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Recensione in anteprima “La scatola di latta” – Kim Fielding

Titolo: La scatola di latta
Autore: Kim Fielding
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Dreamspinnerpress
Prezzo: 6,19€
Link all’acquisto: La scatola di latta

SINOSSI

Il passato di William Lyon gli ha impedito di essere se stesso. Combattuto e stanco di mantenere le apparenze, si separa dalla moglie e accetta un lavoro come custode di una struttura che è stata il più grande ospedale psichiatrico della California. Il vecchio manicomio, vuoto e abbandonato, gli sembra il luogo adatto in cui rifugiarsi per terminare la tesi di laurea in attesa che il divorzio diventi definitivo. Nella piccola città di Jelley’s Valley, William incontra Colby Anderson, che manda avanti la bottega del paese con annesso ufficio postale. Al contrario di William, Colby è adorabile, ottimista e vistoso, e non si preoccupa di nascondere il proprio orientamento sessuale. Anche se all’inizio il carattere aperto di Colby lo mette a disagio, con il tempo William impara ad apprezzare la loro amicizia e accetta persino la proposta di Colby di introdurlo al mondo del sesso gay.
L’idea che William si è fatto di sé inizia a cambiare quando scopre una scatola di latta nascosta da decenni nelle mura del manicomio. All’interno, sono custodite le lettere scritte in segreto da Bill, un paziente che era stato internato a causa della sua omosessualità. William si rispecchia in quelle pagine e comincia ad appassionarsi alla storia dell’uomo che le ha scritte e al suo destino. Con l’aiuto di Colby, spera che le parole scritte settant’anni prima gli diano il coraggio di essere finalmente se stesso.

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William Lyon è un uomo che per tutta la vita ha lottato contro i propri desideri, sposando una donna che era consapevole non avrebbe mai potuto amare, con una famiglia molto religiosa a imporre delle regole e dei principi morali ferrei, che si ritrova a trentadue anni senza riuscire più a capire cosa fare di se stesso.
Perciò, quando il suo professore gli offre la possibilità di passare sei mesi a Jelley’s Valley, JV come la chiamano i suoi abitanti, a fare da custode a un vecchio manicomio abbandonato ormai dagli anni ottanta, William non se lo fa ripetere due volte e accetta l’incarico. Ha bisogno di solitudine per completare la sua tesi e, cosa più importante, ha bisogno di capire se stesso mentre il divorzio da sua moglie Lisa diventa ogni giorno più definitivo.
Così, quando mette piede nel manicomio, è convinto che passerà i successivi sei mesi a non preoccuparsi di nessun altro se non di se stesso e dei dati da inserire per confutare la sua tesi, ormai alle battute finali.
Peccato che, tanta solitudine, a un tratto cominci a farsi sentire, spingendolo in giro per le stanze abbandonate del gigantesco edificio. William non è sicuro di dove sta andando, ma esplorare un po’ la zona gli sembra una buona idea. Anche quando incappa in una stanza con all’interno degli indumenti abbandonati crede che sia solo l’ennesima camera piena di cianfrusaglie; ma un’asse del muro scostata lo spinge a curiosare più a fondo e sarà così che troverà la scatola di latta, con all’interno le lettere che Bill, un paziente del manicomio durante la fine degli anni trenta, ha mandato al suo amato Johnny.
La storia di Bill è simile a quella di milioni di altri pazienti del manicomio, ma il fatto che William possa leggere proprio le sue parole, lo fa sentire vicino al giovane, così tanto che sente nascere subito un legame con lui che lo spinge a invadere la privacy di quelle lettere e scoprire la storia del paziente.
Unito a questo, ci sarà anche l’entrata in scena di Colby Anderson a mettere in subbuglio l’animo fino ad allora ligio e monotono di William.
Colby non potrebbe essere più diverso da Will. Non solo è gay dichiarato da praticamente tutta la vita, ma la sua famiglia lo accetta senza problemi e le sue scelte in fatto di abbigliamento sono tutto fuorché sobrie. A volte indossa l’eyeliner e ha le meches nei capelli.
Gestisce insieme ai suoi nonni l’unico emporio di JV con annesso ufficio postale. Sempre sorridente, un po’ sopra le righe, non si fa scoraggiare dall’iniziale mutismo di William, né dal modo in cui questi reagisce alla presenza del giovane, sobbalzando ogni volta che si trovano troppo vicini. Colby è abituato a essere giudicato da tutta la vita, ma non si è mai voluto privare della possibilità di essere se stesso solo per sottostare al volere degli altri.
In poche parole, sono l’uno l’opposto dell’altro.
Eppure, sono proprio quelle differenze a spingerli a fare amicizia, a frequentarsi. Non solo: Colby aiuterà William a sentirsi ben accetto e a uscire dal guscio. Tuttavia, nessuno dei due aveva messo in conto i risvolti di quella amicizia, iniziata come una cosa innocente e trasformatasi poi in qualcosa di più. Dove li porterà? E che risposte riuscirà a racimolare William sul povero Bill?

La nebbia mattutina preme contro la finestra e io posso fingere che il mondo esterno sia svanito, lasciandomi solo nella mia cella. E così comincio a chiedermi cosa mi mancherebbe di più del mondo.
Tu, ovviamente. Sei sempre in cima alla mia lista. Ogni giorno che passa mi manchi sempre di più, finché non arrivo a pensare che di me non sia rimasto altro che la tua assenza, sono solo la sagoma vuota di un uomo in pigiama.

Questo romanzo è per certi versi dolce e tenero, per altri straziante e doloroso.
Perché non è solo la storia di William e Colby, ma anche di Bill e Johnny. Questi ultimi sono morti ormai da tempo, stando alle date sulle lettere, ma è come se fossero persone fisiche che aleggiano nel romanzo, dando il loro contributo a redigere una storia ricca di amore e sofferenza.
Le vite stesse di William e Colby, all’apparenza così comuni, ma che invece nascondono dolori e rimpianti di vari tipi, fanno da contraltare alle lettere di Bill, dove le cose citate sono orribili e crudeli. Elettroshock, trattamenti con l’insulina, torture fisiche e una pratica orribile che non vi svelo, ma che vi farà venire i brividi quando la leggerete, provando una compassione tale per il povero Bill come difficilmente ne avrete sentita per qualche altro personaggio che non è nemmeno “fisicamente” presente nel libro.
Ad aggiungersi a questo, c’è il passato, come dicevamo, dei due protagonisti, che nasconde molte ombre e che condiziona la loro vita attuale.
Si conosceranno l’un l’altro in modo dolce, tenero, un po’ goffo, mentre scopriranno cose nuove su loro stessi, che li renderanno esseri umani più consapevoli e, di sicuro, più felici.

Il dottor Fitzgerald dice che essere attratti dagli uomini è una cosa malata, da deviati. Vorrei dirgli quanto si sbaglia. Che non c’è nulla di deviato in ciò che provo per te. È come se avessi passato tutta la vita nell’oscurità, a parte quei brevi momenti di sole che condividevo con te; quando ti ero accanto mi sentivo finalmente vivo e normale.

Chi segue il blog da un po’, ormai, si sarà reso conto che sono tutto fuorché di manica larga con i voti. Sono molto esigente con i libri che leggo ed è difficile che una storia possa conquistarmi; ma questo libro vale il massimo. Non solo la Fielding si dimostra ancora una volta capace di toccare le corde più profonde della mia anima, ma le sue storie sono sempre estremamente toccanti, profonde, con temi difficili ma trattati con un tale rispetto e una tale delicatezza che è impossibile non amarle. Decisamente un libro da non perdere.

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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