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Recensione in anteprima “Calore in vendita” – Blake Moreno

Titolo: Calore in vendita
Autore: Blake Moreno
Genere: Omegaverse, Mpreg, Fantasy, Gap Generazionale
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Calore in vendita

SINOSSI

In un mondo dove gli omega vendono i loro calori in cambio di soldi, Adrien è uno studente universitario che ha bisogno di fondi. Senza una famiglia su cui contare, dà il riluttante permesso al selezionatore dell’università di offrire il suo calore vergine nell’asta online. Ansioso, ma consapevole che quella è la realtà della vita per tutti gli omega, Adrien spera che chiunque vinca il suo calore sia gentile.
Heath, un alfa ricco e più vecchio, viene colpito dalla somiglianza di quel giovane uomo con il suo amante morto, Nathan. Quando scopre che Adrien è il figlio perduto di Nathan, concepito durante il suo primo calore, anni prima che loro due si incontrassero, diventa ossessionato all’idea di reclamare un pezzo del suo vecchio amore.
Heath compra il calore di Adrien per un solo motivo: metterlo incinto, ottenere il bambino e andare avanti con la propria vita. Ma la loro innegabile passione lo sconvolge. Adrien non sa che fare con lo sconosciuto attraente e misterioso a cui ha dato in pegno il proprio corpo, ma presto viene soverchiato dagli effetti del calore e si arrende totalmente a Heath.
Una volta che Adrien resta incinto, Heath lo rinchiude nella sua immensa casa isolata. Man mano che il parto si avvicina, impara ad amarlo per l’uomo che è, non solo per il suo legame con Nathan. Ignaro del passato di Heath con il suo genitore omega e giunto a dipendere da lui anima e corpo, anche Adrien comincia a innamorarsi.
Ma mentre il loro amore sboccia, l’ombra di Nathan incombe. Riuscirà Heath a tenere con sé il suo nuovo amore e il bambino che hanno avuto, una volta che Adrien scoprirà i suoi segreti? 

Calore in vendita è un MM erotico e standalone scritto da Leta Blake, sotto lo pseudonimo di Blake Moreno.

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Quando Adrien, ventenne studente d’arte all’università, riceve la chiamata da uno dei selezionatori circa il suo primo calore, non ha idea di come comportarsi. Non avendo mai conosciuto il suo padre omega ed essendo morto il padre alfa anni prima, non ha nessuno con cui confrontarsi e a cui chiedere consiglio a riguardo.
Perciò, quando il selezionatore lo convince a mettere all’asta il suo primo calore, con annesso concepimento, il ragazzo in realtà non sa bene in cosa si sta infilando e a cosa va incontro, fidandosi delle parole dell’uomo che sembra voler fare il suo interesse e permettergli un futuro senza più problemi di soldi.
Lo scoprirà però presto, quando vedrà uomini sconosciuti fare offerte sempre più alte per comprarlo e quando, alla fine dell’asta, verrà venduto a uno sconosciuto che si ritroverà a incontrare da solo, in mezzo ai boschi, di fronte a una capanna di legno dall’aspetto tutt’altro che rassicurante.
Quell’uomo si chiama Heath ed è colui che l’ha vinto all’asta, aggiudicandosi il suo primo calore e la sua prima gravidanza, la più fertile. L’uomo, infatti, più vecchio di lui, ha sempre desiderato un figlio, senza mai riuscire a ottenerlo.
Ma non è solo per questo che ha sborsato quella cifra scandalosa per avere Adrien tutto per sé.
Il ragazzo, infatti, è il figlio di Nathan, il suo amante morto tanti anni prima, e la cui scomparsa ha sempre rimpianto. Come poteva farsi sfuggire l’occasione di avere quel giovane uomo tutto per lui, con la possibilità che possa regalargli la gioia della paternità e, indirettamente, un pezzo di Nathan?

Heath poteva riempirlo con un figlio? Lo attraversò un fremito di eccitazione. Quel figlio sarebbe stato un pezzo genetico di Nathan da tenere per sé, da amare. Poteva mettere incinto questo omega, Adrien, e avere tutto ciò che aveva sempre desiderato.

Partiamo subito col dire una cosa: quando si inizia a leggere questo libro, si deve tener presente che non è un contemporaneo e che alcuni atteggiamenti possano sembrare strani ed estremi, da persone che non si trasformano anche in lupi, ma che è appunto una società basata su Alpha, Omega e Beta, e tanto basta come spiegazione.
Non ci troviamo di fronte a un romanzo “tradizionale”, anche se a prima vista possa sembrarlo. Dovete leggerlo tenendo presente un punto di vista molto più “primordiale”, rozzo, crudo e forse discutibile per certi versi, ma alternativo.
Io stessa me lo sono dovuto ricordare più volte, perché a volte alcuni loro comportamenti mi hanno lasciata basita, facendomi domandare perché si comportassero a quel modo. Ma, appunto, è un Omegaverse, e come tale va letto.
Ciò non toglie che, nel suo modo così diverso rispetto a quanto letto prima, e con una struttura sociale che sembra più un “mercato della carne” per i poveri Omega, questo romanzo è stata una lettura piacevole. Fuori dagli schemi.

«Essere un omega? Comprende molta nudità e, francamente, arrenderti alla tua sgualdrina interiore.»

Il romanzo è diviso in tre parti, e ho apprezzato molto le prime due, che mi sono parse ben gestite e approfondite. Un po’ meno gradevole la terza, che soprattutto nel finale mi è parsa frettolosa e poco esaustiva per il mio animo angst. Avrei preferito maggiore tormento e una reazione più sentita da parte di entrambi, invece di risolvere i sentimenti che accompagnano la scoperta del mistero in quattro e quattr’otto. Dopo quasi duecento pagine di sotterfugi e silenzi, avrei gradito qualche pagina in più di sconvolgimento emotivo da parte di entrambi.
I personaggi, d’altro canto, sono molto coerenti dall’inizio alla fine, una cosa che non smetto mai di apprezzare. Sono uno l’opposto dell’altro. Per quanto Adrien sia gentile e sottomesso, dolce; c’è Heath che a volte risulta brusco, offensivo e, diciamocelo, un po’ una primadonna.
Mai come Nathan, che già solo dai racconti di chi lo ha conosciuto, mi è risultato così antipatico che credo entrerà nella Top 10 dei personaggi più odiati dei libri che ho letto. Una persona meschina, crudele, egoista e priva di scrupoli, che si è approfittata del cuore bisognoso d’amore di Heath, finendo solo per indurirglielo e renderlo l’uomo privo di speranze che è adesso.

In sua presenza, si sentiva completo: un alfa, un uomo, un amante. Si nutriva di ciò che Adrien gli dava senza alcuno sforzo, qualcosa di inestimabile che concedeva come se fosse semplice come respirare. Un dono che Nathan non gli aveva mai accordato: la fiducia.

Per concludere, nonostante ci siano state parti che ho trovato difficili da “digerire”, nel complesso l’ho trovata una lettura piacere, e di sicuro diversa dal solito. Era la prima volta che leggevo un romanzo a tema, nonostante io abbia letto qualche Manhwa a riguardo, e spero ne arrivino altri in Italia, perché mi ha messo proprio la curiosità addosso di leggerne ancora!

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “L’istruzione di Erasmus – Resa” – C. S. Pacat

Titolo: L’istruzione di Erasmus – Resa
Autore: C. S. Pacat
Serie: Captive Prince #3.5
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: Gratis
Link all’acquisto: L’istruzione di Erasmus – Resa

SINOSSI

L’istruzione di Erasmus narra gli ultimi mesi del giovane schiavo akielonese prima del suo arrivo a Vere; lo studio, gli amici, le speranze. Lo spaccato di vita di un personaggio che scopriamo con piacere. Si tratta di una specie di antefatto all’inizio del primo libro.
Resa ci mostra un momento di intimità tra i due principi al forte di Ravenel. Consigliato a chi ha già concluso la lettura del secondo volume, per evitare anticipazioni.

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Grazie alla Triskell Edizioni abbiamo avuto la possibilità di leggere la serie “Captive Prince” di C. S. Pacat, a mio parere una delle storie più belle di questo genere. Oltre ad essere una lettura coinvolgente e molto interessante, ci ha permesso più di una volta di immergerci in questo nuovo mondo e tentare di immaginare momenti mai narrati. È proprio per questo che oggi vi parlo dei due extra che potete scaricare gratuitamente dal sito della casa editrice.
L’istruzione di Erasmus” e “Resa” sono due piccole novelle di poche pagine, nulla confrontate ai tre volumi della serie, ma non potete farvele scappare.
In questo primo extra potrete leggere di come Erasmus è diventato uno schiavo; nonché conoscere gli usi e i costumi di Akielos, raccontati da chi li ha vissuti in prima persona.

«Sei arrivato,» aveva detto Callias. «E sei destinato al principe.» Erasmus aveva notato che anche l’amico indossava una spilla, ma senza incisioni, senza la testa del leone. «Io sono destinato all’altro principe,» aveva allora spiegato Callias. «Castor.»

Nel secondo extra leggerete di un momento che ognuno di noi ha desiderato conoscere sin da subito durante la lettura della serie. Un momento di intimità tra Damen e Laurent, che mostra le emozioni di entrambi senza veli. Se volete comprendere meglio Laurent e capire come si può amare un personaggio all’apparenza freddo e meschino, leggetelo, non ve ne pentirete.

Laurent aveva vent’anni ed era il principe di una nazione nemica, e anche se i loro regni fossero stati amici, sarebbe stato impossibile.

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Recensione “Il Principe prigioniero” – C. S. Pacat

Titolo: Il Principe prigioniero
Autore: C. S. Pacat
Serie: Captive Prince #1
Genere: Storico, Fantasy
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,49 €
Link all’acquisto: Il Principe prigioniero

SINOSSI

Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere.
Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa.
Per il giovane condottiero, a quel punto, vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…

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Il Principe Prigioniero” è il primo volume della serie “Captive Prince” della Pacat, edito Triskell Edizioni. Sin dal primo momento in cui ho visto l’annuncio, mi sono innamorata di questo libro. Ho atteso molto prima di leggerlo, proprio perché sapevo che sarebbe stata una lettura particolare. Potete trovarlo nelle categorie Fantasy e Storico, ma non aspettatevi solo questo. È un libro unico nel suo genere.
Damianos è un guerriero, è l’erede al trono di Akielos ed un esempio per il suo popolo. Quando però suo fratello si impadronisce del potere, il suo unico pensiero è allontanare Damen ed eliminare così il suo rivale. Il modo più semplice per lui è darlo come schiavo alla fazione nemica. Se la città di Vere scoprisse chi è davvero, suo fratello diventerebbe il suo ultimo pensiero.
Laurent è il principe di Vere, è bellissimo e pericoloso e non esita a manipolare chiunque pur di raggiungere i propri scopi. A lui viene donato il principe, ora divenuto schiavo. Laurent odia profondamente gli abitanti di Akielos, ma ancor di più odia il principe Damianos.

“Guardate voi stesso come si comporta. Zio, mi avete accusato ingiustamente. La punizione che ha ricevuto sulla croce era meritata: avete visto da solo quanto è arrogante e ribelle. Perché condannate il sangue del vostro sangue quando la colpa è solo di Akielos?”

A Damen non resta altro che fingere e sperare che nessuno mai scopra la sua vera identità. Allearsi con lui rappresenta l’unica possibilità di sopravvivere.
Damen e Laurent sono due di quei personaggi che rimangono impressi nella mente anche dopo giorni e giorni. Nonostante il primo volume sia una presentazione generale dei protagonisti e delle vicende, ci permette di entrare sin da subito in quella che sarà una storia davvero originale e ben scritta. Fuori dal contesto in cui è narrata risulterebbe irrealistica, ma grazie alla maestria con cui viene presentata e alla traduzione, che certamente ha un ruolo fondamentale, assume tutto un altro significato.
Con uno stile articolato e ricercato, la Pacat presenta due protagonisti a loro volta molto complessi. Le numerose riflessioni e le descrizioni sono fondamentali per comprendere i personaggi e le loro personalità. L’attenzione con cui l’autrice ci presenta la loro società e i loro costumi è un aspetto che ho amato molto.
Caratterialmente mi sono sentita molto più vicina a Damen, la sua forza e la sua determinazione sono encomiabili. Laurent è molto più difficile da comprendere, soprattutto in questo primo volume. Non conosciamo ancora tutte le sfumature della sua personalità e dare ora un giudizio sarebbe davvero affrettato.

Laurent poteva anche parlare come se fosse cresciuto in un bordello, ma la sua mente era degna di un cortigiano della sua schiatta, abituato all’inganno e al doppio gioco. E i suoi meschini intrighi potevano rivelarsi molto pericolosi per qualcuno che era completamente alla sua mercé, come nel suo caso.

Sono rimasta molto sorpresa per quanto riguarda l’aspetto fisico della relazione tra Damianos e Laurent. Il loro rapporto è molto più profondo di quanto ci si potrebbe immaginare. Nonostante le difficoltà, abbiamo già un piccolo accenno di cosa potrebbe esserci in un futuro per loro.
Per chi ama le storie Male to Male ma non si accontenta facilmente, questa è la lettura perfetta.

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Recensione in anteprima “Statico” – L. A. Witt

cover500-6Titolo: Statico
Autore: L. A. Witt
Genere: Paranormal, Dispotico, Fantascienza
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Statico

SINOSSI

Durante i due anni passati insieme, Alex ha sempre temuto il momento in cui Damon avrebbe scoperto la verità, ovvero che lei è un mutagenere, quella piccola percentuale della popolazione in grado di cambiare sesso a piacere. Grazie a un impianto che le è stato messo contro la sua volontà, però, Alex si risveglia improvvisamente statico, ovvero non riesce più a cambiare da un genere all’altro, e bloccato nella sua forma maschile. Nel giro di una notte, la sua doppia natura viene rivelata a un mondo che non capisce né tollera quelli come lui… e al suo fidanzato eterosessuale.
Damon rimane sbalordito nello scoprire che la sua ragazza è un mutagenere e si spaventa a morte per i notevoli rischi a cui la espone l’impianto che le è stato imposto. Si rifiuta di abbandonarla, ma che ne sarà della loro relazione? Lui è etero e Alex è intrappolata nella sua forma maschile, perché rimuovere l’impianto è troppo costoso e pericoloso.
Derubato di metà della propria identità e costretto ad affrontare complesse conseguenze fisiche e sociali, Alex ha bisogno più che mai di Damon, ma non vede una via d’uscita da quella situazione.
Specialmente se sarà costretto a restare statico per sempre.

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Ormai dovrei essermi abituata alla vastità e varietà del potenziale letterario di L.A. Witt, eppure tutte le volte questa autrice riesce a stupirmi, lasciarmi senza parole e mettermi in testa una serie di domande infinite.
Tutte le volte che ho per le mani un suo libri dico a me stessa di andarci piano, di centellinare le pagine, ma non c’è niente da fare: appena comincio la lettura è impossibile mettere da parte il libro e dedicarmi a qualsiasi altra cosa. Anche stavolta il copione è stato lo stesso.
Nelle ultime pagine del libro la Witt stessa ci racconta il perché della stesura di questa storia, un’altra dimostrazione del genio di questa donna che, partendo da uno spunto del suo vissuto personale, da vita a due personaggi che non potrete non amare.
Quando si legge un libro si sceglie quasi sempre un preferito, che può essere uno dei protagonisti ma anche uno dei personaggi minori: stavolta per me non c’è stata storia ho amato Damon e Alex dalla prima all’ultima pagina! Mi sono immersa nel loro mondo dalla testa ai piedi, era impossibile restare in disparte a criticare le scelte di Alex o mettere in dubbio i sentimenti di Damon. Mi hanno investita in pieno in un crescendo senza fine, che mi ha traghettato verso un finale che qualcuno forse troverà scontato, ma che io considero l’unico possibile per dare un senso alla storia.
Dal punto di vista stilistico il libro ci viene narrato dal punto di vista di entrambi i protagonisti, in prima persona, scelta ottimale per far entrare il lettore in contatto con Damon e Alex. Non sono una lettrice che snobba la prima persona per la narrazione di un romanzo, anzi in alcuni casi lo preferisco alla terza persona perché mi fa entrare ancora più in empatia con chi narra e in questo caso si è rivelata la scelta più saggia.
Non fatevi spaventare dall’ambientazione distopica del romanzo; l’universo alternativo in cui è ambientata la storia è molto simile al nostro, molto credibile e non particolarmente tecnologico.
Damon e Alex si frequentano ormai da due anni; sono innamorati, felici, ma ci sono momenti in cui Alex diventa taciturna, passa dall’apatia alla depressione, finendo per rifugiarsi sempre più spesso nell’acool. Damon non riesce a capire perché la sua fidanzata si comporti così, soprattutto quando si parla di convivenza e matrimonio.
La ragione è semplice: Alex è un mutagenere, può essere uomo o donna a seconda di quello che il suo cervello decide al momento. Un dono, una capacità speciale oppure una maledizione? Solo Alex è in grado di spiegarci cosa significhi essere un mutagenre e come sia vivere nel continuo conflitto quotidiano, quando i tuoi genitori pretendono di sapere in che forma tu possa vivere meglio:

“Alcuni mutagenere sentivano il bisogno di cambiare solamente una volta ogni tanto, utilizzando un unico genere per la maggior parte del tempo. Altri avrebbero potuto anche essere statici: avevano l’abilità di cambiare, ma non il desiderio o il bisogno di farlo. Io ero per il cinquanta e cinquanta. Metà del tempo lo passavo come uomo, mente e corpo. L’altra metà come donna. Scegliere tra i due sarebbe stato impossibile. Cosa che costituiva un punto dolente, al momento, perché mi era stata tolta la possibilità di scegliere.”

Con un atto di estrema violenza i genitori di Alex gli hanno tolto la facoltà di mutare; è condannato a restare uomo per sempre e Damon non sa nulla della sua doppia natura:

“Avere l’impianto era una cosa. Avere la certezza di non poter cambiare era un’altra. Mi sentivo devastato. Mi era stata strappata via metà della mia identità. Amputata per il capriccio di qualcun altro. Separata da me grazie a quello che sembrava un taser interno…In altre circostanze, prima di andarsene mi avrebbe baciato, ma non mi aspettavo niente quella volta. Probabilmente neppure in futuro. Mi sentii accapponare la pelle. Ero qualcosa che neppure il mio stesso fidanzato osava toccare. ”

Damon è convinto di essere fidanzato con una bella ragazza dai lunghi capelli e occhi azzurri, certo più alta della media, sexy, divertente e piena di vita. Come reagirà alla verità?

“…Mi è difficile capire cosa stia provando. Io conosco solo la mia realtà di statico, non so cosa si provi a poter cambiare da maschio a femmina, o a desiderarlo.» «Non è un desiderio, dolcezza. È un bisogno.»”

La paura si sa è una cattiva consigliera, ma non biasimo Alex per aver taciuto il suo segreto a Damon e non biasimo nemmeno Damon per essersi preso tempo per metabolizzare la cosa. Il loro è stato un percorso di crescita duro, accellerato, ma fatto anche di piccoli gesti, trattato con tatto e delicatezza, senza bisogno di infarcire il romanzo di scene di sesso gratuite. Un imparare a conoscersi di nuovo, più che altro a scoprire cosa ci sia della “vecchia” Alex nel corpo di questo bellissimo e affranto ragazzo tradito dagli affetti più cari:

“Un altro piccolo segno che me lo faceva riconoscere immediatamente come Alex. Alex, che era in pericolo di vita. Alex, che potevo perdere in così tanti modi diversi in così poco tempo. Cazzo, mi veniva da vomitare… Amavo Alex e l’avrei sempre amata, ma non sapevo come amare lui. “C’è una parola utilizzata da Alex per definire sé stesso che mi ha comlpita nel profondo: CREATURA.

Siamo tutti creature: nessuno può dirci come ci dobbiamo sentire, chi dobbiamo amare, a quali stereotipi dobbiamo conformarci, eppure nel nostro subconscio veniamo bombardati da messaggi che ci vorrebbero omologati a seconda dello standard che va di moda. Ma siamo esseri umani, non siamo perfetti, anche se la perfezione sembra il modello a cui tutti debbano giungere. Cos’è la normalità? Siamo così belli nelle nostre imperfezioni, perché sinceramente non c’è nessuno che dovrebbe mai permettersi di dirci che non andiamo bene così come siamo.
Per fortuna Damon ci è arrivato alla svelta, ha visto oltre il velo, perché Alex è sempre stata/stato davanti ai suoi occhi:

“L’avevo cercata in ogni gesto e in ogni parola che lui aveva detto, ma eccola lì. Eccolo lì. Quello era l’Alex di cui mi ero innamorato, e che amavo ancora. Amavo lui come amavo lei, perché erano una cosa sola. Guardandolo in quel momento, mi chiesi come avessi fatto a non rendermene conto prima. Non m’importa se sei maschio, femmina o un po’ di tutte e due le cose. Non m’importa
se sei stonato come una campana. Sei bellissimo, Alex.”

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Recensione “Per cinque minuti in più” – Victoria Sue

515xtyo0bqlTitolo: Per cinque minuti in più
Autore: Victoria Sue
Editore: Dreamspinnerpress
Prezzo: €4.54
Genere: MM Distopico/Fantascentifico
Link all’acquisto: Per cinque minuti in più

SINOSSI

Serie Enhanced World, Libro 1

Fin dal momento della sua trasformazione in un umano potenziato, Talon Valdez sapeva che avrebbe dovuto dire addio alla sua vita e ai suoi sogni. Trattati con diffidenza, insultati, spesso rinchiusi, i potenziati sono visti come mostri, disprezzati dalla società e considerati inadatti a prestare servizio nell’esercito o nelle forze dell’ordine.

Anni più tardi, ha la possibilità di creare una task force di potenziati all’interno dell’FBI, ma a una condizione: ogni potenziato deve fare coppia con un essere umano normale.

Finn Mayer sogna di entrare nell’FBI da quando aveva quattordici anni e ha fatto qualsiasi sacrificio perché ciò avvenisse: ha sopportato di vivere con una madre egoista, con un fratello omofobo e bullo e di non avere un compagno. Soffre però di dislessia non diagnosticata e basta questo a frustrare le sue aspirazioni sul nascere. La sua ultima occasione è fare coppia con Talon, un potenziato con abilità letali, che però non vuole affidare i suoi segreti ai normali e che pertanto vuole vederlo fallire.

Quattro sono le settimane a disposizione di Finn per provare alla squadra quanto vale. Quattro le settimane perché la squadra dimostri al resto del mondo che può funzionare. E quando un altro gruppo minaccia il loro successo – mettendo a rischio le loro vite – sarà per quattro settimane che dovranno sopravvivere.

recensionelady

Avevo aspettative molto alte riguardo questo libro e devo dire che non sono state deluse!

Era da un po’ che l’avevo addocchiato sul sito della Dreamspinner perché in circolazione non ci sono molti libri a tematica distopica/fantascentifica, e anche perché c’erano parecchie similitudini con un’altra loro serie molto famosa, ma edita in Italia da un’altra casa editrice. Non mi piace molto fare paragoni su libri di serie diverse del medesimo autore, anche se difficilmente si riesce ad evitarli, ma mettere a confronto un autore con un altro su un tema trattato, quando per esempio si parte da uno spunto molto simile – in questo caso dalla modificazione genetica del DNA umano- a me sembra sempre un po’ di cattivo gusto e poco furbo. Inutile fare paragoni: una delle due serie sarà sicuramente piaciuta di più dell’altra, ma io le ho trovate entrambe molto valide e differenti sotto tanti aspetti.

I gusti non si discutono, scegliete quella che volete, io le ho apprezzate tutte e due e a termine di questo questo mio sproloquio vi dico subito che mi sono spazzolata il romanzo in un batter d’occhio!

Scrittura molto fluida, personaggi intriganti e con un discreto bagaglio di “sfighe” alle spalle, che sono sicura entreranno anche nel vostro cuore come sono entrati nel mio.

Finn è il classico bravo ragazzo che lotta da una vita per realizzare il suo sogno: entrare dell’FBI. Nonostante le dificoltà di apprendimento avute a scuola è riuscito a laureasi, non a pieni voti… ma il ragazzo è un genio, ve l’assicuro! Timido, riservato, bullizzato dal fratello maggiore e dalla madre, ma tanto amato dal defunto padre. Un ragazzo che ispira tenerezza e desiderio di protezione fin dal primo sguardo, cosa che farà tremare le ginocchia al possente guerriero Talon, capo operativo della nuova squadra messa insime dall’FBI dove semplici umani e umani potenziati dovranno collaborare. Questa sarà l’unica possibilità di Finn di realizzare il suo sogno e nessuno al mondo potrà impedirglielo!

Due mondi diversi quelli di Talon e Finn, ma un passato fatto di sofferenze che li avvicina. Finn fisicamente sembra ancora un ragazzino appena uscito dalle scuole superiori; Talon un colosso grande e grosso, tutto muscoli e agilità, con poteri psichici devastanti.

Il loro rapporto non è il classico di amore/odio, piuttosto un rapporto amore/paura, che si aplica a entrambi. Sia Finn che Talon, infatti, hanno paura di essere feriti, di non essere capiti, di concedere la propria fiducia all’altro e che questo lo possa tradire. Per fortuna l’attrazione fisica ed emotiva tra i due è più forte e si concederanno una possibilità, anche se in teoria è severamente proibito avere relazioni tra colleghi:

“Invece di restare immobile e in silenzio mentre lo trasportava nella stanza degli ospiti, aveva mugugnato piano e si era rannicchiato tra le sue braccia, nascondendo la testa nell’incavo del suo
collo…La vista dei boxer di Superman gli aveva strappato un sorriso. Avrebbe scommesso una bella somma che Finn non avrebbe voluto che qualcuno li vedesse… Era incantato. Cos’aveva Finn da indurlo a cercare conferme? Non aveva mai fatto domande durante il sesso. Non aveva mai parlato. Le parole erano troppo potenti, troppo intime.”

Talon sembra essere il classico uomo che non deve chiedere mai, del vorrei ma non posso. La sua non è spochia o il sentirsi superiore a Finn; il suo essere freddo e distante dipende dal fatto che si sente responsabile del futuro dei suoi compagni di squadra, tutti speciali come lui. Ha molte responsabilità verso di loro, ma anche lui nel profondo cerca solamente qualcuno che lo comprenda e accetti per quello che è:

“Talon era seduto sul pavimento, la schiena appoggiata alla porta dell’appartamento e il suo borsone a finco. Teneva la testa chinata e non la sollevò quando Finn entrò nel corridoio, ma lui sapeva che, in qualche modo, l’agente era ben consapevole della sua presenza. Allora perché non lo considerava? “Oh, forte, grazie.” Fece un passo più vicino e pescò le chiavi. Talon aprì gli occhi e lo guardò dritto in viso, gelandolo sul posto. Disperazione. Tristezza. Inutilità. Tutto ciò e altro ancora in quegli occhi azzurri che fissavano i suoi senza realmente vederli.

Non volgio raccontarvi molto della trama, anche perché c’è davvero un po’ di tutto: azione, sentimento, scene bollenti tra le lenzuola, sparatorie con ostaggi, una buona dose di suspense, qualche sprazzo di angst e humour, anche qualche mistero da svelare!

Quello che non mi aspettavo di trovare, e che che ho apprezzato molto è stato il modo in cui l’autrice ha saputo rendere la tematica dell’accettazione del diverso in questa ambientazione distopica. Il motivo per cui questa alleanza umani/potenziati deve funzionare è semplice: deve funzionare per dare un futuro migliore ai ragazzi che da un momento all’altro vedono comparire sul loro volto quella macchia viola sotto l’occhio che li schederà per tutta la vita…

“Lo Stato li prende in custodia. Quelli che nessuno vuole. Quelli che vengono gettati via.” Finn sentì un bruciore agli occhi e sbatté le palpebre. Talon scosse la testa come se non credesse alle sue proprie parole. “È il motivo per cui questa unità deve funzionare. Dobbiamo dimostrare che non siamo bestie. Dobbiamo dimostrare che non dobbiamo essere rinchiusi. Potremmo iniziare un programma di solidarietà, andare persino nelle scuole… Il giudice non guardava il potenziato. Non guardava l’uomo che gli aveva appena salvato la vita, e quando Finn lanciò un’occhiata a Gael, si rese conto che nemmeno quest’ultimo si aspettava della riconoscenza. Era così che andavano le cose. Sapeva che poliziotti, militari, e centinaia di altre persone rischiavano la vita ogni giorno senza ricevere nemmeno un grazie, ma il giudice stava intenzionalmente mantenendo lo sguardo basso.”

DANONPERDERE