Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Solo un gioco” – Mary Durante & V. B. Morgan

Mary Durante & V B Morgan (1)

Titolo: Solo un gioco
Autore: Mary Durante & V. B. Morgan
Serie:  The Gambling Series #1
Genere: Contemporaneo, BDSM, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publishing
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Solo un gioco

SINOSSI

Eddie Drake. Quarantun anni. Un poliziotto dalla dubbia morale che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Adrian Stein. Vent’anni. Figlio viziato di un milionario troppo protettivo, che ottiene il primo assaggio di libertà in un Paese straniero e ha tutte le intenzioni di goderselo appieno, a costo di prendere decisioni discutibili.
Quando il destino fa incrociare le loro strade, nessuno dei due immagina le ripercussioni che avrà quell’incontro inaspettato, né l’evoluzione di quella che doveva rimanere la parentesi di una notte.
Una suite d’hotel. Un mazzo di carte da poker. Un lavoro non esattamente convenzionale.
Cosa sei pronto a rischiare per seguire i tuoi desideri?

Lady Marmelade2

Confesso di essere stata un pochino delusa dalla lettura di questo libro; molto probabilmente andrò contro corrente, avendo avuto dei dubbi sia sulla trama che sulla caratterizzazione dei personaggi.
Il libro era presentato come un esperimento a quattro mani della Durante in coppia con una nuova autrice che non conoscevo, V.B. Morgan.
Pensavo che sarei andata a leggere un libro contemporaneo, leggero e senza pretese, come le autrici avevano presentato, invece mi sono ritrovata per le mani un contemporaneo sì, ma a sfondo leggermente BDSM e con una discreta differenza di età tra i protagonisti.
Sinceramente faccio fatica a mettere questo libro in un genere preciso, perché appunto è un insieme di tutte queste tre sotto trame.
Personalmente amo molto tutte queste sottotrame del romance, quindi non ho avuto grossi problemi nella lettura, ma ho trovato il libro un po’ frettoloso.
Vero che è il primo della serie, io di solito carburo a distanza, ma al momento mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca.
Quello che conosciamo dei protagonisti è davvero poco per riuscire ad entrare in empatia con loro, almeno per i miei gusti.
Eddie è un poliziotto testa calda che ha appena passato i quaranta: muscoloso, autoritario, oscuro e refrattario all’autorità.
È stato messo a pattugliare il traffico a causa di un provvedimento disciplinare, ed è proprio durante una serata sulla strada che nella sua vita entra il giovane Adrian.
Adrian è il rampollo di una ricca famiglia di industriali tedeschi in vacanza/lavoro negli USA; mentre sta sfrecciando con la sua Porsche, di un colore molto particolare, entra in contatto con Eddie, e per non farsi fare una multa, cede al fascino tenebroso e proposta indecente di Eddie…
Eddie adotta un comportamento al limite del licenziamento e non ha idea di cosa il destino ha in serbo per lui! Oltre ad aver rischiato la carriera per l’ennesima volta, il destino lo fa finire alle “dipendenze” del ricco ragazzino viziato, almeno lui così lo vede:

«Quel ragazzino mi ha trascinato per tutta la giornata a fare shopping, comandandomi a bacchetta.»

Purtroppo per lui non può sottrarsi a fargli da guardia del corpo, sarebbe la sua fine visto che il ragazzino potrebbe denunciarlo in due secondi netti, se raccontasse del loro primo incontro. Così il burbero Eddie, retrocesso a semplice agente ha l’onore di servire il ragazzo, anche perché in qualcosa è bravo, secondo il suo capo:

«Allora ho scelto un agente più sopra le righe, che, pur essendo incapace di qualsiasi tipo di disciplina, almeno se la sa cavare in ogni situazione.»

Insomma, il povero Eddie Drake è passato dalla padella alla brace!
Una brace con gli occhi azzurri come il ghiaccio, i capelli biondi e un fisico androgino, con una predilezione per i pompini e una grossa curiosità per il BDSM da mettere in atto con un “volontario”:

“Ti piace vedermi così. Ti piace e mi desideri, e per questo sei un po’ mio… l’agente si limitò a sfiorargli il labbro inferiore con il polpastrello, facendo risuonare un respiro più rapido del normale.”

Davvero si capisce poco dei gusti particolari di entrambi i personaggi; non sappiamo nulla del passato di Eddie e nemmeno il perché della continua fuga di Adrian dal padre.
Forse questi tasselli verranno spiegati nel secondo volume, perché davvero sono curiosa di capire come andrà a finire dai due.
Questo libro è solo un antipasto, con un paio di scene bollenti, ma secondo me in Eddie c’è molto di più della spavalderia e brutto carattere. Chissà se il bel biondino saprà farlo capitolare e accalappiare!
Come sempre nel genere BDSM, chi comanda non è il dominatore, ma il sottomesso…

3.5


La copia ARC è stata fornita dalle Autrici

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Quello di cui ha bisogno” – E. M. Denning

E M Denning (1)

Titolo: Quello di cui ha bisogno
Autore: E. M. Denning
Serie: Desires #1
Genere: Contemporaneo, lieve BDSM, Gap Generazionale
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Quello di cui ha bisogno

SINOSSI

Un Dom disilluso
Un sub devastato

Quando Craig entra in un club kink dopo mesi, l’ultima cosa che si aspetta è di vedere il suo ex Dom, Tim, con addosso un collare. Come se scoprire che il suo ex è uno switch non sia stato abbastanza scioccante, Craig si ritrova in conflitto con il Dom di Tim. Quando l’incontro si mette male, un altro Dom accorre in suo aiuto, togliendolo dai guai, e Craig è troppo sconvolto per discutere quando l’uomo si intromette e, in seguito, si prende cura di lui.
Alan aveva adocchiato il ragazzo nell’attimo esatto in cui era entrato nel suo club. Sarebbe stato difficile non notarlo. Era bellissimo, triste e vestito da capo a piedi. Non appena lo accoglie tra le sue braccia, Alan capisce di non voler lasciarlo andare; forse mai. Inoltre, è preoccupato che la sua esperienza possa spaventare Craig, a tal punto da perdere l’occasione di avere qualcosa di reale con lui, anche se ormai sono lontani i giorni in cui era un Dom a tempo pieno.
La loro relazione progredisce in fretta, ma Craig non riesce a fare meno di chiedersi se un sub inesperto come lui possa essere abbastanza per un Dom navigato come Alan.

Slanif2

Craig è stato lasciato dal fidanzato, Tim, ormai da diciotto mesi, ma non è ancora riuscito ad andare avanti. Continua a crogiolarsi nei dubbi e nelle domande senza risposta e sembra incapace di rifarsi una vita e di voltare pagina.
Anche se ha deciso di andare in un club di BDSM per darsi una mossa, entra comunque con la testa piena di dubbi, che si trasformano in tormento quando la prima cosa che vede è proprio il suo ex. Non solo è lì, ma è pure un Sub, quando invece era un Dom quando stava con lui.
Craig e Tim non andavano d’accordo in ambito BDSM perché Tim voleva fare cose estreme e a Craig piaceva solo essere coccolato e protetto con qualche kink più spinto, ma il sentimento che sentiva per il ragazzo era vero e gli fa male vedere che l’altro aveva mentito anche su questo.
I due cominciano a discutere e la cosa degenera quando il Dom si Tim, Paul, si mette in mezzo.
A salvare la situazione e soprattutto Craig, che sta andando in pezzi di fronte a tutti, è il proprietario del locale, Alan, che mette fine alla discussione e si prende cura di Craig così come il giovane ha sempre desiderato.
Inizierà così quella che si rivelerà essere una storia scritta nelle stelle, perché sia Craig che Alan sembrano trovare nell’altro proprio tutto quello di cui hanno bisogno per essere felici…

Alan strinse le braccia attorio al suo ragazzo e rimase sveglio per parecchio tempo, tenendolo stretto e chiedendosi cosa avesse fatto di preciso per meritare quel dolce sub. sperò di tenerlo per più di una notte, perché ora aveva capito cosa mancasse nella sua vita.
Lui.
Quello.

Primo libro che leggo di quest’autrice, devo dire che ho trovato il suo stile piacevole. Succedono vari avvenimenti e ci sono alcuni momenti difficili, ma la narrazione non è mai eccessivamente carica o pesante. Risulta scorrevole e facile da leggere.
Ho apprezzato soprattutto il personaggio di Alan, che ormai trentacinquenne cerca di trovare la felicità, anche a costo di rimettere in discussione tutta la sua vita. È un personaggio dolce ma anche deciso e mi è piaciuto questo suo dualismo.
Meno apprezzato da parte mia è stato Craig, avendolo trovato un po’ troppo bisognoso di attenzioni, anche se alcuni di questi comportamenti sono inerenti alla caratterizzazione del personaggio. L’unico problema è che li ho trovati un po’ esasperanti e in alcuni momenti eccessivi per la situazione.
Così come non ho apprezzato che in due giorni (di numero) i sentimenti diventino super potenti e importanti. Sono una grande amante del fuoco lento e qui c’è un incendio che divampa nel giro di mezzo secondo! Va bene che è un romanzo, va bene che le cose sono generalmente più veloci che nella vita vera e che molte persone tendono ad affezionarsi prima di altre, ma così è veramente troppo. Due giorni sono davvero niente. Posso capire l’attrazione e il desiderio, certamente, perché la chimica è immediata e anche potente a volte, ma l’amore penso che ci voglia un po’ più di tempo per svilupparsi, soprattutto se non ci si è mai conosciuto prima e si affrontano le difficoltà con l’ex di Craig come in questo caso.
Nel complesso, soprattutto per la parte BDSM che è piuttosto lieve, è un romanzo che consiglio a chi vuole approcciarsi al genere senza vedersi subito risucchiato da scene forti piene di frustate e kink esagerati.
Sono curiosa di scoprire le storie degli altri personaggi, perché mi hanno incuriosito, quindi aspetto con impazienza i prossimi volumi!

3.5

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Civico 77” – Ester Manzini

Ester Manzini (1)

Titolo: Civico 77
Autore: Ester Manzini
Genere: Contemporaneo, lieve BDSM
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Civico 77

SINOSSI

Andrea è un medico. Ha una storia finita alle spalle, un gatto scorbutico e un gran bisogno di trovare una casa. Max è uno studente di biologia clamorosamente fuori corso. Ha una famiglia ingombrante, un esame che non riesce a passare e un gran bisogno di trovare un inquilino. Una convivenza che parte con il piede sbagliato: Andrea non riesce a togliere gli occhi di dosso a Max, che con la sua personalità solare, il suo russare e quel problema di sonnambulismo mette a dura prova il suo buon senso. Galeotto fu l’esame di anatomia. Se Andrea era preparato a sopravvivere a un’attrazione unilaterale, quello che prova per Max è qualcosa di più profondo.
Il destino e un automobilista distratto, però, cercheranno di intromettersi.

Lady Marmelade2

Ma quanto mi piacciono le storie scritte da italiane e ambientate in Italia?! Domanda retorica ovviamente, risposta: tanto!
Mi ha attirato subito la trama di questo romanzo, non conoscevo l’autrice, ma l’ambientazione italiana quando la trovo non me la faccio scappare!
Sono una lettrice che apprezza molto le penne nostrane che decidono di ambientare i loro lavori nel nostro bellissimo paese; un libro scritto bene, coinvolgente, appassionante e ben contestualizzato è bello sia se scritto da italiane che da straniere. Nel mio piccolo promuovo sempre i libri delle italiane che se lo meritano e questo è uno di quelli.
La storia è ambientata in una città che conosco molto bene, che ho frequentato per tanti anni, e che ancora mi lascia sempre in una fase di amore e odio: sto parlando di Milano.
Milano offre davvero tanto dal punto di vista lavorativo, culturale, divertimento, moda e cucina; è ormai diventata una città cosmopolita, ma è anche una città che non si ferma mai, caotica, trafficata, e per me davvero troppo incasinata! Pur essendone affascinata non ho mai pensato di trasferirmici, per motivi di studio o lavorativo. Resterò sempre una paesanotta, beh che male c’è?!
I due protagonisti della storia invece in Milano hanno trovato casa e la dimensione che più è adatta a loro; Andrea è un giovane medico che si sta specializzando in chirurgia generale, che passa le sue giornate al pronto soccorso, Max uno studente un po’ fuori corso.
Andrea è il medico che tutti vorrebbero: scrupoloso, empatico, pronto a dare anima e copro per i suoi pazienti, anche i più problematici, quelli di cui nessuno vorrebbe occuparsi, per esempio gli stranieri che non parlano italiano, barboni ubriachi che hanno bisogno di un posto caldo per riprendersi dalla sbronza, bimbi terrorizzati dalla lacrima facile! Se c’è un paziente problematico gli viene assegnato da quella arpia della sua referente!
Andrea è davvero bravo in quello che fa, quello che lo smuove è un dolore sepolto nel suo passato, quando perse la madre per colpa di un incidente stradale. Rimasto solo al mondo, senza un padre che non l’ha mai voluto, Andrea è finito nel circuito delle famiglie affidatarie ma non si è mai dato per vinto: aveva uno scopo da raggiungere, diventare un medico per salvare vite e fare la differenza. Purtroppo non sempre riesce a salvare tutti:

Parole biascicate da ubriaco, parole intrise di sofferenza e rabbia impotente, frasi sconnesse ricamate sulla sensazione di aver fallito, di aver tradito se stesso e tutto il mondo. Non era abituato a piangere, Andrea, soprattutto quando stava così male.

Andrea ora si trova in un bel guaio: il suo fidanzato Francesco ha deciso che non vuole stare più con lui, dopo sei anni di convivenza, e deve levare le tende da casa sua.
Con l’aiuto dell’amica Anita, proprietaria del pub dove Andrea passava le sue serate da studente prima di mettersi con Francesco, sta cercando un appartamento dove lui e il suo terribile gatto, Re Enrico III, possano stare un po’ tranquilli.
Anita è una bomba sexy, un’amica preziosa, sempre pronta a correre in aiuto di Andrea, e lavorando in un pub ha mille agganci!
La fortuna sembra essere dalla parte di Andrea mettendogli sulla sua strada lo studente fuori corso Max, che sembra andare a genio anche allo sprezzante Re Enrico III.
Come fare a descrivere Max? Max è un ragazzone grande e grosso, ma grosso nel senso di muscoloso, sexy, con bicipiti forti, una bellissima barba scura e occhi verdi che variano dalla sfumatura bosco a verde intenso. Un ragazzo buono e timido a modo suo, con un sacco di problemi famigliari, visto che è il figlio maggiore di un famoso medico, di cui non seguirà mai le orme. Crede di essere una delusione ambulante per tutti, nessuno gli ha mai fatto capire di essere orgoglioso di lui; ha un estremo bisogno di fiducia.
Andrea avvisa subito Max delle sue preferenze sessuali, mentre Max resta molto nel vago, del resto lui è davvero fuori dagli schemi, non è attratto dal sesso di una persona ma dalla sua fisicità.
Fin dal primo incontro i due mettono in modo il classico balletto del “vorrei tanto ma non posso; non mi fido e se mi rifiuta che faccio?”.
Sono l’uno quello che ci voleva all’altro per sbocciare, per trovare la tranquillità e fiducia che hanno sempre desiderato ricevere dalle persone care, anzi dalla persona che si ama:

Gli faceva male il cuore per una felicità che non si sarebbe mai aspettato di provare. Si sentiva euforico, come se fosse ringiovanito di mille anni in una notte, come se non fosse possibile smettere di sorridere. E in quel momento capì. Anni a spegnersi nella routine, a pensare che quello che viveva fosse il massimo che si meritava di provare, anni passati a sentirsi vecchio senza nemmeno rendersene conto. E poi quel ragazzo con il cuore grande, caotico e un po’ sconclusionato, era piombato nella sua vita.

Max è più fisico di Andrea, russa come una locomotiva a vapore ed è sonnambulo! Senza nemmeno accorgersene è alla continua ricerca di contatto fisico con Andrea, mentre quest’ultimo è il più razionale, più meditabondo su quello in cui si è cacciato. Sa che è troppo presto per iniziare una relazione, ma quello che sente per Max è davvero troppo forte per resistere.
Max è il primo a dichiararsi, Andrea ha mille paure, paure di farlo scappare, paura che se dirà quelle due parole tutto quello che ha svanirà in una bolla di sapone. Sa di essersi innamorato al primo sguardo di Max, ma non riesce a dirglielo:

Ti amo, avrebbe voluto dirgli. Ti amo, scritto nelle mani che lo stringevano e nello sguardo ardente che non riusciva a distogliere dai suoi occhi. Ti amo. E invece tacque, soffocato da quella consapevolezza meravigliosa. Max sorrise e scosse la testa. Si tolse il casco e si sporse verso Andrea, le labbra che cercavano le sue, un bacio diverso da tutti quelli che gli aveva dato fino a quel momento.

Non so davvero chi dei due mi sia piaciuto di più: Max mi somiglia molto nella sua disperata ricerca di essere capito dalla sua famiglia, dal suo bisogno di renderli orgogliosi, mentre Andrea mi somiglia nella sua solitudine, nel sentirsi sempre solo anche in mezzo a tutti, con l’unica compagnia di quel gatto scontroso che ha salvato anni fa da sotto un cavalcavia, e a cui ha promesso che non l’avrebbe più abbandonato.
Due bei personaggi, una storia completa, dove tutti i tasselli vanno al loro posto, che ci fanno immaginare un futuro solo in salita verso il meglio per loro. Le difficoltà e imprevisti nella vita solo all’ordine del giorno, la felicità è davvero effimera, ma quanto è bella la sensazione che ti da il sapere di essere amato per quello che sei, senza limiti?
Tutto il libro è narrato in terza persona, ma poi arriva la botta finale, quella meravigliosa lettera/dichiarazione d’amore scritta da qual pazzo di Max per il suo Andrea, che decide di mettere per iscritto tutto quello che non gli ha mai detto per paura di incartarsi! Scrivere è molto più facile che parlare e confessare che anche lui, appena visto Andrea sulla porta di casa, era già bello che cotto:

“Ti volevo, mi stavo innamorando di te, ma sei diventato mio amico così in fretta da spaventarmi. Mi sono fidato di te dal primo istante e ho capito che eri qualcuno nelle cui mani avrei potuto mettere la mia stessa vita – che ti appartiene, ora, lo sai. Era questo a farmi paura: sei una persona eccezionale io non sapevo come gestirti… È iniziato tutto mercoledì 28 agosto, no? Da quel giorno la mia vita è stata tua. L’hai presa tra le mani e raddrizzata, l’hai accudita, fatta crescere.”

C’è anche una discreta parte erotica nel romanzo, con la sperimentazione per Andrea di un lato della sua sessualità che mai aveva avuto il coraggio di sperimentare prima; una leggera sfumatura BDSM che ho apprezzato molto, perché più celebrale che fisica, che da la possibilità ad Andrea di fidarsi completamente del suo Max e lasciarsi andare.
L’unica nota che forse non mi ha convinta in tutto è stata una scena di sesso a tre: non ho ancora capito se è stata messa per enfatizzare la fiducia che i due ragazzi provano l’uno per l’altro o altro. Se la leggo in questo contesto  riesco a concepirla, altrimenti per me poteva anche non esserci.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Una sensuale ribellione” – K. J. Charles

K J Charles (2)

Titolo: Una sensuale ribellione
Autore: K. J. Charles
Serie: Consorzio di Gentiluomini #2
Genere: Storico, Politico, lieve BDSM
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Una sensuale ribellione

SINOSSI

Silas Mason non nutre illusioni riguardo a se stesso. Non è socievole e neanche attraente. Idealista aggressivo, libraio radicale e autore di libelli sediziosi vive per la rivoluzione… e per i mercoledì. Ogni settimana si incontra anonimamente con lo stesso uomo, nel quale Silas ha scoperto la giusta combinazione di affinità intellettuale e assoluta obbedienza alla sua dominazione sessuale. Ma senza che Silas lo sappia, il suo più caro amico è anche il suo peggior nemico, con il potere di farlo impiccare o risparmiargli la vita.
Funzionario del Governo leale e di nobili natali, Dominic Frey è lacerato dalla sua storia con Silas. Alla luce del giorno non riesce a comprendere il desiderio inebriante che settimana dopo settimana lo spinge a incontrare il radicale. In camera da letto, ogni altra considerazione svanisce. I loro bisogni collimano e i due uomini sono uniti dalla comprensione per le rispettive debolezze. Ma quando l’impegno politico di Silas gli fa guadagnare una condanna a morte, il desiderio si scontra col senso del dovere e Dominic si trova nella condizione di fare tutto ciò che è un suo potere per salvare l’uomo che gli ha rubato il cuore.

Slanif2

Silas Mason e Dominic Frey si incontrano ogni mercoledì da oltre un anno per degli incontri puramente sessuali, verti soprattutto a soddisfare l’oscuro desiderio di Dominic di essere dominato. L’intesa sessuale tra loro è incredibile, ma nessuno dei due sa chi sia davvero l’altro. Difatti, Silas si riferisce a Dominic chiamandolo “Tory” e Dominic si riferisce a Silas chiamandolo “Bruto”. Ignorano completamente l’identità l’uno dell’altro, e nonostante dopo il sesso abbiano cominciato a conversare e a dividere una bottiglia di vino, nessuno dei due ha il coraggio di andare più a fondo nella sfera personale.
Infatti, Silas è un quarantenne povero che gestisce una libreria in cui si commerciano per lo più testi politici e che, di notte, stampa volantini inneggianti all’odio e alla ribellione verso il Governo. L’uomo, infatti, è un oppositore politico tra i più ferventi e conosciuti dalle forze dell’ordine di Londra e quei mercoledì sono l’unica luce in una vita altrimenti grigia e piena di difficoltà.
Dominic, d’altro canto, è di pochi anni più giovane ma di molto più ricco. Gentiluomo dell’alta società, è oltretutto un Agente del Governo ed è incaricato – per dovere e per credo personale – a fermare tutti i sovversivi che si oppongono a suddetto.
Tutto fila liscio fino a quando i due sono costretti a non negare più l’evidenza e a scoprire chi è l’uno e chi è l’altro quando Dominic entra in una libreria dove il proprietario è accusato di essere un sovversivo e scopre che quel contestante è niente pò-pò di meno che l’uomo che capisce così profondamente i suoi bisogni e che, senza grandi parole o spiegazioni, è in grado di liberarlo dalla gabbia di vergogna che lui stesso ha creato…

«Non c’è nessun gentiluomo nella mia vita,» continuò piano Dominic. «Avevo il miglior gentiluomo di tutta l’Inghilterra, una volta, e non l’ho voluto. Voglio il mio rivoluzionario e non voglio nessun dopo. Userò tutti i mezzi a mia disposizione perché non ci sia mai un dopo, e se – quando – arriverò, sarà solo desolazione.»

Se “Una raffinata trasgressione” mi aveva convinto poco a causa dei personaggi messi in disparte dall’aspetto più politico del romanzo e, comunque, dalla poca simpatia provata per entrambi; devo dire che Silas e Dom hanno decisamente cambiato le carte in tavola!
La parte politica è (inevitabilmente, visti i personaggi) molto presente, ma non riesce mai a togliere lo spazio a questi due uomini che, incontro dopo incontro, mercoledì dopo mercoledì, si innamoreranno follemente l’uno dell’altro.

Mercoledì dopo mercoledì, settimana dopo settimana, sono diventato tuo.

Benché non sia una grande amante del BDSM, qui è trattato in maniera piuttosto lieve e anche se ci sono giochi di predominazione (di cui la maggior parte senza nessun tipo di utilizzo di giocattoli), è tutto più basato su un processo psicologico che non solo avvicina i due uomini, ma li fa anche smettere di trincerarsi dietro le loro ferventi idee contrapposte e le loro ancor più differenti classi sociali, facendo capire a entrambi che, sotto sotto, non sono poi tante le differenze tra di loro e che, se entrambi lo volessero e ci mettessero il giusto impegno, potrebbero trovare il modo di stare insieme e amarsi felicemente.

«Ti posseggo, Tory. Solo io e nessun altro. Non un nobile idiota senza cervello che non sa come trattarti.» Chiuse la mano attorno al suo sesso, le dita che lo sfioravano appena, costringendolo ad aspettare. Le dita di Dominic, invece, stringevano l’aria. «Come se fosse un sacrificio vedere uno sguardo supplichevole in quei begli occhi. Come se non volessi sentire quella bella bocca dire che qui sono io il padrone. Dio, il modo in cui ti sottometti a me. Sei mio.»

Un romanzo dove sì, come dicevamo, la sfera politica è molto presente e dove continuo ad affermare ci fosse bisogno di una piccola introduzione per spiegare sommariamente la situazione socio-politica della Londra del 1820, ma nel complesso l’ho trovato più chiaro e gestito meglio del precedente.
Silas e Dominic stessi sono stati capaci di farsi benvolere, seppur per due motivi differenti.
Silas per la grande forza d’animo, la tenacia e quel modo burbero e impacciato che ha di dimostrare all’altro il suo amore. Non riuscivo molto a farmelo piacere all’inizio perché l’ossessione che aveva per la difesa delle sue idee mi appariva un po’ esasperante, ma piano piano è stato capace di farsi voler bene.
Dominic, d’altro canto, ispira una grande tenerezza. Da sempre si sente sbagliato per i desideri che sente e sembra che nessuno sia in grado di capirlo, almeno fino a quando quel Bruto dall’aspetto trasandato non gli dà proprio quello che vuole senza doverlo chiedere. La sensazione di sollievo che il Gentiluomo prova quando è con Silas e può essere semplicemente se stesso è palpabile, e ho apprezzato che potesse apparire così fragile quando al contempo sa essere così fermo nelle sue convinzioni e nelle sue idee.
In sostanza, un romanzo decisamente superiore al primo e che ho trovato davvero ben scritto. Consigliato!

4

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “L’occasione della vita” – Nora Phoenix

Nora Phoenix

Titolo: L’occasione della vita
Autore: Nora Phoenix
Genere: Contemporaneo, lieve BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: L’occasione della vita

SINOSSI

Per alcune persone vale la pena uscire allo scoperto, non importa quale sia il prezzo da pagare…

Judah ha toccato il fondo. È al verde, non ha una casa, e ormai ha sfruttato troppo l’ospitalità dei suoi amici. La sua ultima possibilità è partecipare alla gara canora della trasmissione televisiva The Right Note, nella speranza di vincere. Quello che non ha messo in conto di perdere è… il suo cuore.
Un altro degli aspiranti concorrenti, Denver, sprizza gioia da tutti i pori, anche se la sua aria così spensierata nasconde l’orrore a cui è sopravvissuto. Judah è attratto da lui come da una calamita, ma non può fare coming out, soprattutto non su una televisione nazionale. Potrebbe costargli tutto.
Tuttavia, quando Denver si troverà di fronte a un problema, Judah dovrà scegliere: Denver… o la vittoria. Fare coming out… o perdere l’uomo che ama.

Lady Marmelade2

Avete mai avuto una passione nella vita?
Una passione, che si abbina al talento, per la quale abbandonereste tutto? Casa, famiglia, lavoro?
Una passione che potrebbe diventare la vostra ragione di vita?
Judah e Denver hanno la stessa passione: la musica.
Una passione forte, un talento unico, che che li rende simili e diversi allo stesso tempo; Denver canta come un angelo, ha una voce etera, quasi inumana, tanto sono alte le note che può raggiungere, mentre Judah ha un voce roca, suadente, forgiata da tutto il dolore che ha già provato nella sua giovane vita.
Denver ha fatto della musica il suo lavoro, e con grandi sacrifici, non proviene da una famiglia agiata, si è diplomato in musica. Ora la insegna a scuola per mantenersi, ma il suo sogno è quello di sfondare come musicista completo.
Judah non è stato così fortunato: è cresciuto in una comunità di ebrei ortodossi molto chiusa e rigida. Non ha mai potuto studiare musica, la sua strada era già scritta, dovendo succedere al padre come Rabbino, visto che era l’unico figlio maschio della famiglia. Judah ha cercato con tutte le sue forze di restare fedele alla sua religione, si è anche fatto un tatuaggio molto particole sul braccio per tenersi legato alle sua tradizioni:

«Ahava. La parola ebraica che indica amore. Per me, la Torah parla d’amore, ma non è così che la vedono i miei genitori o la loro religione… «Ho fatto il possibile ma… alla fine, mi hanno rifiutato lo stesso… e… fa tanto male.»

Pur non essendo in grado di leggere la musica, è in grado di riprodurre con la sua chitarra qualsiasi brano e la sua voce naturalmente rock lo rende tutto più accattivante.
Sembra che sia giunto il momento per entrambi di cogliere l’occasione della vita, partecipando a un programma televisivo che potrebbe lanciarli nel mondo della discografia.
Un programma Tv che è un misto tra reality e The Voice, con selezioni da superare, interviste e vocal coach che li seguiranno durante la gara vera e propria.
Denver e Judah sono attratti l’uno dall’altro, ma finiscono sempre per respingersi, ma tutte le volte che si reincontrano è impossibile sfuggire alla chimica che li lega:

Judah era un vero enigma. Divertente e dolce un minuto, freddo e scortese quello dopo. Se fosse stato solamente scontroso, Denver lo avrebbe lasciato perdere molto tempo prima, ma era la gentilezza di cui aveva dimostrato di essere capace che continuava a farlo tornare.

Denver non ha mai nascosto la sua omosessualità, non la sbandiera ai quattro venti, ma non si nasconde. Judah è in perenne lotta con se stesso e la sua sessualità; è cresciuto in un ambiente dove l’essere gay non è possibile e cerca di resistere con tutte le sue forze all’attrazione che sente per il dolce Denver. Per Judah Denver si rivela un rivale temibile nella gara, ma anche la possibilità di essere finalmente se stesso e esplorare finalmente la sua sessualità:

Per la prima volta nella sua vita, aveva accolto la connessione con la persona che era veramente. Si era quasi consumato per la vergogna che credeva avrebbe sentito, ma non era stato così. Riuscì a sentire solamente un senso di pace, la consapevolezza della verità. Era gay e gli stava bene.

Denver non ha le idee molto chiare su quello che vuole da Judah; ne è pericolosamente attratto, ma ha anche paura. Non si sente ancora pronto a rimettersi in gioco in amore, essendo reduce da una relazione malata, con un uomo che gli ha fatto molto male, sia fisicamente che psicologicamente. Il suo ex è ancora in circolazione, lo stolkera nella speranza di riprenderselo. Judah è qualcosa di inaspettato, ma tanto potente che alla fine Denver cede:

«Ti voglio,» disse Denver con voce spezzata. «Non puoi scegliere per me. Ho scelto e ti desidero.»
Judah riprese a muovere le dita. «Sono tuo. Per tutto il tempo che vorrai.»

Denver e Judah sono due giovani uomini con un bagaglio emotivo straziante alle spalle; hanno il talento per sfondare, molto da risolvere, ma hanno anche la brutta abitudine di non ascoltare la voce degli altri, ma del resto chi a venticinque anni ha tutte le risposte?
Nel momento che si fermeranno ad ascoltarsi e a farsi consigliare, soprattutto da due guardie del corpo davvero fuori dagli schemi, si renderanno conto di non essere i soli ad avere avuto brutte esperienze e che chiedere aiuto è sempre la soluzione migliore.
Una lettura davvero appassionante, condita di un leggero suspense vista la presenza molesta di Cody, l’ex di Denver, e le insidie che si nascondono dietro la facciata patinata dello show business, e con parecchie scene di sesso tra i due ragazzi, dove Judah scopre finalmente la sua sessualità, e Denver si scopre essere un tipetto molto esigente e dittatorio a letto, molto attratto dal mondo BDSM e pronto a sperimentare!
Dalla sinossi avevo la grande paura di avere per le mani un romanzo più incentrato sullo show e la gara dei partecipanti, l’ennesima storiella di due ragazzi alla ricerca della fama e del successo, invece  sono rimasta molto sorpresa nel leggere una bella storia d’amore, condita da tanta musica, ma con al centro la crescita personale ed emotiva di questi due ragazzi.
PS: il titolo originale dell’opera è “Time of my life”… non vi ricorda nulla?

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Houston” – Shaw Montgomery

Shaw Montgomery

Titolo: Houston
Autore: Shaw Montgomery
Serie: Leashes and Lace #1
Genere: Contemporaneo, Kink, lieve BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Houston

SINOSSI

Houston sa chi è… ma la maggior parte degli uomini sembra non capire.

Un dominante a cui piace indossare mutandine e indumenti di pizzo non è ciò che la maggior parte dei sottomessi si aspetta, quando guarda Houston. I dominanti forti e robusti dovrebbero apparire minacciosi, vestiti in pelle, e non con addosso del pizzo sexy. Quando lunghi sguardi e un bizzarro incontro con il suo nuovo coinquilino gli fanno pensare che potrebbe esserci qualche interesse da parte di Reece, Houston non sa come comportarsi. Reece è etero, giusto?

Reece sa chi è… ma la maggior parte degli uomini sembra non capire.

Reece sa di essere bisessuale da tanto tempo, ma i dominanti che ha incontrato sembrano incapaci di accettarlo. Quando il suo nuovo coinquilino fa sì che il suo lato da sottomesso venga a galla e implori di essere sculacciato, non sa come comportarsi. Houston dà ordini come un dominante esperto, ma Reece correrà il rischio di mettersi in imbarazzo e di essere cacciato di casa?
Quando due uomini testardi rifiutano di riconoscere ciò che è proprio davanti ai loro occhi, potrebbe esserci bisogno di una spinta, per convincerli a vedere quella verità.

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Come potevo essere io la persona più normale tra tutti i coinquilini che avevo avuto di recente? Un uomo d’affari, dominante a letto e che indossava mutandine rosa acceso, non lo era affatto. Non che mi preoccupassi di ciò che veniva definito “normale”, ma era di sicuro un controsenso.

Dopo aver letto per voi “Easton”, breve extra della serie “Leashes and Lace”, vi parlo del primo volume, “Houston”.  Come avete potuto leggere nella prima citazione, Houston è un uomo singolare, che pochi definirebbero “normale”. È lui la prima voce narrante della storia, seguito da Reece, il suo nuovo coinquilino. Mi ha stupito molto conoscere Reece sin dall’inizio. Mi aspettavo un’attesa di qualche pagina, un’introduzione, invece sono rimasta stupita di avere davanti a me il secondo protagonista della storia.
Ho deciso di mettere su carta i miei pensieri appena terminata la lettura, non volevo rischiare di dimenticare particolari o scambiarli in qualche modo. Vi dico questo perché questa lettura mi ha soddisfatta solo in parte.
Houston e Reece mi sono piaciuti molto. Ci sono vari temi legati ad entrambi, tra cui il BDSM soft e i kink, tutti molto intriganti. Sono ben caratterizzati, gli eventi avvengono con una logica e le descrizioni sono molto buone. La loro è una storia che mi ha coinvolta, proprio come mi sarei aspettata.
Ho apprezzato particolarmente la menzione di Reece alla sua precedente Mistress, figura che raramente viene inserita in letture di questo tipo.

La gente che viveva il lifestyle o che gravitava attorno al mondo del BDSM, a volte poteva essere così rigida che l’idea che avessi avuto una Mistress avrebbe potuto mettere qualcuno a disagio.

Peccato però che ciò che circonda i due non abbia coinvolta per nulla. L’idea dell’azienda di intimo per uomini è singolare, molto buona, ma i personaggi secondari mi hanno lasciato l’amaro in bocca. Inizialmente speravo fosse Eli il protagonista, perché nell’extra il suo personaggio mi aveva incuriosita, ma qui non sono riuscita a farmelo piacere. Non considerando le sue azioni alquanto contestabili, ho trovato troppo presente la sua “non relazione” con Roman. Poteva essere un buon amico e la sua personalità poteva sicuramente aiutare Reece a farsi avanti, ma non mi è piaciuto molto il modo in cui tutto ciò è stato presentato.

Era fortunato che non fossi un Dom, perché Eli era proprio un sub fatto e finito che aveva disperatamente bisogno di essere sculacciato.

Per non parlare di Rand e il suo Dom. Devo ammetterlo, non ho capito l’inserimento di questi due “personaggi”, che intervengono per mostrare una qualche scena di sesso, per poi nascondersi ogni qualvolta ne hanno bisogno nei camerini per fare i loro comodi, nonostante Rand lavori nel pub. Situazione a dir poco “particolare”.
Complessivamente la votazione è positiva, perché ho divorato in un paio d’ore la storia di Houston e Reece curiosa di come sarebbe andata avanti. Ho apprezzato moltissimo i personaggi e la particolarità di un Dom in lingerie maschile. Spero però che nei volumi successivi ci si concentri maggiormente sui protagonisti. Sono curiosa di sapere come evolverà la relazione di Eli e di come l’autore stavolta ci presenterà questo personaggio.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Dissotterrato” – Kora Knight

Kora Knight

Titolo: Dissotterrato
Autore: Kora Knight
Serie: The Dungeon Black #1
Genere: Contemporaneo, BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Dissotterrato

SINOSSI

Amore. La forza più potente al mondo, ma anche la più spietata. Scaltra e ingannevole. Il tallone d’Achille dell’uomo. Lascia deboli e vulnerabili tutti coloro che abbraccia.
O almeno è come la vede il Dom a noleggio Max Kelley, dopo che l’amore della sua vita gli ha spezzato il cuore. Un colpo brutale che non solo gli ha rubato il fiato, ma ha annientato la sua capacità di fidarsi, rendendolo freddo e cinico. Il KO tecnico che non si era mai accorto stesse arrivando.
Amore. Un errore che Max non commetterà mai più.
Significa basta relazioni, e non è una cosa così grave. Il solo pensiero di uscire stabilmente con qualcuno gli dà la nausea ed è una delle ragioni per le quali fa il Dom per vivere. Finché una bellezza dagli occhi luminosi non entra nella sua vita e si rifiuta di andarsene.
Sean Matthews. Universitario all’ultimo anno e in grado di flirtare come pochi. Il più nuovo e giovane cliente sub di Max. È delizioso, capace di premere tutti i punti giusti e di fargli bramare cose che sa che non dovrebbe. Quello può solo significare guai. Sfortunatamente, scoraggiare Sean si rivela impossibile e Max si ritrova davanti a un bivio.
Tirare fuori le palle e scacciare il suo sub favorito… o soccombere ai suoi stessi desideri a lungo sotterrati.

Evelyne2

Come molti di voi, attendevo con ansia la lettura di “Dissotterrato” di Kora Knight. Dopo aver letto la storia di Tad e Scott, non si può certo non desiderare di sapere qualcosa in più del nostro Dom, Max.
Nella serie “Upending Tad”, la voce narrante è nella stragrande maggioranza Tad, per questo ho sperato l’autrice cambiasse approccio in questa serie spin-off, perché ero curiosa di leggere sia dal punto di vista di Max che di Sean. Non mi ha delusa, presentando in modo piuttosto equilibrato i due, dando un’idea chiara di ciò che accade.
Nella serie precedente avevamo una vaga idea di cosa fosse accaduto, ma non conoscevamo il vero rapporto tra Sean e Max. Mi è un po’ dispiaciuto avere già una vaga idea di cosa sarebbe accaduto. Leggevo con la consapevolezza che Sean sarebbe diventato il suo sub, cosciente di eventi che accadranno nel secondo volume e che ancora non sono stati presentati. È un punto a sfavore, senza dubbio, perché la storia perde parte dei colpi di scena che avrebbero suscitato nel lettore altre emozioni.
Malgrado ciò, la storia di Max e Sean resta tutt’altro che banale. Credo sia una delle storie in grado di presentare al meglio il BDSM. Chi, come me, apprezza molto questo genere, sa che è davvero difficile trovare storie in grado di suscitare quelle emozioni che ti trascinano per tutti gli eventi e che ti lasciano con il fiato sospeso. Kora Knight è sicuramente molto in gamba sotto questo punto di vista, perché ho amato ogni scena tra il Dom e il Sub.
La caratterizzazione dei personaggi ha avuto un miglioramento esponenziale rispetto a quello di Scott e Tad. Sin dai primi capitoli ho capito che la loro storia sarebbe stata presentata in un modo totalmente diverso. Prima fra tutte: la lunghezza della storia. Le due serie sono così diverse tra loro che mi è parsa davvero strana la scelta dell’autrice. Non abbiamo più molti libri e poche pagine per ognuno di loro. Non c’è più una scena che caratterizza il singolo libro, ma una vera e propria storia, che a volte nella serie precedente veniva a mancare. A volte addirittura mi è sembrato che la Knight sio dilungasse un po’ troppo nel presentare la sofferenza di Max, soprattutto nella prima parte, cosa che non sarebbe mai accaduta nella serie precedente.
Inizialmente ero un po’ dubbiosa sul comportamento di Max, non avendo idea del suo passato avevo paura avesse delle ragioni non abbastanza convincenti. Invece, sono rimasta molto soddisfatta. Ho apprezzato particolarmente il suo personaggio, quasi più di Scott, ed è una grande cosa! È sorprendente il cambiamento che avviene quando entra all’interno del suo Dungeon. In un primo momento potrebbe sembrare una persona totalmente diversa, eppure vederlo alle prese con la sua arte, mi ha fatto vedere un lato di lui che mi è piaciuto molto.

Sospirò e guardò in basso, sospettando che, in certa misura, Scott avrebbe potuto aiutarlo a sistemare anche se stesso, rendendo la sua esistenza un po’ meno solitaria.

Simpatico il modo in cui approccia Sean, non me lo sarei aspettato. Avevo un’idea diversa di questo ragazzo, meno sfrontato e più legato alle sue possibilità economiche. Il personaggio di Jonah, suo amico, e le sue capacità di ginnasta mi hanno sorpreso. Spero che il secondo volume avrà ancora il suo punto di vista, perché Sean ha un’influenza su Max che a volte è difficile comprendere se la si guarda con gli occhi di quest’ultimo. Inoltre, so che ci attendono ancora molti ostacoli prima che Max riesca ad accettare la presenza di Sean nella sua vita e non solo nel suo Dungeon.
Per chi ha apprezzato la serie “Upending Tad” e per chi ha ancora qualche ripensamento sul terminare la serie, questa volta la Knight ha sicuramente alzato i propri standard. In un primo momento anche io sono stata molto dubbiosa sulla lettura della storia di Tad, ma andando avanti avrete l’opportunità di conoscere Scott e ancora dopo Max. Non potrete far altro che leggere la sua storia.

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Una sculacciata per Natale” – L. A. Witt

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Titolo: Una sculacciata per Natale
Autore: L. A. Witt
Genere: Contemporaneo, Festività, lieve BDSM
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Una sculacciata per Natale

SINOSSI

Nate non ha affatto voglia di partecipare all’annuale cenone di Natale con i suoi parenti, durante il quale ignoreranno o insulteranno il suo compagno, nonché suo Dominatore. Stephen cerca di distrarre Nate con la promessa, e la minaccia, di una sculacciata con un bastone di zucchero lungo un metro. Cosa si spezzerà prima: la determinazione di Nate o il bastone di zucchero?

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Una sculacciata per Natale” è un raccontino simpatico e piacevole da leggere durante le festività natalizie. Il fatto poi che sia scritto da L. A. Witt non fa altro che aumentare l’entusiasmo! Già dal titolo possiamo intuire che stiamo per leggere una storia erotica e, chi ama questa autrice, sa bene che in quanto ad erotismo non delude mai!
Nate e Stephen sono una coppia da cinque anni. Nonostante il loro rapporto dal di fuori possa sembrare “ordinario” in realtà è ben lontano da esserlo. Difatti le loro dinamiche di coppia si basano su una relazione Dom/Sub consolidata e ben strutturata.
In occasione della vigilia di Natale, Stephen deciderà di aiutare Nate a sciogliere lo stress che l’imminente incontro con la sua famiglia ogni anno gli causa. E, per fare questo, si avvarrà di uno strumento davvero particolare, capace di mandare Nate fuori di testa anche solo dall’odore.. ma è solo un modo per divertirsi? Un gioco di ruolo fine a se stesso? Assolutamente no. Anche se in solo una manciata di pagine, L. A. Witt si conferma una vera maestra nel raccontare l’amore profondo, creando un atmosfera erotica da brividi ma senza dimenticarsi dei sentimenti che nei veri rapporti BDSM non devono mai mancare.

4.5


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “Coinvolgimento personale” – Silvia Violet

Silvia Violet

Titolo: Coinvolgimento personale
Autore: Silvia Violet
Serie: Thorne & Dash #2
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, lieve BDSM
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,30€
Link all’acquisto: Coinvolgimento personale

SINOSSI

Parecchi mesi prima, Thorne ha assunto Riley in qualità di escort. Poi si sono follemente innamorati l’uno dell’altro e, alla fine, hanno reso la loro relazione più personale che professionale. Ogni momento che passano a letto è pura estasi, ma può il buon sesso risolvere tutti i loro problemi, mentre faticano a far funzionare le cose tra loro? Thorne convince Riley a trasferirsi da lui, ma la differenza d’età e di entrate pesa molto di più su Riley, una volta che si trovano a condividere la casa.
Se quello non fosse abbastanza, la scuola di cucina si sta trasformando per Riley in una delusione, più che un sogno che diviene realtà, e sta considerando la prospettiva intimorente di mettersi in affari per conto proprio. Thorne vuole intromettersi a forza e sistemare tutto, ma Riley continua a rifiutare il suo denaro o il suo consiglio, perché si sente come se stesse perdendo il controllo della propria vita.
Thorne e Riley dovranno basarsi sull’amore reciproco per riuscire a trovare il giusto bilanciamento tra indipendenza e coinvolgimento.

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Avevamo lasciato Thorne e Dash finalmente felici e consapevoli di voler stare insieme. Tuttavia, come si suol dire, “non è tutto oro quel che luccica”. Infatti, nonostante il sentimento e la passione reciproca siano grandi, ci sono molte cose su cui entrambi devono lavorare e molte cose su cui scendere a compromessi.
Thorne, abituato a comandare tutto e tutti a bacchetta e a fare di testa sua, ha difficoltà ad accettare il fatto che Riley non sia disposto a farsi fare regali costosi da lui. La sua intenzione non è di comprarlo, né di pagarlo affinché faccia ancora sesso con lui. Quello era prima e per Thorne, da quando c’è di mezzo l’amore, appartiene tutto al passato. Ma come farlo capire a Dash che vuole, semplicemente, prendersi cura di lui e farlo felice con tutti i (tanti) mezzi che ha a disposizione?
Di certo non è semplice, soprattutto perché Riley è fortemente orgoglioso e desideroso di crearsi una sua indipendenza. Insieme a questo, è probabilmente sopraffatto da quanto velocemente si stia muovendo la sua vita tra la relazione con l’uomo, la scuola di cucina e il mettersi in proprio con la sua amica Susan. Vorrebbe accettare l’amore di Thorne così come l’uomo è capace di dimostrarlo, ma non è facile non sentirsi ancora l’escort di questi, quando di mezzo ci sono così tanti soldi.
Saranno proprio questi temi il filo conduttore del romanzo che vedrà entrambi crescere e smussare molti dei loro spigoli tra una sessione di sesso bollente e l’altra.
Infatti, anche in questo secondo volume, di certo la parte erotica non manca. Ammetto di non amare mai i romanzi con più di un paio di scene di sesso, e questo mi ha un po’ rallentato nella lettura. Per quanto sia stuzzicante il modo in cui si interfacciano l’un l’altro tra le lenzuola, ammetto che a un certo punto tutto quel sesso mi era venuto a noia.
Per fortuna non ho notate una prevaricazione circa gli eventi a favore dell’eros, anche se un po’ mi ha snervata vedere che non sapevano comunicare tra di loro e che cercavano di risolvere tutto solo usando i loro corpi. Soprattutto da Thorne mi sarei aspettata un po’ di maturità in più.
La strada per arrivare a vederli finalmente confrontarsi è lunga e piena di stress per loro e per il lettore, ma il finale è molto romantico e mi è piaciuto che finalmente parlino tra loro, anche se, così come l’innamoramento fulmineo in “Distacco professionale”, non mi ha convinta la velocità con cui è stata presa da entrambi la scelta finale, soprattutto in vista di tutti i litigi e incomprensioni che hanno avuto fino a cinque minuti prima.
Nel complesso un romanzo piacevole, ma sul genere Gap Generazionale ammetto di aver letto cose che, a mio avviso, affrontano meglio la differenza di età e di disponibilità economiche tra i due, nonostante anche qui sia trattato in maniera adeguata.

3.5

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Allineamento perfetto” – Silvia Violet

Silvia Violet

Titolo: Allineamento perfetto
Autore: Silvia Violet
Serie: Thorne & Dash #3
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, lieve BDSM
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,50€
Link all’acquisto: Allineamento perfetto

SINOSSI

Thorne ha chiesto a Riley di sposarlo e lui ha accettato.
Aveva pensato che fosse tutto lì. Avrebbero fatto un bel viaggio, si sarebbero sposati e avrebbero trascorso una settimana crogiolandosi in un albergo a cinque stelle con escursioni occasionali in ristoranti favolosi.
Riley ha immaginato un matrimonio tradizionale con tutti i crismi. Con i loro amici e familiari. A Natale.
Thorne ha acconsentito riluttante e quello che ne deriva è un turbinio di pianificazione matrimoniale. Allo stesso tempo, Thorne sta lottando con un cliente recalcitrante e Riley e la sua partner in affari, Susan, sono logorati dalle ristrutturazioni e dalla programmazione per l’apertura della loro panetteria. Stress su stress fanno dubitare a Riley e Thorne della loro relazione e un fraintendimento considerevole riduce quasi al silenzio le campane nuziali.
Quando raggiungeranno il loro lieto fine, si meriteranno entrambi tutto il romanticismo che hanno sognato.

Francesca2

Allineamento professionale” è il terzo volume dedicato alla storia di Dash e Thorne scritto da Silvia Violet e tradotto da Quixote Translation. Ho amato molto i primi due volumi e non sono rimasta delusa da questo ultimo che conclude in modo dolce e romantico la storia di questi due personaggi.
Riley e Thorne, infatti, sono ad un punto di svolta: Thorne ha finalmente trovato il coraggio di chiedere a Riley di sposarlo e il ragazzo ha acconsentito. Adesso devono però affrontare tutta una serie di situazioni che metteranno a dura prova il loro equilibrio. Soprattutto per Thorne che a volte si sente insicuro a causa della differenza d’età, sarà difficile accettare e trovare un compromesso con i bisogni del suo giovane fidanzato. Ma anche Riley è chiamato a diventare adulto e a non mettere i propri desideri davanti a tutto… Riusciranno a non spezzare il loro legame?
Non c’è niente da fare, io amo le storie con il Gap Generazionale e Silvia Violet con questo ultimo lavoro mi ha fatto di nuovo sognare!
Come già detto nella recensione del primo capitolo, l’autrice sa districarsi perfettamente in una narrazione ritmata e affatto noiosa. I due pov in terza persona danno un ottima visione di insieme e il perfetto equilibrio tra introspezione, dialoghi e narrazione rende il tutto piacevole e appassionante. Le scene hot sono molte e dettagliate ma non mi sono venute a noia, anzi! C’è anche un pizzico di BDSM che da un tocco di piccantezza e di giocosità che ho apprezzato molto.
Non ci sono grandi temi in questo libro, nessun contenuto troppo serio o di grandi riflessioni, ma posso dire che rispetto ad altre storie dello stesso genere ho apprezzato moltissimo lo stile di Silvia Violet.
E per questo voglio premiare l’autrice che è riuscita a scrivere una storia che sa far emozionare e l’ha curata con amore fino alla fine.
La storia di Riley e Thorne mi ha appassionato, la loro dolcezza mi ha commosso e il loro amore mi ha fatto palpitare.
Insomma gli ingredienti ci sono tutti quindi se non lo avete ancora fatto vi consiglio di iniziare questa serie davvero appassionante e sono sicura che non rimarrete delusi !

4.5


La copia ARC è stata fornita dall’Autrice