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Recensione “I panni degli altri” – A. Andrea Pinna

A Andrea Pinna (1)

Titolo: I panni degli altri
Autore: A. Andrea Pinna
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 9,99€
Link all’acquisto: I panni degli altri

SINOSSI

«Eugenio, quali sono i tuoi panni?» chiese Cristiàn.
«Sono un commesso, un esperto di moda, uno che sta cercando di sopravvivere al trattamento di Clelia.» «Stop, attenzione: tu potrai essere esperto di moda, anche se l’autoreferenzialità è il secondo male del mondo, dopo l’inesperienza. Ma non sei un commesso! Sai che cosa ci vuole per essere un commesso?» «Saperne di moda.» «Altro errore. Tu non hai sbagliato perché hai detto “bucherellato” invece di “traforato”, o hai chiesto la taglia alla cliente. O, meglio, non solo per questo. Tu hai sbagliato perché non hai avuto em-pa-ti-a. Non hai saputo vestire i suoi panni.» Finché non aveva iniziato il tirocinio da Dimanche, la boutique più esclusiva di Cagliari, Eugenio quelle domande non se le era mai poste. Era sempre stato il figlio minore, quello che seguiva una strada già tracciata dagli altri per lui. Aveva fatto il Classico e si era poi iscritto a Giurisprudenza per inerzia, seguendo le orme di sua sorella Gilda. Eppure sapeva di essere diverso, di non essere a suo agio nei panni del futuro magistrato, del fidanzato virile e passionale: a lui piacevano le riviste di moda, i vestiti, sapere la differenza tra “décolleté open-toe” e “slingback“.
Ed è tra clienti tanto ricche quanto taccagne, contesse cleptomani, viziatissime figlie di papà e, soprattutto, grazie a Clelia, un capo alla Miranda de Il diavolo veste Prada, che Eugenio è costretto finalmente a fare i conti con se stesso, a scegliere tra la giurisprudenza e la sua passione, tra quello che vuole la sua famiglia per lui e i suoi sogni, tra vestire i panni degli altri oppure, per una volta, provare a vestire i propri.
Del resto niente può mettere in discussione le proprie certezze come cercare di gestire le invasioni barbariche delle clienti che si scatenano da Dimanche durante i saldi.

Slanif2

Eugenio ha da poco finito il liceo e deve iniziare l’università.
O, per lo meno, è quello che vorrebbero suo padre, sua madre e sua sorella. Infatti, soprattutto il padre, Raimondo detto Mondo, ha sempre avuto un’idea ben precisa di cosa avrebbe fatto il figlio e di chi sarebbe diventato Eugenio da grande, senza però tenere conto di quali fossero i reali desideri del ragazzo.
Eugenio, infatti, non ha nessun interesse a studiare Giurisprudenza. Lui vuole lavorare come commesso da Dimanche, un negozio di abbigliamento per donne di classe sociale elevata nella sua città natale, Cagliari.
Ma come convincere la sua famiglia che quello è ciò che vuole fare senza deluderli? Può studiare per una carriera che non vuole? E non la vuole davvero o è solo un capriccio che passerà una volta che avrà provato per qualche mese a lavorare come commesso?
Eugenio è giovane e confuso. Su molti aspetti della sua vita.
Ha una ragazza, Alessandra, che però in realtà vede più come un’amica.
Ha un sogno, una passione – la moda – ma al contempo non vuole sentirsi un fallito imbarcandosi in un campo che, agli occhi dei severi genitori, non gli darà mai lo stesso prestigio.
Eugenio è pieno di contraddizioni.
E il libro sarà un viaggio nella presa di coscienza di ciò che è davvero e di ciò che davvero vuole fare, con tutti i pro e i contro del caso. Tutte le lacune che dovrà riempire e le risposte che troverà per strada. Alcune gioiose, altre terrorizzanti in un primo momento e successivamente così scontate da lasciarlo col cuore in gola.
Con uno stile semplice (a tratti fin troppo), l’autore ci racconta come un ragazzo scopre se stesso e matura, fino a diventare un adulto più consapevole e, in sostanza, più felice.
La storia è carina, forse già vista, e a volte ho trovato che si desse più importanza a cose superficiali, lasciando invece al caso argomenti che, a mio avviso, andavano approfonditi, ma l’ho trovata assolutamente godibile e piacevole.
Considerando che dovrebbe essere, se non sbaglio, il romanzo d’esordio di questo autore, non posso che consigliare questo libro a chi vuole una storia senza eccessivi drammi, ideale per una lettura di evasione estiva.

3.5

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