva a disagio entrambe le donne, non riconoscendone la provenienza e non capendone lo scopo), successivamente sancirà l’inizio di una relazione – fisica ed epistolare nonché, per certi versi, anche lavorativa – che durerà nel tempo e che non aiuterà Virginia a stare meglio, seppur all’inizio sembra giovarle.
Virginia Woolf, infatti, è affetta da molti anni da una grave depressione in quanto tutta la sua famiglia è stata decimata nel corso di pochi anni lasciandola con una manciata di fratelli e senza l’amore dei genitori e del fratello minore a cui era molto legata. Queste perdite hanno influito in maniera devastante sulla sua psiche, rendendola una donna tormentata e piena di ombre.
Nemmeno il rapporto col marito, Leonard Woolf, che si prende cura di lei e la ama nonostante le tante difficoltà che la depressione di Virginia porta al loro matrimonio, sembra in realtà aiutarla a stare meglio, anzi. Virginia si sente in colpa nei confronti dell’uomo, sia per la sua infedeltà sia per le sue condizioni mentali, fino a giungere al punto di non ritorno che chiude la sua vita e che noi tutti conosciamo.
È proprio da questo momento che inizia il libro, sulle sponde del fiume Ouse, nella cittadina di Rodmell, nel Sussex, con Virginia che soppesa tra le mani una pietra prima di infilarsela in tasca.
L’inizio che è anche la fine, ma che ripercorre gli anni della vita di questa autrice tormentata e che ci racconta la vita vissuta, gli amori e i dolori, soprattutto quelli provati per e a causa di Vita.

Virginia… Sussurro il tuo nome ai pecci, agli astri azzurri, ai papaveri e al prato.
Se mi trovassi poco interessante non lo sopporterei. Dirtelo è sconveniente? Vedi? Mi rendi cristallina come questi laghi.

Una graphic novel che si presenta illustrata a matita, con colori forti e immagini evocative, spingendo il tasto sulla simbologia della natura rispetto ai sentimenti di Virginia. Una lettura intensa e sofferta, che racchiude (seppur nella sua brevità) la vita di una delle più grandi autrici della storia che ha scritto capolavori come l’”Orlando” e “Gli anni”.
Una biografia a fumetti, come dicevo all’inizio, che risulta vincente e ben congeniata. Sicuramente una lettura adatta a chi ama già le opere della Woolf e a chi, magari, vuole conoscere un po’ di più della vita di Virginia prima di approcciarsi alle opere complesse e tormentate di questa straordinaria autrice.

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