Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Una sensuale ribellione” – K. J. Charles

K J Charles (2)

Titolo: Una sensuale ribellione
Autore: K. J. Charles
Serie: Consorzio di Gentiluomini #2
Genere: Storico, Politico, lieve BDSM
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 5,99€
Link all’acquisto: Una sensuale ribellione

SINOSSI

Silas Mason non nutre illusioni riguardo a se stesso. Non è socievole e neanche attraente. Idealista aggressivo, libraio radicale e autore di libelli sediziosi vive per la rivoluzione… e per i mercoledì. Ogni settimana si incontra anonimamente con lo stesso uomo, nel quale Silas ha scoperto la giusta combinazione di affinità intellettuale e assoluta obbedienza alla sua dominazione sessuale. Ma senza che Silas lo sappia, il suo più caro amico è anche il suo peggior nemico, con il potere di farlo impiccare o risparmiargli la vita.
Funzionario del Governo leale e di nobili natali, Dominic Frey è lacerato dalla sua storia con Silas. Alla luce del giorno non riesce a comprendere il desiderio inebriante che settimana dopo settimana lo spinge a incontrare il radicale. In camera da letto, ogni altra considerazione svanisce. I loro bisogni collimano e i due uomini sono uniti dalla comprensione per le rispettive debolezze. Ma quando l’impegno politico di Silas gli fa guadagnare una condanna a morte, il desiderio si scontra col senso del dovere e Dominic si trova nella condizione di fare tutto ciò che è un suo potere per salvare l’uomo che gli ha rubato il cuore.

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Silas Mason e Dominic Frey si incontrano ogni mercoledì da oltre un anno per degli incontri puramente sessuali, verti soprattutto a soddisfare l’oscuro desiderio di Dominic di essere dominato. L’intesa sessuale tra loro è incredibile, ma nessuno dei due sa chi sia davvero l’altro. Difatti, Silas si riferisce a Dominic chiamandolo “Tory” e Dominic si riferisce a Silas chiamandolo “Bruto”. Ignorano completamente l’identità l’uno dell’altro, e nonostante dopo il sesso abbiano cominciato a conversare e a dividere una bottiglia di vino, nessuno dei due ha il coraggio di andare più a fondo nella sfera personale.
Infatti, Silas è un quarantenne povero che gestisce una libreria in cui si commerciano per lo più testi politici e che, di notte, stampa volantini inneggianti all’odio e alla ribellione verso il Governo. L’uomo, infatti, è un oppositore politico tra i più ferventi e conosciuti dalle forze dell’ordine di Londra e quei mercoledì sono l’unica luce in una vita altrimenti grigia e piena di difficoltà.
Dominic, d’altro canto, è di pochi anni più giovane ma di molto più ricco. Gentiluomo dell’alta società, è oltretutto un Agente del Governo ed è incaricato – per dovere e per credo personale – a fermare tutti i sovversivi che si oppongono a suddetto.
Tutto fila liscio fino a quando i due sono costretti a non negare più l’evidenza e a scoprire chi è l’uno e chi è l’altro quando Dominic entra in una libreria dove il proprietario è accusato di essere un sovversivo e scopre che quel contestante è niente pò-pò di meno che l’uomo che capisce così profondamente i suoi bisogni e che, senza grandi parole o spiegazioni, è in grado di liberarlo dalla gabbia di vergogna che lui stesso ha creato…

«Non c’è nessun gentiluomo nella mia vita,» continuò piano Dominic. «Avevo il miglior gentiluomo di tutta l’Inghilterra, una volta, e non l’ho voluto. Voglio il mio rivoluzionario e non voglio nessun dopo. Userò tutti i mezzi a mia disposizione perché non ci sia mai un dopo, e se – quando – arriverò, sarà solo desolazione.»

Se “Una raffinata trasgressione” mi aveva convinto poco a causa dei personaggi messi in disparte dall’aspetto più politico del romanzo e, comunque, dalla poca simpatia provata per entrambi; devo dire che Silas e Dom hanno decisamente cambiato le carte in tavola!
La parte politica è (inevitabilmente, visti i personaggi) molto presente, ma non riesce mai a togliere lo spazio a questi due uomini che, incontro dopo incontro, mercoledì dopo mercoledì, si innamoreranno follemente l’uno dell’altro.

Mercoledì dopo mercoledì, settimana dopo settimana, sono diventato tuo.

Benché non sia una grande amante del BDSM, qui è trattato in maniera piuttosto lieve e anche se ci sono giochi di predominazione (di cui la maggior parte senza nessun tipo di utilizzo di giocattoli), è tutto più basato su un processo psicologico che non solo avvicina i due uomini, ma li fa anche smettere di trincerarsi dietro le loro ferventi idee contrapposte e le loro ancor più differenti classi sociali, facendo capire a entrambi che, sotto sotto, non sono poi tante le differenze tra di loro e che, se entrambi lo volessero e ci mettessero il giusto impegno, potrebbero trovare il modo di stare insieme e amarsi felicemente.

«Ti posseggo, Tory. Solo io e nessun altro. Non un nobile idiota senza cervello che non sa come trattarti.» Chiuse la mano attorno al suo sesso, le dita che lo sfioravano appena, costringendolo ad aspettare. Le dita di Dominic, invece, stringevano l’aria. «Come se fosse un sacrificio vedere uno sguardo supplichevole in quei begli occhi. Come se non volessi sentire quella bella bocca dire che qui sono io il padrone. Dio, il modo in cui ti sottometti a me. Sei mio.»

Un romanzo dove sì, come dicevamo, la sfera politica è molto presente e dove continuo ad affermare ci fosse bisogno di una piccola introduzione per spiegare sommariamente la situazione socio-politica della Londra del 1820, ma nel complesso l’ho trovato più chiaro e gestito meglio del precedente.
Silas e Dominic stessi sono stati capaci di farsi benvolere, seppur per due motivi differenti.
Silas per la grande forza d’animo, la tenacia e quel modo burbero e impacciato che ha di dimostrare all’altro il suo amore. Non riuscivo molto a farmelo piacere all’inizio perché l’ossessione che aveva per la difesa delle sue idee mi appariva un po’ esasperante, ma piano piano è stato capace di farsi voler bene.
Dominic, d’altro canto, ispira una grande tenerezza. Da sempre si sente sbagliato per i desideri che sente e sembra che nessuno sia in grado di capirlo, almeno fino a quando quel Bruto dall’aspetto trasandato non gli dà proprio quello che vuole senza doverlo chiedere. La sensazione di sollievo che il Gentiluomo prova quando è con Silas e può essere semplicemente se stesso è palpabile, e ho apprezzato che potesse apparire così fragile quando al contempo sa essere così fermo nelle sue convinzioni e nelle sue idee.
In sostanza, un romanzo decisamente superiore al primo e che ho trovato davvero ben scritto. Consigliato!

4

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