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Recensione “Compromessi” – Brigham Vaughn

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Titolo: Compromessi
Autore: Brigham Vaughn
Serie: Equals #1
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,00€
Link all’acquisto: Compromessi

SINOSSI

Russell Bishop vuole fare carriera e la sua scelta di non uscire con nessuno, per dedicarsi totalmente al lavoro, viene finalmente ripagata quando ottiene un buon impiego alla Vantage Marketing.
Stephen Parker, responsabile finanziario di quella società si è rassegnato a vivere una vita da single.
Per sei mesi si erano osservati desiderandosi, ma solo quando Russ scivola su del caffè versato da Stephen, che subito corre in suo soccorso, scoprono che quell’attrazione è reciproca.
La differenza d’età tra i due però diventa un problema quando iniziano a frequentarsi. Fiero e indipendente, Russ non crede di potersi impegnare in una relazione a lungo termine, mentre Stephen, spaventato dalle sue precedenti relazioni, ha paura che il passato possa ripetersi. Riusciranno a incontrarsi a metà strada, accettando dei compromessi?

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Stephen Parker ha passato da un bel pezzo la quarantina e ormai è il responsabile finanziario di una delle più prestigiose società della città in cui abita. Vive in un bell’appartamento, ha una bella macchina, beve un buon whiskey e di sicuro indossa bei vestiti. Ma, nonostante ciò, si sente incredibilmente solo e incompleto. Gli manca l’amore, e tantissimi anni prima pensava di averlo trovato, ma poi la vita ha mandato tutto all’aria. Così, ormai adulto, torna in una casa vuota e annega nella solitudine che con sempre più fatica cerca di riempire.
Russel Bishop è poco più che ventenne, ancora agli inizi della sua carriera, ma con un carattere deciso abbastanza da riuscire a scalare le vette senza troppa fatica.
Si ritrova subito attratto da Stephen, ma è un suo superiore e poi… Come potrebbe un uomo di quell’età interessarsi a un ragazzino come lui?
Complice una chiazza di liquido a terra e un caffè bollente, i due si ritroveranno a parlarsi per la prima volta.
Che sia l’inizio di qualcosa di più?
Di solito non amo i romanzi col Gap Generazionale. Tendo a pensare continuamente a quanto non funzioni, a mio avviso, quando ci sono vent’anni di differenza come in questo caso. Quanto si sia maturi in modo diverso, si abbiano interessi e voglia di fare cose diverse, si sia a punti diametralmente opposti della vita.
Perciò, quando ho preso in mano questo romanzo, non ero sicura che mi sarebbe piaciuto.
Invece, l’ho trovato uno con il Gap Generazionale meglio gestito in assoluto.
Stephen e Russ sono diversissimi, ovviamente. Sia per carattere che per esperienze di vita. Fanno fatica ad adattarsi l’uno all’altro, e spesso Stephen deve far fronte ai “capricci” di Russell. Questo, però, non implica mai che Stephen prevarichi l’altro, anzi. Cerca di scendere a compromessi e di venirgli incontro, così come (anche se con più difficoltà) cerca di fare Russ verso le esigenze di Stephen.
L’ho trovato davvero un romanzo carino, piacevole, ben scritto e che apre le porte a una serie che sembra parecchio interessante.

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Recensione in anteprima “Vento di Scirocco” – Chiara D’Agosto

Chiara D'Agosto

Titolo: Vento di Scirocco
Autore: Chiara D’Agosto
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Lux Lab
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Vento di Scirocco

SINOSSI

Manfredi non ha idea di cosa fare della sua vita. Ha passato gli ultimi sei anni in galera e ora che ne è fuori non riesce a trovare un modo per ricominciare davvero. Tutto gli rema contro: la sua famiglia, che lo incolpa di tutto, specialmente sua sorella. Il lavoro, in cui si ritrova costretto e il suo vecchio quartiere. È facilissimo ritrovarsi di nuovo nella sua prigione personale, fatta di dovere, famiglia, colpa. Quando incontra Leandro, lui è tutto quello che Manfredi non ha mai osato essere e non potrà mai essere. Istruito, borghese, sfacciato e irresistibile, non è difficile per Manfredi iniziare a credere all’amore a prima vista.
Leandro è stanco ed è annoiato. È annoiato dalla vita, e lo è da un bel po’. Combatte con i suoi demoni ormai da anni e il suo ultimo viaggetto in rehab non è di sicuro iniziato benissimo, anche se questa volta ha deciso: ci deve almeno provare a rimanere pulito, ha già causato troppo dolore. Ma non è facile cambiare quando per tutta la vita non hai amato altro che l’autodistruzione, soprattutto se sei uno stupido egoista e viziato.
E se là fuori ci fosse invece un bravo ragazzo che non lo consideri così inutile come lui pensa di essere?

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Illustrazione a cura di Daniela Barisone

Ormai sono affezionata al Collettivo Lux Lab e oggi vi presento in anteprima “Vento di Scirocco“.
Una storia narrata in terza persona alternata tra Leandro e Manfredi, due giovani disillusi e con qualche problema irrisolto nella calda Palermo. Manfredi è un ragazzo di ventisei anni, appena uscito dal carcere dell’Ucciardone, sei anni dentro per spaccio, un padre deluso e una sorella cresciuta che oramai lo odia. La madre è morta da qualche anno e Manfredi torna in una famiglia a pezzi che cerca di riprendere a vivere ma ci sono cose troppo difficili da dire, lui è sempre stato un soggetto che parla poco, che ama con tutto se stesso e si sente profondamente in colpa per come li ha delusi, li ha traditi.
Leandro è un trentenne annoiato, un ex tossicodipendente che ha sempre e solo pensato a se stesso. I suoi facoltosi genitori sono preoccupati che il figlio possa ricadere nelle solite abitudini, trascinato da un gruppetto di amici ricchi e viziosi, in fondo è tornato da pochi mesi da una lussuosa clinica in Svizzera per la disintossicazione.
Una sera di noia e terrore di ricadere nel giro, Leandro contatta su Grindr un profilo che presenta bene, così, conosce Manfredi, i due si incontrano, fanno sesso e sembra finita li. Ma per entrambi è stata un’esperienza da ripetere, certo senza impegno e senza legami ma iniziano a frequentarsi regolarmente. Leandro sente sempre il richiamo delle vecchie abitudini mentre cerca di laurearsi in legge, Manfredi lavora con il padre ed è determinato a stare fuori dai guai, non sanno molto l’uno dell’altro ma la relazione inizia a farsi più importante di quanto entrambi pensano.

