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Dietro le quinte con… Le Peruggine

Nel nostro “Dietro le quinte” di oggi, ospitiamo un duo di autrici amatissimo non solo per le loro storie avvincenti e ricche di dettagli, ma anche per i disegni magistrali che ne arricchiscono le pagine. Stiamo parlando de Le Peruggine!
Correte a leggere la loro intervista!
Enjoy!


UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei vostri libri

62050378_2366179096735626_3266854444343492608_nNella nostra ultima trilogia “La Guerra dell’Alba e del Tramonto” abbiamo chiesto ad alcuni nostri amici di ideare dei personaggi, sia esteticamente che con un background definito, senza dire loro nulla della trama, se non che si trattava di un fantasy. Abbiamo inserito poi i loro personaggi e utilizzato le loro idee adattandole al contesto. E’ stata un po’ una sfida, ma ci ha aiutato a rendere il tutto più variegato e interessante. Ed è stato anche piuttosto divertente.

DUE CHIACCHIERE CON LE PERUGGINE

Quando avete cominciato la vostra collaborazione e perché? Come vi suddividete il lavoro?
Ci conosciamo da una vita, nel vero senso della parola, avendo fatto l’asilo insieme. Fin da piccole abbiamo condiviso le nostre passioni e questo ci ha portato molto presto a creare storie insieme, nei nostri giochi. Possiamo però dire che la prima collaborazione effettiva e strutturata è avvenuta quando avevamo 14 anni e abbiamo iniziato a scrivere insieme il seguito della saga di Shannara di Terry Brooks, una sorta di fanfiction, anche se all’epoca non sapevamo nemmeno cosa fosse una fanfiction.
Per quanto riguarda la gestione del lavoro, come prima cosa decidiamo quale storia vogliamo raccontare, creiamo i personaggi insieme e diamo loro un volto tramite un iniziale character sheet (termine per indicare una scheda grafica del personaggio). Nella fase attuativa i compiti si diversificano, perché Claudia è colei che scrive e Barbara si occupa delle illustrazioni e della grafica. Tuttavia, Barbara è anche la prima beta degli scritti e Claudia gestisce i vari social e quindi il contatto diretto col pubblico.

Cosa vi ha spinte a unire scrittura e disegno nelle vostre opere?
Le nostre inclinazioni sono sempre state queste. Da bambine creavamo storie fantastiche che poi amavamo interpretare nei nostri giochi e Barbara già all’epoca disegnava61632368_597877603955315_2536164306953699328_n l’aspetto dei personaggi o delle protagoniste che avremmo interpretato. Inoltre abbiamo sempre amato manga e anime giapponesi e la pratica di illustrare i romanzi è alquanto comune in Giappone.
Ultima motivazione, ma non per importanza, oltre che scrivere romanzi noi abbiamo realizzato anche dei fumetti. Le prime opere che abbiamo proposto al pubblico in effetti sono stati proprio fumetti, quindi il disegno è stato il nostro primo contatto col pubblico.

A quali personaggi siete più legate e perché?
E’ difficile rispondere a questa domanda perché, in effetti, siamo affezionate a tutti i personaggi che abbiamo creato. Ciascuno di essi è legato a una parte di noi e a un determinato periodo della nostra vita. Ognuno di loro ci ha regalato bellissime emozioni, è come se fossero vivi nel nostro cuore. No, non possiamo proprio scegliere!

Quale dei vostri lavori vi piacerebbe in una trasposizione animata sul grande schermo e perché?
Siamo avide, sarebbe bello averlo di tutti!!! Scherzi a parte, siamo molto indecise in effetti. Da una parte ci piacerebbe per il nostro storico ambientato nel 1300 italico, dato che siamo molto amanti della storia pensiamo che sarebbe davvero bello avere una sorta di serie dei “Medici” ma in chiave MM, con i nostri cavalieri tormentati come protagonisti. Sarebbe affascinante sia a livello di location, che di costumi!
In alternativa la nostra trilogia fantasy, un epic-fantasy davvero molto movimentato che potrebbe diventare spettacolare in una sua versione cinematografica o anche come anime in stile giapponese!

Raccontateci Le Peruggine in cinque parole!
Creative mai stanche di sognare.

CHI SONO LE PERUGGINE

61931095_603673336803324_8006335406482128896_nCi conosciamo dai tempi dell’asilo, abbiamo sempre inventato storie per gioco e piacere personale. In passato abbiamo condiviso solo con pochi amici ciò che scrivevamo e disegnavamo. A metà degli anni ’90 abbiamo iniziato a collaborare con la fanzine “Cultur Club”, producendo alcune parodie omoerotiche di anime all’epoca famosi e vendendole alla fiera del fumetto di Roma. Nel 2000 abbiamo prodotto il nostro primo fumetto originale stampato professionalmente che abbiamo portato a compimento nel 2004, fumetto che nel 2006 è stato tradotto in inglese e proposto al mercato americano. Negli anni successivi abbiamo collaborato come fumettiste e illustratrici per una casa editrice statunitense (YaoiPress) e una tedesca (Fire Angels).
Nel 2010 abbiamo deciso di produrre in self  un corposo romanzo storico scritto a quattro mani con la nostra amica Leri, e visto l’ottimo supporto del pubblico abbiamo deciso di continuare. Attualmente realizziamo romanzi illustrati e collaboriamo con varie realtà nazionali con illustrazioni in libri tematici.
Abbiamo ancora molti progetti in testa che contiamo di portare a compimento quanto prima.

I LIBRI DELLE PERUGGINE

  • Spade Incrociate.
    Volume 1 del Romanzo storico scritto a quattro mani con Leri, “Ghirlanda di Narcisi”.
  • Amore Proibito.
    Volume 2 del Romanzo storico scritto a quattro mani con Leri, “Ghirlanda di Narcisi”.
  • Nettare di Campanula.
    Romanzo ucronico.
  • Le Notti di Taranto.
    Romanzo contemporaneo.
  • Outremer.
    Romanzo storico.
  • Crossing Over.
    Romanzo fantasy.
  • Respiro della morte.
    Volume 1 della trilogia fantasy “La Guerra dell’Alba e del Tramonto”.
  • Piuma Bianca.
    Volume 2 della trilogia fantasy “La Guerra dell’Alba e del Tramonto”.
  • Purafiamma.
    Volume 3 della trilogia fantasy “La Guerra dell’Alba e del Tramonto”.

CONTATTI

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Pubblicato in: dreamspinnerpress, Recensioni, Recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Il Consorte” – Mary Calmes

Titolo: Il Consorte
Autore: Mary Calmes
Genere: Urban Fantasy, Vampiri
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,24€
Link all’acquisto: Il Consorte

SINOSSI

Costruirsi una nuova vita a New Orleans è tutto quello che Jason Thorpe desiderava: il suo pittoresco negozietto attira uno staff devoto e grazie al suo cuore premuroso e amorevole ha una leale cerchia di amici. Dopo essersi lasciato alle spalle il gelo di un’assurda e pericolosa notte nello stato di Washington, comincia a sentirsi soddisfatto, finché non scopre qualcosa di incredibile in agguato nelle tenebre fumose delle strade piene di ombre del Vieux Carré, qualcosa che si rivela terrificante… e del tutto affascinante.
Il principe dei vampyr, Varic Maedoc, è in visita a New Orleans quando scopre che l’uomo che aveva soccorso il suo consigliere è lì nel Quartiere Francese. Pensa di limitarsi a incontrare Jason e ringraziarlo… finché non posa lo sguardo su di lui. Varic, che ha dedicato la vita a proteggere l’onore della sua razza, non ha mai voluto un compagno, ma sa immediatamente che deve avere quell’uomo, e che non andrà bene nessun altro.
Varic desidera portare Jason nel suo mondo, tenerlo al sicuro, ma qualcuno a cui non piace quell’influenza umana e rasserenante sui vampyr ha dei progetti letali che potrebbero distruggere i suoi sogni. Ora, incapace di distinguere i nemici dagli amici, Jason deve trovare un modo per tenersi stretto il cuore del principe intanto che lotta per la propria vita.

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Non mi rifiuto mai di leggere un libro della Calmes: è da sempre una delle mie autrici preferite e la sua produzione è davvero varia; questa volta si va nel sud degli Stati Uniti, nella magica, misteriosa e variopinta New Orleans!
L’inizio del romanzo è un po’ criptico a dire la verità; ho impiegato un attimo a capire dove si trovasse il protagonista e con cosa avesse a che fare…
Passato lo smarrimento iniziale il romanzo è decollato come al solito nel pure stile Calmes, ovvero uomini affascinanti, con un passato misterioso; maschi Alpha tutti d’un pezzo, e personaggi femminili strepitosi che fanno da mamma chioccia/sorellina pestifera al protagonista!
La narrazione è sempre in prima persona: Jason ci racconta la sua nuova vita e le sue avventure con la sua calma innata. Chi si trova accanto a lui si sente subito in pace, come se il ragazzo irradiasse calma e serenità solo con la sua presenza. Umani e non umani rimangono affascinati da lui, dal suo cuore puro, dalla sua bontà e altruismo. Jason in verità non crede di essere molto speciale, si considera uno nella media, non particolarmente speciale, ma quello che lo rende tale è proprio il suo cuore, soprattutto al principe Varic:

“Tu hai il cuore più puro che io abbia mai incontrato. Hai salvato me. Hai salvato tutti quelli che erano nella casa la notte scorsa, e non hai concesso un solo pensiero alla tua sicurezza. ”

Perché ho detto umani e non? Perché Jason è circondato da creature soprannaturali molto particolari: i Vampyr. No, non c’è un errore nella scrittura del termine. Non lasciatevi suggestionare da tutta la letteratura letta in precedenza su queste creature, perché i Vampyr creati dalla Calmes sono molto particolari e in mezzo a noi alla luce del sole.
Jason non sembra fare una piega quando scopre la verità sui suoi nuovi migliori amici, perché davvero non ha tutti i torti:

“Dove lo trovavi il tempo di credere a creature che si aggirano nella notte, quando dovevi andare al lavoro la mattina, passare a prendere i bambini da scuola, preparare la cena e pagare l’affitto?”

Jason cerca di combattere con tutte le sue forze l’attrazione che sente da subito per il misterioso Varic, ma non c’è nulla da fare contro l’amore, quando arriva ti travolge e l’unica speranza che hai è di essere contraccambiato:

Mi ero innamorato così tanto e così in fretta, e in quel momento mi resi conto che il mio cuore non apparteneva più a me. Era suo. Era di Varic. Ero già andato troppo oltre per allontanarmi da lui, e potevo solo pregare Dio che lui provasse la stessa cosa… Io ero la sua altra metà… Era travolgente trovarsi davanti una fede così assoluta in una cosa così totalmente nuova. Lui non aveva le stesse domande che avevo io riguardo al nostro legame, perché non gli sarebbero mai venute in mente… la parte che riguardava la sua comprensione, il suo ruolo nella nostra unione, lo accettava con tutto il cuore… Avevo solo bisogno di trovare anch’io il mio quadro di riferimento. Dovevo riuscire a credere di essere necessario per lui come lui lo era diventato per me.

Per Jason cedere all’amore è come buttarsi senza un paracadute; non è mai stato veramente innamorato; non ha mai avuto un ragazzo fisso durante gli anni in cui ha servito nell’esercito; non sa davvero come comportarsi con il sensuale Varic.
Varic sembra avere le idee molto chiare; lui ha tutte le risposte ed è pronto a rischiare tutto per portare il suo Consorte a casa, anche a sfidare le dure leggi del suo mondo:

Il suo cuore era un oggetto delicato, perché non lo aveva mai dato via, prima, e così non si era indurito… Avevo già visto il suo cuore, ed era stato come se il mio si fosse colmato e fosse esploso nello stesso momento. Lui era così buono, così gentile, così premuroso, e così mio. Era assolutamente il migliore degli uomini, e io avrei fatto del mio meglio per meritarlo.

Il personaggio di Varic forse meritava un po’ più di caratterizzazione e presenza nel libro, mi è parso un po’ sacrificato nel complesso.
Il libro mi è piaciuto ma non è uno dei migliori dell’autrice, tanto che a tratti ero più interessata a conoscere il passato di due figure secondarie che appaiono nel libro, invece che i due protagonisti. Forse ci sono troppi tentennamenti da parte di Jason che hanno rallentato un po’ la lettura e mi è rimasta la curiosità di saperne di più sull’insolente Tiago e il tenebroso Hadrian, figure secondarie ma fondamentali della storia.
Ho adorato anche Ode e la sua strampalata famiglia, che da subit ha accolto Jason come parte di essa.
Nel complesso è un buon libro che consiglio a chi ama i vampiri in tutte le salse, i misteri da risolvere e soprattutto le storie romantiche.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Dietro le quinte con..., triskell edizioni

Dietro le quinte con… Giuditta Ross

Oggi nel nostro “Dietro le quinte” ospitiamo un’autrice che si sta facendo sempre più largo nel romanzo rosa a colpi di kilt e fatini, pubblicando anche un romanzo a tematica male to male che ha riscosso molto successo. Stiamo parlando di Giuditta Ross!
Correte a leggere la sua intervista!
Enjoy!


UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

Non ho un vero e proprio aneddoto da raccontare ma… qualcuno sostiene che per scegliere i nomi dei personaggi di “Alice non è il paese delle meraviglie” io non abbia fatto altro che digitare a caso sulla tastiera. Ovviamente non posso né confermare né confutare questa ipotesi.

DUE CHIACCHIERE CON GIUDITTA

Hai scritto sia romanzi urban fantasy che contemporanei. Quale dei due generi preferisci e perché?
Credo di essere affetta da una lievissima forma di personalità multipla. Ok, forse non davvero però mi capita di calarmi completamente in quello che scrivo. Quando mi rileggo mi accorgo che non solo cambia lo stile a seconda dei generi, ma proprio la forma mentale. Mi piace visualizzare, immergermi, pensare di poter udire i suoni, odorare, sentire di essere lì. Dare una forma diversa alle cose, piegare la realtà mi affascina. Il fantasy mi consente quello e altro è il mio primo amore, quello che mi ha dato la spinta a proporre un mondo mio, come lo vedevo io. Se mi viene in mente un’idea nel novanta per cento dei casi il contesto è di fantasia. Mi piace scrivere contemporaneo, mi diverte tantissimo e finora mi ha permesso di creare alter ego e protagoniste come piacciono a me. Adoro ricreare situazioni e dialoghi ricchi di ironia. Forse un giorno potrei anche decidere di metterci la realtà vera, quella più cruda e realistica in una storia. Tuttavia in certi periodi leggo e scrivo solo fantasy. Se dovessi scegliere di dedicarmi a un solo genere penso che sceglierei il fantasy.

5881A501-E6C1-4047-90AA-8A8892D473ACCon quale genere ti trovi più a tuo agio quando scrivi? M/M o M/F? Quali sono le principali differenze che noti tra l’uno e l’altro?
Ho scritto un solo libro che si possa definire M/M, il secondo volume della serie fantasy “Gli eredi della foglia” (qui la nostra recensione), ed è stata una direzione del tutto spontanea della trama generale. Non l’avevo pianificato dall’inizio, non mi sentivo neppure lontanamente in grado di scrivere un romanzo M/M, semplicemente è successo. Perché quello che ho scritto in realtà trascende dal sesso dei protagonisti. Nel mondo in cui si muovono i personaggi non ha nessuna importanza quello che si ha tra le gambe, nessuno si pone il problema (e trovo questo estremamente liberatorio). I due protagonisti vivono e si vivono. Hanno davvero un sacco di problemi ma il loro genere sessuale non è tra questi. Non so se sarei in grado di scriverne un altro. In questo momento mi solletica anche l’idea di un ménage a trois. Le dinamiche mi intrigano, e tra i vari romanzi che ho in stesura qualcuno potrebbe avventurarsi in quella direzione. Vedo tuttavia la difficoltà di riportare con coerenza una relazione sessuale tra persone dello stesso sesso, considerando poi tutti gli aspetti legati al nostro pessimo presente storico. Sono una lettrice un po’ acerba di romanzi M/M, quelli che ho letto però li ho amati moltissimo. E mi è venuto estremamente naturale prendere quella via quando i personaggi hanno deciso che doveva essere così. Non mi reputo un’autrice di M/M, ne conosco e sono su un altro livello. Dovrei studiare e immergermi molto di più in quel mondo per cimentarmici davvero. Pensandoci bene, comunque, mi sento di dire che mi sono sentita a mio agio in entrambe le situazioni. Quando sono i personaggi ad imporsi non posso fare altro che restare in scia.

Ti ha mai stuzzicata l’idea di scrivere a quattro mani con qualcuno?
Certo che sì, l’idea mi intriga. Avrei anche le idee abbastanza chiare su chi. Non so però se potrà mai accadere.

Come riesci a conciliare tutto tra scrittura, lavoro e famiglia?
Ultimamente è diventato tutto più difficile. Ho cambiato lavoro e sono molto più impegnata di prima. La scrittura è rimasta relegata ai ritagli di tempo, tuttavia è una cosa a cui mi attacco con unghie e denti. Non voglio rinunciarvi. Mio marito e la mia bimba sono orgogliosi di me e sanno perché spesso ho la mente altrove. Per fortuna mi assecondano…

Raccontaci Giuditta in cinque parole!60619034_695646547522181_3260578328892932096_n
Questa è una domanda terribile. Solitamente  le parole non mi mancano ma di fronte a questo genere di domanda mi blocco. Ci provo: schiva, sognatrice, idealista, quieta, irrequieta. (Se ve lo chiedete, sono consapevole di contraddirmi).

CHI È GIUDITTA

Giuditta Ross è, prima di qualsiasi altra cosa, una sognatrice, un’irriducibile latitante della realtà. Giuditta è una lettrice affamata, una divoratrice di emozioni.
A tenerla con i piedi per terra ci sono un marito, una figlia e una gatta che fanno a turno per reclamarla al presente.
I suoi pensieri, preda di ispirazioni improvvise, vagano fin troppo spesso tra le faccende quotidiane e qualche scena di quel libro che piano sta prendendo forma, con risultati spesso improbabili.
È una seguace dell’immaginazione, una schiava della fantasia, un’adepta del sogno a occhi aperti.
In fondo, Giuditta, non è che il frutto di un sogno che incredibilmente si avvera.

I LIBRI DI GIUDITTA

  • Cuore di foglia Radici di pietra” (Triskell Edizioni– Gli eredi della foglia #2)

CONTATTI

Pubblicato in: dreamspinnerpress, Recensioni

Recensione “Tre d’amore e di guai” – M. A. Church

Titolo: Tre d’amore e di guai
Autore: M. A. Church
Serie: Graffi, fusa e felini #1
Genere: MMM Urban Fantasy, Paranormal
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,57€
Link all’acquisto: Tre d’amore e di guai

SINOSSI

Una tempesta di neve – la notte di Capodanno – non promette niente di buono. Dopo una relazione finita male e una serie di disastri domestici, Kirk è in attesa di essere colpito dalla disgrazia numero tre, che si realizza con l’arrivo di due gatti randagi che si mettono subito comodi a casa sua. Kirk ha il cuore tenero e decide di farli restare, anche se c’è qualcosa di strano in quei due mici così affettuosi.
Al riparo dal maltempo e sazi di tonno, Dolf e Tal sono contenti di stare al calduccio a casa di Kirk, ma quando il loro umano esce a prendere della legna per il fuoco e cade perdendo i sensi, i due sono costretti a rivelare la loro vera natura.
Quando Kirk si risveglia, scopre che i gatti sono in realtà due mutaforma che il destino ha scelto come suoi compagni. Per lui non è facile abituarsi all’idea di fare parte di un ménage à trois felino, inoltre la colonia da cui provengono Dolf e Tal ritiene che umani e felini non debbano unirsi. Anche se Kirk ha capito fin da subito che quei due gatti gli avrebbero portato dei guai, non sa che i guai veri sono dietro l’angolo.

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Con questo primo volume la Dreamspinner ci presenta la serie “Graffi, fusa e felini” di M. A. Church. Amo i fantasy, in particolar modo quando si parla di mutaforma e di felini. È la prima volta che leggo di gatti mannari e mi sono subito incuriosita. Mi è piaciuto molto questo aspetto: sono più grandi di semplici gatti domestici e la loro versione felina è davvero adorabile. Sicuramente, tra tutti, quelli sono i momenti che ho preferito, specialmente se sono presenti sia Dolf che Tal, i due protagonisti mutaforma.
Kirk è umano, solo e sfortunato. Niente va come dovrebbe e durante una notte gelida trova due grossi gatti, uno bianco e uno nero. Da quel momento gli animali non lo lasciano solo un momento e la sua vita cambia drasticamente.
Quando Dolf e Tal sentono per la prima volta l’odore del loro compagno umano, non c’è niente in grado di fermarli e allontanarli da lui. Si mostrano nella loro forma felina e lo avvicinano, fingendosi dei normali gatti, anche se troppo grandi e incredibilmente espressivi.

“Okay, gatto, andiamo,” dissi a voce alta e ferma, indicando la porta con piglio deciso. Ero autoritario, imperioso. Mi sorpresi di me stesso.
Il gatto mi guardò e agitò la coda. Poi tirò fuori la zampa posteriore e iniziò a leccarla. “Davvero?”
Il gatto non sembrava impressionato dalla mia autorità quanto me.

Dopo i primi momenti insieme non esitano a soccorrerlo e a svelargli la verità. Sanno che l’unico modo per creare un vero rapporto è raccontargli della loro colonia e di cosa potrebbe ottenere nella sua vita se solo li accettasse davvero.
Malgrado l’intenzione iniziale di andare con calma e abituare Kirk alla situazione, quando uno sconosciuto tenta di fare del male al loro compagno, è impossibile tenersi lontani dai guai.
Mi è piaciuto molto il rapporto iniziale tra Dolf e Tal e poi tra Kirk e i due. Si nota molto la differenza nelle loro azioni, considerando che i due felini avevano già trascorso anni insieme per potersi conoscere e amare. Nonostante ciò, Kirk si inserisce bene e fa da mediatore ai loro bisogni, sia emotivi che sessuali.

“Non devi scegliere. Non ce n’è bisogno. Ognuno di noi porta qualcosa in questa relazione. Non è una gara.”

Il sesso è molto presente ed è utilizzato per spiegare al meglio la relazione tra i tre protagonisti. Capisco il bisogno di far esprimere fisicamente ai personaggi le loro emozioni, ma quando si parla di ménage à trois si rischia sempre di inserire molto sesso e perdere l’aspetto più emotivo dell’atto stesso. Nonostante queste scene siano ben descritte avrei preferito leggere del loro passato, che viene trascurato, specialmente nel caso di Kirk. Ci si concentra molto sul presente, non dico sia un aspetto negativo, ma mi sarebbe piaciuto scoprire qualcosa in più.
I momenti trascorsi sotto forma di felini, specialmente quello in cui Dolf e Tal giocano in casa rincorrendosi e Kirk li guarda, sono adorabili. Soprattutto quando si tratta di Dolf, grande e sicuro di sé da umano e tanto coccoloso da gattino.
È una bella lettura, piacevole e divertente.

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Pubblicato in: dreamspinnerpress, Recensioni, Recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Chi siamo davvero” – Victoria Sue

Titolo: Chi siamo davvero
Autore: Victoria Sue
Serie: Enhanced World #2
Genere: Paranormal, Contemporaneo, Poliziesco
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,17€
Link all’acquisto: Chi siamo davvero

SINOSSI

Talon sta perdendo il controllo delle sue letali abilità. Pronto a qualsiasi cosa pur di tenere Finn al sicuro, Talon lotta per proteggere l’uomo che ama con tutto il cuore e per non diventare il rischio maggiore per la vita del suo amato.
A Finn invece non resta altra scelta se non di offrirsi come esca alle oscure forze che rapiscono i bambini potenziati: dovrà esporsi a pericoli per cui non è pronto né addestrato, e dovrà farlo da solo.
Avrà Talon la forza per affrontare quest’ultima battaglia? Riuscirà a sconfiggere coloro che vogliono distruggere Finn e la squadra oppure alla fine si renderà conto che, per battere il loro nemico e la sua terribile minaccia, la più grande lotta che dovrà sostenere è quella contro se stesso?

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Già dal primo capitolo della serie avevo intuito che questa saga mi avrebbe dato parecchie soddisfazioni e questo secondo capitolo non mi ha affatto deluso anzi, ha confermato tutto il potenziale della Sue.
La trama rimane focalizzata come nel primo volume, “Per cinque minuti in più” (qui la nostra recensione), sul difficile inserimento di Finn nella squadra di potenziati e su come far quadrare il cerchio della relazione che il ragazzo ha cominciato con Talon, il suo affascinante caposquadra! Un colosso burbero e scontroso che vorrebbe solo tenere al sicuro questo dolce ragazzino che ha l’abitudine di dormigli appiccicato addosso!
Ci sono tutti gli ingredienti tipici di un romance intervallati da una buona dose di suspance e azione.
Talon è un uomo tutto d’un pezzo che piano piano sta cedendo alla dolcezza di Finn, dolcezza che manca dalla sua vita dal giorno in cui il marchio è comparso sul suo viso e in cui ha perso il padre…
Finn gli è entrato sotto pelle dal primo momento in cui l’ha visto e vive nel terrore di perderlo:

A volte Talon desiderava non aver mai conosciuto Finn. A volte avrebbe voluto solo scappare e nasconderlo da qualche parte per tenerlo al sicuro. Qualche luogo remoto… la Groenlandia aveva il suo fascino… Era così facile dimenticare di essere un assassino quando quello sguardo verde incontrava il suo. Quando il più bel sorriso che avesse mai visto illuminava il volto di Finn, ed era diretto a lui.

Finn è l’unico umano ritenuto adatto a interagire con questi super agenti di polizia, ma si sente ancora un pesce fuor d’acqua. Spesso e volentieri gli eventi che investono il team lo fanno finire in ospedale e non fanno altro che mettergli in testa di non essere adatto al ruolo:

Era sempre la stessa storia, da che aveva memoria. Non abbastanza bravo. Mai abbastanza bravo. Non abbastanza bravo da ottenere il rispetto di suo fratello. Non abbastanza bravo da meritare l’amore di sua madre… e non abbastanza bravo da impedire a suo padre di farsi saltare il cervello.

Fisicamente Finn non sarà mai come i suoi compagni di squadra, non avrà mai le loro abilità sovrannaturali, ma un dono ce l’ha anche lui: la sua infinita umanità e l’amore per il prossimo. Due qualità rare, che rischiano però di metterlo in serio pericolo, visto che Finn cercherà in tutti i modi di ritrovare alcuni ragazzini misteriosamente scomparsi nel nulla.
Per alcuni forse Finn è semplicemente uno stolto, uno non idoneo al compito assegnatogli; Talon stesso non crede fino in fondo che possa svolgerlo al meglio, ma lui è accecato dal forte sentimento che sta crescendo sempre più tra di loro:

Talon inghiottì le parole prima che gli scappassero dalle labbra. Finn lo stava studiando attentamente, in attesa che parlasse, e lui allontanò in fretta lo sguardo come se ci fosse un muro insormontabile tra loro. Sapeva che Finn lo amava. Il modo di dire parlare con il cuore in mano era stato creato apposta per lui.

Tra una scaramuccia amorosa e l’altra, non temete per Talon e Finn; ormai sono diventati una cosa sola:

Qualsiasi segno di vulnerabilità di Talon lo colpiva duramente perché sapeva che non mostrava mai quel lato di sé a nessun altro e quei momenti erano rari e molto preziosi. Vedere il suo omone arcigno che si fidava abbastanza di lui da abbassare le difese era un colpo dritto al cuore.

Oltre che essere incentrato sulla coppia, il libro ci mostra anche qualche tassello in più sugli altri membri della squadra; si passa dal racconto di come si siano conosciuti, al sapere come funzionano le diverse abilità di ognuno di loro. C’è anche l’arrivo di qualche personaggio nuovo e molto intrigante, che scommetto ci darà altro materiale su cui fantasticare…
Un libro che rispetto al precedente forse contiene meno azione, ma sempre molto godibile, che fa da traino al prossimo mettendo tanta carne al fuoco e soprattutto pone al centro della storia i sentimenti dei protagonisti, cerca di dare risoluzione ai conti in sospeso nel passato famigliare di Talon, e che strizza l’occhio alle nuove relazioni che si stanno instaurando tra tutti i personaggi secondari.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Cuore di foglia, radici di pietra” – Giuditta Ross

Titolo: Cuore di foglia, radici di pietra
Autore: Giuditta Ross
Serie: Gli Eredi della Foglia #2
Genere: Urban Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Cuore di foglia, radici di pietra

SINOSSI

L’Alberopietra è risorto a nuova vita. Il sangue di Nairnering Cuordifoglia sparso sulle sue radici, credute ormai aride, ha ridato speranza a un intero regno. Finalmente Mojheardean può sedere sul Trono di Pietra e risollevare le sorti del suo popolo e, forse, delle intere stirpi fatate. Nair sa bene che non sarà sufficiente: non per la pace, né per lenire il tormento della sua anima nera. La corte di Pietrabuia non è un posto sicuro e lui ha fatto una promessa: farà qualunque cosa pur di risanare il suo debito.
Mojheardean ha lottato nell’ombra per tutta la sua vita. Ha combattuto, celando i propri intenti, contro la sua stessa stirpe maledetta dalla follia. Ha subito indicibili torture e ha giocato con astuzia ogni arma a disposizione per occupare la scomoda seduta del Trono di Pietra. Un’esistenza votata al riscatto per la sua gente, per un popolo che aveva smesso di sperare. Tra le insidie di una corte in bilico sull’orlo di un cambiamento epocale, Mo sa che quello non è che l’inizio e che mantenere saldo il regno richiederà un sacrificio ancora più grande.
Il suo pensiero, però, non fa che tornare a colui che ha salvato tutti loro, e si trova combattuto tra il desiderio di cedergli ogni cosa e il terrore di farlo. Ma lasciare avvizzire il proprio cuore potrebbe essere un prezzo che non è disposto a pagare.

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Aspettavo da tempo l’uscita di questo libro, il primo mi era piaciuto molto; ebbene sì lo ammetto, qualche volta un romanzo m/f stuzzica la mia curiosità e non potevo farmi certo scappare di leggere una saga con protagonisti vampiri, licantropi, ma soprattutto le fate…
Le fate mi hanno sempre affascinato, soprattutto quelle della mitologia nordica, divise tra le corti della luce e dell’ombra.
Ho divorato tutte le serie giunte in Italia anni fa e nel preciso istante in cui è entrata in scena la coppia di gemelli, Nair e Rain, sapevo che mi avrebbero dato tante soddisfazioni.
Lo stile della Ross è fresco, divertente, evocativo e sboccato al punto giusto, soprattutto quando a parlare è il Succhiavita St Clair, la sua adorabile fata vampira Alice e il dissacrante Nair! Un terzetto che è tutto un programma, con un continuo scambio di battute che a dato dinamicità al testo e mi ha fatto finire il libro in un lampo!
L’autrice è cresciuta dalla sua prima pubblicazione e sono certa che mi darà delle soddisfazioni anche in futuro: questo è un messaggio di semi stolkeraggio per avere al più presto il terzo volume della serie! Perché è previsto vero? Non scherziamo, datemi le fate e nessuno di farà male! Ho amici importanti io!
Ma torniamo seri per un attimo e parliamo dei protagonisti di questa storia, Mojheardean di Pietrabuia e Nairnering Cuordifoglia
Mojheardean, detto Mo dalla nostra piccola fata vampira, è il principe dei Grigi, così vengono definiti i fae oscuri, che risiedono a Pietrabuia, un regno scaturito dalla montagna grazie alla magia degli avi di Mo, che l’hanno plasmata con il loro potere.
Mo è stato tenuto prigioniero e torturato dalla Corte dei Luminosi, che si contrappongono alla Corte dei Grigi, perché sospettato del rapimento della giovane principessa della foglia Alice. Porta ancora sul suo corpo i segni del tempo che ha passato prigioniero dalla Corte che dovrebbe essere quella dei buoni:

Lì era dove il rovo aveva trapassato più volte muscoli e tendini, scalfendo l’osso. Lì era dove il dolore, quello fisico, non lo aveva mai abbandonato. Nessuno poteva immaginare la fatica che faceva a camminare a testa alta, senza tradire alcuna debolezza, senza perdere un passo. Solo Nair poteva.

Luce e ombra coesistono da sempre come le due Corti; l’una senza l’altra non è possibile, ma spesso anche dove c’è la luce si nasconde l’ombra e dove c’è l’ombra esiste sempre uno spiraglio di luce. Mo sarà anche il principe della corte dell’ombra ma il suo cuore è pura luce, pian piano sta riportando alla vita la sua corte trascurata dal fratello che l’ha utilizzata solo per accrescere il suo potere e dominare il mondo.
Mojheardean sta ancora cercando di guarire spirito e corpo e sente tremendamente la mancanza della sua piccola Alice, ma anche del suo salvatore/carnefice, Niar:

Mo aveva almeno un’amica che pensava a lui di tanto in tanto, che non l’avrebbe cercato per un qualche tornaconto, che, senza pensarci un attimo, l’aveva accolto e curato. Mojheardean sire di Pietrabuia, che sedeva sul Trono di Pietra, avrebbe mai conosciuto qualcosa come l’amicizia o l’affetto?

Mi ha fatto molta tenerezza questo personaggio dotato di una forza incredibile; ha resistito alle più crudeli torture; si è sempre professato innocente, perché lo era, e ora sta cercando di ricostruire il suo regno. Mo non è certo un colosso, tanto meno un guerriero e non ha mai cercato vendetta, anche dopo tutte le sofferenze subite: è un sopravvissuto con tanta voglia di vivere e amare, ma Nair si lascerà amare o lo ferirà di nuovo?

Un bellissimo sogno di una notte di fine inverno, poiché nei sogni poteva lasciare che accadesse qualunque cosa, anche fidarsi di quello che leggeva negli occhi di Nairnering Cuordifoglia. In un sogno avrebbe potuto fingere che quelle non fossero le sue lacrime ma gocce d’acqua dai capelli, mentre si chinava per dare la risposta perfetta a quello sguardo che lo implorava.

Dall’altra parte ecco il suo carceriere, Nairnering, convinto di non meritare né il dono ricevuto dalla Grande Madre, né l’amore del suo Principe. Nair è forte, sfuggente e affascinante, con sempre la battuta pronta; uno spirito libero che ama frequentare il mondo degli umani, tanto da portarsi dietro sempre qualche loro artefatto, soprattutto armi.
Nair non riesce a perdonarsi per quello che ha fatto a Mo; certo eseguiva degli ordini, ma in cuor suo godeva di quello che faceva al suo principe. Si è punito cercando di stargli lontano, ma non è possibile stare lontano da Mo:

Nair sentì le sue stesse lacrime bagnargli le guance, le labbra. A lungo si era punito. A lungo era stato lontano da radici e foglie, e il suo cuore era appassito a poco a poco.

Un grande pericolo incombe sulle sue due corti e su tutta la comunità degli esseri soprannaturali; Mo e Nair hanno avuto un piccolo assaggio di quella che si chiama felicità, e ora nessuno dei due è disposto a rinunciarvi. È giunto il momento di riportare ordine nel caos senza rinunciare ad essere felici e anche il momento per perdonare se stessi:

Qualcuno intrecciò le dita con le sue e cominciò a sussurrare parole fumose alle sue orecchie. Amore. Ancora quella parola e il suo adorato principe che gli teneva la mano. Nair sentì voglia di piangere. Un viticcio di energia intrecciò le spire ai suoi pensieri e il profumo della clorofilla gli riempì le narici. Era bello essere a casa.

Leggere questo libro è stato come perdersi in una foresta, è stato come passeggiare in un bosco, persi ad ammirare la bellezza della natura, ad ascoltare i rumori delle piccole creature e osservare la magia della luce che spunta qua e là tra le fronde degli alberi: Luce e Ombra che si alternano in un ciclo continuo, sempre insieme, mai divisi, l’uno dentro l’altro…

4.5


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Recensione in anteprima “Cani e Lupi” – T. A. Moore

Titolo: Cani e Lupi
Autore: T. A. Moore
Serie: Wolf Winter #1
Genere: Urban Fantasy, Distopico
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,17€
Link all’acquisto: Cani e lupi

SINOSSI

Il mondo non finisce con uno schianto, ma con un diluvio. I tornado invadono il cuore di Londra, New York soffoca sotto un’ondata di calore che fa sciogliere persino l’asfalto, mentre la Russia congela sotto uno spesso strato di permafrost. All’inizio le persone si uniscono, paracadutando aiuti dal cielo e facendo evacuare la popolazione, ma il clima non fa che peggiorare.
A Durham, il mite professore universitario Danny Fennick si prepara ad affrontare la tempesta. È cresciuto nelle Highlands scozzesi, perciò ha già vissuto inverni rigidi in passato. Inoltre, ha un vantaggio. È un lupo mutaforma. O, per essere precisi, un cane mutaforma. Meno impressionante, ma sempre utile.
Tuttavia gli altri lupi mutaforma non credono che quello sia un inverno qualsiasi e stanno attraversando il Vallo per marcare il loro nuovo territorio. Tra loro ci sono l’ex di Danny, Jack, Principe Ereditario del branco del Numitor, inseguito dal fratello che vuole ucciderlo.
L’inverno dei lupi non è bianco. È rosso come il sangue.

Lady Marmelade2

Appena letta la sinossi del libro non sapevo bene cosa aspettarmi: un urban fantasy o un distopico? Si parlava di lupi, cani e sconvolgimenti climatici e l’ambientazione era davvero suggestiva, visto che la storia di questo clan di mutaforma affonda le sue radici all’epoca dei romani e dell’imperatore Adriano.
Sono pochi i generi che non riesco a leggere, amo sia gli urban che i distopico, quindi mi ci sono buttata senza problemi.
È il secondo libro di questa autrice che leggo, il primo era stato una commedia romantica, questo invece è del tutto differente.
La capacità descrittiva dell’autrice è stata talmente potente che mi sembrava di sentire davvero il gelo sulla pelle come descritto nel libro.
Un libro che a tratti scivola anche nell’horror, visto il continuo ritrovamento di cadaveri orribilmente mutilati da una creatura letale e misteriosa.
I paesaggi brulli e spazzati dal vento delle Highland Scozzesi mi hanno sempre affascinato, così come i miti e le leggende che sono nati in quel territorio.
Ho trovato molto originale l’aver legato la storia del Vallo di Adrianoa una maledizione che incombe sul clan dei lupi di cui fa parte Jack, uno dei protagonisti della storia.
Jack è il principe dei lupi, l’edere designato a divenire il nuovo capo, ma sulla sua strada c’è il fratello gemello e un piccolo problema tecnico: Jack non avrà mai eredi, visto che rifiuta di accoppiarsi con le femmine, dato il suo essere gay. È giunto il momento di decidere chi tra lui è il fratello sarà il successore del Numitor, e un Numitor sterile non ha senso di esistere:

Barcollò e cadde in ginocchio sul terreno duro, passandosi una mano sulla faccia. Esiliato. Solo. Quel pensiero gli riempiva il petto di rabbia e di una paura calda, vischiosa. In tutta la sua vita non era mai stato solo. Non sapeva nemmeno come si facesse.

Jack non ha intenzione di rinnegare se stesso e preferisce subire l’esilio che piegarsi al volere de padre. Ora però è solo, e non può rimanerlo; i lupi sono animali sociali e hanno bisogno del branco per mantenere la loro sanità mentale e sentirsi protetti. C’è una speranza per lui; un giovane membro del clan si era allontanato anni fa, il giovane Danny che si è costruito una vita all’apparenza felice tra gli esseri umani, forse perché essendo un mezzo sangue, si sente più attratto dagli umani che dai lupi:

Però aveva fatto tutto il possibile per allontanarsi dal branco, da sua madre, dai suoi fratelli e da tutti i cugini, dagli zii, dai parenti di chissà quale grado, dai secondi cugini per matrimonio. Da Jack. Il branco li faceva sentire al sicuro, ma era anche chiuso, elitario, e spesso crudele.

Danny è un cane mutaforma sbeffeggiato dal suo clan, da sempre considerato solo un animale da compagnia, con cui giocare e utile solo per scaldare il letto. Logico che sia scappato dalla famiglia per cercare la felicità tra gli umani, eppure anche lì sembra non trovare pace. Far finta di reprimere il suo lato selvaggio non è stata una bella idea, e ora che Jack è sulle sue tracce la sua parte animale sta riaffiorando:

In due avrebbero formato un branco piccolo, ma pur sempre un branco. Jack non sarebbe stato solo, e Danny sarebbe stato al sicuro. Si passò una mano sul mento, sentendo i corti peli della barba sul palmo, e piegò le labbra in un’espressione beffarda. Ora non gli restava altro che convincerlo.

Devo dire che a tratti l’arroganza al limite della violenza fisica di Jack mi ha un po’ disturbato, mi piacciono i personaggi forti, ma così aggressivi faccio un po’ fatica a digerirli. Del resto però Jack è un principe fiero e testardo, cresciuto per comandare un clan e credo che sia stato creato di proposito così ai limiti dell’antipatia. Jack è un lupo enorme quando si ricopre di pelliccia, cosa che ci da ancora più idea della sua potenza e del suo potere.
Dall’altro lato Danny è dolce e remissivo, fisicamente più alto di Jack, ma costretto ad abbassare lo sguardo tutte le volte che incrocia quello dell’altro in segno di rispetto e sottomissione. Eppure il suo essere dolce è la sua arma migliore, perché Jack farebbe di tutto per tenerlo al sicuro, persino uccidere il fratello e chiunque voglia fargli del male. Ma non preoccupatevi troppo per lui, Danny è più forte di quel che pensiate e ha una lingua davvero tagliente, visto che è l’unico che non le manda a dire a Jack:

Con Danny… A Jack piaceva. Gli era sempre piaciuto. Gli piaceva che pronunciasse a voce alta tutti i pensieri irriverenti che gli passavano per la testa, e che i suoi occhi esprimessero tutti quelli eccitati.

Un libro davvero molto particolare che non so davvero come verrà accolto, ma che a me è piaciuto e di cui ora aspetto il seguito, che avrà protagonisti diversi, ma che sono sicura riprenderà gli interrogativi rimasti senza risposta di questo primo capitolo.

4


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Recensione in anteprima “Statico” – L. A. Witt

cover500-6Titolo: Statico
Autore: L. A. Witt
Genere: Paranormal, Dispotico, Fantascienza
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Statico

SINOSSI

Durante i due anni passati insieme, Alex ha sempre temuto il momento in cui Damon avrebbe scoperto la verità, ovvero che lei è un mutagenere, quella piccola percentuale della popolazione in grado di cambiare sesso a piacere. Grazie a un impianto che le è stato messo contro la sua volontà, però, Alex si risveglia improvvisamente statico, ovvero non riesce più a cambiare da un genere all’altro, e bloccato nella sua forma maschile. Nel giro di una notte, la sua doppia natura viene rivelata a un mondo che non capisce né tollera quelli come lui… e al suo fidanzato eterosessuale.
Damon rimane sbalordito nello scoprire che la sua ragazza è un mutagenere e si spaventa a morte per i notevoli rischi a cui la espone l’impianto che le è stato imposto. Si rifiuta di abbandonarla, ma che ne sarà della loro relazione? Lui è etero e Alex è intrappolata nella sua forma maschile, perché rimuovere l’impianto è troppo costoso e pericoloso.
Derubato di metà della propria identità e costretto ad affrontare complesse conseguenze fisiche e sociali, Alex ha bisogno più che mai di Damon, ma non vede una via d’uscita da quella situazione.
Specialmente se sarà costretto a restare statico per sempre.

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Ormai dovrei essermi abituata alla vastità e varietà del potenziale letterario di L.A. Witt, eppure tutte le volte questa autrice riesce a stupirmi, lasciarmi senza parole e mettermi in testa una serie di domande infinite.
Tutte le volte che ho per le mani un suo libri dico a me stessa di andarci piano, di centellinare le pagine, ma non c’è niente da fare: appena comincio la lettura è impossibile mettere da parte il libro e dedicarmi a qualsiasi altra cosa. Anche stavolta il copione è stato lo stesso.
Nelle ultime pagine del libro la Witt stessa ci racconta il perché della stesura di questa storia, un’altra dimostrazione del genio di questa donna che, partendo da uno spunto del suo vissuto personale, da vita a due personaggi che non potrete non amare.
Quando si legge un libro si sceglie quasi sempre un preferito, che può essere uno dei protagonisti ma anche uno dei personaggi minori: stavolta per me non c’è stata storia ho amato Damon e Alex dalla prima all’ultima pagina! Mi sono immersa nel loro mondo dalla testa ai piedi, era impossibile restare in disparte a criticare le scelte di Alex o mettere in dubbio i sentimenti di Damon. Mi hanno investita in pieno in un crescendo senza fine, che mi ha traghettato verso un finale che qualcuno forse troverà scontato, ma che io considero l’unico possibile per dare un senso alla storia.
Dal punto di vista stilistico il libro ci viene narrato dal punto di vista di entrambi i protagonisti, in prima persona, scelta ottimale per far entrare il lettore in contatto con Damon e Alex. Non sono una lettrice che snobba la prima persona per la narrazione di un romanzo, anzi in alcuni casi lo preferisco alla terza persona perché mi fa entrare ancora più in empatia con chi narra e in questo caso si è rivelata la scelta più saggia.
Non fatevi spaventare dall’ambientazione distopica del romanzo; l’universo alternativo in cui è ambientata la storia è molto simile al nostro, molto credibile e non particolarmente tecnologico.
Damon e Alex si frequentano ormai da due anni; sono innamorati, felici, ma ci sono momenti in cui Alex diventa taciturna, passa dall’apatia alla depressione, finendo per rifugiarsi sempre più spesso nell’acool. Damon non riesce a capire perché la sua fidanzata si comporti così, soprattutto quando si parla di convivenza e matrimonio.
La ragione è semplice: Alex è un mutagenere, può essere uomo o donna a seconda di quello che il suo cervello decide al momento. Un dono, una capacità speciale oppure una maledizione? Solo Alex è in grado di spiegarci cosa significhi essere un mutagenre e come sia vivere nel continuo conflitto quotidiano, quando i tuoi genitori pretendono di sapere in che forma tu possa vivere meglio:

“Alcuni mutagenere sentivano il bisogno di cambiare solamente una volta ogni tanto, utilizzando un unico genere per la maggior parte del tempo. Altri avrebbero potuto anche essere statici: avevano l’abilità di cambiare, ma non il desiderio o il bisogno di farlo. Io ero per il cinquanta e cinquanta. Metà del tempo lo passavo come uomo, mente e corpo. L’altra metà come donna. Scegliere tra i due sarebbe stato impossibile. Cosa che costituiva un punto dolente, al momento, perché mi era stata tolta la possibilità di scegliere.”

Con un atto di estrema violenza i genitori di Alex gli hanno tolto la facoltà di mutare; è condannato a restare uomo per sempre e Damon non sa nulla della sua doppia natura:

“Avere l’impianto era una cosa. Avere la certezza di non poter cambiare era un’altra. Mi sentivo devastato. Mi era stata strappata via metà della mia identità. Amputata per il capriccio di qualcun altro. Separata da me grazie a quello che sembrava un taser interno…In altre circostanze, prima di andarsene mi avrebbe baciato, ma non mi aspettavo niente quella volta. Probabilmente neppure in futuro. Mi sentii accapponare la pelle. Ero qualcosa che neppure il mio stesso fidanzato osava toccare. ”

Damon è convinto di essere fidanzato con una bella ragazza dai lunghi capelli e occhi azzurri, certo più alta della media, sexy, divertente e piena di vita. Come reagirà alla verità?

“…Mi è difficile capire cosa stia provando. Io conosco solo la mia realtà di statico, non so cosa si provi a poter cambiare da maschio a femmina, o a desiderarlo.» «Non è un desiderio, dolcezza. È un bisogno.»”

La paura si sa è una cattiva consigliera, ma non biasimo Alex per aver taciuto il suo segreto a Damon e non biasimo nemmeno Damon per essersi preso tempo per metabolizzare la cosa. Il loro è stato un percorso di crescita duro, accellerato, ma fatto anche di piccoli gesti, trattato con tatto e delicatezza, senza bisogno di infarcire il romanzo di scene di sesso gratuite. Un imparare a conoscersi di nuovo, più che altro a scoprire cosa ci sia della “vecchia” Alex nel corpo di questo bellissimo e affranto ragazzo tradito dagli affetti più cari:

“Un altro piccolo segno che me lo faceva riconoscere immediatamente come Alex. Alex, che era in pericolo di vita. Alex, che potevo perdere in così tanti modi diversi in così poco tempo. Cazzo, mi veniva da vomitare… Amavo Alex e l’avrei sempre amata, ma non sapevo come amare lui. “C’è una parola utilizzata da Alex per definire sé stesso che mi ha comlpita nel profondo: CREATURA.

Siamo tutti creature: nessuno può dirci come ci dobbiamo sentire, chi dobbiamo amare, a quali stereotipi dobbiamo conformarci, eppure nel nostro subconscio veniamo bombardati da messaggi che ci vorrebbero omologati a seconda dello standard che va di moda. Ma siamo esseri umani, non siamo perfetti, anche se la perfezione sembra il modello a cui tutti debbano giungere. Cos’è la normalità? Siamo così belli nelle nostre imperfezioni, perché sinceramente non c’è nessuno che dovrebbe mai permettersi di dirci che non andiamo bene così come siamo.
Per fortuna Damon ci è arrivato alla svelta, ha visto oltre il velo, perché Alex è sempre stata/stato davanti ai suoi occhi:

“L’avevo cercata in ogni gesto e in ogni parola che lui aveva detto, ma eccola lì. Eccolo lì. Quello era l’Alex di cui mi ero innamorato, e che amavo ancora. Amavo lui come amavo lei, perché erano una cosa sola. Guardandolo in quel momento, mi chiesi come avessi fatto a non rendermene conto prima. Non m’importa se sei maschio, femmina o un po’ di tutte e due le cose. Non m’importa
se sei stonato come una campana. Sei bellissimo, Alex.”

DANONPERDERE

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Recensione “Due passi nel futuro” – Agnes Moon

agnesTitolo: Due passi nel futuro
Autore: Agnes Moon
Editore: Amazon Self
Prezzo:€3,49
Genere:
Link all’acquisto: Due passi nel futuro

SINOSSI:

Il futuro di Cedric Jefferson Douglas Hamilton III è stato stabilito fin dal giorno della sua nascita. Come primogenito il suo unico compito dovrà essere quello di perpetuare il nome della famiglia e divenire il Lord indiscusso della Contea di Hertfordshire.
Qualcuno però trama nell’ombra e Cedric è costretto a fare affidamento su abilità particolari che esulano dall’arte della guerra.

Un lavoretto facile facile, di quelli che filano lisci come l’olio e portano solo guadagno. Questo aveva pensato Ethan Ness, prima di ritrovarsi alle calcagna quattro energumeni intenzionati a riempirlo di botte.
E ci sarebbero anche riusciti, se all’improvviso uno strano ragazzo mascherato da paggetto non fosse intervenuto in suo soccorso. Sfoderando uno spadone più grande di lui.

Un giovane mago pasticcione e un detective privato disilluso dalla vita: due anime affini, separate da centinaia di anni, che si incontrano e si scontrano, lottando contro il fato avverso e facendosi beffe del famigerato “effetto farfalla”.

recensionelady

Questa ultima uscita della Moon è stata una lettura piacevole, scanzonata e rocambolesca.
L’idea di base da cui è partita è sia originale che già utilizzata, non ne fa mistero nemmeno l’autrice stessa nelle sue note finali. Parliamoci chiaro: chi non vorrebbe avere una macchina del tempo e girovagare tra passato e futuro?
Mettere a confronto due uomini appartenenti a due epoche storiche diverse, con tutta una serie di gag, giochi di parole e sfottò, le ha permesso di dare libero sfogo alla sua incredibile vena ironica!
In tutti i suoi lavori precedenti ci aveva deliziato con personaggi irriverenti e sarcastici, ma anche fragili e bisognosi di affetto e protezione; una dicotomia che ritroviamo anche qua ben rappresentata dal turbolento Ethan e dal fragile e sperduto Cedric.
Come per i suoi lavori precedenti il libro è narrato in prima persona dai due protagonisti, alternando il loro punto di vista. Mi piace questo suo stile narrativo: si entra in empatia con entrambi i personaggi, si capisce cosa frulli loro per la testa e, soprattutto, cosa stiano provando.
Logico che, essendo il romanzo un time travel, necessitava di  una componete fantasy per giustificare il salto temporale che ha portato Cedric dal  1737 al 2017; l’escamotage trovato dall’autrice è stata la magia che scorre potente nella famiglia di Cedric e che si trasmette di generazione in generazione.
Cedric è il primogenito, cresciuto ed educato per ereditare titolo e casato: in realtà il ragazzo vorrebbe solo approfondire lo studio delle arti magiche e ritirarsi in contemplazione, visto che non sembra essere minimamente interessato a prendere moglie… Cedric è puro, innocente, ha l’aspetto di un angelo, ma attenzione: la spada la sa usare molto bene e con essa salverà il povero Ethan appena messo piede nel nostro mondo.
Che dire di Ethan? Ethan è un ex poliziotto diventato investigatore privato dopo un brutto caso che lo ha lasciato sconvolto, in piena depressione e con una dipendenza da alcol. Ethan è a tratti un cialtrone, uno scavezzacollo, ma sempre un buono. Cedric è minuto e delicato, in contemplazione perenne di questo strano futuro nel quale è stato catapultato. Ethan è un uomo ben piazzato, forte, muscoloso, molto realista e , purtroppo per il nostro Cedric, non crede a una parola uscita dalla bocca del giovane. Lo crede semplicemente fuggito da un manicomio:

“Ethan russava e borbottava nel sonno; non si accorse di nulla, ma non riuscii a impedirmi di fissare quel viso rude e attraente che mi aveva fatto accettare, per la prima volta nella vita, il mio interesse per gli uomini. Volente o nolente non lo avrei mai dimenticato e chissà, magari un giorno lo avrei perdonato. Il ventunesimo secolo era una contraddittoria mescolanza di regole ferree ed esagerata libertà. Ciò che mancava era quel tocco di ingenuo stupore che permetteva alle menti più fertili di spaziare con la fantasia. Ed Ethan era un chiaro risultato della società in cui viveva.”

Mi sono piaciuti molto i personaggi secondari che compaiono nel libro, mi riferisco soprattutto ai tre ragazzi membri di una band Heavy Metal che aiutano Cedric credendo subito al ragazzo, ma anche al misterioso cavaliere giunto dal passato che vorrebbe tanto farlo fuori. Anche se secondari, la loro presenza da una marcia in più al libro, generando ulteriori siparietti comici, molto divertenti.
L’amore nato in perfetto stile romance tra Ethan e Cedric è molto dolce ma anche burrascoso: per Cedric non è facile vivere alla luce del sole la sua omosessualità, l’ha sempre dovuta reprimere, ricordiamoci che viene da un’epoca in cui sarebbe finito sulla forca che fosse stato beccato a guardare un altro uomo in maniera non appropriata. Ethan però riesce a scalfire la sua corazza e a fa breccia nel suo cuore:

“Mi sfiorai le labbra, lì dove ancora sentivo il suo sapore, e un’improvvisa fitta al cuore mi sorprese, come un fulmine in una notte senza nuvole. Quello era stato il mio primo bacio, ed era stato bellissimo. Non potevo negarlo, neanche di fronte alla vera natura dell’uomo che me lo aveva rubato. Sorrisi amaro alla sdolcinata scelta di parole. Non c’era stato alcun furto, non ero certo una virginea donzella ed ero stato ben contento di assaggiare quella bocca peccaminosa, tanto da
volerlo ripetere.”

I due personaggi sono molto ben caratterizzati e il linguaggio utilizzato da Cedric, che enfatizza la differenza di epoca tra i due, è certamente un punto di forza del romanzo.
La storia è scritta bene, coinvolgente, ma a tratti presenta qualche piccola increspatura che non mi ha permesso di mettere questo libro sul livello della serie precedente, mi riferisco a  Legami di sangue.
Nel complesso un libro consigliato, la Moon ha le idee e le sa mettere su carta, e ora vediamo cosa si inventerà la prossima volta per stupire i suoi lettori!

MOLTO BELLO

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Recensione “Nei tuoi occhi” – Cardeno C.

51fh5iedjglTitolo: Nei tuoi occhi
Autore: Cardeno C.
Editore: Triskell Edizioni
Genere: MM Urban Fantasy
Prezzo: €3,74
Link all’acquisto: Nei tuoi occhi

SINOSSI:

Cresciuto per diventare l’Alfa del branco di Yafenack, Samuel Goodwin dedica la sua vita a studiare le leggi dei mutaforma, a rendere il proprio corpo più forte e ad apprendere nozioni da suo padre. Ma nonostante tutti i suoi sforzi, Samuel non riesce a rapportarsi con le persone, comprese quelle che dovrebbe guidare.
Quando incontra Korban Keller, il figlio dell’Alfa del branco vicino, reagisce in maniera emotiva invece che intellettuale per la prima volta nella sua vita. Si sente infastidito da come il mutaforma lo destabilizza e così, prima cerca di intimidirlo e poi lo evita disperatamente. Ciò che non riesce a fare, però, è dimenticare i caldi occhi di Korban, il suo sorriso e la sua personalità solare.
Quando una battaglia tra i loro padri finisce tragicamente, Samuel fatica a condurre il branco mentre Korban tenta di sfondare le sue barriere emotive.
Due uomini molto diversi con un passato tumultuoso devono superare sfide che arrivano da ogni dove e riuscire a guardare oltre le regole della loro società per rendersi conto di essere destinati l’uno all’altro.

recensionelady

Questo emozionante terzo capitolo della serie Mates è decisamente una spanna sopra gli altri, in assoluto è quello che ho preferito.
Samuel è il protagonista del libro, nonché io narrante della storia; è lui che ci racconta il suo difficile percorso, intrapreso per divenire l’Alfa migliore che il suo branco abbia mai avuto.
Ogni momento di Samuel è  rivolto a migliorare se stesso per poter essere tutto ciò di cui il suo branco avrà bisogno nel prossimo futuro, quando suo padre abdicherà in suo favore.
Samuel è preparato, ligio al dovere, tutto il suo tempo lo passa tra le pagine dei libri che narrano la storia del branco, oppure in compagnia del padre per imparare il più possibile da lui. Questo lo ha reso un ragazzo molto solo, che non riesce a interagire con nessuno a parte i genitori. Non tollera i più comuni gesti di affetto come carezze e baci; persino una semplice stretta di mano, da parte di altre persone, per lui è insopportabile. Una cosa molto strana per un mutaforma che vive in branco, specialmente per un canide.
Mi sono sentita subito in sintonia con il povero Samuel e il suo disagio sociale. Vorrebbe rendere fiero il padre, ma non riesce ad aprirsi nemmeno con l’adorato genitore:

“«Parte dell’essere un buon Alfa è la forza, ma un’altra è la compassione e la tenerezza. Dobbiamo condurli con un martello di velluto, non con il pugno d’acciaio.» Si picchiettò di nuovo il petto. «Devi sentire la connessione, Samuel. Devi sentire per il tuo branco.»”

C’è solo una persona che sembra riuscire ad abbattere questo disagio di Samuel, un altro ragazzo poco più grande di lui, anch’egli destinato a divenire un giorno l’Alfa del suo branco, il giovane e solare Korban, al quale sembra che Samuel non sappia dire di no una volta incontrato il suo sguardo e sorriso:

“«Samuel?» chiese Korban mentre mi si avvicinava. «Stai bene?» Mi mise la mano sulla guancia e quello, combinato con il suo odore, mi distrusse. Fu la migliore e la peggiore sensazione che avessi provato in vita mia: sollievo, euforia e soddisfazione seguiti quasi subito da terrore, disgusto e senso di colpa.”

Il primo incontro tra i due segnerà per sempre la loro vita, ma Samuel farà di tutto per non cedere alla misteriosa forza che sembra spingerlo verso Korban. In sua presenza è sempre scorbutico, intollerante, antipatico, ma lo sguardo di Korban è sempre lì a seguirlo. Per anni Samuel ha cercato di evitarlo durante i raduni fra i leader dei branchi, ma la lieve presenza di Korban c’è sempre stata:

“Restò al suo posto, con le nocche bianche per la presa ferrea sull’arnese, e mi guardò. Mi guardava sempre.”

Korban è tutto quello che Samuel non può ancora essere, ma che con il suo aiuto potrà diventare, per questo i due sono perfetti l’uno per l’altro:

“I sentimenti erano già presenti, rinchiusi, nascosti, ma c’erano. Il suo bacio li trascinò fuori dal buio dov’erano sprofondati e li mostrò alla luce del giorno. Il suo tocco sul mio viso era bello, e giusto, così come le sue labbra morbide contro le mie, che mi stuzzicavano la lingua e mi permettevano di assaggiarlo…Per tutta la vita mi ero sentito a disagio quando qualcuno mi veniva troppo vicino, ed eccomi lì che cercavo di sprofondare sotto la pelle di Korban.”

Samuel col suo essere così introverso, col suo vivere sempre e solo in funzione degli altri, arrivando persino a volersi sacrificare fisicamente per loro, mi ha dato l’idea di essere quasi borderline: una ragazzo quasi troppo sensibile che ha deciso di rendersi insensibile per servire meglio la sua comunità. Sembra un controsenso, ma per Samuel non permettersi di sentire gli altri e seguire le regole alla lettera è il solo modo che conosce per rendere il suo branco sicuro.
Forse la figura di Korban rimane un po’ adombrata dalla presenza scenica di Samuel, ma questo è dovuto proprio al fatto Korban è lo “strumento” che può far connettere Samuel con la sua sfera emotiva. Una volta accettato Korban come compagno per Samuel sarà come respirare per la prima volta:

“«Spero che non ti pentirai di avermi come compagno. Non so tante cose come te. Il mio lupo non è così forte. E il mio cervello non…» Si mordicchiò il labbro. «Non sono così intelligente.» «Tu sei tutto ciò che potevo sperare di avere.» Mi sollevai in ginocchio, mi protesi verso di lui e gli afferrai la testa, costringendolo a incontrare il mio sguardo. «Sei sensibile e gentile, ottimista e forte, divertente e carismatico.» Era tutto ciò che non ero io. «Sei l’altra metà di me.»”

La scelta di Cardeno di caratterizzare così diversamente i due uomini ha decretato il successo di questo libro, perché pur non avendo inventato nulla di nuovo, rende originale la vicenda.
Poteva essere l’ennesimo libro che parlava di lupi mannari, guerre fra branchi, ecc, che avrebbe fatto compagnia alla miriade di libri già letti.
Invece Samuel, con il suo essere asociale – anche io spesso lo sono!-, e Korban con i suoi calmi occhi turchesi, me li ricorderò a lungo… Sopratutto tutte le volte che guarderò la copertina di questo libro e incrocerò lo sguardo di Korban!

emozionante