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Recensione “Miss Adele Dickinson” – Laura Costantini

Laura Costantini (2)

Titolo: Miss Adele Dickinson
Autore: Laura Costantini
Serie: Diario Vittoriano #3
Genere: Storico
Casa Editrice: GoWare
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Miss Adele Dickinson

SINOSSI

«Per la guerra che credi di voler portare avanti si deve essere soli».

Lord Kiran di Lennox si è dato una missione: salvare i bambini di strada che affollano le strade di Londra, facili vittime delle perversioni degli aristocratici annoiati. Per farlo si avvale dell’aiuto della misteriosa Adele Dickinson, filantropa americana dal volto velato e dalla voce aspra. Ma il giovane lord e la zitella claudicante lottano contro un sistema che schiaccia tutti coloro che rappresentano un ostacolo. E che non esita a colpire lì dove fa più male.
Con questo terzo episodio della serie Diario vittoriano, continua la narrazione del diario di Robert Stuart Moncliff ed entra nel vivo degli anni in cui il ragazzo ombra, ormai cresciuto è pronto a pagare il prezzo più alto sfidando l’Inghilterra vittoriana.

Lady Marmelade2

“La nostra vita è stata fatta di frammenti di luminosa felicità in un mosaico di ipocrisie e menzogna. E oggi che l’ho perso, mi pento di non aver lottato per avere di più. Piango per tutte le volte che avrei voluto sorridergli, sfiorarlo, abbracciarlo e non ho osato farlo.”

La terribile notizia con cui si apre il primo libro della serie viene finalmente svelata in questo terzo capitolo.
Un romanzo ricco di colpi di scena, intrighi e personaggi molto ben caratterizzati appartenenti a tutti i livelli sociali dell’epoca: dalla più pretenziosa nobiltà agli esseri più abbietti e schifosi che trafficano in esseri umani, per l’esattezza bambini. Bambini provenienti dai ceti più poveri, trattarti come merce, destinati al commercio degli schiavi sessuali dell’epoca da una società che in apparenza condanna questa pratica, ma che in realtà, quando viene intrapresa dai membri più “rispettabili” e facoltosi della stessa, volta lo sguardo da un’altra parte…
Molte volte leggendo questi libri considerati di intrattenimento – di serie B rispetto ai blasonati classici-, che parlano di un passato poco lontano dal nostro, parliamo di centocinquanta anni fa, mi rendo conto che gli esseri umani sono cambiati ben poco: chi ha influenza e potere la fa franca, mentre chi muore di fame è disposto a vendere se stesso per un pasto caldo…
Impareremo mai dai nostri errori? Sinceramente non lo so e dire che “Tutto mondo è paese” non mi consola più, forse non mi ha mai convito del tutto.
Kiran ha raggiunto il massimo del suo splendore: il suoi tratti somatici, un mix di pelle ambrata, capelli neri come l’ebano e lisci come la seta, retaggio da parte di padre, e occhi colore dei topazi con lineamenti aristocratici inglesi, da parte di madre, lo rendono una creatura che affascina donne e uomini. Quasi una maledizione la sua bellezza ultraterrena, ma anche un arma spaventosa contro i suoi numerosi nemici.
Kiran non si è mai piegato al suo destino:

“Kiran era un resiliente, orgoglioso di essere libero e fedele a se stesso, ma sapeva anche adattarsi. Così aggirava le stupide regole della buona società come quella, non consentendo al mondo di dimenticare che lui non si assoggettava ciecamente, senza combattere.”

Kiran è sempre sul filo del rasoio e la sua missione di protettore i orfani non ha fatto che ingrossare le fila dei suoi nemici: il suo vecchio aguzzino si è alleato con qualcuno che vorrebbe la sua testa su un piatto d’argento e che ha giurato vendetta nei suoi confronti.
La vita di Kiran è appesa a un filo, ma il giovane Lord non sembra prenderne atto. Solo quando verrà toccato uno dei suoi affetti più cari rischierà di perdere per sempre se stesso.
Robert rimane molto sullo sfondo, continuo a preferire il giovane Lord allo scrittore biondo e di buona famiglia: non riesco a farmelo piacere, troppo titubante e indeciso per i miei gusti Robert è l’anima romantica della storia, crede davvero di farla sotto il naso alla giovane moglie, tanto odiosa e antipatica!
Kiran è su un altro livello, anche se non è l’eroe perfetto. I suoi nemici hanno cercato più volte di spezzarlo e le cicatrici che porta nella sua psiche, oltre che fisiche sul suo copro slanciato ma forte, non fanno altro che renderlo ancora più accattivante.
Robert ne fa una descrizione perfetta:

“Un angelo vendicatore, il conte di Lennox, ma sempre più simile a Lucifero. Il più bello, il più solo. Dannato.”

Forse è per questo che Lord Kiran mi piace tanto!
La resa dei conti è vicina, tutti stanno per scoprire la verità, una verità che potrebbe mettere la parola fine sulle loro esistenze, anche se non era necessario mettere i puntini sulle I:

“«No, Alvena, no. L’amore tra me e Kiran era sotto gli occhi di tutti. Avete voluto vedere quello che non turbava la vostra concezione del mondo. Ma era… è amore. Grande da riempire una vita intera. Pulito…”

Che ne è stato davvero di Lord Kiran? E chi si cela dietro la veletta nera di Miss Adele Dickinson? Davvero non lo avete ancora capito?

«Se tutto il resto perisse e lui restasse», declamò a bassa voce, «io potrei continuare a esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe per me qualcosa di immensamente estraneo.»

Anche in questo volume ho apprezzato i personaggi, lo stile sempre più ricercato dell’autrice, che si evolve di volume in volume, e un’ambientazione talmente curata nei dettagli che rende molto credibile questa travagliata storia d’amore.
Sono davvero curiosa di leggere il finale di questa serie, non pensavo di venire rapita così tanto dalle cupe atmosfere vittoriane, visto che da sempre nutro sentimenti contrastanti per questo periodo storico.
Riuscirà l’autrice a farmi apprezzare questo periodo storico?
Ve lo dirò alla fine del prossimo volume.

4


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Amanti” – Laura Costantini

Laura Costantini (1)

Titolo: Amanti
Autore: Laura Costantini
Serie: Diario Vittoriano #2.5
Genere: Storico
Casa Editrice: GoWare
Prezzo: 0,99€
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SINOSSI

Aver ceduto alla necessità di amarsi non è stato sufficiente. Il mondo di Robert e Kiran continua a obbedire alle rigide regole della morale vittoriana. Robert deve sposare la fidanzata Catherine e offrire una facciata rispettabile. È necessario. Kiran lo sa, ma la sofferenza è quella di un’anima che non può gridare il proprio amore.Questo contenuto speciale raccorda il secondo volume del Diario vittoriano, Lord Kiran di Lennox, al terzo, Miss Adele Dickinson. Contiene spoiler per chi non ha letto i primi due volumi editi da goWare.

Lady Marmelade2

“Il mondo ci è ostile, ma il paradiso lo abbiamo a portata di mano, di dita, di labbra. Il paradiso è la tortura sottile di giocare con i nostri corpi sapendo esattamente cosa proviamo e quanto e come. Il paradiso è specchiarci uno nei sospiri dell’altro senza più distinguere il confine. Il paradiso è il calore che esplode nelle viscere e ferisce senza uccidere, completa per poi dividere… Di quel piacere si può morire. Ma del rimpianto, della distanza, dell’assenza si soffre fino all’annientamento”.

Questo breve romanzo ci trasporta nel mondo del non detto dei due romanzi che lo precedono. Prendetelo come una chicca, un retroscena di tutto quel non detto, che si intuiva, e che viene svelato al lettore. Dalle pagine del diario di Robert, dove non c’era nulla di esplicito, si capiva che i due ragazzi avessero infranto quel limite che la loro società tanto condannava con la prigione a vita…
Robert e Kiran ormai hanno scelto la loro strada: Kiran vuole dedicarsi anima e corpo a difendere i più deboli, mentre Robert ha deciso di sposare una spocchiosa ragazzina viziata. Ma, c’è sempre un ma in questi casi, l’affetto e l’attrazione che li lega è troppo forte per resistere alla morale e alla paura di essere scoperti.
Tutti stanno cercando di separarli, di porre fine a un legame non dovrebbe trascende l’amicizia fraterna, ma mentre alcuni intervengono per il loro bene, come Alvena e il Dottor Mallard, altri sono invece mossi dalla gelosia e dall’invidia, nel caso di Catherine.
Robert è convinto di riuscire a vivere una doppia vita, alla luce del sole con Catherine, e nel buio della loro mansarda con Kiran, ma non sempre si ottiene quello che si vuole:

“State per sposarvi, ma non avete intenzione di rinunciare…”
Robert sbatté le palpebre, incredulo. “Rinunciare? Tanto varrebbe che mi chiedeste di rinunciare a respirare!” esclamò… Jack gli aveva chiesto di sacrificare, sull’altare di quel mondo, la sola luce che splendesse nella sua vita: Robert.

Come sempre tra i due ragazzi è Kiran il più responsabile il più maturo, la figura più affascinante della serie, anche se è sempre Robert che ci narra la storia:

“Si nasce, si cresce, ci si sposa, si fanno i fili, si muore. E intanto si vive. E si cerca di essere contenti. E non succede quasi mai di essere contenti con la moglie”.

Un’altra figura accattivante è il giovane “tirapiedi” di Lord Lennox, quel ragazzo di strada spavaldo e senza peli sulla lingua che è stato salvato da Kiran e che ora darebbe la vita per lui. Una figura che meritava forse qualche pagina in più nella serie e chi ma strappato anche qualche sorriso nel suo modo bizzarro di prendersi cura del suo Lord:

“La biondina contro di te, milord, non ha nessuna possibilità. E adesso mangia, ché sei troppo magro.”

In interludio che ci porta verso il terzo romanzo della serie che si incentrerà sulla misteriosa figura di Miss Adele Dickinson, e che si chiude con il più straziante dei finali, quel trionfo che Catherine crede di avere conquistato alle spalle del nostro Kiran:

“E fu come non esistere… Non era la sua festa. Non era il protagonista. Non era neanche una comparsa. Non esisteva. Non doveva esistere.”

Una serie che si fa sempre più appassionante, si nota la crescita stilistica dell’autrice e l’accurata ricerca storica.

4


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Semper Fi” – Keira Andrews

Titolo: Semper Fi
Autore: Keira Andrews
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 6,39 €
Link all’acquisto: Semper Fi

SINOSSI

Quando erano marines, Jim e Cal dipesero l’uno dall’altro per uscire vivi dalla carneficina e dalla disperazione nel Pacifico.
Sollevato di potersi lasciare alle spalle gli orrori della guerra, Jim è tornato al suo frutteto e alla vita tranquilla di padre di famiglia.
Consapevole che l’amico non avrebbe mai potuto ricambiare i suoi sentimenti proibiti, Cal spera che il tempo e l’oceano tra di loro attenui il desiderio che prova per lui.
Ma alla morte della moglie di Jim, Cal raggiunge l’amico per dargli una mano. Non sa nulla di mele né di bambini, ma vuole stargli vicino a tutti i costi, anche se la fiamma che lo tormenta si riaccende in lui.
Jim gli è grato per il sostegno che gli dà mentre lotta con i sentimenti repressi e i terribili ricordi della guerra.
Poi, quando inizia a vederlo con occhi diversi, il loro rapporto diventa intimo come mai avrebbero immaginato.
Riusciranno a costruirsi una vita insieme come una famiglia e a trovare la felicità in un mondo che li condanna?

Evelyne2

«Penserai che sono ridicolo.»
«Non lo penserei mai. Mai.»
«Certo che no. Mi hai sempre amato per quello che sono. Nel bene e nel male.»
«E ti amerò sempre.»
«Io invece non ti ho amato abbastanza…»

Semper Fi” è il primo libro di Keira Andrews che leggo. In molti me lo avevano consigliato, ma ero sempre stata indecisa. Sapevo sarebbe stata una lettura sofferta e dovevo essere pronta a cosa avrei potuto trovarmi davanti. Per questo, quando l’ho iniziato ero pronta a tutto, o almeno così pensavo. Non si può essere pronti davvero quando si legge di guerra e sofferenza. In questa lettura in particolare, la storia è un punto fondamentale. La narrazione pone l’attenzione sugli aspetti storici, alternando momenti del passato (dal 1942 al 1945) e del presente dei nostri protagonisti (1948).
Vediamo Cal e Jim poco più che adolescenti, alle prese con l’addestramento per divenire Marines. Il loro primo incontro, la nascita del legame che li unirà ancora per molti anni e le sofferenze della guerra. Allo stesso tempo, ci vengono presentati due uomini persi e in cerca l’uno dell’altro. Jim deve ancora superare la morte di sua moglie e riuscire a portare avanti la sua attività da solo. Cal convive con la consapevolezza che il suo migliore amico non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti e che l’unico modo che ha per stargli vicino è aiutarlo nel suo lavoro e accontentarsi della sua amicizia.

Cal cercò di trattenersi e di non corrergli incontro. Sentì un desiderio bruciante, un tuffo al cuore. Negli ultimi tre anni, era quasi riuscito ad autoconvincersi che i suoi sentimenti fossero svaniti. Quasi. [] Era davvero stato sciocco da parte sua credere che il tempo e la distanza avrebbero cambiato qualcosa.

Scopriamo passo dopo passo cosa è accaduto e le motivazioni che li hanno spinti a diventare ciò che sono. Questo alternarsi tra presente e passato fa incuriosire il lettore, che tenuto in attesa non può che divorare la storia e arrivare fino alla fine, con le lacrime agli occhi e un groppo in gola.
In un primo momento non sappiamo ancora cosa li lega e perché Jim sembra fidarsi ciecamente solo di Cal nonostante non lo veda da tempo. Il loro rapporto mi ha fatto riflettere molto su quanto la guerra possa segnare una persona nel profondo e quanto sia difficile superare il proprio vissuto dopo un’esperienza del genere.
Aggiunti alla difficoltà di vivere alla luce del sole il loro amore in un periodo in cui non sarebbe mai stato accettato, i figli di Jim costituiscono un grande limite per il loro rapporto. Mi ha commossa l’attenzione di Jim nei loro confronti e l’affetto di Cal per i due bambini dell’uomo che ama. Vedere quanto sia difficile per lui mettere da parte i propri sentimenti e pensare solo al benessere delle uniche tre persone che lo fanno sentire completo, stringe il cuore. Ho ammirato molto Cal e la sua forza, sin da giovane il suo carattere ha rappresentato il porto sicuro al quale un Jim inconsapevole si è sempre appoggiato. Il loro amore, per come la vedo io, non nasce nel 1948 quando sono ormai adulti, ma nei primi anni della guerra, quando affrontano la guerra insieme, fino alla fine.
È una lettura forte per alcuni aspetti e commovente per altri. Molto realistica e niente affatto scontata. Una di quelle storie che lascia un segno.

«La felicità può essere così breve. Quando arriva, dobbiamo coglierla ed esserne grati.»
Non è possibile che dica sul serio. «Ma è contro natura.»
La signora O’Brien sbuffò. «E chi lo dice? Non gli antichi greci, se ben ricordo. Gli omosessuali ci sono dalla notte dei tempi. A te sembra una cosa contro natura?»
Jim era paonazzo e cercava di rispondere. «Non saprei.» No.
«Non badare a quello che pensano gli altri. Se vi trovaste soli su un’isola deserta, ci penseresti su?»
Rimuginò sull’idea di essere veramente solo con Cal. Senza doversi vergognare. In libertà assoluta. «No.»
Lei gli fece un cenno di incoraggiamento. «Allora, ecco la risposta.»

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Recensione “Intrighi a Darkstone” – Serena Lilyen

Titolo: Intrighi a Darkstone
Autore: Serena Lilyen
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Intrighi a Darkstone

SINOSSI

Inghilterra, Anno del Signore 1052. Kelan di Darkstone ha ormai deciso di prendere i voti e lasciarsi alle spalle la sua vita laica. Almeno finché non giunge un messaggero che lo informa della morte del padre e della scomparsa del fratello. Kelan è perciò costretto ad abbandonare il monastero per fare ritorno a Darkstone, dove è cresciuto e da dove è fuggito.
Kelan, tuttavia, non ha alcuna intenzione di diventare duca, per cui si getta nella disperata ricerca del fratello, che crede ancora vivo. Nonostante la madre lo spinga a prendersi le sue responsabilità, sposarsi e generare un erede – per evitare che il feudo cada nelle mani della velenosa moglie incinta di Finn, Kelan non intende arrendersi.
Ad aiutarlo c’è Ryan Campbell, giovane figlio dello stalliere Sam, che era come un padre per Kelan. Ryan non vede di buon occhio Kelan e tutti i nobili come lui, ma, dopo la morte sospetta del padre, accetta di indagare assieme a Kelan per scoprire cosa sta succedendo all’interno delle mura del castello.
Tra intrighi, spie e tradimenti, i due indagheranno per scoprire la verità ed evitare che altre vite vengano spezzate. Non possono fidarsi di nessuno, se non di loro stessi, e questo li porterà più vicini di quanto avrebbero mai pensato. La passione tra di loro divampa, ma Kelan non vuole mancare di rispetto al suo vecchio amico Sam, nonostante l’attrazione per Ryan sia ogni giorno più forte.
Riusciranno i due a scoprire il mistero che si cela dietro la scomparsa di Finn, prima che sia troppo tardi?

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Kelan, il nostro protagonista, sperava di essersi allontanato per sempre dalle terre di Darkstone.
Il rapporto con il padre è praticamente inesistente e si sopportano a malapena. Al contrario, ha un buon rapporto sia con il fratello che con la sorella. Tuttavia, l’idea di dover avere a che fare con il padre lo spinge a stare lontano dalle sue terre. Nemmeno i pianti e il dolore della madre sembrano poter incrinare questa sua scelta. Diventare monaco non era la prima delle sue scelte, ma per lui è comunque una vita migliore di quella che viveva a palazzo.
Ryan ama suo padre, adora sua madre e sua sorella, ma decide di andarsene comunque. Non vuole che le sue inclinazioni possano ferire la sua famiglia. Regala il suo corpo ogni volta che ne ha voglia, ferito nel profondo per un episodio accaduto in giovane età.
Episodio che gli ha fatto odiare il giovane Kelan.
Entrambi sono costretti a tornare a Darkstone quando i loro padri vengono uccisi, e si troveranno a potersi fidare veramente solo l’uno nell’altro.
Quei sentimenti che Ryan teneva nascosti da tanto, e che Kelan si trova a provare improvvisamente, saranno messi alla prova e potranno avvicinarli o allontanarli per sempre.
Questo romanzo ha tutto quello che gli appassionati del romanzo rosa storico-cavalleresco amano.
L’ambientazione è ben descritta, la famiglia e i rapporti che si intrecciano sono assolutamente contestualizzati. Intrighi non mancano, anzi, e anche colpi di scena dolorosi.
E’ senz’altro consigliato per tutti coloro che leggendo e amano il genere, che se si parla di nobili e cavalieri hanno gli occhi a cuore. Per gli altri? Beh, vi dirò… Io non sono un’amante del genere, ma devo ammettere che la scrittura è scorrevole, non mancano colpi di scena che fino all’ultimo vi ritroverete a interrogarvi su chi è il vero colpevole, di chi i nostri protagonisti si potranno fidare. Perché davvero fino all’ultimo non sarà chiaro. Avranno avuto ragione a sospettare chi si sospetta dall’inizio oppure no? I due delitti che hanno avvicinato il nuovo Duca di Darkstone e il giovane Ryan, sono davvero stati fatti dalla stessa mano? Sono collegati? E se sì, come?
Questo tratto “giallo” nella vicenda permetterà anche a chi non è un fan del romanzo storico di apprezzare questa storia.
L’autrice è riuscita a unire diversi generi, senza rinunciare all’autenticità della trama.
L’unico appunto è che in alcuni casi il modo di rivolgersi del servitore nei confronti di quello che è il suo duca, e la libertà data alle donne, è forse è un po’ troppo moderna rispetto all’epoca di riferimento in cui è ambientato il romanzo.
Per il resto, lo consiglio a tutti i cuori romantici.

4


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Recensione in anteprima “Barebones” – Nykyo

Titolo: Barebones
Autore: Nykyo
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Barebones

SINOSSI

Mar dei Caraibi, 1669. Il Capitano Lennox ha appena affondato una nave nemica e riportato a bordo del suo vascello un ricco bottino, ma non trae alcun piacere da quell’effimera vittoria.
Il suo animo è segnato da una profonda cicatrice, proprio come il suo viso. Ha scordato il calore e la tenerezza. Non crede nell’amicizia, non cerca legami. Tutto ciò che desidera è la vendetta.
Nessuno tra i suoi uomini è in grado di capirlo fino in fondo. Almeno fino all’arrivo di Jack Smith, l’ultimo acquisto della ciurma, il giovane uomo che tiene sempre la schiena ben dritta, anche se ha provato sulla propria pelle il morso della frusta. Forse lui potrebbe comprendere.
Lennox lo osserva e prova emozioni contrastanti. Jack risveglia i suoi sensi, lo incuriosisce, riesce ad abbattere le sue difese. Il Capitano ne è quasi spaventato. Ha una missione da compiere, un giuramento al quale tenere fede, non può lasciarsi distrarre.
Eppure non c’è scampo. Jack lo travolge con la forza di una tempesta. Lo spinge a porsi domande scomode. Il passato conta più del presente? Davvero per quelli come lui non esiste un futuro? È sensato sperare ancora nella felicità?
Trovare le risposte a questi interrogativi, per Edward Lennox sarà l’impresa più rischiosa di tutte.

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La Triskell Edizioni è una casa editrice poliedrica, innovativa e all’avanguardia e sta per presentarci un romanzo che definirlo un gioiello unico e inimitabile è probabilmente riduttivo. Un incontro tra diversi generi, una trama che ti lascia col fiato sospeso e due protagonisti che non si possono non amare. Il tutto condito da un’ambientazione storica fuori dalle righe e da tutto ciò che, nel genere MM, si è letto fino ad ora.
Vi ho incuriosito? Bene. Allora mettetevi comodi perché sto per parlarvi di “Barebones“, di Nykyo.
Come ho già accennato, “Barebones” non è il classico MM. Anzi, di classico non ha davvero nulla. Basta leggere le prime righe e si viene catapultati in un’altra epoca, una di quelle che si leggono poco e che, cavolo se ci piacciono.
Una sola parola: PIRATI.
Ebbene sì. L’autrice che ci aveva stregato con “Sogno di una notte” (qui la nostra recensione), stavolta si è giocata il tutto e per tutto e ci ha raccontato una storia avvincente, a tratti drammatica, ricca di colpi di scena ma con un unico filo conduttore: l’amore.
Perché quello non deve mancare mai e, nonostante stiamo parlando di un libro che ruota attorno ad un galeone che solca mari pericolosi, che combatte con cannoni, pugnali e fioretti… I due protagonisti non potranno non ammaliarci con le loro storie e l’amore che piano piano si impadronirà di loro. E di noi.
Siamo nel 1669, nel Mar dei Caraibi.
Edward Lennox, il capitano della Barebones, è un uomo indurito dalla vita e dalla sua posizione, pronto a tutto pur di vendicarsi di chi gli ha rovinato l’esistenza e portato via l’amore. È duro, si, ma anche giusto e lo dimostra ogni giorno guidando il suo vascello e coordinando la sua ciurma.
Ma il capitano Lennox non è pronto per ciò che sta per accadere sulla sua nave.
L’arrivo di Jack, un garzone prelevato da una nave nemica, sconvolgerà il suo mondo e gli restituirà ciò che da tempo ha perduto.
Anche Jack non ha avuto una vita facile ed è intenzionato a riscattarsi, a mostrare quello che sa fare a Lennox e al resto della ciurma perché non gli era mai successo di sentirsi accettato come in quel momento.
Jack vuole fare diventare la Barebones la sua casa definitiva e per fare questo deve entrare nell’equipaggio e nelle grazie del comandante.
Sarà un viaggio lungo, avventuroso non privo di colpi di scena e di momenti adrenalinici arricchiti da descrizioni talmente vivide da catapultarti proprio lì, sulla nave, insieme ai protagonisti.
Odori, suoni, immagini… L’autrice riesce a rendere in modo perfetto l’ambientazione e l’atmosfera rendendo la lettura di “Barebones” un’esperienza unica ed emozionante fatta di tante piccole cose che ci faranno affezionare non solo ad Ed e Jack ma anche agli altri membri della ciurma.
L’amore tra i due nascerà lentamente, accarezzato prima dall’amicizia, poi dal bisogno e dal desiderio, per finire in un mare di altruismo, condivisione, passione e infine, amore.
E ce lo farà sudare il lieto fine Nykyo, ma l’attesa e i colpi al cuore saranno ricompensati ampiamente.
E, alla fine, ci sembrerà di aver salpato insieme a loro e ci mancheranno ogni giorno di più. La lettura di “Barebones” non può che essere associata ad un viaggio. Un viaggio nel tempo, perfetto, avventuroso, dolce e a volte anche romantico, passionale e sensuale.
Le scene d’amore si alternano tra lussuria desiderio e dolcezza, fino a sfociare in un oceano di serenità. Quella che tutti vogliamo per i due protagonisti.
Un plauso devo assolutamente farlo alle illustrazioni di Amaerise. Belle, bellissime… Perfette come tutto il romanzo. E mi permetto di suggerire alla Triskell Edizioni di avvalersi di questi supporti visivi più spesso perché danno un valore aggiunto alle storie rendendole davvero uniche.
Non mi rimane che complimentarmi ancora con l’autrice, spronandola a continuare a raccontarci storie di questo tipo perché questo talento va coltivato e in Italia ne abbiamo bisogno davvero tanto.

5


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Recensione “Incanto” – Joanna Chambers

Titolo: Incanto
Autore: Joanna Chambers
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Incanto

SINOSSI

Due anni sono trascorsi da quando David Lauriston ha visto per l’ultima volta il nobile e cinico Murdo Balfour. L’occasione di un nuovo incontro giunge con la visita di re Giorgio IV nella capitale scozzese, per celebrare la quale Murdo viene inviato dal padre in rappresentanza dell’aristocratica famiglia.
In passato, la separazione tra i due uomini era stata amara e, da parte di Murdo, rancorosa. Il tempo sembra tuttavia aver ammorbidito il risentimento del gentiluomo, al punto da fargli chiedere a David di godersi la rispettiva compagnia durante il suo soggiorno.
Nonostante le iniziali riserve, quest’ultimo non riesce a fare finta di niente e in breve si trova alla porta, e tra le braccia, del precedente amante.
Ma altri personaggi del suo passato convergono in città e, mentre la pompa magna della visita reale si dispiega intorno a loro, David è trascinato in una catena di eventi che minacciano di distruggere ogni cosa: dalla sua carriera, alla sua serenità, al fragile legame che, nonostante tutto, sta nascendo tra lui e Murdo.

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È raro che il secondo volume di una serie riesca a coinvolgermi tanto quanto il primo, soprattutto se quest’ultimo a mio parere è un libro da leggere assolutamente, ed è ancora più raro che lo superi. Tuttavia, in questo caso Joanna Chambers riesce a tirare fuori una storia talmente perfetta e una trama così ben congegnata, da catturare il lettore a fondo ed impedirgli di trovare un punto, tra le righe, dove poter riprendere fiato e staccarsi dalla vicenda.
Se il primo libro, “Provocazione” (qui la nostra recensione), aveva rispecchiato un po’ il carattere rigido e riservato di David Lauriston, apparendo a tratti quasi severo, il secondo volume ha decisamente le caratteristiche di Lord Murdo Balfour: passionale, affascinante, intenso e molto sensuale.

Quando si erano salutati, due anni prima, Balfour lo aveva baciato con una tale rabbia da spaccargli e fargli sanguinare un labbro.
«Non auguratemi di essere felice, accidenti a voi!»
Per diversi giorni, dopo, c’era rimasto un segno. Quando era scomparso, David ne aveva quasi sentito la mancanza.

Nonostante siano passati due anni, quando David e Murdo si incontrano di nuovo, dopo essersi separati in un clima tutt’altro che cortese, è come se entrambi sentissero su di sé ogni singolo giorno che hanno passato lontani l’uno dall’altro, ma al tempo stesso fossero stati distanti solo poche ore. Nel momento in cui si rivedono infatti, in un incontro decisamente casuale, tutto ciò che hanno pensato e provato negli ultimi due anni sembra quasi sparire, a favore di una passione e un desiderio che li travolge con così tanta forza da impedire a entrambi di resistere.

Erano passati due anni. Sembrava una vita e sembrava ieri.
«Devo…» gli mormorò Balfour sulle labbra. «Devo vedervi.»

Per quanto la storia segua soprattutto le vicende di David, in questo secondo volume viene dato molto più spazio a Lord Murdo, ed è una cosa che ho apprezzato, perché è un personaggio davvero molto interessante e con tantissime cose da raccontare. Se David è ancora alle prese con un cammino arduo e disseminato di ostacoli, che un giorno lo porterà all’accettazione di se stesso e delle proprie inclinazioni, da parte sua Lord Murdo ci regala scorci di un uomo cinico e scontroso, certo, ma anche sensuale, divertente, intelligente e, a tratti, addirittura vulnerabile.

«Ti consideravi un abominio,» lo interruppe Murdo con freddezza. «Volevo che ti vedessi come ti vedo io.»
«E come mi vedi tu?»
«Come una persona…» Il gentiluomo ebbe un’esitazione e distolse lo sguardo, espirando per far uscire la rabbia. «Non sei un abominio, David. Sei… splendido.»

Un’ottima storia, personaggi a tutto tondo, compresi quelli secondari che ritroviamo cresciuti e alle prese ognuno con i propri drammi e problemi, una sensualità profonda ma mai volgare e una vena di tenerezza che permea tutta la vicenda.
In poche parole: un libro assolutamente imperdibile.

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Recensione in anteprima “Il palazzo d’estate e altre storie” – C. S. Pacat

Titolo: Il palazzo d’estate e altre storie
Autore: C. S. Pacat
Serie: Captive Prince #3.8
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Il palazzo d’estate e altre storie

SINOSSI

In questa raccolta di racconti, C.S. Pacat ci riporta nel mondo di Captive Prince ripresentandoci alcuni dei personaggi secondari già introdotti nei tre volumi principali della serie.
Fugace è l’innocenza segue la nascita della storia tra Jord e Aimeric e presenta entrambi i personaggi sotto una luce inedita velata di malinconia.
Da molti considerato il vero epilogo alla serie, Il palazzo d’estate riprende una conversazione tra Laurent e Damen e li segue durante una breve vacanza a Lentos, dove avranno l’occasione di mettere finalmente a nudo i propri sentimenti… e non solo quelli.
Le avventure di Charls, il mercante di stoffe veriano è il più divertente dei quattro racconti e ci propone una nuova avventura dei due Charls, il Vecchio e il Giovane, durante un viaggio attraverso la provincia di Aegina.
Infine, Il prediletto narra la storia di Ancel e della sua ascesa a corte, presentandocelo sotto una luce del tutto inaspettata.

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Delle terme conservava solamente ricordi frammentari: Nicandros che arrivava da solo e sbiancava. Laurent imbrattato fino ai gomiti del suo sangue. Castor lì vicino, morto. Lui a terra, ferito.

Quando mi sono trovata in procinto di leggere queste novelle, ho avuto paura di non riuscire a collegare gli eventi con i protagonisti. Ero tentata di leggere nuovamente la serie, ma alla fine ho desistito. Non sarei riuscita ad aspettare ancora prima di leggere “Il palazzo d’estate”. Non sapevo ancora quali fossero le altre novelle, ma ho sentito moltissime lettrici parlare di questa ed ero molto curiosa. Ovviamente, (c’è bisogno di specificarlo?) l’ho letteralmente adorata, ma andiamo per gradi.
Il palazzo d’estate e altre storie” è il titolo delle quattro novelle di C. S. Pacat che la Triskell Edizioni ha pubblicato a poco più di un anno dalla pubblicazione del terzo e ultimo volume della serie “Captive Prince”. Uno storico fantasy davvero intrigante. Chi ha letto la serie sa di cosa parlo e come me avrà atteso con ansia di poter scoprire cosa accade “dopo”. Nonostante la Pacat sia un’autrice eccellente nel descrivere eventi e presentare personaggi, alcune situazioni lasciano il lettore in attesa e nella speranza di scoprire “cosa sarebbe accaduto se”.
Ebbene, in queste quattro novelle, troverete alcuni dei protagonisti più importanti come Jord, Aimeric e ovviamente Damen/Damianos e Laurent. Altri secondari e più divertenti come Charls e Guillaime.
Nella prima novella, “Fugace è l’innocenza”, ci viene descritta una panoramica della nascita della Guardia del principe. Oltre ad avere per la prima volta la descrizione del punto di vista di Jord, il lettore ha uno scorcio di Laurent bambino e della sua mente geniale e sadica sin da quando aveva quindici anni. Tra intrighi, allenamenti e passione, un importante personaggio secondario ci mostra quanti siano stati i cambiamenti dall’inizio del suo arruolamento.

Si fermò davanti a Jord e lo guardò negli occhi. «Era un bel cappello,» disse lui.
«Te l’avevo detto che ci avrei pensato io.»

Il palazzo d’estate” è senza dubbio la novella che più di tutte ho amato. Tra i due ho sempre preferito Damianos, ma Laurent ha una dolcezza ben nascosta al mondo che stringe il cuore appena sale in superficie. Vederli insieme, nella terra di Akielos e senza inibizioni, è bellissimo e straziante. Nonostante siano poche pagine (davvero troppo poche purtroppo!), i temi trattati e i numerosi riferimenti fanno emozionare un lettore appassionato della serie.

Il soldato veriano che fece il suo ingresso era un volto nuovo, ma non reagì minimamente nel vedere il proprio principe con ancora addosso i segni di un amplesso. «Vostra Altezza, ci avevate ordinato di avvertirvi quando la delegazione akielonese fosse giunta. Sono venuto a informarvi che sua maestà il re di Akielos è qui.»
«Grazie, credo di essermene accorto.» Damen cominciò a ridere.

Le avventure di Charls, il mercante di stoffe veriano” è la novella che più mi ha fatto ridere e ricordare quanto Damianos e Laurent fossero diversi. Ho una memoria davvero pessima per quanto riguarda i nomi dei personaggi e non avevo una chiara idea di chi fossero i protagonisti. Solitamente sarei andata a controllare immediatamente per avere un’idea più chiara, invece stavolta l’ho letto di slancio. Ebbene, l’ho riletto altre due volte, perché una volta che ho ricordato con precisione i personaggi sono rimasta così esterrefatta da non poter lasciare Charls, Lamen e il principe così presto.

«Occhi belli ma non quanto i miei. Trentacinque anni, piacente e senza moglie, e mi dispiace dire che ha riferito cose davvero brutte su di voi, Charls.»
«I vostri occhi sono molto belli,» disse Lamen. «Ti sono mancato? Ti ho portato una cosa.» Il principe gli lanciò un dolcetto, che Lamen afferrò al volo, divertito.

Tra le novelle, “Il prediletto” è sicuramente quella che mi ha più indispettito. Inizialmente, ero dubbiosa perché non ricordavo assolutamente nessun personaggio di nome Ancel e i primi capitoli non mi permettevano di capire alcunché. Quando però ho capito chi fosse e ho letto una delle scene sicuramente più forti e che tutti voi ricorderete (ma che non vi anticiperò), ho odiato e ammirato Ancel. Vedere Nicaise, Damon e Laurent nei primi incontri è stato coinvolgente e intrigante, quasi come stessi ancora leggendo la serie. La descrizione di un evento che a suo modo è già stato presentato, anche se con un altro punto di vista, la rende ancora più vera.
Ancel è un personaggio discutibile, con i suoi comportamenti altezzosi e scostanti, ma più di tutto imprevedibile.

Il giorno dopo Ancel si recò alle stalle. Superando la sua avversione per la polvere, gli odori sgradevoli e i suoni orribili, e ignorando l’istinto che gli urlava di fuggire, entrò nello stallo del cavallo grigio.

Non posso che dare il massimo voto. Inizialmente ero dubbiosa su quanto potessero catturarmi queste novelle, pensavo fosse difficile interessarsi di nuovo a storie ormai terminate, invece sono molto contenta di averle lette, e rilette, e rilette…

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Dalai Editore, Recensioni

Recensione “Gente del Wyoming / I segreti di Brokeback Mountain” – Annie L. Proulx

Titolo: Gente del Wyoming / I segreti di Brokeback Mountain
Autore: Annie L. Proulx
Genere: Storico
Casa Editrice: Dalai Editore
Prezzo: 8,50 € (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Gente del Wyoming / I segreti di Brokeback Mountain

SINOSSI

Questo libro è composto da meno di cento pagine in tutto. Eppure, a leggerle e si leggono d’un fiato – si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un romanzo ad altissima concentrazione. L’intreccio è una specie di ingranaggio esplosivo. I due personaggi centrali sono uomini semplici, rudi cowboy abituati alle lunghe solitudini delle transumanze e dei pascoli estivi. Nel desolato paesaggio, tra i due gradualmente si accende una passione erotica, una vera pulsione amorosa. Siamo però nel cuore dell’America tradizionale, dove i ruoli sessuali sono rigidi e le identità tagliate a colpi di accetta e di auto-censure. Questo sentimento “proibito” è quindi destinato a scatenare conflitti, che sconvolgeranno tutto il loro mondo.

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Jack Twist ed Ennis Del Mar si incontrano per la prima volta nell’estate del 1963, in Wyoming. Entrambi cercano lavoro e finiscono davanti a Joe Aguirre, che li spedisce in cima a Brokeback Mountain a badare a qualche migliaio di pecore.
I due si ritrovano quindi lassù, completamente isolati, a dover avere a che fare l’uno con l’altro per tutto il tempo. Nonostante Jack dorma con le pecore a oltre un’ora di cavalcata dal campo base dove rimane Ennis ogni notte, i due passano moltissime ore insieme, e quella che poteva essere o l’inizio di un’amicizia o l’inizio di un’antipatia, si trasforma in molto di più.
Complice troppo whisky e una notte gelata, i due si ritrovano entrambi a dormire al campo, dentro la tenda, e in quella notte i due condivideranno il loro primo rapporto sessuale.
Da quel momento in poi, senza mai fare domande o parlarne, cominceranno una relazione di amicizia e sesso che diventerà sempre più stretta, fino a quando l’estate finisce e loro dovranno dirsi addio.
Riusciranno a rivedersi solo quattro anni dopo, quando Ennis è ormai sposato con Alma e ha due bambine, e Jack ha un figlio e una moglie a sua volta.
Come possono, due cowboy, due uomini, nell’America degli anni sessanta, stare insieme e portare avanti qualsiasi cosa ci sia tra loro? Nessuno dei due gli ha mai dato nome. L’unica cosa che sanno è che non riescono a stare lontani troppo a lungo.
Ma la vita e le circostanze, le cose in cui credono e le loro paure, saranno loro favorevoli o sfavorevoli? Riusciranno a viversi ogni giorno o dovranno accontentarsi di piccoli momenti rubati, pochi giorni all’anno in cui poter essere semplicemente Jack ed Ennis, senza le responsabilità e le aspettative degli altri a gravargli sulle spalle?

Non parlarono mai della cosa, lasciavano che accadesse, dapprima solo nella tenda di notte, poi in pieno giorno con il sole caldo che picchiava, e la sera nel bagliore del fuoco: spiccia, rude, con risate e grugniti, i rumori non mancavano, ma senza mai farne mezza parola salvo una volta che Ennis disse: «Mica sono un finocchio» e Jack subito: «Neanch’io. Mai capitato prima. Riguarda solo noi.»

Lessi questo libro per la prima volta penso una quindicina di anni fa. Era ancora la prima edizione, quando si chiamava solo “Gente del Wyoming”, e che poi, dopo che nei primi anni duemila è uscito il film, ne ha preso l’omonimo titolo: “I segreti di Brokeback Mountain”. Fu probabilmente uno dei primissimi libri a tematica LGBTQ+ che lessi. Fu una lettura abbastanza tranquilla per la quindicenne che ero, ma sicuramente con delle sfaccettature troppo profonde per capirne il vero significato in una così giovane età. Ecco perché, a così tanti anni di distanza, ho deciso di riprendere in mano la mia copia e leggerlo di nuovo.

Sul falò le scintille guizzarono su con le loro verità e bugie, alcuni roventi puntolini di fuoco punsero mani e facce, non per la prima volta, e loro si rotolarono a terra. Una cosa non cambiava mai: la vivida carica delle loro rare unioni era oscurata dal senso del tempo che volava via, mai abbastanza tempo, mai abbastanza.

Questo libro è difficile da valutare.
La storia è splendida. Ricca di profondità, sentimenti, difficoltà di un amore che dura per oltre vent’anni e a cui nessuno dei due riesce mai a dare voce.
Eppure, per il modo in cui è scritto, così sintetico e a tratti frettoloso, quasi volendo sintetizzare in poche righe due vite intere, non mi è sembrato nemmeno questa volta di riuscire a godermelo. È, in sostanza, uno di quei rari casi in cui il film è più coinvolgente del libro, in quando mostra in maniera più approfondita la loro storia e ne rimane fedele anche in moltissime battute.
Comprendo che lo stile di Annie L. Proulx sia tipico degli scrittori nordamericani della prima metà del ‘900, ma forse da lettore si perde un po’ della magia che Jack ed Ennis riescono a regalare allo spettatore al cinema.
Il libro è ricco di immagini evocative e descrizioni di paesaggio, ma lascia molto all’intuito e alla sensibilità del lettore per quanto riguarda la comprensione dei sentimenti e dei pensieri di questi due cowboy scalcinati.

Quel che Jack ricordava e rimpiangeva con un’intensita che non poteva soffocare né capire era la volta che, in quella lontana estate a Brokeback, Ennis gli era andato alle spalle attirandolo a sé, il silenzioso abbraccio che placava una sete condivisa e asessuata.
Erano rimasti così per un pezzo davanti al fuoco. […] Il respiro di Ennis era lento e tranquillo, lui canticchiava a bocca chiusa, oscillava un poco nella luce delle faville, e Jack si addossava a quel battito regolare di cuore.
[…] In seguito quell’assonnato abbraccio si era solidificato nella sua memoria come l’unico momento di autentica, incantata felicità nelle loro separate e difficili esistenze.

Tralasciando questo, la storia è splendida.
Autentica, cruda, dura. Come un vero cowboy.
Aiutandosi con poche ma evocative scene, l’autrice ci mostra senza romanticismo l’amore che legherà Jack ed Ennis per tutto il tempo in cui si conosceranno, insieme o separati, nel mentre che rispettano le convenzioni sociali e mantengono gli impegni che ci si aspetta da un vero uomo: sposarsi, fare figli, trovare un lavoro che mantenga la famiglia e portare il pane in tavola.
Anche quando la vita di Ennis va a rotoli e quella di Jack diventa una farsa, nessuno dei due metterà mai davvero in dubbio quei brevi giorni all’anno che condivideranno in vent’anni.
Nonostante le difficoltà e le recriminazioni, le frustrazioni e gli inciampi, Jack ed Ennis ci regalano una storia breve (il romanzo ha poco più di novanta pagine) ma ricca di emozioni, intensa e verace, di due uomini che nonostante il tempo e la distanza, nonostante tutto, si sono amati dell’amore più vero e puro.
La scena della camicia è una delle più emozionanti che io abbia mai letto e visto sullo schermo. Un gesto semplicissimo eppure così tanto pregno di significato da far traboccare il cuore di tenerezza e dispiacere per questi due uomini che non hanno mai potuto essere davvero felici.

La camicia pareva pesante ma poi Ennis si accorse che all’interno ce n’era un’altra, con le maniche accuratamente infilate dentro quelle della camicia di Jack. La sua vecchia camicia scozzese persa tanto tempo prima, aveva creduto, […] rubata da Jack e nascosta là, dentro quella di Jack. Eccole là, come due pelli, una nell’altra, due in una.

Da grande amante del cinema, quello fatto bene, vi suggerisco dapprima la lettura del romanzo e poi la visione del film di Ang Lee con Jake Gyllenhaal e il compianto Heath Ledger, che ci regalano una pellicola struggente che ho amato e continuo ad amare ancora oggi.

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Pubblicato in: Go Ware, Recensioni

Recensione “Lord Kiran di Lennox” – Laura Costantini

Titolo: Lord Kiran di Lennox
Autore: Laura Costantini
Serie: Diario Vittoriano #2
Genere: Storico
Casa Editrice: GoWare
Prezzo: 6,99€
Link all’acquisto: Lord Kiran di Lennox

SINOSSI

Un incontro d’anime. Questo è accaduto tra Robert, scrittore e pittore, e Kiran, conte e filantropo. A niente sono serviti rancori fanciulleschi, orgoglio, paura. Sono destinati a ritrovarsi. E nell’attesa del processo che, a pochi anni di distanza da quello subito da Oscar Wilde, si appresta a distruggere vita e reputazione di Robert, i suoi diari sono lì, pronti a restituirgli un’adolescenza che ha saputo sconfiggere ogni convenzione. E che a quelle anime innamorate ha concesso di trovarsi e toccarsi. Unirsi.

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Questo secondo capitolo del Diario Vittoriano è ancora narrato dalla voce di Robert, attraverso il suo diario e lunghi flashback dal suo passato, ma il fulcro intorno al quale ruota è la figura di Kiran.
Un Kiran ormai adulto, forte, fiero, potente, sempre più bello e letale, ma anche solo ed emarginato.
La sua famiglia d’origine vorrebbe che si trasferisse in India, ora che la nonna materna è venuta a mancare, ma il richiamo della famiglia acquisita e l’amore che nutre per Robert, lo tengono ancorato al Regno Unito:

L’impronta del passato lo aveva marchiato ben più a fondo del ferro incandescente usato da Absalom. Kiran voleva il riscatto.

Kiran sta cercando con tutte le sue forze di staccarsi da Robert, anche se ora è un uomo, non ha dimenticato il suo passato, anzi sembra che tutti non facciano altro che ricordargli da dove venga e cosa è stato costretto a subire in tenera età. Sa benissimo che non sarà mai bene accetto nella selettiva società londinese, fatta di menzogne e false apparenze, e non vuole che il nome del giovane venga “sporcato” da chi ce l’ha con lui e vorrebbe solo distruggerlo.
I due ragazzi sono sempre più uniti, tutti gli sforzi di tenerli separati da parte delle rispettive famiglie hanno fallito l’obbiettivo, ma forse ora è giunto qualcuno che potrebbe separarli per sempre.
Quello che doveva essere un tranquillo viaggio di piacere, una vacanza, un’avventura alla scoperta delle origini indiane di Kiran, si trasformerà nel viaggio della vita dei due giovani, che segnerà il loro destino per sempre. Quando si fanno delle scelte bisogna calcolare che da esse deriveranno delle conseguenze, e Robert ha sottovalutato le sue di scelte.
Il giovane artista ha ormai capito che l’amore che nutre per Kiran si è spinto oltre quello che si prova per un amico fraterno, e la tentazione di posare le sue labbra sulle sue sta diventanto una tortura. Quello che lo spinge a bramare il giovane non è un sentimento abbietto, sporco, denigrante e peccaminoso come vuole dipingerlo la società in cui vivono, e soprattutto non è violenza come quella che ha subito Kiran da bambino. Quando poi il ragazzo si accorge che anche un altro uomo sta guardano il “suo” Kiran come lui, si rende ancora più conto che quello che prova non è sbagliato:

Possibile che io sia il solo a cogliere la malinconia nei suoi occhi quando si posano su Kiran?Non è lo sguardo che dedicherebbe a una bella donna. È di più. È rimpianto, pudore, vergogna. Tentazione. Non può averlo, non deve averlo. Non deve neanche pensarlo. Ma non può farne a meno… Un incontro di anime che vogliono unirsi. E se il sentimento che proviamo è così forte e così pulito, come può essere contro natura?

Robert vede tutto questo perché anche quello che lui prova, eppure la società e la sua famiglia si aspetta altro da loro… È giunto il momento di compiere una scelta dalla quale non potrà più tirarsi indietro.
C’è molta carne al fuoco in questo volume: vendette da compiere e da cui scappare, un passato che vuole reclamare Kiran per dargli un futuro migliore accanto a persone che lo amano senza remore; un grande e pericoloso amore, che se venisse consumato e scoperto segnerebbe per sempre i destini dei due ragazzi.
L’autrice ha saputo migliorarsi dal primo volume, “Il ragazzo ombra” (qui la nostra recensione), ma ha sempre quel brutto vizio di lasciare il povero lettore sul più bello, perché anche questa volta il libro non si conclude!
Amo e odio allo stesso tempo questo tipo di conclusione per un romanzo, perché se da un lato mi piace da morire che l’autore mi lasci in bilico sul più bello, dall’altro lato lo strozzerei volentieri, perché ormai Kiran e Robert hanno stuzzicato la mia curiosità e ora DEVO assolutamente sapere cosa succederà a quest’ultimo!

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La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Il collezionista di bambole” – Erika Tamburini

Titolo: Il collezionista di bambole
Autore: Erika Tamburini
Genere: Thriller, Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il collezionista di bambole

SINOSSI

Febbraio 1929.
Dopo la strage di San Valentino, altri avvenimenti sanguinosi continuano ad abbattersi su Chicago. La città del vento è in preda al terrore, tenuta sotto scacco da un serial killer denominato il Collezionista di Bambole, un assassino che da quasi quindici anni terrorizza gli abitanti creando macabre bambole umane con ragazzi di strada, che abbandona poi in luoghi caratteristici come se fossero un tassello a completamento della sua opera.
In questo clima di terrore si incrociano le vite di Aidan, il detective messo a indagare sul caso, René, un giovane che vive nella casa di piacere di Mama Blue e che con la donna condivide un terribile segreto e del giovane Hisui, anche lui un ragazzo della casa di piacere.
In una metropoli spazzata dal gelido vento del nord che porta con sé le note della musica jazz, il lamento di vittime innocenti e la voce di una bestia bramosa di sangue e vite umane, è in atto una corsa contro il tempo per evitare che il Collezionista di Bambole colpisca ancora. E ancora.

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Quando aveva trovato la forza di guardarlo da vicino, ne aveva osservato la posa, i vestiti rossi che spiccavano sullo sfondo innevato, la cuffietta che aveva in testa che teneva fermi i capelli biondi, come se fossero tanti fili dorati acconciati alla perfezione; poi c’erano le calze, bianche anch’esse, e le scarpe in vernice nera. Era una bambola a tutti gli effetti. Una macabra bambola umana.

Tra tutte le recensioni che ho scritto finora, questa è sicuramente una delle più difficili. “Il collezionista di bambole” di Erika Tamburini, edito Triskell Edizioni, mi ha intrigata per la maggior parte della lettura. Non sono solita dedicarmi a questo genere, eppure quando ho letto la sinossi, mi ha incuriosita sin da subito.
La descrizione della città di Chicago, anche se un po’ ridondante, è davvero affascinante. Il modo in cui l’autrice presenta la città, i suoi abitanti e gli eventi appena trascorsi mi ha sorpresa. Tutto ciò fa emergere l’aspetto filosofico dell’intera storia. La bravura dell’autrice nell’esporre un così complesso pensiero non può certo passare inosservata.

Chicago, la città del vento. Chicago, la città dei bassifondi, della malavita, dei locali dove si distilla whisky illegalmente. Chicago, la città dove regnano i boss della mafia e per le strade si sparge il sangue degli innocenti. Chicago, la città che la scorsa notte ha reclamato la sua dose di anime. Ogni notte accade qualcosa: uno stupro, un omicidio, una rapina. Qui non si può vivere tranquilli, ma ieri la follia ha preso il sopravvento su tutto.

Un assassino vaga incontrastato per le vie di Chicago e senza remore alcuno trasforma le sue vittime in bambole. Ragazzi adolescenti scelti per i loro lineamenti quasi femminili e per l’appartenenza ai bassi fondi della città. Ragazzi di cui nessuno denuncerebbe mai la scomparsa. Un uomo in combutta con se stesso ed il sangue che la sua anima richiede in cambio della salvezza dell’uomo che ama. Un poliziotto alla ricerca di indizi ai quali mai nessuno prima di lui si è interessato. Una donna, ricca e potente, terrorizzata da uno sconosciuto. Un padre che ha tessuto una rete invisibile di omicidi ancor prima che questi avvenissero.
Una trama complessa e affascinante, che si contraddistingue per le apparizioni inaspettate di nuovi personaggi e le loro particolari caratterizzazioni. Primo tra tutti, il modus operandi del nostro Collezionista di bambole.
Il mistero che aleggia intorno ai personaggi, la nebbia che sembra circondare l’intera Chicago, tutto è inserito in un contesto suggestivo e caratteristico. Una presentazione singolare di una storia con sfumature cupe e spettrali.

Pregava che quell’uomo nero, impregnato dell’odore del sangue, non si facesse più vedere, che la notte a venire lo tenesse lontano da tutti loro, dal locale e da René. Pregava che quell’essere fosse solo un terribile incubo frutto della sua fantasia. Un incubo dal quale si sarebbe svegliata per tornare alla sua vita. Pregava, ma sapeva che i suoi desideri, molto probabilmente, non sarebbero stati esauditi. Tutto, con il tempo, non avrebbe fatto altro che peggiorare.

Mi ha fatto riflettere molto la presenza quasi esclusiva di personaggi che hanno subìto violenze. Ognuno di loro ha un passato forte e gravoso sulle proprie spalle, hanno tutti un comportamento estraneo, quasi appartenessero a mondi diversi. L’accettazione di ognuno di loro mi ha fatta pensare molto. Il primo ad ammettere quanto sia sbagliato il comportamento dell’assassino è lui stesso. Come se fosse lui stesso il primo sostenitore ed il primo nemico del Collezionista. Mentre la maggior parte delle persone che lo circondano tendono a non agire, nonostante siano consapevoli di cosa accade durante le notti più buie.
Il fatto che nessun poliziotto prima di Aidan si sia interessato davvero a quei poveri ragazzi, mostra quanto i pregiudizi e l’egoismo possano essere importanti in una città in cui la malavita e la paura fanno da padroni.

Non conta cosa pensano di me, l’essere deriso e insultato. Non conta l’essere costantemente circondato da presenze ostili. Mi muovo tra la legalità e la malavita organizzata che regna incontrastata in città, e ogni giorno mi domando quando arriverà il momento in cui qualcuno verrà a reclamare la mia vita.

Alcuni personaggi sono, secondo me, poco coerenti in alcuni momenti: le azioni del padre, i pensieri dell’uomo che fanno intendere viva in solitudine e la successiva scoperta dell’esistenza di un amante, il comportamento di Renè. Mi hanno fatto pensare ad eventi quasi forzati, per poter raggiungere un fine già deciso. Nonostante questo però, la trama non ha subìto alcun peggioramento.
Nella prima parte la narrazione è più lenta, i discorsi diretti sono ridotti al minimo ed è tutto incentrato sul nostro Collezionista. Ho avuto qualche difficoltà iniziale ad entrare nella storia, distratta dalle numerose descrizioni della città, senza un punto di riferimento, poiché ancora non si conoscono i protagonisti.
Andando avanti entrano in scena numerosi personaggi che, chi più chi meno, danno un contributo notevole alla storia. Personaggi secondari diventano protagonisti in un momento decisivo, per poi tornare relegati nell’oblio. Mi è sembrato quasi che l’autrice volesse presentare la storia sotto forma di un film, inserendo spezzoni a seconda del personaggio chiave per poi cambiare e portare l’attenzione del lettore su tutt’altra parte. Mi è piaciuta questo tipo di narrazione, è originale e interessante dal punto di vista di chi è interessato ad una visione più ampia della semplice descrizione riguardante il protagonista.
È una lettura molto impegnativa, non adatta come passatempo durante un week end al mare. Non per questo, però, meno soddisfacente e intrigante.

Era troppo bello per lasciare che il tempo e la decomposizione avessero la meglio su di lui. Privo di conoscenza, abbandonato a terra ancora caldo, mentre la vita man mano scivolava via, era bellissimo. Le gote e le labbra erano leggermente rosse, ancora non era sopraggiunto il pallore della morte. Sarebbe stato magnifico fermare il tempo in quegli attimi, per bloccare l’istante: la suprema bellezza nella morte.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice