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Recensione in anteprima “Shinigami, il Dio della Morte” – Xia Xia Lake

Xia Xia Lake (1)

Titolo: Shinigami, il Dio della Morte
Autore: Xia Xia Lake
Serie: Takamagahara Monogatari #2
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,49€
Link all’acquisto: Shinigami, Il Dio della Morte

SINOSSI

Una storia d’amore e formazione fra un orfano e l’erede della più ricca famiglia della Terra di Yamato. Il mondo degli uomini incontra quello degli yōkai in una lotta di potere per il destino di Fujiwara no Hirotsugu.
Mentre si batte per trovare la propria strada, Hirotsugu trova conforto in un ragazzo che diventerà il suo amico segreto, poi la sua salvezza e, mentre diventano adulti insieme, l’amore della sua vita.

Lady Marmelade2

Le leggende giapponesi mi hanno sempre affascinato, ve l’avevo già detto dopo la lettura del primo breve capitolo di questa serie, che serviva da introduzione ai lettori al mondo magico, ricco di spiriti della natura e  degli Idei figli del folklore e religione giapponese.
I giapponesi oggi sono nella maggioranza buddisti, ma nell’epoca in cui è ambientato questo romanzo è lo shintoismo la religione che viene seguita dalla popolazione, anzi si fa riferimento anche a una furiosa guerra che si sta combattendo con chi vorrebbe far diventare il buddismo la nuova religione di stato.
“Lo shintoismo è una religione di natura politeista e animista nativa del Giappone.” cit. da Wikipedia, quindi per farvela breve, e in minimi termini, è l’adorazione degli spiriti della natura che permea tutto il nostro mondo, che possono palesarsi agli esseri umani in forma di spirito, di oggetto, di animale, il quale può anche assumere sembianze umane.
Do per scontato che almeno una volta nella vostra vita avrete sicuramente visto qualche anime giapponese a tema fantasy derivante dalla loro tradizione popolare, oppure letto qualche manga. Se penso a qualche titolo molto famoso, per darvi un’idea, penso a Inuyasha, dove c’è una piccola volpe pestifera accanto al protagonista, che può assumere forma animale ma anche umana.
Il primo libro era davvero un antipasto, messo a disposizione gratuitamente dall’autrice proprio per farci scoprire il mondo fantastico che lei ha creato partendo dalle leggende giapponesi. Vi consiglio quindi di recuperare il primo libro, perché è FONDAMENTALE per la lettura; non voglio davvero farvi spoiler, quindi leggetelo e fidatevi di me!
Pochissime pagine che mi avevano conquistata, tanto che non vedevo l’ora di leggere di più.
Non fatevi scoraggiare nemmeno dai termini giapponesi, perché troverete un bellissimo glossario che vi spiegherà il significato di tali termini e che vi darà anche una piccola infarinatura del pantheon degli idei giapponesi, che nulla ha da invidiare a quelli greci per quanto riguarda tradimenti, incesti, vendette!
Sto pensando seriamente di prendere qualche libro sulle leggende giapponesi appena avrò l’occasione di andare in qualche libreria in città, perché contengono una poesia mistica che ti fa venire voglia di saperne di più.
La storia che l’autrice ci presenta è antecedente al primo libro; si svolge tanti anni prima e ha come protagonisti il giovane Hirotsugu, l’erede designato del sanguinario clan dei Fujiwara, e il giovane mendicante Ryū.
I due ragazzi sono coetanei ma provengono da due mondi molto diversi: Hiro è ricco, non sa cosa vuol dire avere fame e i suoi vestiti sono di seta; Ryū è coperto di stracci, alla perenne ricerca di un pugno di riso da portare al padre malato.
Il breve incontro che i due avranno in mezzo alla neve cambierà per sempre la loro vita, soprattutto quella di Hiro, che comincia a mettere in dubbio tutta la sua esistenza.
Hiro è destinato a succedere al padre, probabilmente si sposerà con la cugina destinata a diventare imperatrice, ma l’incontro sulla montagna con Inari Sama e i suoi Yōkai, oltre che a quello con Ryū, cambierà le carte in tavola.
Hiro è sia coscienzioso che scavezzacollo; spesso e volentieri fugge dal palazzo e vaga per la foresta; il momento più bello della sua giornata è quello in cui viene a trovarlo un piccolo usignolo che mangia dalle sue mani, una creatura leggiadra dal canto melodioso, che si fida ciecamente di lui, ma che qualcuno gli porterà via:

«Ti senti in colpa per quello che è accaduto?»
«Sì.»
«Non devi. È nella natura dell’uomo essere violento ed è nella natura degli spiriti essere pronti a perdonare, poiché gli spiriti sono superiori.» L’attenzione di Hiro era ancora rivolta al bocciolo, ma le parole di Inari si disposero nel profondo della sua anima, come dei piccoli semi.

Inari è una presenza che veglia su Hiro sin dalla sua nascita, ma c’è anche qualcun altro che ha atteso la sua venuta al mondo, da circa tremila anni, che non vede l’ora di palesarsi al ragazzo, ma che è paziente e che sta tessendo la sua tela giorno dopo giorno. Cosa vorrà da Hiro? Chi è che prima lo spinge ad essere incosciente e poi corre a salvarlo?

«Hai gli occhi di un dio,» osservò Hiro, «tutti gli shinigami hanno gli occhi d’oro?»
«No.»… «Sei tu lo shinigami che ha fatto il patto con Kamatari?»
«È questo quello che vuoi sapere? gli chiesi, «non sei più curioso di conoscere il destino del ragazzo che ami?»

A questo punto vi stasere chiedendo chi sono gli Shinigami, giusto? Beh, gli Shinigami sono gli dei della morte, non La Morte; raccolgono le anime dei morti perché vengano giudicate per come si sono comportate in natura e Hiro è legato a loro da un doppio filo:

«Shinigami… lasciami andare dove vanno le anime dei morti. Lasciami riposare. Permettimi di chiudere per sempre gli occhi. Voglio raggiungere il posto in cui non esiste più nulla. Sono esausto. Voglio dire il mio sayōnara.

Hiro e  Ryū vivono un’appassionata storia d’amore che avrà delle conseguenze sulla vita di chi gli sta intorno; sono destinati ad amarsi tra mille difficoltà, immersi nella natura più pura e selvaggia che non farà mancare mai loro i suo sostegno. Rivedremo il piccolo Biko, conosceremo la sua origine e si capiranno molte cose…
Un romanzo appassionante e poetico, molto evocativo, tanto che mi sembrava di essere sclaza come Ryū in mezzo alla neve, coperta solo di vecchi stracci che rifiuta l’aiuto del suo giovane signore perché rischierebbe la morte se lo trovassero con addosso i vestiti preziosi.  Ryū: puro e innocente come la neve, delicato e bellissimo come il fiore di nadeshiko, l’emblema dell’ideale bellezza femminile, il fiore più bello per Hiro, e che aspetterà il suo Hiro per sempre.
Hiro: combattuto da quello che il padre vorrebbe da lui, ovvero portare avanti il loro clan alle spese dei poveri contadini sfruttati nei campi, lasciati a morire di stenti; un giovane ragazzo che messo di fronte a una scelta crudele decide di rinunciare a tutto, alle ricchezze, alla fama, alla gloria per restare accanto alla persona che ama.
Un romanzo struggente, che ti spezza il cuore nel finale, che ti lascia in un mare di lacrime, ma che subito dopo si trasformano in un sorriso dolce, perché tu ha già letto cosa accadrà e sai tutto andrà come doveva essere, perché:

«Sono il ponte degli incontri e degli addii e delle strade che si separano. Sono il gradino fra conoscenza e oscurità e il vento che strappa l’erba e le foglie dell’autunno…

5


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione in anteprima “Hjertebrann I – Illusione” – Grazia Di Salvo

Grazia Di Salvo (1)

Titolo: Hjertebrann I – Illusione
Autore: Grazia Di Salvo
Serie: Hjertebrann #1
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Hjertebrann I – Illusione

SINOSSI

Sono passati ormai cinquecento anni dalla rottura del patto che legava draghi e umani.
La pace di Ciaradh è precaria: le razzie non cessano, i regni arrancano nel dissapore e troppi segreti nuotano sulla superficie di un boccale di falsità ormai straripante. In questo scenario di terra friabile, come burattini inconsapevoli, si muovono anime spezzate che cercano di raggiungere la felicità.
Connor Barclay è il principe di Hailerigh e non ha mai dovuto affrontare delusioni maggiori del divieto di combattere tra i selgair o dell’amore non corrisposto che nutre per il suo maestro d’armi. La sua unica aspirazione è quella di diventare un cacciatore di draghi, ma non riesce a rompere l’asfissiante campana di vetro in cui i suoi genitori l’hanno rinchiuso.
Sarà l’incontro con Néal, un misterioso uomo che si nasconde nella foresta di Duillag, a segnare l’inizio di un viaggio che sconvolgerà non soltanto la sua vita, ma anche quella delle persone che gli sono più care al mondo.

Evelyne2

Ero entusiasta di leggere in anteprima “Hjertebrann I – Illussione” di Grazia di Salvo, poiché avevo già avuto modo di apprezzare lo stile di quest’autrice, complesso e ricercato. Stavolta ho iniziato la lettura convinta dalla trama e dalla tematica che ho sempre amato: i draghi.
Sin dall’inizio, però,  sono rimasta stupita di quanto la storia potesse apparire contorta ai miei occhi. Solitamente riesco a seguire storie di questo genere con facilità, catturata dal tema e dagli avvenimenti spesso inaspettati. Nonostante si siano presentate entrambe, sono rimasta delusa da quanto la storia mi abbia lasciata confusa, tanto che non sono più riuscita a liberarmene.
Lo stile ricercato che precedentemente avevo molto apprezzato, in questo caso ha solo allontanato la mia attenzione più spesso di quanto voglia ammettere. Ed è un peccato, davvero, perché sono pochi i casi in cui ho visto una padronanza del linguaggio simile.
Inoltre, c’è stato un aspetto che mi ha portata definitivamente ad accettare che non avrei termina la lettura come pensavo. I personaggi, che inizialmente mi erano sembrati molto precisi nella loro presentazione, andando avanti con la lettura mi hanno lasciata alquanto sconcertata. In alcuni momenti le loro azioni mi sono parse senza senso, come fossero dovute. Non mi aspettavo certo una storia dolce e priva di eventi drammatici, questo no. Ma certo non pensavo di trovarmi davanti otto diversi POV, in cui i personaggi/protagonisti compivano azioni incomprensibili e inaspettate persino per loro stessi.
Il finale, poi, è stata l’ultima goccia. Non mi riferisco al finale in sé,  in quanto comprendo la scelta dell’autrice nel termine con un cliffangher e lasciare suspense. Mi riferisco ad un dettaglio, in particolare, che poi è molto di più. Non capisco come un popolo che odia profondamente i draghi, principi compresi ovviamente, non si pongano domande nel momento in cui uno dei loro simili parla la lingua dei “demoni”. Probabilmente è un dettaglio irrilevante sotto alcuni aspetti, ma certo credo fosse necessario affrontarlo, perché in questo caso i personaggi appaiono fin troppo ingenui agli occhi del lettore.
Gli unici due motivi per cui ho deciso di assegnare alla storia la sufficienza sono, fortunatamente, le ragioni che mi hanno spinta a terminare la storia e decidere di recensirla. Prima di tutte la scrittura dell’autrice che nella sua complessità è riuscita a donare un mistero e un’originalità alla storia.
La seconda ragione è invece la suddivisione dei POV. Non ho apprezzato molto dover seguire la storia secondo otto punti di vista diversi, ma certo è impossibile non apprezzare la capacità dell’autrice nel riuscire ad inserire il lettore con una precisione sconcertante. Nonostante la mia confusione non ho mai avuto alcun dubbio su chi stesse parlando, cosa stesse facendo e dove si trovasse. Può sembrare superfluo, ma per una storia di questo tipo, credetemi, è fondamentale.
Vi invito a leggere questa storia e farvi una vostra idea, sono curiosa di sapere cosa ne pensate.

3


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Darkling” – Brooklyn Ray

Brooklyn Ray (1)

Titolo: Darkling
Autore: Brooklyn Ray
Serie: Port Lewis Witches #1
Genere: Fantasy, Transgender
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Darkling

SINOSSI

Port Lewis, una cittadina costiera arroccata sulla scogliera di Washington, è circondata da una fitta boscaglia e accoglie pittoresche caffetterie, un cinema, qualche bar, due chiese, il college locale e le streghe e gli stregoni, ovviamente.
Ryder è uno stregone che possiede due segreti: uno che riguarda il suo sangue e l’altro il suo cuore. Custodirli non è mai stato un problema per lui, finché una lettura dei tarocchi insieme al suo migliore amico, Liam Montgomery, che guarda caso è anche uno dei suoi segreti, avvia una catena di eventi a cui non si può porre rimedio.
Nelle vene di Ryder scorre la magia nera. Le carte hanno profetizzato una catastrofe magica che potrebbe scuotere le fondamenta su cui è costituita la sua vita e una pericolosa alleanza con l’unica persona che non vuole mettere a rischio.
La magia e i segreti hanno un costo, e Ryder deve capire il prezzo che è disposto a pagare per diventare chi è veramente.

Evelyne2

Il Mago. La Torre. Il Diavolo. Gli Amanti. Una catastrofe magica provocata da un’alleanza oscura e pericolosa. Liam probabilmente aveva ragione. Era meglio non dirlo agli altri.

Oggi vi parlo in anteprima di “Darkling” di Brooklyn Ray, una lettura che ho divorato in poche ore, senza mai interrompere la lettura. Era da molto che non mi accadeva di perdermi senza accorgermene tra le pagine di un libro. Stavolta è stato un puro caso che io abbia iniziato la lettura di notte, quando nulla poteva distrarmi e permettermi così di conoscere la storia di Ryder.
L’ambientazione magica e misteriosa mi ha subito attratta. L’autrice ci presenta il suo mondo pezzo dopo pezzo, quasi fossimo noi stessi a vivere insieme a Ryder gli eventi che lo porteranno ad una scelta drastica e spaventosa.
Non sappiamo ancora tutto dei personaggi, né di ciò che li circonda, ma riusciamo ad appassionarci alla storia con una velocità disarmante.
Ryder è la voce narrante, è speciale e pieno di sorprese, che mai mi sarei aspettata. È semplice comprendere le sue motivazioni, così come le sue emozioni, che lo sconvolgono e tormentano. Allo stesso modo è facile capire Christy, Donovan e Tyler, compagni stregoni del suo circolo, spaventati da un potere che nessuno di loro ha mai visto.

Le pupille di Ryder si espansero, inglobando il bianco dell’occhio. Si tagliò con l’artiglio che aveva in tasca e sussultò. La rabbia tramutò la sua magia in una forza primitiva e feroce. Gli attraversò il corpo, veloce ed esplosiva. «Non posso cosa, Tyler?» La voce gli divenne più profonda. Urla e grida riecheggiarono al di sotto. Il vapore gli fuoriusciva dalle labbra. L’autocontrollo non era mai stata una sua specialità.

L’unico con cui ho avuto un’iniziale difficoltà è stato Liam, ma dopo la prima parte è stato tutto molto più semplice e chiaro.
L’evoluzione di Ryder è veloce, inaspettata e incontrollata. La presenza dei famigli, fondamentale per ogni stregone, è descritta con attenzione. I dettagli sono presentati con minuziosità, propri di ogni stregone e del proprio elemento. Tutto questo è unito ad uno stile fluido e chiaro, perfetto per mostrare la personalità di Ryden e dei suoi pensieri.
I ragazzi del circolo, Jordan, Thalia, Ellen… ci sono così tanti personaggi interessanti che non saprei quale di questi mi ha incuriosita di più, tanto da desiderare di poter leggere la sua storia nel prossimo volume della serie “Port Lewis Witches”. Spero si possa avere un quadro completo di ognuno di loro, perché credo abbiano potenziale in abbondanza per creare storie interessanti e coinvolgenti.
Se amate il fantasy non potete perdervi questa storia originale e unica, che mi ha appassionata tanto da trascorrere la notte in sua compagnia.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Sepnir” – Paola Velo

Paola Velo (1)

Titolo: Sepnie
Autore: Paola Velo
Serie: La Convergenza #1.5
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 1,99€
Link all’acquisto: Sepnir

SINOSSI

Sepnir e il suo padrone Phobos hanno vissuto secoli insieme, tra missioni di spionaggio, intrighi e intensi momenti felici, fino a quando Aidan, l’amante perduto di Phobos, non è tornato dal mondo dei morti. Essere tutto a un tratto un famiglio trascurato non è facile e lui deve abituarsi a condividere il suo padrone, ma farlo con l’uomo che odia di più al mondo, potrebbe essere un’impresa impossibile.
Soprattutto per qualcuno che ritiene ben più utile sfruttare quelle energie per dimostrare a Phobos che solo lui, con la sua coccolosità acuta e psicosi assassina grave, è in grado di riempire il suo cuore.

Evelyne2

Non aveva nessun senso. Il suo padrone era sopravvissuto per settecento anni senza bisogno della respirazione bocca a bocca; perché nell’ultimo anno sembrava disperarsi per respirare l’alito fetido di carne bruciata dell’uomo grigliata?

Oggi vi parlo di una lettura molto particolare. “Sepnir” è una novella della serie “La convergenza” di Paola Velo e a differenza del primo volume che vedeva protagonisti Aidan e Phobos, qui abbiamo il punto di vista di Sepnir, un famiglio dalle sfumature viola e un caratterino niente affatto facile.
Ero inizialmente dubbiosa riguardo questa lettura, perché non riuscivo a comprendere come l’autrice potesse aver scritto un racconto dal punto di vista di un serpente, seppur famiglio, senza rendere la storia ridicola.
Sono stata molto soddisfatta di leggere come abbia creato un qualcosa di divertente e unico, oltre che originale, senza allontanare il lettore da quelli che erano i protagonisti iniziali. Vedere Sepnir crescere con Aidan e leggere dei suoi pensieri, buffi e anche molto esilaranti, è stato come tornare alla lettura del primo volume, che ho amato dalla prima all’ultima pagina.

Aidan si svincolò e gli tirò una sculacciata. «Con questo atteggiamento non andrai da nessuna parte.» Poi gliene tirò un’altra.
L’ha colpito! Allarme rosso! Attivare protocollo pitone!
Phobos scoppiò a ridere senza fiato, ondeggiando il sedere. «Mi porterà ad avere un orgasmo stellare, quindi no, il mio atteggiamento prepotente resta.»
Oh. Abbandonare la missione.

La cover mi è piaciuta al primo sguardo, credo rappresenti alla perfezione l’essenza di Sepnir e della sua personalità.
Questa lettura è stata un ottimo modo per uscire dalla routine e intrattenermi con qualcosa di nuovo e mai letto.
Se avete letto “Cenere” non posso che consigliarvi la sua lettura, ma se non conoscete ancora Paola Velo, vi consiglio di iniziare la sua serie, perché merita di essere letta.

5

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Recensione in anteprima “Escape” – Corinna Corti

Corinan Corti (1)

Titolo: Escape
Autore: Corinna Corti
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Over The Rainbow
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: Escape

SINOSSI

Per diventare allievi della St Patrick, la più esclusiva accademia di tutta l’Inghilterra, occorrono due requisiti fondamentali: essere ricchi ed essere degli psicocineti. Ethan Blake e Dean Wright non solo soddisfano entrambe le richieste, ma sono gli eredi delle famiglie più potenti e influenti nella sanguinosa guerra che da anni divide l’aristocrazia inglese in due fazioni contrapposte: la Rosa Bianca e la Rosa Rossa.
Con la fine del quarto anno scolastico, le responsabilità cominciano ad affacciarsi nella loro spensierata adolescenza. Dean diventa gli occhi e le orecchie della Rosa Rossa all’interno dell’Accademia, ma notti insonni e una stanchezza insolita rischiano di compromettere la sua missione. Per di più, Ethan finisce per trovarsi sempre sulla sua strada e sembra accusare lo stesso affaticamento. Desideroso di far luce sulla faccenda, Dean inizia a indagare in una corsa contro il tempo e contro lo spietato Lord Bucket, leader della Rosa Rossa.
Così, mentre la resa dei conti si avvicina, Ethan e Dean dovranno loro malgrado aprire gli occhi e comprendere la vera natura dell’odio che li separa, rispondendo finalmente all’unica domanda che nessuno ha mai permesso loro di porre: è possibile cambiare il proprio destino?

Evelyne2

Oggi vi parlo di “Escape” di Corinna Corti, prima uscita della collana Over the Rainbow.
Questo è uno di quei casi in cui scrivere la recensione non è affatto semplice. Le cose da dire sono molte e trovare il modo giusto è arduo. Inizio con il dirvi che ho deciso di parlarvene subito dopo aver finito la lettura, per riuscire a mostrarvi quello che mi ha trasmesso questa storia.
L’ambientazione magica e misteriosa mi ha ricordato sin da subito una saga molto famosa dello stesso genere.
Anche se con un’iniziale difficoltà nel distinguere personaggi e ricordare nomi, sono riuscita ad entrare nella storia e a conoscere Dean, voce narrante. Malgrado quest’ultimo sia caratterizzato davvero bene, non sono riuscita a farmi piacere il suo personaggio. C’è qualcosa in lui che non mi ha convinta sin dall’inizio, nonostante io sia riuscita a seguire le sue motivazioni.
Dove la caratterizzazione di Dean è approfondita, quella di Blake è quasi assente. Vedere Ethan Blake grazie agli occhi di Dean Wright permette di vedere il ragazzo in un determinato modo, ma quando poi anche Blake diviene voce narrante, ritengo ci fosse bisogno di uno studio più approfondito della sua personalità, che passa sempre in secondo piano rispetto a quella di Wright, anche quando vediamo gli eventi attraverso i suoi occhi.

Pur essendo a conoscenza della difficoltà dell’impresa, non si sarebbe comunque tirato indietro. Non quando il suo destino di membro della Rosa Rossa dipendeva dal riuscire o meno nel rendersi utile a Lord Benjamin.

Sono piuttosto combattuta riguardo una votazione ben precisa, perché questa storia è per me divisa nettamente in due parti. La prima, approfondita, dettagliata e ben presentata, mi è piaciuta moltissimo. I personaggi secondari, seppur non siano mai al centro dell’attenzione, riescono ad avere un loro ruolo e a svolgerlo come dovrebbero. La teoria che l’autrice ha creato alla base mi è sembrata creata con un’attenzione e cura maniacale, davvero un ottimo lavoro.
La seconda parte, invece, in particolare l’ultima, mi è sembrata molto confusionaria. Ammetto di aver avuto qualche problema a distinguere non solo chi parlava, ma dove si trovava e cosa stava facendo. Probabilmente l’insieme di dettagli, che nella prima parte avevo amato tanto, qui mi hanno disorientata, facendomi perdere il filo più di una volta e costringendomi a tornare indietro per comprendere cosa stesse accadendo.
Spero l’autrice voglia scrivere un seguito per Blake e Dean, perché il finale mi ha lasciata in qualche modo sconcertata. Da un lato ho apprezzato molto la scelta di non dare una fine netta, perché non sarebbe stato giusto nei confronti di una storia che aveva bisogno di molto di più. Allo stesso tempo, però, moltissime domande sono rimaste in sospeso e mi dispiacerebbe un mondo rimanere con il pensiero che la storia sia incompleta e che si sia scelto un finale di questo tipo per non dare una risposta a ogni quesito. Ho voluto precisare questo aspetto perché i numerosi eventi che si susseguono mi hanno incuriosita davvero molto e vedermi scivolare via dalle mani i personaggi mi ha stupita non poco.
Mi sarei aspettata una maggior presenza della storia d’amore tra i due, qualcosa di più incisivo. È stata sicuramente una sorpresa vedere quanto in realtà il loro avvicinamento sia stato naturale e lento. Mai in primo piano e sempre sottinteso abbastanza da far comprende cosa si vorrebbe mostrare.

Da che si erano conosciuti, Dean non aveva mai dovuto faticare per scorgerlo fra mille altri e anche ora, con l’odore della sua pelle confuso fra quello di bucato dei vestiti, non ebbe alcun dubbio. «Eccoti qui, principino» sussurrò non senza un groppo in gola. «Finalmente ti ho trovato.»

Nel complesso questa lettura mi ha intrigata e anche piacevolmente stupita, nonostante diverse sfumature mi hanno lasciata l’amaro in bocca. Non perché il libro si sia rivelato inferiore rispetto alle mie aspettative, ma perché credo si sia creata una storia che meritava un approfondimento maggiore. Soprattutto considerando l’impegno che l’autrice deve aver messo in ogni pagina.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Kogitsune, la piccola volpe” – Xia Xia Lake

Xia Xia Lake (1)

Titolo: Kogitsune, la piccola volpe
Autore: Xia Xia Lake
Serie: Takamagahara Monogatari #1
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Kogitsune, la piccola volpe

SINOSSI

Kogitsune è una storia di formazione ambientata nel Giappone medievale. L’amicizia fra un giovane dio dalla forma di volpe e il suo amico d’infanzia umano è costruita sull’inganno, ma diventa più forte e pura nel momento in cui i due amici cominciano ad avere uno scopo comune. Le grandi differenze fra i loro due mondi, tuttavia, non possono essere ignorate e il loro rapporto è visto con sospetto sia dalle divinità che dagli uomini.
I sentimenti di Kogitsune per il suo amico si trasformano dall’amicizia in qualcosa di più profondo e il giovane dio imparerà che l’amore può essere straziante e totalizzante
Kogitsune è un adattamento di un famoso dramma del teatro Noh intitolato Kokaji, la storia di un forgiatore di spade che chiede aiuto al dio Inari per costruire una spada per l’imperatore Ichijo (980-1011).

Lady Marmelade2

Poesia, questo racconto è pura poesia.
Sarà per l’ambientazione antica e magica che racconta; sarà per i due protagonisti che si incontrano alle soglie dell’adolescenza, un periodo in cui non si dovrebbe credere più alle favole, ma la magia del bosco ti rapisce a qualsiasi età; sarà perché queste ambientazioni sono un toccasana per l’animo dei sognatori.
Un breve racconto che ci porta dall’altra parte del mondo, nell’antico Giappone, immersi nella natura e nella loro cultura millenaria, dove gli spiriti della natura dettano il ritmo a tutte le creature viventi.
Kogitsune è una piccola volpe, l’unico maschio della cucciolata nato dalla notte d’amore di una giovane volpe e uno spirito antico, di cui prima o poi dovrà prendere il posto nella foresta. Quando calpesta l’erba entra in contatto con tutte le creature che l’hanno appena calpestata. Ci sono infiniti spiriti che vivono intorno a lui e piano piano li sta conoscendo e imparando a rispettare, perché anche se un giorno sarà una grande volpe a nove code, al momento ne ha una sola, ora è il momento di essere umile e rispettare anche la più piccola forma di vita:

“La seconda coda è quella più difficile da ottenere poiché cresce dalla sofferenza. Sei ancora troppo giovane per questa lezione, figlio mio, ma adesso sei un vero kitsune. In ogni disgrazia esiste un miracolo, così come esiste la bellezza in ciò che è rotto. Dovrai rimettere insieme i pezzi, unirli con delle venature d’oro e abbracciare la tua nuova natura al momento del tuo risveglio.”

Sono da sempre un’appassionata di leggende giapponesi, qualcuna la conosco grazie anche alla lettura dei manga che ho sempre amato. Quando spieghi alle persone che alla tua veneranda età ti piace leggere anche i manga, ti guardano come se ti fosse spuntata una seconda testa e non capiscono che anche questa è una forma d’arte. Questo perché sono erroneamente convinti che i fumetti siano solo opere di intrattenimento per bambini o ragazzini, invece c’è un mondo di infiniti generi dietro, come accade per la letteratura.
Ci sono autori che ti lasciano senza fiato per l’uso dei colori e la poesie che scaturisce dalle loro opere.
Trovo che il genere fantasy sia quello in cui lo stile dei manga esprima al massimo le sue potenzialità, e vedrei molto bene anche per questo racconto una bella grafic novel.
Come vi dicevo per me questo racconto è stato pura poesia; si legge tutto d’un fiato, è coinvolgente, struggente, ma trasmette anche tanta pace e serenità. Si viene catapultati in un mondo fatto di natura, colori, a momenti mi sembrava di sentire il profumo dell’erba appena spuntata e vedere gli spiriti del bosco nascondersi dentro i germogli dei fiori.
L’altro protagonista della storia è un giovane ragazzino, Kokaji, che vuole a tutti i costi costruire un tempio al Dio Inari per pregarlo di farlo diventare un grande costruttore di spade. Kokaji è affascinato da Kogitsune e vorrebbe tanto vedere il colore dei suoi occhi, sempre nascosti da una maschera.
Tra i due nasce subito un’amicizia, una sintonia fuori dal comune, vista la tanto diversa origine dei due. Inari, il padre della piccola volpe, ha messo in guardia il figlio dal dare fiducia agli umani, ma la piccola volpe è convinta che il suo compagno di giochi sia diverso dagli altri esseri umani:

“Ci sono tanti tipi di amore. C’è l’amore che si prova per il proprio signore per averci dato la vita. C’è quello che si prova per i fratelli, e poi l’amore per gli amici. E infine esiste l’amore che può provocare il più tremendo dei dolori.”

Cosa posso dirvi di più: sono solo poche pagine, ma che mi hanno rapito e trasportato in un altro tempo, un altro luogo e hanno fatto venire voglia di saperne di più su questa autrice.
Una buona traduzione, e una storia che vi assicuro merita di essere letta.

4.5

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “The Cur(s)e” – F. N. Fiorescato

F N Fiorescato (1)

Titolo: The Cur(s)e
Autore: F. N. Fiorescato
Serie: The Sensory Game #1.7
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: The Cur(s)e

SINOSSI

La primavera è il risveglio dei sensi; ma ciò vale anche per un angelo caduto?

Evelyne2

La sua costante ricerca di sapere lo metteva spesso nei guai, infrangeva sempre le regole pur di primeggiare sugli altri, ed era conosciuto da molti proprio per questo.

Il 21 marzo la Quixote Edizioni ci ha regalato “The Cur(s)e”, una novella della serie “Sensory Game” di F. N. Fiorescato. Ho amato particolarmente il primo volume e probabilmente è anche per questo che in parte sono rimasta molto dubbiosa riguardo questa lettura.
Come sempre mi piace lo stile e anche la storia, molto particolare e ben strutturata, ma le novelle mi stanno allontanando da quella che era la storia iniziale. Il personaggio di Kain, angelo caduto protagonista di queste poche pagine, è un personaggio interessante, misterioso, e vederlo ridotto a qualche riga mi sembra quasi lo si stia svalutando. Sappiamo molto di lui e allo stesso tempo non sappiamo nulla.

Non era un umano, non era un angelo. Era un reietto, qualcuno che non aveva ancora trovato la propria collocazione nell’esistenza e che stava lottando per contrastare la propria vera natura.

Ritroviamo Lou ed El. Stavolta posso dire con certezza di preferire di gran lunga Lou, che tra i due mi sembra quello più corretto e giusto. È quasi ironico che lo sia proprio lui e non El, ma è questa l’impressione che ho avuto.
Nel complesso è comunque un’ottima novella, conosciamo i personaggi citati e gli eventi trascorsi.
La sua lettura non vi occuperà più di una mezz’ora.
Lo consiglio a tutti coloro che hanno letto “Scent of Darkness” e “Taste of Light”.

3.5

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Stonehenge – Quando l’amore diventa leggenda” – A. A. V. V.

AA VV

Titolo: Stonehenge – Quando l’amore diventa leggenda
Autore: Sarah Bernardinello, F. N. Fiorescato, Carlo Lanna, Alex Massagrande, Alex K. Moreland, Fernanda Romani, Paola Velo
Genere: Fantasy, Contemporaneo, Storico, Travel Time
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Stonehenge – Quando l’amore diventa leggenda

SINOSSI

Raccolta di racconti MM ed MF, che hanno come tema Stonehenge e le leggende d’amore.

Evelyne2

Stonehenge- Quando l’amore diventa leggenda“, è la prima antologia che leggo in assoluto.
Il tema, sicuramente inusuale e intrigante, mi ha spinta ad iniziare da qui prima di presentarvi tutte le altre antologie.
Ognuna delle storie ha catturato la mia attenzione, specialmente per l’originalità e la difficoltà che sicuramente gli autori hanno affrontato per presentare non solo Stonehenge, ma l’alternarsi tra passato e presente.
Al di là del tempo” di Sarah Bernardinello (m/m) è una storia complessa, racchiuse in poche pagine. È descritta molto bene e presenta interessanti flashback. Avrei preferito l’autrice scegliesse una storia meno articolata per queste poche pagine, ma ho apprezzato molto l’unione tra contemporaneo e storico che ne è derivata. È stato sicuramente inaspettato.
From tomorrow to before” di FN Fiorescato (m/m) è il racconto che più di tutti ho amato. Sono stata molto influenzata dal mio amore per il fantasy, lo ammetto, ma quando ho iniziato la lettura sapevo già che mi sarebbe piaciuto molto. Le autrici hanno curato la storia con numerosi dettagli, senza però appesantire la lettura. Incuriosisce e soddisfa il lettore fino alla fine.
Un amore oltre il tempo” di Carlo Lanna (m/m) è il primo racconto che leggo di questo autore. È interessante l’incontro tra i due protagonisti e la leggenda della dea Flora. Con uno stile diverso dagli altri racconti presenti nell’antologia, questo autore mi ha sorpresa molto per la sua originalità.
Un uomo d’altri tempi” di Alex Massagrande (m/m) è, tra tutti, il racconto in cui appare meno Stonehenge. Non per questo però, sono rimasta delusa. È una storia simpatica e particolare. Presenta alcune incongruenze, come la presenza di un ragazzo davvero troppo giovane per poter essere ricercatore a Cambridge, oppure la facilità con cui uomini di ere lontane conversano davvero facilmente. Pero, nel complesso, l’idea mi è piaciuta molto ed è sviluppata abbastanza bene. Non avevo mai letto di questa autrice ed ho apprezzato come sia riuscita ad inserire una storia di questo tipo in poche pagine.
Re di ossa e di pietra” di Alex K. Moreland (m/f) è l’unico racconto all’interno dell’antologia che ha come protagonista una donna. Ammetto di essere stata restia inizialmente, ma mi sono dovuta ricredere. Non mi è dispiaciuta affatto. Anche dopo aver terminato la lettura, lascia dietro di sé un mistero mai risolto, che fa incuriosite ancor di più il lettore. È un’idea davvero carina, un modo davvero unico di unire passato e presente senza incorrere in problematiche spiacevoli.
La torre che canta” di Fernanda Romani (m/m) è il primo racconto che leggo di questa autrice. Ho notato sin da subito l’attenzione con cui ha presentato dettagli storici e difficoltà di comunicazione. Un’aura di magia avvolge l’intera storia, rendendola originale e molto carina. Chi come me ama il mito del mago Merlino, non può che apprezzare questo racconto e la visione del tutto nuova di una storia che è stata narrata con numerose sfaccettature.
Culhwch e Olwen” di Paola Velo (m/m) è il risultato di una particolare unione tra contemporaneo e storico. Non ho compreso molto bene i riferimenti ai nostri giorni, ma mi è piaciuta molto l’ambientazione e l’idea di mettere alla base una maledizione, oltre che i personaggi del mito di Artù. Non ho apprezzato particolarmente il modo in cui sono stati presentati, ma nel complesso ho riconosciuto lo stile e le idee di un’autrice che avevo già avuto il piacere di leggere e apprezzare. I doni ricevuti dal personaggio durante il suo viaggio e la presenza dei suoi compagni mi hanno fatto pensare ad un’ambientazione perfetta per un gioco di ruolo a tematica fantasy. Dopo aver letto il primo libro pubblicato da questa autrice, mi ero preparata ad una storia particolare e originale. Sono rimasta soddisfatta nel complesso.
Spero in un continuo o in nuovi racconti riguardanti i personaggi di queste storie. Avendo poche pagine a disposizione, ogni autore ha dovuto creare piccoli momenti fondamentali, ma sarei curiosa di scoprire cosa scriverebbero se avessero l’opportunità di approfondire e dare una luce del tutto nuova alle loro opere.

4

 

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Assaporare l’oscurità” – Tibby Armstrong

Tibby Armstrong

Titolo: Assaporare l’oscurità
Autore: Tibby Armstrong
Serie: The Dark #2
Genere: Paranormal, Fantasy, Vampiri
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Assaporare l’oscurità

SINOSSI

Quando si incontra qualcosa per cui vale la pena morire, averne un assaggio non basta. Un’anima sperduta varca la soglia della morte e viene accolta da un principe vampiro che diventa il mentore di cui ha bisogno, e l’amante che ha sempre desiderato.

Mezzo umano e mezzo vampiro, Akito James vuole solo essere un eroe. Ma dopo aver deciso di attaccare una pericolosa congrega di streghe, viene esiliato per la sua iniziativa e abbandonato anche dai suoi migliori amici. Tormentato dalle voci nella sua testa, Akito si butta nel fiume Charles di Boston. Quando riprende conoscenza, scopre che a vegliarlo c’è uno spettro solitario che solo lui riesce a vedere: un vampiro alto, moro e vestito di pelle, che lo accoglie con calore nel regno delle ombre.
In una città tanto antica, persino i morti devono fare attenzione di notte. Nessuno lo sa meglio di Lyandros Dragoumanos, fratello del Signore della Guerra, condannato a vagare da solo per le strade di Boston, senza poter essere visto né sentito, fino a quando tra lui e uno sconosciuto tormentato dagli occhi lucenti e i capelli neri come l’inchiostro non scatta una scintilla. Dopo aver assistito al suicidio del giovane, Lyandros coglie al volo quell’occasione imperdibile. Akito potrebbe essere la chiave della sua salvezza… e il suo tocco la promessa di piaceri inenarrabili.

Evelyne2

Secondo volume della serie “The Dark”, “Assaporare l’oscurità” riprende la narrazione da dove ci siamo interrotti con la storia di Ben e Tzadkiel.
Akito e Lyandros sono due personaggi che avevamo già conosciuto. Akito lo avevamo visto in azione, al fianco di Ben, con il suo desiderio di aiutare ed essere per una volta al centro dell’attenzione. Al contrario, Lyandros era stato solo nominato alcune volte, senza mai darci informazioni precise su di lui.
Nonostante siano entrambi protagonisti della storia, il tutto ruota intorno ad Akito, con piccolissime eccezioni.
Sappiamo meno di Lyandros, eppure ho apprezzato maggiormente il suo personaggio, in particolare nella prima parte della storia. Successivamente mi è sembrato cedesse in qualche modo la sua personalità, divenendo un po’ altalenante e non mostrando più quel lato del suo carattere che mi aveva attratta in un primo momento.
Non mi sarei aspettata ci fosse un rapporto sub/dom tra i due, anche se non credo si possano inserire completamente in questa idea. Possiamo però rivederne alcuni comportamenti, questo è certo.
L’ambientazione è molto tenebrosa, oserei dire persino lugubre a volte. La disperazione di Akito aleggia costantemente nell’aria, anche nei momenti più belli e dolci.

Povero Akito. Una risata gli spedì un brivido lungo la schiena. Tu non sei un vampiro. Sei a malapena un uomo.

Trovo che l’autrice sia riuscita a rendere molto bene il bisogno di Akito di essere un eroe. Forse esasperandolo un po’ in alcuni momenti, ma se ricordate il suo personaggio nel primo volume, “Abbandonare l’oscurità“, riuscirete ad immaginare quanto possa essere complessa la sua mente.

Akito alzò di scatto la testa e avanzò sotto i suoi riflettori interiori per affrontare e scacciare la malvagità da dentro di sé. «Io. Sono. Tutto.»

Ho apprezzato un po’ meno Benjamin e Tzadkiel.
Ben viene eclissato del tutto, nonostante sia il migliore amico del protagonista, e Tzad, che precedentemente avevo apprezzato, qui ricopre quasi il ruolo di “nemico”. Per nulla coerente con le sue scelte passate, nega ad Akito una possibilità senza chiedere alcuna informazione, data invece al suo compagno.
Purtroppo, questa, è una tendenza che ho riscontrato anche negli altri personaggi. I loro comportamenti, così come le loro parole, mi sono sembrati spesso contraddittori. Sono state inserite figure che ritengo interessanti, ma che, coperte da un velo di mistero, risultano confuse. In particolarmente quelli che credo saranno i protagonisti del terzo volume della serie.
Il lato fantasy che guida ogni storia di Tibby Armstrong è sicuramente la motivazione per cui, nonostante tutto, non posso non continuare a leggere le sue storie. Se avete letto il primo volume della serie, vi consiglio la lettura di “Assaporare l’oscurità”, che risulta comunque godibile e di facile lettura.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Guai a Elderland” – Meghan Maslow

Meghan Maslow

Titolo: Guai a Elderland
Autore: Meghan Maslow
Serie: Starfig Investigation #1
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Guai a Elderland

SINOSSI

L’ultima cosa che desidera Twig Starfig, investigatore privato mezzo drago e mezzo fairy, è recuperare un corno incantato rubato da un fae infido; però non può rifiutare quando un unicorno di abbacinante bellezza gli chiede di farlo. Non può rifiutare alla lettera, perché costringere il riluttante detective fa parte della magia seduttiva dell’unicorno.
Per giunta, Twig si ritrova sul groppone il saccente servo a contratto, Quinn Broomsparkle. In teoria i draghi dovrebbero aver voglia di mangiare gli umani, ma il lato mezzodrago vorrebbe ingoiare Quinn in un modo più… personale. E tanto per peggiorare le cose, è chiaro che quell’aiutante bello da togliere il fiato, ma inaffidabile, nasconde qualcosa. Qualcosa di grosso. E non si tratta di quello che ha nei pantaloni. Nel lavoro di un investigatore privato questo vuol dire guai con la G maiuscola.
Aggiungeteci anche un esercito di zombie, un’inquietante nave pirata fantasma, un tappeto volante malfunzionante, e l’imperioso padre fairy a pretendere che Twig sia all’altezza dell’illustre nome degli Starfig. Naturalmente, un vecchio ma costante nemico sceglie proprio quel momento per tornare in superficie. Tutti questi inconvenienti Twig può gestirli con tranquillità. Ma rendersi conto che si sta innamorando di un umano che non è libero di ricambiare il suo affetto, e la cui vita potrebbe dipendere dal successo di quest’ultimo caso… ecco, quello fa più fatica a gestirlo.

Evelyne2

Guai a Elderland” di Meghan Maslow è una di quelle letture davvero difficili da valutare. Sono stata indecisa per molti giorni e alla fine ho scelto di parlarvene a cuore aperto, senza fare alcuno spoiler, ovviamente, non vi preoccupate.
Il primo tratto che mi ha subito colpita è la fantasia dell’autrice. Mi direte “è un fantasy, ovvio che sia uno dei tratti particolari” e invece no. Non è sempre così. I nomi inventati mi sono sembrati inizialmente divertenti, alquanto particolari. Continuando a leggere, però, mi hanno portata su tutto un altro tipo di pensiero. Tuttora non so dire quanto mi sia piaciuto. In alcuni momenti mi è sembrato di leggere una storia comica, con situazioni surreali, portate all’estremo. Vi lascio un piccolo esempio.

Wow. Erano scintille color arcobaleno quelle che aveva attorno?

Sicuramente l’idea dell’autrice era proprio quella di dare un’idea così particolare dei suoi personaggi. Se fosse stata meno presente e più caratteristica l’avrei apprezzata molto. In questo caso, ritengo sia andata ad intaccare quella che ritengo potesse essere una storia davvero molto bella.
Twig, il mezzo drago e mezzo fairy, mi è piaciuto molto. La mia passione per i draghi ha giocato una parte fondamentale, non posso negarlo.  La sua personalità rispecchia molto bene quella che dovrebbe essere la temperanza di un drago.
Quinn, al contrario, non mi è piaciuto. L’ho trovato molto altalenante, così come il mio amore/odio verso tutti i personaggi secondari. Ad accentuare la mia teoria, l’ultima parte della storia, su cui avevo grandi aspettative, ha reso il momento più atteso e importante a mio parere banale e in modo molto frettoloso. La storia mi è piaciuta ed è un vero peccato aver visto una differenza così grande nella narrazione degli eventi. Alcuni, meno importanti, vengono descritti con cura e lentamente, altri, tra i più importanti in assoluto, sono invece veloci e lasciano l’amaro in bocca.

Mi scoprii addirittura dispiaciuto per lui. Ma che razza di problemi avevo? Pareva che all’improvviso fossi diventato il campione di tutte le creature disadattate che attraversavano la mia strada. Era ridicolo.

La descrizione delle razze che popolano Elder è il punto forte dell’intera storia. Ogni razza viene presentata attraverso le sue peculiarità, alcuni utilizzando dialoghi tra i personaggi, altri con riflessioni o eventi. Chi conosce il mondo del fantasy e, come me, è amante dei giochi di ruolo, non può che notarlo.

Non sapevo come gli umani riuscissero ad andare in giro. Ciechi, praticamente sordi, e senza senso dell’olfatto. Non riuscivo neppure a immaginare come avessero fatto a sopravvivere tanto a lungo. Riproduzione incontrollata e pura e semplice testardaggine, probabilmente.

Essendo il primo libro di una serie, mi ha incuriosita abbastanza da voler continuare la lettura quando sarà pubblicata. Se vi piace il fantasy e non vi dispiace quell’aspetto grottesco che aleggia per tutta la lettura, vi consiglio la lettura.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice