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Recensione “Sbucato dal nulla” – Josh Lanyon

Titolo: Sbucato dal nulla
Autore: Josh Lanyon
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: Sbucato dal nulla

SINOSSI

Francia, 1916. La Grande Guerra.
In alto, in volo sopra la carneficina nelle trincee, gli assi britannici e tedeschi si muovono come cavalieri di una giostra per il controllo dei cieli. Lo sforzo e la tensione di vivere ogni giorno con il rischio di morire porta a fare scelte pericolose e a correre grossi rischi.
In lutto per la morte del suo amante, l’asso britannico Bat Bryant uccide accidentalmente l’uomo che ha minacciato di rivelare a tutti il suo segreto. Ma c’è un testimone: il bel pilota americano Cowboy Cooper.
A quanto sembra, però, Cowboy ha un’idea tutta sua di giustizia.

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Aubrey “Bat” Bryant è uno dei piloti dell’aviazione del Regno Unito durante la prima Guerra Mondiale. È il 1916 e si trovano stanziati in Francia, a fare incursioni giornaliere per supervisionare i cieli ed impedire che il paese riceva un attacco. Gli scontri sono all’ordine del giorno ed è proprio in uno di questi che Bat perde il suo amante: Gene “Owl” Roberts.
Innamorati da un paio di anni, la perdita dell’amato è ancora fresca quando il meccanico Sidney “Sid” Orton lo minaccia di divulgare a tutti la notizia della loro relazione, facendolo finire di fronte alla Corte Marziale, col rischio di essere impiccato.
Bat reagisce d’istinto: sferra un pugno in faccia a Orton e questi cade, accasciandosi al suolo. All’inizio il pilota pensa sia solo svenuto, ma quando lo guarda meglio scopre che l’uomo è caduto sbattendo la testa, morendo sul colpo.
Mentre è lì a decidere cosa farne del corpo, cercando di evitare una condanna per omicidio, compare alle sue spalle il collega Aloysius “Cowboy” Cooper. Originario del Texas, lui e Bat non si sono mai parlati molto, ma questo non impedisce a Cowboy di aiutarlo a sbarazzarsi del corpo e ad avvicinare Bat, chiedendo quello che aveva sempre voluto chiedergli: una relazione sessuale.
Bat non è felice del ricatto, ma l’attrazione è forte, perciò è disposto a sottostare al volere del collega. Inoltre, sapere di poter ricevere conforto e un po’ di contatto umano, dopo il dolore della perdita di Gene e le responsabilità di guidare uno squadrone di aerei, forse verso la morte, ogni singolo giorno per due volte al giorno, gli regala quel breve momento di serenità che così difficilmente è riuscito a ottenere negli ultimi anni.
Riuscirà ad accettare lo strano sentimento che sente per Cowboy? E riuscirà a risolvere il complicato puzzle che è l’americano?

«Potrebbe essere che tu mi piaccia comunque. O potrebbe essere che averti attorno renda la mia vita più semplice, eccetto che per giorni come questo, quando sembri deciso a sparire nel cielo.»

Avevo questo libro nell’e-reader da anni, ma non mi ero mai decisa a leggerlo. Essendo uno storico, e avendo io sempre un po’ di titubanza a riguardo, l’avevo acquistato solo perché era di Josh Lanyon e con lei si va sempre sul sicuro.
Anche in questo caso, infatti, non ha minimamente deluso le mie aspettative.
Nonostante sia strano vederla trattare un argomento che non è “giallo” (anche se un segno leggerissimo della sua passione c’è), “Sbucato dal nulla” è comunque un romanzo valido e assolutamente godibile, con personaggi caratterizzati benissimo e molte cose non dette, nel pieno stile dell’autrice.

Lo innervosiva il modo in cui cercava Cowboy, sia a terra che in aria. Lo voleva nonostante i rischi e sapeva, dallo sguardo dell’americano – gli occhi blu come la notte incombente – che anche lui desiderava le stesse cose.

Bat è un giovane uomo che è stanco di tutto. La guerra l’ha logorato e avere la responsabilità di portare a casa ogni singolo giorno i suoi colleghi lo deteriora dentro. Adesso che ha anche perso Gene, di cui era innamorato, non riesce più a trovare la forza di andare avanti. Vorrebbe solo che qualcuno si prendesse cura di lui, ed è qui che entra in gioco Cowboy.
Anche se il suo personaggi può apparire per certi versi controverso, nell’insieme è stato quello che mi ha colpito di più. Anche se non ci arriva con mezzi canonici e cristallini, è anche vero che si percepisce l’affetto profondo che prova per Bat, e il suo desiderio di averlo tutto per sé a qualunque costo.

Sia lui che Cowboy avrebbero potuto morire il giorno seguente, a dire il vero entro poche ore. Tutti loro avrebbero potuto. Non c’era da stupirsi che sentissero quella pulsione terribile di afferrare ogni momento di vita, di avere delle brevi connessioni umane, di sentire qualcosa anche se per pochi minuti.

Nonostante abbia poche pagine, ampliato in un contesto più lungo sarebbe stato meno efficace, secondo me. Racchiude, come in una bolla, uno spaccato di vita di piloti che mettono a repentaglio le loro vite per uno scopo più grande, con tutti i contraccolpi del caso che comportano certe situazioni.
Anche il finale dà speranza, e fa sognare il lettore che entrambi siano tornati a casa, si spera insieme, a ricostruire la loro vita dopo averla messa al servizio della loro Nazione per così tanto tempo.

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Pubblicato in: Recensioni, Sonda Edizioni

Recensione “Gli uomini con il triangolo rosa” – Heinz Heger

Titolo: Gli uomini con il triangolo rosa
Autore: Heinz Heger
Genere: Storico, Biografico
Casa Editrice: Sonda Edizioni
Prezzo: 15,30€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Gli uomini con il triangolo rosa

SINOSSI

È il 1939 quando Heinz Heger viene arrestato a Vienna: ha inizio la sua discesa agli inferi, con la deportazione nei campi di concentramento di Sachsenhausen e di Flossenbürg e l’infamia di dover indossare il triangolo rosa, il pezzo di stoffa che identificava le persone omosessuali. Questa è la testimonianza di come è riuscito a sopravvivere, tra lavori forzati, torture, stratagemmi e alleanze col nemico. Una vicenda umana e storica violenta come un pugno nello stomaco, che non si dimentica. Con un saggio di Giovanni Dall’Orto sulla condizione degli omosessuali in Italia nel periodo fascista.

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Siamo a Vienna nel 1939 e Heinz è un giovane uomo di ventidue anni che sta finendo gli studi universitari. Ha una bella famiglia, il padre è un prestigioso funzionario e sua madre è dalla sua parte in tutto e per tutto, anche dopo che le confida la sua omosessualità, che all’epoca era considerata un crimine e una perversione. Ha anche un fidanzato, Fred, con cui condivide momenti spensierati e passione.
Mentre il mondo brucia e muove nel sottosuolo i fili di quello che sarà uno dei più grandi stermini della razza umana, i due proseguono la loro vita toccati solo di sfuggita da tutto questo.
Almeno fino a quando, a causa di una cartolina di Natale che Heinz ha mandato a Fred, viene convocato dalla Gestapo e interrogato. Nel giro di tre domande si ritrova rinchiuso in carcere per sei mesi e poi condotto al Campo di Concentramento di Sachsenhausen, da cui poi verrà trasferito a quello di Flossenbürg, dove verrà liberato nel 1945, ormai privo di una vita propria, ma solo riconoscibile dalla divisa a righe, un triangolo rosa e il numero identificativo 1896 cucito sul petto.

Del resto, cosa avevo fatto per dover espiare a quel modo?

Erano trascorsi solo tre anni dalla nascita del movimento di liberazione gay quando, nel 1972, apparve “Gli uomini con il triangolo rosa”, memoriale di un deportato nei lager nazisti per omosessualità”. Così si apre l’introduzione di Giovanni Dall’Orto, e ho pensato fosse giusto riportarla anche qui per parlare di questo stupendo, toccante e struggente romanzo che ho avuto il piacere e l’onore di leggere grazie alla disponibilità della Casa Editrice Sonda.
Il romanzo è la trasposizione della vita di Josef Kohout (24 gennaio 1915 – 15 marzo 1994), che il suo amico Hans Neuman ha trasformato in romanzo. Infatti, Heinz Heger, è lo pseudonimo che nasconde l’identità di questi due uomini. La scelta fu fatta per preservare la sicurezza di Kohout, in quanto in Germania essere omosessuali era ancora un crimine anche dopo la chiusura dei Campi di Concentramento e la caduta dell’era hitleriana, e non si è scoperta la vera identità del protagonista di “Gli uomini con il triangolo rosa” fino a dopo la morte dell’uomo, avvenuta negli anni novanta.

Che razza di persona pretende di ordinare a un uomo adulto come e chi può amare?

In realtà non so bene come parlarvi di questo romanzo, perché più andavo avanti nella lettura e più avevo l’impressione di essere seduta da qualche parte ad ascoltare una persona cara raccontarmi tutto questo. Ad ascoltarne l’inflessione nella voce, a vederne il luccichio negli occhi, la gestualità. Come se un nonno o uno zio adorato mi confidasse le crudeltà dei Campi Nazisti, senza mai scendere nei dettagli fino in fondo, ma capace di trasmettermi tutto l’orrore e la crudeltà con poche parole ed esempi studiati.
Ho avuto la sensazione, mentre leggevo, che Josef (perché è così che voglio chiamarlo. Non Heinz, il suo nome fittizio, affinché uno degli scopi dei Campi di Concentramento – e cioè l’annullamento dell’identità umana di ogni singolo individuo – non si presenti nemmeno per sbaglio tra le righe di questa mia recensione) mi parlasse direttamente e mi aprisse il suo cuore.
Nella mia vita ho avuto la fortuna e al contempo il dovere morale di visitare diversi Campi di Concentramento (tra cui proprio quello di Sachsenhausen a Oraniemburg, che fu in assoluto il primo che visitai, in un giorno di nebbia e pioggia, riempiendomi il cuore d’angoscia e tristezza) e molti musei dedicati al tema dell’Olocausto. È una finestra così oscura nella nostra storia, che ho sempre sentito il forte impulso di informarmi quanto più possibile a riguardo, affinché mi possa ritrovare consapevole di ogni aspetto di questa orribile e spregevole dimostrazione della crudeltà umana; di ritrovarmi in grado di comprendere per quanto possibile tutte le pene patite e le orribili azioni commesse dalle più svariate persone.
Avevo già appreso, proprio grazie a queste visite e soprattutto a quella del Castello del Pio e al suo Museo del Deportato a Carpi, nella nostra Italia, che i detenuti dei Campi venivano classificati in base al loro “crimine” e riconosciuti dagli altri in base al colore del triangolo cucito al loro petto, sopra il numero identificativo. Quello che identificava gli omosessuali era più grande degli altri e di colore rosa, affinché tutti, anche da lontano, potessero vedere quei “deviati” ed evitarli.
Solo da grande ho scoperto questi dettagli, perdendomi cose fondamentali anche alla visita del Museo nel Campo di Concentramento di Dachau, dove è esposta una tuta col triangolo rosso (prigioniero politico). Sono tutte cose che ho appreso dopo, e non certo grazie alla scuola o agli studi, che non spiegano mai questa cosa, facendoci perdere un pezzo della storia di tutti noi, relegando la crudeltà dei nazisti a una minestra comune, senza dare importanza a nessuna di quelle “fazioni”, dedicando loro il giusto cordoglio che meritano.

Quasi nessuno si è degnato di scrivere che, assieme e a milioni di persone che Hitler fece sterminare per «motivi raziali», vennero sadicamente torturati a morte anche centinaia di migliaia di persone per il solo fatto di avere un’inclinazione omosessuale.

Gli uomini con il triangolo rosa” è un racconto crudo e spietato, basato sulla vita nei Campi, il loro funzionamento, le loro gerarchie, la spietatezza delle SS, le torture e le vessazioni, di “quelli del 175”, di tutti i modi possibili per sopravvivere che ogni detenuto adoperava affinché riuscisse a vivere un altro giorno.
Ma anche la vita di quelli che si sono spenti, ormai preda del dolore e dell’oscurità, incapaci di proseguire oltre la loro lotta per la sopravvivenza.
Mentre si legge questo libro si deve tenere presente che è stato scritto nel 1972, ma che in realtà, per molte cose, ricorda ancora situazioni che la comunità LGBTQ+ vive ogni giorno anche nel 2019. È sconcertante vedere come, ancor oggi, molti dei pregiudizi siano gli stessi. È avvilente constatare con le mie stesse orecchie che molte persone pensano ancora che l’omosessualità sia una “malattia” che va curata, e non un semplice modo di essere.
Non ho dubbi a credere che Josef abbia alzato un polverone quando pubblicò la prima edizione di questo romanzo. Anche senza fare nessun nome, se non in uno o due casi, l’impatto di ciò che racconta è tale da avermi causato dei brividi d’orrore più di una volta.
La scelta di non menzionare mai nessun nome, secondo me, è una delle cose più potenti del romanzo. Dà esattamente l’idea che dovrebbe: non importa chi compie tale azione o chi la subisce. Poteva essere chiunque, poteva capitare a chiunque, potrebbe essere qualsiasi persona. All’apparenza buona, oppure cattiva. Ricca o povera. Bianca o nera. Alta o bassa. Magra o grassa. Istruita o meno. Chiunque.

A Vienna come altrove, anche se noi omosessuali vogliamo condurre una vita decorosa, il disprezzo della gente e la discriminazione sociale sono rimaste le stesse di trenta o cinquanta anni fa, il progresso dell’umanità ci ha dimenticati.

Ormai viviamo in una società in cui si pensa solo al futuro, ma qualche volta bisognerebbe dare anche uno sguardo al passato, far leggere documenti come questo ai nostri figli, affinché crescano consapevoli e capaci di distinguere il bene dal male.

Quasi nessuno fino a oggi ha spiegato il delirio di Hitler e del suo seguito non si rivolse solo contro gli ebrei, ma anche contro gli omosessuali, e che per entrambi venne perseguita una «soluzione finale» che aveva come obbiettivo il loro totale annientamento.
Che restino sempre nel nostro ricordo, queste moltitudini di morti, vittime senza nome e immortali.

Dopo la morte di Josef, tra i suoi effetti personali, venne rinvenuto il triangolo rosa indossato sulla casacca dei Campi di Concentramento, e ancor oggi è l’unico esemplare di triangolo rosa appartenuto a un detenuto omosessuale conosciuto. Si trova conservato allo “United States Holocaust Memorial Museum” di Washington. Non ho dubbi che andrò a vederlo, a dire una preghiera e a salutare Josef, facendogli sapere che io, di certo, non mi dimenticherò di lui.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Go Ware, Recensioni

Recensione “Il ragazzo ombra” – Laura Costantini

Titolo: Il ragazzo ombra
Autore: Laura Constantini
Serie: Diario Vittoriano #1
Genere: Storico
Casa Editrice: GoWare
Prezzo: € 4,99
Link all’acquisto: Il ragazzo ombra

SINOSSI

Robert Stuart Moncliff è un romanziere e un ritrattista affermato. Nell’autunno del 1901 chiuso nel castello di famiglia, su una scogliera scozzese, rilegge il diario degli ultimi vent’anni. Un’assenza pesa su di lui: la persona più importante della sua vita. Un tredicenne dagli incredibili occhi d’oro apparso come un’ombra, sotto la luna piena nell’aprile del 1881. Nella lettura Robert rivive la gioia passata, unica cura per superare il giudizio della società vittoriana che ora lo condanna. Il ragazzo ombra è il primo episodio della serie Diario vittoriano.

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L’India coloniale mi ha sempre affascinato, forse per colpa del film “Il libro della giungla”che vidi da bambina e ovviamente del libro di Kipling da cui venne tratto.
A quel tempo l’India faceva parte dei domini britannici: era una colonia, un paese molto povero, ma ricco di cultura, tradizione, colore e profumi. Ora l’India è un paese indipendente e fiero, che sta crescendo a vista d’occhio dal punto di vista economico e tecnologico, ma che mantiene intatto il suo fascino.
Il protagonista della storia è un ragazzino di tredici anni, Robert, trascinato sua malgrado in India dal padre, che ha ricevuto un incarico praticamente impossibile da portare a termine: ritrovare l’erede di una delle famiglie più nobili di Londra.
Padre e figlio sono in conflitto da sempre: Robert è sempre stato cagionevole di salute, e crede che il padre lo incolpi della perdita prematura della moglie.
I due non hanno mai legato, mai comunicato a cuore aperto, del resto all’epoca era davvero raro che un uomo e una donna si sposassero per amore, e dimostrarlo il pubblico non era “decoroso”. Nulla da meravigliarsi quindi che i due non riescano ad aprirsi l’uno con l’altro.
Entrambi soffrono per l’assenza della madre di Robert, ed entrambi sembrano fare a gara per far soffrire l’altro:

…le volevo bene. Ma manifestare quel sentimento avrebbe significato rendere più sereno mio padre. E io volevo punirlo, tenerlo lontano, renderlo ogni giorno consapevole del mio disagio. Volevo la sua attenzione e non sapevo in quale altro modo ottenerla.

Robert è in quella fase della vita dove non è ancora un uomo ma nemmeno più un bambino e ormai tenerlo allo scuro dalla violenza e cattiveria umana è solo controproducente.
Robert ha ancora bisogno dell’affetto del padre, ma non vuole chiederlo; il padre non vuole concederlo e i due sono in una fase di stallo.
Il caldo, l’umidità, gli odori e rumori nuovi disturbano il sonno e le notti di Robert, portandolo sempre più spesso a fantasticare sulle linee di un’ombra che vede dalla sua finestra. A chi mai apparterrà l’ombra sinuosa che si muove sulla riva del fiume? Ragazzo o ragazza?

Aveva sognato di affiancarlo sull’argine e di danzare con lui. Uniti nella lotta contro la solitudine che li schiacciava. Fratelli, amici, compagni. Complementari. Il giorno e la notte. Il sole e la luna. Le lacrime, sue uniche fedeli compagne in quei giorni d’angoscia riuscirono a sfocare perfino l’immagine mentale di due ragazzi capaci di muoversi in sincrono, ombre nella notte.

Il ragazzo ombra è l’unica cosa che sembra risvegliare Robert dal suo torpore, tanto da spingerlo ad uscire dalla villa una notte per incontrarlo:

Scorgere quell’ombra guerriera nel chiaro di luna mi ha spinto, per la prima volta da quando siamo in questo paese, a rendermi conto di ciò che mi circonda. Ad accettare che ci sia, oltre il monsone e il caldo implacabile, qualcosa di bello. Per me. Per i miei giorni qui, tutti uguali e privi di senso.

Le sensazioni e i sentimenti che nascono in lui sono strani, considerati inopportuni nell’epoca in cui vive, dove il solo sospetto di avere dei desideri verso un altro maschio comporterebbe un processo penale.
La storia di Robert e del misterioso ragazzo è un inno all’amicizia, all’amore visto in tutte le sue forme, che lo trascende, perché questi due ragazzi non hanno ancora il cuore corrotto dalla meschinità, violenza e vendetta che anima il cuore degli uomini.

«Sono qui. Mi senti?» sussurrava. «Ho solo te al mondo. Non lasciarmi. Non posso esistere senza di te. Non lasciare che mi dissolva.»… Il medico riconobbe la citazione dei versi di John Keats…Eppure c’era una bellezza assoluta in quella preghiera fronte contro fronte. Un amore che travalicava ogni confine. Puro. Ma destinato a essere maledetto da un mondo incapace di capire.

Il misterioso ragazzo ombra ha il terrore di essere dimenticato e in Robert vede la sua occasione per ritornare ad essere una persona.
In India infatti esiste una casta di persone troppo povere per avere un nome, di cui nessuno porta memoria, ma il ragazzo ombra ha uno spirito troppo forte per essere dimenticato o ignorato.
Questo primo volume della serie, tra un flashback e l’altro, ci narra il passato dei due ragazzi, le circostanze in cui si sono conosciuti e lascia il lettore in attesa di scoprire cosa è veramente successo tra i due negli anni, come anche una spada di Damocle che pende sul futuro di Robert.
Il libro è davvero molto coinvolgente ma i continui cambi di narrazione, tra la prima persona usata da Robert nel suo diario, e la terza persona mi hanno un po’ disturbato.
La storia è originale e variegata, molto delicata nello descrivere il rapporto che lega i due ragazzi, che non indora la pillola, visti gli abusi subiti dal ragazzo ombra, senza però mai scendere dello scabroso o macabro.
Si intuisce che i due hanno avuto una sorta di reazione carnale nell’età adulta, ma non c’è nulla di esplicito nel libro: una scelta che approvo in pieno, molto delicata e struggente, ma che stimola il lettore a volere saper di più.
Una storia non finita insomma, un preludio al secondo capito nel quale Robert ci narrerà cosa è successo alla sua ombra.
Ero molto indecisa sul voto da dare a questo libro: di pancia gli darei un bel quattro, ma il registro scelto non mi ha convito del tutto ma sono molto curiosa di leggere il seguito perché questa autrice ha del pontenziale.

3.5


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “L’istruzione di Erasmus – Resa” – C. S. Pacat

Titolo: L’istruzione di Erasmus – Resa
Autore: C. S. Pacat
Serie: Captive Prince #3.5
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: L’istruzione di Erasmus – Resa

SINOSSI

L’istruzione di Erasmus narra gli ultimi mesi del giovane schiavo akielonese prima del suo arrivo a Vere; lo studio, gli amici, le speranze. Lo spaccato di vita di un personaggio che scopriamo con piacere. Si tratta di una specie di antefatto all’inizio del primo libro.
Resa ci mostra un momento di intimità tra i due principi al forte di Ravenel. Consigliato a chi ha già concluso la lettura del secondo volume, per evitare anticipazioni.

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Grazie alla Triskell Edizioni abbiamo avuto la possibilità di leggere la serie “Captive Prince” di C. S. Pacat, a mio parere una delle storie più belle di questo genere. Oltre ad essere una lettura coinvolgente e molto interessante, ci ha permesso più di una volta di immergerci in questo nuovo mondo e tentare di immaginare momenti mai narrati. È proprio per questo che oggi vi parlo dei due extra che potete scaricare gratuitamente dal sito della casa editrice.
L’istruzione di Erasmus” e “Resa” sono due piccole novelle di poche pagine, nulla confrontate ai tre volumi della serie, ma non potete farvele scappare.
In questo primo extra potrete leggere di come Erasmus è diventato uno schiavo; nonché conoscere gli usi e i costumi di Akielos, raccontati da chi li ha vissuti in prima persona.

«Sei arrivato,» aveva detto Callias. «E sei destinato al principe.» Erasmus aveva notato che anche l’amico indossava una spilla, ma senza incisioni, senza la testa del leone. «Io sono destinato all’altro principe,» aveva allora spiegato Callias. «Castor.»

Nel secondo extra leggerete di un momento che ognuno di noi ha desiderato conoscere sin da subito durante la lettura della serie. Un momento di intimità tra Damen e Laurent, che mostra le emozioni di entrambi senza veli. Se volete comprendere meglio Laurent e capire come si può amare un personaggio all’apparenza freddo e meschino, leggetelo, non ve ne pentirete.

Laurent aveva vent’anni ed era il principe di una nazione nemica, e anche se i loro regni fossero stati amici, sarebbe stato impossibile.

5

Pubblicato in: Recensioni, self publishing

Recensione “Major Arcana” – Federica Soprani & Vittoria Corella

Titolo: Major Arcana
Autore: Federica Soprani & Vittoria Corella
Serie: Victorian Solstice #0
Genere: Storico, Noir, Threesome
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Major Arcana

SINOSSI

Prima di “Victorian Solstice” c’erano un Mago, un Medium e una donna libera.
Poi gli Arcani hanno parlato.
Prima che qualcosa cominci occorre che qualcos’altro finisca.
Questa è la fine di tutto. Per il principio bisogna aspettare Jonas Marlowe.

Per i contenuti trattati la lettura è consigliata a un pubblico maggiorenne e privo di pregiudizi.

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Jericho Marmaduke Shelmardine e Cristophe Safire si incontrano per la prima volta in un teatro, poco prima dell’inizio di uno spettacolo. Cristophe sta ammaliando tutti con le sue prodezze e il suo sorriso da canaglia, mentre Jericho è placido accanto a Lady Hornfield, in attesa di compiacerla come la donna si aspetta che faccia.
Tra i due scatta subito qualcosa, sin dal primo sguardo, e Safire, essendo abituato a ottenere sempre ciò che vuole, invita Jericho nella sua suite dove c’è anche la sua assistente, Valentina Casanova. La scusa ufficiale sarebbe un incontro di lavoro. Quella ufficiosa, tuttavia, è consumare la forte attrazione che ha sentito sin dal primo istante scorrere tra di loro. Vigendo un accorto tra il Mago e Valentina di condivisione degli amanti, basta che siano per una sola notte e che siano di bell’aspetto, la donna è lieta di avere un così bel ragazzo tutto per loro in quella grigia notte londinese.
Ma cosa succederà quando il grande Mago Cristophe Safire non riuscirà a lasciare andare Jericho Marmaduke Sherlmardine e quella che doveva essere solo l’avventura di una notte, si trasformerà in qualcosa di duraturo e, pare, definitivo?
Tra sogni rivelatori e desideri di vendetta, il prologo della serie “Victorian Solstice” prende corpo sotto i nostri occhi, fino alla sua tragica conclusione, che pare inevitabile, eppure lascia atterriti per la frivolezza e crudeltà di certe scelte, spinte solo da gelosie infantili e capricci.

A modo loro, lo sapevano. S’avvicinava la tempesta, dopo la calma e l’ebrezza. Da qualche parte, sopra le loro teste, in un punto preciso del loro immediato futuro, il tempo stava per finire. D’altronde si sa, la candela che brilla più intensa brucia prima, e la loro era la luce di tutte le luci, migliaia di fiammelle che avevano generato una stella danzante. E ora la stella iniziava a implodere.

Nonostante questo volume sia cronologicamente antecedente a “Victorian Solstice” (qui la nostra recensione), io vi consiglio di leggerlo comunque dopo, perché così non vi toglierà la curiosità di sapere determinate cose del romanzo principale e vi farà mantenere un certo velo di mistero su alcuni dettagli che si intuiscono, ma di cui non si ha la certezza fino a questa novella.
È stato bello conoscere più a fondo Cristophe e Valentina, che tanto se ne era parlato in “Victorian Solstice”, ma che per forza di cose non avevamo conosciuto a fondo. Soprattutto il Mago impariamo a conoscerlo meglio, a capirne lo spirito e gli atteggiamenti; nonché vediamo confermata quella crudeltà che pare caratterizzare la sua assistente Valentina e che respiriamo nel primo volume della serie come un refolo d’aria pungente.

Quegli occhi erano come un abisso vorticante. Un lago vivente sul cui fondo dormivano mostri.

In questo prologo non vediamo lo svolgersi di un’indagine criminosa, non nel modo classico del termine. Assistiamo a un crimine, uno dei peggiori, ma “dal di dentro”, vivendolo tramite la mente di vittima, carnefice e spettatore.
Una novella breve ma intensa, che vi consiglio assolutamente di leggere per avere un quadro ancora più completo di questa bellissima serie.

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Pubblicato in: Dark Zone, Recensioni, Recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Victorian Solstice” – Federica Soprani & Vittoria Corella

Titolo: Victorian Solstice
Autore: Federica Soprani & Vittoria Corella
Serie: Victorian Solstice #1
Genere: Storico, Mistery, Noir
Casa Editrice: Dark-Zone Associazione Culturale
Prezzo: 0.99€
Link all’acquisto: Victorian Solstice

SINOSSI

Londra 1890: Babele, Gran Forno, Inferno e Paradiso. Capitale del Mondo Occidentale. Dai fasti di Buckingham Palace al Popolo del Sottosuolo, passando per lo sfavillante mondo della potente borghesia in ascesa. Delitti, intrighi, passioni, amore e morte. Il Crepuscolo di un’epoca, l’agonia del Lungo Ottocento che ha ormai perso la sua innocenza.
Jericho è un medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale.
Nella Londra Vittoriana l’Uomo Nero esiste davvero. I Mostri sono reali e hanno fame.
Per sconfiggerli ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione.
Dai bordelli per ricchi annoiati ai misteri della Londra sotterranea, dalla casa del vizio più pericolosa del West End, agli orrori di Whitechapel, un viaggio da incubo che parte dai sobborghi più infimi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra.
Una detective story vittoriana oscura e sensuale.

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Jericho Marmaduke Shelmardine e Jonas Marlowe si incontrano per la prima volta in un contesto inusuale, eppure di gran voga in quel periodo nella Londra del 1890: una seduta spiritica in uno dei salotti bene della città.
Infatti, Jericho è un Medium, un Tramite con il mondo dei morti, e Jonas è un ispettore di Scotland Yard incaricato di dire al sensitivo di non interferire ancora con le indagini della polizia. Jonas è convinto che Jericho usi dei trucchi, e non ha nessuna intenzione di farsi imbrogliare dalle magie che riesce a compiere senza farsi scoprire dai meno attenti e gli affascinati spettatori dei suoi spettacoli.
Tuttavia, quello che doveva essere un breve incontro, si trasforma in una collaborazione insolita e a tratti quasi paradossale, che vedrà i due uomini indagare insieme in quattro diversi casi di omicidio.
Il romanzo è infatti suddiviso in quattro racconti distinti, che rappresentano le indagini, ma la storia personale dei protagonisti si dipana senza interruzione, abbracciando tutte le quasi quattrocento pagine del libro, in un susseguirsi di rivelazioni e risposte dal passato.

«Il risultato non cambia. L’amore conduce alla follia e la follia è solo un’altra faccia dell’amore.» 

Nel primo racconto, “La società degli spiriti”, vediamo Jonas e Jericho alle prese con il cercare di scoprire chi ha ucciso Lord Kynaston, stimato antropologo, ritrovato a brandelli nella sua biblioteca.
Tra bordelli nascosti in bella vista e Sirene spuntate direttamente da una favola, i due uomini si ritroveranno a dover fare i conti con una verità sconvolgente e a tratti macabra.
Possibile che le creature del mare possano camminare su questa terra?

«So che nasciamo soli, viviamo soli e moriamo soli» proferì Jericho. «Poco importa quanto possiamo credere di essere vicini a qualcuno. È solo un’illusione alla quale ci aggrappiamo per non soccombere alla disperazione.»

Nel secondo racconto, “La lega dei gentiluomini rossi”, dovranno scoprire che fine hanno fatto tutti quei giovani uomini scomparsi, che in comune hanno i capelli rossi e un aspetto piuttosto somigliante l’uno con l’altro.
Perché spariscono? Che fine fanno?
E cosa c’entrano il Duca di Beaufort e la giovane moglie-bambina Gwen in tutto questo?

Era un libro di carne e una pergamena vivente scritta con inchiostro d’acciaio, ferite infette e sangue secco.

Nel terzo racconto, “Il pozzo di carne”, vediamo il direttore del Circo Binewski, Kasimir, chiedere aiuto al suo vecchio amico Jericho per ritrovare Ansel, il figlio di una sua artista. Essendo lui il proprietario del Circo, quel bambino è anche un po’ figlio suo, ed è disposto a tutto pur di sapere che fine ha fatto e riportarlo a casa.
Dove sarà finito? E perché sembra che siano spariti tanti altri bambini zingari o orfani? Chi li prende? E per farci cosa?

«Lui va e viene da un mondo all’altro, ma appartiene a nessun dove.»

Nel quarto ed ultimo racconto, “I fantasmi dei Natali passati”, oltre a dover scoprire chi è che uccide i giovani prostituti omosessuali ritrovati agghindati come figure mitologiche in zone diverse della città, Jericho e Jonas dovranno fare i conti anche con i fantasmi del passato della vita di entrambi. Ritrovare conoscenze che credevano di non dover mai più affrontare e lasciare andare persone che hanno perso per sempre e a cui non credevano di poter dire addio.
In tutto questo, cos’è quel sentimento che li porta a gravitare l’uno intorno all’altro, a cercarsi e a capirsi, nonostante un rapporto così stretto e ambiguo sia a dir poco pericoloso, in quanto punibile con i lavori forzati e la prigione?
E chi sono Cristophe Safire e Valentina Casanova? Cos’hanno a che fare col passato di Jericho, e quanta influenza hanno sul suo presente?
Riuscirà Jonas a scoprire chi ha assassinato sua moglie Alice, omicidio per il quale è stato inizialmente accusato e per cui ha compromesso la sua carriera alla Yard?

«Due cuori spezzati non ne fanno mai uno intero. Fanno solo più cocci.»

In una cornice fatta di dissolutezze e vizi, quattro indagini si dipanano e vedono coinvolti Jericho e Jonas. Con atmosfere fumose e atteggiamenti misteriosi, seguiamo le indagini e la vita privata di questi due uomini che all’apparenza sono così diversi, eppure anime così affini.
Jericho Marmaduke Shelmardine è un giovane uomo con un passato misterioso. Ha molti segreti, molte cose che non può confessare, e un dolore profondo che muove ogni suo passo, nascosto dietro un atteggiamento dissoluto e ciarliero e un sorriso fasullo. Anche il suo presente è difficile, perché fantasmi del passato lo perseguitano e lo tengono incatenato loro, ma mi è piaciuto vedere l’evoluzione del personaggio, il distacco che riesce a costruire giorno dopo giorno e l’amore incrollabile che prova per Jonas che lo spinge a desiderare di tornare a sentirsi vivo.
Jonas Marlowe è il suo esatto opposto: un uomo limpido e integro, con una ferrea morale, che non si fa mai abbattere dal male e perseguisce sempre il bene. Anche se ha sofferto a causa delle accuse e della prematura scomparsa dell’amata moglie, anche se quel sentimento per Jericho lo spaventa, è anche fortemente intenzionato a dare giustizia ai meno fortunati e a vivere la vita secondo le sue regole.

Ricordi belli e soprattutto ricordi brutti.
Erano parte del suo essere, erano tutto ciò che gli restava. Nel momento in cui fossero svaniti, lui stesso non sarebbe stato che niente.
La presenza di Jonas Marlowe sembrava far sì che facessero meno male.

Victorian Solstice” mi ha conquistata sin dalle prime pagine, e una volta iniziato non sono più riuscita a staccarmi.
All’inizio, quando le autrici ci hanno proposto di leggerlo, ero un po’ titubante, perché non sono una grande amante dei romanzi storici e ne ho letti davvero pochissimi. Tuttavia, la trama investigativa mi affascinava e non ho saputo resistere, così ho detto alla nostra Admin di accettare e ho ricevuto il file.
Sono davvero felice di aver seguito il mio istinto, perché si è rivelata una piacevolissima lettura, fatta di indagini avvincenti, personaggi machiavellici e con una base male to male molto soft ma al contempo intensa.
Non aspettatevi grandi scene d’amore tra Jericho e Jonas, perché non ne troverete, ma riuscirete a respirare il loro nascente sentimento pagina dopo pagina.

C’erano state innumerevoli occasioni nelle quali potersi liberare da corde, catene o da una camicia di forza gli avrebbe fatto molto comodo. Ma alla fine il medium era giunto alla conclusione che esistesse un momento giusto per ogni cosa, l’occasione giusta per ogni incontro, per ogni addio. Un momento singolo e irripetibile, imprescindibile, negli oscuri disegni dell’universo. Era valsa la pena essere prigioniero per così tanto tempo, solo per imparare dal mado a essere libero. Il fatto che lui ora fosse in grado di liberarsi, perché il mago era vissuto, era morto ed era stato suo, anche se solo per un tempo tragicamente breve, aveva un senso.

Attraverso le strade di Londra, quelle meno lucide e con le strade piene di buche, con i vicoli puzzolenti e le carrozze cigolanti, verrete trasportati nel suo grigiore e nella sua anima, in un susseguirsi di personaggi profondamente disturbati e con una melanconia incurabile.
Molti sono infatti i disturbi mentali trattati, che affliggono le vittime, ma anche i carnefici. Oscure anime che, ormai perdute, si aggirano come fantasmi per le vie acciottolate e i vicoli bui rischiarati dalle luci fioche e giallastre.
Un romanzo dalle tinte noir, pieno di metafore e immagini suggestive, che vi consiglio assolutamente di leggere e assaporare, sentendovi trasportati in quelle stesse vie, camminando fianco a fianco con i due giovani protagonisti.

L’Apocalisse non era mai stata così dolce, l’inizio della fine così sublime. Da quel momento in poi, nulla avrebbe più potuto essere come prima. Avrebbero potuto essere tutto, o niente, ma lo sarebbero stati insieme, uno dell’altro.

Non do il massimo perché, dal primo racconto al quarto, si percepisce il cambio e la maturazione di scrittura, nonché di articolazione della parte investigativa. Infatti, questo romanzo era nato come quattro racconti separati, scritti in tempi diversi, riuniti poi sotto quest’unico volume. Questo non pregiudica assolutamente la godibilità della lettura, beninteso, ma forse mi sarebbe piaciuto una lieve armonizzazione in più.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Come anima mai” – Rossana Soldano

Titolo: Come anima mai
Autore: Rossana Soldano
Genere: Storico
Casa Editrice: Hope Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Come anima mai

SINOSSI

Inghilterra, 1936.
Lewis Ellsworth, figlio del Duca di Buccleuch, è attento a tenere i suoi incontri sessuali lontano dagli ambienti aristocratici. All’inizio del suo secondo anno a Cambridge, però, scopre che il ragazzo con cui si è intrattenuto in un pub è uno studente del suo stesso college. Intelligente, affascinante ed eccentrico, William Chase entra nella sua vita come un tornado, scuotendo certezze e intenzioni.
Due studenti privilegiati, colti e raffinati, ubriachi di arte e letteratura, ebbri di emozioni e ambizioni. Ma in una società in cui persino al Re non è permesso scegliere di chi innamorarsi, Lewis e William vivono un amore diverso, vietato e voluto, doloroso e intenso, nascosto agli occhi del mondo.
Una storia fatta di coraggio, segreti, passione e contrasti, di crescita e conflitto, alla ricerca di una Wonderland nascosta dietro specchi di ipocrisia. Due vite che si incrociano e si salvano, due anime destinate a perdersi e a rincorrersi sullo sfondo dell’Europa del secolo scorso, un’Europa controversa e stuprata dalla guerra, in cui l’amore crea più scandalo dell’odio, in cui credere alle favole sembra quasi impossibile, ma è l’unica via d’uscita.
Perché, forse, Wonderland non è un dove, ma un quando.

Ci rincorrevamo come sabbia in una clessidra e niente 
si andava a perdere mai; pieni, davvero, solo se insieme.

Solo che allora, stretta nei nostri corpi, la felicità pensavamo di poterla 
tenere con noi per sempre, marchiandocela addosso come l’amore sulla vita.

Hikaru2

Questo romanzo non è una storia semplice, lineare, un romanzo adatto per passare del tempo senza pensieri. Perché di pensieri ne avrete molti, confusi e contrastanti mentre vivrete la storia insieme ai due protagonisti. Questi giovani uomini che conoscerete pagina dopo pagina e che amerete, odierete, amerete ancora; in una continua altalena di emozioni.
Lewis, giovane rampollo della nobiltà inglese, la cui famiglia è in amicizia con Churchill; è abituato alla gabbia dorata della sua vita. Di carattere tuttavia sanguigno – più di quanto sia consentito a un nobile inglese –, è profondamente affamato di vita e libertà. Così tanto da diventare irruento. Sua è la voce narrante, suoi sono gli occhi che ci condurranno in questa storia.
Poi c’è William. Enigmatico, sorprendente, a volte così perfetto da farcelo percepire distante; ma nello stesso tempo così magico e seducente da volerlo accanto a noi ogni istante.
La bellezza di questi personaggi sta nel loro essere veri, con i difetti e i pregi che tutti hanno, gli errori che chiunque può commettere.
E vederli crescere, anno dopo anno ti rende orgogliosa come se fossero un po’ anche tuoi.
Questi due meravigliosi personaggi sono uniti dall’amore nato per caso, o forse non del tutto, in un sordido pub di Cambridge nell’ottobre del 1936 e coltivato nell’importante università e in giro per l’Europa, tra Roma, Parigi e Londra.
Poi la guerra, poi la Germania, poi un mondo che non sembra nemmeno lo stesso eppure così tragicamente familiare…
Questo romanzo è vita, e come la vita è sia bellissima che spietata, così è “Come anima mai“. Leggerete di un amore forte ma anche pieno di paure, sbagli e incomprensioni. Un amore che cerca un posto suo, in un mondo dove quell’amore non è nemmeno concepito. Un amore che lotta e soffre ma che mai è sconfitto.

Tu sei stato Parigi prima che Parigi esistesse, tu sei la vita che voglio vivere e la libertà che non sapevo di desiderare. Non c’è alcuna ambizione in me, senza di te. Tu sei tutto ciò che voglio, perché niente è come te.

Le vicende che si snocciolano in trent’anni di vita, vengono trattate con molta cura. Sin dai primi capitoli mi è sembrato di finire in un romanzo di Jane Austen, con quelle ambientazioni, quei personaggi, quel modo di pensare, di comportarsi. Ma ho visto anche Conan Doyle, nel modo di osservare e dedurre, nella capacità di William di sapere senza chiedere, in quella spiccata intelligenza e spudoratezza che lo contraddistingue.
Il loro rapporto è un continuo inseguirsi e riprendersi, prima della guerra, perché troppo giovani e ancora confusi su quel sentimento che li portava così vicini ogni volta, quella gelosia che bruciava ogni fibra, quell’insicurezza e anche quelle cose non dette. Dopo la guerra, beh… Dopo la guerra, per forza di cose, lontani contro la loro volontà per colpa di eventi che sembrano giocare spesso contro di loro, le cose cambiano di nuovo.

Ci amavamo e rincorrevamo a dispetto degli eventi che ci avevano separati e dei capricci d’amore. Eravamo ancora sabbia in una clessidra. Addii che diventavano ritorni e di nuovo addii e, ancora, promesse di ritorni.

Come detto, non è un romanzo semplice e, vi assicuro, non mancheranno colpi di scena che non vi permetteranno di scoraggiavi davanti alle cinquecento e passa pagine da cui è composto. Ma è un romanzo che, chi nei libri che legge cerca l’amore vero, la vita nel bene e nel male nella sua completezza, sono certa apprezzerà tantissimo.
Una cosa che ho gradito molto, oltre le vicende raccontate, è aver viaggiato con loro, aver vissuto l’Europa, la Roma e la Parigi di allora, con i loro occhi. Nonché l’uso di tante citazioni di libri, che accompagnano la loro vicenda per tutta la storia.
L’unico appunto, che non ne pregiudica per nulla la lettura, è qualche piccola incongruenza sull’anno di pubblicazione di alcuni di quei classici e il momento storico in cui sono stati citati. Ma è proprio per trovare il cosiddetto pelo nell’uovo.
Un bellissimo esordio di una scrittrice italiana da assaporare con calma, cura e la lentezza giusta.
E se una cosa l’ho imparata grazie a questo libro è che Wonderland esiste, ma non è un dove, non è neanche solo un quando ma, soprattutto, è un chi.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Il Principe prigioniero” – C. S. Pacat

Titolo: Il Principe prigioniero
Autore: C. S. Pacat
Serie: Captive Prince #1
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,49 €
Link all’acquisto: Il Principe prigioniero

SINOSSI

Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere.
Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa.
Per il giovane condottiero, a quel punto, vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…

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Il Principe Prigioniero” è il primo volume della serie “Captive Prince” della Pacat, edito Triskell Edizioni. Sin dal primo momento in cui ho visto l’annuncio, mi sono innamorata di questo libro. Ho atteso molto prima di leggerlo, proprio perché sapevo che sarebbe stata una lettura particolare. Potete trovarlo nelle categorie Fantasy e Storico, ma non aspettatevi solo questo. È un libro unico nel suo genere.
Damianos è un guerriero, è l’erede al trono di Akielos ed un esempio per il suo popolo. Quando però suo fratello si impadronisce del potere, il suo unico pensiero è allontanare Damen ed eliminare così il suo rivale. Il modo più semplice per lui è darlo come schiavo alla fazione nemica. Se la città di Vere scoprisse chi è davvero, suo fratello diventerebbe il suo ultimo pensiero.
Laurent è il principe di Vere, è bellissimo e pericoloso e non esita a manipolare chiunque pur di raggiungere i propri scopi. A lui viene donato il principe, ora divenuto schiavo. Laurent odia profondamente gli abitanti di Akielos, ma ancor di più odia il principe Damianos.

