Pubblicato in: hope edizioni, mondadori, recensioni

Recensione “Come anima mai: Edizione Illustrata” – Rossana Soldano

Pubblicato precedentemente in un’edizione classica che trovate qui, quest’anno Rossana Soldano (insieme a Hope Edizioni e Mondadori Oscarvault, che hanno avviato una nuova, entusiasmante collaborazione) ha deciso di farci un bellissimo regalo di Natale in anticipo, pubblicando il medesimo romanzo ma… illustrato! Le abili mani che hanno fatto sì che questo lavoro venisse portato a noi sono quelle di Alessandro Sevà che, con uno stile unico ad acquarello, ha reso reali questi due protagonisti tanto amati da noi lettori!
Per annunciarvi questa uscita, vi lasciamo qui sotto i dati tecnici della nuova edizione e la recensione che aveva fatto la nostra Hikaru (con una piccola aggiunta finale inedita), cosicché possiate farvi un’idea del romanzo.
Specifichiamo che, così come ha affermato l’autrice nel suo profilo Instagram, la storia non ha subito modifiche (a parte un nuovo editing), quindi l’interno del libro è uguale. L’unica novità è l’edizione rigida e le illustrazioni presenti.

Titolo: Come anima mai: Edizione Illustrata
Autore: Rossana Soldano
Genere: Storico, Illustrato
Casa Editrice: Hope Edizioni & Mondadori
Prezzo: 28,00€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Come anima mai: Edizione Illustrata

SINOSSI

Inghilterra, 1936. Lewis Ellsworth, figlio del Duca di Buccleuch, deve stare molto attento a tenere i suoi incontri intimi celati agli occhi degli ambienti aristocratici da cui proviene. All’inizio del suo secondo anno a Cambridge, però, scopre che il ragazzo con cui si è intrattenuto in un pub è uno studente del suo stesso college. Intelligente, affascinante ed eccentrico, William Chase entra nella sua vita come un tornado, scuotendo certezze e intenzioni.

Hikaru2

Questo romanzo non è una storia semplice, lineare, un romanzo adatto per passare del tempo senza pensieri. Perché di pensieri ne avrete molti, confusi e contrastanti mentre vivrete la storia insieme ai due protagonisti. Questi giovani uomini che conoscerete pagina dopo pagina e che amerete, odierete, amerete ancora; in una continua altalena di emozioni.
Lewis, giovane rampollo della nobiltà inglese, la cui famiglia è in amicizia con Churchill; è abituato alla gabbia dorata della sua vita. Di carattere tuttavia sanguigno – più di quanto sia consentito a un nobile inglese –, è profondamente affamato di vita e libertà. Così tanto da diventare irruento. Sua è la voce narrante, suoi sono gli occhi che ci condurranno in questa storia.
Poi c’è William. Enigmatico, sorprendente, a volte così perfetto da farcelo percepire distante; ma nello stesso tempo così magico e seducente da volerlo accanto a noi ogni istante.
La bellezza di questi personaggi sta nel loro essere veri, con i difetti e i pregi che tutti hanno, gli errori che chiunque può commettere.
E vederli crescere, anno dopo anno ti rende orgogliosa come se fossero un po’ anche tuoi.
Questi due meravigliosi personaggi sono uniti dall’amore nato per caso, o forse non del tutto, in un sordido pub di Cambridge nell’ottobre del 1936 e coltivato nell’importante università e in giro per l’Europa, tra Roma, Parigi e Londra.
Poi la guerra, poi la Germania, poi un mondo che non sembra nemmeno lo stesso eppure così tragicamente familiare…
Questo romanzo è vita, e come la vita è sia bellissima che spietata, così è “Come anima mai“. Leggerete di un amore forte ma anche pieno di paure, sbagli e incomprensioni. Un amore che cerca un posto suo, in un mondo dove quell’amore non è nemmeno concepito. Un amore che lotta e soffre ma che mai è sconfitto.

Tu sei stato Parigi prima che Parigi esistesse, tu sei la vita che voglio vivere e la libertà che non sapevo di desiderare. Non c’è alcuna ambizione in me, senza di te. Tu sei tutto ciò che voglio, perché niente è come te.

Le vicende che si snocciolano in trent’anni di vita, vengono trattate con molta cura. Sin dai primi capitoli mi è sembrato di finire in un romanzo di Jane Austen, con quelle ambientazioni, quei personaggi, quel modo di pensare, di comportarsi. Ma ho visto anche Conan Doyle, nel modo di osservare e dedurre, nella capacità di William di sapere senza chiedere, in quella spiccata intelligenza e spudoratezza che lo contraddistingue.
Il loro rapporto è un continuo inseguirsi e riprendersi, prima della guerra, perché troppo giovani e ancora confusi su quel sentimento che li portava così vicini ogni volta, quella gelosia che bruciava ogni fibra, quell’insicurezza e anche quelle cose non dette. Dopo la guerra, beh… Dopo la guerra, per forza di cose, lontani contro la loro volontà per colpa di eventi che sembrano giocare spesso contro di loro, le cose cambiano di nuovo.

Ci amavamo e rincorrevamo a dispetto degli eventi che ci avevano separati e dei capricci d’amore. Eravamo ancora sabbia in una clessidra. Addii che diventavano ritorni e di nuovo addii e, ancora, promesse di ritorni.

Come detto, non è un romanzo semplice e, vi assicuro, non mancheranno colpi di scena che non vi permetteranno di scoraggiavi davanti alle cinquecento e passa pagine da cui è composto. Ma è un romanzo che, chi nei libri che legge cerca l’amore vero, la vita nel bene e nel male nella sua completezza, sono certa apprezzerà tantissimo.
Una cosa che ho gradito molto, oltre le vicende raccontate, è aver viaggiato con loro, aver vissuto l’Europa, la Roma e la Parigi di allora, con i loro occhi. Nonché l’uso di tante citazioni di libri, che accompagnano la loro vicenda per tutta la storia.
L’unico appunto, che non ne pregiudica per nulla la lettura, è qualche piccola incongruenza sull’anno di pubblicazione di alcuni di quei classici e il momento storico in cui sono stati citati. Ma è proprio per trovare il cosiddetto pelo nell’uovo.
Un bellissimo esordio di una scrittrice italiana da assaporare con calma, cura e la lentezza giusta.
E se una cosa l’ho imparata grazie a questo libro è che Wonderland esiste, ma non è un dove, non è neanche solo un quando ma, soprattutto, è un chi.
Aggiungo una piccola nota sulle illustrazioni, che nel loro stile quasi “classico”, rendono la lettura sicuramente più avvincente, dandoci la possibilità di rendere visivamente reali alcune delle scene che più abbiamo amato.

4.5
Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Howtown: piccola città” – Henry Rios

Titolo: Howtown: piccola città
Autore: Michael Nava
Serie: Henry Rios #4
Genere: Storico, Noir
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Howtown: piccola città

SINOSSI

Un caso controverso riporta l’avvocato Henry Rios nella cittadina in cui è nato, mettendolo nella traiettoria di un implacabile assassino.

Sono passati quasi dieci anni dall’ultima volta che Henry Rios ha visto sua sorella, Elena, dopo che una storia familiare dolorosa ha lasciato entrambi segnati da ricordi infelici. Ma la loro riunione è ben diversa da ciò che aveva immaginato: sua sorella vuole chiedergli di difendere Paul Windsor, un loro vecchio conoscente che ha un passato di pedofilia ed è stato accusato di omicidio dopo che la polizia ha rilevato le sue impronte sulla scena del crimine.
La vittima, che smerciava pedopornografia, è stata torturata e poi massacrata di botte in una stanza di motel. L’indagine riporta Rios nel suo vecchio quartiere e lungo una strada tortuosa di ricatti, gelosie e amore malato. Costretto a guardare in faccia i suoi demoni, dovrà affrontare alcune difficili verità su se stesso… e le macchinazioni di un killer spietato.

Con la consueta attenzione ai chiaroscuri dell’anima, Michael Nava ci riporta nella California di fine anni Ottanta per immergerci nel calore opprimente di una piccola città dell’entroterra e in una storia complessa, che intorbida il confine tra carnefice e vittima.   

Lady Marmelade2

Henry Rios si dimostra ancora una volta un essere umano fuori dal comune in questo quarto volume.
Caso dopo caso, Henry esce sempre di più allo scoperto con il lettore, mostrando le molteplici sfaccettature del suo essere così umano; non è di certo perfetto, visto il suo passato da alcolista ma cerca sempre di fare del suo meglio, nel lavoro come nella vita privata.
Una telefonata inaspettata, lo riporta sul viale dei ricordi, nel suo passato, che non ha mai dimenticato, perché lo ha reso l’uomo e l’avvocato che è oggi.
La telefonata è una richiesta di aiuto da parte della sorella; non la sente da anni, ci sono state molte cose non dette fra loro, si erano allontanati e forse questo è il momento giusto per recuperare il loro rapporto.
Anche la sorella di Henry non ha avuto vita facile; i due si somigliano molto di più di quello che pensava da ragazzo, vittime entrambi di una famiglia machista e disfunzionale.
Ora sono cresciuti, hanno la possibilità di creare finalmente un legame famigliare, anche se manterranno sempre le idee diverse:

“«Questo è il paradiso,» dissi aprendo la portiera. Lei sorrise, e le linee intorno alla sua bocca si fecero più profonde. «Il paradiso non è un posto, è un’aspirazione.»”

Anche il rapporto con Josh sta diventando più intenso; sta evolvendo e cresce sempre di più tanto che Henry non riesce a capacitarsi del fatto di aver trovato qualcuno da amare di nuovo e che lo ami per quello che è. Tra di loro c’è una bella differenza d’età, ci scherzano spesso, ma non possono scherzare col terzo incomodo del loro rapporto:

“Amavo sia il ragazzo che l’uomo, ma non sempre capivo con quale dei due avessi a che fare… ma lui era penetrato nel midollo della mia vita ed ero deciso a stare al suo fianco per quanto più tempo possibile… a prescindere da cosa provassi per lui, da quanto lo amavo, ci trovavamo ai lati opposti della barriera divisoria che separava chi era infetto da chi non lo era. Potevo intravedere qualcosa del suo lato, ma lui ci viveva.”

Nava descrive in maniera vivida il periodo storico in cui ha deciso di far muovere i suoi personaggi, riportandoci nel nostro recente passato, dove la sua comunità è stata falcidiata dalla piaga del secolo. Ora che la piaga ha mietuto vittime in tutti gli strati sociali, le autorità si sono rese conto del pericolo e nuove terapie nascono ogni giorno. Vedere come Josh affronta la sua situazione da speranza ma fa anche stringere il cuore. Nava ha la capacità di descrivere con empatia lo stato emotivo dei suoi personaggi senza essere mai smielato, perché questo è sempre un noir e il cliente di Henry è tutto fuorché una brava persona.
Il caso è complesso, l’omicidio è stato brutale ed efferato, ma quello che ha commesso in passto il suo assistito è abominevole, come le giustificazioni che gli escono dalla bocca!
Eppure Henry non rifiuta il caso, convinto dell’innocenza del suo assistito; crede anche che dietro quel manipolo sconclusionato di prove ci sia molto di più da far venire a galla.
Henry del resto è l’incarnazione del principio base del diritto alla difesa: tutti hanno diritto di essere difesi, anche se colpevoli; nessuno può sostituirsi a un giudice e tutti devono avere un giusto processo. Così dovrebbe essere in qualsiasi sistema giudiziario, ma non è sempre così. Henry davvero l’avvocato che tutti vorrebbero:

“«A volte difendo qualcuno perché penso che meriti un po’ di sollievo, o forse solo perché mi sta simpatico. E a volte lo faccio perché, qualunque cosa abbia fatto il tizio, a lui hanno fatto qualcosa di peggiore.» Sorrisi. «E a volte lo faccio per soldi. E altre ancora perché non lo farebbe nessun altro. Come in questo caso.»”

Non nego di aver provato sentimenti di ripugnanza verso il suo assistito; mi ha fatto venire la pelle d’oca sentire uscire dalla sua bocca certe giustificazioni al suo comportamento. Anche se non ci sono descrizioni fisiche di quello che ha compiuto in passato – anche qui Nava si dimostra un eccellente narratore che non scade mai nel sensazionalismo, senza fornire sordidi dettagli sui crimini compiuti- sentire uscire quelle parole dalla sua bocca è stato come prendere un pugno nello stomaco.
Pensare poi che c’è ancora chi paragona la pedofilia all’essere gay mi fa ribollire in sangue nelle vene! Davvero non ho parole, ma solo insulti.
Nelle ultime pagine Nava ci racconta un altro pezzo del suo vissuto, da dove ha preso lo spunto per scrivere la storia e del perché lo ha fatto: per sensibilizzare, per tenere la luce accesa su una piaga che ancora non è stata sconfitta.
Henry ha percorso davvero tanta strada, da solo ma anche con l’aiuto di chi gli è rimasto accanto, tanto da diventare la persona che ora può fare la differenza:

“Avevo amato così di rado che mi sentivo in debito verso i pochi che erano stati oggetto del mio amore, per il sollievo che avevano offerto alla solitudine. Era il peso di quel debito che sentii mentre lo guardavo svoltare l’angolo.”

Per quel che concerne l’indagine devo dire che anche stavolta l’autore non mi ha delusa; gli elementi per arrivare a capire chi sia davvero l’omicida ci sono tutti, non è stato difficile arrivare alla soluzione.
Devo poi dire che mi piace molto che l’autore descriva bene l’iter giudiziario che si dipana nel libro; ne sono affascinata, essendo da sempre un’amante dei polizieschi made in USA, dove il sistema è del tutto diverso dal nostro, ma sono facili da comprendere o forse sono io che sono di parte avendo studiato la materia in passato!

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Petrichor” – Daniela Barisone & Juls S. K. Vernet

Titolo: Petrichor
Autore: Daniela Barisone & Juls S. K. Vernet
Genere: Omegaverse, Storico, Illustrato
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Petrichor

SINOSSI

L’alfa Simon Donovan conduce una vita serena a Lone Town, una tranquilla cittadina di frontiera nel Far West, lontana da tutto e da tutti. Il passato però torna a bussargli alla porta nelle vesti di un telegramma: i Leoni, la vecchia banda criminale di cui faceva parte, sono a caccia e stanno per trovarlo.
Archibald Lions è l’alfa a capo dei Leoni. Vuole far fuori Simon per il terribile affronto che gli ha fatto anni prima, ovvero uccidere la sua gemella Amanda, l’altra alfa del gruppo.
Non importa quanto Archie e Simon si amino, l’odio è forte e la legge parla chiaro: non c’è spazio per l’amore tra due alfa nel Far West.

Slanif2

Simon Donovan è lo Sceriffo di Lone Town, una cittadina nel più profondo Far West, e tutti lo rispettano per il lavoro che fa. È un uomo gentile che si prende cura della comunità, perciò nessuno potrebbe mai immaginare che, in realtà, molti anni prima, era tutt’altro che irreprensibile: Simon, infatti, è stato un bandito e ha fatto parte della banda dei Leoni, capitanata da Archibald e Amanda Lions, due gemelli così simili nell’aspetto ma così diversi di carattere.
Dove Archibald cerca di essere giusto (per quanto possa esserlo un ladro, si intende) ed evitare spargimenti di sangue inutili, Amanda è sanguinaria e malvagia.
Simon prova subito una gran fascinazione per Archibald, quanto al contempo un odio profondo per Amanda. Questi sentimenti (entrambi ricambiati) faranno sì che le loro vite subiranno degli scossoni non indifferenti e li allontaneranno, a tal punto da renderli dei nemici… Ma può l’amore essere cancellato così facilmente?

«Petricore.»
«Cosa?»
«Petricore,» ripeté Archibald. «L’odore della terra bagnata dopo la pioggia. Il tuo odore.»

Questo è solo il secondo libro che leggo di questo duo di autrici, quindi non ho grandi termini di paragone, ma devo dire che rispetto all’altro l’ho trovato più centrato sull’ambientazione (che era sempre storica), senza lasciarsi andare (non troppo, per lo meno) all’uso di termini che non ho trovato molto adatti all’ambientazione. C’è una maggiore cura e anche la storia mi è risultata molto gradevole, nonostante mi sarebbe piaciuta un po’ più di tensione nella parte in cui si ritrovano e meno “finale” ambientato un anno dopo.
Archibald e Simon sono due personaggi diversi ma al contempo simili, in quanto un animo malvagio e sanguinario batte dentro entrambi. Simon lo ha sviluppato per sopravvivere dopo la prematura perdita della padre, mentre Archibald non ha mai conosciuto altro in tutta la sua vita. Eppure, il loro amore è in grado di lenire le ferite e smussare gli angoli di quelle caratteristiche che li renderebbero altrimenti due personaggi cattivi e sanguinari, regalando a noi lettori una bella storia d’amore.
Amanda, d’altro canto, è veramente un personaggio detestabile e quando si è tolta di mezzo è stato solo un piacere, devo essere sincera. Odio i personaggi egoisti e cattivi e lei è entrambi in modo esponenziale.

Era stato suo fin dal primo momento che lo aveva visto, era ancora suo, anche se si trovavano ai due diversi lati di un duello che poteva soltanto finire nel sangue.

Un libro Omegaverse su due Alpha che si amano (anche quando non potrebbero) che ho trovato davvero carino e piacevole. Consigliato!

4
Pubblicato in: bao publishing, recensioni

Recensione “La vergine del bordello” – Hubert & Kerascoët

Titolo: La vergine del bordello
Autore: Hubert & Kerascoët
Genere: Graphic Novel, Storico, Suspense
Casa Editrice: Bao Publishing
Prezzo: 10,99€
Link all’acquisto: La vergine del bordello

SINOSSI

Hubert e Kerascoët, che i lettori BAO già conoscono per quel gioiello che è Bellezza, nel 2006 hanno raccontato la storia di Bianca, giovane senza arte né parte che, nella Parigi del 1930, finisce a vivere in una casa di piacere per altolocati e facoltosi clienti e, rifiutando di prostituirsi, finisce per diventare la presenza più anomala e apprezzata di quel luogo. Tra giallo in costume e presa di coscienza di sé, tra aristocrazia e modernità, questo libro intenso e ingegnoso è una prova in più dell’incredibile talento narrativo del compianto Hubert, capace di prendere i topos narrativi più abusati e di farne il perno per una riflessione assolutamente inedita.

Slanif2

Bianca è una giovane donna della Parigi degli anni ’30 che assiste alla morte dell’amata sorella per mano di un feroce assassino che sta gettando il panico tra i cittadini. Il problema è che nessuno le crede e, quando viene cacciata dalla casa in cui lavorava come domestica, Bianca si ritrova (per una serie di eventi che non vi anticipo) a lavorare in un bordello.
Non appena arriva, è chiaro a tutti che Bianca è vergine e, sfruttando la cosa a loro vantaggio, i proprietari fanno sì che lei venga desiderata per questa sua particolarità e che, sempre per questo, venga richiesta solo dai clienti più fedeli.
Assistiamo dunque alla vita di Bianca nel bordello, con tutti i suoi malintesi, i suoi malignamenti e le invidie. Il modo tenace con lui la ragazza cerca di sopravvivere e di non perdere se stessa mentre cerca di trovare giustizia per la sua amata sorella.
Infatti, proprio tramite la sua vita al bordello, la nostra protagonista avrà modo di fare tre cose: la prima è indagare su colui che ha ucciso sua sorella; la seconda è farsi una cara amica che però si rivelerà tutt’altro; la terza è trovarsi un fidanzato che, sulla carta, pare assolutamente perfetto e che, nella realtà, lo è solo in parte.
Sembra tutto molto bello e pieno di speranza, ma la verità è che niente è come sembra e niente andrà come aveva immaginato. Quelle che dovevano essere delle bellezze per la sua vita, si tramutano in orrori e quando l’uomo di cui è innamorata si rivela essere completamente diverso da ciò che immaginava, il suo cuore infranto la renderà piena di collera e rabbia, disposta a tutto per ottenere giustizia per se stessa e sua sorella.
Una storia, questa, degna della penna di Hubert, compianto autore di cui ho letto tutto quello che è stato tradotto con un piacere incredibile, in quanto i suoi testi sono sempre pieni di bellezza e orrore in egual misura, mostrando quanto i suoi personaggi siano pieni di luci e ombre.
Hubert ha anche la capacità di inserire tematiche queer in ogni suo testo e, anche in questo caso, troviamo la cosa in una figura vicinissima a quella di Bianca, che non vi spoilero per non togliervi la suspanse, ma che darà il via a tutti i meccanismi e i rancori che la ragazza accumulerà e la porteranno al suo finale travagliato. La tematica, seppur non tocca personalmente Bianca, è così centrale della sua vita e dell’idea che si farà della vita che può avere, che condizionerà ogni granello della sua esistenza.
Una graphic novel che è un vero gioiello e che non potevo di certo lasciarmi scappare. Assolutamente consigliata!

4.5
Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “La luna del raccolto” – Joshua Ian

Titolo: La luna del raccolto
Autore: Joshua Ian
Serie: Arcani incantesimi #1
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Self  Publisher
Prezzo: 0,91€
Link all’acquisto: La luna del raccolto

SINOSSI

Inghilterra, 1834

Durante la notte della luna del raccolto, nelle ombre del tardo autunno, Malcolm si ritrova in un piccolo villaggio nascosto nella foresta. Sembra il posto perfetto per permettere a un viaggiatore ormai esausto di trovare un po’ di riposo, e forse anche della compagnia. Forze magiche e oscure, però, si sono messe in moto e la gente del villaggio ha molto da raccontare su Daniel, un seducente tessitore dai capelli fulvi. Tutto ciò che Malcolm cerca, tuttavia, è il piacere di una notte. Non avrebbe mai sospettato, però, di rischiare così la propria vita. E il proprio cuore.

Slanif2

Malcolm è un giovane benestante che dovrebbe ereditare le fortune della famiglia, essendo l’unico maschio, ma non ha nessuna intenzione di sposarsi ed è risoluto a lasciare tutto a una delle sue sorelle. L’uomo, infatti, è omosessuale e l’idea di prendere moglie è l’ultima che gli sfiora la mente, checché ne dica sua zia.
Attualmente è in viaggio e, durante la sosta di una notte in uno strano villaggio mai notato prima nonostante sia frequentatore assiduo di quelle zone, Malcolm incontra Daniel, che lo invita nella sua dimora e con lui… Beh, le cose si fanno interessanti.
Solo che Daniel non è chi appare e un oscuro passato lo insegue, affliggendolo nei suoi anni e nel suo umore…
Non voglio svelarvi molto della trama di questa brevissima novella (appena una cinquantina di pagine) che dà il via a questa serie firmata da Joshua Ian, di cui avevo già avuto modo di leggere “E a toccarti gli alti steli”, che avevo trovato piacevole come questo romanzo; ma sappiate che c’è sia romanticismo che un bel po’ di fantasy che non guasta!
Con delle tinte più misteriose e un’oscura maledizione a tingere di buio l’esistenza dei nostri due protagonisti, ci viene presentata una storia molto veloce nello sviluppare dei sentimenti (cosa che, ahimè, tendo a non gradire) ma che comunque è capace di essere completa e di regalare un lieto fine a due uomini che non sembravano destinati ad averne uno.
A questo punto sono molto curiosa di scoprire cosa succederà nei prossimo volumi!

4
Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Un ultimo bacio” – Sally Malcolm

Titolo: Un ultimo bacio
Autore: Sally Malcolm
Genere: Storico, Militare
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Un ultimo bacio

SINOSSI

Quando il Capitano Ashleigh Arthur Dalton partecipa alla guerra nel 1914, non si sarebbe mai aspettato di innamorarsi. Tuttavia, nei tre lunghi anni al fronte, il suo affascinante attendente, il soldato West, diventa la sua ragione per lottare… e per vivere.
Eppure, la guerra di Ash si conclude in una catastrofe. Gravemente ferito, viene rispedito a casa dalla famiglia, nell’abitazione di campagna a Highcliffe. Lontano da West, arrabbiato e solo, Ash ha difficoltà a tornare al mondo raffinato che non comprende più.
Harry West, uno stalliere dell’East End di Londra, si innamora a prima vista quando incontra il dolce e complicato Capitano Dalton. Harry dubita che la loro amicizia possa sopravvivere nel mondo legato alle divisioni in classi sociali nel momento in cui torneranno a casa, ma sa che non dimenticherà mai il suo capitano.
Quando finalmente la guerra si conclude, Harry si ritrova alla deriva a Londra. Senza lavoro e disperato, mette da parte l’orgoglio e va a Highcliffe alla ricerca di un impiego e dell’uomo che ama. L’amicizia nata in guerra tra i due uomini si trasforma in una storia d’amore appassionata e proibita, proprio sotto gli occhi del padre autoritario di Ash.
Tuttavia, violare le barriere del ceto sociale e della sessualità è pericoloso, e nemici si aggirano tra le ombre profumate delle rose di Highcliffe.
Dopo aver dato tutto per il loro Paese, Harry e Ash si ritrovano ad affrontare una scelta terribile… sfidare la famiglia, la società e la legge per seguire l’amore che il cuore richiede, o dirsi per sempre addio…

Slanif2

In “Addio alle armi”, Ernest Hemingway scrisse: “Perché ci siamo solo noi due e nel mondo ci sono tutti gli altri” e, nonostante il contesto a cui si riferisce il famosissimo autore americano fosse completamente diverso, credo che questa sia una buona citazione per descrivere l’inizio dell’amore di Ashleigh “Ash” Dalton e Harry West.
I due, infatti, si conoscono in trincea, nella prima linea di una guerra che non hanno chiesto né voluto, in un paese straniero, vivendo di stenti e assistendo alla morte di amici e compagni d’armi. Uomini ricchi o poveri, ha poca importanza: in guerra si è tutti uguali.
Questo concetto è molto presente nel romanzo e lo rincorriamo per tutta la narrazione, nella spinta rivoluzionaria (soprattutto di Ash) per avere una realtà che la smetta di essere ancorata ai vecchi dogmi e che dia invece la possibilità a loro di amarsi liberamente, alle donne di fare qualsiasi lavoro vogliano e così via. Tuttavia, la realtà dei fatti è molto differente e chi governa è ancora “della vecchia guardia”, quindi le cose sono tutt’altro che semplici.
A complicare le cose sono anche le classi sociali a cui Ash e Harry appartengono. Il primo, infatti, è figlio di un baronetto. Il secondo è un umile servo che si occupa delle stalle e dei cavalli. Certo, quando si sono conosciuti durante la Prima Guerra Mondiale non esistevano differenza di classe, tra di loro. Erano solo due uomini che cercavano di sopravvivere e di farsi forza l’un l’altro, scaldandosi nel freddo dell’inverno e alleviando le lunghe attese prima della battaglia leggendo vecchi libri seduti fianco a fianco. Adesso, però, tornati alla “vita vera”, le cose sono tutt’altro che semplici e scontate come un tempo.
Non si vedono da diversi mesi, perché Ash è stato ferito e ha perso una gamba, tornando a casa nella campagna inglese, lontano dalle sorti dei suoi commilitoni e, soprattutto, tormentato da ciò che potrebbe succedere al suo Harry, che invece è rimasto a combattere.
Harry, quando torna a Londra, non si illude che lui e Ash possano tornare a essere amici come in trincea, ma quando capisce che non riesce a trovare un lavoro e che sua sorella Kitty e le sue due nipoti rischiano di morire di fame se lui non trova un lavoro, l’uomo mette da parte l’orgoglio e i suoi sentimenti e va da Ash a chiedere un lavoro.
Ash, ovviamente, è ben felice di dargli una mansione da svolgere nella villa di campagna (checché ne dica suo padre, Sir Arthur Dalton, che ha per lui pretese della “vecchia scuola” che fanno impazzire Ash) e dunque si ritrovano così, a riscoprire la loro amicizia e a vederla evolvere in qualcosa di molto meno platonico.
I problemi, però, non spariscono con uno schiocco di dita. Loro sono sempre di due classi sociali differenti e in più i Dalton stanno spingendo il figlio Ash nelle braccia della giovane Olive Allen che, bisogna dargliene atto, non ha nessun interesse ad afferrarlo.
Come riusciranno i due uomini a stare insieme e a costruire per loro quel futuro idilliaco che sognano e bramano, senza rischiare di vedere le cose andare male?

Non era mai stato così vicino a un altro uomo e non lo sarebbe stato mai più. Era assolutamente certo che il loro legame profondo, forgiato nel crogiolo infernale della guerra, fosse inimitabile. Non si sarebbe mai ripetuto e non sarebbe mai stato dimenticato.

Un romanzo storico intenso e che non lascia sconti, che ci racconta un amore profondo e una rivoluzione piccola e silenziosa. Primi passi di uomini e donne (nella figura di Olive, che ho tanto apprezzato) verso un futuro più egualitario e più accogliente (sebbene sappiamo che nemmeno adesso, nel 2022, lo è così tanto).
Ash e Harry sono due uomini provati dalla guerra (soprattutto Ash), sia fisicamente che psicologicamente, e questo aspetto non viene mai tralasciato nel romanzo. Sally Malcolm non ci racconta di due uomini spensierati solo perché sono tornati, ma anzi di due uomini spezzati pieni di ombre e incubi, che lottano ogni giorno per sopravvivere alle loro menti e al loro corpo, che non è più quello di prima.
Un amore profondo, delicato e gentile, che anche nei momenti più intimi non perde mai di vista i sentimenti e li fa risplendere.
Una lettura che ho svolto con grande piacere, sperando che vengano portati in Italia anche gli altri romanzi di questa autrice, soprattutto se Storici, perché ce n’è sempre una gran carenza. La sua penna mi ha ricordato, per certi versi, quelli di Joanna Chambers, autrice che apprezzo moltissimo, quindi non voglio decisamente lasciarmela scappare!

La loro amicizia al fronte era stata intensa, ma si era trattato di conforto reciproco e compagnia, e un tentativo di trovare gioia anche nelle circostanze peggiori. In quel luogo, senza la pressione della guerra, quegli stessi sentimenti forti straripavano in nuovi canali, come un fiume in piena che spezza gli argini.

Se volete un romanzo intenso, profondo, sofferto ma al contempo ricco di speranza, allora “Un ultimo bacio” è il libro che fa per voi.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: o.d.e. edizioni, recensioni

Recensione “Un incubo vermiglio” – Rosita Mazzei

Titolo: Un incubo vermiglio
Autore: Rosita Mazzei
Genere: Paranormal, Vampiri, Storico
Casa Editrice: O.D.E. Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Un incubo vermiglio

SINOSSI

Per noi vampiri il tempo è un qualcosa di insensato. Basta un attimo per rapire il nostro cuore e non basta un’eternità per distogliere lo sguardo da ciò che ci dona una fiammella di felicità

Elia, un aristocratico belga, si innamora a prima vista di Igor, un ragazzo che proviene da una famiglia complicata. La loro storia d’amore è segnata sin dai primi momenti dal sangue, una sete cremisi che non può più abbandonarli.
Tra angeli caduti, figure millenarie e frutti proibiti, i due vampiri dovranno attraversare l’Inferno per ritrovarsi. Tutto questo sotto lo sguardo vigile di Lucifero che vorrebbe mantenere l’ordine del proprio regno e dell’universo intero.

Slanif2

Elia è un vampiro che soffre ogni volta che toglie la vita a un umano. Il suo cuore non è nero come dovrebbe e i fantasmi e i demoni che lo seguono sono tanti e dolorosi.
Ecco perché, nonostante i suoi sentimenti, continua ad allontanare il temerario Igor, che lui stesso ha tramutato in Vampiro e che continua a rincorrerlo da oltre vent’anni, convinto com’è che sarebbero perfetti, insieme.
Elia, però, non vuole farsi coinvolgere e tra i due non sembra possibile il “E vissero per sempre felici e contenti”.
Cosa succederà quando tutto si complicherà a capiranno che i loro sentimenti sono tutt’altro che trascurabili?
Prima opera che leggo di Rosita Mazzei, nonostante non sia una grande fan dei romanzi con protagonisti i Vampiri, devo dire che il romanzo mi è piaciuto. Nonostante le mie perplessità sul tema, infatti, la trama mi aveva intrigato e ho deciso di leggerlo, seguendo l’istinto, trovandomi ad affrontare una storia a tratti semplice e a tratti intrigante, che racconta un amore travagliato e che dura nel tempo, anche a fronte di incredibili difficoltà.
Elia e Igor sono due bei personaggi, ben delineati, con bagagli emotivi importanti ma capaci anche di grande affetto e tenerezza.
La trama di per sé è interessante. Di sicuro qualcosa che non ho mai letto, anche se ci sono alcune ovvietà che si trovano nei romanzi di chi è agli esordi. Anche il linguaggio utilizzato, in alcuni passaggi poetico, secondo me è andato un po’ a discapito dello scorrere della storia, soprattutto perché non compariva in maniera continuativa ma solo in alcuni frangenti. Puntare su un’informità del testo secondo me sarebbe vincente, in quanto impedirebbe al lettore di perdere il ritmo.
Ciò non toglie che ho trovato la lettura molto piacevole, pertanto mi sento di premiare questo “quasi” esordio (avendo visto che Rosita Mazzei ha già alcune pubblicazioni all’attivo) con un voto molto positivo. Brava!

4
Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “Le gemme del Re” – Giulia Holm

Titolo: Le gemme del Re
Autore: Giulia Holm
Genere: Storico, Erotico, BDSM, Kink, Dark
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Le gemme del Re

SINOSSI

Il re del Regno del Nord aveva qualsiasi cosa potesse desiderare, ma l’arrivo di un giovane contadino cambiò le carte in tavola. Venduto dalla sua famiglia per risollevarsi economicamente, il re lo prese a corte in qualità di schiavo del piacere da aggiungere al suo harem. Non voleva perdersi l’occasione di godere delle carni di quel fanciullo, che aveva anche scoperto di essere vergine.
Tuttavia, Zenit non aveva nessuna intenzione di diventare il nuovo trastullo del sovrano, piuttosto preferiva continuare a zappare la terra.
Zenit si ritroverà a vivere a corte, a conoscere le pietre preziose del re, soprattutto il favorito, Ginone. Cosa accadrà quando si renderà conto che la sua attrazione per Ginone sarà fin troppo forte per essere elusa?
Il re è molto geloso delle sue gemme, soprattutto della sua perla rara… l’amore che riserva a lui è indistruttibile.

Slanif2

Zenit, un giovane contadino, si vede costretto a essere venduto al Re del Nord dai suoi genitori, che non sanno come tirare avanti senza quell’aiuto economico. La loro idea è di fargli fare le pulizie o il cuoco, ma quando il Re afferma di non avere bisogno né dell’uno né dell’altro, Zenit è convinto che le cose non andranno come previsto. Tuttavia, il Re ha un altro compito per lui, e glielo propone senza indugio davanti ai suoi genitori, dimostrando quanto sia abituato a ottenere tutto quello che vuole: Zenit potrà rimanere a Palazzo se è disposto a entrare a far parte del suo harem di “gemme preziose”, come le chiama lui, riferendosi all’harem di uomini a sua disposizione, con cui indugia di sovente in pratiche sessuali.
Zenit accetta solo per salvare il futuro dei genitori, ma poi si ritrova costretto a pregare il Sovrano di non togliergli la sua dignità e di non umiliarlo, ricevendo la stessa risposta che se l’avesse chiesto a un muro di gomma.
Inizia così la vita di Zenit a Palazzo, tra festini, orge, pratiche più o meno discutibili e gelosie.
Riuscirà il giovane contadino a non perire e a salvare quanto più possibile la sua dignità?
Questa è, in breve, la trama di questo romanzo di esordio di Giulia Holm, che ci racconta un mondo inventato ma ricco di intrighi e personaggi più o meno discutibili. Le caratterizzazioni di cui alcuni, infatti, sono davvero ben fatte, mostrano personaggi crudeli, spesso spinti solo dai propri egoistici desideri e non sempre con quella sufficiente umanità da renderli gradevoli.
La storia di per sé è interessante. Le dinamiche mi hanno ricordato un po’ una serie di romanzi stranieri molto famosa, ma le caratterizzazioni di cui parlavamo prima fanno sì che non sia possibile fare confusione tra l’uno e l’altro.
La trama è ben architettata e nel complesso l’idea è interessante; l’unico problema è la forma del testo, che dovrebbe essere rivisto, in quanto presente di diversi refusi che appesantiscono la lettura. Non che sia scritto in modo incomprensibile, intendiamoci, ma consiglio all’autrice di affinare il testo, magari con l’aiuto di un professionista che renderà di sicuro la lettura molto più pulita e scorrevole.
Concludo dicendo che, già come si evince dalle note iniziali del testo, questo non è esattamente un romanzo “leggero”, perché ci sono tante pratiche sessuali spinte e descritte nei dettagli, quindi se non siete amanti del genere, magari sfruttate l’anteprima su Amazon per farvi un’idea. Se invece amate i romanzi belli caldi… direi che è decisamente la lettura che fa per voi!

3.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Hexmaker – Il Creaincantesimi” – Jordan L. Hawk

Titolo: Hexmaker
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Hexbreaker #2
Genere: Storico, Poliziesco, Mutaforma, Paranormal, Maghi, lieve BDSM
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Hexmaker

SINOSSI

Un poliziotto austero e conservatore. Un ladro allegro e spensierato. Un milionario ucciso.

Il mutaforma volpe Malachi ruba per uno dei più grossi gruppi criminali della città di New York. Ma quando assiste all’omicidio di un milionario, l’unica persona che può tenerlo al sicuro è il dottor Owen Yates, incantatore forense della Polizia Magica Metropolitana… nonché lo stregone di Malachi.
Owen inorridisce nello scoprire che il suo famiglio è un rozzo ladro. E, ancora peggio, Malachi minaccia di scatenare i desideri più profondi del mago… desideri che Owen non può soddisfare, essendo destinato a un matrimonio combinato per solidificare la ricchezza della famiglia Yates.
Così stipulano un patto: Malachi sarà l’amante e il partner di Owen fino al giorno del matrimonio. Ma mentre la caccia all’assassino li porta dai bassifondi affollati fino alle ville della Fifth Avenue, Owen comincia a rendersi conto che Malachi comanda il suo cuore proprio come il suo corpo.
Con le forze oscure che si stringono intorno a loro, Owen deve decidere se piegarsi al dovere, o rischiare tutto per l’uomo che ama.

Lady Marmelade2

Ho trovato questo secondo volume un pizzico meno incisivo del primo, anche se devo ammettere che ho sempre difficoltà con il secondo volume di una serie, soprattutto se il primo volume mi colpisce molto, proprio come era successo.
I protagonisti stavolta sono un famiglio ladro, che assume le sembianze di una bellissima e scaltra volpe, il giovane e irriverente Malachi e un dipendente, ma ancora per poco, della Polizia Magica, ovvero il timido e riservato Dottor Yates, un incantatore.
I due non potrebbero essere più diversi visto che Owen è di famiglia ricca e aristocratica, al vertice della vita magica e sociale della città, mentre Mal non è altro che un giovane allontanato dai suoi stessi genitori perché considerato un abominio, finito in un orfanotrofio e poi sotto la protezione della regina dei ladruncoli di strada.
Owen e Mal sono entrambi impreparati a conoscere la loro controparte magica; mai si sarebbero aspettati di finire l’uno con l’altro, legati per la vita, anche perché, tra pochi giorni, Owen dovrà sposarsi per il buon nome e prosperità della sua altolocata famiglia.
Che dire poi dello shock di Mal, costretto a stare con il nemico di sempre? Un piedipiatti ragazzi! Per di più ligio al dovere, serio, posato, onesto che finisce a legarsi con un ladro che è addirittura accusato di omicidio!
Il disastro sembra davvero dietro l’angolo.
Anche se Owen tra pochi giorni prenderà moglie non riesce a dimenticare il suo incontro con Mal, perché il giovane poliziotto ha un segreto:

“Non riusciva a smettere di pensare allo snello giovane dai capelli rossi, dagli occhi di ambra e con quel sorriso astuto da volpe. Perché nessuno degli uomini con cui era stato gli somigliava? Intelligente e sfacciato. Affatto intimidito da Owen… “Il suo dovere non era più solo quello di essere il migliore del corso all’università e poi il miglior incantatore della PMM. Il suo dovere era diventato quello di essere l’erede degli Yates, con tutto quello che comprendeva.”

Owen ha deciso di sacrificarsi per la famiglia e di reprimere il suo vero io proprio ora che ha trovato qualcuno con cui esprimere davvero se stesso, soprattutto nella sfera sessuale. Ha confessando al suo famiglio cosa davvero vorrebbe avere da una relazione, perché il timido incantatore ha dei desideri particolari, che aggiungono alla storia dei dettagli che possiamo definire come la base del BDSM: molto velato, non aspettatevi pratiche estreme, ma il rapporto che si instaura tra i due è davvero particolare.
Anche Mal è molto combattuto: da sempre cerca di sopravvivere con le sue stesse forze, nell’attesa di trovare lo stregone che lo proteggerà, che penserà a tenerlo al caldo e con la pancia piene, invece che arrabattarsi a borseggiare per rimediare qualcosa.
Mal non è grande e grosso come il suo amico Nick che rifugge il legame con gli stregoni; non è facile essere una piccola volpe:

“Nick non l’avrebbe fatto. Non avrebbe mai barattato la sua libertà per qualcosa. Neanche per la sua stessa vita. E di certo non per un letto morbido o una colazione abbondante… Era diverso se eri una volpe, un gatto o un uccello, qualcosa di piccolo che poteva essere chiuso in gabbia a morire di fame fino a che non cedeva.”

Non dovete però pensare che Mal sia indifeso: tutt’altro! Il ragazzo sa vendere cara la propria pelliccia e non manca occasione per essere irriverente, saccente, sboccato e senza vergogna!
Un personaggio simpatico e intrigante ma che mi è sembrato meno accattivante di Cicero, il protagonista famiglio del primo volume.
Anche Owen è un bel personaggio, ovviamente tormentato come lo era Tom, l’incantatore di Cicero, ma anche lui è meno d’impatto di Tom.
I suoi tormenti mi sono sembrati più stereotipati, qualcosa di già letto altrove.
Ovviamente quando il destino fa incontrare un famiglio e il suo stregone, c’è poco da fare, è inutile combatterlo, perché tra i due si crea qualcosa di unico e irripetibile con un’altra persona:

“Poteva sentire il legame come una specie di calore nel petto, accoccolato dietro al cuore. La sensazione era sconcertante e lui faceva del suo meglio per ignorarla.”

L’indagine sull’omicidio segue di pari passo la crescita del rapporto tra Owen e Mal, forse un tantino prevedibile, ma con qualche sprazzo di suspense; se cercate bene gli indizi ci sono tutti per capire chi si nasconde dietro l’oscurità e il gelo che si sta per abbattere un’altra volta su New York…
Nel complesso un libro piacevole, che scorre bene e che getta le basi per i prossimi due volumi che avranno per protagonisti i famigli che sono già apparsi nella serie: avevo già capito chi fossero prima di andare come sempre a sbirciare sul web!

4

In questo secondo volume della serie “Hexworld“, collocato un po’ dopo rispetto a dove ci eravamo lasciati, ritorniamo in una New York d’inizio Novecento, dove esseri umani, maghi e famigli coesistono, dove la magia è usata quotidianamente e i maghi devono trovare il proprio animale magico mutaforma per creare un sodalizio magico perfetto.
Abbiamo già avuto modo di conoscere il dottor Owen Yates, incantatore forense della Polizia Magica Metropolitana (PMM), un uomo che, seppur molto ricco, è devotamente consacrato al suo lavoro per risolvere i crimini tramite gli incantesimi.
Individuo di poche parole e pragmatico, Owen sa di essere un privilegiato ed è pronto a onorare i doveri che la sua casata gli impone, anche se questo comporta le imminenti dimissioni dall’amato impiego e contrarre un matrimonio combinato, con una donna che rispetta ma non ama, per il bene della dinastia Yates.
A pochi giorni dalla cerimonia che svolterà la sua esistenza, è l’incontro fortuito con la volpe mutaforma Malachi a cambiare però la sua vita… perché è l’essere a lui destinato da sempre.
Mal è un famiglio di origine irlandese che abita nella parte sbagliata della città: è un giovane ladro povero, che vive di espedienti e furti… ma non ama la violenza.
Incastrato sulla scena di un crimine efferato, Mal è costretto a difendersi a collaborare con Owen e l’odiata polizia, confessando la verità sul loro legame al suo mago.
La trama è un coinvolgente giallo investigativo che si dipana per scoprire il colpevole e tutte le sottotrame; ci saranno degli interessanti colpi di scena e azione, ma anche la parte sentimentale/introspettiva è discreta.
Per mio gusto personale, non ho amato particolarmente la parte di dominanza/sottomissione sviluppata durante le scene intime, ma comprendo che fossero funzionali alla caratterizzazione dei personaggi. Emotivamente, mi sono trovata più coinvolta con le coppie precedenti di questa serie, (forse a causa dei pochi giorni concessi loro per conoscersi e legare), ma anche Mal e Owen sono gradevoli insieme e mi auguro di ritrovarli.
È stato piacevole rintracciare sia i protagonisti del primo libro sia quelli della novella, che qui sono preziosi aiutanti.
Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio di recuperarli e poi leggere quest’avventura storica e paranormale.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: mondadori, recensioni

Recensione “Aristotle e Dante si immergono nelle acque del mondo” – Benjamin Alire Sáenz

Titolo: Aristotle e Dante si immergono nelle acque del mondo
Autore: Benjamin Alire Sáenz
Serie: Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’Universo #2
Genere: Storico, Scolastico
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 9,99€
Link all’acquisto: Aristotle e Dante si immergono nelle acque del mondo

SINOSSI

Aristotle Mendoza ha passato gli anni del liceo a nascondersi, a restare sempre in silenzio, a rendersi invisibile. E si aspettava che anche l’ultimo anno sarebbe stato come gli altri. Da quando si è innamorato di Dante Quintana, però, dentro di lui qualcosa si è spalancato. All’improvviso, Ari stringe nuove amicizie, si ribella ai bulli, fa sentire la sua voce. Sempre, accanto a lui, c’è Dante – il sognatore, lo spiritoso Dante – che riesce nello stesso tempo a dargli sui nervi e ad accenderlo di desiderio.
I due ragazzi sono ben determinati a trovare la loro strada in un mondo che non li comprende. Fino a quando Ari non si troverà ad affrontare una perdita sconvolgente. E dovrà lottare con tutte le sue forze per creare una vita che sia profondamente, gioiosamente sua.

Slanif2

Di solito inizio una recensione raccontandovi sommariamente la trama senza fare spoiler, ma stavolta voglio iniziare dicendo che, nonostante “Aristotle e Dante scoprono i segreti dell’Universo” sia uno dei miei libri preferiti a tematica LGBTQ+, “Aristotle e Dante si immergono nelle acque del mondo” non mi ha decisamente fatto lo stesso effetto. Basti pensare che il primo volume l’ho letto in due pomeriggi, mentre questo ci ho messo più di venti giorni.
Certo, ha un numero di pagine maggiore, ma ho letto libri anche di mille pagine in molto meno tempo.
Il problema durante la lettura era che, dopo un capitolo o due (e sono tutti brevissimi, per inciso, di massimo sette o otto pagine), dovevo interrompere la lettura perché non riuscivo a sentirmi coinvolta e la mente vagava verso i problemi quotidiani, facendomi dimenticare cosa era appena successo ad Aristotle Mendoza e Dante Quintana.
Nelle note finali del libro, l’autore Benjamin Alire Sáenz stesso ha detto di aver impiegato cinque anni a scrivere questo libro e che ogni pagina è stata difficile durante tutto il processo creativo. Credo che si veda, sinceramente. Lì dove il primo volume era un’esplosione di innocenza, flussi di coscienza e dolcezza; qui abbiamo molte scene ripetute, troppi personaggi, milioni di questioni e troppi pensieri eccessivamente analizzati.

Ovunque volassi lo sguardo, ovunque andassi, tutti parlavano d’amore. Madri, padri, insegnanti, cantanti, musicisti, poeti, scrittori, amici. Era come l’aria. Come l’oceano. Era come il sole. Era come le foglie sugli alberi d’estate. Era come la pioggia che portava ristoro dopo la siccità. Era il sussurro dell’acqua in un ruscello. Era il suono delle onde che si infrangevano sulla spiaggia durante la tempesta. Combattevamo tutte le nostre battaglie per amore. Vivevamo e morivamo, per amore. Quando dormivamo, i nostri sogni erano sogni d’amore. L’amore era il primo respiro quando ci svegliavamo e salutavamo il nuovo giorno. L’amore era una fiaccola che ci conduceva fuori dall’oscurità. L’amore ci salvava dall’esilio e ci portava in un Paese chiamato “Casa”.

Ho apprezzato il realismo del citare l’AIDS e il clamore che, piano piano, proprio in quegli anni (essendo il libro ambientato negli anni ’80) cominciava ad avere, mietendo vittime a profusione; però ho apprezzato meno che ci fossero tantissime questioni non solo di Ari e Dante, ma anche di tutti gli altri personaggi di contorno che sì, colorano il libro con le loro presenze, ma in questo caso lo fanno in maniera chiassosa e non armonica.
Ci sono momenti di profonda poesia, questo sì, non posso non riconoscerlo. In alcuni capitoli mi sembrava di avere davanti lo stesso smalto del primo volume, ma poi quella stessa luce si offuscava per le questioni che citavo poco fa.

«Cosa posso fare, mamma?»
«Lo sai cos’è un cartografo?»
«Certo. È una parola che mi ha insegnato Dante. È una persona che disegna delle mappe del mondo. Non crea quello che c’è nel mondo, ma ne traccia la mappa e la mostra agli altri.»
«Ed è quello che farete voi due. Tu e Dante disegnerete la mappa di un nuovo mondo.»

A mio avviso, ci sono libri o film che devono rimanere “unici” e “Aristotle e Dante scoprono i segreti dell’Universo” era uno di quelli, così da conservarne la purezza e l’incredibile bellezza di una storia d’amore dolce e profonda, placida come l’oceano durante una giornata di sole splendente, ma non per questo meno ricca di tesori se solo si guardava sotto le superfice dell’acqua.
Aristotle e Dante si immergono nelle acque del mondo” è senza dubbio un buon romanzo, perché Benjamin Alire Sáenz scrive bene e questo è indubbio, ma andava sfoltito e, forse, dedicato a due personaggi del tutto nuovi, lasciando ad Ari e Dante il loro fulgido splendore da “libro unico”.

3.5