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Recensione “Major Arcana” – Federica Soprani & Vittoria Corella

Titolo: Major Arcana
Autore: Federica Soprani & Vittoria Corella
Serie: Victorian Solstice #0
Genere: Storico, Noir, Threesome
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: Major Arcana

SINOSSI

Prima di “Victorian Solstice” c’erano un Mago, un Medium e una donna libera.
Poi gli Arcani hanno parlato.
Prima che qualcosa cominci occorre che qualcos’altro finisca.
Questa è la fine di tutto. Per il principio bisogna aspettare Jonas Marlowe.

Per i contenuti trattati la lettura è consigliata a un pubblico maggiorenne e privo di pregiudizi.

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Jericho Marmaduke Shelmardine e Cristophe Safire si incontrano per la prima volta in un teatro, poco prima dell’inizio di uno spettacolo. Cristophe sta ammaliando tutti con le sue prodezze e il suo sorriso da canaglia, mentre Jericho è placido accanto a Lady Hornfield, in attesa di compiacerla come la donna si aspetta che faccia.
Tra i due scatta subito qualcosa, sin dal primo sguardo, e Safire, essendo abituato a ottenere sempre ciò che vuole, invita Jericho nella sua suite dove c’è anche la sua assistente, Valentina Casanova. La scusa ufficiale sarebbe un incontro di lavoro. Quella ufficiosa, tuttavia, è consumare la forte attrazione che ha sentito sin dal primo istante scorrere tra di loro. Vigendo un accorto tra il Mago e Valentina di condivisione degli amanti, basta che siano per una sola notte e che siano di bell’aspetto, la donna è lieta di avere un così bel ragazzo tutto per loro in quella grigia notte londinese.
Ma cosa succederà quando il grande Mago Cristophe Safire non riuscirà a lasciare andare Jericho Marmaduke Sherlmardine e quella che doveva essere solo l’avventura di una notte, si trasformerà in qualcosa di duraturo e, pare, definitivo?
Tra sogni rivelatori e desideri di vendetta, il prologo della serie “Victorian Solstice” prende corpo sotto i nostri occhi, fino alla sua tragica conclusione, che pare inevitabile, eppure lascia atterriti per la frivolezza e crudeltà di certe scelte, spinte solo da gelosie infantili e capricci.

A modo loro, lo sapevano. S’avvicinava la tempesta, dopo la calma e l’ebrezza. Da qualche parte, sopra le loro teste, in un punto preciso del loro immediato futuro, il tempo stava per finire. D’altronde si sa, la candela che brilla più intensa brucia prima, e la loro era la luce di tutte le luci, migliaia di fiammelle che avevano generato una stella danzante. E ora la stella iniziava a implodere.

Nonostante questo volume sia cronologicamente antecedente a “Victorian Solstice” (qui la nostra recensione), io vi consiglio di leggerlo comunque dopo, perché così non vi toglierà la curiosità di sapere determinate cose del romanzo principale e vi farà mantenere un certo velo di mistero su alcuni dettagli che si intuiscono, ma di cui non si ha la certezza fino a questa novella.
È stato bello conoscere più a fondo Cristophe e Valentina, che tanto se ne era parlato in “Victorian Solstice”, ma che per forza di cose non avevamo conosciuto a fondo. Soprattutto il Mago impariamo a conoscerlo meglio, a capirne lo spirito e gli atteggiamenti; nonché vediamo confermata quella crudeltà che pare caratterizzare la sua assistente Valentina e che respiriamo nel primo volume della serie come un refolo d’aria pungente.

Quegli occhi erano come un abisso vorticante. Un lago vivente sul cui fondo dormivano mostri.

In questo prologo non vediamo lo svolgersi di un’indagine criminosa, non nel modo classico del termine. Assistiamo a un crimine, uno dei peggiori, ma “dal di dentro”, vivendolo tramite la mente di vittima, carnefice e spettatore.
Una novella breve ma intensa, che vi consiglio assolutamente di leggere per avere un quadro ancora più completo di questa bellissima serie.

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Recensione in anteprima “Victorian Solstice” – Federica Soprani & Vittoria Corella

Titolo: Victorian Solstice
Autore: Federica Soprani & Vittoria Corella
Serie: Victorian Solstice #1
Genere: Storico, Mistery, Noir
Casa Editrice: Dark-Zone Associazione Culturale
Prezzo: 0.99€
Link all’acquisto: Victorian Solstice

SINOSSI

Londra 1890: Babele, Gran Forno, Inferno e Paradiso. Capitale del Mondo Occidentale. Dai fasti di Buckingham Palace al Popolo del Sottosuolo, passando per lo sfavillante mondo della potente borghesia in ascesa. Delitti, intrighi, passioni, amore e morte. Il Crepuscolo di un’epoca, l’agonia del Lungo Ottocento che ha ormai perso la sua innocenza.
Jericho è un medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale.
Nella Londra Vittoriana l’Uomo Nero esiste davvero. I Mostri sono reali e hanno fame.
Per sconfiggerli ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione.
Dai bordelli per ricchi annoiati ai misteri della Londra sotterranea, dalla casa del vizio più pericolosa del West End, agli orrori di Whitechapel, un viaggio da incubo che parte dai sobborghi più infimi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra.
Una detective story vittoriana oscura e sensuale.

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Jericho Marmaduke Shelmardine e Jonas Marlowe si incontrano per la prima volta in un contesto inusuale, eppure di gran voga in quel periodo nella Londra del 1890: una seduta spiritica in uno dei salotti bene della città.
Infatti, Jericho è un Medium, un Tramite con il mondo dei morti, e Jonas è un ispettore di Scotland Yard incaricato di dire al sensitivo di non interferire ancora con le indagini della polizia. Jonas è convinto che Jericho usi dei trucchi, e non ha nessuna intenzione di farsi imbrogliare dalle magie che riesce a compiere senza farsi scoprire dai meno attenti e gli affascinati spettatori dei suoi spettacoli.
Tuttavia, quello che doveva essere un breve incontro, si trasforma in una collaborazione insolita e a tratti quasi paradossale, che vedrà i due uomini indagare insieme in quattro diversi casi di omicidio.
Il romanzo è infatti suddiviso in quattro racconti distinti, che rappresentano le indagini, ma la storia personale dei protagonisti si dipana senza interruzione, abbracciando tutte le quasi quattrocento pagine del libro, in un susseguirsi di rivelazioni e risposte dal passato.

«Il risultato non cambia. L’amore conduce alla follia e la follia è solo un’altra faccia dell’amore.» 

Nel primo racconto, “La società degli spiriti”, vediamo Jonas e Jericho alle prese con il cercare di scoprire chi ha ucciso Lord Kynaston, stimato antropologo, ritrovato a brandelli nella sua biblioteca.
Tra bordelli nascosti in bella vista e Sirene spuntate direttamente da una favola, i due uomini si ritroveranno a dover fare i conti con una verità sconvolgente e a tratti macabra.
Possibile che le creature del mare possano camminare su questa terra?

«So che nasciamo soli, viviamo soli e moriamo soli» proferì Jericho. «Poco importa quanto possiamo credere di essere vicini a qualcuno. È solo un’illusione alla quale ci aggrappiamo per non soccombere alla disperazione.»

Nel secondo racconto, “La lega dei gentiluomini rossi”, dovranno scoprire che fine hanno fatto tutti quei giovani uomini scomparsi, che in comune hanno i capelli rossi e un aspetto piuttosto somigliante l’uno con l’altro.
Perché spariscono? Che fine fanno?
E cosa c’entrano il Duca di Beaufort e la giovane moglie-bambina Gwen in tutto questo?

Era un libro di carne e una pergamena vivente scritta con inchiostro d’acciaio, ferite infette e sangue secco.

Nel terzo racconto, “Il pozzo di carne”, vediamo il direttore del Circo Binewski, Kasimir, chiedere aiuto al suo vecchio amico Jericho per ritrovare Ansel, il figlio di una sua artista. Essendo lui il proprietario del Circo, quel bambino è anche un po’ figlio suo, ed è disposto a tutto pur di sapere che fine ha fatto e riportarlo a casa.
Dove sarà finito? E perché sembra che siano spariti tanti altri bambini zingari o orfani? Chi li prende? E per farci cosa?

«Lui va e viene da un mondo all’altro, ma appartiene a nessun dove.»

Nel quarto ed ultimo racconto, “I fantasmi dei Natali passati”, oltre a dover scoprire chi è che uccide i giovani prostituti omosessuali ritrovati agghindati come figure mitologiche in zone diverse della città, Jericho e Jonas dovranno fare i conti anche con i fantasmi del passato della vita di entrambi. Ritrovare conoscenze che credevano di non dover mai più affrontare e lasciare andare persone che hanno perso per sempre e a cui non credevano di poter dire addio.
In tutto questo, cos’è quel sentimento che li porta a gravitare l’uno intorno all’altro, a cercarsi e a capirsi, nonostante un rapporto così stretto e ambiguo sia a dir poco pericoloso, in quanto punibile con i lavori forzati e la prigione?
E chi sono Cristophe Safire e Valentina Casanova? Cos’hanno a che fare col passato di Jericho, e quanta influenza hanno sul suo presente?
Riuscirà Jonas a scoprire chi ha assassinato sua moglie Alice, omicidio per il quale è stato inizialmente accusato e per cui ha compromesso la sua carriera alla Yard?

«Due cuori spezzati non ne fanno mai uno intero. Fanno solo più cocci.»

In una cornice fatta di dissolutezze e vizi, quattro indagini si dipanano e vedono coinvolti Jericho e Jonas. Con atmosfere fumose e atteggiamenti misteriosi, seguiamo le indagini e la vita privata di questi due uomini che all’apparenza sono così diversi, eppure anime così affini.
Jericho Marmaduke Shelmardine è un giovane uomo con un passato misterioso. Ha molti segreti, molte cose che non può confessare, e un dolore profondo che muove ogni suo passo, nascosto dietro un atteggiamento dissoluto e ciarliero e un sorriso fasullo. Anche il suo presente è difficile, perché fantasmi del passato lo perseguitano e lo tengono incatenato loro, ma mi è piaciuto vedere l’evoluzione del personaggio, il distacco che riesce a costruire giorno dopo giorno e l’amore incrollabile che prova per Jonas che lo spinge a desiderare di tornare a sentirsi vivo.
Jonas Marlowe è il suo esatto opposto: un uomo limpido e integro, con una ferrea morale, che non si fa mai abbattere dal male e perseguisce sempre il bene. Anche se ha sofferto a causa delle accuse e della prematura scomparsa dell’amata moglie, anche se quel sentimento per Jericho lo spaventa, è anche fortemente intenzionato a dare giustizia ai meno fortunati e a vivere la vita secondo le sue regole.

Ricordi belli e soprattutto ricordi brutti.
Erano parte del suo essere, erano tutto ciò che gli restava. Nel momento in cui fossero svaniti, lui stesso non sarebbe stato che niente.
La presenza di Jonas Marlowe sembrava far sì che facessero meno male.

Victorian Solstice” mi ha conquistata sin dalle prime pagine, e una volta iniziato non sono più riuscita a staccarmi.
All’inizio, quando le autrici ci hanno proposto di leggerlo, ero un po’ titubante, perché non sono una grande amante dei romanzi storici e ne ho letti davvero pochissimi. Tuttavia, la trama investigativa mi affascinava e non ho saputo resistere, così ho detto alla nostra Admin di accettare e ho ricevuto il file.
Sono davvero felice di aver seguito il mio istinto, perché si è rivelata una piacevolissima lettura, fatta di indagini avvincenti, personaggi machiavellici e con una base male to male molto soft ma al contempo intensa.
Non aspettatevi grandi scene d’amore tra Jericho e Jonas, perché non ne troverete, ma riuscirete a respirare il loro nascente sentimento pagina dopo pagina.

C’erano state innumerevoli occasioni nelle quali potersi liberare da corde, catene o da una camicia di forza gli avrebbe fatto molto comodo. Ma alla fine il medium era giunto alla conclusione che esistesse un momento giusto per ogni cosa, l’occasione giusta per ogni incontro, per ogni addio. Un momento singolo e irripetibile, imprescindibile, negli oscuri disegni dell’universo. Era valsa la pena essere prigioniero per così tanto tempo, solo per imparare dal mado a essere libero. Il fatto che lui ora fosse in grado di liberarsi, perché il mago era vissuto, era morto ed era stato suo, anche se solo per un tempo tragicamente breve, aveva un senso.

Attraverso le strade di Londra, quelle meno lucide e con le strade piene di buche, con i vicoli puzzolenti e le carrozze cigolanti, verrete trasportati nel suo grigiore e nella sua anima, in un susseguirsi di personaggi profondamente disturbati e con una melanconia incurabile.
Molti sono infatti i disturbi mentali trattati, che affliggono le vittime, ma anche i carnefici. Oscure anime che, ormai perdute, si aggirano come fantasmi per le vie acciottolate e i vicoli bui rischiarati dalle luci fioche e giallastre.
Un romanzo dalle tinte noir, pieno di metafore e immagini suggestive, che vi consiglio assolutamente di leggere e assaporare, sentendovi trasportati in quelle stesse vie, camminando fianco a fianco con i due giovani protagonisti.

L’Apocalisse non era mai stata così dolce, l’inizio della fine così sublime. Da quel momento in poi, nulla avrebbe più potuto essere come prima. Avrebbero potuto essere tutto, o niente, ma lo sarebbero stati insieme, uno dell’altro.

Non do il massimo perché, dal primo racconto al quarto, si percepisce il cambio e la maturazione di scrittura, nonché di articolazione della parte investigativa. Infatti, questo romanzo era nato come quattro racconti separati, scritti in tempi diversi, riuniti poi sotto quest’unico volume. Questo non pregiudica assolutamente la godibilità della lettura, beninteso, ma forse mi sarebbe piaciuto una lieve armonizzazione in più.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

Pubblicato in: Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “L’uomo che non c’era” – Erin E. Keller

Titolo: L’uomo che non c’era
Autore: Erin E. Keller
Genere: Storico, Noir
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: L’uomo che non c’era

SINOSSI

Jimmy O’Brien non ha avuto una vita facile.
Nato in una famiglia molto povera e picchiato quotidianamente dal padre violento, da ragazzino riesce a scappare a morte certa piombando letteralmente tra le mani di George Finn, boss irlandese di Chicago, braccio destro di Bugs Moran, famoso rivale di Al Capone. Da quel momento in poi, Jimmy entra a far parte di un mondo fatto di violenza e cieca fedeltà al capo.
Jimmy è abituato a non esternare i propri sentimenti, l’ha imparato fin da bambino. Ma la vicinanza con il figlio di George, Henry, gli rende la vita difficile e ancora più tormentata.
L’incontro con un ragazzo di strada, poi, complica ulteriormente le cose, soprattutto quando proprio Henry decide inspiegabilmente di ospitarlo nella sua villa.
Il Natale è ormai alle porte, e l’arrivo imminente di un carico di alcolici dall’Europa potrebbe essere l’occasione tanto attesa dal clan Moran per avere la meglio su Capone.
Per assicurarsi che tutto vada per il meglio, Jimmy si affida a un poliziotto che ha sempre ricattato dopo averlo incontrato in un locale per omosessuali, David Sheena. David è luce, tanto quanto Jimmy è ombra.
In un mondo in bianco e nero, dove non c’è spazio per le debolezze, Jimmy si troverà a dover lottare per la propria vita e per quella delle persone a cui tiene, cercando di tenere a bada ciò che si agita nel suo petto e che non avrebbe mai pensato che potesse farlo sentire così vivo.

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«Io non sono capace di esprimere ciò che provo,» ammise Jimmy a mezza voce. «Non ne sono mai stato capace. Mi è stato insegnato a non… sentire.

Jimmy, il protagonista di questo bellissimo romanzo dalle tinte scure come le acque del fiume torbido che scorre per la Chicago degli anni ’20, non è il classico eroe; anzi è proprio un anti eroe, un delinquente che vive tra le ombre della malavita irlandese.
Non ha scelto lui di percorre la strada del crimine, ma per una beffa del destino sono state le conseguenze di un incidente a decidere per lui, quando era solo un bambino in fuga dalle botte del padre.
Poteva andargli decisamente peggio perché grazie a quell’incidente ha trovato una famiglia, anche se di delinquenti.
Jimmy non mostra mai a nessuno cosa cela il suo cuore, parla pochissimo ed esegue gli ordini senza battere ciglio. Si trincera dietro il fumo della perenne sigaretta stretta tra le labbra, in bilico tra il voler fuggire da quel mondo violento e farla finita una volta per tutte gettandosi nelle acque del fiume:

Il suo cuore si era indurito, sia per la consapevolezza che l’unico uomo per cui avesse nutrito dei sentimenti non l’avrebbe mai ricambiato, sia perché non c’era molto tempo per la tenerezza in quel mondo. Era vero che George Finn l’aveva salvato, ma era anche vero che si era fatto ripagare ampiamente rendendo Jimmy uno dei suoi scagnozzi e strappandogli via parte della sua umanità.

L’ambientazione ricreata dall’autrice ha tutte le atmosfere tipiche di un Noir; qui non siamo di fronte al classico romance, ma a qualcosa di più, visto che riuscivo a sentire gli odori, l’odore della polvere da sparo e anche la musica del tempo, spesso citata dall’autrice. Immagini tanto evocative da farmi respirare il fumo della sigaretta di Jimmy che, mentre se ne sta appoggiato al muro di un vicolo, aspetta di eseguire l’ennesima estorsione.
Chi potrebbe mai fare breccia nel suo cuore e restituirgli un po’ della sua umanità? Non di certo le donne, visto che i corpi che gli scaldano il sangue appartengono al suo stesso sesso, una “devianza” che all’epoca, se fosse stata scoperta, sarebbe stata punita con la morte:

Lui, un involucro freddo e zoppo che si faceva scaldare da ragazzi invece che da un bel paio di tette, amico di un mafioso un po’ squilibrato e lui stesso assassino all’occorrenza, e Sheena, un detective tutto d’un pezzo che faceva favori a un mafioso e gli piaceva prenderlo nel culo, sempre tutto d’un pezzo. Che coppia.

Eppure per lui forse una speranza di redenzione c’è ancora, strettamente legata alla figura da cui dovrebbe stare più lontano in assoluto, quella del Detective Sheena della polizia, con il quale ha in comune il suo orientamento sessuale:

Sheena era l’unico contatto civile che aveva nel mondo comune. Un contatto solido, qualcosa che da quando era entrato nella sua vita, vi aveva messo radici, in qualche modo, e che solo ora iniziava a riconoscere per ciò che era: quasi una certezza, una costante. Magari avrebbe persino potuto essere un amico, se le circostanze l’avessero permesso. Ed era anche l’unico uomo a cui aveva concesso, talvolta, di vedere il suo lato umano…

Il legame con Sheena è l’unica cosa che lo rende ancora umano, che gli impedisce di perdersi del tutto nella spirale di violenza che sta per abbattersi sul clan degli irlandesi; in città è arrivato un nuovo sceriffo, di origine italiana: Al Capone…
Una ricostruzione storica molto dettagliata che mi ha fatto venire voglia di riprendere in mano i libri di storia, per conoscere meglio un periodo che conosco poco o nulla, ma che mi ha sempre affascinato: gli abiti, le auto, i cappelli sulle ventritré, le donne che si aprivano a scoprire la loro femminilità pur tagliandosi i capelli in caschetti neri e lucenti. Una fetta di storia non tanto lontana da noi, giusto un centinaio di anni, ma che ha sempre avuto un alone di mistero per me.
Jimmy è un personaggio molto ben caratterizzato, affascinante nel suo essere silenzioso e schivo, ma ci sono anche altri personaggi che hanno catalizzato la mia attenzione, sui quali mi piacerebbe sapere qualcosa di più, parlo del giovane Martin e di Henry: vorrei tanto che l’autrice dedicasse loro una piccola novella per farci leggere la storia dal loro punto di vista.
Jimmy crede di non avere più un anima, di essere solo un ombra, ma c’è qualcuno che è disposto a tutto pur di farsi strada nel suo cuore

Prima o poi scoprirò chi sei davvero.
Eppure la gente a quanto pare ti ama.

Quelle due voci distinte sussurrarono nella sua mente e fu come ricevere un doppio schiaffo in piena faccia… Il bene e il male. La luce e il buio. L’uomo che sembrava volerlo e l’uomo che sembrava averlo voluto. E nel mezzo c’era lui, inadeguato per entrambi.

Nelle note finali del libro si legge che la sua gestazione è stata lunga e difficoltosa, ma credo di non essere l’unica disposta ad aspettare altri anni per leggere ancora qualcosa che nasce dalla penna di questa autrice, perché ne vale davvero la pena!

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice