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Recensione “Come un marchio sulla pelle”

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Titolo: Come un marchio sulla pelle
Autore: Mary Durante
Serie: Shadows #2
Genere: BDSM, Distopico
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Come un marchio sulla pelle

SINOSSI

«Non si era detto un anello?» aveva commentato Lucifer.
E lui aveva accennato un ghigno, ignorando il cuore che batteva troppo rapido nel suo petto orfano di chip.
«Sai che non sono un fan delle scelte convenzionali.»
Lucifer aveva sollevato la catenina, osservando il ciondolo alla luce del tramonto e delineandone i contorni con un polpastrello, un tocco leggero mentre occhi troppo seri tardavano a tornare a dedicargli attenzione e una risposta.
Quando aveva riportato gli occhi su di lui, però, non aveva risposto a parole. Invece gli aveva sorriso, la prima volta che lo aveva fatto senza minaccia, divertimento o ironia, una piega delle labbra un po’ incerta, come se non fosse stato abituato a mostrarla e non fosse davvero sicuro di averla realizzata nel modo giusto.
Gli aveva sorriso e lo aveva guardato come se fosse qualcosa di prezioso, lui, più ancora del chip che pendeva da quel grezzo esempio di collana simile alle piastrine di riconoscimento dei soldati. E Matt si era reso conto davvero di essere innamorato.
Fidanzato felicemente e alle prese con i preparativi più o meno ostici del proprio matrimonio, Matt quasi non riesce credere di aver davvero raggiunto un lieto fine. Eppure Roderick è morto, Anderson è stato incastrato e lui vive con il Dom dei suoi sogni, che si è perfettamente calato nella sua nuova identità. Ma una vita da criminale non è così facile da lasciarsi alle spalle e gli strascichi del passato di sangue di Lucifer forse risultano troppo pericolosi per chi ha già un importante segreto da mantenere.
Impegnato ad affrontare un radicale cambiamento nella sua vita e posto di fronte a un bivio, Matt si renderà conto che avere qualcuno di prezioso significa solo avere di più da perdere.

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Vi ho già parlato di “Come ombre nella notte”, il primo volume della serie “Shadows”, presentandovi Matt e Lucifer, due personaggi davvero inusuali e intriganti. Oggi vi parlo di “Come un marchio sulla pelle”, in cui Mary Durante ci presenta il continuo della relazione tra i due.

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Anya Cronos
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Li abbiamo lasciati in un momento ideale. Felicemente fidanzati e in attesa del matrimonio, Matt e Lucifer non sembrano più solamente il geniale informatico e l’assassino da tutti temuto. Ora che Roderick è morto possono finalmente vivere le loro vite insieme e mostrare aspetti delle loro personalità ancora sconosciuti oppure offuscati dai primi eventi.
La nuova credibile identità di Lucifer conferma ancor di più il genio di Matt, creando un’immagine più seria del suo personaggio. Mentre l’assassino acquisisce un’immagine completamente diversa da quella che conosciamo, molto più dolce e socievole, anche se in alcuni momenti vediamo ancora la sua indole.
Specialmente in un momento in particolare. Se penso al titolo del volume non posso far altro che pensare a quella scena. Erotica, dolce e di una profondità incredibile. Non vi svelo di quale momento sto parlando perché merita sicuramente la vostra completa attenzione, fidatevi di me.

“Ti ho sempre detto che sei mio, Matt,” mormorò, accarezzandogli i capelli sudati. “Ma la cosa funziona in entrambi i sensi.”

Se nel primo volume avevo apprezzato entrambi, con una piccola preferenza per l’eccitante assassino, in questo secondo volume non posso che confermare nuovamente le mie preferenze. Matt rimane una delle personalità più divertenti e geniali di cui io abbia mai letto, ma Lucifer mantiene quell’aura di mistero così intrigante anche ora che lo conosciamo meglio. Non pensavo l’autrice riuscisse a mantenere il suo personaggio su questa linea. Soprattutto perché, a differenza del primo, è stata in grado di bilanciare in modo più equilibrato la presenza di entrambi. Vedere per la prima volta le dimostrazioni di affetto di Lucifer senza secondi fini o possibili fraintendimenti rende il suo personaggio ancor più piacevole.
A differenza del primo volume però, c’è sicuramente meno suspence, la storia è incentrata su entrambi i protagonisti per la gran parte del tempo. I colpi di scena che caratterizzavano il libro precedente sono meno numerosi in questo. È una storia molto più romantica, dolce. Non che questo sia un male, chiaro, ma crea un contrasto notevole con i loro primi approcci.

“Ti guarda come se temesse di vederti sparire sotto ai suoi occhi, come se temesse di non meritarti.”

Lucifer e Matt sono due personaggi che hanno davvero poco in comune, eppure riescono a creare un intero perfettamente equilibrato. Ammiro moltissimo questa capacità dell’autrice, riesce a rendere qualsiasi evento o descrizione sempre unica. Il suo stile, poi, cattura il lettore sin da subito e non lo lascia andare fino a quando non ha raggiunto l’ultima pagina.
Se avete già conosciuto Lucifer e Matt e non avete ancora letto “Come un marchio sulla pelle”, cosa aspettate ad acquistare questo secondo volume?

4.5

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Recensione “Come un brivido nel buio” – Mary Durante

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Titolo: Come un brivido nel buio
Autore: Mary Durante
Serie: Shadows #1.5
Genere: BDSM, Distopico
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: Gratuito sul sito della Casa Editrice
Link all’acquisto: Come un brivido nel buio

SINOSSI

Non puoi avere un sub quando sei un assassino in fuga, braccato dai criminali della gang con cui sei cresciuto. Soprattutto, non puoi avere come sub l’uomo che ha cominciato a invadere la tua mente con una costanza fastidiosa, diventando il centro indissolubile dei tuoi pensieri e l’unica persona che per te abbia una qualche rilevanza. Lucifer lo sa bene, continuare a cercare Matt avrà come conseguenza quella di mettere in pericolo entrambi. Per proteggere lui e se stesso, non ha scelta: deve dimenticarsi di averlo conosciuto, distruggendo sul nascere la sorprendente intimità che si è creata tra loro fin dai primi incontri.
È quello che si sta ripetendo anche ora, appeso a ottantanove piani d’altezza, in procinto di fare effrazione nell’appartamento del suo amante per sorprenderlo con una visita inaspettata, per appropriarsi del suo corpo con le dita e con le labbra, come se davvero lo possedesse, e per rubare alla notte qualche altra ora d’illusione.

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Come un brivido nel buio” è un piccolo racconto della serie “Shadows” di Mary Durante, edito Quixote Edizione. Oltre ad essere gratuito sul sito della casa editrice, la particolarità di questo extra è sicuramente la presenza di Lucifer. Per la prima volta vediamo la storia dal suo punto di vista.
Ho amato con tutta me stessa la scelta dell’autrice di donarci questa “chicca”. Il primo volume mi è piaciuto molto, ma la saltuaria presenza di Lucifer mi aveva portata ad assegnare alla storia un voto molto buono, ma non eccellente. Ho un debole per il nostro misterioso assassino e vedere per la prima volta gli eventi con i suoi occhi, mi ha totalmente stregata. Soprattutto perché l’autrice descrive una scena su cui ha posto l’attenzione nel precedente volume, ma che non è mai stata menzionata, non essendo Matt il vero protagonista.
Anche se composto da poche pagine, è sicuramente un assaggio di cosa Mary Durante ha in serbo per noi. Ne consiglio la lettura successivamente a “Come ombre nella notte”, per poter comprendere meglio il legame che unisce Matt e Lucifer.

5

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Recensione “Come ombre nella notte” – Mary Durante

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Titolo: Come ombre nella notte
Autore: Mary Durante
Serie: Shadows #1
Genere: BDSM, Distopico
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,79€
Link all’acquisto: Come ombre nella notte

SINOSSI

In un mondo dove il BDSM fa parte della vita di tutti i giorni e le identità di Dom, sub e switch sono un insieme di istinti, che caratterizzano ogni persona fin dalla nascita, Matt Steels è l’invidiato presidente di una delle società più ricche e potenti d’America. Uomo geniale e avvolto dal mistero, trascorre le sue giornate tra feste in cui passa da un sub all’altro, sempre nascosto dietro ai suoi caratteristici occhiali da sole, e lunghe ore chiuso nel suo appartamento in perfetta solitudine, schiacciato da un segreto che lo costringe a una vita vuota.
Lucifer è un assassino appartenente a una delle gang più pericolose di New York. Di lui si conoscono solo il suo alias e la pericolosa efficienza con cui riesce a far sparire i suoi bersagli; ciò che nessuno sa è che si tratta di un uomo in fuga, tormentato da un passato di sangue e violenza, desideroso solo di lasciarsi ogni cosa alle spalle.
Il suo futuro è una speranza sempre più tenue, che non è certo di poter concretizzare.
Il futuro di Matt, anche se meno incerto, sembra destinato a dipanarsi nella prevedibilità di una routine ormai collaudata e priva di grosse emozioni. O, almeno, è ciò che crede fino a quando l’incontro con quell’assassino dal sorriso beffardo e le movenze di una pantera non gli stravolgerà la vita e non porterà alla luce il segreto che lui aveva cercato di dimenticare.

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Come ombre nella notte” è il primo volume della serie “Shadows” di Mary Durante. Adoro questa autrice, tutte le sue storie sono in grado di emozionarmi. Ogni opera è caratterizzata da qualcosa di originale. In questo caso, vediamo la popolazione suddivisa in Dom, Sub e Switch. Un’idea davvero insolita e molto affascinante per chi come me adora il BDSM.

“Un Dom che approfitta in questo modo del subspace è ancora più indegno di un Dom che disprezza chi gli fa dono della propria sottomissione.”

L’ambientazione, così inusuale, è interessante e particolareggiata come solo Mary sa presentare le sue storie. È la prima volta in cui vedo il mondo del BDSM trattato in questo modo. È esteso all’intera popolazione e in qualche modo si allontana dal termine stesso. Ogni personaggio può essere inserito in una delle categorie, eppure sono tutti diversi tra loro, con caratteristiche uniche, che li distinguono. Vedere queste “categorie” integrate all’interno della società stessa, non più affrontate come un tabù o come un aspetto quasi ossessivo delle personalità di alcuni personaggi. Qui, ognuno di loro, in un modo o nell’altro, riflette il comportamento di un Dom o di un Sub, senza però necessariamente rispettare a pieno questa sua inclinazione in ogni occasione.
Matt è sicuramente la migliore dimostrazione. La sua sicurezza e intelligenza, lo rendono unico. La sua relazione con Lucifer è così impossibile da risultare geniale. Anche se con qualche difficoltà, i due riescono a creare un legame.

“Voglio che tu tenga gli occhi aperti, Matt. Voglio che mi guardi mentre ti scopo. Voglio avere la tua attenzione su di me mentre prendo possesso del tuo corpo e lo uso secondo il mio piacere, fino a farti supplicare con il tuo ultimo respiro.”
Lui si costrinse a reprimere un ansito, mentre la sua testa si svuotava, divenendo culla per l’eco di queste parole.
“Io non supplico,” esalò, cercando invano di rimanere immobile agli affondi delle sue dita. “Mai.”

L’unico aspetto che mi ha fatto rattristare è l’assenza iniziale di Lucifer. Conosciamo Matt, lo vediamo interagire con la sua amica e con i dipendenti della sua società, in casa e al lavoro. Lucifer invece, molto più misterioso, appare poche volte. Probabilmente, mi è saltata all’occhio la sua mancanza perché il suo personaggio mi ha stregata. È interessante, intrigante ed eccitante da morire. Avrei voluto leggere di più di lui, delle sue apparizioni inaspettate e della sua personalità così particolare. Ciò non toglie che i personaggi siano caratterizzati perfettamente e che in questo modo l’autrice crei una suspence sicuramente adatta ai suoi personaggi.
A stregarmi, prima ancora delle personalità dei due protagonisti, è stata la capacità di Mary di presentare un problema reale in alcuni paesi, descrivendolo e mostrandolo però in un modo tutto suo. Personaggi oppressi dai potenti, abusati e denigrati solamente perché ritenuti inferiori dai Dom. Con pochi e semplici dialoghi ci mostra la realtà insita nel libro.

“Visto che lei è un Dom, se ne frega altamente di quello che può succedere ai sub. Tanto non sono una priorità che la riguarda, al punto che si rifiuta di riconoscere come la parità legislativa non sia stata seguita da una vera parità in ambito sociale. O magari le fa comodo vivere in una società dove i sub vengono tenuti lontani da ruoli dirigenziali e faticano a fare carriera o a rivendicare la propria indipendenza?”

Nonostante la serie sia solo all’inizio, Mary è riuscita a dare una fine che soddisfa pienamente il lettore, lasciando intendere nuovi misteri, senza però farne pesare la mancata risoluzione. Non vedo l’ora di parlarvi del secondo volume della serie, Matt e Lucifer ci daranno grandi soddisfazioni!

4

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Recensione in anteprima “Stirpe” – Jordan L. Hawks

Titolo: Stirpe
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #5
Genere:Horror, Distopico, Suspance
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Stirpe

SINOSSI

Tra il padre tiranno e il fratello dissoluto, Percival Endicott Whyborne ha sufficienti familiari problematici con cui doversela vedere. Perciò, quando sua sorella torna a Widdershins, chiedendo il suo aiuto per risolvere il mistero di una nave trovata alla deriva, Whyborne è riluttante a lasciarsi coinvolgere. Questo fino a quando un brutale omicidio non lo colpisce direttamente, obbligando lui e Griffin ad accettare il caso.
L’indagine li porta a scoprire una cospirazione fatta di ricatti, omicidi e magia nera. Ma il segreto peggiore di tutti è quello interno alla famiglia stessa, uno che distruggerà tutto ciò in cui Whyborne aveva sempre creduto, non soltanto della sua famiglia, ma anche di se stesso.

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Quando si ha a che fare con un libro che non può essere messo in una categoria specifica, perché contiene molti elementi che lo fanno ricadere in più sottogereneri, è davvero difficile non fare spoiler.
Siamo arrivati al quinto volume di questa appassionante serie, come sempre narrata dalla voce del protagonista il non più tanto innocente e timido Dottor Whyborne.
Whyborne ha vissuto mille peripezie da quando il misterioso libro di incantesimi è finito sulla sua scrivania e, dopo aver conosciuto Griffin, il suo mondo tranquillo da accademico e studioso di è ribaltato. La fiducia che Griffin ripone in lui è totale; l’amore è forte tra i due,  ma spesso i due non riescono a comunicare al cento per cento…
Come in tutte le relazioni ci sono alti e bassi, incomprensioni, gelosie, piccole bugie e segreti tenuti per non causare alla propria metà preoccupazioni, ritenute erroneamente inutili, che potrebbero diventare macigni enormi e allontanare l’altra persona.
I nuovi poteri che Whyborne sta sviluppando spaventano Griffin, ha paura che il suo amato venga risucchiato in un vortice di magia e oscurità tanto da allontanarlo da lui e da tutti le persone a cui è caro.
Cerca in tutti i modi di fargli capire che lui c’è, che sarà sempre al suo fianco, ma Whyborne, spinto dall’influenza di due misteriosi praticanti delle arti occulte che vogliono a tutti i costi si unisca alla loro battaglia, si sente sempre più attratto dal suo personale lato oscuro, perché tutti ne abbiamo uno:

«Per favore, non farlo. Svegliami pure.» Nella luce fioca, i suoi occhi presero la tinta verde scura del muschio. «Voglio essere lì per te.» Dio, come volevo baciarlo. Non per la passione, ma per l’amore e l’amicizia, e per tutte quelle cose che non riuscivo a esprimere a parole. Ma non potevo farlo, o ci avrebbero trascinato in prigione per indecenza.

In questo volume la famiglia di Whyborne è al centro di tutta la vicenda: sua sorella maggiore è giunta in visita dalla lontana Inghilterra, dove risiede insieme al marito, un conte, accompagnata da due lontani parenti. Quali affari la portano di nuovo a casa? Cosa l’ha spinta a tornare? Quali oscuri segreti salteranno fuori dai suoi bauli?
Un volume carico di avventure, incantesimi e presenze inquietanti che mantengono sempre alta la suspense del lettore, invogliandolo a divorare il libro in poche ore.
Ho trovato alcuni comportamenti di Whyborne molto sopra le righe, come se l’uomo cercasse di rivivere un’adolescenza che non ha potuto sfogare, viste le precarie condizioni di salute che aveva all’epoca e al suo essere timido e introverso, tenuto quasi sotto un campana di vetro, incolpato anche del precario stato di salute della madre dopo la sua nascita.
Questo suo buttarsi in pasto al pericolo pensando di tenere così al sicuro i suoi cari è tipico dell’adolescente spocchioso che vuole fare tutto da solo, senza chiedere aiuto a nessuno. Anche se mosso da buone intenzioni risulta un po’ disturbante e infantile.
C’è il rischio che la sua relazione con Griffin ne paghi le conseguenze, ma per fortuna l’ex Pinkerton è troppo innamorato del suo Ival per lasciarlo:

«Ti ho visto fiorire, mio caro. Scoprire te stesso, la tua sicurezza. E sebbene mi piaccia credere che tu ci sia riuscito grazie anche alla nostra relazione, non sono così arrogante da prendermene completamente il merito. Avremmo potuto passare gli ultimi due anni parlando della tua magia, del bene che i tuoi incantesimi hanno fatto per tutti, te incluso, e a discutere dei pericoli in cui saresti potuto incorrere andando troppo oltre… La magia è parte di te come non lo è di nessun altro.»
Distolsi lo sguardo. «Vuoi dire come non lo è per gli umani.»
«Voglio dire, nessun’altra persona.» […] «Ti amo, amo tutto di te. Amo il tuo desiderio di proteggere Christine, la tua famiglia e me. E a dispetto del tuo zelo di fare giustizia a ogni costo.»

Come sempre è stata una lettura appassionante, carica di mistero e affascinante, una serie insomma che si mantiene molto al di sopra della media delle svariate pubblicazioni che abbiamo nel panorama fantasy, mistery e suspense. Il mondo in cui si muovono i personaggi è davvero variegato e ben costruito.
Ora non ci resta che aspettare la prossima avventura per vedere cosa combineranno ancora Whyborne e Griffin!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “La casa degli specchi” – Rosalie Hawks

Titolo: La casa degli specchi
Autore: Rosalie Hawks
Genere: Distopico
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: La casa degli specchi
Nota: 
Nel romanzo è presente anche una coppia FF

SINOSSI

Anno 2212. La Terra è diventata cupa e poco ospitale, le città crescono e si evolvono in verticale in grattacieli maestosi. Gli abitanti appartengono alle città, non il contrario. Non tutti, però, concordano su quest’ultimo punto.
Tra loro, un criminale crudele, un agente integro, una talpa inarrestabile e un investigatore determinato. Questi però sono solo dei ruoli. Dentro una casa degli specchi, quale profilo corrisponde esattamente alla persona a cui è stato assegnato?
In un mondo in cui si è Raccolti, Ignorati o Scartati e solo i più sani, forti e intelligenti possono vivere, giunge la vendetta di chi per colpa del Sistema ha perso tutto.
Chi e quanti sono i vendicatori?

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«Perché questo per te non è altro che un gioco?» sbottò.
«No, tutt’altro,» scrollò le spalle. «Era giusto per darti un’idea. In questo  momento è come se tu fossi dentro una casa degli specchi: devi uscirne, ma  quale riflesso è quello reale?» 

La casa degli specchi” di Rosalie Hawks, edito Triskell Edizioni, è una delle letture più interessanti e originali che ho letto quest’anno. Il Distopico è un genere che non leggo mai con facilità, ma ogni volta ne rimango estasiata.
La sinossi non mi aveva convinta del tutto, devo essere sincera. Mi aveva lasciato alcuni dubbi e non ero riuscita ad avere un’idea chiara di cosa mi sarei trovata davanti. Quando ho iniziato la lettura però, ho compreso che mi sarei dovuta dedicare completamente alla storia, perché l’autrice aveva creato un mondo del tutto nuovo e singolare.
Ho impiegato un paio di capitoli per ricordarmi i nomi e distinguerli tra loro, ma ne è valsa la pena. È una storia intricata, emozionante e ricca di colpi di scena. Tutti i personaggi sono interessanti, descritti davvero bene e caratterizzati alla perfezione. La società, protagonista anch’essa della storia, interviene e delinea completamente i confini tra i due mondi. Il Corvo e l’Organizzazione. Scoprire quale tra i due è nel torto e quale nella ragione non è così semplice. Si può giudicare il modo di agire di un’organizzazione, di un governo, senza prima aver provato sulla propria pelle le sue leggi?

In accademia insegnavano che non bisognava mai chiedere  scusa, che si doveva apparire sempre sicuri perfino delle scelte sbagliate per  mantenere  il  controllo  sulla  propria  posizione  di  comando,  e  poi  una  volta  usciti  fuori  da  lì  era  difficile  dimostrare  al  momento  opportuno  ciò  che  si  provava, ma questo non significava che Robin non sentisse  cose dentro di sé.

Logan, Sebastian, Robin, Bernadette, Estele… Ognuno di loro è fondamentale in questa storia. Non posso raccontarvi altro dei protagonisti, perché vi anticiperei colpi di scena inaspettati e tanti bei momenti, ma fidatevi di me quando vi dico che l’ho divorato in una notte.
L’intreccio creato dalle due diverse storie rende tutto ancor più coinvolgente. Riuscire ad intuire alcune cose senza poterne avere la certezza fino alla fine mi ha spinta a terminare il libro il prima possibile. Volevo conoscere la verità, sapere chi aveva davvero fatto cosa e soprattutto volevo sapere se il duo per cui ho fatto il tifo sin dal secondo capitolo era davvero una coppia o lo sarebbe mai diventata.

Si  rifiutò  di  perdere  tempo  a  mandare  tutto  al  diavolo e preferì concentrarsi a muovere il corpo contro quello della ragazza,  scambiando con lei delle occhiate languide piene di sottintesi, mentre le mani  dell’una si posavano sulla pelle scoperta dell’altra in maniera poco innocente  e casuale.

Per chi come me ha amato serie come Hunger Games o Divergent, non può certo perdersi “La casa degli specchi”. Per quanto io abbia apprezzato quelle serie, questa ha un qualcosa in più. Non so se siano le descrizioni, la struttura sociale, i personaggi stessi, o tutto ciò, ma c’è qualcosa in questo libro che mi ha catturata e non mi ha lasciata andare fino alla fine.

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Sulle orme dei poeti” – Mary Durante

Titolo: Sulle orme dei poeti
Autore: Mary Durante
Serie: Shadows #3
Genere: Contemporaneo, BDSM, Distopico
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,10€
Link all’acquisto: Sulle orme dei poeti

SINOSSI

Aiden Cavendish odia essere un sub. Odia essere considerato fragile o inferiore, odia il modo in cui la società tratta quelli come lui, odia gli stereotipi in cui vorrebbero farlo ricadere.
Per dimostrare quanto tutti si sbagliassero, ha maturato un carattere freddo e scostante, rifiutando la debolezza delle emozioni e lasciando che fossero solo i suoi poeti preferiti a fargli sperimentare su carta ciò che non si concedeva di provare sulla sua stessa pelle; ma una simile vita all’insegna della razionalità è destinata a stravolgersi, quando suo padre assolda una guardia del corpo che lo accompagni durante un viaggio di lavoro.
Morgan Ward è un uomo senza legami, un ex cecchino con problemi di alcolismo, una visione cinica del mondo e ben pochi scrupoli. È anche tutto ciò che Aiden ha sempre detestato in un Dom: un arrogante bastardo convinto di poter avere una qualche autorità su di lui solo in virtù delle reciproche inclinazioni.
Quando quell’uomo con il doppio dei suoi anni decide di accettare l’incarico di bodyguard, con l’unico scopo di sottometterlo, è come una dichiarazione di guerra.
E Aiden è pronto a usare ogni mezzo lecito e illecito per combatterlo.

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Desiderava il suo tocco, che fosse la sua mano o la sua bocca. E più di ogni altra cosa desiderava una guida, qualcuno che prendesse in mano il controllo, e di nuovo si dimostrasse in grado di infliggergli dolore o piacere secondo la propria volontà.

Oggi vi parlo di “Sulle orme dei poeti”, terzo volume della serie “Shadows” di Mary Durante. Ho letto tutti i libri pubblicati da quest’autrice, sia self che con la Quixote Edizioni ed ogni volta mi sono innamorata delle sue storie. La caratterizzazione dei personaggi, sempre così precisa ed esaustiva, e le descrizioni delle scene di sesso o BDSM, come in questo caso, sono eccitanti e coinvolgenti.

TAVOLA MARY DURANTE
Manuela Soriani
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Aiden e Morgan sono due personaggi controversi, complessi e molto diversi.
Aiden con il suo atteggiamento impeccabile e sempre in grado di dire la cosa al momento giusto. Mostra spesso quanto la sua naturale di sub lo metta in difficoltà. Ho apprezzato moltissimo il suo personaggio, molto più di quanto mi sarei mai aspettata. L’affetto che lo legava a sua madre, il suo rapporto difficile con il padre ed il “patto” che stringe con Morgan, dopo una folle notte di sesso.  I suoi comportamenti rispecchiano sempre alla perfezione il personaggio.

Lui avrebbe voluto ridere, perché non c’era alcuna disfunzione, aveva solo deciso di non piegarsi, né alle sue emozioni né al suo istinto, e di allenarsi giorno dopo giorno per controllare ogni minima reazione con cui il suo subconscio avrebbe voluto rivelare le debolezze insite nella sua inclinazione; ma gli era risultato più semplice assecondarli e comportarsi nel modo che si aspettavano da lui, al posto di spiegare qualcosa che non avrebbero compreso.

Morgan è uno dei personaggi più discutibili di cui io abbia mai letto. Mary ha la capacità di farmi amare anche quei personaggi con cui non riesco ad entrare completamente in sintonia. A differenza di Aiden, ho avuto più difficoltà a comprendere Morgan. La grande differenza di età che li separa ed il suo passato, così diverso da quello del giovane, in un primo momento mi hanno fatto venire qualche dubbio. Successivamente però ho compreso che l’autrice non avrebbe potuto caratterizzarlo in un modo ancor più perfetto di questo.

Solo che poi le cose non erano andate come si aspettava, perché il moccioso aveva saputo alzarsi. Non era andato in pezzi, o se lo aveva fatto era anche stato in grado di ricostruire se stesso, fino a non mostrare più nemmeno una crepa. Il suo pugno era stato una dichiarazione ancora più lampante delle sue parole, la prova che quella parentesi di sottomissione non fosse stata sufficiente a stravolgerlo.

Mi è piaciuto molto anche Alan, il padre di Aiden, poter leggere gli eventi descritti secondo il suo punto di vista mi ha aiutato moltissimo ad entrare nella storia.
Il legame che si crea tra Aiden e Morgan mi ha sorpresa molto. Ho sperato andasse diversamente in alcuni momenti.
Come sempre Mary Durante mi ha soddisfatta e non vedo l’ora esca il prossimo volume, sono rimasta con molti interrogativi che non vedono l’ora di avere risposta.
Le vicende che leggerete in questo volume si svolgono durante il secondo libro della stessa serie, che racconta la storia di Matt e Lucifer, due personaggi che anche se solo in piccolissima parte, vengono nominati anche in questo libro.
Di seguito potete osservare una delle tavole create da Manuela Soriani per questo volume. Spero vi innamorerete come me di Adi e Morgan e dei suoi disegni!

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Necropoli” – Jordan L. Hawk

Titolo: Necropoli
Autore: Jordan L. Hawk
Serie: Whyborne & Griffin #4
Genere: Horror, Distopico, Suspance
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Necropoli

SINOSSI

L’introverso studioso Percival Endicott Whyborne ha passato gli ultimi mesi guardando il suo compagno, Griffin Flaherty, venire a patti con il rifiuto della sua famiglia adottiva. Perciò, quando un telegramma urgente di Christine li convoca in Egitto, Whyborne è riluttante a rischiare la fragile tranquillità che sono riusciti a creare. Fino a quando uno sconosciuto, che sembra più bestia che uomo, cerca di ucciderlo al museo.
Tra antiche rovine dell’epoca dei faraoni, dovranno raggiungere Christine e affrontare tradimenti, omicidi e una strega leggendaria tornata dal regno dei morti. Nel terribile calore del deserto, il trio dovrà affrontare le loro paure e combattere unito… o il loro legame verrà distrutto per sempre.

Lady Marmelade2

È passato poco più di un anno dall’uscita del primo volume di questa serie che sta diventando sempre più emozionante, adrenalinica, a tratti inquietante, e sempre più avvincente!
Stavolta la storia si sposta oltre oceano, per la precisione in Egitto, il terreno più congeniale alla Dottoressa Putnam: Christine e il suo lavoro da archeologa sono il cardine su cui si basa questa nuova avventura esoterica.
Questo capovolgimento di fronte ci da l’occasione di sapere qualcosa di più sul passato della migliore amica di Whyborne, del motivo per cui si è allontanata dalla famiglia e introduce un personaggio molto, molto interessante, che forse metterà in crisi la “singletudine” della bella, volitiva, coraggiosa e senza paura Dottoressa!
Ho trovato molte similitudini tra questo libro e una famosa duologia di film recenti incentrati sulla figura dei sacerdoti oscuri dell’antico Egitto: mi riferisco ai primi due film della serie “La Mummia”, ma forse perché me li sono guardata tipo… tremila volte?! I miei gusti cinematografici spaziano molto, come per i libri, ma la mia non vuol essere una critica, anzi mi ha fatto venire voglia di rivedere il film con Brendan Fraser ancora una volta!
Il libro come sempre si legge da solo; identificarmi con Christine mi risulta sempre più facile e sono felicissima della sua presenza nella serie: è la spalla ideale per Whyborne, sono il grillo parlante l’uno dell’altra, due amici con la A maiuscola, che si strozzerebbero volentieri ogni tre per due, ma sempre pronti a difendere l’amico con le unghie e coi denti! Beh, nel caso di Christine con la sua fedele carabina!
Stavolta però è Christine che chiede aiuto alla coppia di investigatori dell’occulto:

«Se vogliamo essere onesti, se Christine non può gestirlo da sola, significa che il problema non può essere risolto sparandogli o prendendolo a badilate in testa,» precisai, ma sentendo già il cuore più leggero.

«Essendo una nota zitella, ogni fannullone e ubriacone del paese si sente in dovere di scrivermi, elogiando le proprie virtù e chiedendo la mia mano. Guarda, questo qui ha persino mandato una foto.»

Ci eravamo sempre capiti tra noi, forse meglio di chiunque altro. Nessuno dei due sembrava in grado di corrispondere alle aspettative della società, ma mi piaceva credere che un intelletto affine contribuisse a unirci quanto il nostro status di outsider.

Pensavate forse che Griffin potesse lasciare da solo il suo grande amore? Certo che no, ormai i due sono una coppia affiatata, sia in camera da letto che durante le battaglie contro le misteriose creature che sembrano trovare sempre una scusa per finire sul cammino di Whyborne:

«Mi piace sentirti parlare del nostro futuro,» ammise. «Mi fa sentire… non saprei come dirlo, esattamente. Desiderato. Permanente.»

«Christine è anche mia amica e non ho intenzione di abbandonarla.» Sollevando le nostre mani giunte, posò un bacio sulle mie nocche e aggiunse: «E poi, ho unito il mio destino al tuo, ricordi? Dove vai tu, vado anch’io.»
Il mio petto sembrava improvvisamente troppo piccolo per il mio cuore. Mi sporsi in avanti e appoggiai la fronte alla sua.

Whyborne si sente ancora molto inadeguato rispetto al compagno; Griffin continua a ripetergli quanto in verità lui sia affascinante, carismatico e degno di ammirazione altrui, ma il timido studioso è ancora lontano dal sentirsi sicuro di se stesso. I dubbi di non essere mai abbastanza per Griffin sono ancora molto radicati nella sua testa:

La nostra relazione nell’ombra non era abbastanza. Come potevo sperare che ripetesse la medesima scelta una seconda volta? Era la mia roccia. La mia anima. Arricchiva così tanto la mia vita, ma io non facevo che impoverire la sua.

Il riservato, solitario, asociale Whyborne sta diventando sempre più potente; il fascino che il misterioso libro di incantesimi, giunto misteriosamente tra le sue mani, esercita su di lui, corre il rischio di intromettersi nella sua  vita amorosa, ma non temete perché Griffin non vuole assolutamente rinunciare a lui. Griffin è ogni giorno di più l’ancora che tiene il professore ancorato al mondo reale; il rischio e il fascino di diventare uno stregone a pieno titolo sono dietro l’angolo…
La dichiarazione d’amore di Griffin al suo Whyborne è davvero spettacolare:

«Eri così freddo e distaccato quando ti ho conosciuto. Ghiacciato, e io non desideravo altro che riscaldarti, per rivelare il fuoco che bruciava al tuo interno. […] Profumi come il vento fresco dell’oceano. Come sale e ambra grigia.» Fece scorrere una mano lungo i bottoni della mia camicia. «Come casa. Come ogni cosa buona che c’è al mondo.»

Riusciranno i nostri eroi a portare a casa la pelle anche stavolta?
Ma certo che sì, grazie alla mitica Daisy!

«Che nome assurdo per #####» aveva commentato Christine, mentre il suo ##### si risollevava da terra.
«A me e Daisy non importa,» avevo risposo altezzoso. Avevamo ignorato anche l’espressione esasperata di Griffin.

Quei ##### non sono lì a caso. Non volevo svelarvi troppo! Chi è Daisy? Beh, Daisy è l’arma segreta di Whyborne, personalmente credo che sia anche un po’ innamorata di lui, e per scoprire chi sia non vi resta che leggere il libro!

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Cani e Lupi” – T. A. Moore

Titolo: Cani e Lupi
Autore: T. A. Moore
Serie: Wolf Winter #1
Genere: Urban Fantasy, Distopico
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,17€
Link all’acquisto: Cani e lupi

SINOSSI

Il mondo non finisce con uno schianto, ma con un diluvio. I tornado invadono il cuore di Londra, New York soffoca sotto un’ondata di calore che fa sciogliere persino l’asfalto, mentre la Russia congela sotto uno spesso strato di permafrost. All’inizio le persone si uniscono, paracadutando aiuti dal cielo e facendo evacuare la popolazione, ma il clima non fa che peggiorare.
A Durham, il mite professore universitario Danny Fennick si prepara ad affrontare la tempesta. È cresciuto nelle Highlands scozzesi, perciò ha già vissuto inverni rigidi in passato. Inoltre, ha un vantaggio. È un lupo mutaforma. O, per essere precisi, un cane mutaforma. Meno impressionante, ma sempre utile.
Tuttavia gli altri lupi mutaforma non credono che quello sia un inverno qualsiasi e stanno attraversando il Vallo per marcare il loro nuovo territorio. Tra loro ci sono l’ex di Danny, Jack, Principe Ereditario del branco del Numitor, inseguito dal fratello che vuole ucciderlo.
L’inverno dei lupi non è bianco. È rosso come il sangue.

Lady Marmelade2

Appena letta la sinossi del libro non sapevo bene cosa aspettarmi: un urban fantasy o un distopico? Si parlava di lupi, cani e sconvolgimenti climatici e l’ambientazione era davvero suggestiva, visto che la storia di questo clan di mutaforma affonda le sue radici all’epoca dei romani e dell’imperatore Adriano.
Sono pochi i generi che non riesco a leggere, amo sia gli urban che i distopico, quindi mi ci sono buttata senza problemi.
È il secondo libro di questa autrice che leggo, il primo era stato una commedia romantica, questo invece è del tutto differente.
La capacità descrittiva dell’autrice è stata talmente potente che mi sembrava di sentire davvero il gelo sulla pelle come descritto nel libro.
Un libro che a tratti scivola anche nell’horror, visto il continuo ritrovamento di cadaveri orribilmente mutilati da una creatura letale e misteriosa.
I paesaggi brulli e spazzati dal vento delle Highland Scozzesi mi hanno sempre affascinato, così come i miti e le leggende che sono nati in quel territorio.
Ho trovato molto originale l’aver legato la storia del Vallo di Adrianoa una maledizione che incombe sul clan dei lupi di cui fa parte Jack, uno dei protagonisti della storia.
Jack è il principe dei lupi, l’edere designato a divenire il nuovo capo, ma sulla sua strada c’è il fratello gemello e un piccolo problema tecnico: Jack non avrà mai eredi, visto che rifiuta di accoppiarsi con le femmine, dato il suo essere gay. È giunto il momento di decidere chi tra lui è il fratello sarà il successore del Numitor, e un Numitor sterile non ha senso di esistere:

Barcollò e cadde in ginocchio sul terreno duro, passandosi una mano sulla faccia. Esiliato. Solo. Quel pensiero gli riempiva il petto di rabbia e di una paura calda, vischiosa. In tutta la sua vita non era mai stato solo. Non sapeva nemmeno come si facesse.

Jack non ha intenzione di rinnegare se stesso e preferisce subire l’esilio che piegarsi al volere de padre. Ora però è solo, e non può rimanerlo; i lupi sono animali sociali e hanno bisogno del branco per mantenere la loro sanità mentale e sentirsi protetti. C’è una speranza per lui; un giovane membro del clan si era allontanato anni fa, il giovane Danny che si è costruito una vita all’apparenza felice tra gli esseri umani, forse perché essendo un mezzo sangue, si sente più attratto dagli umani che dai lupi:

Però aveva fatto tutto il possibile per allontanarsi dal branco, da sua madre, dai suoi fratelli e da tutti i cugini, dagli zii, dai parenti di chissà quale grado, dai secondi cugini per matrimonio. Da Jack. Il branco li faceva sentire al sicuro, ma era anche chiuso, elitario, e spesso crudele.

Danny è un cane mutaforma sbeffeggiato dal suo clan, da sempre considerato solo un animale da compagnia, con cui giocare e utile solo per scaldare il letto. Logico che sia scappato dalla famiglia per cercare la felicità tra gli umani, eppure anche lì sembra non trovare pace. Far finta di reprimere il suo lato selvaggio non è stata una bella idea, e ora che Jack è sulle sue tracce la sua parte animale sta riaffiorando:

In due avrebbero formato un branco piccolo, ma pur sempre un branco. Jack non sarebbe stato solo, e Danny sarebbe stato al sicuro. Si passò una mano sul mento, sentendo i corti peli della barba sul palmo, e piegò le labbra in un’espressione beffarda. Ora non gli restava altro che convincerlo.

Devo dire che a tratti l’arroganza al limite della violenza fisica di Jack mi ha un po’ disturbato, mi piacciono i personaggi forti, ma così aggressivi faccio un po’ fatica a digerirli. Del resto però Jack è un principe fiero e testardo, cresciuto per comandare un clan e credo che sia stato creato di proposito così ai limiti dell’antipatia. Jack è un lupo enorme quando si ricopre di pelliccia, cosa che ci da ancora più idea della sua potenza e del suo potere.
Dall’altro lato Danny è dolce e remissivo, fisicamente più alto di Jack, ma costretto ad abbassare lo sguardo tutte le volte che incrocia quello dell’altro in segno di rispetto e sottomissione. Eppure il suo essere dolce è la sua arma migliore, perché Jack farebbe di tutto per tenerlo al sicuro, persino uccidere il fratello e chiunque voglia fargli del male. Ma non preoccupatevi troppo per lui, Danny è più forte di quel che pensiate e ha una lingua davvero tagliente, visto che è l’unico che non le manda a dire a Jack:

Con Danny… A Jack piaceva. Gli era sempre piaciuto. Gli piaceva che pronunciasse a voce alta tutti i pensieri irriverenti che gli passavano per la testa, e che i suoi occhi esprimessero tutti quelli eccitati.

Un libro davvero molto particolare che non so davvero come verrà accolto, ma che a me è piaciuto e di cui ora aspetto il seguito, che avrà protagonisti diversi, ma che sono sicura riprenderà gli interrogativi rimasti senza risposta di questo primo capitolo.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Segnalazione “Dietro una porta chiusa” – Mary Durante

Dietro una porta chiusa Ebook DEFTitolo: Dietro una porta chiusa
Autrice: Mary Durante
Cover artist: Angelice Graphics and Book cover Designer
Data di pubblicazione: 15 settembre 2018
Genere: MM Omegaverse distopico, autoconclusivo
Lunghezza: 449 pagine (+90k parole)
Prezzo: € 3,99 su Amazon (disponibile con KU)

SINOSSI

Ogni Omega avrà un Alpha come suo padrone, che lo guiderà, lo proteggerà e gli darà il suo amore.

A ventiquattro anni e dopo aver già conosciuto il lato più oscuro dell’asservimento, Lorence sa che è una bugia. La verità è che gli Alpha sono al potere e che gli Omega, soprattutto quelli danneggiati come lui, non possono fare altro che sperare nella loro clemenza.
Quando viene comprato per un importante ufficiale dell’esercito, il suo piano è semplice: obbedire a ogni suo minimo ordine, renderlo felice ed essere una presenza piacevole ma abbastanza discreta da non diventare qualcuno su cui sfogare il proprio malumore. Ma anni interi trascorsi a vivere come un giocattolo di bell’aspetto, da utilizzare per qualche mese e poi gettare via, non sono riusciti a renderlo insensibile come sperava.
Nei panni di un regalo non voluto, alle prese con un uomo capace di scoppi di collera inaspettati e di silenzi ancora peggiori, si ritrova nella spaventosa situazione di non avere più alcun punto di riferimento. Perché Roy, l’Alpha che lo possiede, ha dei segreti. E forse, per scoprire cosa si nasconde dietro ai suoi occhi tristi e alla sua gelida indifferenza, Lorence è pronto ad aprire una porta che dovrebbe rimanere chiusa.

Nota: Storia a tematica Omegaverse, presenza di tematiche quali schiavitù e abusi passati. Niente m-preg.

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Recensione in anteprima “Statico” – L. A. Witt

cover500-6Titolo: Statico
Autore: L. A. Witt
Genere: Paranormal, Dispotico, Fantascienza
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Statico

SINOSSI

Durante i due anni passati insieme, Alex ha sempre temuto il momento in cui Damon avrebbe scoperto la verità, ovvero che lei è un mutagenere, quella piccola percentuale della popolazione in grado di cambiare sesso a piacere. Grazie a un impianto che le è stato messo contro la sua volontà, però, Alex si risveglia improvvisamente statico, ovvero non riesce più a cambiare da un genere all’altro, e bloccato nella sua forma maschile. Nel giro di una notte, la sua doppia natura viene rivelata a un mondo che non capisce né tollera quelli come lui… e al suo fidanzato eterosessuale.
Damon rimane sbalordito nello scoprire che la sua ragazza è un mutagenere e si spaventa a morte per i notevoli rischi a cui la espone l’impianto che le è stato imposto. Si rifiuta di abbandonarla, ma che ne sarà della loro relazione? Lui è etero e Alex è intrappolata nella sua forma maschile, perché rimuovere l’impianto è troppo costoso e pericoloso.
Derubato di metà della propria identità e costretto ad affrontare complesse conseguenze fisiche e sociali, Alex ha bisogno più che mai di Damon, ma non vede una via d’uscita da quella situazione.
Specialmente se sarà costretto a restare statico per sempre.

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Ormai dovrei essermi abituata alla vastità e varietà del potenziale letterario di L.A. Witt, eppure tutte le volte questa autrice riesce a stupirmi, lasciarmi senza parole e mettermi in testa una serie di domande infinite.
Tutte le volte che ho per le mani un suo libri dico a me stessa di andarci piano, di centellinare le pagine, ma non c’è niente da fare: appena comincio la lettura è impossibile mettere da parte il libro e dedicarmi a qualsiasi altra cosa. Anche stavolta il copione è stato lo stesso.
Nelle ultime pagine del libro la Witt stessa ci racconta il perché della stesura di questa storia, un’altra dimostrazione del genio di questa donna che, partendo da uno spunto del suo vissuto personale, da vita a due personaggi che non potrete non amare.
Quando si legge un libro si sceglie quasi sempre un preferito, che può essere uno dei protagonisti ma anche uno dei personaggi minori: stavolta per me non c’è stata storia ho amato Damon e Alex dalla prima all’ultima pagina! Mi sono immersa nel loro mondo dalla testa ai piedi, era impossibile restare in disparte a criticare le scelte di Alex o mettere in dubbio i sentimenti di Damon. Mi hanno investita in pieno in un crescendo senza fine, che mi ha traghettato verso un finale che qualcuno forse troverà scontato, ma che io considero l’unico possibile per dare un senso alla storia.
Dal punto di vista stilistico il libro ci viene narrato dal punto di vista di entrambi i protagonisti, in prima persona, scelta ottimale per far entrare il lettore in contatto con Damon e Alex. Non sono una lettrice che snobba la prima persona per la narrazione di un romanzo, anzi in alcuni casi lo preferisco alla terza persona perché mi fa entrare ancora più in empatia con chi narra e in questo caso si è rivelata la scelta più saggia.
Non fatevi spaventare dall’ambientazione distopica del romanzo; l’universo alternativo in cui è ambientata la storia è molto simile al nostro, molto credibile e non particolarmente tecnologico.
Damon e Alex si frequentano ormai da due anni; sono innamorati, felici, ma ci sono momenti in cui Alex diventa taciturna, passa dall’apatia alla depressione, finendo per rifugiarsi sempre più spesso nell’acool. Damon non riesce a capire perché la sua fidanzata si comporti così, soprattutto quando si parla di convivenza e matrimonio.
La ragione è semplice: Alex è un mutagenere, può essere uomo o donna a seconda di quello che il suo cervello decide al momento. Un dono, una capacità speciale oppure una maledizione? Solo Alex è in grado di spiegarci cosa significhi essere un mutagenre e come sia vivere nel continuo conflitto quotidiano, quando i tuoi genitori pretendono di sapere in che forma tu possa vivere meglio:

“Alcuni mutagenere sentivano il bisogno di cambiare solamente una volta ogni tanto, utilizzando un unico genere per la maggior parte del tempo. Altri avrebbero potuto anche essere statici: avevano l’abilità di cambiare, ma non il desiderio o il bisogno di farlo. Io ero per il cinquanta e cinquanta. Metà del tempo lo passavo come uomo, mente e corpo. L’altra metà come donna. Scegliere tra i due sarebbe stato impossibile. Cosa che costituiva un punto dolente, al momento, perché mi era stata tolta la possibilità di scegliere.”

Con un atto di estrema violenza i genitori di Alex gli hanno tolto la facoltà di mutare; è condannato a restare uomo per sempre e Damon non sa nulla della sua doppia natura:

“Avere l’impianto era una cosa. Avere la certezza di non poter cambiare era un’altra. Mi sentivo devastato. Mi era stata strappata via metà della mia identità. Amputata per il capriccio di qualcun altro. Separata da me grazie a quello che sembrava un taser interno…In altre circostanze, prima di andarsene mi avrebbe baciato, ma non mi aspettavo niente quella volta. Probabilmente neppure in futuro. Mi sentii accapponare la pelle. Ero qualcosa che neppure il mio stesso fidanzato osava toccare. ”

Damon è convinto di essere fidanzato con una bella ragazza dai lunghi capelli e occhi azzurri, certo più alta della media, sexy, divertente e piena di vita. Come reagirà alla verità?

“…Mi è difficile capire cosa stia provando. Io conosco solo la mia realtà di statico, non so cosa si provi a poter cambiare da maschio a femmina, o a desiderarlo.» «Non è un desiderio, dolcezza. È un bisogno.»”

La paura si sa è una cattiva consigliera, ma non biasimo Alex per aver taciuto il suo segreto a Damon e non biasimo nemmeno Damon per essersi preso tempo per metabolizzare la cosa. Il loro è stato un percorso di crescita duro, accellerato, ma fatto anche di piccoli gesti, trattato con tatto e delicatezza, senza bisogno di infarcire il romanzo di scene di sesso gratuite. Un imparare a conoscersi di nuovo, più che altro a scoprire cosa ci sia della “vecchia” Alex nel corpo di questo bellissimo e affranto ragazzo tradito dagli affetti più cari:

“Un altro piccolo segno che me lo faceva riconoscere immediatamente come Alex. Alex, che era in pericolo di vita. Alex, che potevo perdere in così tanti modi diversi in così poco tempo. Cazzo, mi veniva da vomitare… Amavo Alex e l’avrei sempre amata, ma non sapevo come amare lui. “C’è una parola utilizzata da Alex per definire sé stesso che mi ha comlpita nel profondo: CREATURA.

Siamo tutti creature: nessuno può dirci come ci dobbiamo sentire, chi dobbiamo amare, a quali stereotipi dobbiamo conformarci, eppure nel nostro subconscio veniamo bombardati da messaggi che ci vorrebbero omologati a seconda dello standard che va di moda. Ma siamo esseri umani, non siamo perfetti, anche se la perfezione sembra il modello a cui tutti debbano giungere. Cos’è la normalità? Siamo così belli nelle nostre imperfezioni, perché sinceramente non c’è nessuno che dovrebbe mai permettersi di dirci che non andiamo bene così come siamo.
Per fortuna Damon ci è arrivato alla svelta, ha visto oltre il velo, perché Alex è sempre stata/stato davanti ai suoi occhi:

“L’avevo cercata in ogni gesto e in ogni parola che lui aveva detto, ma eccola lì. Eccolo lì. Quello era l’Alex di cui mi ero innamorato, e che amavo ancora. Amavo lui come amavo lei, perché erano una cosa sola. Guardandolo in quel momento, mi chiesi come avessi fatto a non rendermene conto prima. Non m’importa se sei maschio, femmina o un po’ di tutte e due le cose. Non m’importa
se sei stonato come una campana. Sei bellissimo, Alex.”

DANONPERDERE