Mentre guida verso casa, radio accesa per non stare troppo in silenzio e finestrini spalancati, spera per un attimo che Manfredi lo chiami davvero, di poterlo spogliare con calma, vederlo disteso nudo fra le lenzuola. Non succederà, ma fantasticare lo terrà impegnato fino all’ora di andare in studio da suo padre. Adesso gli serve un’altra distrazione, d’altra parte.

Manfredi è un ragazzo che ha molto rimorso, molti rimpianti e si porta dietro un peso troppo grande da sopportare. Ventenne condannato a otto anni di carcere non è una cosa facile per nessuno, uscito dopo sei anni per buona condotta è una seconda possibilità di sistemare la sua vita. Tenere nascosto ai suoi chi è davvero è un peso difficile da sopportare che ha conseguenze anche nella sua relazione con Leandro. Manfredi è abituato a raccontare poco di quello che prova, ha difficoltà a manifestare l’affetto in pubblico e soprattutto sente il bisogno di dire la verità a Leandro sul suo passato, cosa che potrebbe rovinare la loro nascente relazione.
Leandro è un personaggio che puoi amare o odiare. E’ egoista ma lo riconosce lui per primo, cerca sempre una distrazione per paura di ricadere nel vizio, prima uno sconosciuto a caso, poi una relazione basata sulle omissioni. Ha paura di rivelare la verità a Manfredi dopo che lui gli ha raccontato del suo passato, teme di perderlo ed egoisticamente finisce per ferirlo più volte. Ma è anche un ragazzo fragile, uno che non ha mai avuto bisogno di nulla, ha due genitori che lo amano, una vita agiata che forse l’ha portato ad essere quello che è. Prima di Manfredi era abituato a passare da uno all’altro senza impegno e ci mette un po’ a capire che questa volta è diverso. Rischia di mandare tutto all’aria, dovrebbe essere quello più maturo vista l’età ma è quello che ha più bisogno di aiuto alla fine.

Quasi la sente in bocca, la sorpresa di Leandro. Il sapore di un bacio che non aveva mai dato. Ma tu mi stai facendo uscire fuori dal perimetro, pensa, morde il labbro inferiore dell’altro, un brivido che gli va dritto allo stomaco, elettricità pura. I capelli di Leandro fra le sue dita sono umidi, sudati, glieli tira appena, e sembra una minchiata da dire così, ma improvvisamente sono soli, lì dentro. Bastava un bacio.

L’autrice è stata molto brava a prendersi il suo tempo per farci conoscere i due protagonisti. E’ un romanzo lungo e articolato, ho amato molto anche gli squarci nel passato di entrambi, la grande amicizia che lega Manfredi a Veronica e l’affetto che lui ha per la sorella che lo tiene a distanza da quando è uscito di prigione. Una storia di dolore e rassegnazione ma anche di rinascita e fiducia nel futuro. Un unico appunto, un epilogo ci voleva, magari una novella breve, ne sento il bisogno. Capirete leggendo.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Gli omicidi di Monet” – Josh Lanyon

Josh Lanyon (4)

Titolo: Gli omicidi di Monet
Autore: Josh Lanyon
Serie: The Art of Murder #2
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,34€
Link all’acquisto: Gli omicidi di Monet

SINOSSI

L’ultima cosa che Jason West, giovane e ambizioso agente speciale dell’FBI della squadra Crimini Artistici, vuole – o desidera – è la relazione segreta e traballante che ha con il leggendario ma irascibile Sam Kennedy, capo dell’Unità di Analisi Comportamentale.
E sembra che anche Sam non sia elettrizzato all’idea.
Ma i sentimenti personali devono essere messi da parte quando Sam richiede l’aiuto di Jason per catturare un folle serial killer che ha preso di mira dei facoltosi e distinti collezionisti d’arte. Un assassino il cui biglietto da visita è una serie di grotteschi dipinti che raffigurano i delitti stessi.

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Avevamo lasciato Jason West e Sam Kennedy con la promessa di un appuntamento in “Gli omicidi della Sirena” e li ritroviamo otto mesi dopo senza aver avuto quell’appuntamento e una relazione unicamente telefonica in quanto gli impegni di Sam lo portano in giro per il paese e mai – sembrerebbe – a Los Angeles da Jason.
Perciò, quando durante una serata di gala della famiglia West, il giovane Jason viene convocato sulla scena di un efferato crimine, tutto si aspetta tranne che di trovarci il suo.. Ragazzo? Amante? Amico? Compagno di letto? Jason non è sicuro di cosa sia Sam per lui, ma sa che non si aspettava quell’accoglienza fredda e distaccata, nonostante la presenza di tutti gli altri poliziotti e agenti dell’FBI. Sarebbe stato così faticoso fare un sorriso?
Ma Jason scoprirà presto perché Sam Kennedy non gli ha sorriso e quanto può spezzarsi un cuore anche quando ci si illude che non si ha una vera connessione con l’altra persona…
In più, quello che sembrava un semplice caso di frode, si intreccia con l’indagine di omicidio che segue Sam, pertanto i due sono costretti ad avere a che fare l’uno con l’altro.
Riusciranno a risolvere le rispettive indagini mentre tenteranno di sbrogliare quello che hanno nel cuore?
Con queste premesse, prosegue la storia di Jason e Sam, narrata sempre dal punto di vista del giovane West, impedendoci di conoscere a pieno molte cose riguardo Kennedy, che a mio avviso è un vero peccato. Sarei molto curiosa di entrare nella testa di questo enigmatico agente federale, perché secondo me ha un bagaglio parecchio interessante! Ce ne viene dato un accenno in questo volume, ma c’è ancora molto da scoprire, a mio avviso.
Di sicuro, l’indagine è più complessa e articolata della precedente, anche se la sovrabbondanza di personaggi me l’ha resa meno gradevole di quella del serial killer di Kingsfield. Non che non sia ben strutturata o altro, ma ci sono davvero tanti dettagli da ricordare e a volte si fa fatica a collocare chi è chi e che ruolo ha nella storia.
Togliendo ciò, in questa serie pare che la storia d’amore rivesta un ruolo più importante rispetto a quella nella serie “Adrien English”, anche se al momento non ho ancora percepito tra Jason e Sam la profonda struggente chimica che si avverte invece tra Adrien e Jake. Tuttavia, pare che le basi siano state piantate, perciò confido che nel terzo volume ci sia qualche interessante sviluppo. Anche se, conoscendo la Lanyon, è probabile che ci sia qualche tranello in agguato… Non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserveranno ancora Sam e Jason!

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Recensione in anteprima “Houston” – Shaw Montgomery

Shaw Montgomery

Titolo: Houston
Autore: Shaw Montgomery
Serie: Leashes and Lace #1
Genere: Contemporaneo, Kink, lieve BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Houston

SINOSSI

Houston sa chi è… ma la maggior parte degli uomini sembra non capire.

Un dominante a cui piace indossare mutandine e indumenti di pizzo non è ciò che la maggior parte dei sottomessi si aspetta, quando guarda Houston. I dominanti forti e robusti dovrebbero apparire minacciosi, vestiti in pelle, e non con addosso del pizzo sexy. Quando lunghi sguardi e un bizzarro incontro con il suo nuovo coinquilino gli fanno pensare che potrebbe esserci qualche interesse da parte di Reece, Houston non sa come comportarsi. Reece è etero, giusto?

Reece sa chi è… ma la maggior parte degli uomini sembra non capire.

Reece sa di essere bisessuale da tanto tempo, ma i dominanti che ha incontrato sembrano incapaci di accettarlo. Quando il suo nuovo coinquilino fa sì che il suo lato da sottomesso venga a galla e implori di essere sculacciato, non sa come comportarsi. Houston dà ordini come un dominante esperto, ma Reece correrà il rischio di mettersi in imbarazzo e di essere cacciato di casa?
Quando due uomini testardi rifiutano di riconoscere ciò che è proprio davanti ai loro occhi, potrebbe esserci bisogno di una spinta, per convincerli a vedere quella verità.

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Come potevo essere io la persona più normale tra tutti i coinquilini che avevo avuto di recente? Un uomo d’affari, dominante a letto e che indossava mutandine rosa acceso, non lo era affatto. Non che mi preoccupassi di ciò che veniva definito “normale”, ma era di sicuro un controsenso.

Dopo aver letto per voi “Easton”, breve extra della serie “Leashes and Lace”, vi parlo del primo volume, “Houston”.  Come avete potuto leggere nella prima citazione, Houston è un uomo singolare, che pochi definirebbero “normale”. È lui la prima voce narrante della storia, seguito da Reece, il suo nuovo coinquilino. Mi ha stupito molto conoscere Reece sin dall’inizio. Mi aspettavo un’attesa di qualche pagina, un’introduzione, invece sono rimasta stupita di avere davanti a me il secondo protagonista della storia.
Ho deciso di mettere su carta i miei pensieri appena terminata la lettura, non volevo rischiare di dimenticare particolari o scambiarli in qualche modo. Vi dico questo perché questa lettura mi ha soddisfatta solo in parte.
Houston e Reece mi sono piaciuti molto. Ci sono vari temi legati ad entrambi, tra cui il BDSM soft e i kink, tutti molto intriganti. Sono ben caratterizzati, gli eventi avvengono con una logica e le descrizioni sono molto buone. La loro è una storia che mi ha coinvolta, proprio come mi sarei aspettata.
Ho apprezzato particolarmente la menzione di Reece alla sua precedente Mistress, figura che raramente viene inserita in letture di questo tipo.

La gente che viveva il lifestyle o che gravitava attorno al mondo del BDSM, a volte poteva essere così rigida che l’idea che avessi avuto una Mistress avrebbe potuto mettere qualcuno a disagio.

Peccato però che ciò che circonda i due non abbia coinvolta per nulla. L’idea dell’azienda di intimo per uomini è singolare, molto buona, ma i personaggi secondari mi hanno lasciato l’amaro in bocca. Inizialmente speravo fosse Eli il protagonista, perché nell’extra il suo personaggio mi aveva incuriosita, ma qui non sono riuscita a farmelo piacere. Non considerando le sue azioni alquanto contestabili, ho trovato troppo presente la sua “non relazione” con Roman. Poteva essere un buon amico e la sua personalità poteva sicuramente aiutare Reece a farsi avanti, ma non mi è piaciuto molto il modo in cui tutto ciò è stato presentato.

Era fortunato che non fossi un Dom, perché Eli era proprio un sub fatto e finito che aveva disperatamente bisogno di essere sculacciato.

Per non parlare di Rand e il suo Dom. Devo ammetterlo, non ho capito l’inserimento di questi due “personaggi”, che intervengono per mostrare una qualche scena di sesso, per poi nascondersi ogni qualvolta ne hanno bisogno nei camerini per fare i loro comodi, nonostante Rand lavori nel pub. Situazione a dir poco “particolare”.
Complessivamente la votazione è positiva, perché ho divorato in un paio d’ore la storia di Houston e Reece curiosa di come sarebbe andata avanti. Ho apprezzato moltissimo i personaggi e la particolarità di un Dom in lingerie maschile. Spero però che nei volumi successivi ci si concentri maggiormente sui protagonisti. Sono curiosa di sapere come evolverà la relazione di Eli e di come l’autore stavolta ci presenterà questo personaggio.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Dimmi ancora buonanotte” – Autumn Saper

Autumn Saper

Titolo: Dimmi ancora buonanotte
Autore: Autumn Saper
Serie: Wildfire #3
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Dimmi ancora buonanotte

SINOSSI

Noah Murray si è trasferito a Baltimora da San Francisco per fuggire da una situazione spiacevole che lo ha profondamente segnato. Complice la morte del suo partner e migliore amico Milo Hernandez, Noah vola dall’altra parte dell’America per iniziare da capo.
È solo agli inizi di questa nuova avventura quando le strade lo portano a incrociare il cammino di Hayden Fitzpatrick, paramedico dei vigli del fuoco e uno dei migliori amici del suo nuovo partner, Ezram Kelland.
L’attrazione tra loro è immediata, ma riusciranno ad andare oltre quello che sembra solo sesso?
Quando la vita di Noah prendere una piega inaspettata e si vede costretto a tornare nel luogo in cui è nato, riuscirà la vicinanza di Hayden a fare la differenza?

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E siamo arrivati al numero che viene ritenuto perfetto, il TRE, il che potrebbe significare che siamo alla fine di questa serie…
Alt un momento! Certo c’è tanta carne al fuoco in questo libro ma mi rifiuto di credere che sia stato detto tutto! Mi risulta che ci sia ancora molto da dire, soprattutto riguardo a una certa Lady Pinky Cat… Autrice avvisata, mezza salvata…
Bene! Ora che le avvertenze sono state detto torniamo alla recensione vera!
Come vi dicevo, siamo al terzo volume della serie Wildfire che ha per protagonista Noah, il poliziotto nuovo collega di Bambina – ovvero Ezram, ma che ve lo ricordo a fare!, e il bel paramedico dai riccioli biondi che lavora con Roy e Pat, il dolcissimo Hayden.
La famiglia si allarga insomma e il povero Noah non ha ancora capito in che grande casino si è cacciato!
Per una serie di equivoci che non spetta a me dirvi, al momento Pat è furibondo con Noah. Non lo può proprio vedere e sinceramente io non sono d’accordo con lui! Vi dico solo che è tutta colpa di Ches… Il problema è che uscendo di pattuglia con Ez, Noah è “costretto” a frequentare tutta la bizzarra compagnia, compreso ascoltare gli sproloqui in materia di sesso di Ches e Pat. A dire il vero un lato positivo c’è per sopportare tutti gli scappellotti che prende da quei due – Ez e Ches, ovvero l’occasione di reincontrare il dolce e angelico paramendico:

«Perché devo assistere a questa cosa?» borbottai schifato. Mi giunse uno scappellotto contemporaneo da entrambi che mi mandò quasi con la faccia spiaccicata sul tavolino. Ma che diavolo…?

Non riesco a dare una connotazione precisa a questo volume, nel senso che non è una vera e propria commedia ma nemmeno un dramma. Rispetto ai due volumi precedenti in questo ho trovato la vena drammatica meno pronunciata, ma vi assicuro che i momenti serie e strazianti non mancano di certo, ma sono mitigati dalla presenza di Ez e Ches che smorzano il dramma e fanno capire che la felicità sta aspettando Noah dietro l’angolo, o meglio su un’ambulanza!
Noah ha davvero un bel bagaglio emotivo alle spalle da affrontare, ha molto di non risolto con al sua famiglia, che non lo ha accettato dopo il suo forzato coming out. Ora che ha perso l’unica persona che lo aveva accolto e accettato per quello che era, si ritrova perso e spaesato, con il cuore spezzato, perché il cuore non si spezza solo quando si perde un amore, ma anche quando ci si sente soli al mondo, senza amici, senza un rifugio sicuro a cui tornare. Milo era non solo il suo collega, era il suo migliore amico e la sua famiglia era diventata la sua:

Era stato… Il mio migliore amico. E adesso mi sentivo solo. Perso. Mi mancavano i suoi consigli intelligenti, lo sguardo furbo di chi la sapeva lunga, la sua esperienza. Mi mancava lui.

L’incontro con Hayden non è uno scherzo del destino ma l’opportunità di trovare finalmente qualcuno con cui essere felice. Anche se Noah lo ha considerato solo un piacevole benvenuto in città, il ragazzo non riesce a dimenticare il volto di quell’angelo biondo e dolce:

I capelli biondi, i riccioli morbidi, le fossette e gli occhi castani così caldi… Tutto di lui era perfetto per quel momento. La sua gentilezza e pazienza, la sua empatia, che lo rendevano un così bravo paramedico, sembravano il contrappeso perfetto al casino che ero io.

Hayden al contrario di Noah ha avuto una famiglia che lo ha accettato, degli amici sempre pronti a difenderlo, e non ha mai dovuto nascondere il suo orientamento sessuale, nemmeno in caserma tra i colleghi. Forse è un più spensierato di Noah ma è sicuramente più empatico di lui, e il rischio di venire ferito dal poliziotto così arrabbiato con se stesso e la vita è grande.
Hayden rispetta i confini non espressi di Noah, sa che se forzasse la mano il ragazzo scapperebbe; gli lascia tutto lo spazio di cui ha bisogno, ma c’è sempre per lui, anche solo come amico, per dargli una spalla su cui piangere.
Hayden è un amico, un amante, è tutto quello che Noah ha bisogno che sia:

Hayden mi osservò per un lungo momento prima di dire: «Ho tanta voglia di baciarti… Posso farlo?»
«Certo che puoi farlo.» Risi piano. Le fossette apparvero sulle sue guance e la sua bocca toccò la mia in un bacio dolce e delicato. Non c’era fretta in quel gesto, solo affetto. Mi destabilizzò un po’ sentire un sentimento del genere, ma una parte molto più grande di me era felice che ci fosse, così decisi che mi sarei semplicemente goduto il momento.

Ma chi vogliamo prendere in giro? Quei due sono fatti l’uno per l’altro! Noah tira fuori la testa dal c… e vivi!
In questo pseudo finale di serie ci sarà molto spazio anche per Ez e il suo Roy- detto anche “chiappe di marmo” o “mister copertina sexy” da Noah-, cosa che ho molto apprezzato, perché non l’ho trovata come una cosa che toglie luce alla nuova coppia, ma come completamento alla storia da cui tutta la serie ha avuto inizio.
Un bel finale che fa capire ancora di più a Noah che esistono le seconde occasioni per essere felici, basta coglierle e non fermarsi alle apparenze.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Hoarfrost” – Jordan L. Hawk

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Titolo: Hoarfrost
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #6
Genere: Horror, Distopico, Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Hoarfrost

SINOSSI

Lo stregone Percival Endicott Whyborne e suo marito Griffin Flaherty godono di un periodo di pace e tranquillità senza precedenti. Sfortunatamente, la calma è stravolta dall’arrivo di un pacco da parte di Jack, il fratello di Griffin, che ha dissotterrato uno strano oggetto mentre scavava in cerca d’oro in Alaska. La scoperta di una civiltà sino ad allora sconosciuta potrebbe ravvivare la carriera della loro comune amica, la dottoressa Christine Putnam… o potrebbe ucciderli tutti, se gli indizi di magia nera che riguardano l’artefatto si riveleranno veri.
Insieme a Christine e al suo fidanzato Iskander, Whyborne e Griffin viaggeranno verso i più lontani anfratti dell’Artico per impedire a un’antica minaccia di reclamare la vita del fratello di Griffin. Ma nel duro campo di minatori di Hoarfrost, i segreti corrono rapidi come una tempesta di neve e Whyborne non è l’unico stregone attratto dalle voci di presenze magiche. Nella natura selvaggia fatta di ghiaccio e pietra, Griffin deve affrontare la sua più grande paura… o perdere tutti coloro che ama.

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Corro davvero il rischio di essere ripetitiva, ma questa serie è sempre più avvincente e pazzesca, tanto che ero partita con un quattro e mezzo come valutazione, ma alla fine ho “dovuto” cedere e mettere un cinque pieno!
Il merito dell’aumento di voto è dovuto a molteplici fattori: in primo luogo la storia, sempre ad alta tensione, sempre avvincente, senza un attimo di tregua, un’avventura in puro stile Indiana Jones!
Poi ovviamente vengono i personaggi: protagonisti sempre più intriganti, che ci svelano la loro anima tormentata, insicura, debole ma forte allo stesso tempo per reagire alle prove che il destino sembra mettergli sempre sul cammino, e anche i personaggi secondari sono di tutto spessore, anche l’ultima aggiunta, il fidanzato della Dottoressa Putnam, il fascinoso cacciatore di mostri, Iskander.
Un altro elemento che ha fatto alzare il voto è stato l’aver introdotto da parte dell’autrice il POV di Griffin! Finalmente anche lui ha voce in capitolo, ci narra gli eventi e soprattutto ci svela la sua anima.
Whyborne ormai lo sappiamo che dietro alla sua timidezza, insicurezza, educazione, passione per le lingue “morte”, nasconde un temperamento focoso e un potere immenso che continua ad aumentare:

“Avevo toccato quel potere, l’anno appena passato. Mi aveva riempito, bruciando nel mio sangue e fuoriuscendo delle cicatrici sul mio braccio fino a incenerirmi la camicia. E, per un attimo, avevo percepito ogni creatura vivente della città, ogni battito di cuore, ogni passo, ogni respiro tremante.”

Il suo essere insicuro, l’essere sempre stato considerato un debole, uno “strambo”, è stata forse la sua fortuna, perché queste caratteristiche gli hanno permesso di mantenere la sua anima pura, lo ha reso più umano degli umani – qui grosso rischio di spoiler se non si ha letto il volume precedente! Per certi versi è ancora inconsapevole del suo valore, ma pian piano ci sta arrivando:

“Widdershins non si era ancora risvegliata per mia mano. E sebbene fosse attualmente dormiente, come una bestia inquieta, non potevo negare che mi ero abituato ai sussurri del potere sotto i miei piedi.”

Anche Griffin ha le sue insicurezze: ormai conosciamo bene il suo passato, la sua storia, la sua perdita, tutti elementi che l’hanno spinto ad abbandonare la sua vita precedente per ricominciare da capo a Widdershins. Sappiamo della sua famiglia disgregata che sta cercando di riunire, ma avevamo sempre visto Griffin dal punto di vista di Whyborne. Per lui Griffin è sempre coraggioso, impavido, restio a fidarsi delle arti magiche, molto pragmatico e avventuroso. Ho sempre visto Whyborne idolatrare l’ex Pinkerton, come se l’avesse messo su un piedistallo, ammirandolo, volendo essere coraggioso, forte e indipendente come lui. Certo la sofferenza patita da Griffin in passato era palese, ma qualcosa ci era stato taciuto: anche l’investigatore è insicuro, al pari del suo Whyborne. Griffin è umano, non ha doti magiche, prova paura, si sente insicuro, molte volte non all’altezza del marito, e tanto solo:

“Whyborne si conosceva in un modo che potevo solo invidiare. Non lo aveva reso sempre felice, ma gli aveva dato il coraggio di trovare la propria strada, nonostante i desideri di suo padre o di chiunque altro. Si rifiutava di essere diverso da se stesso e il mondo poteva fottersi se disapprovava.”

La sua non è invidia però nei confronti del marito, lui per primo ne ha riconosciuto il valore, ne è rimasto stregato, tanto che lo sceglierebbe sempre come suo compagno di vita, per sempre.
Entrambi gli uomini sminuiscono sempre loro stessi, un altro segno che li rende perfetti l’uno per l’altro:

“…Sono un uomo normale. Non c’è nulla di magico o di speciale in me.» «Tutto in te è speciale,» disse con gentilezza. «Forse per te.» Gli offrii un sorriso triste. «Non solo per me. Widdershins conosce chi gli appartiene.»”

L’avventura stavolta la fa da padrone, i due innamorati devono superare molte situazioni imbarazzanti e non avranno molto tempo per rimanere da soli, ma anche questo mi ha fatto riflettere su loro come coppia, che non può mostrare in pubblico gesti d’affetto che vanno oltre l’amicizia virile. Griffin ha subito un grande dolore quando è stato rifiutato da Pà e Mà per colpa del suo amore nei confronti di Whyborne, quindi ora ha paura di confessare al fratello che quello che lo lega all’uomo va oltre l’amicizia.
Il rischio è grande, ma del reso chi non capisce vedendoli insieme che il loro è “solo amore”, non merita di avere a che fare con loro.
“L’amore salverà il mondo” diceva qualcuno, Griffin ha trovato la sua fonte d’amore, doveva solo sentirla:

“Io sentivo Ival. Sentivo il suo amore per me, a cui non importava che fossi difettoso. Tutte le parti di me stesso che avevo gettato ai suoi piedi durante gli anni insieme, tutte le crepe che ancora mostravano dove mi aveva aiutato a guarire, non importavano più. Lui mi amava, al di là della mia capacità di comprendere.”

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Il sorriso di Jesse” – Angelique Jurd

Angelique Jurd

Titolo: Il sorrido di Jesse
Autore: Angelique Jurd
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il sorriso si Jesse

SINOSSI

Jesse Peterson ha ventisei anni e ama lavorare in un negozio di animali. Ama i gatti, i cani e in particolar modo Sniffles, il coniglio. Quello che non ama è il modo in cui le persone danno per scontato che sia ritardato. Che non riesca a occuparsi di se stesso, che non sia un uomo.
Perciò quando un nuovo cliente, venuto a comprare cibo per il suo gatto, gli chiede di uscire, Jesse fa fatica a capirne il motivo. Lui sa di non essere stupido, ma nessun altro sembra capirlo. La gente vede in lui solo un giovane attraente, il cui sorriso sembra la cosa più brillante che possiede.
Drew Oliver non è “le altre persone”. Insegnante di liceo con una storia di decisioni personali sbagliate, Drew è paziente, affettuoso, e non gli importa che Jesse sia diverso. Vuole solo farlo sorridere il più possibile.
Sembrano tutti avere un’opinione sulle differenze tra Drew e Jesse, e pochi sembrano notare le cose che hanno in comune. Può la loro relazione sopravvivere allo scrutinio e al giudizio di chiunque attorno a loro? E quando una delle pessime scelte di Drew torna dal passato, l’amore sarà sufficiente per aiutarli a sopravvivere a quello che succederà?

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Il sorriso di Jessie” è senza ombra di dubbio un romanzo difficile. Pubblicato in Italia grazie alla Quixote Edizioni, è in assoluto il primo lavoro che leggo di questa autrice. E che lavoro!
Vi dico subito che stiamo parlando di oltre 500 pagine nel formato digitale, perciò se cercate un libro con il quale trascorrere una piacevole serata questo non fa di certo per voi. Non mi riferisco solo alla mole non indifferente, ma anche e soprattutto all’argomento trattato. Vediamo di capire insieme se questo libro mi è piaciuto o no perché, sono sincera, ancora non l’ho compreso neanche io.
Partiamo dalla trama. Drew è un professore che insegna inglese al liceo. È un uomo di trentaquattro anni dolce, garbato e affascinate. Purtroppo, però, la vita non è stata generosa con lui e la sua ultima relazione con David, è finita male sotto ogni punto di vista. Ma Drew l’ha superata e vuole ricominciare da capo e quando incontra Jessie qualcosa dentro di lui si smuove. Ed ecco il nostro piccolo grande uomo. Jessie, il secondo protagonista, ha ventisette anni e si porta addosso un fardello non indifferente: dislessia, autismo, disturbo ossessivo compulsivo, una sindrome di cui non riesco a ricordare il nome e.. dulcis in fundo, un lieve ritardo mentale. Ci si potrebbe aspettare che una persona affetta da tutte queste patologia non sia autosufficiente, ma non è il caso di Jessie. Lui ha un lavoro, una casa sua e una vita nella quale si destreggia benissimo. È forte, determinato e bellissimo. E Drew non può non rimanerne colpito.
I due iniziano a frequentarsi e si innamorano quasi subito. Stare con Jess può sembrare facile ma non lo è affatto e Drew è costretto a fare i conti con i piccoli grandi drammi che assalgono il suo compagno nella vita quotidiana. Ma è davvero possibile per Jessie condurre una vita normale? E Drew è in grado di affrontare tutto ciò che circonda il suo ragazzo speciale?
Ho apprezzato molto il personaggio di Drew. intelligente, perspicace, adulto. Consapevole. Ma anche affettuoso, sensuale, dolce e paziente. Insomma l’uomo che tutte vorremmo. Jessie di per contro, mi ha suscitato sentimenti contrastanti. L’ho amato molto per la sua vulnerabilità e la sua forza, ma non sono riuscita a “pensarlo” come un ragazzo speciale. A me, leggendo il libro, dava l’idea di un ragazzo normale magari con più di qualche stranezza e debolezza, ma nulla di così difficile da gestire. O meglio, in alcuni momenti sembrava completamente normale, in altri regrediva in uno stato fin troppo alterato. L’autrice ha voluto lei stessa dare questa doppia lettura? Non lo so, sta di fatto che non sono riuscita ad entrare in empatia con lui.
Inoltre la lunghezza del libro mi ha portato a considerare il fatto che forse si poteva rendere il tutto più compatto alleggerendo alcune parti. Perché per alcuni aspetti la storia di Drew e Jessie è un po’ un istalove, e scorre veloce, mentre per altri rallenta perdendo il ritmo.
Anche la parte finale l’ho trovata un po’ sopra le righe, anche se capisco lo scopo dell’autrice. Chi mi conosce lo sa, io amo particolarmente i libri che parlano di disabilità. In questo caso ho apprezzato il messaggio che penso l’autrice ha voluto comunicare e cioè che chiunque può condurre una vita normale se supportato dall’amore di un compagno, dalla condivisione e dalla comprensione. Forse, mi aspettavo qualcosa di diverso e per questo non sono rimasta completamente soddisfatta, ma “Il sorriso di Jessie” rimane un bel libro, toccante e dolce che sa toccare le corde giuste del cuore.

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, self publishing

Recensione “Gli omicidi della Sirena” – Josh Lanyon

Josh Lanyon (3)

Titolo: Gli omicidi della Sirena
Autore: Josh Lanyon
Serie: The Art of Murder #1
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,58€
Link all’acquisto: Gli omicidi della Sirena

SINOSSI

L’agente speciale Jason West, distaccato dalla squadra Crimini artistici, viene mandato ad affiancare temporaneamente – e disgraziatamente – il leggendario Sam Kennedy quando si scopre che il caso più famoso di Kennedy, conclusosi con la cattura e la condanna di un serial killer conosciuto come il Cacciatore, potrebbe essere stato invece un fallimento disastroso.
Il Cacciatore è ancora là fuori… e gli omicidi sono ripresi.

Slanif2

Quando l’agente speciale dell’FBI Jason West viene spedito a Kingsfield, nel Massachusetts, per affiancare – e in realtà controllare – il veterano Sam Kennedy, tutto si aspettava meno che di trovarsi davanti un uomo così profondamente antipatico e un caso così complesso e che richiama quelli del serial killer il Cacciatore di dieci anni prima che l’hanno visto coinvolto in prima persona in quanto era amico di una delle vittime.
Jason, abituato a rintracciare quadri e in generale opere d’arte preziose nella sezione di Crimini Artistici, non è abituato a indagare su un caso di omicidio, e per quanto l’esperienza di Kennedy sia di grande aiuto, Jason non ha intenzione di farsi mettere i piedi in testa e di fare la figura del burattino. Vuole aiutare a risolvere il caso e farà qualsiasi cosa in suo potere per riuscirci.
Lo capiamo pagina dopo pagina, essendo suo il punto di vista da cui viene narrato il libro, e sempre tramite i suoi occhi vediamo Sam Kennedy che avanza come un bulldozer facendo quel che vuole perché – sfortunatamente per tutti quelli che gli sono intorno – pare possedere la fastidiosa abitudine di avere sempre ragione.
Infatti, anche se all’apparenza può sembrare un uomo molto chiuso ed egocentrico, in realtà nasconde delle fragilità che non vedo l’ora di indagare nei prossimi volumi!
Kennedy è stato senza dubbio il mio personaggio preferito, anche se ancora non siamo riusciti a conoscerlo a pieno, al contrario del giovane Jason, di cui apprendiamo molte più cose; ma poco importa. Sam Kennedy è incredibilmente affascinante e so che mi regalerà grandi gioie e probabilmente diverse arrabbiature!
Plauso anche all’indagine, molto ben articolata e avvincente. Certo, ho azzeccato abbastanza presto chi era l’assassino, ma è stato comunque divertente rimanere col dubbio fino all’ultimo, essendo la Lanyon stata bravissima a lasciare indizi qua e là e a far sorgere domande al lettore.
Un ottimo volume primo che spero apra le porte a una serie che potrò amare.

4

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Collisione” – Riley Hart

collisione

Titolo: Collisione
Autore: Riley Hart
Serie: Blackcreek #1
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Collisione

SINOSSI

A dieci anni, Noah Jameson e Cooper Bradshaw entrano in collisione a mezz’aria quando si tuffano sulla palla. Per tre anni sono inseparabili… fino a quando un giorno Noah e i suoi genitori spariscono nel bel mezzo della notte.
Noah e Cooper non hanno mai saputo cos’è successo all’uno o all’altro.
Ora, diciassette anni dopo, dopo aver trovato il proprio ragazzo a letto con un altro uomo, Noah torna a Blackcreek in cerca di un nuovo inizio. E lì ritrova il suo vecchio amico cresciuto e sexy da morire.
Cooper non riesce a credere che Noah – l’unica persona a cui aveva confidato il senso di colpa per la morte dei propri genitori – sia tornato. E che sia gay. O che lui si ritrovi improvvisamente a desiderare di avere un uomo nel letto.
Non c’è modo di negare l’attrazione e i sentimenti che ci sono tra loro, ma riusciranno a sconfiggere i fantasmi del passato e a crearsi un futuro insieme?

Slanif2

Quando Noah Jameson si ritrova con la sua Mustang rotta sul ciglio della strada, è a dir poco l’ultima goccia che fa trabocca il vaso. Non solo il suo ex, David, è stato orribile con lui, ma si sta anche dirigendo a Blackcreek senza sapere perché.
La cittadina del Colorado, infatti, lo ha accolto quando era solo un bambino e per i successivi tre anni, prima che sua madre e suo padre decidessero di spostarsi nuovamente. La famiglia di Noah, infatti, non è mai rimasta molto a lungo nello stesso posto, e Noah ci è sempre stato abituato, ma quella volta non lasciava solo degli amichetti. Lasciava il suo migliore amico di sempre: Cooper Bradshaw, e quel dolore non si è mai rimarginato.
Quindi, è di nuovo a Blackcreek seguendo l’impulso di un momento.
E, in men che non si dica, è anche di fronte a Cooper, nonostante il ritrovarsi di questi due amici d’infanzia sia tutt’altro che roseo, in un primo momento, causa una distrazione di uno e il pick-up dell’altro.
Dopo un primo momento di confusione, i due si ritrovano al punto in cui si erano lasciati, perché non importa quanto tempo siano stati lontani. Il loro legame era incredibilmente forte, e sentono ancora l’un l’altro la stessa energia.
Tuttavia, sono passati quasi vent’anni da allora. Ormai sono trentenni e ne è passata di acqua sotto i ponti! In più, Coop non sa che Noah è gay e questi non è sicuro di quanto il suo etero amico potrà apprezzare la cosa.
Riusciranno a legarsi ancora di più, scoprendo chi sono diventati da grandi, o ci sarà un punto di rottura? E cos’è quella corrente silenziosa che passa tra di loro quando meno se lo aspettano?

«Forse allora non capivo cosa significava, ma anche’io ho sempre preferito stare con te che con chiunque altro, Noah. Sempre. Sei sempre stato la cosa più importante per me. Ome se in seguito avessi ammazzato il tempo in attesa di trovarci di nuovo insieme, in un modo o nell’altro.»

Lessi “Collisione” di Riley Hart moltissimi anni fa. Fu probabilmente una delle mie prime letture di romance male to male, e rileggerlo a distanza di tanti anni mi ha fatto notare cose che non avevo visto prima, ma non per questo l’ho meno apprezzato.
La storia è molto semplice: due amici d’infanzia che si ritrovano dopo tanti anni separati e che si innamorano. Ne abbiamo letti a bizzeffe di trame così, giusto? Eppure, una cosa in cui la Hart è stata brava, è il non dare “tutto subito”. La cosa è graduale, a “cottura lenta”, e come sapete è il mio genere di amore preferito.
Noah è gay, ma ha grossi problemi di fiducia a causa del suo ex, ma soprattutto a causa del comportamento della madre e di conseguenza del padre. Cooper si è sempre considerato etero e questa nuova attrazione lo manda in paranoia. Si vogliono bene, si capiscono meglio di chiunque altro, ma varrà la pena mettere in gioco un legame così speciale e importante per l’impulso di un momento?
È per dare risposta a questa domanda che leggiamo tutto il libro.
Come detto, il rapporto “da amici ad amanti” è graduale e progressivo, e non c’è un immediato “vissero per sempre felici e contenti”, che non risulta mai credibile. La storia è buona, i personaggi ben caratterizzati, quelli di contorno incuriosiscono (come Wes e Braden, di cui non vedo l’ora di leggere il romanzo!) o innervosiscono (come l’antipaticissimo zio Vernon), e nell’insieme la storia funziona.
L’unica pecca che mi sento di segnalare, è il fatto che il “gay for you” non mi convince mai. Nonostante sia ben elaborato e non lasciato al caso come spesso capita, se la Hart avesse messo un qualche tassello del passato (uno sguardo, un’attrazione fugace, una semplice fantasia) a cui appellarsi, forse avrei dato il voto pieno. Ritrovarmi a leggere invece di un uomo in tutto e per tutto etero che si scopre gay (o, forse, a questo punto, bisessuale) perché il suo amico d’infanzia gli scatena uno sfarfallio allo stomaco, mi lascia sempre un po’ insoddisfatta.
Il “gay for you” da una parte è molto bello, perché mostra quanto poco importante sia il sesso di una persona quando ci piace la sua anima e il suo cuore, il suo carattere e ci si sente a casa vicino a essa; ma al contempo penso che l’attrazione fisica sia fondamentale in una coppia, e se non si è mai provato niente per qualcuno del proprio sesso, è difficile poi che accada all’improvviso.
Tolto questo, ribadisco, il romanzo è davvero bello. Apprezzabile, scorrevole, con la giusta drammaticità intervallata da momenti più spensierati e decisamente hot.
Consigliato!

4

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Cinder” – Marie Sexton

Marie Sexton (8)

Titolo: Cinder
Autore: Marie Sexton
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 1,99€
Link all’acquisto: Cinder

SINOSSI

Eldon Cinder darebbe qualsiasi cosa per vedere il principe Xavier un’ultima volta, ma solo le donne sono invitate al ballo reale. Quando la strega gli offre di trasformarsi in donna per una sola notte, Eldon accetta.
Un incantesimo.
Una notte.
Un ballo.
Che cosa potrebbe andare storto?

Evelyne2

Cinder” di Marie Sexton è una dolce e simpatica rivisitazione della favola di Cenerentola. La struttura di base è più o meno la stessa: la zia e le due cugine gemelle trattano Cinder come un servo ed un principe appare alla ricerca della sua amata. Un ballo è la sola occasione per riuscire ad avvicinarsi a lui ed avere una chance.
Marie Sexton crea una sottotrama per rendere plausibile l’inserimento di Cinder come compagno del principe. Sicuramente originale, ho apprezzato la sua idea, anche se le azioni finali di Cinder mi sono sembrate davvero macchinose, oltre che frettolose. Leggendo, ho avuto l’impressione che l’autrice avesse accelerato la narrazione per raggiungere il suo intento. Buono in alcuni casi, ma fuorviante in altri.

“Che tipo di persona vive in una grotta?” Chiese, mentre lasciavo il pesce su di una pietra liscia davanti all’entrata.
Mi strinsi nelle spalle. “Dicono che sia una strega. Può fare delle magie.”
Agitò una mano in un gesto sprezzante. “Non credo nella magia.”

È anche vero, però,  che l’intenso di una favola è proprio quello di farci sognare e credo che Marie Sexton sia riuscita nel suo intento, presentandoci una storia molto dolce e sicuramente utopica. Così come Cinder trova il suo Xavier, ognuno in noi ha la possibilità di credere nei propri sogni e che, nonostante possiamo trovare numerosi ostacoli sul nostro cammino, l’amore è amore.

“Tu puoi chiamarmi Xavier.”
“Non sarebbe appropriato.”
“Appropriato è noioso.”

È molto breve, non raggiunge le cento pagine, ma d’altronde, non mi sarei mai aspettata fosse un volume corposo, dovendo narrare una storia che non solo in molti conoscono già, ma che non può subire numerosi cambiamenti se non nei dettagli necessari.
Lo stile rende la storia dolce e molto semplice e, seppur il finale abbia qualche sbavatura, la Sexton è riuscita a dare un’idea piuttosto chiara di una favola a tematica gay. Per chi ama le favole in versione mm, questa è sicuramente una lettura adatta alla sua libreria.

3.5