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Recensione “Senza più paure” – Mary Calmes

Titolo: Senza più paure
Autore: Mary Calmes
Serie: Marshals #4
Genere: Contemporaneo, Poliziesco, Suspense
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Senza più paure

SINOSSI

Il vicesceriffo US Marshal Miro Jones ha finalmente tutto quello che ha sempre desiderato. È follemente innamorato e sposato con l’uomo dei suoi sogni, il suo partner Ian Doyle, il lavoro va a gonfie vele e tutti i suoi amici stanno bene. In pratica tutto è come dovrebbe essere… finché non lo è più.
Il cambiamento non è mai stato facile per Miro, e quando un evento sul lavoro costringe la squadra da cui dipende a dividersi, e in più le competenze individuali sue e di Ian li mettono su due strade separate, è quasi certo che tutto stia andando in fumo. Ma prima che possa preoccuparsi del futuro, il suo passato torna a fargli visita, scombussolando ancora di più il suo mondo. È difficile dire quale strada dovrebbe veramente percorrere, ma mentre impara che alcune strade vengono forgiate e altre scoperte, potrebbe scoprire che la strada che sta percorrendo sia quella giusta, dopotutto. Se riuscisse a navigare attraverso tutti i colpi di scena, lui e Ian potrebbero davvero vivere felici e contenti.

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Miro, Ian, Chickie Baby, “le ragazze” e uno strepitoso cameo di Sam Kage sono tornati!
Ho amato molto questa serie che spazia dagli inseguimenti adrenalinci sui tetti di Chicago alle romantiche scene tra Ian e Miro.
Essendo una delle serie più recenti della Calmes i personaggi sono più completi, più dinamici, anche se la trama segue il più classico dei romanze. La differenza la fanno proprio Miro e Ian e il loro rapporto.
Miro era innamorato perso del suo collega ex militare; era pronto a reprimere i suoi sentimenti per restargli accanto sul lavoro, ma a un certo punto ha capito che non avrebbe più potuto stare accanto a lui senza confessargli il suo amore. La sorpresa che anche Ian lo ricambiava ha cambiato le carte in tavola e dopo rapimenti, sparatorie, ferite più o meno gravi e psicopatici/sociopatici vari, Miro e Ian finalmente si sono sposati!
Dopo questo già grande cambiamento ne sta per arrivare un altro lavorativo; già da un po’ i due non seguono più gli stessi casi, ma del resto dopo anni passati a rincorrere i fuggitivi e prendersi cura di testimoni sotto protezione era logico che le loro carriere evolvessero.
Miro ha il terrore però di non poter passare più così tanto tempo con Ian; sono sempre stati partner affiatati e nn sarà facile per nessuno dei due:

“Forse il lato educativo di me, la parte che voleva aiutare e non punire, era qualcosa che Sam Kage poteva davvero vedere… Sapevo chi ero, e di certo non una specie di eroe. C’era una differenza tra fare il proprio lavoro e andare oltre.”

Ian e Miro sono molto diversi, sia nell’aspetto fisico che nella maniera di reagire sul lavoro; Ian è il cavaliere pronto a proteggere chiunque ne abbia bisogno, mentre Miro è la parte più empatica del duo, il consolatore, forse a anche a causa del suo passato di orfano finito nel sistema delle famiglie affidatarie. Non giudicate mai Miro per come si veste, per il suo buon gusto in fatto di moda, c’è un preciso motivo se lui è così:

“Ian era il tipo a cui piaceva sfondare le porte; a me piaceva la parte di pulizia, proteggere gli innocenti, liberarli dalla sporcizia. Quella era la parte che mi dava soddisfazione, la consapevolezza di aver messo qualcuno su una nuova strada… una volta che perdevi tutto, che non avevi nemmeno una cosa da indicare e chiamare tua, quel sentimento si imprimeva nella tua anima.”

Vedo molto bene il nuovo ruolo di entrambi nell’ufficio dei Marshals, era l’evoluzione naturale che dovevano compiere, forse un pochino scontata ma per chi ha amato questi due ragazzoni è la più giusta!
Miro e Ian dopo tanto tempo insieme ancora hanno il terrore di perdersi l’un l’altro perché non si danno mai per scontati ed è un piacere vederli così affiatati e innamorati:

“Il fatto che mi chiamasse amore non mancava mai di scaldarmi dentro e di farmi accelerare il cuore. Era uno di quei burberi e scorbutici bellissimi uomini che sono vulnerabili e che usano un vezzeggiativo solo con te.”

Nuove mansioni comportano nuove responsabilità ma tutti e due si calano nei loro nuovi ruoli di botto! Anche se rivestiranno ruoli diversi continueranno a interagire, quindi la paura di perdersi è un po’ troppo enfatizzata, avrei preferito qualche ripetizione in meno, qualche paturnia in meno.
Miro è davvero tagliato per il suo nuovo ruolo, gli viene naturale prendersi cura dei minori senza famiglia, lo è stato lui per primo e farà di tutto per aiutarli al meglio delle sue capacità e possibilità.
Ha già fatto pratica con Drake & Co; tutti gli dicono che sarebbe un padre stupendo, ma lui è contento così perché:

“Essere padre non mi avrebbe completato. Non mi avrebbe reso completo; lo ero già. Il mio sogno era di essere il miglior uomo possibile, il miglior amico, collega, zio e soprattutto marito. Amare Ian aveva preso tutte le parti più fredde e tetre dentro di me e le aveva rese felici, calde e leggere.”

Miro non ha solo paura di allontanarsi da Ian ma anche dai suoi colleghi più stretti, che lui considera alla stregua di una seconda famiglia: la prima rimarranno per sempre le ragazze, ovvero Aruna, Min, Janet e Catherine, ma c’è posto per altri nel cuore di Miro.
Ci sono anche dei nuovi arrivi tra i ranghi dei Marshals, del resto bisogna rimpiazzare Miro e Ian nei ruoli che rivestivano e un pao di loro sono davvero interessanti, chissà se prima o poi sapremo di più su di loro!
Miro e Ian rimangono sempre il focus del libro anche se la cerchia si è allargata!
Vecchi nemici si fanno rivedere e un brutale omicidio torna a tormentare la coppia.
Come sempre ho divorato il libro in una manciata di giorni, forse perché la scrittura della Calmes scrorre sempre molto bene.
Ho apprezzato molto la parte in cui viene descritto il sistema di affidamento minori negli Stati Uniti, gli avrei dedicato qualche riga in più togliendola alle ripetizioni di cui accennavo prima, ma come sempre è puro gusto personale.

