Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Quel che dicono tutti” – Martin Wilson

Martin Wilson

Titolo: Quel che dicono tutti
Autore: Martin Wilson
Genere: Contemporaneo, Scolastico, Sportivo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Quel che dicono tutti

SINOSSI

Il popolare e atletico James sembra avere la vita perfetta, ma l’unica cosa che il ragazzo vuole davvero è ricevere la sua lettera di ammissione al college, così da poter lasciare l’Alabama una volta per tutte. In una città in cui è impossibile mantenere i segreti, tutti sembrano essere al corrente di quello che suo fratello Alex ha fatto durante la festa per l’inizio del nuovo anno scolastico, anche se nessuno sa spiegarsi il perché del suo gesto.
Allontanato dai suoi amici e con un fratello costantemente impegnato e distante, Alex è pronto ad affrontare il nuovo anno da solo. Ma Henry, il bambino che vive alla porta accanto, continua a presentarsi a casa sua in cerca di compagnia. E, quando Alex decide di darsi alla corsa campestre, nella sua vita entra anche Nate, un amico di James, che saprà rivelarsi più di un semplice compagno di squadra.

Slanif2

La storia si svolge un po’ di tempo fa (penso sui quindici/vent’anni) a Tuscaloosa, Alabama, che è anche la città natale dell’autore Martin Wilson.
Leggiamo le vicende di Alex, James, Nate e il piccolo Henry, in un mix di situazioni e avventure tipiche dei ragazzi senza tecnologia avanzata come oggi e con delle identità tutte da scoprire.
Questo libro, ambientato in una cittadina del Sud degli Stati Uniti D’America, ci mostra come certe comunità diano più importanza a come si appare, piuttosto che a come si è realmente. In una sorta di spettegolamento generale tutti contro tutti (non a caso il titolo “Quel che dicono tutti”), nessuno in realtà ammette di essere così morbosamente interessato agli altri. C’è una sorta di arretratezza mentale che aleggia soprattutto negli adulti e che rende difficile per i nostri protagonisti crescere e sentirsi liberi nella loro pelle.
Tuscaloosa è una piccola comunità in cui conta solo l’apparenza, e se non rientri nei canoni prestabiliti dalla società, allora non sembri essere abbastanza giusto per i tuoi concittadini.
Se ci si mette poi il casino che ha combinato Alex e che è sulla bocca di tutti, di certo non è facile vivere in questa piccola comunità.
James, studente brillante e bravo atleta, vuole fuggire il prima possibile da tutto questo. Alex, di un anno più giovane, è anche lui un bravo studente, ma forse in maniera meno spiccata del fratello.
Dopo il gesto estremo di Alex – di cui veniamo a conoscenza sin dalle prime pagine – tutta questa comunità impicciona sembra rivoltarglisi contro, emarginandolo ed escludendolo da tutto. Nessuno gli parla più, nemmeno quelli che lui considerava “amici”, e così si ritrova solo ad affrontare le sue paure. Anche James, per quanto abbiano un bel rapporto, è toccato dall’essere il fratello del tizio strambo, e questo si ripercuote sulla sua reputazione, portando i due fratelli ai ferri corti.
Gli unici a tendere una mano ad Alex saranno il piccolo Henry (il bambino di dieci anni solitario e schivo che vive nella casa accanto) e Nate, un amico di James, che cerca di invogliare Alex alla corsa per spingerlo ad avere uno scopo che non sia quello di deprimersi in casa da solo.
Sarà proprio questa nuova passione ad avvicinare Alex e Nate, per quanto non ci siano mai scene esplicite a riguardo.
Alternando i punti di vista dei due fratelli, Martin Wilson ci mostra due tipici adolescenti pieni di voglia di emergere e meschinità crudeli, in uno young adult molto realistico.
Se, quindi, ho apprezzato questo aspetto, ho invece trovato poco approfondita la parte sulla tematica omosessuale e, pertanto, meno apprezzabile di quanto avrei preferito che fosse più spiccata come tema rispetto ad altri che invece – a mio avviso – hanno avuto più importanza.
La storia è carina, i personaggi a loro modo piacevoli e veri, ma ci sono parti che sono andate avanti a rilento e altre invece che non si faceva in tempo ad assaporare per quanto scorrevano veloci, impedendomi di affezionarmi davvero a questi personaggi.
Nel complesso un’opera prima piacevole, ma che forse si è concentrata su troppo materiale, non dando la giusta importanza a “pochi ma buoni” argomenti.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Prima stagione” – R. J. Scott & V. L. Locey

cover500

Titolo: Prima stagione
Autore: R. J. Scott & V. L. Locey
Serie: Harrisburg Railers #2
Genere: Contemporaneo, Sportivo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4.99€
Link all’acquisto: Prima stagione

SINOSSI

Layton vuole il successo, Adler desidera una famiglia. Come può l’amore rendere possibili entrambe le cose?

Layton Foxx lavora sodo per ciò che ha realizzato. L’appartamento, la carriera, la possibilità di farsi un nome e lasciare il segno… deve tutto ai sacrifici che ha fatto. Con una tragedia alle spalle, non desidera e non ha bisogno dell’amore. Poi conosce Adler Lockhart, estroversa e sexy ala degli Harrisburg Railers, e di colpo non può sfuggire all’amore nemmeno volendo.
A Adler Lockhart ogni cosa è sempre stata servita su un piatto d’argento. Macchine, ville, soldi, la retta nelle migliori università private della Ivy League. L’unica cosa che gli manca sono dei genitori che si prendano cura di lui, o l’amore di un brav’uomo. Poi Layton entra nella sua vita privilegiata e gli mostra come può essere il vero amore.

Lady Marmelade2

La velocità con cui stanno arrivando le serie m/m in Italia è in continuo aumento, non conosce sosta e per i poveri traduttori è un vero e proprio tour de force! Specialmente in occasioni di fiere ed eventi libreschi.
Inutile dire che i lettori sono più che contenti di ciò e da quello che ho visto la settimana scorsa a Roma – c’ero anche io al Rare Rome 2019, in incognito ovviamente – gli amanti del genere m/m sono in continuo aumento e appartengono a ogni fascia d’età.
Le autrici del genere male to male erano pochine, confido in futuro che altre penne del settore giungano a noi, ma hanno tenuto banco nella giornata! I lettori italiani si sono avvicinati ai loro tavoli con libri portati da casa, presi proprio per la ghiotta occasione, perché l’emozione di avere un libro autografato da un autore che viene dall’altra parte del mondo è qualcosa che i grandi lettori non riescono a spiegare a chi non legge.
Chi non ha portato libri fisici, perché legge n digitale, non si è arreso: ha stampato e rilegato su book appositi le foto del libro preferito e lo ha fatto firmare, come facevano una volta i cacciatori di autografi delle grandi star del cinema insomma! Vedere queste autrici emozionarsi per il seguito che hanno nel nostro paese mi ha reso davvero felice; ho incontrato amiche vecchie  e aggiunto nuovi contatti, perché anche questa è la magia dei libri: ti spalancano le porte del mondo e, se hai la fortuna di parlare e leggere in lingua originale, il mondo non ha più confini.
Una delle autrici presenti era proprio R. J. Scott! Una donna vulcanica, con al suo attivo una vasta produzione uscita sia in self che con casa editrice.
La signora Scott è stata cordiale, sorridente, disponibile con tutti; facile direte voi, ma R. J, era senza traduttore, affiancata dal fedele marito/assistente fotografo, e ha avuto tempo per tutti.
Non vedevo l’ora di leggere questo secondo libro ambientano nel mondo dello sport; la velocità con cui si legge metterà ulteriormente sotto pressione il povero traduttore designato al prossimo volume: si può avere tipo subito?!
Naturalmente sto scherzando, so benissimo quanto lavoro c’è dietro a una traduzione e rinnovo i complimenti a tutto lo staff per il lavoro che svolge.
Dopo tutta questa tiritera è arrivato il momento di parlavi dei protagonisti di questo volume, ovvero del timido, riservato, ma anche determinato Layton, nuovo acquisto del team di Railers, che dovrà occuparsi di gestire i rapporti con la squadra e i media in vista del coming out di Ten e Jared, e di Adler, il glorioso giocatore di hockey.
Adler apre spesso la bocca a sproposito, non ha filtri, tutto quello che gli passa per la testa gli esce dalla bocca, venendo spesso frainteso. Un gigante tutto muscoli e occhioni da cucciolo, che vuole a tutti i costi farsi una famiglia, bisognoso di affetto visto che la famiglia di origine è sempre stata parca in questo, al limite dela freddezza cronica.
Non tutti sono portati per fare i genitori, che ne dica la biologia, l’avere un utero funzionante non fa di una donna anche una buona o affettuosa madre. Non che la madre di Adler sia cattiva, solo che non sa fare la madre perché troppo occupata a vivere la sua vita da favola, ricca e spensierata, piuttosto che occuparsi di lui:

Avevo passato l’infanzia a essere geloso del tempo che i miei genitori dedicavano al lavoro così come ai loro passatempi, viaggi, amici. Del rapporto tra Apollo e i suoi genitori… ero cresciuto provando gelosia per degli aeroplani perché i miei genitori, Cole e Karrie Anne, passavano più tempo con il loro jet e il pilota personale che con me.

Ad Adler non è mai mancato nulla: è ricco e bello, ma l’unica cosa che ha sempre voluto è essere amato. Il poco affetto ricevuto da bambino l’ha avuto dalla famiglia della sua tata, tanto che le feste comandate le passava con lei, il marito e loro figlio Apollo, divenuto negli anni il suo assistente personale nonché fratello acquisito. I loro scambi di battura sono davvero divertenti e tipici di due ragazzi che si vogliono bene ma che si prendono continuamente in giro. Eccone un esempio:

«Sento il dovere di spiegarti queste cose perché per natura entri nella modalità Adler-bambino-di-quattro-anni nonostante tu sia alto un metro e novanta.»
«Novantacinque,» lo corressi con dolcezza. «Qualsiasi cosa sopra il metro e ottanta non ha rilevanza.»

Adler può sembrare il classico sportivo senza cervello, immaturo e volubile, più occupato a portarsi a letto l’ennesima conquista che impegnarsi in qualcosa di più serio. Ma le apparenze ingannano più spesso di quanto si creda e Adler è solo in cerca di donare il suo cuore a qualcuno. Era naturale che lo sguardo timido Layton attirasse la sua attenzione: dietro a gesti misurati dell’uomo si nasconde qualcosa che ha colpito Adler, che ha risvegliato il suo istinto di protezione nei confronti di Layton; una volta visto come il ragazzo si illumina quando sorride, per Adler è stato un colpo di fulmine:

Gli feci un occhiolino e mi sorrise. E più o meno in quel momento capii che mi ero innamorato di lui. Quando un piccolo sorriso timido di un uomo ti fa sentire come se avessi afferrato il sole? Sei già in caduta libera.

Layton ha più di uno scheletro nell’armadio  che gli impedisce di fidarsi degli altri; vuole a tutti i costi farcela da solo, si è sempre mantenuto da solo durante gli studi e ha lasciato la numerosa famiglia scegliendo un percorso del tutto diverso da quello dei fratelli. Layton ha sofferto davvero molto in passato: si capisce che il ragazzo ha passato brutti momenti in causati da sportivi grandi e grossi, e vederlo cercare di sconfiggere i suoi demoni, in un ambiente così fisico come quello dell’hockey, dimostra solo che Layton ha un grande coraggio.
Adler ce la metterà tutta per conquistarlo e credo che questo ragazzone troppo cresciuto, troppo buono, troppo sincero, troppo bello, ma anche tanto solo, abbia tutte le carte in regola per guarire il cuore ferito di Layton:

«L’unica cosa che ho sempre desiderato era renderti felice, perché il tuo sorriso? Wow. Per me è tutta la bellezza del mondo racchiusa in un unico gesto.»

Chi non vorrebbe un uomo che ti parla così?
Ps: Ten e Jared sono molto presenti anche in questo secondo capitolo, ma non rubano la scena ai nuovi protagonisti: personalmente mi piace molto quando si ha la possibilità di sapere ancora qualcosa sui protagonisti precedenti perché da continuità alla serie e ci offre una visione sul loro futuro, almeno per i curiosoni come me!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: quixote edizioni, Recensioni

Recensione “Presa d’Aquila” – Max Walker

Titolo: Presa d’Aquila
Autore: Max Walker
Genere: Contemporaneo, Sportivo
Serie: The Guardian #3
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Presa d’Aquila

SINOSSI

La vita di Isaac Hawk non stava andando come lui aveva previsto. Viveva in un appartamento pidocchioso con la sola prospettiva di una futura carriera che lo faceva sentire vuoto dentro e una vita sentimentale che rendeva la sensazione ancora più intensa, a fargli compagnia. In un impulso del momento, decide di abbandonare l’Accademia di polizia in modo che possa almeno provare a risolvere un aspetto del suo fatiscente futuro. L’unico problema con la sua avventata decisione? Un saldo negativo sul suo conto in banca e nessuna possibilità di riuscire a pagare l’affitto.
Per Diego Cruz le cose sembravano procedere bene. Era in procinto di andare a Roma per portare a casa una medaglia d’oro olimpica in ginnastica. La sua mente e il suo corpo erano preparati e concentrati su quell’unico obiettivo. Stava per fare in modo che tutti i sacrifici fatti nella sua vita significassero qualcosa, competendo e uscendone vincitore. Era determinato a trovare una ragione per superare il profondo rammarico di aver lasciato Isaac tanti anni prima.
Quando Isaac accetta a malincuore un lavoro nella sicurezza per la squadra di ginnastica americana, sa che la sua strada avrebbe incrociato di nuovo quella di Diego. Ciò che non si aspettava era la marea di emozioni che stava sopraffacendo entrambi dopo essersi rivisti. Le cose, però, si complicano ancora di più per via del comportamento ossessivo dell’ex fidanzato di Diego.
Isaac e Diego dovranno affrontare il loro passato e capire che a volte devi aggrapparti alla tua seconda possibilità, con una forte presa d’aquila.

Slanif2

Isaac Hawk e Diego Cruz si incontrano al liceo e si innamorano perdutamente.
Isaac ha due padri, perciò non ha nessun problema con la sua omosessualità, ma Diego è figlio di un militare vecchio stampo e ha paura di dire ai suoi genitori la verità su di lui. Non c’è solo in gioco il suo coming out, ma anche e soprattutto la sua carriera nella ginnastica, in quanto se dovesse ritrovarsi in mezzo a una strada perché cacciato di casa, non potrebbe continuare ad allenarsi e rincorrere il suo sogno: partecipare alle Olimpiadi.
Si sono messi d’accordo, ormai dopo tre anni d’amore, di dire loro la verità una volta finito il liceo, sicuri di poter essere più liberi. Peccato che vengano beccati dai signori Cruz a letto insieme e che questo degeneri a tal punto da costringere Diego a lasciare Isaac senza una spiegazione.
Per unire il danno alla beffa, i Cruz si trasferiscono a Seattle e i due perdono ogni contatto.
Ormai, sei anni dopo, sono andati entrambi avanti con la loro vita, anche se nessuno dei due ha dimenticato l’altro.
Diego sta per partecipare alle Olimpiadi e Isaac sta cercando di capire cosa fare della sua vita, dopo aver lasciato di punto in bianco l’Accademia di polizia, in quanto ha capito che non era la sua vera passione.
Una proposta di lavoro inaspettata li costringerà a rincontrarsi… Riusciranno a chiarirsi o il rancore che offusca soprattutto Isaac gli impedirà di essere di nuovo felici insieme?
Partiamo dal presupposto che adoro le storie di giovani amori che si rincontrano dopo tanto tempo. Mi riempiono di così tanta speranza! Perciò questa trama è decisamente nelle mie corde, e infatti il libro è davvero molto carino.
La trama è abbastanza semplice, ma a causa del continuo tira e molla tra Diego e Isaac ci ritroviamo più volte a sentirci come sul bordo di un precipizio, senza sapere se cadremo con loro o meno.
I personaggi stessi sono molto carini. Sia Diego che Isaac sono diversi da come erano da ragazzi, ma questo non può cancellare quello che il cuore prova. Quando questi riconosce il Vero Amore, è impossibile farglielo scordare. Anche se dovrà ammaccarsi tante volte nel corso della storia, arriverà alla fine sprizzante di gioia.
È stato bello ritrovare anche Adrian e Tristan, che sono i genitori di Isaac e i personaggi del primo volume “Ti copro io” (qui la recensione) che mi era piaciuto molto.
A questo punto non vedo l’ora di leggere l’ultimo capitolo di questa serie e il romanzo sul frizzante Colton!

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Quel maledetto gioco chiamato amore” – Cristina Bruni

Titolo: Quel maledetto gioco chiamato amore
Autore: Cristina Bruni
Serie: Maledetto amore #1
Genere: Contemporaneo, Sportivo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Quel maledetto gioco chiamato amore

SINOSSI

Se saprai tenere duro quando in te non c’è più nulla, allora sarai un uomo.
Alejandro Santiago, studente senior alla Oak River Tech in Arizona e quarterback della squadra di college football, sogna da sempre un futuro nella NFL. Ma la sua esistenza è oscurata da un’ombra pesante: a sedici anni ha assistito alla morte violenta del padre e ancora si incolpa per non essere riuscito a salvarlo.
Anche Max Mankiewicz, 36 anni, aspira a una carriera nella lega nazionale, come head coach. Si ritrova invece bloccato nel campionato universitario, in una piccola cittadina dell’Arizona, ad allenare una delle peggiori squadre della conference. L’ultima cosa che vorrebbe.
Così come perdere la testa per il suo giovane quarterback.
Ma non può farci nulla: l’attrazione è così forte da spingere l’uno nelle braccia dell’altro.
Solo che Max, abituato da sempre a vivere nascosto, ha alle spalle un passato che vorrebbe dimenticare, fatto di tradimento e umiliazione. Ha perso tutto già una volta per colpa di un ragazzino che giocava a football. Non vuole ripetere l’esperienza.
Quando viene lasciato da Max, Alejandro sente franare tutto il suo mondo: Max è la cosa più bella che gli sia capitata dopo tanti anni di sacrifici. Ma dopotutto è il destino che merita per aver lasciato morire suo padre.
Perciò, quando si ritrova tra le mani la possibilità concreta di poter realizzare il sogno di Max, non ci pensa due volte a rischiare tutto ciò che ha. Il suo futuro, la sua salute.
E la sua vita.

Evelyne2

 «Dovete divertirvi ed essere in ogni minuto fieri di voi stessi. Perché quando uscirete dal campo, quando prima di andare a dormire vi guarderete allo specchio, non dovrete rimpiangere nulla. Dovrete sapere di aver dato tutto per la squadra. Correte, placcate, lottate assieme. Tattica? Sì. Strategia? Certo. Ma sul campo dovete dare il cuore, prima del cervello. Non trattenete le emozioni, perché è di questo che è fatto il football. Di emozioni.»

Ho divorato questo libro in un solo giorno. Appena iniziata la lettura non sono riuscita ad interromperla, dovevo sapere cosa accadeva ad Alejandro e Max. Tempo fa lessi un estratto sulla pagina Facebook dell’autrice e da quel momento mi sono imposta di leggerlo. Nonostante sia abbastanza lunga, la storia conquista il lettore.
La nota dell’autrice, riguardante le accuse rivolte all’NFL nel 2011 mi ha colpita molto. Dopo averla letta sarebbe stato impossibile dimenticare un romanzo simile. Il fatto che la scrittrice abbia non solo basato la sua opera su avvenimenti realmente accaduti, ma che l’abbia dedicato ai giocatori, mi ha davvero commossa. La storia di Jandro e Max è unica nel suo genere, proprio per il messaggio che vuole trasmettere.

«E in tutto ciò sa qual è la cazzo di ironia?»
«No. Qual è, signor Santiago?»
«Che io il football lo amo ancora da impazzire.»
La giornalista scosse la testa. «Non capisco. È stato il football a ridurla così oppure no?» […]
«No. Non è stato il football.» Poi Alejandro si protese verso il registratore e schiacciò il tasto rosso. Le sue parole iniziarono a essere registrate. «È stata tutta colpa di quel maledetto gioco chiamato amore.»

L’NFL, la lega professionistica di football americano, è il sogno di molti giovani. Alejandro Santiago è uno di questi. Quarterback della squadra di college football, desidera da sempre avere la possibilità di vivere per il football. Dopo la morte del padre vede nello sport l’unica opportunità di riscatto per la sua famiglia.
Max Mankieviez diviene il coach dei Rays ed è in questo momento che conosce Jandro. Il suo amore per il football e la sua determinazione lo portano indietro nel tempo e gli fanno sperare di poter davvero conseguire una carriera nella lega nazionale. Nonostante la tragica situazione della squadra e della struttura, Max non si fa scoraggiare. L’ultima cosa che vorrebbe è dover allenare una squadra del college per un campionato universitario, ma conoscere Alek cambia tutte le carte in tavola.

Qualunque fosse stato il motivo, doveva trovare il modo di raddrizzare il ragazzo perché, maledizione, vedeva enormi potenzialità in lui.
Disgraziatamente sarebbe stata tutt’altro che una passeggiata.

Malgrado si sia promesso che non si sarebbe invaghito di un giocatore della sua squadra, è impossibile tenere a bada l’attrazione che sente per Jandro.
Alek non si vergogna della sua omosessualità, la famiglia e i suoi amici sono da sempre a conoscenza del suo orientamento sessuale. Al contrario di Max, lui non ha alcun problema ad ammettere che c’è qualcosa tra loro. Le insicurezze e le paure di Max non sono facili da superare e, nonostante egli abbia accettato in parte i suoi sentimenti, non vuole perdere tutto ancora una volta. Alejandro rispetta la sua decisione, benché non ne sia affatto felice.

«Noi siamo solo il prodotto del nostro vissuto, coach. Non esiste un’età in cui si smette di essere vulnerabili o in cui le ferite non sanguinano più. Hai tutto il diritto di non sentirti capace di fidarti. A vent’anni come a trentacinque o quaranta.»

Già una volta Jandro ha perso la persona a cui era più legato e quando comprende che sta per accadere di nuovo non esita ad agire. La sua salute, la nomina a quarterback in una delle squadre più prestigiose… nulla ha valore se paragonato alla possibilità di rendere felice la persona che ama. Anche a costa della sua stessa vita.
Ad introdurre il prologo del romanzo vi è una parte della celeberrima poesia di Joseph Rudyard Kipling. Perfetta per questa storia. Con poche parole l’autrice ci ha già presentato il lungo e tortuoso percorso che i nostri protagonisti dovranno affrontare. La incontriamo nuovamente più avanti nel corso della storia, in riferimento al padre di Alek ed è qui che vediamo quanto questi versi siano perfetti.

Se saprai confrontarti con Trionfo e Sconfitta
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Ho amato Alejandro sin dal primo momento in cui ho letto di lui. La sua determinazione ed il suo coraggio mi hanno colpita. Nonostante sia il più giovane della coppia, non esita un istante a sacrificarsi per ciò in cui crede. La sua passione, che fino a qualche tempo prima era la sua unica ragione di vita, viene lasciata indietro.
Quando arriverete al punto cruciale della storia, vi sembrerà di conoscerli bene. A quel punto capirete che siete solo all’inizio. La loro relazione assume sfumature così diverse dalla prima metà del libro che vi sembrerà di non averne mai abbastanza. Il dolore, il rimorso e il coraggio guidano i protagonisti e lo stile fluido dell’autrice fa sì che il lettore incameri ogni più piccola emozione.

 Respirava, ma non era cosciente.
«Ho bisogno di aiuto!» urlò, questa volta con tutto il fiato che aveva in corpo. «C’è un ragazzo a terra.»
Tornò a guardare Alejandro, accarezzandogli dolcemente il viso e scostandogli le ciocche scure e sudate dalla fronte.
«È il mio ragazzo…» sussurrò. «Va tutto bene, Jandro. Resta con me, non lasciarmi.»
Lo tenne stretto a sé, cullandolo tra le braccia, fino a quando arrivarono i paramedici e glielo portarono via.

Quando arriverete alla fine della storia, vi renderete conto di aver lasciato un pezzo del vostro cuore con Max e Alejandro. La loro non è solo una storia d’amore e ve ne accorgerete.
Quel maledetto gioco chiamato amore” mi ha segnata nel profondo ed è per questo che ne consiglio assolutamente la lettura.
Sono curiosa di scoprire cosa ha in serbo per noi l’autrice nel secondo volume della serie.

5

Pubblicato in: quixote edizioni, Recensioni

Recensione “La rivelazione di Kage” – Maris Black

Titolo: La rivelazione di Kage
Autore: Maris Black
Serie: Kage #3
Genere: Contemporaneo, Sportivo
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,10€
Link all’acquisto: La rivelazione di Kage

SINOSSI

Il loro amore potrà sopravvivere alla più sconvolgente delle rivelazioni?

Il sensuale laureando Jamie Atwood si è innamorato perdutamente del misterioso guerriero dell’MMA Michael “The Machine” Kage. Con quel suo eccitante corpo pieno di muscoli, quegli inebrianti occhi verdi e la sua propensione per il sesso sfrenato, Kage è un potente afrodisiaco per l’innocente ragazzo della porta accanto.
C’è il pericolo, l’intrigo, la sensazione della sua mano forte intorno alla gola e la consapevolezza che il suo lottatore ucciderebbe oppure morirebbe per lui.
Dal momento in cui Kage si è aggrappato ai suoi fianchi, incanalando tutta quella mascolina aggressività per reclamare il suo corpo, Jamie è stato compromesso per qualsiasi altra persona.
La passione è alle stelle, mentre i due amanti cercano di integrarsi l’uno nella vita dell’altro: dichiararsi alla famiglia e agli amici, entrare a far parte del mondo delle Arti Marziali Miste ad alto livello, affrontare lo strano zio di Kage. Ma dietro la maschera di forza e indifferenza di Kage si cela un’opprimente vulnerabilità e un devastante segreto. Una volta tolta quella maschera, i traumi del passato riemergono in superficie, gli oscuri desideri sfuggono a ogni controllo, e il lottatore distrutto è spinto a ferire l’uomo che ama più della sua stessa vita.

Slanif2

Michael “The Machine” Kage e Jamie Atwood sono finalmente insieme dopo aver affrontato parecchie peripezie.
Anche se non è ancora tutto rosa e fiori, sarà più che altro la presenza ingombrante e manipolatrice dello zio di Kage, così come il passato di quest’ultimo, a mettere a dura prova la loro relazione e a farci conoscere più intimamente il talentuoso lottatore di MMA, sfumando gli angoli dei suoi spigoli caratteriali e gettando luce sulle ombre della sua personalità.
Riusciranno a non perdersi e anzi a trovare la forza di appoggiarsi l’uno all’altro per affrontare fianco a fianco tutto quello che la vita riserverà loro?
Ho avuto dubbi su questi due sin dal primo libro, e nonostante in questo volume mi siano sembrati più maturi e consapevoli, ci sono ancora dei loro atteggiamenti che mi disturbano, così come il loro modo di interagire in alcuni frangenti. Forse è un mio limite, ma certi comportamenti bruschi di Kage contro Jamie, giustificati come “troppo amore”, mi hanno fatto storcere il naso in più di un’occasione. Così come il fatto che Jamie viva il sentimento per Kage come se fosse un drogato in astinenza da cocaina.
I due maturano e con tutti i nodi venuti al pettine finalmente si capiscono molte più cose dei comportamenti del lottatore; tuttavia continuo a non sentirmi a mio agio di fronte ad alcune scene e non coinvolta nella loro relazione.
Quelle che a molte possono sembrare scene di forte intensità e amore totale, a me sembrano spesso e volentieri prevaricazione e mancanza di empatia.
Probabilmente è un mio limite, non lo metto in dubbio, ma anche se ho trovato questo terzo volume un gradino sopra i primi due, a causa appunto della caratterizzazione di Jamie e Kage e del modo che hanno di vivere la loro relazione e i loro sentimenti, questa serie non è riuscita a conquistarmi del tutto.
Ciò non toglie che ci siano parti molto belle e ben descritte, e che comunque si legge bene e velocemente grazie allo stile dell’autrice. In tutti e tre i romanzi non si ha mai l’idea che ci sia qualcosa di frettoloso o lasciato al caso, e questo è un aspetto che apprezzo sempre in ogni mia lettura.
A fronte di ciò, vi consiglio di leggere la serie e di farvi una vostra idea a riguardo, in quanto, come accennato prima, probabilmente è più un mio limite mentale che un limite vero della storia. Sono sicura che le più romantiche di voi apprezzeranno certi aspetti, così come quelle che amano storie d’amore forti e a tratti dark.

3


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Punto di rottura” – N. R. Walker

Titolo: Punto di rottura
Autore: N. R. Walker
Serie: Turning Point #2
Genere: Contemporaneo, Sportivo, Poliziesco
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Punto di rottura

SINOSSI

Una lotta per ciò che è giusto si trasforma in una lotta per la vita.

Mentre il senso di colpa lo tormenta, il mondo di Matthew Elliott inizia ad andare fuori controllo. Più lui cerca di tenere duro, più tutto gli scivola via tra le dita, senza che riesca a impedirlo.
Dopo essersi introdotto nell’ambiente dei combattimenti clandestini nelle gabbie, Matt inizia a lottare per ciò che è giusto. Più ne resta coinvolto, più il senso di colpa lo consuma – più dolore si fa infliggere per espiare la sua colpa – e presto si ritrova a combattere per qualcosa di più della giustizia.
Lotta per amore.
Lotta per la sua vita.

Slanif2

Avevamo lasciato Matthew Elliott (detective della Narcotici del Dipartimento di Polizia di Los Angeles) e Kira Takeo Franco (istruttore nella palestra di suddetto Dipartimento) a iniziare la loro convivenza nella casa di Matt dopo che Kira era riuscito a scampare al sequestro da parte del pericoloso e senza scrupoli malvivente Tomic, e Matt aveva avuto un coming out forzato al lavoro proprio a causa di questi eventi.
È passato un anno, da allora, e i nostri due protagonisti vivono felici. Almeno fino a quando Matt non rasenta le dimissioni pubbliche dalla Polizia di Los Angeles per darsi ai combattimenti di lotta libera.
Anche se ha giustificato la sua decisione come quella di non essere più desideroso di fare il poliziotto, Kira continua a non crederci e pensa che Matt abbia qualcosa da nascondere.
E fa bene.
Matt ha molte cose da nascondere. Cose che lo corrodono dentro e che lo cambiano, così come cambiano la sua vita.
Riuscirà Matt a venirne fuori a testa alta e a sconfiggere i suoi demoni prima che questi distruggano lui?
Riuscirà Kira a venire incontro a Matt e ad accettare questo nuovo uomo che ha di fronte, che pare essere così lontano dall’uomo di cui si è innamorato tanti mesi prima?
E riusciranno a salvare la loro storia e ad avere il loro lieto fine, o il peso delle bugie sarà tale da distruggere quel futuro che avevano sognato insieme?

Kira aveva sempre pensato che era come se mi fossi allontanato da solo il giorno che avevo lasciato la polizia, e forse, con quella serata, voleva mostrarmi che non dovevo combattere contro il mondo tutto da solo.

Punto di rottura” non poteva avere titolo migliore, secondo me. È proprio il libro dove Matt “si perde”. Perde la sua identità di poliziotto, ma anche quella umana. Perde la gentilezza e diventa rancoroso, affibbiandosi colpe che non ha e sfogando con la fisicità una frustrazione interiore che lo sta dilaniando dentro.
Si rompe nel vero senso della parola, sia fisicamente che emotivamente.
Matt è a dir poco distrutto. È un uomo a pezzi che deve riprendersi, e non ce la sta facendo. Uniteci il fatto che ha un segreto da mantenere e non riesce a parlarne con Kira… Ed ecco che succede il disastro.
Kira, dal canto suo, non sa che pesci pigliare. Vuole aiutare Matt, lo ama e vuole stargli vicino, ma l’altro non sembra davvero intenzionato a fidarsi di lui su questo, quindi come riuscirci? Il fatto che sia triste e frustrato è scontato, e per quanto sia un uomo paziente, quanto a lungo potrà sopportare di non sapere?
Accompagniamo letteralmente Kira e Matt durante tutto il loro travaglio, e anche se ci sono state cose che non mi hanno convinta al cento per cento (e che all’inizio mi avevano fatta scoraggiare circa la lettura, perché mi sembravano poco coerenti), andando avanti e soprattutto verso il finale mi hanno convinta di più, trovandole più “aggiustate” e amalgamate alla storia e alla trama di base; quindi nell’insieme l’ho apprezzato.
Mi è piaciuto come metta alla prova il rapporto tra Matt e Kira, facendoli maturare come individui e come coppia. Nonostante non riescano a capirsi, ci sono sempre l’uno per l’altro, e questo è molto bello.

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Tap Out” – Cat Grant

Titolo: Tap Out
Autore: Cat Grant
Serie: Bannon’s Gym #3
Genere: Contemporaneo, Sportivo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Tap Out

SINOSSI

Da bambino, Tom Delany aveva fatto del suo meglio per proteggere la madre dalla violenza di suo padre, ma il suicidio di lei l’ha tramutato in un uomo cauto e diffidente che porta ancora sulle spalle il peso della colpa.
Alla Bannon’s Gym, Tom ha imparato a controllare la propria potenza e ha trovato l’amore con il collega di MMA, Travis Callagher. Eppure, Tom non riesce a compiere il passo successivo nella loro relazione. Non se la convivenza implica abbandonare Gloria, per lui una madre adottiva, malata terminale.
Quando il figlio di Gloria, Eddie, assume un infermiere disoccupato per prendersi cura di lei, Tom si trova a corto di scuse, ed è terrorizzato dall’idea che la sua famiglia surrogata lo stia buttando fuori di casa. La paura esplode in una violenta sessione di allenamento che lascia Travis col naso rotto e Tom sul punto di essere cacciato una volta per tutte dalla Bannon’s Gym.
Quando la tragedia lo colpisce, Tom comprende che non basteranno i pugni a soggiogare le sue paure, non ora che rischia di perdere tutto: la sua carriera come lottatore, la sua famiglia e l’uomo che ama.

Evelyne2

Torno a parlarvi della serie di Cat Grant “Bannon’s Gym”, in particolare del terzo libro “Tap Out”. Tornano Eddie, Gloria, Danny, Tom e Travis, con l’aggiunta di Aaron, per la prima volta uno dei protagonisti della storia. L’autrice in questa serie è solita affrontare gli eventi secondo punti di vista differenti e soprattutto secondo diversi protagonisti. Se nei primi due abbiamo avuto una prevalenza della storia di Eddie e Danny, qui li vediamo nello sfondo, sempre fondamentali, specialmente la presenza di Gloria, ma i veri protagonisti sono Tom e Travis. In alcuni momenti Aaron, ex di Travis, diviene il punto focale, per poi lasciare di nuovo a loro il palcoscenico.
Eddie, Danny e Gloria sono personaggi decisi, maturi. La loro presenza è importante per Tom e soprattutto in questo volume si vedrà molto l’incidenza di Gloria nella sua vita. La sua malattia lo devasterà, più di quanto non abbia già fatto e metterà in ginocchio la sua relazione con Travis. Devo dire che questo aspetto non mi ha convinta. Tom è sempre stato un protagonista con cui non sono riuscita a sentirmi in sintonia, sin dal primo volume della serie. È immaturo, lunatico e impulsivo, a volte anche violento. Il suo cambio di umore repentino e le sue azioni, discutibili e incomprensibili nella gran parte della storia, mi hanno convinto ancor di più di quanto Travis sia un santo.

«Gli piaci molto, sai?»
«Mi stai dicendo che ho il permesso di chiedere la tua mano?» Lo aveva detto per scherzo, ma il sorriso di Tom che spariva gli provocò una fitta familiare sotto le costole. Aveva scherzato in quel modo anche con Aaron. E guarda cos’era successo.

Il suo personaggio, a differenza di quello del compagno, mi piace molto, così come quello di Aaron.  Un ragazzo segnato dalla vita, di cui nessuno si fida più se non il suo ex, l’unico che davvero potrebbe provare del risentimento nei suoi confronti. L’aspetto che apprezzo di tutta la storia è l’umanità dei personaggi. Aaron più di tutti ci mostra quanto sia difficile superare una dipendenza e decidere di rimettere in piedi la propria vita, specialmente se le persone di cui siamo circondati non credono in noi.
Anche in questo libro la narrazione non è molto lineare. Il passaggio dalla prima alla terza persona rende pesanti alcuni momenti, considerando la difficoltà che ho avuto nel comprendere chi stesse parlando. Devo ammettere però che rispetto al secondo volume, in questo si è notato molto meno.
Il punto di forza di tutta la storia sono sicuramente i momenti trascorsi all’interno della palestra. Gli incontri, gli allenamenti e le lezioni mostrano la bravura dell’autrice nel descrivere gli eventi.
Mi dispiace non poter dare più di tre stelle, ma il personaggio di Tom, protagonista di questa storia, mi ha lasciato l’amaro in bocca. Il fatto che ogni personaggio non solo ha numerose problematiche mai risolte ma anche continue difficoltà a raggiungere un qualsiasi traguardo, mi ha fatto pensare sia tutto un po’ troppo.
Spero che nel quarto volume i personaggi siano finalmente sicuri delle loro azioni.
Ci tengo ad aggiungere che i vari libri della serie non sono autoconclusivi. Sarebbe impossibile comprendere i personaggi e le loro azioni se prima non avete letto i volumi precedenti.

3


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, self publishing

Recensione “Tight End” – Devon McCormack

Titolo: Tight End
Autore: Devon McCormack
Genere: Contemporaneo, Sportivo, Suspance
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Tight End

SINOSSI

«Non ho bisogno di un cazzo di babysitter.»
La star del football americano nel ruolo di tight end, Tad Roarke, gay dichiarato, ha successo, soldi e fama: più o meno tutto, eccetto una buona reputazione. Dopo essere stato dipinto dai media come un fedifrago privo di scrupoli, si ritrova abbandonato da uno sponsor dopo l’altro. A peggiorare le cose, è stato indicato come prossima vittima di un serial killer di celebrità omosessuali. L’FBI lavora con la sua squadra per proteggerlo, assegnandogli l’agente Bryce Finnegan come guardia del corpo sotto copertura. Ma, sin dall’inizio, Bryce non gli piace: il poliziotto pensa che lui sia solo un ragazzino viziato. Forse ha ragione, ma in ogni caso Tad non ha intenzione di provargli il contrario: farà qualsiasi cosa per rendergli il lavoro ancora più difficile. Tuttavia, per quanto lo odi, non può negare che sia attraente da morire… e non gli dispiacerebbe giocare un po’ con lui tra le coperte.

«Non mi pagano abbastanza.»
L’agente Bryce Finnegan non è estraneo agli incarichi sotto copertura. Essendosi occupato in passato di cartelli della droga, è abituato a mettere a rischio la propria vita. Ciò a cui non è abituato è avere a che fare con ragazzini viziati e ricchi, che non si rendono conto di quanta fortuna abbiano: quando incontra Tad Roarke si aspetta che sia un cretino, e scopre di avere ragione. Ma più tempo passa con lui, più si rende conto che tutti gli atteggiamenti di Tad sono poco più che una recita da spaccone: non è uno stronzo e i media hanno distorto più di qualche fatto per infangare la sua reputazione. Ora, Bryce non deve preoccuparsi solo di proteggere il ragazzo da un serial killer, ma anche di non innamorarsi di lui nel frattempo.

Slanif2

Tad Roarke è una stella della NFL (la Lega Nazionale di Football) e gioca con i Cowboys di Dallas. L’anno precedente ha vinto addirittura il Super Bowl, e tutti lo trattano come una star. Tuttavia, l’interesse nei suoi confronti non è solo per le sue prodezze sportive, ma anche e soprattutto per quelle sentimentali e sessuali, che riempiono le pagine dei tabloid scandalistici. Infatti, Tad non solo è gay dichiarato, ma è anche conosciuto per essere un traditore seriale e un gran libertino.
A fronte di ciò, non c’è molto da stupirsi che un serial killer fuori di testa, che ha già fatto due vittime nella comunità LGBTQ+ del mondo dello spettacolo, lo abbia preso di mira e lo abbia selezionato come vittima numero tre del loro piano assurdo di ripulire il mondo dalla Sodomia e dai peccatori.
È a questo punto che entra in gioco Bryce Finnegan, agente dell’FBI appena uscito da un’operazione sotto copertura che gli ha portato via il partner, che viene assunto come guardia del corpo di Tad, incaricato non solo di difenderlo, ma anche di scoprire chi si nasconda dietro a queste minacce.
Il problema è che Tad non solo è un grandissimo stronzo, ma non sembra nemmeno intenzionato a prendere sul serio tutta la situazione.
Riuscirà Bryce a fargli capire che è per il suo bene, e che qui tutti stanno lavorando per tenerlo al sicuro?
E riusciranno a non cedere alla cocente attrazione che li fa gravitare l’uno verso l’altro, nonostante non riescano a tollerarsi se non per pochi minuti?

«È una pessima idea,» dice.
«E allora speriamo che ne valga la pena.»

È in assoluto il primo romanzo di Devon McCormack che leggo, e per quanto non sia scritto male, onestamente non posso nemmeno affermare che mi abbia davvero convinta del tutto. Ho alternato momenti, in tutta la lettura, tra il desiderio di sapere come andava avanti e quello di smettere di leggere.
La storia, di per sé, poteva essere anche interessante. Abbiamo un giocatore di football affermato che si innamora della sua guardia del corpo mentre questa cerca di difenderlo da un crudele e spietato assassino. Il collegamento con film famosi e fantasie adolescenziali è piuttosto breve, e la sinossi aveva subito scatenato in me la voglia di avere tra le mani questo libro. Tuttavia, il vero problema di questo romanzo, secondo me, è lo sviluppo di suddetta trama e del comportamento che i due protagonisti hanno sia l’un l’altro che verso gli altri e la vita.
Nel primo punto, a mio avviso, c’è un mix troppo corposo di cose che succedono, eventi che si accavallano, e cose che alla fine vengono trattate come meteore senza approfondirne nessuna, lasciando molto sul vago la maggior parte delle situazioni e delle relazioni interpersonali.
Se McCormack si fosse concentrato su meno cose, ma in modo più approfondito e significativo, secondo me il romanzo ne avrebbe acquistato in valore e convinzione.
Entrambi i protagonisti hanno un passato complicato, che unito a un presente complicato, rendono la lettura in alcuni punti fin troppo complessa e piena di problemi.
Nel secondo punto, invece, la cosa che veramente mi ha convinta poco è il fatto che Bryce e Tad si comportino come se fossero due automi che si fanno guidare solo dai loro istinti; e questi istinti sono sessuali. Anche quando in teoria il rapporto tra di loro dovrebbe evolversi, secondo me non lo fa. Arrivano a dichiararsi senza aver avuto un vero e proprio cambiamento nei loro atteggiamenti l’un l’altro, trattandosi alla stregua di due persone che usano l’altro per sfogare la frustrazione e basta.
Anche nelle decisioni che prendono, e nei comportamenti che hanno, dimostrano di essere molto propensi a prendere decisioni avventate, basate solo sugli istinti più primordiali, senza davvero fermarsi a riflettere sulle conseguenze delle loro azioni e di ciò che queste comportano.
Mi dispiace dire queste cose, ma davvero mi è dispiaciuto vedere una bella trama compromessa da tutte queste decisioni. Se ci si fosse limitati ad approfondire l’evoluzione del loro rapporto, di come gestire il loro futuro e i loro diversissimi stili di vita, la presenza di un serial killer e la pressione mediatica, secondo me sarebbe stato davvero un romanzo bellissimo.
Nel complesso, comunque, ci troviamo di fronte a un romanzo piacevole, non troppo pesante non tanto per i temi quanto per il poco approfondimento, e che si legge piuttosto in fretta.

3


La copia ARC è stata fornita dall’Autore

Pubblicato in: Recensioni, SEM

Recensione “Le parole che mancano al cuore” – Fabio Canino

Titolo: Le parole che mancano al cuore
Autore: Fabio Canino
Genere: Contemporaneo, Sportivo
Casa Editrice: SEM
Prezzo: 7,99€
Link all’acquisto: Le parole che mancano al cuore

SINOSSI

Per Matteo l’amore è fatto solo di incontri segreti, ragazzi che poi spariscono nel buio da cui sono arrivati. D’altronde, Matteo è un calciatore di serie A, e “i calciatori di serie A gay non esistono”: lo dicono gli stadi, lo dice la stampa, lo dicono a volte persino certi allenatori. Poi, però, con l’inizio del nuovo anno, ecco arrivare Thiago. Il “fenomeno” Thiago, scoperto da uno scout nelle favelas brasiliane quand’era ancora un bambino e, poi, passato di squadra in squadra fino a giungere al Real Madrid, per approdare infine proprio in Italia, nella stessa società di Matteo.
Tra i due c’è subito intesa, qualche sguardo improvviso, un abbraccio prolungato più del solito, e quella passione comune per i videogiochi che li avvicina ulteriormente, permettendogli di vivere avventure che nell’esistenza di tutti i giorni gli sono negate, sia per l’ambiente che li circonda sia per le loro resistenze interiori. Fabio Canino scrive un romanzo che è sì un viaggio attraverso le ipocrisie del mondo del calcio, ma è soprattutto una struggente storia d’amore: com’è possibile che questo sentimento – che per molti è la cosa più semplice del mondo – per due persone come i protagonisti di questa storia possa rivelarsi tanto complicato? E alla fine riuscirà comunque a trovare la sua strada?

Lady Marmelade2

Un sera di un paio di settimane fa, tornando a casa in auto, perennemente sintonizzata su Pinocchio, trasmissione radiofonica di Radio Deejay, ho sentito la presentazione di questo libro. Sono anni che leggo il genere romance male to male ma questa uscita me l’ero proprio persa!
Il tema era accattivante e l’autore è un noto personaggio televisivo che conoscevo, anche se non avevo mai letto nulla di suo, sempre perché: troppi libri, troppo poco tempo per leggerli per chi ha un lavoro full time…
Spesso nell’ambiente del romance si scatena la solita diatriba sul fatto le donne solo romanzi d’amore “possono” scrivere, che le storie da loro scritte siano poco veritiere, soprattutto per quanto riguarda la parte fisica del rapporto tra due uomini, perché solo le donne sarebbero le sole depositarie del sentire l’amore. Non vi dico il rodimento di fegato che questo scatena in me tutte le volte: scrivere d’amore non è appannaggio solo femminile, conosco uomini che scrivono d’amore benissimo, proprio perché l’essere umano senza distinzione di sesso è nato per amare.
Ho seguito per anni il calcio, ma negli ultimi tempi ho perso passione in questo gioco: forse per colpa dei troppi soldi, forse per colpa del frazionamento del campionayo in tremila orari diversi, non me ne voglia lo zoccolo duro dei tifosi, ma davvero non ne posso più!
Eppure ero curiosa di vedere dove Canino sarebbe andato a parare, perché come dice anche lui:

Nascondersi, in fondo, era la cosa che gli riusciva meglio. Nascondersi fino a quasi non esistere neanche. D’altronde qualcuno lo aveva detto, no, che nel calcio i gay non esistevano?

Ma che siamo matti? Gay nel calcio? Mai sentito… appunto! Eppure io sono convinta molti ce ne siano, e il solo pensiero che non possano vivere appieno la loro vita affettiva perché vivono nel terrore di perdere tifosi, ingaggi e finire di essere l’ennesimo bersaglio dell’omofobia mi fa davvero male…
Davvero misuriamo la bravura di uno sportivo per il numero di donne che si porta a letto? Eppure questo baluardo del macismo è ancora lontano dal cedere…
Matteo e Thiago sono i due protagonisti del romanzo: estrazione sociale diversa, ruoli diversi, talento diverso, eppure insieme sono una coppia imbattibile sul campo, sempre però quando Matteo toglie la testa dalla sabbia e decide di vivere il momento senza dare di matto!

Matteo gli era parso così: sempre un po’ inafferrabile, come se non volesse mai stare esattamente nel luogo in cui si trovava… Thiago, invece, si lanciava, sparava… non pensava molto alle conseguenze. L’unica volta, nella vita, in cui aveva pensato alle conseguenze aveva perso qualcosa di importantissimo. Era qualcosa, si era detto, che non avrebbe dovuto fare più. Mai più.

Un rapporto che comincia da un’amicizia nata per colpa di un videogioco; siamo abituati a pensare che i calciatori siano sempre in giro a fare festa, o in vacanza nei posti più glamour, invece passano molto tempo da soli nelle loro stanze: ragazzini troppo cresciuti che guadagnano troppo e che si tuffano su una console per videogiochi per sentirsi normali. E anche lì fanno squadra, come se non potessero farne a meno.
Thiago ha già dovuto rinunciare a tanto per il calcio; certo ama ancora questo gioco, si diverte ancora a giocare, è l’unica cosa che lo fa davvero stare bene e senza il calcio chissà che fine avrebbe fatto:

Se aveva qualcuno da biasimare, si diceva Thiago, era solo se stesso. Era stato lui a scegliere il calcio invece che l’amore.

Si è appunto ripromesso di non nascondersi più una volta ritrovato l’amore, ma Matteo ha ancora troppa paura per accettare quello che sta accadendo tra loro.
Matteo crede di avere solo il calcio nella vita, uscire allo scoperto sarebbe un disastro, visto che la sua famiglia lo usa a mo’ di Bancomat, sempre a chiedere e mai a dare! Un ragazzo fin troppo moderato e coscienzioso per la sua giovane età che spesso deve saldare i debiti del padre, madre e sorella. Un ragazzo troppo dolce e riservato per l’ambiente in cui è costretto a vivere. Un ragazzo che si accontenta di anonimi rapporti con i suoi Marchini…
Matteo mi ha fatto tanta tenerezza, la sua solitudine mi ha davvero spezzato il cuore; giocare a calcio dovrebbe essere solo gioia, dovrebbe dargli sono allegria, invece piano piano lo sta spegnendo… Vale davvero la pena vivere così?
Thiago porta il sole nella sua sua vita; porta sorrisi, gioia, amore, quello che tra braccia della sua ex non ha mai provato:

Per la prima volta, dietro il calciatore misterioso e un po’ chiuso in se stesso, vide un ragazzo che tremava fra le sue braccia… Qualche attimo dopo rimasero loro, e loro soltanto, la pelle nuda. Nudo anche il loro desiderio: due ragazzi che avevano voglia di scoprirsi, e di vivere finalmente ciò che provavano l’uno per l’altro.

E poi dicono che gli uomini non sanno scrivere d’amore, ah?!
Sono davvero rimasta stupita da questa storia, molto ben scritta, con un ambientazione molto realistica, anche troppo…
Ho sbirciato un po’ di recensioni sugli store e mi aggiungo al coro di chi vorrebbe tanto un seguito per questo romanzo che mi ha saputo emozionare tanto. Non sarà un capolavoro ma davvero merita l’attenzione di chi come me ha già letto tanti romance fino ad oggi.
Una storia contemporanea, diversa, struggente e che non scende mai nei dettagli del rapporto amoroso tra i due ragazzi, ma che arriva al cuore e che mi ha fatto venire voglia di riascoltare un vecchio successo di Gianluca Grignani…

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: dreamspinnerpress, Recensioni, Recensioni in anteprima

Recensione in anteprima “Il lato nascosto” – Jaime Samms

Titolo: Il lato nascosto
Autore: Jaime Samms
Genere: Contemporaneo, Sportivo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 5,29€
Link all’acquisto: Il lato nascosto

SINOSSI

Ian McVeigh è un seduttore felicemente single da anni, disinibito e apertamente gay, che non riesce a spiegarsi l’inaspettato desiderio e il sentimento di protezione che prova quando incontra David: rugbista, disoccupato e nuovo delizioso amante del suo capo. David Kelly è un mantenuto, e decisamente al di fuori della sua portata. È impossibile che un ragazzo così esigente e affascinante presti un briciolo di attenzione a un uomo come lui, con pochi mezzi per corteggiarlo.
Eppure, un giorno, David non solo lo guarda, ma lo tocca, lo stuzzica, e fa di tutto meno che invitare Ian a rubarlo al suo protettore. Ma David non può permettere a niente e a nessuno di abbattere i muri protettivi che ha costruito attorno a sé con tanta attenzione. Ian non sa molto del suo passato, e quello che non sa potrebbe nuocere a entrambi.
Ian sostiene che i trascorsi di David non abbiano importanza, ma quando lo vede con un ricco uomo maturo, pensa immediatamente al peggio. Dovranno entrambi imparare a essere onesti, se non vorranno restare da soli per sempre.

Slanif2

Ian McVeigh ha continuato per mesi a guardare David Kelly di nascosto, visto che questi è il compagno del suo capo.
Disinibito e non impaziente di formare un qualsivoglia legame, Ian non riesce proprio a spiegarsi perché si senta così tanto attratto dal rugbysta, che nonostante lo tratti in maniera amichevole e scherzosa, non sembra interessato a lui nello stesso modo…
Almeno fino a quando David non gli fa capire che vorrebbe che quelle attenzioni andassero a segno, e che lo liberasse dalla presenza di Richard – il suo ragazzo e capo di Ian – che con i suoi atteggiamenti freddi e dispotici lo fa sentire tutto tranne che amato.
Riuscirà Ian a conquistare il giovane David e a capire cos’è che nasconde dietro quel bel sorriso e l’aria sbarazzina?
Il lato nascosto” di Jaime Samms è un romanzo relativamente breve che però contiene davvero troppo materiale. C’è una varietà tale di carne al fuoco che non sapevo più dove guardare.
Anche se il romanzo è scritto bene, i personaggi non sono proprio riusciti a conquistarmi. David soprattutto mi è sembrato un po’ una banderuola che va dove tira il vento, privo di un minimo di spina dorsale e di amor proprio che lo aiuti a non farsi trattare come si fa trattare dai suoi amanti.
Con Ian va leggermente meglio, ma anche lui non è riuscito a conquistarmi del tutto.
La storia, come detto, è scritta bene, ma se si fossero eliminate delle situazioni e ci si fosse concentrato solo su poche cose in maniera adeguata, secondo me avrebbe reso maggiormente l’idea che aveva in mente l’autrice di dare sul rapporto che poi formano Ian e David.
Nel complesso, tuttavia, è stata una lettura abbastanza piacevole, che consiglio a chi vuole una lettura di evasione con una bella dose di drammi.

3


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice