Pubblicato in: Dietro le quinte con..., Recensioni, Recensioni in anteprima, triskell edizioni

Recensione in anteprima “Rondò Caprese” – Velia Rizzoli Benfenati + Dietro le quinte

Velia Rizzoli Benfenati (2)

Titolo: Rondò Caprese
Autore: Velia Rizzoli Benfenati
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 4,99€
Link all’acquisto: Rondò Caprese

SINOSSI

Quando la Signora Aida Caracciolo-Bussel muore, lascia un testamento folle che costringe il nipote Haendel Corsini, un uomo distrutto da un passato traumatico, sulla soglia dell’alcolismo e con alcuni matrimoni falliti alle spalle, a tornare a Capri, nella villa di famiglia, dove trova una Suite che il padre, grande compositore e direttore d’orchestra defunto da tempo, aveva composto anni prima e rimasta sconosciuta.
In un inverno freddo e burrascoso, Haendel si trova a confrontarsi con Andrea, la sua roccia, amico di sempre e figlio della dama di compagnia della Signora, pronto a sostenerlo.
Andrea però custodisce un segreto: ama profondamente Haendel da sempre.
Riusciranno i due a trovare il bandolo di quella matassa tanto complicata in cui le loro vite s’intrecciano in un continuo rincorrersi e raggiungere l’equilibrio interiore?

Lady Marmelade2

«Haendel… è la vita. Succede a tutti di perdere chi amiamo. È il normale rischio che si corre a essere vivi.»

Chi non ha mai perso nessuno nella sua vita?
Nessuno io credo. Nonni, amici, fratelli, genitori, l’amore della vita… ognuno di noi ha perso qualcuno: Haendel ha perso tutti ora. L’ultimo membro della sua famiglia se ne è andato ed ora è solo al mondo.
Anzi no, non è ancora del tutto solo: qualcuno c’è ancora al suo fianco, il suo migliore amico, il suo compagno di giochi d’infanzia, colui che gli sarà sempre fedele, anche durante i momenti più bui, anche quando Heandel sembra farlo apposta ad allontanarlo.
Questo nuovo romanzo di Velia Rizzoli Benfenati è molto diverso dai suoi lavori precedenti; più maturo, sofferto, ragionato, ricco di descrizioni che ti fanno venire voglia di prendere l’aliscafo e seguire i sentieri meno battuti dell’incantevole isola di Capri.
La Benfenati stavolta ha abbandonato le atmosfere adolescenziali dello sport per addentrarsi in una storia forse ancora più sofferta delle precedenti, con due protagonisti tormentati che rivivono la loro infanzia per poter andare avanti col loro presente.
L’atmosfera è cambiata, ma i sentimenti sono sempre veri: dall’amicizia all’amore, il confine è sottile, e spesso se si decide di oltrepassarlo non si può più tornare indietro.
Heandel e Andrea sono cresciuti insieme, diversi per estrazione sociale, ma amici per la pelle: Haendel è il figlio di un grande compositore e di una famosa cantante lirica, Andrea il figlio della dama di compagnia della nonna di Heandel.
Haendel sembra avere tutto dalla vita, soldi, fama, talento per la musica, un aspetto fisico che attrae entrambi i sessi, e una vera e propria passione per i matrimoni lampo!
Andrea è quello che da sempre lo toglie dai guai, non a caso è il suo avvocato di fiducia, e sembra essere l’unico che riesce a leggergli nel cuore.
Heandel è giunto al capolinea: deve decidere cosa fare non solo con le proprietà appartenute alla defunta nonna, ma anche della sua vita. Non può continuare a fuggire dal suo passato, rifugiandosi nell’alcol, come faceva con i compiti da bambino, e forse quello che gli serve è una caccia la tesoro più prezioso che possiede, la riscoperta delle sue origini:

«Quello che ci puoi trovare è il tuo passato, il tuo presente e il tuo futuro. Cosa c’è più importante di quello?» Ma Haendel non lo comprendeva. E come poteva? Per lui “progettare il futuro” significava al massimo preparare la sacca per un viaggio possibilmente lontano da altri esseri umani…Non si può fuggire o nascondersi al proprio destino. Non lo facevamo neanche allora. Rimandavamo solo l’inevitabile.

Heandel si è sempre sentito fuori posto nella vita dei genitori; ha ereditato da loro il talento per la musica, ma lui non crede di averne. Solo con Andrea si è sempre sentito a suo agio, confidandogli tutte le sue paure, soprattutto quella del mare, che una volta tanto amava. Il mare gli ha portato via molto, e ora è una totura per lui il solo ascoltare la risacca:

Il fragore delle onde era un frastuono che risuonava minaccioso.
«Sai qual è la cosa che mi dà più fastidio? Il suono. Sarebbe bellissimo, se non mi facesse così male.» Andrea avrebbe voluto togliere la suoneria al mondo intero, avrebbe voluto che il “suo” Haendel trovasse la pace.

Andrea, il cui aspetto può sembrare fragile, delicato, quasi efebico, nasconde un segreto, che non è mai riuscito a confessare al suo migliore amico: è innamorato di lui da sempre ed è per quello che non l’ha mai abbandonato a se stesso.
Andrea, un metro e sessanta di capelli scuri e occhi verdi, il Piccolo Gigante, come lo chiama Haendel, è sempre stato la roccia di Haendel, ma anche per lui è giunto il limite della sopportazione e il suo segreto sta per venire a galla, visto che Haendel non è poi così eterosessuale come tutti – lui stesso in primis- credevano:

Aveva l’impressione che la sofferenza della persona a lui più cara al mondo fosse il motore che lo spingesse a essere così forte, come se la debolezza di Haendel fosse la fonte della sua forza.

Se per Haendel è una sorpresa aver capito di essere attratto anche dagli uomini, cisto che è alla soglia dei quarant’anni, quindi in piena maturità, Andrea ha sempre avuto le idee chiare, cosa che lo ha fatto soffrire molto in passato:

Quelle lacrime gli erano scese dalle guance, ma non per la paura del temporale, come Haendel aveva erroneamente supposto, ma per la paura di un futuro così spaventoso, per essersi scoperto gay a soli dieci anni… Urlò contro sua madre che lo aveva educato a essere forte, facendo di lui una persona inabile al lasciarsi andare… Urlò contro Haendel, che si era preso il suo cuore e non glielo aveva mai ridato, abbandonandolo nella solitudine.

Due uomini forti e fragili allo stesso tempo, che si rincorrono da una vita, che avevano da sempre sotto gli occhi quello di cui avevano bisogno, ma che per paura di perdere tutto, si ostinavano a non vedere, nel caso di Haendel, o a non dire, come per Andrea.
La paura li ha tenuti bloccati in un limbo, sempre in attesa di qualcosa o qualcuno che potesse riuscire a rompere questo circolo vizioso, e cosa è meglio di un’ennesima sbronza può fare?
Ma quando la ragione riprende fiato e si schiarisce ecco che la verità non può essere ignorata, e Haendel deve prendersi la responsabilità di quello che ha fatto:

Non poteva desiderarlo di nuovo, però. Non era giusto. Andrea meritava di essere amato da qualcuno in grado di tenergli testa e che non si trasformasse in un parassita del suo sistema nervoso…  Andrea era un pezzo della sua anima ed Haendel pensò che, da quel momento in poi, ogni sua singola scelta sarebbe avvenuta nella più profonda e assoluta delle solitudini, perché non stava perdendo solo un amico o un amante, stava perdendo una parte di sé; o meglio: stava perdendo la parte più bella e pura di sé.

Un romanzo davvero ben scritto, con un’ambientazione suggestiva, romantica e d’impatto, come se i profumi degli agrumi descritti dall’autrice giungessero al lettore dalle pagine del romanzo; come se il suono del pianoforte a coda di Haendel raggiungesse le orecchie del lettore.
Un romanzo davvero struggente, come la musica che suona Haendel, come il dolore di Andrea, alla disperata ricerca di un solo gesto d’affetto di Haendel, poco importa se in preda ai fumi dell’alcol e della droga.
Ho sempre amato la musica classica, lo so, sono strana, come per i libri e i film, anche con la musica passo da un estremo all’altro, e ho amato molto Heandel: la sua fragilità mi ha colpito, come mi ha affascinato la forza di volontà di Andrea.
Non so davvero scegliere tra i due per chi mi ha dato le emozioni maggiori e questo per me vuol dire che l’autrice ha colpito nel segno, perché i suoi personaggi rimarranno sempre con me.

P.S.: Anche uno personaggio minori mi ha colpito molto: sto parlando di quel demonio di Tania, una delle ex mogli di Haendel; Tania, un metro e mezzo di pura lingua biforcuta, musicista eclettica e dal talento innato, ma di un grezzo da paura! Come si fa a non citarla ed amarla?! Tania io e te saremmo ottime amiche e mi piacerebbe tanto sapere da dove ti ha tirato fuori l’autrice!

4.5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

*****

DIETRO LE QUINTE CON… VELIA RIZZOLI BENFENATI

UN ANEDDOTO DA…

Raccontaci un aneddoto che sta dietro a uno dei tuoi libri

Rondò Caprese” è la mia ultima creatura. È stato un libro molto complesso che mi è costato tanto studio e un paio di viaggi in una delle isole più belle del mondo. Pensa che il suo primo embrione risale a prima della pubblicazione di “Amnésie A Paris“. Il titolo originale doveva essere “Capri Suite”, e io lo penso ancora come “Capri Suite”. È una situazione un po’ strana, come quando aspetti un bambino e il giorno del parto scopri che è una bambina!

DUE CHIACCHIERE CON VELIA

cover-20Da dove è nata l’idea per “I fenomeni” e quanto della tua vita c’è in quella storia?
I fenomeni” sono nati da un mio preciso bisogno di leggerezza. Avevo appena finito un romanzo molto complesso e sfibrante (a proposito: esso sta uscendo a puntate su Wattpad gratuitamente per chi fosse interessato, ed è molto diverso dal genere a cui i miei lettori sono abituati), e sentivo il bisogno di scrivere qualcosa che non mi impegnasse troppo. Così ho preso i miei ricordi e mi ci sono buttata. “I Fenomeni” sono miei coetanei, miei compagni di scuola, rappresentano un sunto dei miei ricordi dell’epoca. Non sono io e non sono nemmeno qualcuno dei miei amici dell’epoca, ma lo rappresentano. La cosa buffa è che dopo essermi “aperta la testa” con “Il Grande N” (il romanzo di cui dicevo sopra) non volevo niente di difficile e invece mi sono trovata a studiare un sacco anche lì!

cover2-7Hai esordito con “Amnésie a Pàris”, un romanzo molto toccante sulla perdita della memoria e sul ritrovare con essa l’amore e la complicità perduta. Qual è il ricordo più dolce riguardo alla stesura di questo romanzo?
Devo essere cattiva e smontare ogni sogno: non ho ricordi particolarmente “dolci”. “Amnésie A Paris” è nato per puro caso. All’epoca scrivevo altro (stavo già lavorando sul “Il Grande N“), non conoscevo niente del mondo dell’editoria e non sapevo neanche dell’esistenza del genere MM! Poi un giorno un mio amico, Enrico Padovan, mi mandò il link per un concorso indetto da una Casa Editrice appena nata che cercava nuovi autori. Il concorso si chiamava “Midnight In Paris” e la Casa Editrice era una “certa” Triskell Edizioni. Ricordo che, mentre leggevo il bando, la storia mi venne nella testa esattamente come l’avete poi letta voi. Durante la sua stesura, però, avevo molto lavoro (sono artigiana e nella vita di tutti i giorni costruisco dentiere), e stavo per affrontare il mio primo spettacolo teatrale, quindi non avevo il tempo neanche per respirare, figuriamoci emozionarmi. Ma è andato tutto bene e il resto è storia. Sono stata una delle primissime autrici pubblicate da Triskell Edizioni e di questo vado piuttosto fiera.

Il tuo penultimo romanzo che hai pubblicato, “The Hustler”, è molto diverso come genere dai tuoi precedenti, visto che uno dei tuoi personaggi è un gigilò. Da dove ti è venuta l’idea?
Durante il primo MM Meeting nel 2015, Elisa Rolle fece un intervento molto interessante e accurato in cui parlò di diverse coppie del XX secolo. Una di queste mi colpì particolarmente. Non ricordo bene di chi si trattasse, ma ricordo che erano newyorkesi. Avevo appena consegnato “I Fenomeni” per la valutazione e mi sentivo un po’ vuota, senza idee, ma, ascoltando il racconto di Elisa, la storia mi è venuta fuori senza problemi.

51pecuOHGcLHai qualche progetto in cantiere? Parlane ai nostri lettori!
Uno solo? Oppure li vuoi TUTTI in ordine alfabetico? In questo momento ho appena finito la prima bozza di “The Teacher“. Dal titolo vi lascio immaginare a chi si riferisca e di cosa possa essere il seguito. Ci devo lavorare ancora un po’ perché chiaramente ha bisogno di essere rifinito, corretto, riletto, sistemato, ripulito, riletto nuovamente, mandato nuovamente alla correzione esterna e quindi (forse) giudicato idoneo per la valutazione della Casa Editrice… Tendo a essere un po’ pignola.
Poi… Vabbè… Fammi pensare… Ci sarebbe da scrivere il romanzo che prosegue una delle storie di natale pubblicata anni fa, un’idea da ambientare sul Lago d’Orta, un paio di romanzi da ambientare sulle colline dove abito… Il numero delle storie che ho in testa da scrivere è nettamente superiore agli anni corrispondenti alla mia aspettativa di vita!

Raccontaci Velia in cinque parole!
Non. Lasciatemi. Mai. Senza. Caffè.

CHI È VELIA

Velia Rizzoli Benfenati, che si definisce “più bolognese della mortadella di cui conserva colore e forma”, deve lo pseudonimo ai nonni e vive sulla Linea Gotica.
Ama la letteratura, l’arte, i viaggi, ma soprattutto il teatro ovvero tutto ciò che aiuta a cambiare punto di vista. È quindi una di quelle persone che ha sempre un sacco di idee in testa e un corpo eternamente in risparmio energetico,con il risultato che, molto probabilmente, mentre leggete queste righe, la sua mente starà partorendo un nuovo romanzo e il suo corpo giacerà in fase REM.
Talvolta ghostwriter per gli amici, scrive perché nella sua testa ci sono troppe emozioni che le chiedono di uscire e non riesce a tenerle solo per sé.

I LIBRI DI VELIA

  • Amnésie à Paris” (Triskell Edizioni)
  • I Fenomeni (Triskell Edizioni)
  • The Hustler (Triskell Edizioni)
  • Rondò Caprese (Triskell Edizioni)

CONTATTI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...