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Recensione “Il fantasma dai calzini gialli” – Josh Lanyon

Titolo: Il fantasma dai calzini gialli
Autore: Josh Lanyon
Serie: Il fantasma dai calzini gialli #1
Genere: Contemporaneo, Mistery, Suspance, Gap Generazionale
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il fantasma dai calzini gialli

SINOSSI

Dopo un disastroso weekend romantico, il timido pittore ventenne Perry Foster scopre che le cose possono sempre andar peggio quando, di ritorno da San Francisco, trova il cadavere di un uomo nella sua vasca da bagno.
Un cadavere con addosso un giubbotto sportivo alquanto brutto… e dei calzini abbinati.
Perry non ha idea di chi sia il defunto, ma la cosa non gli è di gran conforto.
Come ha fatto un uomo morto mai visto prima a finire nel suo appartamento chiuso a chiave presso l’isolato Alston Estate, nelle selvagge profondità del Vermont? Perry chiederà aiuto all’alto, ombroso e ostile ex Navy SEAL Nick Reno…
Ma Reno è davvero ciò che sembra?

Slanif2

Perry Foster ha ventitré anni, l’asma e una storia d’amore appena naufragata. Una di quelle nate su internet, con un tizio di nome Marcel che vive a San Francisco.
Il giovane ha speso tutti i tuoi risparmi per volare fin lì dal Vermont, e quando arriva, beh… Non va esattamente come si era aspettato.
Così, quando rientra all’Alston Estate, la pensione in cui vive da circa un anno, l’ultima cosa di cui ha bisogno è di trovare il cadavere di un uomo con un’orrendo giaccone a quadri e dei calzini giallo canarino nella sua vasca da bagno.
Chiedere aiuto alla variegata e disfunzionale combriccola di altri condomini è immediato, per il giovane, che si ritrova letteralmente a iperventilare di fronte al più recenti degli acquisti della pensione: Nick Reno.
Ex Navy SEAL, Nick ha appena firmato le carte del divorzio da sua moglie Marie e l’ultima cosa di cui ha bisogno è che il tizio dell’ultimo piano, il suo dirimpettaio, gli dia il tormento con le sue stupidaggini.
Quando però scopre che è coinvolto un cadavere, l’istinto forgiato in oltre dieci anni di servizio prende il sopravvento e si ritroverà a salire in casa di Foster, per verificare la situazione.
Quello che trova non è quello che si era aspettato, ed è solo l’inizio.
In un susseguirsi di corpi ritrovati in posti improbabili e complice la misteriosa storia della casa arrivata direttamente dagli anni del Proibizionismo, Perry e Nick si ritroveranno a cercare il colpevole.
Riusciranno a risolvere il mistero e a scoprire come l’assassino riesce a muoversi indisturbato e senza essere visto nella vecchia pensione scricchiolante?
E nel mentre: finiranno per innamorarsi o le differenze tra loro saranno insormontabili?

Era Nick. Come la risposta a una preghiera. Era forza e calore e sicurezza e tutto quello che aveva sempre desiderato nella forma di un essere umano.

Come sempre, il romanzo è un mix di mistery e sentimenti, nel puro stile Josh Lanyon.
Ammetto che in questo ho trovato un bilanciamento migliore della cosa, rispetto alla sua serie più famosa “Adrien English”, sia per la questione del doppio punto di vista che aiuta a capire meglio entrambi i personaggi e a sentirli più vicini, sia perché appunto c’è un maggiore spazio alla parte più romantica della storia.
Probabilmente il fatto che i due vivano nello stesso posto, al contrario di Adrien e Jake, aiuta.
Probabilmente aiuta anche il fatto che questo sia di sette anni più “giovane” del primo della serie sopracitata, e che nel frattempo l’autrice abbia trovato il modo di giostrare meglio i due aspetti.
Ciò comporta che io abbia amato molto questo romanzo e i suoi protagonisti.
La parte mistery e di indagine è come sempre avvincente. Non assurda o fantasiosa, ma permette al lettore di fare le sue congetture e sentirsi coinvolto, e mi è piaciuto molto intuire chi è l’assassino e vedere confermata la mia ipotesi.
Ma anche i personaggi stessi, Nick e Perry, mi sono piaciuti e li ho apprezzati come coppia. Sono due persone profondamente diverse, ma che sanno bilanciarsi reciprocamente e che hanno ancora tanto da imparare l’uno dell’altro, ma di sicuro la volontà di farlo c’è e confido che sappiano trovare la strada giusta nella loro nuova vita.
Uniche due cose che non mi hanno convinta molto sono state il fatto che Nick chiami Perry “Ragazzino”, quando hanno solo dieci anni di differenza, e l’ex marine sia comunque un trentatreenne e non un cinquantenne.
La seconda cosa è il fatto che nel primo capitolo Nick usi termini dispregiativi contro l’orientamento sessuale di Perry, quando lui è altrettanto gay e ne è ben consapevole. Non come Jake Riordan della serie “Adrien English”, appunto, che è così tanto nascosto nell’armadio da non riuscire più a ritrovare l’uscita. Perciò, sapendo bene di essere gay, perché insulta Perry chiamandolo “Frocetto”?
Tralasciando ciò, è davvero un bellissimo romanzo e spero di poter leggere presto il seguito.

4.5

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Recensione in anteprima “Ben & Gavin” – J. H. Knight

Titolo: Ben & Gavin
Autore: J. H. Knight
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Ben & Gavin

SINOSSI

Per Ben Cartwright stare con un ragazzo di ventun anni comporta molte responsabilità e preoccupazioni. Ciò che teme di più è che Gavin si stia negando delle possibilità, senza sapere cosa possa offrirgli il mondo.
Anche Gavin Van Loen ha il suo bagaglio emotivo da gestire, comprese vecchie ferite inflitte da una famiglia che l’ha cacciato di casa quand’era solo un adolescente.
Mentre i due si sforzano di riappacificarsi dopo una rottura breve ma dolorosa, la sorella incinta di Gavin si presenta alla porta sconvolgendo la loro intera esistenza. Nel bel mezzo di tutto quel caos, però, Ben e Gavin riescono a innamorarsi di nuovo l’uno dell’altro. Questa volta per le ragioni giuste.

Slanif2

Ben Cartwright e Gavin Van Loen sono una coppia da oltre tre anni quando Ben, di quasi vent’anni più vecchio, propone a un ventenne Gavin di aprire la loro coppia per permettergli di fare esperienza anche con altre persone.
Gavin, essendo innamorato di Ben e più che felice nella sua vita, si infuria (giustamente) oltre l’inverosimile e i due rimangono separati per una settimana.
Ben, come era scontato, si pente in fretta di quanto proposto e cerca di riconquistare Gavin andandolo a cercare in ogni locale in cui pensa possa averlo trascinato il migliore amico di questi, Tony, per distrarlo.
Quando lo trova, Gavin è ubriaco e molto arrabbiato e il mattino seguente si stanno giusto urlando in faccia quando qualcuno suona alla porta e, una volta spalancato l’uscio, si ritroveranno di fronte la sorellina diciassettenne di Gavin, Tina, che il ragazzo non vede da quando è stato cacciato di casa perché gay dai genitori super religiosi cinque anni prima.
Non solo c’è lo choc di rivederla dopo così tanto tempo, ma scoprono anche che la giovane è incinta e che per questo è scappata di casa.
Hanno già i loro problemi… Riusciranno a far fronte anche a questo mentre cercando di risolvere tutto?

Non importava se saltavano dappertutto al ritmo della musica nei locali o cercavano di eseguire un goffo valzer in soggiorno ascoltando qualche vecchia canzone che piaceva ai genitori di Ben. Ogni passo che avevano compiuto insieme li aveva sempre condotti nello stesso posto.

Lessi tanto tempo fa un altro libro di questa autrice, e mi piacque. Avevo riscontrato una forte e forse invadente presenza della famiglia nella relazione tra i personaggi, ma pensavo fosse un caso e nel complesso lo avevo giudicato più che positivamente. Il fatto è che, purtroppo, non era davvero “un caso”. Anche in questo romanzo ci troviamo di fronte a due protagonisti – Ben e Gavin – che alla fine non risultano esserlo veramente. Sembra anzi che la loro storia d’amore, così come i problemi che devono affrontare e le dinamiche che la grande differenza di età inevitabilmente comporta, siano uno sfondo al resto delle vicende. Come se, senza la presenza di Tina, dei genitori di Gavin, della madre di Ben eccetera, non si avesse in realtà una trama consistente.
Certo, le famiglie è giusto che ci siano e che siano importanti ai fini di una storia, perché tutti presumibilmente ne hanno una e ne influenzano la vita anche quando sarebbe meglio di no, ma non devono prevaricare i protagonisti prendendo il loro posto.
Ne apprezzo la presenza quando, nonostante i problemi che possono comportare e che possono avere, sono “un di più” alla storia dei personaggi principali, e non che lo diventino.
A causa dei tanti problemi che i vari componenti della famiglia hanno – in primis quella di Gavin, a causa della religione e della gravidanza di Tina – mi è parso in più di un’occasione che entrambi i protagonisti si impegnassero molto di più a risolvere quel determinato tipo di cose, piuttosto che i problemi della loro coppia che sono tanti e sono grossi.
Infatti, se c’è una cosa che ho apprezzato di questo romanzo, è proprio la capacità dell’autrice di rendere ben evidente la differenza di età tra Ben e Gavin, senza addolcire la pillola o mostrare che vent’anni non sono niente quando invece lo sono eccome.
Ben, da bravo quarantenne, è responsabile, un filino ansioso e propenso a dispensare consigli anche non richiesti.
Gavin, da bravo ventenne, non ne vuole sapere di stare a sentire chi ha più esperienza di lui pensando che tutto quello che decide sia la perfezione, e volendo al contempo dimostrare di essere abbastanza maturo da meritarsi la fiducia di Ben su molti aspetti della sua vita.
È una cosa che ho apprezzato davvero molto, perché rende molto realistica la questione del Gap Generazionale che non è tra i miei temi preferiti proprio perché di solito è tutto un adattarsi molto velocemente l’uno all’altro senza prendere davvero in considerazione le differenze che ogni età comporta.
Nell’insieme l’ho trovato un libro gradevole, ma non al livello dell’altro che avevo già letto.
Nota di merito alle illustrazioni de Le Peruggine, che sono splendide come sempre.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Calore in vendita” – Blake Moreno

Titolo: Calore in vendita
Autore: Blake Moreno
Genere: Omegaverse, Mpreg, Fantasy, Gap Generazionale
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Calore in vendita

SINOSSI

In un mondo dove gli omega vendono i loro calori in cambio di soldi, Adrien è uno studente universitario che ha bisogno di fondi. Senza una famiglia su cui contare, dà il riluttante permesso al selezionatore dell’università di offrire il suo calore vergine nell’asta online. Ansioso, ma consapevole che quella è la realtà della vita per tutti gli omega, Adrien spera che chiunque vinca il suo calore sia gentile.
Heath, un alfa ricco e più vecchio, viene colpito dalla somiglianza di quel giovane uomo con il suo amante morto, Nathan. Quando scopre che Adrien è il figlio perduto di Nathan, concepito durante il suo primo calore, anni prima che loro due si incontrassero, diventa ossessionato all’idea di reclamare un pezzo del suo vecchio amore.
Heath compra il calore di Adrien per un solo motivo: metterlo incinto, ottenere il bambino e andare avanti con la propria vita. Ma la loro innegabile passione lo sconvolge. Adrien non sa che fare con lo sconosciuto attraente e misterioso a cui ha dato in pegno il proprio corpo, ma presto viene soverchiato dagli effetti del calore e si arrende totalmente a Heath.
Una volta che Adrien resta incinto, Heath lo rinchiude nella sua immensa casa isolata. Man mano che il parto si avvicina, impara ad amarlo per l’uomo che è, non solo per il suo legame con Nathan. Ignaro del passato di Heath con il suo genitore omega e giunto a dipendere da lui anima e corpo, anche Adrien comincia a innamorarsi.
Ma mentre il loro amore sboccia, l’ombra di Nathan incombe. Riuscirà Heath a tenere con sé il suo nuovo amore e il bambino che hanno avuto, una volta che Adrien scoprirà i suoi segreti? 

Calore in vendita è un MM erotico e standalone scritto da Leta Blake, sotto lo pseudonimo di Blake Moreno.

Slanif2

Quando Adrien, ventenne studente d’arte all’università, riceve la chiamata da uno dei selezionatori circa il suo primo calore, non ha idea di come comportarsi. Non avendo mai conosciuto il suo padre omega ed essendo morto il padre alfa anni prima, non ha nessuno con cui confrontarsi e a cui chiedere consiglio a riguardo.
Perciò, quando il selezionatore lo convince a mettere all’asta il suo primo calore, con annesso concepimento, il ragazzo in realtà non sa bene in cosa si sta infilando e a cosa va incontro, fidandosi delle parole dell’uomo che sembra voler fare il suo interesse e permettergli un futuro senza più problemi di soldi.
Lo scoprirà però presto, quando vedrà uomini sconosciuti fare offerte sempre più alte per comprarlo e quando, alla fine dell’asta, verrà venduto a uno sconosciuto che si ritroverà a incontrare da solo, in mezzo ai boschi, di fronte a una capanna di legno dall’aspetto tutt’altro che rassicurante.
Quell’uomo si chiama Heath ed è colui che l’ha vinto all’asta, aggiudicandosi il suo primo calore e la sua prima gravidanza, la più fertile. L’uomo, infatti, più vecchio di lui, ha sempre desiderato un figlio, senza mai riuscire a ottenerlo.
Ma non è solo per questo che ha sborsato quella cifra scandalosa per avere Adrien tutto per sé.
Il ragazzo, infatti, è il figlio di Nathan, il suo amante morto tanti anni prima, e la cui scomparsa ha sempre rimpianto. Come poteva farsi sfuggire l’occasione di avere quel giovane uomo tutto per lui, con la possibilità che possa regalargli la gioia della paternità e, indirettamente, un pezzo di Nathan?

Heath poteva riempirlo con un figlio? Lo attraversò un fremito di eccitazione. Quel figlio sarebbe stato un pezzo genetico di Nathan da tenere per sé, da amare. Poteva mettere incinto questo omega, Adrien, e avere tutto ciò che aveva sempre desiderato.

Partiamo subito col dire una cosa: quando si inizia a leggere questo libro, si deve tener presente che non è un contemporaneo e che alcuni atteggiamenti possano sembrare strani ed estremi, da persone che non si trasformano anche in lupi, ma che è appunto una società basata su Alpha, Omega e Beta, e tanto basta come spiegazione.
Non ci troviamo di fronte a un romanzo “tradizionale”, anche se a prima vista possa sembrarlo. Dovete leggerlo tenendo presente un punto di vista molto più “primordiale”, rozzo, crudo e forse discutibile per certi versi, ma alternativo.
Io stessa me lo sono dovuto ricordare più volte, perché a volte alcuni loro comportamenti mi hanno lasciata basita, facendomi domandare perché si comportassero a quel modo. Ma, appunto, è un Omegaverse, e come tale va letto.
Ciò non toglie che, nel suo modo così diverso rispetto a quanto letto prima, e con una struttura sociale che sembra più un “mercato della carne” per i poveri Omega, questo romanzo è stata una lettura piacevole. Fuori dagli schemi.

«Essere un omega? Comprende molta nudità e, francamente, arrenderti alla tua sgualdrina interiore.»

Il romanzo è diviso in tre parti, e ho apprezzato molto le prime due, che mi sono parse ben gestite e approfondite. Un po’ meno gradevole la terza, che soprattutto nel finale mi è parsa frettolosa e poco esaustiva per il mio animo angst. Avrei preferito maggiore tormento e una reazione più sentita da parte di entrambi, invece di risolvere i sentimenti che accompagnano la scoperta del mistero in quattro e quattr’otto. Dopo quasi duecento pagine di sotterfugi e silenzi, avrei gradito qualche pagina in più di sconvolgimento emotivo da parte di entrambi.
I personaggi, d’altro canto, sono molto coerenti dall’inizio alla fine, una cosa che non smetto mai di apprezzare. Sono uno l’opposto dell’altro. Per quanto Adrien sia gentile e sottomesso, dolce; c’è Heath che a volte risulta brusco, offensivo e, diciamocelo, un po’ una primadonna.
Mai come Nathan, che già solo dai racconti di chi lo ha conosciuto, mi è risultato così antipatico che credo entrerà nella Top 10 dei personaggi più odiati dei libri che ho letto. Una persona meschina, crudele, egoista e priva di scrupoli, che si è approfittata del cuore bisognoso d’amore di Heath, finendo solo per indurirglielo e renderlo l’uomo privo di speranze che è adesso.

In sua presenza, si sentiva completo: un alfa, un uomo, un amante. Si nutriva di ciò che Adrien gli dava senza alcuno sforzo, qualcosa di inestimabile che concedeva come se fosse semplice come respirare. Un dono che Nathan non gli aveva mai accordato: la fiducia.

Per concludere, nonostante ci siano state parti che ho trovato difficili da “digerire”, nel complesso l’ho trovata una lettura piacere, e di sicuro diversa dal solito. Era la prima volta che leggevo un romanzo a tema, nonostante io abbia letto qualche Manhwa a riguardo, e spero ne arrivino altri in Italia, perché mi ha messo proprio la curiosità addosso di leggerne ancora!

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “In ogni singola vita” – Leta Blake

Titolo: In ogni singola vita
Autore: Leta Blake
Genere: Fantasy, Gap Generazionale
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,10€
Link all’acquisto: In ogni singola vita

SINOSSI

Lui lo amerà, in ogni singola vita.

Neil non è un fantasma, ma è così che si sente. Reincarnato con tutti i ricordi della sua vita passata, trascorre vent’anni intrappolato nel corpo di un bambino, non volendo nient’altro che crescere e reclamare l’amore della sua vita.
Da adulto, Neil scopre che c’è più del tempo perso a separarli. Joshua si è costruito una bella vita, da quando lui è morto. E come dovrebbe presentarsi a lui adesso? Come l’amante morto da tempo, con un nuovo corpo? Con il cuore spezzato, e senza speranza, Neil si rifugia nel lavoro, sviluppando robot microscopici chiamati naniti che possono produrre miracoli medici.
Quando Joshua incontra un giovane scienziato che lavora a un progetto medico, la sua anima percepisce qualcosa a cui la sua mente razionale non riesce a credere. Neil è tornato davvero da lui dopo vent’anni? E se l’impossibile fosse vero, potrebbero finalmente stare insieme?

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Neil Green sa di essere diverso sin dalla nascita. Non solo perché è sempre stato taciturno e praticamente con l’atteggiamento di un quarantenne nel corpo di un dodicenne, ma sopratutto perché ha sempre ricordato chi era nella sua vita passata.
Proprio a causa di quei ricordi, lui non si sente Neil Green, ma Neil Russell, scienziato di nanitica che ha sviluppato un protocollo rivoluzionario per la scienza medica.
Ed è proprio quello che continuerà a studiare anche in questa sua nuova esistenza, che gli va così stretta, portando avanti le ricerche che aveva intrapreso quando era ancora il Dottor Russell, mentre continua a seguire la vita di Joshua Stouder su internet e i giornali.
Sì, perché insieme ai ricordi e alla sua conoscenza scientifica, Neil rammenta soprattutto di aver amato Joshua più di qualsiasi altra cosa al mondo. Ricorda ogni singolo momento con lui, e anche come Neil Green ne è perdutamente innamorato.
Ma come può presentarsi a lui se è solo un bambino? Come può spiegare quello che sa, anche se è del tutto inspiegabile? Con che faccia può andare di fronte al suo amante e dirgli che non è più il vecchio Neil nell’aspetto, ma lo è in tutto e per tutto quello che riguarda la sua anima?
Nessuno sano di mente gli crederebbe, nonostante sua madre Alice lo faccia, ma quella povera donna l’ha cresciuto, quindi sa bene quanto lui sia sempre stato profondamente diverso da chiunque altro.
Perciò, cosa fare? Vorrebbe presentarsi da Joshua e confessare tutto sperando che l’altro torni a essere suo, ma non può farlo essendo ancora un bambino.
Inoltre, Joshua ormai è un uomo fatto e finito ed è andato avanti. Non è più il giovane uomo che Neil conosceva. Adesso è una persona completamente diversa, con una vita diversa, responsabilità diverse. Lo amerà ancora? O lo avrà dimenticato?
Neil, infatti, non può sapere che Joshua non l’ha mai tenuto troppo lontano dai suoi pensieri.
Quando, tanti anni prima, Joshua ha dovuto spargere le ceneri del suo amore, Neil Russell, morto in un tragico incidente, pensava che non si sarebbe mai più ripreso. Ha passato tutti gli anni da allora – più di venti – a continuare ad amarlo, nonostante col tempo il dolore si sia attenuato e lui sia andato avanti con la sua vita.
Tuttavia, quando si trova di fronte il Dottor Green, è incapace di credere ai suoi occhi. Quando poi comincia a parlare con lui, il fatto che quel giovane uomo così tanto più giovane di lui somigli anche nei modi e negli atteggiamenti al suo amante deceduto, manda Joshua completamente in confusione.
Sta impazzendo? Vede cose che non ci sono? O è possibile che, in un modo del tutto folle e assolutamente inspiegabile – nonché imprevedibile – il suo Neil sia tornato da lui?

Quando l’amore arrivava per un uomo, non lo si poteva negare. L’amore era grande, potente e forte, e lui, così serio e concentrato, il Neil Russell che non aveva mai amato nessuno prima, ne era stato sopraffatto. Avrebbe aspettato tutto il tempo necessario affinché Joshua ricambiasse il suo amore.
Avrebbe aspettato per sempre.

Da dove comincio a parlare di questo romanzo?
Partiamo col dire che all’inizio non dovevo essere io a recensirlo. Non sono una grande amante dei Fantasy né dei Gap Generazionali, e di solito li lascio a qualcun altro che li apprezza di più. Ma, ve la faccio breve, venerdì in tarda mattinata mi è stato chiesto di leggerlo e mi sono messa lì a farlo senza grandi aspettative.
Alle dieci di sera chiudevo l’ultima pagina.
Non sono veramente riuscita a staccarmi dalla storia di Neil e Joshua! Volevo assolutamente sapere come sarebbe andata avanti e quanto tempo ci avrebbero impiegato a incontrarsi di nuovo.
Ho amato questi due ragazzi.
Il percorso che compiono per arrivare dove sono, tutti i passi su percorsi accidentati, in salite e discese, schivando una buca dopo l’altra. Ho amato che non fossero perfetti. Che non fossero invincibili. Che fossero fragili e pieni di paure e incertezze. Che le loro vite andassero avanti in parallelo, incontrandosi solo quando era davvero il momento di farlo. Che siano cresciuti – seppur in modo diverso – e che abbiano amato così intensamente.
Ho amato Joshua, che è capace di donare il suo cuore ancora e ancora, nonostante la vita sembra accanirsi contro di lui. Ho amato la sua fedeltà e devozione verso coloro che ha amato e verso coloro che ama ancora.
Ho amato Neil e il suo incrollabile sentimento verso Joshua. La sua lingua lunga, la sua arroganza verta solo a nascondere la paura di non poter mai più avere il suo unico amore con lui. La profonda passione che mette nel suo lavoro e nel cercare di rendere la vita migliore per qualcun altro. La sua incapacità sociale e il modo tutto suo di manifestare amore verso sua madre.
Ho amato il lato così profondamente romantico e toccante di questa storia d’amore che attraversa il tempo e le dimensioni che separano la vita dalla morte. Ho amato che questo amore fosse così perfetto, eppure imperfetto. Così vero e capace di rigenerarsi ancora e ancora.
Ho amato che Leta Blake abbia saputo essere romantica senza essere stucchevole. Che abbia saputo regalare ai suoi lettori una storia così pregna di sentimento, eppure così realistica.
Spesso si tende a romanzare gli amori dei personaggi, rendendoli “per sempre fedeli” all’altro, anche quando pensano che non ci sia più nessun futuro. E per quanto certe cose facciano sospirare e credere che l’Amore Vero esiste ancora da qualche parte, non rendono giustizia alle mille sfaccettature che caratterizzano il cuore umano. Non rendono veri personaggi che, invece, un lettore vuole sentire amici.
Ed è così che mi sono sentita con Neil e Joshua. Come due amici che ho dovuto salutare, lasciandoli al loro “E vissero per sempre felici e contenti”, e raramente ho provato una così profonda soddisfazione nel farlo, senza traccia di malinconia o sentimenti di addio.

Tra loro c’era un palpabile, quasi visibile, senso di giustizia. Alice pensò che se avesse allungato la mano nel piccolo spazio tra loro, l’avrebbe sentito: l’amore.

Inoltre, vorrei spendere qualche parola anche sugli altri due personaggi a mio avviso fondamentali per questo romanzo: Alice e Lee.
Alice è la mamma di Neil nella sua nuova vita e, piena del suo istinto materno, capisce sin da subito che c’è qualcosa di diverso e speciale nel suo bambino. Capisce sin dal primo vagito che il suo ragazzo è troppo vecchio d’animo per un corpo così piccolo.
Dovrà affrontare innumerevoli problemi e dispiaceri a fronte di questo. Ma non crollerà mai. Ama Neil come solo una mamma sa amare e lo fa nel modo più puro e incondizionato, genuino, che è impossibile non provare una profonda tenerezza per questa donna che ha avuto una vita così difficile, un figlio ancora più complicato, e nonostante tutto è così profondamente grata di essere sua madre.
E Lee, che ama Joshua e lo salva da se stesso quando ne ha bisogno. Che diventa un compagno fedele, una roccia salda, una fune a cui aggrapparsi, un porto sicuro in cui tornare. Un uomo dolce e rispettoso di un passato ingombrante, capace di capirne l’importanza profonda e rispettarne la sua presenza, in una dimostrazione continua di amore incondizionato e totale.
Anche se le più romantiche criticheranno certe scelte di questo romanzo (Joshua che prova sentimenti per qualcun altro? Non corrono felici verso il tramonto non appena si rivedono?), io le ho trovato giuste. Coerenti. Assolutamente comprensibili nello scorrere di una vita che va avanti e di una persona che tenta di rialzarsi. Totalmente normali di fronte a qualcuno che ci ricorda una persona amata ma che no, non può essere davvero lui per tutta una questione di logica e convenzioni sociali.

Sbatté le palpebre e tremò. La bocca di Neil era piena di bisogno, come se avesse aspettato tutta la vita di baciare Joshua.
E, proprio così, capì che era vero.

Ho trovato che il tema della reincarnazione sia trattato in modo lieve, ma non in modo superficiale da favoletta o in uno più estremo da setta. Semplicemente, è affrontato per quello che è: qualcosa di inspiegabile, nonché un dono prezioso.
In ogni singola vita” è un romanzo che sottolinea l’importanza di cogliere il momento, di amare con tutto il cuore e così intensamente da far male, di rinascita e crescita, di due anime che si rincorrono nel tempo, destinate a ritrovarsi, una vita dopo l’altra.

«Non c’è niente in questo mondo che possa essere paragonato a quello che sei per me. Non il mio lavoro, non i naniti, non un singolo essere umano. Sei la ragione della mia esistenza. Joshua, sei il mio tutto. Ti troverò in ogni singola vita. Non dimenticarlo mai.»

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Tornare a vivere” – L. A. Witt

Titolo: Tornare a vivere
Autore: L. A. Witt
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,46€
Link all’acquisto: Tornare a vivere

SINOSSI

Il mazziere di blackjack Adrian West ha vissuto a Las Vegas abbastanza a lungo da essere abituato a vedere i mendicanti sulla Strip. La loro povertà è una parte triste e brutta della realtà in una città dove la gente vince o perde tutto ai tavoli da gioco ogni giorno.
Quindi, non sa spiegare perché quel senzatetto in completo elegante abbia attirato la sua attenzione. Perché non riesca a tirare dritto come fa sempre.
L’ex pubblicitario Max Reynolds è un cliché di Las Vegas. Dopo che una serie di colpi di sfortuna gli è costata il ragazzo, il lavoro e la casa, ha deciso di andarsene con il botto… una settimana a giocarsi cifre astronomiche coronata da una pacifica overdose nella camera di un albergo di lusso.
Quando un’improvvisa rivelazione gli impedisce di portare a termine i suoi piani, è pronto a tornare a vivere… ma non ha più un centesimo. Non ha niente.
Almeno, finché uno sconosciuto non lo toglie dalla strada. Max avrà anche toccato il fondo, ma adesso ha una scintilla di speranza e un’inaspettata amicizia.
Un’amicizia che potrebbe diventare qualcosa di cui nessuno dei due sapeva di avere bisogno.

Slanif2

Quando Adrian West, ventisettenne di Las Vegas, mazziere in un Casinò e spogliarellista al contempo, esce da lavoro in quella nottata simile a tante altre, non crede che la sua vita verrà letteralmente stravolta dall’entrata in scena di Max Reynolds.
Non che lui sappia chi sia, ovviamente. Sa solo che è lì a camminare per la Strip per recuperare la macchina e tornarsene nelle comodità della sua piccola casa, quando nell’infinita sfilata di senzatetto sul marciapiede, uno cattura il suo sguardo.
Adrian non sa perché, ma si ferma a guardarlo. Quando passa oltre, tuttavia, qualcosa dentro di lui gli dice di tornare indietro. E così fa. Si avvicina allo sconosciuto che al contrario degli altri senzatetto indossa un completo e delle scarpe costose, e gli offre un pasto caldo.
Il senzatetto, Max, all’inizio è reticente. Ha avuto brutte esperienze in quella settimana da quando si è ritrovato senza niente, e non ci tiene a rivivere l’esperienza. Però gli occhi di Adrian sembrano davvero sinceri; così, sospetti compresi, decide di accettare.
Non sa se sta facendo la cosa giusta, perché non è abituato a vivere sulla strada. Fino a pochi giorni prima era un trentanovenne pubblicitario di successo a Los Angeles, aveva due macchine, un appartamento e un fidanzato. Come diavolo ha fatto la sua vita a implodere così? Sta ancora cercando di capirlo, e per farlo è arrivato così vicino al baratro che non sa più nemmeno chi è lui stesso, ma è intenzionato a rimettersi in piedi.
Adrian gli dà solo il modo e la motivazioni giusti per farlo.
Infatti, dopo il primo vero pasto da giorni, il giovane lo invita anche a rimanere a dormire sul suo divano, e al mattino non sembra avere fretta di mandarlo via.
Max riuscirà a rimettersi in sesto? E perché Adrian lo aiuta così tanto? Ma soprattutto: cos’è quella strana attrazione che li fa gravitare l’uno verso l’altro?

“Per quello che vale, […] avrei preferito che la mia vita non fosse andata come ha fatto nell’ultimo anno. […] Ma è un po’ più facile da accettare sapendo che è la ragione per cui ti ho incontrato.”

Era da un po’ che non leggevo un libro di L. A. Witt (okay, non è vero. Non era molto tempo, ma avrei bisogno di un libro alla settimana della Witt per stare bene, perciò che volete farci? Mi sembra davvero passata un’eternità!) e come sempre non sono rimasta affatto delusa.
Tornare a vivere” è un libro dalla trama semplice, che però tratta temi molto importanti.
Primo tra tutti la schiacciante possibilità che la vita ti prenda a calci nel didietro quando meno te lo aspetti.
Sei lì, tranquillo, pensando di poter continuare a fare le tue cose senza una preoccupazione al mondo, e poi basta una sciocchezza e tutto va a farsi benedire. Che, per quanto siamo sicuro di essere su un percorso in discesa, la salita è sempre dietro l’angolo.
Bisogna tirare fuori unghie, denti e gioielli di famiglia e farsi un mazzo così per riprendersi da una simile batosta. Bisogna rialzarsi. Non abbandonarsi alla depressione e alla tristezza. Perché così come c’è sempre una possibile salita da qualche parte, è anche vero che c’è sempre anche un raggio di sole che filtra tra le foglie.

Incontrarlo è stato un raggio di sole in una tempesta violenta e distruttiva.
Ma, se quella tempesta doveva proprio capitare, non mi scuserò perché sono grato di quel raggio di sole.

Il secondo tema è l’indifferenza con cui approcciamo alla vita, agli altri in special modo.
Quante volte vi è capitato di passare davanti a un senzatetto o a una persona che chiede l’elemosina e di non degnarla nemmeno di uno sguardo? So che ci fa sentire sporchi dentro ammetterlo, ma lo abbiamo fatto tutti almeno una volta. Siamo troppo occupati a fare le nostre vite per preoccuparci di quelle degli altri, ma a volte bisognerebbe fermarsi un attimo e ringraziare di essere così fortunati da avere piccole cose che diamo per scontate e che invece per chi non ha niente sono tutto: un tetto sopra la testa, cibo in tavola, un letto caldo e comodo dove dormire, acqua corrente per lavarsi, vestiti caldi, una famiglia e degli amici che ci aiutano nei momenti di difficoltà.

Una cosa è essere come navi che si incrociano di sfuggita nella notte. Tutt’altro è immaginare quell’altra nave che affonda fra le onde mentre la mia tira dritto a gonfie vele senza aver mai saputo che ci fossero problemi.

La schiacciante sensazione che mi ha colto pagina dopo pagina, è il senso profondo di abbandono e solitudine. È la patina scintillante di Las Vegas – con i suoi alberghi di lusso, le sue luci visibili sin dallo spazio, gli spettacoli, il tintinnare delle slot machine… – che nasconde dalla sua Strip le vie secondarie, quelle piene di sporcizia, quelle dove le luci sono meno luminose e le persone meno festose.
Quante volte ci sentiamo soli in mezzo a milioni di persone?
È questo quello che provano Adrian e Max, chi per un verso e chi per un altro, regalandoci una storia pregna di emozioni e che, almeno a me, ha fatto riflettere.
Un romanzo che racchiude una lezione di vita e un promemoria che tutti dovremmo tenere a mente. Soprattutto in tempi come questi, dove moltissime persone sono in difficoltà, bisognerebbe ricordarsi un po’ di più di essere grati.
Perciò, leggetelo. Ne varrà la pena.

4.5

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Recensione in anteprima “Sopravvissuto” – T. M. Smith

Titolo: Sopravvissuto
Autore: T. M. Smith
Serie: Survivor #1
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, Poliziesco
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Sopravvissuto

SINOSSI

Il mondo di Taylor Langford è crollato all’età di soli tredici anni: i suoi genitori sono stati uccisi, lasciandolo solo e orfano. Senza altri parenti vivi, sarebbe sicuramente diventato parte di una statistica, se non fosse per l’intervento del poliziotto che ha trovato il ragazzo nella soffitta dove sua madre lo aveva nascosto quella sera fatale. Nonostante la tragedia e il conseguente dolore nella sua vita, Taylor si rende conto di quanto sia fortunato.
Frank Moore è un agente del dipartimento di polizia di Dallas quando lui e il suo partner rispondono a una chiamata a Devonshire, uno dei quartieri più ricchi della città. Pensano che il ragazzo delle varie foto presenti in tutta la casa sia stato rapito fino a quando non lo trovano, scosso ma vivo. L’agente Moore riconosce il dolore negli occhi del giovane, dal momento che ha perso sua madre, a causa del cancro, quando era solo un ragazzo. Interviene e si assicura che Taylor venga inserito in un’affettuosa famiglia adottiva. Nel corso degli anni Frank diventa un appuntamento fisso nella vita di Taylor.
Dieci anni dopo, il caso è ancora irrisolto, e l’adolescente, un tempo insicuro e allampanato, è diventato un giovane laureato che sa esattamente quello che vuole. Sta tornando a casa dall’uomo che ha contribuito a plasmare e dare forma alla sua vita, e che ha amato da quando riesce a ricordare, Frank Moore. Ma Taylor non è l’unica persona che ritorna a Dallas e, mentre Frank è distratto dai propri sentimenti contrastanti e dal nuovo legame che cresce tra i due, il passato si insinua su di loro, determinato a finire quello che era iniziato dieci anni prima.

Nota dell’autrice.
Questo è un romance May/December e, come nella vita, ci sono rapporti sessuali che si verificano prima che i personaggi principali si trovino l’un l’altro. Ma è necessario; è pensato per mostrare la crescita del personaggio e la conoscenza di sé. Non c’è assolutamente nessun tradimento.

Slanif2

Taylor Langford ha dovuto imparare troppo presto quanto alcuni esseri umani possano essere crudeli. Infatti, ancora poco più che un bambino, ha dovuto assistere all’assassinio dei suoi genitori. Il ragazzo era riuscito a salvarsi trovando un nascondiglio in casa, e solo l’agente della polizia Frankie Moore era riuscito a scovarlo.
Sin da quel primo breve, tragico e doloroso incontro, Frankie cerca di assicurarsi che il tredicenne riesca a trovare una buona famiglia affidataria. Come se non bastasse, però, continua a telefonare per sapere come procede, come va a scuola e nel baseball, e finisce ben presto a essere invitato dai genitori adottivi di Taylor a cena a casa da loro. Questo porta il detective ventitreenne a invitare nella sua casa di Martha’s Vineyard tutta la famiglia, per regalare a quel ragazzo che ha tanto sofferto, qualche settimana di pace e tranquillità.
Le cose procedono con questo ritmo per i successivi dieci anni, fino a quando un Taylor ormai uomo e un Frankie ancora di più, comprendono che quel che li ha legati sin dal primo momento, rendendo il loro rapporto così speciale e di confidenza, si è evoluto da semplice affetto a qualcosa di più.
Tuttavia, i due uomini non dovranno fare fronte solo all’evolversi dei loro sentimenti, ma anche a tasselli del passato che stanno lentamente riaffiorando e che gettano nuova luce sull’assassinio dei coniugi Langford…

Chi è Frank? […] L’uomo in uniforma blu con gli occhi gentili e un sorriso dolce, che lo aveva persuaso a uscire dal cunicolo nella mansarda, era diventato molto di più nella sua mente. Con il passare degli anni Taylor si era ritrovato a pensare a lui sempre più spesso, l’ammirazione che diventava qualcosa di molto simile all’amore.

Non avevo mai letto un romanzo di T. M. Smith, e ho trovato “Sopravvissuti” ben scritto, con una trama interessante e con dei personaggi ben caratterizzati. Tuttavia, a volte mi sembrava che ci fosse più spazio per situazioni poco rilevanti, dando non sufficiente spazio a situazioni che ne avrebbero meritato molto di più. A volte mi sembrava che si indugiasse troppo nella descrizione delle scene e poco nell’introspezione dei personaggi. Non che venga trascurata, ma non è stata approfondita come secondo me avrebbe dovuto. C’è davvero tantissima carne al fuoco, e il doppio punto di vista avrebbe potuto rendere perfettamente chiaro il contesto generale, e anche se le situazioni sono limpide e alla fine si hanno le risposte, ho sentito comunque una sensazione di incompletezza; forse proprio a causa di tutto quel che succede, che è veramente tanto, e che forse soffoca un po’ alcune scene che avrebbero dovuto avere maggiore spazio.
Nel complesso, tra un colpo di scena e l’altro, l’ho trovato un libro gradevole.

3.5


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Recensione in anteprima “Tra i ghiacci dell’Alaska” – Sarah Bernardinello

Titolo: Tra i ghiacci dell’Alaska
Autore: Sarah Bernardinello
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, Suspence
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,10€
Link all’acquisto: Tra i ghiacci dell’Alaska

SINOSSI

I lupi stanno morendo, e con essi anche altri predatori, nelle terre innevate e gelate del Denali National Park, in Alaska, per un motivo del tutto oscuro.
Quando Ike Gerrard si trova davanti il veterinario inviato a indagare su quanto sta accadendo, di certo non sospetta che quell’incontro potrebbe dare una scossa notevole alla sua vita. Tutto ciò che vede è un giovane uomo dai tratti orientali, bellissimo e insofferente al freddo. Ma lui è un uomo tutto d’un pezzo, all’apparenza. Non può mostrare l’attrazione che sente per quel ragazzino infagottato in abiti pesanti.
Elijah Ross odia il freddo, lo odia con tutta l’anima, ma il lavoro è lavoro e quando il dovere chiama… L’ultima cosa che si aspetta è che ad attenderlo all’aeroporto si presenti l’uomo dei suoi sogni: alto, brizzolato, più vecchio di lui, Ike Gerrard rappresenta tutto ciò che lui cerca in un uomo.
Peccato che il ranger sia etero, vedovo e irraggiungibile.
Tuttavia, Eli si ritrova in mezzo al nulla e ai ghiacci per scoprire il perché di quelle morti innaturali. Non avrebbe il tempo per pensare ad altro. Ma, quando meno te lo aspetti, il destino ci mette lo zampino…
Il veterinario si imbatterà in un mistero ben più grande, e nella sensazione che l’Alaska non è fredda come pensava, quando c’è un cuore caldo a circondarlo.

Slanif2

SARAH BERNARDINELLO TAVOLA
Manuela Soriani
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Ike Gerrard, quarantasettenne ranger del Parco Nazionale di Denali, è ormai vedovo da quasi quattro anni. Sua moglie, Sandy, è scomparsa improvvisamente a causa di un incidente e da allora lui non si è più rifatto una vita. Non ha nemmeno sentito il desiderio di rifarsene una, perciò si concede qualche storiella o incontro occasionale senza importanza, sia con donne che con uomini, essendo da sempre bisessuale. Inoltre, non ha davvero molto tempo libero a disposizione. Tra il perlustrare il territorio per il suo lavoro di ranger, il tenere d’occhio il branco di lupi con l’Alpha femmina al comando che lo affascinano da mesi e lo scoprire quale epidemia ha colpito i carnivori del Parco, non ha molto tempo per nient’altro. Soprattutto quest’ultimo problema lo tiene occupato da oltre un mese, non riuscendo – né lui né i suoi colleghi – a dare una giustificazione a quel mare di morti improvvise e inspiegabili.
Non c’è da stupirsi che venga mandato un veterinario specializzato in animali selvatici per riuscire a capirci qualcosa analizzando i resti delle carcasse, aiutandoli a fermare quelle morti che addolorano tutti i ranger.
Così, Ike si ritrova ad andare a prendere il dottor Elijah Ross all’aeroporto e a scortarlo fino a destinazione. Sapeva che sarebbe stato giovane, ma non aveva messo in conto di provare per questi un’attrazione così repentina, lasciandolo destabilizzato e pieno di dubbi.

 

 

Avercelo intorno, per quanto fossero passati solo due giorni da quando era arrivato, gli aveva scombussolato la vita. Forse era la solitudine, forse era la sensazione che quei brevi incontri ravvicinati avvenuti negli ultimi anni […] fossero soltanto dei meri tentativi di colmare quel buco nel petto; tuttavia, Ike si sentiva come se la vita fosse tornata a scorrere dentro di lui. Gli bastava incontrare quegli occhi neri, il sorriso che nascondevano e il cuore prendeva a battergli a un ritmo più veloce del normale.

Eli è un giovane ventisettenne con moltissima esperienza alle spalle. Infatti, nonostante l’età, ha svolto molti incarichi e fatta molta ricerca, oltre ad aver pubblicato diversi articoli anche per famose riviste di viaggio, perciò sa quanto vale. Il problema è farlo capire a chi lo guarda, che sembra sempre dubitare di lui. Oltre a essere giovane, infatti, il suo aspetto non aiuta a dare l’impressione di sicurezza di sé che vorrebbe. Figlio di madre cinese, Eli ne ha ereditato gli occhi a mandorla e i setosi capelli neri, nonché la figura magra e slanciata, ma non per questo è un debole o un incapace. L’unica cosa che veramente lo mette in difficoltà è il freddo, e in Alaska ci sono temperature ben oltre i venti gradi sotto lo zero, ma è deciso a vestirsi quanto più possibile e a svolgere bene e con successo il suo lavoro, senza farsi fermare da niente e da nessuno.
Il fatto che il ranger Gerrard sia sexy ed esattamente il suo tipo è irrilevante. Così come gli sguardi che quell’uomo all’apparenza etero sembra lanciargli. Lui dovrà solo rimanere lì una settimana e scoprire cosa succede, poi potrà tornarsene alla sua vita senza guardarsi indietro. O no?

Aveva avuto la sua dose di storielle, […] ma mai aveva percepito una connessione come quella che sentiva ora per il giovane veterinario. Come se una luce si fosse accesa nelle buie profondità in cui era finito e lo stesse guidando verso la superficie.

Ike è un uomo che ha sofferto molto nella vita, ma che ha sempre trovato la forza di rialzarsi e ricominciare da capo, rimettendosi in gioco nonostante i mille tentennamenti. Ama il suo lavoro tanto quanto ha amato sua moglie, e da bravo uomo gentile che è, tratta Eli con rispetto e dolcezza sin da subito.
Eli, molto più giovane e con una vita più semplice alle spalle, è però spesso stato vittima di pregiudizi a causa del suo aspetto e della sua giovane età, perciò non è immaturo come potrebbe sembrare sulla carta. Anche se più impulsivo e con una tendenza a buttarsi più a capofitto nelle cose preoccupandosi meno delle conseguenze, è comunque un ragazzo con la testa sulle spalle.
Prepotente è la presenza del Parco di Denali, con la sua neve, gli alberi e gli animali. Sembra fare da sfondo alla storia, ma in realtà ne è parte integrante. Le descrizioni della Bernardinello sono estremamente accattivanti e suggestive. Non prolisse o logorroiche. Semplicemente colgono i punti chiave di tanta naturale bellezza e li “mostra” al lettore con paragrafi brevi ma ricchi di immagini evocative.
L’unica “pecca” che mi sento di notare, è un po’ la velocità con cui i due si attirano e si sentano coinvolti. Capisco che è un mio limite, ma preferisco quando le cose sono molto più graduali. Non tanto fisicamente, quanto emotivamente. Essere magari un po’ gelosi di un amante con cui si è stati solo una notte e senza aver parlato di relazione o altro, soprattutto trovandoci di fronte a due uomini, lo trovo poco realistico; così come sentire già un coinvolgimento potente e molto più grande, non giustificabile dalla labile conoscenza reciproca. Ripeto, probabilmente è un mio limite, e sicuramente voi non ci farete nemmeno caso. Anche perché questo aspetto non pregiudica minimamente il resto della storia o la sua fluidità.
Nonostante questo appunto, come detto i due sono ben caratterizzati e molto belle anche le loro dinamiche, così come la parte più “investigativa”, che non risulta mai sovrastare il resto ma che comunque rende un po’ più dinamica la narrazione.

La pelle calda che rivestì la propria gli fece scordare il gelo, il luogo dove si trovavano, persino chi fosse. C’erano solo loro, i nomi e i ruoli non contavano.

Questo romanzo è stato scritto per rendere omaggio a un’autrice amatissima nel panorama romance mutaforma: Sandrine Gasq-Dion, scomparsa prematuramente e in maniera improvvisa nel 2017. Sia la Quixote Edizioni, che Alessandra Magagnato soprattutto e l’autrice Sarah Bernardinello, hanno voluto augurarle un figurativo “Buon compleanno” (ne avrebbe compiuti cinquantasei proprio il quindici aprile) creando questa opera e ambientandola nella sua location preferita: il Parco di Denali, con la presenza dei lupi che con lei non potevano mai mancare, essendo soprannominata “La signora dei lupi”.
Un omaggio molto attento, curato e assolutamente piacevole che vi consiglio di leggere, sia se amavate Sandrine, sia che non l’abbiate mai conosciuta tramite le sue opere. Sarah Bernardinello sarà bravissima a farvi innamorare di Denali, dei suoi lupi, della neve abbondante e di Ike ed Eli.

4


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Recensione in anteprima “Una pesca Miracolosa” – Kate Canterbary

Titolo: Una pesca Miracolosa
Autore: Kate Canterbary
Serie: Talbott’s Cove #1
Genere: Contemporaneo, GAP Generazionale
Casa Editrice: Hope Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Una pesca Miracolosa

SINOSSI

“Concediti una vacanza”, mi avevano detto. “Allontanati dalla Silicon Valley, assetata di potere e che ti pugnala alle spalle. Ricarica le batterie. Rilassati e, poi, torna più forte di prima”.
Invece, mi sono perso in mare e mi sono innamorato di un pescatore di aragoste asociale.
C’è soltanto un piccolo problema: Owen Bartlett non sa chi sono davvero.
~~
Non mi piacciono le persone.
Evito le conversazioni, cerco di non socializzare e caccio i miei partner dal letto prima che sorga il sole. Niente legami, niente promesse, niente problemi.
Almeno fino a quando la barca di Cole McClish non va alla deriva a Talbott’s Cove e io infrango tutte le mie regole per quel sexy marinaio.
Non conosco la storia di Cole né da che cosa stia fuggendo, ma una cosa è certa: non gli permetterò di fuggire da me.

Slanif2

Cole McClish è un trentenne di bell’aspetto, con un cervello da genio e un portafoglio bello pieno. Tuttavia, questo non gli ha impedito di essere sbattuto fuori dall’azienda tecnologica che lui stesso ha creato e che l’ha reso il miliardario che è, a causa del suo caratteraccio e della sua irascibilità, unita a qualche progetto andato in fumo a causa della mancanza d’ispirazione che l’ha colto nell’ultimo periodo. I nuovi Amministratori Delegati hanno rilasciato un comunicato alla stampa dicendo che Cole si è preso un “Anno Sabbatico”, ma in realtà il giovane è stato praticamente declassato e visto che non ha la più pallida idea di qual è ormai il suo ruolo nell’azienda, ha deciso di andarsene, di salire su una barca e partire.
Peccato che, suddetta barca, decida di rompersi nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, portandolo alla deriva fino alle coste di Talbott’s Cove, una riserva naturale nei pressi del Maine.
Owen Bartlett è un solitario quarantenne senza nessun interesse a costruirsi una famiglia. Ama essere un pescatore di aragoste, e se per questo deve rinunciare alla parte romantica della sua vita, lo farà senza piangersi troppo addosso. La vita che compie è solitaria, dura, spesso ostica e difficile, pertanto non ha molto tempo per crogiolarsi nella tristezza della sua vita da single. Certo, in cuor suo è in realtà un uomo dolce e affettuoso, che tende sempre a preoccuparsi più del dovuto del prossimo, e che vorrebbe tanto qualcuno a casa ad aspettarlo; ma è anche un uomo realista e sa che quella sua fantasia è tutt’altro che praticabile.
Si accontenta della sua vita così com’è e tira avanti al meglio. Almeno fino a quando delle luci in lontananza non lo costringono a salire sulla sua nave da pesca e a fare la conoscenza con quello che pare a tutti gli effetti uno sprovveduto attraente messo piuttosto male a causa di uno squarcio sanguinante in testa: Cole.
Cosa potranno mai avere in comune due uomini così diversi? Non solo per età, ma anche e soprattutto per stile di vita. Non che l’ultimo fatto si trasformi in un problema dato che Cole non dice tutta la verità a Owen, tacendogli la sua fama e moltissime parti della sua vita. Alla fine, la piccola casa di Owen è solo un porto sicuro dove fare mente locale e capire come agire, giusto? Cole ha otto settimane per scoprirlo, e Owen pensa di essersi solo guadagnato un aiuto e un bel corpo da guardare per un breve lasso di tempo. Ma sarà davvero così?
Cole e Owen sono profondamente diversi. Hanno stili di vita differenti, obbiettivi opposti e, in sostanza, apparentemente niente in comune. Tuttavia, una volta che Cole è a Talbott’s Cove, libero di essere semplicemente se stesso, le carte in tavola cambiano e i due – costretti a lavorare a stretto contatto ogni giorno – si riscopriranno più simili, e con desideri uguali, più di quanto avrebbero mai potuto immaginare…

Uno dei suoi più grandi poteri era lo stoicismo. Poteva ascoltare le mie parole più sacre e private e rispondere con un semplice sospiro impaziente. Un battito di ciglia. Tuttavia, io lo conoscevo e sapevo che c’era molto di più. Voleva essere amato tanto quanto me, e voleva che continuassi a insistere. Le sue mura potevano essere alte, ma io non avevo paura di arrampicarmi.

Ed è proprio sullo scandire delle loro giornate a caccia di aragoste e dello scoprirsi l’un l’altro che il libro procede, abbracciando tutto il periodo estivo.
Cole e Owen hanno due caratteri decisi, molto diversi, ma sono anche estremamente dolci e romantici una volta messi insieme. Questo aspetto è stato molto piacevole, perché è sempre bello immaginarsi due uomini grandi e grossi lasciarsi andare a qualche tenerezza, tuttavia ho riscontrato che alcuni tratti caratteriali enfatizzati sia nella sinossi che nei primi capitoli dall’autrice, non siano stati evidenziati quanto avrebbero dovuto. L’irascibilità di Cole mi è parsa poco sviluppata rispetto alla fama iniziale a cui accennava l’autrice e che l’ha portato a essere sbattuto addirittura fuori dalla sua stessa azienda; e anche Owen, definito schivo e solitario, in realtà mi è parso più aperto e disponibile di quanto avessi preventivato. Ho avuto la sensazioni che fossero semplicemente due uomini desiderosi di innamorarsi, con ovviamente caratteri diversi, ma nessuna esagerazione in un senso o in un altro che potesse spingerli a scontrarsi.
Nell’insieme, comunque, l’ho trovato un libro piacevole, con i titoli dei capitoli utili a capire un po’ di più il mondo del mare, di cui io, ad esempio, sono poco ferrata. Lo stile è semplice, forse in alcuni passaggi un po’ troppo, penalizzando (a mio gusto) l’analisi dell’interiorità dei protagonisti a beneficio di altre scene, spesso più sexy e calde.
In conclusione, è un romanzo piacevolissimo, godibile e “fresco”, che fa pensare a un po’ di dolce calore in questo inverno così gelido.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Senso d’appartenenza” – N. R. Walker

cover500-1Titolo: Senso d’appartenenza
Autore: N. R. Walker
Serie: Thomas Elkin #3
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: €3,99
Link all’acquisto: Senso d’appartenenza

SINOSSI

Progettare una casa è semplice. Trovare quella giusta è tutt’altra questione.
Thomas Elkin e Cooper Jones godono finalmente del supporto delle loro famiglie e il loro amore cresce di giorno in giorno. Vivono insieme e pensano che nulla possa mettersi sulla loro strada.
Là fuori, però, c’è chi vuole dividerli.
Cooper incontra un giovane suo coetaneo, amministratore di un’impresa immobiliare, che lo vuole tutto per sé.
Tom, d’altra parte, deve far fronte alle discriminazioni di uno dei partner anziani della sua azienda, che cerca di farlo licenziare.
Che cosa si presenti loro davanti, però, non ha importanza: il rapporto tra Tom e Cooper è forte. Messa da parte la differenza d’età, Tom ha finalmente trovato il suo senso d’appartenenza. L’unico centro della sua vita, la sua vera casa.

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E siamo arrivati anche alla fine delle “avventure” di Tom e Cooper, una delle coppie più adorabili di cui i abbia letto in questo 2018 ricco di uscite!
Una serie molto divertente ma che tra le sue pagine manda un messaggio bene preciso: quando ci si innamora davvero non conta il sesso, non conta il tenore di vita, non contano le apparenze, ma soprattutto non conta la differenza d’età!
Dopo aver fatto un tuffo nell’argomento che accomuna di più Tom e Cooper, l’architettura, mi sento di fare un paragone tra le loro vite e questa loro passione nonché lavoro. Spero che Tom non me ne voglia, ma è come se il nuovo e il vecchio si siano fusi per dare origine a qualcosa di unico e perfetto.
Mi è capitato molte volte di vedere in giro coppie con un divario d’età molto evidente; è inevitabile che si scappi qualche battutina in proposito, soprattutto del tipo più scontato: “Guarda che bella ragazza! Di sicuro starà con lui perché è più attratta dal suo portafoglio che dalla sua avvenenza!”…
La mia non vuol essere cattiveria, ma solo il sottolineare quanto la società di ha sempre  condizionato, nessuno escluso.
Oltre al cospicuo portafoglio di Tom, nel loro caso si aggiunge un altro elemento importante: il fattore lavorativo, il loro tallone d’Achille.
Ora che Tom e Cooper sono usciti allo scoperto con le loro famiglie, più o meno convinte della solidità del loro rapporto, l’ultimo ostacolo da abbattere riguarda proprio la loro carriera.
Tom è un nome di punta dell’architettura e Cooper potrebbe trarre vantaggio da questo in mille modi, ma per lui è semplicemente Tom, non il grande Thomas Elkin genio indiscusso degli interventi di retrofit. Anche perché Cooper ha ancora più talento del suo partner! Non ha bisogno di nessuno per emergere.
Ed ecco che qualcuno trama nell’ombra per infangare il nome di Tom, ma non preoccupatevi, il bel architetto è un osso molto duro e non mollerà facilmente. Tom non è mai stato un tipo rinunciatario, ma negli ultimi anni si è sentito tarpare le ali; non si sente più a suo agio nella compagnia che ha contribuito a far crescere. Devo dire che Cooper l’ha influenzato nella maniera più positiva possibile facendo emergere il suo lato giocoso, impertinente e creativo:

Poi mi girai così da guardarlo in faccia, i nasi che si toccavano appena. «Perché se potessi tornare indietro per cambiare le cose, farei esattamente ciò che ho fatto.»

Anche Cooper è alle prese con qualche gatta da pelare: un affascinate figlio di papà sta cercando un tutti i modi di portarselo a letto, complice un lavoro commissionatogli, ma Cooper ha occhi solo per il suo “solo Tom”. Le scaramucce che hanno luogo tra i due innamorati, proprio a causa della presenza molesta di questo losco individuo, danno origine a siparietti davvero esilaranti, con un Cooper offeso perché Tom non lo rivendica come suo nella maniera più classica e scontata del mondo:

«Non mi tieni nemmeno per mano… Ehi, non mi tieni per mano!»
Alzai gli occhi al cielo, come se lui avesse potuto vedermi. «Eri incazzato con me, ricordi? Perché non mi sono battuto i pugni sul petto e non ti ho riportato nella nostra caverna tirandoti per i capelli.»
Cooper scoppiò a ridere e poi fece l’imitazione di un cavernicolo: «Cooper ride. Tom. Divertente.»

Ho amato davvero questa coppia e tutte le differenze riguardanti l’età tra i due io non le ho mai notate, in nessuno dei tre libri! Non è colpa di Tom se è nato prima e nemmeno di Cooper se è nato dopo! Sono contenta che Tom non abbia mai gettato la spugna perché un altro Cooper non è possibile trovarlo al mondo, anche se il suo fratellino è sulla buona strada per esserlo, del resto hanno in comune un bel po’ di DNA!
Mi sono divertita un mondo anche a leggere i maldestri tentativi di proposta di matrimonio di Tom a Cooper: vuole davvero chiederglielo o no? Non vi svelo il mistero, ma vi posso solo dire che è tutto un piano ben orchestrato da qualcuno che sta nell’ombra… più o meno!
Tom a quarantaquattro anni ha trovato finalmente la sua casa, che sia la volta buona anche per me?

«Sai cosa significa “senso d’appartenenza”?»
Cooper annuì. «È quando l’edificio in cui ti trovi è talmente accogliente da sapere di casa. Quando si è in pace.»
«Sei tu il mio senso d’appartenenza, Cooper.»

4.5


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Recensione “A chiare linee” – N. R. Walker

cover500-9Titolo: A chiare linee
Autore: N. R. Walker
Serie: Thomas Elink #2
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: A chiare linee

SINOSSI

Quando alcune linee perdono nitidezza, altre diventano cristalline.
Innamorati persi l’uno dell’altro, Thomas Elkin e Cooper Jones decidono finalmente di dare una possibilità alla loro relazione.
Quello a cui non sono preparati, però, è il dover far fronte alla reazione delle loro famiglie, che invece vogliono si separino. Entrambi impareranno presto quali siano le linee guida che ci definiscono. E che, a volte, se alcuni contorni appaiono sfumati, altre linee diventano improvvisamente chiarissime.

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Adoro quando i libri di una serie escono a pochissima distanza l’uno dall’altro, il continuo della narrazione non viene spezzato e sono ancora vivide le emozioni che hai provato alla prima lettura, quindi in definitiva: Good Job Triskell!
Il primo libro era stato una piacevole e divertente lettura, la Walker per me era una garanzia di qualità e devo dire che si è riconfermata anche questa volta.
Avevamo lasciato Tom e Cooper cotti a puntino, pronti a dichiarare al mondo il loro rapporto, dopo esser stati beccati in flagrante dal figlio di Tom, ma saranno davvero pronti a dirlo a tutti?
In teoria sono due adulti consenzienti, non devono chiedere il permesso a nessuno per prequentarsi, eppure il timore di non venire accettati aleggia sulla coppia. Chi ne risente di più è Tom, cosa che potrebbe sembrare quasi assurda, visto che è il più maturo tra i due, ma è ancora troppo poco che è uscito allo scoperto, tanto che i suoi genitori non sanno ancora il vero motivo della fine del suo matrimonio.
Nella coppia il più sicuro, pronto ad affrontare il mondo infichiandosene degli altri è proprio il giovane Cooper. Merito della sua giovane età? Potrebbe anche darsi, ma sta di fatto che è cresciuto in un’epoca  più tollerante rispetto a Tom, che ha pur sempre il doppio dei suoi anni:

«Non mi importa cosa pensano gli altri. So che sarà difficile per qualcuno accettare che stiamo insieme, che siamo gay e che c’è una grossa differenza d’età. Ma non mi importa. Sono orgoglioso di poterti chiamare “il mio ragazzo”. Non riuscirò mai a capire perché vuoi stare con me, ma è così, e sono più che felice di camminare ed entrare in casa mano nella mano con te. Solo, non voglio che tu ti senta a disagio.»
«Non mi sento a disagio,» rispose. «E neanch’io capisco perché tu voglia stare con me. Ma è così.»

Cooper è sì giovane, ma sa benissimo quello che vuole e chi vuole e non perde occasione per farlo presente al suo Tom; non c’è via di fuga per il “vecchietto”, è stato accalappiato ben benino.
Tom non era abituato a lasciarsi così andare con qualcuno, a cercarne lo sguardo o un semplice tocco:

Era così aperto, fiero e sincero, così incurante di quel che gli altri pensavano. E anche se aveva la metà dei miei anni, aveva il doppio del coraggio. Me ne stavo al suo fianco, con lui che mi abbracciava e parlava ai suoi amici, meravigliato da tutta la sicurezza e la fiducia in se stesso che dimostrava.

Non aspettatevi la classica sbandata di mezza età: Cooper ha solo fatto uscire allo scoperto il vero io di Tom e quest’ultimo non sta correndo la cavallina! Entrambi hanno le loro passioni, cercano di coinvolgere il parter in esse ma senza strafare. Le loro prese in giro sono a dir poco esilaranti, un continuo sfottò che regala tanto divertimento e rende il libro estremamente godibile:

«Ricordami di nuovo perché il mio ragazzo ha ventidue anni?»
«Perché sono nato ventidue anni dopo di te, mio caro fidanzato di quarantaquattro anni,» rispose, tutto contento. «E perché sono fantastico.»
Alzai gli occhi al cielo, sarcastico. «Oh, giusto. Ora ricordo.»
«L’Alzheimer ti dà proprio tanti problemi, eh?» chiese, ridendo. «Vuoi che guidi io, nonnetto?»
«Piccolo stronzetto che non sei altro,» mormorai. «E non scaricare la colpa sulla Generazione Y, stavolta. Sei proprio tu.»

Tom tra i due è quello che si aspetta più critiche, proprio in virtù della sua età ed esperienza di vita; non ha tutti i torti nel prevedere problemi nel suo futuro con Cooper e la sua ex moglie sembra essere la più ostica ai due.
Mi ha davvero infastidito la sua acredine nei confronti della coppia; l’ho trovata antipatica e sputasentenze, è arrivata quasi a dare del pedofilo a Tom! Proprio lei che è stata sposata con lui per anni, che non è mai stata tradita durante il matrimoni, come è possibile che sia arrivata a certe supposizioni? Tom è una persona più che corretta, sincera, leale.
Cooper è giovane, bello, simpatico, aitante, ma è anche diventato la roccia di Tom, che se ne accorgerà nel suo momento più buio:

Era bello come riuscisse a prendere in mano la situazione, bello sapere che c’era qualcuno che si occupava di tutto, che si prendeva cura di me. Era quello che stava facendo Cooper, come se sapesse esattamente ciò di cui avevo bisogno.

Credo che se al posto di Cooper ci fosse stata una bella bionda di ventidue anni le cose sarebbero state diverse… oppure no, e anche io sono vittima delle apparenze e stereotipi che ci ha dato la società? Voi che ne pensate? Ve lo chiedo perché come dice Tom:

«…Mamma, se davvero esiste un giorno adatto a dirti quanto io ami qualcuno, quello è oggi.»

Forse la società non è pronta davvero, di strada ce né ancora tanta da fare, ma io alla fine ci sono arrivata a quello che conta davvero: L’Amore conta, il resto no!
Ps: mi è capitato quasi sempre di frequentare uomini più giovani di me, anche di dieci anni, quindi Tom, vecchio mio, sono sicura che noi potremmo andare molto d’accordo!

emozionante