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Recensione in anteprima “La croce e il lupo” – Harper Fox

Harper Fox

Titolo: La croce e il lupo
Autore: Harper Fox
Genere: Storico, Religione
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: La croce e il lupo

SINOSSI

Caius non è proprio sicuro della sua vocazione monastica. Certo, apprezza la sua vita di studio e lavoro all’interno della remota comunità di Fara, ma nelle sue vene scalpita lo stesso sangue guerriero degli antichi antenati romani, ed è solo tra le braccia del gentile amico e amante Leof che riesce a trovare un po’ di pace.
Quando però Leof viene ucciso dai vichinghi durante una razzia, Cai non è per niente disposto a porgere l’altra guancia e desidera solo potersi vendicare. L’occasione gli si presenta quando si imbatte in Fenrir, un giovane pirata vichingo in fin di vita e abbandonato dai compagni sulla spiaggia. Ma invece di impugnare una spada e cercare quella giustizia che il suo cuore tanto brama, Cai si trova a disobbedire al suo stesso abate e a usare le sue abilità di guaritore per salvare il proprio nemico.
All’inizio, il vichingo ripaga la sua generosità con un atteggiamento sdegnoso e aggressivo, ma con il passare del tempo, si lascia conquistare dalla sua generosità; mentre Cai, che aveva abbandonato l’idea di poter amare ancora, sente nascere dentro di sé una nuova e profonda attrazione.
Nonostante il sentimento sbocciato tra loro, però, Fen non riesce a dimenticare la lealtà che deve alla sua gente e fa di tutto per scoprire il segreto di Fara: un potente talismano che potrebbe rendere i vichinghi invincibili e distruggere per sempre il loro amore.

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Triskell Edizioni porta in Italia un altro autoconclusivo dell’ apprezzata Harper Fox. In questo racconto conosceremo un monaco e un guerriero vichingo.
Caius è la voce narrante in terza persona, un ragazzo che ha rifiutato il suo destino di erede di alcune terre e si è rifugiato in un piccolo monastero nascosto. Passa le sue giornate tra le preghiere, poche e la sua occupazione di curare i suoi confratelli, pur non avendo nozioni mediche. E’ un ragazzo giovane, moro dagli occhi scuri, probabile eredità dei suoi avi romani, sensibile e coraggioso, una relazione nascosta con il confratello Leof, benvoluto dagli altri monaci, ha un rapporto molto stretto con il loro abate Theodosius. Quando il suo amante viene ucciso da un gruppo di vichinghi insieme a Theo, tutti i suoi buoni propositi di fare il bravo e dare il buon esempio vanno in fumo. Mentre al monastero arriva un nuovo abate, Caius scopre che l’uomo avrebbe comunque rimpiazzato Theo, colpevole di eresia e di essere un pessimo esempio. L’abate Aelfric cerca di riportare un po’ di disciplina e stabilisce alcune regole oltre a terrorizzare i poveri monaci. Caius cerca di farlo almeno ragionare sul bisogno di continuare le lezioni di difesa, in modo da poter almeno arginare un eventuale nuovo attacco vichingo e stranamente l’abate acconsente. Durante un nuovo scontro i monaci hanno la meglio, forse i vichinghi non si pensavano di trovare un po’ di resistenza e si danno alla fuga. Caius qualche ora dopo trova sulla spiaggia un uomo ferito a morte, proprio uno di quelli che aveva affrontato lui, la tentazione di ucciderlo è forte ma poi la voce di Theo lo fa desistere tanto che cambia idea e decide di nasconderlo nel monastero per curarlo. L’abate e gli altri monaci dimostrano tutto il loro disappunto ma per Caius è la cosa giusta da fare…

Cai, fermati. Lo hai già fatto. Cai si fermò, le mani che stringevano convulsamente l’elsa. La voce di Theo era reale quanto lo sciabordio delle onde, ma lui non aveva la forza di voltarsi e guardare. L’uomo ai suoi piedi era lo stesso che aveva incontrato sul sentiero, il primo con cui si era battuto. Luminosi occhi gialli da lupo. Una rapida lacerazione e torsione del metallo attraverso la pelle, contro l’osso e poi di nuovo fuori a occuparsi del prossimo nemico. Cai non aveva pensato di avergli inferto una ferita mortale, non aveva pensato a niente, a dire il vero, ma era stato il suo colpo a portarlo su quella spiaggia.

Caius è un personaggio per cui riesci a provare molta empatia. Non è certo l’uomo perfetto, anzi è un monaco che non segue molto la legge del Signore ma nonostante questo è anche sempre pronto ad aiutare il prossimo, fa il possibile per far stare bene gli altri confratelli. Ha molti conflitti ad esempio con un padre assente che non ha mai dimostrato un briciolo di affetto o orgoglio per il primogenito. Cai sin da subito si sente attratto da Fen ma i sensi di colpa per la morte di Leof e la certezza che lasciarsi andare ai piaceri della carne lo manderanno all’inferno all’inizio non gli permettono di lasciarsi andare come vorrebbe. Ma in fondo è anche un essere umano con i suoi bisogni e quel lupo venuto dal mare come il sogno che ha fatto poco prima di trovare Fenrir sulla spiaggia, giorno dopo giorno sta abbattendo tutti i suoi muri.
Fen lo conosciamo solo con gli occhi di Caius. E’ un bell’uomo con occhi color ambra, capelli color bronzo, un fisico tonico e muscoloso. Un uomo leale alla sua gente che nonostante sia stato lasciato indietro ferito in terra straniera, non riesce a voltargli le spalle. Proprio il loro essere così diversi e su due sponde opposte figurativamente e fisicamente, porta la relazione ad un punto di svolta, nonostante i sentimenti profondi la separazione sembra inevitabile. Fen è comunque dolce con Cai, protettivo e anche passionale, dimostrerà più volte di amarlo come non avrebbe mai creduto possibile. Cai e Fen sembrano diversi ma si scopre che hanno molti punti in comune, entrambi sentono di avere delle responsabilità verso ile persone che li circondano perché Cai fa fatica a lasciare il monastero nonostante le difficoltà e Fen sente il bisogno di aiutare il suo popolo nonostante voglia restare con Cai al monastero e nonostante sia stato abbandonato al suo destino.

Fen gli prese il viso fra le mani e, dopo avergli scostato una ciocca dalla guancia, gli pulì una traccia di sangue dalle labbra con la punta del pollice. Era così bello in quella luce soffusa che gli addolciva i lineamenti austeri, mentre i ciuffi portati dal vento, simili a piume di gheppio, gli svolazzavano sulla fronte. «Guarirai?» Cai non riusciva a ingannarlo, però poteva tranquillizzarlo. Affondò le mani nella sua criniera calda e folta e posò dei baci sul profilo che il sole morente stava tingendo d’oro.

Una storia diversa dalle solite. Io leggo pochi romanzi storici, in genere non mi entusiasmano. Ma questa volta ero incuriosita dalla trama, si percepiva già un conflitto forte tra i due personaggi ed ero curiosa di scoprire come l’autrice avrebbe sviluppato un sentimento cosi profondo tra due persone che sulla carta potevano solo odiarsi e volere la morte uno dell’altro. Non è usuale peraltro trovare narrativa che affronti l’argomento della religione ma trovo che l’autrice è stata molto brava ad inserirlo senza che questo diventi una zavorra che appesantisce la storia principale. Molto buona anche la rappresentazione di una storia tra due uomini in un periodo storico particolarmente difficile e ostile. Una narrazione ricca, corposa e davvero scorrevole, una storia che merita di essere letta!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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