4.5
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Recensione “Petrichor” – Daniela Barisone & Juls S. K. Vernet

Titolo: Petrichor
Autore: Daniela Barisone & Juls S. K. Vernet
Genere: Omegaverse, Storico, Illustrato
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Petrichor

SINOSSI

L’alfa Simon Donovan conduce una vita serena a Lone Town, una tranquilla cittadina di frontiera nel Far West, lontana da tutto e da tutti. Il passato però torna a bussargli alla porta nelle vesti di un telegramma: i Leoni, la vecchia banda criminale di cui faceva parte, sono a caccia e stanno per trovarlo.
Archibald Lions è l’alfa a capo dei Leoni. Vuole far fuori Simon per il terribile affronto che gli ha fatto anni prima, ovvero uccidere la sua gemella Amanda, l’altra alfa del gruppo.
Non importa quanto Archie e Simon si amino, l’odio è forte e la legge parla chiaro: non c’è spazio per l’amore tra due alfa nel Far West.

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Simon Donovan è lo Sceriffo di Lone Town, una cittadina nel più profondo Far West, e tutti lo rispettano per il lavoro che fa. È un uomo gentile che si prende cura della comunità, perciò nessuno potrebbe mai immaginare che, in realtà, molti anni prima, era tutt’altro che irreprensibile: Simon, infatti, è stato un bandito e ha fatto parte della banda dei Leoni, capitanata da Archibald e Amanda Lions, due gemelli così simili nell’aspetto ma così diversi di carattere.
Dove Archibald cerca di essere giusto (per quanto possa esserlo un ladro, si intende) ed evitare spargimenti di sangue inutili, Amanda è sanguinaria e malvagia.
Simon prova subito una gran fascinazione per Archibald, quanto al contempo un odio profondo per Amanda. Questi sentimenti (entrambi ricambiati) faranno sì che le loro vite subiranno degli scossoni non indifferenti e li allontaneranno, a tal punto da renderli dei nemici… Ma può l’amore essere cancellato così facilmente?

«Petricore.»
«Cosa?»
«Petricore,» ripeté Archibald. «L’odore della terra bagnata dopo la pioggia. Il tuo odore.»

Questo è solo il secondo libro che leggo di questo duo di autrici, quindi non ho grandi termini di paragone, ma devo dire che rispetto all’altro l’ho trovato più centrato sull’ambientazione (che era sempre storica), senza lasciarsi andare (non troppo, per lo meno) all’uso di termini che non ho trovato molto adatti all’ambientazione. C’è una maggiore cura e anche la storia mi è risultata molto gradevole, nonostante mi sarebbe piaciuta un po’ più di tensione nella parte in cui si ritrovano e meno “finale” ambientato un anno dopo.
Archibald e Simon sono due personaggi diversi ma al contempo simili, in quanto un animo malvagio e sanguinario batte dentro entrambi. Simon lo ha sviluppato per sopravvivere dopo la prematura perdita della padre, mentre Archibald non ha mai conosciuto altro in tutta la sua vita. Eppure, il loro amore è in grado di lenire le ferite e smussare gli angoli di quelle caratteristiche che li renderebbero altrimenti due personaggi cattivi e sanguinari, regalando a noi lettori una bella storia d’amore.
Amanda, d’altro canto, è veramente un personaggio detestabile e quando si è tolta di mezzo è stato solo un piacere, devo essere sincera. Odio i personaggi egoisti e cattivi e lei è entrambi in modo esponenziale.

Era stato suo fin dal primo momento che lo aveva visto, era ancora suo, anche se si trovavano ai due diversi lati di un duello che poteva soltanto finire nel sangue.

Un libro Omegaverse su due Alpha che si amano (anche quando non potrebbero) che ho trovato davvero carino e piacevole. Consigliato!

4
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Recensione “Kríe Captivity” – Kora Knight

Titolo: Kríe Captivity
Autore: Kora Knight
Serie: The Nira Chronicles #1
Genere: Paranormal, Alieni, Threesome, Multipartner, Erotico, lieve BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 2,99€
Link all’acquisto: Kríe Captivity

SINOSSI

Nira. Il pianeta appena mappato dalla Astrum Industries. Una nuova scoperta. Completamente inesplorato. Ma le cose stanno per cambiare
Una squadra di esploratori guidata dal capitano Alec Hamlin deve fare un atterraggio d’emergenza e viene presto in contatto con gli indigeni di Nira. Un gigantesco maschio Kríe, tutto muscoli, corna e zanne. Per fortuna è amichevole, o così li spinge a credere.
Con l’aiuto del suo branco, il Kríe prende prigioniero il team di Alec con l’intento di venderlo. Ma gli abitanti di Nira non sono solo malvagi, sono anche arroganti e prepotenti. E soprattutto molto, molto sessuali. Il che spiega perché, durante il viaggio per vendere le nuove merci, danno da mangiare ad Alec e ai suoi un potente afrodisiaco. Non c’è niente di meglio che un po’ di divertimento sensuale durante il lavoro, in fin dei conti.
Presto la squadra di esploratori si trova a lottare con il desiderio irrefrenabile di accoppiarsi con i loro rapitori. Ma quando la passione prevale e si vengono a formare legami inattesi, emergono nuove verità. Il tempo stringe: basterà far cambiare idea ai Kríe per mutare il destino del team di Alec?

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Quando Alec Hamlin e i suoi colleghi – il copilota Zaden, il mercenario Chet e i tre scenziati Noah, Jamis e Bailey – sono partiti per la loro missione esplorativa per il pianeta Nira, tutto si aspettavano meno tranne che essere attaccati da tre specie di Draghi con la pelliccia e di finire nelle mani dei Kríe, i suoi abitanti alieni.
A capeggiare il gruppo c’è Gesh, insieme a Romi, Naydo, Milos, Finn e Filli. I cinque sono alti tre metri, hanno la pelle viola, indossano solo una specie di gonnellino di pelle e svariati orpelli come bracciali e piercing. La peculiarità? Per i Kríe il sesso è tutto e sarà proprio con questo che terranno soggiogati i nostri impavidi umani (insieme all’aiuto di un piccolo espediente che non vi spoilero)… Ma che succederà quando Gesh prenderà una decisione che condizionerà tutti loro e i sentimenti fragili e nascenti che stanno scoppiando tra i vari componenti del gruppo verranno messi in crisi?
Primo volume della serie, è più una sorta di prologo a quelle che saranno le vere vicende. Cominciamo a conoscere il mondo di Nira, le sue usanze e abitudini, così come la fame insaziabile (e non parlo di quella dello stomaco, per inciso) dei Kríe, che non perdono occasione di soddisfare.
Anche se alcune situazioni sono un po’ sopra le righe, a mio gusto, durante la lettura ho avuto per tutto il tempo la voglia di continuare e andare avanti; scoprire cosa sarebbe successo nella scena successiva e facendomi domandare: quando uscirà il secondo volume? Sì perché, come dicevo, qui c’è solo un primo abbozzo alla vicenda, che si prospetta ben più complessa e che spero vedrà risvolti interessanti nel secondo volume.
Ammetto che il personaggio che mi ha affascinato meno è proprio il nostro protagonista, Alec, che però ha la voce narrante per l’intera vicenda, a discapito di (soprattutto) Zaden, Chet e Noah che mi hanno intrigato di più. Spero che nel secondo volume ci sia un maggiore approfondimento anche sulle loro storie e sulle dinamiche con i rispettivi Kríe, perché altrimenti mi sentirei davvero dispiaciuta!
Insomma, un buon primo volume che apre le porte a quello che si prospetta essere un continuo mooolto interessante e che spero di leggere al più presto, soprattutto ora che il Re è entrato in gioco… Cosa succederà al nostro Team Umani? Non vedo l’ora di scoprirlo!

4
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Recensione “Bond” – Piper Scott & Virginia Kelly

Titolo: Bond
Autore: Piper Scott & Virginia Kelly
Serie: Forbidden Desires #2
Genere: Omegaverse, Paranormal, Draghi, Mpreg
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Bond

SINOSSI

Adorabilmente naif e brillante, Harrison Lessardi ha bisogno di due sole cose nella vita: il suo iguana domestico, Steve, e il suo imperituro amore per la scienza. Questo, almeno, finché non incontra il sardonico e malizioso Everard Drake.
Everard Drake, medico della spaventosamente ricca famiglia Drake, ha un solo obiettivo in mente quando arriva sulla scena del più recente disastro del fratello minore: incenerire Harrison Lessardi. Sfortunatamente per lui, nel momento stesso in cui vede Harry, scopre che incenerirlo non è più un’opzione, anzi… deve avere quello splendido beta per sé, anche se significa tenerlo prigioniero sulla sua proprietà.
Ma c’è qualcos’altro in agguato dietro il suo interesse per Harry, qualcosa che si mette a strattonare la sua anima in modi impossibili, e fa iniziare per entrambi un percorso di scoperta che cambierà il mondo per come lo conoscono.
Un alpha e un beta non possono avere un legame.
Oppure sì?

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Everard Drake, Drago mutaforma di circa nove secoli, ha tutta l’intenzione di uccidere con una fiammata e poi mangiarsi Harrison “Harry” Lessardi, Beta umano e migliore amico di Iggy (protagonista del primo volume), in quanto il ragazzo ha assistito alla deposizione delle uova di quest’ultimo e non è pensabile lasciare un testimone che possa andare a raccontare a qualcuno ciò che ha visto. La Stirpe dei Draghi, infatti, va preservata, anche a costo di arrostire giovani scenziati chiacchieroni con la fissa per i rettili.
Il problema? Quando Everard fa irruzione nella casa che Harry e Iggy condividono, non sa bene perché, ma non riesce né a mangiare né a incenerire Harry e il suo animaletto da compagnia Steve; ma piuttosto decide di portarseli a casa e di tenerli lì, in attesa del verdetto finale che prenderà quando smetterà di trovare il giovane Beta così affascinante.
Tra i due comincia così una convivenza forzata e un avvicinamento che Everard (poco ma sicuro) non si aspettava.
Tuttavia, cosa deve farne della sua attrazione per Harry? Il ragazzo è un Beta, e non è utile per la riproduzione. Innamorarsi di lui è completamente, assolutamente, assurdamente ridicolo, ma… Chi glielo spiega al suo cuore?

Everard si mise a fargli scorrere un doblone d’oro su e giù lungo il fianco.
«Lo sai quanto vale questo doblone, Harrison?» domandò.
«No,» disse lui.
Everard gettò via la moneta, che atterrò sul pavimento con un tintinnio che dava soddisfazione. «Neanche lontanamente quanto vali tu.»

Secondo volume di questa serie sui Draghi, Piper Scott e Virginia Kelly ci narrano la storia di Everard e Harry di pari passo con quella di Iggy e Alistair (protagonisti del primo volume, “Cluthc”), seppur lo facciano in maniera intelligente, senza ricopiare pezzi interi di conversazioni e anzi spiegando sommariamente le parti che vedono coinvolti tutti e quattro o tre di loro, così da non appesantire la lettura.
Come nel primo volume, anche stavolta le peculiarità della storia mi hanno di sicuro colpita e benché io, razionalmente, possa dire che ci sono cose un po’ assurde e molto fantasiose, ormai ho capito che queste due autrici hanno la capacità di farmele dimenticare, a favore di una curiosità che mi spinge non solo a continuare la lettura, ma anche a essere curiosa su ciò che succederà e sui personaggi che incontreremo in futuro.
Everard e Harry, infatti, mi avevano incuriosito sin dal volume precedente (in special modo Everard) e, in questo caso, è il terzo fratello Drake, Geoffrey, ad aver catturato la mia attenzione, soprattutto grazie all’epilogo, che mi ha messo molte pulci nell’orecchio.
Una storia frizzante, a tratti divertente, molto sexy e che si sta decisamente non solo rimpolpando di personaggi grazie alle varie covate, ma anche con una trama meno romantica e più pratica che sono curiosa di scoprire dove ci porterà. Nel primo volume la Società Draconica ci veniva presentata come un insieme di vecchi Draghi con idee antiquate, ma la frizzantezza di Harry e la sua testa da studioso fanno sì che in questo volume le carte in tavola cambino. Sono davvero curiosa di scoprire in che modo!
Concludendo, un secondo volume che si attesa sui livelli del primo e a cui spero seguirà a breve il terzo volume, perché ormai è imperativo scoprire la storia di Geoff e… No, niente, non ve lo posso dire. Leggete il libro per scoprire di chi sto parlando! Intanto, posso dirvi che, poco ma sicuro, ne vedremo delle belle!

4
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Recensione “Cattive intenzioni” – Stephani Hecht

Titolo: Cattive intenzioni
Autore: Stephani Hecht
Serie: The Lost Shifters #4
Genere: Paranormal, Mutaforma
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 1,99€
Link all’acquisto: Cattive intenzioni

SINOSSI

Durante una fatidica notte di vent’anni prima, piena di morte e sconfitta, Mitchell ha quasi perso tutto ciò che gli era più caro. Non solo sono stati uccisi i suoi genitori, ma i suoi fratelli minori sono stati rapiti e si pensava fossero perduti per sempre. Da allora, Mitchell non ha solo dovuto guidare i felini nel ricostruire la loro società, ma ha anche dovuto proteggerli da attacchi successivi. Tutto quello ha lasciato poco spazio alle sue necessità e ai suoi desideri.
In quanto secondogenito, il mutaforma Lupo Dean ha sempre vissuto per servire gli altri. Non ha mai disobbedito agli ordini, anche quando uno di questi ha decretato che doveva rinunciare all’uomo che amava. Devastato e solo, Dean ha giurato di non riaprire mai più il suo cuore.
Poi la sua vita e quella di Mitchell vengono stravolte quando si scopre che un lupo ribelle, originario del branco di Dean, ha tra le mani uno dei fratelli perduti di Mitchell. I due scoprono di non aver altra scelta che lavorare insieme per salvarlo. Cosa più facile a dirsi che a farsi, dato che lupi e felini non sono mai andati d’accordo. Ciò non impedisce a Dean e Mitchell di innamorarsi l’uno dell’altro e, dopo una notte di passione, le cose tra loro cambiano per sempre. Ma il dovere e l’onore gli impediranno di avere il loro lieto fine?

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Quarto libro della serie “The Lost Shifters” di Stephanie Hecht, “Cattive intenzioni” ci racconta la storia di Mitchell. Chi ha letto i tre libri precedenti sa di chi sto parlando. Non è possibile dimenticare il capo indiscusso dei felini, il fratello che con ogni mezzo a sua disposizione ha dato vita alla ricerca che sta riportando i cuccioli dispersi a casa. Mitchell è il personaggio che tutti amano in un modo o nell’altro, perché senza il suo impegno nessuno dei protagonisti si sarebbe mai incontrato. Le sue spalle sorreggono un peso incredibile, ha sacrificato ogni cosa per la sua famiglia e finalmente veniamo a sapere quanto gli è costato davvero.
Dean è un personaggio che abbiamo già incontrato e che speravo sarebbe diventato importante. Sono stata contenta di vederlo ancora e poter leggere di lui. Il rapporto con suo fratello e il suo affetto per Mitchell sono alla base di ciò che lo spinge ad agire.
Sono due personaggi davvero interessanti e belli. Ammetto che questo è stato l’unico motivo che mi ha spinta a terminare questa lettura. Mitchell ha così tanto da dare, con Dean al proprio fianco ancora di più, ma è stato relegato alla base della piramide. Se i precedenti volumi mi avevano lasciata dubbiosa su alcuni punti, questo ha completamente distrutto il castello di carta che mi ero immaginata.
Gli avvenimenti sono sempre legati tra loro, rendendo le vicende avvincenti per il lettore. O almeno, finora è stato così. Stavolta i due protagonisti hanno un passato che viene spiegato sommariamente e messo in secondo piano sin dal primo momento. Il presente è mostrato ancora più velocemente e i sentimenti di entrambi vengono relegati all’ultimo posto. Da lettrice, mi aspettavo di vedere l’amore tra Mitchell e Dean crescere, vederlo sbocciare, così da poter entrare nella storia e amarla. Mi è dispiaciuto non riuscire a capirli, non essere in grado di affezionarmi ai due perché gli avvenimenti non sono stati descritti. Conoscere il loro passato era un punto troppo importante per non avere l’attenzione di cui avevamo bisogno. Mitchell e Dean si conoscono già, hanno già preso coscienza di cosa c’è tra loro e sanno perfettamente cosa ciò potrebbe comportare. Quindi mi chiedo, perché non rendere partecipe il lettore di tutto ciò? Se pensiamo alle storie precedenti, la loro è quella che ha raggiunto una consapevolezza incredibile, sono più maturi e lo è anche il sentimento che provano l’uno nei confronti dell’altro. Gli eventi sono importanti, ovviamente, ma la loro situazione è fin troppo legata a ciò che accade per non darle spazio. Si sarebbe potuto avere un buon equilibrio tra i due e ottenere una storia degna di nota.
La caratterizzazione dei protagonisti e degli eventi stessi mi ha lasciata a bocca aperta. Abbiamo due personalità che hanno così tanto potenziale da poter essere la migliore coppia di tutta la serie, ma è stato usato forse il cinque percento di quanto potevano dare… Un vero peccato.
Spero che nei prossimi non si presenti più questo problema, perché vedere personaggi così interessanti non poter dare il meglio mi è dispiaciuto.

3
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Recensione “Dopo lo schianto” – Emma Alcott

Titolo: Dopo lo schianto
Autore: Emma Alcott
Serie: Small Town Hearts #1
Genere: Contemporaneo, Militare
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Dopo lo schianto

SINOSSI

Regola n. 1: I militari eterosessuali rimangono eterosessuali, non importa quanto vorresti che non lo fossero
Regola n. 2: Essere un miliardario non cambierà questa cosa (probabilmente)
Regola n. 3: Quella cosa tra di voi al liceo? Era solo una fantasia
Regola n. 4: Una fantasia unilaterale
Regola n. 5: Dio, quanto vorrei che fosse stata un fantasia bilaterale
Regola n. 6: Okay, sto perdendo il filo del discorso
Regola n. 7: Non c’è proprio niente di male ad assumere la tua cotta del liceo
Regola n. 8: Se non ci si mettono di mezzo i sentimenti andrà tutto bene

Per Marshall Lloyd le cose ben presto andranno molto non bene. Non solo la sua cotta del liceo è tornata in città, ma si è trasformata in un esemplare maschile rude, tenebroso e assolutamente così splendido che al confronto i sogni erotici di Marshall sono eccitanti come guardare la vernice che si asciuga. C’è solo un problema: Fox Fraser, il suddetto esemplare, è etero.
Super etero.
Talmente etero che più di così si muore.
Ma da ciò che Marshall vede negli occhi di Fox, è anche distrutto. Dentro di lui ci sono cicatrici che nessuno nota. Nessuno a parte Marshall. Non c’è niente di male a volerlo aiutare, vero? Ad assumerlo per lavorare alla sua nuova casa per rimettersi in carreggiata? È solo lavoro. E il lavoro porta a sguardi che indugiano. A tocchi prolungati.
A… mmh. Meglio non pensarci. Le fantasie di Marshall non sono reali. Un tipo come Fox non potrebbe mai sbatterlo contro il muro e fargli quel genere di cose.
Forse.
Probabilmente.
Vero?

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Frederick “Fox” Fraser e Marshall Lloyd si conoscono sin dai tempi delle scuole superiori, ma all’epoca era una conoscenza superficiale, basata sui pregiudizi e sul loro “ruolo” nelle dinamiche a scuola. Fox, infatti, era amico di Ethan, uno tra i più popolari; nonché bullo del liceo. Marshall, al contrario, era l’ultima ruota del carro: capelli troppo lunghi, atteggiamento troppo effeminato eccetera. Veniva sempre preso di mira, soprattutto da Ethan, e la sua vita nei corridoio pieni di armadietti colorati era tutt’altro che facile.
Fox non ha mai preso parte alle botte e agli scherni, ma… Non li ha mai nemmeno fermati.
Almeno fino a quando non si rende conto che Marshall potrebbe davvero essere in pericolo e, in qualche modo, lo salva.
Non ha idea, però – preda della vergogna di averci messo così tanto a muovere un passo nella direzione giusta –, che quel suo gesto ha fatto sì che Marshall lo considerasse un eroe e, in generale, una persona dal cuore buono.
Sarà per questo che, dieci anni dopo, quando si ritroveranno dietro un cespuglio (vi consiglio di leggere per capire come ci sono finiti!), Marshall non potrà voltare le spalle a Fox e anzi, sarà l’unico a tendergli la mano quando Fox sarà più spezzato che mai…

«Non possiamo tornare indietro e cambiare ciò che è successo. Non per te, e non per me.»
«No, non possiamo,» disse lui.
«Ma abbiamo ancora il futuro.» Fissò Fox, che se ne stava immobile come una statua al suo fianco mentre parlava. «Tu e io… siamo ancora vivi.»

Primo libro di Emma Alcott che leggo, in realtà ho poi scoperto di aver già recensito una sua opera, nonostante fosse firmata con un altro nome: “Clutch” di Piper Scott. Quest’ultimo è, infatti, uno pseudonimo della Alcott e già in quella lettura (seppur profondamente diversa per tematica) avevo apprezzato il ritmo, le caratterizzazioni e gli sprazzi di ilarità che c’erano nel testo.
Ammetto di aver trovato questo romanzo forse più completo, nonostante anche l’altro sia stata una lettura assolutamente gradevole, ritrovando le medesime caratteristiche adattate al nuovo contesto e a una realtà contemporanea e non fantasy.
Anche in questo caso, la Alcott ci regala due personaggi molto diversi e sfaccettati, che rimangono fedeli a se stessi (ombre e stramberie comprese) e che sanno evolversi e amare profondamente nel corso della narrazione.
Sia Marshall che Fox sono due uomini spezzati dal reciproco passato – seppur in modi del tutto diversi – e solo facendosi forza l’un l’altro riescono, piano piano, a superare i momenti più critici e a imparare a gestire le difficoltà, trovando un modo per vivere il più serenamente possibile la loro vita.
L’aggiunta dell’adolescente Sam al quadro aumenta quel senso di “famiglia” che manca così tanto a entrambi. E no, non è una Threesome, ma Sam entrerà a gamba testa a far parte del quadretto, con le sue felpe sformate e i berretti di lana; le battute taglienti e gli ombrelli con le paperelle di gomma stampate sopra. E lo amerete, perché è davvero adorabile!
Un libro che affronta tematiche complicate come la violenza domestica e il Disturbo da Stress Post Traumatico, ma che lo fa senza appesantire la lettura e rendendo invece gradevole l’andare avanti, incuriosendo il lettore su ciò che succederà nella pagina successiva.
Forse avrei gradito un maggiore approfondimento dell’aspetto delle famiglie di origine di Marshall e Fox (soprattutto di quest’ultimo), ma nel complesso devo dire di aver letto il romanzo con vero piacere e che spero arrivi presto anche il secondo volume.
Consigliato!

4
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Recensione “Aftermath” – Tanya Chris

Titolo: Aftermath
Autore: Tanya Chris
Serie: Ever After #3
Genere: BDSM, Contemporaneo
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Aftermath

SINOSSI

Un giorno, Casey ha flirtato con un bel ragazzo in un bar, e da lì è cambiato tutto. Uscito da poco di prigione, sta iniziando a ricostruirsi una vita senza la famiglia che gli ha insegnato a odiare se stesso. Ha un nuovo lavoro, una stanza a casa di sua zia e trascorre alcune ore facendo lavori socialmente utili in un centro LGBTQA. Ma la sua più grande sfida è capire come vivere nei panni dell’unica cosa che suo padre e suo fratello lo hanno convinto di non poter essere: un uomo gay.
Una volta, Brooks era un Dom sicuro di sé con un gusto particolare per gli uomini più grossi di lui. Ma da quando ha incontrato un pericoloso omofobo, ha perso il suo tocco. Gli uomini grandi e grossi gli appaiono sexy quanto spaventosi, e provocare dolore alle persone non è più divertente come un tempo.
Questo fino a quando non incontra Casey, un uomo grande e grosso dal passato problematico. Casey è pronto a fare qualsiasi cosa, ma la sua sottomissione nasce da un desiderio salutare o da un bisogno malato di essere punito? E Brooks cerca solo un piacevole sfogo o anche vendetta? Due persone che condividono un passato violento come il loro non potrebbero mai innamorarsi. A meno che, fra tutte le conseguenze della violenza, esista anche il perdono.

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Pur avendo letto molti libri a tematica BDSM nel corso degli ultimi dieci anni, devo dire che leggere questo non è stato facile.
Il libro è scritto molto bene, ha analizzato i punti di vista di cosa i due personaggi cerchino in questo tipo di relazione, ma in alcuni punti ho fatto fatica a capire davvero la loro dinamica e la risposta la potete trovare già nella sinossi del libro.
Il confine che Casey e Brooks corrono il rischio di oltrepassare, quello tra desiderio psicofisico e vendetta, è davvero sottile e alcune pratiche che mettono in pratica sono davvero al limite.
Casey è un ragazzone di ventidue anni che sta cercando di fare ammenda per il suo recente passato. Casey ha trascorso diciotto mesi in carcere con un’accusa davvero pesante: non è intervenuto per due volte durante due pestaggi, ad opera del fratello maggiore, che hanno portato alla morte due persone.
Da questi fatti sono scaturite una serie di conseguenze che hanno cambiato per sempre la vita di tutte le persone coinvolte, oltre che la sua e quella dei suoi famigliari.
Casey ha perduto tutto: il fratello che seguiva come un cagnolino fedele starà in carcere per molto tempo e il padre lo ha ripudiato perché lo ritiene una spia. Così non ha più un posto dove andare, amici e nemmeno un lavoro, visto che prima lavorava col padre.
Le azioni che compiamo portano a delle conseguenze e Casey le sta cominciando ad affrontare nella maniera più dura: deve capire che se avesse reagito diversamente ora due persone sarebbero ancora in vita.
Tutti però hanno diritto a una seconda possibilità, come come è vero che i morti non ce l’hanno, ma se chi resta capisce il male che ha arrecato poterà sempre dentro di sé il ricordo di queste persone che non ci sono più.
L’occasione di cambiare a Casey è stata data e il ragazzo l’ha accettata: vivrà a casa della zia materna che non vede da anni, ma che si è resa disponibile ad ospitarlo.
In più Dashiell e Syed sono rimasti nella sua vita e stanno cercando di dargli una mano.
Casey non ha mai dimenticato il giorno in cui tutto è cambiato, l’incontro in quel bar con quel ragazzo snello e magnetico che sembrava mangiarselo con gli occhi, e soprattutto non ha dimenticato il dolore che gli ha causato.
Casey sta cercando davvero di capire dove ha sbagliato e accettare che le persone che ha ferito non siano ben disposte ad avere a che fare con lui: continua a dare colpa al fratello bullo e omofobo e al padre che non ha mai fatto nulla per proteggerlo. Finché non prenderà atto che anche lui ha sbagliato, non riuscirà a farsi davvero accettare dalla comunità LGBTQ della quale ora fa parte.
Brooks è cambiato dopo la brutale aggressione di cui è stato vittima, ma da cui è riuscito a fuggire. Ha perso una parte della sua autorità come Dom e non riesce più ad essere il Dom che dovrebbe.
Si trascina un giorno dopo l’altro nella paura di sottomettere di nuovo un uomo grande e grosso, il suo tipo ideale, perché ha paura di essere aggredito.
Anche se è ancora molto arrabbiato con Casey, non riesce a stargli lontano:

“Anche quando i suoi incontri erano del tutto casuali, sentiva sempre il bisogno di proteggere e consolare i propri partner…«Questo è l’aftercare.» «Mi piace l’aftercare» «È importante. Anche una sessione che non sembra molto intensa può stravolgere parecchie emozioni. Per entrambi i parter.»”

Brooks cerca di evitarlo, ma da quando il ragazzo fa il volontario nello stesso rifugio per ragazzi LGBTQ le occasioni per vedersi sono davvero troppe.
I due iniziano una pseudo relazione BDSM, basata più sulla punizione e vendetta piuttosto che su quello che dovrebbe essere, ovvero uno scambio equo di sottomissione e dominazione.
Non si capisce se Casey apprezzi o meno le pratiche che Brooks decide di infliggergli e quando diventa troppo, Brooks si tira indietro, mancano così ai suoi doveri di dom e lasciando Casey in preda al dolore più atroce, e non parlo di dolore fisico, ma emotivo:

“…faceva piangere. Non il dolore, ma il rifiuto. La perdita. Forse stava sperimentando uno di quegli sfoghi emotivi di cui aveva parlato Brooks… La perdita di Brooks sembrava peggiore di qualunque altra avesse subito, a partire da sua madre.”

Pur avendo le sue colpe Casey non è cresciuto in un ambiente sicuro e protetto dove poteva esprimere la sua sessualità; si è rintanato talmente tanto nel suo armadio che ora che sta venendo a galla non sa come gestirla. Per lui si sta aprendo un mondo nuovo, come se fosse rinato a ventidue anni:

“Era stato così rigido sulla propria sessualità che non le aveva dato lo spazio necessario per crescere, oltre alla consapevolezza iniziale: gay. Gay era stato sufficiente.”

Non ha mai baciato nessun ragazzo, non sa come si fa ad abbracciare, e per lui tutto è una scoperta:

“Quando mi tocchi, è come se non avessi mai conosciuto la sensazione di essere toccato.”

Casey è sulla buona strada per dare un senso alla sua vita e per rimediare al male fatto: certo questo non ripoterà in vita le vittime del fratello, ma lui può fare la differenza ora, aiutando chi ne ha bisogno e affrontando anche il padre, un’altra persona che non ha ancora capito a gestire i danni che ha causato ai figli.
Ritroviamo in questo libro anche Dashiell e Syed che saranno fondamentali per il cambiamento di Casey, sempre pronti a intervenire in suo aiuto e in quello dei ragazzi del centro per il quale fa volontariato: molto toccante è la storia di Finn, uno dei ragazzi che si affeziona di più a Casey al centro e che farà da collante alla storia tra lui e Brooks.
Anche Brooks deve capire che forse non sarà più lo stesso Dom di prima e che è inutile che si nasconda dietro la vendetta: quello che ha passato ha impattato su tutta la sua esistenza e non esiste una formula per far dimenticare il passato perché gli esseri umani sono il risultato delle esperienze, positive e negative, che vivono.
L’essere umano cambia, si adatta, si evolve proprio perché è in grado di imparare dal passato per non compiere più gli stessi errori, proprio come quello che Casey sta facendo e che Brooks deve smettere di predicare e iniziare a fare.
Casey e Brooks, Syed e Dashiell, Garreth e Aayan: tre coppie nate dalle ceneri di una tragedia che li ha fatti conoscere, senza la quale forse non si sarebbero mai incontrati, ma siccome la vita è cambiamento a tutti è stata data una seconda occasione per essere felici e loro l’hanno saputa cogliere.
Una trilogia che spazia su diversi temi, che non ne tralascia nessuno e che ancora una volta spiega al lettore che non c’è nulla di sbagliato nell’essere diversi e nel cercare qualcosa di diverso nel rapporto col partner. Una lezione di diversità e inclusività che non scade mai nel volgare e nel già letto.

4
Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Aftershock” – Tanya Chris

Titolo: Aftershock
Autore: Tanya Chris
Serie: Ever After #2
Genere: BDSM, Contemporaneo
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Aftershock

SINOSSI

Venire assolto per l’omicidio di Jamie non lo riporterà indietro. Syed può anche essere libero, ma ha perso il suo amante e il suo sub, insieme al suo senso del controllo, alla sua libido, ai suoi amici e al coraggio di infliggere il tipo di dolore grazie al quale Jamie fioriva. Perfino il suo appartamento altolocato non gli si addice più.
Dashiell è attratto dall’uomo affascinante che ha rappresentato in tribunale, ma si è ripromesso di non iniziare mai più una relazione con un altro playboy troppo sicuro di sé. Il suo prossimo fidanzato, se mai troverà qualcosa del genere, lo vedrà come qualcosa di più di un piano di riserva. E come potrebbe dare a un uomo come Syed ciò che vuole, in ogni caso?
Dashiell teme il giorno in cui Syed gli chiederà di sopportare più dolore di quanto lui possa gestire, mentre Syed si sforza di conciliare i nuovi sentimenti che prova verso Dashiell con quelli che ancora serba per Jamie. La loro relazione appena nata potrà sopravvivere alla scoperta che il nuovo sub di Syed potrebbe essere l’avvocato difensore dell’uomo che ha ucciso il suo precedente amante?
Jamie merita giustizia, Dashiell merita amore e Syed vuole essere colui che darà a entrambi questi uomini esattamente ciò di cui hanno bisogno.

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Ora che è stato prosciolto da ogni accusa di aver ucciso il suo compagno, Syed ha finalmente il tempo di piangerlo: Jamie gli mancherà sempre e ora è venuto il momento di dirgli addio.
Ognuno di noi reagisce diversamente al dolore per la perdita; non c’è una “maniera” giusta di soffrire, né di piangere per qualcuno; la persona che non c’è più ha condizionato la nostra vita, l’ha cambiata e quando viene a mancare il nostro equilibrio ne esce compromesso.
Syed, Dom oscuro, pacato, silenzioso, non fa eccezione e ora non sa come andare avanti senza la gioia che il giovane e solare Jamie portava nella sua vita.
Jamie era il Sub perfetto per un Dom come lui, aveva arredato la loro casa in funzione della loro vita di coppia, ma ora gli è aliena e distante.
Syed non si sente più a suo agio in quella grande casa così minimalista e monocromatica, soprattutto da quando nella sua vita è entrato Dashiell, l’aiuto avvocato che ha contribuito a farlo assolvere da quell’accusa infamante.
Dashiell è sempre più attratto da questo uomo che solo con uno sguardo riesce a dominarlo; non ha mai avuto interesse per le pratiche del BDSM, ha una soglia del dolore bassissima, ma non riesce a resister al richiamo della voce di Syed, anche quando gli chiede di fare le cose più semplici, come mettersi in ginocchio per lui:

“La sua coscienza era andata da qualche parte al di fuori del tempo, in un luogo dove da lui non era richiesto nulla tranne mantenere quella posizione contro il muro.”

Dashiell è stupito dal fatto di voler compiacere a tutti i costi quell’uomo così silenzioso, dalle movenze eleganti pari a quelle di un felino aggraziato, ma ha il terrore che l’uomo si stanchi alla svelta di lui, appunto perché sa di non poter competere con il defunto Jamie in materia di resistenza al dolore.
Essendo un neofita del genere non sa che ognuno cerca qualcosa di diverso nel BDSM: che chi brama il dolore attraverso strumenti diversi, chi pratica giochi di sangue che coinvolgono Jamie, chi gioca con le candele, ma c’è anche chi vuole solo obbedire al suo Dom per compiacerlo. Sono tutte variazioni sul tema, nulla va dato per scontato e nulla è dato per scontato. Ognuno è libero di testare quello che sente più vicino al suo essere, anche perché Syed sembra molto interessato a testare i limiti del bel avvocato:

“…tutti cercando qualcosa di diverso… sono fortunato ad averti Dashiell, o maledetto ad aver perso Jamie? Mi sento entrambe le cose, ma com’è possibile?”

Syed si trova a un bivio: non è più il Dom di un tempo, quello perfetto per un sub come lo era Jamie, ma la sua natura è pur sempre quella di un dominatore e Dashiell sembra pronto a compiacerlo.
Syed non dimenticherà mai Jamie e le circostanze che glielo hanno strappato, ma si rende anche conto che Jamie non vorrebbe che si annullasse nel suo ricordo e passasse la vita a piangerlo senza viverla. Dashiell non sarà mai Jamie, ma va bene così perché ora Syed è una persona diversa, nuova, pronta a essere l’uomo giusto per il giovane avvocato:

“Aveva trovato Dashiell nell’oscurità che Jamie si era lasciato dietro, un’anima più profonda che si appoggiava in modo più silenzioso contro la sua, un uomo per l’uomo che lui era divenuto.”

Dashiell non vive in competizione con la memoria di Jamie, sa che nel cuore di Syed ci sarà sempre posto per lui, e si rendono conto entrambi che senza la sua morte le cose tra di loro non sarebbero mai potute diventare quello che sono. La vita del resto è questa: si nasce, scresce, se h a fortuna si ama e si è amati, ma non ci è dato conoscere il tempo che trascorreremo sulla terra, quindi si dovrebbe cercare di vivere il nostro tempo in maniera piena…
Non fa parte dell’animo umano dimenticare chi si ha amato, sarebbe contro la natura stessa che ci rende umani, che ci rende empatici – più o meno tutti!, e che ci spinge ad essere felici accanto ai nostri simili.
Un libro che parla di dolore, perdita, sofferenza ma anche di rinascita e dei diversi modi di vivere una relazione amorosa senza che per forza si debba essere giudicati per quello che si fa in camera da letto. Un libro toccate sì, ma anche con il giusto punto di piccante quando Dashiell sperimenta la nuova dimensione della sua sessualità.

Ps: l’indagine sulla morte di Jamie è stata riaperta e in questo libro conosceremo il nome dell’assassino che lo ha strappato a Syed e che cambierà ancora una volta la vita dei protagonisti.

4.5
Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Harmless” – Nicole Edwards

Titolo: Harmless
Autore: Nicole Edwards
Serie: Pier 70 #4
Genere: Contemporaneo, Sportivo
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: 
Harmless

SINOSSI

Lui ha un segreto…
Roan Gregory, uno dei quattro proprietari del Pier 70 Marina, si è mostrato come nient’altro che un solitario negli ultimi mesi, e per una buona ragione. E ha tutte le intenzioni di mantenere segreta quella ragione. Almeno fino a quando ne avrà l’opportunità.

Anche lui ha un segreto…
Colton Seguin, difensore degli Austin Arrows, è riuscito a impedire al mondo di scoprire che è gay. Sa perfettamente cosa può o non può fare. E con chi. Almeno, fino a quando non vede Roan per la prima volta.

Alcuni segreti sono troppo grandi per essere tenuti nascosti…
Le temperature si alzeranno quando quel misterioso ragazzaccio metterà gli occhi su quel giocatore di hockey sexy da morire.
Riusciranno Roan e Seg a superare le rispettive difese? Oppure, il tempo trascorso insieme si rivelerà solo un’innocua avventura di una notte?

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Eccoci all’ultimo volume dei boys della Marina, è finalmente arrivato il momento di Roan e Seg.
Ricordate il breve incontro imbarazzante dopo la partita degli Arrow? Si capiva che Roan e Seg avevano qualcosa di importante da raccontarci, rivediamo anche lo stesso incontro con un’aggiunta di dettagli, infatti i due hanno passato qualche tempo prima una serata e notte bollente, ma non si sono più rivisti.
La scelta è stata di Roan, ne sta passando tante, forse troppe e un eventuale giocatore sexy per qualche avventura tra le lenzuola non è contemplata, così non ha mai risposto ai messaggi e le chiamate di Seg, che finge una vita che non lo rende molto felice ma che non l’ha mai dimenticato.
Roan in realtà sta nascondendo a tutti una realtà drammatica, la sorella tossicodipendente ha anche avuto un bimbo, il piccolo Liam, del quale Roan è diventato tutore legale. Quando la ragazza muore per un’overdose, tutte le responsabilità del piccolo sono sullo zio, il quale invece di appoggiarsi agli amici, cerca di fare il possibile per gestire tutto da solo.
Quando la realtà emerge, Roan capisce che nascondersi dal mondo non è il modo per vivere e annullare se stesso solo perché è diventato padre non sarà di aiuto a nessuno, neanche alla creatura che oramai è come un figlio.

Deglutì a fatica. Non sapeva perché avesse bisogno di sentirsi dire quelle parole, ma era così. Un minuto prima Liam era suo nipote, quello dopo era suo figlio, ma in ogni caso fin dal primo momento in cui lo aveva visto, aveva saputo che sarebbe diventato la cosa più importante della sua vita. Non si sarebbe mai aspettato di avere dei figli tutti suoi. Certo, aveva sperato che un giorno avrebbe potuto averne l’opportunità, se e quando…

Forse dopo Cam e Gannon sono la coppia che mi ha emozionato di più, perché entrambi hanno un passato difficile e ostacoli da affrontare ma il legame che si crea è davvero forte e anche inaspettato.
Roan ha cercato di fare il possibile per evitare agli amici, la presenza un po’ irritante della sorella, dato che la droga l’ha resa una persona odiosa, meschina ed egoista. Il fatto che sia anche riuscita a rimanere incinta di un perfetto sconosciuto, non ha fatto che caricare Roan di responsabilità e problemi.
Lui mi è piaciuto molto perché ha capito i suoi errori e ha realizzato che volere il bene degli altri deve anche includere chiedere aiuto e appoggiarsi alle persone care. Si fa un cruccio per aver fatto scappare la madre quando ha fatto coming out appena quattordicenne, pensa che il padre lo odi, perché è un uomo di poche parole e quindi i rapporti in famiglia sono piuttosto difficili, anche con la matrigna che lo accetta ma non lo ritiene idoneo per crescere un figlio proprio perché omosessuale.
Seg mi è piaciuto perché ha passato una vita a fingere di essere quello che non era, un po’ influenzato dall’ambiente dello sport in cui vive molte ore della sua vita, un po’ perché il padre non avrebbe mai tollerato che lui non fosse etero. Ora l’uomo non c’è più e lui con la madre stanno recuperando il tempo perduto. Mi è piaciuto molto il rapporto con lei, una donna intelligente, onesta e amorevole che si sente in colpa per aver lasciato che il marito influenzasse le scelte del figlio.

«E questo è ciò che Cassie voleva. Ha firmato la custodia di Liam fin dal primo giorno. Sapeva di avere dei problemi e sapeva anche che lo avrei messo sempre al primo posto. Amavo mia sorella, malgrado tutti i suoi difetti. Si è rovinata la vita, ma ha deciso con consapevolezza di non rovinare quella di Liam.» Seg sfiorò il mignolo contro la sua gamba in una silenziosa dimostrazione di sostegno che lui apprezzò. «Quindi adesso la faremo finita. Io crescerò Liam e quando arriverà il giorno in cui io e Seg ci sposeremo, lo adotterà, se è questo ciò che vuole.»

Alla fine è stata davvero una bella lettura, ho amato molto la connessione tra loro, il senso di responsabilità verso il piccolo Liam e anche la forza che si danno entrambi per superare gli ostacoli che vorrebbero tenerli divisi, che sia il dichiararsi al mondo o la stupidità umana di chi pensa di conoscere tutto nella vita giudicando gli altri senza avere basi solide. Forse la cosa più bella che rimane in ogni libro, è la forza e il legame che c’è tra i vari componenti della Marina e dei loro compagni, sono in tutto una vera famiglia e amo questa cosa.
Se cercate un finale o quasi perfetto per questo gruppo non vorrete perdere la storia del campione sportivo che è pronto a tutto per avere nella sua vita l’uomo che gli ha rubato il cuore e il suo bimbo. Ora io aspetto anche Milly, so che c’è anche la sua storia.

4.5
Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “La lista dei cattivi” – Leta Blake

Titolo: La lista dei cattivi
Autore: Leta Blake
Serie: Home for the Holidays #2
Genere: Contemporaneo, Festività, lieve BDSM
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: La lista dei cattivi

SINOSSI

Può un suo ex studente ispirargli, a suon di sculacciate, un po’ di spirito natalizio?

È di nuovo Natale e Aaron non è ancora dichiarato come gay e sottomesso naturale. Un’indiscrezione potrebbe macchiare il suo curriculum in fatto di moralità, per cui non può permettersi di soddisfare i propri desideri, a prescindere da quanto lo lascino represso e bisognoso.
Fino a quando un suo ex studente non torna a casa per le vacanze.
Dominante e affascinante, RJ sa di cosa ha bisogno Aaron: incontri intensi, sexy e una mano ferma. Con l’avvicinarsi del Natale, RJ aiuta Aaron a sbloccare il suo vero io. Ma la famiglia e le paure sono in agguato, e tutte le cose belle devono finire.
O la loro bollente avventura delle vacanze può trasformarli in due amanti fissi?

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Aaron Danvers ha ventotto anni ed è un insegnante di scuola media con una carriera a rischio a fronte di ciò che è successo qualche tempo prima con un altro insegnante.
Impaurito da quello che potrebbe succedere se uscisse di nuovo dai binari, Aaron si è pressoché imposto la castità, intervallata da incontri veloci e anonimi con sconosciuti solo di passaggio nella piccola cittadina di Knoxville, dove vive.
È proprio per incontrare uno di questo uomini che Aaron si trova in un locale con musica dal vivo, con gli addobbi di Natale tutti intorno e gente festosa che balla, canta e beve. Sul palco, a farla da padrone, c’è una band che l’uomo non conosce, anche se riconosce il chitarrista, essendo stato un suo insegnante.
Altri non è, infatti, che RJ Blitz, di ventiquattro anni, chitarrista promettente con una carriera musicale alle spalle di tutto rispetto.
Aaron non è preparato al desiderio che la vista del suo ex studente gli scatena, ma… Quando RJ si dimostrerà altrettanto interessato, come potrà Aaron rinunciare a una notte di bollente passione con il ragazzo?
Non voglio svelarvi di più, perché la storia di Aaron e RJ è tutta da gustare! Sappiate solo che sarà bollente e, anche se ci sarà un po’ di tira e molla e complicazioni varie, Aaron e RJ otterranno il loro lieto fine a tempo di rock.
Secondo volume della serie di Leta Blake ambientata a Natale, avevo letto e apprezzato moltissimo il primo volume, “Cuore di ghiaccio”, dove avevo amato molto uno dei due protagonisti (che, per la cronaca, compariranno anche qui in un cameo che ho molto apprezzato!). Anche in questo caso ho apprezzato più RJ di Aaron, ma sono entrambi due personaggi gradevoli, seppur con le loro differenze, che sanno farsi apprezzare. La Blake li ha ben caratterizzati, giocando un po’ sul tema di Dom e Sub, anche se la parte BDSM non è mai troppo spinta. Molto calda e sexy, sì, ma non estrema.
La storia è ricca di eventi, sentimenti e situazioni. I personaggi secondari (soprattutto le famiglie di Aaron e RJ) hanno un ruolo importante e mettono a dura prova i nostri protagonisti, che però impareranno ad amarsi a tal punto da essere in grado di superare tutto.
Una storia ricca della magia del Natale, ma anche di un pizzico di trasgressione che fa solletica l’animo di noi lettrici, tutto a tempo di musica e… sculacciate. Consigliato!

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