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Recensione in anteprima “Conquista” – Joanna Chambers

Joanna Chambers

Titolo: Conquista
Autore: Joanna Chambers
Serie: Enlightenment #3
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Conquista

SINOSSI

Sono cinque mesi che David Lauriston è ospite a Laverock House, la tenuta di campagna di Lord Murdo Balfour, e in questo lasso di tempo ha recuperato la salute fisica e la fiducia in se stesso, conoscendo anche, grazie alle attenzioni del padrone di casa, una felicità e un appagamento mai immaginati prima.
David è però consapevole che presto dovrà rinunciare a tutto ciò e riprendere la propria professione di avvocato a Edimburgo, così come Murdo dovrà tornare alla sua vita di Londra. Ma quando Patrick Chalmers, vecchio amico e mentore ormai sul letto di morte, convoca David al proprio capezzale, entrambi gli uomini non possono fare a meno di pensare che il giorno del distacco sia giunto prima di quanto avrebbero voluto.
Chalmers chiede a David di occuparsi in sua vece di un’ultima faccenda: assicurarsi che Elizabeth, sua figlia, possa contare su un vitalizio. Per esaudire quel desiderio, David è costretto a recarsi nella capitale inglese, ovviamente accompagnato dal suo titolato angelo custode.
Non appena i due uomini arrivano nella residenza cittadina dei Balfour, vengono raggiunti dal padre di Murdo, il quale, fedele alla propria fama di spietato manipolatore, rivela a David un segreto che scuote il giovane fin nel profondo. A peggiorare la situazione sopraggiunge la scoperta che Elizabeth corre un rischio molto più grande di quanto Chalmers avesse immaginato e, ancora una volta, David non si tira indietro, anche a costo di mettere a repentaglio la propria incolumità.
Via via che la posta in gioco cresce, è però Murdo a trovarsi nella condizione di dover decidere quanto sia disposto a sacrificare per continuare ad avere David al proprio fianco, e a chiedersi se uomini come loro possano aspirare a una felicità durevole.

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Avrebbe voluto chiedergli di stringerlo, ma non sapeva come. Abbracciami era una richiesta impossibile.

Questo terzo volume è decisamente più introspettivo dei primi due (“Provocazione” e “Incanto”), più psicologico, scava a fondo nella mente dei personaggi senza alcuna pietà, restituendoceli privi di difese. Ed è proprio senza difese che si ritrova David, dopo aver passato interi mesi insieme a Lord Murdo. Senza difese e ormai consapevole che l’attrazione che prova per il gentiluomo si è, col passare del tempo, trasformata in altro, ben più profondo di qualcosa che può essere soddisfatto con una semplice relazione fisica. Murdo, da parte sua, risulta un personaggio più criptico e chiuso per quanto riguarda i propri sentimenti; come succede nei primi due volumi, anche qui è difficile leggerlo, analizzarlo e capirlo, eppure è impossibile non vedere l’affetto che prova per David e il modo in cui desidera in ogni modo stargli accanto, aiutandolo e sostenendolo prima con la convalescenza e poi con gli avvenimenti che li travolgono pagina dopo pagina.

Fu solo fiato, all’inizio; le loro labbra che si sfioravano, i respiri che si univano. Un’intimità inimmaginabile. Una tenerezza impossibile.

Tuttavia, per quanto profondo sia diventato il loro legame, c’è sempre l’ombra di quanto la loro relazione sia sbagliata ad aleggiare sopra di loro. Vogliono stare insieme, ne hanno bisogno e non lo nascondono, perlomeno con loro stessi, ma nel contempo si rendono conto che desiderare così tanto la vicinanza l’uno dell’altro li porterà inevitabilmente a soffrire. Perché Murdo deve sposarsi, avere dei figli e portare avanti il nome della famiglia, lo ha messo in chiaro fin dall’inizio e ripetuto più di una volta. Mentre David… David ha la propria carriera di avvocato da proteggere, e non può permettersi di distruggere il duro lavoro e i sacrifici di anni per qualcosa che potrebbe sbriciolarsi tra le sue mani da un momento all’altro.

Così insopportabilmente dolce da conficcarsi nel suo cuore come filo spinato. Come dolore fisico, come gioia fisica.

Tra le pagine incontriamo tanti dei personaggi che abbiamo conosciuti e amato nei libri precedenti, scoprendo come la loro vita è andata avanti mentre David si riprendeva dal brutto infortunio subito al termine del secondo volume e Murdo cercava di beffare un destino che tentava di incatenarlo, e questo mi è piaciuto molto, poiché ha dato veridicità e spessore a una vicenda già di per sé descritta alla perfezione: il mondo va avanti, anche se vorremmo solo che si fermasse nel momento in cui siamo più felici.

«Ma io sono felice,» protestò.
«Sicuro? Siete un ottimo avvocato, ragazzo, ma temo che non ci sia altro nella vostra vita. Solo il lavoro.»
Si sentì arrossire. «Il lavoro è importante per me. Mi dà molte soddisfazioni.»
«Lo so. Ma non può essere tutta la vostra vita. Lo capite?»

Sono arrivata in fondo al libro col cuore in gola, sperando nel lieto fine ma sapendo al tempo stesso che non era poi così scontato. Ho sospirato, imprecato, urlato e gioito, e non necessariamente in quest’ordine, fino a quando non ho letto l’ultima parola.
Nel complesso, una storia avvincente, che ti tiene incollato al kindle dall’inizio alla fine, una vicenda che vorresti non finisse mai per non essere costretto a lasciar andare dei personaggi che ormai sono entrati sotto la tua pelle.

5


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Recensione in anteprima “Il Cammino del Sapiente” – Federica Soprani

Federica Soprani

Titolo: Il Cammino del Sapiente
Autore: Federica Soprani
Serie: Cronache di Daederian #1
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il Cammino del Sapiente

SINOSSI

Briden Lanser vive già da sette anni alla Torre dei Sapienti. Il Cammino che ha intrapreso lo soddisfa e lì, nel bel mezzo delle montagne, ha tutto ciò di cui ha bisogno: amici, affetti, lavoro. Il passato che ha cercato di lasciarsi alle spalle torna prepotentemente a reclamarlo quando i suoi genitori lo costringono a tornare a Roccabruna. Lo attende un incarico diplomatico di estrema delicatezza: Re Uther, sovrano di Daederian, ha ripudiato la sorella di Briden, Miriana, e ha cacciato Blane, il suo gemello, afflitto ora da un male tanto oscuro quanto privo di soluzioni.
Nella corte splendida e corrotta di Llyle, Briden scoprirà che il Cammino che la sorte gli ha destinato nasconde più insidie del previsto, e che portarlo a termine e diventare un Sapiente significa abbracciare quelle pulsioni che ha a lungo soffocato, rischiando di smarrire prima di tutto se stesso.
Ma mentre lui si dibatte tra i suoi desideri e le sue paure, nubi di tempesta si affacciano sull’orizzonte di Daederian.
Non solo Briden il Sapiente, ma anche Uther e Maddox il Bastardo, uniti da sempre da un legame apparentemente indissolubile, dovranno presto fare i conti con un nemico ben più grande e terribile delle loro passioni.

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Da dove parto per scrivere questa recensione? Onestamente non lo so proprio!
Ho appena concluso la lettura di questo sorprendente romanzo e non ho idea di come esprimere a parole tutte le cose che mi frullano per la testa, rendendo giustizia a una lettura tra le più belle fatte quest’anno.
Perciò, andiamo con le cose semplici. Parto col dire che non ho mai letto la serie “Captive Prince” perché non ho mai amato i romanzi storici, né quelli ricchi di intrighi e centomila personaggi che poi mi si confondono e mi rendono ingarbugliata la lettura. Pertanto, quando ho letto che questa serie ne è una sua degna erede, ero un po’ restia a leggerla senza prima avere tutti i volumi della serie, cosicché da poterla assaporare in maniera continuativa, ma l’altra ragazza che doveva leggere il libro ha avuto un problema e, visto che ho tanto amato il vittoriano “Victorian Solstice” dell’autrice, scritto a quattro mani con Vittoria Corella, mi sono detta che valeva il rischio.
Beh, come nel precedente caso, la scrittura di Federica mi ha irretita e trascinata in un mondo soffuso, fatto di immagini impalpabili e momenti fuggenti, di respiri lenti e gesti riverenti. Con la sua scrittura evocativa è stata in grado anche stavolta di farmi apprezzare alcune tematiche che di solito non mi sono congeniali e che evito come la peste. Non che me le faccia amare e capire il senso, beninteso, ma me le rende sopportabili e godibili nell’insieme del testo, cosa che in molti altri hanno fallito.
Con lentezza, Federica ci presenta il Regno di Daederian e i suoi abitanti del Nord, così come quelli del Sud. Ci fa conoscere gli abitanti della capitale Lliyle e la famiglia Lanser di Roccabruna. Con essa, l’ex Regina Miriana, bandita da Re Uther Aramor con disonore, e con essa il fratello di lei, Blaine, che aveva un rapporto stretto e controverso col Sovrano.
Quindi conosciamo il fratello gemello di Blaine, Briden, la voce narrante (per la maggior parte del testo) di questo romanzo, esiliato nella Torre Dei Sapienti dalla sua famiglia a causa delle pulsioni verso gli uomini che questi considerano deviate, e che il ragazzo stesso fatica a riconoscere come proprie della sua natura.
Briden è felice lassù, immerso nella solitudine e nello studio, con i suoi Fratelli e soprattutto grazie all’amicizia con Fratello Nathan. Ma quando la sua famiglia lo richiama in città, come può esimersi dal farsi avanti, visto che il suo amato gemello sembra così ammalato? Non ha compassione per la sua famiglia, ma Blaine è il suo punto debole, e per questo cede e si presenta di nuovo a Roccabruna sperando di portare sollievo al malessere senza nome del gemello.
Qui scopre l’errore di Miriana e capisce di doversi recare alla Fortezza, dove dimora il Re, per implorare il suo perdono e capire cosa è successo al suo amato fratello per renderlo un guscio vuoto, cancellando l’animo vivace e ciarliero che l’ha sempre caratterizzato.
Nella sua improbabile missione, conosce il secondo personaggio fondamentale di questa storia: Maddox il Bastardo, fratellastro del Re, malvisto a corte ma temuto da tutti proprio perché capace di farsi benvolere dal Re come nessun altro e senza apparente sforzo alcuno.
Maddox è sopra le righe sia per carattere che per aspetto, e nasconde molti segreti e fragilità dietro la sua spavalderia e la sua bocca irriverente. Un uomo con un passato oscuro che ci viene solo accennato e che non vedo l’ora di conoscere in maniera più approfondita.
Maddox è un personaggio affascinante, vicino al Re in modi che potrebbero senza dubbio essere definiti discutibili, e che nasconde qualcosa in sé che ancora non ci è stato svelato. L’unica cosa che conosciamo di lui è la simpatia che sente immediata per quel giovane Lanser così diverso dai suoi fratelli e così chiaramente poco avvezzo alla vita di corte; e che ama Uther Aramor in un modo ambiguo e al contempo chiarissimo.
Uther, che con forza e predisposizione al comando, è il terzo personaggio fondamentale del libro e suo terzo protagonista. Un uomo enigmatico, di cui è difficile capirne gli intenti, con una forte passione dentro che tende a sfogare in molti modi diversi. Un uomo che ama poco la vita di corte, ma che banchetta nell’euforia del comando e che, col suo cuore forte e indomito, è capace di amare in molti modi differenti.
Tre personaggi diversissimi, con tre storie agli antipodi, ma che hanno un filo conduttore comune che ci è accennato e che non vedo l’ora di vedere approfondito, soprattutto a causa del finale aperto che preannuncia un secondo volume ricco di azione, al contrario di questo che pare più riflessivo e studiato per presentarci, come detto, personaggi e ambiente in cui si muovono.
Per concludere: quando arriva il secondo volume? Non vedo l’ora di leggerlo!

4.5


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Pubblicato in: Edizioni Progetto Cultura, Recensioni

Recensione “Un triangolo rosa” – Paolo Arigotti

Paolo Arigotti

Titolo: Un triangolo rosa
Autore: Paolo Arigotti
Genere: Storico
Casa Editrice: Edizioni Progetto Cultura
Prezzo: 15,00€ (solo cartaceo)
Link all’acquisto: Un triangolo rosa

SINOSSI

30 gennaio 1933: Adolf Hitler è padrone della Germania. A Roma, Marco, giovane impiegato presso un notaio ebreo, accetta la proposta di collaborare con una rete clandestina antifascista, dove stringe amicizia con un brillante avvocato, Luigi, che diverrà il suo compagno. Sulla scia dei venti di guerra, Marco intesse intensi rapporti con il Vaticano. È in questo contesto che i due giovani scopriranno gli orrori perpetrati nei lager nazisti, anche a danno di persone che vivono la loro stessa condizione di omosessualità, e conosceranno Klaus, un rampante ufficiale delle SS. Tale incontro segnerà il loro destino, trascinandoli nell’orrore di Auschwitz. Una serie di vicissitudini e colpi di scena condurrà i tre protagonisti fino alla conclusione del secondo conflitto mondiale e oltre…

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Se seguite il blog da un po’, sapete che le persecuzioni omosessuali durante la Seconda Guerra Mondiale è un tema che mi è caro e di cui leggo tutto quello su cui riesco a mettere le mani.
Difatti, ho già letto e recensito diversi romanzi, ma quando Paolo Arigotti ci ha contattate per sapere se volevamo dare la nostra opinione sul suo romanzo, non conoscevo questo titolo e nonostante fossi un po’ incerta a causa del fatto che ci sia una fortissima componente storica all’interno della narrazione (materia che, lo ammetto, non è mai stata tra le mie preferite a scuola…), ho comunque accettato di leggerlo.
E ho fatto bene.
Nonostante sia, come detto, profondamente accurato nella ricostruzione storica (dimostrando la grande ricerca dell’autore a riguardo, che valorizza e arricchisce un romanzo corposo ma per nulla pesante), lascia anche il giusto spazio alla storia di Marco (impiegato presso un notaio ebreo) e Luigi (avvocato), giovani ragazzi romani con un roseo futuro davanti, bloccato però dall’ascesa di Hitler e del suo regime nazista.
I due si conoscono quando iniziano a collaborare per creare una rete clandestina antifascista, e col tempo si innamorano, diventando compagni.
Col tempo, scopriranno cosa succede davvero nei lager nazisti e ne conosceranno gli orrori e la crudeltà, la barbarie e l’assoluta mancanza di umanità che li caratterizzano.
Conosceranno anche Klaus, un ufficiale delle SS, che cambierà per sempre le loro vite e li vedrà condotti al Campo Di Sterminio Di Auschwitz.
Non vi svelo altro della trama, perché davvero “Un triangolo rosa” è quel genere di romanzo che va assaporato pagina dopo pagina, rincorrendo i protagonisti nella loro storia, palpitando e sperando che tutto vada bene mentre li si osserva vivere e superare tutte le difficoltà.
Una storia autentica, a tratti cruda, a tratti intensa e profonda. Un romanzo su una tematica pesante e che riporta alla mente uno spaccato di storia del Mondo terrificante, ma che proprio per questo è così prezioso, perché aiuta a non dimenticare.
Quindi complimenti a Paolo Arigotti per questo romanzo preciso e veritiero, con quel pizzico di narrazione romanzata che coinvolge anche i lettori più restii alla storia.

4


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Recensione “Un posto sicuro” – Cristiano Pedrini

Cristiano Pedrini

Titolo: Un posto sicuro
Autore: Cristiano Pedrini
Genere: Storico
Casa Editrice: Queen Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Un posto sicuro

SINOSSI

Inghilterra 1863, nobiltà e povertà sono separate da un nettissimo e chiaro confine.
Il nobile Terence Arundell gestisce, suo malgrado, il grande opificio di famiglia, ereditiere di una ricchezza che tuttavia non gli inaridisce il cuore. Ben presto, infatti, Terence si rende conto di poter fare del bene con tutto quello che ha e il destino pone sul suo cammino Jamie, giovanissimo orfano destinato a essere venduto in un bordello.
Grazie all’aiuto di Edward, suo fedele maggiordomo, Terence ospita il tredicenne nella sua magione e ben presto il ragazzino impetuoso e sarcastico lo metterà a dura prova.
Per Jamie trovarsi immerso nella splendida cornice di Trerice Manor significherà avere ogni giorno davanti agli occhi una classe sociale alla quale non appartiene, che non lo vuole, ma che soprattutto gli ha sempre fatto del male. Sarà difficile confrontarsi, comprendersi e accettarsi per il nobile e il ragazzino.
Nonostante ciò, i due si affezioneranno l’uno all’altro, legati da qualcosa di più grande che non è solo accettazione delle diversità, ma anche umano affetto e la ricerca di qualcosa che li renda completi, come individui e come uomini, sullo sfondo di una società che avanza rapidamente verso il progresso.

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«Tu sei davvero un nobile?»
«Questo ti disturba oltremodo?»
«Perché te ne stai qui a lavare i capelli di un orfano destinato a un bordello?»
«La legge forse me lo vieta?»
«Forse non quella di Dio, ma quella degli uomini sì.»

Non avevo mai letto niente di Pedrini ma devo dire che mi ha fatto una buona impressione. Il suo modo di scrivere coinvolge fin dalle prime pagine e, anche se in questo libro tratta tematiche sicuramente non facili, come la vita di strada, le difficoltà delle classi povere e il modo in cui sono costretti a vivere gli orfani, non lo fa mai in maniera volgare per impressionare il lettore. Il suo stile è schietto e preciso, non dice mai troppo ma al tempo stesso rende chi legge capace di entrare nella storia, sentirla propria e “vivere” ciò che vivono i personaggi.
In questo libro troviamo Terence, erede di un grosso patrimonio che ha perso i genitori in un incidente con la carrozza, e Jamie, un orfano “di strada”, giovanissimo e bellissimo. I loro sono due mondi completamente diversi che non potrebbero mai incontrarsi. Eppure lo fanno, si incontrano, e sarà proprio la conoscenza reciproca ad aiutarli a risollevarsi da quello che la vita ha posto sulla loro strada.

«Qual è il tuo nome?» chiese inaspettatamente il ragazzo.
«Terence. Il tuo?»
Egli chinò lo sguardo, come se si sentisse in imbarazzo solamente nel pronunciarlo.
L’uomo si accostò di nuovo al letto. «Qualunque sia il tuo nome sono certo che è degno di tanto incanto» gli disse chinandosi su di lui. «Nessuno tenterà più di profanarlo.»

Tra i due nasce subito una bella sintonia, anche se non mancano gli scontri per colpa del carattere cocciuto di Jamie, che anche se si considera solo “un orfano senza niente” non ha perso la propria testardaggine. È proprio questo suo non voler sottostare al potere di Terence a rendere la loro conoscenza ancora più profonda, come se fossero le due parti di un insieme che si sono cercate e infine trovate. Terence, da parte sua, desidera solo aiutare quel ragazzino che non possiede niente se non il proprio nome, e per farlo dovrà permettergli di entrare non soltanto nella propria vita ma anche nel proprio cuore.
“Un posto sicuro” è una lettura sicuramente non facile per i temi trattati e per la schiettezza con cui vengono affrontati, ma lo consiglio vivamente, soprattutto a coloro che cercano un libro capace di coinvolgere ed emozionare parola dopo parola.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Go Ware, Recensioni

Recensione “Voi mi chiedete se l’amavo” – Laura Costantini

Laura Costantini (2)

Titolo: Voi mi chiedete se l’amavo
Autore: Laura Costantini
Serie:  Diario Vittoriano #4
Genere:  Storico
Casa Editrice: GoWare
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Voi mi chiedete se l’amavo

SINOSSI

Gennaio 1901. Alla morte della regina Vittoria, lord Kiran di Lennox si trova senza protezione e i suoi nemici gli si avventano addosso come mastini furiosi. A essere in pericolo non è solo la vita del conte: un castello di calunnie è stato costruito da menti sottili e cuori gelidi per distruggerne la reputazione.Solo contro tutti, Kiran non può vincere. Per questo allontana chi gli è caro, a cominciare dall’amato Robert. E infine si sacrifica, offrendo ai londinesi in cerca di scandali uno spettacolo di fiamme: a ridosso del Tower Bridge, salta in aria lo yacht sul quale si trova. E anche se non è rimasta traccia del suo corpo, i nemici, privati della preda, hanno ancora fame di vendetta.Perché anche Robert Stuart Moncliff è sott’accusa e davanti alla giustizia degli uomini dovrà rispondere alla più pericolosa delle domande: amava o non amava Kiran di Lennox?

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“Tutte le parole che raccolgo, tutte le parole che scrivo, devono aprire instancabilmente le ali, e non fermarsi mai nel loro volo, fino a giungere là dove è il tuo triste, triste cuore, e cantare per te nella notte, oltre il luogo ove muovono le acque, oscure di tempesta o lucenti di stelle.”

L’anima romantica di Robert non ha torto a dedicare queste bellissime parole al suo Kiran scomparso tra le putride acque del Tamigi.
La voce di Robert ci ha accompagnato per quattro volumi, forte, chiara e sofferente. Robert ci ha fatto da traghettatore in questo viaggio. Mi ha sempre dato l’idea di essere un ombra per la verità, oscurato dalla presenza magnetica di Kiran, ma alla fine ha saputo togliere la testa dalla sabbia e mettersi alla gogna pubblica per avere finalmente la possibilità di declamare il suo amore al mondo.
Sa che verrà condannato per il suo amore impuro; è già stato condannato, dalla sua stessa famiglia, dove più di un elemento ha chiaramente detto da che parte starà; abbandonato dal padre che non riesce ad accettare che quel figlio tanto amato, ricordo vivente della sua defunta moglie, così pieno di talento, sia davvero un “invertito”:

“Non possono sconfiggere il nostro amore. Non possono dividerci. Non possono fargli del male finché io lo tengo al sicuro nel mio cuore.”

Cathrine già da tempo ha gettato la maschera, non è l’essere angelico che tutti credono e ha messo contro Robert il suo stesso sangue.
Per fortuna Robert ha ancora Jack e Alvena, le uniche due persone che l’hanno amato senza riserve pur sapendo di lui e Kiran.
Kiran è davvero saltato in aria sul Flossie? Oppure sta fingendo?
Se avete letto tutti i volumi ormai dovreste sapere che una volta da la sua parola il giovane Lord Lennox la mantiene: ha giurato che mai più avrebbe cercato di togliersi la vita, che avrebbe lottato fino in fondo, e che qualunque cosa fosse successa avrebbe seguito Robert:

“Uniti nella speranza, io e i suoi nemici. Se non c’è una tomba, la morte è assenza. Strazia e ferisce in profondità. Ma non annienta… Voleva Kiran: amico, compagno di avventure, anima gemella, amore. Voleva la forza del suo abbraccio e la dolcezza del suo abbandono.”

Era davvero da tanto tempo che una serie non mi prendeva così tanto, forse perché anche io sono stata stregata dagli occhi ambrati di Kiran, forse perché all’inizio non credevo che una storia ambientata in un epoca che non mi fa impazzire potesse rapirmi. Credo che il motivo sopra tutti sia perché scritta magistralmente, davvero contestualizzata alla perfezione e molto, molto realistica.
Tanto di cappello all’autrice che non ha mai smesso di credere nei suoi personaggi, che è rimasta fedele a se stessa e al suo progetto, perché solo in questo modo  lettori scettici come me si sono potuti ricredere.
Il pezzo che vi sto per riportare è uno dei più belli che io abbia mai letto in vita mia; riassume tutto quello che vuol dire amare qualcuno, senza distinzione di razza, sesso, classe sociale, perché alla fine siamo solo anime, esseri umani che hanno il diritto di essere felici l’uno accanto all’altro. Una dichiarazione d’amore che spezza il cuore, che apre la mente, che colpisce chi ha amato anche solo una volta nella vita, una dichiarazione che è condanna certa per Robert:

“E mi chiedete se l’amavo. Faceva parte della mia vita? Sì. La rendeva migliore con la sua sola presenza? Sì. Illuminava i miei giorni con un solo gesto, un solo sorriso? Sì. Mi toglieva l’aria con il solo allontanarsi da me? Sì. Mi faceva desiderare la sua felicità anche a costo della mia? Sì. Lo amavo? Non ho mai smesso. Lo aspettavo prima di incontrarlo. L’ho riconosciuto al primo sguardo. E la mia anima ha iniziato a cantare. Non è stato un canto uniforme e non è stato un canto di gioia. La nostra musica ha conosciuto note discordanti e meste. Ha narrato sofferenza. Ha suonato la fatica di doverci nascondere agli sguardi di chi chiede, cataloga, divide e giudica. La nostra musica ha rischiato di spezzarsi nel pianto e nell’assenza…”

C’e anche una discreta parte suspense in questo libro, con dei bei colpi di scena che serviranno a mettere la parola fine sui nemici di Lord Lennox.
Ben caratterizzati anche i personaggi minori, dai delinquenti, agli ispettori dello Yard.
Mi piace pensare che per ognuno di noi ci sia in questo mondo un’anima gemella con cui entrare in sintonia come lo sono stati subito Robert e Kiran e nessuno può giudicare l’amore altrui.
Come sempre mi piace ribadire il concetto che anche se questo è un romance, un libro considerato di pura evasione, non per questo è meno profondo di un classico, perché ad ogni tempo c’è stato il proprio classico e mi piacerebbe che questo libri restasse nella memoria dei lettori come rimarrà nella mia.
Forse Laura Costantini è riuscita nell’impresa impossibile: farmi apprezzare l’epoca vittoriana, e credetemi non è stato facile!

5


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Recensione “La scuola di Rosemary Lane” – Laura Costantini

Laura Costantini (1)

Titolo: La scuola di Rosemary Lane
Autore: Laura Costantini
Serie: Diario Vittoriano #3.5
Genere: Storico
Casa Editrice: GoWare
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: La scuola di Rosemary Lane

SINOSSI

È il dicembre del 1894 e un nemico potente ha inflitto a lord Lennox un colpo dal quale non riesce a risollevarsi. La voglia di arrendersi è più forte che mai. Solo, in previsione di un Natale di assenza e sconforto, non immagina che una fanciulla di nome Lucy Williams stia per piombare nella sua vita, decisa a restituirgli uno scopo.Questo contributo speciale si colloca dopo il terzo volume del Diario vittoriano. È necessario aver letto i primi tre volumi per non incappare in spoiler sulla storia principale.Si tratta di un frammento della vita di Kiran in un momento per lui molto difficile. Non aggiunge informazioni fondamentali alla storia principale, ma consente di conoscere meglio uno dei protagonisti.

Lady Marmelade2

Come per il racconto “Amanti: quello che il diario non dice”, anche questo racconto prendetelo come un arricchimento della serie, ma che deve essere letto rigorosamente dopo il terzo volume, pena pericolosissimi spoiler.
Se non avete letto la serie saltate questa recensione e passate subito alla lettura dal primo libro! Io vi ho avvisato!
Come sempre il testo è scritto in maniera impeccabile e accurata e stavolta in primo piano c’è tutto i dolore di Lord Lennox.
Lord Kiran Lennox ha perso qualcuno di recente, una perdita talmente grande che sembra averlo spezzato, che lo ha portato sul baratro del suicidio:

“Vorrei… vorrei che la riportaste da me, per un po’. Ho perso così tanto di lei, non ho saputo apprezzare fino in fondo la fortuna di averla nella mia vita…”

La morte di Flossie ha lasciato una ferita insanabile nel suo cuore. Anche se non ne è mai stato innamorato era l’unica donna che avrebbe mai potuto amare, se non avesse prima incontrato il suo Robert.
Flossie c’era sempre per Kiran, si erano influenzati a vicenda e nulla avrebbe potuto dividerli.
Esistono varie forme d’amore, per esempio verso la famiglia, per gli amici, per i fratelli, ma per primo siamo sempre abituati ad accostare a questo termine al sentimento che proviamo per la persona che ci fa battere il cuore più forte, con cui vorremmo passare ogni momento della vita, con cui congiungerci carnalmente per diventare un solo essere.
Flossie non era Robert, ma Kiran l’amava a modo suo, e ora non gi resta che piangere la sua scomparsa.
Tutti vorrebbero che tornasse quello di prima, il benefattore, il Lord anticonformista che fa a cazzotti nelle strade più malfamate di Londra, il protettore dei più deboli, ma non si può.
Credeva di aver vissuto il peggio quando da bambino era stato venduto come schiavo sessuale, e invece non era pronto a questa nuova ondata di sofferenza, le persone a lui vicine non riescono a capirlo:

“Dimenticare. Pretendevano tutti questo, da lui. Che dimenticasse. La morte di Flossie – in fondo solo una serva. E la perdita di Robert. Perché lo aveva perso.”

Per fortuna al suo fianco c’è il fedele Aldus Shelby che sembra aver trovato qualcosa, o meglio qualcuno, in grado di toglierlo dal suo torpore: la timida ma battagliera maestra Lucy Williams, un’amica di Flossie, che renderà ancora più orgoglioso Kiran di aver amato quella dolce ragazza.
Lucy è un personaggio femminile molto bello, che rappresenta quello che le donne presto diventeranno in quella società che sta cambiando al ritmo della rivoluzione industriale cominciata anni prima. Una ragazza sveglia, senza grilli per la testa, innamorata dei libri e con il desiderio di essere considerata non una mera “fattrice” di esseri umani, ma una Persona.
Le donne stanno cominciando a riunirsi per avere gli stessi diritti degli uomini e questi si ottengono solo se si ha accesso all’istruzione.
Mentre Kiran lotta nei vicoli di notte a caccia delle feccia della nobiltà londinese, Miss Adele Dickinson raccatta orfani per strada, ecco Lucy che con l’insegnamento completa il quadro.
Anche Lucy subirà irrimediabilmente il fascino di Lord Kira, ma il suo cuore appartiene da sempre a Robert…
Ora non mi resta che leggere l’ultimo volume della storia e tirare le somme di questo viaggio nella Londra Vittoriana.

4


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Miss Adele Dickinson” – Laura Costantini

Laura Costantini (2)

Titolo: Miss Adele Dickinson
Autore: Laura Costantini
Serie: Diario Vittoriano #3
Genere: Storico
Casa Editrice: GoWare
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Miss Adele Dickinson

SINOSSI

«Per la guerra che credi di voler portare avanti si deve essere soli».

Lord Kiran di Lennox si è dato una missione: salvare i bambini di strada che affollano le strade di Londra, facili vittime delle perversioni degli aristocratici annoiati. Per farlo si avvale dell’aiuto della misteriosa Adele Dickinson, filantropa americana dal volto velato e dalla voce aspra. Ma il giovane lord e la zitella claudicante lottano contro un sistema che schiaccia tutti coloro che rappresentano un ostacolo. E che non esita a colpire lì dove fa più male.
Con questo terzo episodio della serie Diario vittoriano, continua la narrazione del diario di Robert Stuart Moncliff ed entra nel vivo degli anni in cui il ragazzo ombra, ormai cresciuto è pronto a pagare il prezzo più alto sfidando l’Inghilterra vittoriana.

Lady Marmelade2

“La nostra vita è stata fatta di frammenti di luminosa felicità in un mosaico di ipocrisie e menzogna. E oggi che l’ho perso, mi pento di non aver lottato per avere di più. Piango per tutte le volte che avrei voluto sorridergli, sfiorarlo, abbracciarlo e non ho osato farlo.”

La terribile notizia con cui si apre il primo libro della serie viene finalmente svelata in questo terzo capitolo.
Un romanzo ricco di colpi di scena, intrighi e personaggi molto ben caratterizzati appartenenti a tutti i livelli sociali dell’epoca: dalla più pretenziosa nobiltà agli esseri più abbietti e schifosi che trafficano in esseri umani, per l’esattezza bambini. Bambini provenienti dai ceti più poveri, trattarti come merce, destinati al commercio degli schiavi sessuali dell’epoca da una società che in apparenza condanna questa pratica, ma che in realtà, quando viene intrapresa dai membri più “rispettabili” e facoltosi della stessa, volta lo sguardo da un’altra parte…
Molte volte leggendo questi libri considerati di intrattenimento – di serie B rispetto ai blasonati classici-, che parlano di un passato poco lontano dal nostro, parliamo di centocinquanta anni fa, mi rendo conto che gli esseri umani sono cambiati ben poco: chi ha influenza e potere la fa franca, mentre chi muore di fame è disposto a vendere se stesso per un pasto caldo…
Impareremo mai dai nostri errori? Sinceramente non lo so e dire che “Tutto mondo è paese” non mi consola più, forse non mi ha mai convito del tutto.
Kiran ha raggiunto il massimo del suo splendore: il suoi tratti somatici, un mix di pelle ambrata, capelli neri come l’ebano e lisci come la seta, retaggio da parte di padre, e occhi colore dei topazi con lineamenti aristocratici inglesi, da parte di madre, lo rendono una creatura che affascina donne e uomini. Quasi una maledizione la sua bellezza ultraterrena, ma anche un arma spaventosa contro i suoi numerosi nemici.
Kiran non si è mai piegato al suo destino:

“Kiran era un resiliente, orgoglioso di essere libero e fedele a se stesso, ma sapeva anche adattarsi. Così aggirava le stupide regole della buona società come quella, non consentendo al mondo di dimenticare che lui non si assoggettava ciecamente, senza combattere.”

Kiran è sempre sul filo del rasoio e la sua missione di protettore i orfani non ha fatto che ingrossare le fila dei suoi nemici: il suo vecchio aguzzino si è alleato con qualcuno che vorrebbe la sua testa su un piatto d’argento e che ha giurato vendetta nei suoi confronti.
La vita di Kiran è appesa a un filo, ma il giovane Lord non sembra prenderne atto. Solo quando verrà toccato uno dei suoi affetti più cari rischierà di perdere per sempre se stesso.
Robert rimane molto sullo sfondo, continuo a preferire il giovane Lord allo scrittore biondo e di buona famiglia: non riesco a farmelo piacere, troppo titubante e indeciso per i miei gusti Robert è l’anima romantica della storia, crede davvero di farla sotto il naso alla giovane moglie, tanto odiosa e antipatica!
Kiran è su un altro livello, anche se non è l’eroe perfetto. I suoi nemici hanno cercato più volte di spezzarlo e le cicatrici che porta nella sua psiche, oltre che fisiche sul suo copro slanciato ma forte, non fanno altro che renderlo ancora più accattivante.
Robert ne fa una descrizione perfetta:

“Un angelo vendicatore, il conte di Lennox, ma sempre più simile a Lucifero. Il più bello, il più solo. Dannato.”

Forse è per questo che Lord Kiran mi piace tanto!
La resa dei conti è vicina, tutti stanno per scoprire la verità, una verità che potrebbe mettere la parola fine sulle loro esistenze, anche se non era necessario mettere i puntini sulle I:

“«No, Alvena, no. L’amore tra me e Kiran era sotto gli occhi di tutti. Avete voluto vedere quello che non turbava la vostra concezione del mondo. Ma era… è amore. Grande da riempire una vita intera. Pulito…”

Che ne è stato davvero di Lord Kiran? E chi si cela dietro la veletta nera di Miss Adele Dickinson? Davvero non lo avete ancora capito?

«Se tutto il resto perisse e lui restasse», declamò a bassa voce, «io potrei continuare a esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe per me qualcosa di immensamente estraneo.»

Anche in questo volume ho apprezzato i personaggi, lo stile sempre più ricercato dell’autrice, che si evolve di volume in volume, e un’ambientazione talmente curata nei dettagli che rende molto credibile questa travagliata storia d’amore.
Sono davvero curiosa di leggere il finale di questa serie, non pensavo di venire rapita così tanto dalle cupe atmosfere vittoriane, visto che da sempre nutro sentimenti contrastanti per questo periodo storico.
Riuscirà l’autrice a farmi apprezzare questo periodo storico?
Ve lo dirò alla fine del prossimo volume.

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La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Amanti” – Laura Costantini

Laura Costantini (1)

Titolo: Amanti
Autore: Laura Costantini
Serie: Diario Vittoriano #2.5
Genere: Storico
Casa Editrice: GoWare
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: Amanti

SINOSSI

Aver ceduto alla necessità di amarsi non è stato sufficiente. Il mondo di Robert e Kiran continua a obbedire alle rigide regole della morale vittoriana. Robert deve sposare la fidanzata Catherine e offrire una facciata rispettabile. È necessario. Kiran lo sa, ma la sofferenza è quella di un’anima che non può gridare il proprio amore.Questo contenuto speciale raccorda il secondo volume del Diario vittoriano, Lord Kiran di Lennox, al terzo, Miss Adele Dickinson. Contiene spoiler per chi non ha letto i primi due volumi editi da goWare.

Lady Marmelade2

“Il mondo ci è ostile, ma il paradiso lo abbiamo a portata di mano, di dita, di labbra. Il paradiso è la tortura sottile di giocare con i nostri corpi sapendo esattamente cosa proviamo e quanto e come. Il paradiso è specchiarci uno nei sospiri dell’altro senza più distinguere il confine. Il paradiso è il calore che esplode nelle viscere e ferisce senza uccidere, completa per poi dividere… Di quel piacere si può morire. Ma del rimpianto, della distanza, dell’assenza si soffre fino all’annientamento”.

Questo breve romanzo ci trasporta nel mondo del non detto dei due romanzi che lo precedono. Prendetelo come una chicca, un retroscena di tutto quel non detto, che si intuiva, e che viene svelato al lettore. Dalle pagine del diario di Robert, dove non c’era nulla di esplicito, si capiva che i due ragazzi avessero infranto quel limite che la loro società tanto condannava con la prigione a vita…
Robert e Kiran ormai hanno scelto la loro strada: Kiran vuole dedicarsi anima e corpo a difendere i più deboli, mentre Robert ha deciso di sposare una spocchiosa ragazzina viziata. Ma, c’è sempre un ma in questi casi, l’affetto e l’attrazione che li lega è troppo forte per resistere alla morale e alla paura di essere scoperti.
Tutti stanno cercando di separarli, di porre fine a un legame non dovrebbe trascende l’amicizia fraterna, ma mentre alcuni intervengono per il loro bene, come Alvena e il Dottor Mallard, altri sono invece mossi dalla gelosia e dall’invidia, nel caso di Catherine.
Robert è convinto di riuscire a vivere una doppia vita, alla luce del sole con Catherine, e nel buio della loro mansarda con Kiran, ma non sempre si ottiene quello che si vuole:

“State per sposarvi, ma non avete intenzione di rinunciare…”
Robert sbatté le palpebre, incredulo. “Rinunciare? Tanto varrebbe che mi chiedeste di rinunciare a respirare!” esclamò… Jack gli aveva chiesto di sacrificare, sull’altare di quel mondo, la sola luce che splendesse nella sua vita: Robert.

Come sempre tra i due ragazzi è Kiran il più responsabile il più maturo, la figura più affascinante della serie, anche se è sempre Robert che ci narra la storia:

“Si nasce, si cresce, ci si sposa, si fanno i fili, si muore. E intanto si vive. E si cerca di essere contenti. E non succede quasi mai di essere contenti con la moglie”.

Un’altra figura accattivante è il giovane “tirapiedi” di Lord Lennox, quel ragazzo di strada spavaldo e senza peli sulla lingua che è stato salvato da Kiran e che ora darebbe la vita per lui. Una figura che meritava forse qualche pagina in più nella serie e chi ma strappato anche qualche sorriso nel suo modo bizzarro di prendersi cura del suo Lord:

“La biondina contro di te, milord, non ha nessuna possibilità. E adesso mangia, ché sei troppo magro.”

In interludio che ci porta verso il terzo romanzo della serie che si incentrerà sulla misteriosa figura di Miss Adele Dickinson, e che si chiude con il più straziante dei finali, quel trionfo che Catherine crede di avere conquistato alle spalle del nostro Kiran:

“E fu come non esistere… Non era la sua festa. Non era il protagonista. Non era neanche una comparsa. Non esisteva. Non doveva esistere.”

Una serie che si fa sempre più appassionante, si nota la crescita stilistica dell’autrice e l’accurata ricerca storica.

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La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Semper Fi” – Keira Andrews

Titolo: Semper Fi
Autore: Keira Andrews
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 6,39 €
Link all’acquisto: Semper Fi

SINOSSI

Quando erano marines, Jim e Cal dipesero l’uno dall’altro per uscire vivi dalla carneficina e dalla disperazione nel Pacifico.
Sollevato di potersi lasciare alle spalle gli orrori della guerra, Jim è tornato al suo frutteto e alla vita tranquilla di padre di famiglia.
Consapevole che l’amico non avrebbe mai potuto ricambiare i suoi sentimenti proibiti, Cal spera che il tempo e l’oceano tra di loro attenui il desiderio che prova per lui.
Ma alla morte della moglie di Jim, Cal raggiunge l’amico per dargli una mano. Non sa nulla di mele né di bambini, ma vuole stargli vicino a tutti i costi, anche se la fiamma che lo tormenta si riaccende in lui.
Jim gli è grato per il sostegno che gli dà mentre lotta con i sentimenti repressi e i terribili ricordi della guerra.
Poi, quando inizia a vederlo con occhi diversi, il loro rapporto diventa intimo come mai avrebbero immaginato.
Riusciranno a costruirsi una vita insieme come una famiglia e a trovare la felicità in un mondo che li condanna?

Evelyne2

«Penserai che sono ridicolo.»
«Non lo penserei mai. Mai.»
«Certo che no. Mi hai sempre amato per quello che sono. Nel bene e nel male.»
«E ti amerò sempre.»
«Io invece non ti ho amato abbastanza…»

Semper Fi” è il primo libro di Keira Andrews che leggo. In molti me lo avevano consigliato, ma ero sempre stata indecisa. Sapevo sarebbe stata una lettura sofferta e dovevo essere pronta a cosa avrei potuto trovarmi davanti. Per questo, quando l’ho iniziato ero pronta a tutto, o almeno così pensavo. Non si può essere pronti davvero quando si legge di guerra e sofferenza. In questa lettura in particolare, la storia è un punto fondamentale. La narrazione pone l’attenzione sugli aspetti storici, alternando momenti del passato (dal 1942 al 1945) e del presente dei nostri protagonisti (1948).
Vediamo Cal e Jim poco più che adolescenti, alle prese con l’addestramento per divenire Marines. Il loro primo incontro, la nascita del legame che li unirà ancora per molti anni e le sofferenze della guerra. Allo stesso tempo, ci vengono presentati due uomini persi e in cerca l’uno dell’altro. Jim deve ancora superare la morte di sua moglie e riuscire a portare avanti la sua attività da solo. Cal convive con la consapevolezza che il suo migliore amico non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti e che l’unico modo che ha per stargli vicino è aiutarlo nel suo lavoro e accontentarsi della sua amicizia.

Cal cercò di trattenersi e di non corrergli incontro. Sentì un desiderio bruciante, un tuffo al cuore. Negli ultimi tre anni, era quasi riuscito ad autoconvincersi che i suoi sentimenti fossero svaniti. Quasi. [] Era davvero stato sciocco da parte sua credere che il tempo e la distanza avrebbero cambiato qualcosa.

Scopriamo passo dopo passo cosa è accaduto e le motivazioni che li hanno spinti a diventare ciò che sono. Questo alternarsi tra presente e passato fa incuriosire il lettore, che tenuto in attesa non può che divorare la storia e arrivare fino alla fine, con le lacrime agli occhi e un groppo in gola.
In un primo momento non sappiamo ancora cosa li lega e perché Jim sembra fidarsi ciecamente solo di Cal nonostante non lo veda da tempo. Il loro rapporto mi ha fatto riflettere molto su quanto la guerra possa segnare una persona nel profondo e quanto sia difficile superare il proprio vissuto dopo un’esperienza del genere.
Aggiunti alla difficoltà di vivere alla luce del sole il loro amore in un periodo in cui non sarebbe mai stato accettato, i figli di Jim costituiscono un grande limite per il loro rapporto. Mi ha commossa l’attenzione di Jim nei loro confronti e l’affetto di Cal per i due bambini dell’uomo che ama. Vedere quanto sia difficile per lui mettere da parte i propri sentimenti e pensare solo al benessere delle uniche tre persone che lo fanno sentire completo, stringe il cuore. Ho ammirato molto Cal e la sua forza, sin da giovane il suo carattere ha rappresentato il porto sicuro al quale un Jim inconsapevole si è sempre appoggiato. Il loro amore, per come la vedo io, non nasce nel 1948 quando sono ormai adulti, ma nei primi anni della guerra, quando affrontano la guerra insieme, fino alla fine.
È una lettura forte per alcuni aspetti e commovente per altri. Molto realistica e niente affatto scontata. Una di quelle storie che lascia un segno.

«La felicità può essere così breve. Quando arriva, dobbiamo coglierla ed esserne grati.»
Non è possibile che dica sul serio. «Ma è contro natura.»
La signora O’Brien sbuffò. «E chi lo dice? Non gli antichi greci, se ben ricordo. Gli omosessuali ci sono dalla notte dei tempi. A te sembra una cosa contro natura?»
Jim era paonazzo e cercava di rispondere. «Non saprei.» No.
«Non badare a quello che pensano gli altri. Se vi trovaste soli su un’isola deserta, ci penseresti su?»
Rimuginò sull’idea di essere veramente solo con Cal. Senza doversi vergognare. In libertà assoluta. «No.»
Lei gli fece un cenno di incoraggiamento. «Allora, ecco la risposta.»

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Recensione “Intrighi a Darkstone” – Serena Lilyen

Titolo: Intrighi a Darkstone
Autore: Serena Lilyen
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Intrighi a Darkstone

SINOSSI

Inghilterra, Anno del Signore 1052. Kelan di Darkstone ha ormai deciso di prendere i voti e lasciarsi alle spalle la sua vita laica. Almeno finché non giunge un messaggero che lo informa della morte del padre e della scomparsa del fratello. Kelan è perciò costretto ad abbandonare il monastero per fare ritorno a Darkstone, dove è cresciuto e da dove è fuggito.
Kelan, tuttavia, non ha alcuna intenzione di diventare duca, per cui si getta nella disperata ricerca del fratello, che crede ancora vivo. Nonostante la madre lo spinga a prendersi le sue responsabilità, sposarsi e generare un erede – per evitare che il feudo cada nelle mani della velenosa moglie incinta di Finn, Kelan non intende arrendersi.
Ad aiutarlo c’è Ryan Campbell, giovane figlio dello stalliere Sam, che era come un padre per Kelan. Ryan non vede di buon occhio Kelan e tutti i nobili come lui, ma, dopo la morte sospetta del padre, accetta di indagare assieme a Kelan per scoprire cosa sta succedendo all’interno delle mura del castello.
Tra intrighi, spie e tradimenti, i due indagheranno per scoprire la verità ed evitare che altre vite vengano spezzate. Non possono fidarsi di nessuno, se non di loro stessi, e questo li porterà più vicini di quanto avrebbero mai pensato. La passione tra di loro divampa, ma Kelan non vuole mancare di rispetto al suo vecchio amico Sam, nonostante l’attrazione per Ryan sia ogni giorno più forte.
Riusciranno i due a scoprire il mistero che si cela dietro la scomparsa di Finn, prima che sia troppo tardi?

Hikaru2

Kelan, il nostro protagonista, sperava di essersi allontanato per sempre dalle terre di Darkstone.
Il rapporto con il padre è praticamente inesistente e si sopportano a malapena. Al contrario, ha un buon rapporto sia con il fratello che con la sorella. Tuttavia, l’idea di dover avere a che fare con il padre lo spinge a stare lontano dalle sue terre. Nemmeno i pianti e il dolore della madre sembrano poter incrinare questa sua scelta. Diventare monaco non era la prima delle sue scelte, ma per lui è comunque una vita migliore di quella che viveva a palazzo.
Ryan ama suo padre, adora sua madre e sua sorella, ma decide di andarsene comunque. Non vuole che le sue inclinazioni possano ferire la sua famiglia. Regala il suo corpo ogni volta che ne ha voglia, ferito nel profondo per un episodio accaduto in giovane età.
Episodio che gli ha fatto odiare il giovane Kelan.
Entrambi sono costretti a tornare a Darkstone quando i loro padri vengono uccisi, e si troveranno a potersi fidare veramente solo l’uno nell’altro.
Quei sentimenti che Ryan teneva nascosti da tanto, e che Kelan si trova a provare improvvisamente, saranno messi alla prova e potranno avvicinarli o allontanarli per sempre.
Questo romanzo ha tutto quello che gli appassionati del romanzo rosa storico-cavalleresco amano.
L’ambientazione è ben descritta, la famiglia e i rapporti che si intrecciano sono assolutamente contestualizzati. Intrighi non mancano, anzi, e anche colpi di scena dolorosi.
E’ senz’altro consigliato per tutti coloro che leggendo e amano il genere, che se si parla di nobili e cavalieri hanno gli occhi a cuore. Per gli altri? Beh, vi dirò… Io non sono un’amante del genere, ma devo ammettere che la scrittura è scorrevole, non mancano colpi di scena che fino all’ultimo vi ritroverete a interrogarvi su chi è il vero colpevole, di chi i nostri protagonisti si potranno fidare. Perché davvero fino all’ultimo non sarà chiaro. Avranno avuto ragione a sospettare chi si sospetta dall’inizio oppure no? I due delitti che hanno avvicinato il nuovo Duca di Darkstone e il giovane Ryan, sono davvero stati fatti dalla stessa mano? Sono collegati? E se sì, come?
Questo tratto “giallo” nella vicenda permetterà anche a chi non è un fan del romanzo storico di apprezzare questa storia.
L’autrice è riuscita a unire diversi generi, senza rinunciare all’autenticità della trama.
L’unico appunto è che in alcuni casi il modo di rivolgersi del servitore nei confronti di quello che è il suo duca, e la libertà data alle donne, è forse è un po’ troppo moderna rispetto all’epoca di riferimento in cui è ambientato il romanzo.
Per il resto, lo consiglio a tutti i cuori romantici.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice