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Recensione “Dark Soul II” – Alexander Voinov

519vnn7k-flTitolo: Dark Soul II
Autore: Alexander Voinov
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Mafia/Romance MM a tinte BDSM
Prezzo: €3.99
Link all’acquisto: Dark Soul II

SINOSSI

Il cappio si stringe attorno al collo del boss della mafia Stefano Marino. Mentre Silvio Spadaro va all’attacco e colpisce i mafiosi russi che minacciano il potere del boss, all’interno della sua famiglia criminale si sta compiendo un ammutinamento. Il viceboss Augusto Viero sfida l’autorità di Stefano. Presto diventa chiaro che lui non può fidarsi di nessuno, eccetto forse di Silvio.
Ma la presenza stessa di Silvio potrebbe distruggere tutto ciò che Stefano ha di caro: la sua posizione nella mafia, il rispetto dei suoi uomini e, ultimo ma non meno importante, il suo matrimonio. L’arrivo del fratello di Silvio, Franco, di ritorno dalla Legione straniera francese, è provvidenziale: un abile cecchino è indubbiamente benvenuto nel mezzo di una guerra brutale, ma per Stefano avere a che fare con due Spadaro potrebbe essere troppo.

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Un altro centro per Voinov e per Triskell che ce l’ha scelto per noi!

Una secondo capitolo veramente pazzesco, moralmente discutibile, crudo e spietato, che mi sono divorata in poche ore.
Dopo la fine del primo volume sapevo che sarebbe scattata la vendetta per il tentato rapimento di Stefano, e Silvio mi ha stupito ancora una volta: spietato, freddo, un killer senza freni né inibizioni. Un camaleonte e una perfetta macchina da guerra, che mi ha investita come un uragano, perché quando credi di avere capito cosa ha il testa il Barracuda in realtà ti stai avvicinando solo alla punta dell’iceberg…

Silvio lo guardò, poi si avvicinò così tanto che Stefano sentì il profumo del trucco, e la sua vista si appannò un po’. Gli occhi neri, tuttavia, restavano esattamente uguali. Oscurità vivente. Il suo bacio lo scosse fino alle dita dei piedi, e la questione se stesse baciando un uomo o una donna all’improvviso diventò confusa. Non sembrava essere importante. Non era che l’illusione fosse perfetta; Silvio era ancora Silvio. Ma che fosse una donna, un demone, un angelo o un sogno osceno, niente di tutto questo importava di fronte a quel desiderio dilaniante.”

Questo secondo volume ci fa entrare ancora più i contatto con l’anima complessa e senza freni di Silvio; Stefano rimane un po’ più in ombra questa volta, del resto deve ancora riprendersi dalla batosta presa dai russi.

Facciamo anche la conoscenza di un nuovo personaggio, Franco il fratello maggiore di Silvio, che ha catalizzato la mia attenzione dalla sua prima apparizione. Franco somiglia molto a Silvio fisicamente e anche un po’ nell’animo, ma mentre Silvio è un vero sociopatico, Franco ha ancora delle regole che non vuole infrangere e si rifiuta di entrare nella “famiglia”. Franco è un cecchino che appena dato le dimissioni dalla Legione straniera, sarebbe un ottimo acquisto per la squadra di Stefano, ed è ancora più tormentato nella sfera emotiva del fratello minore proprio a causa di quei pochi principi morali che regolano la sua vita:

“La tensione si dissipò. Suo fratello. Probabilmente la sola persona al mondo che lo capiva, che lo comprendeva sul serio. Fra tutti, Silvio non sarebbe mai stato disgustato da lui – non sarebbe mai stato disturbato da quello che avevano visto i suoi occhi e avevano fatto le sue mani – e il sollievo che provava per questo era così enorme che quasi gli seccava il respiro nei polmoni…Se Dio li aveva fatti, era stato più bravo al secondo tentativo, aveva perfezionato il modello, rimuovendo la vocina della coscienza. E comunque sembrava giusto, l’unico altro uomo che avrebbe mai potuto capirlo. L’unico altro uomo di cui poteva fidarsi senza remore.”

Due fratelli che vivono un rapporto morboso, strano, complicato, da cui Franco è scappato, ma da cui è tornato per il richiamo del sangue:

“Silvio si girò verso di lui, ma Franco tenne gli occhi chiusi, bandì il bisogno di vedere, di controllare l’ambiente circostante. A occhi aperti, era un killer. A occhi chiusi, era nulla, solo del fiato intrappolato nel petto.”

Silvio non ha ancora trovato pace, sta cercando qualcosa o meglio qualcuno a cui appartenere e forse Stefano è quello che gli serve:

“«Silvio è alla ricerca di qualcosa. Lo è sempre stato,» mormorò Franco. «Qualcosa che non sono mai riuscito a dargli.» «E cos’è?» Marino si sporse in avanti. «Un posto in cui essere se stesso. Qualcuno che lo accetta così com’è, con tutta la sua oscurità.» Franco svuotò il bicchiere. «Qualcuno che lo tenga stretto e gli faccia da àncora…”

Una lettura per stomaci forti, adrenalinica, con una componente meno erotica rispetto al primo volume, ma che mi ha convinto ancora di più di essere in presenza di una delle serie più sconvolgenti che io abbia mai letto finora. Questo tipo di Dark/Mafia Romance ha mietuto un altra vittima: me!

Ps: ho dato un’occhiata ai prossimi capitoli della saga e non vedo l’ora di leggere ancora di Franco, perché è uno dei classici personaggi minori che per me vanno a sovrastare i protagonisti, tanto che sto preferendo lui al fratellino minore! Ho un debole per i casi umani e Franco lo è:

Era perso. Perduto. Era troppo facile abbandonarsi a quelle sensazioni, alla fame che aveva controllato così a lungo. Poteva semplicemente scatenarla. Ritornare a essere chi era dopo quello che era diventato. Nessuno dei suoi compagni lo avrebbe creduto capace di tanto. Toccare e lasciarsi toccare, parlare, ridere. Era il cacciatore silenzioso, quello che non parlava, non festeggiava, non si ubriacava, non scopava, che combatteva come un cane rabbioso quando era in trappola.”

DANONPERDERE

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Recensione “Ti copro io” – Max Walker

51ua7tpwqolTitolo: Ti copro io
Autore: Max Walker
Editore: Quixote Edizioni
Serie: The Guardian #1
Genere: Poliziesco, Romantico
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Ti copro io

SINOSSI

«Non sono più lo stesso ragazzino di una volta, Adrian. Sono un uomo cresciuto e so quello che voglio.»

Tristan Cole ha commesso un errore. Pensava di poter vivere il proprio “per sempre felici e contenti” con il suo migliore amico e ben presto partner nell’FBI, ma ha sottovalutato quale impatto la vergogna possa avere su una persona. Anni dopo, Tristan si ritrova di nuovo nei guai quando un incidente stradale permette al trafficante di droga che lui stava inseguendo di sfuggirgli tra le dita.

«Posso darmi a te in modi che ho solo sognato.»

Adrian Hawk ha passato tutta la vita a scappare. Essere cresciuto all’ombra di un padre estremamente religioso lo ha portato a dover seppellire i propri sentimenti verso gli altri uomini nel profondo della sua anima. La vergogna per la sua stessa passione ha fatto sì che allontanasse Tristan, l’uomo che tra tutti avrebbe potuto farlo sentire davvero completo.

«Ti copro io.»

Tristan e Adrian si ritrovano insieme a dover fermare un cartello della droga prima che i suoi uomini riescano a compiere un atto terroristico sul suolo americano. Il tempo è essenziale: quando i vecchi sentimenti cominciano a riemergere, entrambi devono affrontare il loro passato prima che diventi una distrazione. Riusciranno a combattere e vincere contro le loro cicatrici, o il cuore costerà loro più di quanto avrebbero mai potuto immaginare?

slanifrecensioni

Tristan Cole è un agente dell’FBI della sede di Washington che sta dando la caccia al signore della droga Francisco King da diverso tempo. Le ha provate tutte per acciuffarlo, ma il criminale sembra sempre un passo avanti a una delle organizzazione di sicurezza nazionale più efficaci degli Stati Uniti D’America. Tra i vari tentativi, c’è anche un rocambolesco inseguimento in macchina che lo vedrà uscire di strada e finire con varie parti del corpo doloranti.
Adrian Hawk è un agente dell’FBI della sede di New York City, richiamato a Washington per dare manforte su un caso che sta facendo dannare l’FBI. Sperano che, grazie agli agganci che ha sviluppato in Brasile in un suo precedente incarico, possa fornire gli indizi necessari a incastrare il criminale ricercato.
Tristan e Adrian si ritrovano così a incontrarsi dopo sei anni di completo silenzio tra loro.

A circa sei passi da lui c’era Adrian, l’uomo che riusciva a scioglierlo usando a malapena un sussurro; quello che gli aveva salvato la vita, sia in maniera figurata che letterale. L’uomo che gli aveva lasciato nel cuore un buco abbastanza grande da metterci dentro la luna, e l’unico che aveva potuto riempirlo di nuovo.

Il motivo di tale distacco viene spiegato sin dal prologo del romanzo, ed è un po’ il filo conduttore della loro relazione, nonché della storia stessa.
Tristan è dichiaratamente gay con la sua famiglia, anche se non lo ha ancora detto a molti dei suoi colleghi di lavoro. Nonostante questo, vive la sua sessualità con assoluta naturalezza e apertura, senza nascondersi da niente e nessuno.
Adrian, al contrario, a causa del padre religiosissimo che gli ha inculcato sin da bambino che l’amore omosessuale è peccato, ha sempre spinto in profondità dentro di sé quei sentimenti proibiti, negandosi la vicinanza di un qualsivoglia uomo nella sua vita.
Quando si rivedono, dall’atteggiamento di Adrian, Tristan pensa che nulla sia cambiato. Il suo ex migliore amico porta persino una fede al dito. Eppure… È questo “e se” che porta Tristan a continuare a sperare, anche quando Adrian gli darà tutti i motivi per non farlo.
Complice un’indagine in America Latina e una vicinanza forzata, i due dovranno per forza di cosa affrontare i fantasmi che si portano dietro da tanti anni e che non sono mai stati risolti. Adrian dovrà giustificare la sua fuga e i suoi anni di silenzio, perché Tristan non ci sta più a non sapere perché quello che era il suo migliore amico lo ha piantato in asso dopo quella fatidica notte.

Adrian concesse al suo corpo di rilassarsi sul sedile. Lasciò anche che la sua mano restasse sopra quella di Tristan, accarezzandone il lato con il pollice. Scoprì che era difficile lasciarlo andare, ora che poteva ammettere a se stesso che tutto ciò che voleva era lui.

È il primo romanzo di Max Walker che leggo, nonché il primo della serie “The Guardian” di cui sono curiosa di leggere i successivi. Devo dire che l’ho trovato molto gradevole, soprattutto per i punti di vista alternati che aiutano il lettore a “entrare” nell’animo di entrambi e a capirne tutte le sfaccettature, i timori e i sentimenti più nascosti. La parte dedicata all’indagine non prevale su quella romantica e viceversa, e anche se con una trama semplice e piuttosto intuibile, è ben descritta e le scene adrenaliniche sono ben sviluppate. Molto avvincenti, anche se in un modo del tutto differente, le scene di sesso, che sono fuoco allo stato puro.

L’unica cosa che forse mi ha convinta poco è il pressoché repentino cambio di atteggiamento di Adrian, anche se da una parte posso capire l’intento dell’autore di giustificare la cosa con: “ha avuto sei anni per pensarci”, unito alle situazioni critiche in cui c’è in gioco la loro vita, dove l’adrenalina va a mille e si vede la vita in modo diverso di colpo. Ci sta tutto, ma forse qualche paginetta in più di tormenti e incomprensioni mi sarebbero sembrate più coerenti. Ma questo è un mio gusto personale.

Il modo in cui Adrian si era nutrito di lui era stato diverso da qualsiasi altro bacio che Tristan avesse ricevuto in passato. Era stato un contatto che gli aveva sconvolto la vita, fracassando l’anima e fatto tremare le ginocchia.

Nel complesso ho trovato due personaggi ben caratterizzati, con un background interessante e un rapporto che si capisce sin da subito essere solido nonostante la distanza.
Aspetto impaziente gli altri volumi per scoprire le storie in primis di Connor, il fratello di Adrian, nonché di tutti gli altri. Consigliato!

MOLTO BELLO

 

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Recensione “Tutto qui” – Rhys Ford

51fx8bepo4lTitolo: Tutto qui
Autore: Rhys Ford
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,25€
Link all’acquisto: Tutto qui

SINOSSI

Come salvi un uomo che sta annegando, quando l’uomo in questione sei tu?

A Jake Moore il mondo va sempre più stretto. Ogni centesimo che guadagna come saldatore se ne va per le cure del padre moribondo, un uomo violento e autoritario che è tutta la famiglia che gli rimane. Come ha promesso alla madre defunta, Jake soffoca il suo desiderio verso gli uomini, ma questo lo lascia consumato dall’oscurità.

Dallas Yates deve usare tutta la sua immaginazione per vedere le potenzialità del malconcio edificio art déco alla periferia di West Hollywood che sta trattando, ma quello che gli fa mettere la firma sul contratto è il sorriso timido del bell’artigiano che lavora dall’altro lato della strada. La loro amicizia diventa più profonda man mano che Dallas rimuove a uno a uno gli strati induriti che stanno soffocando l’anima di Jake. È facile amare l’uomo dolce e dal temperamento artistico che si nasconde dietro quella facciata rovinata, ma Dallas sa che per prima cosa bisogna che Jake impari ad amare se stesso.

Quando il mondo gli crolla intorno, Jake cerca aiuto in Dallas, l’uomo a cui ha imparato ad appoggiarsi. È solo una questione di tempo prima che si lasci andare alla deriva in una vita che non ha mai voluto, e anche se desidera qualcosa di più, il passato lo perseguita, facendogli dubitare di valere davvero l’amore che Dallas desidera così disperatamente dargli.

slanifrecensioni

Jake Moore è un uomo spezzato. Succube del padre omofobo e violento, ha passato una vita intera a vergognarsi di quello che è: omosessuale. Insieme a questo, però, è anche un uomo buono, gentile, con un cuore grande e tanta malinconia. Nonostante i soprusi del passato, infatti, Jake assiste suo padre moribondo, andando a trovarlo ogni giorno dopo il lavoro e assicurandosi che abbia assistenza costante nella casa di riposo dove è stato costretto a metterlo. L’unica cosa che sembra dare sollievo a quest’uomo tormentato, sono le sue sculture in metallo, fatte con passione e amore e che mostrano al mondo il vero animo di Jake.

Fiducia. Avere fede in qualcuno, credere che non avrebbe fatto nulla per ferirlo di proposito, era molto più spaventoso di un mazzo di chiavi, di una cena nel weekend con un uomo che rispettava, o della madre di un uomo che lo faceva sentire felice dentro.

Dallas Yates, al contrario, non ha un problema al mondo. È fieramente e dichiaratamente gay, ha una famiglia che lo supporta e una migliore amica transgender che lui stesso ha contribuito a far uscire dal guscio. È anche benestante e compra, risistema e rivende proprietà per lavoro.
Cosa possono avere in comune due uomini all’apparenza così diversi?

“Mi sa che voglio tenere Dallas tutto per me per un po’. Perché è come una torta di compleanno. Lui e io, voglio dire. E io non so che sapore abbia, ma è una torta, per cui lo so che è buona.”

Si incontrano per un caso fortuito. Dallas sta cercando un nuovo edificio da ristrutturare in cui ha il progetto di creare un club dove Drag Queen e altri artisti potranno esibirsi ogni sera. All’inizio, il vecchio edificio in stile Art Decò non gli ispira nessuna fiducia, ma basterà un’occhiata dall’altra parte della strada, all’edificio di fronte che ospita un’officina di saldature, per convincerlo che alla fine è proprio quello il locale che stava cercando.
A Dallas, infatti, è sufficiente quello sguardo a quattro corsie di distanza per provare una cocente attrazione per il bel saldatore al lavoro. Attrazione che, con suo sommo orrore, Jake stesso ricambia.
Con la scusa delle inferriate alle finestre da rimuovere e alcuni decori da ripristinare come in origine, Dallas riesce a scambiare qualche parole con Jake e ad assumerlo per il lavoro. Tuttavia sarà il ritrovamento di un cadavere nello sgabuzzino che spingerà i due uomini l’uno verso l’altro…

Le ceneri del passato di Jake stavano cadendo via, croste bruciacchiate che loro due stavano staccando man mano. Era pieno di crepe, sotto le ferite. Dallas lo sapeva; a volte percepiva quell’angoscia quando Jake si faceva malinconico o i suoi occhi si rabbuiavano per gli echi del dolore che stava ricordando. Ma c’era anche la guarigione, frammenti rosa chiaro che risplendevano attraverso la tragedia di quell’anima danneggiata.

È la prima volta che leggo un libro di Rhys Ford e devo dire che mi è piaciuto moltissimo. Forse appena troppo descrittivo per i mie gusti, ma decisamente apprezzabile.
Mi è piaciuta soprattutto la caratterizzazione dei personaggi e i tempi di svolgimento della storia. Non ci troviamo di fronte a due persone che si piacciono e che finiscono subito a letto insieme come succede di sovente. Qui, invece, è una cosa davvero lenta e succede praticamente quando il libro è letto per più di tre quarti. Questo non ha minimamente scalfito il loro legame e anzi, a mio avviso, è servito a rafforzarlo e a renderlo ancor più credibile agli occhi del lettore.
Ho adorato che ci sia prima un evolversi dei personaggi – di Jake soprattutto – presi singolarmente e poi come coppia, dando evidenza al fatto che una relazione che funziona è formata da due individui autonomi che però scelgono di stare insieme, e non si limitano a finirci per caso.
Anche se Dallas non ha dovuto affrontare tutto quello che ha dovuto affrontare Jake, è comunque una presenza costante e calma e uno stimolo continuo per l’altro a risalire dal fondo del barile in cui si trova.

Jake lo riscaldava. Lo riscaldava in punti che non aveva nemmeno saputo fossero freddi o trascurati. La tristezza in quegli occhi punteggiati d’ambra era svanita, lasciando solo qualche guizzo di malinconia quando il mondo si stringeva un po’ troppo attorto. Jake si era innestato in lui, nella sua vita; un’anima tranquilla, dolce e creativa, di cui lui non era stato in cerca, ma che era contentissimo di aver trovato.

Questo romanzo per certi aspetti mi ha ricordato “Fuori dal nulla” di Roan Parrish (un padre padrone, l’ossessione di nascondere la propria omosessualità, l’autodistruzione, un uomo e l’amore che ti salvano), ma sono affrontati in maniera molto diversa, anche se entrambi con storie significative ed emozionanti.
Consiglio davvero la lettura di questo libro, perché affronta temi importanti con una delicatezza estrema. Vi innamorerete di Jake e Dallas, ve lo garantisco.

emozionante

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Recensione in anteprima “Guardare e volere” – Jay Northcote

housemates_4_italianTitolo: Guardare e volere
Autore: Jay Northcote
Serie: Housemates #4
Genere: Contemporaneo, Universitario, Erotico
Casa Editrice: Quixote Translation
Prezzo: 3,99€

SINOSSI

Shawn è alla deriva. Laureato da poco, è incastrato con un lavoro senza sbocco che copre a malapena le spese. La sua ragazza lo ha mollato, i suoi amici si sono trasferiti, e lui è ancora a Plymouth… e la sua vita non sta andando da nessuna parte.

Jude è uno studente che vive nella stessa casa. Orgogliosamente gay, è tutto quello da cui Shawn fugge sin dalla pubertà. Quando scopre che Jude lavora come cam boy, Shawn non può resistere all’impulso di guardare uno dei suoi spettacoli. Gli fa desiderare cose che lo spaventano, ma il modo in cui ne è affascinato lo costringe ad affrontare la sua attrazione per Jude.

Desiderando esplorare il suo lato bi-curioso, Shawn suggerisce di fare uno spettacolo insieme. Jude accetta, e le cose si fanno complicate – e kinky – molto in fretta. Ma Jude non ha intenzione di farsi coinvolgere da qualcuno che se ne sta rintanato così a fondo nell’armadio. Se Shawn vuole ottenere quello che desidera, deve trovare il coraggio di smetterla di nascondersi anche a se stesso, e di essere onesto su chi è davvero.

slanifrecensioni

Ma quanto è carino questo quarto volume della serie Housemates di Jay Northcote?

Ho apprezzato tutti i volumi precedenti: dal primo che vede coinvolti Jez e Mac, al secondo con Josh e Rupert e al terzo con Dev ed Ewan. Anche se il mio preferito rimane sempre “Una mano amica” (volume uno), devo dire che questo quarto capitolo schizza di diritto al secondo posto come gradimento.

Shawn mi aveva incuriosito sin dalla storia di Jez e Mac e mi ero sempre chiesta se tutta quell’animosità verso i gay non nascondesse qualche paura o bi-curiosità, e ci avevo decisamente visto giusto! Infatti in questo volume vediamo finalmente Shawn come protagonista, insieme a un nuovo inquilino della casa: l’affascinante e riccioluto Jude.
Shawn, che conosciamo già dai tre libri precedenti, vive in quell’appartamento sin dal primo anno di università. Adesso che la triennale è finita e tutti sembrano andare avanti, lui si sente intrappolato in una realtà che non lo soddisfa, ma senza riuscire a trovare la forza per uscirne e fare qualcosa per rimediare. Quando poi la sua fidanzata da ormai due anni, Beth, lo lascia, Shawn si rende conto che quello che avevano era già morto da tempo e che forse è il caso di darsi una sbriciata dentro e rendersi conto di alcune cose che lo hanno sempre messo in difficoltà, ma che non possono continuare a essere ignorate per sempre.
A fornirgli l’opportunità giusta sarà proprio il nuovo inquilino, Jude, subentrato all’ex inquilino e migliore amico di Shawn, Mike. Dichiaratamente gay, talmente a suo agio con la sua sessualità e con tutti i suoi aspetti da intrattenere spettacoli di cyber sex per arrotondare e avere i soldi per mantenersi.
Quando Shawn entrerà nella sua stanza e lo beccherà nell’atto, gli si aprirà un mondo fatto di curiosità, paure, incertezze e tanta, tanta voglia di esplorare e dare luce a lati di lui che ha cercato disperatamente di nascondere per anni a chiunque, se stesso in primis.

Shawn sentì come una scossa elettrica. Non che fosse molto diverso dalla sua stessa mano, ma la vista, il sapere che era la mano di un altro ragazzo quella sul suo uccello, era travolgente. Era bello, bello in maniera scioccante, il modo in cui le dita forti e il palmo leggermente calloso di Jude scivolavano sulla sua pelle sensibile. La cosa più strana, però, era quanto sembrasse giusto.

Anche in questo quarto volume troviamo le dinamiche che abbiamo imparato a conoscere nei precedenti tre libri: due ragazzi molto giovani che scoprono la propria identità mettendo il sesso come prima cosa. Un po’ come se da un pranzo si cominciasse dal dolce e si finisse con l’antipasto. Partendo dal sesso, scopriranno anche sentimenti e desideri, capiranno cos’è l’amore e cos’è che vogliono davvero.

Era meglio anche per Shawn, in quel modo. Comodo e rilassato, era in grado di concentrarsi sulla sensazione della mano di Jude. Era bello anche il panorama. Jude incombeva su di lui, grande e forte. Il suo peso sulle cosce, il tocco delle sue gambe pelose, tutto di lui gridava maschio, e lui scoprì che la cosa gli andava benissimo.

La storia di Shawn e Jude mi è piaciuta perché sì, è molto calda come quelle delle altre coppie già lette, ma ha anche un aspetto più “vulnerabile” dovuto proprio ai desideri di Shawn. Mi è piaciuto il modo che hanno di interagire, così come la loro chimica. Questi due ragazzi sono davvero bollenti!
Aspetto impaziente gli altri due capitoli, con la speranza che venga tradotta anche la novella 4.5 su Jez e Mac. Consigliato!

MOLTO BELLO

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Il più fortunato” – Piper Vaughn e M.J. O’Shea

41tkzeaqyllTitolo: Il più fortunato
Autore: Piper Vaughn e M.J. O’Shea
Editore: Triskell Edizioni
Serie: Lucky Moon #2
Genere: Contemporaneo MM
Prezzo: €5,99
Link all’acquisto: Il più fortunato

SINOSSI

La rockstar Nick Ventura ha toccato il fondo. Geloso del nuovo amore di suo fratello, inizia ad abusare dei propri vizi e, annebbiato dai fumi dell’alcol, finisce per schiantarsi contro un negozio con la propria auto. Umiliato pubblicamente e a un passo dalla galera, per ordine del tribunale entra in un programma di riabilitazione.
Il nutrizionista Luka Novak è appariscente, effeminato, il genere di gay che Nick, bisessuale, normalmente schernirebbe. Il carattere solare dell’uomo nasconde, però, un profondo dolore causato da una precedente relazione. Luka sa che dovrebbe diffidare della reputazione di Nick, ma ne è attratto suo malgrado e la loro amicizia, inizialmente incerta, si trasforma in passione. Ben presto Luka si renderà conto che la paura di Nick di perdere l’immagine da cattivo ragazzo sicuramente implicherà il non rendere mai pubblica la loro relazione.
Nick aveva sempre creduto di non avere bisogno di nessuno, finché Luka Novak non entra nella sua vita. Adesso deve conciliare il passato, libero da ogni preoccupazione, con il futuro che all’improvviso desidera più di ogni altra cosa. E la prima lezione che deve imparare è come diventare l’uomo di cui sia lui che Luka hanno bisogno, piuttosto che rimanere il ragazzo che è sempre stato. Solo.

recensionefra

“Il più fortunato” è il secondo romanzo della serie Lucky Moon. Avevo già amato il primo (Come il chiaro di luna, qui la mia recensione), anche perché è risaputa la mia passione per le rock star, e questo non è stato da meno.
Il protagonista, Nick Ventura, è il fratello di Shane, che troviamo nel primo libro, ed è tutt’altro che un uomo facile. Problemi con alcool e droghe, causati soprattutto dall’allontanamento del fratello, lo hanno portato a fare scelte sbagliate che sta pagando care, soprattutto sulla sua pelle.
A causa di un incidente, Nick viene ricoverato in una clinica riabilitativa per disintossicarsi e riprendere le redini della sua vita. Una vita difficile, che già dall’infanzia è stata caratterizzata da violenza e abusi psicologici. È così, come l’ombra di se stesso e con una rabbia cieca che lo divora dall’interno, che Nick Ventura entra nell’istituto. E, di sicuro, è l’ultimo posto dove vuole stare, lontano dal fratello, dalla sua band, dalla sua casa. Soprattutto, lontano dai suoi pochissimi punti fermi. Nick non è certo un uomo che vuole chiedere aiuto, nè desidera averlo da uno sconosciuto. Pensa di bastarer a sè stesso, di non aver bisogno di nulla, di potersela cavare da solo, come ha sempre fatto.
Ma, come spesso succede, sarà proprio in clinica che Nick incontrerà Luka Novak, un affascinante nutrizionista, il quale guarderà oltre i musi lunghi, le battutacce, la strafottenza. Luka diventerà un’ancora, per Nick e lui ci si aggrapperà come mai avrebbe immaginato.
Se Nick è un personaggio pessimista e negativo, almeno all’inizio, Luka è tutto l’opposto. È un professionista affermato, un uomo che ama la propria routine, che non nasconde la propria sessualità e che cerca una relazione stabile. Un uomo che non lo ferisca, che lo ami e che voglia costruire qualcosa. L’incontro con Nick lo sconvolgerà, capovolgendo il suo mondo e costringendolo a rimettere in discussione tutto ciò che ha sempre pensato di volere.
Nick può essere l’uomo giusto per lui?
Ho apprezzato moltissimo la profonda introspezione che caratterizza tutto il romanzo, proprio come nel primo. Le autrici ci hanno abituato ad uno stile diretto, intimo, reale, che amo sempre di più. I protagonisti di questo libro sono ben caratterizzati, diversi ma simili, e soprattutto Nick è descritto in maniera eccellente, con le sue manie, le paure e le profonde insicurezze che hanno inciso in modo pesante il suo carattere.
Non nego che in alcune occasioni avrei voluto picchiarlo, ma le sue sfaccettature, le sfumature della sua personalità, i suoi pensieri e bisogni, sono stati descritti alla perfezione.
Perfetta è anche la traduzione, meravigliose le scene d’amore, molto sensuali, le quali contribuiscono a farci conoscere entrambi gli uomini, soprattutto Luka che ci rivela una personalità scoppiettante e infuocata.
Tutto è stato studiato con cura, la storia è realistica ed è stato bello ritrovare anche Shane e Jessie.

Un romanzo profondo, intimo e personale, nel quale si parla di errori, perdono, speranza e nuovi inizi.

emozionante

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Recensione “La strada” – Amheliie & Maryrhage

51arymc1mqlTitolo: La strada
Autore: Amheliie & Maryrhage
Editore: Quixote Edizioni
Genere: Letteratura LGBTI
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: La Strada

SINOSSI:

Basta un incontro per cambiarti la vita e farti vivere la più straordinaria delle esperienze.
Travis è freddo e solitario, Mack è solare e aperto al mondo.
Travis non parla molto e ha un brutto carattere, Mack è un vero chiacchierone, impaziente e curioso.
Travis controlla la sua vita con regole inflessibili, Mack invece vive alla giornata.
Non hanno nulla in comune, eppure la strada farà incrociare le loro vite e…

slanifrecensioni

Questo libro è, innanzi tutto, un romanzo d’amore molto diverso dagli altri. Non solo perché è ambientato sulle strade degli Stati Uniti, dalla Florida all’Alaska e ritorno, ma anche e soprattutto perché la fine è davvero amara.

«So che il destino è sorprendete, ci mostra cose inverosimili, ci fa vivere dei momenti sconvolgenti, che noi siamo preparati o meno. Il destino è come il futuro, non possiamo sapere in anticipo cosa ci riserverà, è variabile. Gli si deve solo aprire le braccia e accogliere quello che ha deciso di mettere sulla nostra strada. Avresti potuto lasciarmi in quell’area di sosta, tre giorni fa, riprendere la tua strada, andare a fare la tua missione in Alaska da solo, e oggi non saremmo qui a discutere. Hai fatto una scelta, probabilmente incomprensibile visto il personaggio che sei, ma l’hai fatta. E questo… penso che sia opera del destino che vuole che trascorriamo del tempo insieme.»

Travis è un uomo solitario, silenzioso, abituato a percorrere miglia e miglia di strada col suo camion. Attraversa gli Stati Uniti da cima a fondo e lo ha sempre fatto con la consapevolezza che quello è il suo elemento. Perciò cosa lo spinge a prendere quel vagabondo – che risponde al nome di Mack – sul suo camion per portarlo “a nord”, come gli è stato chiesto? Travis non riesce a spiegarselo. Sa solo che il suo istinto gli ha detto di farlo, e perciò lo ha fatto.

Per poi pentirsene subito.

Mack è un chiacchierone. Non sta zitto un minuto! Ed è così positivo verso la vita che Travis deve lottare contro l’istinto di spingerlo fuori dal camion alla prima occasione e abbandonarlo nella prima piazzola di sosta disponibile.
Per evitare di farlo, lui e Mack decidono di stabilire un quantitativo di ore in cui questi può parlare e lasciando altre ore al silenzio tanto apprezzato da Travis. Mack non ne è felicissimo, ma è fortemente motivato a far cambiare idea al burbero camionista – soprannominato da lui Brontolo – e a farlo aprire un po’ di più ogni giorno.

«Non chiedo un impegno,» dico, «né una bella storia d’amore come nei romanzi, Travis. Voglio conoscere la vita, quella vera, quella che ferisce e che fa male. Quella di cui non si comprende il senso, neanche rimuginandoci sopra delle ore, voglio degli incontri, dei momenti unici e straordinari, voglio agire senza pormi domande sul domani. Voglio vivere, Travis, senza restrizione, senza pormi domane.»

Comincia così un viaggio che cambierà la loro esistenza. Un viaggio dalla Florida all’Alaska e poi di nuovo in Florida, passando per grandi e piccole città, autostrade e stradine secondarie, paesaggi indimenticabili, alcuni piatti e altri pieni di meraviglie. Un viaggio che insegnerà a Travis a sorridere un po’ di più alla vita e a Mack ad apprezzarne le sfaccettature più profonde, a capire che ci sono incontri voluti dal caso che ti cambiano l’esistenza e che il silenzio a volte è semplicemente l’espressione di un piacevole momento tra due persone che hanno confidenza e non devono per forza sentire il bisogno di riempirlo con parole vuote. O magari è solo la scusa buona per nascondere verità che non è disposto a condividere col suo compagno di viaggio.
Un viaggio che li porterà a ridere, arrabbiarsi, confrontarsi, discutere, abbandonarsi, ritrovarsi e infine amarsi.

«Vedi… comincio a credere che forse è questo, che sei tu, la mia esperienza.»

Questo libro è un po’ un’altalena di emozioni.

Travis mi è piaciuto moltissimo come personaggio. Rimane sempre coerente a se stesso anche se subisce una notevole evoluzione durante tutto il libro, mostrando al lettore quanto la presenza di Mack smussi certi aspetti del suo carattere. Non cambierà del tutto, e avrà i suoi momenti bui, ma imparerà che a volte è bello condividere la quotidianità, anche se solo per un po’.
Mack ho faticato di più ad apprezzarlo, e ammetto di non esserci riuscita se non dopo più di metà libro. Mi è dispiaciuto trovare tanta difficoltà con questo personaggio, ma i capitoli dal suo punto di vista scorrevano lenti, al contrario di quelli dal punto di vista di Travis. Per fortuna migliora mano mano che si va avanti, e soprattutto nel penultimo capitolo ho apprezzato il suo mutamento, ma non posso dire di averlo amato fino in fondo.

Nel complesso, comunque, questi due insieme mi sono piaciuti e anche se il finale è molto triste, fa capire quanto profondo sia stato il legame che li ha uniti, anche se per poco.
Ma più di tutto mi è piaciuto il messaggio di fondo del libro. Come ha scritto la traduttrice nella prefazione:

“Se state leggendo queste parole è perché avete deciso di intraprendere questo viaggio insieme ai protagonisti e vi dirò che non ve ne pentirete, perché riderete, soffrirete, vi arrabbierete e alla fine, in fondo al cuore, avrete imparato una lezione importante. Ogni esperienza che la vita ci offre, ci regala emozioni. Non chiudiamoci a riccio davanti a niente e a nessuno. Apprezziamo ogni singolo istante del nostro tempo, perché è prezioso e non torna indietro.”

PIACEVOLE

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Compiti a casa” – Kaje Harper

51hkdo6ftllTitolo: Compiti a casa
Autore: Kaje Harper
Editore: Triskell Edizioni
Genere: MM Contemporaneo/Poliziesco
Prezzo: €6.99
Link all’acquisto: Compiti a casa

SINOSSI

Mac e Tony pensano di essersi lasciati alle spalle i momenti più complicati. Sono usciti allo scoperto come coppia e stanno costruendo una famiglia assieme ai loro due bambini. È tutto ciò che hanno sempre sognato. Ma la figlia Anna fa fatica ad accettare i cambiamenti, Ben è tormentato da vecchi segreti, il lavoro alla Omicidi continua a impegnare gran parte del tempo di Mac e Tony è preso nel mezzo. Ci vorrà tutto l’impegno che questi due uomini potranno dare per creare un equilibrio tra la vita domestica e quella professionale. Soprattutto quando il resto del mondo sembra determinato a ostacolare il loro cammino.

recensionelady

Quando i libri a tematica m/m parlano di una quotidianità che sfocia in quella che dovrebbe essere la NORMALITA’ per eccellenza, io faccio i salti di gioia e un bel film in testa!
Ed è proprio quello che è successo durante la lettura di questo terzo capitolo della serie Lezioni di vita.
Avevamo lasciato Tony e Mac all’inizio di una nuova vita insieme, Mac si era finalmente dichiarato ai colleghi, e lui e Tony erano andati a convivere insieme ai loro due bambini: Anna, la figlia di Mac, e il piccolo Ben, rimasto senza madre per colpa di un serial killer.
Come in tutte le famiglie non sempre si va d’amore e d’accordo, è normale, ma forse Tony non si era aspettato di dover faticare così tanto per conciliare lavoro, famiglia e la professione pericolosa di Mac…
Gestire due bambini con un passato particolare alle spalle non è semplice: piccole gelosie, i capricci da diva di Anna, ma soprattutto i traumi psicologici riportati da Ben sono difficili da digerire.
Non è facile nemmeno per Mac essere sempre presente; è abituato a gestire  casi alla omicidi in un certo modo, dedicando a loro la maggior parte del suo tempo, ma ormai non può più ragionare in questi termini: ora ha una famiglia che lo aspetta a casa per cena tutte le sere.
Istantanee di vita che dovrebbero essere così per tutte le coppie, comprese le minaccie di far finire il partner sul divano a dormire, o l’organizzarsi con un lucchetto alla porta della camera da letto per evitare di essere beccati sul fatto! Scene emozionanti, dolci, romantiche e passionali, ma anche la dura realtà di due uomini che stanno cercando di andare avanti e far diventare la loro famiglia una famiglia legale a tutti gli effetti.
Sia Mac he Tony hanno ancora qualcosa di irrisolto tra loro da sistemare, ma anche singolarmente: Mac con i suoi colleghi, non tutti sono stati felici del suo coming out, mentre Tony crede ancora che il padre non sia a suo agio con la sua sessualità.

“La famiglia era in grado di mandarti al settimo cielo o di distruggerti. Tony non riusciva a smettere di chiedersi quale storia ci fosse sotto. Ma non quella sera. Scelse deliberatamente di tenere sotto controllo le sue congetture. Mac si sarebbe aperto, un giorno. Per il momento, avevano cose migliori di cui occuparsi.”

Stavolta l’autrice ha messo sotto il riflettore più Mac che Tony, cosa che ho apprezzato molto. Che dire della sua dichiarazione d’amore a Tony? Pura poesia:

“«Tu sei il mio miracolo. Sei più maturo di me nella maggior parte delle cose che contano. Grazie a te inizio a piacermi. Inizio a credere in me. Mi hai ridato Anna. Mi hai dato Ben. E questa vita che è per me come l’ossigeno. Tu sei fantastico. Mi hai dato te…”»

È uscito in lato di Mac tutto nuovo, da esplorare; ora è un uomo completo, che non deve rinunciare più a nessun lato della sua anima e che ha trovato una famiglia per cui lottare e vivere.
Purtroppo il caso con cui è alle prese questa volta è davvero intricato e molto pericoloso, tanto che potrebbe compromettere la sua felicità per sempre…
L’indagine che fa da corollario alla storia di Mac e Tony stavolta mi ha tenuta davvero incollata alle pagine, molto ben strutturata e di non facilissima soluzione, un altro punto che fa elevare il romanzo.
C’è anche un altro aspetto molto ben costruito che si allaccia all’indagine, che preferirei non menzionare per non rovinare la lettura e fare spoiler, ma come fare per farvelo capire? Vi dico solo che riguarda Mac e che avrà conseguenze molto serie per lui e Tony: viene descritto davvero molto bene e risulta molto realistico…
Vi dico anche che la serie non è finita: stanno traducendo anche il quarto volume, ma prima usciranno le storie brevi, e io non vedo l’ora di leggere anche quelle!
Tony e il suo ragazzone hanno ancora tanta strada da fare per vivere il loro “per sempre felici e contenti”, perché come dice bene Tony:

“…Tony si sentiva troppo rilassato per velocizzare le cose. Respirava il profumo di legna tagliata, vaniglia e Mac. C’erano stati alcuni rallentamenti sulla loro strada verso la felicità, ma era stato a un passo dal perdere tutto. Non si lamentava. “

emozionante

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Recensione “La guarigione” – Melissa Collins

514wlxxsqolTitolo: La guarigione
Autore: Melissa Collins
Editore: Quixote Edizioni
Genere: Contemporaneo MM
Prezzo: €4.49
Link all’acquisto: La guarigione

SINOSSI

Dall’Autrice New York Times and Usa Today Best Seller: Melissa Collins
Liam Davis è un uomo senza passato, o perlomeno questo è ciò che vorrebbe far credere a tutti. Determinato a cancellare ogni ricordo della sua vita precedente, sa che ricominciare da zero è la sua unica possibilità. Liam è scappato da tutto ciò che ha sempre conosciuto, nascondendo la propria identità, la propria provenienza, il motivo della sua fuga e soprattutto chi ha dovuto abbandonare. Il suo piano funziona a meraviglia, fino al giorno in cui Parker Ryan minaccia di far luce sul mondo che ha tenuto nascosto con tanta cura.
Parker Ryan è un uomo senza futuro. Nonostante sia socio di uno degli studi legali più prestigiosi di New York, agli occhi del suo capo, il suo stesso padre, non rappresenta altro che un fallimento. Piuttosto che ignorare i desideri di suo padre, però, li insegue ciecamente, sacrificando tutto ciò che potrebbe renderlo felice sul serio.
Quando le vite di Liam e Parker si incontrano, la dura verità sulla loro identità e su chi vorrebbero diventare viene a galla nel momento più inaspettato. Mentre le loro vite si sgretolano senza rimedio, dovranno imparare ad affidarsi l’uno all’altro nel lungo viaggio verso la guarigione.

EVELYNE

Voglio ringraziare la Quixote Edizioni per avermi dato la possibilità di leggere un romanzo come questo. Profondo, struggente, rimane impresso come pochi libri riescono a fare. Tradotto in un modo unico: il lettore vive e soffre al fianco dei protagonisti, li vede e li sente come fosse anch’egli parte della storia. “La guarigione” di Melissa Collins è una lettura da non perdere. Non prendetela alla leggera, perché i temi trattati non sono facili da digerire, soprattutto per chi, come me, quando legge si immedesima nei protagonisti e sente il loro dolore come se fosse il proprio.
La cover rappresenta alla perfezione l’immagine che ho dei due uomini: Parker composto, elegante e sempre disposto a dare tutto se stesso per Liam e quest’ultimo, più sportivo, dolce e alla ricerca di qualcuno che sappia amarlo e che gli dia la possibilità di farlo a sua volta.
Quando era ancora minorenne, Liam Davis fugge dal suo passato, con la speranza di poter cominciare una nuova vita. Decide di nascondere le motivazioni che lo hanno spinto ad affrontare tale scelta, ma soprattutto cela la propria identità. Gli viene concessa una seconda possibilità, un lavoro che ama ed una nuova famiglia. Il suo amore per le auto lo salva da una vita di strada, iniziando a lavorare in un’officina, dove può finalmente essere se stesso. È rimasto lontano da qualsiasi possibile relazione che comporti aprirsi davvero con qualcuno, fino al giorno in cui riceve una chiamata, a causa di una gomma bucata.

“Non sapeva quanto a fondo dentro di me andasse ciò che avrei dovuto rivelargli, l’oscurità desolante che mi ero sforzato di nascondere a tutti.”

Parker Ryan è un avvocato affermato, ricco tanto da pensare di poter comprare qualsiasi cosa con il denaro. La sua sola presenza destabilizza ed infastidisce Liam, ma non impiega molto a scoprire che Parker non è il suo lavoro né la sua immagine. Farebbe qualsiasi cosa per rendere suo padre orgoglioso: lavora nel suo studio come avvocato, accetta casi che il padre vuole per lui e mantiene la sua maschera inalterata, fino a quando non comprende quanto la vita che conduce possa essere triste e solitaria.

[…] scoprii una scheggia di spensieratezza. Un frammento tanto piccolo che però accese in me il bisogno di raccogliere i pezzi che avevo perso per strada.”

La passione che sboccia tra i due è graduale, accompagna i protagonisti senza mai diventare un punto focale della storia. L’affetto che li lega va oltre il mero atto sessuale, specialmente nella seconda parte del romanzo. Liam e Parker sono due uomini agli antipodi ed è difficile trovare un punto che accomuni due persone così lontane tra loro.
“La guarigione”, il titolo del romanzo, è esso stesso un messaggio. Entrambi i protagonisti devono affrontare difficoltà non indifferenti: Liam, con la sua reticenza ad esporsi, mette a rischio le sue relazioni e Parker, disposto a sacrificare se stesso per un futuro che, lui pensa, sia già stato scritto.
Due uomini che non hanno nulla in comune, se non il bisogno ed il desiderio di avere qualcuno accanto. Qualcuno disposto a vedere oltre l’armatura che entrambi hanno eretto a difesa del proprio cuore.

 “Quando avevo temuto che mi avrebbe frantumato l’esistenza in una miriade di schegge, ero rimasto scioccato nello scoprire che in verità l’aveva riparata, incollandone i pezzi con la sua sicurezza e la sua potenza. Mi rendeva completo, intero.

Vediamo la storia secondo il punto di vista di entrambi ed è grazie a questo che la lettura risulta scorrevole. I personaggi sono ben caratterizzati e le loro emozioni colpiscono il lettore sin dal primo momento.

È una lettura impegnativa e richiede una buona dose di perseveranza da parte del lettore. Alcuni momenti sono molto forti, ma non potete non leggere questo libro. Merita tutti i sorrisi e le lacrime che verserete!

DANONPERDERE

Pubblicato in: Recensioni, triskell edizioni

Recensione “Dark Soul” – Alexander Voinov

51xy2e4c8ilTitolo: Dark Soul
Autore: Aleksander Voinov
Editore: Triskell Edizioni
Genere: MM Mafia Romance a tinte BDSM
Prezzo: €2.90
Link all’acquisto: Dark Soul

SINOSSI:

L’amore illumina anche l’anima più nera.
Stefano Marino è un uomo d’onore, un boss della mafia della costa occidentale che si reca a est ad attendere la morte di un patriarca della famiglia. Tutti i pesci grossi si sono riuniti – perché naturalmente gli squali si mettono a girare quando sentono l’odore del sangue nell’acqua – ma è qualcuno di nuovo che attira l’attenzione di Stefano.
Silvio Spadaro, “il Barracuda”, è il protetto ed erede del consigliere Gianbattista Falchi, ormai ritirato, ed egli stesso un uomo d’onore a tutti gli effetti. Nel sottobosco delle famiglie, essere gay è un crimine per cui si merita la morte, ma al giovane killer le regole non sono mai importate molto. Gli unici ordini che segue sono quelli di Battista, sia quando è a caccia sia quando è nel suo letto.
Ma Silvio ha dei bisogni a cui Battista non può provvedere, e ha posato i suoi occhi neri su Stefano, costringendolo a confrontarsi con istinti che ha passato tutta la vita a soffocare. Per quanto Stefano cerchi di resistere, quando la mafia russa invade il suo territorio e lo costringe a cercare aiuto, il prezzo chiesto da Gianbattista lo porta a faccia a faccia con Silvio e i suoi desideri più nascosti.

recensionelady

Non amo molto i Dark Romance, ma i Mafia Romance sì!

Qual è la differnza tra i due? Sinceramente è molto sottile e forse non sono in grado di spiegarvela. Quello che vi posso dire è che la violenza in genere non mi spaventa se ben contestualizzata, nel senso che  non ho problemi a leggere di squartamenti in gialli, thriller e horror. Ma quando la violenza trascende da questo e diventa l’unico modo per uno dei due personaggi di raggiungere l’appagamenti psico fisico all’interno di una coppia, allora decisamente non fa per me perché non riesco a capire cosa lo spinga a farsi nenigrare, picchiare, violentare… Siamo proprio su una linea di confine molto sottile che io come persona non varcherei.

Se avete stomaci delicati né il Dark né il Mafia Romance fanno per voi.

Aveco già letto e apprezzato Voinov in passato, stavolta cambia solo il tema della storia perché, come sempre, l’autore si dimostra all’altezza del compito! Un romanzo scritto molto bene, che in poche pagine spalanca la porta su un mondo molto lontano rispetto a quello in cui vivono le persone comuni come me, che seguono le regole della società civile senza infrangere la legge. Un mondo violento fatto di omicidi, lotte di potere per salire al vertice della piramide, sempre seguendo i rigidi codici d’onore della famiglia: La Mafia.

Voinov deve essersi informato parecchio prima di scrivere questa serie, i riferimenti alle nostre tradizione italiane e anche quelli geografici sono molto veritieri, non da una versione stereotipata e hollywoodiana della Mafia. Mi piace vedere come un autore straniero vede noi italiani, con tutti i nostri pregi e difetti; Voinov anche stavolta mi ha convinto in pieno.

In questo primo libro vediamo solo la punta dell’iceberg del mondo in cui si muovono i protagonsiti, Stefano Marino e Silvio Spadaro.
Stefano è un giovane boss che sta cercando alleanze con i piani più alti della famiglia per arginare la minaccia della Mafia Russa che ha invaso il suo territorio.
Silvio invece è un giovane Killer senza scrupoli e pietà, che vive sempre al limite, sopra le righe e a cui poco importa del giudizio altrui.

Il loro primo incontro segnerà per sempre la vita di Stefano, perché Silvio è la personificazione di tutto quello da cui è sempre fuggito Stefano; un desiderio sopito da sempre si è risvegliato in lui appena posato gli occhi su questa creatura letale:

“Spadaro continuava a tenergli la mano. Stefano si rese conto che stava cominciando a sudare. Non era paura, era solo che quell’uomo era così intenso. Non era strambo, non era pazzo. Era un maestro dei giochetti mentali, della guerra psicologica. Era quello il mestiere di un killer…Spadaro non aveva una bellezza convenzionale. Era troppo freddo, troppo impassibile, troppo predatorio. Allo stesso tempo, aveva qualcosa di ambiguo. Il modo di girare la testa, lo sguardo, le gambe lunghe. Femminile. Lezioso? Se non fosse stato ridicolo definire femminile un sicario esperto…Ma aveva qualcosa che emanava sesso come una gatta in calore. I suoi occhi vigili e tentatori risucchiavano la luce dalla stanza. Centri di gravità.”

Stefano ha sempre rinnegato l’attrazione che sentiva per il suo stesso sesso, sarebbe un uomo morto se si venisse a conoscienza di questa sua debolezza. La cosa più leggera che gli potrebbe capitare serebbe una morte veloce e indolore…
Per lui è inconcepibile vedere come Silvio invece si faccia beffe di lui e di tutta la Famiglia, arrivando a ostentare questo suo lato ambiguo e a proporsi sessualmente senza tante cerimonie.
Stefano ha una bella moglie, lui dice di amarla, ma l’attrazione che prova per Silvio è la prova decisiva che tutto quello che lo dirconda è solo finzione.
Un giovane uomo dai capelli neri come l’inchiostro e gli occhi scuri, senza anima, dalle movenze seducenti, che è uscito dall’inferno solo per farlo cadere in tentazione:

“ L’oscurità celava la metà del viso, il secondo occhio non era nemmeno dipinto sulla tela, ma comunque risaltava dalla pittura nera come antimateria contro una notte senza luce. I lineamenti affilati lo facevano sembrare quasi un folletto, ma senza quel senso di perfidia o divertimento… Tuttavia, la caratteristica più disturbante era quell’ombra di sorriso che compariva sulle sue labbra, un sorriso che non si trasmetteva al resto del volto. Era consapevole, carico di una cupa lucidità che nessun ragazzo della sua età avrebbe dovuto avere. «Il mio ritratto di Dorian Gray.» Falchi mise in mano a Stefano il bicchiere di vino. «Il pittore diceva che Silvio gli aveva fatto venir voglia di smettere di dipingere. Faticava a catturargli l’anima. Ma forse è perché non ce l’ha.»”

I gusti sessuali di Silvio sono molto ampi e arrivano ad abbracciare anche il BDSM, un’ulteriore fonte di attrazione per Stefano.
Un romanzo davvero intenso, che si conclude con un finale mozzafiato con uno Stefano stremato e ormai pronto a tutto per riprendersi quello che è suo:

“Pianse finché non gli fecero male gli occhi e si sentì semplicemente troppo stanco per continuare, muto, ancora troppo consapevole di quello che lo circondava e della compagnia. Avrebbe ucciso volentieri per poter piangere contro il petto o la spalla di qualcuno, o solo per essere abbracciato e per sentirsi dire che andava bene aver paura.”

Quando si legge un romanzo del genere bisogna lasciare la morale a casa; i protagonsiti sono uomini spietati, da non imitare, ma che in fondo hanno anche loro un’anima, soltato che la loro è nera…

emozionante

 

 

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Recensione “Mai un eroe” – Marie Sexton

41fmfbqj8blTitolo: Mai un eroe
Autore: Marie Sexton
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo MM
Prezzo: €2,99
Link all’acquisto: Mai un eroe

Un libro della serie “Tucker Springs”

SINOSSI

Tutti quanti si meritano un eroe
Owen Meade ha un disperato bisogno di un eroe. Cresciuto da una madre che lo ha fatto vergognare della sua balbuzie, del suo orientamento sessuale e del suo braccio congenitamente amputato, Owen vive come un eremita nel suo appartamento di Tucker Spings. Ma poi, Nick Reynolds – veterinario prestante – si trasferisce al piano di sotto.
Nick è sexy e sicuro di sé e fa sentire Owen bene con se stesso, come mai nessuno prima. Inoltre, gli presenta quel fuoco d’artificio della sua sorellina, che è nata con un’amputazione congenita simile alla sua, ma che non ha mai permesso alla cosa di metterle i bastoni fra le ruote. Quando la ragazza iscrive se stessa e Owen a un corso di pianoforte, esigendo di suonare insieme a lui in un recital, Owen non riesce a dirle di no. Soprattutto perché questo gli fornisce una buona scusa per passare più tempo con Nick.
Owen sa di essersi preso una bella cotta per il suo vicino ma, ogni volta che si avvicina a lui, inesplicabilmente, Nick si tira indietro. Costretto a scontrarsi con il disprezzo di sua madre e con i segreti di Nick, ben presto Owen capisce che, invece di aspettare un eroe, è il suo momento per diventarne uno. Per se stesso e per Nick.

recensionefra

“Mai un eroe”, di Marie Sexton, è il quinto capitolo dell’amatissima serie “Tucker Springs”, nata dalla collaborazione tra alcune delle più importanti autrici nel panorama MM/Romance d’oltre oceano. Dopo “Farsi forza”, “Un’occasione di seconda mano”, “Panni sporchi” e “Desidera il prossimo tuo”, è la volta di scoprire la storia di Owen e Nick, due uomini apparentemente diversi ma che nascondono un’anima buona e bisognosa d’amore.

Owen è un ragazzo di ventotto anni e le sue mura domestiche sono l’unico luogo in cui si permette di essere se stesso. Nato con una malformazione al braccio sinistro e affetto da una forte ansia sociale, Owen si impone di non uscire di casa neanche per le più banali commissioni, troppo spaventato di mostrare in pubblico il suo corpo difettoso. Come se non bastasse, quando si sente particolarmente nervoso, Owen viene sopraffatto anche dalla sua vecchia balbuzie, che ha sconfitto con il passare del tempo ma che sente sempre in agguato dentro di lui. Un giorno però, Owen è costretto a fare i conti con un cambiamento nel suo ordinario tran tran quotidiano: ha un nuovo vicino di casa. Si chiama Nick ed è un veterinario. Insieme a lui, nell’appartamento sotto a quello di Owen, si sono trasferiti anche quattro cani adorabili. Ed è proprio grazie a questa “scusa”, che Nick troverà il modo di entrare nel campo visivo di Owen.

Nick Reynolds è un uomo forte, sexy, solido come una roccia. È simpatico, alla mano, generoso e sembra aver tanto bisogno di compagnia. Quello che però nessuno sa, è che Nick porta con se un segreto che lo accompagna ormai da cinque anni e al quale non fa avvicinare nessuno. Ed è proprio questo che sembra impedire ai due uomini di far nascere qualcosa tra loro.

Il vecchio pianoforte nella casa di Nick e una sorella un po’ sopra le righe, creeranno il terreno per fare in modo che i due uomini inizino a conoscersi lentamente fino a quando, entrambi, saranno costretti a mettersi totalmente a nudo.

“Mai un eroe” è forse il libro più profondo (insieme a “Panni Sporchi”), di questa serie. È sconvolgente come Marie Sexton sia riuscita, ancora una volta, a creare una storia commovente e ricca di contenuti anche in così poche pagine.

Gli argomenti trattati in “Mai un eroe” non sono leggeri, vi avviso. La paura di se stessi, di ciò che siamo, dei pregiudizi e delle malelingue, il terrore di essere emarginati dalla società a causa di  un “difetto” fisico che però solo noi riteniamo tale…. E l’ansia. L’ansia dovuta ad un’educazione approssimativa e cattiva che ha rovinato un ragazzo, affibbiandogli addosso un sostenuto bagaglio di insicurezze che anche dopo anni fa ancora fatica a lasciarsi alle spalle. Ma questa non è solo la storia di Owen, seppur sua lui l’unica voce narrante. No, qui ci sono due eroi. Nick, con la sua generosità e i suoi occhi tristi, lui che si porta dietro una verità straziante e difficile da accettare, primo per se stesso, lui è il cucciolo che mi è venuta voglia di abbracciare e di coccolare. Lui è l’uomo che appare forte e risoluto ma che dentro è burro fuso e tenerezza e bisogno d’amore.

Con uno stile impeccabile e un ritmo ipnotico che non mi ha fatto staccare gli occhi dalle pagine fino alla fine, “Mai un eroe” svetta nella mia classifica personale dei libri più belli ed emozionanti letti nel 2018. Poche pagine, ma intense e pregne di significato che ti lasciano un senso di pace e di amore che ti accompagna per tutta la giornata.

emozionante

Leggi le altre recensioni dei libri della serie “Tucker Springs”:

Farsi Forza – L.A. Witt
Un’occasione di seconda mano – Cullinan Sexton
Panni Sporchi – Heidi Cullinan