Pubblicato in: recensioni, self publishing

Recensione “Akim & Arthur: alla fine della danza” – V. D. Prin

V D Prin

Titolo: Akim & Arthur: alla fine della danza
Autore: V. D. Prin
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Self Publisher
Prezzo: 4,00€
Link all’acquisto: Akim & Arthur: alla fine della danza

SINOSSI

Akim, primo ballerino in un locale gay, non avrebbe mai dovuto avvicinarsi ad Arthur.
Il destino, con incredibile ironia, decide di mettere faccia a faccia questi due esseri, che sono separati da tutto.
Quella sera non accade nulla, tuttavia il loro mondo viene capovolto per sempre.
Si incontrano di nuovo qualche giorno dopo e cedono alla passione che li spinge l’uno verso l’altro.
Sfortunatamente, nel mondo di Arthur non c’è spazio per Akim.
È la rottura: amara per Arthur, straziante per Akim.
Ci sarà mai un futuro per loro due?
Arthur avrà il coraggio di affrontare l’amore che prova per Akim, nonostante i vincoli della sua vita?
Akim può perdonarlo per il tradimento del passato?

Lady Marmelade2

Parigi fa lo sfondo alla storia d’amore tra Akim e Arthur, due uomini che sembrano non avere nulla in comune, né per estrazione sociale, né per orientamento sessuale, visto che Akim è gay e balla in un locale notturno per pagarsi gli studi, mentre Arthur è etero e non aveva mai pensato di poter essere attratto da un uomo!
Akim è diverso da tutto quello che Arthur conosce; ha una carica sensuale che lo ha reso la stessa del locale dove si esibisce, dove ammalia sia uomini che donne, dove il suo talento gli ha permesso di non finire per strada dopo essere stato cacciato di casa dai genitori a soli diciotto anni.
Akim è nato e cresciuto nella Parigi multietnica dei nostri giorni; è di origine marocchina ed è un musulmano, anche se non praticante. La sua famiglia lo ha cacciato malamente di casa dopo il suo coming out e questo a messo a serio rischio il suo sogno di diventare un medico, nello specifico un pediatra. Il ragazzo però non si è dato per vinto, si è rimboccato le maniche e ora sta per coronare il suo sogno: lasciare il lavoro notturno e cominciare a lavorare in ospedale per il tirocinio.
Quello che non aveva previsto era imbattersi un un imbronciato, taciturno, al limite dell’omofobo cliente, che sembra provare per lui repulsione e attrazione allo stesso tempo. Arthur è stato costretto a subire le sue sfacciate avance, ma con suo grande stupore si è ritrovato eccitato come mai in vita sua.
Quella che doveva essere una lezione per Arthur è diventata un ossessione per entrambi:

Akim sentì un brivido percorrergli le braccia e giù lungo tutto il corpo. Era quello che temeva…prima di lui non aveva mai avuto voglia di un uomo come voleva lui. Arthur aveva tergiversato abbastanza. Desiderava quel bacio, lo aspettava da più di un mese.

I due vivono una passione travolgente, ma troppa gente si mette di mezzo per tarpare loro le ali…
Se la gente si facesse più spesso i fatti propri vivremmo davvero in un mondo migliore.
Anche se animati da buone intenzioni, questi personaggi secondari vanno a rompere le uova nel paniere ai due uomini: non permettono di capire ad Arthur cosa davvero lo affascini di Akim, ma è il ragazzo quello che ne esce devastato per l’ennesima volta. Non voglio scendere nei dettagli ma Arthur e Akim hanno tanto in comune, soprattutto la professione…
Akim è già stato rifiutato dai genitori, dal precedente “fidanzato” che si è rivelato un uomo sposato con figli, che l’ha usato solo per capriccio, e per l’ennesima volta è costretto a ricominciare da capo, cambiando città e lavoro per realizzare il suo sogno:

“Forse non sono granché, l’ho imparato a mie spese, con i miei genitori, ma tu avresti potuto fare uno sforzo. Sei intelligente, istruito, intuitivo…Pianse sulla sua vita che considerava miserevole, pianse sul suo amore che lo rinnegava, pianse sui suoi genitori che lo avevano scacciato come qualcosa di spregevole.”

Akim mi ha fatto pensare a un salice piangente, una pianta all’apparenza delicata, con rami sottili che arrivano a toccare il terreno, ma forti ed elastici, che si piegano al vento senza mai rompersi, come il suo fisico asciutto e aggraziato, capace di muoversi a tempo di musica quasi fosse liquido. Akim e i suoi capelli lunghi e setosi, gli occhi scuri e fieri, che non è mai sceso a compromessi, mi ha davvero conquistata.
Con Arthur non è stato proprio amore a prima lettura: rigido, impostato, freddo e distaccato, a tratti anche snob! Un raggio di sole insomma! Il suo essere stato tanto spiazzato da Akim però denota che non è così rigido come appare; il ragazzo che si è appena esibito addosso a lui ha scatenato qualcosa di latente che doveva venire alla luce prima o poi.
Una volta tolta la maschera da stronzo dispotico e arrogante, Arthur si rivela per quello che è: un uomo di successo, proveniente da una rigida famiglia ebrea, che ha sempre cercato di fare del suo meglio per rendere orgogliosa la sua famiglia, della quale teme il giudizio.
Anche se cresciamo e diventiamo uomini e donne di successo, il giudizio che più ci mette ansia è quello dei nostri genitori; rimaniamo sempre i loro figli e la pressione di renderli orgogliosi la sentiamo a qualsiasi età.
La storia di Akim e Arthur si dipana in due tempi e personalmente ho trovato questa scelta dell’autrice molto valida: ha rispettato tutti i canoni del romance e ha creato un libro autoconclusivo che da un finale chiaro, pulito e definitivo alla storia, senza cadere nel cliché dell’angst a tutti i costi portano all’esasperazione il lettore in perenne attesa del lieto fine. Sappiamo che nei romance c’è sempre il lieto fine, è uno dei cardini che non deve mancare in questo genere letterario, ma spesso ci sono libri che pur essendo autoconclusivi lasciano spazio a finali alternativi. Questo invece è completo da tutti i punti di vista, anzi sul finale c’è anche una sottile linea di suspense che non ha guastato!
Akim e Arthur non ricadranno nei vecchi errori e ritrovarsi dopo qualche anno di distacco da la possibilità loro di sapere senza ombra di dubbio cosa vogliono dalla vita.
C’è un’affermazione di Akim che mi ha colpito molto, che rispetto in pieno e condivido:

“Amare qualcuno per poi essere lasciato è qualcosa che fa male. Quindi ho preferito non innamorarmi. E nessuno mi ha tentato abbastanza affinché cambiassi opinione.”

Lui non è refrattario all’amore, solo che non vuole un amore qualsiasi, perché sa benissimo cosa e chi vuole e stavolta non se lo farà scappare di nuovo.

4


La copia ARC è stata fornita dall’Autore

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