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Recensione “Una sensuale ribellione” – K. J. Charles

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Titolo: Una sensuale ribellione
Autore: K. J. Charles
Serie: Consorzio di Gentiluomini #2
Genere: Storico, Politico, lieve BDSM
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Una sensuale ribellione

SINOSSI

Silas Mason non nutre illusioni riguardo a se stesso. Non è socievole e neanche attraente. Idealista aggressivo, libraio radicale e autore di libelli sediziosi vive per la rivoluzione… e per i mercoledì. Ogni settimana si incontra anonimamente con lo stesso uomo, nel quale Silas ha scoperto la giusta combinazione di affinità intellettuale e assoluta obbedienza alla sua dominazione sessuale. Ma senza che Silas lo sappia, il suo più caro amico è anche il suo peggior nemico, con il potere di farlo impiccare o risparmiargli la vita.
Funzionario del Governo leale e di nobili natali, Dominic Frey è lacerato dalla sua storia con Silas. Alla luce del giorno non riesce a comprendere il desiderio inebriante che settimana dopo settimana lo spinge a incontrare il radicale. In camera da letto, ogni altra considerazione svanisce. I loro bisogni collimano e i due uomini sono uniti dalla comprensione per le rispettive debolezze. Ma quando l’impegno politico di Silas gli fa guadagnare una condanna a morte, il desiderio si scontra col senso del dovere e Dominic si trova nella condizione di fare tutto ciò che è un suo potere per salvare l’uomo che gli ha rubato il cuore.

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Silas Mason e Dominic Frey si incontrano ogni mercoledì da oltre un anno per degli incontri puramente sessuali, verti soprattutto a soddisfare l’oscuro desiderio di Dominic di essere dominato. L’intesa sessuale tra loro è incredibile, ma nessuno dei due sa chi sia davvero l’altro. Difatti, Silas si riferisce a Dominic chiamandolo “Tory” e Dominic si riferisce a Silas chiamandolo “Bruto”. Ignorano completamente l’identità l’uno dell’altro, e nonostante dopo il sesso abbiano cominciato a conversare e a dividere una bottiglia di vino, nessuno dei due ha il coraggio di andare più a fondo nella sfera personale.
Infatti, Silas è un quarantenne povero che gestisce una libreria in cui si commerciano per lo più testi politici e che, di notte, stampa volantini inneggianti all’odio e alla ribellione verso il Governo. L’uomo, infatti, è un oppositore politico tra i più ferventi e conosciuti dalle forze dell’ordine di Londra e quei mercoledì sono l’unica luce in una vita altrimenti grigia e piena di difficoltà.
Dominic, d’altro canto, è di pochi anni più giovane ma di molto più ricco. Gentiluomo dell’alta società, è oltretutto un Agente del Governo ed è incaricato – per dovere e per credo personale – a fermare tutti i sovversivi che si oppongono a suddetto.
Tutto fila liscio fino a quando i due sono costretti a non negare più l’evidenza e a scoprire chi è l’uno e chi è l’altro quando Dominic entra in una libreria dove il proprietario è accusato di essere un sovversivo e scopre che quel contestante è niente pò-pò di meno che l’uomo che capisce così profondamente i suoi bisogni e che, senza grandi parole o spiegazioni, è in grado di liberarlo dalla gabbia di vergogna che lui stesso ha creato…

«Non c’è nessun gentiluomo nella mia vita,» continuò piano Dominic. «Avevo il miglior gentiluomo di tutta l’Inghilterra, una volta, e non l’ho voluto. Voglio il mio rivoluzionario e non voglio nessun dopo. Userò tutti i mezzi a mia disposizione perché non ci sia mai un dopo, e se – quando – arriverò, sarà solo desolazione.»

Se “Una raffinata trasgressione” mi aveva convinto poco a causa dei personaggi messi in disparte dall’aspetto più politico del romanzo e, comunque, dalla poca simpatia provata per entrambi; devo dire che Silas e Dom hanno decisamente cambiato le carte in tavola!
La parte politica è (inevitabilmente, visti i personaggi) molto presente, ma non riesce mai a togliere lo spazio a questi due uomini che, incontro dopo incontro, mercoledì dopo mercoledì, si innamoreranno follemente l’uno dell’altro.

Mercoledì dopo mercoledì, settimana dopo settimana, sono diventato tuo.

Benché non sia una grande amante del BDSM, qui è trattato in maniera piuttosto lieve e anche se ci sono giochi di predominazione (di cui la maggior parte senza nessun tipo di utilizzo di giocattoli), è tutto più basato su un processo psicologico che non solo avvicina i due uomini, ma li fa anche smettere di trincerarsi dietro le loro ferventi idee contrapposte e le loro ancor più differenti classi sociali, facendo capire a entrambi che, sotto sotto, non sono poi tante le differenze tra di loro e che, se entrambi lo volessero e ci mettessero il giusto impegno, potrebbero trovare il modo di stare insieme e amarsi felicemente.

«Ti posseggo, Tory. Solo io e nessun altro. Non un nobile idiota senza cervello che non sa come trattarti.» Chiuse la mano attorno al suo sesso, le dita che lo sfioravano appena, costringendolo ad aspettare. Le dita di Dominic, invece, stringevano l’aria. «Come se fosse un sacrificio vedere uno sguardo supplichevole in quei begli occhi. Come se non volessi sentire quella bella bocca dire che qui sono io il padrone. Dio, il modo in cui ti sottometti a me. Sei mio.»

Un romanzo dove sì, come dicevamo, la sfera politica è molto presente e dove continuo ad affermare ci fosse bisogno di una piccola introduzione per spiegare sommariamente la situazione socio-politica della Londra del 1820, ma nel complesso l’ho trovato più chiaro e gestito meglio del precedente.
Silas e Dominic stessi sono stati capaci di farsi benvolere, seppur per due motivi differenti.
Silas per la grande forza d’animo, la tenacia e quel modo burbero e impacciato che ha di dimostrare all’altro il suo amore. Non riuscivo molto a farmelo piacere all’inizio perché l’ossessione che aveva per la difesa delle sue idee mi appariva un po’ esasperante, ma piano piano è stato capace di farsi voler bene.
Dominic, d’altro canto, ispira una grande tenerezza. Da sempre si sente sbagliato per i desideri che sente e sembra che nessuno sia in grado di capirlo, almeno fino a quando quel Bruto dall’aspetto trasandato non gli dà proprio quello che vuole senza doverlo chiedere. La sensazione di sollievo che il Gentiluomo prova quando è con Silas e può essere semplicemente se stesso è palpabile, e ho apprezzato che potesse apparire così fragile quando al contempo sa essere così fermo nelle sue convinzioni e nelle sue idee.
In sostanza, un romanzo decisamente superiore al primo e che ho trovato davvero ben scritto. Consigliato!

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Recensione “L’occasione della vita” – Nora Phoenix

Nora Phoenix

Titolo: L’occasione della vita
Autore: Nora Phoenix
Genere: Contemporaneo, lieve BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: L’occasione della vita

SINOSSI

Per alcune persone vale la pena uscire allo scoperto, non importa quale sia il prezzo da pagare…

Judah ha toccato il fondo. È al verde, non ha una casa, e ormai ha sfruttato troppo l’ospitalità dei suoi amici. La sua ultima possibilità è partecipare alla gara canora della trasmissione televisiva The Right Note, nella speranza di vincere. Quello che non ha messo in conto di perdere è… il suo cuore.
Un altro degli aspiranti concorrenti, Denver, sprizza gioia da tutti i pori, anche se la sua aria così spensierata nasconde l’orrore a cui è sopravvissuto. Judah è attratto da lui come da una calamita, ma non può fare coming out, soprattutto non su una televisione nazionale. Potrebbe costargli tutto.
Tuttavia, quando Denver si troverà di fronte a un problema, Judah dovrà scegliere: Denver… o la vittoria. Fare coming out… o perdere l’uomo che ama.

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Avete mai avuto una passione nella vita?
Una passione, che si abbina al talento, per la quale abbandonereste tutto? Casa, famiglia, lavoro?
Una passione che potrebbe diventare la vostra ragione di vita?
Judah e Denver hanno la stessa passione: la musica.
Una passione forte, un talento unico, che che li rende simili e diversi allo stesso tempo; Denver canta come un angelo, ha una voce etera, quasi inumana, tanto sono alte le note che può raggiungere, mentre Judah ha un voce roca, suadente, forgiata da tutto il dolore che ha già provato nella sua giovane vita.
Denver ha fatto della musica il suo lavoro, e con grandi sacrifici, non proviene da una famiglia agiata, si è diplomato in musica. Ora la insegna a scuola per mantenersi, ma il suo sogno è quello di sfondare come musicista completo.
Judah non è stato così fortunato: è cresciuto in una comunità di ebrei ortodossi molto chiusa e rigida. Non ha mai potuto studiare musica, la sua strada era già scritta, dovendo succedere al padre come Rabbino, visto che era l’unico figlio maschio della famiglia. Judah ha cercato con tutte le sue forze di restare fedele alla sua religione, si è anche fatto un tatuaggio molto particole sul braccio per tenersi legato alle sua tradizioni:

«Ahava. La parola ebraica che indica amore. Per me, la Torah parla d’amore, ma non è così che la vedono i miei genitori o la loro religione… «Ho fatto il possibile ma… alla fine, mi hanno rifiutato lo stesso… e… fa tanto male.»

Pur non essendo in grado di leggere la musica, è in grado di riprodurre con la sua chitarra qualsiasi brano e la sua voce naturalmente rock lo rende tutto più accattivante.
Sembra che sia giunto il momento per entrambi di cogliere l’occasione della vita, partecipando a un programma televisivo che potrebbe lanciarli nel mondo della discografia.
Un programma Tv che è un misto tra reality e The Voice, con selezioni da superare, interviste e vocal coach che li seguiranno durante la gara vera e propria.
Denver e Judah sono attratti l’uno dall’altro, ma finiscono sempre per respingersi, ma tutte le volte che si reincontrano è impossibile sfuggire alla chimica che li lega:

Judah era un vero enigma. Divertente e dolce un minuto, freddo e scortese quello dopo. Se fosse stato solamente scontroso, Denver lo avrebbe lasciato perdere molto tempo prima, ma era la gentilezza di cui aveva dimostrato di essere capace che continuava a farlo tornare.

Denver non ha mai nascosto la sua omosessualità, non la sbandiera ai quattro venti, ma non si nasconde. Judah è in perenne lotta con se stesso e la sua sessualità; è cresciuto in un ambiente dove l’essere gay non è possibile e cerca di resistere con tutte le sue forze all’attrazione che sente per il dolce Denver. Per Judah Denver si rivela un rivale temibile nella gara, ma anche la possibilità di essere finalmente se stesso e esplorare finalmente la sua sessualità:

Per la prima volta nella sua vita, aveva accolto la connessione con la persona che era veramente. Si era quasi consumato per la vergogna che credeva avrebbe sentito, ma non era stato così. Riuscì a sentire solamente un senso di pace, la consapevolezza della verità. Era gay e gli stava bene.

Denver non ha le idee molto chiare su quello che vuole da Judah; ne è pericolosamente attratto, ma ha anche paura. Non si sente ancora pronto a rimettersi in gioco in amore, essendo reduce da una relazione malata, con un uomo che gli ha fatto molto male, sia fisicamente che psicologicamente. Il suo ex è ancora in circolazione, lo stolkera nella speranza di riprenderselo. Judah è qualcosa di inaspettato, ma tanto potente che alla fine Denver cede:

«Ti voglio,» disse Denver con voce spezzata. «Non puoi scegliere per me. Ho scelto e ti desidero.»
Judah riprese a muovere le dita. «Sono tuo. Per tutto il tempo che vorrai.»

Denver e Judah sono due giovani uomini con un bagaglio emotivo straziante alle spalle; hanno il talento per sfondare, molto da risolvere, ma hanno anche la brutta abitudine di non ascoltare la voce degli altri, ma del resto chi a venticinque anni ha tutte le risposte?
Nel momento che si fermeranno ad ascoltarsi e a farsi consigliare, soprattutto da due guardie del corpo davvero fuori dagli schemi, si renderanno conto di non essere i soli ad avere avuto brutte esperienze e che chiedere aiuto è sempre la soluzione migliore.
Una lettura davvero appassionante, condita di un leggero suspense vista la presenza molesta di Cody, l’ex di Denver, e le insidie che si nascondono dietro la facciata patinata dello show business, e con parecchie scene di sesso tra i due ragazzi, dove Judah scopre finalmente la sua sessualità, e Denver si scopre essere un tipetto molto esigente e dittatorio a letto, molto attratto dal mondo BDSM e pronto a sperimentare!
Dalla sinossi avevo la grande paura di avere per le mani un romanzo più incentrato sullo show e la gara dei partecipanti, l’ennesima storiella di due ragazzi alla ricerca della fama e del successo, invece  sono rimasta molto sorpresa nel leggere una bella storia d’amore, condita da tanta musica, ma con al centro la crescita personale ed emotiva di questi due ragazzi.
PS: il titolo originale dell’opera è “Time of my life”… non vi ricorda nulla?

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Houston” – Shaw Montgomery

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Titolo: Houston
Autore: Shaw Montgomery
Serie: Leashes and Lace #1
Genere: Contemporaneo, Kink, lieve BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Houston

SINOSSI

Houston sa chi è… ma la maggior parte degli uomini sembra non capire.

Un dominante a cui piace indossare mutandine e indumenti di pizzo non è ciò che la maggior parte dei sottomessi si aspetta, quando guarda Houston. I dominanti forti e robusti dovrebbero apparire minacciosi, vestiti in pelle, e non con addosso del pizzo sexy. Quando lunghi sguardi e un bizzarro incontro con il suo nuovo coinquilino gli fanno pensare che potrebbe esserci qualche interesse da parte di Reece, Houston non sa come comportarsi. Reece è etero, giusto?

Reece sa chi è… ma la maggior parte degli uomini sembra non capire.

Reece sa di essere bisessuale da tanto tempo, ma i dominanti che ha incontrato sembrano incapaci di accettarlo. Quando il suo nuovo coinquilino fa sì che il suo lato da sottomesso venga a galla e implori di essere sculacciato, non sa come comportarsi. Houston dà ordini come un dominante esperto, ma Reece correrà il rischio di mettersi in imbarazzo e di essere cacciato di casa?
Quando due uomini testardi rifiutano di riconoscere ciò che è proprio davanti ai loro occhi, potrebbe esserci bisogno di una spinta, per convincerli a vedere quella verità.

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Come potevo essere io la persona più normale tra tutti i coinquilini che avevo avuto di recente? Un uomo d’affari, dominante a letto e che indossava mutandine rosa acceso, non lo era affatto. Non che mi preoccupassi di ciò che veniva definito “normale”, ma era di sicuro un controsenso.

Dopo aver letto per voi “Easton”, breve extra della serie “Leashes and Lace”, vi parlo del primo volume, “Houston”.  Come avete potuto leggere nella prima citazione, Houston è un uomo singolare, che pochi definirebbero “normale”. È lui la prima voce narrante della storia, seguito da Reece, il suo nuovo coinquilino. Mi ha stupito molto conoscere Reece sin dall’inizio. Mi aspettavo un’attesa di qualche pagina, un’introduzione, invece sono rimasta stupita di avere davanti a me il secondo protagonista della storia.
Ho deciso di mettere su carta i miei pensieri appena terminata la lettura, non volevo rischiare di dimenticare particolari o scambiarli in qualche modo. Vi dico questo perché questa lettura mi ha soddisfatta solo in parte.
Houston e Reece mi sono piaciuti molto. Ci sono vari temi legati ad entrambi, tra cui il BDSM soft e i kink, tutti molto intriganti. Sono ben caratterizzati, gli eventi avvengono con una logica e le descrizioni sono molto buone. La loro è una storia che mi ha coinvolta, proprio come mi sarei aspettata.
Ho apprezzato particolarmente la menzione di Reece alla sua precedente Mistress, figura che raramente viene inserita in letture di questo tipo.

La gente che viveva il lifestyle o che gravitava attorno al mondo del BDSM, a volte poteva essere così rigida che l’idea che avessi avuto una Mistress avrebbe potuto mettere qualcuno a disagio.

Peccato però che ciò che circonda i due non abbia coinvolta per nulla. L’idea dell’azienda di intimo per uomini è singolare, molto buona, ma i personaggi secondari mi hanno lasciato l’amaro in bocca. Inizialmente speravo fosse Eli il protagonista, perché nell’extra il suo personaggio mi aveva incuriosita, ma qui non sono riuscita a farmelo piacere. Non considerando le sue azioni alquanto contestabili, ho trovato troppo presente la sua “non relazione” con Roman. Poteva essere un buon amico e la sua personalità poteva sicuramente aiutare Reece a farsi avanti, ma non mi è piaciuto molto il modo in cui tutto ciò è stato presentato.

Era fortunato che non fossi un Dom, perché Eli era proprio un sub fatto e finito che aveva disperatamente bisogno di essere sculacciato.

Per non parlare di Rand e il suo Dom. Devo ammetterlo, non ho capito l’inserimento di questi due “personaggi”, che intervengono per mostrare una qualche scena di sesso, per poi nascondersi ogni qualvolta ne hanno bisogno nei camerini per fare i loro comodi, nonostante Rand lavori nel pub. Situazione a dir poco “particolare”.
Complessivamente la votazione è positiva, perché ho divorato in un paio d’ore la storia di Houston e Reece curiosa di come sarebbe andata avanti. Ho apprezzato moltissimo i personaggi e la particolarità di un Dom in lingerie maschile. Spero però che nei volumi successivi ci si concentri maggiormente sui protagonisti. Sono curiosa di sapere come evolverà la relazione di Eli e di come l’autore stavolta ci presenterà questo personaggio.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Dissotterrato” – Kora Knight

Kora Knight

Titolo: Dissotterrato
Autore: Kora Knight
Serie: The Dungeon Black #1
Genere: Contemporaneo, BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Dissotterrato

SINOSSI

Amore. La forza più potente al mondo, ma anche la più spietata. Scaltra e ingannevole. Il tallone d’Achille dell’uomo. Lascia deboli e vulnerabili tutti coloro che abbraccia.
O almeno è come la vede il Dom a noleggio Max Kelley, dopo che l’amore della sua vita gli ha spezzato il cuore. Un colpo brutale che non solo gli ha rubato il fiato, ma ha annientato la sua capacità di fidarsi, rendendolo freddo e cinico. Il KO tecnico che non si era mai accorto stesse arrivando.
Amore. Un errore che Max non commetterà mai più.
Significa basta relazioni, e non è una cosa così grave. Il solo pensiero di uscire stabilmente con qualcuno gli dà la nausea ed è una delle ragioni per le quali fa il Dom per vivere. Finché una bellezza dagli occhi luminosi non entra nella sua vita e si rifiuta di andarsene.
Sean Matthews. Universitario all’ultimo anno e in grado di flirtare come pochi. Il più nuovo e giovane cliente sub di Max. È delizioso, capace di premere tutti i punti giusti e di fargli bramare cose che sa che non dovrebbe. Quello può solo significare guai. Sfortunatamente, scoraggiare Sean si rivela impossibile e Max si ritrova davanti a un bivio.
Tirare fuori le palle e scacciare il suo sub favorito… o soccombere ai suoi stessi desideri a lungo sotterrati.

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Come molti di voi, attendevo con ansia la lettura di “Dissotterrato” di Kora Knight. Dopo aver letto la storia di Tad e Scott, non si può certo non desiderare di sapere qualcosa in più del nostro Dom, Max.
Nella serie “Upending Tad”, la voce narrante è nella stragrande maggioranza Tad, per questo ho sperato l’autrice cambiasse approccio in questa serie spin-off, perché ero curiosa di leggere sia dal punto di vista di Max che di Sean. Non mi ha delusa, presentando in modo piuttosto equilibrato i due, dando un’idea chiara di ciò che accade.
Nella serie precedente avevamo una vaga idea di cosa fosse accaduto, ma non conoscevamo il vero rapporto tra Sean e Max. Mi è un po’ dispiaciuto avere già una vaga idea di cosa sarebbe accaduto. Leggevo con la consapevolezza che Sean sarebbe diventato il suo sub, cosciente di eventi che accadranno nel secondo volume e che ancora non sono stati presentati. È un punto a sfavore, senza dubbio, perché la storia perde parte dei colpi di scena che avrebbero suscitato nel lettore altre emozioni.
Malgrado ciò, la storia di Max e Sean resta tutt’altro che banale. Credo sia una delle storie in grado di presentare al meglio il BDSM. Chi, come me, apprezza molto questo genere, sa che è davvero difficile trovare storie in grado di suscitare quelle emozioni che ti trascinano per tutti gli eventi e che ti lasciano con il fiato sospeso. Kora Knight è sicuramente molto in gamba sotto questo punto di vista, perché ho amato ogni scena tra il Dom e il Sub.
La caratterizzazione dei personaggi ha avuto un miglioramento esponenziale rispetto a quello di Scott e Tad. Sin dai primi capitoli ho capito che la loro storia sarebbe stata presentata in un modo totalmente diverso. Prima fra tutte: la lunghezza della storia. Le due serie sono così diverse tra loro che mi è parsa davvero strana la scelta dell’autrice. Non abbiamo più molti libri e poche pagine per ognuno di loro. Non c’è più una scena che caratterizza il singolo libro, ma una vera e propria storia, che a volte nella serie precedente veniva a mancare. A volte addirittura mi è sembrato che la Knight sio dilungasse un po’ troppo nel presentare la sofferenza di Max, soprattutto nella prima parte, cosa che non sarebbe mai accaduta nella serie precedente.
Inizialmente ero un po’ dubbiosa sul comportamento di Max, non avendo idea del suo passato avevo paura avesse delle ragioni non abbastanza convincenti. Invece, sono rimasta molto soddisfatta. Ho apprezzato particolarmente il suo personaggio, quasi più di Scott, ed è una grande cosa! È sorprendente il cambiamento che avviene quando entra all’interno del suo Dungeon. In un primo momento potrebbe sembrare una persona totalmente diversa, eppure vederlo alle prese con la sua arte, mi ha fatto vedere un lato di lui che mi è piaciuto molto.

Sospirò e guardò in basso, sospettando che, in certa misura, Scott avrebbe potuto aiutarlo a sistemare anche se stesso, rendendo la sua esistenza un po’ meno solitaria.

Simpatico il modo in cui approccia Sean, non me lo sarei aspettato. Avevo un’idea diversa di questo ragazzo, meno sfrontato e più legato alle sue possibilità economiche. Il personaggio di Jonah, suo amico, e le sue capacità di ginnasta mi hanno sorpreso. Spero che il secondo volume avrà ancora il suo punto di vista, perché Sean ha un’influenza su Max che a volte è difficile comprendere se la si guarda con gli occhi di quest’ultimo. Inoltre, so che ci attendono ancora molti ostacoli prima che Max riesca ad accettare la presenza di Sean nella sua vita e non solo nel suo Dungeon.
Per chi ha apprezzato la serie “Upending Tad” e per chi ha ancora qualche ripensamento sul terminare la serie, questa volta la Knight ha sicuramente alzato i propri standard. In un primo momento anche io sono stata molto dubbiosa sulla lettura della storia di Tad, ma andando avanti avrete l’opportunità di conoscere Scott e ancora dopo Max. Non potrete far altro che leggere la sua storia.

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Recensione “Una sculacciata per Natale” – L. A. Witt

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Titolo: Una sculacciata per Natale
Autore: L. A. Witt
Genere: Contemporaneo, Festività, lieve BDSM
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Una sculacciata per Natale

SINOSSI

Nate non ha affatto voglia di partecipare all’annuale cenone di Natale con i suoi parenti, durante il quale ignoreranno o insulteranno il suo compagno, nonché suo Dominatore. Stephen cerca di distrarre Nate con la promessa, e la minaccia, di una sculacciata con un bastone di zucchero lungo un metro. Cosa si spezzerà prima: la determinazione di Nate o il bastone di zucchero?

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Una sculacciata per Natale” è un raccontino simpatico e piacevole da leggere durante le festività natalizie. Il fatto poi che sia scritto da L. A. Witt non fa altro che aumentare l’entusiasmo! Già dal titolo possiamo intuire che stiamo per leggere una storia erotica e, chi ama questa autrice, sa bene che in quanto ad erotismo non delude mai!
Nate e Stephen sono una coppia da cinque anni. Nonostante il loro rapporto dal di fuori possa sembrare “ordinario” in realtà è ben lontano da esserlo. Difatti le loro dinamiche di coppia si basano su una relazione Dom/Sub consolidata e ben strutturata.
In occasione della vigilia di Natale, Stephen deciderà di aiutare Nate a sciogliere lo stress che l’imminente incontro con la sua famiglia ogni anno gli causa. E, per fare questo, si avvarrà di uno strumento davvero particolare, capace di mandare Nate fuori di testa anche solo dall’odore.. ma è solo un modo per divertirsi? Un gioco di ruolo fine a se stesso? Assolutamente no. Anche se in solo una manciata di pagine, L. A. Witt si conferma una vera maestra nel raccontare l’amore profondo, creando un atmosfera erotica da brividi ma senza dimenticarsi dei sentimenti che nei veri rapporti BDSM non devono mai mancare.

4.5


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Coinvolgimento personale” – Silvia Violet

Silvia Violet

Titolo: Coinvolgimento personale
Autore: Silvia Violet
Serie: Thorne & Dash #2
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, lieve BDSM
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,30€
Link all’acquisto: Coinvolgimento personale

SINOSSI

Parecchi mesi prima, Thorne ha assunto Riley in qualità di escort. Poi si sono follemente innamorati l’uno dell’altro e, alla fine, hanno reso la loro relazione più personale che professionale. Ogni momento che passano a letto è pura estasi, ma può il buon sesso risolvere tutti i loro problemi, mentre faticano a far funzionare le cose tra loro? Thorne convince Riley a trasferirsi da lui, ma la differenza d’età e di entrate pesa molto di più su Riley, una volta che si trovano a condividere la casa.
Se quello non fosse abbastanza, la scuola di cucina si sta trasformando per Riley in una delusione, più che un sogno che diviene realtà, e sta considerando la prospettiva intimorente di mettersi in affari per conto proprio. Thorne vuole intromettersi a forza e sistemare tutto, ma Riley continua a rifiutare il suo denaro o il suo consiglio, perché si sente come se stesse perdendo il controllo della propria vita.
Thorne e Riley dovranno basarsi sull’amore reciproco per riuscire a trovare il giusto bilanciamento tra indipendenza e coinvolgimento.

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Avevamo lasciato Thorne e Dash finalmente felici e consapevoli di voler stare insieme. Tuttavia, come si suol dire, “non è tutto oro quel che luccica”. Infatti, nonostante il sentimento e la passione reciproca siano grandi, ci sono molte cose su cui entrambi devono lavorare e molte cose su cui scendere a compromessi.
Thorne, abituato a comandare tutto e tutti a bacchetta e a fare di testa sua, ha difficoltà ad accettare il fatto che Riley non sia disposto a farsi fare regali costosi da lui. La sua intenzione non è di comprarlo, né di pagarlo affinché faccia ancora sesso con lui. Quello era prima e per Thorne, da quando c’è di mezzo l’amore, appartiene tutto al passato. Ma come farlo capire a Dash che vuole, semplicemente, prendersi cura di lui e farlo felice con tutti i (tanti) mezzi che ha a disposizione?
Di certo non è semplice, soprattutto perché Riley è fortemente orgoglioso e desideroso di crearsi una sua indipendenza. Insieme a questo, è probabilmente sopraffatto da quanto velocemente si stia muovendo la sua vita tra la relazione con l’uomo, la scuola di cucina e il mettersi in proprio con la sua amica Susan. Vorrebbe accettare l’amore di Thorne così come l’uomo è capace di dimostrarlo, ma non è facile non sentirsi ancora l’escort di questi, quando di mezzo ci sono così tanti soldi.
Saranno proprio questi temi il filo conduttore del romanzo che vedrà entrambi crescere e smussare molti dei loro spigoli tra una sessione di sesso bollente e l’altra.
Infatti, anche in questo secondo volume, di certo la parte erotica non manca. Ammetto di non amare mai i romanzi con più di un paio di scene di sesso, e questo mi ha un po’ rallentato nella lettura. Per quanto sia stuzzicante il modo in cui si interfacciano l’un l’altro tra le lenzuola, ammetto che a un certo punto tutto quel sesso mi era venuto a noia.
Per fortuna non ho notate una prevaricazione circa gli eventi a favore dell’eros, anche se un po’ mi ha snervata vedere che non sapevano comunicare tra di loro e che cercavano di risolvere tutto solo usando i loro corpi. Soprattutto da Thorne mi sarei aspettata un po’ di maturità in più.
La strada per arrivare a vederli finalmente confrontarsi è lunga e piena di stress per loro e per il lettore, ma il finale è molto romantico e mi è piaciuto che finalmente parlino tra loro, anche se, così come l’innamoramento fulmineo in “Distacco professionale”, non mi ha convinta la velocità con cui è stata presa da entrambi la scelta finale, soprattutto in vista di tutti i litigi e incomprensioni che hanno avuto fino a cinque minuti prima.
Nel complesso un romanzo piacevole, ma sul genere Gap Generazionale ammetto di aver letto cose che, a mio avviso, affrontano meglio la differenza di età e di disponibilità economiche tra i due, nonostante anche qui sia trattato in maniera adeguata.

3.5

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Recensione in anteprima “Allineamento perfetto” – Silvia Violet

Silvia Violet

Titolo: Allineamento perfetto
Autore: Silvia Violet
Serie: Thorne & Dash #3
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, lieve BDSM
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,50€
Link all’acquisto: Allineamento perfetto

SINOSSI

Thorne ha chiesto a Riley di sposarlo e lui ha accettato.
Aveva pensato che fosse tutto lì. Avrebbero fatto un bel viaggio, si sarebbero sposati e avrebbero trascorso una settimana crogiolandosi in un albergo a cinque stelle con escursioni occasionali in ristoranti favolosi.
Riley ha immaginato un matrimonio tradizionale con tutti i crismi. Con i loro amici e familiari. A Natale.
Thorne ha acconsentito riluttante e quello che ne deriva è un turbinio di pianificazione matrimoniale. Allo stesso tempo, Thorne sta lottando con un cliente recalcitrante e Riley e la sua partner in affari, Susan, sono logorati dalle ristrutturazioni e dalla programmazione per l’apertura della loro panetteria. Stress su stress fanno dubitare a Riley e Thorne della loro relazione e un fraintendimento considerevole riduce quasi al silenzio le campane nuziali.
Quando raggiungeranno il loro lieto fine, si meriteranno entrambi tutto il romanticismo che hanno sognato.

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Allineamento professionale” è il terzo volume dedicato alla storia di Dash e Thorne scritto da Silvia Violet e tradotto da Quixote Translation. Ho amato molto i primi due volumi e non sono rimasta delusa da questo ultimo che conclude in modo dolce e romantico la storia di questi due personaggi.
Riley e Thorne, infatti, sono ad un punto di svolta: Thorne ha finalmente trovato il coraggio di chiedere a Riley di sposarlo e il ragazzo ha acconsentito. Adesso devono però affrontare tutta una serie di situazioni che metteranno a dura prova il loro equilibrio. Soprattutto per Thorne che a volte si sente insicuro a causa della differenza d’età, sarà difficile accettare e trovare un compromesso con i bisogni del suo giovane fidanzato. Ma anche Riley è chiamato a diventare adulto e a non mettere i propri desideri davanti a tutto… Riusciranno a non spezzare il loro legame?
Non c’è niente da fare, io amo le storie con il Gap Generazionale e Silvia Violet con questo ultimo lavoro mi ha fatto di nuovo sognare!
Come già detto nella recensione del primo capitolo, l’autrice sa districarsi perfettamente in una narrazione ritmata e affatto noiosa. I due pov in terza persona danno un ottima visione di insieme e il perfetto equilibrio tra introspezione, dialoghi e narrazione rende il tutto piacevole e appassionante. Le scene hot sono molte e dettagliate ma non mi sono venute a noia, anzi! C’è anche un pizzico di BDSM che da un tocco di piccantezza e di giocosità che ho apprezzato molto.
Non ci sono grandi temi in questo libro, nessun contenuto troppo serio o di grandi riflessioni, ma posso dire che rispetto ad altre storie dello stesso genere ho apprezzato moltissimo lo stile di Silvia Violet.
E per questo voglio premiare l’autrice che è riuscita a scrivere una storia che sa far emozionare e l’ha curata con amore fino alla fine.
La storia di Riley e Thorne mi ha appassionato, la loro dolcezza mi ha commosso e il loro amore mi ha fatto palpitare.
Insomma gli ingredienti ci sono tutti quindi se non lo avete ancora fatto vi consiglio di iniziare questa serie davvero appassionante e sono sicura che non rimarrete delusi !

4.5


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione “Come un marchio sulla pelle”

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Titolo: Come un marchio sulla pelle
Autore: Mary Durante
Serie: Shadows #2
Genere: BDSM, Distopico
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Come un marchio sulla pelle

SINOSSI

«Non si era detto un anello?» aveva commentato Lucifer.
E lui aveva accennato un ghigno, ignorando il cuore che batteva troppo rapido nel suo petto orfano di chip.
«Sai che non sono un fan delle scelte convenzionali.»
Lucifer aveva sollevato la catenina, osservando il ciondolo alla luce del tramonto e delineandone i contorni con un polpastrello, un tocco leggero mentre occhi troppo seri tardavano a tornare a dedicargli attenzione e una risposta.
Quando aveva riportato gli occhi su di lui, però, non aveva risposto a parole. Invece gli aveva sorriso, la prima volta che lo aveva fatto senza minaccia, divertimento o ironia, una piega delle labbra un po’ incerta, come se non fosse stato abituato a mostrarla e non fosse davvero sicuro di averla realizzata nel modo giusto.
Gli aveva sorriso e lo aveva guardato come se fosse qualcosa di prezioso, lui, più ancora del chip che pendeva da quel grezzo esempio di collana simile alle piastrine di riconoscimento dei soldati. E Matt si era reso conto davvero di essere innamorato.
Fidanzato felicemente e alle prese con i preparativi più o meno ostici del proprio matrimonio, Matt quasi non riesce credere di aver davvero raggiunto un lieto fine. Eppure Roderick è morto, Anderson è stato incastrato e lui vive con il Dom dei suoi sogni, che si è perfettamente calato nella sua nuova identità. Ma una vita da criminale non è così facile da lasciarsi alle spalle e gli strascichi del passato di sangue di Lucifer forse risultano troppo pericolosi per chi ha già un importante segreto da mantenere.
Impegnato ad affrontare un radicale cambiamento nella sua vita e posto di fronte a un bivio, Matt si renderà conto che avere qualcuno di prezioso significa solo avere di più da perdere.

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Vi ho già parlato di “Come ombre nella notte”, il primo volume della serie “Shadows”, presentandovi Matt e Lucifer, due personaggi davvero inusuali e intriganti. Oggi vi parlo di “Come un marchio sulla pelle”, in cui Mary Durante ci presenta il continuo della relazione tra i due.

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Anya Cronos
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Li abbiamo lasciati in un momento ideale. Felicemente fidanzati e in attesa del matrimonio, Matt e Lucifer non sembrano più solamente il geniale informatico e l’assassino da tutti temuto. Ora che Roderick è morto possono finalmente vivere le loro vite insieme e mostrare aspetti delle loro personalità ancora sconosciuti oppure offuscati dai primi eventi.
La nuova credibile identità di Lucifer conferma ancor di più il genio di Matt, creando un’immagine più seria del suo personaggio. Mentre l’assassino acquisisce un’immagine completamente diversa da quella che conosciamo, molto più dolce e socievole, anche se in alcuni momenti vediamo ancora la sua indole.
Specialmente in un momento in particolare. Se penso al titolo del volume non posso far altro che pensare a quella scena. Erotica, dolce e di una profondità incredibile. Non vi svelo di quale momento sto parlando perché merita sicuramente la vostra completa attenzione, fidatevi di me.

“Ti ho sempre detto che sei mio, Matt,” mormorò, accarezzandogli i capelli sudati. “Ma la cosa funziona in entrambi i sensi.”

Se nel primo volume avevo apprezzato entrambi, con una piccola preferenza per l’eccitante assassino, in questo secondo volume non posso che confermare nuovamente le mie preferenze. Matt rimane una delle personalità più divertenti e geniali di cui io abbia mai letto, ma Lucifer mantiene quell’aura di mistero così intrigante anche ora che lo conosciamo meglio. Non pensavo l’autrice riuscisse a mantenere il suo personaggio su questa linea. Soprattutto perché, a differenza del primo, è stata in grado di bilanciare in modo più equilibrato la presenza di entrambi. Vedere per la prima volta le dimostrazioni di affetto di Lucifer senza secondi fini o possibili fraintendimenti rende il suo personaggio ancor più piacevole.
A differenza del primo volume però, c’è sicuramente meno suspence, la storia è incentrata su entrambi i protagonisti per la gran parte del tempo. I colpi di scena che caratterizzavano il libro precedente sono meno numerosi in questo. È una storia molto più romantica, dolce. Non che questo sia un male, chiaro, ma crea un contrasto notevole con i loro primi approcci.

“Ti guarda come se temesse di vederti sparire sotto ai suoi occhi, come se temesse di non meritarti.”

Lucifer e Matt sono due personaggi che hanno davvero poco in comune, eppure riescono a creare un intero perfettamente equilibrato. Ammiro moltissimo questa capacità dell’autrice, riesce a rendere qualsiasi evento o descrizione sempre unica. Il suo stile, poi, cattura il lettore sin da subito e non lo lascia andare fino a quando non ha raggiunto l’ultima pagina.
Se avete già conosciuto Lucifer e Matt e non avete ancora letto “Come un marchio sulla pelle”, cosa aspettate ad acquistare questo secondo volume?

4.5

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Recensione “Come un brivido nel buio” – Mary Durante

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Titolo: Come un brivido nel buio
Autore: Mary Durante
Serie: Shadows #1.5
Genere: BDSM, Distopico
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: Gratuito sul sito della Casa Editrice
Link all’acquisto: Come un brivido nel buio

SINOSSI

Non puoi avere un sub quando sei un assassino in fuga, braccato dai criminali della gang con cui sei cresciuto. Soprattutto, non puoi avere come sub l’uomo che ha cominciato a invadere la tua mente con una costanza fastidiosa, diventando il centro indissolubile dei tuoi pensieri e l’unica persona che per te abbia una qualche rilevanza. Lucifer lo sa bene, continuare a cercare Matt avrà come conseguenza quella di mettere in pericolo entrambi. Per proteggere lui e se stesso, non ha scelta: deve dimenticarsi di averlo conosciuto, distruggendo sul nascere la sorprendente intimità che si è creata tra loro fin dai primi incontri.
È quello che si sta ripetendo anche ora, appeso a ottantanove piani d’altezza, in procinto di fare effrazione nell’appartamento del suo amante per sorprenderlo con una visita inaspettata, per appropriarsi del suo corpo con le dita e con le labbra, come se davvero lo possedesse, e per rubare alla notte qualche altra ora d’illusione.

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Come un brivido nel buio” è un piccolo racconto della serie “Shadows” di Mary Durante, edito Quixote Edizione. Oltre ad essere gratuito sul sito della casa editrice, la particolarità di questo extra è sicuramente la presenza di Lucifer. Per la prima volta vediamo la storia dal suo punto di vista.
Ho amato con tutta me stessa la scelta dell’autrice di donarci questa “chicca”. Il primo volume mi è piaciuto molto, ma la saltuaria presenza di Lucifer mi aveva portata ad assegnare alla storia un voto molto buono, ma non eccellente. Ho un debole per il nostro misterioso assassino e vedere per la prima volta gli eventi con i suoi occhi, mi ha totalmente stregata. Soprattutto perché l’autrice descrive una scena su cui ha posto l’attenzione nel precedente volume, ma che non è mai stata menzionata, non essendo Matt il vero protagonista.
Anche se composto da poche pagine, è sicuramente un assaggio di cosa Mary Durante ha in serbo per noi. Ne consiglio la lettura successivamente a “Come ombre nella notte”, per poter comprendere meglio il legame che unisce Matt e Lucifer.

5

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Recensione “Come ombre nella notte” – Mary Durante

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Titolo: Come ombre nella notte
Autore: Mary Durante
Serie: Shadows #1
Genere: BDSM, Distopico
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,79€
Link all’acquisto: Come ombre nella notte

SINOSSI

In un mondo dove il BDSM fa parte della vita di tutti i giorni e le identità di Dom, sub e switch sono un insieme di istinti, che caratterizzano ogni persona fin dalla nascita, Matt Steels è l’invidiato presidente di una delle società più ricche e potenti d’America. Uomo geniale e avvolto dal mistero, trascorre le sue giornate tra feste in cui passa da un sub all’altro, sempre nascosto dietro ai suoi caratteristici occhiali da sole, e lunghe ore chiuso nel suo appartamento in perfetta solitudine, schiacciato da un segreto che lo costringe a una vita vuota.
Lucifer è un assassino appartenente a una delle gang più pericolose di New York. Di lui si conoscono solo il suo alias e la pericolosa efficienza con cui riesce a far sparire i suoi bersagli; ciò che nessuno sa è che si tratta di un uomo in fuga, tormentato da un passato di sangue e violenza, desideroso solo di lasciarsi ogni cosa alle spalle.
Il suo futuro è una speranza sempre più tenue, che non è certo di poter concretizzare.
Il futuro di Matt, anche se meno incerto, sembra destinato a dipanarsi nella prevedibilità di una routine ormai collaudata e priva di grosse emozioni. O, almeno, è ciò che crede fino a quando l’incontro con quell’assassino dal sorriso beffardo e le movenze di una pantera non gli stravolgerà la vita e non porterà alla luce il segreto che lui aveva cercato di dimenticare.

Evelyne2

Come ombre nella notte” è il primo volume della serie “Shadows” di Mary Durante. Adoro questa autrice, tutte le sue storie sono in grado di emozionarmi. Ogni opera è caratterizzata da qualcosa di originale. In questo caso, vediamo la popolazione suddivisa in Dom, Sub e Switch. Un’idea davvero insolita e molto affascinante per chi come me adora il BDSM.

“Un Dom che approfitta in questo modo del subspace è ancora più indegno di un Dom che disprezza chi gli fa dono della propria sottomissione.”

L’ambientazione, così inusuale, è interessante e particolareggiata come solo Mary sa presentare le sue storie. È la prima volta in cui vedo il mondo del BDSM trattato in questo modo. È esteso all’intera popolazione e in qualche modo si allontana dal termine stesso. Ogni personaggio può essere inserito in una delle categorie, eppure sono tutti diversi tra loro, con caratteristiche uniche, che li distinguono. Vedere queste “categorie” integrate all’interno della società stessa, non più affrontate come un tabù o come un aspetto quasi ossessivo delle personalità di alcuni personaggi. Qui, ognuno di loro, in un modo o nell’altro, riflette il comportamento di un Dom o di un Sub, senza però necessariamente rispettare a pieno questa sua inclinazione in ogni occasione.
Matt è sicuramente la migliore dimostrazione. La sua sicurezza e intelligenza, lo rendono unico. La sua relazione con Lucifer è così impossibile da risultare geniale. Anche se con qualche difficoltà, i due riescono a creare un legame.

“Voglio che tu tenga gli occhi aperti, Matt. Voglio che mi guardi mentre ti scopo. Voglio avere la tua attenzione su di me mentre prendo possesso del tuo corpo e lo uso secondo il mio piacere, fino a farti supplicare con il tuo ultimo respiro.”
Lui si costrinse a reprimere un ansito, mentre la sua testa si svuotava, divenendo culla per l’eco di queste parole.
“Io non supplico,” esalò, cercando invano di rimanere immobile agli affondi delle sue dita. “Mai.”

L’unico aspetto che mi ha fatto rattristare è l’assenza iniziale di Lucifer. Conosciamo Matt, lo vediamo interagire con la sua amica e con i dipendenti della sua società, in casa e al lavoro. Lucifer invece, molto più misterioso, appare poche volte. Probabilmente, mi è saltata all’occhio la sua mancanza perché il suo personaggio mi ha stregata. È interessante, intrigante ed eccitante da morire. Avrei voluto leggere di più di lui, delle sue apparizioni inaspettate e della sua personalità così particolare. Ciò non toglie che i personaggi siano caratterizzati perfettamente e che in questo modo l’autrice crei una suspence sicuramente adatta ai suoi personaggi.
A stregarmi, prima ancora delle personalità dei due protagonisti, è stata la capacità di Mary di presentare un problema reale in alcuni paesi, descrivendolo e mostrandolo però in un modo tutto suo. Personaggi oppressi dai potenti, abusati e denigrati solamente perché ritenuti inferiori dai Dom. Con pochi e semplici dialoghi ci mostra la realtà insita nel libro.

“Visto che lei è un Dom, se ne frega altamente di quello che può succedere ai sub. Tanto non sono una priorità che la riguarda, al punto che si rifiuta di riconoscere come la parità legislativa non sia stata seguita da una vera parità in ambito sociale. O magari le fa comodo vivere in una società dove i sub vengono tenuti lontani da ruoli dirigenziali e faticano a fare carriera o a rivendicare la propria indipendenza?”

Nonostante la serie sia solo all’inizio, Mary è riuscita a dare una fine che soddisfa pienamente il lettore, lasciando intendere nuovi misteri, senza però farne pesare la mancata risoluzione. Non vedo l’ora di parlarvi del secondo volume della serie, Matt e Lucifer ci daranno grandi soddisfazioni!

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