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Recensione “Al sicuro nel suo cuore” – Renae Kaye

21433014_1441593959243398_7800607642400929280_nTitolo: Al sicuro nel suo cuore
Autore: Renae Kaje
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo
Prezzo: €5,99
Link all’acquisto: Al sicuro nel suo cuore

SINOSSI:

Andrew e Paul si sono avvicinati a Dio e a Gesù in chiese diverse e il loro approccio alla spiritualità è diametralmente opposto.
Andrew è cresciuto con la fede cattolica, che gli ha insegnato che l’omosessualità è un peccato. È stato costretto a nascondere la verità su se stesso per tutta la vita. Si è sposato e ha avuto dei figli, una maschera da presentare al mondo, una maschera da eterosessuale. Solo in seguito alla sua relazione con Paul, che gli mostra un aspetto diverso della religione, Andrew capisce di poter essere gay e avere ancora fede. Il Dio di Paul è pura accettazione e amore, nella sua chiesa l’omosessualità non è un problema.
Nel viaggio di Paul e Andrew, innamorarsi è la parte più facile. Ma ci sono tante cose su cui lavorare: il dolore del tradimento, la paura di essere scoperti, l’abbandono da parte della moglie di Andrew, le incombenze di dover crescere dei figli, la pressione dei rispettivi lavori e la costruzione di un futuro insieme. Solo superato tutto ciò potranno sentirsi al sicuro l’uno nel cuore dell’altro.

Recensione

a cura di

Lady Marmalade

A differenza del primo romanzo di questa sere, dove la coppia protagonista aveva una bella differenza d’età e una leggera vena BDSM, stavolta i protagonisti sono praticamente coetanei, ma cresciuti in ambienti completamente agli antipodi.
La cosa che più li rende diversi non è tanto l’estrazione sociale –  Andrew appartiene a una famiglia medio ricca ed  è un dirigente di una grande società mineraria, mentre Paul è un semplice infermiere-  ma il modo in cui la famiglia di origine ha pesato sull’accettazione della propria sfera sessuale e affettiva.
Andrew e Paul vivono la loro sessualità in modo molto diverso. Entrambi sono gay, ma mentre Paul vive alla luce del sole la sua affettività, non si nasconde ed è stufo delle solite storielle di una notte, vuole infatti dividere la sua vita con qualcuno che meriti il suo affetto, Andrew è il classico uomo nascosto nell’armadio: è gay, sa di esserlo, ma ha scelto di fingersi etero. Si è anche sposato, pur di sfuggire alle grinfie della famiglia che lo voleva accasato, marito fedele, padre di famiglia, timorato di Dio:

Paul lo capiva. Qualsiasi uomo gay l’avrebbe capito. Tutti quei bisogni e desideri che si tentano di cambiare per farli corrispondere a quello che la società ritiene normale, finiscono per aumentare sempre di più fino a spingerti a fare qualcosa di profondamente stupido, o qualcosa di intelligente. Qualcosa di intelligente come fare coming out. Paul provava compassione per Andrew. Era chiaro che l’uomo fosse intrappolato in un matrimonio da cui tentava di scappare soddisfacendo la sua identità gay in segreto. Ma era una compassione limitata.”

Anche se siamo nel terzo millennio l’accettazione del diverso è ancora lontana dall’essere garantita e anche nella civilissima Australia c’è ancora tanta strada da fare. Quindi il vecchio detto “Tutto il mondo è paese” è sempre molto attuale.
L’ostacolo più grande per il futuro della relazione tra i due uomini non è tanto rappresentato dalla moglie di facciata di Andrew, quanto proprio nel terrore dell’uomo di andare contro i precetti religiosi inculcatogli dalla famiglia sin dalla tenera età. L’uomo, per poter sopravvivere ai sensi di colpa del suo essere sessualmente attratto dagli uomini, ha creato un compartimento stagno dove tenere i suoi segreti al sicuro, lo Scrigno:

…aveva sentito e, in seguito, assistito ad alcuni degli atti sessuali che si consumavano nelle docce e lo Scrigno si era aperto…Ding ding. Un altro ricordo per lo Scrigno. Un altro ricordo ben preservato che avrebbe potuto recuperare quando voleva. Si era trattato solo di sesso orale, ma lo aveva acceso come un falò in una notte gelata.”

Oltre allo Scrigno, l’altra cosa che tiene lucido Andrew è rappresentata dai suoi due meravigliosi figli. I due bambini sono l’unica cosa buona nata dal matrimonio “imposto”, e mai potrebbe rinunciare a loro. La moglie di Andrew mi ha dato l’idea di una donna molto sola e infelice: in Andrew ha visto una via di fuga e l’ha colta al volo, ma non fa certo una bella figura a un certo punto della storia ma, per fortuna, alla fine saprà riscattarsi.
Anche Paul è molto legato alla famiglia. Anche la sua è molto religiosa, ma a differenza di Andrew, Paul è riuscito a coniugare il suo orientamento sessuale con la religione: è stato accettato da una congregazione protestante, tra i cattolici non ci sarebbe stata accettazione nelle alte sfere. L’essere di mente certamente più aperta dei protestanti, e soprattutto di padre John, l’ha aiutato a vivere serenamente: non si vergogna di chi è, di chi ama e di quello che prova.
Questa forte componente religiosa che caratterizza la storia, mi fa mettere questo romanzo sopra un altro livello rispetto ai precedenti letti della Kaye.
Le tematiche che sceglie questa autrice sono sempre molto delicate, struggenti e con una certa vena comica, ma stavolta la paura di Andrew di vivere nel peccato mortale, di poter perdere l’affidamento dei figli, di deludere i genitori mi ha veramente colpito al cuore. Questa ricerca svolta dall’autrice sulla figura di Dio e della spiritualità è molto toccante e dimostra che il Dio guerriero, distruttore e iracondo del Vecchio Testamento non c’è più, c’è solo il Dio che ama le sue creature in tutte le loro imperfezioni:

«…Lo sai cosa diceva Gesù? Aveva solo due comandamenti: rispetta Dio al di sopra di ogni cosa e ama il tuo prossimo come ami te stesso. Nient’altro. Questo è tutto quello che Gesù si aspetta da noi. Ama il tuo prossimo. E trattalo come vorresti essere trattato, così da non provocargli danno. Non devi uccidere, imbrogliare, mentire o rubare al tuo prossimo. Ma non devi neanche canzonarlo, giudicarlo o disprezzarlo. Se quello che facciamo non danneggia nessuno, allora non è una cosa sbagliata.»…Andrew scosse la testa con energia. «La chiesa cattolica…» «Si sbaglia.» Padre John gli tolse la parola. «Mi dispiace dirlo, ma in questo caso è la verità. Essere cristiani vuol dire essere aperti. Non è nostro compito giudicare chi meriti l’amore di Gesù e chi no. Non è possibile sapere chi si trova al di fuori della sua sfera d’amore e attenzione. Decidere chi vi è dentro e chi è fuori è l’esatto opposto del pensiero di Cristo.»”

Ovviamente i due uomini non si limitano a guardarsi negli occhi per tutto il tempo; c’è una forte componente sessuale nella loro storia, che inizia quasi con uno stalkeraggio sessuale di Andrew nei confronti di Paul tra le docce della palestra. Paul si rivelerà la medicina giusta per Andrew; l’uomo ha un estremo e disperato bisogno di affetto e di qualcuno che gli “insegni” che essere gay, felice è possibile:

Era strano. Si sentiva quasi… felice. Com’era possibile che un incontro fortuito in palestra avesse potuto cambiare così tanto la sua vita? Paul doveva essere solo un mezzo per sfogarsi sessualmente, ma all’improvviso era diventato un ingranaggio importante.”

Penso che a questo punto ormai l’avrete capito: questo romanzo è

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ALTRI LIBRI DELLA SERIE SAFE:

  1. AL SICURO TRA LE SUE BRACCIA

 

 

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