Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Panni sporchi” – Heidi Cullinan

51lgf-ktydlTitolo: Panni sporchi
Autore: Heidi Cullinan
Editore: Triskell Edizioni
Prezzo: €5,99
Genere: Contemporaneo MM
Link all’acquisto: Panni sporchi

SINOSSI:

Il vero amore non sempre scorre dritto come un fiume limpido. Ma a volte sporcarsi è già metà del divertimento.

Adam Ellery, dottorando in entomologia, incontra Denver Rogers, una massa di muscoli sexy, il quale senza grande sforzo si sbarazza dei confratelli ubriachi che stanno dando fastidio ad Adam nella lavanderia automatica di Tucker Springs. I ringraziamenti si trasformano presto in flirt, e poi, per la gioia di Adam, in sesso rovente consumato sul tavolo della lavanderia.
Anche se il suo lavoro come buttafuori in un bar gay gli concede sempre ampia scelta tra svariati secchioni sexy, Denver non riesce a togliersi il ragazzo dalla mente. Adam sembra aver bisogno di giocare pesante, proprio come Denver, ed è difficile dire di no a un’accoppiata così perfetta.
Ma Adam non è solo timido: soffre di disturbo ossessivo-compulsivo e di ansia, problemi che hanno rovinato la sua precedente relazione. E sebbene Denver sia in grado di sollevare un mucchio di studentelli come fossero pesi liberi, ha alle spalle un passato di abusi e, inoltre, prova terrore all’idea di prendere il diploma. Né Denver né Adam hanno voglia di mettere in mostra i propri panni sporchi, ma per poter stare insieme dovranno vuotare il sacco.

Recensione

a cura di

Francesca

Cosa hanno in comune un futuro entomologo e un buttafuori? Un ragazzo gentile ma che nasconde un disturbo che gli impedisce di vivere serenamente, e un uomo tutto muscoli e un cuore grande e bisognoso di amore? Sembrano due persone agli antipodi, due poli diversi della stessa batteria… ma come sappiamo bene, i due poli opposti si attraggono. Ed è proprio quello che succederà ad Adam e Denver, i protagonisti di “Panni sporchi”, di Heidi Cullinan, terzo capitolo della serie Tucker Springs, portato in Italia ancora una volta dalla Triskell Edizioni.

Adam è un ragazzo apparentemente normale. È un dottorando in entomologia, vive tra il suo laboratorio e la sua nuova casa, dopo essere andato via dall’appartamento che condivideva con la sua comitiva di amici, i “Bacarozzo Boys”. La vita sembra facile, per uno come Adam. Giovane, simpatico, mente promettente e ricercatore scientifico. Quello che però nessuno sa, è che Adam deve convivere ogni istante con un mostro che tenta in ogni modo di sopraffare il suo già flebile autocontrollo. Un mostro silenzioso, a volte invisibile, ma capace di invalidare ogni azione, di rovinare ogni sogno, speranza, illusione di un futuro sereno. Questo mostro ha un nome complesso, ma la sua natura lo è ancora di più. Si chiama disturbo ossessivo-compulsivo, e ha tutta l’aria di voler gestire l’esistenza di Adam al suo posto.
Denver è un uomo che non ha bisogno di nulla. Ha un lavoro – è il buttafuori di un locale importante a Tucker Springs – ha un paio di amici fidati e non cerca assolutamente una relazione seria. Il suo carattere pacato cozza con l’immagine di uomo tutto muscoli che si è creato col tempo. La palestra e il lavoro sembrano riempire totalmente le sue giornate… sembrano.
Denver e Adam si incontrano in un luogo pubblico, la lavanderia di Tucker Springs, che sarà testimone silenziosa della nascita di qualcosa. Ma… di cosa? Denver si troverà a dover difendere Adam, un ragazzo che gli appare fragile, ma non debole. E poi tra di loro scoppierà qualcosa. Una bomba che li intrappolerà in un  momento di assurda, intima pazzia. Un unione che assomiglia a un uragano, che li ingloberà in un vortice di sesso, passione ma anche tanto, tanto altro.

“Panni sporchi” è un libro che mi è piaciuto moltissimo. Avevo amato molto anche il precedente della serie, “Un occasione di seconda mano”, ma qui ci sono tanti argomenti che rendono la storia imperdibile e assolutamente perfetta. Non è il primo libro che leggo in cui si parla di questo disturbo, anzi, ultimamente ne ho letti parecchi a loro modo tutti bellissimi. Adoro la capacità di queste autrici di riuscire a rendere in modo assolutamente perfetto il caleidoscopio di sentimenti che provano i protagonisti affetti da questo disturbo mentale. In questo libro, soprattutto, la patologia di Adam unita alla sua insicurezza al suo bisogno di trovare qualcuno in grado di capirlo e guidarlo, mi hanno commosso fin nel profondo.

Il rapporto che si crea tra Adam è Denver è molto particolare. Entrambi hanno bisogno di una guida, di qualcuno che gli indichi la strada e che li avvolga nel caldo abbraccio della comprensione e del rispetto. Troppe volte e per troppo tempo, Denver e Adam hanno messo le loro paure e i loro timori al primo posto nella scala delle priorità, perdendo di fatto la via per un futuro sereno. Il loro incontro sembrerà fin troppo forte, in un primo momento, ma è solo l’inizio di qualcosa che si poserà nel profondo delle loro menti.

Forse è proprio così che mi sento di giudicare questa storia. È una storia mentale, introspettiva, intima. Un viaggio nella mente umana, sia quella di Adam che quella di Denver, che ci conduce per mano alla scoperta di una condizione fin troppo comune, al giorno d’oggi, ma troppo spesso ignorata o derisa.

Heidi Cullinan ha descritto in modo superbo il disturbo ossessivo compulsivo, scendendo fin dentro al cuore del problema, sviscerando ogni singolo aspetto, tratto e sfumatura di una malattia che aggredisce il nostro sistema nervoso, portandolo allo sfinimento e prendendone le redini conducendo, di fatto, la vita al posto nostro.

Adam e Denver troveranno il loro equilibrio. Il loro rapporto, colorato dalle tinte del bdsm, ci sembrerà acquistare tutto un altro significato, ben sapendo che ognuno di noi, soprattutto chi è affetto da questo disturbo, può trovare il suo personale sollievo nel lasciare il controllo a qualcun altro. Qualcuno di cui ci si fidi ciecamente, la nostra ancora, la bussola che ci guida nella tempesta.
Denver, per Adam, sarà proprio questo.

Mi complimento ancora una volta con l’autrice per aver creato questo piccolo capolavoro. Meravigliosi i personaggi principali, ben caratterizzati anche quelli secondari . Ho apprezzato anche ritrovare El e Paul, anche se di sfuggita, come parte di uno spettacolo che da un ruolo fondamentale a tutti i propri attori.

In conclusione, questo è il libro della serie che ho amato di più e che consacra, una volta per tutte, la mia ammirazione per Heidi Cullinan.

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Gli altri libri della serie Tucker Springs:

  1. Farsi Forza – L.A. Witt (qui la mia recensione)
  2. Un’occasione di seconda mano – Heidi Cullinan e Marie Sexton (qui la mia recensione)

 

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