“Guardate voi stesso come si comporta. Zio, mi avete accusato ingiustamente. La punizione che ha ricevuto sulla croce era meritata: avete visto da solo quanto è arrogante e ribelle. Perché condannate il sangue del vostro sangue quando la colpa è solo di Akielos?”

A Damen non resta altro che fingere e sperare che nessuno mai scopra la sua vera identità. Allearsi con lui rappresenta l’unica possibilità di sopravvivere.
Damen e Laurent sono due di quei personaggi che rimangono impressi nella mente anche dopo giorni e giorni. Nonostante il primo volume sia una presentazione generale dei protagonisti e delle vicende, ci permette di entrare sin da subito in quella che sarà una storia davvero originale e ben scritta. Fuori dal contesto in cui è narrata risulterebbe irrealistica, ma grazie alla maestria con cui viene presentata e alla traduzione, che certamente ha un ruolo fondamentale, assume tutto un altro significato.
Con uno stile articolato e ricercato, la Pacat presenta due protagonisti a loro volta molto complessi. Le numerose riflessioni e le descrizioni sono fondamentali per comprendere i personaggi e le loro personalità. L’attenzione con cui l’autrice ci presenta la loro società e i loro costumi è un aspetto che ho amato molto.
Caratterialmente mi sono sentita molto più vicina a Damen, la sua forza e la sua determinazione sono encomiabili. Laurent è molto più difficile da comprendere, soprattutto in questo primo volume. Non conosciamo ancora tutte le sfumature della sua personalità e dare ora un giudizio sarebbe davvero affrettato.

Laurent poteva anche parlare come se fosse cresciuto in un bordello, ma la sua mente era degna di un cortigiano della sua schiatta, abituato all’inganno e al doppio gioco. E i suoi meschini intrighi potevano rivelarsi molto pericolosi per qualcuno che era completamente alla sua mercé, come nel suo caso.

Sono rimasta molto sorpresa per quanto riguarda l’aspetto fisico della relazione tra Damianos e Laurent. Il loro rapporto è molto più profondo di quanto ci si potrebbe immaginare. Nonostante le difficoltà, abbiamo già un piccolo accenno di cosa potrebbe esserci in un futuro per loro.
Per chi ama le storie Male to Male ma non si accontenta facilmente, questa è la lettura perfetta.

5

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Recensione in anteprima “Il ragazzo delle case mobili” – Marie Sexton

Titolo: Il ragazzo delle case mobili
Autore: Marie Sexton
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,49€
Link all’acquisto: Il ragazzo delle case mobili

SINOSSI

È il 1986, e quella che avrebbe dovuto essere l’estate più bella della vita di Nate Bradford è rovinata dal divorzio dei suoi genitori. Adesso, invece di passare l’ultimo anno di scuola nella sua città natale di Austin, in Texas, Nate vive con il padre a Warren, Wyoming, 2833 abitanti (una stima secondo lui generosa). Non c’è una piscina, o campi da tennis, nessun centro commerciale, neanche si prende MTV. L’intera scuola è meno popolosa di quanto fosse la sua classe in Texas, e Nate non riesce proprio a integrarsi in una cittadina dove i principali passatempi degli adolescenti sono il sesso e le droghe.
Finché non incontra Cody Lawrence. Cody è molto povero, proviene da una famiglia divisa e vive dal lato sbagliato dei binari del treno. Letteralmente. Ma Nate capisce che Cody è solo un bravo ragazzo che nella vita ha avuto sfortuna. E comincia a pensare che i sentimenti che prova per lui vadano oltre l’amicizia.
Ammettere di essere gay è già difficile, ma tra i pregiudizi locali e l’epidemia di AIDS che domina sempre più i titoli dei giornali, una cittadina come Warren è il posto peggiore in cui due ragazzi possano innamorarsi.

Lady Marmelade2

Questo libro è stato un vero e proprio tuffo nel mio passato; mi ha riportato alla mente alla mia adolescenza, visto che sono una figlia degli anni ’70 che ha vissuto sulla propria pelle i gloriosi anni ’80!
Lo dico sempre alle altre ragazze del blog che sono l’Anziana del gruppo!
Rispetto ai protagonisti della storia, io ho qualche annetto di meno, ma quell’epoca me la ricordo molto bene: le prime permanenti ai capelli; i piumini firmati: le converse che però sono ancora di moda!
A scuola ti etichettavano da un semplice sguardo ai tuoi vestiti, e anche io, pur provenendo da una famiglia medio borghese, che però si rifiutava di sprecare denaro in abiti firmati che sarebbero presto passati di moda, venivo spesso emarginate perché non riuscivo ad omologarmi agli altri.
Ero una secchiona ma anche una sportiva, quindi pur snobbandomi mi dovevano tenere buona.
Per me è stato facile entrare in sintonia con i due ragazzi protagonisti di questa dolce, straziante, innocente e grande storia d’amore.
Cody e Nate sono due outsider, anche se in maniera diversa.
Cody vive ai margini della società, al limite della sopravvivenza, in un fatiscente campo caravan; troppo povero per avere un pezzo di erba vera fuori dall’uscio di casa.
Vive con la madre assente che si arrabatta alla meno peggio per portare un pasto caldo in tavola, e che non è il solito personaggio negativo: a modo suo cerca di fare tutto il possibile per dare un futuro diverso da Cody; è l’unica cosa buona che lei abbia mai fatto in vita sua.

Sua madre faceva del proprio meglio, certo, ma lui sospettava che avesse imparato da tempo a fare quello che adesso stava facendo anche lui: uccidere tutto quello che aveva dentro. Chiudere fuori ogni sogno di una vita vera era l’unico modo per sopravvivere. La speranza non esisteva. Esisteva solo il momento presente, che sfumava in quello successivo e poi in quello successivo ancora, in una lenta marcia la cui destinazione era la chiazza di erba brunita dal sole dove gli abitanti di Warren venivano infine calati nella terra dura, con solo una lapide grigia e piatta a contrassegnare il posto.

Nate invece, che a un primo sguardo sembra avere tutto, macchina, casa in un bel quartiere, un padre che ha lottato per averne la custodia, si sente perso… È stato strappato dalla calda e assolata Austin dove sentiva di appartenere di diritto, per essere rispuntato in mezzo al nulla nella prateria gelida e ventosa del Wyoming, dove nemmeno la radio sembra funzionare.
Una bella doccia fredda per il ragazzo che faceva sport e pensava solo a scegliere l’università migliore.
Due ragazzi che provengono da due mondi diversi ma che sentono di appartenersi fin dal primo sguardo; Cody timido e silenzioso, che cerca di passare inosservato; lo strambo della scuola, fonte inesauribile di pettegolezzi, ma semplicemente troppo buono e sensibile per tutta la merda con cui deve fare i conti. Nate bello e affascinante, ma anche lui solo e sperduto, ma che ha portato il sole nella vita di Cody.
Nate è la cosa migliore che sia mai capitata a Cody:

Cody lo stava ancora guardando, le guance rosse e una preghiera silenziosa negli occhi; non gli stava chiedendo di portarlo a Spring Rocks, ma per piacere, per piacere, di non ridere di lui.

Cody sa già di essere diverso dai suoi coetanei e che quello che lo lega a Nate va oltre il cameratismo di passarsi una sigaretta per un tiro. Per Nate è tutt’altra storia, dovrà davvero capire perché i rari sorrisi di Cody riescono a scaldargli così tanto il cuore:

…nei suoi occhi scuri c’era un invito che lo fece star male nel modo più meraviglioso ed erotico. Cody era perfezione pura, dolce e sexy, timido e privo di scrupoli, tutto allo stesso tempo, e Nate lo desiderava in una maniera insensata….Cody sorrise. Fece quel sorriso bellissimo e segreto che tormentava i suoi sogni.

Un libro appassionato, che mi ha emozionato tantissimo, riportandomi a rivivere una parte del mio passato a cui non pensavo da anni, a tal punto che mi sta facendo venire voglia di andare a cercare le vecchie fotografie per vedere se nei miei occhi c’era lo stesso mix di paura verso il futuro oppure se a differenza di Cody e Nate ero molto più ingenua…
Cody e Nate sono due spiriti vecchi e saggi nei corpi di due adolescenti che semplicemente stanno cercando un posto tutto loro per fiorire…

5


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Recensione “Provocazione” – Joanna Chambers

Titolo: Provocazione
Autore: Joanna Chambers
Serie: Enlightenment #1
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Provocazione

SINOSSI

David Lauriston sta facendo di tutto per affermarsi all’interno del facoltoso mondo legale di Edimburgo. Come se non bastassero le sue umili origini a intralciargli la strada, la recente decisione di difendere un gruppo di tessitori accusati di tradimento fa nascere nei colleghi il sospetto che David possa nutrire simpatie radicali. In questo scenario, l’ultima cosa di cui ha bisogno è accettare di aiutare il fratello di uno dei tessitori condannati a trovare l’agente provocatore che ha istigato la rivolta.
La sua vita personale non va molto meglio. Tormentato dai desideri proibiti verso il suo stesso sesso e dai ricordi dolorosi dell’amico d’infanzia di cui una volta era invaghito, David fa di tutto per condurre un’esistenza casta, pentendosi amaramente ogni volta che i suoi propositi vengono meno.
Ma all’improvviso, nella sua esistenza repressa e disciplinata, irrompe Lord Murdo Balfour.
Cinico, edonista e impenitente, Murdo è il contrario di David. Mentre quest’ultimo rifiuta persino l’idea di contrarre un matrimonio privo di amore al solo scopo di preservare le apparenze sociali, Murdo è deciso a sposarsi, un giorno, senza per questo rinunciare alla compagnia degli altri uomini. Per quanto David possa essere inorridito dall’inveterato egoismo del gentiluomo, non riesce tuttavia a resistergli.
Murdo lo tenta e lo irrita allo stesso tempo, distraendolo dalla promessa di trovare l’agente governativo responsabile del triste destino dei tessitori e costringendolo a riconoscere i propri desideri carnali.
Ma potrebbe Murdo essere più che una semplice distrazione?
Magari proprio l’uomo a cui David sta dando la caccia?

Lady Marmelade2

Da sempre leggo qualsiasi tipo di romanzo storico; ho sempre amato studiare storia a scuola, non mi ha mai pesato, soprattutto la nostra storia italiana, che credo sia la più ricca di sempre. Abbiamo un patrimonio artistico e archeologico in ogni luogo che ci circonda, testimonianza del nostro passato, persino nel mio paesino sperduto di appena 7000 anime! Del resto tutto il mondo ci invidia per questo!
Non conosco molto la storia inglese, per nulla quella scozzese, quindi questo romanzo mi pareva proprio l’occasione per stimolare la mia innata curiosità.
La vicenda che viene narrata è ambientata nella Scozia di inizio 1800 e ha come protagonisti un giovane avvocato di umili origini, David, e un misterioso giovane dell’alta società, niente di meno che un Lord, il bellissimo e affascinante Murdo.
Un incontro inaspettato il loro, che si conclude con un veloce amplesso in un vicolo puzzolente e buio, del resto l’omosessualità al loro tempo era considerata un reato punibile con il carcere, oltre che essere considerata riprovevole moralmente.
Un tempo lontano da noi, sono passati duecento anni, eppure in molti paesi è ancora un rischio per la vita “ostentare” l’essere attirato dal proprio stesso sesso…
Murdo e David sono come il giorno e la notte; Murdo è un libertino che non nasconde le sue inclinazioni, nel senso che pur nascondendo di essere attratto dagli uomini invece che dalle donne, non si fa scrupoli e si vede sposato tranquillamente a una donna per salvare le apparenze:

«Non sono mai stato capace di accettare che le cose fossero in un certo modo solo perché me lo diceva qualcuno. Non credo che andare a letto con un uomo sia un peccato mortale. Non faccio male a nessuno, e faccio bene a me stesso.»

David invece non potrebbe mai vivere una situazione simile, non potrebbe mai vivere nella menzogna, e ingannare una povera fanciulla che merita la felicità anche lei…
David non ha solo il problema di nascondere la sua natura, ma anche quella di riuscire a emergere in un modo dominato da avvocati nati in buone famiglie; lui di così umile origini fatica ad arrivare alla fine della giornata con la pancia piena, eppure cerca sempre di aiutare chi ha meno di lui, soprattutto Euan, il fratello minore di uno dei tessitori da lui difeso durante il processo che lo vedeva accusato di tradimento nei confronti della patria.
David vuole emergere, ma non vuole rinnegare il suo vissuto, la sua provenienza, perché altrimenti non sarebbe l’uomo che è diventato:

David era a cavallo di quei due mondi ora. In equilibrio all’estremità di Blair Street, appollaiato sopra lo squallore della Città Vecchia e pronto a spiccare il volo. Ansioso di spiccare il volo. Nonostante il senso di colpa lo costringesse a guardarsi indietro e a chiedersi cosa avrebbe perso una volta lanciato, e se un giorno avrebbe rimpianto quella perdita o se sarebbe semplicemente stato contento di essersi lasciato tutto alle spalle.

Euan coinvolge David nella ricerca di chi ha tradito e venduto al governo il fratello e i suoi compagni; David è restio a credere al ragazzo, ma la cosa che gli permetterà di rincontrare il misterioso Lord Murdo.
Murdo mette a rischio la virtù tanto gelosamente conservata di David, il giovane rifiuta di concedersi in tutto a chiunque, ma le parole di Murdo scavano profonde nella sua anima, tanto da rimanergli impresse nel cuore:

«Ho sbagliato tutto con voi,» mormorò. «Pensavo di dover far appello alla vostra ragione, invece avrei dovuto far appello ai vostri sensi. Se vi si permette di pensare troppo, vi perdete nei meandri della vostra mente.»
«Dio del cielo, ma non volete essere felice?» David seppe, per qualche ragione, che quelle parole gli erano sgorgate direttamente dal cuore. Guardò l’uomo che aveva di fronte e fu come vederlo nudo. L’onnipresente maschera di cinismo era scomparsa e al suo posto c’era desiderio allo stato puro. Si chiese cosa mai potesse desiderare con tanto ardore.

Ho trovato il romanzo davvero molto ben scritto, scorrevole, che non mi ha fatto sentire la distanza temporale dell’ambientazione storica, ma lo considero più un lungo prologo che un romanzo vero e proprio. Certo la serie è ancora lunga ed è stato giusto presentarci bene l’epoca in cui si svolgono i fatti e i personaggi, ma in certi momenti ho trovato un po’ statica la storia: aspettavo che arrivasse una svolta che alla fine non arrivava mai.
Sono molto curiosa di vedere dove David verrà portato dal suo cuore e anche che fine faranno le figlie del suo nuovo datore di lavoro, soprattutto Elizabeth, nonché la bellissima, scostante, caparbia, che vorrebbe tanto andare contro le convenzioni sociali che la vorrebbero relegata in casa a sfornare figli e stare sempre zitta, Bella! Un personaggio femminile davvero accattivante che cerca semplicemente di prendere possesso della sua vita.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice