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Recensione in anteprima “Soli contro il Mondo” – Sonja Kjell

Sonja Kjell

Titolo: Soli contro il Mondo
Autore: Sonja Kjell
Serie: The Pack #1
Genere: Mutaforma, Paranormal, Gap Generazionale
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Prezzo: 3,99€
Link all’acquisto: Soli contro il Mondo 

SINOSSI

Rimanere soli è, per un lupo mutaforma, la tortura peggiore che gli si possa infliggere.
Jordan lo sa, lo vive sulla propria pelle tutti i giorni, ma quando assiste all’arrivo di un suo simile, coperto di ustioni, è costretto a rivedere le sue convinzioni: quello sembra leggermente peggio.
Aaron Braddock aveva tutto, e forse per quello qualcuno ha deciso di farlo saltare in aria nella sua stessa auto.
L’incontro tra i due non potrebbe essere dei peggiori, eppure qualcosa li accomuna. Qualcosa di impalpabile e invisibile. Tra battibecchi, medicazioni e il reciproco annusarsi, le impressioni che hanno entrambi dell’altro iniziano a mutare, diventando qualcosa di diverso.
Gli assalitori di Aaron, però, sono ancora a piede libero. Una serpe si nasconde in famiglia, una serpe che potrebbe colpire di nuovo, incurante dei danni collaterali.

Evelyne2

Oggi vi parlo in anteprima di “Soli contro il mondo” di Sonja Kjell, un libro che mi è stato consigliato più di qualche volta e che ero molto curiosa si leggere. Sono sempre attratta dai paranormal e se ci sono Alpha come protagonisti, non posso certo farmelo scappare.
Ho apprezzato sin da subito un aspetto della storia, un particolare che fin troppo spesso viene trascurato o affrontato malamente. Con molta attenzione l’autrice introduce brevemente il sistema del mondo da lei creato, già di per sé una cosa molto buona, pochi lo fanno. Inoltre, inserisce lentamente il contesto generale, la struttura dei branchi e tutta quella parte che spesso viene spiegata all’inizio, risultando, così,davvero pesante. Sonja Kjell, invece, dà modo al lettore di godersi la storia e acquisire piano piano informazioni, fino a quando, senza rendersene conto, non è arrivato al punto in cui è cosciente di come si sviluppi la società, ma non ne sente assolutamente il peso.

La cosa peggiore era che poteva spiegarglielo fino a un certo punto, perché gli umani non ragionavano in quei termini, non riuscivano a percepire ciò che emanavano inconsciamente, non riuscivano a vedere l’aura che proiettavano attorno al loro corpo e a cui gli esseri sovrannaturali, come i licantropi, erano particolarmente sensibili.

Il problema di avere molti personaggi è sempre quello di non riuscire a presentarli come si dovrebbe. Malcom, genitore adottivo di Aaron, in particolare, rimane talmente fuori dalla storia che sappiamo pochissimo del loro rapporto. Da un lato, però, devo ammettere che questo ha sicuramente diminuito la mia assoluta antipatia verso il padre del protagonista. Molto probabilmente se fosse apparso con più frequenza mi sarei innervosita molto più di quanto ho già fatto per colpa sua. Quindi alla fine non è poi così negativo questo aspetto.
Mi è piaciuta moltissimo la caratterizzazione dei personaggi. Avevo timore di non riuscire a distinguere tutti i fratelli, tutti diversi tra loro e con caratteri alquanto difficili. Al contrario, sono riuscita a leggere di loro senza bisogno di impegnarmi a capire, come spesso accade.

Carlos lo stava fissando, lo sentiva distintamente, e solo quando Aaron lo precedette si concesse di voltare il capo e mutare solo gli occhi, facendoli lampeggiare minacciosi in direzione di quel cretino. Il battito cardiaco dell’uomo aumentò, allarmato, e Jordan si godette quella piccola vittoria. Era un sottomesso, certo, ma non così tanto da farsi intimidire da uno stronzo qualsiasi, senza alcun potere.

L’attenzione con cui l’autrice descrive il lavoro di Jordan dona un qualcosa in più alla storia. Quel tocco di originalità in più di cui aveva bisogno per poter mostrare davvero quanto si sia impegnata nel creare una storia che non abbia buchi di trama o imprecisioni.
Anche se entrambi i protagonisti hanno sofferto molto, la storia nella maggior parte della narrazione rimane tranquilla, senza un’eccessiva sofferenza. Spesso viene utilizzata dagli autori per aggiungere il pathos mancante, ma non è questo il caso.
Sonja Kjell, in questo suo primo libro per la Quixote, è riuscita ad incuriosirmi per tutta la lettura. È una storia molto fluida, naturale e per nulla scontata. Assolutamente consigliata, non vedo l’ora di poter leggere il seguito!

4.5

La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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