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Recensione in anteprima “Amore a Mezzanotte” – Ana Ashley

Titolo: Amore a Mezzanotte
Autore: Ana Ashley
Genere: Contemporaneo, Festività, Retelling, Kink, accenni FF
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Amore a Mezzanotte

SINOSSI

Se non sapessi che è impossibile, penserei che la mia vita è una favola.

Orfano? Ce l’ho.
Matrigna cattiva? Ce l’ho.
L’unico problema con la mia teoria è la mancanza di un principe affascinante che arrivi in mio soccorso.
Almeno finché non fa la propria comparsa Xander. Che è affascinante, stupendo e premuroso. Con lui la mia vita non sembra una lista infinita di faccende.
Solo dopo che la mia matrigna ha combinato l’impensabile, la mia unica speranza è vincere un concorso editoriale.
Però poi scopro chi è davvero Xander, e anche questo mio sogno diventa una causa persa.

Slanif2

Ashton “Ash” Cinder è proprio come Cenerentola: ha una matrigna cattiva, due sorellastre e la completa gestione di una casa e un’azienda sulle sue spalle. Cosa gli manca? Ma il Principe Azzurro, ovviamente!; anche se lui è piuttosto propenso a credere che non lo incontrerà mai…
Tuttavia, tali fattezze le assume Alexander “Xander” Blackwood quando, un giorno qualsiasi, arriva al mercato dove Ash vende la sua merce e i due si conoscono, facendo scattare subito una scintilla di interesse.
Sembra tutto un idillio senza precedenti, vero? Ebbene, le cose non sono affatto così semplici perché Ash ha un sogno: fare lo scrittore; Xander è niente di meno che il futuro capo della Blackwood Publishing, ma non ne ha fatto parola con Ash. Cosa succederà quando questo segreto verrà a galla? E cosa succederà quando un concorso letterario si metterà in mezzo e rischierà di rovinare tutto?

«Mio nonno aveva una teoria,» racconta Xander. «In qualsiasi momento ci sono migliaia, se non milioni, di persone che leggono un libro. Quando molte di esse raggiungono l’ultima pagina, tutti quei buoni sentimenti, il lieto fine, le risoluzioni e la positività, devono avere un impatto sull’universo.»
«È una bella teoria.»
«Ash, mi dispiace che tu abbia perso i libri dei tuoi genitori. Spero che un giorno, da qualche parte, qualcuno li legga e rilasci tutta la felicità dell’universo per te.»

Retelling in chiave moderna e LGBTQ+ del racconto classico “Cenerentola”, è il primo romanzo di Ana Ashley che leggo, ma devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa autrice. Ha un stile scorrevole e accattivante, con una creazione di storia e personaggi complessa ma non sovraccarica.
Ash e Xander mi sono piaciuti entrambi e anche se molto diversi, hanno saputo conquistare le mie simpatie. Sono due ragazzi giovani (infatti, hanno intorno ai venticinque anni, anche se onestamente all’inizio li avevo immaginati almeno trentenni se non qualcosina di più) che vorrebbero realizzare i propri sogni ma che sono bloccati in delle realtà che vanno loro strette. Hanno desideri e pulsioni (alcune anche particolari, come si evince dal genere “Kink” segnato, ma niente di trascendentale, non preoccupatevi) che vorrebbero assecondare, ma le famiglie hanno aspettative su di loro e i loro futuri, così come il fatto che fanno fin troppo affidamento su di loro. Ash è soverchiato dalle richieste della matrigna (che è antipatica da morire, fatemelo dire, e non riesco a farmela piacere nemmeno dopo che si redime) e le sue due sorellastre (che per fortuna invece sono adorabili); Xander lo è dalle aspettative dei ricchi genitori che pensano più al patrimonio che alla sua felicità.
Una storia d’amore, dunque, che parrebbe non avere seguito (anche per le “classi sociali” differenti), ma che invece è così pura e sincera – con un pizzico di atmosfera Natalizia a rendere tutto più magico – da resistere ai vari scossoni e richiedere a gran voce il suo lieto fine.
L’unica nota un po’ stonata è il fatto che non si riconoscano in un determinato frangente solo perché portano delle maschere (ma si parlano l’un l’altro, quindi la voce dovrebbe essere riconoscibile, no?) e che tutti gli equivoci nascano perché, fondamentalmente, non si parlano né fanno domande a riguardo. Sono ovviamente entrambi espedienti per la funzionalità della storia, me ne rendo conto, ma li ho trovati un po’ troppo fanciulleschi, per i miei gusti.
Menzione d’onore anche a Nicki (migliore amica di Ash e sua Fata Sorellina) e a Mia (segretaria e migliore amica di Xander) che non solo porteranno il tocco FF alla narrazione, ma saranno davvero due Fate Madrine coi fiocchi per questi due ragazzi confusi!
Menzione ricca di antipatia, invece, per l’ex di Xander che porterà al conflitto e che, davvero, dovrebbe rifarsi una vita senza cercare di rendere infelici gli altri come lo è lui!
Insomma, una lettura perfetta per questo periodo e per chi, come me, ama sognare che, in amore, tutto è possibile.

p.s.= Vi suggerisco di iscrivervi alla Newsletter dell’autrice per ricevere una scena bonus da questo romanzo, che vi farà sospirare e avere gli occhi a cuoricino!

4

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Un giorno, sul treno” – K. C. Wells

Titolo: Un giorno, sul treno
Autore: K. C. Wells
Genere: Contemporaneo, Kink
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,50€
Link all’acquisto: Un giorno, sul treno

SINOSSI

Io sono etero. Quindi quando un ragazzo gay mi ha chiesto un appuntamento, perché mai gli ho detto di sì? E perché sono eccitato all’idea di rivederlo di nuovo?
Okay, ricominciamo da capo…
Per tutti i miei ventisei anni di vita ho sempre pensato di essere etero: sono uscito con donne, sono stato a letto con donne e sì, di tanto in tanto mi sono chiesto come sarebbe stato sperimentare con un ragazzo. Lo abbiamo fatto tutti, giusto? Almeno un paio di volte. Solo che non ho mai fatto altro che chiedermelo.
Eppure, dopo una conversazione con lui…
Non so ancora perché gli abbia risposto di sì. Non stava proprio flirtando con me, almeno non molto. Avevamo solo parlato e dopo mi aveva chiesto di uscire.
Okay, sarebbe stata una nuova esperienza. Potevo gestire il tutto. Ma se avesse voluto venire a letto con me?
Che dire? Sono nervoso. Sono confuso. E quella faccenda dell’essere etero?
Sì, ci sto ripensando. Alla grande.
E non vedo l’ora che sia sabato per rivederlo di nuovo.

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Lee Tennant ha ventisei anni e una vita intera alle spalle in cui è stato convinto di essere etero.
Le sue certezze vacillano quando, alla stazione di Paddington, a Londra, incontra il ventisettenne Daniel Bond, gay dichiarato, che sta avendo una brutta giornata al lavoro e un cellulare quasi spento a causa della batteria scarica.
Sarà proprio la proposta di prestare un caricabatterie portatile da usare per scongiurare l’emergenza che spingerà Lee e Daniel a parlare e a organizzare un appuntamento.
Ma cosa succederà quando Daniel scoprirà che Lee non è gay? E perché Lee ha detto che sarebbe andato, quando in teoria gli uomini non gli interessano?
Sono queste le domande che avranno risposta in questo stand alone firmato K. C. Wells che ci regala una storia semplice, senza scossoni particolari, forse un po’ troppo “favola” visto che fila tutto incredibilmente liscio; ma se volete un romanzo senza tragedie e drammi, questa è senza ombra di dubbio la lettura che fa per voi.
Daniel è un personaggio molto carino. Come dicevamo, è gay dichiarato e non ha nessun problema che il mondo lo sappia. Gli piace mettersi il lucidalabbra, mettersi lo smalto (e altre cose molto più kink) e ha le mèches nei capelli. Il suo aspetto androgino fa quasi pensare che sia frivolo, invece è una persona con i piedi per terra e che sogna il Grande Amore.
Lee è, come dicevamo, un uomo che ha creduto per tutta la vita di essere etero e che adesso si ritrova spaesato nel mondo della bisessualità. La prende con filosofia, però, questo è certo, e forse è l’unica pecca che ho notato nel romanzo. Lee è un po’ troppo rilassato sull’argomento, soprattutto quando entrano in gioco smalti e trucco. Capisco che non ci sia assolutamente niente di male in un uomo che si trucca e si mette lo smalto, ma onestamente pensare a un ragazzo di quasi trent’anni che non aveva nemmeno mai pensato gli potessero piacere gli uomini che non batte ciglio di fronte a certe questioni… Beh, è una cosa che ho trovato un po’ troppo fantasiosa.
Nel complesso, nonostante l’amore e il “E vissero per sempre felici e contenti” che arriva velocemente, la storia di Lee e Daniel è molto carina e assolutamente godibile, piena di speranza e dei buoni sentimenti di cui ultimamente sentiamo tanto tutti il bisogno.
Concludo dicendo che la storia di Mick e Pete e quella di Niell mi hanno molto incuriosita, quindi chissà se ci saranno dei libri su di loro? Io aspetto fiduciosa!

4

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Recensione “Le gemme del Re” – Giulia Holm

Titolo: Le gemme del Re
Autore: Giulia Holm
Genere: Storico, Erotico, BDSM, Kink, Dark
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Le gemme del Re

SINOSSI

Il re del Regno del Nord aveva qualsiasi cosa potesse desiderare, ma l’arrivo di un giovane contadino cambiò le carte in tavola. Venduto dalla sua famiglia per risollevarsi economicamente, il re lo prese a corte in qualità di schiavo del piacere da aggiungere al suo harem. Non voleva perdersi l’occasione di godere delle carni di quel fanciullo, che aveva anche scoperto di essere vergine.
Tuttavia, Zenit non aveva nessuna intenzione di diventare il nuovo trastullo del sovrano, piuttosto preferiva continuare a zappare la terra.
Zenit si ritroverà a vivere a corte, a conoscere le pietre preziose del re, soprattutto il favorito, Ginone. Cosa accadrà quando si renderà conto che la sua attrazione per Ginone sarà fin troppo forte per essere elusa?
Il re è molto geloso delle sue gemme, soprattutto della sua perla rara… l’amore che riserva a lui è indistruttibile.

Slanif2

Zenit, un giovane contadino, si vede costretto a essere venduto al Re del Nord dai suoi genitori, che non sanno come tirare avanti senza quell’aiuto economico. La loro idea è di fargli fare le pulizie o il cuoco, ma quando il Re afferma di non avere bisogno né dell’uno né dell’altro, Zenit è convinto che le cose non andranno come previsto. Tuttavia, il Re ha un altro compito per lui, e glielo propone senza indugio davanti ai suoi genitori, dimostrando quanto sia abituato a ottenere tutto quello che vuole: Zenit potrà rimanere a Palazzo se è disposto a entrare a far parte del suo harem di “gemme preziose”, come le chiama lui, riferendosi all’harem di uomini a sua disposizione, con cui indugia di sovente in pratiche sessuali.
Zenit accetta solo per salvare il futuro dei genitori, ma poi si ritrova costretto a pregare il Sovrano di non togliergli la sua dignità e di non umiliarlo, ricevendo la stessa risposta che se l’avesse chiesto a un muro di gomma.
Inizia così la vita di Zenit a Palazzo, tra festini, orge, pratiche più o meno discutibili e gelosie.
Riuscirà il giovane contadino a non perire e a salvare quanto più possibile la sua dignità?
Questa è, in breve, la trama di questo romanzo di esordio di Giulia Holm, che ci racconta un mondo inventato ma ricco di intrighi e personaggi più o meno discutibili. Le caratterizzazioni di cui alcuni, infatti, sono davvero ben fatte, mostrano personaggi crudeli, spesso spinti solo dai propri egoistici desideri e non sempre con quella sufficiente umanità da renderli gradevoli.
La storia di per sé è interessante. Le dinamiche mi hanno ricordato un po’ una serie di romanzi stranieri molto famosa, ma le caratterizzazioni di cui parlavamo prima fanno sì che non sia possibile fare confusione tra l’uno e l’altro.
La trama è ben architettata e nel complesso l’idea è interessante; l’unico problema è la forma del testo, che dovrebbe essere rivisto, in quanto presente di diversi refusi che appesantiscono la lettura. Non che sia scritto in modo incomprensibile, intendiamoci, ma consiglio all’autrice di affinare il testo, magari con l’aiuto di un professionista che renderà di sicuro la lettura molto più pulita e scorrevole.
Concludo dicendo che, già come si evince dalle note iniziali del testo, questo non è esattamente un romanzo “leggero”, perché ci sono tante pratiche sessuali spinte e descritte nei dettagli, quindi se non siete amanti del genere, magari sfruttate l’anteprima su Amazon per farvi un’idea. Se invece amate i romanzi belli caldi… direi che è decisamente la lettura che fa per voi!

3.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione in anteprima “Mano delicata” – Nora Phoenix

Titolo: Mano delicata
Autore: Nora Phoenix
Serie: Mani perfette #3
Genere: Contemporaneo, BDSM, Kink, Threesome, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Mano delicata

SINOSSI

Ford non ha mai voluto essere un Daddy. Dunque, come ha fatto a finire non con uno, ma ben due ragazzi che ne hanno bisogno…?

Padron Ford ama la sua vita. È rispettato nel suo locale, ha una vasta scelta di ragazzi con cui recitare ed è felice di essere single.
Quando il proprietario del locale gli chiede di prendersi cura di due ragazzi che hanno subito violenza, Ford accetta con riluttanza. Ma quando uno dei due non parla nemmeno, e l’altro è un fascio di ostilità, Ford si chiede se non si sia cacciato in una situazione più grande di lui.
Ci vorrà molto tempo per guadagnarsi la loro fiducia, visto che gli abusi che hanno subito sono peggiori di quanto Ford non si fosse immaginato. Ma quando scopre che Thierry è un piccolo e che Jathan ha bisogno di un Daddy risoluto, Ford si domanda se riuscirà ad essere ciò di cui entrambi i suoi ragazzi hanno bisogno. Ma dove si collocano i suoi bisogni in tutto ciò?

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Siamo arrivati al volume quattro di questa serie, dove abbiamo conosciuto diversi modi di vivere una relazione BDSM incentrata sulle figure dei Daddy e dei loro ragazzi, più o meno capricciosi e di svariate fasce d’età.
Credevo che il libro su Raf fosse il più duro da leggere, almeno per me che non amo molto la dinamica Daddy/bambino, e invece mi sbagliavo: questo è il libro più tosto della serie e  per molteplici fattori.
Oltre che l’age play qui ci troviamo di fronte alla storia di un uomo, Ford il mentore di Rhys, che non credeva di aver bisogno di nessuno, che di punto in bianco si ritrova a dover ospitare, consolare, accudire e cercare di riportare alla vita, due giovani ragazzi tenuti in schiavitù da un mostro.
Gli “orchi” non esistono solo nelle favole, purtroppo anche nella realtà, e Thierry e Jathan ne portano il ricordo indelebile sulla pelle e nella psiche:

“Un uomo adulto, terrorizzato dei mostri che si nascondevano nell’oscurità. Ma che senso aveva? Non voleva comunque prendere medicinali. “Quanto ci vorrà prima che tornerò ad essere sano?”

Jathan e Thierry sono stati tenuti prigionieri da un uomo che li ha brutalizzati, percossi, privati del cibo e della libertà per oltre un anno e i due non si fidano più di nessuno.
Sono due giovani sub che si sono fidati della persona sbagliata, che gli ha mostrato un lato che col BDSM non c’entra nulla e ora che sono riusciti a mettersi in salvo, e accolti da Ford, non scoprono tutto un mondo nuovo, che non capiscono a pieno:

“La sottomissione deriva da un genuino desiderio di compiacere. L’obbedienza può dipendere da diversi motivi, compreso un desiderio di evitare il dolore, o sventare una punizione… Con il mostro, Jathan aveva imparato a rispondere ed obbedire per paura. La disobbedienza si pagava a caro prezzo, quindi faceva quello che gli veniva detto per puro istinto di sopravvivenza. Ma Ford gli aveva fatto voler rispondere. Gli aveva fatto desiderare di obbedire, solo perché…”

A un primo sguardo sembrerebbe Thierry quello messo peggio, visto che non parla, emette solo dei suoni e si esprime solo con lo sguardo terrorizzato. Fisicamente è il più provato dei due ragazzi, ma è il primo che riesce a capire che può fidarsi di Ford.
Ford è il Dom giusto per far uscire i due dallo stato di apatia e terrore in cui stanno ancora vivendo.
I due ragazzi sono stati privati del loro futuro ed è ora che se lo riprendano; Ford è molto paziente con loro e per non ferirli ulteriormente non si accorge subito che i deu ragazzi non sono semplicemente due sub, ma due ragazzi che non sanno di voler un Daddy nella loro vita.
Anche per Ford ritrovarsi Daddy per la prima volta nella sua vita è spiazzante, ma con i due giovani gli viene naturale.
L’osso più duro da “educare” è Jathan, che lo sfida continuamente e che sembra essere molto arrabbiato e risentito con Thierry. I due dovranno cercare di mettere chiarezza nel loro rapporto, sempre con l’aiuto di Ford:

“”Bravo ragazzo,” disse Ford… Il potere che quelle semplici parole avevano su di lui era pericoloso. Avrebbe dovuto fare attenzione perché aveva la sensazione che avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di sentirgliele pronunciare.”

Jathan non riesce a capire del tutto cosa Ford ci guadagni da tenerseli in casa, perché non ha ben chiaro in cosa consista davvero il BDSM:

“”Hai mai fatto qualcosa per qualcun altro che ti ha fatto sentire bene perché ti ha fatto rendere conto di quanto significasse per quella persona? …Come ti ha fatto sentire?”…” Mi faceva sentire bene dentro. Ma non capisco come questo abbia qualcosa a che fare con l’essere un Dom.”…è esattamente così che mi sento io quando do ai miei sub ciò di cui hanno bisogno. Un bravo Dom sa leggere i bisogni dei propri sub.”

Ford ha mille sfaccettature perché unico, come unici siamo tutti e anche se la società ci incanala in categorie, nulla ci vieta di uscire dagli schemi e creare una dimensione per essere se stessi, senza preoccuparsi di essere attivi, passivi, Dom o Sub; semplicemente ognuno deve essere quello che si sente di essere:

““La società ci insegna che l’indipendenza dovrebbe essere lo scopo verso cui dovremmo tutti aspirare. E se è questo che la gente vuole, benissimo. Ma non fa per tutti. Alcune persone provano un profondo desiderio di essere accudite, e non c’è niente di male in questo. Tutto ciò che bisogna fare è fidarsi della persona giusta… “Non esiste normale. Siamo tutti diversi e unici, e abbiamo tutti dei bisogni particolari. Due sub non sono mai uguali. Ciò che fa eccitare un sub può essere fonte di irritazione per un altro. Non sei più strano di qualsiasi altro sub con cui abbia lavorato in passato.”

Jathan e Thierry dopo tanto dolore e paura hanno trovato qualcuno che si prenderà cura di loro, se glielo permetteranno: in Ford hanno trovato un amico, un protettore, un amante, un consolatore, una persona che ha deciso di dedicare a loro tutte le sue cure…
Pur rimanendo questa una tematica del BDSM che non è mai stata molto nelle mie corde, devo riconoscere ancora una volta l’abilità di questa autrice di aver reso bene il tipo di rapporto che lega i personaggi.
Ha reso scorrevole una lettura per me ostica, visto che non condivido lo stile di vita descritto, senza mai indugiare in particolari estremi: non entra mai nel vivo delle torture subite dai due ragazzi e non rende il kink che praticano una “barzelletta” perché ha trattato l’argomento con delicatezza e tatto.
Certo, ci sono anche una serie di scene molto piccanti tra i tre, ma senza mai scadere nel volgare.

4.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Il migliore amico di mio padre” – D. J. Jamison

Titolo: Il migliore amico di mio padre
Autore: D. J. Jamison
Serie: Thrust into Love #1
Genere: Contemporaneo, Scolastico, Gap Generazionale, BDSM, Kink
Casa Editrice: Self Publiser
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il migliore amico di mio padre

SINOSSI

In apparenza, non prendo le cose troppo sul serio.
Non i miei voti bassi, non le compagnie che frequento, non la mia incapacità di trovare il mio scopo nella vita.
Ma questo era prima.
Prima che il Daddy dei miei sogni erotici entrasse nel quadro.
Prima che si rivelasse essere il migliore amico di mio padre.
Prima che lo convincessi a concedersi una notte di piacere senza vincoli.
Non pensavo a quanto sarebbe stato magico.
Non sapevo che quando mi sculacciava e mi offriva parole di lode, la mia anima le avrebbe assorbite.
Non mi rendevo conto di quanto sarebbe stato piacevole quel daddy kink.
Una notte non avrebbe mai potuto essere abbastanza.
Perché ci tengo. Troppo.
E quando la vita mi manda in una spirale emotiva, Trace si fa avanti per supportarmi, dimostrandomi che anche lui ci tiene.
Tutto è diventato molto reale molto in fretta.
Ma siamo pronti per affrontare le conseguenze?
Non posso permettere a nessuno, nemmeno a mio padre, di mettersi tra me e Trace.
Ho finalmente trovato il mio Daddy e lotterò per tenermelo.

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Primo volume della serie “Thrust into Love” di D. J. Jamison, “Il migliore amico di mio padre” ci racconta la storia d’amore tra Cooper e Trace.
Trace è un perfetto Daddy, dolce e sempre attento, che mette i bisogni del suo ragazzo prima dei propri. Il suo personaggio mi ha incuriosita sin da subito, perché aveva molte delle caratteristiche che ricerco in un buon protagonista. Oltre ad essere un bell’uomo è amorevole e sicuro di sé, sa cosa vuole e cosa può ottenere. Cooper è molto diverso da Trace, è ancora un ragazzo che non conosce se stesso abbastanza bene da poter interagire con sicurezza e determinazione. Il suo personaggio rimane incerto in alcuni momenti e deciso in altri, un’altalena di emozioni e azioni che sicuramente lo distingue dal suo Daddy e che lo rende adatto a ricevere attenzioni da qualcuno che sente il bisogno di tenerlo in riga.
È ben chiaro quanto l’autrice spinga su di lui per formare la coppia e riappacificare i due amici. Cooper è nel mezzo, tra il suo Daddy, molto più grande di lui, e suo padre, miglior amico di Trace.
Non sono abituata a leggere storie kink con Daddy e monelli e non avevo idea di cosa mi sarei trovata davanti. La dinamica che lega Trace e Cooper è davvero molto particolare e interessante. Il continuo utilizzo dei vezzeggiativi non mi ha entusiasmata molto, lo ammetto, ma il modo in cui i due si completano è perfetto. Trace ha bisogno di donare amore e prendersi cura di qualcuno e Cooper è il ragazzo giusto per lui. L’autrice è stata molto brava a mettere in evidenza le caratteristiche della loro relazione, tanto da renderla una relazione equilibrata e originale.
Il rapporto tra Trace e il padre di Cooper, al contrario, l’ho trovato poco credibile. Se all’inizio c’era la possibilità che si evolvesse, andando avanti è diventata sempre meno realistica, fino ad arrivare a sembrare solo una bozza di ciò di cui la storia aveva bisogno. Anche se la storia tra Trace e Cooper è al centro, il motivo per cui Trace si riavvicina è fondamentale e la figura del suo migliore amico e padre di Cooper ha un’importanza non indifferente. Immaginate che il vostro amico di una vita con cui state cercando di riallacciare i rapporti, e che già in precedenza pensavate vi avesse tradito, va a letto con vostro figlio mentre voi state facendo di tutto per riavvicinarvi e dimostrare che siete intenzionati a ricreare quel legame che vi è mancato per molto tempo. Il modo in cui il tutto viene trattato è superficiale ed è un vero peccato, perché ciò influenza la relazione tra Trace e Cooper e le attribuisce una banalità che invece non avrebbe mai avuto se si fosse trattato meglio il tema. Se i personaggi secondari fossero stati più presenti e ben caratterizzati, credo che anche la storia d’amore ne avrebbe giovato molto.
Nel complesso è una storia che ho letto con curiosità perché tratta tematiche particolari, ma avrebbe potuto convincermi maggiormente se solo si fosse data attenzione ai particolari e ai sentimenti di tutti i personaggi.
Continuerò a leggere questa serie perché sono curiosa di scoprire chi comparirà, ma spero che l’autrice si concentri di più sulla storia e non solo sui due protagonisti.

3.5
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Recensione in anteprima “Il potere di Sivney” – Nora Phoenix

Titolo: Il potere di Sivney
Autore: Nora Phoenix
Serie: Il Branco Hayes #7
Genere: Mutaforma, Mpreg, Paranormal, Erotico, Threesome, BDSM, Kink, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Il potere di Sivney

SINOSSI

Quando un ragazzo pieno di bisogni rende impossibile prendere le cose con calma…

Sivney è determinato a concedersi il tempo necessario per conoscere i suoi nuovi amori, Naran e Lev. Dopotutto, ognuno di loro porta con sé un bel bagaglio emotivo, e capire quale sia la maniera giusta di adattarsi l’uno all’altro non è semplice.
Lev, tuttavia, non può aspettare che Sivney sia pronto per qualcosa di più. Ha bisogno che entrambi i compagni si prendano cura di lui subito. Anzi, vorrebbe lo avessero già fatto. Riuscirà Sivney a decidersi e dare più di ciò che è sempre stato disposto a concedere, nel momento in cui Lev ne avrà davvero la necessità?
Il branco nel suo complesso comunque ha preoccupazioni più grandi. La guerra civile è sul punto di scoppiare e, dal momento che la capitale è a poche miglia di distanza da loro, l’incolumità del branco è messa a rischio. Ciononostante, quando uno dei membri della famiglia si ammala gravemente, persino la guerra perde di priorità…

Il Potere di Sivney è l’ottavo libro della serie Il Branco Hayes, una serie bestseller di romance mpreg che deve necessariamente essere letta in ordine affinché sia possibile godere della sua trama complessiva. In questo MMM sono presenti del kink, tantissimo amore e qualche momento di grande angst, ma il lieto fine è assicurato per ognuno dei personaggi presenti!

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Ottavo volume della serie “Il branco Hayes” di Nora Phoenix, “Il potere di Sivney” ci presenta ancora una volta Naran Sivney e Lev, un trio che avevamo già incontrato in “L’obbedienza di Lev“.
Conosciamo già i protagonisti e ancora di più tutti gli altri personaggi, che hanno già avuto la loro storia d’amore e che compaiono nei precedenti volumi.
Se avete già letto questa serie sapete che l’autrice ci ha lasciati in un momento importante per il trio e per l’intero branco.
La storia si infittisce sempre di più, i colpi di scena sono inaspettati e ricchi di suspense. Tutti i membri del branco Hayes avranno un ruolo in questo volume, che tra tutti mi è sembrato quello più corale e completo. Ci riporta i precedenti protagonisti e i nuovi, che non vedo l’ora di conoscere e sapere quali nuove threesome l’autrice creerà.
Lev, Naran e Sivney sono un trio che ho apprezzato dal primo incontro. Hanno avuto un passato difficile e l’inizio della loro storia non è tra i più felici, ma insieme sono una forza della natura. Non si possono non amare, specialmente se si considera quanto le loro personalità si distinguano rispetto agli altri membri e come siano perfetti l’uno per l’altro.
Se nel primo libro a loro dedicato li avevamo conosciuti, qui i loro personaggi vengono approfonditi e acquisiscono più spessore.
Le scene di sesso sono importanti per vedere come Sivney unito ai suoi compagni riesca a crescere e adattarsi. Lev e Naran si conoscono già, ma inserire un nuovo membro nella loro relazione non è certo semplice.
La loro è una di quelle storie che mi ha fatto battere il cuore: dolce, sensuale e intrigante. Una storia che merita di essere letta, perché il loro amore è tangibile e invidiabile.

“Pensava che l’amore sarebbe stato sereno, bellissimo, solenne. E invece era confusionario da morire, disordinato e doloroso. E, nonostante ciò, non dubitava delle parole di Naran, perché lo vedeva nei suoi occhi, quell’amore.”

Questa serie è diventata sin da subito una delle mie preferite. Ogni qualvolta termino uno dei volumi sto già aspettando l’uscita del prossimo, con la speranza che avvenga il prima possibile.
La Phoenix è riuscita a creare una storia complessa e molto articolata, ma dettagliata e strutturata affinché il lettore possa seguirla con facilità e provare a farsi un’idea dei futuri eventi, rimanendo però sempre con il fiato sospeso e sorpreso quando questi vengono presentati.
Se conoscete il branco Hayes non potete perdervi la storia di Lev, Naran e Sivney. Non consiglio la lettura a chi non ha mai letto i volumi precedenti, perché la storia è fitta e ricca di dettagli, impossibili da apprezzare a pieno se non si conoscono tutti i personaggi e le vicende.

5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Incontri di mezzanotte + Scena tagliata Vol. 3 + Scena tagliata Vol. 5” – N. J. Lysk

Titolo: Incontri di mezzanotte + Scena tagliata Vol. 3 + Scena tagliata Vol. 5
Autore: N. J. Lysk
Serie: Le Stelle del Branco #0.1, #3.1. #5.1
Genere #0.1: Paranormal, Mutaforma
Genere #3.1: Paranormal, Mutaforma, Mpreg, Incesto, Kink, Erotico
Genere #5.1: Paranormal, Mutaforma, Erotico
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Scaricabili solo per gli iscritti alla Newsletter

SINOSSI

Incontri di mezzanotte
La scena in cui Gabriel invita Alec a unirsi al branco.

Scena tagliata Vol. 3
Il capitolo 3 alternativo di “Un Alpha per il Branco” (un po’ più pesante sul kink)

Scena tagliata Vol. 5
Una scena inedita de “L’Amato dal Branco

Slanif2

A sorpresa, N. J. Lysk ci regala delle storie aggiuntive della sua serie “Le Stelle del Branco”. Alcune sono approfondimenti di scene che nel libro hanno subito tagli e modifiche, un’altra è dedicata a una scena del tutto inedita e ai personaggi di Gabriel e Alec.
Essendo tre racconti brevissimi, ho deciso di recensirli per voi in un’unica occasione, così da potervi dare la possibilità in una sola volta di scaricarli gratis e leggerli, senza doverli andare a pescare nei meandri del blog.
Cominciamo parlando di “Incontri di mezzanotte”, la scena #0.1 che si svolge prima dell’inizio della serie e che è dedicata a come Gabriel invita Alec a prendere parte al loro singolare branco, con così tanti Alpha e un solo Omega, Ray. Alec all’inizio è titubante, ma poi Gabriel riesce a convincerlo, complice anche il fatto che hanno un passato in comune e che qui ci viene accennato. Ammetto che questa coppia mi piaceva molto già dalla serie principale, quindi sono contenta di aver potuto leggere questo loro approfondimento senza che sfociasse in qualcosa di sessuale ma che anzi, parlasse dei loro sentimenti e speranze.
Il secondo speciale è dedicato a una scena approfondita del volume 3, “Un Alpha per il Branco”, dove vediamo la scena di sesso tra Gabriel e Ray in cui Gabriel è fortemente… come dire… ispirato dal seno gonfio per l’allattamento di Ray e ciò diventa il centro del racconto. Ovviamente, se leggete solo questo racconto senza aver letto il secondo volume, avrete le idee un po’ confuse circa certe dinamiche, ma se lo avete letto, allora andate tranquilli che sicuramente vi intrigherà questo kink decisamente insolito. È la prima volta che ne leggo e, sinceramente, sono un po’ perplessa a riguardo, ma so che è un kink che esiste, perciò… Chi sono io per giudicare? A ognuno il suo, della serie.
L’ultima chicca è invece una scena del tutto inedita proveniente dal volume 5, “L’Amato dal Branco”. Come dice l’autrice, contiene spoiler dei primi volumi e, idealmente, è bene leggerla solo dopo aver superato la metà del quinto volume, in quanto racconta della scelta di Josh rispetto alla richiesta che gli fa Ray a un certo punto (e che qui non vi spoilero per ovvi motivi, se tante volte non siete ancora giunt* fino a lì) del libro. Qui assistiamo a come Ray reagisce e come chieda l’aiuto di Sergi (che però io stravedo con Iesu, che è praticamente la mia coppia preferita della serie, lo ammetto!) per superare quel momento terribile. La tematica, infatti, è sofferta e tutt’altro che semplice, ma Sergi è gentile e Ray cerca di fidarsi di lui, anche se non è Josh.
Insomma, tre aggiunte carine e brevissime che ampliano alcuni momenti o riempiono dei vuoti della serie, ideali da leggere per tutti quelli che hanno già goduto della serie e vogliono saperne di più.

3.5
Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Mano gentile” – Nora Phoenix

Titolo: Mano gentile
Autore: Nora Phoenix
Serie: Mani perfette #2
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, Kink, BDSM
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Mano gentile

SINOSSI

Raf non si era mai reso conto di aver bisogno di un Daddy finché non incontrò Daddy Brendan…

La vita da adulto è dura per Raf. Dopo una gioventù nient’affatto ideale, sperava di trovare dove appartenere. Ma nonostante abbia provato diverse cose nel locale che frequenta il suo migliore amico, nulla sembra fare al caso suo.
Finché non conosce Daddy Brendan, l’uomo perfetto, un orso dalla voce gentile, dai teneri abbracci, e dotato di un’appendice da cui Raf è piuttosto attratto.
Daddy Brendan si vuole prendere cura di Raf in ogni modo possibile, e Raf presto scoprirà che adora essere il bambino di Daddy Brendan. Finalmente ha trovato un luogo in cui si sente di appartenere. Se solo potesse dimenticare il suo passato ed essere veramente felice…

Mano Gentile è un romanzo MM, con relazioni di tipo Daddy-boy, ageplay e infantilismo parafiliaco (AB/DL). Si avvisa il lettore della presenza di riferimenti a lieve omofobia, maltrattamento genitoriale e depressione. È il secondo libro della serie Mani Perfette ma può essere letto come romanzo autonomo.

Lady Marmelade2

Dopo aver letto la storia d Rhys nel volume precedente, sapevo che il prossimo libro avrebbe avuto come protagonista il suo migliore amico Raf.
Sinceramente non ero molto convinta di volerlo leggere, vista la tematica trattata.
Non amo molto l’ageplay, soprattutto Daddy/Boy, ma ero anche curiosa di vedere come l’autrice avrebbe trattato l’argomento.
Nel volume precedente aveva trattato con tatto e sensibilità il tema della perdita di qualcuno a cui si è voluto molto bene e il lungo percorso di riabilitazione fisica e psichica post incidente, quindi le premesse erano buone.
Devo dire che l’ho trovata una lettura piacevole e scorrevole.
Personalmente non riesco a capire fino in fondo una persona che ha questo tipo di kink, ma la vita è bella perché varia quindi finché c’è consensualità lungi da me giudicare cosa fanno due persone nella loro intimità e come decidono di vivere la loro vita di coppia.
Raf mi ha fatto molta tenerezza, con le sue insicurezze, la voglia di trovare qualcuno fatto apposta per lui e il bellissimo rapporto che lo lega a Rhys trascende l’amicizia: perché i due sono più che amici, sono praticamente fratelli che si sono scelti.
Raf insieme a Rhys frequenta i locali a tema BDSM dove cerca disperatamente un uomo che possa dargli quello che cerca disperatamente, ma non sembra aver avuto fortuna. Questa è l’ultima volta che ci prova e per sua fortuna si imbatte in Brendan, un uomo maturo, forte e barbuto, ma dagli occhi gentili:

“Per la prima volta, Raf si rese conto che quell’uomo temeva un rifiuto… non si era mai sentito così al sicuro e protetto in vita sua. Tanto da essersi addormentato in braccio ad uno sconosciuto nel bel mezzo di un locale… Qualcuno aveva danneggiato la sua fiducia in sé stesso e la sua capacità di fidarsi degli altri. Brendan avrebbe scommesso che ero colpa di uno o entrambi i genitori.”

Raf non è insicuro solo nelle relazioni con gli uomini, è insicuro di natura e a causa dell’infanzia che ha passato con i genitori: il padre lo bullizzava e pretendeva che fosse un macho, trascurandolo affettivamente, dicendogli di non piangere perché solo le femminucce piangono; la madre ha sempre lasciato che il marito facesse il bello e il brutto tempo con il figlio…
Raf inoltre soffre di un disturbo da deficit dell’attenzione, è in cura da anni, e se dimentica di prendere le sue medicine, o se è particolarmente sotto stress, il povero ragazzo va in tilt!
Raf ha tanto bisogno di amore, comprensione, affetto e coccole, e Brendan ha deciso che vuole farlo felice:

“Voglio che giochi con i trenini, piccolo. Tutto qui, nient’altro.”
“Ma tu cosa ci guadagni? Non capisco come questo possa essere gratificante per te.”
Il suo ragazzino era apprensivo… Il ragazzo era stato ferito e respinto, quello era evidente, e oh, il cuore di Brendan soffriva per lui…
Era facile quando gli veniva detto che cosa fare. Gli dava un senso di serenità, perché così sapeva quali erano le aspettative e non doveva tirare a indovinare o ricordarselo da solo.”

Non è facile capire il tipo di rapporto che Brendan e Raf stanno costruendo; anche Brendan ha delle ferite emotive che gli ha causato il sue ex; ora ha paura di rimettere il suo cuore in gioco, ma Raf ha troppo bisogno di lui, e non si tira indietro:

“Era stato ferito, offeso e si era sentito incredibilmente stupido per non essersene reso conto.”

Il personaggio che anche stavolta mi è piaciuto più di tutti e Rhys: quasi troppo maturo per la sua giovane età, sempre pronto a prendersi cura di Raf, del suo compagno e ora anche di Brendan, perché è l’unico che può far felice il suo amico:

“Rhys è l’unico amico che ho, e ho paura che se faccio questo, se abbraccio questa cosa, diventerò ancora più un emarginato. Non voglio essere diverso… “Grazie per essere stato mio amico in tutti questi anni. Non sarei mai sopravvissuto senza di te.”

Raf dopo aver provato tutto quello che c’era nel club, ha trovato un Daddy tutto suo a cui affidarsi senza paura, perché sa che Daddy Brendan ci sarà sempre.
Sempre personalmente non so se potrei mai affidare la mia vita, felicità, futuro completamente nelle mani di qualcun altro, ma ripeto, se per Raf e Brendan funziona, va bene così.
Non sapevo davvero che votazione mettere a questo libro: pur non condividendo la loro dinamica di coppia, devo dire che il libro è scritto bene e che da una visione psicologica dei personaggi e della loro relazione esaustiva e precisa. Per questo il mio voto oscilla dal tre e mezzo e il quattro: tre e mezzo perché appunto non è il mio genere preferito e quattro perché ho trovato ben caratterizzato l’argomento.

4

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Strings” – Sammy Brighton

Titolo: Strings
Autore: Sammy Brighton
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Kink
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Strings

SINOSSI

Beau è nato e cresciuto in un quartiere dove nessuno esce di casa senza una pistola e gli atti di piccola criminalità sono all’ordine del giorno; un quartiere che sopravvive grazie a regole dettate dalla comunità che vi abita, che non hanno niente a che fare con la legge.
Quando una nuova droga comincia a circolare, infrangendo una delle regole più importanti, Beau si ritrova coinvolto nelle indagini volte a smascherare gli spacciatori. Quella che inizialmente appare come una faccenda di poco conto, ben presto si rivela parte di un disegno più grande del quale, Beau ne è sicuro, fa parte anche Oscar Mayloom, il nuovo poliziotto assegnato al loro Distretto in concomitanza con l’apparizione delle prime pasticche.
Oscar è giovane, ha la faccia pulita da bravo ragazzo ed è incredibilmente sexy. Quello che Beau non riesce a capire è perché senta il bisogno di sottometterglisi.

Ho scoperto per caso questa autrice alcuni anni fa e mi sono innamorata delle sue storie. Immaginate la mia faccia quando ho saputo che, a distanza di anni, sarebbe uscito qualcosa di nuovo?
Devo dire che l’attesa è stata ampiamente ripagata. Ho amato tutti i personaggi, sia i protagonisti sia i secondari, che con la loro caratterizzazione si sono ritagliati un pezzetto del mio cuore.
La storia è ambientata in un quartiere di periferia di una città americana, dove si raccolgono solo gli ultimi – ladri, sbandati, drogati, sfrattati – che vivono secondo le regole e leggi decise da loro stessi, con un codice d’onore dove giusto e sbagliato non coincidono con le leggi dello Stato. Non c’è bianco o nero, ma solo una scala di grigi che rende lecito rubare una cosa per interesse, ma anche fare volontariato perché in fondo si è d’animo buono.
Tutti i personaggi hanno un passato drammatico o traumatico, alcuni sono nati lì, altri ci sono capitati per necessità, ma il quartiere, in qualche modo, riconosce la sua gente e la aiuta in una rete di solidarietà e illegalità intessute finemente fra loro.
Persino gli sbirri che pattugliano il quartiere sanno chiudere un occhio o due, consapevoli che una “bestia” così ha i propri ritmi di vita e si autoregolamenta… fino a quando un brutto caso di droga non stravolge tutto l’equilibrio e quando inizia a morire la gente del quartiere, il quartiere reagisce. La loro storia di quotidianità in condizioni precarie si tinge di giallo e si movimenta.
Beau, il nostro protagonista, è un ventenne figlio di drogati e alcolizzati, che è stato cresciuto da ‘zii’ del quartiere e fa il commesso part-time per vivere e ruba ricambi d’auto per sopravvivere, ma al contempo fa volontariato in una casa-famiglia per ragazzi difficili e soli, aiutando nel vicinato come può. Una parte di lui è disillusa e cinica, ma Beau ha anche un grande cuore.

“Però, a conti fatti, era felice di fare parte di quella famiglia, perché era la sua famiglia. Non convenzionale. Storta. Disfunzionale. Senza alcun legame di sangue a unirla eppure tenuta insieme da lacci più forti del DNA.”

L’agente Oscar Mayloom è arrivato nel quartiere come rinforzo, ma è troppo bello e ‘bravo ragazzo’ per restare e sporcarsi con loro. Anche se Oscar cerca di integrarsi, superare la diffidenza di Beau non è semplice, ma insieme sono deliziosi. La loro storia è tutta in salita, ma merita di essere letta.
Sammy ha creato un microcosmo perfetto di azione, emozioni, sentimenti e imprevisti. La trama scorre con un ritmo coinvolgente e si rimane incollati pagina dopo pagina.
Per quanto mi riguarda, è da leggere assolutamente.

5
Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “Not Gentlemen” – N. Y. Lysk

Titolo: Not Gentlemen
Autore: N. Y. Lysk
Genere: BDSM, Erotico, Kink, Omegaverse
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Not Gentlemen

SINOSSI

Due alfa (sportivi, bulli, bloccati nel ritiro post-stagionale) a cui piace il bondage improvvisato, tappare la bocca mentre scopano, molto eccitati da atti non consensuali, amano darsi man forte.

Avvertenze: consenso negato, il consenso viene negoziato e poi ignorato, bondage, bavaglio, lingerie.

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Inizio questa recensione dicendo subito che il consenso all’atto sessuale non è davvero presente, in quanto uno dei due si ritrova costretto dall’altro e sì, alla fine può anche piacergli, ma non è iniziata perché lo voleva. Ci tengo a specificarlo perché è un argomento che a me sta molto a cuore e che, quando so che manca, tendo a evitare certi racconti come la peste. Qui era specificato che non fosse propriamente chiaro tra i due questo specifico punto, quindi ero consapevole di cosa andassi a leggere, ma preferisco comunque essere chiara per i lettori che, come me, hanno difficoltà con questo argomento. Per tutti gli altri, buona lettura!
Cominciando a parlare strettamente del testo in questione, ci troviamo davanti a un racconto di pochissime pagine (forse una ventina? Credo anche meno) che ci accenna la storia di Chalent e Yan, due compagni di squadra nell’hockey che hanno fatto una scommessa e che si ritrovano, entrambi Alpha, ad avere un rapporto sessuale.
La scena erotica è abbastanza soft, in realtà, considerando gli standard di questa autrice (che se anche stavolta si firma N. Y. Lysk, è in realtà N. J. Lysk, che già abbiamo avuto ampiamente modo di conoscere con altre opere), il vero problema di questo racconto è che non è per nulla contestualizzato. “Parliamo di due ragazzi che fanno sesso!”, direte voi. E avete ragione, davvero, ma se nel testo si accenna a una scommessa… Da cosa è partita? E perché tra questi due c’è tutta questa rivalità? Cosa spinge Yan a desiderare Chalent a quel modo, se gli Alpha non fanno sesso con altri Alpha? Ci sono briciole di pane qua e là, ma nessuna è approfondita, e questo è un peccato, perché se ampliato di qualche decina di pagine poteva essere un racconto che risultava più completo e piacevole, invece che far sentire il lettore un po’ confuso, alla fine, di quel che è successo. Non per la dinamica in sé, ripeto (quella è abbastanza semplice), quanto proprio i motivi che li hanno condotti lì e perché ci sia proprio questo scopo tra due Alpha che (in questo caso è ben specificato) non succede mai che vadano a letto con altri che non sono Beta od Omega.
Insomma, un racconto da leggere senza grandi pretese, ma che poteva essere migliore con solo qualche piccolo accorgimento e una contestualizzazione migliore.

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