Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Sotto un cielo di cenere” – Brandon Witt

cover500-9Titolo: Sotto un cielo di cenere
Autore: Brandon Witt
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: €5,99
Link all’acquisto: Sotto un cielo di cenere

SINOSSI

Più di dieci anni dopo aver lasciato il Colorado per frequentare il college e fuggire dal suo passato, Isaiah Greene vi fa ritorno e si costruisce una vita a Denver come insegnante di sostegno. Quando conosce Ben Woods, il mentore di uno dei suoi studenti, l’attrazione è immediata. La rivelazione che sono entrambi reduci da un’infanzia traumatica crea un forte legame tra loro.
Cresciuto da una nonna violenta, Ben è un ex tossicomane che ha trovato una nuova famiglia nel capo dell’impresa di costruzioni dove lavora, Hershel, e in suo marito, Daniel, la drag queen ManDonna. Aggiungere Isaiah alla sua vita gli permette di intravedere un futuro che non aveva neanche mai sognato di poter avere.
Isaiah e Ben sono entrambi dei sopravvissuti, ma quando il senso di colpa apre una frattura tra loro, il passato minaccia di distruggerne la relazione.
Ben e Isaiah intraprendono un viaggio alla scoperta di loro stessi. Anche se in certi momenti il loro percorso sarà difficile, l’amore e l’umorismo troveranno il modo di portare luce tra le tenebre.

Lady Marmelade2

“Tutti vedono le differenze. Tu sei uguale a me, né migliore né peggiore.”

Tutti dovrebbero tenere presente questa frase, non solo Isaiah, uno dei due protagonisti di questa meravigliosa storia scritta da Brandon Witt. Ma quando sei nero, gay, insegnate in una scuola elementare e provieni da una famiglia ultra conservatrice non è facile ricordarsi che siamo tutti uguali, specialmente davanti a Dio, sempre che si creda in lui…
Brandon Witt non sceglie mai la strada più facile; i suoi libri sono carichi di emozioni che ti attraversano con la stessa potenza di un uragano: amore, dolore, sofferenza, ma anche speranza e voglia di rivalsa, conditi da sprazzi di ilarità che servono a stemperare la tensione.
La pubblicazione di gay romance in Italia è in continua crescita; faccio davvero fatica a stare dietro a tutte le uscite, ma ci sono certi autori che sono disposta ad aspettare anche anni perché escano con un nuovo libro. Li leggi per caso e poi vai a cercarli sul web, a seguirli sui social; ti senti partecipe della loro vita e l’attesa per l’uscita del prossimo libro si riduce e ti chiedi: “Ma perché non l’ho letto prima?”. Almeno per me è così.
Brandon Witt è questo per me: un autore che so mi farà versare fiumi di lacrime, ma che so già anche che in ogni suo libro arriverà a toccare la mia anima nel profondo.
Non ho potuto fare a meno di chiudere anche questo suo romanzo con una lacrima silenziosa, ero in ufficio e non potevo farmi vedere a piangere… Ebbene sì, sono colpevole: non potevo staccarmi dalla lettura della storia di Isaiah e Ben nemmeno durante le ore di lavoro!
Un libro davvero completo, non avevo mai letto un libro in cui il tema del razzismo venisse trattato in tutte le sue molteplici forme: violenza di genere, minoranze etniche, disabilità emozionale infantile, e ovviamente omofobia…
La storia è narrata in prima persona da entrambi i protagonisti in maniera alternata; Isaiah e Ben sono nel fiore degli anni, belli e a loro modo relaizzati, ma hanno entrambi un passato difficile e drammatico alle spalle, che sembra unirli ogni giorno di più. I frammenti del loro passato giungono al lettore attraverso flashback, uno strumento narrativo che a me piace molto e che serve a far capire ancora di più il lato psicologico dei personaggi.
Ben e Isaiah hanno molto più in comune dei quello che credano, anche se Ben è biondo con gli occhi azzurri e una marea di tatuaggi sul corpo, mentre Isaiah è un bellissimo uomo di colore dal fisico statuario.
Due uomini buoni che sono legati in maniera diversa a un difficile ragazzino di undici anni senza famiglia. Due uomini che sono pronti a sacrificare tutto quello che stanno costruendo tra loro per questo ragazzino…
Ma come vi dicevo non c’è solo sofferenza in questa storia; Witt infatti ha inserito dei personaggi minori – fa che ManDonna non mi stia leggendo in questo momento, sennò sarei già morta dopo aver accostato il suo nome a “personaggio minore”!- che danno un senso di famiglia a entrambe i personaggi: Charity, la collega di Isaiah nonché sua coinquilina; ManDonna, gloriosa Drag Queen e mamma surrogata di Ben, con il suo compagno Hershel, che poi è anche il capo di Ben, costituiscono le famiglie che i due uomini si sono scelti. Si sono sostituiti a pieno titolo alle famiglie d’origine che non li hanno mai capiti, che non li hanno mai amati per quello che erano e sono.
Personaggi un po’ sopra le righe – scusa ManDonna!- ma che sono anche una ricchezza aggiunta al romanzo. Ho quasi sputato il caffè sul tavolo con le entrate in scena di ManDonna:

«Fingerò che tu non abbia appena paragonato i miei sacri sponsali a un posto dove gli etero vanno a mangiare frittelle e maltrattare pecore.» «Non hai conosciuto Hershel al rodeo gay?» Sapevo che era così. Lui alzò il mento. «Pensavo fosse una pecora.»

Come dice il detto? Chi si somiglia si piglia! Quindi Hershel non è da meno:

Si voltò verso il palco e urlò sopra la folla. «Scuoti quel tacchino, ragazzo! Fagli fare glu glu!»

Questi interventi sono davvero serviti a stemperare l’atmosfera cupa che poteva rendere pesante il libro. Una ventata di aria fresca, un parere esterno che serve alla coppia a fare chiarezza sul futuro che ha davanti ma anche ad accettare che il passato non può essere cambiato. Il dolore che gli eventi passati continua a riversare sulle vite di Isaiah e Ben potebbe distruggere il loro rapporto, ma l’amore vince sempre:

Sinceramente, non avevo idea di cosa sarebbe successo con Isaiah. Lo amavo. Lui amava me. Ci amavamo. Eravamo come una vecchia coppia sposata e non vivevamo neanche insieme. Lo desideravo tanto da star male. Non avevo mai capito quell’espressione, prima di lui. Ma era così. Lo desideravo dal profondo di me stesso. Avevo bisogno di lui. Per la prima volta nel mio percorso di recupero, non mi sembrava di stare fingendo di avere una vita vera. Mi sembrava di averla sul serio.

Nella vita quotidiana sono tanti i “SE” che ci tormentano, quelli di Isaiah e Ben in particolar modo. Questo libro nasce dall’esperienza maturata di Witt nel corso degli anni, come spiega lui stesso nei ringraziamenti finali del libro.
Se un giorno avrò mai occasione di conoscere dal vivo Brandon vorrei tanto parlare con lui di RJ…

5


La copia ARC è stata fornita dalla Casa Editrice

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