Pubblicato in: recensioni, triskell edizioni

Recensione “Nei tuoi occhi” – Cardeno C.

51fh5iedjglTitolo: Nei tuoi occhi
Autore: Cardeno C.
Editore: Triskell Edizioni
Genere: MM Urban Fantasy
Prezzo: €3,74
Link all’acquisto: Nei tuoi occhi

SINOSSI:

Cresciuto per diventare l’Alfa del branco di Yafenack, Samuel Goodwin dedica la sua vita a studiare le leggi dei mutaforma, a rendere il proprio corpo più forte e ad apprendere nozioni da suo padre. Ma nonostante tutti i suoi sforzi, Samuel non riesce a rapportarsi con le persone, comprese quelle che dovrebbe guidare.
Quando incontra Korban Keller, il figlio dell’Alfa del branco vicino, reagisce in maniera emotiva invece che intellettuale per la prima volta nella sua vita. Si sente infastidito da come il mutaforma lo destabilizza e così, prima cerca di intimidirlo e poi lo evita disperatamente. Ciò che non riesce a fare, però, è dimenticare i caldi occhi di Korban, il suo sorriso e la sua personalità solare.
Quando una battaglia tra i loro padri finisce tragicamente, Samuel fatica a condurre il branco mentre Korban tenta di sfondare le sue barriere emotive.
Due uomini molto diversi con un passato tumultuoso devono superare sfide che arrivano da ogni dove e riuscire a guardare oltre le regole della loro società per rendersi conto di essere destinati l’uno all’altro.

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Questo emozionante terzo capitolo della serie Mates è decisamente una spanna sopra gli altri, in assoluto è quello che ho preferito.
Samuel è il protagonista del libro, nonché io narrante della storia; è lui che ci racconta il suo difficile percorso, intrapreso per divenire l’Alfa migliore che il suo branco abbia mai avuto.
Ogni momento di Samuel è  rivolto a migliorare se stesso per poter essere tutto ciò di cui il suo branco avrà bisogno nel prossimo futuro, quando suo padre abdicherà in suo favore.
Samuel è preparato, ligio al dovere, tutto il suo tempo lo passa tra le pagine dei libri che narrano la storia del branco, oppure in compagnia del padre per imparare il più possibile da lui. Questo lo ha reso un ragazzo molto solo, che non riesce a interagire con nessuno a parte i genitori. Non tollera i più comuni gesti di affetto come carezze e baci; persino una semplice stretta di mano, da parte di altre persone, per lui è insopportabile. Una cosa molto strana per un mutaforma che vive in branco, specialmente per un canide.
Mi sono sentita subito in sintonia con il povero Samuel e il suo disagio sociale. Vorrebbe rendere fiero il padre, ma non riesce ad aprirsi nemmeno con l’adorato genitore:

“«Parte dell’essere un buon Alfa è la forza, ma un’altra è la compassione e la tenerezza. Dobbiamo condurli con un martello di velluto, non con il pugno d’acciaio.» Si picchiettò di nuovo il petto. «Devi sentire la connessione, Samuel. Devi sentire per il tuo branco.»”

C’è solo una persona che sembra riuscire ad abbattere questo disagio di Samuel, un altro ragazzo poco più grande di lui, anch’egli destinato a divenire un giorno l’Alfa del suo branco, il giovane e solare Korban, al quale sembra che Samuel non sappia dire di no una volta incontrato il suo sguardo e sorriso:

“«Samuel?» chiese Korban mentre mi si avvicinava. «Stai bene?» Mi mise la mano sulla guancia e quello, combinato con il suo odore, mi distrusse. Fu la migliore e la peggiore sensazione che avessi provato in vita mia: sollievo, euforia e soddisfazione seguiti quasi subito da terrore, disgusto e senso di colpa.”

Il primo incontro tra i due segnerà per sempre la loro vita, ma Samuel farà di tutto per non cedere alla misteriosa forza che sembra spingerlo verso Korban. In sua presenza è sempre scorbutico, intollerante, antipatico, ma lo sguardo di Korban è sempre lì a seguirlo. Per anni Samuel ha cercato di evitarlo durante i raduni fra i leader dei branchi, ma la lieve presenza di Korban c’è sempre stata:

“Restò al suo posto, con le nocche bianche per la presa ferrea sull’arnese, e mi guardò. Mi guardava sempre.”

Korban è tutto quello che Samuel non può ancora essere, ma che con il suo aiuto potrà diventare, per questo i due sono perfetti l’uno per l’altro:

“I sentimenti erano già presenti, rinchiusi, nascosti, ma c’erano. Il suo bacio li trascinò fuori dal buio dov’erano sprofondati e li mostrò alla luce del giorno. Il suo tocco sul mio viso era bello, e giusto, così come le sue labbra morbide contro le mie, che mi stuzzicavano la lingua e mi permettevano di assaggiarlo…Per tutta la vita mi ero sentito a disagio quando qualcuno mi veniva troppo vicino, ed eccomi lì che cercavo di sprofondare sotto la pelle di Korban.”

Samuel col suo essere così introverso, col suo vivere sempre e solo in funzione degli altri, arrivando persino a volersi sacrificare fisicamente per loro, mi ha dato l’idea di essere quasi borderline: una ragazzo quasi troppo sensibile che ha deciso di rendersi insensibile per servire meglio la sua comunità. Sembra un controsenso, ma per Samuel non permettersi di sentire gli altri e seguire le regole alla lettera è il solo modo che conosce per rendere il suo branco sicuro.
Forse la figura di Korban rimane un po’ adombrata dalla presenza scenica di Samuel, ma questo è dovuto proprio al fatto Korban è lo “strumento” che può far connettere Samuel con la sua sfera emotiva. Una volta accettato Korban come compagno per Samuel sarà come respirare per la prima volta:

“«Spero che non ti pentirai di avermi come compagno. Non so tante cose come te. Il mio lupo non è così forte. E il mio cervello non…» Si mordicchiò il labbro. «Non sono così intelligente.» «Tu sei tutto ciò che potevo sperare di avere.» Mi sollevai in ginocchio, mi protesi verso di lui e gli afferrai la testa, costringendolo a incontrare il mio sguardo. «Sei sensibile e gentile, ottimista e forte, divertente e carismatico.» Era tutto ciò che non ero io. «Sei l’altra metà di me.»”

La scelta di Cardeno di caratterizzare così diversamente i due uomini ha decretato il successo di questo libro, perché pur non avendo inventato nulla di nuovo, rende originale la vicenda.
Poteva essere l’ennesimo libro che parlava di lupi mannari, guerre fra branchi, ecc, che avrebbe fatto compagnia alla miriade di libri già letti.
Invece Samuel, con il suo essere asociale – anche io spesso lo sono!-, e Korban con i suoi calmi occhi turchesi, me li ricorderò a lungo… Sopratutto tutte le volte che guarderò la copertina di questo libro e incrocerò lo sguardo di Korban!

emozionante

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