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Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Sposati per un mese” – Cate Ashwood

Titolo: Sposati per un mese
Autore: Cate Ashwood
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Sposati per un mese

SINOSSI

Migliori amici fin dal liceo, Chase Bradley e Alec Montero sono agli antipodi su quasi ogni aspetto delle loro esistenze. L’unica cosa su cui sembrano concordare è che il matrimonio è per gli sfigati.
Tutto va perfettamente nelle loro vite, fino a quando una scommessa fatta da ubriachi li porta davanti all’altare. Il loro temporaneo “lo voglio” non è altrettanto divertente da sobri, il mattino dopo, quando si trovano bloccati in un matrimonio e in tutto ciò che esso comporta.
La domanda che adesso si devono porre è: può la loro amicizia sopravvivere, dovendo restare sposati per un mese?

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Chase Bradley e Alec Montero si conoscono sin dal liceo e sono gli unici due single del loro gruppo di amici. Perciò, quando suddetti amici li sfidano a rimanere sposati per almeno un mese, come potrebbero rifiutarsi? Alec viene pressoché trascinato nella scommessa da Chase, ma quest’ultimo è deciso a farsi valere, perché è soprattutto con il suo animo libertino che ce l’hanno avuta i loro amici e il ragazzo è deciso a dimostrare loro che il matrimonio non è questa cosa chissà quanto complicata…
Ma che succederà quando quella che pensavano entrambi essere una platonica amicizia comincerà a sfumare i contorni e a diventare qualcosa di molto meno definito e molto più fisico?
Chase e Alec rischieranno di rovinare un’amicizia ventennale o troveranno il loro lieto fine?

Immaginai come sarebbe stato se ci fossimo davvero sposati… se quella non fosse stata una stupida scommessa nata dalla noia e dal troppo alcool. Pensai a come sarebbe stato se avessi avuto la libertà di toccarlo, di godere della sua presenza nel mio letto. I pensieri erano un po’ alieni, ma non spiacevoli. Più ci pensavo, più mi sembrava naturale, fino ad arrivare quasi a convincermi di trovarmi esattamente dove avrei dovuto, nel mio letto e con Chase avvinto a me.

È passato molto tempo da quando ho letto un libro di Cate Ashwood e, dai ricordi nebulosi che ho di quella prima volta, posso affermare senza indugio che il suo stile di scrittura mi è risultato molto più scorrevole e accattivante. Di sicuro il doppio punto di vista ha aiutato a farmi entrare in sintonia con i personaggi e a farmi scorrere veloce nella lettura, che risulta carina ma non particolarmente coinvolgente.

Cercai di annuire nei momenti opportuni, ma tutto ciò su cui riuscivo a concentrarmi era la sensazione di Alec accanto a me, il peso del suo braccio attorno le mie spalle, il modo in cui potevo sentire ogni respiro che prendeva mentre se sue costole si espandevano e si contraevano.
Quel momento, quell’esatto momento, era perfetto.

Alec e Chase sono due personaggi carini. Amici di vecchia data, si sono sempre guardati in modo del tutto “disinteressato” ma, complice la vicinanza forzata e la convivenza, cominciano a capire che tra loro c’è attrazione.
Sinceramente ho trovato questo aspetto un po’ forzato e irreale. L’attrazione o è immediata o si sviluppa col tempo, ma se in due amici ventennali non è stata immediata, allora come ha fatto a non svilupparsi nel corso di tutti quegli anni? Alec e Chase non sono due conoscenti che si vedono ogni tanto. Sono migliori amici. Passano tanto tempo insieme, si confidano, si toccano, fanno esperienze condivise. È improbabile che solo dopo aver dormito insieme su un letto da una piazza e mezza capiscano che l’altro è attraente e si accorgano d’improvviso che è desiderabile.

Alec mi conosceva, ogni mia sfumatura, ogni stranezza, ogni perversione. Sapeva con precisione come strapparmi ogni grammo di felicità e farmi diventare liquido tra le sue braccia.

Anche il motivo per cui nasce la scommessa per me è poco efficace, così come il modo repentino di Chase di cambiare idea sul matrimonio. Che senso ha sfidare due amici a rimanere sposati senza inserire magari delle visite a sorpresa da parte di chi ha lanciato la scommessa? Come si può essere sicuri che tali persone stiano effettivamente rispettando le regole imposte? Okay che tra amici ci si fida della parola data, ma di fronte a due uomini convinti che il matrimonio sia una schifezza, onestamente avrebbe avuto più logica che ci fosse un intervento maggiore degli amici (visto che comunque compaiono a più riprese ma rimanendo sempre un po’ nebulosi e poco approfonditi. Sarebbe stata un’occasione per definirli meglio).
Inoltre, come dicevo, il fatto che Chase parta dal presupposto che il matrimonio è per sfigati e poi nel giro di trenta giorni accade quel che accade… Okay l’amore, ma ci vuole anche un po’ di realismo, secondo me, e anche se Alec e Chase si conoscono da una vita, praticamente, la vita relazionale è molto diversa da quella più semplice di un’amicizia.

Non ero mai stato così perso per un uomo, ma dopotutto era Alec. Lui era diverso. Lo era sempre stato. Era giusto che fosse stato lui a farmi crollare.

Nel complesso la lettura è piacevole, carina, scorrevole, ma con delle lacune o delle cose poco approfondite che non mi hanno dato modo di affezionarmi davvero alla storia di Alec e Chase.

3.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrce

Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Tu sei la ragione” – Renae Kaye

Titolo: Tu sei la ragione
Autore: Renae Kaye
Serie: The Tav #2
Genere: Contemporaneo, Crossdressing
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Tu sei la ragione

SINOSSI

Davo è un ragazzo nella media. Ha un buon lavoro, una casa propria e passa i fine settimana al pub. Accetta completamente di essere gay, ma non vuole essere uno di quei gay effeminati. Gli piacciono il football, le altre attività maschili ed evita accuratamente tutto ciò che potrebbe essere considerato femminile, comprese le relazioni che durano più di quindici minuti.
Un giorno, l’amico e idolo gay di Davo non solo trova un fidanzato, ma adotta perfino una bambina. Davo è profondamente sconvolto e corre al pub. È proprio lì che incontra Lee, una ragazza carina dai capelli color ciliegia, con un bel vestitino e un paio di scarpe rosse a punta. Davo ne è affascinato, ma com’è possibile? Lui è gay, no? Poi Lee gli confessa di essere in realtà un ragazzo a cui a volte piace indossare abiti da donna. Stravolto da quell’attrazione così bizzarra per lui e le sue idee, Davo inizia un lungo cammino che lo porterà ad accettare se stesso senza dare importanza a ciò che pensano gli altri.

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David “Davo” Pedersen è ben consapevole di essere gay e ha fatto coming out con famiglia e amici da oltre un decennio, ma anche se lui è convinto che non abbia un problema, in realtà ne ha uno grosso di fronte alle cose “troppo effemminate” e a quelli che sembrano “troppo gay”.
Ecco perché quando conosce Lee Brennan, abbigliato in abiti totalmente femminili, non gli sfiora nemmeno per l’anticamera del cervello che Lee possa essere in realtà un uomo a cui a volte piace indossare vestiti da donna.
Capirete la sua sorpresa quando sente attrazione verso quella ragazza dai capelli rossi, e ancor di più quando Lee gli dirà la verità…
Il disagio psicologico di Davo (causato da uno spiacevole evento passato che ne ha condizionato la vita fino a questo momento) è gigantesco. Non lo dico tanto per dire, ma proprio perché all’inizio, con tutte le sue crociate mentali contro ciò che è “troppo gay”, mi stava irritando a tal punto da spingermi a considerare l’idea di chiudere il romanzo e lasciarlo marcire nel suo brodo. Per fortuna però sono andata avanti e ho assistito alla maturazione di Davo, alla presa di consapevolezza che non esiste qualcosa di “troppo gay”, ma solo modi diversi di esprimere la propria sessualità. L’amore per Lee l’ha sicuramente aiutato a migliorare, così come la pazienza del giovane che è disposto anche a mettere da parte una grande parte di sé pur di avere Davo, ma il percorso interiore di Davo è importante e viene svolto in tutto il libro, pagina dopo pagina. Assistiamo a un mutamento del personaggio, ma non nel senso che improvvisamente cambia carattere, ma semplicemente che alla fine capisce che può essere gay come vuole e che tutti gli altri possono essere gay come vogliono, pure con glitter, smalti, gonne e cascate di color rosa ovunque.
Una storia a mio avviso migliore da quella raccontata nel primo volume. Non tanto per le tematiche (che sono molto diverse), quando piuttosto per come sono state raccontate e per lo sviluppo dei personaggi, che abbracciano tutto il loro spettro emotivo e lo analizzano fino a migliorarlo.
Certo, ci sono ancora cose che non mi convincono del tutto (come il ruolo della fidanzata dell’amico di Davo, Thor, che… Beh, l’ho trovata una cosa abbastanza assurda, sinceramente, e poco credibile; per non parlare del pugno che Jake dà a Davo, quando invece avrebbe solo dovuto ringraziarlo! Al posto di Davo mi sarei arrabbiata non c’è male…), ma nel complesso non posso non notare il netto miglioramento.
Certo è che la presenza di Jake e Patrick, i protagonisti del primo libro, insieme alla loro deliziosa bimba Maxine, sono presenze importanti in questo secondo volume, mostrando un’amicizia tra Davo e Jake che nel primo volume non era stata minimamente presentata, se non per “sentito dire”. Sinceramente non ne ho capito molto il senso, soprattutto perché qui Davo passa tantissimo tempo con la famigliola felice, quindi doveva essere una presenza significativa anche da prima, no? Sarebbe stato carino se sin dal primo volume si fosse capito quanto Davo sia importante nella vita di Jake (e quindi di Patrick e Maxine) e viceversa.
Comunque, ribadisco, il miglioramento c’è stato e l’ho notato, quindi non posso non premiarlo con mezzo punto in più rispetto al primo volume, concludendo questa recensione con la consapevolezza che mi è piuttosto piaciuta la storia di Davo e Lee.

4
Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Prima della chiamata” – Emma Alcott

Titolo: Prima della chiamata
Autore: Emma Alcott
Serie: Small Town Hearts #2
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Prima della chiamata

SINOSSI

Regola n. 1: Non innamorarti di quel tipo così sexy ed eterosessuale
Regola n. 2: Soprattutto se è il tuo migliore amico
Regola n. 3: E specialmente se ti offri di dargli ripetizioni private
Regola n. 4: Oddio, ma quegli occhi…
Regola n. 5: Okay, guardare gli occhi è ancora territorio sicuro. Non guardare più in basso
Regola n. 6: Non guardare più in basso!
Regola n. 7: Hai guardato più in basso, vero?
Regola n. 8: Ma mi stai ascoltando?

No, Gabe Mitchell non sta ascoltando. La cosa peggiore è che, da quando è tornato a vivere nella cittadina che pensava di aver lasciato per sempre, si è messo a infrangere le regole.
Innamorarsi di Clark Summers, il suo migliore amico eterosessuale? Fatto.
Innamorarsi di Clark Summers, il suo migliore amico eterosessuale che è diventato un suo studente? Fatto.
E lasciamo perdere ciò che sta succedendo ai piani bassi del suo corpo, perché Gabe non ha bisogno di controllare per sapere di essere nei guai.

Slanif2

Gabriel “Gabe” Mitchell e Clark Summers sono amici sin dal liceo ma quando Gabe vola dall’altra parte del paese per frequentare l’università, i contatti tra i due si interrompono e dovranno passare quattro anni prima che le loro strade si possano incontrare di nuovo.
Ciò avviene quando Gabe tornerà nella piccola cittadina di Elliston per insegnare matematica nel liceo locale.
Cosa succederà adesso che sono adulti? Gabe è sempre stato segretamente innamorato di Clark, che però è etero… Rischierà di avere ancora il cuore spezzato come da ragazzo o il suo amico saprà regalargli una gradita sorpresa?

I buoni amici erano come i libri: le parti migliori erano marchiate nella sua mente e, per quanto il tempo passasse, quando li riprendeva in mano niente era cambiato. E Gabe era la sua storia preferita.

Avevo letto il primo volume della serie e l’avevo trovato molto carino e divertente. Una storia semplice, dolce, un po’ piccante e con degli intermezzi comici che mi avevano fatto ridere più di una volta.
Anche in questo secondo caso ho trovato lo stesso stile e dinamiche, anche se ho avuto un po’ l’impressione che l’autrice allungasse le scene più del dovuto, rendendole alcune più lunghe di quanto sarebbe stato necessario. Il libro, infatti, è corposo e forse, un po’ smaltito, sarebbe risultato più scorrevole.

Quello che avevano coltivato da ragazzini era solido e longevo come una quercia.

I personaggi di Clark e Gabe mi sono piaciuti, anche se non mi hanno conquistata del tutto. Clark perché si concede troppo al volere degli altri, dimenticando se stesso; Gabe perché è un po’ imbranato e, lo ammetto, non ho una grande passione per questo tipo di personaggi. Tendono a risultarmi irritanti, dopo una volta o due che inciampano sui loro piedi, quindi a volte ho fatto fatica a entrare in sintonia con lui, anche se posso affermare che Gabe ha il merito di essermi stato più simpatico della maggior parte dei nerd imbranati incontrati in tutti questi anni di letture. Ho apprezzato che fosse così consapevole di essere un po’ un inetto sociale e che lui stesso ci scherzasse su a più riprese, così come l’amore e la devozione che nutre per Clark anche quando non sa se avrà o meno il cuore spezzato.
Sotto questo aspetto, forse, mi è piaciuto più di Clark, che viene presentato come un omone dolce e ingenuo che non ha mai nemmeno immaginato che potessero piacergli gli uomini. Sì, è vero, è spiegato a grandi linee il perché, ma credo che la sua Demisessualità avrebbe dovuto essere argomentata con maggiore chiarezza, visto che ancora oggi tantissime persone non sanno cosa significa e che, nel libro, si passa oltre con un po’ troppa facilità. Non perché ci sia qualcosa di male a essere Demisessuale, Pansessuale, Bisessuale, Transessuale o qualsiasi altra cosa; ma immagino che, dopo una vita da “etero”, capire di non esserlo dovrebbe portare della confusione, no? E invece… Clark e Gabe si concentrano molto sul lato fisico e poco su quello emotivo.

Un ragazzo, il suo Frana e il loro cane. Un’amicizia come nessun’altra. Clark non sapeva quanto a lungo sarebbe rimasta così, ma mentre guardava Gabe accucciarsi per fare qualche altra carezza a Dot, prima di entrare nel negozio si fece una promessa: qualunque cosa accada, e non importava quanto ci sarebbe voluto, lui avrebbe dimostrato a Gabe che valeva la pena restare a vivere a Elliston.

La presenza della famiglia di Clark (e soprattutto del fratello Devon) e di Peyton sono molto forti e a volte le ho trovate un po’ invadenti. Comprendo la storia di Devon, soprattutto perché ci aiuta a empatizzare con Gabe da ragazzo e con le scelte che ha fatto (così come con tantissime storie che si sentono ogni giorno al telegiornale e che non sempre finiscono così bene), ma Peyton è “un po’ troppo”. L’ho trovata eccessivamente carina, eccessivamente coinvolta, eccessivamente inserita nella questione. Sì, ha un ruolo nel loro passato e soprattutto con Clark, ma forse ne ha uno ancora troppo forte nel presente.
Nel complesso, comunque, è stata una lettura piacevole e, se avete apprezzato il primo volume, di sicuro troverete molto carino anche questo.

3.5
Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione “Il dilemma di Dylan” – K. C. Wells

Titolo: Il dilemma di Dylan
Autore: K. C. Wells
Serie: Maine Men #4
Genere: Contemporaneo, Erotico
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,24€
Link all’acquisto: Il dilemma di Dylan

SINOSSI

Dylan è stato curioso per un sacco di tempo, ma è pronto a confrontarsi con i propri desideri?

Una decisione difficile
Dylan Martin lavora nel medesimo hotel di Ogunquit fin da quando aveva diciotto anni e conosce la procedura: qualsiasi cosa che possa danneggiare la reputazione dell’hotel deve essere comunicata. Quindi dire al rigido direttore che sta per avere luogo la ripresa di un film porno dovrebbe essere scontato.
Solo che Dylan riconosce uno degli attori. Ha osservato le scene di Mark Roman per così tanto tempo che potrebbe descrivere ogni centimetro di quel corpo scolpito, dal grigio delle tempie e della barba fino al tatuaggio sul sedere. Per non parlare del sorriso sexy di Mark, che gli fa venire caldo ogni volta che lo vede.
Ma se Dylan non dice nulla, il suo lavoro è in pericolo. E poi gli viene forzata la mano…

Uno studente voglioso
Le scene che Mark ha girato sono un disastro ma c’è un aspetto positivo, sotto forma di un tipo carino e sexy nel bar locale. Solo che il ragazzo gli sembra familiare, nonché nervoso, e di colpo capisce. Quando Mark scherza sul fatto che Dylan gli deve una scena per farsi perdonare, questi rifiuta immediatamente, ma il desiderio negli occhi del ragazzo è difficile da ignorare. Dylan ovviamente vuole lui, anche se non riesce a costringersi a dirlo.
Mark vuole essere colui che lo spoglia, che gli mostra quanto può essere sensuale il bacio di un uomo. Vuole far eccitare Dylan, farlo tremare di piacere. Più di tutto, desidera sentire il proprio nome sulle labbra di Dylan quando lo porterà al limite.
Non sarà nulla più di quello. In passato la carriera di Mark è stata un ostacolo, e non si aspetta che con Dylan le cose siano differenti.

Mark conosce un sacco di cose riguardo al desiderio, ma Dylan sta per dargli una lezione sull’amore.

Eccoci giunti al quarto volume di questa serie ambientata nel Maine, nella cittadina di Wells, dove il protagonista più giovane lavora come capo receptionist in un hotel.
Dylan ha solo ventisei anni, ma si porta dietro il proprio bagaglio di segreti e tormenti, che non ha mai condiviso con nessuno, neppure con il gruppo dei suoi amici fraterni che frequenta fin dall’adolescenza.
Forse però ora i tempi sono maturi e un consiglio disinteressato gli fa iniziare un percorso di auto-accettazione verso la propria bisessualità a lungo negata e, quando una certa pornostar, che popola i suoi sogni bagnati, si presenta nel suo albergo, Dylan deve prendere delle decisioni importanti.
Mark Roman – questo è il suo nome d’arte – ha trentacinque anni e una carriera ben avviata nel mondo dell’intrattenimento per adulti, che ha iniziato non appena maggiorenne.
Vive a Wells da tre anni e ha smesso da tempo di lavorare con agenzie, preferendo gestire in autonomia le sue sessioni lavorative in giro per l’America.
Tuttavia, essere il capo di se stessi ha anche degli inconvenienti e degli impegni collaterali gravosi che cominciano a soffocare Mark, che è stanco di essere single a causa del proprio lavoro, stanco di dover curare tutta una serie di doveri connessi con le sue registrazioni e stanco di quel mondo in generale.
L’inaspettata amicizia con Dylan gli fa vedere cosa gli manca nella vita e cosa gli serve per essere felice davvero, e a sua volta può aiutare quel giovane tormentato, passo dopo passo, ad accettare totalmente se stesso e a combattere delle battaglie a lungo rimandate.
Pur avendo solo nove anni di differenza, il loro approccio all’intimità e alla sfera omosessuale è chiaramente lontana anni luce, e ho molto apprezzato la modalità con cui Mark fa da mentore a Dylan, mentre insieme sperimentano, passo passo, le gioie del sesso gay.
C’è una dolcezza di fondo e un atteggiamento di rispetto dei tempi e dei limiti che mi ha colpita molto in positivo, e poi troviamo anche taaanta sensualità e descrizioni esplicite, che scoviamo sia nei momenti fra i due protagonisti sia in altri frangenti lavorativi di Mark, sotto forma registrazioni, dialoghi e descrizioni. Mark fa capire chiaramente la differenza fra il mondo reale e la patina di finta perfezione di un filmato registrato e il ‘dietro le quinte’ fa realizzare a Dylan e al lettore come stiano davvero i fatti.
In questa trama, entrambe le famiglie dei protagonisti hanno uno spazio breve ma importante, come per i precedenti libri, e per acquisire la giusta serenità entrambi devono affrontare i propri demoni.
La combriccola degli amici di Dylan è sempre piacevole da leggere e supportiva. È stato bello ritrovare i precedenti protagonisti e non vedo l’ora di leggere il prossimo libro!

4

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione in anteprima “La verità di Sando” – Nora Phoenix

Titolo: La verità di Sando
Autore: Nora Phoenix
Serie: Il Branco Hayes #9
Genere: Mutaforma, Paranormal, Erotico, Threesome, Mpreg
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: La verità di Sando

SINOSSI

La verità libererà Sando…

Sando si sente incastrato tra l’incudine e il martello. Vuole stare con Maz e Lucan più di ogni altra cosa, però che fare con suo padre? Come può disonorare l’uomo a cui deve la vita?
Quando viene fuori la verità sulla sua identità, tuttavia, tutto ciò in cui credeva si rivela essere una bugia, e l’unica cosa che riesce a fare è rivolgersi ai due uomini che non l’hanno mai deluso. È troppo tardi o lo vogliono ancora?
Nel frattempo, il branco si è diviso in due, ma entrambi affrontano la stessa minaccia: il generale Armitage. Cosa vuole da loro? Possono coesistere in pace o dovranno sempre temere per le loro vite?
La risposta si trova in una vecchia profezia…

Questo romanzo friends-to-lovers MMM è il decimo e ultimo libro della serie Il Branco Hayes, una serie bestseller mpreg che deve necessariamente essere letta in ordine al fine di godere appieno della sottotrama. Sia questa storia che la serie si concludono con un lieto fine, anche se alcuni personaggi secondari potrebbero avere una loro storia in una serie spin-off riguardante il secondo branco.

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Oggi vi parlo in anteprima del decimo e ultimo volume della serie “Il branco Hayes” di Nora Phoenix, una serie di libri che ho divorato ogni singola volta in pochissime ore. Se amate i lupi mutaforma, le theesome e le omegaverse questa è la serie che fa per voi. È un concentrato di kink, sesso e amore, un mix che ho trovato nuovo e spettacolare al tempo stesso.
Questo volume in particolare ci presenta la seconda parte della storia di Lucan, Maz e Sando. Chi ha letto il nono volume sa già tutto ciò che serve per comprendere al meglio gli avvenimenti e i sentimenti che legano questi tre uomini, in particolare il beta.
Sando è uno di quei personaggi che acquisisce spessore con il passare del tempo e, malgrado non sia uno dei miei preferiti, è riuscito a suscitare in me emozioni che non avrei immaginato. In “L’amore di Lucan” sono il beta e l’Alpha a fare la gran parte del lavoro e la stessa situazione si ripete ancora una volta in “La verità di Sando”, con la differenza però che per la prima volta vediamo uscire di scena (anche se solo in parte) il personaggio che teneva ancorato Sando al passato. Questo è un aspetto che mi è piaciuto, anche se non ho amato particolarmente come il tutto si è svolto tra loro.
Fatta eccezione per questo punto, considerando la quantità di informazioni che l’autrice ha inserito all’interno di questa serie, sono stata molto soddisfatta di come si sia conclusa questa prima parte. La chiamo “prima parte” perché al termine di questo volume Nora Phoenix annuncia l’arrivo prossimo di una serie spin-off riguardante il branco Hightower, e certamente non me la perderò. Ero rimasta dubbiosa dopo il nono volume, perché avevo paura di come il tutto potesse diventare un groviglio di dettagli e avvenimenti inconcludenti, eppure si sono susseguiti con la naturalezza che aveva caratterizzato questa serie sin dall’inizio, facendomi tornare il sorriso.
Lucan e Maz rimangono due dei personaggi che ho amato di più. Vedere la loro storia unita perfettamente a quella dell’intero branco è stato bello e ha chiuso in qualche modo un cerchio che si è aperto ormai anni fa. Non vi parlerò ancora di loro perché Maz e Lucan sono due personaggi che, seppur in minima parte, abbiamo conosciuto bene e hanno avuto modo di mostrarsi in più di un’occasione. Il personaggio che rimaneva sempre fuori era Sando, ma con questo volume è finalmente uscito allo scoperto e ho potuto vedere molto di più della sua personalità finora nascosta e oppressa da quella del padre.

“Non vedete che passare del tempo con voi peggiora solo le cose? Mi ricorda quello che avevo, quello che ho perso… quello che non potrò più ottenere. Stare con voi è pura tortura, perché non può durare. Non lo permetterà mai.”

Ovviamente stiamo parlando di una serie lunga, che non può essere compresa se non si leggono tutti i volumi che ne fanno parte. Gli eventi alla base della formazione del branco e delle threesome sono il filo conduttore di ogni singola opera e sono inoltre la ragione per cui molte delle relazioni iniziano.
Aspetto la serie spin-off, ho grande aspettative per il nuovo e orgoglioso Alpha.

4.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Hexslayer – Il Distruggincantesimi” – Jordan L. Hawk

Titolo: Hexslayer
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Hexbreaker #3
Genere: Storico, Poliziesco, Mutaforma, Paranormal, Maghi
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Hexslayer

SINOSSI

Il mutaforma cavallo Nick ha una regola: mai fidarsi di uno stregone.
Nick ha dedicato la sua vita a rendere il saloon un porto sicuro per i famigli selvatici di New York. Così, quando un serial killer massacra un selvatico sotto la sua protezione, Nick non ha altra scelta che provare a catturare l’assassino. Anche se questo significa legarsi a un affascinante stregone irlandese.
L’agente Jamie MacDougal è tornato dalla guerra di Cuba con un pezzo mancante nella gamba e con il cuore in frantumi. Ma dopo che un suo ex fidanzato diventa una delle vittime del killer, Jamie vuole risolvere il caso a tutti i costi.
Nick va da Jamie con una proposta: dopo aver creato un legame temporaneo, lavoreranno insieme per fermare gli omicidi. Una volta catturato l’assassino, si lasceranno e non si vedranno mai più.
Sembra piuttosto semplice. Ma la passione che esplode tra i due non sarà così facile da spegnere. E se Nick non imparerà a fidarsi del suo mago, potrebbe perdere tutto… inclusa la vita.

In questo terzo volume della serie, ritroviamo i precedenti protagonisti e incontriamo nuovi personaggi, come Jamie MacDougal, assunto dalla PMM (la Polizia Magica Metropolitana) dopo aver partecipato a una guerra all’estero, che lo ha rimandato a casa come un eroe storpio e vittima di continua compassione da parte di tutti: amici, familiari, conoscenti.
La sua gamba di legno è sì un impedimento, ma Jamie è un uomo valoroso, coraggioso, dedito al lavoro e per niente propenso a farsi compatire. Il suo affetto per lo zio che lo ha allevato è grandissimo, al pari del rispetto che nutre per lui. Dato che l’uomo lavora per la polizia umana, è intenzione di Jamie renderlo orgoglioso intraprendendo una carriera nella PMM come mago, anche se non ancora accoppiato con un famiglio, cosa che gli permetterebbe di sfruttare il suo potenziale magico e di progredire di grado.
Quello che Jamie non si aspetta è di avere a che fare con il famiglio Nick, fratello del corvo Rook, che abbiamo già conosciuto in passato.
Nick ce l’ha a morte con i maghi e non si fida di loro. La sua missione di vita è proteggere i famigli, come già sappiamo, gestendo un saloon a cui solo i famigli possono accedere e un dormitorio in cui affitta camere ai suoi simili, aiutandoli in tutti i modi possibili, spesso rimettendoci di tasca propria.
Nick è un cavallo testardo e non si fa scrupoli a manipolare mezze verità e segreti pur di proteggere le persone di cui si sente responsabile, ma è altresì intrepido ed eroico, pronto a rischiare in prima persona.
Quando delle terribili morti di famigli che conosce lo toccano da vicino, Nick vuole porre fine al massacro e si trova costretto a fare un patto e collaborare con lo stregone Jamie, che il destino vuole sia proprio il suo mago – l’unico a piena compatibilità, come una sorta di anima gemella – anche se per poco tempo: proponendo un legame a scadenza che sfrutti i loro poteri per risolvere il caso e poi rompere il sodalizio.
Peccato che Jamie non sia odioso come tutti gli altri stregoni, non lo spinga oltre la sua zona di conforto, non lo giudichi male per le sue scelte… E che sia divertente, intelligente, bello e gentile. Insomma, peccato che Jamie sia perfetto per lui e lui si imponga di non desiderarlo…
Ma l’attrazione c’è, ed è forte. E ci regala qualche momento molto hot e piacevole.
Anche se per motivi diversi, sia Nick sia Jamie hanno un conto sospeso con il killer, ma investigare su di lui li farà cadere in un ginepraio di problemi e pericoli… rischiando più volte la vita.
Ancora una volta, si tocca l’argomento sulla condizione dei famigli, visti da troppe persone come semplici animaletti da compagnia o comunque come esseri inferiori e istintuali, non senzienti davvero e quindi da sfruttare, mai completamente al pari degli umani veri.
Le parole di Nick sono emblematiche sul fatto che l’anima dentro non cambi e meriti rispetto, al di là della forma esteriore:

“Io non sono un cavallo, né un essere umano. Sono un famiglio. Qualsiasi sia la forma che assumo, non mi cambia dentro.”

La trama è decisamente movimentata e ricca di segreti e colpi di scena. I nostri protagonisti hanno una bella gatta da pelare sia a livello professionale sia personale, ed è stato piacevole scoprire la loro complicata storia d’amore, mentre al quadro generale si aggiungono nuovi tasselli e nuovi nemici fanno capolino.
Ho gradito l’intervento di tutti i personaggi che abbiamo già conosciuto, sia famigli sia stregoni, perché mi ci sono affezionata col tempo.
Spero che il prossimo giunga presto e intanto vi invito a godervi questo per continuità.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Una luce accecante” – Renae Kaye

Titolo: Una luce accecante
Autore: Renae Kaye
Serie: The Tav #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Una luce accecante

SINOSSI

Jake Manning non è mai stato bravo a tenere a freno la lingua. A causa di questa pessima abitudine – e di una buona dose di sfortuna – non riesce mai a tenersi un lavoro. Ora ha un grosso debito da saldare e una madre alcolizzata e tre sorelle di cui prendersi cura. Quando gli viene offerto un posto da domestico, Jake è così disperato che accetta senza pensarci due volte. Ma gli basta un giorno per capire che il suo nuovo datore di lavoro, Patrick Stanford, è un uomo viziato, arrogante, maleducato e… cieco.
Nato senza l’uso della vista, Patrick è abituato a essere sempre accontentato, ma trova un degno avversario in Jake, che non accetta le sue intemperanze e minaccia di scambiare le etichette in braille sui barattoli della dispensa e di fuggire col suo cane guida, se non si darà una regolata.
Lentamente, Jake comincia ad affezionarsi a Patrick, e le cose a casa sembrano andare per il meglio. Ma quando finalmente decide di pensare alla propria vita e di dedicarsi alla sua nascente storia d’amore, i doveri di famiglia si fanno di nuovo pressanti, mettendolo nella posizione di dover scegliere… o di permettere a Patrick di aiutarlo.

Slanif2

Jacob “Jake” Manning ha ventisei anni e una vita schifosa. Non per esagerare, ma perché è talmente oppresso dalla madre e le sue tre sorelle che hanno costantemente bisogno di lui (e dei suoi soldi), che Jake ha dovuto sostanzialmente mettere in pausa la sua vita per risolvere i loro casini, nonché finire praticamente sul lastrico per far sì che nessuna di loro passi brutti momenti.  Ecco perché, oltre al lavoro al locale (che dà il nome omonimo alla serie e in cui conosciamo – seppur molto brevemente – il protagonista del secondo volume), accetta l’offerta lavorativa di fare il domestico per un tizio di nome Patrick Stanford che ha la fama di essere tutt’altro che gentile nei confronti dei suoi dipendenti.
Jake, tuttavia, ha bisogno di soldi e del lavoro, quindi la sua strategia è questa: cercherà di non fare troppo caso alla sua mancanza di educazione e lavorerà a testa bassa per fare il meglio possibile ed evitare di essere licenziato.
Quando scoprire che Patrick non è un vecchio brontolone stempiato, ma un trentenne bello, prestante e… Sì, cieco, sarà difficile non far sfumare il confine tra di loro.
Come fare, perciò, a non provare attrazione? Jake si affida agli occhi, mentre Patrick al suo… naso.
Non vi svelo di più, ovviamente, perché dovete leggere il romanzo per avere tutti i dettagli, ma posso sicuramente dirvi cosa me ne è parso e le mie perplessità.
Partendo dal presupposto che il romanzo è carino e si legge bene, in quanto Renae Kaye dimostra ogni volta di saper scrivere in maniera scorrevole e accattivante, spingendo il lettore a proseguire e a scoprire cosa succederà; ho trovato alcune cose che non mi hanno convinta a pieno e che non mi hanno dato la possibilità di apprezzare fino in fondo il romanzo.
Ma ora mi spiego meglio punto per punto.
La prima cosa che non mi ha convinto è stato il rapporto di Jake con le sorelle e la madre. È una co-dipendenza tossica al 100%, soprattutto perché lui si annulla per loro e loro afferrano, afferrano, afferrano, senza mai dare niente in cambio. È sacrosanto aiutare la famiglia quando ne ha bisogno, ma non deve essere né un obbligo, né uno stile di vita. Ognuno deve costruirsi il proprio percorso e la propria vita, nonché raccogliere ciò che ha seminato (nel caso della madre di Jake). Non è questione di cattiveria o di volere più o meno bene: è proprio una questione di amor proprio, perché è indubbio che Jake voglia bene alle sorelle e alla madre, ma deve imparare anche a volere bene a se stesso e per fortuna, verso la fine, riesce un po’ a capire di dover mollare la presa e lasciare che se la cavino da sole, una volta tanto.
La seconda cosa che non mi ha convinta è la parte iniziale in cui si decanta tanto la maleducazione di Patrick che si rivela semplicemente… Beh, una persona che va dritta al punto e che forse è un po’ carente con i “Grazie”, “Per favore” e “Prego”, ma non oltre. Le persone veramente maleducate sono altre, a mio avviso, e in generale non ho compreso il grande problema che ha fatto sì che tantissime domestiche gettassero la spugna. È vero, Patrick è puntiglioso e lascia una lunga lista di cose da fare super dettagliata, ma è anche vero che quella è casa sua ed è giusto che le cose siano fatte come vuole lui, soprattutto perché essendo non-vedente ha più problematiche oggettive a cui prestare attenzione. Inoltre, durante tutte le otto ore di lavoro, Patrick non è mai in casa con le domestiche, quindi in realtà ognuna di loro è liberissima di scegliere di svolgere i compiti come meglio crede. Sinceramente usare il pretesto dell’assoluta maleducazione di Patrick come motivo per farli avvicinare è un po’ debole, se gestita in modo tale che Patrick non risulti, in realtà, poi così scortese.
La terza e ultima cosa che non mi ha convinta è la velocità assoluta di innamoramento che, nel giro di una settimana, li porta a convivere e in altrettanto (quasi) breve tempo, a fare una cosa enorme che richiede come minimo anni di frequentazione in una coppia reale. Sinceramente è una cosa che non apprezzo mai nei libri, ma qui è spinta davvero all’eccesso.
Per concludere: ribadisco, il libro si legge bene e la storia è carina, ma non posso ignorare questi tre punti, perché hanno davvero condizionato il mio giudizio circa questo primo volume di questa dilogia.

3.5
Pubblicato in: dreamspinner press, recensioni

Recensione “Accadde un weekend” – A. J. Thomas

Titolo: Accadde un weekend
Autore: A. J. Thomas
Serie: Colleghi improbabili #1
Genere: Contemporaneo, Poliziesco
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: Attualmente non disponibile
Link all’acquisto: Attualmente non disponibile

SINOSSI

A causa della malattia della madre, Doug Heavy Runner ha lasciato la vita del poliziotto gay dichiarato a Miami per tornare a casa, nella Riserva Indiana Salish-Kootenai. Nei due anni da quando lei è venuta a mancare, si è costruito una grigia vita da vicesceriffo di una piccola comunità, accontentandosi delle avventure di una notte fuori città per mantenere la sanità mentale. Poi conosce Christopher Hayes, un detective di San Diego di passaggio nel Montana, e insieme trascorrono una notte di passione talmente incredibile che Doug infrange la sua stessa regola e permette a quell’incontro occasionale di diventare un weekend di sesso meraviglioso.
Quando Christopher arriva nella piccola città di Elkin per occuparsi del suicidio del fratello violento, non si aspetta di trovare l’uomo con cui ha trascorso il weekend a gestirne il caso. Di sicuro non gli dispiace passare più tempo con Doug, ma un piromane distrugge la casa che gli è stata lasciata in eredità, e lui e il vicesceriffo finiscono tra i principali sospettati.
Le indagini rivelano che il fratello di Christopher li ha messi sulle tracce di un pedofilo psicopatico che non si fermerà davanti a nulla pur di mettere a tacere la sua ultima vittima. La ricerca della vittima finisce però in maniera orribile, lasciando Doug ferito in ospedale e Christopher alla mercé del killer…

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Christopher Hayes è un agente di polizia della città di San Diego con una cotta per il suo partner etero e un infortunio alla spalla che potrebbe compromettere la sua carriera.
Christopher fa di tutto per rimettersi in forma, anche spingersi all’eccesso, desideroso soprattutto di scacciare la frustrazione e il terrore che l’incertezza per il futuro gli lascia addosso ogni volta che ci pensa.
Quando riceve una chiamata che lo informa che suo fratello Peter – che non vede da anni – si è suicidato, Christopher è costretto a mettere in pausa la sua vita e ad andare nella piccola cittadina di Elkin, dove il fratello viveva, per occuparsi della salma e scoprire cosa è successo davvero a costringere suo fratello a un gesto così estremo.
Prima di giungerci, però, complice alcool, tristezza e frustrazione, si concede una notte di sesso con un tale di nome Doug Heavy Runner, nativo americano, che poi si trasforma in un intero weekend di sesso sfrenato a cui i due non riescono a non pensare anche una volta concluso.
Capirete la sorpresa quando, giunto a Elkin, Christopher scopre che il vicesceriffo che deve indagare sulla morte di suo fratello è proprio Doug.
Tra segreti, indagini e un’attrazione potente, i due scopriranno molte cose su loro stessi e… Non solo.
Primo libro di A. J. Thomas che leggo, non posso dire che sia scritto male, perché non è così. Complice anche una buona traduzione e un buon editing, la lettura scorre bene; il problema è che l’ho trovato con una dovizia di particolari eccessiva, anche perché la maggior parte non servivano. Un esempio? Tutta la parte iniziale con il suo collega poteva essere accorciata di diverse pagine. Idem tante altre scene. Sinceramente non mi interessa sapere quanti bicchieri d’acqua beve, ma piuttosto preferisco concentrarmi sui fatti salienti dell’attrazione tra Christopher e Doug, così come dell’indagine.
Un libro che, ribadisco, non posso dire sia brutto, ma in alcuni punti ho fatto davvero fatica a procedere, perché l’ho trovato macchinoso e zeppo di particolari e descrizioni di momenti che, a mio avviso, risultano abbastanza irrilevanti ai fini della storia e dell’indagine.
Anche l’eccessiva presenza di scene di sesso non ha contribuito a farmi andare più veloce, in quando una/due vanno bene, ma dieci (personalmente) no.
Un romanzo con tantissimo potenziale che secondo me si è perso un po’, descrivendo più del necessario e allungando di pagine e pagine di informazioni non salienti.

3.5
Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Tutto di te” – Autumn Saper

Titolo: Tutto di te
Autore: Autumn Saper
Serie: Wildfire #3.8
Genere: Contemporaneo, Drag Queen, Gap Generazionale, lieve BDSM
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Tutto di te

SINOSSI

Brandon Coleman è un rispettoso avvocato di giorno e la Drag Queen Lady Pinky Cat di notte.
Ormai quarantacinquenne, con un divorzio alle spalle e due figli adolescenti, l’uomo vorrebbe una relazione seria e qualcuno da amare e che lo ami in tutte le sue sfaccettature; ma la cosa è tutt’altro che facile.
Complice il matrimonio di Chester e Patrick, Brandon farà la conoscenza di un uomo che cambierà per sempre la sua vita, sconvolgendo il suo mondo e facendogli capire che non importa che sia “Brandon” o “Lady Pinky Cat”: quando qualcuno ti ama, accetta tutto di te, senza riserve.

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Lady Pinky Cat ha catturato l’attenzione di molto lettori fin dalla sua prima entrata in scena, forse perché era l’unico personaggio che sapeva mettere a cuccia l’esuberante Chester!
Ora che anche lui ha avuto il suo perfetto lieto fine, Patrick è sia il suo grande amore che l’àncora che lo tiene stabile, non vedevo l’ora di leggere anche la storia di Brandon/Lady Pinky Cat!
Mi sento molto vicina all’età anagrafica di Brandon, al suo percorso di studi e alla pressione che i parenti trasmettono per farti diventare quello che loro vorrebbero loro e non te stesso.
Brandon era il prodotto delle aspettative altrui ed era logico che prima o poi il suo mondo implodesse per dargli l’opportunità di essere davvero quello che sentiva nel suo profondo.
Non rinnega il suo passato, lo ha portato a essere l’uomo che è, anche perché altrimenti non avrebbe avuto i suoi due splendidi figli, sempre pronti a battersi dalla parte del padre!
Brandon ha costruito un bellissimo rapporto con loro e ha mantenuto anche un ottimo rapporto con la ex moglie; quello che gli manca è trovare qualcuno che lo apprezzi della sua duplice veste: quella di avvocato, molto professionale, e quella dell’estrosa drag queen, sempre con la battuta pronta!
Ultimamente Brandon si sente molto solo; tutti i suoi più cari amici si sono felicemente accasati e ora vorrebbe anche lui trovare qualcuno che lo completi.
Durante una cena incontra il misterioso e carismatico Declan, l’ultimo uomo per cui avrebbe mi pensato di perdere la testa, visto il suo soprannome “Dean, il toro con la frusta!”:

“Chi ero io per dissentire? Non capivo chi provava piacere con il dolore né chi si faceva volontariamente punzecchiare la pelle, ma non mi sembrava il caso di giudicare. Mi vestivo da donna, mi truccavo e mi incollavo le palle con lo scotch. Ero la persona meno indicata a giudicare le preferenze degli altri.”

Ovviamente dietro il continuo incontrarsi di Brandon e Declan c’è un’orchestra diretta da una nostra vecchia conoscenza, che ora che ha messo su un paio di chili sembra aver trovato nuova energia per fare il Cupido di turno!
I siparietti tra Chester e Brandon, come anche tra Ches e Bambina, sono come sempre molto divertenti, ma esce anche da questo libro la voglia di sentirsi accettati da tutti a qualsiasi età e in qualsiasi circostanza.
I protagonisti di tutta la serie, Ches a parte visti i suoi natali, svolgono tutti professioni altamente qualificate, a stretto contatto con l’umanità più variegata e anche difficile da trattare, e tutti accumunati dal ritagliarsi un loro spazio felice dove essere liberi di vivere la loro vita e amare alla luce del sole la loro metà.
Brandon è forse il più “anziano” della combriccola, ma anche quello che ha subito di più il condizionamento della società, quindi era logico che la sua storia fosse l’ultima a farsi conoscere, per chiudere la serie in bellezza.
Brandon è un uomo davvero speciale, che ancora non ha capito che Declan farebbe di tutto per stare con lui, perché anche se è il più maturo non aveva ancora trovato qualcuno per cui uscire dal suo guscio:

“La Drama Queen che era in me avrebbe voluto fare una scenata, pisciare intorno a Declan e delimitare il territorio in faccia a quello sbarbatello con la metà dei miei anni, ma l’uomo di quarantacinque anni che ero in realtà e che conviveva con la perenne insicurezza di non essere mai abbastanza amabile se ne rimase lì immobile come un cervo abbagliato dai fari, aspettando il momento dell’impatto.”

Brandon mi somiglia molto: anche se quando veste i panni di Lady Pinky Cat sembra essere invulnerabile, al suo interno ha un cuore che può sanguinare molto alla svelta.
Non si dovrebbe mai giudicare un libro dalla copertina o dai vestiti che una persona indossa, perché dietro c’è davvero tutto un mondo, l’ennesima dimostrazione che ognuno di noi è speciale e unico al mondo.
Grazie Autumn per averci regalato anche l’ultimo pezzetto di questa bellissima serie.

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: mondadori, recensioni

Recensione “Nightrunner: La fortuna nell’ombra, Il buio in agguato, Luna di congiura” – Lynn Flewelling

Titolo: Nightrunner: La fortuna nell’ombra, Il buio in agguato, Luna di congiura
Autore: Lynn Flewelling
Serie: Nightrunner #1, #2 e #3
Genere: Fantasy, Storico, Maghi, Militare, Royal
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 15,99€
Link all’acquisto: Nightrunner: La fortuna nell’ombra, Il buio in agguato, Luna di congiura

SINOSSI

I primi tre romanzi e i racconti inediti dell’acclamato ciclo di Alec di Kerry e Seregil di Rhíminee: la più contemporanea delle saghe epic fantasy, una nuova terra immaginaria per la letteratura “di genere”.

Slanif2

Questo volume, chiamato genericamente “Nightrunner” (che altri non è che il nome della serie), è in realtà l’insieme dei primi tre volumi: “La fortuna nell’ombra”, “Il buio in agguato” e “Luna di congiura”.
Essendo, appunto, una raccolta di tre volumi usciti in lingua originale e, nel primi anni ‘90 anche in italiano (con il sottotitolo “Il ciclo di Kerry”) in modo del tutto indipendente, ho deciso di suddividere la recensione a volume, cosicché io possa fare delle considerazioni non solo generali, ma anche più dettagliate per ogni singola avventura, così da dare la giusta importanza a ogni singola vicenda e all’evolversi della relazione tra Seregil e Alec.
Quella che vi state apprestando a leggere è una recensione lunga. La più lunga che io abbia mai scritto per il blog, e pensate che ho dovuto eliminare molte cose per non spoilerarvi nulla, quindi spero di essere comunque riuscita a lasciare quel tanto che basta da convincervi ad acquistare il libro e a leggerlo, perché vi assicuro che non ve ne pentirete.
Come già accennavo, cercherò di rimanere molto sul generico per evitare spoiler (anche se, davvero, è un’impresa mooolto difficile!), perciò potete stare tranquill* che non avrete da me più informazioni del necessario e qualcosa di più della mia personale opinione a riguardo.

Un Osservatore deve guardare con attenzione, riferire fedelmente e mantenere i segreti che devono rimanere tali.

Pertanto, bando alle ciance e comincio col parlarvi de “La fortuna nell’ombra”, dove conosciamo i nostri due eroi: Seregil di Rhíminee e Alec di Kerry.
I due si incontrano in un momento molto buio delle loro vite: sono infatti entrambi prigionieri e Alec è stato appena torturato, uscendone (come è ovvio che sia) molto provato.
Quando Seregil viene a sua volta messo in cella, si presenta come un bardo chiacchierone, ma Alec capisce presto che quell’aria da furfante nasconde molto più di quel che sembra a una prima occhiata e, dopo una rocambolesca fuga messa in atto da Seregil stesso, i due cominceranno a viaggiare insieme; dapprima per esigenza, ma successivamente per amicizia.
Seregil, tuttavia, non è un ladruncolo sempliciotto qualsiasi, anzi. I suoi scopi e compiti, così come la sua natura, sono molto più complesse di quanto si possano immaginare e Alec dovrà scoprirle giorno per giorno, ricomponendo il puzzle che lo caratterizza un tassello alla volta, armandosi di tanta pazienza e costanza.
È dunque in questo primo libro che cominciamo a mettere le basi per la storia, così come al comporre ciò che sono Seregil e Alec. Un mattone alla volta (per rendere omaggio a Seregil, e tale battuta la capirete solo leggendo, ma sappiate che sono stata molto divertente), Seregil e Alec si presentano al lettore, formando piano piano due torri ben distinte. Certo, c’è ancora molto da scoprire, ma il materiale per farveli entrare nel cuore è davvero tanto e sia Alec con la sua timidezza e innocenza tipica dei suoi sedici anni che Seregil, una prima donna fatta e finita che però ha una mente furba e acuta, sapranno conquistarvi insieme agli intrighi di palazzo e alle macchinazioni che si dipanano nel corso di tutta la storia.
Conoscerete anche Nysander, Thero e Micum e li adorerete tutti. Il primo per la sua saggezza e il modo gentile e leggero di prendere la vita senza però risultare sciocco o immaturo. Il secondo per il suo broncio e i continui battibecchi con Seregil. Il terzo per la sua famiglia meravigliosa, il suo cuore buono, la gentilezza e la profonda e fedele amicizia che nutre per Seregil e, di rimando, anche per Alec.
Un primo volume corposo (sono circa 500 pagine) che però non annoia nemmeno per un secondo e che, complice una serie di vicende avvincenti, trascinano il lettore al capitolo successivo senza che se ne accorga.
In questo primo volume conosciamo anche il mondo in cui si muovono, le sue leggi e tradizioni, i suoi mille contrasti e le sue città. I territori e chi detiene il potere. La sua leggendaria storia fatta di uomini e donne e personaggi fantastici (tali Aurënfaie, di cui parlerò più avanti).
Ovviamente i tasselli da mettere in ordine sono ancora tanti e, al momento, la storia di Alec e Seregil non è ancora altro che una sincera amicizia, ma già nel secondo…

Alec venne colto di sorpresa da uno strano senso di affinità che insorse quando i loro sguardi s’incontrarono, e al tempo stesso sentì una vampata di calore simile a quella provocata da un sorso di brandy scatenarsi nel ventre per poi diffondersi.

Ne “Il buio in agguato”, ovvero il secondo volume di questa prima trilogia, si perdono un po’ le note allegre e spensierate del primo libro e se ne acquisiscono di più mature, cosa che ho apprezzato e che ho trovato assolutamente in linea con l’evolversi delle vicende, che si fanno più macabre e oscure, nonché intricate e complesse.

Pietra dentro il ghiaccio. Segreti dentro altri segreti. Silenzi dentro silenzi ancora più grandi.

Qui vediamo i meccanismi innescati nel primo libro prendere vita e risolversi, fino a quello che si pensa sia il finale della vicenda; ma molte cose sono ancora in sospeso e anche se perdiamo vecchi amici, ne troviamo anche di nuovi e, soprattutto, si scoprono i ruoli di personaggi fondamentali e meno noti fino a questo punto, vedendo come indizi sparsi qua e là rappresentino infine tutte le briciole di pane necessarie da seguire per arrivare alla meta.
Anche il rapporto tra Seregil e Alec, che nel primo libro era tutt’altro che romantico, qui lentamente assume vesti ben più dolci e anche se non si sfocia in niente di particolarmente focoso, la loro sessualità – in special modo quella di Alec – è ben analizzata e vissuta, così da permettere al lettore di conoscerli non solo come ladri e spie, ma anche come uomini con pulsioni e desideri profondi.
Un esempio lo sono queste parole, così semplici eppure così ricche di significato, che ho amato sin dal primo istante in cui le ho lette:

Accogli per un po’ questo povero, lacero cuore.
Rinfrescami la fronte con i tuoi baci.
Dimmi, amore mio, che giacerai con me soltanto.
Mentimi così tutta la notte mentre mi riposi accanto.
Dolce è la notte, amaro il risveglio
Quando il sole mi richiama verso casa.
Altri verranno a dissetarsi alla tua fonte
Mentre freddo e solo io mi dibatto inutilmente.
Gialli come l’oro i capelli sul tuo cuscino,
Verdi e freddi come smeraldi sono i tuoi occhi.
Prezioso come la luna, il costo dei tuoi favori
Ma senza prezzo è il suono dei tuoi sospiri.

In un susseguirsi di momenti incalzanti e scene complesse, in cui a volte ci ritroviamo sorpresi dalla crudeltà umana, accompagniamo Seregil, Alec, Micum, Nysander, Thero, Beka e tutti gli altri nelle profondità del territorio nemico e in quello delle loro anime, messe a dura prova insieme ai cuori fragili e sofferenti, che sembra impossibile riescano a sopportare tanti dolori e tanto orrore.

«Sai, ho trascorso la maggior parte della mia vita ad ascoltare leggende o a raccontarle. Farne parte dovrebbe essere interessante, e spero solo che i bardi che un giorno narreranno di questi eventi possano concludere con un “E la Banda dei Quattro visse con grande onore per molti anni a venire”.»

Apriamo, dunque, la strada al terzo volume, “Luna di congiura”, dove tutti i tasselli vanno al loro posto e la prima trilogia si conclude, aprendo però la strada agli altri quattro volumi della serie, che spero vivamente la Mondadori Oscarvault decida di portare presto in Italia (tra l’altro per la prima volta in assoluto), perché libri Fantasy di questo genere sono rari e vanno amati e apprezzati fino all’ultimo granello che li compone.

«Che altro desideravi?»
«Questo, talí» rispose infine Seregil. «A quel tempo non ero in grado di vedere il tuo volto, ma sognavo te. Ho avuto così tanti amanti, dozzine, forse centinaia, ma nessuno di essi… non so spiegarlo, ma credo che una parte di me ti abbia riconosciuto fin da quella notte in cui ci siamo incontrati, per quanto fossi sporco e malconcio.»

Ma adesso basta pregare neanche troppo sottilmente la Casa Editrice di farmi contenta e andiamo a parlare dell’ultimo volume, che risulta avvincente e adrenalinico.
Se nel primo libro avevamo conosciuto Alec e Seregil e un po’ del loro background e del mondo in cui vivono; nel secondo libro avevamo vissuto con loro gli intrighi di Skala, conosciuto i corridoio della Casa Orëska, scovato intrighi e ci eravamo a nostra volta mossi nell’ombra fino a giungere nelle coste nemiche di Plenimar. In questo terzo volume, invece, arriviamo dritti dritti tra le braccia del passato tormentato di Seregil e tra le verdi colline di Aurënen, il mondo lontano e ricco di misteri e magia che tanto affascina i Tírfaie (ovvero coloro che hanno una vita breve – cioè gli umani); ma non solo! Entriamo anche dentro agli intrighi di corte, alla sete di potere e, in generale, nelle case di chi vuole tutto il controllo nelle proprie mani.
Non posso dirvi di più senza spoilerarvi qualcosa, ma sappiate che quest’ultimo volume è una montagna russa di emozioni, in cui soprattutto Seregil sarà messo alla prova e a volte ci apparirà triste e desolato, spingendoci a volerlo abbracciare forte, mentre altre avremmo voglia di prenderlo a ceffoni per il modo in cui agisce. Ma, lo capirete leggendo, è anche questo il fascino del nostro protagonista…
Alec, inoltre, non è da meno. Cresce tanto, in questo romanzo (complice anche il fatto che è ambientato un paio di anni dopo i primi due), così come fanno Beka, Thero e tutti gli altri. Inoltre, conosciamo personaggi nuovi come Nyal (che adoro!) e ne approfondiamo altri che avevamo già conosciuto solo marginalmente (come Magyana, Klia, Phoria, Korathan; solo per citarne alcuni).
Insomma, un terzo volume che ha tutti gli ingredienti per dare il via a un proseguo di serie che non vedo l’ora di leggere!

«Prendi quello che il Portatore di Luce manda e siine grato.»

Una nota anche per i racconti, che sono inseriti alla fine del libro e che ho trovato molto piacevoli, in quanto danno una versione più ampia di alcuni frangenti e mi hanno permesso di leggere ancora di questi ragazzi e di ciò che è accaduto per farli diventare ciò che sono.

«Qualsiasi cosa tu pensi ti abbia mostrato lassù, talí, puoi essere certo che non mi perderai, almeno finché nel mio corpo ci sarà un solo alito di vita.»

Concludo questa recensione con alcune considerazioni finali: la prima cosa che mi viene da dire è che questi romanzi sono scritti “alla vecchia maniera”, così come erano scritti i Fantasy una volta. Non c’è fretta nelle scene o nella scrittura. Ogni cosa è spiegata, argomentata, raccontata, vissuta. Ci permette di entrare nel mondo in cui i personaggi si muovono e di poterlo quasi vedere, facendoci sentire parte di qualcosa di molto più grande e importante.
Era tanto tempo che non mi innamoravo così di un romanzo (o una serie di romanzi, a essere precisi) ed era altrettanto tempo che non davo 5*, ma stavolta ne darei pure 10 o 20, se potessi.
Un romanzo meraviglioso, imperdibile, con dei personaggi stupendi, una storia avvincente e ricca di intrighi e un proseguo che prego arrivi prestissimo, perché già sono in astinenza da Seregil e Alec.

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