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Recensione “L’arte di respirare” – T. J. Klune

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Titolo: L’arte di respirare
Autore: T. J. Klune
Serie: Un insolito triangolo #3
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: Attualmente non disponibili
Link all’acquisto: Attualmente non disponibile

SINOSSI

Tyson Thompson si diploma all’età di sedici anni e lascia Seafare, Oregon, diretto verso quelli che spera saranno migliori e più ampi orizzonti. Scopre però in fretta che il mondo vero ha le zanne e torna verso la costa portandosi dietro quattro anni di fallimenti, dipendenza da farmaci e la diagnosi di un disturbo da attacchi di panico. Suo fratello Bear, con il marito Otter, è convinto che tornare a casa sia esattamente ciò di cui Tyson ha bisogno per ritrovare se stesso. Circondato dalla propria famiglia nella Mostruosità Verde, Tyson cerca così di rimettere insieme i pezzi della sua vita problematica.
Ma poco dopo il suo arrivo, si trova a dover affrontare l’inevitabile nella forma del suo vecchio amico d’infanzia e primo amore, Dominic Miller, che non vede dal giorno in cui ha lasciato Seafare. Mentre i loro cammini tornano a incrociarsi, vecchie ferite si riaprono e nuovi segreti vengono svelati, Tyson scopre anche che la sua vita è un mosaico con molti più tasselli di quanti gli siano stati mostrati anni prima.
In un mare di volti familiari, nuovi amici e il ricordo della scelta devastante di una madre, Tyson dovrà imparare che se vuole sperare di avere un futuro, dovrà prima di tutto lottare contro i fantasmi del passato.

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Avevamo lasciato Bear, Otter e Kid dopo un matrimonio sulla spiaggia, un lutto che ha spezzato i loro cuori e il solito casino nella testa di Bear.
Oggi facciamo un salto in avanti.
Kid, ormai adolescente, prende il diploma con due anni di anticipo e riesce a entrare nella prestigiosa università di Dartmouth. Sembra che tutto lo stia indirizzando sulla giusta strada per una vita finalmente serena… Ma ovviamente le cose non potranno andare come ci aspettiamo. Troppe cose lasciate in sospeso e altre ancora da aggiustare nei loro cuori.
La voce narrante di questo romanzo è Kid, o meglio, Ty.
L’inizio coincide con la presa coscienza dei sentimenti che prova, cosa che provocherà molto scompiglio nel suo cuore. I terremoti diventeranno per molto tempo una parte centrale della sua vita. Quelli che avrebbero dovuto essere gli anni dell’università, quelli della speranza di creare la propria identità, si trasformano in qualcosa di terribile. Un buco nero in cui tutto è sfocato, i ricordi sono annebbiati e il dolore è tanto.
L’unico punto fermo nella vita di Ty è Bear. Suo fratello, colui che lo stringe nella vasca durante i terremoti e riesce a farlo respirare.
Otter è il secondo punto fermo, il suo quasi padre che è sempre con loro pronto a circondarli d’amore.
Ma a volte l’amore delle persone che amiamo non è sufficiente, e nemmeno l’arrivo di un amico speciale lo è, anche se questo permette di rimanere a galla. E allora, dopo che si è andati in pezzi, cosa si può fare? Solo una cosa: cercare di raccattare i pezzi e andare avanti, magari tornando a casa e tentando di aggiustare qualcosa che sembra perso per sempre.
La bellezza di questo libro sta proprio nella caparbietà di non arrendersi. Nel capire e accettare che si ha bisogno di aiuto, a volte, e che ci sono persone che, nonostante gli errori che abbiamo fatto, ci saranno sempre. È anche fare pace con il passato e rendersi conto di poter essere un sostegno per qualcuno.
T. J. Klune ci ha abituato a viaggiare nella testa dei suoi personaggi – e ammettiamolo senza vergogna: a volte rischiamo di avere i capogiri da quanto sono ingarbugliati i loro pensieri – e soprattutto ha sempre ampliato l’idea di famiglia, facendo intendere che i legami di sangue non sono l’unico legame tra le persone, ma che famiglia è qualcosa che travalica questa esclusività.
Bear ci insegna (sì non sto scherzando,! Bear è molto saggio… A volte!) che finché si è vivi non si è sconfitti.

Siamo arrivati fin qui e siamo ancora vivi, no? Ci sono state delle volte in cui non credevo che ce l’avremmo fatta. Invece ci siamo e ne parliamo. Quindi, anche quando tutto andrà a puttane, ricordati che sei vivo, perché se sei vivo vuol dire che puoi andare avanti. E se puoi andare avanti non c’è possibilità che tu possa essere sconfitto.

In questo romanzo troveremo altri personaggi (se amate Klune sicuramente li riconoscete e se amate Klune e non li conoscete dovete assolutamente leggervi i loro romanzi!) che aiuteranno molto il nostro Ty. Prima fra tutti l’unica regina delle Drag Queen Helena Handbasket!
E’ stato davvero bello ritrovarli, anche perché in effetti Ty avrà bisogno di una spinta – di più di una spinta, in realtà – bella forte per riuscire a rendersi conto di quello che è davanti ai suoi occhi. Cecità che, sono certa, vi farà sgolare a furia di insultarlo (Ty è un genio; ma per gli affari di cuore essere un genio non è, evidentemente, sufficiente).
Riuscirà Ty a fare pace con il passato, vivere il presente e progettare il futuro? Vi toccherà leggerlo per scoprirlo. Ma vi avverto: Armatevi di santa pazienza, perché sarà un percorso tutt’altro che facile!
Quindi che dire? Tra i vecchi personaggi di questa serie – che sono certa vi sono entrati nel cuore – e tra i nuovi arrivi che scombussoleranno un po’ la scena, non potrete certo annoiarvi.

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Recensione in anteprima “Il caso del vignaiolo vorace” – Tara Lain

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Titolo: Il caso del vignaiolo vorace
Autore: Tara Lain
Serie: I misterio di Middlemark #2
Genere: Contemporaneo, Mistery, Suspance
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,29€
Link all’acquisto: Il caso del vignaiolo vorace

SINOSSI

Nel posto da cui viene Bo Marchand, gli uomini gay sono scapoli impenitenti che non hanno mai trovato la donna giusta. Adesso, però, Bo è un affermato viticoltore della costa centrale della California, ha l’intera famiglia arrivata dalla Georgia da mantenere e l’unica cosa che desidera davvero è l’affascinante e misterioso Jeremy Aames.
Il vigneto di Jeremy è minacciato dalla concorrenza di Ernest Ottersen, il viticoltore vorace che sembra essere a conoscenza dei suoi segreti di miscelazione e che riesce a soffiargli tutti i clienti. Bo cerca di aiutare Jeremy, arrivando al punto di fornirgli un alibi quando Ottersen viene ritrovato morto nella sua sala degustazione. Presto diventa chiaro che Jeremy non è chi dice di essere, e Bo deve decidere se vale la pena buttare all’aria la sua vita ordinata per un uomo che sembra non fidarsi di nessuno.
Mentre si scopre che gli integerrimi viticoltori della zona coltivano anche una natura dissoluta, la lista dei possibili colpevoli si assottiglia, fino a lasciare soltanto Jeremy. Quando Jeremy viene rapito, Bo dovrà decidere se saltare sul suo cavallo bianco e salvarlo oppure tornare a rinchiudersi nel suo armadio dorato.

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Ero molto curiosa di leggere questo secondo volume, il primo (“Il caso dello studioso seducente“) mi era piaciuto molto sia dal punto di vista della trama che dei personaggi: purtroppo questo secondo capitolo non è stato altrettanto coinvolgente.
È scritto bene, la parte suspense c’è, soprattutto riguardo al personaggio di Jeremy, ma c’è stato qualcosa che non mi ha convinto del tutto, e sto parlando di Bo:

“…era andato da uno psicologo che gli aveva detto che aveva un’alternativa e che doveva imparare a riconoscere le sue scelte. E lui lo aveva fatto: aveva scelto di diventare l’uomo che la sua educazione gli chiedeva di essere.”

L’ho trovato un personaggio un po’ pesante; per tutto il libro non si capisce se prima o poi farà coming out con la famiglia, che ho odiato dalla prima all’ultima pagina! Un’accozzaglia di parassiti che gli vivono alle spalle e che non alzano nemmeno il sedere dal divano per aprire la porta: su tutti avrei dato quattro calci nel sedere alla madre! Lei si crede una gentildonna del sud, per me è una scroccona senza speranza! La fissa di dover trovare moglie al figlio rasenta il ridicolo e lo rende davvero sconsolato, non sa più che pesci pigliare per sfuggire agli appuntamenti al buio:

“Sono triste perché vivo la mia vita seguendo le regole di qualcun altro. Ecco. Questa è la verità”

Va beh, alla fine Bo ha i suoi motivi per essere così spaventato dall’uscire allo scoperto, lo capisco, davvero, ma ho trovato troppe ripetizioni riguardo al motivo per cui non può dichiararsi al mondo. Forse con qualche taglio nel testo la lettura sarebbe stata meno pesante.
L’ambientazione è davvero carina, mi sta quasi vendendo voglia di andare al supermercato a cercare qualche vino californiano da provare.
Ci sono molti personaggi che gravitano intorno a Bo e Jeremy, tutti ben inquadrati, tutti con qualche scheletrino nell’armadio: quello Bo a confronto di quello di Jeremy è nulla a confronto!
Chissà perché Jeremy è tanto restio a farsi fotografare e si costringe a vivere mezzo isolato tra i boschi?
Il ragazzo sta scappando da qualcuno di molto pericoloso e potente del suo passato.
Bo e Jeremy dovrebbero essere rivali in affari, sono entrambi proprietari di una cantina con annesso ristorante, invece hanno lasciato tutti a bocca aperta visto che sono stati da subito in sintonia e hanno stretto un’amicizia autentica.
Oddio, anche l’attrazione tra i due è palpabile, anche se Bo fa di tutto per non cedere al desiderio; manda continui segnali contrastanti al povero Jeremy, il suo modo di fare e parlare sembra uscito dal set di “Via col vento”, e casa sua sembra Tara 2 la vendetta!
Usa dei modi di dire davvero molto buffi, un mix che fa di lui un campagnolo sexy/imprenditore:

Wow. Mi manca il respiro. La sensazione che lo invadeva sempre quando era in compagnia di Jeremy, quella di avere due cervelli, ebbe il sopravvento. Una metà gli urlava Avvicinati e bacialo, mentre l’altra lo immobilizzava come se fosse congelato… “V-vorrei poterti dire che mi prenderò cura di te e non lascerò che nessuno ti faccia mai più del male. Vorrei riuscire a essere qualcuno di diverso, un uomo che non ha paura di essere… sé stesso.”

Jeremy è sotto tiro incrociato: ha il terrore che il suo passato stia tornando per riportalo a casa e il suo futuro è in pericolo perché qualcuno sta cercando di rovinarlo. Ma ci sarà davvero Ottersen dietro a tutto? Anche Erza non mi è mai piaciuto a dire la verità, ma non credo che sia lui a manovrare i fili, come mi puzzano anche i collaboratori di Bo e Jeremy…
Insomma per me nessuno la racconta giusta!
C’è davvero tanta carne al fuoco e parecchie persone di cui dubitare: ci ho preso col passato di Jeremy, sono andata vicino a capire chi fosse l’assassino, ma la causa della morte mi era proprio sfuggita!
Questo mi ha facilitato la valutazione del romanzo, perché anche se non mi ha preso come il primo, alla fine non potevo dargli un giudizio meno di quello che ho dato.
Alla fine Jeremy era solo la scusa che ci voleva per far tirare fuori la testa dalla sabbia a Bo e il timore di perderlo ha dato l’ultima spinta. Jeremy ha parecchie cose da raccontate da Bo, che gli ha nascosto, perché l’unica che non gli ha mai nascosto è che da subito ha voluto solo lui:

“Sono un uomo responsabile, malgrado tutte le prove del contrario, e voglio dimostrartelo.
Voglio dimostrarti che posso prendermi cura del tuo cuore.”

Quasi dimenticavo! Ci sono anche Blase e Llewellyn in questo libro e hanno deciso di festeggiare il loro matrimonio proprio da Bo! Un altro elemento che  mi ha aiutato nella valutazione, anche se h sentito la mancanza di quelle tre palle di pelo che Llewellyn ha a casa!

4


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Recensione in anteprima “L’amico del dottore” – Heidi Cullinan

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Titolo: L’amico del dottore
Autore: Heidi Cullinan
Serie: Copper Point Medical #2
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo:  6,29€
Link all’acquisto: L’amico del dottore

SINOSSI

Il peggior partito dell’ospedale e il freddo direttore del personale si odiano… e allora perché fingono di stare insieme?

Il dottor Owen Gagnon e il direttore delle Risorse Umane, Erin Andreas, sono noti per i loro scontri accesi in corsia. Non è quindi difficile immaginare la sorpresa della città quando Erin offre un’ingente somma di denaro per vincere un appuntamento con Owen all’asta degli scapoli dell’ospedale… e il dottore dal canto suo alza la posta in gioco insistendo che Erin si trasferisca da lui.
Copper Point non avrà idea di cosa stia succedendo, ma nemmeno Erin e Owen ne sono tanto sicuri. Il gesto di Erin voleva essere un modo per esprimere interesse nei confronti del dottore, ma Owen sospetta un secondo fine: crede che Erin voglia approfittare di lui per sfuggire al padre dispotico.
Quando il direttore del personale si ritrova immischiato in una spiacevole indagine interna, Owen si mette in testa di aiutarlo e di essere l’eroe che l’altro non ha mai avuto. Erin, dal canto suo, preferisce spendere le proprie energie cercando di salvare il dottore dalle tenebre di un passato che l’uomo non vuole raccontare.
La loro relazione sarà anche finta, ma i sentimenti che provano sono reali. Tuttavia, quel legame non potrà durare se non riusciranno a mettere a tacere i demoni che li perseguitano. Per farlo non gli basterà lavorare insieme: dovranno avere fiducia l’uno nell’altro per guarire il proprio cuore.
 

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A Erin non dava fastidio, però. Si sentiva spesso come una principessa rinchiusa in un castello. C’era solo una cosa su cui non era d’accordo: il Re degli Orchi era un po’ rozzo, certo, ma non era brutto. Lo preferiva al principe, se doveva essere sincero. Assomigliava al ragazzo che aveva incontrato poco prima nell’atrio, cosa che probabilmente influenzava la sua preferenza per il mostro della fiaba. A dirla tutta, Erin era un po’ deluso: sapeva già come sarebbe finita la storia e non voleva che il Re degli Orchi morisse. Voleva…”

Aspettavo la storia di Erin e Owen sin da quando lessi “Il segreto del dottore” (qui la nostra recensione). Questa lettura non mi ha delusa affatto, Heidi Cullinan mi ha sorpresa e soddisfatta dalla prima pagina. Conoscere finalmente la storia di Erin, personaggio misterioso per gran parte del primo volume e sorprendente poi, me lo ha fatto amare ancor di più. Se prima avevo la sensazione che l’avrei adorato, adesso so che la coppia Erin/Owen è sicuramente la mia preferita.
Non mi sarei mai aspettata però che a sorprendermi fosse anche Owen. Il suo passato, il suo amore malcelato per la musica e le sue cicatrici. Tutto di lui mi ha fatta emozionare: i suoi gesti d’amore, le sue parole e le sue amozioni. Entrambi mi hanno colta di sorpresa e sono riusciti a catturarmi come pochi altri.

“Ci sono persone che mi vogliono bene. E mi voglio bene anch’io, orco e tutto il resto.”

Il trio medico ormai protagonista della serie ci mostra aspetti della loro amicizia che non avevamo ancora avuto modo di conoscere. Specialmente Jared, il quale emerge maggiormente vicino ad Owen, mi ha incuriosita molto. Per non parlare del legame tra Jack ed Owen, sempre pronti a sfidarsi e discutere per ogni minima cosa. Il modo in cui questi personaggi interagiscono tra loro è confortante, quasi idilliaco, eppure non mancano le litigate e le incomprensioni. La naturalezza con cui tutti accettano l’entrata in scena di Erin e Nicolas è sicuramente un dettaglio rilevante. Mi piace la scelta dell’autrice di presentarli sempre in gruppo, ma caratterizzarli singolarmente con una semplice frase o azione. Non consociamo ancora la storia di Jared e Nicholas, eppure li abbiamo già visti in azione.
Il padre di Erin, personaggio che sicuramente odierete, proprio come me, è una di quelle figure che non riesco mai ad inquadrare come vorrei. Presentato in un determinato modo, attraversa poi un cambiamento, forse troppo velocemente. Un cambiamento fondamentale e non solo per lui stesso, ma che nasce repentinamente, durante una discussione. Ho apprezzato il suo cambiamento, ma mi dispiace non poter dare il massimo dei voti per questo. Trasformare un personaggio sempre molto rigido e che prima di quel momento ha avuto, senza ombra di dubbio, il ruolo del cattivo, è davvero molto difficile. A prescindere da quale sia il cambiamento che John Jean dovrà affrontare.
Mi è piaciuto molto, però, il legame che unisce Erin e la famiglia di Nick. Ho apprezzato molto quest’ultimo, considerando il grande cambiamento dal loro primo incontro e la situazione attuale.
Il finale, dolcissimo e molto romantico, mi ha sorpresa non poco. Non pensavo la Cullinan scegliere una conclusione di questo tipo per Erin ed Owen. Mi è sembrata una scelta forse un po’ troppo melensa, anche se alcuni momenti, decisamente dolci, all’interno della storia, mi sono piaciuti davvero molto.

Fece scorrere il dito sul biglietto scritto da Owen, grato che nessuno gli stesse controllando ora le pulsazioni, perché dovevano essere altissime; nella sua mente stava prendendo forma un’idea audace e spavalda, pari a quella dell’avviso al personale. “Se c’è qualcos’altro di cui hai bisogno, fammelo sapere e ti aiuterò. Devi solo chiedere.” No, Owen non avrebbe dovuto alzare un dito. Toccava a lui adesso. Avrebbe fatto un’offerta per Owen Gagnon all’asta degli scapoli. E avrebbe vinto.

Non ho mai letto nient’altro di questa autrice e sono molto sorpresa del modo in cui ha scelto di presentarci due protagonisti unici nel loro genere. Senza nulla togliere ai personaggi secondari, ben caratterizzati e intriganti da morire. Se dopo al storia di Simon e Jack attendevo Erin ed Owen, adesso non vedo l’ora di leggere la storia di Jared e Nicolas, che sembrano avere avuto dei trascorsi interessanti.

4.5


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Recensione “Un cuore in prestito” – Andrew Grey

Titolo: Un cuore in prestito
Autore: Andrew Grey
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,27€
Link all’acquisto: Un cuore in prestito

SINOSSI

Se hai ricevuto un cuore nuovo di zecca non puoi donarlo a chiunque…

Negli ultimi anni Robin ne ha passate tante, dal trapianto di cuore a una crudele separazione. Ma queste esperienze gli hanno insegnato che la vita è breve, e ora è pronto a cogliere l’attimo e ricominciare da capo. Il lavoro alla Euro Pride Tours è proprio il tipo di avventura che cercava: finalmente può conoscere il mondo e godersi un po’ la vita. L’amore, però, è sparito dal suo schermo radar: Robin non crede che il suo cuore potrebbe sopportare di soffrire di nuovo.
Johan ha deciso di costruirsi un futuro con le proprie mani, tradendo le aspettative della sua famiglia. Quando incontra Robin, però, non ha intenzione di deludere anche lui. Ciascuno dei due è ciò di cui l’altro ha bisogno per tornare a sentirsi completo. Forse Johan è diverso da come Robin lo immaginava, ma riesce a far battere il suo cuore in prestito più forte di qualsiasi medicina. Il viaggio attraverso la Germania ha inizio, e tappa dopo tappa il rapporto tra i due si fa più intenso. Ma quando l’ex fidanzato di Robin si unisce alla comitiva, il loro amore appena sbocciato potrebbe arrivare a una drammatica conclusione.

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“I miei giorni sono contati, presi in prestito da una persona morta prima del tempo, e cosa accadrà quando saranno terminati?”

Ciò che traspare subito di Robin è la sua paura: ha paura di amare e di essere ferito, ha paura di non poter essere felice insieme a qualcuno, ha paura di stare sprecando la propria vita… ma, soprattutto, ha paura di essere amato e di ferire l’uomo che deciderà di stare al suo fianco, perché sa bene che chi ha subito un trapianto di cuore non ha la prospettiva di vivere una vita lunga quanto quella di chiunque altro.

Per quanto lo desiderasse con tutto sé stesso, certe cose non sarebbero mai cambiate. Per lui era come vivere in una prigione senza alcuna possibilità di fuga. La consapevolezza di avere i giorni contati e che anche quelli fossero in prestito come il cuore che aveva ricevuto da qualcun altro era una catena che non sarebbe mai riuscito a spezzare.

E qui, in mezzo a visite guidate all’interno di castelli secolari, scarpinate lungo le vie di vecchi paesi e descrizioni di una Germania meravigliosa e tutta da scoprire, entra in gioco Johan.
Johan è un uomo buono, sincero ed aperto, determinato fin da subito a far comprendere a Robin che non dovrebbe sprecare la propria vita pensando a quanto tempo gli resta, ma passare ogni istante come se fosse l’ultimo, per arrivare alla fine senza avere un solo rimpianto. A Johan non importa che Robin abbia davanti a sé cinque, dieci o cento anni di vita, lui fa di tutto per fargli capire che gli è stata data una seconda possibilità e che deve per questo sfruttarla al meglio.

“Il tempo che hai ricevuto grazie al trapianto può essere in prestito, ma il cuore… quello è tutto tuo.”

Un cuore in prestito” è una storia leggera, senza drammi o complicazioni, che si gusta in maniera piacevole e non viene rovinata da scene erotiche eccessive. L’unico aspetto negativo, se così si può chiamare, è dato dalla componente turistica che in alcuni casi prevale sulla vicenda principale, lasciando il lettore spaesato e staccandolo dal filo narrativo per immergerlo in lunghe e accurate descrizioni. È comunque una lettura che consiglio, soprattutto a coloro che cercano un libro ben scritto e pieno di romanticismo.

4


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Recensione in anteprima “Il figlio dello chauffeur” – Tara Lain

Titolo: Il figlio dello chauffeur
Autore: Tara Lain
Genere: Contemporaneo
Serie: Movie Magic #1
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,27€
Link all’acquisto: Il figlio dello chauffeur

SINOSSI

Luca McGrath sarà anche tornato nella Napa Valley, California, come promettente chef, con il sogno di aprire un proprio ristorante con cantina di vini, ma il suo cuore è ancora legato a James Armstrong, il classico cattivo ragazzo e figlio di un miliardario. Luca ha trascorso tutta l’infanzia con James, il ragazzo d’oro dell’alta società californiana, così accecato dalla sua bellezza da non notare il pacato e tenebroso fascino del fratello maggiore, Dylan.
Ma ora Luca è tornato, e il suo nuovo charme sembra essere in grado di far dubitare James della sua eterosessualità, tanto da mettere a rischio il fidanzamento dell’uomo con una ricca e potente donna d’affari. La palese attrazione tra i due fa sì che Dylan si decida a fare la sua mossa: perché mentre Luca sognava James, Dylan sognava Luca. Quando Luca si trova incastrato in una disputa tra fratelli e viene addirittura accusato di spionaggio culinario, si prepara a cestinare il suo sogno d’amore, ma non sa che proprio Dylan potrebbe essere la chiave per realizzare i suoi sogni.

