Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Intoxicating” – Onley James

Titolo: Intoxicating
Autore: Onley James
Serie: Elite Protection Services #1
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale, lieve BDSM, Politico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Intoxicating

SINOSSI

Quello che gli manca è la disciplina.

Lincoln Hudson è appena stato assunto per il lavoro più facile del mondo: fare da babysitter al figlio viziato di un senatore conservatore, tenerlo fuori dai guai e beccarsi uno stipendio stellare. Uno stipendio di cui ha disperatamente bisogno. Il padre di Wyatt afferma che con lui ci vuole mano ferma e disciplina. A Linc è bastato uno sguardo per concordare: a Wyatt serve disciplina.
Essere il figlio segretamente gay di un senatore fissato con i valori tradizionali ha reso Wyatt Edgeworth irrequieto, e gli ha donato una passione eccessiva per le feste che potrebbe costare a lui otto mesi di vita e a suo padre la rielezione. Così ora ha un babysitter. Un babysitter molto sexy.
Quando Wyatt, ubriaco, dice a Linc che lui sarebbe un ottimo Daddy, i due trovano un accordo. Wyatt avrà un Daddy e Linc uno stipendio, poi ognuno andrà per la sua strada. Ma perché questo funzioni è indispensabile essere discreti; cosa forse impossibile, con un reporter sempre alle calcagna di Wyatt.
Mettersi assieme non è mai stata un’opzione, ma col passare dei giorni i loro sentimenti continuano a crescere. Saranno disposti a rischiare tutto per quello che dovrebbe essere solo un innocuo flirt?

Lady Marmelade2

Una guardia del corpo e un ragazzo problematico, figlio di un politico bigotto fin al midollo: due ingredienti del più classico romance!
Linc e Wyatt sono agli antipodi, ma hanno anche qualcosa in comune, soprattutto nella sfera sessuale, ma non lo possono sapere.
Quella che il padre di Linc pensava fosse una “punizione” più che adeguata, mettere alle costole di quel figlio che non ha mai amato, capito, voluto, si rivelerà essere la scelta che meglio poteva fare per dare un po’ di felicità al figlio. Ma non fatevi illusioni perché il padre di Wyatt non cambierà mai idea…
Il ragazzo non è del tutto solo; qualcuno che gli vuole bene c’è, ma l’affetto che la domestica, che finge di passare l’aspirapolvere un giorno sì e uno no, e la miglior amica Charlie, una pestifera ragazzina ricca come lui e viziata, non riescono a riempire i vuoi che la famiglia gli ha provocato:

“«Farò il mio lavoro,» disse. «Lo spero. È così fragile. Smarrito, sempre alla ricerca di qualcosa…» Si toccò la tempia con il dito. «Qui.» Linc non era certo di capire. «Fragile?» «Il signor Monty si rifiuta di vedere Wyatt per quel che è. Non gli ha mai dato ciò di cui aveva bisogno.»”

La famiglia dovrebbe esser il luogo più sicuro per i suoi componenti, ma in questa non è mai stato così; era prevedibile che un ragazzo come Wyatt finisse per farsi molto male, sia fisicamente che psicologicamente:

“Non era quell’appartamento la sua prigione: era la sua famiglia. Fino a che suo padre sarebbe stato vivo, Wyatt non sarebbe mai stato libero… Non ho scelto di essere come sono, lo sono e basta. Non puoi cambiarlo a suon di senso di colpa o di botte. ..Non puoi semplicemente amarmi? Sono tuo figlio.»”

Linc non era sicuramente preparato ad avere a che fare con il ragazzo, visti i problemi irrisolti che anche lui ha, ma una volta entrato in contatto con lui non può fare a meno di stargli accanto:

“Wyatt era una ferita aperta che bramava qualcuno che fosse ciò che suo padre non era mai stato, e Linc non poteva esserlo, non come il ragazzo avrebbe voluto. C’era qualcosa di sbagliato in lui: un ingranaggio si era inceppato e non sarebbe mai tornato a posto.”

Linc non si fa prendere in giro dal giovane, vede al di là della sua strafottenza e piano piano scava in lui, promettendogli di tenerlo al sicuro sempre, non importa quante “stronzate” possa fare:

“E di cosa pensi che io abbia bisogno?» «Uno scopo. Sei in caduta libera, fratello. Sto cercando di offrirti un atterraggio sicuro.»”

Il rapporto tra i due evolve molto velocemente, visto che sono costretti a passare tutto il tempo nella stessa casa, colpa degli arresti domiciliari di Wyatt! Quando gli sarà permesso di uscire di nuovo come evolverà il loro rapporto?
Anche Linc non ha avuto una famiglia da Mulino Bianco, tutt’altro. Lui e la sorella sono riusciti a sopravvivere e a realizzare loro stessi senza l’aiuto dei genitori. Sono rimasti legati e farebbero di tutto l’uno per l’altra.
Quando ha accettato il lavoro mai più avrebbe pensato di trovare un così affascinante ragazzo di cui prendersi cura
Forse ci sono un po’ di cliché in questo romanzo, ma devo dire che la lettura non mi ha annoiato.
Certo ci sono anche numerosi stereotipi del genere, come la domestica impicciona e senza peli sulla lingua che però adora quel ragazzo fragile e angosciato; la migliore amica/grillo parlante, sboccata, irriverente, che vorrebbe sparare a chiunque faccia del male al suo migliore amico; come la famiglia omofoba, disfunzionale e distruttiva… Che dire poi della nonna sulla sedia a rotelle?
La parte romantica/sensuale del romanzo è molto ricca, forse anche troppo; avrei davvero apprezzato il libro con qualche scena di sesso in meno e qualche pagina in più sui motivi che hanno portato Linc a soffrire di stress post traumatico: il libro ne sarebbe uscito più completo e realistico.
Le violenze a cui è stato sottoposto Wyatt non vengono descritte, aleggiano, e ho apprezzato il modo in cui l’autrice ne ha parlato senza farle diventare scabrose. Non serve entrare nel dettaglio per capire che quel ragazzo ha sofferto; non serve mettere nero su bianco per fare sensazionalismo, è bastato che l’autrice descrivesse il suo stato emotivo per farlo capire al lettore.
Wyatt si è ritrovato da solo a combattere contro gli orchi; ha rischiato di perdersi, finché Linc non è arrivato in suo aiuto. È riuscito a sopravvivere a stento, è rimasto immaturo in alcuni frangenti ma anche troppo vecchio per la sua età in altri… Non giudichiamolo troppo severamente.
Le scene ad alto tasso erotico contengono elementi soft di BDSM e anche il rapporto Daddy/Boy non è mai pesante.
Ribadisco che il libro è scritto bene e non annoia, il mio è un puro gusto personale.
Essendo una serie sono curiosa di vedere di chi parlerà il prossimo libro!

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Kríe Captivity” – Kora Knight

Titolo: Kríe Captivity
Autore: Kora Knight
Serie: The Nira Chronicles #1
Genere: Paranormal, Alieni, Threesome, Multipartner, Erotico, lieve BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Kríe Captivity

SINOSSI

Nira. Il pianeta appena mappato dalla Astrum Industries. Una nuova scoperta. Completamente inesplorato. Ma le cose stanno per cambiare
Una squadra di esploratori guidata dal capitano Alec Hamlin deve fare un atterraggio d’emergenza e viene presto in contatto con gli indigeni di Nira. Un gigantesco maschio Kríe, tutto muscoli, corna e zanne. Per fortuna è amichevole, o così li spinge a credere.
Con l’aiuto del suo branco, il Kríe prende prigioniero il team di Alec con l’intento di venderlo. Ma gli abitanti di Nira non sono solo malvagi, sono anche arroganti e prepotenti. E soprattutto molto, molto sessuali. Il che spiega perché, durante il viaggio per vendere le nuove merci, danno da mangiare ad Alec e ai suoi un potente afrodisiaco. Non c’è niente di meglio che un po’ di divertimento sensuale durante il lavoro, in fin dei conti.
Presto la squadra di esploratori si trova a lottare con il desiderio irrefrenabile di accoppiarsi con i loro rapitori. Ma quando la passione prevale e si vengono a formare legami inattesi, emergono nuove verità. Il tempo stringe: basterà far cambiare idea ai Kríe per mutare il destino del team di Alec?

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Quando Alec Hamlin e i suoi colleghi – il copilota Zaden, il mercenario Chet e i tre scenziati Noah, Jamis e Bailey – sono partiti per la loro missione esplorativa per il pianeta Nira, tutto si aspettavano meno tranne che essere attaccati da tre specie di Draghi con la pelliccia e di finire nelle mani dei Kríe, i suoi abitanti alieni.
A capeggiare il gruppo c’è Gesh, insieme a Romi, Naydo, Milos, Finn e Filli. I cinque sono alti tre metri, hanno la pelle viola, indossano solo una specie di gonnellino di pelle e svariati orpelli come bracciali e piercing. La peculiarità? Per i Kríe il sesso è tutto e sarà proprio con questo che terranno soggiogati i nostri impavidi umani (insieme all’aiuto di un piccolo espediente che non vi spoilero)… Ma che succederà quando Gesh prenderà una decisione che condizionerà tutti loro e i sentimenti fragili e nascenti che stanno scoppiando tra i vari componenti del gruppo verranno messi in crisi?
Primo volume della serie, è più una sorta di prologo a quelle che saranno le vere vicende. Cominciamo a conoscere il mondo di Nira, le sue usanze e abitudini, così come la fame insaziabile (e non parlo di quella dello stomaco, per inciso) dei Kríe, che non perdono occasione di soddisfare.
Anche se alcune situazioni sono un po’ sopra le righe, a mio gusto, durante la lettura ho avuto per tutto il tempo la voglia di continuare e andare avanti; scoprire cosa sarebbe successo nella scena successiva e facendomi domandare: quando uscirà il secondo volume? Sì perché, come dicevo, qui c’è solo un primo abbozzo alla vicenda, che si prospetta ben più complessa e che spero vedrà risvolti interessanti nel secondo volume.
Ammetto che il personaggio che mi ha affascinato meno è proprio il nostro protagonista, Alec, che però ha la voce narrante per l’intera vicenda, a discapito di (soprattutto) Zaden, Chet e Noah che mi hanno intrigato di più. Spero che nel secondo volume ci sia un maggiore approfondimento anche sulle loro storie e sulle dinamiche con i rispettivi Kríe, perché altrimenti mi sentirei davvero dispiaciuta!
Insomma, un buon primo volume che apre le porte a quello che si prospetta essere un continuo mooolto interessante e che spero di leggere al più presto, soprattutto ora che il Re è entrato in gioco… Cosa succederà al nostro Team Umani? Non vedo l’ora di scoprirlo!

4
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Recensione “Le gemme del Re” – Giulia Holm

Titolo: Le gemme del Re
Autore: Giulia Holm
Genere: Storico, Erotico, BDSM, Kink, Dark
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Le gemme del Re

SINOSSI

Il re del Regno del Nord aveva qualsiasi cosa potesse desiderare, ma l’arrivo di un giovane contadino cambiò le carte in tavola. Venduto dalla sua famiglia per risollevarsi economicamente, il re lo prese a corte in qualità di schiavo del piacere da aggiungere al suo harem. Non voleva perdersi l’occasione di godere delle carni di quel fanciullo, che aveva anche scoperto di essere vergine.
Tuttavia, Zenit non aveva nessuna intenzione di diventare il nuovo trastullo del sovrano, piuttosto preferiva continuare a zappare la terra.
Zenit si ritroverà a vivere a corte, a conoscere le pietre preziose del re, soprattutto il favorito, Ginone. Cosa accadrà quando si renderà conto che la sua attrazione per Ginone sarà fin troppo forte per essere elusa?
Il re è molto geloso delle sue gemme, soprattutto della sua perla rara… l’amore che riserva a lui è indistruttibile.

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Zenit, un giovane contadino, si vede costretto a essere venduto al Re del Nord dai suoi genitori, che non sanno come tirare avanti senza quell’aiuto economico. La loro idea è di fargli fare le pulizie o il cuoco, ma quando il Re afferma di non avere bisogno né dell’uno né dell’altro, Zenit è convinto che le cose non andranno come previsto. Tuttavia, il Re ha un altro compito per lui, e glielo propone senza indugio davanti ai suoi genitori, dimostrando quanto sia abituato a ottenere tutto quello che vuole: Zenit potrà rimanere a Palazzo se è disposto a entrare a far parte del suo harem di “gemme preziose”, come le chiama lui, riferendosi all’harem di uomini a sua disposizione, con cui indugia di sovente in pratiche sessuali.
Zenit accetta solo per salvare il futuro dei genitori, ma poi si ritrova costretto a pregare il Sovrano di non togliergli la sua dignità e di non umiliarlo, ricevendo la stessa risposta che se l’avesse chiesto a un muro di gomma.
Inizia così la vita di Zenit a Palazzo, tra festini, orge, pratiche più o meno discutibili e gelosie.
Riuscirà il giovane contadino a non perire e a salvare quanto più possibile la sua dignità?
Questa è, in breve, la trama di questo romanzo di esordio di Giulia Holm, che ci racconta un mondo inventato ma ricco di intrighi e personaggi più o meno discutibili. Le caratterizzazioni di cui alcuni, infatti, sono davvero ben fatte, mostrano personaggi crudeli, spesso spinti solo dai propri egoistici desideri e non sempre con quella sufficiente umanità da renderli gradevoli.
La storia di per sé è interessante. Le dinamiche mi hanno ricordato un po’ una serie di romanzi stranieri molto famosa, ma le caratterizzazioni di cui parlavamo prima fanno sì che non sia possibile fare confusione tra l’uno e l’altro.
La trama è ben architettata e nel complesso l’idea è interessante; l’unico problema è la forma del testo, che dovrebbe essere rivisto, in quanto presente di diversi refusi che appesantiscono la lettura. Non che sia scritto in modo incomprensibile, intendiamoci, ma consiglio all’autrice di affinare il testo, magari con l’aiuto di un professionista che renderà di sicuro la lettura molto più pulita e scorrevole.
Concludo dicendo che, già come si evince dalle note iniziali del testo, questo non è esattamente un romanzo “leggero”, perché ci sono tante pratiche sessuali spinte e descritte nei dettagli, quindi se non siete amanti del genere, magari sfruttate l’anteprima su Amazon per farvi un’idea. Se invece amate i romanzi belli caldi… direi che è decisamente la lettura che fa per voi!

3.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

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Recensione in anteprima “Hexmaker – Il Creaincantesimi” – Jordan L. Hawk

Titolo: Hexmaker
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Hexbreaker #2
Genere: Storico, Poliziesco, Mutaforma, Paranormal, Maghi, lieve BDSM
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Hexmaker

SINOSSI

Un poliziotto austero e conservatore. Un ladro allegro e spensierato. Un milionario ucciso.

Il mutaforma volpe Malachi ruba per uno dei più grossi gruppi criminali della città di New York. Ma quando assiste all’omicidio di un milionario, l’unica persona che può tenerlo al sicuro è il dottor Owen Yates, incantatore forense della Polizia Magica Metropolitana… nonché lo stregone di Malachi.
Owen inorridisce nello scoprire che il suo famiglio è un rozzo ladro. E, ancora peggio, Malachi minaccia di scatenare i desideri più profondi del mago… desideri che Owen non può soddisfare, essendo destinato a un matrimonio combinato per solidificare la ricchezza della famiglia Yates.
Così stipulano un patto: Malachi sarà l’amante e il partner di Owen fino al giorno del matrimonio. Ma mentre la caccia all’assassino li porta dai bassifondi affollati fino alle ville della Fifth Avenue, Owen comincia a rendersi conto che Malachi comanda il suo cuore proprio come il suo corpo.
Con le forze oscure che si stringono intorno a loro, Owen deve decidere se piegarsi al dovere, o rischiare tutto per l’uomo che ama.

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Ho trovato questo secondo volume un pizzico meno incisivo del primo, anche se devo ammettere che ho sempre difficoltà con il secondo volume di una serie, soprattutto se il primo volume mi colpisce molto, proprio come era successo.
I protagonisti stavolta sono un famiglio ladro, che assume le sembianze di una bellissima e scaltra volpe, il giovane e irriverente Malachi e un dipendente, ma ancora per poco, della Polizia Magica, ovvero il timido e riservato Dottor Yates, un incantatore.
I due non potrebbero essere più diversi visto che Owen è di famiglia ricca e aristocratica, al vertice della vita magica e sociale della città, mentre Mal non è altro che un giovane allontanato dai suoi stessi genitori perché considerato un abominio, finito in un orfanotrofio e poi sotto la protezione della regina dei ladruncoli di strada.
Owen e Mal sono entrambi impreparati a conoscere la loro controparte magica; mai si sarebbero aspettati di finire l’uno con l’altro, legati per la vita, anche perché, tra pochi giorni, Owen dovrà sposarsi per il buon nome e prosperità della sua altolocata famiglia.
Che dire poi dello shock di Mal, costretto a stare con il nemico di sempre? Un piedipiatti ragazzi! Per di più ligio al dovere, serio, posato, onesto che finisce a legarsi con un ladro che è addirittura accusato di omicidio!
Il disastro sembra davvero dietro l’angolo.
Anche se Owen tra pochi giorni prenderà moglie non riesce a dimenticare il suo incontro con Mal, perché il giovane poliziotto ha un segreto:

“Non riusciva a smettere di pensare allo snello giovane dai capelli rossi, dagli occhi di ambra e con quel sorriso astuto da volpe. Perché nessuno degli uomini con cui era stato gli somigliava? Intelligente e sfacciato. Affatto intimidito da Owen… “Il suo dovere non era più solo quello di essere il migliore del corso all’università e poi il miglior incantatore della PMM. Il suo dovere era diventato quello di essere l’erede degli Yates, con tutto quello che comprendeva.”

Owen ha deciso di sacrificarsi per la famiglia e di reprimere il suo vero io proprio ora che ha trovato qualcuno con cui esprimere davvero se stesso, soprattutto nella sfera sessuale. Ha confessando al suo famiglio cosa davvero vorrebbe avere da una relazione, perché il timido incantatore ha dei desideri particolari, che aggiungono alla storia dei dettagli che possiamo definire come la base del BDSM: molto velato, non aspettatevi pratiche estreme, ma il rapporto che si instaura tra i due è davvero particolare.
Anche Mal è molto combattuto: da sempre cerca di sopravvivere con le sue stesse forze, nell’attesa di trovare lo stregone che lo proteggerà, che penserà a tenerlo al caldo e con la pancia piene, invece che arrabattarsi a borseggiare per rimediare qualcosa.
Mal non è grande e grosso come il suo amico Nick che rifugge il legame con gli stregoni; non è facile essere una piccola volpe:

“Nick non l’avrebbe fatto. Non avrebbe mai barattato la sua libertà per qualcosa. Neanche per la sua stessa vita. E di certo non per un letto morbido o una colazione abbondante… Era diverso se eri una volpe, un gatto o un uccello, qualcosa di piccolo che poteva essere chiuso in gabbia a morire di fame fino a che non cedeva.”

Non dovete però pensare che Mal sia indifeso: tutt’altro! Il ragazzo sa vendere cara la propria pelliccia e non manca occasione per essere irriverente, saccente, sboccato e senza vergogna!
Un personaggio simpatico e intrigante ma che mi è sembrato meno accattivante di Cicero, il protagonista famiglio del primo volume.
Anche Owen è un bel personaggio, ovviamente tormentato come lo era Tom, l’incantatore di Cicero, ma anche lui è meno d’impatto di Tom.
I suoi tormenti mi sono sembrati più stereotipati, qualcosa di già letto altrove.
Ovviamente quando il destino fa incontrare un famiglio e il suo stregone, c’è poco da fare, è inutile combatterlo, perché tra i due si crea qualcosa di unico e irripetibile con un’altra persona:

“Poteva sentire il legame come una specie di calore nel petto, accoccolato dietro al cuore. La sensazione era sconcertante e lui faceva del suo meglio per ignorarla.”

L’indagine sull’omicidio segue di pari passo la crescita del rapporto tra Owen e Mal, forse un tantino prevedibile, ma con qualche sprazzo di suspense; se cercate bene gli indizi ci sono tutti per capire chi si nasconde dietro l’oscurità e il gelo che si sta per abbattere un’altra volta su New York…
Nel complesso un libro piacevole, che scorre bene e che getta le basi per i prossimi due volumi che avranno per protagonisti i famigli che sono già apparsi nella serie: avevo già capito chi fossero prima di andare come sempre a sbirciare sul web!

4

In questo secondo volume della serie “Hexworld“, collocato un po’ dopo rispetto a dove ci eravamo lasciati, ritorniamo in una New York d’inizio Novecento, dove esseri umani, maghi e famigli coesistono, dove la magia è usata quotidianamente e i maghi devono trovare il proprio animale magico mutaforma per creare un sodalizio magico perfetto.
Abbiamo già avuto modo di conoscere il dottor Owen Yates, incantatore forense della Polizia Magica Metropolitana (PMM), un uomo che, seppur molto ricco, è devotamente consacrato al suo lavoro per risolvere i crimini tramite gli incantesimi.
Individuo di poche parole e pragmatico, Owen sa di essere un privilegiato ed è pronto a onorare i doveri che la sua casata gli impone, anche se questo comporta le imminenti dimissioni dall’amato impiego e contrarre un matrimonio combinato, con una donna che rispetta ma non ama, per il bene della dinastia Yates.
A pochi giorni dalla cerimonia che svolterà la sua esistenza, è l’incontro fortuito con la volpe mutaforma Malachi a cambiare però la sua vita… perché è l’essere a lui destinato da sempre.
Mal è un famiglio di origine irlandese che abita nella parte sbagliata della città: è un giovane ladro povero, che vive di espedienti e furti… ma non ama la violenza.
Incastrato sulla scena di un crimine efferato, Mal è costretto a difendersi a collaborare con Owen e l’odiata polizia, confessando la verità sul loro legame al suo mago.
La trama è un coinvolgente giallo investigativo che si dipana per scoprire il colpevole e tutte le sottotrame; ci saranno degli interessanti colpi di scena e azione, ma anche la parte sentimentale/introspettiva è discreta.
Per mio gusto personale, non ho amato particolarmente la parte di dominanza/sottomissione sviluppata durante le scene intime, ma comprendo che fossero funzionali alla caratterizzazione dei personaggi. Emotivamente, mi sono trovata più coinvolta con le coppie precedenti di questa serie, (forse a causa dei pochi giorni concessi loro per conoscersi e legare), ma anche Mal e Owen sono gradevoli insieme e mi auguro di ritrovarli.
È stato piacevole rintracciare sia i protagonisti del primo libro sia quelli della novella, che qui sono preziosi aiutanti.
Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio di recuperarli e poi leggere quest’avventura storica e paranormale.

4

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Mano delicata” – Nora Phoenix

Titolo: Mano delicata
Autore: Nora Phoenix
Serie: Mani perfette #3
Genere: Contemporaneo, BDSM, Kink, Threesome, Gap Generazionale
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Mano delicata

SINOSSI

Ford non ha mai voluto essere un Daddy. Dunque, come ha fatto a finire non con uno, ma ben due ragazzi che ne hanno bisogno…?

Padron Ford ama la sua vita. È rispettato nel suo locale, ha una vasta scelta di ragazzi con cui recitare ed è felice di essere single.
Quando il proprietario del locale gli chiede di prendersi cura di due ragazzi che hanno subito violenza, Ford accetta con riluttanza. Ma quando uno dei due non parla nemmeno, e l’altro è un fascio di ostilità, Ford si chiede se non si sia cacciato in una situazione più grande di lui.
Ci vorrà molto tempo per guadagnarsi la loro fiducia, visto che gli abusi che hanno subito sono peggiori di quanto Ford non si fosse immaginato. Ma quando scopre che Thierry è un piccolo e che Jathan ha bisogno di un Daddy risoluto, Ford si domanda se riuscirà ad essere ciò di cui entrambi i suoi ragazzi hanno bisogno. Ma dove si collocano i suoi bisogni in tutto ciò?

Lady Marmelade2

Siamo arrivati al volume quattro di questa serie, dove abbiamo conosciuto diversi modi di vivere una relazione BDSM incentrata sulle figure dei Daddy e dei loro ragazzi, più o meno capricciosi e di svariate fasce d’età.
Credevo che il libro su Raf fosse il più duro da leggere, almeno per me che non amo molto la dinamica Daddy/bambino, e invece mi sbagliavo: questo è il libro più tosto della serie e  per molteplici fattori.
Oltre che l’age play qui ci troviamo di fronte alla storia di un uomo, Ford il mentore di Rhys, che non credeva di aver bisogno di nessuno, che di punto in bianco si ritrova a dover ospitare, consolare, accudire e cercare di riportare alla vita, due giovani ragazzi tenuti in schiavitù da un mostro.
Gli “orchi” non esistono solo nelle favole, purtroppo anche nella realtà, e Thierry e Jathan ne portano il ricordo indelebile sulla pelle e nella psiche:

“Un uomo adulto, terrorizzato dei mostri che si nascondevano nell’oscurità. Ma che senso aveva? Non voleva comunque prendere medicinali. “Quanto ci vorrà prima che tornerò ad essere sano?”

Jathan e Thierry sono stati tenuti prigionieri da un uomo che li ha brutalizzati, percossi, privati del cibo e della libertà per oltre un anno e i due non si fidano più di nessuno.
Sono due giovani sub che si sono fidati della persona sbagliata, che gli ha mostrato un lato che col BDSM non c’entra nulla e ora che sono riusciti a mettersi in salvo, e accolti da Ford, non scoprono tutto un mondo nuovo, che non capiscono a pieno:

“La sottomissione deriva da un genuino desiderio di compiacere. L’obbedienza può dipendere da diversi motivi, compreso un desiderio di evitare il dolore, o sventare una punizione… Con il mostro, Jathan aveva imparato a rispondere ed obbedire per paura. La disobbedienza si pagava a caro prezzo, quindi faceva quello che gli veniva detto per puro istinto di sopravvivenza. Ma Ford gli aveva fatto voler rispondere. Gli aveva fatto desiderare di obbedire, solo perché…”

A un primo sguardo sembrerebbe Thierry quello messo peggio, visto che non parla, emette solo dei suoni e si esprime solo con lo sguardo terrorizzato. Fisicamente è il più provato dei due ragazzi, ma è il primo che riesce a capire che può fidarsi di Ford.
Ford è il Dom giusto per far uscire i due dallo stato di apatia e terrore in cui stanno ancora vivendo.
I due ragazzi sono stati privati del loro futuro ed è ora che se lo riprendano; Ford è molto paziente con loro e per non ferirli ulteriormente non si accorge subito che i deu ragazzi non sono semplicemente due sub, ma due ragazzi che non sanno di voler un Daddy nella loro vita.
Anche per Ford ritrovarsi Daddy per la prima volta nella sua vita è spiazzante, ma con i due giovani gli viene naturale.
L’osso più duro da “educare” è Jathan, che lo sfida continuamente e che sembra essere molto arrabbiato e risentito con Thierry. I due dovranno cercare di mettere chiarezza nel loro rapporto, sempre con l’aiuto di Ford:

“”Bravo ragazzo,” disse Ford… Il potere che quelle semplici parole avevano su di lui era pericoloso. Avrebbe dovuto fare attenzione perché aveva la sensazione che avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di sentirgliele pronunciare.”

Jathan non riesce a capire del tutto cosa Ford ci guadagni da tenerseli in casa, perché non ha ben chiaro in cosa consista davvero il BDSM:

“”Hai mai fatto qualcosa per qualcun altro che ti ha fatto sentire bene perché ti ha fatto rendere conto di quanto significasse per quella persona? …Come ti ha fatto sentire?”…” Mi faceva sentire bene dentro. Ma non capisco come questo abbia qualcosa a che fare con l’essere un Dom.”…è esattamente così che mi sento io quando do ai miei sub ciò di cui hanno bisogno. Un bravo Dom sa leggere i bisogni dei propri sub.”

Ford ha mille sfaccettature perché unico, come unici siamo tutti e anche se la società ci incanala in categorie, nulla ci vieta di uscire dagli schemi e creare una dimensione per essere se stessi, senza preoccuparsi di essere attivi, passivi, Dom o Sub; semplicemente ognuno deve essere quello che si sente di essere:

““La società ci insegna che l’indipendenza dovrebbe essere lo scopo verso cui dovremmo tutti aspirare. E se è questo che la gente vuole, benissimo. Ma non fa per tutti. Alcune persone provano un profondo desiderio di essere accudite, e non c’è niente di male in questo. Tutto ciò che bisogna fare è fidarsi della persona giusta… “Non esiste normale. Siamo tutti diversi e unici, e abbiamo tutti dei bisogni particolari. Due sub non sono mai uguali. Ciò che fa eccitare un sub può essere fonte di irritazione per un altro. Non sei più strano di qualsiasi altro sub con cui abbia lavorato in passato.”

Jathan e Thierry dopo tanto dolore e paura hanno trovato qualcuno che si prenderà cura di loro, se glielo permetteranno: in Ford hanno trovato un amico, un protettore, un amante, un consolatore, una persona che ha deciso di dedicare a loro tutte le sue cure…
Pur rimanendo questa una tematica del BDSM che non è mai stata molto nelle mie corde, devo riconoscere ancora una volta l’abilità di questa autrice di aver reso bene il tipo di rapporto che lega i personaggi.
Ha reso scorrevole una lettura per me ostica, visto che non condivido lo stile di vita descritto, senza mai indugiare in particolari estremi: non entra mai nel vivo delle torture subite dai due ragazzi e non rende il kink che praticano una “barzelletta” perché ha trattato l’argomento con delicatezza e tatto.
Certo, ci sono anche una serie di scene molto piccanti tra i tre, ma senza mai scadere nel volgare.

4.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “Il migliore amico di mio padre” – D. J. Jamison

Titolo: Il migliore amico di mio padre
Autore: D. J. Jamison
Serie: Thrust into Love #1
Genere: Contemporaneo, Scolastico, Gap Generazionale, BDSM, Kink
Casa Editrice: Self Publiser
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il migliore amico di mio padre

SINOSSI

In apparenza, non prendo le cose troppo sul serio.
Non i miei voti bassi, non le compagnie che frequento, non la mia incapacità di trovare il mio scopo nella vita.
Ma questo era prima.
Prima che il Daddy dei miei sogni erotici entrasse nel quadro.
Prima che si rivelasse essere il migliore amico di mio padre.
Prima che lo convincessi a concedersi una notte di piacere senza vincoli.
Non pensavo a quanto sarebbe stato magico.
Non sapevo che quando mi sculacciava e mi offriva parole di lode, la mia anima le avrebbe assorbite.
Non mi rendevo conto di quanto sarebbe stato piacevole quel daddy kink.
Una notte non avrebbe mai potuto essere abbastanza.
Perché ci tengo. Troppo.
E quando la vita mi manda in una spirale emotiva, Trace si fa avanti per supportarmi, dimostrandomi che anche lui ci tiene.
Tutto è diventato molto reale molto in fretta.
Ma siamo pronti per affrontare le conseguenze?
Non posso permettere a nessuno, nemmeno a mio padre, di mettersi tra me e Trace.
Ho finalmente trovato il mio Daddy e lotterò per tenermelo.

Evelyne2

Primo volume della serie “Thrust into Love” di D. J. Jamison, “Il migliore amico di mio padre” ci racconta la storia d’amore tra Cooper e Trace.
Trace è un perfetto Daddy, dolce e sempre attento, che mette i bisogni del suo ragazzo prima dei propri. Il suo personaggio mi ha incuriosita sin da subito, perché aveva molte delle caratteristiche che ricerco in un buon protagonista. Oltre ad essere un bell’uomo è amorevole e sicuro di sé, sa cosa vuole e cosa può ottenere. Cooper è molto diverso da Trace, è ancora un ragazzo che non conosce se stesso abbastanza bene da poter interagire con sicurezza e determinazione. Il suo personaggio rimane incerto in alcuni momenti e deciso in altri, un’altalena di emozioni e azioni che sicuramente lo distingue dal suo Daddy e che lo rende adatto a ricevere attenzioni da qualcuno che sente il bisogno di tenerlo in riga.
È ben chiaro quanto l’autrice spinga su di lui per formare la coppia e riappacificare i due amici. Cooper è nel mezzo, tra il suo Daddy, molto più grande di lui, e suo padre, miglior amico di Trace.
Non sono abituata a leggere storie kink con Daddy e monelli e non avevo idea di cosa mi sarei trovata davanti. La dinamica che lega Trace e Cooper è davvero molto particolare e interessante. Il continuo utilizzo dei vezzeggiativi non mi ha entusiasmata molto, lo ammetto, ma il modo in cui i due si completano è perfetto. Trace ha bisogno di donare amore e prendersi cura di qualcuno e Cooper è il ragazzo giusto per lui. L’autrice è stata molto brava a mettere in evidenza le caratteristiche della loro relazione, tanto da renderla una relazione equilibrata e originale.
Il rapporto tra Trace e il padre di Cooper, al contrario, l’ho trovato poco credibile. Se all’inizio c’era la possibilità che si evolvesse, andando avanti è diventata sempre meno realistica, fino ad arrivare a sembrare solo una bozza di ciò di cui la storia aveva bisogno. Anche se la storia tra Trace e Cooper è al centro, il motivo per cui Trace si riavvicina è fondamentale e la figura del suo migliore amico e padre di Cooper ha un’importanza non indifferente. Immaginate che il vostro amico di una vita con cui state cercando di riallacciare i rapporti, e che già in precedenza pensavate vi avesse tradito, va a letto con vostro figlio mentre voi state facendo di tutto per riavvicinarvi e dimostrare che siete intenzionati a ricreare quel legame che vi è mancato per molto tempo. Il modo in cui il tutto viene trattato è superficiale ed è un vero peccato, perché ciò influenza la relazione tra Trace e Cooper e le attribuisce una banalità che invece non avrebbe mai avuto se si fosse trattato meglio il tema. Se i personaggi secondari fossero stati più presenti e ben caratterizzati, credo che anche la storia d’amore ne avrebbe giovato molto.
Nel complesso è una storia che ho letto con curiosità perché tratta tematiche particolari, ma avrebbe potuto convincermi maggiormente se solo si fosse data attenzione ai particolari e ai sentimenti di tutti i personaggi.
Continuerò a leggere questa serie perché sono curiosa di scoprire chi comparirà, ma spero che l’autrice si concentri di più sulla storia e non solo sui due protagonisti.

3.5
Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Sotto le cicatrici” – Mary Durante

Titolo: Sotto le cicatrici
Autore: Mary Durante
Genere: Contemporaneo, lieve BDSM, Gap Generazionale, Mafia Romance
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Sotto le cicatrici

SINOSSI

Quando Malcolm incontra Luka Marev, il nuovo killer della gang rivale, lo inquadra subito come un pericolo: abile con i coltelli, insolente, completamente pazzo.
La scelta più saggia sarebbe ucciderlo o stargli lontano. Certo, sarebbe tutto più semplice se le loro gang non avessero appena scelto di unire le forze in una tregua, forzandoli a una collaborazione sul filo del rasoio.
O se Luka, con la sua faccia d’angelo, il fisico androgino e gli occhi innocenti fin troppo propensi a cercarlo, non fosse l’esatta incarnazione delle sue fantasie erotiche.

Quando Luka conosce Malcolm Davis, due particolari gli si imprimono sulla retina: la cicatrice che gli deturpa una guancia e gli occhi da predatore.
Potrebbe svelare il mistero che quel gigante rappresenta, sedurlo o ucciderlo. Per lui sono tre scelte ugualmente intriganti, con cui spezzare la monotonia della missione a cui ha dedicato la vita.
Quando le ombre del suo passato tornano a galla, ciò che doveva essere un semplice diversivo si rivela invece un gioco pericoloso, da cui non è certo di poter uscire vincitore. Ma il rischio è metà del divertimento, giusto?

Ho già detto in passato quanto io apprezzi la capacità di Mary Durante di spaziare fra trame più leggere (come le commedie) e altre più cupe e drammatiche senza mai alterare il suo talento e questo libro ne è l’ennesima riprova: è molto diverso dall’ultimo suo che ho letto, ma l’ho amato in egual misura.
Fin dalle prime righe si entra nel bel mezzo di un mondo spietato, adrenalinico e pericolosissimo: quello delle gang di strada, dove la vita è appesa a un filo e basta un minimo sgarro inconsapevole per morire.
L’autrice riporta sia in calce alla sinossi sia nelle prime pagine gli avvertimenti per gli argomenti trattati di modo da renderla una lettura consapevole, anche se personalmente credo che tutti dovrebbero darle una possibilità perché è una piccola perla.
Malcolm e Luka, i nostri protagonisti, sono due uomini in apparenza molto diversi fra loro. Malcom ha trentasei anni e una corporatura imponente, il viso sfregiato e muscoli che fanno paura. Al soldo dei Gladiator da molti anni, è un esecutore silenzioso, affidabile e infallibile, temuto e invidiato dai suoi simili.
Luka è un ventiduenne esile, androgino, affascinante e irriverente. Un’arma letale camuffata fin troppo bene che è stata assoldata dagli Hell’s Spawn di recente e contro la sua volontà, nel momento in cui gli è stato chiesto se morire o vivere per loro.
Malcolm e Luka, due sicari al soldo di due bande rivali in una New York malavitosa, dedita allo spaccio e ad affari loschi. Prima o poi dovranno scontrarsi e uccidersi, ma una tregua temporanea fra le loro gang, per sconfiggere un nemico comune, li costringe a collaborare in una serie di appostamenti, sera dopo sera, che trasforma la loro reciproca diffidenza in qualcos’altro, qualcosa di azzardato e insperato.
Ho amato la loro evoluzione, come l’autrice abbia sapientemente descritto questi uomini – abituati a contare solo su sé stessi – abbassare cautamente le armi, piano piano, e fidarsi contro ogni buonsenso, rischiare e imparare a desiderare del tempo con l’altro, osare sognare un futuro precluso, una felicità negata per tipi come loro.
Ho amato ogni scena intima, dal mero sfogo carnale all’evoluzione in piccole tenerezze accennate e rubate; ogni momento è molto hot, condito da sottomissione e dominanza che, anziché stonare con i loro caratteri forti, non fa altro che valorizzare la poliedricità dell’essere umano e i suoi bisogni.
Malcolm e Luka sanno che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo e di non avere alternative in una vita a senso unico.

Era sempre stato un uomo senza passato, un assassino senza futuro. Ma sotto le dita di Malcolm riusciva a vivere il presente. E il presente era fuoco.

Ma a volte può arrivare l’opportunità insperata, oppure bisogna fabbricarsela, la propria occasione, con la stessa determinazione spartiacque fra vivere e morire. Malcolm e Luka non sono brava gente, non sono ‘i buoni’ nel senso comune del termine. Ma incastrati in vite che non hanno scelto, persino per due cuori induriti dentro corpi pieni di cicatrici può esserci posto per l’amore e la felicità.
Non mi resta che consigliarvelo caldamente.

4.5

La copia ARC è stata fornita dall’Autrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Aftermath” – Tanya Chris

Titolo: Aftermath
Autore: Tanya Chris
Serie: Ever After #3
Genere: BDSM, Contemporaneo
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Aftermath

SINOSSI

Un giorno, Casey ha flirtato con un bel ragazzo in un bar, e da lì è cambiato tutto. Uscito da poco di prigione, sta iniziando a ricostruirsi una vita senza la famiglia che gli ha insegnato a odiare se stesso. Ha un nuovo lavoro, una stanza a casa di sua zia e trascorre alcune ore facendo lavori socialmente utili in un centro LGBTQA. Ma la sua più grande sfida è capire come vivere nei panni dell’unica cosa che suo padre e suo fratello lo hanno convinto di non poter essere: un uomo gay.
Una volta, Brooks era un Dom sicuro di sé con un gusto particolare per gli uomini più grossi di lui. Ma da quando ha incontrato un pericoloso omofobo, ha perso il suo tocco. Gli uomini grandi e grossi gli appaiono sexy quanto spaventosi, e provocare dolore alle persone non è più divertente come un tempo.
Questo fino a quando non incontra Casey, un uomo grande e grosso dal passato problematico. Casey è pronto a fare qualsiasi cosa, ma la sua sottomissione nasce da un desiderio salutare o da un bisogno malato di essere punito? E Brooks cerca solo un piacevole sfogo o anche vendetta? Due persone che condividono un passato violento come il loro non potrebbero mai innamorarsi. A meno che, fra tutte le conseguenze della violenza, esista anche il perdono.

Lady Marmelade2

Pur avendo letto molti libri a tematica BDSM nel corso degli ultimi dieci anni, devo dire che leggere questo non è stato facile.
Il libro è scritto molto bene, ha analizzato i punti di vista di cosa i due personaggi cerchino in questo tipo di relazione, ma in alcuni punti ho fatto fatica a capire davvero la loro dinamica e la risposta la potete trovare già nella sinossi del libro.
Il confine che Casey e Brooks corrono il rischio di oltrepassare, quello tra desiderio psicofisico e vendetta, è davvero sottile e alcune pratiche che mettono in pratica sono davvero al limite.
Casey è un ragazzone di ventidue anni che sta cercando di fare ammenda per il suo recente passato. Casey ha trascorso diciotto mesi in carcere con un’accusa davvero pesante: non è intervenuto per due volte durante due pestaggi, ad opera del fratello maggiore, che hanno portato alla morte due persone.
Da questi fatti sono scaturite una serie di conseguenze che hanno cambiato per sempre la vita di tutte le persone coinvolte, oltre che la sua e quella dei suoi famigliari.
Casey ha perduto tutto: il fratello che seguiva come un cagnolino fedele starà in carcere per molto tempo e il padre lo ha ripudiato perché lo ritiene una spia. Così non ha più un posto dove andare, amici e nemmeno un lavoro, visto che prima lavorava col padre.
Le azioni che compiamo portano a delle conseguenze e Casey le sta cominciando ad affrontare nella maniera più dura: deve capire che se avesse reagito diversamente ora due persone sarebbero ancora in vita.
Tutti però hanno diritto a una seconda possibilità, come come è vero che i morti non ce l’hanno, ma se chi resta capisce il male che ha arrecato poterà sempre dentro di sé il ricordo di queste persone che non ci sono più.
L’occasione di cambiare a Casey è stata data e il ragazzo l’ha accettata: vivrà a casa della zia materna che non vede da anni, ma che si è resa disponibile ad ospitarlo.
In più Dashiell e Syed sono rimasti nella sua vita e stanno cercando di dargli una mano.
Casey non ha mai dimenticato il giorno in cui tutto è cambiato, l’incontro in quel bar con quel ragazzo snello e magnetico che sembrava mangiarselo con gli occhi, e soprattutto non ha dimenticato il dolore che gli ha causato.
Casey sta cercando davvero di capire dove ha sbagliato e accettare che le persone che ha ferito non siano ben disposte ad avere a che fare con lui: continua a dare colpa al fratello bullo e omofobo e al padre che non ha mai fatto nulla per proteggerlo. Finché non prenderà atto che anche lui ha sbagliato, non riuscirà a farsi davvero accettare dalla comunità LGBTQ della quale ora fa parte.
Brooks è cambiato dopo la brutale aggressione di cui è stato vittima, ma da cui è riuscito a fuggire. Ha perso una parte della sua autorità come Dom e non riesce più ad essere il Dom che dovrebbe.
Si trascina un giorno dopo l’altro nella paura di sottomettere di nuovo un uomo grande e grosso, il suo tipo ideale, perché ha paura di essere aggredito.
Anche se è ancora molto arrabbiato con Casey, non riesce a stargli lontano:

“Anche quando i suoi incontri erano del tutto casuali, sentiva sempre il bisogno di proteggere e consolare i propri partner…«Questo è l’aftercare.» «Mi piace l’aftercare» «È importante. Anche una sessione che non sembra molto intensa può stravolgere parecchie emozioni. Per entrambi i parter.»”

Brooks cerca di evitarlo, ma da quando il ragazzo fa il volontario nello stesso rifugio per ragazzi LGBTQ le occasioni per vedersi sono davvero troppe.
I due iniziano una pseudo relazione BDSM, basata più sulla punizione e vendetta piuttosto che su quello che dovrebbe essere, ovvero uno scambio equo di sottomissione e dominazione.
Non si capisce se Casey apprezzi o meno le pratiche che Brooks decide di infliggergli e quando diventa troppo, Brooks si tira indietro, mancano così ai suoi doveri di dom e lasciando Casey in preda al dolore più atroce, e non parlo di dolore fisico, ma emotivo:

“…faceva piangere. Non il dolore, ma il rifiuto. La perdita. Forse stava sperimentando uno di quegli sfoghi emotivi di cui aveva parlato Brooks… La perdita di Brooks sembrava peggiore di qualunque altra avesse subito, a partire da sua madre.”

Pur avendo le sue colpe Casey non è cresciuto in un ambiente sicuro e protetto dove poteva esprimere la sua sessualità; si è rintanato talmente tanto nel suo armadio che ora che sta venendo a galla non sa come gestirla. Per lui si sta aprendo un mondo nuovo, come se fosse rinato a ventidue anni:

“Era stato così rigido sulla propria sessualità che non le aveva dato lo spazio necessario per crescere, oltre alla consapevolezza iniziale: gay. Gay era stato sufficiente.”

Non ha mai baciato nessun ragazzo, non sa come si fa ad abbracciare, e per lui tutto è una scoperta:

“Quando mi tocchi, è come se non avessi mai conosciuto la sensazione di essere toccato.”

Casey è sulla buona strada per dare un senso alla sua vita e per rimediare al male fatto: certo questo non ripoterà in vita le vittime del fratello, ma lui può fare la differenza ora, aiutando chi ne ha bisogno e affrontando anche il padre, un’altra persona che non ha ancora capito a gestire i danni che ha causato ai figli.
Ritroviamo in questo libro anche Dashiell e Syed che saranno fondamentali per il cambiamento di Casey, sempre pronti a intervenire in suo aiuto e in quello dei ragazzi del centro per il quale fa volontariato: molto toccante è la storia di Finn, uno dei ragazzi che si affeziona di più a Casey al centro e che farà da collante alla storia tra lui e Brooks.
Anche Brooks deve capire che forse non sarà più lo stesso Dom di prima e che è inutile che si nasconda dietro la vendetta: quello che ha passato ha impattato su tutta la sua esistenza e non esiste una formula per far dimenticare il passato perché gli esseri umani sono il risultato delle esperienze, positive e negative, che vivono.
L’essere umano cambia, si adatta, si evolve proprio perché è in grado di imparare dal passato per non compiere più gli stessi errori, proprio come quello che Casey sta facendo e che Brooks deve smettere di predicare e iniziare a fare.
Casey e Brooks, Syed e Dashiell, Garreth e Aayan: tre coppie nate dalle ceneri di una tragedia che li ha fatti conoscere, senza la quale forse non si sarebbero mai incontrati, ma siccome la vita è cambiamento a tutti è stata data una seconda occasione per essere felici e loro l’hanno saputa cogliere.
Una trilogia che spazia su diversi temi, che non ne tralascia nessuno e che ancora una volta spiega al lettore che non c’è nulla di sbagliato nell’essere diversi e nel cercare qualcosa di diverso nel rapporto col partner. Una lezione di diversità e inclusività che non scade mai nel volgare e nel già letto.

4
Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Aftershock” – Tanya Chris

Titolo: Aftershock
Autore: Tanya Chris
Serie: Ever After #2
Genere: BDSM, Contemporaneo
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Aftershock

SINOSSI

Venire assolto per l’omicidio di Jamie non lo riporterà indietro. Syed può anche essere libero, ma ha perso il suo amante e il suo sub, insieme al suo senso del controllo, alla sua libido, ai suoi amici e al coraggio di infliggere il tipo di dolore grazie al quale Jamie fioriva. Perfino il suo appartamento altolocato non gli si addice più.
Dashiell è attratto dall’uomo affascinante che ha rappresentato in tribunale, ma si è ripromesso di non iniziare mai più una relazione con un altro playboy troppo sicuro di sé. Il suo prossimo fidanzato, se mai troverà qualcosa del genere, lo vedrà come qualcosa di più di un piano di riserva. E come potrebbe dare a un uomo come Syed ciò che vuole, in ogni caso?
Dashiell teme il giorno in cui Syed gli chiederà di sopportare più dolore di quanto lui possa gestire, mentre Syed si sforza di conciliare i nuovi sentimenti che prova verso Dashiell con quelli che ancora serba per Jamie. La loro relazione appena nata potrà sopravvivere alla scoperta che il nuovo sub di Syed potrebbe essere l’avvocato difensore dell’uomo che ha ucciso il suo precedente amante?
Jamie merita giustizia, Dashiell merita amore e Syed vuole essere colui che darà a entrambi questi uomini esattamente ciò di cui hanno bisogno.

Lady Marmelade2

Ora che è stato prosciolto da ogni accusa di aver ucciso il suo compagno, Syed ha finalmente il tempo di piangerlo: Jamie gli mancherà sempre e ora è venuto il momento di dirgli addio.
Ognuno di noi reagisce diversamente al dolore per la perdita; non c’è una “maniera” giusta di soffrire, né di piangere per qualcuno; la persona che non c’è più ha condizionato la nostra vita, l’ha cambiata e quando viene a mancare il nostro equilibrio ne esce compromesso.
Syed, Dom oscuro, pacato, silenzioso, non fa eccezione e ora non sa come andare avanti senza la gioia che il giovane e solare Jamie portava nella sua vita.
Jamie era il Sub perfetto per un Dom come lui, aveva arredato la loro casa in funzione della loro vita di coppia, ma ora gli è aliena e distante.
Syed non si sente più a suo agio in quella grande casa così minimalista e monocromatica, soprattutto da quando nella sua vita è entrato Dashiell, l’aiuto avvocato che ha contribuito a farlo assolvere da quell’accusa infamante.
Dashiell è sempre più attratto da questo uomo che solo con uno sguardo riesce a dominarlo; non ha mai avuto interesse per le pratiche del BDSM, ha una soglia del dolore bassissima, ma non riesce a resister al richiamo della voce di Syed, anche quando gli chiede di fare le cose più semplici, come mettersi in ginocchio per lui:

“La sua coscienza era andata da qualche parte al di fuori del tempo, in un luogo dove da lui non era richiesto nulla tranne mantenere quella posizione contro il muro.”

Dashiell è stupito dal fatto di voler compiacere a tutti i costi quell’uomo così silenzioso, dalle movenze eleganti pari a quelle di un felino aggraziato, ma ha il terrore che l’uomo si stanchi alla svelta di lui, appunto perché sa di non poter competere con il defunto Jamie in materia di resistenza al dolore.
Essendo un neofita del genere non sa che ognuno cerca qualcosa di diverso nel BDSM: che chi brama il dolore attraverso strumenti diversi, chi pratica giochi di sangue che coinvolgono Jamie, chi gioca con le candele, ma c’è anche chi vuole solo obbedire al suo Dom per compiacerlo. Sono tutte variazioni sul tema, nulla va dato per scontato e nulla è dato per scontato. Ognuno è libero di testare quello che sente più vicino al suo essere, anche perché Syed sembra molto interessato a testare i limiti del bel avvocato:

“…tutti cercando qualcosa di diverso… sono fortunato ad averti Dashiell, o maledetto ad aver perso Jamie? Mi sento entrambe le cose, ma com’è possibile?”

Syed si trova a un bivio: non è più il Dom di un tempo, quello perfetto per un sub come lo era Jamie, ma la sua natura è pur sempre quella di un dominatore e Dashiell sembra pronto a compiacerlo.
Syed non dimenticherà mai Jamie e le circostanze che glielo hanno strappato, ma si rende anche conto che Jamie non vorrebbe che si annullasse nel suo ricordo e passasse la vita a piangerlo senza viverla. Dashiell non sarà mai Jamie, ma va bene così perché ora Syed è una persona diversa, nuova, pronta a essere l’uomo giusto per il giovane avvocato:

“Aveva trovato Dashiell nell’oscurità che Jamie si era lasciato dietro, un’anima più profonda che si appoggiava in modo più silenzioso contro la sua, un uomo per l’uomo che lui era divenuto.”

Dashiell non vive in competizione con la memoria di Jamie, sa che nel cuore di Syed ci sarà sempre posto per lui, e si rendono conto entrambi che senza la sua morte le cose tra di loro non sarebbero mai potute diventare quello che sono. La vita del resto è questa: si nasce, scresce, se h a fortuna si ama e si è amati, ma non ci è dato conoscere il tempo che trascorreremo sulla terra, quindi si dovrebbe cercare di vivere il nostro tempo in maniera piena…
Non fa parte dell’animo umano dimenticare chi si ha amato, sarebbe contro la natura stessa che ci rende umani, che ci rende empatici – più o meno tutti!, e che ci spinge ad essere felici accanto ai nostri simili.
Un libro che parla di dolore, perdita, sofferenza ma anche di rinascita e dei diversi modi di vivere una relazione amorosa senza che per forza si debba essere giudicati per quello che si fa in camera da letto. Un libro toccate sì, ma anche con il giusto punto di piccante quando Dashiell sperimenta la nuova dimensione della sua sessualità.

Ps: l’indagine sulla morte di Jamie è stata riaperta e in questo libro conosceremo il nome dell’assassino che lo ha strappato a Syed e che cambierà ancora una volta la vita dei protagonisti.

4.5
Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “La lista dei cattivi” – Leta Blake

Titolo: La lista dei cattivi
Autore: Leta Blake
Serie: Home for the Holidays #2
Genere: Contemporaneo, Festività, lieve BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: La lista dei cattivi

SINOSSI

Può un suo ex studente ispirargli, a suon di sculacciate, un po’ di spirito natalizio?

È di nuovo Natale e Aaron non è ancora dichiarato come gay e sottomesso naturale. Un’indiscrezione potrebbe macchiare il suo curriculum in fatto di moralità, per cui non può permettersi di soddisfare i propri desideri, a prescindere da quanto lo lascino represso e bisognoso.
Fino a quando un suo ex studente non torna a casa per le vacanze.
Dominante e affascinante, RJ sa di cosa ha bisogno Aaron: incontri intensi, sexy e una mano ferma. Con l’avvicinarsi del Natale, RJ aiuta Aaron a sbloccare il suo vero io. Ma la famiglia e le paure sono in agguato, e tutte le cose belle devono finire.
O la loro bollente avventura delle vacanze può trasformarli in due amanti fissi?

Slanif2

Aaron Danvers ha ventotto anni ed è un insegnante di scuola media con una carriera a rischio a fronte di ciò che è successo qualche tempo prima con un altro insegnante.
Impaurito da quello che potrebbe succedere se uscisse di nuovo dai binari, Aaron si è pressoché imposto la castità, intervallata da incontri veloci e anonimi con sconosciuti solo di passaggio nella piccola cittadina di Knoxville, dove vive.
È proprio per incontrare uno di questo uomini che Aaron si trova in un locale con musica dal vivo, con gli addobbi di Natale tutti intorno e gente festosa che balla, canta e beve. Sul palco, a farla da padrone, c’è una band che l’uomo non conosce, anche se riconosce il chitarrista, essendo stato un suo insegnante.
Altri non è, infatti, che RJ Blitz, di ventiquattro anni, chitarrista promettente con una carriera musicale alle spalle di tutto rispetto.
Aaron non è preparato al desiderio che la vista del suo ex studente gli scatena, ma… Quando RJ si dimostrerà altrettanto interessato, come potrà Aaron rinunciare a una notte di bollente passione con il ragazzo?
Non voglio svelarvi di più, perché la storia di Aaron e RJ è tutta da gustare! Sappiate solo che sarà bollente e, anche se ci sarà un po’ di tira e molla e complicazioni varie, Aaron e RJ otterranno il loro lieto fine a tempo di rock.
Secondo volume della serie di Leta Blake ambientata a Natale, avevo letto e apprezzato moltissimo il primo volume, “Cuore di ghiaccio”, dove avevo amato molto uno dei due protagonisti (che, per la cronaca, compariranno anche qui in un cameo che ho molto apprezzato!). Anche in questo caso ho apprezzato più RJ di Aaron, ma sono entrambi due personaggi gradevoli, seppur con le loro differenze, che sanno farsi apprezzare. La Blake li ha ben caratterizzati, giocando un po’ sul tema di Dom e Sub, anche se la parte BDSM non è mai troppo spinta. Molto calda e sexy, sì, ma non estrema.
La storia è ricca di eventi, sentimenti e situazioni. I personaggi secondari (soprattutto le famiglie di Aaron e RJ) hanno un ruolo importante e mettono a dura prova i nostri protagonisti, che però impareranno ad amarsi a tal punto da essere in grado di superare tutto.
Una storia ricca della magia del Natale, ma anche di un pizzico di trasgressione che fa solletica l’animo di noi lettrici, tutto a tempo di musica e… sculacciate. Consigliato!

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