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Recensione in anteprima “Rondò Caprese” – Velia Rizzoli Benfenati + Dietro le quinte

Velia Rizzoli Benfenati (2)

Titolo: Rondò Caprese
Autore: Velia Rizzoli Benfenati
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Rondò Caprese

SINOSSI

Quando la Signora Aida Caracciolo-Bussel muore, lascia un testamento folle che costringe il nipote Haendel Corsini, un uomo distrutto da un passato traumatico, sulla soglia dell’alcolismo e con alcuni matrimoni falliti alle spalle, a tornare a Capri, nella villa di famiglia, dove trova una Suite che il padre, grande compositore e direttore d’orchestra defunto da tempo, aveva composto anni prima e rimasta sconosciuta.
In un inverno freddo e burrascoso, Haendel si trova a confrontarsi con Andrea, la sua roccia, amico di sempre e figlio della dama di compagnia della Signora, pronto a sostenerlo.
Andrea però custodisce un segreto: ama profondamente Haendel da sempre.
Riusciranno i due a trovare il bandolo di quella matassa tanto complicata in cui le loro vite s’intrecciano in un continuo rincorrersi e raggiungere l’equilibrio interiore?

Lady Marmelade2

«Haendel… è la vita. Succede a tutti di perdere chi amiamo. È il normale rischio che si corre a essere vivi.»

Chi non ha mai perso nessuno nella sua vita?
Nessuno io credo. Nonni, amici, fratelli, genitori, l’amore della vita… ognuno di noi ha perso qualcuno: Haendel ha perso tutti ora. L’ultimo membro della sua famiglia se ne è andato ed ora è solo al mondo.
Anzi no, non è ancora del tutto solo: qualcuno c’è ancora al suo fianco, il suo migliore amico, il suo compagno di giochi d’infanzia, colui che gli sarà sempre fedele, anche durante i momenti più bui, anche quando Heandel sembra farlo apposta ad allontanarlo.
Questo nuovo romanzo di Velia Rizzoli Benfenati è molto diverso dai suoi lavori precedenti; più maturo, sofferto, ragionato, ricco di descrizioni che ti fanno venire voglia di prendere l’aliscafo e seguire i sentieri meno battuti dell’incantevole isola di Capri.
La Benfenati stavolta ha abbandonato le atmosfere adolescenziali dello sport per addentrarsi in una storia forse ancora più sofferta delle precedenti, con due protagonisti tormentati che rivivono la loro infanzia per poter andare avanti col loro presente.
L’atmosfera è cambiata, ma i sentimenti sono sempre veri: dall’amicizia all’amore, il confine è sottile, e spesso se si decide di oltrepassarlo non si può più tornare indietro.
Heandel e Andrea sono cresciuti insieme, diversi per estrazione sociale, ma amici per la pelle: Haendel è il figlio di un grande compositore e di una famosa cantante lirica, Andrea il figlio della dama di compagnia della nonna di Heandel.
Haendel sembra avere tutto dalla vita, soldi, fama, talento per la musica, un aspetto fisico che attrae entrambi i sessi, e una vera e propria passione per i matrimoni lampo!
Andrea è quello che da sempre lo toglie dai guai, non a caso è il suo avvocato di fiducia, e sembra essere l’unico che riesce a leggergli nel cuore.
Heandel è giunto al capolinea: deve decidere cosa fare non solo con le proprietà appartenute alla defunta nonna, ma anche della sua vita. Non può continuare a fuggire dal suo passato, rifugiandosi nell’alcol, come faceva con i compiti da bambino, e forse quello che gli serve è una caccia la tesoro più prezioso che possiede, la riscoperta delle sue origini:

«Quello che ci puoi trovare è il tuo passato, il tuo presente e il tuo futuro. Cosa c’è più importante di quello?» Ma Haendel non lo comprendeva. E come poteva? Per lui “progettare il futuro” significava al massimo preparare la sacca per un viaggio possibilmente lontano da altri esseri umani…Non si può fuggire o nascondersi al proprio destino. Non lo facevamo neanche allora. Rimandavamo solo l’inevitabile.

Heandel si è sempre sentito fuori posto nella vita dei genitori; ha ereditato da loro il talento per la musica, ma lui non crede di averne. Solo con Andrea si è sempre sentito a suo agio, confidandogli tutte le sue paure, soprattutto quella del mare, che una volta tanto amava. Il mare gli ha portato via molto, e ora è una totura per lui il solo ascoltare la risacca:

Il fragore delle onde era un frastuono che risuonava minaccioso.
«Sai qual è la cosa che mi dà più fastidio? Il suono. Sarebbe bellissimo, se non mi facesse così male.» Andrea avrebbe voluto togliere la suoneria al mondo intero, avrebbe voluto che il “suo” Haendel trovasse la pace.

Andrea, il cui aspetto può sembrare fragile, delicato, quasi efebico, nasconde un segreto, che non è mai riuscito a confessare al suo migliore amico: è innamorato di lui da sempre ed è per quello che non l’ha mai abbandonato a se stesso.
Andrea, un metro e sessanta di capelli scuri e occhi verdi, il Piccolo Gigante, come lo chiama Haendel, è sempre stato la roccia di Haendel, ma anche per lui è giunto il limite della sopportazione e il suo segreto sta per venire a galla, visto che Haendel non è poi così eterosessuale come tutti – lui stesso in primis- credevano:

Aveva l’impressione che la sofferenza della persona a lui più cara al mondo fosse il motore che lo spingesse a essere così forte, come se la debolezza di Haendel fosse la fonte della sua forza.

Se per Haendel è una sorpresa aver capito di essere attratto anche dagli uomini, cisto che è alla soglia dei quarant’anni, quindi in piena maturità, Andrea ha sempre avuto le idee chiare, cosa che lo ha fatto soffrire molto in passato:

Quelle lacrime gli erano scese dalle guance, ma non per la paura del temporale, come Haendel aveva erroneamente supposto, ma per la paura di un futuro così spaventoso, per essersi scoperto gay a soli dieci anni… Urlò contro sua madre che lo aveva educato a essere forte, facendo di lui una persona inabile al lasciarsi andare… Urlò contro Haendel, che si era preso il suo cuore e non glielo aveva mai ridato, abbandonandolo nella solitudine.

Due uomini forti e fragili allo stesso tempo, che si rincorrono da una vita, che avevano da sempre sotto gli occhi quello di cui avevano bisogno, ma che per paura di perdere tutto, si ostinavano a non vedere, nel caso di Haendel, o a non dire, come per Andrea.
La paura li ha tenuti bloccati in un limbo, sempre in attesa di qualcosa o qualcuno che potesse riuscire a rompere questo circolo vizioso, e cosa è meglio di un’ennesima sbronza può fare?
Ma quando la ragione riprende fiato e si schiarisce ecco che la verità non può essere ignorata, e Haendel deve prendersi la responsabilità di quello che ha fatto:

Non poteva desiderarlo di nuovo, però. Non era giusto. Andrea meritava di essere amato da qualcuno in grado di tenergli testa e che non si trasformasse in un parassita del suo sistema nervoso…  Andrea era un pezzo della sua anima ed Haendel pensò che, da quel momento in poi, ogni sua singola scelta sarebbe avvenuta nella più profonda e assoluta delle solitudini, perché non stava perdendo solo un amico o un amante, stava perdendo una parte di sé; o meglio: stava perdendo la parte più bella e pura di sé.

Un romanzo davvero ben scritto, con un’ambientazione suggestiva, romantica e d’impatto, come se i profumi degli agrumi descritti dall’autrice giungessero al lettore dalle pagine del romanzo; come se il suono del pianoforte a coda di Haendel raggiungesse le orecchie del lettore.
Un romanzo davvero struggente, come la musica che suona Haendel, come il dolore di Andrea, alla disperata ricerca di un solo gesto d’affetto di Haendel, poco importa se in preda ai fumi dell’alcol e della droga.
Ho sempre amato la musica classica, lo so, sono strana, come per i libri e i film, anche con la musica passo da un estremo all’altro, e ho amato molto Heandel: la sua fragilità mi ha colpito, come mi ha affascinato la forza di volontà di Andrea.
Non so davvero scegliere tra i due per chi mi ha dato le emozioni maggiori e questo per me vuol dire che l’autrice ha colpito nel segno, perché i suoi personaggi rimarranno sempre con me.

P.S.: Anche uno personaggio minori mi ha colpito molto: sto parlando di quel demonio di Tania, una delle ex mogli di Haendel; Tania, un metro e mezzo di pura lingua biforcuta, musicista eclettica e dal talento innato, ma di un grezzo da paura! Come si fa a non citarla ed amarla?! Tania io e te saremmo ottime amiche e mi piacerebbe tanto sapere da dove ti ha tirato fuori l’autrice!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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DIETRO LE QUINTE CON… VELIA RIZZOLI BENFENATI

UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

Rondò Caprese” è la mia ultima creatura. È stato un libro molto complesso che mi è costato tanto studio e un paio di viaggi in una delle isole più belle del mondo. Pensa che il suo primo embrione risale a prima della pubblicazione di “Amnésie A Paris“. Il titolo originale doveva essere “Capri Suite”, e io lo penso ancora come “Capri Suite”. È una situazione un po’ strana, come quando aspetti un bambino e il giorno del parto scopri che è una bambina!

DUE CHIACCHIERE CON VELIA

cover-20Da dove è nata l’idea per “I fenomeni” e quanto della tua vita c’è in quella storia?
I fenomeni” sono nati da un mio preciso bisogno di leggerezza. Avevo appena finito un romanzo molto complesso e sfibrante (a proposito: esso sta uscendo a puntate su Wattpad gratuitamente per chi fosse interessato, ed è molto diverso dal genere a cui i miei lettori sono abituati), e sentivo il bisogno di scrivere qualcosa che non mi impegnasse troppo. Così ho preso i miei ricordi e mi ci sono buttata. “I Fenomeni” sono miei coetanei, miei compagni di scuola, rappresentano un sunto dei miei ricordi dell’epoca. Non sono io e non sono nemmeno qualcuno dei miei amici dell’epoca, ma lo rappresentano. La cosa buffa è che dopo essermi “aperta la testa” con “Il Grande N” (il romanzo di cui dicevo sopra) non volevo niente di difficile e invece mi sono trovata a studiare un sacco anche lì!

cover2-7Hai esordito con “Amnésie a Pàris”, un romanzo molto toccante sulla perdita della memoria e sul ritrovare con essa l’amore e la complicità perduta. Qual è il ricordo più dolce riguardo alla stesura di questo romanzo?
Devo essere cattiva e smontare ogni sogno: non ho ricordi particolarmente “dolci”. “Amnésie A Paris” è nato per puro caso. All’epoca scrivevo altro (stavo già lavorando sul “Il Grande N“), non conoscevo niente del mondo dell’editoria e non sapevo neanche dell’esistenza del genere MM! Poi un giorno un mio amico, Enrico Padovan, mi mandò il link per un concorso indetto da una Casa Editrice appena nata che cercava nuovi autori. Il concorso si chiamava “Midnight In Paris” e la Casa Editrice era una “certa” Triskell Edizioni. Ricordo che, mentre leggevo il bando, la storia mi venne nella testa esattamente come l’avete poi letta voi. Durante la sua stesura, però, avevo molto lavoro (sono artigiana e nella vita di tutti i giorni costruisco dentiere), e stavo per affrontare il mio primo spettacolo teatrale, quindi non avevo il tempo neanche per respirare, figuriamoci emozionarmi. Ma è andato tutto bene e il resto è storia. Sono stata una delle primissime autrici pubblicate da Triskell Edizioni e di questo vado piuttosto fiera.

Il tuo penultimo romanzo che hai pubblicato, “The Hustler”, è molto diverso come genere dai tuoi precedenti, visto che uno dei tuoi personaggi è un gigilò. Da dove ti è venuta l’idea?
Durante il primo MM Meeting nel 2015, Elisa Rolle fece un intervento molto interessante e accurato in cui parlò di diverse coppie del XX secolo. Una di queste mi colpì particolarmente. Non ricordo bene di chi si trattasse, ma ricordo che erano newyorkesi. Avevo appena consegnato “I Fenomeni” per la valutazione e mi sentivo un po’ vuota, senza idee, ma, ascoltando il racconto di Elisa, la storia mi è venuta fuori senza problemi.

51pecuOHGcLHai qualche progetto in cantiere? Parlane ai nostri lettori!
Uno solo? Oppure li vuoi TUTTI in ordine alfabetico? In questo momento ho appena finito la prima bozza di “The Teacher“. Dal titolo vi lascio immaginare a chi si riferisca e di cosa possa essere il seguito. Ci devo lavorare ancora un po’ perché chiaramente ha bisogno di essere rifinito, corretto, riletto, sistemato, ripulito, riletto nuovamente, mandato nuovamente alla correzione esterna e quindi (forse) giudicato idoneo per la valutazione della Casa Editrice… Tendo a essere un po’ pignola.
Poi… Vabbè… Fammi pensare… Ci sarebbe da scrivere il romanzo che prosegue una delle storie di natale pubblicata anni fa, un’idea da ambientare sul Lago d’Orta, un paio di romanzi da ambientare sulle colline dove abito… Il numero delle storie che ho in testa da scrivere è nettamente superiore agli anni corrispondenti alla mia aspettativa di vita!

Raccontaci Velia in cinque parole!
Non. Lasciatemi. Mai. Senza. Caffè.

CHI È VELIA

Velia Rizzoli Benfenati, che si definisce “più bolognese della mortadella di cui conserva colore e forma”, deve lo pseudonimo ai nonni e vive sulla Linea Gotica.
Ama la letteratura, l’arte, i viaggi, ma soprattutto il teatro ovvero tutto ciò che aiuta a cambiare punto di vista. È quindi una di quelle persone che ha sempre un sacco di idee in testa e un corpo eternamente in risparmio energetico,con il risultato che, molto probabilmente, mentre leggete queste righe, la sua mente starà partorendo un nuovo romanzo e il suo corpo giacerà in fase REM.
Talvolta ghostwriter per gli amici, scrive perché nella sua testa ci sono troppe emozioni che le chiedono di uscire e non riesce a tenerle solo per sé.

I LIBRI DI VELIA

  • Amnésie à Paris” (Triskell Edizioni)
  • I Fenomeni (Triskell Edizioni)
  • The Hustler (Triskell Edizioni)
  • Rondò Caprese (Triskell Edizioni)

CONTATTI

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Dietro le quinte con… Le Peruggine

Nel nostro “Dietro le quinte” di oggi, ospitiamo un duo di autrici amatissimo non solo per le loro storie avvincenti e ricche di dettagli, ma anche per i disegni magistrali che ne arricchiscono le pagine. Stiamo parlando de Le Peruggine!
Correte a leggere la loro intervista!
Enjoy!


UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei vostri libri

62050378_2366179096735626_3266854444343492608_nNella nostra ultima trilogia “La Guerra dell’Alba e del Tramonto” abbiamo chiesto ad alcuni nostri amici di ideare dei personaggi, sia esteticamente che con un background definito, senza dire loro nulla della trama, se non che si trattava di un fantasy. Abbiamo inserito poi i loro personaggi e utilizzato le loro idee adattandole al contesto. E’ stata un po’ una sfida, ma ci ha aiutato a rendere il tutto più variegato e interessante. Ed è stato anche piuttosto divertente.

DUE CHIACCHIERE CON LE PERUGGINE

Quando avete cominciato la vostra collaborazione e perché? Come vi suddividete il lavoro?
Ci conosciamo da una vita, nel vero senso della parola, avendo fatto l’asilo insieme. Fin da piccole abbiamo condiviso le nostre passioni e questo ci ha portato molto presto a creare storie insieme, nei nostri giochi. Possiamo però dire che la prima collaborazione effettiva e strutturata è avvenuta quando avevamo 14 anni e abbiamo iniziato a scrivere insieme il seguito della saga di Shannara di Terry Brooks, una sorta di fanfiction, anche se all’epoca non sapevamo nemmeno cosa fosse una fanfiction.
Per quanto riguarda la gestione del lavoro, come prima cosa decidiamo quale storia vogliamo raccontare, creiamo i personaggi insieme e diamo loro un volto tramite un iniziale character sheet (termine per indicare una scheda grafica del personaggio). Nella fase attuativa i compiti si diversificano, perché Claudia è colei che scrive e Barbara si occupa delle illustrazioni e della grafica. Tuttavia, Barbara è anche la prima beta degli scritti e Claudia gestisce i vari social e quindi il contatto diretto col pubblico.

Cosa vi ha spinte a unire scrittura e disegno nelle vostre opere?
Le nostre inclinazioni sono sempre state queste. Da bambine creavamo storie fantastiche che poi amavamo interpretare nei nostri giochi e Barbara già all’epoca disegnava61632368_597877603955315_2536164306953699328_n l’aspetto dei personaggi o delle protagoniste che avremmo interpretato. Inoltre abbiamo sempre amato manga e anime giapponesi e la pratica di illustrare i romanzi è alquanto comune in Giappone.
Ultima motivazione, ma non per importanza, oltre che scrivere romanzi noi abbiamo realizzato anche dei fumetti. Le prime opere che abbiamo proposto al pubblico in effetti sono stati proprio fumetti, quindi il disegno è stato il nostro primo contatto col pubblico.

A quali personaggi siete più legate e perché?
E’ difficile rispondere a questa domanda perché, in effetti, siamo affezionate a tutti i personaggi che abbiamo creato. Ciascuno di essi è legato a una parte di noi e a un determinato periodo della nostra vita. Ognuno di loro ci ha regalato bellissime emozioni, è come se fossero vivi nel nostro cuore. No, non possiamo proprio scegliere!

Quale dei vostri lavori vi piacerebbe in una trasposizione animata sul grande schermo e perché?
Siamo avide, sarebbe bello averlo di tutti!!! Scherzi a parte, siamo molto indecise in effetti. Da una parte ci piacerebbe per il nostro storico ambientato nel 1300 italico, dato che siamo molto amanti della storia pensiamo che sarebbe davvero bello avere una sorta di serie dei “Medici” ma in chiave MM, con i nostri cavalieri tormentati come protagonisti. Sarebbe affascinante sia a livello di location, che di costumi!
In alternativa la nostra trilogia fantasy, un epic-fantasy davvero molto movimentato che potrebbe diventare spettacolare in una sua versione cinematografica o anche come anime in stile giapponese!

Raccontateci Le Peruggine in cinque parole!
Creative mai stanche di sognare.

CHI SONO LE PERUGGINE

61931095_603673336803324_8006335406482128896_nCi conosciamo dai tempi dell’asilo, abbiamo sempre inventato storie per gioco e piacere personale. In passato abbiamo condiviso solo con pochi amici ciò che scrivevamo e disegnavamo. A metà degli anni ’90 abbiamo iniziato a collaborare con la fanzine “Cultur Club”, producendo alcune parodie omoerotiche di anime all’epoca famosi e vendendole alla fiera del fumetto di Roma. Nel 2000 abbiamo prodotto il nostro primo fumetto originale stampato professionalmente che abbiamo portato a compimento nel 2004, fumetto che nel 2006 è stato tradotto in inglese e proposto al mercato americano. Negli anni successivi abbiamo collaborato come fumettiste e illustratrici per una casa editrice statunitense (YaoiPress) e una tedesca (Fire Angels).
Nel 2010 abbiamo deciso di produrre in self  un corposo romanzo storico scritto a quattro mani con la nostra amica Leri, e visto l’ottimo supporto del pubblico abbiamo deciso di continuare. Attualmente realizziamo romanzi illustrati e collaboriamo con varie realtà nazionali con illustrazioni in libri tematici.
Abbiamo ancora molti progetti in testa che contiamo di portare a compimento quanto prima.

I LIBRI DELLE PERUGGINE

  • Spade Incrociate.
    Volume 1 del Romanzo storico scritto a quattro mani con Leri, “Ghirlanda di Narcisi”.
  • Amore Proibito.
    Volume 2 del Romanzo storico scritto a quattro mani con Leri, “Ghirlanda di Narcisi”.
  • Nettare di Campanula.
    Romanzo ucronico.
  • Le Notti di Taranto.
    Romanzo contemporaneo.
  • Outremer.
    Romanzo storico.
  • Crossing Over.
    Romanzo fantasy.
  • Respiro della morte.
    Volume 1 della trilogia fantasy “La Guerra dell’Alba e del Tramonto”.
  • Piuma Bianca.
    Volume 2 della trilogia fantasy “La Guerra dell’Alba e del Tramonto”.
  • Purafiamma.
    Volume 3 della trilogia fantasy “La Guerra dell’Alba e del Tramonto”.

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Pubblicato in: Dietro le quinte con..., triskell edizioni

Dietro le quinte con… Giuditta Ross

Oggi nel nostro “Dietro le quinte” ospitiamo un’autrice che si sta facendo sempre più largo nel romanzo rosa a colpi di kilt e fatini, pubblicando anche un romanzo a tematica male to male che ha riscosso molto successo. Stiamo parlando di Giuditta Ross!
Correte a leggere la sua intervista!
Enjoy!


UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

Non ho un vero e proprio aneddoto da raccontare ma… qualcuno sostiene che per scegliere i nomi dei personaggi di “Alice non è il paese delle meraviglie” io non abbia fatto altro che digitare a caso sulla tastiera. Ovviamente non posso né confermare né confutare questa ipotesi.

DUE CHIACCHIERE CON GIUDITTA

Hai scritto sia romanzi urban fantasy che contemporanei. Quale dei due generi preferisci e perché?
Credo di essere affetta da una lievissima forma di personalità multipla. Ok, forse non davvero però mi capita di calarmi completamente in quello che scrivo. Quando mi rileggo mi accorgo che non solo cambia lo stile a seconda dei generi, ma proprio la forma mentale. Mi piace visualizzare, immergermi, pensare di poter udire i suoni, odorare, sentire di essere lì. Dare una forma diversa alle cose, piegare la realtà mi affascina. Il fantasy mi consente quello e altro è il mio primo amore, quello che mi ha dato la spinta a proporre un mondo mio, come lo vedevo io. Se mi viene in mente un’idea nel novanta per cento dei casi il contesto è di fantasia. Mi piace scrivere contemporaneo, mi diverte tantissimo e finora mi ha permesso di creare alter ego e protagoniste come piacciono a me. Adoro ricreare situazioni e dialoghi ricchi di ironia. Forse un giorno potrei anche decidere di metterci la realtà vera, quella più cruda e realistica in una storia. Tuttavia in certi periodi leggo e scrivo solo fantasy. Se dovessi scegliere di dedicarmi a un solo genere penso che sceglierei il fantasy.

5881A501-E6C1-4047-90AA-8A8892D473ACCon quale genere ti trovi più a tuo agio quando scrivi? M/M o M/F? Quali sono le principali differenze che noti tra l’uno e l’altro?
Ho scritto un solo libro che si possa definire M/M, il secondo volume della serie fantasy “Gli eredi della foglia” (qui la nostra recensione), ed è stata una direzione del tutto spontanea della trama generale. Non l’avevo pianificato dall’inizio, non mi sentivo neppure lontanamente in grado di scrivere un romanzo M/M, semplicemente è successo. Perché quello che ho scritto in realtà trascende dal sesso dei protagonisti. Nel mondo in cui si muovono i personaggi non ha nessuna importanza quello che si ha tra le gambe, nessuno si pone il problema (e trovo questo estremamente liberatorio). I due protagonisti vivono e si vivono. Hanno davvero un sacco di problemi ma il loro genere sessuale non è tra questi. Non so se sarei in grado di scriverne un altro. In questo momento mi solletica anche l’idea di un ménage a trois. Le dinamiche mi intrigano, e tra i vari romanzi che ho in stesura qualcuno potrebbe avventurarsi in quella direzione. Vedo tuttavia la difficoltà di riportare con coerenza una relazione sessuale tra persone dello stesso sesso, considerando poi tutti gli aspetti legati al nostro pessimo presente storico. Sono una lettrice un po’ acerba di romanzi M/M, quelli che ho letto però li ho amati moltissimo. E mi è venuto estremamente naturale prendere quella via quando i personaggi hanno deciso che doveva essere così. Non mi reputo un’autrice di M/M, ne conosco e sono su un altro livello. Dovrei studiare e immergermi molto di più in quel mondo per cimentarmici davvero. Pensandoci bene, comunque, mi sento di dire che mi sono sentita a mio agio in entrambe le situazioni. Quando sono i personaggi ad imporsi non posso fare altro che restare in scia.

Ti ha mai stuzzicata l’idea di scrivere a quattro mani con qualcuno?
Certo che sì, l’idea mi intriga. Avrei anche le idee abbastanza chiare su chi. Non so però se potrà mai accadere.

Come riesci a conciliare tutto tra scrittura, lavoro e famiglia?
Ultimamente è diventato tutto più difficile. Ho cambiato lavoro e sono molto più impegnata di prima. La scrittura è rimasta relegata ai ritagli di tempo, tuttavia è una cosa a cui mi attacco con unghie e denti. Non voglio rinunciarvi. Mio marito e la mia bimba sono orgogliosi di me e sanno perché spesso ho la mente altrove. Per fortuna mi assecondano…

Raccontaci Giuditta in cinque parole!60619034_695646547522181_3260578328892932096_n
Questa è una domanda terribile. Solitamente  le parole non mi mancano ma di fronte a questo genere di domanda mi blocco. Ci provo: schiva, sognatrice, idealista, quieta, irrequieta. (Se ve lo chiedete, sono consapevole di contraddirmi).

CHI È GIUDITTA

Giuditta Ross è, prima di qualsiasi altra cosa, una sognatrice, un’irriducibile latitante della realtà. Giuditta è una lettrice affamata, una divoratrice di emozioni.
A tenerla con i piedi per terra ci sono un marito, una figlia e una gatta che fanno a turno per reclamarla al presente.
I suoi pensieri, preda di ispirazioni improvvise, vagano fin troppo spesso tra le faccende quotidiane e qualche scena di quel libro che piano sta prendendo forma, con risultati spesso improbabili.
È una seguace dell’immaginazione, una schiava della fantasia, un’adepta del sogno a occhi aperti.
In fondo, Giuditta, non è che il frutto di un sogno che incredibilmente si avvera.

I LIBRI DI GIUDITTA

  • Cuore di foglia Radici di pietra” (Triskell Edizioni– Gli eredi della foglia #2)

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Dietro le quinte con… Aurora R. Corsini

Sul blog oggi ospitiamo un’autrice amatissima nel genere paranormal: Aurora R. Corsini! Ci ha fatto sognare con i suoi lupi, i suoi vampiri e tutte le sue creature magiche. Venite a scoprire cosa ha ancora in serbo per noi nella nostra rubrica “Dietro le quinte“!
Enjoy!


UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

58570723_652710988497470_4731785359996747776_nInizialmente la serie “Le luci dell’Eos” era nata come trilogia, terminato “Pardus” avevo ben presente un arco narrativo che si sarebbe sviluppato in tre libri, ognuno con una diversa coppia di protagonisti. Mentre scrivevo “Macana”, però, ho introdotto il personaggio di Alik, il lupo bianco siberiano amico di Javier, e una mia carissima amica anche lei scrittrice, Giuditta Ross, si è appassionata a lui al punto da pungolarmi a dargli una storia tutta sua. L’idea piaceva anche a me, perché Alik, con il suo profondo rapporto con la vampira Nael e il bisogno di un amore che guarisse la frattura interiore tra il suo io umano e il lupo, stuzzicava la mia immaginazione, così ho deciso di ampliare la serie e renderla una quadrilogia. Ma quando si è trattato di lavorare a “Volk”, non c’era verso di trovare le parole nonostante avessi un’idea precisa dei personaggi: è stato solo grazie ai continui incoraggiamenti di Giuditta e di altre due amiche preziose, quelle che leggono per prime i miei manoscritti e mi aiutano a renderli accettabili, se il romanzo alla fine è venuto alla luce, con molta più fatica rispetto agli altri.

DUE CHIACCHIERE CON AURORA

Sei famosa per i tuoi romanzi a tematica fantasy. Hai mai pensato di scrivere un contemporaneo?
In realtà mi è capitato di avventurarmi nel genere contemporaneo, ma sempre per dei racconti, perché le idee più corpose che mi stuzzicano sono immancabilmente legate a tematiche fantasy. Ho scritto due racconti mm che hanno come protagonisti due ragazzi scozzesi: il primo, “Election Night”, è stato pubblicato in forma gratuita su un sito e il secondo, “Christmas Night”, nell’antologia natalizia gratuita della Triskell Edizioni: “Racconti sotto l’albero 2015”. Poi c’è il mio primo mm, un racconto anch’esso pubblicato gratuitamente su un sito dal titolo “Fiori d’arancio”: da questo insieme a un’amica mi sarebbe piaciuto molto ricavare un romanzo, avevamo anche la trama su cui lavorare, ma è un progetto per ora rimasto in sospeso, che forse prima o poi vedrà la luce.

Ti ha mai intrigato l’idea di un lavoro a quattro mani? Semmai con chi e che genere ti piacerebbe?
Scrivere a quattro mani è un’idea allettante, perché permette di confrontarsi direttamente con qualcuno in fase di creazione e potenzialmente può portare a idee inaspettate, che da soli non si concepirebbero. Allo stesso tempo, però, bisogna farlo con qualcuno di compatibile, a livello di idee ma anche di metodo di lavoro, perché altrimenti si rischia di ostacolarsi a vicenda a ogni passo del progetto. Oltre all’idea di sviluppare quel mio primo racconto mm in una forma più lunga e complessa insieme all’amica che insieme a me ha elaborato la possibile trama, ogni tanto penso che sarebbe bello unire la mia mente un po’ folle a quella di un’altra amica ancora più matta di me e gettarci in coppia in un’epica impresa fantasy. Non so se accadrà mai, lo confesso, perché in fondo sono molto legata ai miei metodi di lavoro e quando scrivo procedo in modo schematico: prima realizzo una trama dettagliata punto per punto, poi procedo alla stesura a ritmo serrato, infine correggo e ricorreggo finché non sono soddisfatta, oppure rischio di bruciare tutto per esasperazione. Non so se sarei in grado di conciliare queste mie abitudini con quelle di qualcun altro, sinceramente.

Da cosa hai preso lo spunto per creare la serie “Le Luci dell’Eos”? C’è stato qualcosa che ti ha dato l’imput per iniziarla?
Questa serie è nata un mattino di primavera del 2015, mentre stavo tentando di lavorare al progetto di ampliamento del racconto “Fiori d’arancio”: siccome io e il genere contemporaneo facciamo un pochino a botte, ero ferma, completamente bloccata su una pagina bianca. Poi dal nulla mi è apparsa l’immagine di un leopardo nero dagli occhi dorati, legato al guinzaglio di una padrona crudele mentre davanti a lui è in corso un banchetto simile a un’orgia sadica. Mi rendo conto di quanto possa suonare banale, ma Kane mi ha guardato e mi ha raccontato tutto il suo passato in un attimo: “Pardus” è nato un capitolo alla volta, senza una meta precisa a differenza del mio solito, e io ho seguito il flusso delle idee aggiustandole in corsa per dare alla trama una forma compiuta, ecco perché è così breve e si svolge in gran parte in un’unica stanza. In realtà all’inizio non credevo nemmeno che sarebbe stato qualcosa di più lungo di un racconto, ma poi mi sono divertita a immaginare il mondo dell’Eos e le storie dei vari personaggi, prima tra tutti Nael, che fin dall’inizio ho avuto ben chiara in mente. Terminato “Pardus”, avevo idee per una trilogia, poi mentre lavoravo a “Macana” ho sviluppato il personaggio di Alik e il suo libro si è aggiunto, scavalcando quello di Nael nella linea temporale in cui si muovono i personaggi. Dopo aver scritto i quattro romanzi, dei quali finora solo tre sono già stati pubblicati, avevo deciso di dare un poco di spazio ad Annesa, uno dei personaggi minori, dedicandole un racconto, ma qualche mese fa mentre lo scrivevo sono sbocciate altre idee, quindi credo di non essere ancora pronta a separarmi in via definitiva dai guerrieri dell’Eos.

Cosa dovremmo aspettarci da te in un prossimo futuro? A cosa stai lavorando 57368734_384333592408885_1919739167428837376_nattualmente?
Quest’anno sarà pubblicato il quarto romanzo dell’Eos, dedicato a Nael e Joshua; è un libro in cui ho messo tutto il mio impegno e il frutto di tre anni di ricerche, perché il passato di Nael è molto complesso e spero con tutto il cuore di essere riuscita a rendere giustizia a questo personaggio che amo immensamente. Nel 2020 invece la Triskell  Edizioni pubblicherà una nuova edizione della prima trilogia che ho scritto qualche anno fa, tre romanzi urban fantasy dedicati alle antiche divinità greche che sono ancora al mondo e stanno per scontrarsi in una guerra all’ultimo sangue: “Bacio Immortale”, “La Danza degli Dei” e “Le Fiamme dell’Olimpo”. Al momento sto lavorando su questi, perché sto correggendo dall’inizio alla fine i tre manoscritti; nel caso del primo, per esempio, posso già dire con certezza che rispetto alla precedente edizione saranno presenti capitoli interamente nuovi più diverse aggiunte a quelli già esistenti. Inoltre, in accordo con la Triskell Edizioni in questa seconda edizione a ogni romanzo sarà allegato un racconto inedito, che mi darà modo di esplorare il passato di alcuni personaggi (per chi tra le mie prime lettrici se lo stesse chiedendo, sì, Ermes ne avrà uno tutto suo) e dare anche una sbirciatina al futuro di chi è scampato alla guerra tra gli Dei. Quindi, in effetti, sono abbastanza impegnata, senza contare tutte le idee sull’Eos che mi stanno frullando per la testa.

Raccontaci Aurora in cinque parole!
Sono una lettrice (onnivora, se vogliamo essere precisi); sono una sognatrice che si perde in mondi infiniti, creati da me o da altri; sono leale con chi amo; sono testarda e, lo ammetto, pigra (come un gatto che sonnecchia raggomitolato su un cuscino, davanti a un camino acceso).

CHI È AURORA

Aurora R. Corsini è una lettrice. Compulsiva, ossessiva, vorace… una lettrice.
Negli anni a questa grande passione si è aggiunta la scrittura, con la creazione di mondi fantastici nei quali sognare insieme ai suoi lettori.
Bilanciare l’essere una mamma, una moglie, una lettrice e una scrittrice è come correre su una fune sottile, ma sta cercando di non cadere e dedicarsi a tutti i personaggi che continuano a frullarle per la testa.

I LIBRI DI AURORA

  • “Pardus” (Triskell Edizioni – Le luci dell’Eos #1)
  • “Tres” (Triskell Edizioni – Le luci dell’Eos #1.5)
  • “Macana” (Triskell Edizioni – Le luci dell’Eos #2)
  • “Cariño” (Triskell Edizioni – Le luci dell’Eos#2.5)
  • “Volk” (Triskell Edizioni – Le luci dell’Eos#3)
  • “Varenye” (Triskell Edizioni – Le luci dell’Eos#3.5)
  • “Racconti sotto l’albero 2015” (Triskell Edizioni – Antologia)
  • “Fiori d’arancio”
  • “Election Night”
  • “Un bacio”
  • “Mariska”

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Dietro le quinte con… Federica Martina

Oggi nella rubrica “Dietro le quinte” ospitiamo Federica Martina, autrice nostrana che pubblica in Self Publisher da qualche anno. Spazia dal fantasy all’erotico, perciò non fatevi scappare l’occasione di scoprire cosa ha in serbo per noi lettrici!
Enjoy!


UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

Non posso che pensare a “Pelle” se devo raccontare un aneddoto. In sostanza Hyp e Pepper sono nati per sbaglio, mentre pensavo ai colori dell’iris (bianco e viola) e al suo significato di amore passionale forte contro le intemperie. Così senza sapere bene da dove, di notte sognai questo nano, rugoso, imbronciato e perennemente scocciato che interagisce con un altro protagonista di un libro. Quando comparve lo vidi sporco e diffidente, ma con due occhi grandi, neri e pieni d’amore che al mattino presi carta e penna e iniziai a scrivere il retroscena di quello sguardo e di quel fiore. Poi capitai nel significato della mimosa e nacque il misterioso elfo e la magia che compie con le polveri colorate.
Insomma tutto nacque da un iris e da una notte insonne.

DUE CHIACCHIERE CON FEDERICA

56461076_309154833090512_8841535623035617280_nQuanto di te o delle persone che conosci c’è nei tuoi protagonisti?
C’è un pizzico di me in ogni protagonista, o qualcosa di importante che vorrei saper fare o esprimere. Ad esempio “Garrett” il mio ultimo romanzo l’ho scritto in due mesi, dopo una morte molto importante nella mia famiglia e la trama si incentra proprio sulla morte del padre del protagonista.

Spazi in vari generi: dal contemporaneo a racconti più fantasy. Qual è tuttavia il genere con cui ti senti più a tuo agio?
Spazio dal romantico MM al fantasy. In passato ho anche provato a pubblicare una raccolta romantica mista (Frammenti d’Amore) ma con scarsi risultati. Ho capito solo dopo che non era colpa mia ma proprio del genere, le raccolte vendono molto poco. Per il momento mi sento più a mio agio con storie incentrate su coppie omosessuali, che vanno dal romance soft all’erotico spinto, ma sempre MM. In seguito, chissà, se avrò l’ispirazione per altro.

La tua ultima pubblicazione è stata “GARRETT”, un romanzo piuttosto diverso dal tuo solito genere sia per trama che per ambientazione. Considerando il finale… È previsto un seguito?
In realtà rientra abbastanza nel mio genere, se lo si guarda con un occhio più ampio. No, il seguito non ci sarà, ma sto lavorando a una nuova versione più ampia con circa 5/6 capitoli in più che chiudano il cerchio. Quel finale non mi piaceva proprio e anche i lettori lo hanno notato.

Cosa avremo modo di leggere in questo 2019? A cosa stai lavorando?
Sicuramente entro Maggio avrete la versione restaurata di “Garrett” e poi chissà, ho ben 56517076_829192404101843_2790883711879479296_ntre MM aperti. Di sicuro sarà qualcosa di più simile a “Touchdown” e a “Pelle” per grado di “bollore”.

Raccontaci Federica in cinque parole! Federica in cinque parole?
Sognatrice, Solitaria, Animalista, Fedele e Fangirl.

CHI È FEDERICA

Sono nata a Torino nella casa in cui vivo ancora oggi. In passato o studiato prima lingue e Ragioneria e poi ho tentato la strada dell’Università di Economia, rabbrividendo. Ho scoperto la scrittura molto presto, mettere su carta cosa non riuscivo a dire a parole mi ha aiutato molto da ragazza, crescendo ho solo seguito il cuore e tentato l’azzardo. Non ho un lavoro fisso, quindi passo le mie giornate divisa tra le parole, la mia cagnetta Diana e l’orto che divido con i miei genitori. Ho iniziato l’avventura di scrittrice nell’agosto del 2015 con ACT e per adesso sono sempre rimasta fedele al selfpublishing. Nello stesso anni ho aperto il blog “L’isola di Skye” dove intervisto autori italiani e faccio promozione letteraria.

I LIBRI DI FEDERICA

  • A causa tua” (Self Publisher)
  • Pelle” (Self Publisher)
  • Garrett” (Self Publisher)

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Dietro le quinte con… Laura Costantini

Oggi nella nostra rubrica “Dietro le quinte” ospitiamo Laura Costantini, autrice nostrana amante degli storici, nonché dei gialli e dei noir.
Correte a leggere la sua intervista!
Enjoy!


UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

Quando scrivo da sola (cosa che non capita spesso, perché la maggior parte dei miei romanzi è firmata in coppia con Loredana Falcone) amo ascoltare musica. Quindi, mentre scrivevo la mia serie “Diario vittoriano”, tenevo la tv accesa su un canale di video musicali. La usavo come radio, insomma. A un certo punto una voce e una melodia mi hanno strappata alle parole che stavo scrivendo. Ho alzato lo sguardo e mi sono trovata davanti LP che cantava la sua “Lost on you”. Un colpo di fulmine con quella voce, quel volto, quella canzone. Al punto che ho inserito nella mia storia un personaggio ispirato proprio alla figura di LP e al senso di quella canzone.

DUE CHIACCHIERE CON LAURA

50962666_2219758771624140_5023815970456600576_nSei una grande appassionata di storici, e la tua bibliografia verte principalmente su questo filone letterario. Hai mai pensato di scrivere qualcosa di completamente diverso, come un romanzo contemporaneo?
Non l’ho solo pensato. L’ho fatto. Insieme alla mia socia Loredana abbiamo scritto gialli, noir e anche una storia che definiremmo un western contemporaneo, “Le colpe dei padri” (Historica Edizioni) che racconta i segreti e i dolori di una famiglia che si trova ad affrontare il passato alla morte del crudele patriarca che ha rischiato di annientare tutti coloro che aveva intorno. Fu il nostro esordio nella pubblicazione e lo amiamo molto.

Proprio perché scrivi storici, quanto è importante per te la documentazione prima della stesura di un’opera? Come ti muovi a riguardo?
La documentazione è la mia stella polare. Sono laureata in storia moderna e contemporanea e quando affronto un periodo storico mi documento a tappeto, mi imbevo dell’epoca perché ritengo che sia dovere di chi racconta una storia regalare al lettore un viaggio nel tempo, un’esperienza che riesca a travalicare le parole e far assaporare il gusto di quel tempo. Per documentarmi faccio approfondite ricerche online, spulcio anche documenti dell’epoca, se ne trovo, vado in biblioteca se lo ritengo necessario. Poi, al momento di scrivere, resetto ogni nozione fine a se stessa e mi immergo nel mondo che ho studiato.

Quali letture e quali autori hanno ispirato e continuano a ispirare la tua scrittura?
Leggo moltissimo e in modo onnivoro e disordinato. Dall’autore emergente a Bulgakov, da King a Jane Austen, da Wilbur Smith a Paul Auster. E italiani contemporanei, tantissimi. Per il genere m/m devo molto ad Annemarie De Carlo, per il romanzo lgbt mi sono abbeverata dalle parti di Luigi Romolo Carrino. Una bella sorpresa è stata, anche, “La famiglia X” di Matteo Grimaldi. Non ho un genere preferito, leggo (e scrivo) spaziando tra gli scaffali. Ma dark, mafia, forbidden romance… no, grazie.

Cosa dobbiamo aspettarci da te quest’anno? Uscirà qualcosa a breve? 51119364_382073172555129_8833469807597715456_n
Entro il 2019 uscirà il quarto volume della mia serie storica a tema LGBT “Diario vittoriano” mentre è appena uscito (il 31 dicembre scorso) il primo volume della trilogia “Noir a colori” che io e la mia socia stiamo autoproducendo col nostro marchio Falconecostantini.

Raccontaci Laura in cinque parole!
Lo farò giocando con le lettere del mio nome: loquace, aulica, univoca, rapida, affabulatrice.

CHI È LAURA

Nasce a Roma nel 1963. Segue entusiasta le missioni Apollo sulla Luna e si appassiona alla fantascienza e all’avventura. Lettrice vorace fin dalla più tenera età, scrittrice da sempre. Da piccola sceglie il mestiere di giornalista. E lo ottiene. Laureata in storia, firma articoli sulla carta stampata per una decina d’anni, poi passa alla tv pubblica. Il suo primo romanzo pubblicato risale al 2008 (“Le colpe dei padriHistorica Edizioni in coppia con Loredana Falcone). L’ultimo, per il momento, al 2018 (“Rosso violento” #1 della trilogia “Noir a colori” autoprodotta in coppia con Loredana Falcone).

I LIBRI DI LAURA

  • Il ragazzo ombra” (goWare – Diario vittoriano #1)
  • Lord Kiran di Lennox” (goWare – Diario vittoriano #2)
  • Miss Adele Dickinson” (goWare – Diario vittoriano #3)

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Pubblicato in: Dietro le quinte con..., self publishing, triskell edizioni

Dietro le quinte con… Cristina Bruni

Oggi le porte del blog, nella sua rubrica “Dietro le quinte“, si aprono per Cristina Bruni, amatissima autrice italiana, conosciuta per la sua scrittura dolce e le tematiche spesso delicate, con un occhio di riguardo al mondo dello sport.
Correte a leggere la sua intervista!
Enjoy!


UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

Quasi tutte le esperienze che Seth fa fare a Cole nello Yukon le ho vissute in prima persona durante un mio viaggio in Alaska e Canada. Compreso ululare alla luna assieme ai lupi!

DUE CHIACCHIERE CON CRISTINA

53535863_2233390066877605_6134796372093698048_nNei tuoi libri è molto presente il tema dello sport (golf, ma anche football). Quanto è importante nella tua quotidianità? Pratichi uno degli sport di cui parli nei tuoi libri?
Pratico il golf. Io sono una persona molto pigra, ma adoro il golf perché è uno sport molto tranquillo che ti permette di stare in mezzo alla natura, assieme a famiglia e amici. Ma è poco praticato in Italia, per questo ho voluto scrivere una serie di libri, in modo da farlo conoscere di più.
Con il football, invece, ho un rapporto di odio-amore. Mi affascina, ma vedo il male che può fare.

Nel tuo nuovo libro “Quel maledetto gioco chiamato amore” tratti un tema molto delicato, ovvero quello di una malattia degenerativa al cervello per i giocatori di football della NFL. Cosa ti ha spinto a scegliere un tema così delicato?
Innanzitutto, volevo scrivere qualcosa di forte, che non fosse una semplice storia d’amore e basta. Ho visto dei documentari sulla CTE e il film con Will Smith, che mi hanno affascinata al punto di dire “DEVO scrivere qualcosa”. Poi mi sono confrontata con due medici fantastici che mi hanno aiutato tantissimo nella stesura del romanzo. Da tutto questo, è uscita la storia di Alejandro Santiago, che credo sia il mio personaggio più complesso e meglio riuscito.

Collabori di sovente con Leah Weston per pubblicare opere a quattro mani. Qual è la sfida più difficile dello scrivere in coppia?
È tutto difficile. La parte essenziale a mio avviso è riuscire a comunicare sempre perfettamente su ogni punto. Non devono esserci incomprensioni e bisogna avere le idee chiare, altrimenti si rischia di fare un pasticcio.

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Cosa dobbiamo aspettarci da te in questo 2019? Stai lavorando a qualcosa e/o uscirà qualche nuovo romanzo?
Quest’anno uscirà senz’altro il quarto e ultimo libro della serie “18 buche”, poi (non so ancora quando, più probabilmente l’anno prossimo) un romanzo di formazione LGBT (non romance) e il secondo volume della serie sul football. Al momento sto lavorando a un thriller classico (non M/M).

Raccontaci Cristina in cinque parole!
Pigra, mamma, sognatrice, viaggiatrice, pessimista.

CHI È CRISTINA

Cristina Bruni è moglie e mamma. Ama i viaggi, il cinema, Sherlock Holmes, il tennis e il golf. Soffre perdutamente di Mal d’America e di Mal di Londra. Ha esordito scrivendo fanfiction e ora, se potesse, scriverebbe storie d’amore per il resto della sua vita. Soprattutto fra uomini.

I LIBRI DI CRISTINA

  • Gibraltar” (Triskell Edizioni)
  • La strada per Cripple Valley” (Triskell Edizioni)
  • Come foglie sul fiume” (Triskell Edizioni)
  • Sette giorni” (Triskell Edizioni – 18 buche #1)
  • Whispering Cliffs, 18 buche sino all’amore” (Triskell Edizioni – 18 buche #2)
  • Buca in uno” (Triskell Edizioni – 18 buche #3)
  • Quel maledetto gioco chiamato amore” (Triskell Edizioni – Maledetto amore #1)
  • Loves from the world” (Self Publisher)
  • Club Blue Orchid” (Self Publisher)
  • Uno studio in QI” (Self Publisher)

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Dietro le quinte con… Agnes Moon

Nel nostro appuntamento “Dietro Le Quinte“, ospitiamo oggi Agnes Moon, che da anni si fa apprezzare per le sue storie originali ricche di pathos e personaggi sorprendenti. Lo sapevate che è approdata anche a teatro? No? Allora leggete la sua intervista!
Enjoy!

UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

Sicuramente l’aneddoto più simpatico è quello relativo al mio incontro virtuale con Adrian Buckle, direttore del Unifaun Theatre  e produttore di The Acrobat. Mi ha contattata su messenger e ha esordito così: “Ciao, mi piace molto il tuo libro e lo vorrei utilizzare per un mio progetto!” Ammetto che mi è preso un colpo, ho pensato che volesse scrivere una qualche fan-art con i miei personaggi e la cosa non mi piaceva per niente. Quando si è spiegato meglio la situazione non è migliorata, infatti a quel punto credevo si trattasse di uno scherzo. Mi sembrava talmente incredibile che volesse portare in scena il mio romanzo che solo dopo aver investigato su internet, e scoperto che era chi diceva di essere, ho respirato di sollievo.
Un altro piccolo aneddoto riguarda proprio L’Acrobata, nello specifico il personaggio del vampiro di origine sovietica Boris. Fin dalle prime pagine avevo intenzione di fare di lui il cattivo della storia, infatti all’inizio si comporta molto male nei confronti di Liam. Doveva essere il traditore dietro cui si celava il mandante del furto della Dague des Anges, ma andando avanti con la stesura del romanzo mi sono affezionata a quel soldato fedele e ubbidiente fino all’eccesso, e ho deciso di concedergli una possibilità. Da lì è nata l’idea di farlo innamorare del dolce e vulnerabile Mal, un’accoppiata vincente la cui storia viene narrata nel secondo libro della serie: Legami di famiglia.

DUE CHIACCHIERE CON AGNES

49696700_463944287468440_2950103118819360768_nSei conosciuta soprattutto per le tue storie paranormal e fantasy, ma hai recentemente pubblicato anche un contemporaneo. Con quale dei due generi ti sei trovata più a tuo agio?
Fin da ragazza ho sempre amato leggere, prediligendo la fantascienza e il fantasy. Con gli anni ho ampliato i miei orizzonti spaziando dal romance al mistery, per poi arrivare ai polizieschi e infine ai miei adorati M/M. Ma il primo amore non si scorda mai, per questo quando ho deciso di pubblicare è stato naturale creare storie che mi dessero la possibilità di mettere a frutto la mia fervida immaginazione. Ammetto di trovarmi più a mio agio con creature soprannaturali e mondi fantastici, ma ho comunque deciso di cimentarmi con un contemporaneo (Mississippi’s Heart) per scrollarmi di dosso l’etichetta di autrice di solo fantasy.

Sappiamo che stai sbarcando anche in teatro… Raccontaci la tua esperienza e come sei arrivata a portare “Acrobat” a Malta!
Beh, il mio incontro con Adrian ve l’ho descritto nella prima domanda sugli aneddoti, per il resto posso solo dire di essere stata straordinariamente fortunata. Quando ho fatto tradurre L’Acrobata in inglese non avrei mai immaginato di stuzzicare l’interesse di un produttore teatrale del calibro di Adrian. Il progetto ha richiesto due anni di preparativi, ma devo ammettere che sono volati e il 9 febbraio il sogno è diventato realtà. I miei adorati personaggi hanno preso vita ed è stato emozionante rivivere le avventure di Vincent e Liam attraverso i talentuosi Marco Michel e Cody Hively che ho trovato perfetti per la parte. Il giorno della prima è stato uno dei più belli della mia vita: il teatro era pieno, gli attori si sono superati e il pubblico ha applaudito soddisfatto. Cosa chiedere di più? Sono tornata a casa piena di foto e magnifici ricordi che terrò nel cuore per tutta la vita.

Hai provato sia l’esperienza Self che quella con Casa Editrice. Qual è la maggiore differenza che hai notato tra le due cose?
Ci sono grandi differenze e pro e contro che vanno attentamente considerati quando si decide di affidarsi o meno a una casa editrice. Avere una CE alle spalle significa essere più tutelati, non avere la pressione (e le spese) di editing, cover e grafica, godere di una maggiore visibilità ed essere recensiti da blog che solitamente non si occupano di self.52337589_2006273482804756_6261896596254883840_n Tutte cose positive, anche se ammetto di essere rimasta male alle parole di una lettrice che si è complimentata per Mississippi’s Heart, aggiungendo che era felice perché finalmente poteva leggere un mio libro. So che la colpa è delle tante pubblicazioni diciamo, ehm… non proprio perfette, che circolano in giro, ma è lo stesso ingiusto nei confronti di autori che, come me, si sforzano di presentare un lavoro accurato e ben fatto. Di certo è molto importante la scelta della casa editrice a cui affidarsi, io mi ritengo fortunata e la mia esperienza con la Triskell Edizioni è decisamente positiva, ma da ciò che si legge in giro, questa non è la regola.
Naturalmente pubblicare in self ha i suoi lati positivi, nello specifico la libertà di scegliere prezzo, giorno di pubblicazione ed eventuali promozioni, che non sono cose di poco conto. A questo bisogna aggiungere il maggior guadagno economico.

Cosa dobbiamo aspettarci da te quest’anno? Stai lavorando a qualcosa?
Sto ultimando la stesura di un nuovo romanzo contemporaneo, un romantic suspense ad ambientazione carceraria. Ci tengo molto e non vedo l’ora di scoprire come verrà accolto dai lettori. Subito dopo inizierò a scrivere il seguito di Retribution, il dark romance FM che ho pubblicato con lo pseudonimo di Rebecca Harper. Sto riflettendo se proporlo o meno a una casa editrice. Infine mi dedicherò al quinto capitolo della serie I lupi di Stockton Town che avrà  come protagonista Brett e…

Raccontaci Agnes in cinque parole!
Leale. Introversa. Determinata. Gentile. Permalosa.

CHI È AGNES

Beh, innanzitutto Agnes Moon non è il mio vero nome (immagino già lo sappiate) ma uno pseudonimo che ho preferito utilizzare all’inizio di quest’avventura. Vivo nelle vicinanze di Roma, in compagnia di mio marito, due figli adolescenti e un dolcissimo pelosetto di nome Aki. Nella vita reale il mio lavoro è quanto di più lontano si possa immaginare dal mondo artistico, ma quando torno a casa amo immergermi in un universo fatto di letture, scrittura e musica.
La mia passione per la lettura ha radici profonde che si perdono nella notte dei tempi, ma quella per il genere M/M è relativamente recente. Da circa tre anni non riesco a dedicarmi ad altro e il desiderio di creare nuove storie mi ha dato l’idea di cimentarsi nella scrittura.
Nel novembre del 2015 ho pubblicato in self il mio primo romanzo: “Come rapire un Alpha e vivere felici”. L’idea di abbinare al classico urban fantasy uno stile spigliato e divertente si è rivelata vincente, infatti il libro è stato accolto favorevolmente e da allora  non mi sono più fermata. Al momento ho al mio attivo undici romanzi, tra cui Mississippi’s Heart, edito con la casa editrice Triskell e Retribution, un dark romance F/M, pubblicato con  lo pseudonimo di Rebecca Harper.
52392483_1154865088007052_1340286893094338560_nNel 2017 ho deciso di far tradurre L’Acrobata, primo capitolo della serie Legami di sangue, per farmi conoscere sul mercato anglofono. La scelta si è rivelata vincente, infatti proprio in questo mese di febbraio lo spettacolo The Acrobat sta andando in scena all’Unifaun Theatre di Malta.
Per il futuro, ho moltissime idee e duemila trame per la mente, ma purtroppo poco tempo per realizzarle. Il mio sogno rimane quello di scrivere storie divertenti e romantiche e continuare ad appassionare i miei lettori.

I LIBRI DI AGNES

  • “Come rapire un Alpha e vivere felici” (Self – I lupi di Stockton Town #1)
  • “Lo strano caso del barista scomparso” (Self – I lupi di Stockton Town #2)
  • “L’ombra del lupo bianco” (Self – I lupi di Stockton Town #3)
  • “Mani di fata” (Self – I lupi di Stockton Town #1)
  • “L’Acrobata” (Self – Legami di sangue #1)
  • “Legami di famiglia” (Self – Legami di sangue #2)
  • “In trappola” (Self – Legami di sangue #3)
  • “Polvere d’Oscurità” (Self – Legami di sangue #4)
  • “Due passi nel futuro” (Self – autoconclusivo)
  • “Mississippi’s Heart” (Triskell Edizioni – autoconclusivo)

CONTATTI

Pubblicato in: Dietro le quinte con..., triskell edizioni

Dietro le quinte con… Erin E. Keller

Torna il “Dietro le quinte” con un’autrice italiana amatissima e di grande talento, che ci ha stupiti tutti con le atmosfere fumose e avvincenti del suo ultimo romanzo: “L’uomo che non c’era”.
Venite a leggere l’intervista a Erin E. Keller!
Enjoy!

UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

51389750_601093773668754_6230337670485114880_nPosso dire che per la stesura di “Elias“, (ma è successo anche per  “The Scar“) ho scritto con in sottofondo sempre, solo ed esclusivamente i Mumford & Sons (nello specifico la canzone Dust Bowl Dance, di cui ho messo una citazione all’inizio del romanzo). Ho scoperto tempo fa che sono i miei musi ispiratori e che, soprattutto per certe storie, danno la spinta alle mie dita, che spesso digitano cose senza che prima io le abbia pensate davvero.

DUE CHIACCHIERE CON ERIN

È appena uscito il tuo nuovo romanzo, “L’uomo che non c’era(qui la nostra recensione), che si discosta decisamente dai tuoi lavori precedenti. Cosa ti ha spinta a creare una trama come questa?
Devo dire che è stata una decisione abbastanza istintiva. Non c’è stato un ragionamento particolare dietro la scelta di optare per una storia così diversa. A dire il vero, era da tempo che accarezzavo l’idea di scrivere qualcosa che si discostasse un po’ dalle mie solite ambientazioni (cosa che avevo già fatto con un racconto natalizio un paio d’anni fa, ambientato durante la Seconda guerra mondiale), che andasse a ripescare un genere poco utilizzato, soprattutto nel romance, e il noir rappresentava di sicuro una sfida. Così come lo è stata il documentarmi sui fatti realmente accaduti che vengono accennati nel romanzo. È stato molto stimolante dovermi immedesimare in quei quattro personaggi, tutti così diversi, ma tutti accomunati dal vivere in un ambiente e in un periodo violento e incerto.

51018187_1260018834152267_4594458200228495360_nHai tradotto alcuni dei tuoi romanzi anche all’estero. Che esperienza è stata?
Devo essere onesta, è stato molto emozionante, ma credo che il mio mercato sia l’Italia. Però ciò che ho potuto notare è la differenza di accoglienza tra un Paese e l’altro.
Affermarsi all’estero, soprattutto nei paesi anglofoni, non è facile. Il numero di autori e uscite in lingua inglese è talmente alto che o sei la Cochet, la Walker, Cardeno, la Easton, o tanti altri autori che comunque hanno lavorato sodo e hanno prodotto romanzi eccellenti e quindi spiccano e spiccheranno sempre nel panorama MM, oppure sarai destinata ad avere un piccolo seguito, se ti va bene.
In Francia e in Spagna c’è un’attenzione maggiore nei confronti anche di autori minori. Forse perché, proprio come ho detto sopra, c’è una produzione meno massiva. In Germania ci sono tantissimi lettori ed è un ottimo mercato, ma non li percepisci a livello di interazione.
Sono differenze affascinanti da studiare.

A cosa stai lavorando attualmente? A qualche seguito o a una storia del tutto nuova?
Purtroppo devo deludervi. Al momento non sto lavorando a niente. Ho in sospeso il seguito di “Jerry è meglio”, che seguirà le vicende di Justin, l’ex fedifrago di Jerry. È un romanzo allegro, quasi una commedia, e ci terrei davvero a finirlo, ma non sono certa di riuscirci, anche se lo spero molto. Ho già anticipato che il romanzo appena uscito potrebbe essere il mio ultimo, ma non voglio dirlo con certezza, né fare post di addio alla scrittura, perché tante cose possono cambiare e chissà, magari potrei invece riuscire quantomeno a portare a termine il progetto di Justin. Ho anche in mente di scrivere un romanzo di altro genere, non romance, non MM, ma un vero e proprio giallo, ma chissà se ce la farò.

51638144_605251279922426_8923791135881560064_nQuanto è difficile conciliare il tuo lavoro di autrice con quello di capo della Triskell Edizioni?
Troppo. Rimando alla risposta precedente. Essere editore e gestire una casa editrice che pubblica 10 titoli al mese, ha più di 50 collaboratori e più di 150 autori mi risucchia ogni energia e ogni minuto del mio tempo. Quando ero dipendente era diverso, perché tornavo a casa, staccavo dal lavoro e mi dedicavo alla traduzione o alla scrittura. Adesso invece, con la responsabilità di un’attività mia che sta diventando sempre più grande, è davvero difficile trovare la serenità mentale per potermi dedicare alla scrittura. Oltretutto, lavorando quotidianamente sui “bimbi” dei miei colleghi, mi diventa davvero difficile riuscire a spremere qualche parola per me.

Raccontaci Erin in cinque parole!
Inverno, Irlanda, tè, folk-rock, gatti

CHI È ERIN

Erin E. Keller vive con il marito e parecchi gatti in una casa vicino a un campo di grano.
Irlandese nel cuore e nell’anima, spera un giorno di trasferirsi nell’isola di Smeraldo.
Ama scrivere d’amore. E di uomini.

I LIBRI DI ERIN

  • The Scar” (Triskell Edizioni)
  • Jerry è meglio” (Triskell Edizioni)
  • Eri come sei” (Triskell Edizioni)
  • Elias” (Triskell Edizioni – Serie Landmeadow #1)
  • L’uomo che non c’era” (Triskell Edizioni)

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Pubblicato in: Dietro le quinte con...

Dietro le quinte con… Paolo Capponi

Bentornati in “Dietro le quinte”!
Oggi ospitiamo un autore nostrano che si è fatto conoscere nel panorama del romance male to male grazie al suo spassosissimo “Quando Giulio tornò single“. Stiamo parlando di Paolo Capponi!
Non perdetevi questa intervista con moltissime novità e una cover in anteprima!
Enjoy!

UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

Svelo un piccolo segreto: i personaggi di “Quando Giulio tornò single” sono tutti ispirati a persone reali: quindi sì, esiste un Nicola, esiste un Daniel, ma anche Jo, Gloria, ecc. Ma non mi estorcerete la loro identità neanche sotto tortura.

DUE CHIACCHIERE CON PAOLO

51138308_2334688326752114_5477717219628548096_nOltre ai romanzi a tematica rosa, scrivi anche generi opposti come l’horror. Da dove prendi gli spunti per creare opere così diverse?
Gli spunti sono tantissimi: vicende accadute a me o a persone vicine, fatti di cronaca, film e serie tv che ho visto, libri che ho letto semplici sensazioni momentanee che cerco di fotografare e conservare e via dicendo. “Kurnugia” ad esempio è nato dalla mia passione per l’horror, “Quando Giulio tornò single” da una scommessa, “Diablo“, il mio prossimo romanzo, da un orrendo delitto.

Te lo avranno già chiesto in tanti, ma non possiamo fare altrimenti: a quando il seguito di “Quando Giulio tornò single”?
Tema scottante. Ci sono delle idee in campo, qualcosa ho anche scritto, ma ci sono diversi problemi: intanto la storia di Giulio è conclusa e Dio solo sa quant’è pericoloso andare a rimettere le mani su una storia conclusa; in secondo luogo, dev’essere all’altezza del50964394_357454041742424_2118807057602707456_n predecessore, quindi voglio lavorarci con particolare attenzione. C’è anche l’opzione che semplicemente un sequel non funzioni: io sono un autore indipendente, non devo sottostare a scadenze o altro; se un romanzo va, lo pubblico, altrimenti no. Non aspettatelo per l’anno prossimo, insomma!

A proposito del suddetto romanzo: cosa ti ha dato l’idea per creare la storia di Giulio?
L’idea di scrivere “Quando Giulio tornò single” è nata un po’ per gioco: una mia amica scrittrice (nonché mia editor di fiducia) mi ha consigliato di scrivere un MM. “Però usa lo stile ironico con cui scrivi i post di Facebook” mi disse. Così mi sono messo lì e ho immaginato di essere Giulio e di raccontare la storia come la racconterei a un amico, in maniera leggera e colloquiale.
Poi il triangolo mi è venuto in mente pensando al famoso anime È quasi magia Johnny, dove il protagonista è attratto da una ragazza molto bella e tenebrosa che però non lo fila ed è tampinato da una ragazza meno carina ma gioiosa e vulcanica. Il nucleo di Giulio è questo, ma in chiave gay.

51573036_1110765329084903_3119509123033464832_nA cosa stai lavorando attualmente? Progetti futuri che dobbiamo aspettarci in questo 2019?
Il 2019 sarà un anno molto bello per me, perché usciranno due romanzi a cui tengo particolarmente. Il primo è “Diablo“, un thriller MM, edito da Clown Bianco, dove sessualità e orrore s’incontrano in un nerissimo matrimonio. Io l’ho sempre soprannominato l’anti-Giulio.
Verso fine anno (la data ancora non ce l’ho) invece uscirà un chick-lit (odio questa definizione, ma è quella ufficiale – donne, fate qualcosa a riguardo!) molto ironico, la storia di una ragazza e dei suoi amori folli.
Poi sto lavorando, oltre a un possibile seguito di “Quando Giulio tornò single“, a un romanzo Sci-Fi, sempre in chiave ironica. Vediamo se va!

Raccontaci Paolo in cinque parole!
Per questa risposta ho deciso di barare: userò cinque titoli di film: “Ragione e sentimento“, “Scream“, “Via col vento“, “La rivincita delle bionde” e “The others“.

CHI È PAOLO

Paolo Capponi è un marchigiano trapiantato a Bologna, classe 1985.
Appassionato di giochi di ruolo e serie tv, dal 2011 al 2014 pubblica i primi racconti fantasy e sci-fi in diverse antologie di genere (ad esempio “I mondi del fantasy“).
Nel 2014 pubblica il racconto storico “La strada del re” nell’antologia “Strade“, edita da Fernandel. Sempre nello stesso anno si aggiudica il Premio Letterario “Diverso sarò io?” indetto da Uaar col racconto storico “Atto terzo”. Il 2016 segna il suo esordio come romanziere con il thriller “La quarta inquilina” (Caracò Editore) e “Quando Giulio tornò single” (Triskell Edizioni). È del 2017 il suo ultimo romanzo, l’horror “Kurnugia” (Antonio Tombolini Editore).
Tra i progetti paralleli alla scrittura, un blog sperimentale di racconti da cento parole, “Il contagocce” (www.ilcontagocce.com).
Per altri dettagli: http://www.paolocapponi.com.

I LIBRI DI PAOLO

  • “Quando Giulio tornò single” (Triskell Edizioni)

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