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Già dalla sinossi avevo capito da cosa avesse preso spunto l’autrice per questa romantica storia.
Sono un’amante dei vecchi film anni ’50 e ’60, quelli mitici, senza tempo, quelli che tutte le volte che passano in tv mi guardo sempre, anche se a momenti so le battute a memoria!
Non avevo mai pensato a una versione gay del film a cui si è ispirata l’autrice, e devo dire che mi è piaciuto molto!
Le atmosfere che ha ricreato non sono meno glamour di quelle del mitico film – no! Il titolo non ve lo dico! – e il terzetto protagonista è davvero ben caratterizzato.
Luca è un giovane chef dotato di talento e tanta voglia di emergere: in tasca ha tanti sogni, un contratto di lavoro che l’ha fatto tornare a casa, e un grande amore non corrisposto che lo “perseguita” dall’adolescenza. Luca è innamorato da sempre del figlio del datore di lavoro del padre: il figlio più piccolo di una facoltosa famiglia californiana, il bellissimo, biondissimo e carismatico James. Un principe azzurro in carne e ossa, ma purtroppo molto etero e abituato a correre dietro a tutte le belle ragazze che gli passano a tiro!
Luca sa che non potrà mai avere James, ma toglierselo dalla testa è fuori discussione, e sì che Luca è un bel bocconcino, tanto che il fratello maggiore di James, l’ombroso, oscuro e gay dichiarato Dylan, sembra avere un debole per lo chef! Luca è talmente rimbambito dal suo sogno adolescenziale che non vede quello che ha davanti algi occhi! O meglio, il suo corpo è molto attratto da Dylan, ma la sua testaccia dura no!
Ma ora arriva il bello, perché James appena posati gli occhi su Luca, non è più tanto convinto della sua eterosessualità!
Si prospetta un curioso triangolo amoroso? Chi lo sa? Se avete capito da che film è nato il romanzo sapete già come va a finire, ma vi assicuro che la lettura merita.
I personaggi sono caratterizzati molto bene, la storia è arricchita da un misterioso spionaggio industriale e ci sono dei personaggi secondari molto belli che arricchiscono la trama.
Una delle scene più divertenti è quella che ha per oggetto la soglia di attenzione di James, paragonabile per me a un criceto sulla ruota che corre senza meta, ma che per l’autrice risulta essere un altro roditore:

“Temo che rifiutandolo si renderebbe solo più desiderabile. Nessuno dice di no a James.”
“Vero. Ci serve uno scoiattolo.”
“Cioè?”
“Conosci la soglia di attenzione di James. Uno scoiattolo! Una distrazione. Qualcosa che li tenga distanti oppure che intrattenga James per un po’.”

Devo dire che qua ho riso davvero tanto! Non è che James non riesca a tenerlo nei pantaloni, è un bravo ragazzo, anzi forse lo considerano tutti molto superficialmente, perché lui in realtà vorrebbe essere solo come il fratello maggiore, considerato per il suo cervello e non per la sua avvenenza e quindi che male c’è a vedere se anche lui potrebbe essere attratto dagli uomini come il fratello?
Dylan al contrario del fratello è tutto razionalità e concretezza: non si è mai davvero innamorato in vita sua, e non riesce a capire perché è tanto geloso dell’affetto che Luca prova per il fratello. La scoperta dei sentimenti che prova per il ragazzo è molto dolce:

Dylan li fissò sconvolto. Amava davvero Luca? Quindi il fatto che l’idea di non rivederlo mai più gli stritolasse lo stomaco significava amore? E quell’insaziabile desiderio di proteggerlo… e stringerlo, parlare con lui, vedere il suo viso, fare l’amore con lui… significava che lo amava?

Dylan vorrebbe tanto fare breccia nel cuore di Luca, ma non vuole essere un rimpiazzo del fratello, tanto meno vuole che il ragazzo sia l’ennesimo esperimento di James. Luca è troppo prezioso per lui, non vuole che soffra e se James dovesse portarselo a letto per poi essere rimpiazzato da qualcun altro sarebbe davvero troppo doloroso. Nessuno merita di essere trattato come un oggetto, ma come può fare Dylan a far entrare in testa a Luca che è lui l’uomo giusto e non James? Non vi resta che leggere il libro per sapere a chi l’autrice ha riservato il più romantico e classico dei lieti fine, ma sopratutto a chi, perché se non si apre una porta, si può sempre aprire un portone e:

 “Nessuno deve guadagnarsi la felicità, Luca. La ricerca della felicità ci accompagna dalla nascita. Lavoriamo sodo. Ma alla fine tutto dipende dalle svolte del destino. Possiamo fare quello che vogliamo. Possiamo donare la nostra felicità al mondo.”

Donate la vostra felicità al mondo, non sappiamo quanto durerà, quindi se siete felici fatelo vedere, non abbiate paura, perché ne vale davvero la pena…

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Recensione in anteprima “Dim Sum Asylum” – Rhys Ford

Titolo: Dim Sum Asylum
Autore: Rhys Ford
Genere: Paranormal, Urban Fantasy, Mistery, Suspance
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,27€
Link all’acquisto: Dim Sum Asylum

SINOSSI

Benvenuti al Dim Sum Asylum, il Manicomio dei Dim Sum, in una San Francisco dove un caso è noioso e banale quando la polizia deve inseguire una statuetta alta mezzo metro con degli impressionanti baffi alla Fu Manchu, che è scomparsa da un santuario e se ne corre in giro per Chinatown lasciandosi dietro una scia di magia sessuale e caos.
Roku MacCormick, ispettore della divisione Crimini Arcani di Chinatown, deve affrontare una quantità di sfide che vanno ben al di là del suo retaggio umano-faerie, dei draghi ringhianti che stanno a guardia dei portali di C-Town e dell’esplosione di una fabbrica di noodle. Infatti, oltre alle interferenze di una famiglia mafiosa che vuole tenere a distanza e a un serial killer esperto di incantesimi che deve assolutamente trovare, dopo un caso andato a rotoli, a Roku tocca accollarsi Trent Leonard, un nuovo partner di cui non si può ancora fidare.
Anche se preferirebbe restarsene a casa con Bob the Cat a riempirsi di whiskey fino ad addormentarsi, ogni giorno Roku indossa distintivo e pistola, deciso a servire e proteggere la città che ama. Quando l’oscuro e sotterraneo mondo magico di Chinatown rende la sua vita un inferno e il caso su cui lavora si rivela letale, è Trent che bada a coprirgli le spalle e, a detta del suo nuovo partner, anche a guarire il suo cuore. Per Roku, però, Trent è pericoloso quanto i mostri e i criminali che hanno giurato di abbattere.

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Dopo che avevo perso John e le bambine, la vita sembrava più facile quando la vivevo al limite. Correvo più rischi di quanto avrei dovuto, mi spingevo più oltre di quanto ce ne fosse bisogno.

Dim Sum Asylum” è il primo libro di Rhys Ford che leggo. Avevo spesso sentito parlare di quest’autrice e quando mi si è presentata l’opportunità di leggere una sua storia, specialmente perché fantasy, non ho potuto rifiutare in alcun modo. Sono rimasta affascinata dal nuovo mondo creato dalla Ford: draghi, faerie e golem che prendono vita grazie alla magia. Intrighi e misteri popolano la città di San Francisco, specialmente nella divisione Crimini Arcani del Manicomio dei Dim Sum, dove Roku lavora come ispettore.
I due protagonisti sono personaggi davvero singolari. Roku, per metà faerie e metà umano, è circondato da un’aura di magia intrigante, oltre che caratteristiche fisiche piuttosto eccitanti. La sua capacità di cacciarsi nei guai e riuscire a salvarsi le metaforiche ali ogni volta, è incredibile. Quando Trent diventa il suo nuovo partner, le origini di Roku vengono a galla, strabiliando il lettore con nuovi intrighi e personaggi interessanti.

Avevo troppo rumore di fondo nella testa, ma una cosa era certa: non importava cosa sarebbe accaduto quel giorno, non avrei abbandonato Trent. Era una bizzarria perfino più di me, ma per qualche strana ragione ingranavamo, con lui lavoravo meglio di quanto avessi mai fatto con chiunque altro.

Anche il personaggio di Trent nasconde segreti e aspetti che vi stupiranno. La sua personalità pacata e la sua presenza così insolita sono solo alcuni degli aspetti che ho amato di questo personaggio.
Un tratto che ho apprezzato molto in entrambi sono i loro occhi. Non vi anticipo nulla, perché è importante che scopriate cosa si cela dietro di essi. Vi dico soltanto che se inizialmente Trent vi appare quasi scialbo, non disperate, nasconde numerose sorprese.
Uniche due pecche dell’intera storia sono le eccessive descrizioni, che in alcuni momenti allontanano l’attenzione del lettore dagli eventi, e la mancanza di un glossario iniziale. La storia ha una terminologia a sé stante, che rende originale il tutto, ma si ha qualche difficoltà, soprattutto nella parte iniziale, nel comprendere di quali creature si sta parlando.
Mi è piaciuto poter scoprire alcune cose nel corso della storia, soprattutto dettagli riguardanti il passato dei protagonisti. Roku è una continua sorpresa e alcune piccole chicche, come Bob The Cat, sono davvero simpatiche. Altre, molto più macabre, donano sfumature diverse alla storia.

Alla fine buttai fuori il fiato che avevo trattenuto. “Ti piace troppo assassinare la gente.”
“Mi piace sapere che delle persone moriranno perché io dico che dovrebbero morire,” mi corresse lui dandomi una pacca sulla spalla. “C’è una differenza. Questo non cambierà, ma io suggerisco che tu prenda in considerazione quello che ho da offrirti. Di tutti i miei possibili candidati, sei quello che va più vicino a pensare come me.”

Un mistery ricco di suspense e colpi di scena emozionanti e inaspettati. Davvero una bella lettura.

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Recensione in anteprima “Un posto nuovo” – Mickie B. Ashling

Titolo: Un posto nuovo
Autore: Mickie B. Ashling
Serie: Un posto #2
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 6,27€
Link all’acquisto: Un posto nuovo

SINOSSI

Quando Seth Wilder e Bryce McFarland tornano a Chicago dopo la loro crociera nel Regno Unito, sono ormai quasi innamorati e decidono di andare a vivere insieme per capire se i loro sentimenti possano sopravvivere al mondo reale.
A Seth viene comunicato che sul corpo del defunto marito è stata eseguita un’autopsia, obbligatoria nei casi di suicidio, e che il medico legale ha fatto delle scoperte inquietanti che gettano dei dubbi sulla reale causa della morte.
La clausola sul suicidio contenuta nell’assicurazione della vita del marito prevede che gli venga negato il risarcimento, ma alla luce delle nuove scoperte, l’avvocato gli consiglia di fare ricorso. L’investigatore della compagnia di assicurazioni si rivela essere lo stesso uomo che venticinque anni prima ha spezzato il cuore di Bryce. L’uomo sta attraversando un periodo difficile, e quando si rende conto di tutto il successo ottenuto dal suo ex – e dell’enorme somma di cui Seth potrebbe entrare in possesso – decide di provare ad accaparrarsi una fetta della torta, mettendo a dura prova la relazione tra Bryce e Seth.

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Dopo aver letto il primo volume della serie “Un posto nuovo” (qui la nostra recensione), avevo molte aspettative per il secondo volume della serie “Un posto”.
Nel primo libro, Seth e Bryce trascorrono una crociera insieme e si innamorano, decidendo successivamente di trasferirsi e di andare a vivere insieme. Non avevo apprezzato molto la rapidità con cui Seth, ancora in lutto per la morte di suo marito Mark, si era lasciato alle spalle la sua relazione per aprire le braccia ad un uomo di cui tre settimane prima conosceva solamente il nome. Sarebbe stato molto più realistico se la crociera si fosse svolta mesi dopo e non settimane.

“Sembra che lei abbia voltato pagina piuttosto in fretta, Seth. Potrebbero domandarsi se ha dato lei le pillole a Mark per il suo tornaconto.”

Se da un lato non posso che apprezzare lo stile e la narrazione del libro, dall’altro ho avuto tanto difficoltà a farmi piacere la storia in sé. Ho sempre creduto nel “colpo di fulmine”, ma non credo ci si possa dimenticare di qualcuno che ha fatto parte della nostra vita per venti anni in poche settimane. Ancor di più se ci si innamora di qualcuno che non conosciamo davvero. Quindi, mi chiedo, perché forzare i due protagonisti ad ammettere di amarsi e voler vivere insieme sin dal primo libro e successivamente anche nel secondo, quando si poteva creare una trama più lineare e rendere ancor più vero il loro sentimento?
Consideriamo anche il fatto che personaggi importanti consigliano ai nostri protagonisti di allontanarsi e per ottime ragioni. Tutto dovrebbe essere affrontato per non dar credito alle voci che Seth abbia superato molto velocemente la morte di suo marito per poi rimpiazzarlo con il primo uomo a disposizione. Cosa piuttosto verosimile considerando la conoscenza, l’innamoramento, la dichiarazione e poi l’andare a vivere insieme a solo un mese dalla morte del marito.

“Non c’è alcun bisogno che tu te ne vada,” ripeté Bryce. “L’avvocato è troppo cauto.”
“Non pensa che sia meglio andare sul sicuro?” chiese Osler. “Ha parecchio da perdere.”

Seth e Bryce, nel secondo volume, affrontano numerose difficoltà, prima tra tutte la presa di coscienza che dietro la morte di Mark si nasconde un segreto che sconvolgerà Seth. Questo, unito al ritorno dell’ex storico di Bryce, che è sempre stato anche la causa del suo comportamento da playboy, porta i due protagonisti ad unirsi più di prima.
È forse uno dei pochi aspetti di questa storia che ho apprezzato davvero. I personaggi sono sempre ben presentati e caratterizzati, per non parlare delle descrizioni delle scene di sesso e dell’evoluzione delle loro personalità.  Gli amici di Bryce sono piuttosto interessanti e donano una sfumatura del tutto diversa rispetto alla prima pubblicazione.
Anche se avrei preferito che l’autrice avesse mescolato maggiormente i dialoghi e le descrizioni dei loro pensieri, mi è piaciuto molto il modo in cui ci ha presentato la storia, inserendo anche colpi di scena originali.
Per questo mi dispiace non poter dare una valutazione più alta a questo libro. Devo ammettere che, come avrete notato, non sono affatto riuscita ad allontanarmi da una considerazione del tutto personale della loro storia d’amore.

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La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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Recensione “Un semplice dessert” – Mary Calmes

Titolo: Un semplice dessert
Autore: Mary Calmes
Serie: Il curioso ricettario di Nonna B #5
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 3,23€
Link all’acquisto: Un semplice dessert

SINOSSI

Boone Walton ce l’ha messa tutta per mettere un po’ di distanza tra lui e il suo passato. Ha investito nella sua nuova vita, nella sua galleria d’arte a New Orleans e nella sua amicizia con Scott Wren. Tutto sembra sistemato e Boone non potrebbe essere più felice della ritrovata normalità.
Lo chef Scott Wren vuole qualcosa di più della semplice normalità con Boone. Vuole far fare un passo avanti al loro rapporto, ma l’amico è spaventato, e non a causa dei fantasmi che infestano l’appartamento di Scott o della sua famiglia. No, il passato di Boone sta per fargli visita, e l’unica cosa che potrebbe mettersi tra lui, Scott e la strana ricetta di una mousse al cioccolato trovata in un curioso ricettario è il fiume di sofferenza che Boone ha dovuto attraversare per arrivare a New Orleans. C’è però un segreto dietro agli ingredienti, un segreto che potrebbe far emergere la verità e l’amore che sono sempre mancati nella vita di Boone.

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Boone Walton e Scott Wrent sono amici da un po’, perciò quando Scott ha bisogno di trovare una nuova ricetta per il suo ristorante, avvalendosi del ricettario di Nonna B, Boone è ben felice di dargli una mano.
Questa occasione farà sì che tra di loro si smuovano le acque e che l’attrazione latente diventi palpabile.
Boone, però, è perseguitato dai fantasmi del passato, e per quanto il fantasma giocherellone che vive nell’appartamento di Scott possa far paura, sono solo le cose da cui è fuggito a renderlo così reticente a lasciarsi andare.
Mentre si perfezione la ricetta della mousse al cioccolato, riusciranno questi due uomini anche a trovare l’amore?
Ultimo volme della serie “Il curioso ricettario di Nonna B”, l’ho trovato gradevole e apprezzabile.
Mi sono piaciuti molto sia Scott che Boone, anche se leggermente troppo “zuccherosi”. Non sarebbe la Calmes se così non fosse, ma personalmente preferisco personaggi più rudi e meno avezzi alle smancerie. Ciò non toglie che questi due si facciano voler bene, e mi sono appassionata alla loro storia.
Forse i problemi del passato di Boone sono un po’ tanti, e soprattutto molto grossi, ma nell’insieme non è stato pesante come tenevo e si legge facilmente.
Qualche pagina in più avrebbe giovato alla storia generale, ma nell’insieme è un romanzo carino e ben scritto.

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Recensione “La nostra identità” – T. J. Klune

Titolo: La nostra identità
Autore: T. J. Klune
Serie: Un insolito triangolo #2
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: 5,30€
Link all’acquisto: La nostra identità

SINOSSI

Bear, Otter e Kid sono sopravvissuti all’estate appena trascorsa con i cuori e le anime intatte. Si sono trasferiti nella Mostruosità Verde e Bear è finalmente capace di ammettere il suo amore per l’uomo che l’ha salvato da se stesso.
Ma non è la fine della loro storia. Come potrebbe esserlo?
I ragazzi scoprono che la vita non si ferma solo perché hanno avuto il loro lieto fine. C’è ancora la battaglia legale per la custodia di Kid. Il ritorno dei genitori di Otter. La prima serata in un locale gay. Kid va in terapia e la signora Paquinn decide che Bigfoot esiste davvero. Anna e Creed fanno… beh, qualsiasi cosa facciano Anna e Creed. Ci sono nuove gelosie, il ritorno di vecchi nemici, pessime poesie e gabbiani misantropi. E in tutto questo, Bear lotta per comprendere come sua madre abbia abbandonato lui e Kid, solo per ritrovarsi a scavare ancora più a fondo nel loro passato condiviso. Quello che trova cambierà le loro vite per sempre e lo aiuterà a capire cosa serve per diventare ciò che sono destinati a diventare.
La famiglia non sempre è definita dai legami di sangue. È definita dalle persone che ci rendono completi, che contribuiscono a costruire la nostra identità.

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T. J. Klune ci ha abituato a viaggiare nella mente dei suoi protagonisti; ma forse mai, come succede con Bear, possiamo avere davanti agli occhi il dialogo tra lui e la sua… Come chiamarla? Coscienza? Forse sì, perché dovete sapere che Bear ci parla, con la sua coscienza. Ci discute, la zittisce come se fosse qualcuno di reale, e anche se è felice nella Mostruosità Verde con Otter e Kid, con la sua coscienza dovrà parlaci chiaro ancora una volta.
In questo libro accadono molte cose. Alcune che vi faranno ridere, altre che vi faranno rimanere con il fiato sospeso e il dolore nel cuore. Altre ancora inizieranno con il dolore nel cuore e finiranno con una grossa risata.
Bear deve assolutamente riuscire ad affrontare ciò che realmente la madre gli ha fatto. Deve accettare del tutto quello che è. Deve prendere decisioni importanti.
Non è l’unico a doverlo fare, ovviamente. Tutti i personaggi, sia di vecchia conoscenza che nuove entrate, avranno una grossa importanza nell’aiutarlo in questo.
Se c’è una cosa che mi piace in questa serie è il ribadire in ogni sua pagina che la famiglia è qualcosa di diverso dai semplici legami di sangue, importanti ma non definitivi.

La famiglia non è definita dai legami di sangue. Non si è sempre intrappolati con chi si nasce. È chi vuoi essere, cosa vuoi fare. Sono le persone attorno a te che ti vedono nel tuo momento peggiore e non hanno paura di raccogliere i pezzi quando sei distrutto. Sono le persone che ti rinfacciano le tue cazzate. È difficile stare ad ascoltare, ma se lo senti, vuol dire che qualcuno si preoccupa per te e sarebbe meglio che prestassi attenzione. Sono le persone che ti guardano ogni volta come non ti avessero visto per anni. Sono le persone per cui lotti. Sono le persone per cui daresti la vita. È la cosa più spaventosa del mondo, ma se lasci che lo sia, è anche la più bella. Se potessi farvi ricordare una cosa del tempo che abbiamo passato insieme, sarebbe che non importa da dove vieni. Importa chi sei.

La famiglia sono le persone che scegli di amare e che ti amano, nonostante tutte le tue stranezze. E in effetti di stranezze Bear è senz’altro ben fornito, e non solo lui.
In realtà ho qualche problema con i personaggi di Bear e Kid, principalmente perché a volte sono davvero “troppo”. Troppo strano e incasinato Bear, troppo intelligente e definitivo Kid. Quindi a volte devo ammettere che non riesco a entrarci in sintonia. Ma certo sanno come mettermi di buonumore.
Se avete amato il primo libro e volete saperne di più, non potete perdervi questa continuazione.
Attenzione però, se lo leggerete su mezzi pubblici come ho fatto io, ci saranno dei momenti in cui riderete tanto forte che potrebbero pensare che siate un po’ strani anche voi.

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Pubblicato in: dreamspinnerpress, Recensioni

Recensione “Biscotti per corteggiare” – Amber Kell

Titolo: Biscotti per corteggiare
Autore: Amber Kell
Serie: Il curioso ricettario di Nonna B #4
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Prezzo: Attualmente non più disponibile
Link all’acquisto: Attualmente non più disponibile

SINOSSI

Dopo la morte della sorella, all’uomo d’affari Marshall Hunter viene affidata la custodia della nipote. Marshall non è abituato ad avere a che fare con i bambini, ma si sforza di entrare in contatto con lei. Per farla sentire più a suo agio, assume il pittore professionista Pace Barlow per personalizzare la sua stanza con un murale.
Pace è affascinato dalla piccola cliente, e ancora più interessato al bellissimo zio, ma non è certo di essere pronto ad assumersi immediatamente l’impegno di una famiglia.
Per il bene della nipote, Marshall decide di trasferirsi. Riuscirà a mantenere la sua relazione con il giovane artista o dovrà rinunciare all’amore per diventare un buon padre per una bambina sola?
Una ricetta d’altri tempi racchiude l’amore che potrebbe unire i due uomini, ma non bastano dei biscotti magici per risolvere una situazione intricata.

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Quando Marshall Hunter si ritrova a dover seppellire sua sorella, si ritrova anche a doversi occupare della figlia di questa, Alice, una bambina di otto anni.
Non abituato ai bambini e non propenso a occuparsene, non riesce a instaurare un rapporto con lei, per quanto ci provi.
Per cercare di metterla quanto più possibile a suo agio, ingaggia l’artista Pete Barlow per personalizzare la camera della bambina con uno dei suoi strepitosi murale.
Pete, al contrario dello zio, conquista subito il benestare di Alice e mentre dipinge il soggetto scelto, comincerà anche a innamorarsi di zio Marshall.
Riusciranno i due uomini a stare insieme o la situazione precaria e le tante differenze caratteriali metteranno loro i bastoni tra le ruote?
Quarto e penultimo volume della serie “Il curioso ricettario di Nonna B”, questo è anche il romanzo più breve della serie. E forse è proprio questo a penalizzarlo. Nonostante nessuno dei romanzi mi abbia fatto impazzire, forse questo è quello meno brillante e che affronta davvero troppe questioni in appena settanta pagine.
Anche il fatto che i personaggi siano così diversi – Marshall super pragmatico e gran lavoratore, Pete dolcissimo e con la testa tra le nuvole – sarebbe stato uno buono spunto, se approfondito.
Idem il discorso del ricettario, che è relegato a un qualcosa di sfondo e non la fa da co-protagonista come nei libri precedenti.
L’amore scoppia così repentino che mi è girata un po’ la testa, sinceramente. Sarebbe stato più gradevole se fosse avanzato piano piano, in una conoscenza per lo meno più approfondita prima di provare sentimenti così profondi.
Nell’insieme è un romanzo carino, ma non di molto spessore e forse troppo carico di argomenti non affrontati adeguatamente.

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