Pubblicato in: over the rainbow, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Escape” – Corinna Corti

Corinan Corti (1)

Titolo: Escape
Autore: Corinna Corti
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Over The Rainbow
Prezzo: 0,99€
Link all’acquisto: Escape

SINOSSI

Per diventare allievi della St Patrick, la più esclusiva accademia di tutta l’Inghilterra, occorrono due requisiti fondamentali: essere ricchi ed essere degli psicocineti. Ethan Blake e Dean Wright non solo soddisfano entrambe le richieste, ma sono gli eredi delle famiglie più potenti e influenti nella sanguinosa guerra che da anni divide l’aristocrazia inglese in due fazioni contrapposte: la Rosa Bianca e la Rosa Rossa.
Con la fine del quarto anno scolastico, le responsabilità cominciano ad affacciarsi nella loro spensierata adolescenza. Dean diventa gli occhi e le orecchie della Rosa Rossa all’interno dell’Accademia, ma notti insonni e una stanchezza insolita rischiano di compromettere la sua missione. Per di più, Ethan finisce per trovarsi sempre sulla sua strada e sembra accusare lo stesso affaticamento. Desideroso di far luce sulla faccenda, Dean inizia a indagare in una corsa contro il tempo e contro lo spietato Lord Bucket, leader della Rosa Rossa.
Così, mentre la resa dei conti si avvicina, Ethan e Dean dovranno loro malgrado aprire gli occhi e comprendere la vera natura dell’odio che li separa, rispondendo finalmente all’unica domanda che nessuno ha mai permesso loro di porre: è possibile cambiare il proprio destino?

Evelyne2

Oggi vi parlo di “Escape” di Corinna Corti, prima uscita della collana Over the Rainbow.
Questo è uno di quei casi in cui scrivere la recensione non è affatto semplice. Le cose da dire sono molte e trovare il modo giusto è arduo. Inizio con il dirvi che ho deciso di parlarvene subito dopo aver finito la lettura, per riuscire a mostrarvi quello che mi ha trasmesso questa storia.
L’ambientazione magica e misteriosa mi ha ricordato sin da subito una saga molto famosa dello stesso genere.
Anche se con un’iniziale difficoltà nel distinguere personaggi e ricordare nomi, sono riuscita ad entrare nella storia e a conoscere Dean, voce narrante. Malgrado quest’ultimo sia caratterizzato davvero bene, non sono riuscita a farmi piacere il suo personaggio. C’è qualcosa in lui che non mi ha convinta sin dall’inizio, nonostante io sia riuscita a seguire le sue motivazioni.
Dove la caratterizzazione di Dean è approfondita, quella di Blake è quasi assente. Vedere Ethan Blake grazie agli occhi di Dean Wright permette di vedere il ragazzo in un determinato modo, ma quando poi anche Blake diviene voce narrante, ritengo ci fosse bisogno di uno studio più approfondito della sua personalità, che passa sempre in secondo piano rispetto a quella di Wright, anche quando vediamo gli eventi attraverso i suoi occhi.

Pur essendo a conoscenza della difficoltà dell’impresa, non si sarebbe comunque tirato indietro. Non quando il suo destino di membro della Rosa Rossa dipendeva dal riuscire o meno nel rendersi utile a Lord Benjamin.

Sono piuttosto combattuta riguardo una votazione ben precisa, perché questa storia è per me divisa nettamente in due parti. La prima, approfondita, dettagliata e ben presentata, mi è piaciuta moltissimo. I personaggi secondari, seppur non siano mai al centro dell’attenzione, riescono ad avere un loro ruolo e a svolgerlo come dovrebbero. La teoria che l’autrice ha creato alla base mi è sembrata creata con un’attenzione e cura maniacale, davvero un ottimo lavoro.
La seconda parte, invece, in particolare l’ultima, mi è sembrata molto confusionaria. Ammetto di aver avuto qualche problema a distinguere non solo chi parlava, ma dove si trovava e cosa stava facendo. Probabilmente l’insieme di dettagli, che nella prima parte avevo amato tanto, qui mi hanno disorientata, facendomi perdere il filo più di una volta e costringendomi a tornare indietro per comprendere cosa stesse accadendo.
Spero l’autrice voglia scrivere un seguito per Blake e Dean, perché il finale mi ha lasciata in qualche modo sconcertata. Da un lato ho apprezzato molto la scelta di non dare una fine netta, perché non sarebbe stato giusto nei confronti di una storia che aveva bisogno di molto di più. Allo stesso tempo, però, moltissime domande sono rimaste in sospeso e mi dispiacerebbe un mondo rimanere con il pensiero che la storia sia incompleta e che si sia scelto un finale di questo tipo per non dare una risposta a ogni quesito. Ho voluto precisare questo aspetto perché i numerosi eventi che si susseguono mi hanno incuriosita davvero molto e vedermi scivolare via dalle mani i personaggi mi ha stupita non poco.
Mi sarei aspettata una maggior presenza della storia d’amore tra i due, qualcosa di più incisivo. È stata sicuramente una sorpresa vedere quanto in realtà il loro avvicinamento sia stato naturale e lento. Mai in primo piano e sempre sottinteso abbastanza da far comprende cosa si vorrebbe mostrare.

Da che si erano conosciuti, Dean non aveva mai dovuto faticare per scorgerlo fra mille altri e anche ora, con l’odore della sua pelle confuso fra quello di bucato dei vestiti, non ebbe alcun dubbio. «Eccoti qui, principino» sussurrò non senza un groppo in gola. «Finalmente ti ho trovato.»

Nel complesso questa lettura mi ha intrigata e anche piacevolmente stupita, nonostante diverse sfumature mi hanno lasciata l’amaro in bocca. Non perché il libro si sia rivelato inferiore rispetto alle mie aspettative, ma perché credo si sia creata una storia che meritava un approfondimento maggiore. Soprattutto considerando l’impegno che l’autrice deve aver messo in ogni pagina.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Guai a Elderland” – Meghan Maslow

Meghan Maslow

Titolo: Guai a Elderland
Autore: Meghan Maslow
Serie: Starfig Investigation #1
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Guai a Elderland

SINOSSI

L’ultima cosa che desidera Twig Starfig, investigatore privato mezzo drago e mezzo fairy, è recuperare un corno incantato rubato da un fae infido; però non può rifiutare quando un unicorno di abbacinante bellezza gli chiede di farlo. Non può rifiutare alla lettera, perché costringere il riluttante detective fa parte della magia seduttiva dell’unicorno.
Per giunta, Twig si ritrova sul groppone il saccente servo a contratto, Quinn Broomsparkle. In teoria i draghi dovrebbero aver voglia di mangiare gli umani, ma il lato mezzodrago vorrebbe ingoiare Quinn in un modo più… personale. E tanto per peggiorare le cose, è chiaro che quell’aiutante bello da togliere il fiato, ma inaffidabile, nasconde qualcosa. Qualcosa di grosso. E non si tratta di quello che ha nei pantaloni. Nel lavoro di un investigatore privato questo vuol dire guai con la G maiuscola.
Aggiungeteci anche un esercito di zombie, un’inquietante nave pirata fantasma, un tappeto volante malfunzionante, e l’imperioso padre fairy a pretendere che Twig sia all’altezza dell’illustre nome degli Starfig. Naturalmente, un vecchio ma costante nemico sceglie proprio quel momento per tornare in superficie. Tutti questi inconvenienti Twig può gestirli con tranquillità. Ma rendersi conto che si sta innamorando di un umano che non è libero di ricambiare il suo affetto, e la cui vita potrebbe dipendere dal successo di quest’ultimo caso… ecco, quello fa più fatica a gestirlo.

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Guai a Elderland” di Meghan Maslow è una di quelle letture davvero difficili da valutare. Sono stata indecisa per molti giorni e alla fine ho scelto di parlarvene a cuore aperto, senza fare alcuno spoiler, ovviamente, non vi preoccupate.
Il primo tratto che mi ha subito colpita è la fantasia dell’autrice. Mi direte “è un fantasy, ovvio che sia uno dei tratti particolari” e invece no. Non è sempre così. I nomi inventati mi sono sembrati inizialmente divertenti, alquanto particolari. Continuando a leggere, però, mi hanno portata su tutto un altro tipo di pensiero. Tuttora non so dire quanto mi sia piaciuto. In alcuni momenti mi è sembrato di leggere una storia comica, con situazioni surreali, portate all’estremo. Vi lascio un piccolo esempio.

Wow. Erano scintille color arcobaleno quelle che aveva attorno?

Sicuramente l’idea dell’autrice era proprio quella di dare un’idea così particolare dei suoi personaggi. Se fosse stata meno presente e più caratteristica l’avrei apprezzata molto. In questo caso, ritengo sia andata ad intaccare quella che ritengo potesse essere una storia davvero molto bella.
Twig, il mezzo drago e mezzo fairy, mi è piaciuto molto. La mia passione per i draghi ha giocato una parte fondamentale, non posso negarlo.  La sua personalità rispecchia molto bene quella che dovrebbe essere la temperanza di un drago.
Quinn, al contrario, non mi è piaciuto. L’ho trovato molto altalenante, così come il mio amore/odio verso tutti i personaggi secondari. Ad accentuare la mia teoria, l’ultima parte della storia, su cui avevo grandi aspettative, ha reso il momento più atteso e importante a mio parere banale e in modo molto frettoloso. La storia mi è piaciuta ed è un vero peccato aver visto una differenza così grande nella narrazione degli eventi. Alcuni, meno importanti, vengono descritti con cura e lentamente, altri, tra i più importanti in assoluto, sono invece veloci e lasciano l’amaro in bocca.

Mi scoprii addirittura dispiaciuto per lui. Ma che razza di problemi avevo? Pareva che all’improvviso fossi diventato il campione di tutte le creature disadattate che attraversavano la mia strada. Era ridicolo.

La descrizione delle razze che popolano Elder è il punto forte dell’intera storia. Ogni razza viene presentata attraverso le sue peculiarità, alcuni utilizzando dialoghi tra i personaggi, altri con riflessioni o eventi. Chi conosce il mondo del fantasy e, come me, è amante dei giochi di ruolo, non può che notarlo.

Non sapevo come gli umani riuscissero ad andare in giro. Ciechi, praticamente sordi, e senza senso dell’olfatto. Non riuscivo neppure a immaginare come avessero fatto a sopravvivere tanto a lungo. Riproduzione incontrollata e pura e semplice testardaggine, probabilmente.

Essendo il primo libro di una serie, mi ha incuriosita abbastanza da voler continuare la lettura quando sarà pubblicata. Se vi piace il fantasy e non vi dispiace quell’aspetto grottesco che aleggia per tutta la lettura, vi consiglio la lettura.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: leggereditore, recensioni

Recensione “La seduzione dell’ombra” – Kresley Cole

Kresley Cole

Titolo: La seduzione dell’ombra
Autore: Kresley Cole
Serie: Immortals After Dark #16
Genere: Paranormal, Urban Fantasy, Vampiri, Erotico
Casa Editrice: Leggereditore
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: La seduzione dell’ombra 

SINOSSI

Il principe Mirceo Daciano e il suo nuovo amico Caspion, cacciatore di taglie, battono le strade di Dacia, ubriachi e alla ricerca dei piaceri della carne. Ma quella che avrebbe dovuto essere una nottata come le altre cambierà per sempre le loro vite. Dopo aver trascinato a letto uno stuolo di ninfe, da queste provocati, il demone e il vampiro si baciano, e una volta interrotto il bacio si sentono scossi, spaventati dall’improvvisa chimica esplosa tra loro. Molteplici e variabili ostacoli, però, che vanno da una condanna a morte all’esilio in una dimensione ormai devastata dalla guerra, minacciano di distruggerli e di annullare la vulnerabile e inattesa promessa contenuta in quel bacio. Anche se Mirceo riesce ad accettare Caspion come suo compagno predestinato, il sensuale vampiro deve ancora riuscire a convincere il demone che il loro legame sia per sempre. E ogni unione reale dei Daci deve ricevere la benedizione di re Lothaire, un killer imprevedibile e selvaggio…

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«Amico, a me piacciono soltanto le donne.» Il vampiro incurvò le labbra, mostrando i denti e le zanne bianche. «I miei gusti invece non sono così… limitati. Comunque ho già chi può soddisfare i miei bisogni. Non sono venuto da te per una semplice scopata.»

Fino a pochi giorni fa non sapevo dell’esistenza di questa lettura. “La seduzione dell’ombra” è solo uno dei tanto volumi della serie di Kresley Cole e l’unico a raccontare la storia d’amore tra due uomini.
Adoro le storie fantasy e questo è uno di quei casi in cui la storia spinge il lettore ad arrivare fino alla fine. Lascia alcune situazioni in sospeso, eppure completa quella che è la storia tra Caspion, demone della guerra, e Mirceo, vampiro daco. Queste due razze sono tra quelle che più di tutti mi hanno sempre affascinata. Mi ha dato molta soddisfazione vedere quanto l’autrice si sia soffermata su piccoli particolari per rendere a pieno l’idea della loro natura.

Non riusciva a credere che presto sarebbe stato risvegliato. Una volta trovato il suo partner, il cuore avrebbe finalmente ripreso a battergli, i polmoni si sarebbero di nuovo riempiti d’aria, e lui sarebbe tornato forte come una roccia…

Mi è dispiaciuto vedere l’edizione non così curata come mi sarei aspettata. Ci sono state “piccole” cose che mi hanno confusa: l’uso di diverse scritture apparentemente senza senso, l’inserimento delle importanti informazioni sulle razze solo nella parte finale del libro e l’intreccio tra passato e presente non sempre delineato.
Un vero peccato, perché la storia di Caspion e Mirceo è davvero molto interessante. Il sesso, molto presente all’interno del libro, lo caratterizza, come del resto anche gli altri volumi della serie.
E va ad accentuare quella che è già una perfetta caratterizzazione dei protagonisti, legati a personaggi secondari intriganti e, a volte, misteriosi.

Al contrario degli altri lì presenti, Cas non aveva un soldo né era istruito. Era cresciuto per strada, ricoperto di stracci, rovistando tra i rifiuti in cerca di cibo e chiedendo l’elemosina. Non aveva mai avuto un nome, per questo tutti lo avevano sempre chiamato il Mendicante.

Mi sarebbe piaciuto sapere di più su di loro, su cosa accadrà e suoi loro compagni, ma avendo letto solo questo volume ho poco chiaro cosa sia accaduto e cosa potrà accadere.
Nonostante questo, però, leggere la loro storia mi ha incuriosita molto nei confronti del mondo creato da Kresley Cole. Sicuramente, se dovesse pubblicare un altro romance gay sarei una delle prime a leggerlo e, se trovassi il tempo necessario, sarei anche curiosa gli leggere gli altri volumi della serie, cosa alquanto rara.

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Hoarfrost” – Jordan L. Hawk

Jordan L Hawks

Titolo: Hoarfrost
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #6
Genere: Horror, Distopico, Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Hoarfrost

SINOSSI

Lo stregone Percival Endicott Whyborne e suo marito Griffin Flaherty godono di un periodo di pace e tranquillità senza precedenti. Sfortunatamente, la calma è stravolta dall’arrivo di un pacco da parte di Jack, il fratello di Griffin, che ha dissotterrato uno strano oggetto mentre scavava in cerca d’oro in Alaska. La scoperta di una civiltà sino ad allora sconosciuta potrebbe ravvivare la carriera della loro comune amica, la dottoressa Christine Putnam… o potrebbe ucciderli tutti, se gli indizi di magia nera che riguardano l’artefatto si riveleranno veri.
Insieme a Christine e al suo fidanzato Iskander, Whyborne e Griffin viaggeranno verso i più lontani anfratti dell’Artico per impedire a un’antica minaccia di reclamare la vita del fratello di Griffin. Ma nel duro campo di minatori di Hoarfrost, i segreti corrono rapidi come una tempesta di neve e Whyborne non è l’unico stregone attratto dalle voci di presenze magiche. Nella natura selvaggia fatta di ghiaccio e pietra, Griffin deve affrontare la sua più grande paura… o perdere tutti coloro che ama.

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Corro davvero il rischio di essere ripetitiva, ma questa serie è sempre più avvincente e pazzesca, tanto che ero partita con un quattro e mezzo come valutazione, ma alla fine ho “dovuto” cedere e mettere un cinque pieno!
Il merito dell’aumento di voto è dovuto a molteplici fattori: in primo luogo la storia, sempre ad alta tensione, sempre avvincente, senza un attimo di tregua, un’avventura in puro stile Indiana Jones!
Poi ovviamente vengono i personaggi: protagonisti sempre più intriganti, che ci svelano la loro anima tormentata, insicura, debole ma forte allo stesso tempo per reagire alle prove che il destino sembra mettergli sempre sul cammino, e anche i personaggi secondari sono di tutto spessore, anche l’ultima aggiunta, il fidanzato della Dottoressa Putnam, il fascinoso cacciatore di mostri, Iskander.
Un altro elemento che ha fatto alzare il voto è stato l’aver introdotto da parte dell’autrice il POV di Griffin! Finalmente anche lui ha voce in capitolo, ci narra gli eventi e soprattutto ci svela la sua anima.
Whyborne ormai lo sappiamo che dietro alla sua timidezza, insicurezza, educazione, passione per le lingue “morte”, nasconde un temperamento focoso e un potere immenso che continua ad aumentare:

“Avevo toccato quel potere, l’anno appena passato. Mi aveva riempito, bruciando nel mio sangue e fuoriuscendo delle cicatrici sul mio braccio fino a incenerirmi la camicia. E, per un attimo, avevo percepito ogni creatura vivente della città, ogni battito di cuore, ogni passo, ogni respiro tremante.”

Il suo essere insicuro, l’essere sempre stato considerato un debole, uno “strambo”, è stata forse la sua fortuna, perché queste caratteristiche gli hanno permesso di mantenere la sua anima pura, lo ha reso più umano degli umani – qui grosso rischio di spoiler se non si ha letto il volume precedente! Per certi versi è ancora inconsapevole del suo valore, ma pian piano ci sta arrivando:

“Widdershins non si era ancora risvegliata per mia mano. E sebbene fosse attualmente dormiente, come una bestia inquieta, non potevo negare che mi ero abituato ai sussurri del potere sotto i miei piedi.”

Anche Griffin ha le sue insicurezze: ormai conosciamo bene il suo passato, la sua storia, la sua perdita, tutti elementi che l’hanno spinto ad abbandonare la sua vita precedente per ricominciare da capo a Widdershins. Sappiamo della sua famiglia disgregata che sta cercando di riunire, ma avevamo sempre visto Griffin dal punto di vista di Whyborne. Per lui Griffin è sempre coraggioso, impavido, restio a fidarsi delle arti magiche, molto pragmatico e avventuroso. Ho sempre visto Whyborne idolatrare l’ex Pinkerton, come se l’avesse messo su un piedistallo, ammirandolo, volendo essere coraggioso, forte e indipendente come lui. Certo la sofferenza patita da Griffin in passato era palese, ma qualcosa ci era stato taciuto: anche l’investigatore è insicuro, al pari del suo Whyborne. Griffin è umano, non ha doti magiche, prova paura, si sente insicuro, molte volte non all’altezza del marito, e tanto solo:

“Whyborne si conosceva in un modo che potevo solo invidiare. Non lo aveva reso sempre felice, ma gli aveva dato il coraggio di trovare la propria strada, nonostante i desideri di suo padre o di chiunque altro. Si rifiutava di essere diverso da se stesso e il mondo poteva fottersi se disapprovava.”

La sua non è invidia però nei confronti del marito, lui per primo ne ha riconosciuto il valore, ne è rimasto stregato, tanto che lo sceglierebbe sempre come suo compagno di vita, per sempre.
Entrambi gli uomini sminuiscono sempre loro stessi, un altro segno che li rende perfetti l’uno per l’altro:

“…Sono un uomo normale. Non c’è nulla di magico o di speciale in me.» «Tutto in te è speciale,» disse con gentilezza. «Forse per te.» Gli offrii un sorriso triste. «Non solo per me. Widdershins conosce chi gli appartiene.»”

L’avventura stavolta la fa da padrone, i due innamorati devono superare molte situazioni imbarazzanti e non avranno molto tempo per rimanere da soli, ma anche questo mi ha fatto riflettere su loro come coppia, che non può mostrare in pubblico gesti d’affetto che vanno oltre l’amicizia virile. Griffin ha subito un grande dolore quando è stato rifiutato da Pà e Mà per colpa del suo amore nei confronti di Whyborne, quindi ora ha paura di confessare al fratello che quello che lo lega all’uomo va oltre l’amicizia.
Il rischio è grande, ma del reso chi non capisce vedendoli insieme che il loro è “solo amore”, non merita di avere a che fare con loro.
“L’amore salverà il mondo” diceva qualcuno, Griffin ha trovato la sua fonte d’amore, doveva solo sentirla:

“Io sentivo Ival. Sentivo il suo amore per me, a cui non importava che fossi difettoso. Tutte le parti di me stesso che avevo gettato ai suoi piedi durante gli anni insieme, tutte le crepe che ancora mostravano dove mi aveva aiutato a guarire, non importavano più. Lui mi amava, al di là della mia capacità di comprendere.”

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Cinder” – Marie Sexton

Marie Sexton (8)

Titolo: Cinder
Autore: Marie Sexton
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 1,99€
Link all’acquisto: Cinder

SINOSSI

Eldon Cinder darebbe qualsiasi cosa per vedere il principe Xavier un’ultima volta, ma solo le donne sono invitate al ballo reale. Quando la strega gli offre di trasformarsi in donna per una sola notte, Eldon accetta.
Un incantesimo.
Una notte.
Un ballo.
Che cosa potrebbe andare storto?

Evelyne2

Cinder” di Marie Sexton è una dolce e simpatica rivisitazione della favola di Cenerentola. La struttura di base è più o meno la stessa: la zia e le due cugine gemelle trattano Cinder come un servo ed un principe appare alla ricerca della sua amata. Un ballo è la sola occasione per riuscire ad avvicinarsi a lui ed avere una chance.
Marie Sexton crea una sottotrama per rendere plausibile l’inserimento di Cinder come compagno del principe. Sicuramente originale, ho apprezzato la sua idea, anche se le azioni finali di Cinder mi sono sembrate davvero macchinose, oltre che frettolose. Leggendo, ho avuto l’impressione che l’autrice avesse accelerato la narrazione per raggiungere il suo intento. Buono in alcuni casi, ma fuorviante in altri.

“Che tipo di persona vive in una grotta?” Chiese, mentre lasciavo il pesce su di una pietra liscia davanti all’entrata.
Mi strinsi nelle spalle. “Dicono che sia una strega. Può fare delle magie.”
Agitò una mano in un gesto sprezzante. “Non credo nella magia.”

È anche vero, però,  che l’intenso di una favola è proprio quello di farci sognare e credo che Marie Sexton sia riuscita nel suo intento, presentandoci una storia molto dolce e sicuramente utopica. Così come Cinder trova il suo Xavier, ognuno in noi ha la possibilità di credere nei propri sogni e che, nonostante possiamo trovare numerosi ostacoli sul nostro cammino, l’amore è amore.

“Tu puoi chiamarmi Xavier.”
“Non sarebbe appropriato.”
“Appropriato è noioso.”

È molto breve, non raggiunge le cento pagine, ma d’altronde, non mi sarei mai aspettata fosse un volume corposo, dovendo narrare una storia che non solo in molti conoscono già, ma che non può subire numerosi cambiamenti se non nei dettagli necessari.
Lo stile rende la storia dolce e molto semplice e, seppur il finale abbia qualche sbavatura, la Sexton è riuscita a dare un’idea piuttosto chiara di una favola a tematica gay. Per chi ama le favole in versione mm, questa è sicuramente una lettura adatta alla sua libreria.

3.5

Pubblicato in: lux lab, recensioni

Recensione “Villain: Scott” – Daniela Barisone con la partecipazione di Juls S. K. Vernet

Daniela Barisone

Titolo: Villain: Scott
Autore: Daniela Barisone con la partecipazione di Juls S. K. Vernet
Genere: Fumetto, Urban Fantasy
Casa Editrice: Lux Lab
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: 
Villain: Scott

SINOSSI

Scott Shepard è una persona normale, con un lavoro normale e l’unica cosa interessante che gli sia mai successa è stata quella di fidanzarsi e farsi mollare da Wonder, il più forte supereroe dei Champions. Durante uno scontro tra Whitemancer e i Champions, Scott viene travolto dal fuoco incrociato della devastazione lasciata dal gruppo di supermutandoni ed è costretto a darsi alla fuga. Quello che non si aspetta è di finire dritto nelle braccia del “nemico”.

Fumetto erotico, LGBT, M/M con contenuti espliciti.
Con una storia di Juls SK Vernet.

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Villain: Scott” è il primo volume di una serie a fumetti di Daniela Barisone, edito dal collettivo Lux Lab. Non avevo ancora avuto il piacere di leggere una sua opera e, quando mi è stata data l’occasione, ne ho approfittato.
Se acquisterete questo volume potrete gustarvi un’introduzione della storia di Scott, giovane reduce da una relazione con il più famoso dei supereroi, Wonder. Ci sono scene esplicite a tematica gay, che donano un’aria sensuale ad una storia simpatica e a tratti adolescenziale. Grazie all’inserimento di un racconto di poche pagine di Juls S. K. Vernet alla fine del fumetto, abbiamo la possibilità di leggere un nuovo punto di vista, che rende la storia più completa. Avremo una panoramica generale della relazione che caratterizzerà la storia di Scott Shepard  e dei poteri che identificano molti supereroi e supercattivi.
Mi è piaciuto avere la possibilità di leggere il fumetto per poi riuscire ad identificarmi anche con il secondo punto di vista, nonostante la divisione sia netta e questo primo volume risulti molto introduttivo. Ho apprezzato molto lo stile dei disegni e questa nuova rappresentazione dei supereroi/cattivi. Un’idea del tutto originale e divertente in alcuni momenti.
Aspetto di poter leggere il secondo volume e scoprire cosa farà Scott dopo le ultime rivelazioni. Sono curiosa di vedere quali disegni Daniela Barisone ci presenterà. Spero ce ne siano alcuni altrettanto piccanti.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Bhrater” – Aurora R. Corsini

Aurora R Corsini

Titolo: Bhrater
Autore: Aurora R. Corsini
Serie: Le Luci dell’Eos #4.5
Genere: Urban Fantasy, Vampiri, Mutaforma
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Bhrater

SINOSSI

Entrare nel mondo dei non-morti significa allontanarsi dalla propria esistenza mortale, abbandonando tutte le persone amate. Oppure no.
Joshua non è un nuovo vampiro qualsiasi: è il compagno di Nael, Signora dell’Eos, che è disposta a qualsiasi cosa pur di renderlo felice, persino a rivelarsi a un umano, in una sera d’inverno.

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Anche questa volta, la Triskell Edizioni ci regala un’extra della serie “Le luci dell’Eos” di Aurora Corsini nel periodo di Natale, “Bhrater”. Come anche per gli altri racconti, vi consiglio di leggere il volume precedente, “Alû“, se non lo avete ancora fatto. Conoscere Nael ora vi sembrerebbe troppo strano e non riuscireste a godervi appieno queste poche pagine.
L’autrice ci descrive un momento che ho desiderato conoscere sin da il personaggio di Toby, fratello di Joshua, è entrato in scena. Vedere Joshua alle prese con l’ansia e Nael, che dal canto suo non ha mai avuto di questi problemi, riflettere la sua agitazione, è sorprendente. Aurora Corsini mostra con semplicità quanto sia differente la vita della guerriera e quella degli umani. Per la prima volta vediamo un umano prendere coscienza del mondo sovrannaturale intorno a sé, senza ritrovarsi in una situazione critica come era successo precedentemente a Joshua.

“Diglielo, tramuterò il ricordo in un sogno nebuloso se dovesse reagire male.”

Stavolta la voce narrante non è più Joshua, l’umano, ma Nael, Signora dell’Eos. Vedere il suo amore per Joshua e la complicità che è nata dopo la trasformazione di quest’ultimo, rende ancora più speciale la loro coppia ai nostri occhi. È sicuramente stato difficile riuscire a descrivere gli avvenimenti attraverso gli occhi della vampira ed ho apprezzato moltissimo la decisione dell’autrice.
È stato divertente immaginare i grandi guerrieri dell’Eos discutere insieme sulla possibilità di dimostrare ad un umano la loro esistenza senza traumatizzarlo a vita. Esilarante sotto alcuni punti di vista, soprattutto se si pensa a quanti modi ci sarebbero per mostrare a Toby cosa può fare adesso suo fratello.
Dopo aver conosciuto la storia di Nael e Joshua non potete certo perdervi questo extra, che in qualche modo pone fine, o l’inizio, a seconda dei punti di vista, alla loro avventura.

5

Pubblicato in: dreamspinner press, recensioni, recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Il tesoro del Drago” – M. A. Church

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Titolo: Il tesoro del Drago
Autore: M. A. Church
Genere: Paranormal, Urban Fantasy, Mutaforma
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 4,55€
Link all’acquisto: Il tesoro del Drago

SINOSSI

Essere amati da un drago significa essere trattati come un tesoro inestimabile.

Cento anni fa, l’Alfa Montgomery, spinto dalla disperazione, ha scelto di correre un rischio: ha preso in prestito dei soldi dall’antico drago Warwick Ehecatl, lasciando come garanzia le terre del branco. Ora è arrivato il momento di pagare il debito, e i draghi non dimenticano… né perdonano. Warwick esige come risarcimento il figlio di Montgomery, Avery, e tre delle sue attività commerciali. Avery è un Omega e sa di essere praticamente inutile al branco, quindi potrebbe anche accettare, ma ha dei ripensamenti: il suo futuro compagno è terrificante, e sarebbe libero di fare di lui ciò che vuole.
Warwick è consapevole della reputazione della sua razza, ed è persino disposto ad ammettere che in parte sia meritata, ma preferirebbe tagliarsi la coda piuttosto che smorzare la luce negli occhi innocenti del compagno. Non sarà semplice, ma c’è qualcosa tra loro che ribolle sotto la superficie e che vale la pena di proteggere.

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Quando ho letto per la prima volta la sinossi di “Il tesoro del drago” avevo tante aspettative. Avevo letto altri libri di questo autore ed i draghi sono sempre stati le creature mitologiche che più di tutte mi affascinano.
Sono contenta di poter dire che non mi ha affatto delusa. Ho notato subito l’attenzione con cui ha presentato il lato animale di Warwick. Piccoli riferimenti come la sua avversione per il freddo, la sua tendenza a non lasciare mai andare qualcosa dopo averla desiderata. Sono tutti dettagli che spesso vengono sottovalutati.

Il drago rizzò le orecchie. Fu necessario tutto l’autocontrollo di Warwick per non alzare gli occhi al cielo mentre il drago iniziava a sussurrargli i suoi desideri. Per gli dei, la maledetta creatura si era impuntata su qualcosa e non c’era niente di più testardo di un drago quando un oggetto catturava la sua attenzione o quando si faceva venire in mente un’idea.

Ho apprezzato entrambi i personaggi. Warwick è ovviamente il primo ad avermi attratta. Drago viola dagli occhi magnetici, misterioso e potente. Alcune sorprese sul suo conto mi hanno intrigata moltissimo, ma una in particolare mi ha resa dubbiosa. Considerando la forza insita nella sua natura, renderlo ancor più forte equivale a creare un essere che potrebbe avere il mondo ai propri piedi più di quanto un “semplice” drago potrebbe fare. Nel complesso però il suo personaggio è ben costruito e caratterizzato. Ed anche quella piccola cosa, certo non guasta la sua immagine.
Avery ho iniziato ad amarlo con calma, una pagina alla volta, prima di avere chiaro quanto un semplice Omega possa in realtà rivelarsi davvero interessante. È stato strano leggere di un uomo vergine al compimento dei suoi cento anni, un po’ irrealistico anche se riprende in parte la tradizione del branco.
Mi sarei aspettata una personalità più remissiva e tranquilla, proprio come ogni altro omega, ma ho apprezzato moltissimo i particolari che l’autore ha inserito. Importanti per dare un’idea del tutto originale alla storia.
Molto simpatici i momenti che i due trascorrono insieme, mi hanno fatto sorridere ed hanno reso perfettamente l’idea di come le loro personalità siano importanti anche in forma di lupo o di drago.

Si era appena trasformato quando qualcosa di bagnato e appuntito alla fine della sua coda attirò la sua attenzione. Sbuffando per la meraviglia, voltò l’enorme testa per guardare Avery che saltellava attorno alla punta, intento a mordicchiarla. Warwick la fece contrarre per vedere la reazione del lupo, che portò a terra il petto e ringhiò, agitando freneticamente la coda dietro di sé.

Un ottimo fantasy. Spero tanto l’autore pubblichi ancora storie sui draghi, perché non è affatto semplice riuscire a trovare descrizioni che siano sufficientemente realistiche.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, self publishing

Recensione in anteprima “Mezzolupo” – Jay Northcote

Jay Northcote

Titolo: Mezzolupo
Autore: Jay Northcote
Genere: Paranormal, Mutaforma
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,50€
Link all’acquisto: Mezzolupo

SINOSSI

Compagno, famiglia, branco, casa… riusciranno Quinn e Kellan ad avere tutto quanto?

Quinn è cresciuto con la sensazione di essere fuori posto nella piccola città che chiama casa. Si strugge per il desiderio di qualcosa a cui non riesce a dare un nome, e si è sempre sentito diverso, ma senza mai sapere il perché.
Kellan fa parte di un branco di mutaforma nomadi. Quando si accampano nei boschi vicino alla città di Quinn trovano degli umani poco amichevoli, e sospettosi nei confronti dei nuovi arrivati. Nell’istante in cui Kellan vede Quinn, e soprattutto lo fiuta, capisce che è speciale. Ma per la prima volta in vita sua non si può fidare dei propri istinti. Quinn è umano, e lui è un lupo mutaforma, quindi come potranno mai essere compagni?
I due legano in maniera immediata ed esaltante, e a Quinn si spezza il cuore nel sapere che il loro rapporto può soltanto essere temporaneo. L’amore non è abbastanza, dato che le leggi del branco proibiscono ai mutaforma di accoppiarsi con gli umani. Fra il branco e gli umani esplode la tensione, e quando scopre su se stesso una sconvolgente verità in grado di cambiare ogni cosa, Quinn teme che gli toccherà scegliere fra l’unica vita che abbia mai conosciuto e l’uomo che ama.

Slanif2

Quinn ha vent’anni e vive in una piccola cittadina insieme a sua zia Ruth. I genitori sono morti quando lui era in fasce e da sempre deve prendere delle medicine perché soffre di epilessia. Come se non bastasse, è pure l’unico gay dichiarato della zona. Dire che si sente fuori posto è dire poco… Non solo non c’è nessuno che possa farlo innamorare, ma quando questi arriva, è niente di meno che un mutaforma!
La società infatti ne riconosce l’esistenza, ma vengono mal tollerati a causa di guerre passate che hanno portato morte e dolore in entrambe le fazioni. Gli umani ne hanno paura e per questo i mutaforma non rimangono mai fermi troppo a lungo in un solo posto, preferendo invece una vita più itinerante.
Perciò che futuro può esserci tra l’umanissimo Quinn e il mutaforma Kellan? Non solo quest’ultimo se ne andrà nel giro di qualche mese, ma le relazioni umani-mutaforma sono assolutamente vietate dalla legge.
Tuttavia, non si possono comandare i sentimenti, e quando questi due giovani ragazzi sentono nascere tra loro un qualcosa di potente e per certi versi inspiegabile, come faranno a trovare un modo per stare insieme?
Come se non bastasse, Quinn si sente diverso sotto molteplici aspetti sin da quando il giovane lupo è arrivato in città… E se ci fosse qualcosa di più da scoprire sul suo conto?
Questa è, sommariamente, la trama di “Mezzolupo”, il nuovo lavoro a tema paranormal di Jay Northcote.
È un romanzo che per certi versi si discosta dal canone solito del genere (tipo che i mutaforma vengono riconosciuti dalla società e dagli umani, e non sono individui che devono nascondere la propria natura), ma al contempo rimane molto simile per altri versi (la storia del compagno, la potenza del legame, eccetera). È stato un bel mix equilibrato e devo dire che era parecchio che non leggevo un libro sui mutaforma lupini senza alzare gli occhi al cielo per il modo in cui “l’ormone” prende il sopravvento. Qui sì, c’è comunque l’itensità del legame, ma al contempo i due rimangono lucidi e presenti e non si scende mai in una situazione incontrollabile, cosa che spesso non mi convince e che trovo esagerata.
Quinn e Kelland sono due bei personaggi, caratterizzati bene, molto dolci, in pieno stile Northcote.
Davvero una lettura piacevole e coinvolgente, ideale secondo me anche per chi vuole approcciare il genere paranormal per la prima volta. Consigliato!

4


La copia ARC è stata fornita dall’Autore

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Recensione in anteprima “Il Cammino del Sapiente” – Federica Soprani

Federica Soprani

Titolo: Il Cammino del Sapiente
Autore: Federica Soprani
Serie: Cronache di Daederian #1
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Il Cammino del Sapiente

SINOSSI

Briden Lanser vive già da sette anni alla Torre dei Sapienti. Il Cammino che ha intrapreso lo soddisfa e lì, nel bel mezzo delle montagne, ha tutto ciò di cui ha bisogno: amici, affetti, lavoro. Il passato che ha cercato di lasciarsi alle spalle torna prepotentemente a reclamarlo quando i suoi genitori lo costringono a tornare a Roccabruna. Lo attende un incarico diplomatico di estrema delicatezza: Re Uther, sovrano di Daederian, ha ripudiato la sorella di Briden, Miriana, e ha cacciato Blane, il suo gemello, afflitto ora da un male tanto oscuro quanto privo di soluzioni.
Nella corte splendida e corrotta di Llyle, Briden scoprirà che il Cammino che la sorte gli ha destinato nasconde più insidie del previsto, e che portarlo a termine e diventare un Sapiente significa abbracciare quelle pulsioni che ha a lungo soffocato, rischiando di smarrire prima di tutto se stesso.
Ma mentre lui si dibatte tra i suoi desideri e le sue paure, nubi di tempesta si affacciano sull’orizzonte di Daederian.
Non solo Briden il Sapiente, ma anche Uther e Maddox il Bastardo, uniti da sempre da un legame apparentemente indissolubile, dovranno presto fare i conti con un nemico ben più grande e terribile delle loro passioni.

Slanif2

Da dove parto per scrivere questa recensione? Onestamente non lo so proprio!
Ho appena concluso la lettura di questo sorprendente romanzo e non ho idea di come esprimere a parole tutte le cose che mi frullano per la testa, rendendo giustizia a una lettura tra le più belle fatte quest’anno.
Perciò, andiamo con le cose semplici. Parto col dire che non ho mai letto la serie “Captive Prince” perché non ho mai amato i romanzi storici, né quelli ricchi di intrighi e centomila personaggi che poi mi si confondono e mi rendono ingarbugliata la lettura. Pertanto, quando ho letto che questa serie ne è una sua degna erede, ero un po’ restia a leggerla senza prima avere tutti i volumi della serie, cosicché da poterla assaporare in maniera continuativa, ma l’altra ragazza che doveva leggere il libro ha avuto un problema e, visto che ho tanto amato il vittoriano “Victorian Solstice” dell’autrice, scritto a quattro mani con Vittoria Corella, mi sono detta che valeva il rischio.
Beh, come nel precedente caso, la scrittura di Federica mi ha irretita e trascinata in un mondo soffuso, fatto di immagini impalpabili e momenti fuggenti, di respiri lenti e gesti riverenti. Con la sua scrittura evocativa è stata in grado anche stavolta di farmi apprezzare alcune tematiche che di solito non mi sono congeniali e che evito come la peste. Non che me le faccia amare e capire il senso, beninteso, ma me le rende sopportabili e godibili nell’insieme del testo, cosa che in molti altri hanno fallito.
Con lentezza, Federica ci presenta il Regno di Daederian e i suoi abitanti del Nord, così come quelli del Sud. Ci fa conoscere gli abitanti della capitale Lliyle e la famiglia Lanser di Roccabruna. Con essa, l’ex Regina Miriana, bandita da Re Uther Aramor con disonore, e con essa il fratello di lei, Blaine, che aveva un rapporto stretto e controverso col Sovrano.
Quindi conosciamo il fratello gemello di Blaine, Briden, la voce narrante (per la maggior parte del testo) di questo romanzo, esiliato nella Torre Dei Sapienti dalla sua famiglia a causa delle pulsioni verso gli uomini che questi considerano deviate, e che il ragazzo stesso fatica a riconoscere come proprie della sua natura.
Briden è felice lassù, immerso nella solitudine e nello studio, con i suoi Fratelli e soprattutto grazie all’amicizia con Fratello Nathan. Ma quando la sua famiglia lo richiama in città, come può esimersi dal farsi avanti, visto che il suo amato gemello sembra così ammalato? Non ha compassione per la sua famiglia, ma Blaine è il suo punto debole, e per questo cede e si presenta di nuovo a Roccabruna sperando di portare sollievo al malessere senza nome del gemello.
Qui scopre l’errore di Miriana e capisce di doversi recare alla Fortezza, dove dimora il Re, per implorare il suo perdono e capire cosa è successo al suo amato fratello per renderlo un guscio vuoto, cancellando l’animo vivace e ciarliero che l’ha sempre caratterizzato.
Nella sua improbabile missione, conosce il secondo personaggio fondamentale di questa storia: Maddox il Bastardo, fratellastro del Re, malvisto a corte ma temuto da tutti proprio perché capace di farsi benvolere dal Re come nessun altro e senza apparente sforzo alcuno.
Maddox è sopra le righe sia per carattere che per aspetto, e nasconde molti segreti e fragilità dietro la sua spavalderia e la sua bocca irriverente. Un uomo con un passato oscuro che ci viene solo accennato e che non vedo l’ora di conoscere in maniera più approfondita.
Maddox è un personaggio affascinante, vicino al Re in modi che potrebbero senza dubbio essere definiti discutibili, e che nasconde qualcosa in sé che ancora non ci è stato svelato. L’unica cosa che conosciamo di lui è la simpatia che sente immediata per quel giovane Lanser così diverso dai suoi fratelli e così chiaramente poco avvezzo alla vita di corte; e che ama Uther Aramor in un modo ambiguo e al contempo chiarissimo.
Uther, che con forza e predisposizione al comando, è il terzo personaggio fondamentale del libro e suo terzo protagonista. Un uomo enigmatico, di cui è difficile capirne gli intenti, con una forte passione dentro che tende a sfogare in molti modi diversi. Un uomo che ama poco la vita di corte, ma che banchetta nell’euforia del comando e che, col suo cuore forte e indomito, è capace di amare in molti modi differenti.
Tre personaggi diversissimi, con tre storie agli antipodi, ma che hanno un filo conduttore comune che ci è accennato e che non vedo l’ora di vedere approfondito, soprattutto a causa del finale aperto che preannuncia un secondo volume ricco di azione, al contrario di questo che pare più riflessivo e studiato per presentarci, come detto, personaggi e ambiente in cui si muovono.
Per concludere: quando arriva il secondo volume? Non vedo l’ora di leggerlo!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice