Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “I resti di Billy” – Jamie Fressenden

51ihawiyrmlTitolo: I resti di Billy
Autore: Jamie Fressenden
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo MM
Prezzo: €4,49
Link all’acquisto: I resti di Billy

SINOSSI:

Kevin Derocher ha trentadue anni quando entra nell’ufficio di Tom Langois.
Sposato da poco, un bambino in arrivo, e il colletto della camicia di flanella rossa sollevato in modo da coprire il livido attorno alla gola, provocato dal suo tentativo di suicidio.

Dopo un consulto iniziale, il terapista è convinto che non lo vedrà mai più, ma Kevin si presenta casualmente tre anni più tardi per eseguire delle riparazioni proprio nella nuova casa di Tom.

Kevin e Tom diventano subito amici, e Tom inizia a sospettare che Kevin possa essere interessato a qualcosa di più di una semplice amicizia.
Tuttavia, Kevin sembra ossessionato da qualcosa accaduto durante la sua infanzia, qualcosa di terribile che ha dovuto chiudere fuori dalla mente. Quei ricordi soppressi gli impediscono di avvicinarsi a qualcuno senza andare nel panico o perdere il controllo, a volte violentemente.
Ma quando il suo passato comincia a riaffiorare, diventa evidente che lui possa essere la chiave di un mistero vecchio di venticinque anni: cosa è successo a Billy?

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Un anno. Questo è il tempo che ho impiegato per decidermi a prendere in mano “I resti di Billy”. Un anno a tergiversare, prendere e lasciare, poi riprendere e infine, accantonare. Perché se sei nell’ambiente, sai già di cosa parla questo libro ancora prima di iniziare a leggerlo. Ed è dura affrontarlo. Dura perché quella copertina, quegli occhi color cioccolato, quell’immagine… Basta solo quella a farti venire i brividi.
Malgrado la paura, però, alla fine ci sono riuscita. L’ho letto. E sono felice di averlo fatto, nonostante mi abbia devastata. Nonostante stia ancora cercando di riordinare le idee, trovare il giusto modo per parlarvi di questa storia senza spaventarvi o scoraggiarvi.

“I resti di Billy” e una storia cruda, straziante, dolorosa. Ma è anche una storia d’amore, di perdono, di devozione. È una storia di guarigione. Ma questo non la rende meno forte, anzi. Fa male, ma il dolore a volte è il catalizzatore che ci spinge verso un sentimento più alto, più nobile, quasi magico. E “I resti di Billy” fa proprio questo. Ci porta giù, in fondo al pozzo, dove ci mostra la cattiveria dell’animo umano, la debolezza, la malattia, il disgusto. Dove ci sbatte in faccia la follia dell’uomo e la sua insanità mentale. Poi, quando tutto ci sembra inutile e rischiamo che l’ansia e l’angoscia ci stiano per soffocare… Ci tende una mano. Per farci tornare su, in superficie, dove ad attenderci c’è l’amore, il perdono, la vita.
Ma certo, non saremo più gli stessi.
È difficile parlare di questo libro senza svelarne la trama. Io per prima non ho voluto sentire niente prima di iniziarlo. E così, cercherò di raccontarvelo senza rivelarvi nulla. Vi parlerò di Tom, il protagonista. Tom è un terapista, uno psicologo, ed è incredibilmente bravo nel suo lavoro. Lavoro che ama e che svolge con passione e dedizione. Così, quando incontra per la prima volta Kevin, uomo non ancora trentenne reduce da un tentativo di suicidio, non può far altro che cercare di aiutarlo. Ma Kevin è una persona eclettica, chiusa in se stessa, è forse non vuole essere aiutato. Fatto sta che sparisce dopo la prima seduta di terapia. Tom non si aspettava certo nulla di più, ma ne è comunque rattristato. C’è qualcosa in quel ragazzo, che lo attira… Come una falena sulla luce di una lampadina.
Poi, tre anni dopo, è il destino a mettere il naso bella vita di Tom. Trasferitosi in una nuova casa in periferia, Tom e Kevin si incontrarono di nuovo per caso. Ed è questo il giro di boa. Il momento in cui Tom capisce che non può lasciare andare quel ragazzo. Che c’è qualcosa di più profondo dietro all’atteggiamento rilassato e divertente, al chiacchiericcio, alla compagnia. C’è qualcosa… Qualcosa che sfugge, che sembra vivere dentro Kevin e che, piano piano, lo sta logorando dall’interno.
Tom è un personaggio forte, determinato, realista. È uno psicologo, ha una forma mentis che lo porta ad analizzare i fatti, sezionandoli, fino a quando non ne ha tirato fuori i significati più reconditi. Ma Kevin non è un suo paziente. Come si fa ad avvicinarsi a un uomo ferito, che cerca in ogni modo di tenere il dolore lontano da se stesso, che si lascia sopraffare da attacchi di panico sempre più frequenti e assurdi, e che soprattutto, sembra non volersi far aiutare? Per Tom e una sfida, ma la posta in gioco è troppo alta anche per lui, soprattutto quando si rende conto che i sentimenti che prova per Kevin vanno bene oltre al di là della semplice amicizia.
Non sarà un percorso facile. Non lo sarà per Tom, per Kevin e per noi. Noi che assisteremo a qualcosa di grande, che ci spaccherà il cuore a metà, che ci farà piangere, che ci strazierà l’anima. Ma è un cammino che bisogna fare. Che ognuno di noi dovrebbe affrontare. Perché “I resti di Billy” è un libro che parla di vita. Quella stessa vita che siamo portati a non vedere. Quella che evitiamo come la peste perché troppo dolorosa, quella che non vogliamo affrontare, quella che copriamo voltando pagina o cambiando canale.
Gli abusi. La violenza sui bambini. La pedofilia.
Ma non voglio spaventarvi. Sappiate che se decidete di leggere “I resti di Billy”, è a questo che andate incontro. Ma fatelo, leggetelo. Lasciate che vi arricchisca il cuore e la mente. Dategli l’opportunità di farvi crescere, riflettere, arrabbiare. Lasciate che vi regali la consapevolezza che c’è speranza, in questo mondo.
Leggendo questo libro, non ho potuto fare a meno di ricordarne un altro. Un’altra storia difficile e dolorosa che ti spacca il cuore ma che, proprio come “I resti di Billy”, va letta. Sto parlando di “Amabili Resti”, di Alice Sebold.
Ho letto questo libro anni fa, e ne sono rimasta affascinata. Bella anche la versione cinematografica, molto fedele alla storia originale e ben interpretata. “Amabili Resti” e “I resti di Billy” sono due storie che si assomigliano moltissimo. Si parla di abusi su minori, violenza sessuale e psicologica, omicidio. Ma anche in “Amabili Resti”, si parla di rinascita, di speranza, di perdono. Perdono non per chi commette il crimine, ma per chi resta. Perdonare se stessi per essere sopravvissuti, per essere rimasti, per aver avuto la possibilità di ricominciare. È nel libro della Sebold, proprio come in quello di Fressenden, si sente profumo d’amore, di gioia, di positività. Ed è questo che ci aiuta ad andare avanti, ad affrontare pagina dopo pagina la verità, a tenerci saldi, a non crollare.
La consapevolezza che si può perdonare. Che si può ricominciare. Che si può tornare ad amare.
È dura, è vero. A volte ci sembra di non potercela fare, di non riuscire ad arrivare fino alla fine, di non poter leggere neanche un altra parola, frase, sillaba. “Non posso”, ho pensato in alcuni punti. “Non ce la faccio a continuare”. Ma alla fine ce l’ho fatta. E ho superato il dolore, la rabbia, la sofferenza, lo schifo… Tutto. È credetemi, ne è valsa la pena. Perché mi sento diversa, più ricca. E farò tesoro di questa sensazione, perché amo leggere e soffrire e rinascere. E pensare che c’è ancora speranza, in questo mondo malato. Forse non è facile vederla in superficie… Ma c’è e sta a noi trovarla.

Perciò, prendetevi un attimo di tempo. Fate un respiro profondo e leggete “I resti di Billy”. E lasciate che guarisca un po’ anche voi.

DANONPERDERE

Amabili Resti41podmmh50l

 

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