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Recensione “Legato” – L. A. Witt & Marie Sexton

Titolo: Legato
Autore: L. A. Witt & Marie Sexton
Genere: BDSM, Cowboy, Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,49€
Link all’acquisto: Legato

SINOSSI

Graham e il suo partner hanno dominato la scena del rodeo per dieci anni consecutivi, ma ultimamente il cuore di Graham non è più coinvolto. È stanco dei lividi, della mentalità dei cowboy e degli attivisti per i diritti degli animali che fanno picchetti a ogni evento. E poi c’è Jackson.
Graham e Jackson sono amici da quando sono ragazzini. Ma dopo un incontro sessuale dovuto a una sbornia avvenuto un anno prima, le cose tra loro sono diventate impacciate. Graham ha accettato di poter essere gay, ma non importa quanto possa sentirsi attratto da un uomo, nel momento in cui i vestiti iniziano a cadere si fa sempre prendere dal panico e scappa.
Poi Graham conosce uno degli attivisti e tutto cambia. Kaz è giovane, idealista e sexy da morire. E Kaz ha un’idea su come far sì che Graham superi le sue paure.
Tutto ciò di cui hanno bisogno è un po’ di corda.

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Romanzo breve di due autrici che mi piacciono molto, ci viene presentata la storia dal punto di vista di Graham che è gay ma non ha mai avuto il coraggio di approfondire fisicamente la questione.
Dall’altra parte c’è Jackson, suo amico d’infanzia, che continua a ripetere di non essere gay ma che sembra molto intenzionato a provare la parte fisica con un altro uomo.
A chiudere il cerchio c’è Kaz, che è un animalista convinto e che convince Graham a provare il BDSM.
In poco più di centoventi pagine, le autrici ci raccontano una vicenda a tratti semplice, a tratti intricata, che affronta l’intimità di tre personaggi molto diversi ma che imparano gli uni dagli altri.
Ammetto di non amare particolarmente i libri bondage e la rudezza di alcune scene non mi ha convinta del tutto, soprattutto perché non mi sono sentita vicina a nessun personaggio in modo particolare, benché Jackson mi abbia fatto quasi tenerezza nella sua insistenza di ripetere che non è gay.
Sicuramente il mio limite con questo genere ha influito molto sul mio apprezzamento, ma mi ha fatto piacere ritrovare lo stile fluido di L. A. Witt e Marie Sexton, che sempre confermano il loro talento nella scrittura.

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Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Sogni d’inverno” – Marie Sexton

Titolo: Sogni d’inverno
Autore: Marie Sexton
Serie: Winter Magic #2
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Sogni d’inverno 

SINOSSI

Cosa succede se un giocatore viene… giocato?

L’attore Dylan Thomas Frasier, conosciuto come tra i più grandi playboy di Hollywood, è famoso per sedurre indistintamente sia uomini che donne. È anche mezzo innamorato dei suoi due migliori amici. Che, sfortunatamente, si amano tantissimo l’un l’altro, lasciando lui in disparte. Quando Ben propone una vacanza allungata per Natale in un resort modellato su una delle sue serie tv anni ’80 preferite, Dylan accetta seppure con riluttanza. Certo, il suo cuore si rompe pezzo a pezzo ogni volta che li vede insieme, ma si tratta di una vacanza alle Bahamas. Quanto brutto potrà essere?
All’inizio il resort appare come ogni altro del suo genere. E Dylan ha tutte le intenzioni di abbronzarsi, andare a letto con chiunque e mettersi alla ricerca del regista più richiesto di Hollywood, anche se non necessariamente in questo ordine. Però poi incontra Connor, un istruttore di tennis che ancora soffre tantissimo per la recente fine della sua ultima relazione. Connor sa benissimo con chi ha a che fare, e per questo rifiuta ogni tentativo di approccio da parte sua. In lui Dylan vede semplicemente una nuova conquista, ma l’isola tropicale su cui si trovano non è banale come sembra. Ha la propria magia, e sta per rendere le cose davvero molto interessanti.

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Sogni d’inverno” è il secondo volume della serie “Winter Magic” di Marie Sexton. Sicuramente molti di voi avranno già letto “Arance d’inverno“, la storia di Ben e Jason, che introduce il personaggio di Dylan. Anche se non avrei mai immaginato di ritrovare questi personaggi in una nuova storia, così diversa dalla prima, sono rimasta contenta di poter leggere ancora una volta un’opera di questa autrice.
Ho sempre amato lo stile di Marie Sexton e questo volume non è certo da meno rispetto ai precedenti. Ogni particolare viene raccontato e il lettore ha la possibilità di creare l’intera linea temporale trascorsa tra il primo incontro e l’inizio della vita fuori dall’isola di Dylan e Connor.
In alcuni momenti il ritmo è diventato fin troppo lento, forse perché la storia, con le sue sfumature fantasy solo a tratti, creava un’atmosfera magica che aveva bisogno di essere rappresentata maggiormente. Se di solito apprezzo il fantasy in ogni sua forma, in questo caso sono rimasta dubbiosa nei confronti di “Fantasilandia” e di come la relazione tra Dylan e Connor viene influenzata. Un’idea senza dubbio carina e simpatica, ma che ha forzato non poco le loro azioni.
Ben e Jason mi sono piaciuti anche stavolta, seppur forse siano stati un po’ troppo presenti. Aver letto il primo libro è fondamentale per riuscire a capire qual è il legame tra Jason e Dylan. Non mi aspettavo un’evoluzione così particolare in quello tra Dylan e Ben, ma ne sono rimasta piacevolmente colpita.

«Sono così felici insieme, e io volevo sentirmi come loro. Volevo…» Non riesco neanche a finire la frase. Il mio petto fa così male che faccio fatica a trattenere le lacrime.
«Volevi innamorarti.»

Vedere Ben e Jason innamorati è stato commovente, ma lo è stato ancora di più poter vedere Dylan scoprire in prima persona le emozioni che aveva sempre potuto vedere solo sui volti dei suoi migliori amici.
Nonostante fosse prevedibile, questa storia mi ha ricordato il mio primo amore, proprio uno dei libri di questa autrice. Anche questa volta mi ha dimostrato di essere perfettamente in grado di rappresentare le emozioni di un protagonista riuscendo a proiettarle sul lettore stesso, che si commuove e segue con aspettativa ogni singolo evento.
Se avete letto “Arance d’inverno” anni fa e amate Marie Sexton, questo è il libro che fa per voi.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Spazio di tenebra” – Marie Sexton

Titolo: Spazio di tenebra
Autore: Marie Sexton
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Spazio di tenebra

SINOSSI

Il capitano Tristan Kelley gode del lusso di prestare servizio nella Regency, così come del piacere nel letto del suo principe. È una vita facile, anche se non del tutto felice.
Quando il principe decide di fare un viaggio attraverso la spazio profondo e più pericoloso, Tristan deve andare con lui; qualcuno all’interno della Guardia, però, è un traditore.
Reso cieco e tenuto prigioniero, Tristan si ritrova in balia di Valero, un pirata che non ama per niente la Regency.
Valero è determinato a sedurre Tristan, e Tristan teme di non riuscire a resistergli. Il suo dovere è chiaro, ma lo è anche il suo desiderio.
I giorni passano e nessuno dice nulla, né si parla di un riscatto da parte della Regency, e Tristan comincia a mettere in discussione cosa significhi lealtà per il suo principe e per l’uomo che lo tiene prigioniero. Inizia a rendersi conto che l’essere un prigioniero può essere ciò che lo può liberare.

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Il Capitano Tristan Kelly sta prestando servizio nella Regency quando una nave Pirata attacca la loro nave e tutto l’equipaggio viene catturato dopo essere stato reso temporaneamente cieco con un teaser molto in voga tra i corsari.
Tristan si ritrova così nelle grinfie di Valero, un Pirata un tempo Capitano, che sin da subito mostra un certo interesse per lui.
Tra una cena e l’altra e lunghe conversazioni prima monosillabiche da parte di Tristan e poi lentamente sempre più ampie, i due cominceranno a conoscersi – anche fisicamente – fino a diventare qualcosa di più che vittima e carnefice…
Non molto recente romanzo di Marie Sexton, ammetto che non mi ha convinta quasi per niente.
I personaggi potevano anche essere interessanti, ma la storia è completamente superficiale e non c’è un minimo approfondimento su quasi nulla, soprattutto se si escludono le scene in cui si fa o si parla di sesso.
Non basta ambientare un romanzo su una nave che viaggia nello Spazio per fare un Fantasy a tema. Bisogna ampliare l’argomento, spiegare come funziona quel mondo, raccontare com’è l’Universo in cui si sta ambientando la propria storia e, in sostanza,  far credere al lettore che tutto quello che viene raccontato sia vero. Che quel mondo esiste davvero. Dar modo a chi legge di visualizzare nella sua testa ciò che viene raccontato senza dover colmare i vuoti a proprio piacimento.
È bello poter “infiocchettare” un romanzo con alcuni particolari a noi più congeniali senza che per forza si venga “rimpinzati” dall’autore, ma non voglio dover immaginare tutto perché non c’è nessuna descrizione.
È stato davvero un peccato, perché la trama poteva essere interessante, e so che può essere meglio sfruttata, perché – anche se con ambientazione Storica e non Fantasy – Keira Andrews con il suo “Rapito dal Pirata” ha decisamente meglio sfruttato una storia simile sotto molti punti di vista.
Spero che il prossimo libro che leggerò di questa talentuosa autrice torni a essere gradevole così come mi ha abituata con suoi titoli meravigliosi tipo “Un po’ Santi un po’ Peccatori”.

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Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “La disciplina” – Marie Sexton

Titolo: La disciplina
Autore: Marie Sexton
Genere: Contemporaneo, BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: La disciplina

SINOSSI

Gray Andino è un poliziotto di Denver con il kink del dolore e la tendenza a innamorarsi delle persone sbagliate. È invidioso della felicità da poco ritrovata dei suoi amici, ma con il suo cervello che non vuole saperne di zittirsi e il suo bisogno di mettere in discussione qualsiasi cosa, trovare l’anima gemella sembra impossibile. Così si accontenta di sesso senza significato e di infliggere dolore a sottomessi consenzienti.
Sottomessi come Avery Barron.
Quando Avery gli chiede il permesso di rimanere da lui per qualche settimana, Gray accetta controvoglia. Avery può essere il sub perfetto, ma come compagno di stanza temporaneo fa schifo. In quanto figlio di genitori ricchi e indulgenti, Avery è un vero e proprio sciattone: disprezza le regole, non ha alcuna ambizione ed è ossessionato dai social media. Gray tollera la sua presenza, ma quando Avery infrange una delle sue regole fondamentali, lo punisce e gli requisisce il telefono.
Privato della sua solita cassa di risonanza, Avery si sente perso, fino a quando non scopre un pianobar, un pianoforte e il suo amore sepolto per la musica. Più Avery suona, più tutto attorno a lui fiorisce. Per la prima volta nella sua vita, Avery ha uno scopo e degli obiettivi per il futuro. Tuttavia, la cosa che desidera di più, l’amore e il rispetto di Gray, potrebbe essere per sempre fuori dalla sua portata.

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Gray ultimamente esce poco, problemi su due fronti, lavoro e vita prvata: sul lavoto è preso di mira dai suoi colleghi perché si rifiuta di aderire al sindacato dei poliziotti, perché Gray non è un leccaculo, non è corrotto e se vede un collega oltrepassare il limite, lo denuncia. Ha principi saldi e forti che però cozzano con la realtà:

“Il rispetto andava guadagnato, non preteso, e un’uniforme era onorevole tanto quanto la persona che la indossava.”

Nella vita privata vede gli amici fidanzarsi uno dopo l’altro, tutti tranne Charlie, lo scapolone convinto del gruppo! Ora che la sua ultima fiamma si sta per sposare, è anche rimasto senza un Sub da punire…
Così una sera cede all’insistenza di Charlie e va a una festa dove incontra Avery, il Sub più imperfetto che esista, ma il masochista più affascinate che abbia mai incontrato!
Avery è sexy, sfacciato, perfetto da addestrare, ma porta anche un sacco di guai e Gray non ne ha la più pallida idea!
Quella che era solo una “scopata” condita da dolore consensuale, si trasforma in una convivenza forzata, visto che Avery non ha più un posto dove andare, e ben presto i lati indisciplinati del suo carattere, a contronto di quelli pacati e controllati di Gray, prendono il sopravvento su quelli posotivi.
Avery adora provare dolore, è un masochista, ma non tollera il dover obbedirea qualsiasi figura di potere, genitori, fianzati, scopamici che siano!
Avery ha un’opinione su tutto ma che si basa solo sulle esperienze personali: si considera una pesona tollenate ma solo con chi la pensa come lui! Si ferma sempre alle prime impressioni, non approfondisce nulla: per lui vige il motto “O con me, o conro di me”! Insomma un classico esemplare di Leone da Tastiera, che parte con buoni propositi e finisce per fare il bullo, perché:

“La gente preferisce rimanere ignorante, arrogante e convinta di avere ragione piuttosto che rischiare di scoprire che può sbagliare, anche solo un pochino.”

Gray al contrario è un eccellente oratore, con una mente davvero brillante, molto intelligente e abituato sin da piccolo ad approfondire le cose; non si ferma mai alla prima impressione, studia la situazione, la smonta e la rimonta, sia che la contesti, sia che la appoggi. Solo con Avery sembra aver gettato la spungna, perché il ragazzo è davvero troppo ignorante, pieno di sé, arrogante, viziato e antipatico per fare un ulteriore passo verso di lui.
La Sexton ha construito un romanzo davvero affascinante e complesso, dove il rapporto fisico tra i due protagonisti fa solo da contorno. Mi spiego meglio: è certamente un erotico, ma l’erotismo non è la base della storia, è solo il punto di partenza. La Sexton ci descrive un’America moderna, attuale, disincantata, caotica e instabile: apre gli occhi a chi degli Stati Uniti conosce solo il grande sogno americano e che non ha ancora capito che quello che di vede in Tv è una piccolissima parte del vero volto degli States.
Avery e Gray sono due opposti che si attraggono senza sosta; nessuno dei due capisce ancora l’altro, hanno solo questa forte attrazione fisica che li unisce, ma che è comunque una base da cui partire.
Avery è solo il prodotto tipico dei nostri giorni, che ha visto il padre considerare la sola cosa che gli riusciva bene, la musica, come un capriccio da estirpare; una distrazione che lo allontanava dal successo in affari e che lo avrebbe condotto sulla strada della perdizione:

“«Tutte queste persone che vengono ad ascoltarti… non sai cosa sta succedendo nelle loro vite… per un paio d’ore, tu regali loro un po’ di gioia. Io credo che questo conti qualcosa.»…
«Alla fine, tutto si riduce alla solita, vecchia domanda: quale vuoi che sia la tua eredità?… L’universo è fatto di energia e devi decidere quale contributo vuoi dare. Allora, vuoi scegliere di creare rabbia e umiliazione? Oppure gioia?»”

Stare accanto a Gray, e ai suoi amici Dom Eretici,  ha finalmente aperto gli occhi ad Avery; soprattutto conoscere i compagni dei Dom: gli serviva la spinta necessaria per capire davvero fino a che punto cedere il controllo al suo Dom lo avrebbe fatto volare e accettare il fatto che l’obbedienza non è pretesa, ma regalata come dono più grande. Una volta che Avery si affiderà totalmente a Gray non potrà più tornare indietro:

“Si sentiva come una piuma bianca, che cadeva sempre più giù, per atterrare infine sull’acqua immobile. A ricordargli quelle che una volta erano state onde, rimanevano soltanto dei brividi quasi impercettibili.”

Per Gray le prove non finiscono mai, prima i problemi al lavoro, ora a casa lo aspetta un  Avery che sembra pensare a solo a se stesso, ma forse serviva proprio questo ragazzo indisciplinato a scombussolargli la vita, per fargli capire cosa gli mancava davvero. Ma Avery ora è cambiato sul serio e forse è giunta la loro occasione:

“Si dimenticò di tutto tranne che di Avery. Riusciva solamente a guardarlo e ascoltarlo, sbalordito da quella bellezza semplice. Adesso ogni cosa aveva senso: i capelli tinti, i tatuaggi, gli auricolari sempre infilati nelle orecchie, la ribellione calma che sembrava manifestare soltanto a letto… Si era messo in testa di capire più aspetti possibile della condizione umana, ma l’unica cosa che non era mai riuscito a comprendere era la capacità dell’umanità di produrre arte. Perché certe persone non potevano vivere senza creare, mentre altre non riuscivano a dare vita a nulla, a prescindere da quanto ci provassero?”

Un libro davvero particolare, perché particolari sono tutti i personaggi apparsi in questa serie, che trascende l’erotismo perché ci mostra tutte le difficoltà umane possono investire le vite di tutti. Un libro corposo, non facile da comprendere ma molto interessante nel panorama BDSM e gay romance, perché non si ferma ad una etichetta sola, anzi contiene molto di più di quello che mostra il titolo.

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Must Read 2020: le migliori letture del blog

Per concludere l’anno in bellezza, abbiamo pensato di chiamare a raccolta tutto lo staff e creare per ognuna delle nostre ragazze, una top 3 dei migliori libri recensiti per il blog quest’anno; quelli che ci sono rimasti nel cuore in modo speciale e che ci hanno emozionato profondamente, a volte fino alle lacrime.
Queste sono le nostre classifiche.
Anche voi ne avete amato qualcuno di questi? Fateci sapere nei commenti!

FRANCESCA

LADY MARMELADE

EVELYNE

SLANIF

ADELESH

HIKARU

TFPEEL

All’anno prossimo con le nuove letture e le nostre recensioni.
Vi ricordiamo che potete trovarci anche sulla nostra Pagina FacebookInstagramTwitter e ovviamente Goodreads!

Pubblicato in: dreamspinner press, recensioni

Recensione “Quasi normale” – Marie Sexton

Marie Sexton (9)

Titolo: Quasi normale
Autore: Marie Sexton
Serie: Wrench Wars – Gli assi dei motori #2
Genere: Contemporaneo, Kink
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 3,77€
Link all’acquisto: Quasi normale

SINOSSI

Che cosa è considerato “normale”?

Quando Brandon Kenner si presenta all’officina dove lavora Kasey Ralston con una Chevrolet Chevelle SS 454 del 1970, Kasey perde la testa sia per l’uomo che per la macchina. Ma Kasey nasconde un segreto imbarazzante: la sua passione per le vecchie muscle car va oltre ciò che viene considerato normale. La sua bizzarra fissazione lo ha portato a isolarsi: dalla famiglia, che lo ha estraniato, e dai colleghi, dai quali si tiene alla larga.
Ma quando Brandon scopre il segreto del bel meccanico, non ne resta affatto disgustato, anzi. Trova che Kasey sia intrigante ed è deciso ad averlo tutto per sé.
Tutto di Brandon sembra mandare su di giri il motore di Kasey, che di certo non disdegna l’idea di sporcarsi le mani con un uomo così affascinante. Ma Kasey è preoccupato di ciò che accadrà dopo: ci sarà un futuro per loro due? Anche se in passato tutte le sue speranze per una relazione a lungo termine sono state deluse, non può fare a meno di sognare che, nonostante la propria mania, Brandon sarà l’eccezione.

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Quasi normale” di Marie Sexton, secondo volume della serie “Wrench Wras”, mi ha stupita molto. Ho iniziato a leggere questa serie perché amo le storie di L. A. Witt e Marie Sexton ed ero sicura che insieme fossero in grado di creare qualcosa di unico nel suo genere. Se il primo, “Meccanici alla prima”, aveva dato un’idea vaga, adesso conosciamo per la prima volta uno dei dipendenti dell’officina che diventerà il fulcro dell’intera quadrilogia.
Kasey e Brandon sono due uomini molto diversi ad un primo sguardo. Il primo è un meccanico solo, molto introverso, con una passione per le muscle car e un kink “anormale”. Il secondo è invece un uomo di successo, sicuro di sé e intrigato da quel giovane ragazzo interessato alle sue macchine d’epoca, che si nasconde dietro la sua insicurezza. Mi sarebbe piaciuto sapere di più riguardo il personaggio di Brandon, che ho trovato davvero molto interessante. Kasey, al contrario, ho avuto qualche difficoltà iniziale ad apprezzarlo, alla fine devo dire di essere riuscita ad amare anche lui, in particolar modo dopo l’inserimento di suo fratello Richie.
Non mi sarei aspettata l’inserimento di un kink così particolare e originale. Mi è piaciuto ancor di più che l’autrice abbia, a suo modo, inserimento una spiegazione psicologica alla propensione di Keasy verso un determinato tipo di muscle car. Una storia che sicuramente è stata creata con attenzione e cura.

Quella notte si sentì normale. Meglio che normale. Era speciale. Era apprezzato. E se anche non fosse accaduto di nuovo, comunque stava accadendo. Almeno avrebbe assaggiato come ci si sentiva a essere il sogno di qualcuno.

Anche questo racconto non è molto lungo, ma come il precedente è riuscito a catturare la mia attenzione e rendere molto piacevole la lettura. Vi consiglio nuovamente la lettura di questa serie. Potete leggere i volumi separatamente, ma se volete davvero goderveli vi consiglio di leggerli in sequenza.

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Recensione in anteprima “Una grande famiglia” – Marie Sexton & Heidi Cullinan

Marie Sexton & Heidi Cullinan (1)

Titolo: Una grande famiglia
Autore: Marie Sexton & Heidi Cullinan
Genere: Contemporaneo, Gap Generazionale
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Una grande famiglia

SINOSSI

A volte è la famiglia a scegliere te.
A quarant’anni, Vincent “Vinnie” Fierro ha ancora paura di ammettere, persino a se stesso, che potrebbe essere gay. Sarà un problema per la sua grossa, grassa famiglia italiana. Tuttavia, dopo tre matrimoni falliti, sta diventando sempre più difficile ignorare ciò che vuole davvero.
Vinnie va in cerca di un po’ di auto-consapevolezza nei bar della Boystown di Chicago, lontano da chiunque lo conosca. Ovviamente, si imbatte all’improvviso in un vicino di casa.
Tra due lavori, l’università, prendersi cura di sua nonna e gestire la dipendenza di sua madre, Trey Giles ha poco tempo per divertirsi, figurarsi uscire con qualcuno che giura di essere etero. Eppure, dopo una serata a ballare guancia a guancia, Trey accetta di essere corteggiato da Vinnie per scoprire se fa davvero parte della squadra, nonostante sia intenzionato a mantenere intatta la propria verginità.
Sembra un ottimo piano, ma niente è semplice se c’è di mezzo la famiglia. La scoperta della loro relazione da parte della famiglia di Vinnie rende la loro situazione abbastanza complicata, ma quando le condizioni della madre di Trey si fanno critiche, Vinnie e Trey devono decidere quale felicità sia più importante: quella delle loro famiglie o la loro.

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Una grande famiglia”, di Heidi Cullinan e Marie Sexton, è uno dei libri che aspettavo di leggere da tantissimo tempo. Avevo adocchiato cover e trama nella versione originale e non vedevo l’ora di poterlo avere tra le mie mani e conoscere questa storia. Dovete sapere, infatti, che la Sexton e la Cullinan sono tra le mie autrici preferite e di conseguenza ero davvero in fibrillazione.
E niente, anche questa volta non mi hanno deluso.
Leggere “Una grande famiglia” è stato come una ventata di aria fresca in questo periodo di caldo torrido. Una lettura più che piacevole, entusiasmante e ricca di tutti gli elementi che più amo in un romance male to male.
Vince, “Vinnie”, Fierro è un uomo di quasi quarant’anni che sta per mettere in discussione tutta la sua vita. Come ogni italiano che si rispetti, infatti, Vinnie è circondato da una grandissima famiglia che, se da una parte gli da sicurezza e stabilità, dall’altra lo soffoca con le classiche domande: “quando ti sistemi con una brava ragazza?”, “quando ci dai qualche nipotino”? Peccato che Vinnie è già stato sposato ben tre volte e, nonostante questo, non ha ancora trovato la donna giusta. Ma… se ci fosse un errore proprio alla base? Se il suo problema fosse che ha sempre cercato nel mare sbagliato? Certo, questo vorrebbe dire che la sua vita subirebbe un cambiamento radicale. Essere omosessuali in una grande famiglia italiana potrebbe voler dire essere accettati oppure emarginati. Sono tante le domande alle quali Vinnie non riesce a rispondere… fino a quando non si imbatte in Trey.
Trey è un ragazzo di venticinque anni che cerca di mandare avanti, da solo, la sua famiglia disastrata. Rimasto senza padre da piccolo, deve dar fonte da tutta la vita, a una serie di problemi a volte più grandi di lui. La scuola, i due lavori tra i quali si barcamena, e una madre alcolizzata che sembra voler abbattere ogni suo sforzo per restare a galla. Ma Trey, nonostante tutto, ha voglia di vivere, di piacere e di divertirsi… e tutto il suo mondo cambierà il proprio asse quando sulla sua strada si troverà un grosso italiano protettivo e sexy come il peccato.
Una coppia esplosiva, ve lo assicuro, ma anche dolce e rispettosa delle tradizioni. Un duo che mi ha fatto battere il cuore dalla prima all’ultima pagina e del quale ho amato tutto.
Ancora una volta, come vi avevo già anticipato, queste due autrici sono state in grado di rapirmi e di superare le mie aspettative. Amo la penna di Heidi, ma ancora di più quella di Marie. Entrambe sanno caratterizzare i loro personaggi in modo magistrale, non lasciano mai nulla al caso e curano anche gli aspetti più marginali delle loro personalità.
Il libro è narrato da entrambi i punti di vista. Quello di Vinnie in terza persona, quello di Trey in prima. La lettura è scorrevole, il ritmo sempre calzante. In un primo momento, quando ho letto la trama, ho avuto paura che venisse raccontato sempre il solito cliché della famiglia italiana caciarona e ficcanaso. Non è così. Sicuramente qualche stereotipo c’è, ma non è stato trattato in modo caricaturale, nessuna esagerazione ma solo una verità che, ammetto, in alcuni punti mi ha anche commosso.
La storia si divide tra momenti di altissima tensione sessuale, a situazioni più drammatiche. L’introspezione si equilibra in modo perfetto con i dialoghi, non risultando mai pesante. I pensieri di entrambi, nonostante la differenza dello stile narrativo, sono chiari e arrivano dritti al punto senza giri di parole o digressioni pesanti e superflue.
Vinnie e Trey sono una coppia dolcissima e imparano a conoscersi lentamente, giorno dopo giorno. Trey riuscirà a far uscire il suo compagno dal guscio, insegnandogli ad amare se stesso, mentre Vinnie rappresenterà per Trey quel porto sicuro che il ragazzo non ha mai avuto. La famiglia, in questo senso, si ritaglierà il suo ruolo di salvagente, senza mai essere invadente o soffocare il sentimento tra i due ragazzi.
Insomma, una lettura che mi ha lasciato con gli occhi a cuore, e non posso che ringraziare queste due autrici che, ogni volta, riescono a regalare a noi lettori dei piccoli gioielli.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Arance d’inverno” – Marie Sexton

Marie Sexton (9)

Titolo: Arance d’inverno
Autore: Marie Sexton
Serie: Winter Magic #1
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Arance d’inverno 

SINOSSI

Ex baby star ed ex idolo delle ragazzine, Jason Walker è un ricalcitrante interprete di film di serie B, stanco di una carriera in declino. Così lascia Hollywood per l’Idaho settentrionale. Via dalla stampa, dai drammi di Los Angeles e dal migliore amico di cui è segretamente innamorato da anni.
Nella sua nuova vita c’è un unico problema: uno strano giovane, che solo Jason riesce a vedere, infesta la sua dependance. Benjamin Ward però non è un fantasma. È un uomo sospeso fuori dal tempo, intrappolato fin dai tempi dalla Guerra Civile in una magica prigione dalla quale può soltanto osservare le vite di quelli che lo circondano. Inoltre è dolce, divertente, carino da morire e va matto per i dozzinali show anni ’80. Ed è elettrizzato dall’idea di avere finalmente qualcuno con cui parlare.
Molto presto però, Jason scopre che passare tutto il proprio tempo con un uomo che nessun altro può vedere, né sentire presenta i suoi problemi: soprattutto quando i tabloid lo rintracciano e lo mettono in prima pagina. Lo sceriffo del posto pensa che Jason si droghi e il suo migliore amico che sia pazzo. Ma Jason sa di non avere perso la ragione. È una sfortuna che non possa dire lo stesso del proprio cuore.

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Marie Sexton è stata la prima autrice MM di cui ho letto un’opera. “Promesse”, il primo della sua serie, è stato il libro che mi ha fatto amare le storie d’amore tra due uomini. È proprio per questo che, inizialmente, ero esitante riguardo questa lettura. Ad un primo sguardo, la cover ed il titolo non mi avevano colpita particolarmente, eppure, ora che conosco la storia, posso affermare con certezza che non potevano essere più perfetti di così.
Jason Walker si trasferisce nell’Idaho, stanco della sua carriera di attore di serie B e dei paparazzi che non lo lasciano mai solo. La sua nuova casa, immersa nel verde e più grande di quanto a lui serva in realtà, diviene un rifugio. Dylan, il suo migliore amico, e Natalie, la sua agente, sono le sole persone con cui è ancora in contatto. In un primo momento l’isolamento è rilassante, anche se Jason è costretto ad allontanarsi da Dylan, l’uomo di cui è innamorato da sempre. Quando, però, scopre un intruso nella sua dependance, il terrore che i giornalisti lo abbiano seguito di nuovo lo destabilizza. Un ragazzo si nasconde nella sua proprietà, ma nessuno oltre lui può vederlo.

Continuava a fissare terrorizzato e incredulo il ragazzo che adesso se ne stava sulla soglia della dependance. Era come Jason lo aveva visto alla finestra: giovane, magro e pallido, con la pelle quasi trasparente. No. Non quasi. Letteralmente trasparente.

Quel giovane è in realtà un fantasma, ma ancora più strani sono il vestiario antiquato del tale e la sua impossibilità ad emettere suoni. Jason fugge da lui, ritenendo impossibile che un uomo sia stato intrappolato in una sfera più di cento anni prima. Nonostante il suo scetticismo, l’allegria del giovane lo attira a sé. Si scopre incuriosito da lui e dal suo modo di fare.

E se non fosse pazzo? Se Ben fosse esattamente ciò che affermava di essere, un giovane uomo del diciannovesimo secolo che, in qualche modo, si era ritrovato intrappolato dentro una sfera di vetro? Era impossibile, sì. Pazzesco, perfino. Eppure… Era l’opzione a cui, all’improvviso, voleva credere.

Benjamin Ward ha trascorso anni rinchiuso in una sfera di vetro ed ora che qualcuno può vederlo non sa da dove iniziare. Vorrebbe fare lunghe camminate in compagnia, vedere show degli anni ’80, riscoprire il profumo delle mele e delle arance e vedere la neve, quella vera.

«Non riesco nemmeno a descriverlo, ma è stato meraviglioso! Come se fosse di nuovo Natale. Grazie, Jason. Grazie di avermi portato le arance.»

La sua condizione, però, comporterà nuove problematiche per Jason. I paparazzi continuano a perseguitarlo e cosa c’è di meglio per il pubblico di un attore in declino che parla da solo?
Nel frattempo, Ben diventa essenziale per lui. Trascorrere le giornate insieme, anche se limitate per molti aspetti, li avvicina e permette loro di vivere una storia d’amore davvero particolare, come potete immaginare.

«La cosa ti sorprende?»
«Un po’.»
«Non dovrebbe. Adoro stare insieme a te. Sentirti blaterare di Fantasilandia. Adoro il suono della tua risata. E amo davvero vederti sorridere. Credo che potrei passare tutto il giorno a fissare le tue labbra.»

Purtroppo, lo sceriffo ed il suo migliore amico non pensano debba rimanere isolato ancora a lungo. La droga e la solitudine vengono identificate come possibili cause delle sue allucinazioni, ma Jason sa che si sbagliano. Ben esiste davvero e non è un fantasma.
Peccato non sappia come liberare Ben, né come dimostrare loro di aver ragione.
Jason e Ben sono due personaggi molto interessanti e ben strutturati. Le loro storie, anche se accennate a tratti, e le descrizioni fanno sì che il lettore fino all’ultimo non sappia giudicare la storia. Ben esiste davvero oppure è frutto della fantasia di Jason? La magia lo tiene intrappolato in una prigione di vetro, o la solitudine ha portato Jason a desiderare di avere qualcuno sempre al suo fianco?
Una storia molto bella, dolce e coinvolgente fino alla fine.
Diversa dalle precedenti storie di Marie Sexton e, proprio per questo, ancora più interessante.

4.5

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Recensione “Un po’ Santi un po’ peccatori” – Marie Sexton

Marie Sexton (8)

Titolo: Un po’ Santi un po’ peccatori
Autore: Marie Sexton
Genere: Contemporaneo, Religione
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Un po’ Santi un po’ peccatori

SINOSSI

Levi Binder è un barista di Miami al quale interessano solo due cose: il sesso e il surf. Ostracizzato per la sua omosessualità dalla sua famiglia di fede mormone, Levi è determinato a vivere la vita a modo suo, ma tutto cambia quando incontra il massaggiatore Jaime Marshall. Jaime è abituato a stare da solo. Ossessionato dagli orrori del suo passato, ha come unico amico un cane: la fedele Dolly. E non ha idea di come gestire un uomo splendido e vivace come Levi. Completamente agli antipodi in superficie, sia Levi che Jaime desiderano qualcosa che possono trovare solo stando insieme. Attraverso l’amore e il potere terapeutico del tocco delle mani, troveranno un modo per guarirsi l’un l’altro e impareranno a vivere come peccatori in una famiglia di santi.

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Questa è la storia di Levi.
Levi è un ragazzo di trent’anni, ama la vita e la prende così come viene. Vive a Miami, dove lavora come barista e si lascia andare, ogni notte, al sesso senza nome: chiude gli occhi e si fa travolgere da tutto ciò per il quale, la sua famiglia, lo ha messo al bando. Unica valvola di sfogo: il surf. Quando va a surfare, quando si immerge nel profumo dell’oceano lasciando che le onde lo portino in alto, Levi ritrova se stesso e si lascia andare… accettando il fatto che, sebbene la sua vita sia apparentemente piena e solare, lui è un uomo solo. E sente la mancanza della sua famiglia.
Ma Levi è un uomo buono. Ha il cuore pieno d’amore, un amore che fa fatica ad uscire e a palesarsi a causa di tutta la rabbia che Levi prova proprio per quella sua numerosa famiglia che lo ha, in un certo senso, costretto alla fuga, che lo ha emarginato, che lo ha etichettato come “peccatore”. Levi è gay, è fiero di esserlo e non vuole nascondere la sua sessualità né al mondo, né alla sua famiglia che segue la dottrina mormone, e vuole essere libero di viverla come la maggior parte delle persone: alla luce del sole e senza vergognarsi di ciò che è e di ciò che prova.
Quello che Levi non sa, però, è che la sua famiglia lo ama più di ogni altra cosa ed è un amore così forte e totale da confondersi, a volte, con la rabbia e la frustrazione. E’ un amore incondizionato, che si scontra con una dottrina troppo rigida che, quando ci sono in ballo i sentimenti, si sgretola come un tronco consumato dal fuoco.
Questa è la storia di Jamie.
Jamie ha paura. Paura di vivere, paura d’amare, paura di lasciarsi andare. Jamie ha ventisei anni, è un ragazzo dolce, con la carnagione chiara e una folta chioma di riccioli biondo fragola. Jamie è un massaggiatore, usa le mani sulle persone guarendole dal loro dolore… ma non si lascia toccare da nessuno, perché nessuno può guarire il suo.  All’apparenza Jamie potrebbe sembrare un ragazzo fragile, ma dentro di sé racchiude la forza di un esercito ed è così attaccato alla vita, alla sua vita, da volersi difendere a tutti i costi dal mondo che c’è fuori. Perché Jamie è un ragazzo che il dolore, quello vero, lo ha conosciuto da bambino. È un uomo che la vita ha spezzato da ragazzino, ma lui si è rialzato, si è spogliato da tutto ciò che di sporco sentiva addosso, e ha ricominciato la sua vita in una nuova città con Dolly, la sua migliore amica.
Jamie ha imparato sulla sua pelle che cosa è la paura, ed è proprio da quella paura così radicata, così parte integrante della sua vita, che non riesce a liberarsi. Almeno finché non incontra Levi.
Questa è la storia di un amore.
Un amore che nasce piano, come una piccola brace sotto la cenere. È un amore così forte da poter spezzare la rabbia e la paura. È un amore che nasce dall’istinto di protezione, è un amore che consuma tutto ciò che di cattivo può esistere, è un amore che travolge, avvolge, stringe, incoraggia, fa sorridere, fa piangere e, infine, fa rinascere.
Perché “Un po’ Santi un po’ peccatori”, di Marie Sexton, è una storia che parla di tante cose, affronta un argomento doloroso come l’abuso su minore, e lo fa con una delicatezza e con una riguardo che solo una grande autrice, sensibile e attenta, poteva fare.
Ma non dobbiamo lasciarci ingannare dalle apparenze. Perché “Un po’ Santi un po’ peccatori” non è un libro triste. Non è un libro in cui ci si immerge nella drammaticità che un tema del genere si porta dietro, ma al contrario, è un inno alla vita. Quella di Levi e Jamie è una storia che parla di amicizia, prima che di amore, che parla di protezione e affidamento e stima e affetto. Perché non può esserci amore, senza fiducia.
Un po’ Santi un po’ peccatori”, è anche un libro che parla dell’amore di una famiglia, della possibilità di cambiare idea, di accettazione, di ritrovi. È una storia di rinascita e non solo per Jamie e Levi, ma anche per la sua famiglia, barricata per troppi anni dietro regole che non hanno fatto altro che allontanarli tra di loro, nella continua ricerca di una perfezione che non esiste. Perché il mondo non deve essere necessariamente bianco o nero… ma ci sono anche tante sfumature che lo rendono perfetto. E l’amore per un figlio è quanto di più perfetto possa esistere.
Per concludere, non posso far altro che accennare alla traduzione e all’editing, a parer mio magistrale, di questo romanzo. Non mi rimane che consigliarvi la lettura di questo piccolo gioiellino… e lasciate che l’odore dell’oceano e il calore della spiaggia vi avvolgano, proprio come è successo a me. Lasciatevi andare e sognate… soffrirete, questo è indubbio, ma il caldo abbraccio dell’amore è pronto per avvolgervi e per non lasciarvi mai più.

5

Pubblicato in: dreamspinner press, recensioni

Recensione “Accanto” – Marie Sexton

Marie Sexton (7)

Titolo: Accanto
Autore: Marie Sexton
Serie: Coda #9
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,22€
Link all’acquisto: Accanto

SINOSSI

Il giovane Dominic Jacobsen sospetta di essere gay e ne ha la conferma quando un ricco ragazzo proveniente da fuori città sale sul sedile posteriore della sua GTO. Gli basta una serata con Lamar Franklin per convincersi di aver trovato l’uomo dei suoi sogni. Sfortunatamente, quella serata sarà l’unica cosa che avrà prima che l’altro lasci il Colorado.
Quindici anni dopo, Lamar torna a Coda, dopo aver messo fine all’ultima di una lunga serie di pessime relazioni. È solo, depresso e tormentato da telefonate notturne anonime. Ormai sul punto di arrendersi, si trova faccia a faccia con il passato.
Da quando aveva diciassette anni, Dominic sogna di incontrare di nuovo Lamar, ma questo non significa che sia pronto per vivere una storia. Affrontare i pettegolezzi tipici di una piccola città e i soliti drammi di una grande famiglia è già difficile, ma ciò che più lo preoccupa è perdere la custodia della figlia adolescente, Naomi. L’unica soluzione è assicurarsi che lui e Lamar rimangano amici e nulla più. Dovranno tenersi addosso i vestiti, qualsiasi cosa accada.
Semplice. Che si riveli un bene o un male, Lamar sembra però pensarla in altro modo.

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Questo ultimo volume della serie “Coda” di Marie Sexton, riprende in la storia di Jared, Matt, Angelo e Zach, aggiungendo due protagonisti mai incontrati prima: Dominic e Lamar. Mi è piaciuto molto vederli interagire tra loro, scoprire a che punto le loro relazioni si sono evolute e riuscire a scorgere perfettamente le loro personalità anche se non sono i protagonisti di questa storia.
Rispetto agli altri libri della serie, ho trovato questo un po’ sotto tono, anche se resta un bel libro, scritto da una grande autrice.
Ho trovato insolito il cambiamento repentino di Dimitri, il fratello di Dom, e poco ragionevole il mancato divorzio tra quest’ultimo ed Elena, nonostante fossero ormai separati da anni e lei fosse già in una relazione da tre anni.
Molto simpatico il personaggio di Naomi, sicuramente il più luminoso e imprevedibile. Ho apprezzato molto l’inserimento della gatta con il suo nome impronunciabile e il rapporto davvero singolare tra Dominic ed Elena. Non mi aspettavo Naomi accettasse così facilmente la relazione tra suo padre e un uomo, ma sono contenta non fosse l’unica difficoltà che Dom doveva affrontare prima di fare Coming Out per comprendere di dover reagire se voleva una vera relazione.

Mi sono sentito perso per così tanto tempo. Da quando mi sono trasferito qui. E a volte era come se stessi affogando, e avessi bisogno di nuotare, ma ero così stanco. Ero pronto ad arrendermi. E quando mi hai trovato, sei stato la mia mia àncora. Mi hai tenuto a galla e sano di mente.

Quando i due sono nella stessa stanza è pressoché inutile non considerare la forte attrazione che li attrae costantemente. Per questo, nei momenti in cui i personaggi si sforzano per riuscire a mantenere il controllo, scappa un sorriso, consapevoli che malgrado le loro parole è solo una questione di tempo.

“Quindi ci teniamo addosso i vestiti?”
“Assolutamente,” concordai. “Ci teniamo addosso i vestiti. Qualsiasi cosa accada.”
“Bene.”

Un bel finale per una serie che mi ha tenuta impegnata per molti giorni e che sicuramente è una di quelle che ho più apprezzato. Tra le opere della Sexton, questa l’ho amata particolarmente.

4