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Recensione “Stonehenge – Quando l’amore diventa leggenda” – A. A. V. V.

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Titolo: Stonehenge – Quando l’amore diventa leggenda
Autore: Sarah Bernardinello, F. N. Fiorescato, Carlo Lanna, Alex Massagrande, Alex K. Moreland, Fernanda Romani, Paola Velo
Genere: Fantasy, Contemporaneo, Storico, Travel Time
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Stonehenge – Quando l’amore diventa leggenda

SINOSSI

Raccolta di racconti MM ed MF, che hanno come tema Stonehenge e le leggende d’amore.

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Stonehenge- Quando l’amore diventa leggenda“, è la prima antologia che leggo in assoluto.
Il tema, sicuramente inusuale e intrigante, mi ha spinta ad iniziare da qui prima di presentarvi tutte le altre antologie.
Ognuna delle storie ha catturato la mia attenzione, specialmente per l’originalità e la difficoltà che sicuramente gli autori hanno affrontato per presentare non solo Stonehenge, ma l’alternarsi tra passato e presente.
Al di là del tempo” di Sarah Bernardinello (m/m) è una storia complessa, racchiuse in poche pagine. È descritta molto bene e presenta interessanti flashback. Avrei preferito l’autrice scegliesse una storia meno articolata per queste poche pagine, ma ho apprezzato molto l’unione tra contemporaneo e storico che ne è derivata. È stato sicuramente inaspettato.
From tomorrow to before” di FN Fiorescato (m/m) è il racconto che più di tutti ho amato. Sono stata molto influenzata dal mio amore per il fantasy, lo ammetto, ma quando ho iniziato la lettura sapevo già che mi sarebbe piaciuto molto. Le autrici hanno curato la storia con numerosi dettagli, senza però appesantire la lettura. Incuriosisce e soddisfa il lettore fino alla fine.
Un amore oltre il tempo” di Carlo Lanna (m/m) è il primo racconto che leggo di questo autore. È interessante l’incontro tra i due protagonisti e la leggenda della dea Flora. Con uno stile diverso dagli altri racconti presenti nell’antologia, questo autore mi ha sorpresa molto per la sua originalità.
Un uomo d’altri tempi” di Alex Massagrande (m/m) è, tra tutti, il racconto in cui appare meno Stonehenge. Non per questo però, sono rimasta delusa. È una storia simpatica e particolare. Presenta alcune incongruenze, come la presenza di un ragazzo davvero troppo giovane per poter essere ricercatore a Cambridge, oppure la facilità con cui uomini di ere lontane conversano davvero facilmente. Pero, nel complesso, l’idea mi è piaciuta molto ed è sviluppata abbastanza bene. Non avevo mai letto di questa autrice ed ho apprezzato come sia riuscita ad inserire una storia di questo tipo in poche pagine.
Re di ossa e di pietra” di Alex K. Moreland (m/f) è l’unico racconto all’interno dell’antologia che ha come protagonista una donna. Ammetto di essere stata restia inizialmente, ma mi sono dovuta ricredere. Non mi è dispiaciuta affatto. Anche dopo aver terminato la lettura, lascia dietro di sé un mistero mai risolto, che fa incuriosite ancor di più il lettore. È un’idea davvero carina, un modo davvero unico di unire passato e presente senza incorrere in problematiche spiacevoli.
La torre che canta” di Fernanda Romani (m/m) è il primo racconto che leggo di questa autrice. Ho notato sin da subito l’attenzione con cui ha presentato dettagli storici e difficoltà di comunicazione. Un’aura di magia avvolge l’intera storia, rendendola originale e molto carina. Chi come me ama il mito del mago Merlino, non può che apprezzare questo racconto e la visione del tutto nuova di una storia che è stata narrata con numerose sfaccettature.
Culhwch e Olwen” di Paola Velo (m/m) è il risultato di una particolare unione tra contemporaneo e storico. Non ho compreso molto bene i riferimenti ai nostri giorni, ma mi è piaciuta molto l’ambientazione e l’idea di mettere alla base una maledizione, oltre che i personaggi del mito di Artù. Non ho apprezzato particolarmente il modo in cui sono stati presentati, ma nel complesso ho riconosciuto lo stile e le idee di un’autrice che avevo già avuto il piacere di leggere e apprezzare. I doni ricevuti dal personaggio durante il suo viaggio e la presenza dei suoi compagni mi hanno fatto pensare ad un’ambientazione perfetta per un gioco di ruolo a tematica fantasy. Dopo aver letto il primo libro pubblicato da questa autrice, mi ero preparata ad una storia particolare e originale. Sono rimasta soddisfatta nel complesso.
Spero in un continuo o in nuovi racconti riguardanti i personaggi di queste storie. Avendo poche pagine a disposizione, ogni autore ha dovuto creare piccoli momenti fondamentali, ma sarei curiosa di scoprire cosa scriverebbero se avessero l’opportunità di approfondire e dare una luce del tutto nuova alle loro opere.

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Recensione “Il Leone e il Corvo” – Eli Easton

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Titolo: Il Leone e il Corvo
Autore: Eli Easton
Genere: Storico
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 4,52€
Link all’acquisto: Il Leone e il Corvo

SINOSSI

Nell’Inghilterra medievale il dovere è tutto, l’onore personale vale più della vita stessa e l’omosessualità non è tollerata né da Dio né dalla società.
Sir Christian Brandon è cresciuto in una famiglia che lo ha sempre odiato per la sua insolita bellezza e per le sue origini. Essendo il più piccolo di sei rozzi fratellastri, ha imparato a sopravvivere usando l’astuzia e le sue doti da stratega, guadagnandosi il soprannome di Corvo.
Sir William Corbett, un imponente e feroce guerriero conosciuto come il Leone, sopprime i suoi desideri contro natura da tutta la vita. È determinato a incarnare il proprio ideale di cavaliere valoroso. Quando decide di mettersi in viaggio per salvare la sorella dal marito violento, è costretto ad affidarsi all’aiuto di Sir Christian. Il loro accordo metterà alla prova ogni briciola della sua fibra morale e, alla fine, la sua concezione di cosa significhino dovere, onore e amore.

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Quando Sir William Corbett decide di mettersi in viaggio alla volta del Castello in cui adesso vive la sorella, vittima di un marito violento e senza scrupoli, si trova costretto a stringere un accordo con Sir Christian Brandon.
William, chiamato “Leone” per la forza dimostrata in battaglia come cavaliere, sopprime da tutta la vita quelle pulsioni che, nel Medioevo, portavano al rogo. William odia essere un sodomita, e ha provato in tutti i modi a scacciare quei desideri, sempre però senza successo.
Quando si trova davanti Christian, così bello e arguto, chiamato “Corvo” proprio per la sua incredibile astuzia, non riesce però a frenarli a lungo. Infatti, il giovane è l’ultimo di una numerosa famiglia e, a fronte del fatto che tutti lo sottovalutano a causa del suo aspetto delicato, ha imparato presto a ferire con la potenza della sua lingua tagliente e della sua intelligenza.
William ne è così affascinato, lo vede così diverso da se stesso, che innamorarsi sarà inevitabile.
Ma come potranno vivere il loro amore, in un’epoca in cui è impossibile anche solo concepire di amare un altro uomo?
Riusciranno a salvare la sorella di William?
E dove li porterà la strada che hanno intrapreso? Alla felicità o alla morte?

Perché era nato così? Perché Christian era nato così? Perché l’unica persona a renderlo felice, una persona coraggiosa e sincera, che gli faceva venire voglia di cantare ballate d’amore e rendersi ridicolo, gli era preclusa da Dio e dal Re?

Di solito leggo pochissimi romanzi storici, perché difficilmente li trovo ben scritti, ma questo devo dire che mi è davvero piaciuto.
Ho apprezzato molto l’accuratezza della Easton, risultato sicuramente di ricerche approfondite, e anche la caratterizzazione dei personaggi. Quell’evitare romanticismi inutili e dare grande significato ai gesti e agli sguardi, alle parole sottintese e alla forza con cui resistono e persistono, decisi a difendere il loro legame, rendono molto veritiero lo spirito cavalleresco dei due protagonisti.
Anche il finale, per quanto possa apparire triste, in realtà l’ho trovato estremamente bello e struggente. Questo non vuol dire che questo libro non abbia un lieto fine, solo… Non sarà quello classico a cui siete abituate, ma molto più potente e d’impatto.
Non mi resta che consigliarvi questo romanzo, perché davvero è uno di quelli che vale la pena di leggere!

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Recensione “Sidecar” – Amy Lane

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Titolo: Sidecar
Autore: Amy Lane
Genere: Storico/Contemporaneo, Gap Generazionale
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,51€
Link all’acquisto: Sidecar

SINOSSI

È il 1987. I ragazzi indossano camicie rosa della Izod, le ragazze hanno capelli vaporosi e tutti possiedono una scatola del fumo; AIDS è solo una brutta parola che rimbomba dalle città come un temporale. Un adolescente scappato di casa vaga su un lato della strada, a un battito di ciglia dalla disperazione, ed è salvato da un angelo con i capelli lunghi su una Harley.
Ma questo è solo l’inizio della loro storia.
Josiah Daniels voleva pace, tranquillità e una vita semplice, e l’ha avuta finché non ha salvato Casey dalla fame, dal freddo e dallo sfinimento. Da quel momento la vita di Joe è tutt’altro che semplice e il suo nuovo pupillo naviga un mondo che sta cambiando più rapidamente delle persone che ci vivono. Joe vuole far diventare Casey un adulto felice e produttivo, e ci riesce. Ma anche da grande, Casey non riesce a concepire una vita felice senza Joe. Il problema è far accettare a Joe che il ragazzo che ha allevato è all’improvviso l’uomo che lo vuole.
La loro relazione potrebbe morire o cambiare il mondo attorno a loro. Mentre costruiscono una casa, negoziano le nuove regole del crescere assieme e schivano le insidie della vita moderna, Casey impara che l’età adulta è più che il sesso, Joe impara che non ci sono compromessi se si vuole vivere per sempre felici e contenti, e sono entrambi costretti a capire l’unica cosa che un uomo non dovrebbe mai fare: vivere da solo.

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Josiah Daniels, detto Joe, è un infermiere. Grande nel fisico quanto nel cuore, da sempre desidera una famiglia sua – un compagno e un figlio – ma sembra che il destino non ne voglia sapere di riservarne per lui. Così, quando si imbatte in Casey, non sa bene che pesci pigliare.
Casey è giovane. Troppo per diventare un amante, ma non abbastanza per poterlo adottare. L’unica cosa certa è che sta letteralmente morendo di fame, e che per lungo tempo ha vissuto in strada in condizioni tutt’altro che facili, perciò Josiah, seguendo quello che è per lui un istinto del tutto naturale, se lo carica sul sidecar e lo porta a casa dove lo lava, lo nutre e gli dà un posto caldo dove dormire.
Quella che doveva essere solo una situazione temporanea, però, si trasforma in una definitiva e ben presto Casey diventa a tutti gli effetti il suo coinquilino.
Sarà in un arco di tempo che abbraccia oltre vent’anni che conosceremo questi due uomini e scopriremo come passeranno da salvatore e salvato, a coinquilini, ad amici e infine ad amanti.

Per la prima volta in ventisette anni, Joe sentì l’esistenza di Dio. Era nel sorriso di Casey, nei suoi occhi, nel modo in cui guardava il suo innamorato, nel modo in cui salutava i cani. Dio era lì, nei raggi del sole che accarezzavano i capelli di Casey e riscaldavano la sua pelle, e Joe… Joe voleva toccarlo.

Il romanzo è narrato dal punto di vista alternato e avanza tra passato e presente, usando titoli di canzoni come nome di ogni capitolo, raccontandoci la storia di Josiah e di Casey. Le differenze enormi che ci sono tra i due, ma anche l’incredibile complicità che svilupperanno negli anni e che li porterà a volersi bene e poi ad amarsi, formando insieme una famiglia che non è iniziata nel modo più tradizionale del termine, ma che non ha nulla da invidiare a nessun’altra in circolazione.
Casey è giovane, deve crescere e maturare, imparare a vivere. Lo osserviamo avanzare negli anni facendo stupidaggini e commettendo errori, sempre con Josiah al suo fianco pronto a sorreggerlo e proteggerlo.
Josiah stesso è, a mio avviso, l’anima di questo romanzo. È un uomo straordinariamente dolce e affettuoso che ama prendersi cura degli altri, farli sentire speciali e al sicuro, e che non chiede mai nulla in cambio per questo. Un’anima pura di quelle che non si incontrano facilmente e che bisogna tenersi strette quando si ha l’incredibile fortuna di incrociare il loro cammino.
Un romanzo che abbraccia molti anni e che racconta non solo la storia di Casey e Joe, ma anche quella della comunità LGBTQ+, tra lotte per i diritti e la scoperta delle malattie sessualmente trasmissibili. Un romanzo intenso e travolgente che vi terrà incollate alle pagine.

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Recensione in anteprima “Un’inattesa attrazione” – K. J. Charles

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Titolo: Un’inattesa attrazione
Autore: K. J. Charles
Serie: Sins of the Cities #1
Genere: Storico, Suspance
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Un’inattesa attrazione

SINOSSI

Nel primo emozionante volume della nuova serie vittoriana firmata da K.J. Charles, un segreto amore romantico e un mistero inquietante legano due uomini singolari.

Tenutario di una pensione, Clem Talleyfer ama la vita tranquilla. È felice dei suoi hobby, del suo lavoro, e soprattutto del suo inquilino Rowley Green, con il quale ha stretto amicizia durante le lunghe serate insieme accanto al fuoco. Se solo l’ordinato, preciso e irresistibile signor Green fosse interessato a qualcosa di più dell’amicizia…
Rowley desidera soltanto essere lasciato solo, almeno finché non conosce Clem, con i suoi modi strani e affascinanti e i suoi magnifici occhi. Due uomini silenziosi, che alloggiano nella stessa casa e raggiungono un’intesa: potrebbe essere perfetto. Ma il corpo brutalmente assassinato di un altro inquilino viene gettato sulla soglia dell’abitazione, mandando in pezzi la loro pacifica esistenza.
Clem e Rowley si trovano coinvolti in un mistero, minacciati su tutti i fronti da uomini violenti, mentre la letale nebbia di Londra si chiude su di loro. Per riuscire a cavarsela, la coppia dovrà imparare a condividere i propri segreti… e il proprio cuore.

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Siamo a Londra nel 1873 e Clement “Clem” Talleyfer è da tempo il tenutario di una pensione in una delle zone a più alto tasso criminale della città. La struttura è piccola e non ci sono molti affittuari, ma tutti gli danno un gran da fare, soprattutto perché l’uomo non è molto bravo a concentrarsi su più cose alla volta.
Quello che più lo tiene occupato, anche se solo con i pensieri essendo in realtà il più bravo dei suoi inquilini, è Rowley Green, una delle ultime aggiunte alla pensione.
L’uomo, tassidermista, ha il negozio di fianco alla pensione e anche se non apprezza alcuni dei coinquilini, continua a stare nella pensione gestita da Clem solo per la posizione e il tenutario, che l’ha affascinato sin da subito con i grandi occhi marroni.
I due hanno l’abitudine di prendere un tè insieme dopo cena e di parlare delle loro giornate, instaurando così nel tempo un rapporto basato su una labile conoscenza ma del profondo rispetto.
In sostanza, anche se con qualche piccolo inconveniente, la situazione alla pensione scorre tranquilla e tutti sembrano vivere felici tra le sue mura.
Peccato che venga scoperto un cadavere proprio di fronte alla porta della pensione, e la vita tranquilla che è stata vissuta fino a quel momento, finisce per essere sostituita dal caos e dai sospetti…
Questa è, in sostanza, la trama del romanzo che, come era accaduto nell’altra serie dell’autrice, “Consorzio di Gentiluomini”, ospita molti personaggi, molti intrighi e molta carne al fuoco.
La storia, di per sé, è carina. È sempre affascinante vedere come venivano gestiti i rapporti omosessuali in epoche che non sono tra le più moderne e anche come si creassero dei circoli di uomini con le stesse inclinazioni che favorivano la protezione a tutto il gruppo e un luogo in cui sentirsi sicuri. Come, piegando un po’ le regole, riuscissero a difendersi l’un l’altro.
Il problema che riscontro con questa autrice, ahimè, è la caratterizzazione dei personaggi. Anche in questo caso, infatti, come mi era successo per Harry e Julius di “Una raffinata trasgressione” e Richard e David di “Una rispettabile posizione”, non sono riuscita minimamente a entrare in sintonia con i personaggi e a trovare irritanti la maggior parte dei loro comportamenti.
Mi dispiace davvero molto, perché la scrittura è bella e, come già detto, le storie sono sempre interessanti. C’è una chiara ricercatezza del contesto storico, del linguaggio e dei costumi dell’epoca; purtroppo non riescono a convincermi le sue caratterizzazioni.
Ad ogni modo, sono sicura che chiunque abbia amato l’altra serie dell’autrice, apprezzerà anche questa, in quanto si ritrovano moltissimi aspetti che coincidono in entrambe.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “La croce e il lupo” – Harper Fox

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Titolo: La croce e il lupo
Autore: Harper Fox
Genere: Storico, Religione
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: La croce e il lupo

SINOSSI

Caius non è proprio sicuro della sua vocazione monastica. Certo, apprezza la sua vita di studio e lavoro all’interno della remota comunità di Fara, ma nelle sue vene scalpita lo stesso sangue guerriero degli antichi antenati romani, ed è solo tra le braccia del gentile amico e amante Leof che riesce a trovare un po’ di pace.
Quando però Leof viene ucciso dai vichinghi durante una razzia, Cai non è per niente disposto a porgere l’altra guancia e desidera solo potersi vendicare. L’occasione gli si presenta quando si imbatte in Fenrir, un giovane pirata vichingo in fin di vita e abbandonato dai compagni sulla spiaggia. Ma invece di impugnare una spada e cercare quella giustizia che il suo cuore tanto brama, Cai si trova a disobbedire al suo stesso abate e a usare le sue abilità di guaritore per salvare il proprio nemico.
All’inizio, il vichingo ripaga la sua generosità con un atteggiamento sdegnoso e aggressivo, ma con il passare del tempo, si lascia conquistare dalla sua generosità; mentre Cai, che aveva abbandonato l’idea di poter amare ancora, sente nascere dentro di sé una nuova e profonda attrazione.
Nonostante il sentimento sbocciato tra loro, però, Fen non riesce a dimenticare la lealtà che deve alla sua gente e fa di tutto per scoprire il segreto di Fara: un potente talismano che potrebbe rendere i vichinghi invincibili e distruggere per sempre il loro amore.

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Triskell Edizioni porta in Italia un altro autoconclusivo dell’ apprezzata Harper Fox. In questo racconto conosceremo un monaco e un guerriero vichingo.
Caius è la voce narrante in terza persona, un ragazzo che ha rifiutato il suo destino di erede di alcune terre e si è rifugiato in un piccolo monastero nascosto. Passa le sue giornate tra le preghiere, poche e la sua occupazione di curare i suoi confratelli, pur non avendo nozioni mediche. E’ un ragazzo giovane, moro dagli occhi scuri, probabile eredità dei suoi avi romani, sensibile e coraggioso, una relazione nascosta con il confratello Leof, benvoluto dagli altri monaci, ha un rapporto molto stretto con il loro abate Theodosius. Quando il suo amante viene ucciso da un gruppo di vichinghi insieme a Theo, tutti i suoi buoni propositi di fare il bravo e dare il buon esempio vanno in fumo. Mentre al monastero arriva un nuovo abate, Caius scopre che l’uomo avrebbe comunque rimpiazzato Theo, colpevole di eresia e di essere un pessimo esempio. L’abate Aelfric cerca di riportare un po’ di disciplina e stabilisce alcune regole oltre a terrorizzare i poveri monaci. Caius cerca di farlo almeno ragionare sul bisogno di continuare le lezioni di difesa, in modo da poter almeno arginare un eventuale nuovo attacco vichingo e stranamente l’abate acconsente. Durante un nuovo scontro i monaci hanno la meglio, forse i vichinghi non si pensavano di trovare un po’ di resistenza e si danno alla fuga. Caius qualche ora dopo trova sulla spiaggia un uomo ferito a morte, proprio uno di quelli che aveva affrontato lui, la tentazione di ucciderlo è forte ma poi la voce di Theo lo fa desistere tanto che cambia idea e decide di nasconderlo nel monastero per curarlo. L’abate e gli altri monaci dimostrano tutto il loro disappunto ma per Caius è la cosa giusta da fare…

Cai, fermati. Lo hai già fatto. Cai si fermò, le mani che stringevano convulsamente l’elsa. La voce di Theo era reale quanto lo sciabordio delle onde, ma lui non aveva la forza di voltarsi e guardare. L’uomo ai suoi piedi era lo stesso che aveva incontrato sul sentiero, il primo con cui si era battuto. Luminosi occhi gialli da lupo. Una rapida lacerazione e torsione del metallo attraverso la pelle, contro l’osso e poi di nuovo fuori a occuparsi del prossimo nemico. Cai non aveva pensato di avergli inferto una ferita mortale, non aveva pensato a niente, a dire il vero, ma era stato il suo colpo a portarlo su quella spiaggia.

Caius è un personaggio per cui riesci a provare molta empatia. Non è certo l’uomo perfetto, anzi è un monaco che non segue molto la legge del Signore ma nonostante questo è anche sempre pronto ad aiutare il prossimo, fa il possibile per far stare bene gli altri confratelli. Ha molti conflitti ad esempio con un padre assente che non ha mai dimostrato un briciolo di affetto o orgoglio per il primogenito. Cai sin da subito si sente attratto da Fen ma i sensi di colpa per la morte di Leof e la certezza che lasciarsi andare ai piaceri della carne lo manderanno all’inferno all’inizio non gli permettono di lasciarsi andare come vorrebbe. Ma in fondo è anche un essere umano con i suoi bisogni e quel lupo venuto dal mare come il sogno che ha fatto poco prima di trovare Fenrir sulla spiaggia, giorno dopo giorno sta abbattendo tutti i suoi muri.
Fen lo conosciamo solo con gli occhi di Caius. E’ un bell’uomo con occhi color ambra, capelli color bronzo, un fisico tonico e muscoloso. Un uomo leale alla sua gente che nonostante sia stato lasciato indietro ferito in terra straniera, non riesce a voltargli le spalle. Proprio il loro essere così diversi e su due sponde opposte figurativamente e fisicamente, porta la relazione ad un punto di svolta, nonostante i sentimenti profondi la separazione sembra inevitabile. Fen è comunque dolce con Cai, protettivo e anche passionale, dimostrerà più volte di amarlo come non avrebbe mai creduto possibile. Cai e Fen sembrano diversi ma si scopre che hanno molti punti in comune, entrambi sentono di avere delle responsabilità verso ile persone che li circondano perché Cai fa fatica a lasciare il monastero nonostante le difficoltà e Fen sente il bisogno di aiutare il suo popolo nonostante voglia restare con Cai al monastero e nonostante sia stato abbandonato al suo destino.

Fen gli prese il viso fra le mani e, dopo avergli scostato una ciocca dalla guancia, gli pulì una traccia di sangue dalle labbra con la punta del pollice. Era così bello in quella luce soffusa che gli addolciva i lineamenti austeri, mentre i ciuffi portati dal vento, simili a piume di gheppio, gli svolazzavano sulla fronte. «Guarirai?» Cai non riusciva a ingannarlo, però poteva tranquillizzarlo. Affondò le mani nella sua criniera calda e folta e posò dei baci sul profilo che il sole morente stava tingendo d’oro.

Una storia diversa dalle solite. Io leggo pochi romanzi storici, in genere non mi entusiasmano. Ma questa volta ero incuriosita dalla trama, si percepiva già un conflitto forte tra i due personaggi ed ero curiosa di scoprire come l’autrice avrebbe sviluppato un sentimento cosi profondo tra due persone che sulla carta potevano solo odiarsi e volere la morte uno dell’altro. Non è usuale peraltro trovare narrativa che affronti l’argomento della religione ma trovo che l’autrice è stata molto brava ad inserirlo senza che questo diventi una zavorra che appesantisce la storia principale. Molto buona anche la rappresentazione di una storia tra due uomini in un periodo storico particolarmente difficile e ostile. Una narrazione ricca, corposa e davvero scorrevole, una storia che merita di essere letta!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Una rispettabile posizione” – K. J. Charles

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Titolo: Una rispettabile posizione
Autore: K. J. Charles
Serie: Consorzio di Gentiluomini #3
Genere: Storico, Politico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Una rispettabile posizione

SINOSSI

All’interno del suo eccentrico ma probo gruppo di amici, Lord Richard Vane ricopre il ruolo del confidente da cui tutti dipendono per consigli, integrità morale e un riservato sostegno. Tuttavia, quando Richard ha un problema, è al suo valletto che si rivolge, un faccendiere di impareggiabile abilità, e l’oggetto dei suoi desideri più segreti. Se c’è però una regola a cui un gentiluomo non deve sottrarsi è quella di non intrattenere rapporti personali con la servitù. Ma ogni volta che David gli è vicino, le regole di classe si scontrano con il più basilare degli istinti animali: un’impareggiabile lussuria.
Per David Cyprian, furto e ricatto sono all’ordine del giorno come lucidare gli stivali: farebbe qualsiasi cosa per l’uomo a cui è devoto. Ma l’unica cosa che David desidera per se stesso è proprio quella che Richard rifiuta di concedere: il suo cuore. E quando la tensione fra i due cresce al punto da essere intollerabile, il suo apparentemente incorruttibile padrone sembra non lasciargli scelta: servendosi delle sue perfezionate capacità di seduzione e manipolazione, David convincerà Richard a dimenticare tutte le sue obiezioni e cedere alla sua dolce e peccaminosa tentazione.

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David Cyprian è il miglior valletto di tutta Londra. Serve Lord Richard Vane con tutta la dedizione che richiede il suo ruolo (e molto di più, in realtà), e tutti lo temono per i suoi metodi e la sua influenza.
L’uomo, infatti, non si fa scrupoli a usare raggiri, ricatti, mazzette e quant’altro per ottenere esattamente quello che vuole ed esaudire tutti i desideri di Lord Richard ancor prima che egli stesso li renda in parole o addirittura li realizzi.
Tuttavia, dopo oltre quattro anni di rispettabile lavoro di facciata e un po’ meno rispettabile lavoro nell’ombra, David vuole molto di più dal suo capo, anche se comprende tutte le loro differenze.
Si metterebbe anche il cuore in pace a riguardo se non percepisse lo stesso desiderio provenire da Lord Richard.
Ma le loro classi sociali sono agli antipodi. Richard è il suo capo. Lui il suo valletto. Richard è ossessionato dalla posizione, dalla credibilità e l’integrità morale. David li ha persi da tempo.
Come fare a stare insieme nonostante tutte le cose che li separano? È possibile rendere reale e permanente quel sentimento che è cresciuto piano piano e che sembra non voler andare via?

Dopo quattro anni e mezzo di servizio, di crescente intesa e fiducia, amicizia persino, sostenute dal tenace battito del desiderio, David non aveva ancora osato chiedere l’unica cosa che bramava davvero, perché non avrebbe sopportato di scoprire che non poteva averla.
Non poteva chiedere, ma poteva dare. Lord Richard aveva bisogno di lui, ed era meglio di niente.

Terzo e ultimo volume della serie, dopo la risalita del secondo libro, “Una sensuale ribellione”, mi aspettavo che anche questo fosse per lo meno sullo stesso piano.
Sfortunatamente, mi sbagliavo.
Siamo ridiscesi ai livelli del primo per due motivi: il primo è che la storia è meno complessa e più incentrata sui due che sulla sfera politica come gli altri, quindi a mio avviso perde un po’ di mordente. Il secondo motivo è Richard.
Posso dirlo che è un’egocentrico dispotico senza speranza? Perché lo è davvero!
Ammetto che non lo apprezzavo nemmeno nei libri precedenti, con la sua voglia di sentenziare su tutto e tutti e di dar credito solo alle apparenze e a ciò che lui reputa giusto, senza sforzarsi minimamente di mettersi nei panni della controparte; ma speravo che “entrando della sua testa” ci fosse un certo miglioramento e una spiegazione plausibile al suo comportamento. E per quanto io abbia compreso il discorso dei genitori che viene usato come giustificazione, onestamente l’ho trovato terribilmente irritante. Come gli dice Dominic, dovrebbe scendere un po’ dal suo piedistallo e smetterla di sentenziare su tutto e tutti, cominciando a rendersi conto che nella stragrande maggioranza dei casi ha torto. Un bagno di umiltà, in sostanza, gli farebbe più che bene.

«Vi amo, David. Mia volpe, mio braccio destro, mia fiamma.»

David, d’altro canto, sarebbe anche un personaggio interessante, se non fosse stato accoppiato a un amante così rigido e bacchettone.

Sua signoria avrebbe forse abbracciato il futuro, ma non avrebbe mai abbracciato un servo.

In sostanza, una serie gradevole, ma non ai livelli di “Enlightenment” di Joanna Chambers (ambientata nello stesso periodo storico, solo a Edimburgo).

3.5

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Recensione “Una sensuale ribellione” – K. J. Charles

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Titolo: Una sensuale ribellione
Autore: K. J. Charles
Serie: Consorzio di Gentiluomini #2
Genere: Storico, Politico, lieve BDSM
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Una sensuale ribellione

SINOSSI

Silas Mason non nutre illusioni riguardo a se stesso. Non è socievole e neanche attraente. Idealista aggressivo, libraio radicale e autore di libelli sediziosi vive per la rivoluzione… e per i mercoledì. Ogni settimana si incontra anonimamente con lo stesso uomo, nel quale Silas ha scoperto la giusta combinazione di affinità intellettuale e assoluta obbedienza alla sua dominazione sessuale. Ma senza che Silas lo sappia, il suo più caro amico è anche il suo peggior nemico, con il potere di farlo impiccare o risparmiargli la vita.
Funzionario del Governo leale e di nobili natali, Dominic Frey è lacerato dalla sua storia con Silas. Alla luce del giorno non riesce a comprendere il desiderio inebriante che settimana dopo settimana lo spinge a incontrare il radicale. In camera da letto, ogni altra considerazione svanisce. I loro bisogni collimano e i due uomini sono uniti dalla comprensione per le rispettive debolezze. Ma quando l’impegno politico di Silas gli fa guadagnare una condanna a morte, il desiderio si scontra col senso del dovere e Dominic si trova nella condizione di fare tutto ciò che è un suo potere per salvare l’uomo che gli ha rubato il cuore.

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Silas Mason e Dominic Frey si incontrano ogni mercoledì da oltre un anno per degli incontri puramente sessuali, verti soprattutto a soddisfare l’oscuro desiderio di Dominic di essere dominato. L’intesa sessuale tra loro è incredibile, ma nessuno dei due sa chi sia davvero l’altro. Difatti, Silas si riferisce a Dominic chiamandolo “Tory” e Dominic si riferisce a Silas chiamandolo “Bruto”. Ignorano completamente l’identità l’uno dell’altro, e nonostante dopo il sesso abbiano cominciato a conversare e a dividere una bottiglia di vino, nessuno dei due ha il coraggio di andare più a fondo nella sfera personale.
Infatti, Silas è un quarantenne povero che gestisce una libreria in cui si commerciano per lo più testi politici e che, di notte, stampa volantini inneggianti all’odio e alla ribellione verso il Governo. L’uomo, infatti, è un oppositore politico tra i più ferventi e conosciuti dalle forze dell’ordine di Londra e quei mercoledì sono l’unica luce in una vita altrimenti grigia e piena di difficoltà.
Dominic, d’altro canto, è di pochi anni più giovane ma di molto più ricco. Gentiluomo dell’alta società, è oltretutto un Agente del Governo ed è incaricato – per dovere e per credo personale – a fermare tutti i sovversivi che si oppongono a suddetto.
Tutto fila liscio fino a quando i due sono costretti a non negare più l’evidenza e a scoprire chi è l’uno e chi è l’altro quando Dominic entra in una libreria dove il proprietario è accusato di essere un sovversivo e scopre che quel contestante è niente pò-pò di meno che l’uomo che capisce così profondamente i suoi bisogni e che, senza grandi parole o spiegazioni, è in grado di liberarlo dalla gabbia di vergogna che lui stesso ha creato…

«Non c’è nessun gentiluomo nella mia vita,» continuò piano Dominic. «Avevo il miglior gentiluomo di tutta l’Inghilterra, una volta, e non l’ho voluto. Voglio il mio rivoluzionario e non voglio nessun dopo. Userò tutti i mezzi a mia disposizione perché non ci sia mai un dopo, e se – quando – arriverò, sarà solo desolazione.»

Se “Una raffinata trasgressione” mi aveva convinto poco a causa dei personaggi messi in disparte dall’aspetto più politico del romanzo e, comunque, dalla poca simpatia provata per entrambi; devo dire che Silas e Dom hanno decisamente cambiato le carte in tavola!
La parte politica è (inevitabilmente, visti i personaggi) molto presente, ma non riesce mai a togliere lo spazio a questi due uomini che, incontro dopo incontro, mercoledì dopo mercoledì, si innamoreranno follemente l’uno dell’altro.

Mercoledì dopo mercoledì, settimana dopo settimana, sono diventato tuo.

Benché non sia una grande amante del BDSM, qui è trattato in maniera piuttosto lieve e anche se ci sono giochi di predominazione (di cui la maggior parte senza nessun tipo di utilizzo di giocattoli), è tutto più basato su un processo psicologico che non solo avvicina i due uomini, ma li fa anche smettere di trincerarsi dietro le loro ferventi idee contrapposte e le loro ancor più differenti classi sociali, facendo capire a entrambi che, sotto sotto, non sono poi tante le differenze tra di loro e che, se entrambi lo volessero e ci mettessero il giusto impegno, potrebbero trovare il modo di stare insieme e amarsi felicemente.

«Ti posseggo, Tory. Solo io e nessun altro. Non un nobile idiota senza cervello che non sa come trattarti.» Chiuse la mano attorno al suo sesso, le dita che lo sfioravano appena, costringendolo ad aspettare. Le dita di Dominic, invece, stringevano l’aria. «Come se fosse un sacrificio vedere uno sguardo supplichevole in quei begli occhi. Come se non volessi sentire quella bella bocca dire che qui sono io il padrone. Dio, il modo in cui ti sottometti a me. Sei mio.»

Un romanzo dove sì, come dicevamo, la sfera politica è molto presente e dove continuo ad affermare ci fosse bisogno di una piccola introduzione per spiegare sommariamente la situazione socio-politica della Londra del 1820, ma nel complesso l’ho trovato più chiaro e gestito meglio del precedente.
Silas e Dominic stessi sono stati capaci di farsi benvolere, seppur per due motivi differenti.
Silas per la grande forza d’animo, la tenacia e quel modo burbero e impacciato che ha di dimostrare all’altro il suo amore. Non riuscivo molto a farmelo piacere all’inizio perché l’ossessione che aveva per la difesa delle sue idee mi appariva un po’ esasperante, ma piano piano è stato capace di farsi voler bene.
Dominic, d’altro canto, ispira una grande tenerezza. Da sempre si sente sbagliato per i desideri che sente e sembra che nessuno sia in grado di capirlo, almeno fino a quando quel Bruto dall’aspetto trasandato non gli dà proprio quello che vuole senza doverlo chiedere. La sensazione di sollievo che il Gentiluomo prova quando è con Silas e può essere semplicemente se stesso è palpabile, e ho apprezzato che potesse apparire così fragile quando al contempo sa essere così fermo nelle sue convinzioni e nelle sue idee.
In sostanza, un romanzo decisamente superiore al primo e che ho trovato davvero ben scritto. Consigliato!

4

Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Una raffinata trasgressione” – K. J. Charles

K J Charles (1)

Titolo: Una raffinata trasgressione
Autore: K. J. Charles
Serie: Consorzio di Gentiluomini #1
Genere: Storico, Politico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Una raffinata trasgressione

SINOSSI

Quando apprende di essere l’erede di un’inaspettata fortuna, Harry Vane rinnega il suo passato radicale a favore delle riforme governative e decide di corteggiare la graziosa cugina. Il suo cuore viene però catturato dall’uomo più bello ed elegante che abbia mai incontrato: il dandy che ha il compito di istruirlo nelle buone maniere e nello stile che gli consentiranno di fare il suo ingresso in Società. Il nuovo ruolo che si trova a rivestire richiede conformità, ma Harry non desidera altro che assaggiare il paio di labbra sbagliate.
Dopo aver assistito in prima persona agli orrori di Waterloo, Julius Norreys ha cercato rifugio dietro la maschera raffinata dell’alta società. Ora si interessa unicamente del taglio della propria giacca e della qualità dei propri stivali. Tuttavia, il suo pupillo è talmente scevro dal suo cinismo che gli ispira la prima vera scintilla di desiderio da molti anni a quella parte. Julius non può proteggere Harry dalle peggiori intemperanze della società, ma insieme possono sopportare il prezzo della passione.

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Siamo nella Londra del 1819 e Harry Vane vive alla giornata.
Figlio di radicali sovversivi morti pochi anni prima a causa del colera, è cresciuto a pane e politica. Perciò, quando i suoi genitori vengono a mancare a Parigi – città in cui sono dovuti fuggire dopo il rischio di un arresto – il ragazzo si vede costretto a tornare indietro e chiedere aiuto e asilo al più grande alleato dei suoi genitori: Silas Vane.
Silasi gli offre un lavoro, una casa, pane in tavola e, a modo suo, appoggio e affetto. Così, Harry aiuta per i sei anni successivi l’uomo a stampare il suo giornale rivoluzionario, quello pieno di inni contro il Governo e il Re, e per questo vive costantemente nella paura e nell’ansia dell’arrivo delle Giubbe Rosse e degli Affari Interni pronti ad arrestarlo.
Quando un uomo elegantemente vestito che si presenta come Richard Vane gli comunica che in realtà suo padre, Alexander, non era uno spiantato ma un nobile e che pertanto suo nonno Gideon vorrebbe che tornasse a casa per riprendere il suo posto in famiglia, Harry coglie l’opportunità al volo e corre a casa Vane, lasciandosi alle spalle la miseria, la paura e i suoi amici.
O, almeno, è quello che immagina.
Ma ci vorrà un po’ di tempo prima che si renda conto che il passato, se non risolto, non può semplicemente restarsene buono.
Prima, tuttavia, sarà distratto da Julius Norreys, di pochi anni più grande, dandy indiscusso dei gentiluomini di Londra, che è stato incaricato dal cugino Richard di istruirlo a essere il miglior damerino possibile, cosicché da rispettare il volere del nonno ed essere pronto non solo per l’inserimento in Società, ma anche per cercare moglie…

Harry emise un piccolo rantolo di piacere, ma continuò a baciarlo piano e con delicatezza, le mani ancora intrecciate davanti ai loro cuori martellanti e i corpi uniti solo dal contatto delle loro labbra. Era sufficiente però. Harry lo baciò in quella notte tiepida e Julius consentì a essere baciato, consentì l’intimità, la vicinanza e la voluttuosità, fino a che non seppe più distinguere dove finisse la sua pelle e dove cominciasse quella del compagno.

Non vi svelo altro dell’intricata trama di questo romanzo, ma sappiate che ci saranno molti intrighi, parecchi personaggi e un contesto politico molto forte.
A tal proposito, non essendo una grande appassionata di storia e comunque non conoscendo a menadito la storia del Regno Unito, alcuni termini più desueti e alcune situazioni, a mio avviso avrebbero visto positivamente l’aiuto di un glossario, o per lo meno di un’introduzione che spiegasse (anche solo in modo generale) qual era la situazione politica e di vita della Londra del 1800.
Sono stata aiutata un po’ nella comprensione del quadro avendo letto la serie “Enlightment” di Joanna Chambers, di cui “Provocazione” è il primo volume, che si svolge nello stesso periodo e che, nonostante non abbia così forte e presente la sfera politica nella narrazione, risulta più chiara e di più facile comprensione.
Togliendo questo, i personaggi, come detto, sono tantissimi. Ricordarsi tutti i nomi è un po’ complicato, ma per fortuna quelli dei Riccardiani (il gruppo di cui Richard è capo e di cui fa parte Julius, e che consiste in un Consorzio di Gentiluomini ben protetto, capace di difendersi l’un l’altro, che hanno tutti l’inclinazione a rapporti omosessuali) sono riuscita a ricordarmeli facilmente, essendo poi i protagonisti dei volumi seguenti.

Harry era libero. Era onesto e non ancora intrappolato nelle maglie della cortesia reciproca per il mero scopo della sopravvivenza. Harry era volgare: volgare e rozzo e vero. non nel viso sorridente che mostrava in Società a chiunque gli rivolgesse la parola, ovviamente, ma quando erano da soli e lui diventava tutto passione rovente e piacere autentico.

Ovviamente, però, più di tutti conosciamo Harry e Julius, anche se onestamente non mi hanno affascinata particolarmente. Mi sono parsi il primo una banderuola senza opinione, non in grado di prendere una posizione e incapace di far valere le proprie idee (che sono di per sé già piuttosto confuse…); mentre il secondo risulta molto freddo e anche se con un passato traumatico che ci viene spiegato solo più avanti nella narrazione, col suo atteggiamento distaccato non mi ha spinta a provare empatia per lui.
In più, tutti gli intrighi politici e personali che accompagnano la storia, a mio avviso hanno un po’ soffocato il rapporto tra i due, relegandolo sullo sfondo e facendo risultare il loro sentimento piuttosto vago agli occhi del lettore.
In sostanza, un primo libro scritto bene che però non mi ha conquistata del tutto a causa dei suoi protagonisti; ma che tuttavia apre la strada a due storie che si prospettano decisamente interessanti e che spero non mi deluderanno!

3.5

Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Nascosti dal Mondo” – J. W. Kihley

J W Kihley

Titolo: Nascosti dal Mondo
Autore: J. W. Kihley
Genere: Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Nascosti dal Mondo

SINOSSI

Franklin D. Roosevelt ha detto: “Nessun uomo e nessuna forza possono abolire la memoria.”

John Oakes e Kurt Fournier sono la prova vivente della verità dietro quelle parole. Sin dai tempi degli orrori della Seconda Guerra Mondiale, John e Kurt hanno arrancato per portare avanti le loro esistenze, sanguinando da ferite che non sono mai guarite. Ora si ritrovano nel 1950: la guerra può essere finita, ma la battaglia per trovare la pace è appena iniziata.
John, dottorando alla UC Berkeley e veterano, fluttua attraverso la vita del dopoguerra fino a quando coglie il misterioso Kurt a suonare di nascosto un pianoforte all’università. John pensa di poter trovare un po’ di conforto in compagnia di Kurt ma non sa come creare una connessione con quell’uomo che vive una vita di prudente solitudine. Senso di colpa e rammarico minacciano di invalidare le loro speranze di avere una vita normale. Nessun uomo è un’isola, quindi John e Kurt devono mettere a rischio il loro cuore per trovare la felicità. Sfortunatamente, i ricordi e le paure possono paralizzare anche la persona più forte.

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Ho deciso di scrivere questa recensione proprio per oggi, 27 Gennaio, Giorno Della Memoria.
Sono sempre stata convinta che “ricordare” – soprattutto un fatto così orribile come l’Olocausto – sia importantissimo. Tenere a mente il passato è fondamentale per impedire che anche in futuro succedano le stesse cose, che si ripresentino le stesse dinamiche. Che gli adulti del futuro crescano consapevoli e capaci di capire cosa sono davvero il Bene e il Male.
Questo libro è un mezzo sensazionale per poterlo fare.
Uno strumento struggente e toccante per poter ricordare sempre quanto l’essere umano possa essere crudele, ma al contempo regalare la speranza per un futuro migliore e la straordinaria capacità degli uomini di rialzarsi sempre.
Nascosti dal Mondo” è un romanzo di fantasia, è vero, ma ha una tale accuratezza storica che sembra di respirare la stessa aria dei protagonisti. Un romanzo che affonda gli artigli nel cuore di chi legge e che lo riduce a brandelli, distruggendolo in mille pezzi, dandogli così la possibilità di essere ricostruito in un modo del tutto nuovo e con delle consapevolezze straordinarie.
Intendiamoci: non è un libro facile. Ho pianto per la maggior parte della lettura, e io non sono una persona che si commuove facilmente, ma questo libro va letto. Punto. Armati di fazzoletti, certo, e di una grossa quantità di cioccolato, è ovvio, ma va letto.
Anche se è una storia inventata, ricordiamoci sempre che si basa su fatti realmente accaduti, su testimonianze terribili di persone che quell’orrore l’hanno vissuto sulla loro pelle e che ne hanno portato i segni per sempre. Poche di queste persone li portano ancora, testimoniando con una forza d’animo sorprendente gli orrori vissuti e il futuro che con tanto coraggio si sono costruiti, combattendo giorno dopo giorno con i loro demoni.
Non parlerò della trama, perché davvero è un romanzo che dovete assaporare pagina dopo pagina, ma sappiate che la storia è unica, profonda, lacerante e assolutamente travolgente. Vi sentirete persone diverse, una volta finito di leggere, e di sicuro vi sentirete persone più consapevoli.
Amerete i personaggi, soffrirete con loro, patirete l’Inferno con la medesima intensità. Li sentirete amici, parenti. Vorrete abbracciarli e dir loro che andrà tutto bene. Che ce la faranno. Che ne usciranno. Che tutti gli orrori patiti non potranno mai essere dimenticati, ma che sarete al loro fianco in ogni momento. Che non sono soli. Non più.
Amerete tutto di questo libro, perché è per libri come questo che vale la pena di saper leggere.

5

Pubblicato in: recensioni, recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Hoarfrost” – Jordan L. Hawk

Jordan L Hawks

Titolo: Hoarfrost
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #6
Genere: Horror, Distopico, Storico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Hoarfrost

SINOSSI

Lo stregone Percival Endicott Whyborne e suo marito Griffin Flaherty godono di un periodo di pace e tranquillità senza precedenti. Sfortunatamente, la calma è stravolta dall’arrivo di un pacco da parte di Jack, il fratello di Griffin, che ha dissotterrato uno strano oggetto mentre scavava in cerca d’oro in Alaska. La scoperta di una civiltà sino ad allora sconosciuta potrebbe ravvivare la carriera della loro comune amica, la dottoressa Christine Putnam… o potrebbe ucciderli tutti, se gli indizi di magia nera che riguardano l’artefatto si riveleranno veri.
Insieme a Christine e al suo fidanzato Iskander, Whyborne e Griffin viaggeranno verso i più lontani anfratti dell’Artico per impedire a un’antica minaccia di reclamare la vita del fratello di Griffin. Ma nel duro campo di minatori di Hoarfrost, i segreti corrono rapidi come una tempesta di neve e Whyborne non è l’unico stregone attratto dalle voci di presenze magiche. Nella natura selvaggia fatta di ghiaccio e pietra, Griffin deve affrontare la sua più grande paura… o perdere tutti coloro che ama.

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Corro davvero il rischio di essere ripetitiva, ma questa serie è sempre più avvincente e pazzesca, tanto che ero partita con un quattro e mezzo come valutazione, ma alla fine ho “dovuto” cedere e mettere un cinque pieno!
Il merito dell’aumento di voto è dovuto a molteplici fattori: in primo luogo la storia, sempre ad alta tensione, sempre avvincente, senza un attimo di tregua, un’avventura in puro stile Indiana Jones!
Poi ovviamente vengono i personaggi: protagonisti sempre più intriganti, che ci svelano la loro anima tormentata, insicura, debole ma forte allo stesso tempo per reagire alle prove che il destino sembra mettergli sempre sul cammino, e anche i personaggi secondari sono di tutto spessore, anche l’ultima aggiunta, il fidanzato della Dottoressa Putnam, il fascinoso cacciatore di mostri, Iskander.
Un altro elemento che ha fatto alzare il voto è stato l’aver introdotto da parte dell’autrice il POV di Griffin! Finalmente anche lui ha voce in capitolo, ci narra gli eventi e soprattutto ci svela la sua anima.
Whyborne ormai lo sappiamo che dietro alla sua timidezza, insicurezza, educazione, passione per le lingue “morte”, nasconde un temperamento focoso e un potere immenso che continua ad aumentare:

“Avevo toccato quel potere, l’anno appena passato. Mi aveva riempito, bruciando nel mio sangue e fuoriuscendo delle cicatrici sul mio braccio fino a incenerirmi la camicia. E, per un attimo, avevo percepito ogni creatura vivente della città, ogni battito di cuore, ogni passo, ogni respiro tremante.”

Il suo essere insicuro, l’essere sempre stato considerato un debole, uno “strambo”, è stata forse la sua fortuna, perché queste caratteristiche gli hanno permesso di mantenere la sua anima pura, lo ha reso più umano degli umani – qui grosso rischio di spoiler se non si ha letto il volume precedente! Per certi versi è ancora inconsapevole del suo valore, ma pian piano ci sta arrivando:

“Widdershins non si era ancora risvegliata per mia mano. E sebbene fosse attualmente dormiente, come una bestia inquieta, non potevo negare che mi ero abituato ai sussurri del potere sotto i miei piedi.”

Anche Griffin ha le sue insicurezze: ormai conosciamo bene il suo passato, la sua storia, la sua perdita, tutti elementi che l’hanno spinto ad abbandonare la sua vita precedente per ricominciare da capo a Widdershins. Sappiamo della sua famiglia disgregata che sta cercando di riunire, ma avevamo sempre visto Griffin dal punto di vista di Whyborne. Per lui Griffin è sempre coraggioso, impavido, restio a fidarsi delle arti magiche, molto pragmatico e avventuroso. Ho sempre visto Whyborne idolatrare l’ex Pinkerton, come se l’avesse messo su un piedistallo, ammirandolo, volendo essere coraggioso, forte e indipendente come lui. Certo la sofferenza patita da Griffin in passato era palese, ma qualcosa ci era stato taciuto: anche l’investigatore è insicuro, al pari del suo Whyborne. Griffin è umano, non ha doti magiche, prova paura, si sente insicuro, molte volte non all’altezza del marito, e tanto solo:

“Whyborne si conosceva in un modo che potevo solo invidiare. Non lo aveva reso sempre felice, ma gli aveva dato il coraggio di trovare la propria strada, nonostante i desideri di suo padre o di chiunque altro. Si rifiutava di essere diverso da se stesso e il mondo poteva fottersi se disapprovava.”

La sua non è invidia però nei confronti del marito, lui per primo ne ha riconosciuto il valore, ne è rimasto stregato, tanto che lo sceglierebbe sempre come suo compagno di vita, per sempre.
Entrambi gli uomini sminuiscono sempre loro stessi, un altro segno che li rende perfetti l’uno per l’altro:

“…Sono un uomo normale. Non c’è nulla di magico o di speciale in me.» «Tutto in te è speciale,» disse con gentilezza. «Forse per te.» Gli offrii un sorriso triste. «Non solo per me. Widdershins conosce chi gli appartiene.»”

L’avventura stavolta la fa da padrone, i due innamorati devono superare molte situazioni imbarazzanti e non avranno molto tempo per rimanere da soli, ma anche questo mi ha fatto riflettere su loro come coppia, che non può mostrare in pubblico gesti d’affetto che vanno oltre l’amicizia virile. Griffin ha subito un grande dolore quando è stato rifiutato da Pà e Mà per colpa del suo amore nei confronti di Whyborne, quindi ora ha paura di confessare al fratello che quello che lo lega all’uomo va oltre l’amicizia.
Il rischio è grande, ma del reso chi non capisce vedendoli insieme che il loro è “solo amore”, non merita di avere a che fare con loro.
“L’amore salverà il mondo” diceva qualcuno, Griffin ha trovato la sua fonte d’amore, doveva solo sentirla:

“Io sentivo Ival. Sentivo il suo amore per me, a cui non importava che fossi difettoso. Tutte le parti di me stesso che avevo gettato ai suoi piedi durante gli anni insieme, tutte le crepe che ancora mostravano dove mi aveva aiutato a guarire, non importavano più. Lui mi amava, al di là della mia capacità di comprendere.”

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice