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Recensione in anteprima “Hoarfrost” – Jordan L. Hawk

Jordan L Hawks

Titolo: Hoarfrost
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #6
Genere: Horror, Distopico, Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Hoarfrost

SINOSSI

Lo stregone Percival Endicott Whyborne e suo marito Griffin Flaherty godono di un periodo di pace e tranquillità senza precedenti. Sfortunatamente, la calma è stravolta dall’arrivo di un pacco da parte di Jack, il fratello di Griffin, che ha dissotterrato uno strano oggetto mentre scavava in cerca d’oro in Alaska. La scoperta di una civiltà sino ad allora sconosciuta potrebbe ravvivare la carriera della loro comune amica, la dottoressa Christine Putnam… o potrebbe ucciderli tutti, se gli indizi di magia nera che riguardano l’artefatto si riveleranno veri.
Insieme a Christine e al suo fidanzato Iskander, Whyborne e Griffin viaggeranno verso i più lontani anfratti dell’Artico per impedire a un’antica minaccia di reclamare la vita del fratello di Griffin. Ma nel duro campo di minatori di Hoarfrost, i segreti corrono rapidi come una tempesta di neve e Whyborne non è l’unico stregone attratto dalle voci di presenze magiche. Nella natura selvaggia fatta di ghiaccio e pietra, Griffin deve affrontare la sua più grande paura… o perdere tutti coloro che ama.

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Corro davvero il rischio di essere ripetitiva, ma questa serie è sempre più avvincente e pazzesca, tanto che ero partita con un quattro e mezzo come valutazione, ma alla fine ho “dovuto” cedere e mettere un cinque pieno!
Il merito dell’aumento di voto è dovuto a molteplici fattori: in primo luogo la storia, sempre ad alta tensione, sempre avvincente, senza un attimo di tregua, un’avventura in puro stile Indiana Jones!
Poi ovviamente vengono i personaggi: protagonisti sempre più intriganti, che ci svelano la loro anima tormentata, insicura, debole ma forte allo stesso tempo per reagire alle prove che il destino sembra mettergli sempre sul cammino, e anche i personaggi secondari sono di tutto spessore, anche l’ultima aggiunta, il fidanzato della Dottoressa Putnam, il fascinoso cacciatore di mostri, Iskander.
Un altro elemento che ha fatto alzare il voto è stato l’aver introdotto da parte dell’autrice il POV di Griffin! Finalmente anche lui ha voce in capitolo, ci narra gli eventi e soprattutto ci svela la sua anima.
Whyborne ormai lo sappiamo che dietro alla sua timidezza, insicurezza, educazione, passione per le lingue “morte”, nasconde un temperamento focoso e un potere immenso che continua ad aumentare:

“Avevo toccato quel potere, l’anno appena passato. Mi aveva riempito, bruciando nel mio sangue e fuoriuscendo delle cicatrici sul mio braccio fino a incenerirmi la camicia. E, per un attimo, avevo percepito ogni creatura vivente della città, ogni battito di cuore, ogni passo, ogni respiro tremante.”

Il suo essere insicuro, l’essere sempre stato considerato un debole, uno “strambo”, è stata forse la sua fortuna, perché queste caratteristiche gli hanno permesso di mantenere la sua anima pura, lo ha reso più umano degli umani – qui grosso rischio di spoiler se non si ha letto il volume precedente! Per certi versi è ancora inconsapevole del suo valore, ma pian piano ci sta arrivando:

“Widdershins non si era ancora risvegliata per mia mano. E sebbene fosse attualmente dormiente, come una bestia inquieta, non potevo negare che mi ero abituato ai sussurri del potere sotto i miei piedi.”

Anche Griffin ha le sue insicurezze: ormai conosciamo bene il suo passato, la sua storia, la sua perdita, tutti elementi che l’hanno spinto ad abbandonare la sua vita precedente per ricominciare da capo a Widdershins. Sappiamo della sua famiglia disgregata che sta cercando di riunire, ma avevamo sempre visto Griffin dal punto di vista di Whyborne. Per lui Griffin è sempre coraggioso, impavido, restio a fidarsi delle arti magiche, molto pragmatico e avventuroso. Ho sempre visto Whyborne idolatrare l’ex Pinkerton, come se l’avesse messo su un piedistallo, ammirandolo, volendo essere coraggioso, forte e indipendente come lui. Certo la sofferenza patita da Griffin in passato era palese, ma qualcosa ci era stato taciuto: anche l’investigatore è insicuro, al pari del suo Whyborne. Griffin è umano, non ha doti magiche, prova paura, si sente insicuro, molte volte non all’altezza del marito, e tanto solo:

“Whyborne si conosceva in un modo che potevo solo invidiare. Non lo aveva reso sempre felice, ma gli aveva dato il coraggio di trovare la propria strada, nonostante i desideri di suo padre o di chiunque altro. Si rifiutava di essere diverso da se stesso e il mondo poteva fottersi se disapprovava.”

La sua non è invidia però nei confronti del marito, lui per primo ne ha riconosciuto il valore, ne è rimasto stregato, tanto che lo sceglierebbe sempre come suo compagno di vita, per sempre.
Entrambi gli uomini sminuiscono sempre loro stessi, un altro segno che li rende perfetti l’uno per l’altro:

“…Sono un uomo normale. Non c’è nulla di magico o di speciale in me.» «Tutto in te è speciale,» disse con gentilezza. «Forse per te.» Gli offrii un sorriso triste. «Non solo per me. Widdershins conosce chi gli appartiene.»”

L’avventura stavolta la fa da padrone, i due innamorati devono superare molte situazioni imbarazzanti e non avranno molto tempo per rimanere da soli, ma anche questo mi ha fatto riflettere su loro come coppia, che non può mostrare in pubblico gesti d’affetto che vanno oltre l’amicizia virile. Griffin ha subito un grande dolore quando è stato rifiutato da Pà e Mà per colpa del suo amore nei confronti di Whyborne, quindi ora ha paura di confessare al fratello che quello che lo lega all’uomo va oltre l’amicizia.
Il rischio è grande, ma del reso chi non capisce vedendoli insieme che il loro è “solo amore”, non merita di avere a che fare con loro.
“L’amore salverà il mondo” diceva qualcuno, Griffin ha trovato la sua fonte d’amore, doveva solo sentirla:

“Io sentivo Ival. Sentivo il suo amore per me, a cui non importava che fossi difettoso. Tutte le parti di me stesso che avevo gettato ai suoi piedi durante gli anni insieme, tutte le crepe che ancora mostravano dove mi aveva aiutato a guarire, non importavano più. Lui mi amava, al di là della mia capacità di comprendere.”

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Cinder” – Marie Sexton

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Titolo: Cinder
Autore: Marie Sexton
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 1,99€
Link all’acquisto: Cinder

SINOSSI

Eldon Cinder darebbe qualsiasi cosa per vedere il principe Xavier un’ultima volta, ma solo le donne sono invitate al ballo reale. Quando la strega gli offre di trasformarsi in donna per una sola notte, Eldon accetta.
Un incantesimo.
Una notte.
Un ballo.
Che cosa potrebbe andare storto?

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Cinder” di Marie Sexton è una dolce e simpatica rivisitazione della favola di Cenerentola. La struttura di base è più o meno la stessa: la zia e le due cugine gemelle trattano Cinder come un servo ed un principe appare alla ricerca della sua amata. Un ballo è la sola occasione per riuscire ad avvicinarsi a lui ed avere una chance.
Marie Sexton crea una sottotrama per rendere plausibile l’inserimento di Cinder come compagno del principe. Sicuramente originale, ho apprezzato la sua idea, anche se le azioni finali di Cinder mi sono sembrate davvero macchinose, oltre che frettolose. Leggendo, ho avuto l’impressione che l’autrice avesse accelerato la narrazione per raggiungere il suo intento. Buono in alcuni casi, ma fuorviante in altri.

“Che tipo di persona vive in una grotta?” Chiese, mentre lasciavo il pesce su di una pietra liscia davanti all’entrata.
Mi strinsi nelle spalle. “Dicono che sia una strega. Può fare delle magie.”
Agitò una mano in un gesto sprezzante. “Non credo nella magia.”

È anche vero, però,  che l’intenso di una favola è proprio quello di farci sognare e credo che Marie Sexton sia riuscita nel suo intento, presentandoci una storia molto dolce e sicuramente utopica. Così come Cinder trova il suo Xavier, ognuno in noi ha la possibilità di credere nei propri sogni e che, nonostante possiamo trovare numerosi ostacoli sul nostro cammino, l’amore è amore.

“Tu puoi chiamarmi Xavier.”
“Non sarebbe appropriato.”
“Appropriato è noioso.”

È molto breve, non raggiunge le cento pagine, ma d’altronde, non mi sarei mai aspettata fosse un volume corposo, dovendo narrare una storia che non solo in molti conoscono già, ma che non può subire numerosi cambiamenti se non nei dettagli necessari.
Lo stile rende la storia dolce e molto semplice e, seppur il finale abbia qualche sbavatura, la Sexton è riuscita a dare un’idea piuttosto chiara di una favola a tematica gay. Per chi ama le favole in versione mm, questa è sicuramente una lettura adatta alla sua libreria.

3.5

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Recensione “Carry On” – Rainbow Rowell

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Titolo: Carry On
Autore: Rainbow Rowell
Serie: Simon Snow #1
Genere: Fantasy, Paranormal
Casa Editrice: Piemme
Prezzo: 6,99€
Link all’acquisto: Carry On

SINOSSI

Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

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Qualcuno verrà a finirci
Qualcun altro cader lo farà.
Possa il potere dei potenti regnare
E il suo potere ci salverà.

Simon Snow convive ormai da otto anni con il peso dell’essere il Prescelto, il Sommo Arcimago. È un peso gravoso per un ragazzo di diciotto anni, e Simon è sempre più convinto che tutto il mondo magico si sia sbagliato, perché non riesce nemmeno a fare l’incantesimo più semplice, e quando riesce a farne uno, di solito salta in aria qualcosa.
Di sicuro ne è convinto il suo compagno di stanza alla scuola di magia di Watford, Tyrannus Basilton Grimm-Pitch, detto Baz, che proviene da una delle più antiche e potenti famiglie del regno magico, al contrario di Simon, che è un orfano cresciuto nelle case famiglia.
Non potrebbero essere più diversi, e nemmeno più rivali. I loro bisticci e battibecchi sono all’ordine del giorno, così come i tiri mancini che si sono susseguiti nel corso degli anni. Tra loro non scorre buon sangue, e così come Baz è intenzionato a far fuori Simon, quest’ultimo è intenzionato a confermare che il suo compagno di scuola in realtà è un vampiro.
A complicare il tutto, c’è la presenza del Tedio Insidioso, il sommo cattivo da un paio di decenni, che sembra avercela particolarmente con Simon e che ovunque vada, la magia viene risucchiata e mai più recuperata.
Riuscirà Simon a sconfiggere il Tedio, a non strangolare il suo coinquilino e al contempo capire qual è la trama più grande sotto tutto questo marasma di eventi?
Come se non bastasse, il Velo che divide il mondo dei vivi da quello dei morti si è alzato, e Simon ha ricevuto un messaggio che in realtà era destinato a Baz. Questo li porterà a collaborare, volenti o nolenti.
Cosa comporterà questa nuova tregua? Quali nuovi sentimenti verranno a galla?

«Il Crogiolo ci ha fusi indissolubilmente.»
«Il Crogiolo?»
«Avevo undici anni e avevo perso mia madre e la mia anima, e il Crogiolo mi ha dato te.»

Ho scoperto “Carry On” di Rainbow Rowell dopo aver letto “Fangirl”, un romanzo MF tra i miei preferiti. Infatti, per capire bene questo romanzo, devo parlarvi un attimo del libro da cui proviene.
Fangirl” si apre con Cath, una neo universitaria, che non è mai stata brava a fare amicizie. Spera nella collaborazione della sua sorella gemella, ma questa è molto diversa da lei, più aperta e solare, e ci mette poco a crearsi un circolo di amici nuovi che non comprendono Cath. La ragazza ne soffre, ma ha i suoi interessi e ci si dedica anima e corpo. Primo tra tutti: scrivere fan fiction yaoi ispirate alla serie di libri fantasy su Simon Snow di Gemma T. Leslie.
Le sue storie sono talmente belle e talmente apprezzate, che Cath è amata nel mondo delle fan fiction, anche se nessuno la conosce di persona. Per lei, Simon e Baz sono come due vecchi amici, e lei è ben lieta di continuare a creare le sue storie ispirate a questi personaggi.
La storia poi si intreccia a quella privata e personale di Cath, ma quel che interessa noi è il fatto che ovviamente Gemma T. Leslie è un personaggio fittizio creato dalla Rowell e che Simon e Baz all’inizio dovevano essere solo degli interludi alla storia di Cath e la sua controparte maschile, Levi.
Nel romanzo “Fangirl” ci sono pezzi delle fan fiction di Cat, e perciò la storia di Baz e Simon mi aveva incuriosita sin da quella lettura. Scoprire che la Rowell aveva dedicato loro un libro, non ha potuto che rendermi felice.
Lo stile della Rowell è semplice, molto soft, ma le sue caratterizzazioni sono sempre profonde. Cath e Levi mi era piaciuti tanto, perciò confidavo che anche Baz e Simon (così come Penelope, Agatha, l’Arcimago, Ebb e tutti gli altri) mi avrebbero fatto lo stesso effetto.
Nel complesso, posso dire che “Carry On” è un romanzo piacevole, con una bella trama fantasy di sottofondo, ma che è, a tutti gli effetti, un libro per ragazzi. Ragazzi giovane, intendo, tra i dieci e i quindici anni, sia per lo stile che per la caratterizzazione dei personaggi. A volte avevo difficoltà a ricordare che i protagonisti hanno quasi vent’anni, sembrando in atteggiamenti e pensieri molto più giovani.
Anche la trama MM è ridotta all’osso. Bisogna arrivare a ben oltre metà libro affinché succeda qualcosa, e quel qualcosa è a dir poco super soft.
Baz e Simon sono fin troppo concentrati sulla loro vecchia rivalità (basata, a mio avviso, su poco o niente) per concentrarsi sul presente, e quando lo fanno, Simon non è mai chiaro. Cosa che, in realtà, non lo è mai in generale. Sembra sempre troppo infantile, troppo… piccolo. Come se fosse un undicenne nel corpo di un ventenne. Capisco la sensazione di isolamento nell’essere il Prescelto. La sofferenza di una vita in affido. Ma l’incapacità di formulare una frase coerente, dopo otto anni a Watford circondato da persone che lo considerano un amico, la vedo alquanto difficile, come cosa.

«Il non sono il Prescelto» insiste.
Ricambio il suo sguardo e sogghigno. Il mio braccio lo cinge in vita come una fascia di acciaio. «Be’, io ti scelgo lo stesso, Simon Snow.»

Il romanzo è strutturato seguendo molti punti di vista diversi. I principali sono Baz e Simon, ovviamente, ma ci sono i POV anche degli altri personaggi, e questo regala un quadro più completo, anche se rende personaggi come Agatha e l’Arcimago ancor più antipatici di quel che appaiono già dalle prime righe.
Un’altra cosa che mi è un po’ dispiaciuta è il veder raccontato solo l’ultimo anno, l’ottavo, e quindi tutti i riferimenti a quello che è successo negli anni precedenti mi ha lasciato solo la curiosità di saperne di più.
Un altro punto a sfavore del romanzo, a mio avviso, è il finale. Dopo oltre quattrocento pagine di dettagli minuziosi, arriviamo al finale e… Non ci dici tutto? Non fai scoprire tutto a Simon? Considerando che questo era nato come stand alone, mi ha lasciato l’amaro in bocca. Spero che nel seguito che uscirà a fine settembre 2019, Simon si renderà consapevole di tutte le cose che gli sono state taciute e che tutti i nodi vengano al pettine, perché così è come se mancasse qualcosa.
Il romanzo è corale, come dico, non solo per quanto riguarda i punti di vista, ma anche per la storia personale di ogni personaggio. C’è un intreccio di tanti personaggi, ma è abbastanza semplice seguirli tutti.
L’indagine di fondo è molto carina. Alcune cose si capiscono abbastanza presto, ma la Rowell è stata brava a mixare diversi elementi e a rendere mai noioso un romanzo che di certo non ha carenza di pagine. Anche il mix di varie magie, mondi e creature magiche è interessante. Inevitabile è il confronto con serie molto più famose, ma appunto mentre si legge si percepisce la “giovinezza” della trama e dei personaggi, perciò l’uso di formule magiche simili a filastrocche e pochi dettagli delle battaglie, ci sta per un romanzo per ragazzi.
Detto ciò, non posso dire che non mi sia piaciuto. Il romanzo è carino ma, appunto, forse troppo “da giovane” per me. È la lettura ideale per un ragazzo o una ragazza delle medie, sia per il tipo di scrittura, la caratterizzazione dei personaggi, che per la carenza assoluta di qualsivoglia riferimento sessuale. Forse, essendo stato creato per un pubblico delle superiori/università, mi sarei aspettata qualche concretezza in più.
Nel complesso, comunque, è una lettura carina che secondo me va consigliata a quei ragazzi che vogliono addentrarsi nella letteratura rosa (e magari MM), senza traumatizzarli troppo con scene forti o parolacce.

3.5

Pubblicato in: dreamspinnerpress, Recensioni

Recensione “Bruto” – Kim Fielding

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Titolo: Bruto
Autore: Kim Fielding
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,37€
Link all’acquisto: Bruto

SINOSSI

Bruto conduce una vita solitaria in un mondo dove la magia è all’ordine del giorno. È un gigante di due metri e trenta di bruttezza e dai natali ignobili. Nessuno, incluso Bruto, si aspetta che lui sia più di un operaio. Ma gli eroi si presentano in tutte le forme e dimensioni e, dopo aver subito una mutilazione per salvare il principe, la vita di Bruto cambia bruscamente: è chiamato a servire al palazzo di Tellomer come guardia per un singolo detenuto. Sembra facile, ma si rivela essere la sfida della sua vita.
Le voci di palazzo dicono che il prigioniero, Gray Leynham, sia uno stregone e un traditore. Quel che è certo è che ha trascorso anni nello squallore: cieco, incatenato, reso quasi muto da una balbuzie estrema. Sogna la morte della gente, e quei sogni si avverano.
Mentre Bruto si abitua alla vita di palazzo e comincia a conoscere Gray, scopre anche il proprio valore, in primo luogo come amico e uomo, poi come amante. Ma Bruto impara anche che gli eroi, a volte, devono affrontare scelte difficili e che fare ciò che è giusto può portare nuovi pericoli.

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Bruto è ostracizzato dalla sua comunità a causa del suo aspetto: non ha un bel viso, e la sua mole di oltre due metri spaventa tutti, perciò è abituato a fare il suo lavoro – una sorta di mulo da soma per spostare i grossi massi che gli umani “normali” non riescono a muovere – e a concedersi una volta l’anno un po’ di contatto fisico in un bordello, dove però anche lì non sempre va come dovrebbe a causa della sua stazza imponente.
La sua vita cambia quando salva da morte certa il Principe Alfrid (ferendosi anche in maniera irreparabile), che lo ripaga portandolo via dal suo villaggio e rendendolo il guardiano (o carceriere, dipende da come la si vuole guardare) di Grey.
Grey è un Mago ed è diventato cieco a causa di un incantesimo. Quasi ogni notte sogna delle cose, e quelle cose sono delle premonizioni, motivo per cui è lì incarcerato. Bruto è messo di guardia e deve ascoltare bene tutto quello che il Mago dice e riportarlo al Re. Grey infatti è rinchiuso in quella stanza da moltissimo tempo ed è sempre stato trattato in maniera pietosa dai suoi guardiani. Perciò, quando comincia ad avere a che fare con Bruto, non si sente affatto rilassato in sua presenza.
Ma se c’è una cosa che il brutto aspetto del gigante cela, è la sua incredibile bontà d’animo. La sua dolcezza e la sua empatia verso il prossimo.
Grey imparerà presto che quel grosso individuo che gli porta i pasti non è cattivo come gli altri, e ben presto cominceranno a formare un legame sempre più stretto.
Ma che futuro possono avere con Grey rinchiuso lì? Il giovane Mago prova interesse per Bruto solo perché non può vederne il viso?
Sono tante le risposte da trovare, e c’è solo un modo per ottenerle: uscire da quella stanza e correre verso la libertà.
Bruto” è un romanzo bellissimo. Il primo che lessi di Kim Fielding, e sin da subito mi innamorai della sua scrittura, dei suoi personaggi, della straordinaria fragilità che mostrano senza rendersi mai delle macchiette di cattivo gusto.
Bruto è un personaggio che rispecchia moltissimo la civiltà in cui viviamo adesso: tutto è basato sulle apparenze, e spesso lì ci si ferma, senza pensare a che caleidoscopio meraviglioso e sfaccettato ci sia all’interno del cuore e dell’anima di ognuno di noi.
Sei brutto fuori? Allora non meriti la mia attenzione e il mio tempo. Questo è assurdo, ma purtroppo è quello che succede spesso e volentieri.
Così si sente quotidianamente Bruto, scansato dagli altri solo perché non è abbastanza bello da essere una piacevole visione. Nessuno si preoccupa di scoprire quanto il suo animo puro sia migliore di quello di tutti loro messi insieme.
Benché anche Grey sia un personaggio chiaramente importante nel libro e fondamentalmente il fulcro non solo del cambiamento di Bruto ma anche delle dinamiche della storia, è Bruto quello che veramente mi è rimasto nel cuore.
In un’ambientazione tra il Medioevo e il Fantasy, conosciamo un mondo magico e al contempo crudele in cui una persona dal cuore buono deve sentirsi dare del “bruto” (perché sì, questo non è il suo vero nome) ed essere giudicato solo dal suo aspetto esteriore, dimostrando che non importa il secolo: l’essere umano sa essere ignorante e mentalmente chiuso a prescindere.
Un romanzo dolce, malinconico e pieno di speranza sulla capacità straordinaria degli esseri umani di trovare la forza dentro i loro cuori per rialzarsi sempre, anche quando la situazione sembra disperata, anche quando sono così stanchi da non farcela più. Se si ha vicino qualcuno che crede in noi, troveremo sempre la forza di mostrare agli altri quanto siamo speciali.

4.5

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Bhrater” – Aurora R. Corsini

Aurora R Corsini

Titolo: Bhrater
Autore: Aurora R. Corsini
Serie: Le Luci dell’Eos #4.5
Genere: Urban Fantasy, Vampiri, Mutaforma
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Bhrater

SINOSSI

Entrare nel mondo dei non-morti significa allontanarsi dalla propria esistenza mortale, abbandonando tutte le persone amate. Oppure no.
Joshua non è un nuovo vampiro qualsiasi: è il compagno di Nael, Signora dell’Eos, che è disposta a qualsiasi cosa pur di renderlo felice, persino a rivelarsi a un umano, in una sera d’inverno.

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Anche questa volta, la Triskell Edizioni ci regala un’extra della serie “Le luci dell’Eos” di Aurora Corsini nel periodo di Natale, “Bhrater”. Come anche per gli altri racconti, vi consiglio di leggere il volume precedente, “Alû“, se non lo avete ancora fatto. Conoscere Nael ora vi sembrerebbe troppo strano e non riuscireste a godervi appieno queste poche pagine.
L’autrice ci descrive un momento che ho desiderato conoscere sin da il personaggio di Toby, fratello di Joshua, è entrato in scena. Vedere Joshua alle prese con l’ansia e Nael, che dal canto suo non ha mai avuto di questi problemi, riflettere la sua agitazione, è sorprendente. Aurora Corsini mostra con semplicità quanto sia differente la vita della guerriera e quella degli umani. Per la prima volta vediamo un umano prendere coscienza del mondo sovrannaturale intorno a sé, senza ritrovarsi in una situazione critica come era successo precedentemente a Joshua.

“Diglielo, tramuterò il ricordo in un sogno nebuloso se dovesse reagire male.”

Stavolta la voce narrante non è più Joshua, l’umano, ma Nael, Signora dell’Eos. Vedere il suo amore per Joshua e la complicità che è nata dopo la trasformazione di quest’ultimo, rende ancora più speciale la loro coppia ai nostri occhi. È sicuramente stato difficile riuscire a descrivere gli avvenimenti attraverso gli occhi della vampira ed ho apprezzato moltissimo la decisione dell’autrice.
È stato divertente immaginare i grandi guerrieri dell’Eos discutere insieme sulla possibilità di dimostrare ad un umano la loro esistenza senza traumatizzarlo a vita. Esilarante sotto alcuni punti di vista, soprattutto se si pensa a quanti modi ci sarebbero per mostrare a Toby cosa può fare adesso suo fratello.
Dopo aver conosciuto la storia di Nael e Joshua non potete certo perdervi questo extra, che in qualche modo pone fine, o l’inizio, a seconda dei punti di vista, alla loro avventura.

5

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Recensione in anteprima “Il tesoro del Drago” – M. A. Church

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Titolo: Il tesoro del Drago
Autore: M. A. Church
Genere: Paranormal, Urban Fantasy, Mutaforma
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 4,55€
Link all’acquisto: Il tesoro del Drago

SINOSSI

Essere amati da un drago significa essere trattati come un tesoro inestimabile.

Cento anni fa, l’Alfa Montgomery, spinto dalla disperazione, ha scelto di correre un rischio: ha preso in prestito dei soldi dall’antico drago Warwick Ehecatl, lasciando come garanzia le terre del branco. Ora è arrivato il momento di pagare il debito, e i draghi non dimenticano… né perdonano. Warwick esige come risarcimento il figlio di Montgomery, Avery, e tre delle sue attività commerciali. Avery è un Omega e sa di essere praticamente inutile al branco, quindi potrebbe anche accettare, ma ha dei ripensamenti: il suo futuro compagno è terrificante, e sarebbe libero di fare di lui ciò che vuole.
Warwick è consapevole della reputazione della sua razza, ed è persino disposto ad ammettere che in parte sia meritata, ma preferirebbe tagliarsi la coda piuttosto che smorzare la luce negli occhi innocenti del compagno. Non sarà semplice, ma c’è qualcosa tra loro che ribolle sotto la superficie e che vale la pena di proteggere.

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Quando ho letto per la prima volta la sinossi di “Il tesoro del drago” avevo tante aspettative. Avevo letto altri libri di questo autore ed i draghi sono sempre stati le creature mitologiche che più di tutte mi affascinano.
Sono contenta di poter dire che non mi ha affatto delusa. Ho notato subito l’attenzione con cui ha presentato il lato animale di Warwick. Piccoli riferimenti come la sua avversione per il freddo, la sua tendenza a non lasciare mai andare qualcosa dopo averla desiderata. Sono tutti dettagli che spesso vengono sottovalutati.

Il drago rizzò le orecchie. Fu necessario tutto l’autocontrollo di Warwick per non alzare gli occhi al cielo mentre il drago iniziava a sussurrargli i suoi desideri. Per gli dei, la maledetta creatura si era impuntata su qualcosa e non c’era niente di più testardo di un drago quando un oggetto catturava la sua attenzione o quando si faceva venire in mente un’idea.

Ho apprezzato entrambi i personaggi. Warwick è ovviamente il primo ad avermi attratta. Drago viola dagli occhi magnetici, misterioso e potente. Alcune sorprese sul suo conto mi hanno intrigata moltissimo, ma una in particolare mi ha resa dubbiosa. Considerando la forza insita nella sua natura, renderlo ancor più forte equivale a creare un essere che potrebbe avere il mondo ai propri piedi più di quanto un “semplice” drago potrebbe fare. Nel complesso però il suo personaggio è ben costruito e caratterizzato. Ed anche quella piccola cosa, certo non guasta la sua immagine.
Avery ho iniziato ad amarlo con calma, una pagina alla volta, prima di avere chiaro quanto un semplice Omega possa in realtà rivelarsi davvero interessante. È stato strano leggere di un uomo vergine al compimento dei suoi cento anni, un po’ irrealistico anche se riprende in parte la tradizione del branco.
Mi sarei aspettata una personalità più remissiva e tranquilla, proprio come ogni altro omega, ma ho apprezzato moltissimo i particolari che l’autore ha inserito. Importanti per dare un’idea del tutto originale alla storia.
Molto simpatici i momenti che i due trascorrono insieme, mi hanno fatto sorridere ed hanno reso perfettamente l’idea di come le loro personalità siano importanti anche in forma di lupo o di drago.

Si era appena trasformato quando qualcosa di bagnato e appuntito alla fine della sua coda attirò la sua attenzione. Sbuffando per la meraviglia, voltò l’enorme testa per guardare Avery che saltellava attorno alla punta, intento a mordicchiarla. Warwick la fece contrarre per vedere la reazione del lupo, che portò a terra il petto e ringhiò, agitando freneticamente la coda dietro di sé.

Un ottimo fantasy. Spero tanto l’autore pubblichi ancora storie sui draghi, perché non è affatto semplice riuscire a trovare descrizioni che siano sufficientemente realistiche.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Mezzolupo” – Jay Northcote

Jay Northcote

Titolo: Mezzolupo
Autore: Jay Northcote
Genere: Paranormal, Mutaforma
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,50€
Link all’acquisto: Mezzolupo

SINOSSI

Compagno, famiglia, branco, casa… riusciranno Quinn e Kellan ad avere tutto quanto?

Quinn è cresciuto con la sensazione di essere fuori posto nella piccola città che chiama casa. Si strugge per il desiderio di qualcosa a cui non riesce a dare un nome, e si è sempre sentito diverso, ma senza mai sapere il perché.
Kellan fa parte di un branco di mutaforma nomadi. Quando si accampano nei boschi vicino alla città di Quinn trovano degli umani poco amichevoli, e sospettosi nei confronti dei nuovi arrivati. Nell’istante in cui Kellan vede Quinn, e soprattutto lo fiuta, capisce che è speciale. Ma per la prima volta in vita sua non si può fidare dei propri istinti. Quinn è umano, e lui è un lupo mutaforma, quindi come potranno mai essere compagni?
I due legano in maniera immediata ed esaltante, e a Quinn si spezza il cuore nel sapere che il loro rapporto può soltanto essere temporaneo. L’amore non è abbastanza, dato che le leggi del branco proibiscono ai mutaforma di accoppiarsi con gli umani. Fra il branco e gli umani esplode la tensione, e quando scopre su se stesso una sconvolgente verità in grado di cambiare ogni cosa, Quinn teme che gli toccherà scegliere fra l’unica vita che abbia mai conosciuto e l’uomo che ama.

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Quinn ha vent’anni e vive in una piccola cittadina insieme a sua zia Ruth. I genitori sono morti quando lui era in fasce e da sempre deve prendere delle medicine perché soffre di epilessia. Come se non bastasse, è pure l’unico gay dichiarato della zona. Dire che si sente fuori posto è dire poco… Non solo non c’è nessuno che possa farlo innamorare, ma quando questi arriva, è niente di meno che un mutaforma!
La società infatti ne riconosce l’esistenza, ma vengono mal tollerati a causa di guerre passate che hanno portato morte e dolore in entrambe le fazioni. Gli umani ne hanno paura e per questo i mutaforma non rimangono mai fermi troppo a lungo in un solo posto, preferendo invece una vita più itinerante.
Perciò che futuro può esserci tra l’umanissimo Quinn e il mutaforma Kellan? Non solo quest’ultimo se ne andrà nel giro di qualche mese, ma le relazioni umani-mutaforma sono assolutamente vietate dalla legge.
Tuttavia, non si possono comandare i sentimenti, e quando questi due giovani ragazzi sentono nascere tra loro un qualcosa di potente e per certi versi inspiegabile, come faranno a trovare un modo per stare insieme?
Come se non bastasse, Quinn si sente diverso sotto molteplici aspetti sin da quando il giovane lupo è arrivato in città… E se ci fosse qualcosa di più da scoprire sul suo conto?
Questa è, sommariamente, la trama di “Mezzolupo”, il nuovo lavoro a tema paranormal di Jay Northcote.
È un romanzo che per certi versi si discosta dal canone solito del genere (tipo che i mutaforma vengono riconosciuti dalla società e dagli umani, e non sono individui che devono nascondere la propria natura), ma al contempo rimane molto simile per altri versi (la storia del compagno, la potenza del legame, eccetera). È stato un bel mix equilibrato e devo dire che era parecchio che non leggevo un libro sui mutaforma lupini senza alzare gli occhi al cielo per il modo in cui “l’ormone” prende il sopravvento. Qui sì, c’è comunque l’itensità del legame, ma al contempo i due rimangono lucidi e presenti e non si scende mai in una situazione incontrollabile, cosa che spesso non mi convince e che trovo esagerata.
Quinn e Kelland sono due bei personaggi, caratterizzati bene, molto dolci, in pieno stile Northcote.
Davvero una lettura piacevole e coinvolgente, ideale secondo me anche per chi vuole approcciare il genere paranormal per la prima volta. Consigliato!

4


La copia ARC è stata fornita dall’Autore

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Recensione in anteprima “Il Cammino del Sapiente” – Federica Soprani

Federica Soprani

Titolo: Il Cammino del Sapiente
Autore: Federica Soprani
Serie: Cronache di Daederian #1
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il Cammino del Sapiente

SINOSSI

Briden Lanser vive già da sette anni alla Torre dei Sapienti. Il Cammino che ha intrapreso lo soddisfa e lì, nel bel mezzo delle montagne, ha tutto ciò di cui ha bisogno: amici, affetti, lavoro. Il passato che ha cercato di lasciarsi alle spalle torna prepotentemente a reclamarlo quando i suoi genitori lo costringono a tornare a Roccabruna. Lo attende un incarico diplomatico di estrema delicatezza: Re Uther, sovrano di Daederian, ha ripudiato la sorella di Briden, Miriana, e ha cacciato Blane, il suo gemello, afflitto ora da un male tanto oscuro quanto privo di soluzioni.
Nella corte splendida e corrotta di Llyle, Briden scoprirà che il Cammino che la sorte gli ha destinato nasconde più insidie del previsto, e che portarlo a termine e diventare un Sapiente significa abbracciare quelle pulsioni che ha a lungo soffocato, rischiando di smarrire prima di tutto se stesso.
Ma mentre lui si dibatte tra i suoi desideri e le sue paure, nubi di tempesta si affacciano sull’orizzonte di Daederian.
Non solo Briden il Sapiente, ma anche Uther e Maddox il Bastardo, uniti da sempre da un legame apparentemente indissolubile, dovranno presto fare i conti con un nemico ben più grande e terribile delle loro passioni.

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Da dove parto per scrivere questa recensione? Onestamente non lo so proprio!
Ho appena concluso la lettura di questo sorprendente romanzo e non ho idea di come esprimere a parole tutte le cose che mi frullano per la testa, rendendo giustizia a una lettura tra le più belle fatte quest’anno.
Perciò, andiamo con le cose semplici. Parto col dire che non ho mai letto la serie “Captive Prince” perché non ho mai amato i romanzi storici, né quelli ricchi di intrighi e centomila personaggi che poi mi si confondono e mi rendono ingarbugliata la lettura. Pertanto, quando ho letto che questa serie ne è una sua degna erede, ero un po’ restia a leggerla senza prima avere tutti i volumi della serie, cosicché da poterla assaporare in maniera continuativa, ma l’altra ragazza che doveva leggere il libro ha avuto un problema e, visto che ho tanto amato il vittoriano “Victorian Solstice” dell’autrice, scritto a quattro mani con Vittoria Corella, mi sono detta che valeva il rischio.
Beh, come nel precedente caso, la scrittura di Federica mi ha irretita e trascinata in un mondo soffuso, fatto di immagini impalpabili e momenti fuggenti, di respiri lenti e gesti riverenti. Con la sua scrittura evocativa è stata in grado anche stavolta di farmi apprezzare alcune tematiche che di solito non mi sono congeniali e che evito come la peste. Non che me le faccia amare e capire il senso, beninteso, ma me le rende sopportabili e godibili nell’insieme del testo, cosa che in molti altri hanno fallito.
Con lentezza, Federica ci presenta il Regno di Daederian e i suoi abitanti del Nord, così come quelli del Sud. Ci fa conoscere gli abitanti della capitale Lliyle e la famiglia Lanser di Roccabruna. Con essa, l’ex Regina Miriana, bandita da Re Uther Aramor con disonore, e con essa il fratello di lei, Blaine, che aveva un rapporto stretto e controverso col Sovrano.
Quindi conosciamo il fratello gemello di Blaine, Briden, la voce narrante (per la maggior parte del testo) di questo romanzo, esiliato nella Torre Dei Sapienti dalla sua famiglia a causa delle pulsioni verso gli uomini che questi considerano deviate, e che il ragazzo stesso fatica a riconoscere come proprie della sua natura.
Briden è felice lassù, immerso nella solitudine e nello studio, con i suoi Fratelli e soprattutto grazie all’amicizia con Fratello Nathan. Ma quando la sua famiglia lo richiama in città, come può esimersi dal farsi avanti, visto che il suo amato gemello sembra così ammalato? Non ha compassione per la sua famiglia, ma Blaine è il suo punto debole, e per questo cede e si presenta di nuovo a Roccabruna sperando di portare sollievo al malessere senza nome del gemello.
Qui scopre l’errore di Miriana e capisce di doversi recare alla Fortezza, dove dimora il Re, per implorare il suo perdono e capire cosa è successo al suo amato fratello per renderlo un guscio vuoto, cancellando l’animo vivace e ciarliero che l’ha sempre caratterizzato.
Nella sua improbabile missione, conosce il secondo personaggio fondamentale di questa storia: Maddox il Bastardo, fratellastro del Re, malvisto a corte ma temuto da tutti proprio perché capace di farsi benvolere dal Re come nessun altro e senza apparente sforzo alcuno.
Maddox è sopra le righe sia per carattere che per aspetto, e nasconde molti segreti e fragilità dietro la sua spavalderia e la sua bocca irriverente. Un uomo con un passato oscuro che ci viene solo accennato e che non vedo l’ora di conoscere in maniera più approfondita.
Maddox è un personaggio affascinante, vicino al Re in modi che potrebbero senza dubbio essere definiti discutibili, e che nasconde qualcosa in sé che ancora non ci è stato svelato. L’unica cosa che conosciamo di lui è la simpatia che sente immediata per quel giovane Lanser così diverso dai suoi fratelli e così chiaramente poco avvezzo alla vita di corte; e che ama Uther Aramor in un modo ambiguo e al contempo chiarissimo.
Uther, che con forza e predisposizione al comando, è il terzo personaggio fondamentale del libro e suo terzo protagonista. Un uomo enigmatico, di cui è difficile capirne gli intenti, con una forte passione dentro che tende a sfogare in molti modi diversi. Un uomo che ama poco la vita di corte, ma che banchetta nell’euforia del comando e che, col suo cuore forte e indomito, è capace di amare in molti modi differenti.
Tre personaggi diversissimi, con tre storie agli antipodi, ma che hanno un filo conduttore comune che ci è accennato e che non vedo l’ora di vedere approfondito, soprattutto a causa del finale aperto che preannuncia un secondo volume ricco di azione, al contrario di questo che pare più riflessivo e studiato per presentarci, come detto, personaggi e ambiente in cui si muovono.
Per concludere: quando arriva il secondo volume? Non vedo l’ora di leggerlo!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Non combattere la scintilla” – Kasia Bacon

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Titolo: Non combattere la scintilla
Autore: Kasia Bacon
Serie: Soldiers and Mercenaries #1
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Non combattere la scintilla

SINOSSI

Con l’avvicinarsi del Festival delle Luci, le lanterne něssyriane di carta artigianale attendono la festa più importante dell’anno.
Anche la Casa di Combattimento Lyliňg si sta preparando ai festeggiamenti, spargendo sabbia fresca sull’arena e allestendo un combattimento contro il loro lottatore, l’imbattibile Yüuzuki Ōren.
Il suo ultimo combattimento, uno che non potrà vincere in alcun modo.
Con tutte le probabilità contro di lui, il bellissimo barbaro è praticamente già morto, a meno che il suo amante, Ĥaiatto Ẽkana, non gli dimostri di essere tanto determinato quanto intelligente e trovi il modo per proteggere l’uomo che vuole salvare a ogni costo.

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Non combattere la scintilla” di Kasia Bacon è una storia davvero particolare e molto intrigante. Non conoscevo l’autrice, ma sin dalla prima volta in cui ho letto un estratto ho capito che me ne sarei innamorata. Ho un debole per il fantasy di ogni tipo e se si combina con ambientazioni medievali, non posso far altro che leggerli e desiderare che venga tradotta l’intera serie!

“Sei tutto ciò che avrei mai potuto sognare, tutto ciò di cui avevo bisogno. Perfetto, tu sei perfetto e voglio che te lo ricordi. Vorrei solo avere un po’ più di tempo per amarti ancora.”

È un racconto breve, adatto per avere un po’ di compagnia, ma non pensate sia una lettura semplice e veloce, tutt’altro. Nella prima parte del libro, l’autrice ci presenta le ragioni per cui ha deciso di tradurre il suo racconto e ci spiega la struttura del suo mondo. Questo è sicuramente un vantaggio, che aiuta moltissimo il lettore a comprendere meglio la storia che andrà a leggere.
L’unica pecca della storia è proprio la sua lunghezza. I personaggi sono complessi e presentati alla perfezione. Il mondo, nonostante sia del tutto nuovo, è intuitivo per coloro che sono abituati a leggere storie di questo tipo. Riuscire però ad orientarsi subito tra nomi mai letti e personaggi che non si conoscono, non è certo facile in una sessantina di pagine. Mi sarebbe tanto piaciuto poter leggere prima di questo racconto un altro libro, magari più lungo, così da non dover “perdere tempo” a memorizzare le cariche dei personaggi, ma potendo godermeli fino all’ultimo.
Ho apprezzato moltissimo questa storia e, seppur molto corta, mi ha dato un’idea di cosa ci riserverà l’autrice. Non conosco i protagonisti delle altre sue opere, ma spero proprio di poter leggere la storia di alcuni dei personaggi incontrati da Haiatto.
Quest’ultimo e Yuu sono due personaggi imprevedibili e sicuramente inaspettati. È difficile dirvi a parole quanto sia sorpresa di aver letto la loro storia e non essere riuscita ad interrompere la lettura fino all’ultima riga. Nulla è scontato.
La società, così come è strutturata, rende ancor più difficile la loro missione.
La speranza che guida Haiatto e la determinazione, che invece guida Yuu, mi hanno portata ad amarli e sperare per loro un futuro che non era ancora delineato.

“La prima volta che mi ero preso cura delle sue ferite era rimasto fermo immobile a osservarmi con grande attenzione, quasi fosse stato sbalordito.”

Vi consiglio la lettura di questa storia e spero tanto che la casa editrice tradurrà ancora le storie di Kasia Bacon, perché non vedo l’ora di poter leggere ancora le storie dei personaggi dell’Universo dell’Ordine.

4.5


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: Queen Edizioni, Recensioni

Recensione “Nella casa della Bestia” – Rosalie Hawks

Rosalie Hawks

 

Titolo: Nella casa della Bestia
Autore: Rosalie Hawks
Genere: Fantasy
Prezzo: 3,99€
Casa Editrice: Queen Edizioni
Link all’acquisto: Nella casa della Bestia

SINOSSI

“La Bestia cambiava le sue vittime dall’interno, le mutava grazie all’orrore che incuteva loro, le faceva a pezzi e le riplasmava secondo il proprio gusto. Tutti sapevano che chiunque entrasse nella Casa della Bestia ormai era perduto.”

A ventisette anni Alex, lontano dal posto isolato e per niente accogliente in cui è cresciuto, ricorda di quando poco più di sette anni prima si offrì come vittima sacrificale per la misteriosa Bestia che aiutava la sua città a prosperare. La Bestia era una creatura strana di cui nessuno aveva mai visto l’aspetto. Lei era obbligata a supportare la città per via di un patto stretto fra essa e i cittadini tramite una Strega, in cambio ogni sei anni riceveva un anno di vita di un giovane. Alex fu costretto a convivere per dodici mesi in una casa misteriosa con la Bestia, vivendo una sorta di fiaba contemporanea che lo ha portato a essere ciò che è ora.

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Inizi a leggere per caso (e un po’ titubante) un romanzo – un po’ perché non sai se è il momento giusto per leggere (lo so che mi capite, tutti i lettori hanno dei momenti in cui sembra che non c’è nulla di adatto), un po’ perché trecento e passa pagine quando non sei convinta di leggere ti sembrano parecchie – e poi le pagine scorrono come se nulla fosse e ti ritrovi alle ultime senza esserti pressoché accorta delle ore che passavano.
Questo è ciò che mi è successo leggendo “Nella casa della bestia: Non cercarmi. Trovami.”. Un libro che già dal titolo fa sorgere una domanda, che poi è quella che si pone anche Alex, il nostro protagonista: “Come faccio a trovare qualcuno, se non lo cerco?”.
La Bestia non è come lui se l’aspettava, e i suoi mesi vissuti da “sacrificio” di suddetta non sono per nulla quello che immaginava.
Le atmosfere mi hanno ricordato tantissimo per molti versi “Il castello Errante di Howl” e il mito di “Amore e Psiche” oltre che, forse la più famosa “La bella e la Bestia“, ma sono state appunto solo assonanze, perché la storia è assolutamente originale.
La Bestia, che impareremo a conoscere con il nome di Nemo, farà davvero a pezzi dall’interno Alex; solo che lo farà in maniera decisamente meno truculenta di quello che ci aspettavamo. Ma non per questo, in un certo senso, meno dolorosa.
Tutti i “sacrifici” della Bestia usciti dalla casa sono diversi da quello che erano una volta entrati. Dal punto di vista dei cittadini di New Blue perdevano se stessi per causa della Bestia, ma è proprio così che vanno le cose? Tutti le “vittime” della Bestia erano davvero vittime? E se lo erano, davvero era Nemo il carnefice?
Questa storia parla di incontri e separazioni. Di gioia immensa e di dolore straziante. Di conoscersi e amarsi perché è quella la base per la felicità. Cercare “chi ci completa” è una grande farsa, e non c’entra con l’amore. Perché non abbiamo bisogno di qualcuno che ci completa. Siamo già completi da soli. E solo quando lo capiamo e impariamo ad amarci, possiamo trovare qualcuno da rendere fiero, qualcuno che ci renderà fieri. Scegliere qualcuno, nonostante il dolore che sappiamo potrà portarci. Sceglierlo sempre.
La storia di Alex si dipana tra passato e presente, in compagnia di tanti personaggi che lo accompagneranno. Ogni pagina ha il suo posto importante nella crescita del personaggio e anche del lettore.
Del resto l’autrice l’ha dedicato a chiunque si sente Alex, e sono certa che almeno in una parte per quanto piccola, ognuno di noi si sente Alex. E rimane in noi la consapevolezza che:

«Nonostante tutto respiri ancora. E ricordati sempre anche di ogni singola volta in cui ti sei ricordato che nonostante tutto respiravi ancora: celebra le tue vittorie, anche quelle contro te stesso. Al mondo esiste solo una persona a cui appartieni e a cui dovrai sempre tutto e quella persona sei tu.»

Questo è un romanzo che spinge a guardarsi dentro, più di quanto ci si aspetti da un “semplice” romanzo fantasy. Ma del resto, le fiabe, non nascondono sempre un significato molto più profondo di quello che si legge in superficie?

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice