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Recensione “Bruto” – Kim Fielding

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Titolo: Bruto
Autore: Kim Fielding
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,37€
Link all’acquisto: Bruto

SINOSSI

Bruto conduce una vita solitaria in un mondo dove la magia è all’ordine del giorno. È un gigante di due metri e trenta di bruttezza e dai natali ignobili. Nessuno, incluso Bruto, si aspetta che lui sia più di un operaio. Ma gli eroi si presentano in tutte le forme e dimensioni e, dopo aver subito una mutilazione per salvare il principe, la vita di Bruto cambia bruscamente: è chiamato a servire al palazzo di Tellomer come guardia per un singolo detenuto. Sembra facile, ma si rivela essere la sfida della sua vita.
Le voci di palazzo dicono che il prigioniero, Gray Leynham, sia uno stregone e un traditore. Quel che è certo è che ha trascorso anni nello squallore: cieco, incatenato, reso quasi muto da una balbuzie estrema. Sogna la morte della gente, e quei sogni si avverano.
Mentre Bruto si abitua alla vita di palazzo e comincia a conoscere Gray, scopre anche il proprio valore, in primo luogo come amico e uomo, poi come amante. Ma Bruto impara anche che gli eroi, a volte, devono affrontare scelte difficili e che fare ciò che è giusto può portare nuovi pericoli.

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Bruto è ostracizzato dalla sua comunità a causa del suo aspetto: non ha un bel viso, e la sua mole di oltre due metri spaventa tutti, perciò è abituato a fare il suo lavoro – una sorta di mulo da soma per spostare i grossi massi che gli umani “normali” non riescono a muovere – e a concedersi una volta l’anno un po’ di contatto fisico in un bordello, dove però anche lì non sempre va come dovrebbe a causa della sua stazza imponente.
La sua vita cambia quando salva da morte certa il Principe Alfrid (ferendosi anche in maniera irreparabile), che lo ripaga portandolo via dal suo villaggio e rendendolo il guardiano (o carceriere, dipende da come la si vuole guardare) di Grey.
Grey è un Mago ed è diventato cieco a causa di un incantesimo. Quasi ogni notte sogna delle cose, e quelle cose sono delle premonizioni, motivo per cui è lì incarcerato. Bruto è messo di guardia e deve ascoltare bene tutto quello che il Mago dice e riportarlo al Re. Grey infatti è rinchiuso in quella stanza da moltissimo tempo ed è sempre stato trattato in maniera pietosa dai suoi guardiani. Perciò, quando comincia ad avere a che fare con Bruto, non si sente affatto rilassato in sua presenza.
Ma se c’è una cosa che il brutto aspetto del gigante cela, è la sua incredibile bontà d’animo. La sua dolcezza e la sua empatia verso il prossimo.
Grey imparerà presto che quel grosso individuo che gli porta i pasti non è cattivo come gli altri, e ben presto cominceranno a formare un legame sempre più stretto.
Ma che futuro possono avere con Grey rinchiuso lì? Il giovane Mago prova interesse per Bruto solo perché non può vederne il viso?
Sono tante le risposte da trovare, e c’è solo un modo per ottenerle: uscire da quella stanza e correre verso la libertà.
Bruto” è un romanzo bellissimo. Il primo che lessi di Kim Fielding, e sin da subito mi innamorai della sua scrittura, dei suoi personaggi, della straordinaria fragilità che mostrano senza rendersi mai delle macchiette di cattivo gusto.
Bruto è un personaggio che rispecchia moltissimo la civiltà in cui viviamo adesso: tutto è basato sulle apparenze, e spesso lì ci si ferma, senza pensare a che caleidoscopio meraviglioso e sfaccettato ci sia all’interno del cuore e dell’anima di ognuno di noi.
Sei brutto fuori? Allora non meriti la mia attenzione e il mio tempo. Questo è assurdo, ma purtroppo è quello che succede spesso e volentieri.
Così si sente quotidianamente Bruto, scansato dagli altri solo perché non è abbastanza bello da essere una piacevole visione. Nessuno si preoccupa di scoprire quanto il suo animo puro sia migliore di quello di tutti loro messi insieme.
Benché anche Grey sia un personaggio chiaramente importante nel libro e fondamentalmente il fulcro non solo del cambiamento di Bruto ma anche delle dinamiche della storia, è Bruto quello che veramente mi è rimasto nel cuore.
In un’ambientazione tra il Medioevo e il Fantasy, conosciamo un mondo magico e al contempo crudele in cui una persona dal cuore buono deve sentirsi dare del “bruto” (perché sì, questo non è il suo vero nome) ed essere giudicato solo dal suo aspetto esteriore, dimostrando che non importa il secolo: l’essere umano sa essere ignorante e mentalmente chiuso a prescindere.
Un romanzo dolce, malinconico e pieno di speranza sulla capacità straordinaria degli esseri umani di trovare la forza dentro i loro cuori per rialzarsi sempre, anche quando la situazione sembra disperata, anche quando sono così stanchi da non farcela più. Se si ha vicino qualcuno che crede in noi, troveremo sempre la forza di mostrare agli altri quanto siamo speciali.

4.5

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Recensione in anteprima “Pessima compagnia” – K. A. Mitchell

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Titolo: Pessima compagnia
Autore: K. A. Mitchell
Serie: Storie di Baltimora #1
Genere:  Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,28€
Link all’acquisto: Pessima compagnia

SINOSSI

Ci sono cose più dolci della vendetta.

“Mi serve un fidanzato.”

Non sono certo queste parole a spingere Nate ad aiutare il suo molto etero, molto-ex migliore amico. Non solo il padre di Kellan Brooks, nella sua corsa verso il potere, ha distrutto la sua famiglia, ma lo stesso Kellan gli ha spezzato il cuore al liceo. Pensando di poter confidare al suo migliore amico il timore di essere gay, Nate ha fatto un terribile errore, diventando invece lo zimbello di tutta la scuola. Kellan dev’essere davvero disperato per rivolgersi a lui adesso.
Kellan è stanco di permettere al padre di gestirgli la vita e vuole fargliela pagare per averlo messo alla porta. Quale modo migliore per tormentare quel bigotto che dichiararsi omosessuale, fingendosi inoltre innamorato proprio del figlio dell’uomo che suo padre ha schiacciato pur di ottenere soldi e potere? Tuttavia, Kellan non se la sente di biasimare Nate per non voler avere niente a che fare con lui. Dovrà convincerlo a stare al gioco, ma sarà ancora più difficile convincere se stesso che l’elettricità che avverte tra loro è tutta una finta…

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Prima lettura positiva del 2020, non il massimo della votazione ma mi è piaciuta.
Qualcosa di già letto? Forse, però le storie che hanno per protagonisti personaggi che già si conoscono o amici d’infanzia, sono sempre ben liete nella mia lista di letture.
Una lettura a tratti malinconia, fresca e divertente, visto il carattere solare di Kellan – non si abbatte mai il ragazzo, nemmeno ora che è stato sbattuto fuori di casa dal ricchissimo padre, gli sono state congelate le carte di credito, il conto corrente e requisito il telefono!
Ma ve lo immaginate uno che è sempre vissuto nel lusso, andare a comprare abiti usati e biancheria intima fallata? Chi non naviga nell’oro ma conduce una vita “normale”, nel senso che sta nella media, un tetto sopra la testa e uno stipendio fisso ce l’ha, è portato a fantasticare su cosa farebbe se avesse un budget illimitato, ma pochi si mettono nei panni di chi ha perso tutto e si ritrova all’improvviso un senza tetto.
L’essere umano di per sé cerca sempre di migliorarsi, vuole sempre di più è quindi normale provare un po’ di gelosia o invidia nei confronti di chi ha davvero tanto; il detto “I soldi non fanno la felicità” lo conosciamo tutti: sarà anche vero, ma penso anche che i soldi aiutino molto!
Come vi dicevo Kellan al momento è senza un dollaro, possiede solo i vestiti che ha addosso – che tra l’altro cominciano a puzzare, non ha un lavoro, visto che non ha mai lavorato in vita sua, spendendo e spandendo i soldi del ricco genitore, ma ha una dote nascosta: la negoziazione…
Già, Kellan il play boy sciupafemmine incallito, è disposto a “barattare” la sua virtù – il suo lato B per capirci meglio, all’amico d’infanzia, il riservato e integerrimo giornalista Nate, che ha un conto in sospeso con il padre di Kellan.
Nate considera il padre di Kellan l’unico responsabile di tutti i suoi guai familiari: sono anni che medita giustizia per i torti subiti dalla sua famiglia. Inoltre ha un piccolo conto in sospeso anche con Kellan stesso, visto che quello che era una volta il suo migliore amico, ha impiegato trenta secondi netti a voltargli le spalle appena ha saputo della sua omosessualità.
Sono passati tanti anni dall’ultima volta che si sono visti, entrambi non hanno dimenticato la loro amicizia, il loro passato, tanto che la prima persona a cui ha chiesto aiuto Kellan è stata proprio Nate.
Kellan non la racconta giusta, c’è qualcosa nel suo passato che l’ha allontanato da Nate, ma ora non ha più nulla da perdere ed è disposto a tutto pur di dimostrare all’amico che non è più lo stesso “cazzone” di una volta.
Kellan è disposto davvero a tutto? Uno che ha sempre avuto un debole per le curve femminili, davvero arriverà fino in fondo con il perplesso Nate?
Chissà, forse Kellan è davvero B-curioso:

Kellan non ricordava di avere mai provato tanto interesse per l’ansito strappato alla gola tesa e allungata di un maschio.

Kellan è una continua fonte di stress per il povero Nate; da sempre ne è innamorato e ritrovarselo sempre mezzo nudo per casa non fa che aumentare la sua frustrazione. Nate è diventato un salutista negli anni trascorsi lontano da Kellan, un vegetariano convinto: l’unica carne ammessa in casa è per la sua coinquilina, la gatta Quan Yin, quindi in teoria la meditazione dovrebbe aiutare:

Nate trasse un respiro profondo. Cercava di individuare il proprio centro, il proprio chi o comunque si chiamasse la cazzo di cosa che non riusciva a mai a trovare quando faceva meditazione, perché passare così tanto tempo in compagnia dei propri pensieri gli faceva venire voglia di spararsi.

Nate mi ha fatto tanta tenerezza: passa tutto il suo tempo a sentirsi in colpa per avere quasi ceduto a prendersi la virtù di Kellan e, per l’altra metà, a mettere un freno ai buffi tentativi di Kellan di sedurlo.
Le loro schermaglie sono davvero molto divertenti, Kellan è davvero un buffone, che non sa tenersi un lavoro, che non è qualificato per nessun lavoro, ma ha un buon cuore, al contrario del genitore. Ora che ha una scusa per stare fra i piedi a Nate, vuole davvero vedere come sarebbero potute andare le cose:

Tagliare Nate fuori dalla sua vita una volta era stato difficile. Farlo adesso gli avrebbe lasciato una cicatrice più grossa, una che il suo cervello sarebbe tornato a tormentare ogni volta che lui fosse stato solo.

Il romanzo non cade mai troppo nel dramma, è più una commedia romantica, grazie anche alla presenza di Eli, lo pseudo collega fotografo di Nate. In verità Nate dovrebbe essere il capo di Eli, ma i due hanno avuto anche una mezza storia appena l ragazzo è arrivato alla rivista dove lavora Nate, e si può dire che lo abbia adottato! Eli è un piccoletto tutto pepe, con passato molto duro alle spalle, ma lui non si è mai fatto fermare dalla cattiveria della gente, anche quando “la gente” è la tua stessa famiglia.
Spesso il primo libro di una serie mi piace meno dei suoi seguiti, sarà anche questo il caso? Perché il secondo libro della serie è su Eli e sono davvero curiosa di leggere la sua storia.

3.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Must Read 2019: le migliori letture del blog

Per concludere l’anno in bellezza, abbiamo pensato di chiamare a raccolta tutto lo staff e creare per ognuna delle nostre ragazze, una top 3 dei migliori libri letti (e recensiti per il blog) quest’anno. Quelli che ci sono rimasti nel cuore in modo speciale e che ci hanno emozionato profondamente, a volte fino alle lacrime.
Queste sono le nostre classifiche! Enjoy!
(cliccando sulle cover, entrerete nelle recensioni)

FRANCESCA

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LADY MARMELADE

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EVELYNE

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ADELESH

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HIKARU

Rosalie Hawks 41ReNke+52L Sara Santinato

TFPEEEL

Jane Seville Enys L Z Daniela Barisone & Juls S K Vernet

All’anno prossimo con le nuove letture e le nostre recensioni.
Vi ricordiamo che potete trovarci anche sulla nostra Pagina FacebookInstagramTwitter e ovviamente Goodreads!

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Recensione in anteprima “Un cuore di vetro” – Ari McKay

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Titolo: Un cuore di vetro
Autore: Ari McKay
Serie: Avvocati Innamorati #3
Genere: Contemporaneo, Festività
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 4,52€
Link all’acquisto: Un cuore di vetro

SINOSSI

La paura di essere come il padre fedifrago ha portato l’avvocato Asher Caldwell a costruire una barriera attorno al proprio cuore. Riuscirà l’ex procuratore distrettuale Zach Richardson ad abbattere quei muri per liberare l’uomo passionale che si nasconde dietro allo stacanovista con la fobia di impegnarsi. Oppure sarà la gelosia di Zach a distruggere ciò che stanno cercando di costruire?
Una nuova vita e un nuovo amore: è quello che Zach spera di trovare quando lascia l’ufficio del procuratore distrettuale e permette agli amici di trasformarlo. Ma l’esperimento sarà riuscito? Il suo nuovo aspetto attira l’attenzione di Asher Caldwell, il suo capo. Zach ha una cotta segreta per lui e un incontro fortuito porta a un gioco di seduzione, e a uno scambio di identità. Purtroppo, e con orrore, Zach scopre che l’uomo lo credeva un escort a pagamento. Asher, dal canto suo, è mortificato di aver fatto sesso con un dipendente. Ciò nonostante, la notte passata insieme ha significato molto per entrambi, tanto che vogliono provare a frequentarsi. C’è una possibilità che la loro storia d’amore funzioni, ma Zach dovrà convincersi che ad Asher basterà l’amore di un solo uomo e imparare a fidarsi di lui… e Asher dovrà imparare a fidarsi di sé stesso.

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Un altro piacevole libro a tema natalizio mi ha tenuto compagnia in queste fredde sere.
Amo l’inverno, anche se non è ancora arrivato ufficialmente, meno il Natale, non a caso sono la pecora nera del blog!
Questo libro però lascia il Natale in secondo piano a mio parere, concentrandosi invece sul passato solitario di Asher e la voglia di essere visto e notato del timido Zach.
Zach è rimasto folgorato dalla bellezza e intelligenza di Asher; ha deciso di lasciare l’Accusa e passare alle Difesa proprio durante un processo in cui era l’antagonista di Asher.
L’aspetto dimesso dietro al quale si nasconde ha le ore contate perché ha finalmente deciso di affidarsi alle adorabili cure dei suoi migliori amici e nuovi colleghi, che lo aiuteranno a cambiare look da capo a piedi: nuovi vestiti, nuovo taglio di capelli, lenti a contatto e iniezione di autostima! Ammettiamolo tutti: non c’è niente di meglio che circondarsi di amici sinceri che ti “aiutano” a far emergere la tua bellezza esteriore che hai sempre trascurato.
Le mie amiche sono delle perfide streghe linguacciute, curiosissime e critiche, ma se mi vedono con un vestito che mi sta male, non mi fanno uscire di casa perché mi vogliono bene!
Più o meno tutti inseguiamo un ideale di bellezza; esiste la bellezza assoluta, che tutti riescono a vedere perché palese, che cambia a seconda del periodo storico in cui si vive, ma poi c’è una bellezza relativa, visibile solo per qualcuno, perché quello che magari piace a me, qualcosa o qualcuno che io trovo bellissimo ma che non piace ad altri. E mi riferisco sempre alle mie perfide amiche e agli uomini che ci interessano: ma ben venga! Sennò sai che guerra sarebbe! Sai che noia…
Una volta ho letto: “ Le imperfezioni rendono l’arte eccelsa”, e per me lo si può applicare alle all’aspetto fisico, perché ci rende ognuno unico.
Sono dell’idea che tutti con il giusto aiuto possono migliorare il proprio aspetto fisico; anche se non si è degli Adoni, con un fisico e/o viso perfetto, di sicuro abbiamo qualcosa tutti su cui puntare: gli occhi, le mani, le spalle, poco importa cosa sia, l’importate è avere due fate madrine, o “padrine”, che lo portino alla luce – nel caso di Zach sono un paio di ragazzi dolcissimi e un paio di pantaloni molto stretti!- e il gioco è fatto!
Il risultato ha spiazzato tutti, anche Asher, che non aveva proprio riconosciuto uno dei suoi dipendenti, anzi lo ha preso per un “professionista” al loro primo infuocato incontro…
Da bravo avvocato, una volta svelato l’equivoco, è arrivato il momento per Asher di decidere se tagliare con la solitudine che ha segnato il suo passato, e aprirsi al dolcissimo Zach:

Zach era sembrato un pacchetto perfetto ed eccitante, ma quel giorno era qualcuno con cui Asher avrebbe potuto raggomitolarsi sul divano per condividere il giornale della domenica.
Immaginò Zach su un lato del suo divano, le ginocchia sollevate e una tazza di caffè in mano; la visione bastò a destabilizzarlo. Per qualche ragione, il suo Zach immaginario aveva calzini di lana sformati e Asher fu atterrito da quanto desiderasse che quell’immagine si concretizzasse.

Zach è davvero un bravo ragazzo con una bellissima e numerosa famiglia alle spalle, un’ altra cosa che Asher non ha mai avuto. Uscire con Zach significa anche conoscere i suoi famigliari e Asher ne rimane deliziato:

Asher osservò le loro interazioni con una fita di nostalgia. I suoi genitori non si erano mai comportati così tra di loro, questo era certo. E nemmeno lui l’aveva mai fatto con qualcuno. Non aveva mai permesso a qualcuno di avvicinarsi in quel modo, solo a Zach.

Ormai sembra chiaro che i due uomini stiano davvero andando oltre una semplice frequentazione per passare il tempo; Zach ha il terrore di abituarsi troppo alla presenza di Asher, di fidarsi troppo di lui e ritrovarsi poi con il cuore spezzato, ma è Asher quello che non si è mai innamorato in vita sua ed è lui che ha più paura di tornare ad essere solo:

“Quello che avevo prima,” chiarì, posandogli il palmo contro la guancia e accarezzandola con il pollice, “era una serie di uomini che non erano affezionati a me più di quanto io lo fossi a loro. Mi bastava perché avevo dimenticato cosa si provasse a essere davvero desiderati.”…  “Avevo paura a lasciare avvicinare le persone. Non volevo essere come mio padre, ed era più semplice e sicuro concentrarsi sul lavoro e mantenere tutti a debita distanza. Ma con te, quella prima notte, ho provato una connessione e mi hai fatto capire cosa mi stessi perdendo.”

Quando qualcuno ti dona il suo cuore, accoglilo, tienilo come un tesoro, prendertene cura, come stanno facendo ora Zach e Asher l’uno con l’altro: tutti ne hanno uno e, anche se l’apparenza può ingannare, anche l’avvocato più “cazzuto” può nascondere un fragile cuore di cristallo…

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione in anteprima “Il tesoro del Drago” – M. A. Church

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Titolo: Il tesoro del Drago
Autore: M. A. Church
Genere: Paranormal, Urban Fantasy, Mutaforma
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 4,55€
Link all’acquisto: Il tesoro del Drago

SINOSSI

Essere amati da un drago significa essere trattati come un tesoro inestimabile.

Cento anni fa, l’Alfa Montgomery, spinto dalla disperazione, ha scelto di correre un rischio: ha preso in prestito dei soldi dall’antico drago Warwick Ehecatl, lasciando come garanzia le terre del branco. Ora è arrivato il momento di pagare il debito, e i draghi non dimenticano… né perdonano. Warwick esige come risarcimento il figlio di Montgomery, Avery, e tre delle sue attività commerciali. Avery è un Omega e sa di essere praticamente inutile al branco, quindi potrebbe anche accettare, ma ha dei ripensamenti: il suo futuro compagno è terrificante, e sarebbe libero di fare di lui ciò che vuole.
Warwick è consapevole della reputazione della sua razza, ed è persino disposto ad ammettere che in parte sia meritata, ma preferirebbe tagliarsi la coda piuttosto che smorzare la luce negli occhi innocenti del compagno. Non sarà semplice, ma c’è qualcosa tra loro che ribolle sotto la superficie e che vale la pena di proteggere.

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Quando ho letto per la prima volta la sinossi di “Il tesoro del drago” avevo tante aspettative. Avevo letto altri libri di questo autore ed i draghi sono sempre stati le creature mitologiche che più di tutte mi affascinano.
Sono contenta di poter dire che non mi ha affatto delusa. Ho notato subito l’attenzione con cui ha presentato il lato animale di Warwick. Piccoli riferimenti come la sua avversione per il freddo, la sua tendenza a non lasciare mai andare qualcosa dopo averla desiderata. Sono tutti dettagli che spesso vengono sottovalutati.

Il drago rizzò le orecchie. Fu necessario tutto l’autocontrollo di Warwick per non alzare gli occhi al cielo mentre il drago iniziava a sussurrargli i suoi desideri. Per gli dei, la maledetta creatura si era impuntata su qualcosa e non c’era niente di più testardo di un drago quando un oggetto catturava la sua attenzione o quando si faceva venire in mente un’idea.

Ho apprezzato entrambi i personaggi. Warwick è ovviamente il primo ad avermi attratta. Drago viola dagli occhi magnetici, misterioso e potente. Alcune sorprese sul suo conto mi hanno intrigata moltissimo, ma una in particolare mi ha resa dubbiosa. Considerando la forza insita nella sua natura, renderlo ancor più forte equivale a creare un essere che potrebbe avere il mondo ai propri piedi più di quanto un “semplice” drago potrebbe fare. Nel complesso però il suo personaggio è ben costruito e caratterizzato. Ed anche quella piccola cosa, certo non guasta la sua immagine.
Avery ho iniziato ad amarlo con calma, una pagina alla volta, prima di avere chiaro quanto un semplice Omega possa in realtà rivelarsi davvero interessante. È stato strano leggere di un uomo vergine al compimento dei suoi cento anni, un po’ irrealistico anche se riprende in parte la tradizione del branco.
Mi sarei aspettata una personalità più remissiva e tranquilla, proprio come ogni altro omega, ma ho apprezzato moltissimo i particolari che l’autore ha inserito. Importanti per dare un’idea del tutto originale alla storia.
Molto simpatici i momenti che i due trascorrono insieme, mi hanno fatto sorridere ed hanno reso perfettamente l’idea di come le loro personalità siano importanti anche in forma di lupo o di drago.

Si era appena trasformato quando qualcosa di bagnato e appuntito alla fine della sua coda attirò la sua attenzione. Sbuffando per la meraviglia, voltò l’enorme testa per guardare Avery che saltellava attorno alla punta, intento a mordicchiarla. Warwick la fece contrarre per vedere la reazione del lupo, che portò a terra il petto e ringhiò, agitando freneticamente la coda dietro di sé.

Un ottimo fantasy. Spero tanto l’autore pubblichi ancora storie sui draghi, perché non è affatto semplice riuscire a trovare descrizioni che siano sufficientemente realistiche.

4.5


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Recensione “L’arte di respirare” – T. J. Klune

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Titolo: L’arte di respirare
Autore: T. J. Klune
Serie: Un insolito triangolo #3
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: Attualmente non disponibili
Link all’acquisto: Attualmente non disponibile

SINOSSI

Tyson Thompson si diploma all’età di sedici anni e lascia Seafare, Oregon, diretto verso quelli che spera saranno migliori e più ampi orizzonti. Scopre però in fretta che il mondo vero ha le zanne e torna verso la costa portandosi dietro quattro anni di fallimenti, dipendenza da farmaci e la diagnosi di un disturbo da attacchi di panico. Suo fratello Bear, con il marito Otter, è convinto che tornare a casa sia esattamente ciò di cui Tyson ha bisogno per ritrovare se stesso. Circondato dalla propria famiglia nella Mostruosità Verde, Tyson cerca così di rimettere insieme i pezzi della sua vita problematica.
Ma poco dopo il suo arrivo, si trova a dover affrontare l’inevitabile nella forma del suo vecchio amico d’infanzia e primo amore, Dominic Miller, che non vede dal giorno in cui ha lasciato Seafare. Mentre i loro cammini tornano a incrociarsi, vecchie ferite si riaprono e nuovi segreti vengono svelati, Tyson scopre anche che la sua vita è un mosaico con molti più tasselli di quanti gli siano stati mostrati anni prima.
In un mare di volti familiari, nuovi amici e il ricordo della scelta devastante di una madre, Tyson dovrà imparare che se vuole sperare di avere un futuro, dovrà prima di tutto lottare contro i fantasmi del passato.

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Avevamo lasciato Bear, Otter e Kid dopo un matrimonio sulla spiaggia, un lutto che ha spezzato i loro cuori e il solito casino nella testa di Bear.
Oggi facciamo un salto in avanti.
Kid, ormai adolescente, prende il diploma con due anni di anticipo e riesce a entrare nella prestigiosa università di Dartmouth. Sembra che tutto lo stia indirizzando sulla giusta strada per una vita finalmente serena… Ma ovviamente le cose non potranno andare come ci aspettiamo. Troppe cose lasciate in sospeso e altre ancora da aggiustare nei loro cuori.
La voce narrante di questo romanzo è Kid, o meglio, Ty.
L’inizio coincide con la presa coscienza dei sentimenti che prova, cosa che provocherà molto scompiglio nel suo cuore. I terremoti diventeranno per molto tempo una parte centrale della sua vita. Quelli che avrebbero dovuto essere gli anni dell’università, quelli della speranza di creare la propria identità, si trasformano in qualcosa di terribile. Un buco nero in cui tutto è sfocato, i ricordi sono annebbiati e il dolore è tanto.
L’unico punto fermo nella vita di Ty è Bear. Suo fratello, colui che lo stringe nella vasca durante i terremoti e riesce a farlo respirare.
Otter è il secondo punto fermo, il suo quasi padre che è sempre con loro pronto a circondarli d’amore.
Ma a volte l’amore delle persone che amiamo non è sufficiente, e nemmeno l’arrivo di un amico speciale lo è, anche se questo permette di rimanere a galla. E allora, dopo che si è andati in pezzi, cosa si può fare? Solo una cosa: cercare di raccattare i pezzi e andare avanti, magari tornando a casa e tentando di aggiustare qualcosa che sembra perso per sempre.
La bellezza di questo libro sta proprio nella caparbietà di non arrendersi. Nel capire e accettare che si ha bisogno di aiuto, a volte, e che ci sono persone che, nonostante gli errori che abbiamo fatto, ci saranno sempre. È anche fare pace con il passato e rendersi conto di poter essere un sostegno per qualcuno.
T. J. Klune ci ha abituato a viaggiare nella testa dei suoi personaggi – e ammettiamolo senza vergogna: a volte rischiamo di avere i capogiri da quanto sono ingarbugliati i loro pensieri – e soprattutto ha sempre ampliato l’idea di famiglia, facendo intendere che i legami di sangue non sono l’unico legame tra le persone, ma che famiglia è qualcosa che travalica questa esclusività.
Bear ci insegna (sì non sto scherzando,! Bear è molto saggio… A volte!) che finché si è vivi non si è sconfitti.

Siamo arrivati fin qui e siamo ancora vivi, no? Ci sono state delle volte in cui non credevo che ce l’avremmo fatta. Invece ci siamo e ne parliamo. Quindi, anche quando tutto andrà a puttane, ricordati che sei vivo, perché se sei vivo vuol dire che puoi andare avanti. E se puoi andare avanti non c’è possibilità che tu possa essere sconfitto.

In questo romanzo troveremo altri personaggi (se amate Klune sicuramente li riconoscete e se amate Klune e non li conoscete dovete assolutamente leggervi i loro romanzi!) che aiuteranno molto il nostro Ty. Prima fra tutti l’unica regina delle Drag Queen Helena Handbasket!
E’ stato davvero bello ritrovarli, anche perché in effetti Ty avrà bisogno di una spinta – di più di una spinta, in realtà – bella forte per riuscire a rendersi conto di quello che è davanti ai suoi occhi. Cecità che, sono certa, vi farà sgolare a furia di insultarlo (Ty è un genio; ma per gli affari di cuore essere un genio non è, evidentemente, sufficiente).
Riuscirà Ty a fare pace con il passato, vivere il presente e progettare il futuro? Vi toccherà leggerlo per scoprirlo. Ma vi avverto: Armatevi di santa pazienza, perché sarà un percorso tutt’altro che facile!
Quindi che dire? Tra i vecchi personaggi di questa serie – che sono certa vi sono entrati nel cuore – e tra i nuovi arrivi che scombussoleranno un po’ la scena, non potrete certo annoiarvi.

4

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Recensione in anteprima “Il caso del vignaiolo vorace” – Tara Lain

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Titolo: Il caso del vignaiolo vorace
Autore: Tara Lain
Serie: I misterio di Middlemark #2
Genere: Contemporaneo, Mistery, Suspance
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,29€
Link all’acquisto: Il caso del vignaiolo vorace

SINOSSI

Nel posto da cui viene Bo Marchand, gli uomini gay sono scapoli impenitenti che non hanno mai trovato la donna giusta. Adesso, però, Bo è un affermato viticoltore della costa centrale della California, ha l’intera famiglia arrivata dalla Georgia da mantenere e l’unica cosa che desidera davvero è l’affascinante e misterioso Jeremy Aames.
Il vigneto di Jeremy è minacciato dalla concorrenza di Ernest Ottersen, il viticoltore vorace che sembra essere a conoscenza dei suoi segreti di miscelazione e che riesce a soffiargli tutti i clienti. Bo cerca di aiutare Jeremy, arrivando al punto di fornirgli un alibi quando Ottersen viene ritrovato morto nella sua sala degustazione. Presto diventa chiaro che Jeremy non è chi dice di essere, e Bo deve decidere se vale la pena buttare all’aria la sua vita ordinata per un uomo che sembra non fidarsi di nessuno.
Mentre si scopre che gli integerrimi viticoltori della zona coltivano anche una natura dissoluta, la lista dei possibili colpevoli si assottiglia, fino a lasciare soltanto Jeremy. Quando Jeremy viene rapito, Bo dovrà decidere se saltare sul suo cavallo bianco e salvarlo oppure tornare a rinchiudersi nel suo armadio dorato.

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Ero molto curiosa di leggere questo secondo volume, il primo (“Il caso dello studioso seducente“) mi era piaciuto molto sia dal punto di vista della trama che dei personaggi: purtroppo questo secondo capitolo non è stato altrettanto coinvolgente.
È scritto bene, la parte suspense c’è, soprattutto riguardo al personaggio di Jeremy, ma c’è stato qualcosa che non mi ha convinto del tutto, e sto parlando di Bo:

“…era andato da uno psicologo che gli aveva detto che aveva un’alternativa e che doveva imparare a riconoscere le sue scelte. E lui lo aveva fatto: aveva scelto di diventare l’uomo che la sua educazione gli chiedeva di essere.”

L’ho trovato un personaggio un po’ pesante; per tutto il libro non si capisce se prima o poi farà coming out con la famiglia, che ho odiato dalla prima all’ultima pagina! Un’accozzaglia di parassiti che gli vivono alle spalle e che non alzano nemmeno il sedere dal divano per aprire la porta: su tutti avrei dato quattro calci nel sedere alla madre! Lei si crede una gentildonna del sud, per me è una scroccona senza speranza! La fissa di dover trovare moglie al figlio rasenta il ridicolo e lo rende davvero sconsolato, non sa più che pesci pigliare per sfuggire agli appuntamenti al buio:

“Sono triste perché vivo la mia vita seguendo le regole di qualcun altro. Ecco. Questa è la verità”

Va beh, alla fine Bo ha i suoi motivi per essere così spaventato dall’uscire allo scoperto, lo capisco, davvero, ma ho trovato troppe ripetizioni riguardo al motivo per cui non può dichiararsi al mondo. Forse con qualche taglio nel testo la lettura sarebbe stata meno pesante.
L’ambientazione è davvero carina, mi sta quasi vendendo voglia di andare al supermercato a cercare qualche vino californiano da provare.
Ci sono molti personaggi che gravitano intorno a Bo e Jeremy, tutti ben inquadrati, tutti con qualche scheletrino nell’armadio: quello Bo a confronto di quello di Jeremy è nulla a confronto!
Chissà perché Jeremy è tanto restio a farsi fotografare e si costringe a vivere mezzo isolato tra i boschi?
Il ragazzo sta scappando da qualcuno di molto pericoloso e potente del suo passato.
Bo e Jeremy dovrebbero essere rivali in affari, sono entrambi proprietari di una cantina con annesso ristorante, invece hanno lasciato tutti a bocca aperta visto che sono stati da subito in sintonia e hanno stretto un’amicizia autentica.
Oddio, anche l’attrazione tra i due è palpabile, anche se Bo fa di tutto per non cedere al desiderio; manda continui segnali contrastanti al povero Jeremy, il suo modo di fare e parlare sembra uscito dal set di “Via col vento”, e casa sua sembra Tara 2 la vendetta!
Usa dei modi di dire davvero molto buffi, un mix che fa di lui un campagnolo sexy/imprenditore:

Wow. Mi manca il respiro. La sensazione che lo invadeva sempre quando era in compagnia di Jeremy, quella di avere due cervelli, ebbe il sopravvento. Una metà gli urlava Avvicinati e bacialo, mentre l’altra lo immobilizzava come se fosse congelato… “V-vorrei poterti dire che mi prenderò cura di te e non lascerò che nessuno ti faccia mai più del male. Vorrei riuscire a essere qualcuno di diverso, un uomo che non ha paura di essere… sé stesso.”

Jeremy è sotto tiro incrociato: ha il terrore che il suo passato stia tornando per riportalo a casa e il suo futuro è in pericolo perché qualcuno sta cercando di rovinarlo. Ma ci sarà davvero Ottersen dietro a tutto? Anche Erza non mi è mai piaciuto a dire la verità, ma non credo che sia lui a manovrare i fili, come mi puzzano anche i collaboratori di Bo e Jeremy…
Insomma per me nessuno la racconta giusta!
C’è davvero tanta carne al fuoco e parecchie persone di cui dubitare: ci ho preso col passato di Jeremy, sono andata vicino a capire chi fosse l’assassino, ma la causa della morte mi era proprio sfuggita!
Questo mi ha facilitato la valutazione del romanzo, perché anche se non mi ha preso come il primo, alla fine non potevo dargli un giudizio meno di quello che ho dato.
Alla fine Jeremy era solo la scusa che ci voleva per far tirare fuori la testa dalla sabbia a Bo e il timore di perderlo ha dato l’ultima spinta. Jeremy ha parecchie cose da raccontate da Bo, che gli ha nascosto, perché l’unica che non gli ha mai nascosto è che da subito ha voluto solo lui:

“Sono un uomo responsabile, malgrado tutte le prove del contrario, e voglio dimostrartelo.
Voglio dimostrarti che posso prendermi cura del tuo cuore.”

Quasi dimenticavo! Ci sono anche Blase e Llewellyn in questo libro e hanno deciso di festeggiare il loro matrimonio proprio da Bo! Un altro elemento che  mi ha aiutato nella valutazione, anche se h sentito la mancanza di quelle tre palle di pelo che Llewellyn ha a casa!

4


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Recensione in anteprima “L’amico del dottore” – Heidi Cullinan

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Titolo: L’amico del dottore
Autore: Heidi Cullinan
Serie: Copper Point Medical #2
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo:  6,29€
Link all’acquisto: L’amico del dottore

SINOSSI

Il peggior partito dell’ospedale e il freddo direttore del personale si odiano… e allora perché fingono di stare insieme?

Il dottor Owen Gagnon e il direttore delle Risorse Umane, Erin Andreas, sono noti per i loro scontri accesi in corsia. Non è quindi difficile immaginare la sorpresa della città quando Erin offre un’ingente somma di denaro per vincere un appuntamento con Owen all’asta degli scapoli dell’ospedale… e il dottore dal canto suo alza la posta in gioco insistendo che Erin si trasferisca da lui.
Copper Point non avrà idea di cosa stia succedendo, ma nemmeno Erin e Owen ne sono tanto sicuri. Il gesto di Erin voleva essere un modo per esprimere interesse nei confronti del dottore, ma Owen sospetta un secondo fine: crede che Erin voglia approfittare di lui per sfuggire al padre dispotico.
Quando il direttore del personale si ritrova immischiato in una spiacevole indagine interna, Owen si mette in testa di aiutarlo e di essere l’eroe che l’altro non ha mai avuto. Erin, dal canto suo, preferisce spendere le proprie energie cercando di salvare il dottore dalle tenebre di un passato che l’uomo non vuole raccontare.
La loro relazione sarà anche finta, ma i sentimenti che provano sono reali. Tuttavia, quel legame non potrà durare se non riusciranno a mettere a tacere i demoni che li perseguitano. Per farlo non gli basterà lavorare insieme: dovranno avere fiducia l’uno nell’altro per guarire il proprio cuore.
 

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A Erin non dava fastidio, però. Si sentiva spesso come una principessa rinchiusa in un castello. C’era solo una cosa su cui non era d’accordo: il Re degli Orchi era un po’ rozzo, certo, ma non era brutto. Lo preferiva al principe, se doveva essere sincero. Assomigliava al ragazzo che aveva incontrato poco prima nell’atrio, cosa che probabilmente influenzava la sua preferenza per il mostro della fiaba. A dirla tutta, Erin era un po’ deluso: sapeva già come sarebbe finita la storia e non voleva che il Re degli Orchi morisse. Voleva…”

Aspettavo la storia di Erin e Owen sin da quando lessi “Il segreto del dottore” (qui la nostra recensione). Questa lettura non mi ha delusa affatto, Heidi Cullinan mi ha sorpresa e soddisfatta dalla prima pagina. Conoscere finalmente la storia di Erin, personaggio misterioso per gran parte del primo volume e sorprendente poi, me lo ha fatto amare ancor di più. Se prima avevo la sensazione che l’avrei adorato, adesso so che la coppia Erin/Owen è sicuramente la mia preferita.
Non mi sarei mai aspettata però che a sorprendermi fosse anche Owen. Il suo passato, il suo amore malcelato per la musica e le sue cicatrici. Tutto di lui mi ha fatta emozionare: i suoi gesti d’amore, le sue parole e le sue amozioni. Entrambi mi hanno colta di sorpresa e sono riusciti a catturarmi come pochi altri.

“Ci sono persone che mi vogliono bene. E mi voglio bene anch’io, orco e tutto il resto.”

Il trio medico ormai protagonista della serie ci mostra aspetti della loro amicizia che non avevamo ancora avuto modo di conoscere. Specialmente Jared, il quale emerge maggiormente vicino ad Owen, mi ha incuriosita molto. Per non parlare del legame tra Jack ed Owen, sempre pronti a sfidarsi e discutere per ogni minima cosa. Il modo in cui questi personaggi interagiscono tra loro è confortante, quasi idilliaco, eppure non mancano le litigate e le incomprensioni. La naturalezza con cui tutti accettano l’entrata in scena di Erin e Nicolas è sicuramente un dettaglio rilevante. Mi piace la scelta dell’autrice di presentarli sempre in gruppo, ma caratterizzarli singolarmente con una semplice frase o azione. Non consociamo ancora la storia di Jared e Nicholas, eppure li abbiamo già visti in azione.
Il padre di Erin, personaggio che sicuramente odierete, proprio come me, è una di quelle figure che non riesco mai ad inquadrare come vorrei. Presentato in un determinato modo, attraversa poi un cambiamento, forse troppo velocemente. Un cambiamento fondamentale e non solo per lui stesso, ma che nasce repentinamente, durante una discussione. Ho apprezzato il suo cambiamento, ma mi dispiace non poter dare il massimo dei voti per questo. Trasformare un personaggio sempre molto rigido e che prima di quel momento ha avuto, senza ombra di dubbio, il ruolo del cattivo, è davvero molto difficile. A prescindere da quale sia il cambiamento che John Jean dovrà affrontare.
Mi è piaciuto molto, però, il legame che unisce Erin e la famiglia di Nick. Ho apprezzato molto quest’ultimo, considerando il grande cambiamento dal loro primo incontro e la situazione attuale.
Il finale, dolcissimo e molto romantico, mi ha sorpresa non poco. Non pensavo la Cullinan scegliere una conclusione di questo tipo per Erin ed Owen. Mi è sembrata una scelta forse un po’ troppo melensa, anche se alcuni momenti, decisamente dolci, all’interno della storia, mi sono piaciuti davvero molto.

Fece scorrere il dito sul biglietto scritto da Owen, grato che nessuno gli stesse controllando ora le pulsazioni, perché dovevano essere altissime; nella sua mente stava prendendo forma un’idea audace e spavalda, pari a quella dell’avviso al personale. “Se c’è qualcos’altro di cui hai bisogno, fammelo sapere e ti aiuterò. Devi solo chiedere.” No, Owen non avrebbe dovuto alzare un dito. Toccava a lui adesso. Avrebbe fatto un’offerta per Owen Gagnon all’asta degli scapoli. E avrebbe vinto.

Non ho mai letto nient’altro di questa autrice e sono molto sorpresa del modo in cui ha scelto di presentarci due protagonisti unici nel loro genere. Senza nulla togliere ai personaggi secondari, ben caratterizzati e intriganti da morire. Se dopo al storia di Simon e Jack attendevo Erin ed Owen, adesso non vedo l’ora di leggere la storia di Jared e Nicolas, che sembrano avere avuto dei trascorsi interessanti.

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Un cuore in prestito” – Andrew Grey

Titolo: Un cuore in prestito
Autore: Andrew Grey
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,27€
Link all’acquisto: Un cuore in prestito

SINOSSI

Se hai ricevuto un cuore nuovo di zecca non puoi donarlo a chiunque…

Negli ultimi anni Robin ne ha passate tante, dal trapianto di cuore a una crudele separazione. Ma queste esperienze gli hanno insegnato che la vita è breve, e ora è pronto a cogliere l’attimo e ricominciare da capo. Il lavoro alla Euro Pride Tours è proprio il tipo di avventura che cercava: finalmente può conoscere il mondo e godersi un po’ la vita. L’amore, però, è sparito dal suo schermo radar: Robin non crede che il suo cuore potrebbe sopportare di soffrire di nuovo.
Johan ha deciso di costruirsi un futuro con le proprie mani, tradendo le aspettative della sua famiglia. Quando incontra Robin, però, non ha intenzione di deludere anche lui. Ciascuno dei due è ciò di cui l’altro ha bisogno per tornare a sentirsi completo. Forse Johan è diverso da come Robin lo immaginava, ma riesce a far battere il suo cuore in prestito più forte di qualsiasi medicina. Il viaggio attraverso la Germania ha inizio, e tappa dopo tappa il rapporto tra i due si fa più intenso. Ma quando l’ex fidanzato di Robin si unisce alla comitiva, il loro amore appena sbocciato potrebbe arrivare a una drammatica conclusione.

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“I miei giorni sono contati, presi in prestito da una persona morta prima del tempo, e cosa accadrà quando saranno terminati?”

Ciò che traspare subito di Robin è la sua paura: ha paura di amare e di essere ferito, ha paura di non poter essere felice insieme a qualcuno, ha paura di stare sprecando la propria vita… ma, soprattutto, ha paura di essere amato e di ferire l’uomo che deciderà di stare al suo fianco, perché sa bene che chi ha subito un trapianto di cuore non ha la prospettiva di vivere una vita lunga quanto quella di chiunque altro.

Per quanto lo desiderasse con tutto sé stesso, certe cose non sarebbero mai cambiate. Per lui era come vivere in una prigione senza alcuna possibilità di fuga. La consapevolezza di avere i giorni contati e che anche quelli fossero in prestito come il cuore che aveva ricevuto da qualcun altro era una catena che non sarebbe mai riuscito a spezzare.

E qui, in mezzo a visite guidate all’interno di castelli secolari, scarpinate lungo le vie di vecchi paesi e descrizioni di una Germania meravigliosa e tutta da scoprire, entra in gioco Johan.
Johan è un uomo buono, sincero ed aperto, determinato fin da subito a far comprendere a Robin che non dovrebbe sprecare la propria vita pensando a quanto tempo gli resta, ma passare ogni istante come se fosse l’ultimo, per arrivare alla fine senza avere un solo rimpianto. A Johan non importa che Robin abbia davanti a sé cinque, dieci o cento anni di vita, lui fa di tutto per fargli capire che gli è stata data una seconda possibilità e che deve per questo sfruttarla al meglio.

“Il tempo che hai ricevuto grazie al trapianto può essere in prestito, ma il cuore… quello è tutto tuo.”

Un cuore in prestito” è una storia leggera, senza drammi o complicazioni, che si gusta in maniera piacevole e non viene rovinata da scene erotiche eccessive. L’unico aspetto negativo, se così si può chiamare, è dato dalla componente turistica che in alcuni casi prevale sulla vicenda principale, lasciando il lettore spaesato e staccandolo dal filo narrativo per immergerlo in lunghe e accurate descrizioni. È comunque una lettura che consiglio, soprattutto a coloro che cercano un libro ben scritto e pieno di romanticismo.

4


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Recensione in anteprima “Il figlio dello chauffeur” – Tara Lain

Titolo: Il figlio dello chauffeur
Autore: Tara Lain
Genere: Contemporaneo
Serie: Movie Magic #1
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,27€
Link all’acquisto: Il figlio dello chauffeur

SINOSSI

Luca McGrath sarà anche tornato nella Napa Valley, California, come promettente chef, con il sogno di aprire un proprio ristorante con cantina di vini, ma il suo cuore è ancora legato a James Armstrong, il classico cattivo ragazzo e figlio di un miliardario. Luca ha trascorso tutta l’infanzia con James, il ragazzo d’oro dell’alta società californiana, così accecato dalla sua bellezza da non notare il pacato e tenebroso fascino del fratello maggiore, Dylan.
Ma ora Luca è tornato, e il suo nuovo charme sembra essere in grado di far dubitare James della sua eterosessualità, tanto da mettere a rischio il fidanzamento dell’uomo con una ricca e potente donna d’affari. La palese attrazione tra i due fa sì che Dylan si decida a fare la sua mossa: perché mentre Luca sognava James, Dylan sognava Luca. Quando Luca si trova incastrato in una disputa tra fratelli e viene addirittura accusato di spionaggio culinario, si prepara a cestinare il suo sogno d’amore, ma non sa che proprio Dylan potrebbe essere la chiave per realizzare i suoi sogni.

Lady Marmelade2

Già dalla sinossi avevo capito da cosa avesse preso spunto l’autrice per questa romantica storia.
Sono un’amante dei vecchi film anni ’50 e ’60, quelli mitici, senza tempo, quelli che tutte le volte che passano in tv mi guardo sempre, anche se a momenti so le battute a memoria!
Non avevo mai pensato a una versione gay del film a cui si è ispirata l’autrice, e devo dire che mi è piaciuto molto!
Le atmosfere che ha ricreato non sono meno glamour di quelle del mitico film – no! Il titolo non ve lo dico! – e il terzetto protagonista è davvero ben caratterizzato.
Luca è un giovane chef dotato di talento e tanta voglia di emergere: in tasca ha tanti sogni, un contratto di lavoro che l’ha fatto tornare a casa, e un grande amore non corrisposto che lo “perseguita” dall’adolescenza. Luca è innamorato da sempre del figlio del datore di lavoro del padre: il figlio più piccolo di una facoltosa famiglia californiana, il bellissimo, biondissimo e carismatico James. Un principe azzurro in carne e ossa, ma purtroppo molto etero e abituato a correre dietro a tutte le belle ragazze che gli passano a tiro!
Luca sa che non potrà mai avere James, ma toglierselo dalla testa è fuori discussione, e sì che Luca è un bel bocconcino, tanto che il fratello maggiore di James, l’ombroso, oscuro e gay dichiarato Dylan, sembra avere un debole per lo chef! Luca è talmente rimbambito dal suo sogno adolescenziale che non vede quello che ha davanti algi occhi! O meglio, il suo corpo è molto attratto da Dylan, ma la sua testaccia dura no!
Ma ora arriva il bello, perché James appena posati gli occhi su Luca, non è più tanto convinto della sua eterosessualità!
Si prospetta un curioso triangolo amoroso? Chi lo sa? Se avete capito da che film è nato il romanzo sapete già come va a finire, ma vi assicuro che la lettura merita.
I personaggi sono caratterizzati molto bene, la storia è arricchita da un misterioso spionaggio industriale e ci sono dei personaggi secondari molto belli che arricchiscono la trama.
Una delle scene più divertenti è quella che ha per oggetto la soglia di attenzione di James, paragonabile per me a un criceto sulla ruota che corre senza meta, ma che per l’autrice risulta essere un altro roditore:

“Temo che rifiutandolo si renderebbe solo più desiderabile. Nessuno dice di no a James.”
“Vero. Ci serve uno scoiattolo.”
“Cioè?”
“Conosci la soglia di attenzione di James. Uno scoiattolo! Una distrazione. Qualcosa che li tenga distanti oppure che intrattenga James per un po’.”

Devo dire che qua ho riso davvero tanto! Non è che James non riesca a tenerlo nei pantaloni, è un bravo ragazzo, anzi forse lo considerano tutti molto superficialmente, perché lui in realtà vorrebbe essere solo come il fratello maggiore, considerato per il suo cervello e non per la sua avvenenza e quindi che male c’è a vedere se anche lui potrebbe essere attratto dagli uomini come il fratello?
Dylan al contrario del fratello è tutto razionalità e concretezza: non si è mai davvero innamorato in vita sua, e non riesce a capire perché è tanto geloso dell’affetto che Luca prova per il fratello. La scoperta dei sentimenti che prova per il ragazzo è molto dolce:

Dylan li fissò sconvolto. Amava davvero Luca? Quindi il fatto che l’idea di non rivederlo mai più gli stritolasse lo stomaco significava amore? E quell’insaziabile desiderio di proteggerlo… e stringerlo, parlare con lui, vedere il suo viso, fare l’amore con lui… significava che lo amava?

Dylan vorrebbe tanto fare breccia nel cuore di Luca, ma non vuole essere un rimpiazzo del fratello, tanto meno vuole che il ragazzo sia l’ennesimo esperimento di James. Luca è troppo prezioso per lui, non vuole che soffra e se James dovesse portarselo a letto per poi essere rimpiazzato da qualcun altro sarebbe davvero troppo doloroso. Nessuno merita di essere trattato come un oggetto, ma come può fare Dylan a far entrare in testa a Luca che è lui l’uomo giusto e non James? Non vi resta che leggere il libro per sapere a chi l’autrice ha riservato il più romantico e classico dei lieti fine, ma sopratutto a chi, perché se non si apre una porta, si può sempre aprire un portone e:

 “Nessuno deve guadagnarsi la felicità, Luca. La ricerca della felicità ci accompagna dalla nascita. Lavoriamo sodo. Ma alla fine tutto dipende dalle svolte del destino. Possiamo fare quello che vogliamo. Possiamo donare la nostra felicità al mondo.”

Donate la vostra felicità al mondo, non sappiamo quanto durerà, quindi se siete felici fatelo vedere, non abbiate paura, perché ne vale davvero la pena…

4


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice