Pubblicato in: quixote edizioni, recensioni

Recensione “Score” – A. E. Wasp

Titolo: Score
Autore: A. E. Wasp
Genere: Contemporaneo, Sportivo, Militare
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 4,49€
Link all’acquisto: Score

SINOSSI

Casa è dove la costruisci.
Beau Hopper è bravo a dire addio. Giocatore di hockey in una serie minore, va dove gli dice la Lega. Single e separato dalla famiglia, Beau va alla deriva senza legami né impegni. Si limita a sopravvivere, più che a vivere.
La vita dell’ex Marine Connor Casey ruota attorno ai suoi fratelli. Dopo che l’uragano Harvey ha distrutto la loro casa, e un incidente d’auto si è portato via i loro genitori, Connor è deciso a ricostruire sia la casa che le loro vite.
Quando Beau scopre che Connor potrebbe perdere la custodia dei fratelli se non riesce a finire la ricostruzione in tempo, si offre volontario per aiutarlo in cambio di un posto dove stare e non passa molto tempo prima che si ritrovi nel letto di Connor. Ci vogliono più della passione e del compensato per ricostruire una casa, così quando la Lega richiama Beau, Connor non può chiedergli di restare… ma come può lasciarlo andare via?

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A. E. Wasp, nota per la serie sui veterani (che recupererò al più presto nda), torna con un bellissimo sport romance sulle seconde possibilità, conosciamo Beau e Connor.
Beau è un giovane vicino alla trentina che da sempre si sposta da una città all’altra seguendo la squadra di hockey che lo acquista per la stagione. Non passa mai troppo tempo nello stesso posto, motivo per il quale non cerca e non stabilisce legami che vadano oltre una sveltina o una bevuta dopo l’allenamento. Ha una famiglia lontana che non sente molto spesso a causa delle continue trasferte.
Un giorno arriva nella vita e nella casa della famiglia di Connor, un ex marine che ha dovuto lasciare la divisa per tornare da quello che rimane della sua famiglia, quattro fratellastri minorenni che hanno perso i genitori in un incidente stradale oltre ad aver la casa distrutta parzialmente da una tromba d’aria. 
Dopo essersi conosciuti nell’officina meccanica dove Connor lavora ora, Beau accetta di trasferirsi temporaneamente nella casa mobile di Connor per non soggiornare a tempo indeterminato in albergo finché giocherà nella squadra locale.
L’arrivo a casa Casey ha dei momenti esilaranti e Beau scopre che il suo nuovo amico ha una famiglia numerosa di cui occuparsi. Travolto dalla vitalità di quel gruppo, Beau si propone di aiutare Connor con i lavori da fare in casa per permettergli di avere gli standard minimi richiesti dal tribunale per non mandare i fratellastri in adozione.
Tra un’allenamento, una partita, un babysitter per caso e una chiacchierata l’attrazione tra i due si fa più insistente ma se per Beau è normale, Connor fatica a lasciarsi andare.

Un ragazzino in giacca e cravatta aprì il portone quando Beau bussò. «Sei qui per il matrimonio?» chiese. «Matrimonio?» Aveva guidato fino alla casa a due piani in stile neoclassico, ma non era stato sicuro di essere nel posto giusto. In quel momento ne era ancora meno. Si aspettava Connor, il meccanico sexy dell’officina, non un impresario funebre nano. Chi era quel bambino? «Sì,» rispose il ragazzino, girandosi e allontanandosi dalla porta aperta. «Mac e Cheese si sposano. Ecco perché indosso un abito. Mi chiamo Benji. Ho sei anni.» Nonostante sfoggiasse una versione in miniatura del taglio di Connor, i capelli sulla parte superiore della testa erano incollati nella leccata di mucca più precisa che avesse mai visto, e aveva visto molte persone leccate da un bovino. «Sto cercando Connor, Connor Casey,» disse alla schiena di Benji.

E’ difficile per me dire quale dei due personaggi mi è piaciuto di più. In prima battuta direi Connor, un giovane anch’esso vicino alla trentina, che ha perso tanto, pronto a sacrificare i suoi sogni e la sua vita per prendersi cura di un gruppetto di perfetti estranei, perché i suoi fratelli e sorelle sono per lui quasi degli sconosciuti ma il suo profondo senso del dovere e l’affetto che ha per la madre lo hanno portato a lasciare la sua carriera militare per tornare a casa, rimboccarsi le maniche, trovare un’altra occupazione e mantenere la sua nuova realtà famigliare e per impedire che un tribunale decida di separarli per sempre.
Beau d’altra parte sembra un giovane viziato che può permettersi il lusso di fare parte di una squadra di hockey della lega minore che si sposta di continuo. Per lui è normale non avere alcun legame, riesce a legare giusto con i suoi compagni di squadra, almeno quelli meritevoli ma non va al di la di qualche chiacchiera e una bevuta in compagnia. Affezionarsi a Connor e alla sua famiglia è una cosa che lo destabilizza, non è abituato e crede di non valere abbastanza perché qualcuno voglia proprio lui nella sua vita. Anche il suo legame con i genitori è falsato dal suo carattere indipendente, mi è piaciuto molto il suo confronto con il padre, avrei voluto entrare nel libro e abbracciarlo io stessa.
A loro modo tutti i fratelli di Connor mi sono piaciuti, sono parte della storia e sicuramente abbastanza presenti, pur non prevaricando il legame che si instaura tra i due uomini. Connor ha sofferto molto e anche nel suo ambiente militare è sempre stato piuttosto riservato sui suoi gusti. Non si è mai nascosto ma neanche ha sbandierato ai quattro venti la sua preferenza per i ragazzi. La stessa cosa sta succedendo in città, non nasconde chi è ma ben pochi sanno e il suo timore è che dichiararsi apertamente potrebbe pregiudicare la sua richiesta di adozione, ha già difficoltà con l’assistente sociale che non fa nulla per nascondere il suo sdegno e ogni scusa è buona per minacciarlo. E’ chiaramente interessato al bel giocatore dalla chioma dalle mille sfumature blu ma non crede di meritarsi un po’ di felicità per se stesso senza il timore di pagarne le conseguenze, tra i due è quello che tiene più il freno a mano tirato.

Connor si portò alla bocca la sua mano e ne baciò il palmo con gentilezza. «Tutto. Ogni cosa.» Appoggiò la mano di Beau sulla propria guancia e si sfregò contro di essa. «Mi manca mia madre,» disse piano. «Vorrei che ti avesse conosciuto. Ti avrebbe adorato.» Lui girò la testa del compagno e lo baciò con gentilezza. «E io avrei adorato lei. So che doveva essere un genitore straordinario. Sia lei che Brent. Guarda come sono diventati i loro figli.»

Questa storia mi ha conquistata fin dai primi minuti, raccontata da entrambi i punti di vista mi ha dato modo di comprendere meglio i due protagonisti. Un plauso all’inserimento di personaggi secondari ben inseriti nella trama senza diventare fastidiosi. Una storia di riscatto e di legami famigliari che mi ha scaldato il cuore. Leggerò al più presto altri lavori di quest’autrice ma se siete alla ricerca del romanzo perfettamente bilanciato tra sentimenti e passione, vi suggerisco di non farvelo sfuggire. 

5
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