Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Vespertine” – Leta Blake & Indra Vaughn

cover500-5Titolo: Vespertine
Autore: Leta Blake & Indra Vaughn
Genere: Contemporaneo, Religione
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo: 6,99€
Link all’acquisto: Vespertine

SINOSSI

Possono un prete e una rockstar rispondere alla chiamata dell’amore?
Diciassette anni fa, l’amicizia tra Jasper Hendricks e Nicholas Blumfeld si è trasformata in una relazione d’amore segreta. Hanno trascorso mesi idilliaci finché la chiamata di Jasper al sacerdozio è diventata impossibile da ignorare. Sconvolto, Nicky ha seguito la sua strada verso la celebrità nel mondo del rock, ma non ha mai smesso di guardarsi indietro.
Oggi Jasper è un prete dichiaratamente gay e lavora duramente per aiutare i giovani vulnerabili della comunità LGBTQ. È determinato a portare cambiamenti nella Chiesa e nel mondo. Rispettato, ammirato e a proprio agio con la sua identità, Jasper ha a lungo ignorato la solitudine.
Nicky, noto come Nico Blue, chitarrista e cantautore della band Vespertine, ha conquistato i cuori di milioni di ammiratori. Lui e la band hanno girato il mondo, incendiando i fan con la loro musica. Stordito dalle droghe e alimentato dalla rabbia, Nicky si sente completamente solo. Quando i componenti della band sono costretti a disintossicarsi, torna a casa, dove tutto è iniziato.
Le carriere di Jasper e Nicky hanno dominato le loro vite sin da quando si sono separati da adolescenti. Quando si rivedono, devono scegliere tra i fantasmi persistenti del passato o la promessa di un nuovo futuro.

recensionelady

Meraviglioso e toccante; delicato, intenso e struggente; un nuovo inizio per chi ha gettato alle ortiche il suo incredibile talento; un faro per chi si è perso nel buio della solitudine.
Davvero non ho parole per descrivere le emozioni che mi sono giunte dalla lettura di questo libro. Dalla sinossi sapevo che avrei sofferto nella lettura ma devo dirvi che non vedevo l’ora di soffrire con Nicky e Jazz.
Ero molto curiosa di vedere come le due autrici avrebbero trattato della “professione” di Jazz, visto che sono cresciuta in una famiglia cattolica, ma non praticante, e vivo in un paese dove il cattolicesimo fa parte della cultura e si intromette troppo spesso nella vita politica, volendo anche sindacare sugli stili di vita considerati “diversi” da quello che propone come normalità. Come avrete capito non sono molto religiosa e non vado proprio d’accordo con gli alti vertici della Chiesa Cattolica.
Lungi da me scardinare i temi portanti della religione cattolica, ma ritengo profondamente anacronistico nel 2018 l’obbligo del celibato per i sacerdoti, anche perché non siamo più nell’epoca buia del Medioevo, sono passati più di duemila anni dalla nascita di questa religione che dovrebbe davvero darsi una rinfrescata…
Che ci posso fare? Trovo inconcepibile che chi non ha una famiglia venga a sindacare su chi sia più o meno degno di farsene una, o che decida chi si possa amare o no. Per fortuna ho anche amiche che sono più aperte di mentalità e sostengono anche coppie omosessuali, che si battano per i loro diritti pur professando il cattolicesimo, ma i vertici della Chiesa? Quelli purtroppo ancora no.
Questa è forse l’unica cosa che nel romanzo non corrisponde alla realtà, dove qualcuno molto vicino ai vertici, ma anche a Jazz, sarà molto comprensivo con l’uomo, non gli farà venire meno il suo sostegno, ma credo che nella realtà questo sia ancora troppo poco probabile.
Non posso davvero credere che un amore così forte come quello di Jazz e Nicky abbia corsa il rischio di non realizzarsi mai. Jazz vuole solo far del bene al prossimo, nient’altro che mettere in pratica i principi più puri trasmessi da Gesù Cristo, quindi come può il suo maore per un altro uomo impedirgli di fare ciò? Una cosa non deve per forza secluderne un’altra:

«…quello che ho scoperto, Nicky, è che quello che Dio vuole sopra ogni altra cosa per noi è di amarci gli uni con gli altri. Ogni regola può essere infranta se si tratta di un atto d’amore. Se segui un certo comportamento per amore, amore altruista, non puoi fare niente di sbagliato. La Bibbia non mi condanna. E non condanna nemmeno te.»
Aveva trovato se stesso in lui quando era un adolescente. E si era riscoperto in quel momento. Come poteva lasciare andare tutto quello? Ma come non posso? Ho fatto dei voti. Ho promesso la mia vita al Signore. Avrebbe dovuto essere inorridito per ciò che aveva fatto, eppure non lo era.

Se la sofferenza di Jazz sta nel dover far coincidere cosa gli dice il cuore e la sua vocazione, Nicky deve affrontare una volta per tutte il dolore di aver perso Jazz e ritrovare la voglia di vivere senza averlo nella sua vita come una volta; si era affidato alla nebbia indotta con le droghe per scacciarlo, ma purtroppo ha capito troppo tardi, e a rischio della sua stessa vita, che la droga non solo ha minato il suo fisico, la sua mente e la sua anima, ma ha anche rovinato la cosa che più lo rendeva unico, la sua musica:

Essere Nico, allora, era stato tutto ciò che aveva sempre voluto. Era meglio che essere Nicky. Come Nico aveva potere. Nico poteva far inginocchiare le persone di fronte a sé. Nico poteva cambiare le cose… Aveva intenzione di restare pulito e trovare un modo per continuare a vivere in un mondo dove quello era tutto ciò che poteva avere: la voce di Jazz, la sua esistenza, ma non il suo tocco. Mai più… Finché non si fosse rimesso in sesto, la musica sarebbe stata malata come lui. Se quella era una canzone che voleva essere cantata, l’avrebbe ritrovata una volta guarito. Quando non sarebbe più stato a pezzi.

Due modi di vivere completamente diversi, due uomini fragili e forti allo stesso tempo che cercano di sfuggire all’amore che provano da sempre l’uno per l’altro, ma che nessuno potrà mai allontanare per sempre, né la società, che meno male si sta aprendo al “diverso”, né tantomento gli uomini di fede guidati da un Dio collerico e severo secondo la loro personale interpretazione, che si sono scordati troppo alla svelta che Dio è Amore non Castigo; che Cristo predicava l’Amore, il Perdono, l’Accoglienza e non l’Odio…
Chiamatelo destino, fatalità, forza misteriosa, chiamatelo come volete, ma se Jazz e Nicky si sono finalmente ritrovati vuole dire che così doveva essere, perché per quanto Jazz ci provi, non è possibile far tacere quello che il cuore prova:

«Ti ho sempre amato. Non posso nemmeno fingere che amavo Dio più di te, allora.»

Un libro che mi ha fatto pensare molto all’origine dei precetti che ci sono stati insegnati in tenera età, ma che forse non abbiamo mai capito perché ci siamo sempre e solo ritrovati a ripeterli a pappagallo, e dove il rapporto fisico tra i due protagonisti non è qualcosa di puramente carnale, sporco, che qualcuno vuole far risultare offensivo o blasfemo, ma solo l’unione di due anime che semplicemente si amano e fondono…
Sì, è vero non sono molto cattolica ma piuttosto atea, ma le cose imparate da piccola le ricordo ancora molto bene e ricordo che qualcuno, tanto tanto tempo fa, disse questo: “Scagli la prima pietra chi è senza nessun peccato…”

DANONPERDERE

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